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12-04-2017 APPELLO ALLA NAZIONE Il Presidente Radev denuncia le ingerenze della Turchia, convoca per il 19 aprile la prima riunione del nuovo Parlamento Le elezioni parlamentari hanno mostrato l'esistenza di gravi problemi, compresa l'ingerenza esterna nel processo elettorale. Lo ha dichiarato in un appello alla nazione il Presidente della Bulgaria, Rumen Radev, con riferimento alle tensioni createsi tra Sofia ed Ankara a seguito dei tentativi di politici turchi di ingerirsi negli affari interni della Bulgaria prima e durante il voto anticipato del 26 marzo scorso. Sofia aveva richiamato il suo Ambasciatore in Turchia, Nadezhda Neynski, dopo che il Ministro del Lavoro turco, Mehmet Muezzinoglu, aveva invitato gli espatriati bulgari di etnia turca residenti in Turchia a votare per il partito Dost, fondato lo scorso anno a Sofia da Lyutvi Mestan che abbraccia una parte della etnia turca residente in Bulgaria. "I diversi partiti presentatisi alle elezioni avevano chiesto prima e durante il voto misure drastiche, compresa la chiusura del confine (con la Turchia), ma dopo le elezioni hanno dimenticato l'ingerenza straniera nei nostri affari interni", ha aggiunto Radev, che ha convocato per il 19 aprile la prima riunione del nuovo parlamento. A suo dire, "spetta ora al nuovo parlamento votare le leggi necessarie per arginare l'ingerenza straniera nel nostro Paese". Intanto sono in corso a Sofia consultazioni tra il partito conservatore GERB, che ha vinto le elezioni, e il fronte nazionalista Patrioti uniti per formare una maggioranza di Governo. Il GERB ha 95 seggi mentre i Patrioti Uniti - 27. La somma di 122 seggi è sufficiente per avere la maggioranza nel parlamento unicamerale bulgaro composto da 240 deputati.

NEGOZIATI Il GERB ha raggiunto un accordo programmatico con i Patrioti Uniti sul tema delle pensioni Il partito conservatore GERB e il fronte nazionalista Patrioti Uniti, impegnati nei negoziati per la formazione di un nuovo esecutivo, hanno raggiunto un accordo sul tema delle pensioni. Lo ha dichiarato il Vicepresidente del GERB Tsvetan Tsvetanov. “Continuiamo a lavorare sulle altre aree di pertinenza, e possibilmente per giovedì avremo pronta una strategia programmatica”, ha commentato Tsvetanov. Il tema della pensione minima per i cittadini bulgari, che i Patrioti uniti vorrebbero alzare a 300 lev, è stato dibattuto già nei giorni scorsi negli incontri avvenuti fra le delegazioni delle due forze politiche che dovrebbero formare il nuovo governo in Bulgaria con a capo il leader del GERB Boyko Borissov. POLTRONE Boyko Borissov propone senza successo la presidenza del Parlamento al leader socialista Kornelia Ninova Il leader del Partito Socialista Bulgaro (BSP) Kornelya Ninova ha rifiutato la carica di Presidente del Parlamento di Sofia. Lo ha annunciato il leader del GERB Boyko Borissov, prossimo Premier del Paese. Borissov ha incontrato Ninova per discutere le priorità della Bulgaria in vista della


presidenza di turno del Consiglio UE, in programma per il primo semestre del 2018. “Nessuno ha parlato della formazione di una coalizione. Ho proposto a Ninova, come segno di rispetto per i buoni risultati ottenuti alle elezioni, di accettare la carica di Presidente del Parlamento, ma ha rifiutato, per la volontà di fare un’opposizione forte”, ha spiegato Borissov. Secondo il leader del GERB, “per la sicurezza della Bulgaria, e in vista della presidenza UE, si deve trovare un punto di vista condiviso in Parlamento”, così da permettere di governare il Paese nei prossimi mesi e anni. GIUSTIZIA La Bulgaria è tra i Paesi con meno fiducia nell'indipendenza della magistratura La Slovacchia e la Bulgaria sono i due Paesi dell'UE dove c'è meno fiducia nell'indipendenza della magistratura. È quanto emerge da uno studio della Commissione Europea sui sistemi giudiziari nazionali. Nei due Paesi, infatti, appena poco più del 20 per cento delle persone interrogate nel sondaggio nel 2017 hanno risposto che l'indipendenza della magistratura nel Paese è “molto buona” o “discreta”. Male anche la Spagna e la Croazia, dove il dato supera di poco il 30 per cento. Interrogati sulle ragioni della mancanza di indipendenza, sia i cittadini bulgari sia quelli slovacchi hanno indicato soprattutto l'interferenza o la pressione dal Governo o dalla politica sulla magistratura.

News ccib 12 04 2017  

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