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Mobilità ancora non ci siamo Roma 12 maggio 2014

INTRODUZIONE

di Vittorio Sartogo

Il Convegno di oggi intende riproporre un punto di vista sulla mobilità e la città di Roma che non troviamo nei piani strategici o contingenti o emergenziali elaborati da questa e dalle precedenti Amministrazioni comunali. Una affermazione così netta e precisa sarà documentata nel corso del Convegno, seppure gli interventi che seguiranno potranno indicare solo sinteticamente alcuni punti cruciali, data la ristrettezza dei tempi, rinviando al sito di Calma, e alle mail che si stanno raccogliendo, l’intera documentazione, per permettere una più adeguata valutazione. Si tenga comunque conto che questa affermazioni, e quelle che seguiranno, non sono affatto improvvisate ma frutto dell’esperienza , dell’impegno e dei saperi maturati in questi anni nelle associazioni promotrici di questo incontro. Misuratesi sia nella contestazione di provvedimenti non condivisi e ritenuti sbagliati, presi dalle Amministrazioni, sia nella ricerca di soluzioni a quelli che sono ritenuti i problemi più gravi, determinati da una circolazione di persone e merci che soffoca, letteralmente, la vita quotidiana. In questo senso oggi vengono ancora una volta suggerite scelte e soluzioni e, insieme, spiegate le critiche che rivolgiamo alle politiche pubbliche affinché si cambi finalmente strada. Voglio essere ancora più preciso: le indicazioni che ri-presentiamo ( insisto su questo punto perché da lungo tempo l’ascolto e la partecipazione o riguardano aspetti del tutto marginali o trascurabili o sono evitati con significativa cura), le indicazioni che ripresentiamo non vogliono affatto essere soluzioni indiscutibili, ma chiediamo che siano discusse, che ci si confronti con esse, che se ne tenga conto. Poi, noi sappiamo di avervi lungamente riflettuto e crediamo che siano valide ma non le presentiamo come un pacchetto chiuso bensì come un percorso aperto per favorirne la realizzazione nei modi in cui alla fine verranno condivise . Insomma, intendiamo riaprire un dibattito pubblico sulla mobilità e la città e perciò cominciamo con l’ illustrare il nostro punto di vista, affinché sia chiaro qual è lo scopo che di nuovo proponiamo. Il quale non può che essere la massiccia riconversione delle modalità di trasporto dall’uso delle auto e moto alla mobilità dolce, bici e piedi, e a forme collettive, in particolare su ferro , comprese possibilità innovative come le funivie urbane. L’obiettivo strategico è di restituire al territorio la funzione di spazio accessibile a tutti per facilitare relazioni sociali e la vita e il lavoro delle persone, di tutti gli abitanti. Per questo è necessario, per quanto possibile, legare la nuova mobilità con la rigenerazione urbana, con una nuova pratica urbanistica, con la difesa del suolo e del territorio, con la conservazione, sì con la conservazione, dello straordinario patrimonio archeologico, storico, culturale e paesaggistico di Roma; e aprire a una riforma profonda delle istituzioni nelle quali dovrebbe affermarsi una sinergia positiva, feconda, tra democrazia rappresentativa e democrazia diretta , per dare vita a decisioni e scelte effettivamente partecipate e condivise perché confrontate nello spazio pubblico. Oggi noi ringraziamo la Consigliera Maria Gemma Azuni che ha ottenuto la disponibilità di questa sala. Le siamo grati. Dobbiamo però ricordare che l’antico “senatus populusque romanus” dovrebbe avere una concreta attuazione perché “.. le buone leggi [nascono] da quelli tumulti che molti inconsideratamente dannano … vedere il popolo insieme gridare contro al Senato, il Senato contro al Popolo, correre tumultuariamente per le strade, serrare le botteghe, partirsi tutta la plebe di Roma, le quali cose tutte 1


Mobilità ancora non ci siamo Roma 12 maggio 2014 spaventano, non che altro, chi le legge; dico come ogni città debbe avere i suoi modi con i quali il popolo possa sfogare l’ambizione sua e massime quelle città che nelle cose importanti si vogliono valere del popolo..” lo scrisse Machiavelli 500 anni fa e resta attualissimo La politica della mobilità dovrebbe consistere i n provvedimenti immediati che taglino le opere rivelatesi inutili o avide mangiatrici di denaro pubblico (metro C e Pontina per esempio), che attuino subito alcune misure possibili con poco costo, che diano vita a nuove progettazioni - lo si chiarirà tra poco-, curando che ciò avvenga tenendo fermo che sono parti di un sistema e non atti isolati dal taumaturgico effetto. Anche alcune azioni dell’Amministrazione, se fossero prese come parti di un sistema unitario, come parti di una rete intermodale, urbana e metropolitana, meglio di una ragnatela per usare l’espressione di Rossi Doria, non sarebbero così inutili, come lo sono attualmente. Certo, lasciano basiti certe decisioni: sui pullman turistici, sui Pup, sulla tariffazione della sosta, nei giorni scorsi il taglio di linee autobus, specie in periferia e specie di notte , per circa 3,5 milioni di km! Una politica della mobilità di questo tipo è possibile se fortemente correlata agli altri ambiti della vita di Roma: l’urbanistica, l’economia, la cultura, il lavoro, la natura, la struttura della popolazione, le differenze di genere, ecc. Cioè se si afferma una chiara visione delle interdipendenze che connettano i tanti aspetti dell’identità di Roma, della vita quotidiana, delle rispettive dinamiche. Tra le quali, insopprimibile ormai, è la dimensione di area vasta, un hinterland di riferimento che va ben oltre la dimensione della provincia di Roma. Da tempo, al sindaco Marino dal luglio scorso e poi in gennaio, abbiamo proposto l’organizzazione di una Conferenza della mobilità e della logistica di area vasta, che metta capo a uno specifico Piano (con parallele Conferenze di Unioni di Comuni e di Municipi). L’itinerario di svolgimento della Conferenza, nelle sue articolazioni, darebbe efficacia, non secondaria, alla partecipazione e rappresenterebbe un’esperienza di formazione dell’Area Metropolitana di Roma, che è quanto mai indispensabile proporsi. Ed inoltre, essa risponde alla necessità tassativa di promuovere un processo partecipativo largo, in grado di sorreggere nel tempo quella rivoluzione culturale e quell’adattamento dell’organizzazione della vita delle persone e dei servizi che la modifica delle modalità di viaggio è destinata a produrre. Per superare, cioè, le resistenze di abitudini consolidate e di interessi tenacemente connessi all’attuale privilegio della motorizzazione privata e individuale su gomma. Ci è parso, invece, e lo abbiamo sostenuto presso l’Agenzia per la mobilità che ha avviato un confronto sul nuovo Piano generale del traffico urbano, che questo documento sia generico nei dati di partenza e negli obiettivi, che non faccia un reale punto sulla drammatica situazione, che non osi indicare le correzioni necessarie, né accennare ai nodi più resistenti: il finanziamento e la programmazione di area vasta, per affrontare i due fenomeni più condizionanti il traffico: il pendolarismo e il turismo. Così lo stato delle ferrovie e delle aziende scompare, scompare cioè l’elemento cruciale di un possibile miglioramento anche solo della fluidità della circolazione. Ci è parso, insomma, che manchi un’idea di città, in cui si esplicitino i cambiamenti in atto e le modalità e gli atti del loro governo, ma che predomini un realismo che sempre più resta ingabbiato nella spirale dei debiti che stringono la città e le sue aziende. Non per caso noi chiudiamo la giornata odierna affrontando il tema del debito della città, che deve divenire materia di dibattito pubblico., e non restare appannaggio di vecchi assessori al bilancio comunale. 2


Mobilità ancora non ci siamo Roma 12 maggio 2014 Abbiamo invitato il Sindaco, l’Assessore alla mobilità e la Presidente della rispettiva Commissione, Consiglieri della stessa, ma è ovvio che oggi non si può sviluppare una argomentata discussione, sempre per i tempi ristretti. Facciamo loro la proposta che indichino, se lo vorranno, la disponibilità e l’impegno ad avviare il discorso sul cambiamento accennato subito dopo le elezioni per il Parlamento europeo. Sarebbe un buon passo avanti nella comprensione reciproca. Grazie

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Profile for Calma mobilità

Presentazione del cambiamento necessario di Vittorio Sartogo  

Documento introduttivo del convegno, "Ancora non ci siamo", svolto A Roma - Campidoglio sala del Carroccio il 12 maggio 2014

Presentazione del cambiamento necessario di Vittorio Sartogo  

Documento introduttivo del convegno, "Ancora non ci siamo", svolto A Roma - Campidoglio sala del Carroccio il 12 maggio 2014

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