Page 1

23-05-2018 BULGARIA-RUSSIA Il presidente Radev con Putin a Sochi, ripresa del dialogo e rafforzamento dei rapporti “Lo scopo della mia visita è ristabilire il dialogo politico al più alto livello dopo un'interruzione di diversi anni, perché questo dialogo è importante per una cooperazione di successo in tutti i settori di reciproco interesse”. Lo ha dichiarato il presidente della Bulgaria, Rumen Radev, che a Sochi, sul Mar Nero, ha incontrato ieri il presidente russo Vladimir Putin. “È un piacere che la mia visita sia alla vigilia del 24 maggio, la festa della scrittura slava, che i nostri popoli celebrano insieme”, ha osservato Radev. A suo giudizio, le relazioni tra Bulgaria e Russia sono speciali, “non si basano solo su interessi puramente politici ed economici, ma sui profondi legami storici, spirituali, culturali e linguistici tra i nostri popoli”. Da parte sua, Vladimir Putin ha ricordato come la visita di Radev in Russia avvenga nel 140/mo anniversario della liberazione della Bulgaria dal dominio ottomano a seguito della guerra russo-turca. “Questa è una delle date più importanti della nostra storia comune”, ha aggiunto. Putin ha detto che l'anno scorso si è registrata una crescita degli scambi commerciali tra i due paesi, ma “le potenzialità sono di gran lunga maggiori”. Quello di Soci è stato il primo incontro bilaterale dei presidenti di Russia e Bulgaria negli ultimi dieci anni. Ieri il presidente Radev si era incontrato a Mosca con il premier russo, Dmitri Medvedev. Nel corso dei colloqui Radev ha espresso la speranza “che i nostri governi riconsiderino la possibilità di forniture dirette di gas dalla Russia attraverso il Mar Nero verso la Bulgaria”. Per la settimana prossima è in agenda una visita ufficiale in Russia anche del premier bulgaro, Boyko Borissov. ENERGIA Neno Dimov, la realizzazione della centrale nucleare di Belene non è pericolosa Il ministro dell'Ambiente, Neno Dimov, ha dichiarato che dal punto di vista ambientale la costruzione della centrale nucleare di Belene non costituisce motivo di pericolo. “Esiste una valutazione dell'impatto ambientale per il progetto di Belene. Quest'ultimo ha pienamente rispettato il diritto internazionale, compresa la legge bulgara. Abbiamo pienamente rispettato la procedura e siamo in possesso di tutti i documenti necessari”, ha detto Dimov nel corso di un'intervista alla Nova Tv. Per quanto riguarda il deposito in cui le scorie dovrebbero essere trasferite, Dimov ha rimandato la questione al ministero dell'Energia. “Poiché esiste una valutazione d'impatto valida, significa che da un punto di vista ambientale non è pericoloso costruire la centrale nucleare di Belene”, ha proseguito Dimov, che ha inoltre difeso la scelta del governo di alzare le tasse sulle automobili diesel che hanno più di dieci anni. L'aumento sarà di circa il 15 per cento, ha chiarito Dimov, aggiungendo che la tassa ambientale sulle nuove auto verrà ridotta, mentre per le auto


elettriche non ce ne saranno. Il rapporto completo sulle opzioni per l'utilizzo degli asset della centrale nucleare di Belene è quasi pronto e può essere presentato al parlamento di Sofia nei prossimi giorni. Lo ha affermato il ministro dell'Energia, Temenuzhka Petkova. “Penso che dovremmo cercare un'opzione e la possibilità di sviluppare il progetto secondo i principi di mercato, senza assicurare una garanzia statale”, ha osservato Petkova precisando che una squadra interna al ministero sta valutando tutte le possibili opzioni con una “valutazione economica di ciascuna di esse”. Il Parlamento ha incaricato il ministero di predisporre un rapporto sulle previsioni specifiche entro il 30 giugno. Intanto il premier Boyko Borissov ha reso noto che il governo chiederà al parlamento l’autorizzazione per negoziare con gli investitori per la costruzione della centrale nucleare di Belene. Il governo intende riprendere il progetto energetico, in passato abbandonato, alla ricerca di investitori che costruiscano la centrale, dopo la sentenza della Corte d’arbitrato internazionale che ha imposto a Sofia il pagamento di oltre 600 milioni di euro alla russa Rosatom in compensazione della cancellazione dell’opera. G20 Ekaterina Zaharieva, la comunità internazionale risponda alle sfide globali Il ministro degli Esteri, Ekaterina Zaharieva, ha preso parte alla riunione dei ministri degli Esteri del Gruppo dei venti (G20) a Buenos Aires come capo della delegazione dell'Ue, nell'ambito della presidenza di turno bulgara del Consiglio Ue. “Per rispondere con successo alle crisi globali, alle minacce e alle sfide, la comunità internazionale dovrebbe avere un sistema multilaterale efficace basato su valori universali. Se le organizzazioni internazionali non riscopriranno il loro ruolo in questo processo, altri riempiranno il vuoto”, ha affermato Zaharieva nel suo intervento. Il capo della diplomazia di Sofia ha rilevato che, oltre al sostegno politico fornito all'Onu, l'Ue è il più grande finanziatore nel sistema delle Nazioni Unite: gli Stati membri dell’Ue coprono il 30,38 per cento del budget dell'organizzazione, il 33,17 per cento delle risorse per le missioni di mantenimento della pace, e quasi la metà delle risorse per i vari programmi e fondi dell'Onu. Zaharieva ha proseguito nel suo intervento rimarcando che l'Ue considera il G20 un “esempio positivo” di promozione del multilateralismo nelle relazioni internazionali. Il ministro bulgaro ha poi invitato il G20 a sostenere le relazioni commerciali sulla base di “regole e pratiche rigide” all'interno dell'Organizzazione mondiale del commercio (Omc) e confermare l'opposizione al protezionismo e alle pratiche commerciali “sleali”. “È una priorità dell'Ue preservare il sistema di risoluzione delle controversie dell'Omc, migliorare la sicurezza informatica nel settore finanziario e promuovere l'approccio ibrido al finanziamento di progetti infrastrutturali”, ha affermato Zaharieva, rilevando l'importanza di tenere


conto dei cambiamenti del mercato del lavoro, in funzione di politiche che garantiscano una nuova occupazione “di qualitĂ â€?. Il G20 riunisce Arabia Saudita, Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone, India, Indonesia, Italia, Messico, Regno Unito, Russia, Stati Uniti, Sud Africa, Turchia e Unione Europea. Nel complesso il gruppo di paesi rappresenta l'80 per cento del Pil mondiale, il 77 per cento del commercio globale e due terzi della popolazione del pianeta.

News ccib 23 05 2018  

News ccib 23 05 2018

News ccib 23 05 2018  

News ccib 23 05 2018

Advertisement