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15-02-2017 ELEZIONI ANTICIPATE Sondaggio, il Presidente Radev ottiene il 62% dei consensi A meno di un mese dal suo insediamento, il nuovo Presidente Rumen Radev gode dell'appoggio del 62% della popolazione, con solo il 13% di contrari. È quanto è emerso da un sondaggio realizzato dal Centro 'Trend'. Radev ha vinto le presidenziali nel novembre scorso appoggiato dal Partito Socialista Bulgaro (BSP). Da parte sua il Premier ad interim Rumen Ghergikov, nominato dal Presidente Radev per preparare le elezioni parlamentari anticipate fissate per il 26 marzo prossimo, gode della fiducia del 46% dei bulgari mentre l'8% non lo appoggia. Sempre secondo i dati raccolti da 'Trend', dopo le prossime elezioni entrerebbero nel parlamento cinque formazioni politiche superando lo sbarramento del 4% dei voti. Il partito conservatore GERB, che ha perso le presidenziali e il cui Governo si è dimesso subito dopo, è dato al 29.2% dei consensi, seguito dal BSP con il 28.1%, il Movimento per Diritti e Libertà (DPS, il partito della minoranza turca) con il 9.6%, la coalizione nazionalista Patrioti Uniti con il 7.5% e il nuovo partito di centrodestra 'Volontà' dell'imprenditore Mareshki con il 5.2%. Le apparecchiature per il voto a scansione ottica saranno consegnate entro il 10 marzo Le apparecchiature per il voto a scansione ottica dovranno essere consegnate entro il 10 marzo prossimo. È uno dei requisiti della gara d’appalto pubblico presentata dalla Commissione Elettorale Centrale sul proprio sito web. L’installazione dei software dovrà essere completata entro il 18 marzo, mentre le apparecchiature dovranno essere consegnate ai singoli seggi entro il 25 marzo, in vista delle elezioni anticipate fissate per il giorno seguente. A inizio febbraio, la Corte Suprema bulgara ha, infatti, imposto alle autorità del Paese di fornire apparecchiature per il voto a scansione ottica in tutti i 12.500 seggi elettorali che saranno aperti il 26 marzo. Al momento le autorità bulgare hanno a disposizione sole 500 apparecchiature. La sentenza della Corte Suprema bulgara potrebbe verosimilmente duplicare i costi in precedenza stimati per l’organizzazione delle elezioni, in altre parole 29,9 milioni di lev. Fra le possibilità al vaglio delle istituzioni bulgare per l’acquisto delle apparecchiature per il voto a scansione ottica vi sarebbero l’Ecuador e le Filippine. Il Governo di Sofia dovrebbe inoltre occuparsi della formazione degli operatori presenti ai seggi, al fine di assicurare il corretto impiego dei macchinari. INFRASTRUTTURE Pirin Pencev: i tunnel stradali presentano rischi per il traffico Quasi la metà dei tunnel stradali ispezionati dall’Agenzia Bulgara per le Infrastrutture sono considerati a rischio per il traffico automobilistico. Lo ha dichiarato il Direttore dell’agenzia, Pirin Pencev. Secondo le rilevazioni effettuate, sedici tunnel su trentaquattro non rispetterebbero gli standard


di sicurezza, in una scala di rischio che va da moderato a elevato. L’ispezione dei tunnel stradali è stata ordinata dal Governo in seguito ad un incidente fatale verificatosi ad inizio febbraio ad Echemishka, nel nord della Bulgaria. A detta di Pencev, i tunnel più pericolosi sarebbero allo stato attuale quelli di Veliko Turnovo, Lovech, Topli, Vitinja e Echemishka. Il Direttore dell’agenzia per le infrastrutture stradali ha spiegato che il problema attuale deriva da una mancanza di finanziamenti da parte del Governo per la manutenzione della rete nazionale. POLITICA Sofia dovrebbe essere più attiva nei Balcani, secondo Krassimir Karakacianov La Bulgaria dovrebbe avere una politica estera più attiva nella regione dei Balcani. Lo ha dichiarato il leader del gruppo nazionalista bulgaro Fronte Patriottico Krassimir Karakacianov, intervistato dall’emittente radio dell’agenzia di stampa Focus News. “Ogni tentativo di ridefinire i confini territoriali nei Balcani porterebbe nuovi conflitti e tensioni”, ha spiegato Karakachanov, facendo riferimento in particolare alla situazione nella Macedonia. “Nella Macedonia esistono tensioni costanti fra la popolazione slava e cristiana, di origine bulgara, e la componente albanese, che chiede l’adozione del bilinguismo”, ha commentato Karakacianov. In merito, il leader nazionalista ha sottolineato che questa dinamica porterebbe ad una divisione della Macedonia, che aumenterebbe ulteriormente le tensioni e l’instabilità nei Balcani. “Purtroppo la Bulgaria non ha alcuna politica estera nei Balcani: il nostro Paese non può restare indifferente ai bulgari che vivono nella Macedonia, e alla sicurezza di questo paese vicino”, ha proseguito Karakacianov, rilevando altresì come i problemi nella regione non si risolveranno nel prossimo futuro a causa delle questioni territoriali irrisolte e dei problemi etnici. FONDI EUROPEI L’ex Premier Borissov era informato delle irregolarità nei programmi del Ministero dell’Istruzione L’ex Primo ministro Boyko Borissov ha ammesso di essere stato al corrente delle irregolarità nella gestione del programma operativo del Ministero dell’Istruzione già nel 2016, quando era in carica. Borissov ha però spiegato di non aver preso iniziative in merito “al fine di preservare la stabilità del Governo”. Come emerso due giorni fa, la Commissione Europea imporrà molto probabilmente una “correzione fiscale” alla Bulgaria in merito alla gestione non ottimale dei fondi provenienti dal programma europeo SESG (Operational Program Science and Education for Smart Growth). Lo ha reso noto il Ministero dell’Istruzione bulgaro, spiegando che i funzionari di Sofia terranno degli incontri con i rappresentanti della Commissione UE per determinare l’ammontare dei finanziamenti che verranno ritirati. Le violazioni di cui sarebbe responsabile la Bulgaria


riguarderebbero otto progetti, per un valore totale di 180 milioni di lev. Al momento, il programma SESG ha permesso lo sblocco di circa 324 milioni di lev di finanziamenti per le iniziative del Governo. Nelle parole dell’ex Premier Borissov, poi dimessosi, la situazione era nota all’interno del Governo, ma la presenza nella coalizione di diversi partiti rendeva rischiosa un’eventuale iniziativa contro l’allora Ministro dell’Istruzione Meglena Kuneva. Quest’ultima era, infatti, leader del Movimento Bulgaria per i cittadini, partner del partito governativo GERB nella coalizione di Governo.

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