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14.09.2016 ITALIA – BULGARIA Mattarella a Sofia: l’Unione Europea non è e non può essere in discussione Un'Europa sotto shock dopo la Brexit, in piena crisi d'identità sul proprio ruolo, incapace di contare qualcosa nei teatri di crisi, anche in quelli che esplodono nel cortile di casa. Il tutto mentre il sud del Mediterraneo produce fondamentalismo, ribolle e scarica masse di disperati nel Vecchio Continente attraverso la porta italiana. È il grido d'allarme di Sergio Mattarella che alla vigilia del vertice di Bratislava torna a chiedere con forza uno scatto di reni dell'Europa rilevando che l'Unione “non è e non può essere in discussione”. Al contrario, l'unica ricetta sul tavolo è quella dell'integrazione, di una politica di sicurezza e difesa comune, del “Migration Compact”, addirittura dell'ulteriore allargamento ai Balcani occidentali. Perché frenare ora, non completare il processo di Unione subito, limitarsi alle trattative sull'uscita di Londra, sarebbe un atto di eutanasia. Il Presidente della Repubblica almanacca le sue preoccupate riflessioni da Sofia, capitale di una Bulgaria europeista, da anni in attesa di entrare nel sistema Schengen. Serve subito “un rilancio concreto di una politica di difesa europea. L'Unione non può essere solo spettatrice”, scandisce il Presidente riferendosi in particolare alla Siria dove sono in corso negoziati tra potenze ben più lontane come Stati Uniti e Russia. Ma non solo: il Capo dello Stato non può non pensare anche alla Libia, Paese vicinissimo e nel caos, dove da mesi le principali cancellerie europee giocano in ordine sparso, quasi ignorandosi. E dove proprio oggi l'Italia ha deciso di inviare una missione umanitaria “bene armata”, un ospedale militare difeso da circa 100 parà. “Se la UE avesse una comune politica estera e di difesa potrebbe essere protagonista di un dossier che ci riguarda da molto vicino”, spiega Mattarella al suo omologo bulgaro Rossen Plevneliev. Lo stato di tranche in cui è caduta l'Unione dopo la Brexit non può poi, secondo il Presidente, essere prolungato. La Gran Bretagna resta “un Paese amico” ma certamente non è più un Paese membro. La “sorpresa” britannica deve essere digerita in fretta: “la Brexit richiede che ci siano tempi necessari, ma non oltre, per fare chiarezza nei rapporti con la UE”. In sostanza le lunghe trattative che seguiranno, ha ben spiegato il Presidente bulgaro Plevneliev, non possono e non devono far “trascurare i tanti temi all'ordine del giorno” dell'agenda di Bruxelles. “Questo contraccolpo - gli ha fatto eco Mattarella - ha aperto una riflessione profonda sullo stato dell'Unione, sia sui ritardi esistenti che sulle iniziative urgenti da assumere”. Poiché tutto si lega in questo prolasso di volontà dell'Europa, dal ragionamento non rimane certo fuori il sempre più complesso problema dei migranti. “Fenomeno di carattere epocale che va affrontato


immediatamente: se non si adotta un serio programma di gestione del fenomeno lo si renderà ingovernabile”, sottolinea ancora una volta il Presidente. “Occorre un grande sforzo. Solo un'azione dell'Unione può frenare i flussi. Serve una gestione unitaria, una comune politica sull'asilo e, insieme, superare il Trattato di Dublino definendo nuove regole dell’UE. Serve poi una politica di ricollocazione e rimpatri, definendo accordi europei di riammissione. Tutto ciò - ha concluso - solo l'Unione Europea può farlo, concretamente e subito”. EMERGENZA MIGRANTI A Burgas incontro tra Borissov, Orban e Vucic sulla sicurezza delle frontiere La crisi dei migranti, la sicurezza delle frontiere e la lotta al terrorismo sono stati tra i temi al centro di un incontro trilaterale ieri sera a Burgas fra i Premier di Bulgaria, Serbia e Ungheria - Boyko Borissov, Aleksandar Vucic e Viktor Orban. Mentre Vucic ha fatto ritorno a Belgrado in tarda serata, per una visita che ha in programma oggi e domani a Parigi, Orban si ferma oggi in Bulgaria per visitare con il collega Borissov alcuni tratti di frontiera del Paese. L'ambasciatore ungherese in Serbia Attila Pinter ha detto oggi di ritenere che la rotta balcanica - chiusa dallo scorso marzo - probabilmente si riaprirà con una nuova crisi dei flussi migratori questo autunno. “A Burgas il Premier Orban incontra i colleghi serbo e bulgaro. I nostri Governi hanno sempre collaborato bene durante la crisi dei migranti, ed è nostra intenzione proseguire in tale collaborazione”, ha detto Pinter secondo cui “ci si può aspettare una crisi migratoria in autunno e in inverno”. In questo momento la rotta principale è attraverso l'Italia, ha osservato Pinter, ma “molto probabilmente la rotta balcanica riaprirà e tornerà ad essere la più importante". Due migranti annegati nel Danubio e altri dispersi I corpi di due migranti clandestini, un uomo e un bambino, sono stati recuperati nella parte bulgara del Danubio, laddove il grande fiume segna il confine tra Bulgaria, Serbia e Romania. Altre due persone, stando alle ultime informazioni, risultano disperse. Secondo i media a Sofia, l'incidente sarebbe avvenuto per il capovolgimento di una piccola imbarcazione di trafficanti con a bordo dieci clandestini iracheni. I sopravvissuti hanno detto di essere saliti sulla barca dal settore romeno del Danubio. L'incidente sarebbe avvenuto l'8 settembre scorso ma la notizia è trapelata soltanto due giorni fa. Ieri il Ministro dell'Interno, Rumyana Bachvarova, confermando l'episodio, si è riferito alle difficoltà delle indagini, poiché i migranti messi in salvo dalla polizia bulgara parlavano


soltanto la loro lingua, e ciò ha provocato il ritardo nella diffusione della notizia. “La polizia sta ancora cercando l'imbarcazione ed è ormai sulle tracce dei trafficanti”, ha osservato Bachvarova che non ha voluto precisare se si tratti di bulgari o stranieri. Il Ministro ha aggiunto che, oltre ai due annegati, altre due persone sono disperse secondo le testimonianze dei superstiti. In precedenza si era parlato di cinque o quattro dispersi, un uomo e tre o quattro bambini. Bachvarova ha voluto comunque rilevare che il Danubio non rappresenta una nuova rotta per il traffico di migranti clandestini. “I trafficanti stanno soltanto saggiando questa possibilità”, ha detto. Secondo i media bulgari i trafficanti, dopo il rafforzamento dei controlli alla frontiera terrestre fra Serbia e Bulgaria, tenterebbero di utilizzare il Danubio per trasportare in Serbia i migranti provenienti dalla Turchia. Una volta in Serbia i migranti proseguirebbero poi verso l'Europa centrale e occidentale. ONU Irina Bokova resta l’unico candidato bulgaro per la Segreteria Generale Irina Bokova resta l’unico candidato della Bulgaria per la carica di Segretario Generale delle Nazioni Unite, ha dichiarato il Premier Boyko Borissov, La sua dichiarazione è giunta prima di una riunione straordinaria del suo gabinetto, durante la quale, secondo le indiscrezioni, si sarebbe discusso il possibile cambiamento della nomina di Bokova. Negli ultimi giorni era emersa nei media l’intenzione dell’esecutivo di Sofia di sostituire il candidato del Paese alla corsa alla Segreteria Generale dell’ONU. Al posto dell’attuale direttore della UNESCO Bokova, il Governo stava valutando l'opportunità di designare il Vicepresidente della Commissione Europea Kristalina Gheorghieva come candidato ufficiale di Sofia.

News ccib 14 09 2016  

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