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26.04.2016 INCIDENTE Incendio nella fabbrica per munizioni a Kazanlak, due morti Un violento incendio nella fabbrica di munizioni della compagnia Arsenal nella città di Kazanlak, nel sud della Bulgaria, ha causato la morte di due dipendenti. L'incendio è scoppiato ieri, poco prima di mezzogiorno, nel reparto per la produzione di polvere da sparo. Non sono stati registrati inquinamenti pericolosi dell'aria, ha informato il Ministero dell'Interno. Secondo la direzione della fabbrica, le fiamme si sono sviluppate mentre i due dipendenti eseguivano riparazioni su una delle linee di produzione. L'impresa Arsenal, che ha fabbriche in diverse località della Bulgaria, è stata privatizzata anni fa. Il 9 ottobre 2007 nella stessa unità di produzione a Kazanlak si verificò un’esplosione nella quale perse la vita un dipendente. Seguì, il 9 agosto 2008, un incendio, per fortuna senza vittime. Il 28 febbraio 2014 nella filiale di Maglizh della Arsenal morì una persona a seguito di un’esplosione. PROTESTA Gli autotrasportatori bulgari rinunciano al blocco del confine con la Grecia Gli autotrasportatori bulgari hanno dichiarato che non attueranno gli annunciati blocchi ai valichi di frontiera con la Grecia durante la Pasqua ortodossa, prevista per il primo maggio. Il compromesso fra gli autotrasportatori e il Governo è stato raggiunto durante una riunione cui hanno partecipato il Premier, Boyko Borissov, e il Ministro dei Trasporti, Ivaylo Moskovski, insieme a una delegazione di trasportatori e operatori turistici. Al termine dell’incontro il Ministro Moskovski ha reso noto che è stato raggiunto un compromesso e quindi gli autotrasportatori garantiranno il servizio e regolari spostamenti attraverso i valichi di confine. Il Premier Borissov ha ringraziato le associazioni dei trasporti e quelle turistiche per il buonsenso mostrato durante i colloqui. Tuttavia i rappresentanti delle due categorie hanno ribadito che qualora la Grecia applichi nuovamente dei blocchi illegali al confine con la Bulgaria, loro risponderanno con adeguate misure di ritorsione, chiudendo la frontiera anche dal lato bulgaro. Borissov, intanto, ha chiesto al Ministro degli Esteri, Daniel Mitov, di convocare l'ambasciatore greco. Al diplomatico sarà rilasciata una dichiarazione sull’incontro, così che possa rendere partecipe anche le autorità di Atene. L'iniziativa era nata da parte bulgara come ritorsione rispetto ai blocchi effettuati dagli agricoltori greci nel febbraio scorso, che avevano bloccato i valichi di confine fra i due Paesi, dopo la rottura con il Governo di Atene sui programmi di riforma del sistema pensionistico. Obiettivo della protesta degli autotrasportatori bulgari era colpire l'economia turistica greca, che è solita accogliere numerosi visitatori dalla Bulgaria durante la Pasqua ortodossa.


MEDIA Bruxelles: i media indipendenti sono necessari negli Stati democratici Media indipendenti e liberi sono necessari in ogni Stato democratico. Lo ha detto il portavoce della Commissione UE, Margaritis Schinas, rispondendo in una conferenza stampa a Bruxelles a un giornalista che faceva notare come la Bulgaria avesse un ranking internazionale molto in basso per quanto riguarda la libertà di espressione. “Questa è la nostra posizione” ha aggiunto Schinas ricordando che i ventotto Stati membri sono democratici, hanno elezioni, un Parlamento, dibattito interno e libertà di parola. “Speriamo – ha rilevato Schinas – di non aver bisogno di un meccanismo di osservazione comunitario per l'applicazione della libertà di espressione negli Stati Membri”. In realtà, ha spiegato Schinas, un procedimento del genere esiste solo per Bulgaria e Romania nel contesto del Meccanismo di Cooperazione e Verifica per questi due Paesi (MCV). “Non credo che la Commissione dovrebbe inventare un'ulteriore procedura per misurare il grado della libertà di espressione negli Stati membri”, ha concluso Schinas. CONGRESSO Mustafa Karadayi è il nuovo Presidente del Movimento per i Diritti e le Libertà Mustafa Karadayi è stato eletto Presidente del Movimento per i Diritti e le Libertà (DPS), il partito della minoranza turca in Bulgaria. Da mesi Karadayi era stato indicato come favorito alla direzione del partito. “Con la nostra forza di volontà comune siamo in grado di fare tutto” ha detto il nuovo Presidente nel suo discorso dopo l’elezione, espressa con voto unanime dagli 856 delegati del DPS. Lyutvi Mestan, aveva ricoperto la carica di Presidente del Partito sino allo scorso dicembre, quando emersero i dissidi fra lui e il Presidente Onorario del DPS, Ahmed Dogan, che lo accusò di servire gli interessi della Turchia.

News ccib 26 04 2016  

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