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15.07.2016 PARLAMENTO I socialisti sono per il Mar Nero demilitarizzato Il Partito Socialista Bulgaro (BSP, all’opposizione) ha inoltrato in parlamento il progetto di una risoluzione con la quale dichiarare il Mar Nero zona demilitarizzata. Nel documento si afferma che è necessario chiedere l’appoggio anche degli altri Paesi della regione e presentare l’iniziativa all'Organizzazione per la cooperazione economica del Mar Nero (BSEC). Nei giorni scorsi, dopo il vertice NATO a Varsavia, anche il Premier della Bulgaria e leader del Partito Conservatore GERB, Boyko Borissov, aveva dichiarato che “missili, navi e sottomarini non portano nulla di positivo per il benessere delle nazioni del Mar Nero” e che la zona dovrebbe essere demilitarizzata. Del tutto opposta invece la posizione del presidente bulgaro, Rossen Plevneliev, che a Varsavia ha insistito per una maggiore presenza della NATO nel Mar Nero. Il Ministro della Difesa Nikolay Nencev da parte sua ha dichiarato in parlamento che “la Bulgaria non ha niente da demilitarizzare” e che “tale questione dovrebbe essere posta alla Russia e alla Turchia, i due Paesi che hanno un forte potenziale bellico nel Mar Nero”. GOVERNO Il Premier Boyko Borissov medita un rimpasto dell’esecutivo Il Premier Boyko Borissov sta prendendo in considerazione l’idea di un rimpasto di governo. Le dichiarazioni del Premier sono arrivate durante un’intervista trasmessa dalla bTv. Borissov non ha fatto ulteriori commenti sui ministri che verrebbero rimpiazzati, ma ha spiegato che informerà i partner di Governo del Blocco Riformista e del Fronte Patriottico prima di fare annunci in merito. Il Governo di minoranza guidato dal partito conservatore GERB dipende, difatti, dal sostegno di una larga alleanza, in cui è compreso anche il gruppo nazionalista del Fronte Patriottico, che non ha Ministri nell’esecutivo. Tale situazione è ben diversa da quella del precedente esecutivo Borissov, in carica dal 2009 al 2013, laddove il Premier poteva decidere unilateralmente su eventuali rimpasti di Governo, in virtù di una maggiore forza parlamentare. Nell’intervista Borissov ha rilasciato commenti anche sulle future elezioni presidenziali, fissate per l’autunno, rispetto alle quali il GERB avrebbe già deciso il proprio candidato, anche se intende annunciarlo non prima di settembre. Borissov ha spiegato che chiederà elezioni parlamentari anticipate nel caso il suo partito perda il voto per la carica di Capo di Stato. SONDAGGIO Il 61% dei bulgari è contro l’uscita dall’Unione Europea Oltre la metà dei bulgari è contraria a un'eventuale uscita del loro Paese dalla UE. È quanto è emerso da un sondaggio dell'agenzia demoscopica Gallup International. Il 61% degli intervistati afferma che nel caso di un referendum per l’uscita della Bulgaria dall'UE, voterebbe contro, mentre a favore di un Bulexit voterebbe il 20%, con un 19% di indecisi.


Secondo gli esperti dell'agenzia, i bulgari continuano ad avere fiducia nell'UE e addirittura la Brexit li avrebbe indotti a rivalutare l'importanza dell'Unione. Alla vigilia del referendum in Gran Bretagna, infatti, il 67% dei bulgari si diceva convinto che l’uscita della Gran Bretagna dall’UE non avrebbe influito sul loro modo di vivere, mentre appena il 22% pensava il contrario. Oggi, invece, il 51% ritiene che la Brexit avrà ripercussioni sulla vita dei bulgari, mentre di avviso contrario è il 30%. ENERGIA La BEH incarica advisor per un bond di 500 milioni di euro L'utility pubblica bulgara Bulgarian Energy Holding (BEH) ha incaricato Jp Morgan e Banca Imi di organizzare degli incontri con gli investitori in vista dell'emissione di un bond benchmark, cioè nell'ordine dei 500 milioni di euro. È quanto si apprende da fonti vicine agli advisor. BEH ha i maggiori impianti di generazione elettrica della Bulgaria, come pure la rete di trasmissione del gas. L'emissione verrà utilizzata per rifinanziare un prestito di 535 milioni di euro. Le riunioni con gli investitori a Milano si terranno giovedì prossimo.

News ccib 15 07 2016  

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