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12.09.2015 DIFESA Mosca chiede spiegazioni a Sofia sul “no” per lo spazio aereo Diplomatici dell’Ambasciata russa a Sofia hanno chiesto ieri un incontro urgente al Ministero degli Esteri bulgaro per chiedere spiegazioni sulla decisione della Bulgaria di negare a Mosca l'utilizzo del proprio spazio aereo per aerei russi destinati al trasporto di aiuti umanitari alla Siria nel periodo dal 1 - 24 settembre. In un comunicato stampa del Ministero degli Esteri di Sofia si afferma che “la parte bulgara ancora una volta ha illustrato la sua proposta di ispezionare, dopo un atterraggio intermediario in un aeroporto bulgaro, i velivoli russi per i quali si asserisce che trasportino aiuti umanitari per la Siria”. “La Bulgaria non ha alcuna intenzione di ostacolare in qualsiasi modo il transito di aiuti umanitari destinati al fraterno popolo siriano”, si legge ancora nel comunicato stampa. Il Presidente Obama non era a conoscenza delle pressioni USA sulle Autorità bulgare Il Presidente degli USA, Barack Obama, non era a conoscenza delle pressioni esercitate dal Dipartimento di Stato sulla Bulgaria affinché il Paese negasse il suo spazio aereo alla Russia. Lo riferisce il blog Bloomberg view, secondo cui ci sarebbe un disaccordo all'interno del Governo degli Stati Uniti su come agire per impedire ad aerei militari russi di raggiungere la Siria. Fra le opzioni ci sono un confronto con la Russia sulla Siria e una cooperazione nell’ambito della lotta allo Stato Islamico. Secondo quanto riferisce Bloomberg view, due funzionari governativi avrebbero rivelato che Obama non era a conoscenza delle pressioni esercitate sulle Autorità bulgare: nel venirne a conoscenza, non ha nascosto il suo disappunto e avrebbe cosi iniziato a prendere in esame tutte le possibilità per superare la crisi. MIGRAZIONE Conversazione telefonica tra i Premier di Bulgaria e Serbia I Primi Ministri di Bulgaria e Serbia, Boyko Borissov e Aleksandar Vucic, hanno discusso in una conversazione telefonica della crisi migratoria in Europa e delle sue implicazioni per la regione. Tra i temi affrontati anche lo sviluppo della cooperazione bilaterale tra i due Paesi, in particolare l’emergenza migrazione. Borisov e Vucic hanno concordato un incontro dopo il ritorno del Premier serbo dagli Stati Uniti, al quale sarà invitato anche il Primo Ministro romeno Victor Ponta. Preoccupazione è stata espressa anche dal Ministro degli Esteri della Macedonia, Nikola Poposki, il quale ha dichiarato che Skopje sta prendendo in considerazione l’ipotesi di erigere una barriera lungo il confine con la Grecia. In un’intervista per il quotidiano ungherese Figyelo ha riferito che con ogni probabilità anche per la Macedonia sarà necessario aumentare la difesa lungo le frontiere. Poposki ha ipotizzato una barriera o il dispiegamento di militari lungo il valico di frontiera. ENERGIA


Organizzazioni imprenditoriali in protesta contro l’aumento del prezzo dell'elettricità Le organizzazioni dei datori di lavoro in Bulgaria sono sul punto di dar vita a una protesta contro l’aumento dei prezzi dell'energia elettrica per i consumatori industriali. Le organizzazioni chiederanno anche le dimissioni del Presidente della Commissione per la regolamentazione dell’energia e dell’acqua (KEVR), Ivan Ivanov. Vassil Velev, a capo dell’Associazione dei capitali industriali bulgari (BICA), ha riferito che circa 107 mila persone potrebbero rimanere senza lavoro nell’arco di un anno se i prezzi precedenti non verranno ripristinati. La nuova manifestazione, prevista per il 30 settembre, coinvolgerà migliaia di imprese. Bodzhidar Danev, Presidente dell’Associazione degli industriali bulgari (BIA), ha riferito che i problemi nel sistema energetico della Bulgaria stanno opprimendo l'industria e l'economia bulgara. ROM I rom di Garmen in piazza contro il piano di demolizione I residenti del quartiere rom di Kremikovtsi del centro abitato Garmen sono scesi in piazza contro i piani di demolizione delle loro abitazioni abusive portato avanti dal Comune. Le Autorità locali ritengono che la protesta sia illegale. Il Sindaco di Garmen, Mina Kapitanova, ha vietato ogni manifestazione nella zona centrale del paese. I leader della protesta hanno riferito che i rom dalle città di Sandanski, Blagoevgrad e Petrich si sarebbero uniti alla contestazione. Hanno anche dichiarato che, nonostante le intenzioni della manifestazione siano pacifiche, potrebbero verificarsi scontri nel caso non vengano soddisfatte le richieste dei rom. Su 124 abitazioni costruite illegalmente nel quartiere rom di Garmen, dieci sono già state demolite dal Comune. Cinquanta persone sono state lasciate senza casa.

News ccib 12 09 2015