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15.09.2016 EMERGENZA MIGRANTI Viktor Orban: il futuro dell’UE si gioca alla frontiera della Bulgaria “Tutti devono capire che sul futuro dell'Europa si decide non a Bruxelles ma qui, dove ci troviamo adesso, e per questo la difesa efficiente della Bulgaria è nel comune interesse dell'UE”. Lo ha dichiarato il Premier ungherese, Viktor Orban, che, insieme a Boyko Borissov, ha ispezionato la barriera di filo spinato costruita da Sofia al confine con la Turchia per arginare il flusso di migranti clandestini mediorientali, provenienti prevalentemente dalla Siria. “Al vertice di Bratislava farò tutto il possibile affinché Sofia riceva il massimo dell'aiuto necessario per tutelare i suoi confini, che sono anche confini esterni dell'UE”, ha aggiunto Orban. “Se possiamo dare tre miliardi di euro alla Turchia, che non è membro della UE, non è possibile che non si possano dare 160 milioni di euro alla Bulgaria”, ha osservato il Premier conservatore con riferimento agli aiuti chiesti da Sofia alla UE per rafforzare le proprie frontiere. Viktor Orban, in visita in Bulgaria, ha partecipato ad un incontro trilaterale a Burgas insieme al premier bulgaro e quello serbo, Aleksandar Vucic, nel corso del quale si è discusso a porte chiuse della crisi dei migranti, dei problemi energetici, della sicurezza delle frontiere e della lotta al terrorismo. Boyko Borissov ha detto che il suo Paese fa tutto il possibile per fermare “a proprie spese” il flusso di migranti clandestini verso l'Europa occidentale, ma che “adesso l'UE dovrebbe stanziare immediatamente 160 milioni di euro per poter andare avanti”. GRUPPO DI ARRAIOLOS Rossen Plevneliev: la crisi dei valori è pericolosa per l’Europa L’Europa non deve attraversare una crisi di valori o soffrire per la mancanza di solidarietà e unità. Lo ha dichiarato il Presidente Rossen Plevneliev all’apertura dell vertice informale “United for Europe” del Gruppo di Arraiolos. Plevneliev ha invitato a Plovdiv i Capi di Stato di Germania, Lettonia, Malta, Polonia, Portogallo, Slovenia, Ungheria e Finlandia, oltre al Presidente italiano Sergio Mattarella. “Questo non è il tempo per l’egoismo nazionale, e nessuna delle crisi che fronteggiamo può essere gestita singolarmente. L’unica soluzione praticabile ai vari problemi risiede in un approccio di tutta l’UE”, ha affermato Plevneliev. Il Presidente bulgaro ha poi espresso il proprio rammarico per il fatto che, di fronte alle tante sfide contemporanee che l'Europa deve fronteggiare, la più grave sembri essere la crisi morale. “Questa crisi si manifesta nel mettere in dubbio i valori europei e con una mancanza di solidarietà e unità, che sono invece necessarie per ottenere soluzioni sostenibili”, ha dichiarato Plevneliev. Temi del vertice del Gruppo di Arraiolos, che prosegue anche oggi a Sofia, sono il futuro dell’UE e dei Balcani, la crisi dei migranti, la minaccia del terrorismo e gli scenari post-Brexit. Questo


format di incontri istituzionali si è tenuto per la prima volta nel 2003 nella città portoghese di Arraiolos, da cui il nome del Gruppo, e riunisce i Capi di Stato che non rappresentano i propri Paesi presso il Consiglio UE. Sergio Mattarella: Il mondo del trattato di Dublino è superato Servono “politiche comuni che governino i flussi migratori, altrimenti il fenomeno diventerà insostenibile”. Lo ha rilevato il Presidente Sergio Mattarella intervenendo a Plovdiv al vertice informale “United for Europe”. Il Presidente ha aggiunto: “nessuno vuole flussi incontrollati, nemmeno i Paesi di origine. La risposta è migliorare la condizione dei Paesi di origine. È illusorio pensare di poter fermare i flussi all'arrivo, si possono fermare all'origine ma per farlo bisogna mettere sul piatto risorse importanti. E questo può farlo solo l'Unione Europea”. “Occorre rafforzare - ha detto ancora - le frontiere comuni, ma serve anche una gestione comune sull'asilo, le ricollocazioni e i rimpatri. Il mondo del trattato di Dublino è superato. Solo la UE nel suo insieme può gestire accordi di ricollocazione con decine e decine di Paesi. Né si può scaricare la gestione degli arrivi soltanto sul paese di approdo. L'arrivo è in Europa. E la solidarietà in Europa è un bene indivisibile”. ENERGIA Sofia contesta gli interessi da pagare per la disputa sulla centrale nucleare di Belene La Bulgaria sta contestando i metodi di calcolo applicati per gli interessi sui pagamenti che deve all’azienda russa Atomstroyexport in relazione alla centrale nucleare di Belene. “L’ammontare degli interessi calcolati non corrisponde a quanto emerso dalle nostre analisi”, ha dichiarato il ministro dell’Energia bulgaro Temenuzhka Petkova, parlando di possibili errori tecnici e affermando al contempo che la legislazione bulgara non permetterebbe pagamenti di alcuna sorta prima che vengano rieffettuati i calcoli relativi agli interessi. Nel giugno scorso, la corte d’arbitrato internazionale di Ginevra ha emesso una sentenza a favore dell’azienda russa Atomstroyexport, controllata di Rosatom, nella disputa con la compagnia energetica bulgara NEK per l’annullamento del progetto della centrale nucleare da parte bulgara. Il tribunale ha disposto che la società bulgara rimborsi danni per 620 milioni di euro alla Atomstroyexport e interessi pari a 167 mila euro al giorno. La corte ha soddisfatto le richieste principali di Atomstroyexport per quanto riguarda il pagamento per il lavoro svolto e le spese ordinate. La decisione presa dal giudice del tribunale d’arbitrato internazionale è definitiva. Nel 2012 la Bulgaria ha definitivamente annullato il contratto per la costruzione della centrale nucleare di Belene. L’accordo con Atomstroyexport era stato siglato nel 2006.

News ccib 15 09 2016  

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