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29.09.2015 EMERGENZA MIGRANTI La Chiesa ortodossa bulgara chiede lo stop degli arrivi Il Governo di Sofia deve smettere di accogliere migranti in Bulgaria. È quanto si legge in una dichiarazione del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa bulgara. “La Chiesa ortodossa prova compassione e chiede solidarietà per i profughi che ormai si trovano tra di noi ed hanno un vero, e non falso, bisogno delle nostre cure e del nostro appoggio materiale – si legge nella dichiarazione. Noi aiutiamo i profughi senza fare differenza di fede o nazionalità, ma riteniamo che il Governo non debba in nessun modo accoglierne altri". Il Santo Sinodo ritiene inoltre che “chi ha creato il problema dei migranti dovrà anche risolverlo e non è giusto che il popolo ortodosso bulgaro paghi il prezzo rischiando così di perdere il proprio Stato cristiano”. “Se quello di Sofia è il Governo di uno Stato cristiano, dovrà nella maniera più categorica porre in seno a tutti gli organismi internazionali la questione di far cessare immediatamente le guerre nel Medio Oriente e nell’Africa Settentrionale e chiedere se non è in atto in quei Paesi una persecuzione dei cristiani”, si afferma ancora nella dichiarazione del Santo Sinodo. Il 63% dei bulgari considera i profughi una minaccia La maggior parte dei bulgari considerano la pressione migratoria come una minaccia per il loro Paese e approvano le misure restrittive nei confronti dei migranti. È quanto risulta da un sondaggio dell'agenzia Alpha Research, secondo il quale il 63% degli intervistati definisce come una minaccia il flusso migratorio. L'82% ritiene che è necessario rafforzare la barriera di protezione di filo spinato al confine con la Turchia. Appena il 3,7% degli intervistati è dell'opinione che la Bulgaria dovrebbe accogliere liberamente i migranti. Dall'inizio dell'anno sono oltre 11.700 i migranti entrati in territorio bulgaro, provenienti prevalentemente da Siria, Afghanistan e Iraq. Al vertice UE della settimana scorsa, Sofia ha appoggiato il principio delle quote ed è disposta ad accogliere subito 852 migranti da Italia e Grecia. BULGARIA-USA Rossen Plevneliev: Sofia e Washington sono partner strategici Bulgaria e Stati Uniti sono partner strategici: è quanto affermato dal Presidente della Repubblica, Rossen Plevneliev, in visita a New York per partecipare alla sessione ordinaria della 70ma Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il Capo dello Stato ha incontrato i rappresentanti della comunità bulgara residenti negli Stati Uniti, illustrando loro le decisioni prese durante la visita del Segretario di Stato USA, John Kerry, a Sofia sulla costituzione di cinque gruppi di lavoro sul dialogo strategico nel settore della sicurezza e della difesa, il settore energetico, lo stato di diritto, l'istruzione e il dialogo tra le persone. Il Presidente, inoltre, ha garantito l'abolizione dei visti statunitensi per i cittadini bulgari. Tale obiettivo è tra le priorità nelle relazioni bilaterali.


BULGARIA-TURCHIA Incontro tra Plevneliev e Davutoglu: focus su migranti, interconnessioni gas e infrastrutture Crisi dei migranti, interconnessioni del gas e progetti infrastrutturali stradali: questi i punti principali dell’incontro fra il Presidente della Repubblica, Rossen Plevneliev, e il Premier turco, Ahmet Davutoglu, avvenuto a New York, a margine della sessione ordinaria dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. La Bulgaria, si legge in un comunicato della Presidenza, punta fortemente alla costruzione di interconnessioni energetiche per diversificare le forniture e a un collegamento con la rete di distribuzione turca. Questo collegamento favorirebbe l’allaccio del Paese al Corridoio meridionale del gas. La volontà bulgara è di riuscire a completare la rete di connessione con la Grecia entro il 2015, mentre quella con la Turchia potrebbe entrare in funzione nel 2016. Sul tema migranti, Plevneliev punta al successo della cooperazione bilaterale fra Bulgaria e Turchia, coinvolgendo anche la Grecia, sui meccanismi di controllo alle frontiere. In questo senso, Plevneliev ha proposto la creazione di un centro doganale e di polizia gestito congiuntamente dai tre Paesi. UE-BALCANI Trentatre milioni di euro per imprese e innovazione in Grecia, Bulgaria, Cipro, Albania e Macedonia La Commissione Europea ha approvato il primo programma di cooperazione transnazionale per l'area balcanica e mediterranea, con l'obiettivo di promuovere l'imprenditorialità e l'innovazione in Grecia, Bulgaria, Cipro, Albania e Macedonia. In totale Bruxelles ha stanziato oltre 33 milioni di euro, di cui 28 milioni del Fondo europeo di sviluppo regionale e più di 5 milioni dello Strumento di assistenza pre-adesione (IPA). Grazie ai cofinanziamenti nazionali, il bilancio totale del programma arriva a quasi 40 milioni di euro. Fra gli obiettivi del programma c'è anche quello della conservazione naturale e culturale della regione.

News ccib 29 09 2015