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08.06.2016 EUROZONA Commissione UE: La Bulgaria non è pronta per l’adozione dell’euro La legislazione della Bulgaria, in particolare la norma che regola la Banca Centrale, non è compatibile con i parametri previsti nel Trattato di funzionamento dell'Unione Europea. È quanto si legge nel rapporto della Commissione UE sulla convergenza della Bulgaria ai parametri monetari dell'Eurozona. Il rapporto conclude che non ci sono ancora le condizioni per l'adozione dell'euro nel Paese. Secondo Bruxelles, "Sofia soddisfa i requisiti per quanto riguarda la stabilità dei prezzi e le finanze pubbliche”. Il nodo critico per la Bulgaria è dunque la legislazione. “Esistono incompatibilità – aggiunge la Commissione – anche per quanto riguarda l'indipendenza della Banca Centrale (BNB), il divieto di finanziamento monetario e l'integrazione della BNB nel Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC) nel momento dell'adozione dell'euro”. ECONOMIA La BERS conferma le stime di crescita positive per il 2016 e il 2017 I rappresentanti della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS), hanno confermato di prevedere una crescita positiva dell'economia bulgara per il 2016 e per il 2017. Secondo Serghei Guriev, economista della BERS, i consumi interni saranno il motore della crescita economica nel biennio in questione. Nelle settimane scorse, la BERS aveva stimato una crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL) della Bulgaria del 2,5 per cento su base annua, sia per l'anno in corso sia per il 2017. LAVORO La Bulgaria dovrà importare lavoratori Allo stato attuale, la Bulgaria ha bisogno di “importare” lavoratori per compensare la carenza di manodopera in molti settori della sua economia. Lo si legge in uno studio dell’Istituto di Ricerca Economica dell’Accademia di Scienze Bulgara. La mancanza di manodopera è causata dai redditi molto bassi, che spingono i lavoratori a lasciare il Paese. Secondo gli esperti, un’altra ragione per importare manodopera è l'invecchiamento della popolazione. Iskra Beleva, professore all’Istituto di ricerca economica, ritiene che nel settore dell’informatica in Bulgaria manchi di un numero rilevante di lavoratori.“La nostra industria automobilistica ha bisogno di venti mila lavoratori, e questo è un settore all’avanguardia per quanto riguarda i prodotti tecnologici”, ha rilevato Beleva. Le rimesse inviate dai bulgari che lavorano all'estero per i parenti rimasti in patria sono aumentate da quando la Bulgaria ha aderito all'Unione Europea. Tuttavia, soltanto una piccola parte delle rimesse è stata investita nella


creazione di nuove imprese in Bulgaria e nuovi posti di lavoro, che potrebbero favorire la crescita. REFERENDUM Il Parlamento deciderà sul referendum per i prezzi del carburante Il Parlamento prenderà una decisione finale in merito al referendum su cinque quesiti, legati al prezzo dei carburanti. Nel mese scorso, Vesselin Mareshki, imprenditore farmaceutico e del settore petrolifero, ha sottoposto una proposta di referendum, per chiamare i cittadini a decidere su vari temi, fra cui l’introduzione di una regolazione statale sul mercato dei carburanti, al fine di abbassare i prezzi. Un altro referendum è già stato indetto per ottobre, e si terrà probabilmente con le prossime elezioni presidenziali. In proposito, Mareshki si è candidato per la carica di Presidente bulgaro, ma ha negato ogni possibile legame fra la sua iniziativa referendaria e la corsa alla presidenza.

News ccib 08 06 2016  

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