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29-11-2016 EMERGENZA MIGRANTI La Chiesa ortodossa bulgara: “È un’invasione, stop agli arrivi” “L’ondata di migranti che ci assilla sta assumendo i tratti caratteristici di un’invasione”. È quanto si legge in un appello del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa bulgara pubblicato a Sofia in relazione alla crisi migratoria. Nell’appello si afferma inoltre che “a coloro che ormai sono qui, noi, come cristiani ortodossi e come società, presteremo aiuto con le nostre scarse risorse ma non di più”. “Riteniamo però che il nostro Governo in nessun caso dovrà permettere l’arrivo nel nostro Paese di altri migranti. Chi ha creato il problema di questa ondata di migranti deve risolverlo e non è giusto che il popolo ortodosso bulgaro ne paghi il prezzo con la sua scomparsa come Stato”, conclude il Santo Sinodo della Chiesa ortodossa bulgara. Cinque afghani accusati di aver istigato la rivolta nel centro di accoglienza di Harmanli Il tribunale ha disposto che cinque dei diciotto afghani incriminati con l'accusa di aver aizzato la rivolta al campo migranti di Harmanli debbano continuare ad essere tenuti sotto custodia. Stando a quanto dichiarato dal tribunale, esistono prove concrete che i giovani abbiano istigato ai tumulti, senza contare l'atteggiamento spavaldo e cinico mostrato nei confronti delle forze dell'ordine al momento dell’interrogatorio. L'organo giudiziario teme che possano influenzare gli altri residenti all'interno del centro di accoglienza, scatenando un'altra rivolta, oppure che commettano qualche crimine una volta rilasciati. Tra questi cinque, solo uno finora ha ammesso di aver istigato alla sommossa di giovedì scorso, negando però di aver lanciato pietre o altri oggetti, mentre i restanti quattro hanno affermato di non avere nulla a che fare con gli avvenimenti in questione. Circa 300 migranti sono stati arrestati in seguito agli scontri scoppiati nel campo profughi di Harmanli, il più grande sul territorio della Bulgaria. Avviate le procedure di rimpatrio degli afghani Il Governo ha avviato le procedure di rimpatrio volontario per cinquanta cittadini afghani arrivati illegalmente in Bulgaria. Nel prossimo futuro ne seguiranno altri 200, una volta che saranno esaminati i loro documenti. L'annuncio è stato divulgato a margine di una riunione indetta dal premier uscente, Boyko Borissov, alla quale hanno partecipato il direttore dell'Agenzia nazionale per i rifugiati, Petya Purvanova, e funzionari del Ministero dell'Interno, della Polizia di frontiera e dei Servizi di sicurezza interna. “L'incontro è stato organizzato per discutere della realizzazione di un piano d'azione da attuare nell'eventualità di un’emergenza connessa a un aumento


della pressione migratoria al confine con la Turchia”, si legge in un comunicato rilasciato dall'ufficio stampa governativo. NUCLEARE La compagnia francese EDF sarebbe interessata al progetto della centrale di Belene Ci sono state due offerte avanzate da grandi investitori privati riguardo la costruzione della centrale nucleare di Belene, in Bulgaria. Lo hanno dichiarato i rappresentanti dell'organizzazione non governativa Bulatom. “Ci hanno parlato di una possibile proposta da parte di un consorzio finanziario americano”, ha annunciato il segretario esecutivo del forum atomico bulgaro, Stanislav Gheorghiev, in un'intervista rilasciata alla radio nazionale BNR. Gheorghiev ha fatto riferimento anche alle dichiarazioni di Rumen Ovcharov, ex Ministro dell’Energia e, fino ad alcuni giorni fa, rappresentante statale presso Lukoil Bulgaria, che ha riferito l’interesse di una compagnia occidentale nel progetto. Il dirigente di Bulatom ha ipotizzato l’Electricité de France (EDF), una compagnia elettrica pubblica francese, come il possibile investitore il cui nome non era stato specificato da Ovcharov. La società è anche una delle scelte più probabili secondo Gheorghiev, essendo l'equivalente della Compagnia elettrica nazionale bulgara NEK. ECONOMIA La Bulgaria è condizionata dalla Russia più di ogni altro Paese dell'Europa orientale La Bulgaria è il Paese più soggetto all'influenza russa tra quelli dell'Europa orientale. Lo si legge in una ricerca condotta dal Centro per lo studio della democrazia in cinque paesi: Bulgaria, Serbia, Lettonia, Ungheria e Slovacchia. Senza dubbio il settore maggiormente condizionato dall'economia della Federazione Russa è quello dell'energia, stando al parere degli esperti che hanno condotto il sondaggio. In ogni caso, il risultato dell'indagine è solo una stima: è impossibile stabilire l'esatta percentuale di dipendenza dell'economia bulgara dalla Russia, data l'estesa rete di imprese fittizie e conti bancari detenuti all'estero. “Nonostante ciò, almeno il 22 per cento dell'economia bulgara è soggetto all'influenza russa in termini di andamento, soprattutto per quanto riguarda le fonti di energia alternative”, ha commentato l'economista Ruslan Stefanov.

News ccib 29 11 2016  

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