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24-10-2016 EMERGENZA MIGRANTI Proteste contro i clandestini, le autorità non sono in grado di arginare i flussi Proteste contro i migranti si sono svolte in tre città bulgare: la capitale Sofia, Varna sul Mar Nero e Yambol, nel sud del Paese. Le proteste sono state organizzate dal movimento Resistenza Nazionale. Secondo gli attivisti del movimento, le autorità bulgare non sono in grado di intraprendere misure efficienti per fronteggiare l’immigrazione clandestina. Al contrario, a loro avviso, si starebbero organizzando per accogliere 700 mila migranti dei quattro milioni ospitati ora in Turchia. I manifestanti hanno chiesto tra l'altro che vengano chiusi i confini e i centri di collocamento di migranti, e che venga negato loro ogni aiuto finanziario. Intanto il Ministro dell’Interno, Rumyana Bachvarova, ha disposto il secondo livello di pericolo in vista di un'ondata migratoria al confine con la Turchia, il che vuol dire creare le condizioni per accogliere in centri di collocamento un gran numero di migranti. PRESIDENZIALI Tsetska Tsaceva: nessun negoziato con altri partiti per il sostegno al secondo turno Tsetska Tsaceva, candidata del partito di centro-destra GERB alle elezioni presidenziali, ha negato che il GERB stia negoziando con altri partiti politici il sostegno all’eventuale secondo turno delle elezioni. “Cerco il sostegno del maggior numero possibile di cittadini bulgari, non importa se giovani o vecchi e indipendentemente dall’etnia e dalla religione”, ha detto la Tsaceva, intervistata dal canale bTv. Giovedì scorso il leader del partito bulgaro Dost, Lyutvi Mestan, ha annunciato il sostegno della sua formazione politica alla Tsaceva. “Se le elezioni venissero vinte da un candidato della sinistra, ciò metterebbe a rischio l’orientamento euro-atlantico della Bulgaria”, ha dichiarato Mestan. Il leader del Dost ha aggiunto che il sostegno a Tsaceva non si traduce in un sostegno al Gerb, ma costituisce semplicemente una scelta strategica per assicurare il proseguimento del percorso di politica estera della Bulgaria, orientato verso la Nato e l’Unione Europea. Mestan ha rilevato come il GERB non abbia chiesto il sostegno del Dost, e non ci siano state discussioni fra i due partiti in merito. CETA La Bulgaria ha ottenuto l’impegno scritto sulla liberalizzazione dei visti con il Canada La Bulgaria ha ottenuto un impegno scritto per la liberalizzazione dei visti con il Canada, entro dicembre 2017. Lo ha annunciato il Premier, Boyko Borissov,


parlando ai giornalisti al termine del vertice dei Capi di Stato e di Governo dell'UE a Bruxelles. Tra i temi centrali del vertice UE è stato l’Accordo per il Libero Commercio con il Canada (CETA). “Insieme al presidente della Romania – ha detto Borissov ai giornalisti – abbiamo ricevuto una conferma scritta che entro dicembre 2017 il regime dei visti per il Canada verrà eliminato. In questo caso – ha aggiunto Borisov – io e il presidente romeno abbiamo deciso di sostenere il CETA”. Per l’entrata in vigore dell’accordo manca però il via libera della Vallonia, e sembra improbabile il raggiungimento di un'intesa definitiva tra i ventotto in vista del vertice UE-Canada del 27 ottobre a Bruxelles. FINANZE Il debito pubblico è pari al 26 per cento del PIL Il debito pubblico della Bulgaria nel 2015 ha ammontato a 23,048 miliardi di lev, circa il 26 per cento del Prodotto Interno Lordo (PIL) del Paese. Lo riferisce l’Istituto Nazionale di Statistica (NSI). In base ai dati pubblicati dall’NSI, il deficit di bilancio è stato di 1,490 miliardi di lev, pari all’1,7 per cento del PIL. ECONOMIA Quindicimila imprese greche sono state registrate in Bulgaria nel primo trimestre 2016 Più di 15 mila attività imprenditoriali greche sono state registrate in Bulgaria nel primo trimestre del 2016. È quanto emerge da un rapporto pubblicato dal quotidiano greco To Vima, secondo cui più di 13.500 imprese greche sono state registrate in Bulgaria nel 2015, mentre nel 2013 erano solo 9 mila. Nonostante le rassicurazioni del Ministero delle Finanze greco, diverse piccole e medie imprese greche hanno trasferito le loro attività per evitare la stretta valanga fiscale registrata negli ultimamente in Grecia. L’imposta sui profitti delle imprese in Grecia si attesta infatti al 29 per cento, mentre in Bulgaria è del 10 per cento.

News ccib 24 10 2016  

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