Page 1

14.07.2016 PARLAMENTO Il Parlamento approva la nuova legge sul voto all'estero I deputati hanno approvato in seconda lettura gli emendamenti alla legge elettorale relativi alle controverse regole per il voto dei bulgari all’estero. Il testo votato prevede l’apertura di un massimo di 35 seggi elettorali in ciascun Paese estero, sia per le elezioni nazionali sia per i referendum. I cambiamenti al codice elettorale, proposti dal gruppo parlamentare nazionalista Fronte Patriottico, sono considerati espressamente studiati per limitare l’impatto del voto dei cittadini bulgari residenti in Turchia, che è tradizionalmente la roccaforte politica del Movimento per i Diritti e le Libertà (DPS), espressione della minoranza turca in Bulgaria e attualmente il terzo maggior partito nel Parlamento. Il rappresentante del Fronte Patriottico Krassimir Karakachanov ha ribadito che gli emendamenti proposti non sono rivolti contro il DPS, bensì sono atti a limitare l’interferenza del Presidente turco Recep Erdogan negli affari interni della Bulgaria. Il tema degli emendamenti alla legge elettorale è stato al centro del dibattito politico bulgaro per diverso tempo, tanto che una prima versione del codice in questione aveva subito il veto da parte del Presidente Rossen Plevneliev, poi superato dallo stesso Parlamento con una modifica degli emendamenti. Il deputato del DPS Chetin Kazak ha affermato che i cittadini bulgari in Turchia non rappresentano una minaccia per la sicurezza nazionale di Sofia, e il loro diritto di voto non andrebbe limitato. Secondo Kazak, il partito di Governo GERB avrebbe sostenuto il disegno di legge solo perché il Fronte Patriottico, che fornisce supporto esterno all’esecutivo di Boyko Borissov, aveva minacciato di passare all’opposizione. ELEZIONI PRESIDENZIALI Ivaylo Kalfin: Il dialogo con BSP è una notizia positiva, ma deve avere reali riscontri politici Le discussioni su un candidato Presidente congiunto con il Partito Socialista Bulgaro (BSP) avranno senso solo se si arriverà alla vittoria. Lo ha dichiarato Ivaylo Kalfin, Vice Presidente del partito Alternativa per la Rinascita Bulgara (ABV), in un’intervista al canale televisivo bTv. Precedentemente il leader del BSP, Kornelia Ninova, aveva annunciato l’inizio delle trattative fra i due partiti per trovare un candidato unitario nella corsa alle elezioni presidenziali autunnali, in modo da dare una voce sola all’area della sinistra. “La cosa migliore della riunione fra i due partiti è che si è trattato del primo incontro ufficiale fra BSP e AVB. Non ci sono mai state riunioni formali dal momento in cui è nato l’ABV, due anni fa. La precedente leadership socialista ha sempre chiuso le porte, e siamo felici di constatare come si sia tornati ad una situazione di normalità”, ha spiegato Kalfin. L’esponente dell’ABV ha sottolineato come la prospettiva futura sia divenuta più importante rispetto a quanto accaduto in passato, e che il BSP e l’ABV hanno piattaforme e strategie politiche similari, motivo per cui i cittadini bulgari si aspettano una maggiore collaborazione fra le due forze politiche.


“Le prossime elezioni presidenziali ci mostreranno se può esistere una vera area di sinistra, che possa in futuro andare al potere nel paese”, ha concluso Kalfin. SOCIETÀ Trentamila bulgari hanno lasciato il Paese nel 2015 Circa 30 mila bulgari, prevalentemente giovani e con una professione, hanno lasciato il loro Paese nel 2015 per cercare all'estero migliori condizioni di vita. Come risulta dai dati statistici e demoscopici dell’Accademia delle scienze bulgara, il 52% di tali migranti sono uomini, e il 44% di età tra 20 e 39 anni. Le destinazioni preferite sono la Germania (25%), la Gran Bretagna (14%) e la Spagna (14%). Al tempo stesso, lo scorso anno oltre 25 mila stranieri hanno deciso di stabilirsi in Bulgaria, prevalentemente turchi (25%), siriani (15%) e russi (14%). I dati indicano inoltre che nel 2015 circa 120 mila bulgari, il 37% in più rispetto all’anno precedente, hanno deciso di abbandonare le grandi città per andare a vivere in centri abitati più piccoli. BULGARIA – CANADA Avramopoulos: presto ci sarà una soluzione con Canada e USA per i visti La Commissione UE ritiene che “con buona volontà e buona fede potremo risolvere presto” ma rimanda all'autunno la questione della reciprocità del regime senza visti che Canada e Stati Uniti ancora non garantiscono a Romania e Bulgaria pur essendo scaduto in primavera il termine perché Washington e Ottawa garantiscano lo stesso trattamento ai cittadini di tutti i 28 paesi UE. Lo afferma il Commissario per gli Affari Interni, Dimitris Avramopoulos, annunciando l'apertura del dialogo con Stati Uniti e Canada ma sottolineando anche che “non faremo concessioni”. Il Commissario ha precisato che il Canada “ha confermato una chiara prospettiva di progresso nei prossimi mesi” prendendo lunedì scorso in un quadrilaterale con Romania, Bulgaria e Commissione l'impegno a presentare “entro l’inizio dell’autunno” una proposta di “calendario” per la concessione della reciprocità. Per gli USA (che richiedono il visto anche a polacchi, croati e ciprioti) Avramopoulos ha invece osservato che l'argomento non è attuale prima delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti.

News ccib 14 07 2016  

News ccib 14 07 2016

Advertisement