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26.07.2016 SONDAGGIO Il 70 per cento dei bulgari teme l’aumento della conflittualità in Turchia Il 70 per cento dei bulgari crede ci sia un crescente rischio di nuovi conflitti in Turchia. Lo rivela un recente sondaggio svolto dall’agenzia Gallup International nel periodo fra il 20 e il 21 luglio, i giorni successivi al tentato colpo di Stato in Turchia. I cittadini bulgari sono preoccupati che la situazione di instabilità nel Paese limitrofo possa peggiorare. Al contempo, secondo il sondaggio, la maggior parte degli intervistati non si aspetta dei cambiamenti notevoli nelle relazioni fra Bulgaria e Turchia. Il 20 per cento degli intervistati crede che l’instabilità in Turchia stia invece diminuendo, così come il rischio di conflitti sociali. DIFESA Numerosi sconfinamenti di velivoli militari russi nello spazio aereo bulgaro Sono stati registrati ultimamente più di 10 sconfinamenti di aerei da combattimento russi nello spazio aereo della Bulgaria. Lo ha affermato il Ministro della Difesa, Nikolay Nencev, definendo tale dinamica come una “provocazione”. “I nostri caccia sono pronti a intercettare gli aerei russi. Si tratta di una situazione molto preoccupante, e quindi abbiamo preso misure preventive”, ha spiegato Nenchev. Secondo il Ministro, in alcuni casi gli sconfinamenti sono stati dovuti ad “incomprensioni” nel controllo del traffico aereo. Nencev ha spiegato di non aver ancora ricevuto personalmente spiegazioni ufficiali da parte di Mosca, perché tutte le discussioni in merito sono state condotte a livello diplomatico. BULGARIA – SLOVENIA Il Presidente Rossen Plevneliev in visita a Lubiana Bulgaria e Slovenia sono attori di pace e prosperità nell’Europa sudorientale, e vanno sempre tenuti in considerazione quando si dibatte sul futuro della regione. Lo ha dichiarato il Presidente Rossen Plevneliev, in visita ufficiale a Lubiana, dove ha incontrato la controparte slovena Borut Pahor. Plevneliev ha messo in evidenza la necessità di portare avanti l’integrazione europea dei Balcani occidentali e di rispondere con la diplomazia e la cooperazione alle moderne sfide nel contesto regionale. Entrambi i Presidenti si sono detti convinti che i loro Paesi dovrebbero avere un ruolo fondamentale per continuare il processo di allargamento europeo e includere i Paesi dei Balcani. Plevneliev e Pahor hanno inoltre discusso della situazione in Turchia, esprimendo preoccupazione per gli eventi nel Paese e ribadendo l’appello per il ritorno all’ordine, allo stato diritto e al rispetto dei diritti civili, senza eccezioni.


POLITICA La Corte suprema di cassazione accoglie il ricorso di Lyutvi Mestan La Corte Suprema di Cassazione Bulgara ha accolto il ricorso presentato da Lyutvi Mestan contro la decisione della Corte municipale di Sofia di non registrare il suo movimento politico, dal nome DOST. Secondo la Corte suprema, il giudice che ha negato la registrazione del DOST ha agito andando oltre le proprie competenze di legge. Nelle settimane scorse, la Corte Municipale di Sofia ha rifiutato la registrazione del partito DOST, nato su iniziativa di Mestan, politico di origine turca espulso nel dicembre scorso dal Movimento Per i Diritti e le Libertà (DPS). DOST è un acronimo in lingua bulgara di “Democratici per l’unità, la solidarietà e la tolleranza”, e si scrive e si pronuncia come la parola “amico” in lingua turca. Proprio per questo motivo, il giudice della Corte di Sofia, Lilya Ilieva, ha ipotizzato che il partito possa avere una base etnica, come si legge nella sentenza. La Costituzione della Bulgaria, infatti, impedisce la formazione di partiti politici “su base etnica, razziale o religiosa”. Inoltre, l’utilizzo di qualsiasi lingua oltre a quella bulgara è proibito negli eventi pubblici, incluse le campagne elettorali. Di conseguenza, il giudice di primo grado ha ritenuto che Mestan abbia formulato l’acronimo del partito politico appositamente per formare la parola DOST, “approfittando” del fatto che nel linguaggio bulgaro siano di uso comune molte parole di origine straniera e che quindi l’utilizzo di un termine turco non sarebbe stato percepito come una violazione della legge. Come si legge però nella sentenza, “grazie all’abbreviazione scelta, il partito otterrebbe visibilità. Se ad una manifestazione politica del Dost i sostenitori scandissero più volte il nome del partito, l’impiego di una parola in turco trasformerebbe tale evento pubblico in uno in cui si fa uso di un linguaggio straniero”.

News ccib 26 07 2016  

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