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27-10-2016 NUCLEARE Raggiunto un accordo per la centrale di Belene L’annosa vicenda relativa alla centrale nucleare di Belene e al risarcimento dovuto alla compagnia russa Atomstroiexport per l’annullamento del progetto sembra essere giunta alla conclusione. La Compagnia per l’Energia Elettrica Nazionale (NEK) ha infatti siglato un accordo con Atomstroiexport, che prevede il pagamento della somma dovuta entro il 15 dicembre 2016, pari a circa 620 milioni di euro. In cambio, la controparte russa si asterrà dall’applicazione di interessi aggiuntivi per un ammontare di circa 24 milioni di euro, come riferito dal Ministro dell’Energia, Temenuzhka Petkova, in una conferenza stampa. Petkova ha rilevato come la sigla del documento fra NEK e Atomstroiexport contribuisca a risolvere una questione potenzialmente delicata nelle relazioni bilaterali fra Bulgaria e Russia. L’Unione Europea dovrà ora dare l’assenso riguardo il sostegno finanziario di Sofia alla NEK, già approvato dal Governo nello scorso settembre. L’accordo fra NEK e Atomstroiexport era già stato definito preliminarmente da una legge approvata dal parlamento della Bulgaria il 28 settembre, per evitare l’accumularsi di nuovi interessi sul pagamento. Nello specifico, se il pagamento sarà estinto prima del 15 dicembre 2016, Atomstroiexport cancellerà 23,8 milioni di euro di interessi accumulatisi a partire dal 14 giugno scorso. Questa cifra sarà ridotta invece solo del 55 per cento, qualora il pagamento da parte della NEK venisse effettuato fra il 15 e il 25 dicembre 2016. In seguito alla sigla dell’accordo in questione, la NEK ha immediatamente pagato 5 milioni di euro, che saranno poi detratti dal totale dovuto alla controparte russa. Nel 2012 la Bulgaria aveva definitivamente annullato il contratto per la costruzione della centrale nucleare di Belene. L’accordo con Atomstroiexport era stato siglato nel 2006. BULGARIA-UE Aumentano nel 2017 i fondi europei per diversi settori Il Parlamento Europeo si è dichiarato favorevole all'incremento dei fondi europei stanziati in Bulgaria, dopo l'approvazione del Budget UE per il 2017 a Strasburgo. L'eurodeputato Andrey Novakov ha confermato che, nonostante le crisi che l'Unione Europea sta fronteggiando negli ultimi tempi, il budget è riuscito ad assicurare i finanziamenti necessari nelle aree prioritarie. “A questo proposito sono stati approvati notevoli aumenti per quanto riguarda l'allocazione dei fondi europei, e sono sicuro che saranno utilizzati con criterio”, ha aggiunto Novakov.


Sostanzialmente saranno assegnati fondi aggiuntivi a diversi settori, secondo le condizioni in cui versano ora. Al settore primario, per compensare il prolungamento dell'embargo russo sui prodotti alimentari europei fino a dicembre 2017, sono stati assegnati 600 milioni di euro; per fronteggiare la dilagante disoccupazione giovanile sono stati accantonati 1,5 miliardi di euro; ad Horizon 2020, il Programma Quadro Europeo per la Ricerca e l'Innovazione, verranno assegnati 400 milioni di euro; altrettanti ne verranno utilizzati per migliorare la connessione interstatale in Europa, attraverso una modernizzazione delle infrastrutture stradali e ferroviarie; infine, sono stati stanziati anche 200 milioni di euro per il Cosme, il Programma Europeo per la competitività aziendale e delle piccole e medie imprese. FINANZE Interrotto il sostegno finanziario pubblico alla Fibank Il Governo ha autorizzato il Ministero delle Finanze a porre fine al contratto con la First Investment Bank (Fibank), che prevedeva il conferimento di aiuti finanziari statali alla società per evitarne il collasso. In un comunicato stampa del ministero rileva che la banca ha già soddisfatto i termini dell'accordo, approvato dalla Commissione Europea. Nel maggio di quest'anno, infatti, la società ha rimborsato allo Stato la somma di 613 milioni di euro percepita sotto forma di finanziamento statale. Fibank è il terzo maggior prestatore della Bulgaria in termini di dimensioni, e nel giugno 2014 versava in condizioni finanziarie critiche, a tal punto da avere bisogno di sostegno pubblico. Questo perché, a seguito del fallimento della Corporate Commercial Bank (KTB), le persone che detenevano depositi presso l'istituto hanno ritirato 400 milioni di euro in un solo giorno, a causa della diffusione di informazioni errate relativamente all'andamento della Fibank. RATING Sofia si attesta al 39mo posto nella classifica Doing Business La Bulgaria ha perso una posizione nella classifica Doing Business, stilata dalla Banca Mondiale per valutare la facilità per le imprese di operare nei vari mercati nazionali. Nella versione preparata per il 2017, la Bulgaria scende dal 38mo al 39mo posto su un totale di 190 paesi. Il dato riguardante la Bulgaria è dunque in lieve peggioramento, nonostante il report abbia rilevato le iniziative apportare dal Governo per il sistema di approvvigionamento energetico, tramite meccanismi di controllo dell’utilizzo delle risorse.

News ccib 27 10 2016  

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