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Lunedì 26 Maggio 2014

Il lutto nel pallone

La Voce

.SPORT

VII

IL PERSONAGGIO Ieri a 81 anni si è spento il grande Costante Mantoan

Cavarzere piange “Lino” Bomber di razza con 150 gol e allenatore di successo con i biancazzurri

Luca Crepaldi

CAVARZERE - Se n'è andato di domenica, giorno in cui da oltre un secolo si celebra la più grande passione degli italiani: il calcio. E di calcio Costante Mantoan, detto Lino, avrebbe potuto scrivere un'enciclopedia. E' stato il più grande allenatore cavarzerano di tutti i tempi, ma prima ancora il "bomber naturale", centravanti capace di segnare oltre 150 gol in carriera nei campi dilettantistici. Più semplicemente è stato l'uomo del pallone più amato del Polesine e della bassa Veneziana. Si è spento ieri notte, all'età di 81 anni, dopo aver lottato una battaglia, l'ultima, per la quale non potevano bastare le sue immense doti di campione. E ci mancherà Lino, mancheranno a tutti quelli che lo avevano conosciuto i suoi modi genuini, le sue carezze e i suoi pizzicotti nelle guance, le sue fragorose quanto calorose risate. Costante Mantoan nacque a Cavarzere il 23 agosto 1932. I suoi primi calci al pallone, che all'epoca quando andava bene - era color cuoio, iniziò a tirarli durante la Seconda guerra mondiale, nel campetto dietro la chiesa. Baricentro basso, rapidità di movimenti e un innato senso del gol: Lino cominciò a giocare nel Cavarzere, che militava in Promozione. Aveva appena 16 anni, il più giovane tra i calciatori nella rosa biancazzurra, quando il tecnico di allora decise di farlo esordire. E Lino non deluse, segnò una montagna di reti fino al 1954. Memorabili quelle nei derby contro Adriese e Chioggia. Un aneddoto al quale era molto legato Lino riguardava la sfida in trasferta con l'Adriese. Era l'anno dell'alluvione, il 1951. Lino ce l'aveva raccontato due anni fa, in occasione del suo 80esimo compleanno. "Era il 5 novembre del 1951, l’alluvione stava per inondare il Polesine. Noi andammo

Costante Mantoan icona del calcio Cavarzere nel corso degli anni ad Adria, per una partita di campionato contro i granata. Perdemmo 3-1, ma io ne feci due: uno me lo annullarono ingiustamente”. Dopo Cavarzere, il Cittadella, poi il Dolo prima della chiamata del Ragusa, in Sicilia, non prima di essersi meritato la convocazione nella Nazionale del Nord di serie D. E qui furono gli anni in cui decise di mettere l'anello al dito all'amata Marisa, che

Mantoan premiato da Parisotto

Il gruppo del Contarina di Costante Mantoan

lo aveva dolcemente "minacciato": "O torni e mi sposi, o ti lascio". Una storia d'amore, intrecciata con quella dei campi di calcio, che diede vita a una coppia straordinaria e a tre figli: il maggiore, Carlo, poi Alessandro e Roberto, entrambi giocatori di calcio e, ora, uno alla guida del Papozze, l'altro al timone degli Juniores del Cavarzere. Una dinastia, insomma, quella dei Mantoan. Con un

minimo comun denominatore: la passione per il calcio insegnata da Lino, che è stato per tutti, oltre che un calciatore e un grande allenatore, prima ancora uno splendido padre. Al suo rientro a Cavarzere, dopo un paio di stagioni da giocatore-allenatore, aveva assunto lo stesso ruolo anche a Loreo, prima di essere assunto al Dazio, uno degli enti che controllava i terreni, a Cu-

neo. A Loreo Costante giocò e allenò per sei stagioni, prima di appendere gli scarpini al chiodo. Quindi l'esperienza con il Rosolina, durata sette anni e bagnata, al primo campionato, con la promozione in Prima categoria. Poi furono gli anni del Contarina, tre stagioni finite con la vittoria del campionato e la sconfitta, solo in finale, della Coppa Italia. Mantoan lasciò i bassopolesani da vincitore per accasarsi all'Ariano - altra vittoria del campionato quindi il Donada e, infine, il ritorno a Cavarzere. E proprio nella sua città natale, Mantoan compì quello che rimase un miracolo, e un record nazionale, per decenni, come si direbbe nella boxe, "pound for pound", in ogni categoria. Alla stagione d'esordio la promozione in Prima categoria senza perdere una partita. La terza stagione fu quella dei record. Era l'annata 1982-83, chiusa con 54 punti sui 60 disponibili, 17 vittorie consecutive, miglior attacco e miglior difesa. Il Cavarzere dei record, quello che tutti ricordano, era tornato in Promozione. E Mantoan ne fu l'artefice. E la stessa stagione i biancazzurri

vinsero pure la Coppa Italia. Un anno perfetto, con Renzo Munari alla presidenza del Cavarzere e il mitico sponsor Americanino sulle maglie. Poi altre stagioni a Cavarzere, Contarina e Loreo, prima di diventare selezionatore per le rappresentative giovanili regionali, ruolo che ha ricoperto fino a oggi, e come consulente della Figc regionale. Costante Mantoan è stato per oltre 20 anni presidente dell’associazione allenatori della provincia di Rovigo, e quando ha lasciato la carica, i colleghi lo hanno omaggiato di una pergamena nella quale si riassumevano le qualità di Lino: dialogo, disciplina e rispetto. Lino era così, gli piaceva quel calcio, quello dilettantistico, genuino come era sempre stato lui. Ci si riconosceva e passava ogni domenica in uno stadio diverso, a guardare i giovani più promettenti. Già, ogni domenica, come ieri, giorno del suo ultimo viaggio, quello più triste per chiunque abbia avuto la fortuna di incrociarlo almeno una volta nella vita. L'ultimo saluto a Costante Lino Mantoan sarà domani alle 16 nel duomo di San Mauro a Cavarzere.

Da sinistra: Frazzetto, Munari, Costante Mantoan e Grandis (foto da Polesinegol di Sergio Sottovia)

La formazione del Cavarzere del 1984


Cavarzere piange Lino Mantoan  

Da La Voce di Rovigo del 26/05/2014

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