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21-06-2018 PARLAMENTO Mozione di sfiducia contro il terzo governo Borissov Il gruppo del partito socialista bulgaro (Bsp), la principale forza di opposizione, ha presentato al Parlamento di Sofia una nuova mozione di sfiducia contro il terzo governo di Boyko Borissov, leader del partito di centrodestra Gerb, che ha formato il suo esecutivo in coalizione con i nazionalisti del gruppo Patrioti uniti, insediatosi il 4 maggio 2017. La mozione è in relazione alla politica di sicurezza. Secondo i socialisti, il governo è incapace di garantire l'ordine pubblico e la sicurezza nazionale, come, previsto dalla Costituzione. Il Bsp ha contestato alcuni episodi legati alla sicurezza: la fuga indisturbata di due prigionieri attraverso l'ingresso principale dalla prigione centrale di Sofia, la grave situazione legata alla criminalità organizzata e un recente incidente di un elicottero dell'aeronautica militare precipitato vicino alla base aerea militare di Kroumovo. La votazione dovrebbe svolgersi la settimana prossima, ma è poco probabile che il governo sia sfiduciato, poiché il Bsp ha ottanta deputati. Il gruppo del Movimento per diritti e libertà, il partito della minoranza turca in Bulgaria che ha venticinque seggi, ha annunciato che pure voterà contro il governo Borissov. In tutto sarebbero 105 seggi dei necessari 121 per far passare la mozione. Il Parlamento unicamerale bulgaro ha 240 seggi. La prima mozione di sfiducia, formulata sulla dilagante corruzione, era stata messa ai voti lo scorso 25 gennaio ma era stata respinta. Entrambe le mozioni sono state depositate durante la presidenza bulgara del Consiglio dell'Ue, che si termina a fine giugno. GRECIA-MACEDONIA Boyko Borissov si congratula per la ratifica dell’accordo sul nuovo nome della Macedonia Il premier Boyko Borissov si è congratulato con Skopje per il “coraggioso” e “decisivo” passo nella ratifica da parte del parlamento macedone dell’accordo sul nome della Macedonia con il governo greco. “I prossimi giorni sono cruciali non solo per la Macedonia ma anche per i Balcani occidentali”, ha scritto Borisov sul proprio profilo Twitter. Il parlamento di Skopje ha ratificato l'accordo siglato con Atene per cambiare il nome del paese in Repubblica di Macedonia del Nord. A votare in favore della ratifica sono stati 69 deputati, mentre i parlamentari del maggiore partito di opposizione - Organizzazione rivoluzionaria internaPartito democratico per l'unità nazionale macedone (Vmro-Dpmne) - non hanno partecipato alla votazione. Questo accordo segna “l'inizio della fine dell'incertezza per la Macedonia”, ha affermato in aula il primo ministro macedone Zoran Zaev. Secondo il premier macedone, l'accordo è un passo in avanti “nell'interesse dei cittadini e dei nostri bambini per un futuro pacifico”. “I cittadini avranno l'ultima parola”, ha ribadito il premier in riferimento al referendum da tenersi in autunno.


UE-BULGARIA Valdis Dombrovskis, il basso livello dei redditi non inciderà sull’ingresso nella zona euro Il basso livello dei redditi dei cittadini bulgari non impedisce alla Bulgaria di entrare nella cosiddetta ‘sala d'attesa’ dell'eurozona, il Meccanismo di cambio europeo (Erm 2), e successivamente all’adozione della moneta unica europea. Lo ha affermato il vice presidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis in un'intervista rilasciata alla radio nazionale bulgara Bnr. “Non ci sono precondizioni in termini di reddito pro capite o, più precisamente, rispetto alla media dell'Ue”, ha detto Dombrovskis. A suo giudizio, “in Bulgaria il reddito è uguale a quello della Lituania e della Lettonia quando i due paesi aderirono al meccanismo Erm-2”. Il vice presidente della Commissione europea ha precisato che “la domanda principale alla quale bisogna rispondere in questo contesto è come l'ingresso nell'area dell'euro avrà un impatto sull'economia bulgara”. Secondo lui, “avrà un effetto positivo e faciliterà anche l'approccio ai livelli medi dell’Unione europea”. GOVERNO Si dimette il vice ministro del Lavoro Rossitsa Dimitrova Il premier Boyko Borissov ha accettato le dimissioni del vice ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Rossitsa Dimitrova. Lo riferisce il governo bulgaro con un comunicato, ripreso dai media nazionali. Dimitrova si è dimessa dopo le polemiche legate al suo viaggio a New York per l'undicesima sessione della Conferenza degli Stati della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità all'inizio di giugno. Il vice ministro e un esperto del suo dicastero avrebbero speso sedici mila lev per un volo aereo in classe business. I due rappresentavano la Bulgaria come presidente della Conferenza nel periodo 2017-2018, condividendo le buone pratiche della Bulgaria nel proteggere i diritti delle persone con disabilità. Le associazioni dei genitori dei minori affetti da disabilità hanno lamentato nelle scorse settimane la carenza dei finanziamenti da parte dello Stato in favore delle persone diversamente abili in Bulgaria.

News ccib 21 06 2018  
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