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20-07-2018 BULGARIA-ITALIA Bonisoli a Sofia per rafforzare il partenariato tra Matera e Plovdiv Il ministro dei beni culturali, Alberto Bonisoli, ha incontrato ieri a Sofia il viceministro degli Esteri, Todor Stoyanov, il ministro della Cultura, Boil Banov, e il sindaco di Sofia, Yordanka Fandakova, nel corso della missione intrapresa in Bulgaria per rafforzare la partnership tra Matera e Plovdiv, Capitali europee della Cultura 2019. I colloqui si sono incentrati sulla necessità, riconosciuta da entrambe le parti, di attuare al più presto l'accordo di collaborazione sul contrasto al traffico illegale di patrimonio culturale, siglato il 6 luglio 2015. A tal proposito il ministro Banov ha manifestato l'impegno a una pronta attuazione di tale accordo, esprimendo il forte interesse a un proficuo e reciproco scambio di esperienze e conoscenze nel settore, anche attraverso corsi di formazione presso le strutture del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e moduli formativi in Bulgaria. I ministri Bonisoli e Banov hanno inoltre espresso l'intenzione di procedere quanto prima alla ratifica dell'accordo di coproduzione cinematografica siglato nel 2015. Bonisoli ha assicurato infine l'impegno del governo italiano per rendere operativa la nuova sede dell'Istituto di cultura bulgaro a Roma. “I nostri due paesi hanno una lunga storia di collaborazione - ha detto Bonisoli - che nel 2019 avrà modo di esprimersi al meglio. Con Matera e Plovdiv l'Italia e la Bulgaria ospiteranno le due Capitali europee della cultura: un'opportunità unica da cogliere nel miglior modo per il bene dei nostri due paesi e per l'armonia dell'intera Europa”. Oggi Alberto Bonisoli è a Plovdiv dove incontrerà le autorità locali e, insieme agli esponenti della Fondazione Matera 2019, i responsabili della Fondazione Plovdiv 2019. COMMERCIO L’Italia è il secondo partner della Bulgaria, l’interscambio è di 4,5 mld di euro “Tra i paesi Ue, l'Italia è diventata il secondo partner economico e commerciale della Bulgaria, con l'interscambio che nel 2017 è risultato di quattro miliardi e mezzo di euro”. Lo ha dichiarato il viceministro dell'Economia bulgaro, Lacezar Borissov, il quale ha rilevato al tempo stesso che l'Italia è al quarto posto fra i principali investitori in Bulgaria negli ultimi 20 anni. “Prevediamo che la crescita economica risulterà quest'anno in Bulgaria del 4%, mentre gli investimenti aumenteranno del 10%”, ha detto Borissov. REFERENDUM Oltre 220mila firme per l’introduzione o no dell’euro in Bulgaria Più di 220mila bulgari hanno firmato una petizione per chiedere l'organizzazione di un referendum sull'introduzione della moneta unica in


Bulgaria. Lo sostiene Vazrazhdane (Rinascimento), un partito extraparlamentare che ha organizzato la raccolta di firme. Gli organizzatori della petizione hanno a disposizione ancora quattro giorni per aumentare il numero di firme e sottoporle al Parlamento e hanno specificato che, entrando nell'Eurozona, la Bulgaria perderebbe la sua sovranità nazionale. L'entrata nella zona euro è una delle priorità del governo di Sofia. La Bulgaria già oggi soddisfa vari criteri necessari all'adozione dell'euro, tra cui conti pubblici in salute, bassa inflazione e una valuta nazionale agganciata all'euro. Malgrado ciò, il processo di adozione della moneta unica europea durerà vari anni, dopo che Sofia sarà entrata nel meccanismo di cambio ERM-2, la ‘sala d'attesa’ per chi vuole adottare l'euro, e nell'unione bancaria Ue. PROPAGANDA La ‘Radio Europa libera’ annuncia la riapertura delle sue trasmissioni in Bulgaria L'emittente ‘Radio Europa libera’ ha annunciato l'intenzione di lanciare servizi di informazione in Bulgaria e Romania, a partire dal dicembre 2018, nel tentativo di rafforzare il panorama dei media in entrambi i paesi e di combattere contro le fake news. Lo ha reso noto la stessa emittente in un comunicato stampa, ripreso dai media bulgari. In entrambi i casi, segna un ritorno della testata giornalistica che aveva già prestato servizio in Bulgaria e Romania, prima che i due paesi aderissero all'Unione europea e alla Nato. Il servizio bulgaro è terminato nel 2004 mentre quello romeno nel 2008. “Ci auguriamo in particolare che la nostra copertura aiuti la crescita di una stampa libera, promuova valori e istituzioni democratiche, e informi il dibattito in entrambi i paesi del loro posto nella Nato, nell'Ue e in altre organizzazioni occidentali. Non vediamo l'ora di collaborare con i media indipendenti locali e la società civile”, ha dichiarato Thomas Kent, presidente del gruppo che detiene la proprietà dell'emittente. La ‘Radio Europa libera’, finanziata dagli Usa, offre già il proprio servizio di informazione in altri paesi dei Balcani: Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Macedonia, Montenegro e Serbia.

News ccib 20 07 2018  
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