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12.05.2015 BALCANI Sofia chiede che le istituzioni macedoni garantiscano la stabilità La Bulgaria osserva con attenzione i fatti in corso in Macedonia dopo gli scontri che si sono verificati a Kumanovo, al confine con il Kosovo. Il Premier bulgaro, Boyko Borissov, ha detto che i servizi d’intelligence di Sofia sono in stretto contatto con la controparte macedone per monitorare da vicino la situazione, mentre il Presidente, Rossen Plevneliev, ha chiesto al governo di Skopje di garantire la pace e la stabilità e risolvere la situazione in modo democratico. In seguito agli scontri sono morti 14 militanti armati della formazione kosovara Esercito di liberazione nazionale (Nla) e otto agenti di polizia. Plevneliev ha invitato tutte le parti a risolvere i problemi attraverso il dialogo, l'iniziativa civile, e in linea con i principi democratici. Anche la Vicepremier bulgara per gli Affari europei, Meglena Kuneva, è intervenuta sulla questione suggerendo una riunione straordinaria del Consiglio consultivo di Sicurezza nazionale per discutere della situazione in corso nella Macedonia. DIFESA Al via l’esercitazione militare bulgaro-statunitense Thracian Eagle 2 L’esercitazione bulgaro-statunitense Thracian Eagle 2 ha preso il via presso la base di Graf Ignatievo e proseguirà sino alla fine di giugno. L’operazione di addestramento rientra nella maxi operazione della Nato Atlantic Resolve volta a garantire la sicurezza dei Paesi membri della Nato, in particolare quelli del fronte orientale a seguito della crisi ucraina. Il generale di brigata Rumen Radev, comandante dell’aviazione militare bulgara, si è incontrato con il generale Frank Gorenc, comandante delle forze aeree degli Stati Uniti in Europa e in Africa, nella base aerea Graf Ignatievo. All’inizio dell’esercitazione hanno presenziato anche il Ministro della Difesa, Nikolay Nencev, il Capo di Stato maggiore, il contrammiraglio Rumen Nikolov. All’esercitazione militare parteciperanno gli F-15 statunitensi e i MiG-29 e Su-25 dell’aviazione militare bulgara. COMMERCIO In aumento l’import-export con l’Ue nei primi due mesi del 2015 Le esportazioni bulgare verso i Paesi membri dell’Unione Europea sono aumentate del 12,2 per cento fra gennaio e febbraio rispetto al medesimo periodo del 2014. Il valore dell’export verso i Paesi membri dell’UE per il periodo in esame è stato pari a 4,5 miliardi di lev e i principali partner sono stati Germania, Italia, Romania, Grecia, Belgio e Francia, che costituiscono il 69,5 per cento della quota complessiva. Nel mese di febbraio, le esportazioni bulgare verso l'UE sono aumentate del 7,7 per cento rispetto Founded in 2003 and acknowledged by Italian Government in law no.518/70 Member of the Association of Italian Chambers of Commerce Abroad Bul. Knyaghinya Maria Luisa, 2, Business Center TZUM, fl.5 – Sofia 1000 – Bulgaria Tel: +359 2 8463280/1–Fax: +359 2 9440869 info@camcomit.bg –www.camcomit.bg


allo stesso mese nel 2014, pari a 2,2 miliardi di lev. Le importazioni bulgare provenienti dall’UE, fra gennaio e febbraio, sono aumentate del 3,3 per cento rispetto al medesimo periodo del 2014, pari a 5 miliardi di lev. A febbraio, le importazioni bulgare dall'UE sono aumentate del 6,5 per cento rispetto al medesimo periodo dello scorso anno, per un importo di 2,6 miliardi di lev. La bilancia commerciale della Bulgaria con i Paesi membri dell’UE nei primi due mesi del 2015 è stata negativa per 504,2 milioni di leva (257,8 milioni di euro). SOCIETÀ Romania, Bulgaria e Italia sono il fanalino di coda per interagire con lo Stato via Internet Sono pochi e insoddisfatti gli italiani che usano la Rete per dialogare con la Pubblica amministrazione: lo dice Confartigianato in un recente rapporto in cui si evidenzia come soltanto il 36% della popolazione utilizza Internet per interagire con lo Stato. Un dato che colloca l’Italia al terzultimo posto nella graduatoria dei 28 Paesi UE dove la media di utilizzatori di Internet per i rapporti con la Pubblica amministrazione è del 59%. Peggio fanno solo la Bulgaria (35%) e la Romania (17%). Secondo il rapporto di Confartigianato, i servizi on line della Pubblica amministrazione sono utilizzati dall’85% delle imprese, una quota inferiore di 3 punti rispetto alla media in Europa. Ma il divario con l’Europa aumenta per alcune tipologie di servizi: per le dichiarazioni Iva e contributi in via elettronica gli imprenditori italiani sono il 33% in meno rispetto alla media dell’UE a 28. Basso il livello di utilizzo di Internet anche per compilare e spedire moduli burocratici: appena il 18% degli italiani ha usato questa modalità per ridurre il tempo in coda agli uffici pubblici. L’Europa ha una media del 33% e peggio fanno la Repubblica Ceca (14%), la Bulgaria (13%), la Romania (6%).

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