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insieme

Ca mmin a mo Anno 2 - n° 16 Febbraio - Marzo 2014

PASQUA 2014

La Voce del Parroco Carissimi, la festa della Pasqua s’avvicina. Il periodo Quaresimale iniziato con il Mercoledì delle Ceneri, quando vi giungerà il giornalino parrocchiale “Camminiamo insieme”, REDAZIONE sicuramente è già al termine e si respira aria di P. Luigi Butera Pasqua. Voglio augurarmi che questo periodo Irene Cafiso sia per tutti veramente un periodo di digiuno, Salvatore Burrometo di preghiera, di carità, di vera conversione. Tutti abbiamo bisogno di conversione. Web Non è vero che non digiuniamo, non angelocustoderg.altervista.org/blog preghiamo, non facciamo carità, bisogna vedere come digiuniamo, preghiamo e E-mail operiamo la carità. Senza una partecipazione angelocustoderagusa@gmail.com interiore del cuore e della mente, tutto lascia come prima. La Parola di Dio dovrebbe essere Sede sempre presente. Parrocchia Angelo Custode Sta scritto: - “Non di solo pane vive C.so V. Veneto 328 l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla Tel. 0932.622146 bocca di Dio”… - “Sta scritto: non tenterai il Signore Dio Hanno collaborato: tuo”… P. Angelo Sparacino - “Sta scritto: adorerai solamente il P. Luigi Butera Signore Dio tuo”… Irene Cafiso Siamo consapevoli dell’insegnamento di Adriana Campo Gesù, tuttavia non sempre riusciamo a Giovanni Iacono superare le tentazioni del demonio. Gianluca Tidona Il Papa Francesco parlando del peccato dice: Flavia Bognanni “Per me il sentirsi peccatore è una delle cose più belle che possono capitare ad una persona… Il senso di colpa, la vergogna, la consapevolezza dell’errore possono diventare Grafica: un carburante potente che porta diritto Salvatore Burrometo al confessionale… Non c’è peccato che non possa essere perdonato perché non c’è

peccato più grande della grandezza di Dio… Dio è misericordia”. La Pasqua del Signore deve essere la nostra Pasqua, la nostra risurrezione. Invito tutti a gioire nello spirito francescano per la “Promessa” che alcuni giovani della nostra Parrocchia, dopo un cammino forte e costante, faranno giorno 27 Aprile con la specifica finalità di avvicinarsi all’Eucaristia perché alimento necessario per la crescita spirituale, avvicinarsi al vangelo perché regola di vita, di ascolto della parola di Dio, avvicinarsi alla Povertà perché segno sensibile di amore verso gli ultimi, i bisognosi. In un mondo dove i valori veri vengono spesso sconosciuti o disprezzati, Francesco d’Assisi ancora affascina tanti giovani e meno giovani. La sua povertà radicale, la sua perfetta letizia, la sua universale fraternità, sono l’espressione più bella della Pasqua, sempre viva in ogni cuore umano. Pace e Bene. Il vostro P. Angelo

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Meraviglioso Sei! Irene Caso “Meraviglioso Sei, Padre di grazia, nessun altro è come Te...Tu soltanto puoi guarir le ferite che ho nel mio cuor”... ero immersa nell'ascolto di questo canto e così ho iniziato a meditarne le parole. Quante volte ci siamo fermati dinnanzi al Signore, in silenzio, a contemplare la Sua bellezza e la Sua grandezza? Purtroppo spesso nel caos quotidiano, immersi nel rumore, nelle parole, nei suoni, è difficile fare silenzio e questo spesso forse ci fa pure paura. Siamo sempre indaffarati così come la Marta del

Vangelo (Lc 10,38-41) che si preoccupa di far tutto per il Signore che è entrato in casa sua e dunque non sta ferma un attimo. Invece dall'altro canto ci sta sua sorella Maria ai piedi di Gesù, lì in silenzio ad ascoltare le Sue parole. Quante volte siamo Marta e quante siamo Maria? Credo che più facilmente nella nostra vita siamo come la prima delle due sorelle, ci affanniamo sempre per tante cose, siamo gelosi quando l'attenzione non viene rivolta a noi, vogliamo spesso farci notare con i gesti e le parole, quando a volte ciò che occorre è limitarsi ad un umile ascolto. Allora proviamo, in questo

La via dedicata a Cristo “Andate contro corrente: non ascoltate le voci interessate e suadenti che oggi da molte parti propagandano modelli di vita improntati all’arroganza e alla violenza, alla prepotenza e al successo ad ogni costo, all’apparire e all’avere, a scapito dell’essere […] non abbiate paura di preferire le vie alternative indicate dall’amore vero […] non abbiate paura di apparire diversi e di venire criticati per ciò che può sembrare perdente o fuori moda: i vostri coetanei , ma anche gli adulti, e specialmente coloro che sembrano più lontani dalla mentalità e dai valori del Vangelo, hanno un profondo bisogno di vedere qualcuno che osi vivere secondo la pienezza di umanità manifestata da Gesù Cristo”. Bellissime parole con cui Benedetto XVI intende trasmetterci un messaggio: l’importanza di vivere Cristo nella nostra vita con gioia, non per apparire o per essere al centro dell’attenzione, ma per poter essere esempi viventi dell’amore di Dio, grazie ai quali chi è

tempo forte di Quaresima, ad aprire, prima ancora che le orecchie, il cuore e a metterci in preghiera e in adorazione davanti a Lui. In questo modo potremo “ascoltare” le Sue Parole e trovare una risposta al nostro spesso incessante, confuso e tremolante “Signore, cosa vuoi Tu che io faccia nella mia vita?”.

Adriana Campo

lontano da Lui può riscoprire la serenità e la bellezza della vita stessa; l’importanza di non farci abbindolare da quelli che oggi sono veri e propri stili di vita basati sul seguire gli altri, sul non avere una propria identità per arrivare allo scopo più importante che è apparire agli occhi delle persone non capendo che l’unico giudizio che dovremmo temere è quello di Dio, non capendo che Dio ci ha creati l’uno diverso dall’altro perché la bellezza dell’umanità sta nella diversità dei pensieri e dei volti che la compongono; l’importanza di non avere paura di andare contro corrente perché non siamo soli, ma Dio è sempre con noi e ci protegge e come si legge nel Vangelo di Matteo 5,11 “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di

voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”. Perciò, non facciamoci trascinare giù dal degrado della società di oggi, ma lasciamoci salvare dall’amore di Dio che ci protegge e ci guida nella retta via. «Che il Signore ci dia a tutti noi il coraggio di spogliarci, ma non da 20 lire, no, no … Spogliarci dello spirito del mondo, che è la lebbra, il cancro della società! E’ il cancro della Rivelazione di Dio! Lo spirito del mondo è il nemico di Gesù! Chiedo al Signore che, a tutti noi, ci dia questa grazia di spogliarci.» (Papa Francesco Assisi, 4 Ottobre 2013).

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Tra modalità dell’ESSERE e modalità e dell’AVERE << Non accumulatevi tesori sulla terra , dove tignola e ruggine consumano e dove i ladri scassinano e rubano; accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine consumano e dove ladri non scassinano e non rubano . Perché la dov’è il tuo tesoro , sarà anche il tuo cuore>>. Mt 6, 19-21 Cari lettori, gettando uno sguardo , sulla società c h e c i circonda, vorrei che questa volta un po’ tutti riflettessimo su un quesito importante, conta più l’ESSERE o l’AVERE? Nonostante la crisi ci perseguiti , tra la gente, si sta facendo sempre più strada (soprattutto tra i giovani) la tendenza ad acquistare tutto ciò che il mercato mette in circolazione e senza il quale potremmo essere considerati degli “ S F I G AT I ” . P e n s o a l c e l l u l a r e superaccessoriato , al motorino di ultima generazione, agli occhiali da sole di una certa forma e marca , alla macchina di notevole cilindrata ecc..Se ci fermiamo un attimo a riflettere ci accorgiamo che siamo stati anche noi presi nel circuito dell’avere, dunque ci sentiamo “ noi stessi” solo nel possesso delle cose. Eppure se interrogati , davvero pochi di noi sarebbero disposti ad affermare che l’uomo conta per quello che ha , anzi siamo ben consapevoli che

l’essere ( il significato della vita , le proprie convinzioni, i valori, le relazioni di amicizia, di amore e di solidarietà ) non si configura con il possesso delle cose e degli altri. Di conseguenza possiamo operare un’importante distinzione tra modalità dell’avere e modalità dell’essere. Modalità dell’AVERE : si vale per quello che si ha e non per quello che si è e il mondo e gli altri sono oggetti di un possesso sempre più vasto. Veniamo assorbiti dalla cosa posseduta fi n o a d annullarci e a perderci in essa. Dunque, “ se uno non ha nulla non è nulla”. È in base a questo che le persone diventano dei consumatori che aspirano ad impadronirsi di più cose possibili, anche degli altri, diventando schiavi dei propri interessi. La modalità dell’avere ha in sé una carica distruttiva che rischia di travolgere tutti. Modalità dell’ESSERE : in questa seconda modalità il possedere, il controllare, l’accumulare, apparire, vengono sostituiti dall’amore e dalla solidarietà ,dalla fiducia in sé stessi e negli altri , dalla capacità di pensare in maniera critica, dal rispetto della vita in tutte le sue forme. Un esempio lampante è il nostro San Francesco. Altri esempi non mancano

certamente nella Bibbia dove nel Nuovo Testamento Gesù invita molte volte a liberarsi da ogni cupidigia e brama di possesso perché fanno si che l’uomo diventi schiavo e impediscono un rapporto di amore sincero con Dio e con gli altri. Siamo chiari, nonché la ricchezza in sé venga vista negativamente a condizione che non diventi un idolo di cui si diventa dipendenti , non impedisca la solidarietà e la condivisione, non sostituisca la fiducia in Dio. << Che giova all’uomo l’aver guadagnato il mondo se poi perde se stesso >> Matteo 16,26 Come avrete certamente capito, il mio invito è quello di riflettere sul fatto che nulla di ciò che è materiale e quindi passeggero può dare una vera felicità all’uomo. Una persona deve essere considerata per quello che è, cioè per il suo carisma , per il suo modo di fare , per i suoi valori, per quello che riesce a trasmettere e a donare. Se di una persona ci conquista solo quello che possiede ( denaro, immobili, macchine ecc…) rischiamo di compiere un grosso sbaglio perché magari non corrisponde a quello che cerchiamo veramente. In conclusione, lo SPIRITO con cui deve cercare di agire l’uomo religioso è quello di essere consapevole che tutta la gioia e la felicità possono venire solo da Dio e dal suo amore.

per comprendere: 3


Modalità dell’AVERE

Modalità dell’ESSERE

Tenersi in contatto con una persona non perché ci si tiene ma solo per quello che possiamo ottenere da questa persona.

Tenersi in contatto con una persona perché ci si tiene davvero e si vuole condividere con lei tante esperienze.

Vedere un fiore e strapparlo dalle sue radici per poterlo possedere.

Vedere un fiore, guardarlo con stupore e lasciarlo vivere.

Ascoltare una lezione a scuola / università con l’intento di afferrare più notizie possibili per impararle a memoria.

Ascoltare una lezione a scuola/ università come stimolo per una ricerca.

Un giorno l’AVERE chiese all’ESSERE : << Cosa si prova ad essere ESSERE senza avere nulla ? >> e l’ESSERE rispose : << E’ bellissimo , perché si ha TANTO senza possedere nulla.>>

L’esplosione della Natura Verde e poi verde. È questo il colore predominante della campagna iblea. Dalle nostre parti non succede spesso, ma quest’anno è avvenuto. Che sia stata la pioggia caduta in abbondanza, che siano i cambiamenti climatici in atto, fatto sta che il nostro paesaggio si è abbellito. Con tutti gli annessi e connessi. Infatti c’è stata l’apoteosi delle verdure spontanee. Dalla cicoria agli asparagi, dai “lassini” ai “matalufi”, tutte paradisiache leccornie per gli amanti della cucina rurale e naturale. Basta percorrere una qualunque strada extraurbana per vedere decine di persone che raccolgono i frutti della nostra generosa terra. Poi tra l’altro queste erbe, complici le

Giovanni Iacono

abbondanti piogge, sono molto rigogliose e spesso raggiungono anche proporzioni insolite. Infatti gli asparagi, che solitamente sono avvizziti, quest’anno sono particolarmente carnosi. E così anche i “lassini”, i “matalufi”, le borragini. Per non parlare poi dei sapori esaltati dalla tenerezza e dalla freschezza. Infatti queste erbe si gustano meglio se cucinate appena raccolte. Per la preparazione ci si affida alla perizia dei cuochi. Infatti sono poche le ricette preconfezionate per questo tipo di pietanze. Ciascuno personalizza le ricette in base ai propri gusti e alle tradizioni di famiglia. Molti infatti cucinano le erbe spontanee secondo i dettami

lasciati dai propri antenati. Si assiste così ad una personalizzazione delle pietanze che corrisponde ad una variegata gamma di sapori che rendono ogni piatto unico. Si va dalla semplice proposizione di queste verdure bollite condite con sale e olio, rigorosamente di oliva locale, alle ricette che vedono adoperare numerosi condimenti come origano, capperi, “ciappe di pomodori”, pepe nero, a quelle che li vedono mescolate con salsiccia, lardo e tante altre leccornie varie, che assurgono l’umile “erba” a gourmet di raffinata fattura. Ma lasciamo ora la cucina e immergiamoci nella esplosione della natura. La natura tutta verde, i 4


campi verdi che cominciano a macchiarsi del rosso dei papaveri al giallo delle margherite che nel mese di maggio invaderanno tutto quello che in questo periodo è verde. Poi con l’aumento della temperatura comincerà a predominare il giallo oro del grano per poi lasciare il posto all’arsura della campagna estiva. Un susseguirsi di colori e, perchè no, di emozioni che rendono la nostra terra un unicum che resterà sempre

O.F.S. & GI.FRA.

radicata nel profondo del nostro cuore. Ma per adesso godiamoci il verde, magari con una passeggiata tra i campi… magari a raccogliere verdura!

La Redazione

Domenica 16 Marzo si è tenuto, a Rosolini, l’incontro zonale che ha visto la partecipazione congiunta dell’Ordine Francescano Secolare e della Gioventù Francescana. Il tema della giornata è stato «Io ho scelto voi» (Gv 15,16), utile per riflettere sulla nostra missione nel campo del servizio e dell’evangelizzazione in qualità di famiglia francescana. Si è ribadita inoltre l’importanza di una continua collaborazione con la Gioventù Francescana che è ‘‘figlia naturale’’ dei Secolari.

L’Angolo della Milizia dell’Immacolata Fra Luigi Butera O.F.M. Conv.

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a sempre mi ha suggestionato il grande mistero della Trinità santa, così come ce l’ha rivelata Gesù Cristo. Con ciò non voglio dare ad intendere che abbia mai approfondito abbastanza questo mistero di Dio. Anche se la mia mente è incapace di penetrarlo mi affascina e starei ore a contemplarlo come davanti alla vastità dell’oceano. La singolare vita di Cristo e il suo insegnamento da sempre mi stupiscono e mi stimolano ad una più approfondita conoscenza di cui non mi sento mai sazio. Così pure resto ammirato contemplando l’icona della Vergine Maria, creatura unica in tutto il suo essere. Anche di Lei non mi sento mai appagato nello scrutare la sua affascinante avventura in cui l’ha lanciata il Creatore. Inoltre da sempre sono stato ammaliato dalla vita e dalle scelte fatte da Francesco piccolo grande uomo d’Assisi; tanto da considerarlo il più grande dei santi e singolare nella santità e nelle vertiginose scelte evangeliche. Dopo S. Francesco il santo che ha molto influito nelle mie scelte e nel superamento di tante difficoltà di ogni genere

nell’avventurosa mia vita di consacrato e di pastore di anime è S. Massimiliano Kolbe, innamorato dell’Immacolata, che mi ha insegnato ad amare, nonostante sentissi forte il fascino del mondo. Quando considero la sua vita e le opere compiute in nome e con l’aiuto di Maria nella più di rigida osservanza della povertà e nella piena obbedienza, mi sento come ubriacato. Non era nato santo, anzi era birichino e creava dei problemi alla mamma per il suo spirito ribelle e caparbio, tanto che una volta sfogandosi disse al figlio:“Che cosa sarà di te, figlio mio?” Questo rammarico risuonò per sempre nel suo cuore che da allora cominciò a cambiare. Nato a Pabianice in Polonia l’8 Gennaio 1894, a 16 anni indossa il saio francescano e nell’Ottobre del 1912 è inviato a Roma e, sacerdote nel 1918, si laurea in filosofia e teologia. A Roma S. Massimiliano diede vita alla Milizia dell’Immacolata sconcertato dalle audaci manifestazioni della Massoneria che inscena in piazza con stendardi e vessilli provocatori, gesti e scritti contro il Papa. Così “nacque l’idea di istituire

un’associazione che si impegnasse nella lotta contro la Massoneria e gli altri servi di Lucifero”. Lo scopo ultimo della Milizia dell’Immacolata è “la gloria di Dio, e non soltanto una maggior gloria, ma la massima gloria possibile”. Lo scopo immediato è “la sollecitudine per la conversione di tutti gli acattolici, in particolar modo di tutti quei poveretti, i massoni, che, accecati dal fanatismo, sollevano la mano contro il Padre più buono di tutti: il Papa”. Vi possono appartenere tutti: giovani e anziani, religiosi, sacerdoti e secolari, uomini e donne, studenti e illetterati”.

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Quattro Chiacchiere e un Caffè...decaffeinato! di Flavia Bognanni

Riesco a dire solo che mi sto impegnando. Mille corbellerie mi intasano la mente, e non riesco a pensare in maniera coerente a qualcosa che valga la pena esser letto. Sinceramente, penso si capisca, che di solito sono una che non parla a vanvera, per il gusto di farmi sentire. Però ora niente, bloccata. Totalmente impedita. E pensare che ho chiesto aiuto anche a delle bellissime parole di papa Francesco, ma niente, solo confusione. Ahimè, lo so che farà piacere a molti questa mia confusione, questa mia incapacità di comunicare con voi oggi. Ma non riesco a mentire, e i miei attuali pensieri potrebbero essere scambiati per presunzione, per cui taccio. Non mi va di essere fraintesa, non oggi. Sappiate capirmi, cari lettori, so che amore e comprensione non vi mancano, e oggi sfrutterò questi. Se sapessi mentirvi, allora scriverei qualcosa di cui non mi preoccupo molto, di superficiale, che serva solo ad adempiere al mio "dovere". Ma è proprio la sincerità che posso usare in questo spazio a farmelo amare. E non mi va che questo diventi un sacrificio, né, soprattutto, qualcosa di finto. Non voglio svenderlo a frasi di circostanza. Lo sapete anche voi, non sempre si ha voglia di parlare, e a volte è anche un bene star zitti. Vi saluto con quelle parole di papa Francesco a cui ho accennato prima, queste sì, che valgon la pena esser lette, rilette,e ancora, di nuovo. " La pace francescana non è un sentimento sdolcinato [..] la pace la trova chi prende su di sé il suo giogo, cioè il suo comandamento. Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato. E questo giogo non si può portare con arroganza, con presunzione, con superbia." (Assisi, 4 ottobre 2013)

Ridiamo un po’ Che ci fa un asino sui binari? DeRaglia!!

Perché l’arancia non va mai a fare la spesa? Perché ci manda-Rino!

PASQUA 2014 ESERCIZI SPIRITUALI 10 - 11 - 12 Aprile ore 20.30 - presso il salone parrocchiale aperti a tutti in particolare ai genitori dei bambini del catechismo, Gi.Fra, Gruppo Famiglia.

SETTIMANA SANTA 13 Aprile - Domenica delle Palme ore 9.30 - presso il cortile parrocchiale Benedizione delle Palme e dei Ramoscelli di Ulivo Processione per le seguenti vie della Parrocchia: C.so Vittorio Veneto, Via Spadafora, Via S. Anna, Via C. Moltisanti, ritorno in Chiesa segue la Santa Messa.

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SS. Messe ore 11.30 - 18.30

17 Aprile - Giovedì Santo ore 10.00 in Cattedrale S. Messa del Crisma alla presenza dei Cresimandi 2014 ore 18.30 - Santa Messa in «Cena Domini» ore 23.00 - Adorazione

18 Aprile - Venerdì Santo ore 17.00 - Celebrazione della processione del Signore ore 20.00 - Via Crucis cittadina (partenza Cattedrale)

19 Aprile - Sabato Santo ore 23.00 - Veglia Pasquale

20 Aprile - Domenica di Pasqua SS. Messe ore 10.00, 11.30, 18.30

Buona Pasqua dai Frati Minori Conventuali


Camminiamo insieme marzo aprile 2014