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22-06-2018 BULGARIA-SERBIA Il presidente Rumen Radev a Belgrado, il futuro della Serbia è nell’Ue La Serbia può contare sull'appoggio della Bulgaria nel suo cammino verso la piena integrazione nell'Unione europea. Lo ha detto il presidente bulgaro Rumen Radev, in visita a Belgrado dove ha incontrato il collega serbo Aleksandar Vucic. Parlando in una conferenza stampa congiunta, Radev ha rilevato che il futuro della Serbia è nell’Ue e che la data del 2025 come possibile adesione del Paese ex jugoslavo è un obiettivo ambizioso ma raggiungibile. “I nostri due Paesi hanno l'impegno comune di lavorare insieme per una migliore prospettiva dei Balcani e per il futuro europeo della regione”, ha detto Radev. La Bulgaria, entrata nell’Ue nel 2007 insieme alla Romania, ha avuto da inizio anno la presidenza di turno della Ue, che si concluderà tra pochi giorni a fine giugno passando il timone all'Austria. Tra le priorità della sua presidenza vi è stata l'integrazione europea dei Balcani occidentali, tema questo al quale è stato dedicato uno speciale summit fra Ue e Paesi della regione il 17 maggio a Sofia. Il presidente bulgaro si è riferito alla questione del Kosovo, un tema di estrema importanza per la Serbia e per il quale - ha osservato - non vi è alternativa al dialogo fra Belgrado e Pristina. “È necessario trovare una soluzione affinché la Serbia non abbia successivi ostacoli sulla strada verso l'integrazione europea”, ha affermato Radev. Vucic da parte sua si è detto soddisfatto degli ottimi rapporti con Sofia e della dinamica crescente della cooperazione economica e commerciale. Particolarmente promettenti in termini di collaborazione, ha osservato, sono i settori energetico e delle infrastrutture. Vucic ha espresso soddisfazione anche per il settore turistico, rilevando come i bulgari siano al terzo posto tra i visitatori della Serbia. Radev, ha avuto un incontro anche con la premier serba Ana Brnabic. PARLAMENTO Il dibattito sulla mozione di sfiducia contro il governo inizia il 26 giugno Il parlamento si riunirà in seduta straordinaria il prossimo 26 giugno alle 13, ora locale, per il dibattito sulla mozione di sfiducia contro il governo presentata del Partito socialista bulgaro (Bsp). Lo ha deciso l'Assemblea nazionale di Sofia. La mozione di sfiducia, riguardante la politica di sicurezza del governo, sarà votata alle 9, ora locale, del prossimo 29 giugno. La richiesta è stata presentata da ottanta deputati del Bsp. Secondo il regolamento interno dell'Assemblea nazionale, una mozione di sfiducia deve essere discussa non più tardi di sette giorni dopo che è stata presentata. La mozione deve essere messa ai voti non prima di ventiquattro ore dalla fine del dibattito in aula. Il Partito socialista bulgaro (Bsp) ha presentato una mozione di sfiducia contro il governo dal premier


Boyko Borissov in relazione alla politica di sicurezza. Nel motivare la mozione di sfiducia, Elena Yonceva del Bsp ha rilevato che il governo deve garantire l'ordine pubblico e la sicurezza nazionale, come previsto dalla Costituzione. “È ovvio per tutti i bulgari che questo governo non ha rispettato il suo dovere essenziale”, ha dichiarato Yonceva. FORUM Focus a Plovdiv sulle questioni politiche, economiche e culturali in Europa Sono iniziati ieri a Povdiv i lavori del Forum economico sulle questioni politiche, economiche e culturali, così come sulle sfide che attendono la Bulgaria, la regione dei Balcani e l'Europa. Tra gli argomenti discussi nell'ambito del Forum sono il futuro dell'Ue, l'allargamento dell'Eurozona, l'Unione dell'energia e l'Unione bancaria, le prospettive per i Balcani occidentali, la formazione di capitale e lo sviluppo nel settore degli investimenti esteri diretti in Bulgaria così come le opportunità di miglioramento nei settori della formazione. Oltre al premier Boyko Borissov a prendere parte al programma di due giorni sono il ministro degli Esteri Ekaterina Zaharieva, il vice primo ministro Tomislav Doncev,il ministro incaricato dal governo bulgaro dell'organizzazione del semestre di presidenza, Liliana Pavlova, il ministro dell'Energia Temenujka Petkova e il ministro dell'Economia Emil Karanikolov, oltre a rappresentanti del settore privato e oltre 50 esperti stranieri.

News ccib 22 06 2018  
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