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18-05-2018 VERTICE UE A SOFIA L'Ue vuole l’ingresso dei Balcani occidentali ma in tempi lunghi Sostegno inequivocabile alla prospettiva europea della regione dei Balcani occidentali, ma non con un'adesione rapida, mentre allo stesso tempo occorre investire nelle infrastrutture e nel digitale. È questo, in sintesi, l'esito del vertice tra i leader Ue e i Paesi della regione balcanica che si è svolto al gran completo a Sofia, quindici anni dopo il summit di Salonicco. Assente solamente il premier spagnolo Mariano Rajoy. I Ventotto - si legge nella dichiarazione finale sottoscritta da tutti i leader Ue (Spagna compresa) – “confermano il loro sostegno inequivocabile alla prospettiva europea della regione” e sono “determinati a intensificare il loro impegno” per sostenere i governi locali. Ma allo stesso tempo i leader europei non hanno nascosto una certa diffidenza a un rapido allargamento dell’Ue. Tra gli altri punti l'intensificazione della collaborazione in materia di lotta contro il terrorismo e la prevenzione della radicalizzazione e dell'estremismo violento. Non da ultimo il rafforzamento della cooperazione in materia di gestione della migrazione e delle frontiere. Infrastrutture e digitale sono i pilastri con cui l'Unione europea vuole avvicinare i sei Paesi dei Balcani occidentali e farli avanzare nel loro percorso di integrazione europea. Nel nuovo pacchetto adottato a Sofia, l'Ue ha annunciato 190 milioni di euro per undici iniziative che riguardano trasporti ed energia. Si va da progetti come l'interconnettore di gas tra Serbia e Bulgaria, alla costruzione della ‘autostrada blu’ e della ‘autostrada della Pace’ (Nis-Pristina), con l'ambizione più ampia di completare un'unione energetica e dei trasporti capace di connettere i sei Paesi della regione, e sviluppare lo spazio economico interno annunciato nel luglio 2017. Altri trenta milioni andranno poi all'assistenza digitale, che punta a varare un'agenda per l'abbassamento dei costi di roaming, - in ritardo rispetto alle prime intenzioni dell'Ue - e a sviluppare la banda larga nella regione. Una nota speciale dai leader Ue è dedicata ai giovani dei Balcani: l'impegno è di raddoppiare il finanziamento Erasmus+ per la regione e promuovere politiche capaci di frenare la fuga di cervelli. Boyko Borissov, l’Ue non tema l’integrazione dei paesi della regione “Abbiamo avuto una discussione molto proficua e sincera. Non c'è stata ipocrisia, tutti hanno espresso apertamente i ‘pro’ e i ‘contro’ le diverse possibilità e le diverse velocità di adesione all'Ue”. Lo ha detto il primo ministro bulgaro Boyko Borissov, il cui paese detiene la presidenza di turno dell'Unione, in una conferenza stampa congiunta con il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk e il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, al termine del summit fra Ue e Balcani occidentali a Sofia. “Se i Balcani occidentali fossero un unico paese, il suo Pil sarebbe pari a 96 miliardi di euro, ovvero come quello della Slovacchia, e il numero degli


abitanti sarebbe inferiore a quello della Romania. Ebbene, potrebbe essere tutto ciò un problema per l'Ue?”, ha detto Borissov parlando della prospettiva di integrare i paesi della regione nell'Ue. “Meglio negoziare con questi paesi per non lasciarli nelle mani dei diversi giocatori geostrategici”, ha concluso Borissov. Jean-Claude Juncker, non negozieremo con la spada di Damocle che pende sopra la nostra testa “Se otterremo l'esenzione completa dai dazi” annunciati dall'amministrazione Trump, “siamo pronti a impegnarci in negoziati con gli Stati Uniti per approfondire la nostra cooperazione su energia e gas, oltre a nuove relazioni commerciali”. Lo dice il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, a Sofia al termine del vertice tra l'Ue e i Paesi dei Balcani occidentali. “Siamo pronti a discutere la riforma del Wto con gli Usa, a condizione che le esenzioni per l'Ue siano permanenti. Non negozieremo con la spada di Damocle che pende sopra la nostra testa, è una questione di dignità”, ha concluso. Donald Tusk, per i Balcani occidentali non vi è altro futuro fuori dall’Ue Per i Balcani occidentali non vi è altro futuro all'infuori dell'Unione europea. Lo ha detto il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk al termine del vertice di Sofia. “Non esiste un piano B. I Balcani occidentali sono parte integrante dell'Europa e appartengono alla nostra comunità”, ha detto Tusk nella conferenza stampa finale del summit. A suo avviso con il vertice di ieri è stato compiuto un altro passo significativo nel cammino europeo dell'intera regione. “Io non vedo altro futuro per i Balcani occidentali all'infuori della Ue”, ha affermato il presidente del Consiglio europeo, secondo il quale “è trascorso troppo tempo dal precedente summit di Salonicco” nel 2003 fra Ue e Balcani occidentali. “Per questo abbiamo deciso di incontrarci nuovamente fra due anni in Croazia. Questa è la migliore dimostrazione che l'integrazione dei Balcani occidentali è una massima priorità per l’Ue”. Antonio Tajani, i paesi della regione fanno parte dell'Europa “I Balcani occidentali fanno parte dell'Europa, ma se i Paesi della regione vogliono diventare membri a pieno titolo dell'Ue, devono rispettare le nostre regole nell'Unione”. Lo ha detto il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, in una conferenza stampa a margine del vertice dell'Ue con i Paesi dei Balcani occidentali a Sofia. “Noi non siamo un ostacolo, anzi, aiutiamo chi vuole seguire la strada verso l'Ue”, ha aggiunto Tajani e ha precisato che come presidente dell'Europarlamento ci tiene tanto a questioni come “la libertà dei media, la lotta alla corruzione e tutti gli altri principi fondamentali dell'Ue”.


Paolo Gentiloni, non mettiamo in dubbio i rapporti Ue-Usa ma la partita è delicata “C'è unità politica dell'Europa” sull'accordo con l'Iran e i dazi statunitensi “ma c'è la consapevolezza che la partita è molto delicata perché nessuno vuole mettere in discussione i rapporti con gli Stati Uniti, nostro principale alleato. Ma ci sono differenze che vanno gestite: facile a dirsi ma poi ci vuole un rapporto diplomatico e politico su cui anche l'Italia può svolgere un ruolo”. Lo dice il premier italiano, Paolo Gentiloni, a Sofia, a margine del vertice dell'Ue con i Paesi dei Balcani occidentali. “Sull'Iran c'è convergenza politica molto forte tra tutti i Paesi dell'Unione nel dire che l'Ue deve confermare la propria adesione all'accordo del gennaio del 2016 per un motivo semplice: almeno finora, è stato mantenuto. Poi naturalmente si può dire se era giusto e sufficiente, ma il principale è che i patti vengano sottoscritti per essere mantenuti e ci vuole una certa cautela nel far corrispondere a un cambio di amministrazioni politiche un cambio di atteggiamento nei trattati sottoscritti”, aggiunge Gentiloni. “L'Iran non si sottragga a quest’accordo, perché se accadesse ci sarebbero due conseguenze abbastanza serie: il rischio di proliferazione nucleare dell'area e il rischio di conseguenze interne nel Paese con il prevalere di posizioni più radicali”, ha concluso Gentiloni. Emmanuel Macron, atti odiosi di Israele contro i manifestanti Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha condannato gli “atti odiosi” perpetrati da Israele contro i manifestanti palestinesi nella Striscia di Gaza. “Su questo punto - ha detto in conferenza stampa al termine del consiglio Ue-Balcani a Sofia - sono molto chiaro: la Francia ha condannato questi atti odiosi che sono stati perpetrati provocando vittime civili, in particolare, durante la giornata di lunedì”. “Allo stesso modo - ha proseguito - la Francia ha chiesto manifestazioni pacifiche e ha condannato con molta fermezza le dichiarazioni di Hamas e l'insieme dei movimenti che hanno messo in pericolo la sicurezza di Israele”. “È questo equilibrio che teniamo dall'inizio e quindi non c'è nessuna condiscendenza rispetto a chicchessia ma un legame profondo al rispetto delle vite umane e alla sicurezza di Israele”, ha detto Macron. Sebastian Kurz, no alle barriere commerciali “Si è in attesa di una politica imprevedibile degli Stati Uniti che potrebbe mettere a repentaglio i rapporti economici con l'Europa. Nessuno ha interesse a nuove barriere commerciali”. Lo dice il cancelliere austriaco Sebastian Kurtz a Sofia, a margine del vertice dell'Ue con i Paesi dei Balcani occidentali. “L'Austria sosterrà i paesi dei Balcani occidentali nel loro cammino verso l'Unione europea. Per la Serbia e il Montenegro siamo ottimisti. Speriamo che la Macedonia e gli altri paesi della regione risolvano le controversie tra di loro”, ha aggiunto. Vienna assume dalla Bulgaria la presidenza di turno del Consiglio Ue dal primo luglio prossimo.


Zoran Zaev, con Tsipras abbiamo concordato l’ipotesi di un nuovo nome “Con Alexis Tsipras abbiamo convenuto su una opzione di nuovo nome per la Macedonia, e ora dobbiamo discuterla nei nostri paesi”. Lo ha detto il primo ministro macedone Zoran Zaev in una conferenza stampa a margine del vertice dell'Ue con i Paesi dei Balcani occidentali a Sofia. “Se questa opzione, per la quale ci siamo messi d'accordo, sarà approvata lo faremo sapere”, ha aggiunto Zaev senza voler precisare il nuovo nome della Macedonia concordato tra i due. Il premier macedone ha detto poi di sperare che una soluzione alla disputa fra i due Paesi potrà essere raggiunta entro il summit Ue di fine giugno.

News ccib 18 05 2018  

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