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11.12.2015 BULGARIA - UE La Bulgaria e la Commissione UE progetteranno un hub balcanico del gas La Commissione UE ha accettato di lavorare insieme al Governo bulgaro per la realizzazione dell’hub balcanico del gas. Sofia e Bruxelles hanno deciso di istituire un gruppo di lavoro congiunto per sostenere lo sviluppo del marketing, del piano industriale e finanziario per l’hub del gas dei Balcani. Il gruppo di lavoro, che è stato annunciato dal Vice ministro per i Fondi comunitari e la Politica economica, Tomislav Doncev, e dal Direttore per il mercato interno dell'energia della Commissione Europea, Klaus-Dieter Borchardt, inizierà con una valutazione degli aspetti giuridici, normativi e finanziari del progetto. Il gruppo si concentrerà sull'individuazione di soluzioni comuni alle principali sfide per lo sviluppo del progetto, con l'obiettivo di facilitare il collegamento tra la Bulgaria e il resto dell’Europa sud orientale. “La posizione geografica della Bulgaria e l'infrastruttura esistente del gas forniscono una base stabile per lo sviluppo di un hub del gas regionale”, ha detto Doncev all'apertura del gruppo di lavoro congiunto, aggiungendo che il Governo farà tutti gli sforzi necessari per creare una regolamentazione stabile per sviluppare il progetto in conformità con la normativa UE. Il progetto si inserisce nella strategia della Bulgaria di diversificare le sue forniture di energia e delle rotte, in linea con la strategia europea per l’Unione energetica. La Commissione UE accetta gli impegni della Bulgaria per liberalizzare il mercato dell’elettricità La Commissione UE ha accettato l’impegno da parte della Bulgarian Energy Holding (BEH) di liberalizzare il mercato bulgaro dell’elettricità. La Commissione ha adottato una decisione che rende giuridicamente vincolanti gli impegni proposti da BEH per porre fine alle restrizioni imposte sulla concorrenza nel mercato dell'energia elettrica in Bulgaria. Il Commissario UE responsabile della Concorrenza, Margrethe Vestager, ha detto che “le restrizioni territoriali che dividono i mercati energetici lungo le linee nazionali ci impediscono di raggiungere un risultato concreto sull’Unione energetica europea ma che oggi, con la fine di queste restrizioni in Bulgaria, il mercato bulgaro dell'elettricità sarà più aperto e trasparente”. BEH è l’operatore bulgaro in carica per l’energia ed è di proprietà dello Stato. La holding si è impegnata a offrire determinati volumi di energia elettrica a operatori indipendenti sulla base della borsa elettrica appena creata in Bulgaria che garantisce la negoziazione anonima di energia elettrica. Ciò impedisce che il venditore possa applicare restrizioni territoriali di rivendita. DIMISSIONI L’ex Ministro della Giustizia Hristo Ivanov parla di “strapotere” dei procuratori In Bulgaria passeranno solo le riforme coordinate con il Procuratore capo. Lo ha detto in un’intervista alla Radio Nazionale Bulgara l’ex Ministro della Giustizia, Hristo Ivanov, che si è dimesso dopo che il Parlamento ha


approvato alcuni emendamenti alla Costituzione necessari per la riforma della Giustizia. Ivanov si è dimesso in segno di protesta contro le modifiche. In seguito al voto, il Consiglio Superiore della Magistratura (VSS) è stato diviso in due collegi, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri, introducendo modifiche anche nelle procedure di voto. Secondo Ivanov è “evidente che in Bulgaria ora il procuratore capo ha il potere di influenzare l’attività del Parlamento”. L’ex ministro ha aggiunto che la sua decisione “è una questione di valori, l'indipendenza dei tribunali non è garantita abbastanza”, ha detto Ivanov. Il disegno di legge, che dovrà essere approvato in terza lettura, prevede la divisione del VSS in due collegi, uno dei magistrati e l’altro dei pubblici ministeri, che sono nominati, promossi, abbassati di grado, trasferiti e licenziati dai rispettivi organi. Dividere il consiglio è stato un argomento spinoso e il testo di riforma in seconda lettura al Parlamento ha subito delle variazioni. Prima il collegio dei magistrati doveva essere composto da 13 membri, cinque eletti dal Parlamento, sei eletto dai giudici stessi e, i due capi delle alte corti del Paese (eletti dal VSS e nominati con decreto presidenziale). Il collegio dei pubblici ministeri doveva essere composto da 12 membri, sei eletti dal Parlamento, cinque eletti dai magistrati e il Procuratore Generale d'ufficio. Gli emendamenti presentati tra le letture, tuttavia, hanno apportato modifiche alle quote: il collegio dei magistrati ha sei membri eletti dal Parlamento e cinque dai giudici stessi, mentre il collegio dei procuratori ha cinque membri eletti dal Parlamento e sei eletto dai pubblici ministeri. Le critiche mosse riguardano l'indipendenza dei tribunali, aumentando il peso politico nel collegio dei giudici e rafforzando allo stesso tempo la posizione dei procuratori nel collegio dei pubblici ministeri. Tensioni nella coalizione di Governo dopo le dimissioni di Ivanov Dopo le dimissioni Ministro della Giustizia, Hristo Ivanov, si osservano delle tensioni all’interno della maggioranza di Governo. Secondo le agenzie, manca una visione unitaria tra i due principali partiti della maggioranza, GERB e Blocco riformista, ma anche all’interno dei partner dell’alleanza minoritaria, sulla candidatura da presentare come nuovo ministro della Giustizia. Ivanov è, infatti, un membro del Blocco riformista (RB), alleanza composta dai Democratici per una Bulgaria forte, il Movimento Bulgaria per cittadini, l'Unione delle forze democratiche, il Partito popolare per la libertà e la dignità e l'Unione nazionale agraria bulgara. Radan Kanev, leader dei Democratici per una Bulgaria forte e Copresidente dell’RB in Parlamento ha annunciato di passare personalmente in opposizione al Governo in segno di protesta contro gli emendamenti della Costituzione imposti dal GERB del Premier Boyko Borisov. VISITA Bulgaria-Slovacchia: Migliorare la cooperazione sui progetti di gas e la crisi migratoria Diversificare le rotte di approvvigionamento del gas e delle fonti in Europa e contrastare la crisi migratoria. Questi sono stati i due argomenti che hanno discusso durante l’incontro a Sofia il Premier bulgaro, Boyko Borissov, e il Presidente della Slovacchia, Andrej Kiska, giunto in visita ufficiale in


Bulgaria. Approfondire la cooperazione economica tra i due Paesi permetterà ad entrambi di essere più forti, hanno dichiarato i due. Bulgaria e Slovacchia sono, infatti, due Paesi legati da stretti rapporti di amicizia basati sulla vicinanza e sulla comune appartenenza all’UE e la NATO. Durante la visita di Kiska è prevista la firma di diversi documenti bilaterali. Oggi il leader slovacco e il suo omologo bulgaro, Rossen Plevneliev, inaugureranno il Parco tecnologico a Sofia. Il Presidente slovacco è accompagnato da una delegazione composta di rappresentanti del mondo accademico, di imprese e del settore governativo. È prevista anche una conferenza internazionale sull’innovazione, start-up e scambio tecnologico.

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