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SOMMARIO

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DIRETTORE RESPONSABILE: Gino Badini DIRETTORE: Giovanni Barbieri

Massimo Bertozzi

PROGETTO e IMPAGINAZIONE GRAFICA: Emanuele Tagliavini AUTORI TESTI: Adriana Toffanetti Max Pedroni Migliari Davide Mirko Lambruschi Tirabassi Filippo Margherita Caruso DIREZIONE REDAZIONE AMMINISTRAZIONE: Calypso ssdrl via Montegrappa 3/a 42021 Bibbiano p. iva: 02349740353

MovimentoSaluteBellezza

3: EDITORIALE di Mirko Lambruschi

Movimento

7: MASSIMO BERTOZZI: una vita da campione di Adriana Toffanetti

10: PROGRAMMA PESO FORMA di Tirabassi Filippo 12: LA CORSA IN FUORI STRADA: il trail running di Max Pedroni

Salute 14: IL METODO PILATES e le sue “MACCHINE” 17: IL METODO Mézières: “un metodo rivoluzionario” di Davide Migliari

PERIODICO TRIMESTRALE GRATUITO

UNA VITA DA CAMPIONE

In questo numero:

AUTORIZZAZIONE REGISTRO STAMPA nr. 6/2012 del 22/10/2012 Tribunale di Reggio Emilia

Bellezza 19: IL MASSAGGIO MANUALE una meritata coccola di Margherita Caruso

Calypso ssdrl - via Montegrappa 3/a - 42021 Bibbiano www.calypsolifeclub.it - tel. 0522 240157


EDITORIALE

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A posto…...via!

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otremmo, in linea generale, definire l’istruttore come la persona qualificata per l'insegnamento delle varie tecniche del nuoto, nonché dell’avviamento al nuoto stesso, ossia l’ambientamento in acqua. La pratica di qualsiasi tipo di insegnamento prevede che ci sia qualcuno che insegni, nel nostro caso l’istruttore appunto, e qualcuno che metta in pratica gli insegnamenti impartiti: i corsisti per i quali l’istruttore di nuoto rappresenta un’importantissima figura di riferimento all’interno dell’ambiente piscina. Diciamo e sottolineiamo questo poiché nessun istruttore dovrebbe mai dimenticare che al centro del proprio lavoro ha e deve avere i propri allievi, i loro interessi natatori, le loro difficoltà da superare, le loro paure da vincere. Gli allievi devono poter riporre la massima fiducia nel loro istruttore di nuoto e, proprio per questo, sarebbe opportuno che i corsisti conoscano il loro istruttore prima che lui conosca loro a fondo, quindi, per prima cosa, l’istruttore deve porsi positivamente al gruppo di corsisti assegnatoli. Pur non tralasciando l’importanza nelle relazioni, nel mettere a proprio agio gli allievi, nel non farli sentire in un ambiente estraneo una volta entrati in piscina, l'istruttore deve avere con i suoi allievi un approccio tecnico e professionale, ossia deve essere preparato sulla materia del nuoto, sicuro di sé e sapere quel che dovrà fare e far fare prima di entrare in vasca, e, ancor di più le ragioni, gli obiettivi che stanno dietro a ciò che andrà a far fare ai propri allievi. Infine l’istruttore deve essere, come dicevamo, anche una persona con determinate caratteristiche umane di accoglienza, professionalità, intrattenimento, ma, soprattutto, deve essere un leader a capo di un gruppo: il gruppo deve sapere sin dal principio che è l’istruttore che tiene le redini della lezione. Per farlo occorrono serietà e competenze, scelte didattiche mirate ed efficaci sia nel breve che nel medio-lungo periodo.

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enza dubbio l'istruttore deve essere un animatore, perché senza una buona animazione non c'è coinvolgimento. Con i bambini è importantissima l'attività ludica finalizzata all'apprendimento, del resto, come tutti sappiamo, imparando attraverso il gioco i bimbi si divertono e ritornano volentieri in piscina. L'istruttore è, tuttavia, anche un educatore, non dobbiamo né possiamo dimenticarlo. Dopo aver conquistato l'interesse e l'attenzione da parte del proprio gruppo di allievi, egli deve educare trasmettendo valori sociali condivisi dal corpo istruttori e dal centro presso cui svolge la propria attività, insegnando a collaborare e a competere, sviluppando le potenzialità di tutti gli allievi coinvolgendoli in un percorso comune e condiviso. Ad una prima quanto superficiale analisi potremmo semplicemente definire l’Istruttore di Nuoto come colui che insegna a nuotare, ma considerando invece i diversi contesti in cui egli si trova ad operare, il tempo più o meno lungo passato con gli allievi, ma soprattutto l’approccio metodologico e didattico all’insegnamento, non tardiamo ad identificare l’istruttore come una figura complessa chiamata a ricoprire diversi ruoli e a svolgere, per questo, diverse funzioni. Tanto che in alcuni testi didattici si arriva addirittura a parlare di regola delle “3 S”: SAPERE, SAPER FARE, SAPER FAR FARE. Ma ritornando ai compiti e ai ruoli, nell'istruttore di nuoto si celano e ritrovano, come già accennato in precedenza, tre figure ben delineate: l'Animatore, l'Educatore, il Tecnico insegnante. L'Animatore è colui che interessa gli allievi, fa giocare i bambini, tiene sempre viva l’attenzione ben conscio dello stretto legame esistente tra ambiente giocoso, gioioso e motivazione all’apprendimento. Nella gioia di stare insieme, nella giocosità dell’ambiente, aumenta la complicità ed il rispetto per colui che ci intrattiene, ci interessa e ci diverte, l’animatore rappresenta quindi, forse, se non la figura più importante, certamente quella preponderante o più evidente, nei corsi di ambientamento per bambini. L’Educatore è la figura che deve insegnare le regole, le norme del vivere insieme agli altri, le leggi del vivere in comune, condivise dagli altri istruttori e dalla struttura tutta per la quale egli lavora. 4


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ltre a questo l’istruttoreeducatore deve contribuire insieme alla famiglia e alla società a spiegare la differenza dei ruoli, e come, quando questi ci sono, debbano essere rispettati. L’educatore contribuisce quindi a inserire l’allievo (futuro cittadino) in un gruppo di compagni, in un gruppo di lavoro. Ai bambini piccoli l’educatore comincerà a far rispettare le regole, ad esempio anche nei giochi esistono appunto le regole, il giuoco senza regole non è neppure divertente. Il particolare aspetto dell’educatore acquisisce quindi importanza con i bambini dell’asilo e con le prime classi della scuola elementare. Il bambino, e poi il ragazzo, deve capire che c’è un tempo per tutte le cose, c’è un tempo per giocare e c’è un tempo per eseguire, con questo impara anche che esiste il momento in cui l’Istruttore dà non solo dei consigli, ma dei compiti da svolgere, ed in quei momenti “il gioco dell’apprendimento” funziona solo se si rispettano appunto i ruoli e le funzioni.

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l Tecnico è invece la figura che deve impartire degli insegnamenti mirati e trasmettere delle conoscenze per far progredire i propri corsisti, anche tenendo conto delle loro caratteristiche individuali. In questo caso si dice che il tecnico possiede dei contenuti di conoscenza che vengono trasferiti con l’atto didattico all’allievo. Il Tecnico-Insegnante deve conoscere a fondo gli argomenti portanti su cui fonda le proprie azioni didattiche, essendo questo il presupposto dell’insegnamento. Senza conoscienza, teorica e pratica, non ci può essere trasmissione di alcun che, non può quindi esserci insegnamento. In pratica se l’istruttore fosse solo animatore o educatore, senza trasmettere i contenuti di conoscenza, non potrebbe portare a termine un percorso che segua un’evoluzione didattica esplicitantesi su diversi obiettivi da raggiungere gradualmente nell’arco di alcuni mesi di lezione. Le tre figure su cui si impernia l’attività dell’istruttore di nuoto sono sempre presenti in ognuno di noi e quindi in ogni istruttore, ma ciascuno avrà appunto nella propria personalità, plasmata dalle diverse esperienze socio-culturali, una figura che predomina sulle altre. Da questo ne segue che ogni istruttore dovrebbe essere in grado di insegnare a qualsiasi allievo o gruppi di allievi , anche se nella realtà della vasca con alcuni livelli si troverà meglio che con altri probabilmente. Questo perché ad ogni età corrispondono esigenze di interrelazione personale diverse, e questo si complica ancor più nell’adulto quando anche il tipo delle esperienze passate nella vita, la cultura, la religione, i contatti sociali abituali, possono influire profondamente nell’opera di insegnamento di una o più delle figure viste.

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n linea di massima, riferendosi all’età cronologica, diremo che le tre figure dovranno essere sempre presenti ma, ad esempio, come abbiamo detto, con i bambini molto piccoli sarà necessario l’animatore, con i bambini delle elementari e delle scuole medie assumerà più rilievo la figura dell’educatore, mentre con gli adulti la figura del Tecnico sarà quella più chiamata in causa. Qui un compito importante spetta al Direttore Tecnico o coordinatore delle attività di vasca, e sarà quello di cercare, dove e se possibile, di utilizzare l’istruttore giusto con il corso giusto (al posto giusto). Ma vediamo brevemente come avviene l’insegnamento, cioè come si instaura quella connessione di menti ed intenti (con condivisione degli obiettivi) che viene appunto definita ATTO DIDATTICO. Nella moderna Didattica, che è la scienza dell’insegnamento, si definisce atto didattico quel processo con cui inizia ed avviene l’insegnamento. Si capisce, quindi, come in quest’ ottica i soggetti in apprendimento siano sempre due Allievo e Maestro e come, proprio per questo, come dicevamo all’inizio, l’azione dell’istruttore non può né deve mai essere svincolata dall’allievo, nel qual egli troverà, invece, il fulcro del proprio agire in vasca.

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e basi della conoscenza di ogni istruttore dovranno perciò appartenere a queste 4 aree: la preparazione tecnica, la preparazione medicofisiologica, la preparazione psico-socio-pedagogica, la preparazione metodologico-didattica. L’istruttore di nuoto Calypso, oltre a far riferimento a quanto detto in precedenza, deve tenere in considerazione il fatto di trovarsi ad insegnare in una struttura aperta in modo sinergico con le altre realtà del centro Calypso: palestra, fisioterapia, ecc. Quindi occorre, se non ripensare, quantomeno evolvere la propria idea di istruttore che entra in vasca, impartisce le proprie lezioni ai suoi allievi, finendo con questo le proprie mansioni: la collaborazione in una struttura polivalente e polimorfa come Calypso non può e non deve esplicitarsi solo in un’attività didattica a sé stante ed avulsa dal resto del centro. Sinergia significa lavoro comune, programmato, tra le diverse aree di Calypso, quindi anche tra l’istruttore di nuoto e l’istruttore di sala, il medico, il fisioterapista, l’estetista. Deve prendere perciò corpo l’idea di lavoro in équipe sia all’interno della vasca, sia tra le varie aree e le varie figure collaboranti con il centro. Anche da qui deve prendere le mosse l’azione didattica dell’istruttore di nuoto Calypso. Mirko Lambruschi Istruttore di nuoto presso Calypso

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Massimo Bertozzi: UNA VITA DA CAMPIONE

Eymono disputava l'ultimo combattimento dopo 53 battaglie con alterni risultati. E' stato campione continentale per la WBU, conquista 3 titoli italiani nei pesi leggeri e 3 nei superleggeri, 4 volte il titolo internazionale I.B.F del Mediterraneo ritirandosi da campione . Ha avuto la nomination dell'atleta dell'anno per il fair play. COME E QUANDO TI SEI AVVICINATO AL PUGILATO? Nel 1984 accompagnando un amico agli allenamenti. E’ STATA UNA SCELTA DIFFICILE? Si. E’ GIUSTO CHE IL PUGILATO VENGA PRATICATO ANCHE DALLE DONNE? E’ giusto perché è una disciplina che a livello morale e umano insegna molto. Sono entrate nelle olimpiadi 2012. QUANTO E’ SEGUITO IL PUGILATO IN ITALIA? Poco seguito, molto praticato. In Italia ci sono 650 palestre di pugilato. COSA SI IMPARA NELLA BOXE? Si impara a conoscere la propria misura in tutti i sensi.

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QUANTI ALLENAMENTI? 5 o 6 volte la settimana.

assimo Bertozzi istruttore di boxe presso il centro Calypso dal novembre 2008 è nato l’8 gennaio 1967 a Como da genitori emiliani, ha un fratello, una sorella ed è sposato con due figli. Massimo Bertozzi inizia la Sua carriera pugilistica a Reggio Emilia all'età di 17 anni. In 24 anni di carriera disputa 56 match da dilettante e 75 da professionista. Debutta come professionista a Milano il 28 Aprile 1989. Ha da pochi mesi compiuto 23 anni. Batte un veterano del ring: Bofungo Eymono.

DIETA? Equilibrata per rendere al massimo. QUAL’E’ STATA LA VITTORIA PIU’ BELLA E PERCHE’? Sostituendo un collega in un incontro al limite di carriera come età, vinsi l’incontro anche se ero dato perdente.

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Programma PESO FORMA

RACCONTACI LA LEGGENDA DEL NASO ROTTO. E’ veramente una leggenda, il naso si può rompere più volte o mai. QUALE MIX DI CARATTERISTICHE DEVE AVERE UN CAMPIONE DI BOXE? Forza, tenacia, preparazione fisica ed essere disposto alla morte per arrivare all’obiettivo. AVEVI UN SOPRANNOME QUANDO GAREGGIAVI? No.

DA BAMBIMO VOLEVI DIVENTARE? Non mi ricordo ma non certamente un boxeur. IL TUO PORTAFORTUNA? I miei figli (che oltre ad essere il mio portafortuna sono la mia vita!) UN PENSIERO...IL TEMPO DI UN DIRETTO. Il lato positivo della boxe è imparare a picchiarsi rispettandosi e volendosi bene mirando solo alla gara e non alla violenza. I ragazzi questo lo capiscono da subito, tant’è che quelli che fanno una lezione di prova poi si iscrivono e completano il corso. IL SEGRETO DI UN BUON MAESTRO? Analizzare il carattere di base del ragazzo o della ragazza e portarlo ad esprimere il massimo del suo potenziale per incoraggiarlo e dargli autostima e sicurezza. a cura di Adriana Toffanetti

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Il piacere di fare fitness divertendosi. L’abitudine ad uno stile di vita attivo. La base per raggiungere e mantenere il peso forma.

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l programma PESO FORMA propone un percorso a 360° che prevede di modificare tre temi fondamentali della vita di una persona sovrappeso: attività sportiva, alimentazione e stile di vita, attivando un rapporto diretto e costruttivo fra istruttore sportivo, medico e cliente. Lo scopo principale dell'istruttore sportivo è quello di abituare la persona a praticare attività fisica con piacere divertendosi, senza essere sottoposta a stressanti allenamenti fatti solo di sacrificio e fatica che, nella maggior parte dei casi, vengono sospesi dopo poche settimane. L'istruttore avvierà, a scelta del cliente, tutte o alcune delle pratiche sportive di cui è specialista, ovvero nuoto, acquagym, aerobica, step, tonificazione, fit-boxe ed indoor cycling. Queste discipline permettono con facilità una attivazione del metabolismo, un consumo dei grassi in eccesso perchè vengono svolte ad una particolare frequenza cardiaca, non casuale, calcolata personalmente in base all'età e alle caratteristiche del cliente, che ci permette di assicurare il maggior consumo di grassi possibile. L'attività verrà monitorata con cardiofrequenzimetro.

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urante l'attività fisica si cerca di annullare la fatica grazie alla musica e al divertimento, da soli o in compagnia di altre persone, con la possibilità di scoprire nuove amicizie ed una grande empatia di gruppo. La parte alimentazione prevede di avere una educazione alimentare da parte di un dietista, tale medico può essere di fiducia del cliente o può essere a disposizione in Calypso. 10


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el caso in cui il cliente non voglia sottoporsi ad un regime dietetico, si vedrà di capire le esperienze pregresse del cliente e si inizierà il programma sportivo senza la collaborazione del dietista. Ma in corso d'opera ed in base ai primi risultati, sarà comunque consigliato un colloquio col dietista per raggiungere abitudini alimentari sane, anche senza prescrivere una dieta. Al programma spesso accedono persone che hanno provato diverse diete, anche con esiti positivi nei primi mesi, ma che poi non sono riuscite a mantenere il peso nel lungo periodo ed hanno ripreso tutto con gli interessi. Proprio per questo motivo il regime alimentare che verrà consigliato dal dietista non sarà particolarmente sacrificato, ma deve essere una graduale scoperta di nuove abitudini da mantenere poi stabili, perchè se queste diventano abitudini, allora si riesce a mantenerle per sempre.

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La corsa in fuori strada: il TRAIL RUNNING

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a terza ed ultima parte del programma prevede un occhio di riguardo ad abitudini e stili di vita del cliente sui quali normalmente medici e personal trainer non intervengono. L'istruttore è uno sportivo che da anni è abituato a seguire un'alimentazione particolarmente equilibrata e pertanto può mettere a disposizione la propria esperienza per dare qualche consiglio su come cuocere i cibi senza aggiungere grassi, con metodi di cottura alla piastra, al forno, alla griglia e al vapore, oltre a suggerire ricette con gli ingredienti a disposizione nella dieta. Anche nelle abitudini extra-alimentari ci possono essere situazioni come noia e monotonia che possono portare la persona a mangiare più del necessario, pertanto è importante che le attività sportive di fitness musicale possano far riscoprire al cliente nuove amicizie quando vengono fatte in compagnia e nuovi orizzonti fra tutte le attività di intrattenimento proposte dal centro Calypso.

ltimamente si assiste a manifestazioni agonistiche sempre più crescenti come numero di partecipanti, ma che cosa è la corsa in fuori strada? Sicuramente tutti avranno ben chiaro il concetto di corsa campestre, chi di voi non è mai stato convinto dal proprio maestro o prof di ginnastica a parteciparvi? La differenza sostanziale è sul percorso o meglio sul tracciato. Il Trail running unisce il fascino del gesto atletico ad un apprezzamento di ciò che ci circonda (sentieri, boschi, monti....). Chi compie escursioni, chi apprezza la natura, troverà nel trail una giusta forma di fitness, infatti questa specialità consente non solo di correre (e quindi maggior fatica) ma anche di camminare (spesso le salite non sono corribili), inoltre lo spirito trail prevede il rispetto dell'ambiente e l'auto sufficienza con equipaggiamento il più delle volte (mi riferisco alle gare) obbligatorio.

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onsiglio ai podisti annoiati di avvicinarsi a questa specialità, con un occhio particolare alla scelta dei primi percorsi ed una attenzione all’attrezzatura giusta. Scarpe ben artigliate e stabili, gps da polso, zainetto idrico e cellulare sempre con se. Io trovo molto utili in fase di salita e in punti particolarmente esposti i bastoncini tipo nordic walking, meglio se telescopici .

Filippo Tirabassi Responsabile del Progetto Peso Forma

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Il metodo Pilates e le sue “macchine”

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i sembrerà di partire per il fronte, ma se siete come me, la previsione di fare la classica oretta di corsa, diventeranno le 2-3-4....immersi nella contemplazione di scorci difficilmente raggiungibili con altri mezzi. Per partire abbiamo la fortuna di avere luoghi vicini a noi che sono molto adatti a questo sport: nella zona di Quattro Castella il più famoso è il Parco di Roncolo, ma anche l'Oasi del Bianello, la Costa Bercemme. lcune competizioni sono nate negli ultimi anni in collaborazione con la lega podismo Uisp, trainate dal fiore all'occhiello che è la Maratona del Ventasso, ma sono da segnalare anche il trail Matildico di Salvarano, il fornacione trail di Scandiano, il trail del Paradiso degli Asini ad Albinea, il Fojonco trail ed altri visionabili sul calendario Uisp.

Ora non ci resta che indossare le scarpe ed infangarci per bene, buona corsa a tutti!

Albinea - Via Vittorio Emanuele, 43

Max Pedroni Titolare del negozio Maxent Sports World

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l metodo Pilates è un programma di allenamento nato da relativamente poco tempo ma che si è diffuso con straordinaria velocità vista la sua efficacia. Il signor Pilates nasce alla fine dell’800 in Germania e soffre in tutta la sua fanciullezza di una salute cagionevole che lo porta a sviluppare i segni del rachitismo. Determinato ad eliminare questo aspetto dalla sua fisionomia, sin da giovanissimo pratica moltissimo sport e di varia natura, compreso quello che oggi sarebbe definito “BodyBuilding”. Questo gli favorisce lo sviluppo di un corpo talmente ben proporzionato e modellato fin nei minimi particolari che può permettersi di fare da modello per disegni di anatomia.

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llo scoppio della prima guerra mondiale si trova a collaborare con le infermerie di campo e a sviluppare per i degenti degli esercizi che li aiutino a tenersi in forma malgrado la loro condizione d’infermità. E’ qui che Pilates studia delle particolari varianti dei letti da campo per permettere ai pazienti di rimanere in allenamento e di recuperare la forma fisica una volta passata l’emergenza. Una volta terminata la guerra e trasferitosi in America, Pilates apre un centro dove comincia a divulgare i suoi principi, elaborati ed affinati nell’arco di una vita dedicata allo studio del corpo e del suo benessere. Come si capisce quindi il Pilates è una tecnica non solo dedicata all’apparenza esteriore ma anche e soprattutto curativa, studiata per favorire la formazione di un corpo armonioso e in salute. I principi del Pilates infatti sono tesi alla ricerca del “perfetto equilibrio”, tra la concentrazione, la fluidità del movimento, la respirazione, la precisione dell’esecuzione. 14


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li esercizi privilegiano soprattutto i muscoli che sostengono la colonna vertebrale e i glutei, essendo questi, secondo i suoi studi, i muscoli che si usano di meno e quindi quelli che necessitano di maggiore lavoro. Famosa è anche la “pancia piatta” che si acquisisce seguendo il metodo Pilates, che lavora moltissimo sui muscoli addominali, stimolando particolari fasce muscolari che vengono bypassate dagli esercizi tradizionali. Un altro aspetto caratterizzante il Pilates è l’uso degli speciali macchinari, che sono l’eredità rielaborata di quei “letti da campo” in cui Pilates faceva allenare i suoi degenti. Queste macchine sono studiate per facilitare il movimento e per permettere di svolgere gli esercizi in modo corretto, senza sforzare eccessivamente le parti che non si intende stimolare, ma focalizzandosi su zone precise del corpo. Tutto questo, unito al motto che egli amava spesso ripetere “non è quello che fai, ma come lo fai”, rende il Pilates un metodo completo ed efficace per il benessere psico-fisico. Questa particolare attenzione alla consapevolezza del movimento infatti tende a favorire la concentrazione. Il Pilates si può fare anche a terra (Matwork Pilates) ma senza dubbio la cosa più affascinante è rappresentata dai macchinari e da tutti gli esercizi quasi funambolici che si possono realizzare con essi.

POLIAMBULATORIO PRIVATO

FISIOTERAPIA e RIABILITAZIONE Dr. Guido Vezzosi Specialista in fisiatria

DERMATOLOGA MEDICINA Dr. ssa Elisabetta Caprari SPORTIVA Specialista in dermatologia e Dr. Umberto Guiducci venereologia

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resso il centro Calypso le sedute di Pilates vengono organizzate in una saletta riservata, possono essere personalizzate o rivolte a piccoli gruppi fino a tre persone e si avvalgono dell’utilizzo di attrezzi specifici Pilatech, in particolare Cadillac, Reformer e Barrel e piccoli attrezzi. La personalizzazione delle sedute, l’assistenza diretta dell’insegnante e l’utilizzo degli attrezzi specifici rende più rapida ed efficace la progressione didattica svolta ed il raggiungimento dei risultati. Articolo a cura della Redazione di MovimentoSaluteBellezza

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Specialista in cardiologia PROVA DA SFORZO SPIROMETRIA VO2 MAX TEST RILASCIO IDONEITA’ SPORTIVA

DIETISTA Dr. ssa Santina Grande PSICOLOGA Dr. ssa Cristina Rosso

PRENOTAZIONI ALLO 0522 240157


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Il metodo Mézières:

un metodo di cura rivoluzionario

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a mia esperienza col metodo Mézières inizia qualche anno fa in qualità di paziente, prima ancora che terapista, a seguito di un grosso trauma al bacino. A seguito di tale incidente iniziai a soffrire di forti dolori alla schiena e a nulla servivano le terapie, convenzionali e non, cui mi sottoponevo. Più passavano i mesi più sentivo di irrigidirmi mentre i dolori peggioravano fino a quando un giorno mi venne consigliato di sottopormi alla terapia Mézières. I benefici furono immediati e capii subito che era esattamente ciò di cui avevo bisogno. Da allora ho “curato” me stesso, in un primo momento facendomi seguire da un terapista, ed in seguito AUTOTRATTANDOMI. Mi sono diplomato in tale disciplina ed ho cominciato ad applicarla in studio aiutando così molti pazienti a risolvere i loro problemi di salute. Il successo di questa metodica si basa su un concetto molto semplice.

“Ridare elasticità e lunghezza a tessuti muscolari-fasciali contratti o accorciati.”

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l nostro stile di vita ci porta sempre più a muoverci meno, a mantenere per lungo tempo posture scorrette (al lavoro, a scuola, in macchina ecc.), ad eseguire in maniera ripetitiva gesti scorretti quali il sollevamento di carichi pesanti o il piegarsi in avanti con la schiena. Tutto questo nel tempo ci irrigidisce sempre più contribuendo a sovraccaricare ulteriormente strutture (in primis schiena, spalle, ginocchia) che già stressiamo con le nostre attività.

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i-normalizzare le nostre tensioni muscolari-fasciali (allungando gruppi muscolari ipertonici ed accorciati lavorando al contempo sul rinforzo di muscoli deboli e ipotonici), restituire armonia, equilibrio e fluidità ai nostri segmenti corporei e quindi ai movimenti che quotidianamente eseguiamo, ci aiuta a distribuire gli stress meccanici e le sollecitazioni esterne in maniera più uniforme tra le articolazioni del nostro corpo evitando di sovraccaricarne alcune piuttosto che altre e prevenendo al massimo lo stato di malattia. Questo risultato si raggiunge mediante l’utilizzo di posture specifiche e adattate alla soggettività di ogni paziente.

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ato da un’intuizione di Francoise Mézières, è stato confermato da basi scientifiche tanto anatomiche quanto biomeccaniche. Tale metodo è un approccio terapeutico globale che affronta con successo problemi legati alla postura (ernie, scoliosi, dorsi curvi, cervicalgie, problemi agli arti superiori ed inferiori ecc.) con un lavoro duraturo nel tempo ed effettuando una sola seduta alla settimana. E’ necessario infatti lasciare all’organismo il tempo di “assorbire” la correzione data durante la seduta. Il metodo considera il corpo umano come un insieme di parti intimamente connesse ed in grado di influenzarsi reciprocamente e non come un insieme di compartimenti stagni scollegati gli uni dagli altri. Partendo da questa sua visione totale, fornisce al paziente un insieme di conoscenze che si traducono concretamente in “esercizi fisici” che lo rendono autonomo nella prevenzione e cura di problematiche muscolo-scheletriche che possono insorgere nella vita di tutti i giorni. In questo modo i pazienti, superata la fase critica ed appreso il metodo, acquisiscono la consapevolezza che la loro salute dipende essenzialmente dai loro comportamenti e che hanno la possibilità di evitare al massimo la dipendenza dal clinico (medico, fisioterapista ecc.) ed “autotrattarsi” raggiungendo e mantenendo uno stato di benessere generale.

Davide Migliari Dottore in fisioterapia lavora presso Calypso

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Il massaggio manuale… una meritata coccola

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in dai tempi antichi il massaggio è stato usato per guarire o aiutare l’essere umano. Per i medici dell’antichità, greci o romani, il massaggio era uno dei principali mezzi per alleviare il dolore o cercare di guarire. Nell’antico Egitto il massaggio era considerato un’arte sacra. Oggi si ricorre al massaggio per combattere lo stress, per staccare dalla frenesia del quotidiano. Al di là dei comprovati benefici che ciascuna tipologia espleta, rappresenta sempre e comunque una pausa rigenerante, una coccola, un regalo prezioso che di tanto in tanto è bene concedersi. Attraverso il massaggio si crea, tra l’operatore e la persona trattata, uno scambio di energie, un rapporto di totale fiducia e comunicazioni reciproche. Come estetista vorrei consigliare in questo periodo dell’anno il massaggio connettivale reflessogeno, che non è da considerarsi una panacea per tutti i mali, ma proprio perché è reflessogeno ne trae beneficio l’intero organismo, riattivando il metabolismo cellulare, ristruttura i tessuti, svolgendo un’azione tonificante, drenante, detossinante. Ottimo per cellulite, soprattutto se abbinato ai fanghi.

Quale momento migliore per rimettersi in forma! Margherita Caurso Estetista presso Calypso

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