Page 1

15-03-2017 EMERGENZA MIGRANTI Sono migliaia gli scomparsi dai centri di accoglienza Migliaia di migranti sono scomparsi negli ultimi sei mesi dai centri di accoglienza in Bulgaria. Molto probabilmente sono riusciti ad attraversare clandestinamente il confine alla volta dell'Europa occidentale nonostante le autorità bulgare abbiano affermato di aver intensificato i controlli al confine con la Serbia e le autorità di Belgrado di averlo chiuso completamente ai trafficanti di esseri umani. Lo rivela una pubblicazione sulla pagina online del quotidiano di Sofia 'Ora'. La statistica dimostra - si legge nell'articolo - che soltanto nel gennaio scorso sono fuggiti dai centri di accoglienza 2.210 migranti. Ecco perché nei centri, che nel settembre scorso erano sovraffollati al 106%, ora il 40% dei posti è libero. Il quotidiano ipotizza che la "fuga di migranti" non potrebbe arrivare a simili proporzioni senza "l'ombrello" di poliziotti e pubblici ufficiali corrotti. Sempre secondo i dati statistici, nel 2016 hanno chiesto asilo alle autorità bulgare 19.419 stranieri, dei quali il 45% afghani. Gli iracheni sono stati 5.345 mentre i siriani - appena 260. BULGARIA-UE Iliana Yotova: il Commissario bulgaro dovrebbe essere scelto da un Governo regolarmente eletto Il prossimo Commissario UE in rappresentanza della Bulgaria dovrebbe essere nominato da un regolare Governo, non da un esecutivo ad interim. Lo ha dichiarato la Vicepresidente Iliana Yotova, facendo riferimento all’esito delle elezioni parlamentari del 26 marzo. Yotova ha spiegato che il Governo di transizione ora in carica in Bulgaria, guidato da Ognian Ghergikov, avrebbe i poteri per nominare un Commissario UE, ma sarebbe bene che tale figura fosse scelta in seguito ad un’ampia discussione pubblica, condotta da istituzioni stabili. Dopo le dimissioni di Kristalina Gheorghieva, che ha lasciato la Vicepresidenza della Commissione UE con delega al bilancio e alle risorse umane per accettare una nuova missione presso la Banca Mondiale, l’incarico da oltre due mesi è rimasto vacante. A febbraio, il Premier ad interim Ghergikov ha insistito sul fatto che il successore della Gheorghieva dovrebbe essere nominato il più presto possibile per evitare qualsiasi disagio per la Bulgaria, che si appresta ad assumere la Presidenza di turno dell’Unione Europea a gennaio del 2018. ENERGIA La Commissione Europea è propensa a non multare la Gazprom La Commissione Europea ha optato per un accordo con la società russa Gazprom in merito al monopolio esercitato nei confronti dei mercati dell’Est europeo. La società russa era stata accusata nell’aprile del 2015 di posizione dominante nei mercati del gas di Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Bulgaria e delle tre Repubbliche baltiche, e avrebbe dovuto pagare una multa da oltre un miliardo di euro. Tuttavia l’azienda


russa sembra esser tornata sui suoi passi, ha dichiarato il Commissario europeo per la concorrenza Margrethe Vestager. Le disposizioni in base alle quali gli Stati interessati dal provvedimento non avrebbero potuto rivendere il gas russo, pena il pagamento di una parte dei profitti a Gazprom, dovrebbero essere cancellate. In secondo luogo potranno essere rinegoziati i prezzi di fornitura, e non sarà chiesto alla Bulgaria un indennizzo per la sua opposizione al progetto del gasdotto South Stream. Nel complesso gli impegni assunti da Gazprom offrono una “soluzione orientata al futuro”, ha detto il Commissario Vestager. Per quanto riguarda le tensioni politiche tra Europa e Russia, il Commissario ha inoltre ribadito che “è necessario tenere lontana la politica dall'applicazione delle regole”. La Commissione esaminerà le eventuali obiezioni avanzate dalle parti interessate entro le prossime sette settimane, per poi adottare una decisione definitiva. La quota delle fonti rinnovabili nei consumi nell'UE è arrivata al 16,7 per cento La quota di energia dalle fonti rinnovabili nei consumi finali nell'Unione europea è stata del 16,7 per cento, quasi il doppio rispetto al 2004 (8,5 per cento). Lo rende noto oggi l'Eurostat, l'Ufficio Statistico dell'Unione Europea. Aumentando del 3,3 per cento, la quota di energia tratta dalle rinnovabili, i ventotto avranno dunque raggiunto il target fissato per il 2020 (20 per cento). Dal 2004, ricorda Eurostat, la quota di rinnovabili è cresciuta in modo rilevante in tutti gli Stati Membri. Rispetto all'anno scorso, aggiunge Eurostat, è aumentata in ventidue dei ventotto Stati membri. La Svezia, con il 53 per cento dei consumi energetici tratti dalle rinnovabili, è il Paese con la quota maggiore. A seguire la Finlandia (39,3 per cento), Lettonia (37,6 per cento), Austria (33 per cento) e Danimarca (30,8 per cento). La quota più bassa è stata registrata in Lussemburgo e a Malta (5 per cento), Paesi Bassi (5,8 per cento), Belgio (7,9 per cento) e Regno Unito (8,2 per cento). Ad aver già raggiunto gli obiettivi nazionali fissati per il 2020 sono Bulgaria (18,2 per cento), Repubblica Ceca (15,1 per cento), Danimarca (30,8 per cento), Estonia (28,6 per cento), Croazia (29 per cento), Italia (17,5 per cento), Lituania (25,8 per cento), Ungheria (14,5 per cento), Romania (24,8 per cento), Finlandia (39,3 per cento) e Svezia (53,9 per cento).

News ccib 15 03 2017  

News ccib 15 03 2017

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you