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08.01.2016 ENERGIA Continuano le polemiche sul caso Overgas – Gazprom Non si placano le polemiche sul fronte energetico dopo lo stop delle forniture di gas da parte della russa Gazprom nei confronti del fornitore privato Overgas in Bulgaria. A rendere ancora più fitta la trama, già complicata dai difficili rapporti tra le società interessate (la compagnia privata Overgas, il colosso russo Gazprom e le compagnie energetiche statali del paese Bulgargaz, Bulgartransgaz e la Bulgarian Energy Holding, BEH), è il sospetto, lanciato dal sito web “EurActiv”, che dietro l’allineamento tra Gazpom e la BEH, la maxi–società che riunisce tutte le compagnie energetiche bulgare, ci sia l’intenzione di “rilanciare il progetto South Stream”. Gazprom, allo scadere dell’anno, aveva comunicato la sospensione delle forniture di gas naturale a partire dal primo gennaio 2016 malgrado il contratto tra i due abbia validità fino a dicembre 2017. Overgas aveva dichiarato di avere sì dei debiti scaduti con Gazprom Export, ma che si trattava solo delle normali passività correnti per l'approvvigionamento del gas. La mossa a sorpresa ha spinto molti osservatori a vedere dietro il blocco del gas una strategia ben più ampia per il monopolio del gas russo in Bulgaria. POLITICA Liutfi Mestan dichiara di voler rimanere nella politica Liutfi Mestan ha definito la sua rimozione dalla carica di Presidente del partito della minoranza turca in Bulgaria, DPS, e la sua espulsione dal partito come “un’esecuzione rituale”, e continua a ritenerla un'espulsione illegittima. Sull’ipotesi di lanciare un suo progetto politico, Mestan non esclude di farlo, chiarendo di essere orgoglioso per le decisioni adottate dal DPS sotto la sua guida negli ultimi tre anni. Tra queste ha difeso la scelta di ritirare il sostegno al Governo di Plamen Oresharski, tra il maggio 2013 e il luglio 2014, quando il DPS era partner di coalizione con il Partito socialista bulgaro, BSP. Mestan ha anche ricordato la posizione del suo partito “filooccidentale” sul progetto del gasdotto South Stream e sulla crisi in Ucraina. Mestan è stato accusato il mese scorso dal Presidente onorario del DPS, Ahmed Dogan, di servire gli interessi turchi e di non difendere quelli bulgari. L'ex esponente del DPS è stato allontanato per una sua dichiarazione in Parlamento in cui schierava il partito al fianco della Turchia nella disputa con la Russia per il bombardiere Su-24 abbattuto in Siria lo scorso 24 novembre. BUSINESS Crescono gli investimenti in Bulgaria L’Agenzia per gli investimenti ha certificato negli ultimi dieci anni 185 progetti per un ammontare di oltre 13 miliardi di euro che hanno portato all’apertura di più di 60.000 nuovi posti di lavoro. Lo ha dichiarato il Direttore esecutivo dell’agenzia, Stamen Yanev, il quale ha aggiunto che, pur non avendo a disposizione i numeri definitivi per il 2015, nel periodo gennaio – ottobre dell’anno scorso gli investimenti hanno superato la


somma di un miliardo e 370 milioni di euro, registrando un incremento del 37,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. ECONOMIA La crescita economica rallenterà nel 2016, secondo la Raiffeisen La crescita economica della Bulgaria, che si prevede essere cresciuta al 2,7 per cento nel 2015, subirà un rallentamento al 2,1 per cento nel 2016. Lo ha annunciato il gruppo bancario Raiffeisen. Nell'ultimo trimestre del 2015 la debolezza dell'euro è tra i fattori che hanno influenzato le esportazioni, si legge nel rapporto mensile. I consumi continueranno a crescere costantemente, potenziati dal calo dei tassi sui depositi, mentre la crescita degli investimenti sarà in qualche modo ostacolata dall’insufficiente capacità del Paese di utilizzare i fondi comunitari, secondo gli esperi della Raiffeisen bank.

News ccib 08 01 2016  

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