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1 Sommario 2.

Consiglio carriera

4.

Talent scout Italia - Viaggio nel “bel paese”

9.

Due Chiacchiere con Panoz

12.

Analisi Tattica 4-2-3-1

15.

Everton FC e lo “scouting” secondo FM

17.

FM&Reality

20.

Carriera del Mese - Giuseppe Taglialatela

24.

Intervista Fan FMIF!

26.

Speciale #10 - Diego Armando Maradona

fmifmagazine.altervista.org by FMIF sito a cura di simone doria


2 Consiglio Carriera di: Francesco de Cristofaro La domanda che nella vita ogni giocatore di FM si pone almeno una volta è: “Con chi inizio?”. Spesso si cerca una squadra che possa già lottare per l’Europa, che abbia soldi e che sia da sistemare. E io vi consiglio, se cercate una squadra di questo tipo, il Napoli. Come già detto, la squadra è competitiva ma ha bisogno di molti interventi per perfezionarla. Analizziamola ruolo per ruolo, partendo prima dalla tattica consigliata. La squadra iniziale è ottima per la difesa a 3, che però col passare del tempo sarebbe controproducente. Meglio allora puntare su un 4-4-2, in linea o col centrocampo a diamante. In porta De Sanctis da garanzie per il primo anno, al massimo anche il secondo, ma poi c’è assolutamente bisogno di un nuovo portiere. A destra della difesa possono giocare Zuniga, Campagnaro e Santacroce, ma gli ultimi due sono più importanti al centro, spazio quindi al colombiano, che però non è un giocatore da top team, anche lui col tempo dovrà essere sostituito. A sinistra Dossena garantisce un buon rendimento per un paio di stagioni, e Vitale è un buon rincalzo per i primi tempi. Al centro l’unica certezza è Cannavaro, che può essere affiancato da Campagnaro o Santacroce, quest’ultimo però rischia di fare cappellate ogni tanto. Anche questo ruolo deve essere rinnovato nel corso degli anni. I due centrocampisti centrali si dividono in quello difensivo e quello offensivo. Per coprire il ruolo del mediano ci sono molti nomi: Gargano, Pazienza, Yebda e Blasi. Dire che il migliore è Gargano vi farà capire che questo ruolo necessita di un innesto. Ricordatevi di non schierare Blasi se non vi piacciono le espulsioni. Il centrocampista offensivo è Hamsik. Uno dei migliori del gioco in questo ruolo, grazie alle sue spiccate capacità di inserimento e alla sua freddezza, che gli consentiranno di essere molto proficuo in zona offensiva, ma manca di un vero sostituto.L’esterno destro è Maggio, davvero ottimo in questo ruolo, anche lui è molto bravo nell’inserimento ed è un valido elemento per le prime 3-4 stagioni, ma l’età avanza. A sinistra invece c’è da valorizzare Sosa, che potreste cedere basandovi sulla realtà, ma nel gioco è una macchina sforna assist, ha delle capacità tecniche immense e segna anche discretamente. L’unica pecca è la mancanza di alternative sulle fasce, quindi se non comprate nessuno dovrete arrangiarvi per un po’ avanzando i terzini in caso di necessità. L’attacco titolare è perfetto, Cavani e Lavezzi sono un tandem molto prolifico. Il primo grazie al suo 20 in resistenza si stanca pochissimo e segna molto, il secondo è prezioso con i suoi assist e segna anche spesso. Ma mancano sostituti all’altezza. Passiamo alla parte del mercato. Il budget è ottimo sin dal primo anno, a partire dai 10 milioni in base all’obiettivo scelto, e può aumentare di poco cedendo i vari Aronica, Grava, Pazienza, Blasi, Rinaudo. Le priorità sono uno o due difensori: in primis un terzino destro, se capita l’occasione anche un DC di livello. Serve anche un centrocampista difensivo, Sissoko dovrebbe fare al caso


3 vastro in modo da relegare Gargano a riserva e cedere gli altri 3 elementi di troppo in mediana. Se ci riuscite, dovete acquistare anche un ala capace di giocare su entrambe le fasce per far rifiatare Sosa e Maggio siccome come abbiamo già visto, non ci sono sostituti (in questo caso consiglio Niakhaichyk), e un attaccante di riserva a Cavani e Lavezzi. Magari non riuscirete a comprarli tutti nella prima sessione estiva, ma se partite bene in campionato potrete intervenire bene anche nel mercato di riparazione grazie al gentila aumento di budget che il presidente vi dovrebbe concedere. Beh, mi pare di aver detto tutto. In conclusione il Napoli è una squadra di alto livello che non si può ancora definire una big a causa delle lacune nella squadra, che non ha un organico completo. E’ facile farla diventare una big, ma anche farla sprofondare in un anonima posizione di metà classifica, dipende da come gestirete squadra e budget. Buon divertimento!

-Giocatori Chiave•Edinson Roberto Cavani Gómez

•Ezequiel Iván Lavezzi


4 Talent scout Italia - Viaggio nel “bel paese” di: Michele Gallo Il bel paese ch'Appennin parte e 'l mar circonda e l'Alpe. Era il XIV secolo quando Petrarca, nel suo “Canzoniere”, definiva l’Italia come “bel paese” e da allora questo appellativo è stato affibbiato al nostro paese (oltre al “meno filosofico” ‘stivale’). E Francesco non aveva torto, l’Italia è proprio un bel paese, il paese della pizza e della pasta, la penisola della cultura, la nazione dei ex-padroni romani, con una storia ricca di tradizioni, di gioie di dolori e di… calcio! Esatto, perché l’Italia è stata la prima nazione ad inventare il calcio, molto rudimentale quello giocato dai romani, ma noi abbiam fatto partire tutto. Ma adesso basta con la storia, veniamo al punto: con questo articolo di questa prima uscita del magazine ufficiale di FMIF, voglio introdurvi l’Italia e i suoi giovani talenti, osserveremo insieme i rari prodotti della primavera che aspettano solo che scocchi la scintilla dell’opportunità per diventare giocatori di fama mondiale. E di certo in Italia non mancano, ma non posso di certo elencarli tutti, mi limiterò a parlare dei più famosi e forti, viaggiando sulle note di “Keep my pace”. Siete pronti? Siete carichi? Forza Italia, rialziamoci e facciamoci sentire.

Portieri – Por Naturalmente, si parte dal reparto più basso, quello dei portieri, coloro che devono salvarci quando l’attaccante avversario è stato lasciato libero dai difensori, coloro su cui grava la responsabilità del mondo intero quando devono parare un rigore, un ruolo fatto di gioie (è bello parare 5 rigori in una finale) e dolori (è bruttissimo quando si fa una “papera”), un ruolo molto impegnativo anche perché il portiere è quello che, oltre al capitano, deve dare forza alla squadra. Ma partiamo piuttosto col nostro viaggio. Mezzo di trasporto? La nostra fantasia. Perin Mattia – Classe ’92, CFC Genoa

Iniziamo il nostro viaggio dei portieri catapultandoci in Liguria, sponda rossoblù, per osservare il 17enne del Genoa, Mattia Perin. Da molti visto come il nuovo Zenga, Perin si è subito contraddistinto tra i pali per le sue capacità, vediamo come le caratteristiche (non solo quelle tecniche, ma anche quelle mentali sono molto elevate per un classe ’92) siano molto soddisfacenti, un ragazzo di questa caratura merita davvero di fare strada, ha tutti i valori tecnici fondamentali per un portiere sopra costantemente sopra l’11, e nella realtà ha già fatto più di una presenza con il Genoa in prima squadra – L’opportunità se la crea lui stesso.


5 Sepe Luigi – Classe ’91, SSC Napoli

Continuiamo il nostro viaggio e voliamo, vediamo, voliamo… in Campania! Cavolo, siamo veloci! In Campania e più precisamente a Napoli, nei pressi di Castelvolturno per osservare un altro baby prodigio, Luigi Sepe. Rispetto a Perin, Sepe è “meno giovane” e carente nelle qualità mentali, in quelle tecniche è più o meno al livello del compagno di reparto descritto prima. Sepe come Perin vanta qualche presenza in prima squadra, comportandosi sempre bene e mostrando più di una dote eccelsa. Il giovane, originario di Torre del Greco, è particolarmente bravo quando si tratta di “volare” tra i pali, dimostrando anche grande agilità e dimestichezza, doti di chi non è alle prime armi. La spesa da fare non è eccessiva, con una buona crescita, diverrebbe un ottimo secondo o primo portiere, dipende sempre da chi avete voi – Merita considerazione e tanta tanta fiducia.

Difensori – DC, DD, DS Spostiamo un pochino più in su sul campo, e troviamo la famosa “retroguardia”, i difensori, l’ultimo baluardo prima del portiere, gli unici in grado di fermare l’attaccante lanciato a rete, composti spesso da centrali molto fisici e molto alti e da laterali (o terzini chi preferisce) dal passo lungo in grado di farsi tutta la fascia in un lampo. E’ strano come la difesa abbia più compiti, primo quello di difendere, secondo quello di attaccare! Infatti, come detto prima, non solo i terzini sono un’ottima riserva per i cross, ma nei calci da fermo i centrali fisici e alti fanno vedere le loro doti sovrastando chiunque. Albertazzi Michelangelo – Classe ’91, AC Milan Il nostro viaggio dei difensori parte dal nord, siamo in Lombardia dove vive il confronto MilanInter, sempre più acceso. Per questa sezioni, ci spostiamo nella zona rossonera, dove troviamo un promettentissimo giocatore, Sto parlando di Albertazzi. Centrale di ruolo, adattabile a sinistra, ma il giocatore nativo di Bologna ha nelle sue doti un qualcosa che ricorda il grandissimo Alessandro Nesta, e avendo come idolo Paolo Maldini il ragazzo vive un sogno giocando nel Milan. Perno della difesa della nazionale Under21 già a 19 anni, Michelangelo ha una spiccata dote di marcatura, amplificata dalle altre ottime qualità di “Posizione”, “Decisioni” e “Determinazione”. Il ragazzo lo ritroveremo nel prossimo FM in prestito al Getafe, squadra scelta proprio da lui per crescere calcisticamente e tornare al Milan più forte di prima – Chi passa con lui?


6 (continua Albertazzi / Screen)

Polenta Diego – Classe ’92, CFC Genoa

Ritorniamo di nuovo in Liguria per il nostro viaggio, di nuovo nella cantera rossoblù, e troviamo forse uno de più promettenti difensori under 19: Diego Polenta. Bene, cerchiamolo, Diego Polenta, click e vediamo le sue caratter…oh ca…! Bene, sono convinto che sarà questa la vostra reazione non appena vedrete il giocatore. Questo 18enne (18enne cavolo!) sembra davvero il prototipo di difensore perfetto. A prima vista le caratteristiche non sono alte per un difensore, ma per un classe’92 equivalgono a “El Dorado”! Il giocatore ha assunto la cittadinanza italiana, ma in realtà lui è uruguayano originario di Montevideo. Nelle sue abilità notiamo subito un 17 in rigori, utopia per molti difensori, oltre alla marcatura, i passaggi (!), la tecnica (!!!!) e i contrasti. Le abilità mentali parlano da sole, non c’è bisogno che dica nulla. Mister 185cm per 80KG nelle qualità fisiche non si dimostra molto agile e veloce, e nemmeno molto bravo nei colpi di testa, ma queste sono tutte doti in grado di crescere col tempo. Anche se può sembrare eccessivo, compralo al primo anno è una garanzia per il futuro, possederlo prima di altri è una grande cosa, chissà che nel futuro non diventi una diga, le qualità ce le ha tutte, in fondo, aggiungeteci che è un -9… – Il dolce è servito, cosa aspetti a mangiarlo?

Centrocampisti Cambiamo di nuovo settore, spostiamoci più su ed entriamo nel settore di campo dove “si crea e si interrompe” il gioco; il centrocampo.


7 Spazio di tanti grandi calciatori (Maradona, Zidane, Platini per citarne alcuni), è la favola più bella per un calciatore. Il centrocampista varia molto, ad esempio c’è una differenza sostanziale tra trequartista e mediano, il primo ha compiti esclusivamente offensivi, il secondo solamente difensivi, nel mezzo tanti altri ruoli sempre in azione, c’è l’incontrista, c’è il regista, c’è l’esterno di centrocampo, c’è l’ala, la mezz’ala, un po’ di tutto, e noi manager siamo bravi a definire ogni calciatore. Crisetig Lorenzo – Classe’93, FC Inter

Per il prossimo mini-talento ci spostiamo di poco, più precisamente andiamo a far visita all’Internazionale di Milano per osservare Lorenzo Crisetig. Il mediano in questione è un 17enne dalle qualità eccelse, come in tutti i giovani che abbiamo visto, sono le qualità mentali a spiccare, cosa non comune nei giovani, ma questo giovincello è anche uno di quei classici medianacci spezza gambe con anche un discreta tecnica. Essendo un -9, ha un PA (potential ability) abbastanza alto, quindi crescerlo bene è un dovere più che un’opportunità. Fatelo e sarete ripagati da questo giovane che non vede l’ora di esordire nel calcio importante – Corri Lorenzo, corri.

Attaccanti – P Siamo arrivati quasi alla fine di questo entusiasmante viaggio, e lo concludiamo con il reparto offensivo. In Italia c’è un po’ la mania dell’attacco, tutti i giovani che giocano a calcio voglio buttare dentro la palla, e in mezzo a tutti questi giovani, ci sono colori che si distinguono, e che differenza! L’attacco di solito è considerato il reparto più importante, perché se non si fa gol non si vince, quindi i grandi club fanno a gara per accaparrarsi i migliori giovani per il futuro, c’è chi preferisce farseli in casa e chi preferisce comprarli già belli e fatti, naturalmente il secondo metodo è quello più dispendioso ma anche il più “affidabile”, ed ecco alcuni consigli. Destro Mattia – Classe ’91, CFC Genoa Vi è familiare questo posto? Ma certo, è dove si allena la primavera del Genoa, già, il Genoa millemila volte citato prima, una vera e propria cantera ricca di giovani, anche se stavolta è un eccezione: Destro è cresciuto calcisticamente nell’Inter, solo nel attuale presente è passato al Genoa. Il ragazzo di Ascoli Piceno è una vera e propria boa là davanti, con già qualche presenza in Serie A è uno dei migliori giovani italiani con già qualità ben definite. Le sue doti di marcatore son ben rinomate, il 15 in finalizzazione fa ben sperare fin da subito, anche se può crescere ancora tanto, il ragazzo già rappresento un ottimo 3/4° attaccante, anche se sarebbe meglio farlo giocare in prestito. Anche le qualità fisiche non sono da meno, come possiamo vedere è un


8 calciatore che pare abbia il futuro già scritto, bisogna solo farlo crescere – Il futuro è tuo, piccolo grande uomo. (continua Destro / Screen)

Pettinari Stefano – Classe ’92, AS Roma Ci spostiamo di nuovo e andiamo nella capitale, sponda giallorossa, dove troviamo la Roma, la Roma di Totti e De Rossi, ma che nella primavera sforna tanti giovani talenti. Uno su tutti è il

grande Stefano Pettinari. Come si evince dallo screen è una grande punta capace di agire anche da trequartista destro in modo esemplare. Le sue doti di finalizzazione, di tecnica, di tiro da lontano e di dribbling lo rendono un attaccante perfetto che ha bisogno solo di essere cresciuto. Le qualità mentali non sono tutte elevate, come dire, “poche ma buone”. Infatti Stefano è molto bravo senza palla grazie anche all’impegno profuso, è anche un fantasista, perciò da questo ragazzo ci si può aspettare di tutto. Paragonato più volte a Totti, il giovane Pettinari non si differenzia molto dal suo mito, speriamo che nel futuro sappia districarsi tra le argute difese avversarie - Spicca il volo, giovane Pettinari.


9 Due chiacchiere con Panoz... di: Luca Mastino e Massimiliano Iollo Panoz, uno dei nomi che, nel mondo di Football Manager, è letto più volte. Tantissimi aggiornamenti, lavori eccellenti per migliorare la nostra esperienza di gioco... ma in quanti veramente sanno chi è sotto sotto Alberto, in arte Panoz? Chiederemo direttamente a lui di parlarci di lui e del suo costante impegno con FM.

Legenda I: Intervistatori P: Panoz

I: Eccoci qua. Innanzitutto grazie per averci concesso questa intervista. Come dicevamo prima, Panoz è uno dei nomi di maggior rilevanza a livello italiano di Football Manager, se non a livello mondiale. Di cosa ti occupi precisamente? P: Grazie a voi per questa opportunità. Io sono l'Head Researcher e Translator di Football Manager dal lontano 1997 quando ancora si chiamava CM: in pratica mi occupo di coordinare la ricerca dati di tutti i calciatori e mebri dello staff che militano nel campionato Italiano. I: Indubbiamente una mole di lavoro enorme. Come viene organizzato e coordinato questo lavoro di ricerca? P: Negli anni il processo di raccolta dati è stato mano a mano migliorato e armonizzato. Mi baso su un nucleo storico di circa cinquanta collaboratori ai quali ogni anno si aggiungono nuove "leve". Ognuno di loro si occupa di una o più squadre che militano in campionati professionistici italiani e, seguendo le linee guida fornite dalla SI e riviste da me per i campionati Italiani, conducono un'analisi approfondita di caratteristiche tecniche tattiche dei componenti di ciascuna rosa, Un altro gruppo, inoltre, si occupa del task cross-club, che consiste in specifici compiti che riguardano l'inserimento di record storici, dei giovani, dei parametri zero, delle abilità potenziali, degli arbitri, degli infortuni e altri dettagli che potrebbero sembrare poco importanti ma che in realtà sono essenziali. Il tutto avviene principalmente in 3 mesi: giugno, luglio e agosto, a ridosso dell'uscita della successiva edizione di FM. I: Cambiamo argomento. Girano voci che nel corso degli anni anche squadre reali abbiano preso visione dei database di Football Manager come nuova forma di scouting. Sai dirci qualcosa a riguardo? P: Si, sono tutte notizie vere. Ufficialmente solo l'Everton lo fece pochi anni fa, squadra per cui i fratelli Collyer (I creatori di FM, ndr) tifano. In maniera ufficiosa, però, tante altre persone di rilievo hanno fatto la stessa cosa. Uno dei tanti è Trapattoni, entratone in possesso per mano di Albertini.


10 I: Oltre alle squadre, ci sono anche delle persone nel mondo del calcio che si interessano a Football Manager? P: Sì, certo. Una delle iniziative più importanti è il raduno, a cui partecipano procuratori e giocatori. È stupendo conoscere dal vivo le facce di FM e sentire tutti parlare di vari aspetti del gioco. Ognuno di noi ama un lato in particolare di Football Manager: io ad esempio mi concentro sul mercato, ma c'è chi è più propenso alla grafica in 3D o sulla tattica. A tal proposito, ci son state numerose digressioni tattiche... sembrava di essere capitati a Coverciano! Ogni tattica veniva analizzata nei minimi dettagli, spiegando il perchè delle scelte e illustrando i risultati ottenuti. Per quanto riguarda i personaggi famosi ne conosco parecchi, e personalmente ho avuto il piacere di conoscere Gattuso ed Oddo. Quest'ultimo mi ha addirittura telefonato chiedendomi dei consigli sul mercato da condurre nel 2020! I: Qual è, però, il fan più sfegatato in assoluto? P: Marco Santin (Componente della Gialappa's Band, ndr), senza ombra di dubbio. Purtroppo ho dovuto smettere di giocare on-line con lui per impegni personali che occupano gran parte della giornata, ma quanti ricordi... tantissimi litigi, dispetti sul mercato. Che spasso! Marco è una persona fantastica. I: Nel passato, come citato da te, Football Manager non era lo stesso, bensì era "fuso" con un altro gioco: Championship Manager. L'ultima edizione è stata nel 2004, e da allora ha preso forma il manageriale per eccellenza. Sai dirci qualcosa riguardo la scissione con il sopracitata casa editrice? P: Già da qualche anno prima ci furono delle “frizioni” tra Eidos (La casa editrice di Championship Manager, ndr) e la Sports Interactive. La SI recriminava più indipendenza nella programmazione, cosa che la Eidos non concedeva. Così arrivo la Sega, nuova casa editrice, che diede alla SI tutta la libertà che chiedeva da tempo, trasportando la piattaforma di gioco nella società giapponese. Alla vecchia Eidos rimase solo il nome, e fu così che nacque l'attuale Football Manager. I: Football Manager 2012 è ormai alle porte. La stagione 2010/2011 è quasi finita e la prossima inizierà tra poche settimane. Potresti darci, in pillole, qualche anticipazione sulla prossima edizione di FM? P: Potessi, risponderei volentieri. Ma come sapete devo rispettare l'accordo NDA (Non-disclosure agreement, accordo di non divugazione, ndr) e posso dire ben poco a riguardo. Ancora non ho tra le mani la beta, quindi per ora sono all'oscuro anche io di eventuali novità. Vi racconto, però, un aneddoto: quando ci fu il passaggio alla grafica in 3D nessuno degli sviluppatori, compreso io, fu informato. Ci chiesero, però, dei dati sulla carnagione e sul colore dei capelli, usando il pretesto di dover raccogliere dati statistici per la creazione dei regen. Nessuno di noi, o quasi, cascò nel tranello e quando ci chiesero delle traduzioni di termini come “Visuale dall'alto” o “Visuale dal calcio d'angolo” fummo abbastanza sicuri. Le novità vengono viste dai puristi come uno sconsacramento del gioco più bello del mondo, ma in fondo chi tornerebbe ai vecchi Championship Manager dei primi anni del 2000, nonostante i tantissimi ricordi e le enormi emozioni che ci hanno regalato?


11 I: Se dovessi dare un consiglio ad una persona che fa i primi passi su questo fantastico gioco, che dritte gli daresti? Quale è, secondo te, la carriera ideale, un misto di emozioni e conquiste, con questa edizione di FM? P: Beh, il pregio più grande di Football Manager è che non è un gioco ma sono tanti giochi in uno. Basta avere tempo e potrai cominciare mille avventure diverse. Potrai diventare il coach della tua squadra del cuore, dimostrando che i dirigenti son degli incompetenti perché sei tu colui che sa quali sono le mosse giuste e gli acquisti azzeccati, oppure aprire Google Earth, scegliere uno stato ed andare in una città a caso, appassionandoti alla storia della squadra cittadina e passando pomeriggi a studiare la sua storia. FM è un gioco per persone che hanno passione, che riescono ad emozionarsi! I: L'intervista credo sia andata alla grandissima. Ti ringraziamo per il tempo che ci hai dedicato e che hai tolto ad altri impegni ben più importanti. Un ultimo saluto alla nostra community? P: Un saluto caloroso e un invito a tutti a collaborare in futuro alla ricerca per FM2013, ma anche per FM2012 visto che non è ancora finita! Avrete così la possibilità di vincere una scatola del gioco, vedrete il vostro nome nei credits e soprattutto avrete dato una mano a far diventare FM ancora più dettagliato ed accurato. Ogni anno sono sempre più orgoglioso di quanto fanno tutti i fan per questo gioco e mi onora essere in qualche modo il loro punto di riferimento. Ciao a tutti e godetevi gli ultimi giorni di FM2011... perché ad ottobre il 2012 sarà sui vostri Hard Disk!

Sperando che l'intervista sia stata di vostro gradimento, anche i redattori colgono l'occasione per salutare tutta la community!

E' possibile iscriversi ricerca per il prossimo manageriale della Sports Interactive, Football Manager 2012. Dando il vostro contributo potrete fare diventare FM2012 ancora più realistico, oltre a vedere il vostro nome nei credits del gioco, e a concorrere per l'assegnazione di una scatola del gioco, allora che aspettate?

www.panoz.it/fmitalia/Ricerca.asp Iscrivetevi!


12 Analisi Tattica 4-2-3-1 di: Andrea Rocca Primo passo di un allenatore che si rispetti, è la tattica: la mentalità e la sistemazione in campo da imprimere ai giocatori affinchè se ne valorizzino le caratteristiche per il bene del collettivo. Prima tattica di cui vorrei parlare, è un 4-2-3-1 molto offensivo, ma che, allo stesso tempo assicura una buona copertura se vengono utilizzati i giocatori adatti. Premetto che si vedranno pochi nomi di grandissimi giocatori, a dire che le migliori ali siano Cristiano Ronaldo e Messi tutti son capaci, preferisco puntare maggiormente su nomi a sorpresa che garantiscono ottime prestazioni. Come è facile intuire, il modulo è caratterizzato da 4 difensori in linea, due centrocampisti centrali, tre trequartisti in linea ed una punta Partiamo dalla linea difensiva, i due terzini devono essere abili in ambo le fasi, certezze già testate sono Alan Hutton e Gregory Van Der Wiel per la fascia destra, Dante e Criscito per la fascia sinistra, possibili sorprese potrebbero arrivare dal Russo Anyukov e dal genoano Antonelli. I due centrali, occorre che siano differenti, uno forte fisicamente, aggresivo, l’altro più dinamico, ma entrambi con valori elevati in marcatura e colpi di testa, delle certezze testate le troviamo in Sakho del PSG, e in Simon Kjaer del Wolfsburg, altrettanto valida e con un costo più contenuto è la coppia centrale dell’Udinese Benatia – Zapata. Capitolo centrocampisti: per garantire una buona copertura, ma anche una buona mediazione tra difesa e attacco, servono un centrocampista più difensivo, ma in grado di fare il “passaggio decisivo” ed un puro regista, i nomi su cui io punterei ad oltranza sono il neo juventino Arturo Vidal, un guerriero in mezzo al campo, ma con un’ottima qualità, e Andrea Poli, regista giovanissimo ma che assicura sin da subito ottime geometrie, altri giocatori meno costosi che offrono un’ottima qualità nell’economia del gioco possono essere Lars Bender del Leverkusen e Cigarini del Napoli. Adesso la mia zona preferita: la trequarti, la zona ariosa, spettacolare, dove sono presenti i giocatori in grado di infiammare uno stadio con una giocata. Sono necessarie due ali veloci e con una tecnica cristallina, in grado di scardinare le difese con le loro letali discese, giocatori cardine per me sono Alexis Sanchez e Ezequiel Lavezzi, in alternativa consiglierei su tutti il catanese Alejandro Gomez, rapporto qualità - prezzo eccezionale! Per il trequartista centrale, la scelta è più ardua, serve un giocatore in grado di risolvere in qualsiasi momento una partita, un passaggio, una giocata, il mio preferito in assoluto è Marek Hamsik, un giocatore pazzesco, unisce una tecnica sopraffina ad una freddezza sotto porta che lo rende devastante, in alternativa, con un prezzo molto ridotto, consiglio vivamente il giapponesino che tanto sta conquistanto le big d’Europa, Keisuke Honda. Come tutti ben sanno, fondamentale per vincere è avere degli attaccanti affamati di gol, ma in questo caso non basta, il nostro centravanti deve essere non solo cinico sotto porta, me deve anche avere un’ottima qualità e velocità, i migliori da me testati sono Edinson Cavani e Lucas Barrios, entrambi però hanno un prezzo abbastanza elevato, elementi più economici ma abili sono Moussa Sow, devastante punta del Lille


13 e a sorpresa Takayuki Morimoto, che si prende con poco più di 2M e assicura un notevole numero di gol.

Settaggi ruolo per ruolo Molto importante è settare in modo ottimale i vari ruoli al fine di esaltare le caratteristiche di ogni giocatore, i laterali bassi occorre che siano impostati come terzini con compiti automatici, l’interno sinistro come difensore centrale a difendere, e l’interno destro come difensore centrale che imposta. Il centrocampista interno sinistro va impostato come regista arretrato a sostenere, l’interno destro come centrocampista centrale con compiti automatici. I due esterni alti vanno impostati come ali a sostenere, mentre il trequartista come trequartista ad attaccare. L’attaccante infine va settato come punta avanzata.

Istruzioni alla squadra Come avete notato, preferisco utilizzare giocatori completi, in grado di eseguire con precisione entrambe le fasi di gioco, la squadrà sarà “divisa” in due blocchi, uno che imposta e finalizza la manovra, ed uno che smorza il gioco avversario. La squadra deve essere votata all’attacco, che mantenga il pallone grazie ad un buon gioco di prima, con i giocatori migliori che in partita possono concedersi il loro momento personale, andando contro quello che la tattica impone. Il pressing deve essere asfissiante, i contrasti normali per non incombere in troppi cartellini, una marcatura a zona ed i cross tesi sul primo palo. La line difensiva, dovrà essere bassa ma non troppo, l’ampiezza di gioco larghissima, sfruttando per lo più le devastanti fasce, il ritmo di gioco forsennato , senza perdite di tempo, sfruttando al meglio il contropiede vista la moltitudine di giocatori veloci e tecnici, evitando la tattica del fuorigioco a meno che i difensori utilizzati non abbiano valori alti in posizione e concentrazione.

Istruzioni ai giocatori I due terzini devono eseguire tantissimi cross dal fondo verso il centro dell’area in modo tale da imboccare l’attaccante o il trequartista che si inserisce. I due centrali devono avere una mentalità ultra difensiva, per compensare la moltitudine di giocatori d’attacco. L’interno sinistro di centrocampo dovrà essere roccioso, deciso nei contrasti, senza movimenti con il pallone, talvolta, se gli si presenta l’occasione, dovrà essere in grado di servire il passaggio filtrante utile per mandare in porta uno dei suoi compagni, l’interno destro invece, come detto, sarà il regista, dovrà avere la fantasia per inventare nuove geometrie, eseguire tanti passaggi filtranti e lanci lunghi, sarà il cervello della squadra. Una delle ali, se con un buon valore in finalizzazione, consiglio di farla inserire negli spazi, in modo tale da raccogliere eventuali passaggi o ribattute, altrimenti entrambe vanno impostate che


14 taglino verso il centro. Il trequartista centrale, ha un compito simile al regista, solo molto più offensivo, non dovranno pertanto mancare tiri da fuori e scorribande offensive. La punta, dovrà essere in grado di saltare l’uomo ed arrivare a finalizzare, ma allo stesso tempo, dovrà garantire ottimi movimenti senza palla per dettare il passaggio che la potrebbe portare al gol.

Istruzioni calci piazzati I calci piazzati sono utilissimi nelle partite in cui si parte sfavoriti, pertanto, impostare una adeguata sistemazione, potrebbe risultare decisiva per la vittoria di alcune partite. • Calci di punizione Per quanto riguarda i calci di punizione, è importante avere almeno due buoni tiratori in squadra, un destro ed un mancino, in modo tale da affidare al primo i calci piazzati da sinistra, ed al secondo quelli da destra. I saltatori della squadra, dovranno essere almeno 3, ed andranno posizionati sui due pali, ed al centro dell’area. I migliori tiratori dalla distanza, occorre piazzarli al limite dell’area, in quanto possono calciare direttamente in porta eventuali ribattute. • Corner Anche qui conviene avere almeno un tiratore per piede, tutti i saltatori, dovranno essere in area di rigore, tra il primo ed il secondo palo, uno dei due terzini(il più abile in fase difensiva), dovrà essere posto come schermo per fermare eventuali ripartenze avversarie, i tiratori da fuori dovranno essere posti al limite dell’area, ed i migliori finalizzatori nell’area piccola per segnare in caso di ribattute corte.


15 Everton FC e lo ‘scouting’ secondo FM di: Gianluca Pazzelli Anno dopo anno, uscita dopo uscita, si può dire che Football Manager sia diventato un must per gli appassionati di calcio di tutto il mondo grazie soprattutto ad un realismo nella simulazione sportiva e manageriale senza rivali nell’ambiente. La possibilità di mettere in pratica le proprie idee calcistiche con la squadra del cuore, di muoversi con contanti (anche se virtuali) e astuzia nel mondo del calciomercato trattando come “figurine” i propri idoli calciatori, di poter scoprire in ogni parte del mondo giovani talenti grazie al proprio fiuto di scout è per ogni giocatore qualcosa di davvero speciale e che solo questo gioco può regalare. Considerando ciò, non sorprende quindi il grande successo che la serie FM ha da anni e auspichiamo avrà in futuro. Oggi cominciamo parlando dell’aspetto della ricerca di nuovi giocatori, meglio se giovani, fatti osservare per poi portarli al proprio club: in termini tecnici, dello Scouting. Se ne sente parlare molto nel calcio moderno come primaria fonte di baby-talenti da scovare e lanciare nel business mondiale e non è una novità che questo sia da sempre uno dei cavalli di battaglia di Football Manager. Il gioco offre infatti infinite possibilità in questo senso tra Osservatori più o meno lungimiranti, squadre affiliate in ogni parte del mondo, ricerca giocatori relativamente illimitata in ogni dove con l’unico scopo di dare sfogo alla propria intuizione per trovare talenti capaci di garantire un roseo presente e futuro alla propria squadra e magari da acquistare con il minimo sacrificio economico possibile. In questo gioco, come nella realtà, la cosa più importante è, anzi, dovrebbe essere mantenere sempre un occhio di riguardo per l’avvenire senza però prosciugare finanze societarie che non sempre permettono molto spazio di manovra. Diventa quindi sempre più importante per chi fa calcio dedicarsi attivamente allo Scouting, utilizzando ogni mezzo a propria disposizione per assicurarsi prima della concorrenza elementi a volte ancora in tenera età ma che in futuro, se allenati al meglio, possano fare le fortune del proprio calcio. Come detto prima, quello del mercato e della ricerca giocatori è da sempre un gran punto di forza per FM, che lo ha sviluppato sempre di più negli anni fino a farlo diventare così curato e dettagliato da oltrepassare quasi quella famosa linea che separa il virtuale dal reale. “Ma a tutto c’è un limite”– E’ questo il pensiero dei maggiori critici del gioco, i quali però hanno necessariamente dovuto ricredersi quando niente meno che il Football di Premier League è arrivato a stretto contatto come mai prima col mondo di FM. Siamo nel 2009 quando gli sviluppatori del gioco con a capo Miles Jacobson firmano un accordo con l’Everton FC, squadra che milita appunto nella Premiership Inglese, a cui viene concesso il permesso di esaminare e “spulciare” con grande attenzione il database del manageriale prima dell’uscita ufficiale in modo da bruciare la concorrenza e individuare nella lunga lista di giocatori del DB Sports Interactive qualcuno che abbia un potenziale talento per poter essere acquistato dalla società e lanciato nel calcio che conta. Un enorme passo in avanti fatto per tutto il business del pallone e anche un’enorme soddisfazione per chi ha lavorato con tanta fatica e dedizione allo sviluppo di un database che contava allora oltre 300.000 nominativi divisi per 20.000 club e ordinati per mezzo di numerose statistiche molto utili alla causa di uno Scout.


16 Ai più questa decisione della società inglese può sembrare un azzardo: investire in modo relativamente pesante su qualcosa, in questo caso qualcuno, sulla base delle sole indicazioni di un gioco non è stato visto di buon occhio ma dobbiamo ammettere che, come i fan più fedeli già sanno, spesso il mondo virtuale di Football Manager è andato oltre le competenze e l’intuizione “umana” , soprattutto se si tratta di previsioni in prospettiva per giovanissimi talenti. Alcuni di questi solo qualche anno fa venivano “sponsorizzati” dalla Sports Interactive, lungimirante nel riconoscere il loro valore, e oggi sono tra i principali protagonisti di questo e altri giochi di calcio. Nomi? In ordine di età: Beckham, Tevez, Rooney, Messi, Vela, ma la lista non finisce qui e chissà che non saremo proprio noi giocatori a trovarne qualcunaltro durante le nostre carriere; uno come Verratti, Thiago Alcantara, Otamendi, Neymar, Kadlec, tutti nomi ben noti alla community di Football Manager, ma già da qualche anno, mentre “solo” ora anche la parte più nobile del calcio europeo si sta accorgendo di loro. Nuove sfide e nuovi talenti ci attendono anche nelle prossime edizioni di FM, di giovani prodigi a cui portare un occhio di riguardo ce ne sono sempre molti, starà a noi scovarli, allenarli, farli crescere e continuare a proporli attraverso questo meraviglioso gioco al calcio che conta, in modo che l’input dato dall’Everton due anni fa non rimanga “isolato”, ma abbia seguito anche in altri ambiti calcistici forse un po’ a corto di talento fresco, senza fare nomi. Per concludere, visto che si parla dei Toffees, vi lascio con una domanda: dopo l’ormai famoso Wayne Rooney, notato non ancora 15enne dagli osservatori SI e lanciato proprio dai Blues di Liverpool, chi sarà nei prossimi anni il baby-fenomeno di Football Manager?


17 FM&Reality di: Gianluca Pazzelli, Gabriele Galluccio e Marco Gianserra A partire da questo suo secondo numero, il Magazine di FMIF inaugura una nuova rubrica dedicata all’analisi di vari temi, giocatori e confronti tra Gioco e Calcio Reale, un parallelismo che da sempre affascina addetti ai lavori e, soprattutto, giocatori di Football Manager, di anno in anno, sempre alla ricerca di maggior realismo per quello che è ormai Il Manageriale di calcio per eccellenza. Sin dai tempi di Championship Manager, passando per il primo FM, quello del 2005, ora che siamo alle porte dell’uscita del 2012, gli sviluppatori Sports Interactive hanno sempre puntato molto sulla possibilità di offrire agli appassionati un simulatore Manageriale quanto più realistico possibile, arrivando nell’ultima edizione del 2011 a raggiungere risultati straordinari in questo senso, tutto ciò però solo grazie ad un grande lavoro e uno studio approfondito dei consigli giunti dai fan in questi anni. Se il gioco verrà ancora migliorato anche in futuro con questo ritmo, non osiamo immaginare come sarà il buon FM tra qualche edizione... Tornando a noi, numero dopo numero svilupperemo analisi di giocatori e temi particolari in parallelo tra quello che il Mondo di FM e il Mondo Reale sulla base di conoscenze e opinioni personali sperando che si rivelino quanto più originali e interessanti possibili per voi lettori.

Analisi Giocatore: Moussa Sissoko - Toulouse FC / CC

Si scrive Moussa Sissoko, si legge fenomeno. Origini maliane, numero 22 sulle spalle, pettinature stravaganti, fisico imponente: tutto ciò fa pensare che ci sia un errore e che si stia parlando di Momo, centrocampista ex Juve, e invece no, di M. Sissoko ce n’è un altro ed è pure un ottimo giocatore. Nonostante le incredibili similitudini, il nostro Moussa non è solo tanti muscoli come il 'sosia' ma è anche tanto altro: ad una fisicità straripante, infatti, abbina una più che discreta tecnica e un’eccezionale duttilità. Grazie a queste caratteristiche Sissoko è considerato un vero e proprio jolly di centrocampo perché sa sia difendere che innescare i compagni con lanci e passaggi molto precisi, e non disdegna nemmeno gli inserimenti senza palla che gli consentono di segnare pure qualche gol. Insomma ci troviamo di fronte ad un giocatore che potenzialmente potrebbe diventare uno dei migliori centrocampisti al mondo. Finora Moussa ha sempre militato tra le fila del Tolosa, grazie al quale si è meritato anche la convocazione in Nazionale maggiore, ma per diventare un top player deve dimostrare tutto il suo valore giocando in una grande del calcio europeo.


18 E Football Manager come reputa Moussa Sissoko? Dopo aver dato un’occhiata alla sua scheda, la risposta è che lo ritiene semplicemente un fenomeno. Già nella versione 2010 i creatori di FM sono stati molto generosi con Moussa, ma quest’anno è probabilmente uno dei centrocampisti più forti del gioco, anche in considerazione del fatto che ha 21 anni e quindi può ancora migliorare molto. Rispetto alla realtà, nel gioco Sissoko non è sfruttabile come centrocampista esterno o mezzala, ma comunque le sue skills rispecchiano il suo modo di giocare: Moussa, infatti, ha ottimi ‘numeri’ sia nelle qualità offensive che difensive e quindi è in grado di fare la differenza sia da centrocampista centrale che da mediano. Ad inizio gioco il costo del suo cartellino è pari a 6 milioni e mezzo, ma per acquistarlo bisogna sborsare almeno 15 milioni. E’ paradossale notare come, al contrario della maggior parte degli altri giocatori, costi di meno a FM che nella realtà: il Tolosa oggi è disposto a cederlo solo con

un’offerta di almeno 30 milioni. Probabilmente un po’ troppi ma, considerando le cifre folli che si spendono per giocatori che fenomeni non sono, per un futuro fenomeno come Moussa Sissoko si possono anche investire. Al momento non c’è ancora nessuna big che si è fatta avanti, ma non ti preoccupare Moussa, per un talento come te la chiamata arriverà prima o poi.

Analisi Giocatore: Francesc Fàbregas Soler - Barcelona FC / CC Quante volte mentre giocavamo a Football Manager ci è capitato di vedere alcuni giocatori con valori non molto azzeccati in confronto alle loro reali caratteristiche? Proviamo ad analizzare in Football Manager il giocatore dell’Arsenal Césc Fabregas, grande protagonista nel mercato estivo 2011. Possiamo notare subito che non gli è stata attribuita una fisicità molto sviluppata, in particolare nella velocità, mentre di certo non gli manca l’agilità e il dribbling, vista una statura non molto alta e un fisico tutt'altro che da peso massimo. Se ci capita però di assistere ad una partita dell’Arsenal, noteremo come Cesc non sia molto propenso a ripetute proiezioni offensive, bensì preferisca rallentare la corsa per favorire gli scatti di altri suoi compagni da servire poi con palloni filtranti e in verticale sempre molto pericolosi, questo graziesoprattutto alla sua eccezionale visione di gioco da puro regista. Sotto il profilo tecnico, tornando a parlare del gioco, non possiamo recriminare nulla a Fabregas, siamo tutti d'accordo sull'alto valore in passaggi, così come nel dribbling e nel gioco di prima che realmente sono i punti di forza del giocatore spagnolo. Le sue qualità offensive sono però molto simili a quelle


19 di ottime punte del calcio moderno, in particolare è impressionante la sua freddezza davanti al portiere, da fare invidia a molti bomber di professione. Ma Cesc non ha sempre avuto una così spiccata vena realizzativa nella sua carriera. Cominciò a giocare a calcio nelle giovanili del Barcelona, la sua squadra del cuore, e proseguì poi tra le fila dell’Arsenal, in cui si è trasferito a 16 anni per volere del Manager Wenger e dove è ormai diventato uno dei migliori interpreti del suo ruolo a livello mondiale. Inizialmente si "accontentava" semplicemente di mandare in gol i compagni, ma è nelle ultime stagioni che ha trovato spesso e volentieri la via del gol, soprattutto in quella 2009/2010, quando ha collezionato 19 gol in 36 partite tra campionato e coppe. I creatori di Football Manager così l’hanno voluto premiare con un 15 in finalizzazione, un 19 in freddezza e un 18 in senza palla, tutti valori che rendono merito alle sue ottime abilità di finalizzatore, nonostante questo non sia il suo ruolo principe. Facciamo per ultima, ma non per la sua importanza, l’analisi sotto l’aspetto mentale: Fabregas è uno dei giocatori più intelligenti sotto il profilo calcistico, la sua visione di gioco è senz'altro sopra la media e tipica di un n°10, anche se preferisce sfruttarla qualche metro più indietro della tre-

quarti, e a volte lo porta addirittura ad equivoci tattici con i compagni che non arrivano ad un livello di pensiero come il suo. Creatività e fantasia poi, unite ad un grande impegno e determinazione, ne fanno un calciatore davvero completo. Mentalmente i creatori di Football Manager hanno rappresentato perfettamente il calciatore spagnolo con ben 8 valori su 14 sopra il 16 per delle caratteristiche mentali e tecniche che fanno di Fabregas un centrocampista unico, o quasi, nel suo genere.


20 Carriera del Mese - GIUSEPPE TAGLIALATELA di: Stefano Di Lorenzo Come in ogni mese, bisogna scegliere qual'è la carriera più bella e appassionante postata sul forum. Nello scorso numero abbiamo visto e rivissuto la gloriosa carriera di Gary Lineker, allenatore del Tottenham prima e del Barcellona poi, con esperienze anche a livello internazionale con Uruguay e Inghilterra. Questa volta andiamo a vedere la storia di un altro grande: l'ex portiere italiano Giuseppe Taglialatela. La storia di Batman come allenatore inizia nel luglio del 2010, quando decide di tornare nel calcio con un ruolo ben più importante di quello di opinionista televisivo, ricoperto dopo il ritiro come calciatore. Proprio in quell'estate ci sono delle divergenze tra Mazzarri e la dirigenza partenopea. De Laurentiis decide di puntare su di lui come successore dell'ex tecnico di Reggina e Sampdoria: cosi l'ex portiere italiano inizia la sua avventura proprio sulla panchina della sua squadra preferita! Il primo anno per il nuovo Napoli targato Taglialatela può definirsi di "assestamento", di preparazione ai successi importanti: nella stagione 2010-2011 la squadra partenopea vince infatti Coppa Italia ed Europa League, battendo rispettivamente Palermo e Tottenham nelle 2 finali, e chiude al 2° posto in serie A dietro all'Inter. Niente male per una squadra che l'anno precedente era arrivata sesta in campionato ed aveva abbandonato la Coppa nazionale già agli ottavi. I giocatori risultati più determinanti per l'ottima stagione disputata sono il portiere De Sanctis insieme al trio delle meraviglie, composto da Hamsik, Lavezzi e Cavani, autori di 59 goal in 3. Ma facciamo un passo indietro ed andiamo a vedere come è stato gestito in quella stagione il calciomercato: il nuovo allenatore ha voluto da subito operare una mini rivoluzione, lasciando partire diversi giocatori, considerati inutili, tra cui il veterano Gianluca Grava, ed acquistando Diego Contento (in prestito) e Fazio (per meno di un milione, un vero affare!) per rinforzare la difesa, e Michael Rensing, inizialmente considerato la riserva di De Sanctis e diventato con il passare degli anni il titolare inamovibile! Nella seconda stagione la squadra viene ulteriormente rinforzata e il mister sembra voler puntare ancora più in alto. L'ottimo mercato svolto dal Napoli permette infatti ai tifosi di sognare innanzitutto una riconferma di quanto di buono fatto nella stagione precedente (quindi almeno una Coppa Italia), ma la squadra sembra attrezzata anche per giocarsi lo scudetto e, perchè no, dare fastidio alle big d'Europa in Champions League. Ancora una volta il ruolo maggiormente rinforzato è la difesa: arrivano infatti Mongongu, Insùa e Bocchetti a dare forze nuove al reparto arretrato. A centrocampo l'unico colpo (e che colpo!) è Ibrahim Afellay, acquistato per appena 3.8 milioni di Euro. In attacco si punta ancora, ovviamente, su Cavani e Lavezzi! Questa è la stagione in cui arriva il primo grande, grandissimo, trionfo per il nuovo Napoli: grazie ad un super attacco (ben 72 i goal fatti) la squadra di Taglialatela si laurea infatti campione d'Italia con 83 punti, 5 in più rispetto all'Inter!


21 Anche in Coppa Italia la squadra si riconferma campione, battendo stavolta il Livorno nella finalissima. Ma la vera sorpresa della stagione è la prestazione offerta anche in Champions League da questo Napoli, sempre più vicino a quello degli anni migliori: il girone viene superato brillantemente con 11 punti conquistati in 6 match. E' dagli ottavi in poi che il Napoli fa capire di poter fare realmente paura alle grandi: infatti al primo turno ad eliminazione diretta è il Barcellona a cadere sotto i colpi della squadra partenopea, che poi elimina anche Fulham e Manchester United, approdando cosi alla finalissima. All'Allianz Arena la sfida è contro il Real Madrid: finisce 1-1, ma la fortuna è dalla parte degli spagnoli, vittoriosi ai rigori! Nella campagna acquisti successiva alla finale persa contro il Real, si capisce che questo Napoli è tornato grande, ma manca ancora qualcosa per poter raggiungere successi grandissimi! Cosi la rosa viene rinforzata molto, anche di più che negli anni precedenti: arrivano infatti Sakho (a parametro 0: affarone!) e Insùa, a titolo definitivo, a rinforzare la difesa, e in più si capisce che anche il centrocampo va un pò migliorato. Arrivano cosi anche Fellaini e Kranjcar, con Khedira acquistato poi a Gennaio. Il 2012-2013 può considerarsi ancora un anno di successi per il Napoli, ma non ancora quello della definitiva consacrazione. Infatti la squadra di Taglialatela si riconferma campione d'Italia e vince di nuovo la Coppa Italia. In Serie A finisce con 87 punti in classifica, ben 9 in più del sorprendente Udinese, secondo; in coppa invece viene battuta la Sampdoria in una finale a dir poco da infarto! I blucerchiati passano 2 volte in vantaggio ma vengono raggiunti prima al 91' e poi al 121', in piena zona Napoli! Ai rigori arriva la tanto sofferta vittoria, la terza di fila in questa competizione. In Champions League il cammino fino ai Quarti di finale è impressionante: neanche una sconfitta! In semifinale però si interrompe questa striscia positiva: infatti, chiamati a difendere il 2-1 ottenuto al San Paolo, gli uomini di Taglialatela perdono con lo stesso risultato all'Allianz Arena, ed ancora una volta sono i rigori a condannarli: in finale ci va il Bayern! La stagione 2013-2014, la quarta di Taglialatela con il Napoli, è quella della consacrazione totale di questa splendida squadra. Iniziamo dal mercato, come sempre: nella sessione estiva vengono acquistati - tutti a prezzi stracciati - Rafael, Weiss, Lukaku e Dzeko, poi a Gennaio si aggrega alla squadra anche Fabio! In serie A il Napoli si riconferma, senza troppi problemi, campione: ben 85 i punti conquistati, 12 in più dell'Inter. In Coppa Italia viene battuto il Palermo in finale ed arriva il quarto trionfo su 4 in questa competizione per Batman! Finalmente però in questa stagione il Napoli riesce a portarsi a casa la Champions League, cosa mai riuscita a questa squadra, neanche ai tempi di Maradona! Dopo aver superato il girone con 5 vittorie e un solo pareggio, infatti, vengono eliminate facilmente Liverpool, Porto e Manchester United. In finale poi il Napoli batte 3-1 l'Arsenal senza particolari problemi: triplete!


22 Nel 2014 ci sono però anche i Mondiali, e mister Taglialatela li deve affrontare da CT del Belgio, ruolo ricoperto dal 2012 in poi. Con la sua nazionale, infatti, l'allenatore italiano ha chiuso al se-

condo posto nel girone di qualificazione dietro al Portogallo e cosi è stato costretto ad affrontare i playoff, contro la Scozia. L'andata in Belgio finisce 0-1, cosi sembra quasi impossibile una qualificazione per i Diavoli Rossi, che non si danno però per vinti e vanno a compiere l'impresa impossibile all'Hampden Park di Glasgow: il Belgio riesce infatti a vincere 0-1 nonostante l'inferiorità numerica durata dal 32' in poi, minuto in cui Witsel viene espulso e lascia i suoi in 10: si va ai supplementari! Al 98' anche Aarab viene espulso ed il Belgio rimane in 9, incredibile! Proprio al 121' Moussa Dèmbèlè regala la gioia ai propri tifosi: 1-2 il risultato finale, in Brasile ci vola Batman! L'inizio della competizione non è facile: nel girone il Belgio raccoglie appena 4 punti in 3 partite, sufficienti comunque per passare il turno, ma poi i Diavoli Rossi si scatenano nelle fasi ad eliminazione diretta. Nel secondo turno viene eliminato il Messico, poi Stati Uniti e Portogallo, entrambi ai rigori, ogni tanto favorevoli quindi alle squadre di Taglialatela! In finale la sfida è con il Brasile, al Maracanà: decidono i goal di Lukaku e Boyata. Finisce 2-0 e, dopo aver portato il Napoli in vetta all'Europa, Taglialatela riesce anche nell'impresa di portare il Belgio sul tetto del mondo! Alla fine della competizione però il CT mantiene una promessa fatta a Novembre 2013 al presidente della federazione Belga, François De Keersmaecker, e rassegna le dimissioni. Infatti, con il Belgio al 2° posto nel girone di qualificazioni al Mondiale, De Keersmaecker criticò il proprio CT, che non mandò giù le dichiarazioni del presidente e promise di abbandonare la nazionale dopo averla riportata a partecipare ad un Mondiale. Nei giorni successivi alla finale vinta ed alle dimissioni rassegnate, Taglialatela viene contattato dalla Figc e diventa il nuovo Commissario Tecnico della nazionale italiana! Chiuso, per ora, il discorso nazionali, torniamo al nostro Napoli, rinforzato anche nell'estate del 2014, nonostante il triplete appena raggiunto. Arriva un giocatore per reparto: Diego Renan in difesa, Rakitic a centrocampo e Abel Hernandez in attacco! Come vedremo il primo sarà determinante per la squadra, mentre gli altri 2 deludono (l'uruguayano a causa degli infortuni, il centrocampista ex Schalke non si dimostra proprio all'altezza invece, e viene ceduto un anno dopo). A dicembre il Napoli si trova ad affrontare la finale dell'unico trofeo mancante al Palmares sia della società che dell'allenatore: il Mondiale per club. Purtroppo però questa competizione è un vero fallimento: in finale il Boca vince 3-1 e si aggiudica il trofeo! Messa alle spalle la delusione per essersi fatta sfuggire l'occasione di mettere in bacheca una competizione cosi importante, si riparte in campionato ed in Champions League! In Serie A come sempre non ci sono avversari all'altezza: il Napoli conquista 84 punti e termina a più 12 rispetto all’Inter,


23 secondo, laureandosi campione per la 4a volta consecutiva! In Coppa Italia ancora una volta viene raggiunta la finale, ma, per la prima volta negli ultimi 5 anni, il Napoli non vince la competizione, che va invece alla Fiorentina! In Champions League la musica non cambia: Napoli schiacciasassi e terza finale in 4 anni raggiunta. I partenopei hanno l'occasione di vendicarsi del Real Madrid per la sconfitta rimediata proprio in finale di Champions 3 anni prima. I 90 minuti regolamentari terminano 1-1, ma al 9' del secondo tempo supplementare ci pensa Hamsik a regalare la gioia immensa ai tifosi: il Napoli si laurea campione d'Europa per la 2a volta in 2 anni!! Dopo 4 scudetti e 2 Champions Legue consecutive, e dopo 4 Coppe Italia vinte, si hanno tutti i motivi per sentirsi appagati e per lasciare magari la propria squadra, ma Taglialatela non è di questo avviso, e inizia la stagione 2015-2016 con la solita grande voglia! A quanto pare però i giocatori non la pensano come il loro mister, almeno non tutti: infatti Afellay chiede di essere ceduto e viene accontentato dalla società; per la prima volta Taglialatela cede uno dei suoi titolari. Questo dimostra che per il mister probabilmente le cose quest'anno saranno molto difficili perchè, oltre a dover lottare con le

grandi squadre, dovrà lottare anche contro il senso di appagamento dei propri giocatori, cercando di riconfermarsi ai livelli delle stagioni passate. Fortunatamente grazie alle grandi abilità sul mercato, il mister riesce a sostituire egregiamente il centrocampista olandese, con l'acquisto di Fabio Coentrao! In questa sessione, inoltre, arrivano Sirigu (probabile nuovo titolare dopo le ottime stagioni disputate dal tedesco Rensing) e Ninis a rinforzare ulteriormente il centrocampo! La stagione è attualmente in corso: l'obiettivo è quello di confermare ancora una volta i buoni propositi delle stagioni appena concluse e, magari, vincere quel Mondiale per club che ancora manca al Palmares azzurro....E la voglia di certo non manca!!!


24 Intervista Fan FMIF! di: Emanuele Gessi Prima di cominciare l'articolo voglio ringraziare Spawn666, theinnominable, »Ezio.Auditore™« e Frafiore per avermi concesso un'intervista, dalla quale analizzeremo FM 11 e ci proietteremo su FM 12. “L'alunno si impegna, dimostra di voler apprendere, ma soprattutto di volersi migliorare. Si merita un 8!”. Ebbene sì, FM 11, viene promosso con l'otto stampato in pagella. Ottima edizione. Guadagna un voto rispetto alla vecchia edizione (FM 2010, voto 7). - Cosa avete trovato di migliorato in FM 11? Spawn666: Le trattative leggermente più realistiche e le conferenze stampa. theinnominable: Le conferenze stampa anche se ancora monotone dopo un po', son migliorate per le risposte che si possono dare, poi l'introduzione dei procuratori mi piace e anche la grafica in sè quest'anno mi piace, hanno migliorato alcune cose che lo rendono più semplice e intuibile... »Ezio.Auditore™«: Il 3D, le trattative più reali con i procuratori, le rotture tra giocatori e club ed il calcolo del ranking UEFA delle nazioni calcolato ogni stagione. Frafiore: La gestione del calciomercato è migliorata notevolmente, in FM 2011 sembra di condurre le trattative quasi come nella realtà. Commento: Notiamo come tutti e quattro gli utenti sono d'accordo sul fatto che le trattative siano migliorate notevolmente. Mentre si nota un leggerissimo passo avanti nelle contestatissime conferenze stampa. - Cosa invece non vi è piaciuto dell'ultima edizione? Spawn666:Nelle tattiche, non poter più mettere le frecce degli spostamenti dei giocatori. theinnominable: Innanzitutto che quest'anno si perdono i salvataggi, anche se mi è successo solo con un paio di carriere con la prima patch, vedo che molti hanno ancora qualche problema e poi avevano promesso conferenze più coinvolgenti ma dopo un po' stancano. »Ezio.Auditore™«: Non mi è piaciuta una piccola parte del calciomercato: erano arrivate delle voci di miglioramento delle offerte di mercato offrendo contropartite tecniche sia in prestito sia in comproprietà, ma nel gioco nemmeno l'ombra e secondo me era una cosa da aggiungere. Frafiore: forse rispetto al 2010 i bug sono diminuiti, ma continuano in ogni caso ad essere troppi, per non parlare dei crash! Commento: Qui si fa notare il fastidio di bug e crash. Tormento ogni anno. - Cosa aggiungereste o migliorereste in FM 12? Spawn666:La possibilità di poter allenare la Germania, e cercare di migliorare la questione dei crash save. Infine, io aggiungerei la possibilità di utilizzare il proprio stipendio. Per esempio, quando si arriva a "fine carriera" , con i soldi guadagnati, diventare dirigente di un club... theinnominable: Migliorerei il coinvolgimento che potrebbe dare il gioco quando vinci una champions, adesso come adesso ti dà 5 notizie dove ti fanno i complimenti e poi sembra che nessuno si ricordi più di te.


25 Poi migliorerei come detto prima le conferenze, le valutazioni delle altre squadre nel mercato, è impossibile che in alcune carriere mi chiedano 210M per Fabregas 30enne o 95M per Sanchez. »Ezio.Auditore™«: La questione mercato come detto prima e aggiungerei anche il fair play finanziario. Frafiore: A mio avviso le conferenze stampa possono essere migliorate, poi aggiungerei una sezione marketing, da affidare a qualcuno dello staff. Commento: Da migliorare ancora il mercato aggiungendo contropartite tecniche (prestito e comproprietà) e correggere le valutazioni dei giocatori. Poi, nuove idee, inserire una sezione marketing e poter utilizzare lo stipendio. - Preferite il 3D o il 2D? Spawn666:Pallini tutta la vita!!! (2D) theinnominable: Il 3D l'ho provato solo un paio di volte. Purtroppo la scheda video non regge. »Ezio.Auditore™«: 3D, molto più realistico Frafiore: 3D tutta la vita. Commento: 2 a 1, in odor di 3 a 1 (della serie “vorrei ma non posso”, vero theinnominable?!). - Date un voto a FM 11 Spawn666: 7,5/8 theinnominable: 8,5 mi ha soddisfatto molto »Ezio.Auditore™«: 8, un ottimo gioco Frafiore: 8 Commento: Molto convinti. Ottima edizione. Media dell'otto. - Acquisterete FM 12? Spawn666: Se la Ram regge, altrimenti dipende dal prezzo della Ram. Ma penso proprio di sì. theinnominable: Sì, sicuramente lo prenderò... »Ezio.Auditore™«: Certo! Frafiore: Non c'è ombra di dubbio. Commento: Risposte scontate. FM, si fa pagare tanto, ma poi ti ripaga. L'idea di utilizzare lo stipendio è venuta a non pochi appassionati. Qualcosa che renderebbe la saga ancora più simile alla realtà. Sempre migliore, sempre più FM uguale realtà! Per quanto riguarda la sezione marketing, secondo Frafiore dovrebbe essere impostata così: “FM potrebbe inserire una sezione marketing da affidare a qualcuno dello staff (magari aggiungendo una nuova figura come responsabile marketing) in cui si possono fare campagna abbonamenti per i tifosi o anche vendita di budget”. Cercare di diminuire i bug, che anche quest'anno hanno invaso il gioco. Migliorare ulteriormente il 3D e le conferenze stampa. Ancora monotone. Infine, inserire nelle offerte contropartite tecniche, come il prestito e la comproprietà. Anzi, come ultima cosa, ci vorrà il pizzico di fantasia e di rischio che i creatori hanno sempre avuto e che da sempre contraddistinguono questo fantastico gioco!


26 Speciale #10 “El Diez - Diego Armando Maradona” di: Matteo Cosenza e Massimiliano Iollo 10 si nasce Tutto iniziò col 14 di Cruijff. La storia del calcio prosegue con i vari numeri 22, 77, 80 e 99. Ma nonostante tutto quella maglia ha ancora il suo fascino indiscusso: la numero 10. Genio e sregolatezza, fantasia e imprevedibilità. Da sempre sono caratteristiche fondamentali per far sì che quella maglia diventi un biglietto da visita all'interno dei campi da calcio. Un biglietto da visita che crea disagio negli avversari e gioia nei propri fan. Generazioni e generazioni si sono emozionate davanti ai vari Sivori, Rivera, Mazzola, Platini, Maradona, Baggio e DelPiero. Generazioni e generazioni di bambini hanno sfoggiato la maglietta del loro idolo nel campetto con gli amici. Generazioni e generazioni di tifosi tremano quando il proprio pupillo prova quel dribbling impossibile, quel tiro impensabile, quella cosa che solo a un vero genio può venire in mente di fare. Solo a un numero 10. Perché 10 si nasce. E loro lo nacquero. El Diez - Diego Armando Maradona In Argentina il calcio è fonte di distrazione e di divertimento per il popolo e nel corso della storia un giocatore, in particolare, ha saputo far innamorare la gente - Diego Armando Maradona. Da capitano ha trascinato con le sue magie la Seleccion alla conquista del mondo. E in una terra per la quale il pallone è il pane quotidiano, egli è considerato al pari di una divinità. Nato il 30 ottobre 1960, fin da piccolo Maradona visse in simbiosi con il pallone. Era il suo compagno nei giochi di strada, l'amico grazie al quale imparò a competere con avversari più vecchi e più grandi di lui. Tuttavia, malgrado un costante processo di rafforzamento, il suo fisico, o meglio, la sue carenze a livello fisico, quasi gli costarono la carriera. L' allenatore dell'Argentinos Juniors, Francis Cornejo, non aveva dubbi sulle sue capacità e tuttavia non riusciva a credere che quel piccolo giocatore che usava così magistralmente il piede sinistro avesse l'età per giocare nella sua squadra. Fu convocato in prima squadra e il 20 ottobre 1976 debuttò quindicenne in Prima Divisione contro il Talleres de Córdoba. Diventato capocannoniere del campionato argentino, sembrò destinato a far parte dei convocati per i Mondiali del 78, ma clamorosamente non venne convocato. Le sue grandi prestazioni nelle giovanili delle Celeste gli valsero una grande occasione nella squadra dei sogni del padre: il Boca Juniors. Arrivato agli Xeneizes stupì tutti con grandi giocare, ma una dirigenza in subbuglio e un bilancio perennemente in rosso lo “costrinsero” a sbarcare nel vecchio continente, precisamente Barcellona. Con la maglia dei blaugrana alternò momenti di luce a lunghi momenti di buio dovuti anche a continui infortuni che lo perseguitarono. Un epatite virale e la cattiveria in quella famosa scivolata di Goikoetxea (Diego in seguito si vendicò con una maxi rissa al ritorno, che si concluse con le scuse ufficiali in presenza addirittura del Re di Spagna) gli costarono la sua permanenza in Spagna. Barcellona diventò una prigione per il fantasista argentino, che a margine di un suo trasferimento in Italia dichiarò « Mi stanno uccidendo, non possono più tenermi in questa incertezza. Il Barcellona deve decidere prima possibile se tenermi ancora oppure no. Ormai mi sembra quasi tutto fatto, tra l'altro l'offerta del Napoli non può che essere considerata ottima. ».


27 Il passaggio al Napoli si concretizzò dopo qualche settimana. Una trattativa lunga, difficile ed estenuante che costrinsero il patron dei partenopei Corrado Ferlaino a commettere anche una irregolarità nella consegna dei contratti. Sbarcò a Napoli 5 Luglio del 1984, in quel giorno, il martoriato popolo napoletano conobbe il suo Dio, l’uomo che riscattò l’orgoglio di 6 milioni di napoletani sparsi per il mondo. Sì, proprio i napoletani che lo accolsero al San Paolo con 70.000 cuori ruggenti di passione. 2 palleggi e un tiro sotto la Curva B fecero render conto che la storia del Cavallo Rampante diventato Ciuccio sarebbe cambiata per sempre. Con il Pibe de Oro, Napoli vide la luce. Dopo la salvezza nella prima stagione, Maradona coordinò persino il calciomercato, iponendo gli acquisti di grandi campioni come Garella, Renica e il bomber Bruno Giordano. Quella stagione andò alla grande visto che si raggiunse il 3° posto. Intanto Maradona partì con l’ Argentina per la spedizione messicana per il Mondiale del 1986. Il mondo conobbe il Dio del Calcio proprio in questo Campionato del Mondo ricco di stelle. Dopo aver liquidato le squadre nella fase a gironi, tra cui l’Italia umiliata dal Pibe, quel pazzo di Maradona diede sfogo a tutta la estrosità in finale contro l’Inghilterra. Più di una partita di calcio, ma una rivincita di un popolo oppresso dagli inglesi nella Guerra delle Falkland. Prima uno sbarazzino tocco di mano che lui definì non suo ma di Dio, da lì La Mano de Dios, e poi il gol più bello del secolo. Dribblò tutti quelli che gli si presentarono davanti, anche l’insuperabile Peter Shilton che nel pre partita lo aveva sbeffeggiato. Il telecronista in quel momento ebbe un’ apparizione. Nessuno credeva a quello che fosse successo quel pomeriggio all’ Azteca. Con la Coppa del Mondo sotto il braccio, Diego tornò in Italia con un solo obiettivo in mente: far diventare il Napoli grande. In maglia azzurra Maradona raggiunse l'apice della celebrità, portando il Napoli ai vertici del calcio italiano ed europeo. Grazie ad un'ottima squadra e alla sua guida, il Napoli vinse il suo primo scudetto nel campionato 1986/87, stagione memorabile anche perché dopo ben trentadue anni il Napoli riuscì a battere di nuovo la Juventus al "Comunale" di Torino. Il 10 maggio 1987 il Napoli pareggiò per 1 a 1 la partita casalinga con la Fiorentina conquistando matematicamente il suo primo scudetto. La città intera si abbandonò all'euforia ed alla festa. Maradona fu protagonista assoluto dell'impresa e coronò il sogno di vincere un titolo fino ad allora solo immaginato da tifosi e addetti ai lavori. Il Napoli vinse anche la sua terza Coppa Italia, vincendo tutte le 13 gare, comprese le due finali disputate contro l'Atalanta. L'accoppiata scudetto/coppa fu un'impresa che fino a quel momento era riuscita solo al Grande Torino ed alla Juventus. Bruno Giordano fu il capocannoniere della manifestazione con 10 reti. Nella stagione 1987/88 il Napoli partecipò per la prima volta alla Coppa dei Campioni, ma uno sfortunato sorteggio mise contro gli azzurri il Real Madrid: i partenopei uscirono battuti dal Bernabeu per 2-0 (con lo stadio surrealmente vuoto per via di un provvedimento disciplinare), e pareggiarono per 1-1 la gara di ritorno abbandonando subito le ambizioni europee. In campionato il Napoli dominò fino alla ventesima giornata mantenendo cinque punti di vantaggio sulla seconda, ma inaspettatamente gli azzurri crollarono facendosi superare dal Milan di Sacchi, perdendo quattro delle ultime cinque partite. Maradona, nonostante lo Scudetto perso, si consolò


28 col titolo di capocannoniere del torneo con 15 reti all'attivo. Nel 1989 il Napoli concluse il campionato ancora al secondo posto, dietro l'Inter dei record, ma vinse la Coppa UEFA (primo titolo internazionale) dopo aver battuto nella discussa (per il comportamento della terna arbitrale dopo la partita) doppia finale lo Stoccarda (2-1 all'andata e 3-3 al ritorno) e dopo aver superato avversari blasonati come la Juventus e il Bayern Monaco (che sei mesi prima aveva clamorosamente eliminato l'Inter) ed anche in quel torneo l'apporto di Maradona fu determinante, soprattutto nelle gare più importanti con assist, goal e invenzioni spesso decisivi. Nella stagione 1989/90 a Bianchi subentrò Albertino Bigon. Maradona non giocò le prime partite della stagione e venne sostituito da Gianfranco Zola, ma rientrò ben presto in squadra ritrovando l'amore dei tifosi. Il campionato fu riconquistato dal Napoli con Maradona pronto a presentarsi ai Mondiali fregiandosi del titolo di campione d'Italia. Da quel Mondiale iniziò la fase calante di Maradona anche dovuti alla droga, che lo portarono anche per qualche giorno ad una morte quasi certa. Nel 1995 gli venne assegnato il Pallone d'Oro alla carriera. In attività non poté concorrere all'assegnazione del premio perché i calciatori non europei erano allora esclusi dalla competizione. Il 7 ottobre dello stesso anno tornò a giocare con la maglia del Boca Juniors nella partita contro il Colón (1-0). Rimase nel Boca per due anni prima di ritirarsi dal calcio, il 30 ottobre 1997, giorno del suo trentasettesimo compleanno. I suoi problemi con la droga, con la camorra, con la giustizia e con figli mai dichiarati poco ci interessano, perché in questo numero abbiamo parlato del giocatore più forte di tutti i tempi. E se proprio credete che le sue prestazioni siano state geniali perché cocainomane, vi rispondiamo come fece Gabriel Batistuta in una trasmissione argentina: “Chi dice che Diego giocasse come un Dio perché cocainomane, … beh, di calcio proprio non capisce un cazzo!”


IO NON TI ABBANDONO! 4 settembre Fino al tutti coloro che si troveranno in viaggio su un'autostrada italiana e vedranno un cane abbandonato, potranno fermarsi alla prima area di sosta disponibile e mandare un sms al

334.1051030

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coordinate piĂš precise possibili del punto d'avvistamento (specificando localitĂ , ora di avvistamento, razza e direzione di marcia)


FMIF Magazine - II edizione