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24-04-2018 PRESIDENZA UE La Bulgaria vuole accelerare l’integrazione dei Balcani occidentali “La Bulgaria proseguirà i suoi sforzi per accelerare il processo di integrazione europea dei Balcani occidentali, compreso il Montenegro”. Lo ha dichiarato il presidente del parlamento bulgaro, Tsveta Karayanceva, dopo l'incontro bilaterale con il presidente del parlamento di Podgorica, Ivan Brajovic, a margine della Conferenza europea dei presidenti dei parlamenti nazionali a Tallinn, in Estonia. La Bulgaria detiene la presidenza di turno semestrale della Ue. In una nota dell'ufficio stampa del parlamento di Sofia si legge che la Bulgaria “riserva una particolare importanza al vertice Ue a Sofia dedicato ai Balcani occidentali”, che si svolgerà il 17 maggio prossimo. “Il tema dei Balcani occidentali è un impegno importante e la Banca Mondiale è pronta a finanziare progetti per oltre 200 milioni di euro per la costruzione di varie infrastrutture come strade, ferrovie e porti di connettività nella regione”, ha aggiunto Karayanceva. GENERI ALIMENTARI Studio sul ‘doppio standard’ rispetto ai mercati occidentali In Bulgaria vengono offerti prodotti alimentari provenienti dai paesi dell'Europa occidentale a un prezzo più alto e di una qualità inferiore rispetto al mercato dei paesi di provenienza. È quanto risulta da uno studio sul ‘doppio standard’, reso pubblico a Sofia, svolto dal ministero dell'Agricoltura, alimentari e foreste. Sono stati esaminati 106 campioni di 53 alimenti e bevande dello stesso marchio, distribuiti sul mercato bulgaro e quello di Germania, Austria e Italia. Il titolare del dicastero, Rumen Porozhanov, ha detto che nel 20% dei prodotti in questione ci sono differenze nelle etichette rispetto agli ingredienti e i valori nutrizionali. I prezzi dei prodotti esaminati sono in media più alti in Bulgaria del 40%. Uno degli esempi è la mozzarella che, di un identico marchio, in Bulgaria è venduta in confezioni con più liquido di conservazione e meno mozzarella che in Italia. La differenza più drastica, secondo lo studio, riguarda la pasta di un marchio italiano che in Bulgaria viene venduta a un prezzo di due volte e mezzo superiore di quello in Italia. Nello studio sul ‘doppio standard’ non sono citati i marchi concreti degli alimenti esaminati, per ragioni di mercato.


REFERENDUM Il partito ‘Risorgimento’ lancia una campagna referendaria contro l’introduzione dell’euro Il partito nazionalista ‘Risorgimento’ (Vazrazhdane), forza non rappresentata nel parlamento di Sofia, ha lanciato una raccolta di firme per dare il via una campagna referendaria contro l'introduzione dell'euro in Bulgaria. Lo ha annunciato il presidente del partito, Kostadin Kostadinov, in una conferenza stampa. La campagna proseguirà fino al 23 luglio. Kostadinov ha dichiarato che in Belgio l'euro è stato introdotto dopo un referendum mentre in Danimarca è stato nuovamente respinto, sempre in un referendum. Secondo Kostandinov, “rinunciare alla moneta nazionale (il lev) equivale a rinunciare alla sovranità nazionale”, mentre per il segretario del partito a Sofia, Deyan Nikolov, l'eventuale introduzione della moneta unica europea causerebbe inevitabilmente “shock, cambiamenti e problemi” nel paese. Il rischio, secondo Nikolov, è che i prezzi potrebbero essere arrotondati per eccesso e gli stipendi calcolati in base al tasso di cambio ufficiale, il che li ridurrà in termini reali. MIGRANTI Il Consiglio d'Europa certifica difficoltà per l’accoglienza in Bulgaria Il Consiglio d'Europa ha pubblicato un rapporto su migranti e rifugiati in Bulgaria. Il documento riconosce gli sforzi compiuti da Sofia nel far fronte ad un elevato numero di arrivi di migranti e rifugiati, ma sottolineando le preoccupazioni per le difficoltà incontrate nell'entrare nel territorio bulgaro, in particolare al confine con la Turchia, e nell'accedere alla protezione internazionale. Nel rapporto si afferma che la Bulgaria ha compiuto “progressi significativi” nell'iscrizione di bambini rifugiati nelle scuole. Tuttavia, l'inclusione sociale di migranti e rifugiati nelle comunità locali sarebbe lenta, a causa del fatto che le responsabilità dei comuni non sono obbligatorie, così come di un atteggiamento dei cittadini generalmente “negativo” nei confronti di migranti e rifugiati, si legge nella dichiarazione. La relazione raccomanda di affrontare una serie di questioni, tra le quali la mancanza di informazioni a disposizione dei richiedenti asilo in merito ai loro diritti, la mancanza di un interprete e di assistenza legale durante le procedure di determinazione dello status.

News ccib 24 04 2018  

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