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Mobilità ancora non ci siamo Roma 12 maggio 2014

Verso lo Statuto di area vasta di Bruno Ceccarelli

Da sempre, da quando Calma ha mosso i primi passi, non abbiamo mai perso di vista una cultura della programmazione che non considerasse le interdipendenze che legano le politiche pubbliche. Nel nostro caso, in particolare ma non solo, la mobilità, le infrastrutture e la pianificazione territoriale. Per questi motivi abbiamo sempre posto l’esigenza di una visione ad area vasta. Abbiamo potuto constatare, e Roma con noi, che questa cultura con la quale si dovrebbero fare scelte di governo o è del tutto stata assente o nella migliore delle ipotesi molto carente. Parto da una impostazione circa la programmazione delle infrastruttire per la mobilità. A mio parere le infrastrutture dovrebbero essere pianificate si tre versanti: - Quelle per il trasporto di massa, - Quelle per il trasporto merci e individuale. - Quelle per il trasporto integrato Questa ultima voce non c’è mai stata o è stata assorbita nell’ambito di una facilitazione di accesso alle reti: scale mobili, qualche parcheggio, ecc. Non è stata mai affrontata come sostegno economico allo sviluppo del territorio e come utilità ai bilanci economici delle imprese pubbliche. Hanno atteggiamenti contabili da ragionieri solo per proporre tagli (vedasi da ultimo le linee Atac) Faccio due esempi: Gli aeroporti di Roma – Fiumicino e Ciampino che o non hanno il collegamento con Roma per treno o se ce l’hanno ed è anche efficiente sulla carta lo stesso non è scientificamente utilizzato. Il movimento viaggiatori per il 2013 è stato di circa 40 milioni di persone con ben 4terminal. Si servono di 9 linee Bus e di Taxi e NCC. Riguardo al treno non esiste o non è per nulla sufficiente la indicazione del treno. Le vetture non permettono nemmeno un uso adeguato per i bagagli (sono treni pendolari) Insomma non c’è pianificazione pubblica e managerialità di impresa a favore degli interessi economici della città. Altro esempio sia a livello regionale che romano non c’è un dipartimento per il merci ma soprattutto non c’è riguardo la pianificazione dei nodi di scambio. Si trasportano annualmente milioni di passeggieri con un numero di Km su strada del tutto eccessivi. Non ci sono treni a cadenza di collegamento con le stazioni dell’Hinterland di 1


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Roma, non ci sono nemmeno i nodi di scambio tra treno e bus al servizio dei locali bacini di traffico. Anzi in bacino di traffico è categoria scomparsa nella pianificazione. Al suo posto si sperperano soldi in benzina, in autostrade, in inquinamento e strangolamento da traffico di Roma. Il primo necessario passaggio è uscire dalla mediocrità della politica. Il secondo è imporre la pianificazione della mobilità e di altri servizi per almeno l’Area Metropolitana. Ad aprile è stata approvata la nuova legislazione che cancella alcune Province e introduce le aree metropolitane. Si presenta un percorso Istituzionale già nel 2014 del tutto complesso e difficile anche tenuto conto di una serie di contraddizioni, e credo seri limiti, della legge e del livello degli eletti che sono chiamati a operare per la costituzione dell’area Metropolitana. Addirittura entro il 30 settembre di dovrebbero effettuare le elezioni dei 24 consiglieri del consiglio metropolitano da scegliere tra gli attuali eletti che sono anche elettori. Se si dovesse scegliere una elezione diretta da parte dei cittadini, entro quella data, il comune capoluogo dovrebbe articolarsi in nuovi comuni e che tale proposta deve essere sottoposta a referendum tra tutti i cittadini della città metropolitana, da effettuare sulla base delle rispettive leggi regionali, e deve essere approvata dalla maggioranza dei partecipanti al voto comprendiamo le difficoltà che si presentano. Come si vede un percorso che se si farà è per la prossima consigliatura di Roma e non appare per nulla semplice. Va ancora detto che dovrebbe pure essere eletta una conferenza statutaria per la redazione di una proposta di statuto della città metropolitana con elezioni che il sindaco del comune capoluogo deve indire. La conferenza eletta dovrebbe terminare i suoi lavori trasmettendo al consiglio metropolitano la proposta di statuto. Infatti entro il 30 settembre 2014 si svolgono le elezioni del consiglio metropolitano, indette dal sindaco del comune capoluogo, e si insediano il consiglio metropolitano e la conferenza metropolitana. Entro il 31 dicembre 2014 il consiglio metropolitano approva lo statuto. Insomma una serie di adempimenti cui dovrà concorrere anche la Regione e interesserà anche i comuni dell’area metropolitana che ci portano a far pensare che la questione da un lato si presenta pure farraginosa e dall’altro dovrà pure impegnare l’associazionismo nel merito. Infatti riguardo le competenze : 2


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b) pianificazione territoriale generale, le strutture di comunicazione e le reti di servizi appartenenti alla competenza metropolitana; c) strutturazione di sistemi coordinati di gestione dei servizi pubblici, organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale di ambito metropolitano. documenti di gara, di monitoraggio dei contratti di servizio e di organizzazione di concorsi e procedure selettive; d) mobilità e viabilità, anche assicurando la compatibilità e la coerenza pianificazione urbanistica comunale nell'ambito metropolitano;

della

e) promozione e coordinamento dello sviluppo economico e sociale; f) promozione e coordinamento dei sistemi di informatizzazione e di digitalizzazione in ambito metropolitano. - Siccome non è prevista una giunta di governo per la città metropolitana tali competenze sarebbero approvate dalla conferenza metropolitana che è composta dal sindaco metropolitano, che la convoca e la presiede, e dai sindaci dei comuni appartenenti alla città metropolitana. Va ancora detto che la città metropolitana di Roma capitale, dovrà articolare uno statuto che disciplini i rapporti con il comune di Roma capitale (che rimane) e gli altri comuni, garantendo il migliore assetto delle funzioni che Roma è chiamata a svolgere quale sede degli organi costituzionali nonché delle rappresentanze diplomatiche degli Stati esteri, presso lo Stato della Città del Vaticano e presso le istituzioni internazionali. E che la regione è tenuta ad adeguare la propria legislazione alle disposizioni che prevede la legge entro dodici mesi, aprile del 2015. Su tutta questa questione alcuni di noi hanno, anche di recente lavorato. in particolare sullo statuto di Roma. per una iniziativa pubblica con qualche Municipio, con i CdQ e alcune associazioni. Abbiamo maturato l’esigenza che si riproduce, ora con la vicenda che si apre dell’Area metropolitana, che ne amplifica i confini e i significati, che al di la dei contenuti che interessano in particolare la democrazia partecipata, il ruolo dei cittadini, delle loro associazioni ecc. e tante altre questioni, il problema politico che volevamo porre e che si ripropone è quello di cambiare completamente l’approccio. Trasformare gli statuti da documento di indirizzo per gli eletti a DOCUMENTO SOLENNE, ALLA CARTA DEI ROMANI. Ed in questo caso anche dei cittadini dell’area metropolitana. Un nuovo Statuto, quindi, che si rivolge alla intera comunità dei cittadini (una Costituzione 3


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locale). Abbiamo sospeso la data dell’iniziativa per tenere conto delle novità forti che sono intervenute. Cominceremo subito a lavorare con questo nuovo orizzonte Siamo convinti e certi che la funzionalità delle istituzioni non passa soltanto per regole interne di funzionamento ma soprattutto per il fatto che cittadini consapevoli cui non si devono elargire scampoli di democrazia edulcorata, possono intervenire partecipare, nelle forme più avanzate, al buon governo delle cose comuni e della propria città

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Verso lo Statuto di area vasta di Bruno Ceccarelli  

Documento presentato al convegno,"Ancora non ci siamo", svolto a Roma - Campidoglio sala del Carroccio il 12 maggio 2014

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Documento presentato al convegno,"Ancora non ci siamo", svolto a Roma - Campidoglio sala del Carroccio il 12 maggio 2014

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