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ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA Per la valorizzazione della multiculturalitĂ

strumenti3


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Le collane dell'editoria di CalabriaProgettazioneIntegrata

Con un'economia sommersa al 17% del Pil, parametri europei nei processi di inclusione in precari al top dal 1993 e sempre più lontani scuola e lavoro. Così il dossier statistico annuale dai parametri europei nei processi di inclusio- fotografa la nostra società. Crollano i matrimone in scuola e lavoro. Così il dossier statisti- ni, boom di cittadini di origine straniera. L'orriferimenti co annuale fotografa la nostra società. Crol- ganizzazione parigina promuove il governo, ma lano i matrimoni, boom di cittadini di origine gela le attese sul pareggio dei conti: "Non pristraniera. L'organizzazione parigina promuove ma del 2014. il governo, ma gela le attese sul pareggio dei conti: "Non prima del 2014. Titolo secondo livello Crollano i matrimoni, boom di cittadini di ori- Con un'economia sommersa al 17% del Pil, pregine straniera. L'organizzazione parigina pro- cari al top dal 1993 e sempre più lontani dai materiali muove il governo, ma gela le attese sul paregparametri europei nei processi di inclusione in di progetto gio dei conti: "Non prima del 2014. scuola e lavoro. Così il dossier statistico annuale "Non prima del 2014. fotografa la nostra società. Crollano i matrimoni, boom di cittadini di origine straniera. L'orTitolo quarto livello ganizzazione parigina promuove il governo, ma Con un'economia sommersa al 17% del Pil, pre- gela le attese sul pareggio dei conti: "Non pricari al top dal 1993 e sempre più lontani dai ma del 2014. case parametri europei nei processi di inclusione in history scuola e lavoro. Così il dossier statistico annuale TITOLO PRIMO LIVELLO fotografa la nostra società. Crollano i matrimo- Con un'economia sommersa al 17% del Pil, preni, boom di cittadini di origine straniera. L'or- cari al top dal 1993 e sempre più lontani dai ganizzazione parigina promuove il governo, ma parametri europei nei processi di inclusione in gela le attese sul pareggio dei conti: "Non pri- scuola e lavoro. Così il dossier statistico annuale ma del 2014. fotografa la nostra società. Crollano i matrimoni, boom di cittadini di origine strumenti straniera. L'orTitolo terzo livello ganizzazione parigina promuove il governo, ma Con un'economia sommersa al 17% del Pil, pre- gela le attese sul pareggio dei conti: "Non pricari al top dal 1993 e sempre più lontani dai ma del 2014. 4

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UNIONE EUROPEA

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Le idee sono patrimonio individuale reso collettivo La riproduzione dei testi è gradita citando la fonte e inviando una copia a CalabriaProgettazioneIntegrata, Dipartimento programmazione comunitaria e nazionale via Molé 88100 Catanzaro o una mail alla casella altuofianco@calabriaprogettazioneintegrata.it

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© copyleft 2012 1a edizione 15 maggio 2012 Creative Commons Public Licenses (CCPL) Condividi allo stesso modo 3.0 Realizzato nell’ambito delle attività di CalabriaProgettazioneIntegrata, svolte da FormezPA a favore dei laboratori territoriali di progettazione partecipata. Progetto tematico settoriale per la Progettazione integrata, affidato a FormezPA dal dipartimento Programmazione nazionale e comunitaria della regione Calabria, asse VII: capacità istituzionale.

Programmi operativi nazionali per la formazione e l’occupazione

Tu sei libero: di riprodurre, distribuire, comunicare al pubblico, esporre in pubblico, rappresentare, eseguire e recitare quest’opera di modificare quest’opera di usare quest’opera per fini commerciali Attribuzione - Devi attribuire la paternità dell’opera nei modi indicati dall’autore o da chi ti ha dato l’opera in licenza e in modo tale da non suggerire che essi avallino te o il modo in cui tu usi l’opera. Condividi allo stesso modo - Se alteri o trasformi quest’opera, o se la usi per crearne un’altra, puoi distribuire l’opera risultante solo con una licenza identica o equivalente a questa. http://creativecommons.org/


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a cura di

Caterina Capua Alessandra Tuzza Sergio Caracciolo


Edizione rilegata in brossura a filo refe. Il libro è stato stampato su carta Symbol Freelife Satin Premium White da 130 grammi al metroquadrato. Una carta tripatinata su entrambi i lati con finitura satin, certificata “Fsc”, quindi proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici, composta da pura cellulosa Ecf e da un elevato contenuto di riciclo selezionato. L’attestazione di durevolezza “Long Life” garantisce la neutralizzazione dell’azione acida di alcuni elementi per garantire la durata nel tempo del prodotto. Inoltre la certificazione “Ph neutral” conferma l’adozione di processi di produzione “acid free”, mentre con “Elemental chroline free” si evidenzia

il basso contenuto di cloro organico impiegato per sbiancare la cellulosa. Infine i marchi “Selected secondary fibres” e “Heavy metal absence” certificano rispettivamente l’impiego nella produzione di fibre alternative alla cellulosa come il cotone, lo sparto, le alghe, il mais, il bambu e il rispetto della direttiva Cee94/62 sulla concentrazione dei metalli pesanti. Per la copertina è stata utilizzata la carta Symbol Freelife Gloss Premium White da 300 grammi grammi al metroquadrato. Il testo è stato impaginato con i caratteri Rotis Serif, Helvetica e Trade Gothic su Imac con processore da 3.06 GHz Intel Core 2 Duo con sistema operativo Mac Os X 10.6.8 Leopard e il software Indesign Cs4 di Adobe.

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Regione Calabria Dipartimento programmazione nazionale e comunitaria assessore Giacomo Mancini direttore di dipartimento Anna Tavano direttore nucleo di valutazione Luigi Zinno

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REGIONE CALABRIA

Programmi operativi nazionali per la formazione e l’occupazione

coordinatore Gerardo Castaldo

Direttore editoriale Luca Massacesi

staff Teta Capua Sabrina Giuliano Elvira Maddaloni Gino Rocca Ester Sollazzo Antonello Stella

Progetto editoriale OfficineEinstein

comitato degli esperti dirigente servizio programmazione Rino Capezzuto Tommaso Calabrò Raffaele Colaizzo Luca Massacesi

Progetto grafico Audiovisualgraphik (Alessandro Ghezzi) In redazione Eleonora Ripanti Impaginazione Alessandro Ghezzi

Il volume è a cura di Caterina Capua Alessandra Tuzza Sergio Caracciolo

Il volume è stato impresso in Italia nel mese di maggio dell’anno 2012 Stampa Miligraf srl (Formello)


IN MARGINE PREFAZIONE GIACOMO MANCINI INTRODUZIONE LUIGI ZINNO SOMMARIO


A FIANCO DEI PROTAGONISTI Giacomo Mancini

assessore regionale al bilancio e alla programmazione nazionale e comunitaria

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ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA


Lo abbiamo detto più volte: ora che il tour si è concluso, è tempo per presentare i Pisl. Ora i molti sindaci, che ho avuto il piacere di incontrare, sono i protagonisti dell'importante periodo che ci attende, quello nel quale ideeremo le strade per fare il bene del nostro territorio. La Giunta Scoppelliti ha messo in campo un variegato menu di strumenti, per fornire assistenza tecnica: dalla consulenza a distanza, a quella su misura, fino ad arrivare ai seminari organizzati, per dare la possibilità di adempiere al meglio a tutte le procedure. La Regione s’impegna sia sul piano operativo, fornendo risposte concrete, sul piano strategico a favore della trasparenza e della conoscenza. Perché questo sarà il momento per dare basi solide ad ogni progetto, per

evidenziare le sue potenzialità, per renderlo fattibile. Questo lo scopo dei due volumi “Istruzioni per la progettazione integrata”, dedicati alla compilazione del formulario e delle schede previste; una traduzione chiara di alcuni moduli indispensabili per la presentazione e la progettazione del Pisl. Sarà un’occasione per progettare Pisl efficaci, ma rappresenta anche un momento importante per la Giunta, che vede così aumentare i momenti di confronto e di conoscenza delle realtà locali. Una scelta per me fondamentale, che abbiamo intrapreso anche con il tour3 e che continuiamo a perseguire con sempre nuove modalità e possibilità di incontrarci per viaggiare sempre, e tutti, nella stessa direzione. VALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITÀ

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L’ANALISI A VANTAGGIO DEL PROGETTO Luigi Zinno direttore del Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici Por Calabria Fesr 2007-2013

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ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA

Conclusi i tour “Identità&territorio” e “Multiculturalità” è tempo di attivare le numerose e importanti opportunità presentate dall’assessore Giacomo Mancini ai numerosi sindaci presenti agli incontri. Perché questa azione sia efficace da subito, il dipartimento di Programmazione nazionale e comunitaria mette in campo una serie di servizi di assistenza tecnica a favore dei soggetti impegnati nell’elaborazione delle proposte, fino al termine ultimo della loro presentazione, il 19 giugno. Il set di strumenti completo, che si avvale di un’assistenza online con esperti, di una consulenza “cucita” su misura e di seminari tecnici dove conoscere le migliori modalità per rispondere alle procedure richieste, una guida (questa) con le istruzioni per la compi-


lazione dei formulari previsti dall’Avviso e le indicazioni per poter calibrare meglio il progetto. La molteplicità delle forme di assistenza tecnica risponde alla ricca molteplicità dei partenariati, perché diverse tra loro sono le idee intorno alle quali si costruisce il progetto; così come diversi sono i passaggi per richiedere il finanziamento e le strutture tecniche impegnate nell’elaborazione. Aggiungiamo i tempi ristretti nei quali operiamo: appare chiaro quanto la sinergia tra diversi strumenti sia strategica per soddisfare tutti i bisogni che abbiamo incontrato e che incontreremo.

e agile supporto nella fase di progettazione e di presentazione. Nasce dai materiali messi a disposizione durante i seminari e spiega come compilare i moduli previsti, attraverso un linguaggio chiaro. I seminari, rivolti ai soggetti capofila, ai componenti dei comitati di coordinamento, ai sindaci e agli uffici tecnici dei Comuni che partecipano al partenariato di progetto, agli altri soggetti del partenariato, hanno affrontato e affronteranno i principali aspetti tecnici e procedurali connessi all’elaborazione delle proposte, e per questo si avvalgono di dispense che lascino traccia di quello che è stato appreso durante gli incontri e dalle quali questo volume nasce. Questo volume, che ho il piacere di presentare Al di là delle tre ore di incontro, questo volume e che fa parte della collana Calabria proget- vuole rendere chiare, anche una volta tornati a tazione integrata, desidera essere un valido casa, le informazioni utili per la composizione VALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITÀ

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di un partenariato di progetto e come rendere queste informazioni ben organizzate perché un progetto valido non sia inficiato da una presentazione inefficace. Ma non solo. Un’attenta analisi del Pisl ideato è la migliore base per scoprire possibili punti deboli di una prima impostazione del progetto, un’opportunità che va al di là dell’approvazione del progetto in sé, e che diventa occasione per realizzarlo al meglio con i numeri alla mano. Per questo la Regione ha deciso di mettere in campo un’azione di assistenza ai partenariati di progetto, realizzata con l’apporto tecnico degli agenti di sviluppo e con l’affiancamento del FormezPa e di attivare specifici laboratori, costruiti grazie al Fondo Fse, asse VII Capacità istituzionale, che rappresentano un continuo 14

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA

arricchimento per la Regione. Un’assistenza che in questo volume vede riassumere alcuni aspetti fondamentali, pur non esaurendosi in esso. Del resto, l’occasione di trasformare delle dispense in un libro, ci ha dato la possibilità di presentare in una forma diversa le informazioni necessarie alla compilazione, arricchendo gli strumenti a disposizione di CalabriaProgettazioneIntegrata, a dimostrazione dell’impegno della Regione per rendere le strade che portano alla creazione dei Pisl facilmente percorribili. A tal fine, nelle pagine che seguono, troveremo semplici elementi grafici che ci guideranno nella comprensione delle procedure. Abbiamo scelto di realizzare due volumi “istruzioni”, ciascuno dedicato ad un singolo


Pisr incontrati durante i tour: “Contrasto allo spopolamento” e “Tutela, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio etno antropologico delle minoranze linguistiche”. Un modo per focalizzare l’attenzione su due progetti così diversi, dedicando loro lo spazio adeguato, per centrare, al meglio, gli sforzi di tutti, su ogni progetto visto come mondo a sé, in una galassia di opportunità. Concludo ringraziando i tre autori che hanno curato il volume: Caterina Capua, Alessandra Tuzza, Sergio Caracciolo, per il loro impegno e per aver trovato la strada migliore nello spiegare delle procedure complesse come quelle che incontreremo. Ringrazio tutta la squadra che sta lavorando in

stretta sinergia: i funzionari del dipartimento, del Nucleo di valutazione, del FormezPa, gli agenti di sviluppo e i coordinatori dei laboratori di progettazione integrata, per l'azione che stanno svolgendo, forti della motivazione di operare per il bene pubblico e nella consapevolezza che tutto questo ci renderà più consci delle nostre potenzialità. Infine, un augurio di buona lettura non solo a tutti coloro che saranno i protagonisti dei Pisl che incontreremo, ma anche a coloro che leggeranno questo volume e scopriranno come è possibile realizzare delle buone pratiche, partendo anche solamente dalla spiegazione di come compilare una serie di moduli.

VALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITÀ

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SOMMARIO

GUIDA ALLE ISTRUZIONI pagina 22 Lo scopo del volume, il suo campo d’intervento, e le note metodologiche.

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ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA


IL FORMULARIO pagina 28 Commenti e spiegazioni ai punti del formulario che risultano più critici, con approfondimenti e collegamenti.

LA SCHEDA OPERAZIONE

LA SCHEDA REGIMI DI AIUTO

pagina 42 Come compilare la scheda operazione, attraverso gli approfondimenti delle sezioni più complesse.

pagina 62 Come compilare la scheda regimi di aiuto, strumento necessario per richiedere la riserva dei fondi per gli investimenti privati.

BIBLIOGRAFIA pagina 72

I CURATORI pagina 74

INDICE pagina 76

L'EDITORIA DI CALABRIAPROGETTAZIONEINTEGRATA pagina 82

VALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITÀ

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PISR "TUTELA, SALVAGUARDIA E VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO ETNO ANTROPOLOGICO DELLE MINORANZE LINGUISTICHE DELLA CALABRIA”

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ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA


ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA Per la valorizzazione della multiculturalità

a cura di

Caterina Capua Alessandra Tuzza Sergio Caracciolo

VALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITÀ

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LA VALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITÀ

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ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA


VALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITÀ

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GUIDA ALLE ISTRUZIONI

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ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA


La presente guida intende fornire un aiuto concreto agli enti locali, ai partenariati di progetto, agli amministratori e ai tecnici impegnati nella presentazione delle proposte dei Progetti integrati di sviluppo locale (Pisl) “Minoranze linguistiche”. Attraverso semplici ma puntuali suggerimenti relativi alla compilazione di alcuni punti o sezioni del formulario, della scheda operazione, e della scheda dei regimi di aiuto si è cercato di chiarire il senso di alcuni di essi e di dare, al contempo, degli indirizzi e dei suggerimenti che possano facilitare il compito di chi a quei punti deve rispondere. La scelta dei campi o sezioni su cui il lavoro si è concentrato è stata anche determinata dalle indicazioni ricevute dal Nucleo di valutazione degli investimenti pubblici, che ha riscontrato nei formulari già presentati per le altre tipologie di Pisl alcune criticità ricorrenti.

Campo d’intervento Il campo di intervento della guida è la progettazione integrata territoriale. A tal fine è utile richiamare sinteticamente alcuni principi fondamentali su cui tale progettazione poggia e rappresentare il processo logico di costruzione di un progetto integrato di sviluppo locale.

Cos’è un progetto integrato Un progetto integrato è un insieme di azioni connesse e collegate che coinvolgono soggetti pubblici e privati, che insieme convergono verso il conseguimento di un comune obiettivo di sviluppo del territorio. Questa definizione contiene due dei principali elementi caratteristici della progettazione integrata: • l’integrazione delle azioni, intesa come il complesso di interventi afferenti a settori diversi ma tra loro interconnessi e coerenti, finalizzati ad un obiettivo di sviluppo, capace di generare valore aggiunto rispetto alla somma degli interventi considerati singolarmente. • Il riferimento territoriale del complesso delle azioni programmate, inteso non solo come destinatario di iniziative e di azioni di sviluppo, ma come ambito territoriale del quale si vogliono attivare potenzialità di sviluppo manifeste o latenti. Altri elementi caratterizzanti la progettazione integrata sono: • la concentrazione delle risorse finanziarie, tematiche, strategiche; • la concertazione, intesa come confronto tra diversi soggetti istituzionali portatori e rappresentanti di interessi pubblici e soggetti privati, che insieme perseguono scelte condiVALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITÀ

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vise e partecipate. I progetti integrati non possono tradursi in un’articolazione di spesa ulteriore rispetto a quelle già previste dai programmi operativi, ma rappresentano una modalità di attuazione in cui le azioni, che fanno capo ad assi e linee di intervento diverse, sono esplicitamente collegate tra loro e finalizzate a un comune obiettivo di sviluppo del territorio, giustificandone un approccio attuativo unitario. E’ opportuno, per il conseguimento degli obiettivi che si intendono raggiungere, che tali azioni siano connotate da una “massa critica” adeguata.

partecipazione dei soggetti anche privati, portatori di interessi diffusi e rappresentativi dei territori; • l’obiettivo comune di sviluppo del territorio in cui si svolgono le azioni intersettoriali; • l’individuazione di una idea di sviluppo condivisa, con un unico obiettivo generale e degli obiettivi specifici; • le modalità di attuazione e gestionali unitarie, organiche e integrate, in grado di consentire l'effettivo raggiungimento degli obiettivi nei tempi prefissati; • il monitoraggio efficace e tempestivo. Tutti questi principi devono essere chiaramente presenti ed efficacemente descritti nei docuI principi della progettazione integrata menti oggetto di valutazione. In particolare, il territoriale protocollo di intesa, il formulario e le schede Alla luce di quanto già affermato nel punto operazione sono strutturati e organizzati per precedente, e volendo sintetizzare gli specifi- far emergere gli elementi sopra accennati. ci contenuti di una progettazione integrata, si può affermare che i principi su cui si fondano Come si costruisce un progetto integrato anche i Pisl sono: territoriale • l’ambito territoriale o geografico tema- Il primo e immancabile tassello per la costrutico di riferimento del complesso delle azioni zione di un progetto integrato è rappresentaprogrammate, inteso soprattutto come conte- to dalla costituzione di un partenariato, ossto in cui si vogliono attivare le potenzialità di sia l’aggregazione di soggetti pubblici e privati cui si vogliano risolvere le problematiche; (portatori di interessi diffusi) che hanno la vo • l’integrazione partenariale: caratteristi- lontà di innescare processi di cambiamento. Il ca della progettazione integrata, promuove la partenariato dovrà identificare un soggetto ca24

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA


pofila, che ne avrà la rappresentanza, e dovrà darsi delle regole gestionali, procedurali e di monitoraggio opportune a rendere effettiva la realizzazione del progetto integrato. Il partenariato, il più possibile vasto e diversificato al fine di rappresentare efficacemente tutto il territorio, dovrà essere un contenitore forte, dinamico e aperto. Determinato il soggetto che ha la volontà a realizzare il cambiamento, si procederà con l’analisi. Un’analisi di fattibilità complessiva e approfondita sul sistema socio economico e ambientale, strettamente correlata al territorio interessato, permetterà di procedere all’individuazione dei punti di forza (strengths), delle opportunità (opportunities), delle debolezze (weaknesses) e dei vincoli (threats) (analisi Swot; Strengths, Weaknesses, Opportunities and Threats). Grazie ai risultati ottenuti dall’analisi, si definisce l’idea forza, cioè quell’ipotesi su cui è indispensabile intervenire per rendere massima la probabilità di successo di un progetto, che si concretizza nel conseguimento dell’obiettivo generale e nella sua conseguente possibilità di ottenere un cambiamento in termini di sviluppo del territorio. L’individuazione dell’idea forza consente una maggiore efficacia nella formulazione delle

strategie, dei relativi obiettivi, con l’enucleazione dell’obiettivo generale e diversi obiettivi specifici e una più accurata scelta degli interventi su cui concentrare l’azione. Definiti gli obiettivi, si effettua la scelta delle operazioni che deve essere fatta per incidere in modo determinante sugli elementi più significativi del tessuto economico e sociale di riferimento. La scelta delle operazioni si riflette direttamente sul piano finanziario. Articolato l’impianto generale, è necessario procedere alla verifica di coerenza, che dal punto di vista metodologico, si basa sullo studio delle relazioni che intercorrono tra il piano finanziario, la strategia di azione, l’idea forza e il modello di sviluppo. La strategia contribuisce al conseguimento degli obiettivi attesi con un livello di efficacia che dipende sia dalle caratteristiche peculiari della stessa strategia che dalle disponibilità finanziarie. L’analisi di coerenza verifica, allora, proprio tale livello di efficacia, valutando se e in che misura il sistema di scelte che emerge dalla strategia e dalla ripartizione finanziaria è coerente con il contributo che l’idea forza dà al conseguimento dell’obiettivo generale. Il richiamo ai principi fondanti della progettazione integrata appena esposti (non esaustivi, né completi) non vuole essere in questa guiVALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITÀ

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da un esercizio didattico o dottrinale, ma intende semplicemente contestualizzare meglio l’ambito di intervento sul quale i partenariati di progetto sono chiamati ad intervenire, con la speranza che le loro scelte siano improntate ai principi richiamati.

Note metodologiche La presente guida non intende commentare tutti i punti del formulario e delle schede previsti dall’Avviso, ma si struttura soffermandosi su alcune criticità e proponendo, in taluni casi, degli approfondimenti e dei collegamenti con altri punti del formulario e delle schede operazione. Il punto, o la sezione, oggetto di analisi è riportato esattamente nello stesso format previsto dall’Avviso pubblico. Nel testo immediatamente a seguire, sono date le spiegazioni di ciò che si richiede al “compilatore”. Nel campo in corsivo, invece, vengono esposte le relazioni logiche con altri punti del formulario e schede, indicazioni di carattere più generale, anche di collegamento con altri documenti di programmazione, ed esempi utili a facilitare la comprensione di alcuni punti. Alcuni punti del formulario e delle schede sono trattati unitariamente. In tal caso, la spiegazione si riferisce a più punti. 26

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA

Consigli utili In considerazione del fatto che i Pisl sono progetti complessi anche perché implicano una continua integrazione, durante la fase di elaborazione di tutti gli elementi che li compongono, si consiglia, di effettuare una continua verifica tra quanto esposto nel formulario, quanto esposto nelle diverse schede operazione e negli altri documenti tecnici, al fine di mantenere uno stretto collegamento tra le diverse parti. Per migliorare la qualità progettuale del Pisl, si consiglia di tenere in opportuna considerazione i Criteri generali di valutazione, i Criteri specifici di valutazione e i Criteri di valutazione dell’operazione, per singola tipologia di Pisl previsti dalla linea di intervento 5.2.4.2, per “Minoranze linguistiche”. Per ragioni legate alla complessità progettuale e ad esigenze di valutazione, il formulario e la scheda operazione, così come formulate, portano il compilatore ad affrontare tematiche già descritte. Si consiglia non di riportare testi già inseriti in punti precedenti, ma di farne riferimento, proseguendo nell’analisi con ulteriori approfondimenti. Nel caso in cui il campo da compilare non sia aderente a ciò che si sta descrivendo, si consiglia di utilizzare le seguenti possibili locuzioni,


"non applicabile" oppure "non pertinente", per evitare di lasciare il campo descrittivo vuoto. I Pisl cui si fa riferimento in questa guida devono inserirsi all’interno della strategia regionale disegnata nei relativi Pisr approvati dai rispettivi Tavoli di partenariato regionale. Si consiglia di verificare la coerenza del proprio Pisl con il Pisr. Per la redazione delle proposte progettuali è utile consultare la documentazione di analisi utilizzata per la redazione dei Pisr, nonché il catalogo delle buone pratiche approvate dal Tavolo di partenariato regionale. Ai fini della compilazione si consiglia di tenere presente le “Linee guida per i beneficiari in tema di appalti pubblici” approvate dalla Regione Calabria, Autorità di gestione del Por Calabria Fesr 2007-2013 e pubblicate sul sito della Regione Calabria nella sezione Calabria Europa. La presente guida non sostituisce in alcun modo la documentazione ufficiale pubblicata sul Bollettino ufficiale Regione Calabria (Burc) numero 16 del 20 aprile 2012, parte III.

VALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITÀ

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IL FORMULARIO

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ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA


VALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITÀ

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COME ORIENTARSI IN QUESTE ISTRUZIONI

A.8 Costo del Pisl

In rosso: le voci di compilazione del modulo da compilare. In nero: la spiegazione di come compilare la sezione. In corsivo, nero: ulteriori specifiche sulle relazioni presenti in altri punti del modulo o del resto della documentazione.

A.8.1 Indicare il costo del Pisl (derivante dalle operazioni inserite nelle tabelle 1 e 2), necessariamente compreso fra 1,5 e due volte le somme assegnate, coerentemente all’articolo 12 dell’Avviso. Nella colonna “a valere sulla linea 5.2.4.2 del Por Fesr”, va indicato il costo pubblico delle operazioni, di cui si chiede il finanziamento a valere sul Por. Nella colonna “cofinanziamento”, il cofinanziamento locale, pubblico o privato, disponibile per la realizzazione degli interventi relativi ad infrastrutture e servizi (non a regimi di aiuto). In questo punto vanno esplicitate le informazioni che riguardano i costi dell’intero progetto Pisl derivanti dalla compilazione della “Tabella 1 – Operazioni del Pisl distinte per Progetto locale”.

Tavola 1. Costi del Pisl

Costo delle infrastrutture Costo dei servizi Costo per regimi di aiuto Costo totale

A valere sulla linea 5.2.4.2. del Por Fesr 20.000 8.000 2.000 30.000

Nota: i valori inseriti nella tabella sono esemplificativi. 30

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA

Cofinanziamento 5.000 1.000 ... 6.000

Costo totale 25.000 9.000 2.000 36.000


Questi dati vanno distinti per le tre classi di riferimento: “infrastrutture”, “servizi” e “regimi di aiuto”. Come presente nella tavola 1 "Costi del Pisl", alla colonna “a valere sulla linea 5.2.4.2. del Por Fesr” va indicato esclusivamente l’importo richiesto a finanziamento a valere sul Por Calabria Fesr 2007-2013 (linea 5.2.4.2.); il totale di tale colonna deve essere compreso tra 1,5 (soglia minima) e due volte (soglia massima) il valore della dotazione finanziaria del Pisl, indicata all’articolo 7 dell’Avviso.

Nella colonna “cofinanziamento” deve essere inserito l’importo degli eventuali cofinanziamenti previsti, sia pubblici che privati. Tra i cofinanziamenti non devono essere inseriti quelli relativi ai regimi di aiuto. A.8.2 Indicare le operazioni mature (solo per le infrastrutture), pari ad almeno il 60 percento del costo pubblico complessivo delle infrastrutture stesse, secondo l’articolo 9 dell’Avviso.

Tavola 2. Costi per le infrastrutture

Operazioni mature Operazioni non mature Costo totale Costo per le infrastrutture (euro) 12.000 8.000 20.000 Percentuale 60 40 100 Nota: i valori inseriti nella tabella sono esemplificativi.

Tavola 3. Costo per le operazioni aggiuntive

Linea di intervento 5.2.4.2 (in aggiunta a quanto indicato al punto A.8.1) Linea di intervento ....... Linea di intervento ....... Linea di intervento ....... Costo totale

A valere sul Por Fesr

Cofinanziamento

Costo totale

VALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITÀ

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In questo punto deve essere inserito il valore delle operazioni mature di tipo infrastrutturale come indicato nella tavola 2 "Costi per le infrastrutture", ossia quelle operazioni provviste di progettazione almeno preliminare e dotate di un cronoprogramma sottoscritto dal Responsabile unico del procedimento (Rup) che preveda l’inizio dei lavori entro il termine di 180 giorni dall’approvazione del Pisl. Il 60 percento deve essere calcolato sull’importo indicato nella colonna “a valere sulla linea 5.2.4.2. del Por Calabria Fesr” di cui alla tabella al punto A.8.1 e solo per le infrastrutture.

A.8.3 Indicare il costo per le operazioni aggiuntive. Queste operazioni possono rappresentare al massimo il 30 percento del finanziamento previsto per la minoranza (fuori tetto, secondo l’articolo 11 dell’Avviso) e ricadere anche su altre linee di intervento, che vanno specificate nel prospetto seguente. Sono definite “entro tetto” le operazioni inserite nella richiesta di finanziamento. Viene conferita ai partenariati di progetto la possibilità di inserire nella proposta di Pisl operazioni aggiuntive alla richiesta di finanziamento (Tavola 3. Costo per le operazioni aggiuntive). Il costo pubblico di tali operazioni aggiuntive, denominate “fuori tetto”, non potrà superare

Tavola 4. Mappatura dei beni e delle attività culturali nel territorio

Beni e Tipologia Descrizione Stato di Attuale attività conservazione fruizione culturali del bene presenti nel territorio del Pisl 1) 2) 3) ... 32

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA

Attuale Interventi già tipologia realizzati o in di corso di gestione realizzazione


il limite del 30 percento della dotazione finanziaria assegnata a ciascuna minoranza e non concorrerà alla determinazione del costo rilevante per la verifica del rispetto delle soglie finanziarie stabilite nell’avviso all’articolo 7.

B.1 Analisi del patrimonio etno antropologico della minoranza A dettaglio e specificazione delle analisi svolte nei rapporti etno antropologici inclusi nel Pisr, individuare e descrivere brevemente, utilizzando il formato della tabella che segue, gli elementi materiali e immateriali del patrimonio locale (ad esempio musei, siti storici, temi letterari, culture orali, eventi caratteristici, etc.), qualificandoli e salvaguardandoli ai fini dell’azione di tutela e valorizzazione. Evidenziare (con colore diverso o sottolineatura) i beni su cui il Pisl intende puntare. In questo punto, compilando la tavola 4 "Mappatura dei beni e delle attività culturali del territorio", secondo le indicazioni sotto riportate, si effettua una mappatura dei beni e delle attività culturali della minoranza linguistica presenti nel territorio del Pisl. • Tipologia: inserire la denominazione sin-

tetica identificativa degli elementi materiali e immateriali del patrimonio locale. • Stato di conservazione: in linea con quanto previsto dall’Istat, lo stato di conservazione può essere classificato in: “ottimo”, “buono”, “mediocre” e “pessimo”. Non si richiede una valutazione tecnica ma è sufficiente che si esprima un’opinione di massima. Come criterio puramente orientativo, per determinare lo stato di conservazione di un edificio, la valutazione si può basare sullo stato dei seguenti elementi costruttivi: intonaco, infissi, danni strutturali, tetto. • Attuale fruizione del bene: indicare la disponibilità e il godimento del bene o del servizio e se lo stesso è utilizzato dal pubblico. Evidenziare se l’ingresso è libero o a pagamento, il flusso di visitatori, eccetera. • Attuale tipologia di gestione: indicare se attualmente il bene o servizio è gestito e in caso affermativo illustrare il tipo di gestione (ad esempio, gestione di tipo pubblica o privata, presenza di servizi al pubblico e informativi, eccetera). • Interventi già realizzati o in corso di realizzazione: indicare se il bene o servizio è stato oggetto di interventi strutturali e, o, funzionali.

VALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITÀ

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B.2 Contesto territoriale di riferimento B.2.1 Individuare le caratteristiche infrastrutturali e di accesso al territorio, di accesso ai beni, caratteristiche economiche, sociali, di disponibilità di servizi, e ogni altra informazione rilevante ai fini della valorizzazione e della tutela del patrimonio etno antropologico della minoranza linguistica interessata.

L’analisi dovrà essere mirata ad evidenziare le reali potenzialità di sviluppo del territorio della minoranza linguistica, nonché di possibilità di tutela e valorizzazione della minoranza linguistica stessa.

Le peculiarità esistenti, da inserire in forma sintetica ma puntuale, sono rilevate tra i punti di forza nell’analisi Swot. Tali punti di forza, costituiranno (insieme alle opportunità) gli Nel punto B.2.1. viene richiesto di descrivere il elementi caratterizzanti su cui dovrà incidere contesto territoriale della minoranza, specifi- il Pisl. cando le caratteristiche infrastrutturali, economiche, sociali del territorio, l’accesso ai beni e la disponibilità di servizi.

Tavola 5. Beni e attività su cui interviene il Pisl

Beni e attività Valore Rilevanza del bene Capacità del bene e culturali sui intrinseco e, o, attività attività culturale di quali del bene o culturale attrarre nuovi flussi interviene attività all’interno del di visitatori e turisti il Pisl culturale sistema territoriale e, o, tematico di riferimento 1) 2) 3) ... 34

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA

Sostenibilità finanziaria ed economica nella gestione del bene o attività culturale


C.1 Caratteristiche dei beni e delle tuali tali da garantire, in tutto o in parte, la coattività culturali oggetto di valorizzazione pertura dei costi gestionali. attraverso il Pisl C.1.1 Descrivere i beni e le attività culturali su cui si punta specificamente per la valorizzazione attraverso il Pisl, già identificati al punto B.1.

D.1 Coerenza interna

D.1.1 Argomentare la coerenza tra l’analisi di contesto, la definizione dei problemi e la selezione di obiettivi e priorità del Pisl. Indicare se il Pisl valorizza specificità già preIn questo punto si dovranno descrivere quei senti nei sistemi territoriali oppure rimuove beni e quelle attività culturali su il Pisl punta. condizioni locali di blocco allo sviluppo delle La tabella deve essere compilata secondo le se- attività economiche. guenti indicazioni: • valore intrinseco del bene o attività cul- Il Pisl dovrà essere coerente con l’analisi di turale: per valore intrinseco si intende il valo- contesto del territorio oggetto d’intervento, gli re (importanza) storico, archeologico, cultura- obiettivi e le priorità del Pisl. In questo punto le, sociale, eccetera, indipendentemente da una vanno descritte tali coerenze. Inoltre va indimera valutazione economica; cato se il Pisl valorizza degli elementi di spe • rilevanza del bene: indicare e descrivere cificità oppure rimuove degli ostacoli allo svise il bene o servizio ha una particolare impor- luppo economico. tanza all’interno del sistema territoriale e, o, del patrimonio etno antropologico della mino- Le logiche conseguenzialità tra l’analisi (di cui ranza; ai punti B.1, B.2 e B.3 .), tra l’idea forza (C.2), • attrazione di nuovi flussi turistici: indica- gli obiettivi (C.3.), le relative operazioni (C.5.) re e descrivere la reale capacità del bene di at- e i risultati attesi (richiamati dalla sezione D trarre nuovi flussi turistici; del formulario), costituiscono la coerenza in • sostenibilità finanziaria ed economica terna dell’intero Pisl. Tali elementi (sia prenella gestione del bene: indicare se il bene o si singolarmente che nelle loro interrelazioni) servizio è in grado di produrre dei flussi reddi- saranno oggetto di valutazione pertanto, nelVALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITÀ

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la costruzione del Pisl, è fondamentale rendere D.4 Effetti attesi in termini di evidenti tali correlazioni. integrazione e messa a sistema del

patrimonio etno antropologico

Come si procederà ad integrare e mettere “a sistema” i beni, centri ed eventi culturali Argomentare, attraverso indicazioni speci- presenti sul territorio? Si procederà alla cofiche e puntuali, i livelli di coerenza, inte- stituzione di un distretto culturale? grazione e sinergia della proposta di Pisl con piani e programmi territoriali e di settore. Nel punto D.4. bisognerà descrivere come si procederà a mettere a sistema i beni del paIl rispetto della coerenza esterna richiede una trimonio etno antropologico della minoranza. particolare attenzione, nella fase di costruzione del programma, alle strategie regionali e Il punto richiede di identificare e mettere insieprovinciali di settore, al fine di verificare che me il sistema e di gestirlo ai fini della sua vagli obiettivi e le linee di azione proposti siano lorizzazione. Un eventuale riferimento può escoerenti con questi. Ad esempio, in particolare sere riscontrato nei distretti culturali realizzati per gli interventi infrastrutturali, occorre ve- in Italia e nel contesto comunitario. rificare la coerenza con il Quadro territoriale regionale, il Piano territoriale coordinamento provinciale, il Piano strutturale comunale, D.5 Effetti attesi in termini di attrazione eccetera. di nuovi flussi turistici lungo tutto l’arco Degna di nota è anche l’indicazione di even- dell’anno tuali legami e sinergie con altre iniziative di D.5.2 Indicare e descrivere gli effetti attesi di sviluppo locale presenti sul territorio, siano es- incremento del flusso turistico collegato alse di matrice nazionale che comunitaria. le operazioni rientranti nella azione “Progettazione e realizzazione, utilizzando edifici pubblici esistenti, di centri polifunzionali per l’integrazione, la promozione e la fruizione dell’offerta culturale delle minoranze (musei

D.3 Coerenze esterne

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ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA


etnografici, biblioteche e mediateche, conservatori musicali, laboratori dimostrativi artigianali, eccetera)”. D.5.3 Indicare e descrivere gli effetti attesi di incremento del flusso turistico collegato alle operazioni rientranti nella azione “Progettazione e realizzazione di parchi culturali, parchi letterari, laboratori della memoria storica, festival di musica etnica, eventi culturali e altre iniziative che aumentino l’attrattività e la fruibilità del patrimonio culturale delle minoranze per i visitatori e i turisti”. D.5.4 Indicare e descrivere gli effetti attesi di incremento del flusso turistico collegato alle operazioni rientranti nella azione “Recupero e valorizzazione dei luoghi, dei siti e dei beni artistici e monumentali di particolare interesse storico, culturale e paesaggistico per le comunità dei Greci di Calabria, degli Albanesi e degli Occitani”.

D.7 Sostenibilità finanziaria ed economica del Pisl D.7.1 Elencare precisamente azioni, dispositivi e impegni di partner e altri soggetti, che assicureranno la sostenibilità finanziaria del Pisl. Una particolare attenzione va dedicata alla dimostrazione della sostenibilità finanziaria in fase di gestione: è infatti necessario dare concreti riscontri della capacità degli interventi realizzati di raggiungere un soddisfacente equilibrio finanziario in un arco temporale di almeno dieci anni, attraverso entrate che consentano di bilanciare i costi di gestione e, o, attraverso contributi finanziari locali. Di tali contributi deve essere indicato il soggetto che se ne farà carico. Nelle proposte di Pisl va data una chiarissima evidenza della capacità dei proponenti di rendere stabile e continuo nel tempo il funzionamento degli interventi realizzati dal progetto (gestione), anche attraverso eventuali rientri da proventi e, o, contributi pubblici che coprano adeguatamente i costi di gestione. La sostenibilità finanziaria ed economica del Pisl deve essere dimostrata per un periodo di dieci anni.

La sezione richiede di specificare e descrivere come il Pisl contribuirà all’incremento dei flussi turistici durante tutto l’arco dell’anno, fornendo stime quantificabili. Nei singoli punti si richiede l’indicazione specifica delle operazioni che il Pisl potrà attivare e per ogni tipologia si richiede di determinare l’incremento Quest’analisi deve aggregare e sintetizzare i ridei flussi turistici. sultati emersi dall’elaborazione dei piani fi-

VALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITÀ

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nanziari di gestione a livello delle singole ope- te e le modalità di integrazione delle tematirazioni. Ciò permetterà di valutare il livello di che ambientali del progetto, in coerenza con le sostenibilità finanziaria dell’intero Pisl. priorità di sviluppo previste dall’Avviso e dal Qupi, gli impatti attesi (positivi o negativi) e le eventuali misure di mitigazione previste.

D.8 Sostenibilità ambientale del Pisl

D.8.1 Argomentare la sostenibilità ambientale del Progetto integrato di sviluppo locale nel suo complesso attraverso l’adozione di soluzioni capaci di condurre a miglioramenti nella situazione ambientale dell’area di intervento. Tali soluzioni vanno elencate e descritte relativamente a contenuti e modalità di attuazione. D.8.2 Elencare le soluzioni capaci di ridurre l’impatto ambientale degli interventi e di minimizzare l’uso del suolo, soprattutto nelle aree soggette a vincolo di natura ambientale, da adottare per garantire la sostenibilità ambientale del Pisl nel suo complesso. La funzione di questa sezione è quella di renderne espliciti gli aspetti ambientali conoscitivi e di metterne in evidenza le interrelazioni. In particolare, si dovrà illustrare la situazione ambientale dell'area interessata, le interrelazioni con le diverse componenti ambientali, le disposizioni volte a garantire il rispetto della normativa comunitaria in materia di ambien38

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA

La sezione relativa alla sostenibilità ambientale del Pisl è strettamente connessa a quanto descritto per gli interventi nelle relative schede operazione, quindi, al fine di ottimizzare il lavoro svolto e di evitare ripetizioni e contraddizioni, si ritiene utile suggerire la sua compilazione dopo la stesura delle schede di dettaglio delle singole operazioni. Si ricorda che il punto E.8 è da riferirsi al Pisl nel suo complesso e quindi si riferisce agli effetti cumulati e integrati delle singole operazioni.

E.1 Processo partenariale Descrivere contenuti e modalità del processo di consultazione, concertazione e cooperazione dei partner effettuato per l’elaborazione del Pisl. Mettere in evidenza gli strumenti che sono stati destinati ad accrescere la partecipazione e l’inclusione dei partner stessi. In questo punto vanno descritte le modalità di costruzione del partenariato socio-economico


del Pisl. Anche se in sintesi, per ogni partner va data concreta indicazione degli impegni assunti. Gli impegni dei partner devono essere coerenti con le attività da svolgere per la realizzazione e il funzionamento degli interventi previsti. Vanno evitati elenchi ripetitivi e generici di impegni, che non danno valore aggiunto alla progettazione. La costituzione di partenariati di progetto per il finanziamento di operazioni dei Pisl è un punto cruciale per il progetto integrato e certamente complesso, soprattutto nei territori in ritardo di sviluppo. I criteri di valutazione (e molto più in generale gli orientamenti comunitari sulle politiche di coesione) danno però molto valore alla progettazione integrata, che per quanto possibile, andrebbe sostenuta e incoraggiata.

Nel partenariato di progetto di ciascun Pisl “Minoranze linguistiche” deve essere rappresentato almeno il 60 percento dei Comuni, per singola Provincia. Il principio si ritiene rispettato se sono rappresentati, secondo l’articolo 14 dell’Avviso, Comuni come indicato nella tavola 6 "Rappresentazione delle minoranze".

E.3 Cooperazione e governance E.3.1 Elencare le azioni del Pisl per favorire la cooperazione tra le istituzioni locali, nonché per rafforzare le loro relazioni funzionali e realizzare progetti e servizi a scala intercomunale. Descrivere brevemente le loro modalità di attuazione e identificare i partner e, o, i soggetti che le realizzeranno. E.3.2 Elencare le eventuali azioni previste dal Pisl a sostegno della cooperazione tra le im-

Tavola 6. Rappresentazioni delle minoranze

Minoranza albanese Provincia di Catanzaro Provincia di Cosenza Provincia di Crotone Minoranza grecanica Provincia di Catanzaro

Rispetto alla soglia del 60 percento Almeno 4 Comuni su 6 individuati all’art.5 Almeno 13 Comuni su 21 individuati all’art.5 Almeno 2 Comuni su 3 individuati all’art.5 Rispetto alla soglia del 60 percento Almeno 4 Comuni su 6 individuati all’art.5 VALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITÀ

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prese e tra queste e le istituzioni locali, con riferimento alle tematiche proprie della valorizzazione del patrimonio etno antropologico. Descrivere brevemente le loro modalità di attuazione e identificare i partner e, o, i soggetti che le realizzeranno. E.3.3 Elencare le eventuali azioni previste dal Pisl di cooperazione con altri territori e soggetti regionali, nazionali e internazionali finalizzate al potenziamento delle relazioni tra il territorio di riferimento e il mondo esterno, con riferimento alle tematiche proprie della valorizzazione del patrimonio etno antropologico. Descrivere brevemente le loro modalità di attuazione e identificare i partner e, o, i soggetti che le realizzeranno. In questa sezione si richiede di descrivere le azioni finalizzate a sviluppare i processi relazionali e di cooperazione tra le istituzioni locali e tra queste e le imprese, le capacità tecniche e manageriali necessarie a disegnare, attuare e gestire il progetto possedute dal partenariato. La governance, intesa come capacità di gestire i processi da parte delle amministrazioni coinvolte nel Pisl e in particolare del soggetto capofila, si basa sulla presenza di un’unità tecnica 40

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA

(pubblica o privata) specializzata e adeguatamente organizzata, dotata di risorse umane, materiali e immateriali adeguate: capace di assicurare nella fase di realizzazione e gestione i livelli di sostenibilità del progetto, capace di esercitare funzioni di controllo e monitoraggio dei risultati, capace di comunicare i risultati a partner e stakeholders, eccetera. Per delineare la governance, si consiglia di far emergere in questo punto, anche ricollegandosi a quanto esposto nei punti F.4 e F.5 • l’esistenza di un contesto di norme, regolamenti, condizioni politiche e culturali, consenso dei cittadini, condizioni di legalità ed altri aspetti, anche informali, in cui il progetto si colloca con legittimazione e fattibilità; • l’esistenza di una compagine di partner chiave in grado di cooperare, prendere o promuovere le decisioni rilevanti per il progetto, coordinarsi, stabilire le leadership. I partner possono anche appartenere a livelli istituzionali diversi; essere pubblici o privati, eccetera; • il coinvolgimento organizzato degli stakeholders rilevanti nel disegno, nell’attuazione e nella sorveglianza del progetto; • l’esistenza di condizioni adatte a garantire intorno al progetto consenso, partecipazione, accountability, stabilità dei risultati.


E.4 Modalità organizzative del partenariato

stiche e esperienze pregresse, e con quali strumenti e dotazioni verrà attuata la gestione del Pisl di cui all’articolo 16 dell’Avviso. Tale modello dovrà garantire un’adeguata valorizzazione, gestione e fruizione dei beni e delle attività culturali, assicurando in particolare: i) adeguati standard di qualità dei servizi per la fruizione dei beni e delle attività; ii) la sostenibilità finanziaria ed economica nella gestione dei beni e delle attività culturali.

E.4.1 Descrivere l’organizzazione del partenariato di progetto e le relazioni fra gli organismi e, o, attori che lo compongono (Assemblea del partenariato, Soggetto responsabile, Comitato di coordinamento, beneficiari, altri soggetti), argomentandone la congruità rispetto ai compiti da svolgere per la realizzazione del Pisl. E.4.2 Descrivere i meccanismi istituzionali e di gestione operativa, nonché le modalità di gestione finanziaria (anche attraverso l’as- In questo punto, il partenariato di progetto, cosunzione di impegni finanziari pluriennali) di me richiesto dall’Avviso, deve definire un mopartner e beneficiari. dello organizzativo per la gestione del Pisl in grado di assicurarne l’esecuzione unitaria, meLa sezione richiede una descrizione specifica dei diante la realizzazione coordinata delle iniziameccanismi istituzionali e di gestione operativa, tive previste e l’attuazione efficiente e stabile nonché le modalità di gestione finanziaria, an- dell’impianto progettuale. che attraverso l’assunzione di impegni finanzia- Per garantire il corretto espletamento delle funri pluriennali dei partner beneficiari. Si richiede zioni identificate in precedenza, il modello di inoltre al capofila di descrivere la propria capa- gestione deve assicurare l’esistenza di un’adecità gestionale e organizzativa dimostrando la guata struttura organizzativa, in grado di gacongruenza tra gli impegni presi e la dotazione rantire il coordinamento delle attività e il moniamministrativa e finanziaria. toraggio dei risultati.

E.6 Modello di gestione Descrivere il modello di gestione del Pisl. Indicare come, da quali soggetti, le caratteri-

Esempi di modelli di gestione sono: l’ufficio unico, l’ufficio comune, l’accordo tra amministrazioni, la convenzione, eccetera.

VALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITÀ

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LA SCHEDA OPERAZIONI

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ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA


VALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITÀ

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Le operazioni scelte dai partner devono, tutte insieme (anche se con peso differente), raggiungere gli obiettivi specifici del progetto integrato, che a loro volta, determinano il raggiungimento dell’obiettivo generale del Pisl. La misura con cui le operazioni raggiungono la soluzione del problema è oggetto di puntuale valutazione da parte del Nucleo di valutazione degli investimenti pubblici.

A.5 Descrizione dei beni culturali oggetto dell’operazione Descrivere i beni e le attività culturali sui quali interviene l’operazione, indicandone la tipologia, lo stato di conservazione, la capacità di carico, le modalità attuali di valorizzazione, la fruizione e gestione, gli interventi realizzati o programmati, eccetera. La descrizione del bene deve contenere tutti gli elementi fondamentali del bene stesso. In particolare: • la tipologia (ad esempio, chiesa). Qui bisognerà anche indicare se il bene ha una particolare importanza ai fini della tutela, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio etno antropologico della minoranza. • Lo stato di conservazione. Può essere clas44

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA


sificato in modo sintetico, in “ottimo”, ”buono”, “mediocre” e “pessimo”, ma la descrizione dello stato in cui si trova, deve essere puntuale e coerente con i lavori che si prevede di effettuare. • L’attuale forma di gestione. Deve essere chiarito se il bene è gestito e in tal caso, illustrarne il tipo di gestione (es. gestione da parte del comune, da un’associazione, eccetera). • Il grado di utilizzazione. E’ necessario indicare se il bene è utilizzato (fruito) da un pubblico. Se sì, indicare come viene utilizzato (ad esempio, se si tratta di una chiesa, indicare se vengono effettuate le funzioni religiose). Indicare anche se fa parte di un circuito, se è inserito in guide, quanti visitatori ci sono all’anno, eccetera. E’ altresì opportuno indicare se l’ingresso è libero, oppure a pagamento; in tal caso indicare la tariffa e il flusso di entrate annuali. • Eventuali altri interventi sul bene. Qui è necessario indicare se il bene è stato oggetto di altri interventi. In tal caso, indicarne la natura ed eventualmente la fonte finanziaria. • Indicare se l’intervento è già inserito negli altri Pisl.

B.2 Contenuti dell’operazione B.2.1 Descrizione dell’operazione e localizzazione Descrivere in dettaglio l’operazione proposta, precisandone le principali caratteristiche e componenti, ed eventuali prescrizioni vincolistiche, ambientali eccetera. Allegare l’inquadramento territoriale e cartografico dell’operazione. In questo punto deve essere dettagliatamente descritta l’operazione. La descrizione deve essere chiara e deve contenere i seguenti elementi: intervento (o interventi), opere e lavori, importi, eccetera. Se si tratta di un’operazione di rete, indicare quali altre operazioni fanno parte della rete. Nella descrizione è fondamentale indicare e quantificare ciò che si realizzerà con l’operazione. Ad esempio, se con l’operazione si realizzerà un museo della minoranza linguistica, si dovranno indicare elementi del tipo: • ristrutturazione totale del fabbricato: 600 metri quadri • spazi attrezzati per l’esposizione di beni: 450 metri quadri • spazi attrezzati per seminari e congressi: VALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITÀ

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200 metri quadri • numero di persone che è possibile ospitare giornalmente nella struttura: 300 Tale sezione deve permettere al Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici di capire la validità e l’importanza dell’operazione stessa e quanto questa potrà contribuire a tutelare e valorizzare a fini turistici le specificità della minoranza linguistica. Descrizioni confuse, non coerenti o eccessivamente prolisse e ridondanti, porteranno il valutatore ad attribuire punteggi bassi o nulli.

fica l’intero progetto integrato o il progetto locale, oppure se ne è un complemento.

L’”operazione sovra comunale” può essere definita come una operazione che attrezza o valorizza il sistema territoriale nel suo insieme. L’”operazione di rete” può essere definita come un insieme di operazioni unite da elementi di interdipendenza, o “nodi” (ad esempio opere per erogare servizi omogenei, oppure beni culturali, oppure aree naturali) per connetterli e, o, valorizzarli e gestirli congiuntamente; L’”operazione puntuale” con valenza sovra coB.2.2 Rilevanza dell’Operazione nell’ambito munale può definirsi come un’operazione locadel Pisl: operazione di sistema, operazione lizzata in uno specifico territorio, ma capace di rete, operazione puntuale di erogare servizi ad un territorio più vasto riIndicare se si tratta di operazione di siste- spetto a quello in cui si inserisce l’opera. ma, operazione di rete, operazione puntuale. Argomentare la rilevanza dell’operazione B.2.3 Completamenti nell’ambito del Pisl. Nel caso di interventi di completamento, indicare se l’operazione (che deve essere coAl punto B.2.2. si chiede la classificazione munque un lotto funzionale) completa un dell’operazione in coerenza con quanto sta- progetto complessivo unitario oppure cobilito dall’avviso: operazione sovra comuna- stituisce un lotto funzionale di un progetle (nella scheda operazione è erroneamente de- to complessivo, argomentando la capacinominata operazione di sistema), operazione a tà dell’operazione di contribuire all’efficacia rete e operazione puntuale. Deve essere ben e alla funzionalità dell’intervento che viespiegata la rilevanza dell’operazione, indican- ne completato. Specificare inoltre la destido e descrivendo se è quella che regge e giusti- nazione d’uso dell’esistente e indicare se il 46

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA


completamento determina una destinazione B.2.6 Indicatori di realizzazione d’uso diversa rispetto alla situazione attuale. Identificare e quantificare gli indicatori di realizzazione dell’operazione coerenti con la Nel punto B.2.3 è importante, laddove si tratti specifica linea di intervento del Por Calabria di lotti di completamento di opere già esisten- Fesr 2007-2013. ti, spiegare quanto l’operazione sia in grado di conferire maggiore efficacia e funzionalità In questo punto è necessario quantificare ciò all’opera oggetto di completamento. E’ neces- che l’operazione realizza, scegliendo degli insario definire anche la eventuale nuova desti- dicatori capaci di far emergere ciò. E’ necessanazione d’uso. rio, quindi, che gli indicatori non siano troppo generici, ma siano, invece, specifici per la tipoQui è necessario far emergere quanto il com- logia di opera che si realizza. pletamento dell’opera sia in grado, ad esempio, di permettere l’erogazione di un maggior Ad esempio, se si realizza un museo etno annumero di servizi, oppure di servire un mag- tropologico, la tabella degli indicatori potrà esgior numero di utenti. sere quella portata in esempio sopra. Analogamente si procede con i punti B.2.4. E’ opportuno che oltre agli indicatori di realizAmpliamenti e B.2.5. Riqualificazioni. zazione previsti dal Por Calabria Fesr, vengano identificati e quantificati altri indicatori che permettano di qualificare l’opera anche in termini di utilità finale, ossia in termini di servizi

Tavola 7. Indicatori di realizzazione dell’operazione

Indicatori di realizzazione Museo etno antropologico Spazi attrezzati per l’esposizione ...

Unità di misura numero mq

Valore atteso 1 500

Nota: i valori inseriti nella tabella sono esemplificativi.

VALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITÀ

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che si andranno ad erogare e in termini di nu- • rispondere ai bisogni di tutela rilevati nelmero di soggetti coinvolti. la sezione B del formulario Pisl; • cogliere le opportunità rilevate, mediante la valorizzazione dei beni stessi. B.3 Domanda da soddisfare La scelta della tipologia di utenti da sola (come i) Identificare le tipologie di utenti at- spesso accade di leggere nei formulari) non batuali e attesi dopo l’intervento; sta a qualificare l’operazione, ma occorre pro ii) stimare, per un arco temporale di dieci cedere a stimare il numero di utenti, per poter anni, la dimensione quantitativa degli utenti “dimensionare” l’operazione alle necessità reattesi; ali del territorio. iii) descrivere la provenienza dell’utenza Ad esempio, se si realizzerà (o migliorerà) un (comunale, sovra comunale, provinciale o di laboratorio della memoria, dovrà essere verifiscala superiore). cato il numero degli utenti attuali (nel caso in cui il laboratorio esista già), distinto per fasce In questo punto è necessario far emergere, sia di età, per luogo provenienza, per tipologia di in termini qualitativi che quantitativi, gli uten- utente (ad esempio, per “appartenente alla miti attuali e attesi dell’opera che si realizzerà. noranza locale”, “appartenente alla minoranTale analisi dovrà essere fatta per almeno un za non locale”, “turista”, “studente”, “scolaredecennio, verificando i trend degli ultimi anni sca”, eccetera). Tale analisi dovrà essere fatta e applicandoli all’analisi. Per la quantificazio- per almeno un decennio, verificando i trend ne degli utenti attesi si potrà fare affidamen- degli ultimi anni e applicandoli all’analisi. to a dati derivanti da fonti statistiche accredi- Nelle quantificazioni si consiglia di usare un tate oppure a dati provenienti da fonti proprie. criterio prudenziale, attenendosi a flussi conPer dare maggiore validità all’analisi è oppor- creti. tuno indicarne la fonte. L’operazione che si realizzerà con il Pisl dovrà essere coerente ai bisogni rilevati. In particolare l’operazione dovrà: 48

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA


C.1 Efficacia dell’operazione proposta C.1.1 Selezione dei beni oggetto dell’operazione Descrivere le motivazioni e i criteri che hanno portato alla selezione dei beni oggetto dell’operazione. Descrivere anche il valore intrinseco, la rilevanza, la capacità attrattiva, la sostenibilità finanziaria, economica e gestionale In tale punto dovranno essere descritte le motivazioni e i criteri utilizzati per selezionare i beni su cui si è scelto di intervenire, richiamando le caratteristiche (in termini di importanza, di capacità attrattiva del bene, di valore intrinseco) inserite al punto C.1.1. del formulario. C.1.2 Modalità di valorizzazione e gestione Descrivere gli strumenti e le modalità di valorizzazione, gestione e fruizione dei beni e delle attività culturali scelti. Indicare e descrivere la capacità di garantire adeguati standard di qualità dei servizi per la fruizione dei beni e delle attività culturali, la sostenibilità finanziaria ed economica nella gestione dei beni e delle attività culturali

In questo punto occorre chiarire in che modo si pensa di valorizzare il bene, come si gestirà il bene e come si renderà fruibile. E’ necessario fare riferimento alle azioni concrete che si attueranno. In questa sezione occorre fare specifico riferimento alla sostenibilità economica del bene, accennando ai risultati di cui alla sezione F della scheda. Questa tipologia di Pisl percorre due direttrici: la prima, è quella della tutela dei beni della minoranza, l’altra è quella della valorizzazione a fini turistici del patrimonio etno antropologico. La valorizzazione turistica consentirà di rendere economicamente sostenibili le operazioni e la sostenibilità economica di queste permetterà il perdurare nel tempo degli effetti positivi innescati con l’intervento, quindi, anche la tutela del bene, innescando un processo virtuoso di tutela e valorizzazione. Necessariamente la fruizione del bene deve avvenire con standard di qualità elevati. Occorre, pertanto, dare contezza di questi standard. Ad esempio, se si intende realizzare un percorso, occorre che vi sia un’idonea segnaletica a guida dell’area, nonché punti di sosta e ristoro.

VALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITÀ

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C.1.4 Integrazione e messa a sistema dei beni Indicare le modalità scelte per integrare e mettere a sistema il singolo bene, centro, evento culturale del patrimonio etno antropologico delle minoranze linguistiche della Calabria.

In questo punto si richiede di esporre le modalità scelte per integrare e mettere a sistema i beni culturali della minoranza. Nella maggior parte dei casi, i beni su cui si interviene non hanno un'importanza tale da richiamare l’attenzione di soggetti interessati

Tavola 8. Indicazione degli elementi a sistema

Indicare se con l’operazione si: progettano e realizzano centri polifunzionali per l’integrazione, la promozione e la fruizione dell’offerta culturale delle minoranze (musei etnografici, biblioteche e mediateche, conservatori musicali, laboratori dimostrativi artigianali, etc.); progettano e realizzano parchi culturali, parchi letterari, laboratori della memoria storica, festival di musica etnica, eventi culturali e altre iniziative che aumentino l’attrattività e la fruibilità del patrimonio culturale delle minoranze per i visitatori e i turisti; recuperano e valorizzano luoghi, siti e beni artistici e monumentali di particolare interesse storico, culturale e paesaggistico per le comunità dei Greci di Calabria, degli Albanesi e degli Occitani. adottano sistemi di qualità ambientale e di certificazione dei servizi offerti; realizza una immagine coordinata dei luoghi, siti e beni artistici e monumentali; progettano e realizzano ambienti virtuali e sistemi informativi, basati sulle tecnologie Ict, per la promozione e la fruizione dei luoghi, siti e beni artistici e monumentali. Nota: i valori inseriti nella tabella sono esemplificativi.

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ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA

NO


a fruire del bene pagando un prezzo. Pertanto, per superare questo ostacolo e rendere appetibile il bene, occorre procedere ad integrarlo con altri beni, mettendoli “a sistema”, creando, quindi, una relazione di interdipendenza e sviluppo complessivo, in quanto, in sintesi, il bene solitario non è “vendibile” mentre il sistema sì. In questa sezione occorre spiegare con quali modalità si mettono a sistema i beni. C.1.5 Capacità di attrarre nuovi flussi turistici lungo tutto l’arco dell’anno Descrivere, richiamando la o le opzioni di cui sopra, la capacità dell’operazione di attrarre nuovi flussi turistici lungo tutto l’arco dell’anno, quantificandone l’aumento

Uno dei criteri di valutazione fondamentali è rappresentato dalla capacità dell’operazione di attrarre nuovi flussi turistici durante l’arco dell’anno. Una volta scelta la opzione o le opzioni, nella tabella precedente, occorre indicare se l’operazione attrae nuovi flussi turistici. Se si, indicare i dati quantitativi. Per facilitare la valutazione, può essere utilizzato un modello di tabella come la tavola 9 "Indicazione dei flussi turistici". Tali dati dovranno concordare con quanto indicato al punto B.3.

dic em bre

no vem bre

se tte mb re ott ob re

ag os to

lig lio

giu gn o

ma gg io

ap rile

ma rzo

feb bra io

ge nn aio

vis ita tor i

fru ito ri

Tavola 9. Indicazione dei flussi turistici

Attuali (anno ...) Futuri (anno ...) VALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITÀ

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C.2 Efficienza attuativa

C.2.2 Capacità tecnica, economicoorganizzativa e finanziaria dei soggetti C.2.1 Sostenibilità economica, finanziaria e proponenti gestionale dell’operazione Descrivere la capacità tecnica, economicoorganizzativa e finanziaria dei soggetti proCommentare sinteticamente i risultati ponenti (distinguendo tra soggetto beneficiadell’analisi svolta nelle sezioni F e G della rio, soggetto gestore e altri soggetti coinvolti scheda, elencando i motivi per cui si ritiene nell’operazione). che l’operazione sia sostenibile economicamente, finanziariamente e sotto il profilo ge- Nel punto C.2.2 dovrà essere data evidenza stionale. Fare specifico riferimento alle mo- della capacità tecnica, organizzativa, econodalità di copertura di eventuali disavanzi in mica e finanziaria dei soggetti, sia per le fafase di gestione. si di “realizzazione” dell’opera, che per le fasi di “gestione e funzionamento” dell’opera reaIn questo punto va data una chiarissima evi- lizzata e capace di erogare servizi. denza della capacità di rendere stabile e continuo nel tempo il funzionamento degli In estrema sintesi, è necessario sapere “chi fa interventi realizzati dall’operazione, anche at- che cosa” e “quanto” per riuscire nell’intento traverso eventuali rientri da proventi e, o, con- finale dell’operazione, ossia tutelare e valoriztributi pubblici che ne coprano adeguatamen- zare la minoranza. te i costi di gestione. In particolare, compilando la sezione F, emer- C.2.3 Livello progettuale e tempi di gerà il saldo (positivo o negativo) della ge- realizzazione stione dell’opera. Nel caso in cui il saldo sa- Commentare sinteticamente le informazioni rà negativo occorrerà indicare il soggetto che fornite nella sezione E della scheda, dimoprocederà alla copertura finanziaria del disa- strando che i tempi e le scadenze previste vanzo e il relativo importo. per il completamento della progettazione sono coerenti con quanto previsto dall’Avviso e dal Por Fesr Calabria 2007-2013 52

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA


Dopo aver compilato la sezione E della scheda operazione procedendo all’inserimento di tutte le informazioni richieste, si può procedere, in questo punto, a commentare i dati emersi. Occorre qui dare dimostrazione che il beneficiario è in grado di gestire in modo ottimale i tempi di progettazione, di espletamento delle procedure di appalto, di realizzazione dell’opera, in coerenza con la tempistica dettata dalla normativa vigente e dall’Avviso.

nale, di indicare i tempi necessari per giungere al completamento della procedura di affidamento anche in vista del numero di operazioni Pisl che la stazione unica appaltante dovrà appaltare.

Si ricordi che per le operazioni mature i lavori dovranno essere avviati entro 180 giorni dalla approvazione del Pisl. Si consiglia, in caso di adesione a una stazione unica appaltante di livello provinciale o regio-

C.3.2 Relazione con le altre operazioni del Pisl e del progetto locale Indicare le relazioni tra questa operazione e le altre che costituiscono il Pisl e il progetto locale.

C.3 Qualità progettuale intrinseca, innovatività e integrazione con altri interventi

Tavola 10. Le relazioni tra le operazioni

Operazione Relazione con cui c’è forte media lieve una relazione Realizzazione di una piattaforma informatica della minoranza Operazione 2

Perché è in relazione L’operazione permetterà di mettere a sistema, promuovere e divulgare il patrimonio culturale della minoranza.

VALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITÀ

53


In questo punto è necessario elencare e descri- con l’obiettivo generale e con l’idea forza e gli vere le relazioni con le altre operazioni che altri elementi progettuali. fanno parte del Pisl. Occorre dare dimostrazione che l’operazione per cui viene richiesto il finanziamento perPer facilitare la valutazione, può essere costru- metterà di incidere efficacemente su uno o più ita una tabella come la tavola 10 "Le relazioni problemi rilevati (espressi in termini di obiettitra le operazioni". vi da raggiungere). E’ necessario, in modo sintetico ma puntuale, schematizzare alcune delle C.3.3 Qualità e sostenibilità tecnica informazioni già rilevate nella scheda operadell’operazione zione e nel formulario Pisl, e in particolare: i Dimostrare la qualità e sostenibilità tecnica punti di forza, le opportunità, le debolezze e i dell’operazione argomentando la consequen- vincoli. Tali informazioni si trovano nell’analizialità logica fra criticità rilevate, obiettivi, si Swot del formulario Pisl. risultati attesi e soluzioni progettuali propo- Si consiglia di fare cenno all’analisi socio-ecoste. Evidenziare la congruità di metodologie nomica, ambientale del territorio che è stata e tecnologie utilizzate e del cronoprogramma elaborata per il Pisl, e che ha permesso la redi attuazione (studio di fattibilità ove previ- dazione della Swot: sto e richiesto dalla normativa vigente). • l’idea forza del Pisl; • l’obiettivo specifico che questa operazione In questo punto occorre descrivere il percor- (da sola o con altre) dovrà raggiungere; so logico di costruzione del progetto, eviden- • i risultati attesi dall’operazione (avvalenziando le criticità rilevate, gli obiettivi, i ri- dosi anche di ciò che descritto al punto B.2.6.; sultati attesi e le soluzioni progettuali scelte • la soluzione progettuale adottata. per l’operazione, rilevando la coerenza tra tut- Queste informazioni permetteranno al valutati questi elementi. tore di capire se l’approccio metodologico imTale analisi permetterà di valutare la qualità e piegato è coerente e se l’operazione presenta i sostenibilità dell’operazione, determinando se, requisiti di qualità e sostenibilità tecnica. e in che misura, il sistema di scelte che emerge è coerente con uno o più obiettivi specifici, 54

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA


C.3.9 Durabilità dell’operazione Descrivere in che modo l’operazione sviluppa soluzioni in grado di rendere persistenti nel tempo gli effetti dell’operazione e di ridurre i costi operativi di gestione a regime delle infrastrutture, degli impianti e dei servizi.

C.3.10 Sostenibilità gestionale Descrivere la sostenibilità gestionale delle infrastrutture e dei servizi che si intendono attivare con l’operazione facendo riferimento ai risultati del piano di gestione di cui alla sezione F.

Tavola 11. Il costo delle operazioni

Voci di costo (A) (B) Costo totale Spese non ammissibili (*) Espropri 120 100 Fabbricati e opere civili 1.300 Impianti Attrezzature e arredi Progettazione Altri oneri Imprevisti  .. Altro (specificare) Altro (specificare) Altro (specificare) Altro (specificare) Beni (specificare) Servizi (specificare) Iva 10 Totale 1.430 100

(C = A-B) Costo ammissibile 20 1.300

10 1.330

(*) nella colonna B vanno indicati tutti gli importi che non sono ammissibili sul Por Fesr. Nota: i valori inseriti nella tabella sono esemplificativi. VALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITÀ

55


Questi due punti si ricollegano all’analisi finanziaria esposta nella sezione F della scheda operazione. Qui è necessario descrivere la sostenibilità gestionale dell’operazione (richiamando i risultati della già citata sezione F), e la sua durabilità nel tempo.

creto legislativo numero 163 del 2006 e successive modifiche o integrazioni.

Nella tavola 11 "Il costo delle operazioni" devono essere inserite le voci di costo dell’operazione, avendo cura di distinguere i costi ammissibili dai costi non ammissibili, ai senLe opere in grado di auto sostenersi con delle si del Por Calabria Fesr 2007-2013. entrate tariffarie, oppure con la copertura del disavanzo di gestione da parte di uno o più en- Rendere evidenti anche le parti non ammissiti (vedi punto F.3) sono quelle capaci di pro- bili a finanziamento avvantaggerà l’analisi di lungare i loro effetti nel tempo (durabilità). coerenza e la verifica della capacità di gestione dell’opera. Non identificare i costi ammissibili potrà portare a tagli in fase di rendicontazione D.2 Costo dell’operazione finale di spesa. A tal fine si veda l’allegato 8 Specificare tutte le categorie di spesa previste dei Pisl di cui al Burc numero 32 del 12 agoper l’operazione, distinguendo i costi ammis- sto 2011 S.O. n. 1 e le “Linee guida per i benesibili e quelli non ammissibili. Fare riferimento ficiari in tema di appalti pubblici”. alle disposizioni stabilite dall’Avviso e dal de-

Tavola 12. Copertura dell'operazione

Costo totale Di cui a valere dell’operazione sulla linea 8.2.1.7. del Por Fesr * 1.430 1.330

Di cui cofinanziamento locale (pubblico) ** 100

Di cui Di cui altre fonti cofinanziamento finanziarie ** locale (privato) **

(*) al netto della quota di costo non ammissibile dei progetti generatori di entrate (**) specificare le fonti finanziarie Nota: i valori inseriti nella tabella sono esemplificativi. 56

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA


D.3 Copertura dell’operazione

• Quota a valere sulla linea 5.2.4.2. si inIndicare come sarà coperto il costo totale di tende il valore dei costi ammissibili a financui alla colonna A della precedente tabella. ziamento (ai sensi della linea di Intervento), rilevati nella colonna C della tabella di cui al Per la compilazione della tavola 12 "Copertura punto D.2. dell'operazione" , si precisa che per: • Cofinanziamento locale pubblico si in • Costo totale dell’operazione si intende il tendono le risorse finanziarie messe a dispovalore totale dei costi, comprensivi di quel- sizione dagli enti locali che realizzano l’interli non ammissibili a finanziamento e rileva- vento o comunque coinvolte nell’operazione. te nella colonna A della tabella di cui al punto In tal caso occorre specificare. D.2. • Cofinanziamento locale privato si inten-

Tavola 13. Costi operativi

Costi operativi A. Acquisti e consumi di beni e servizi B. Manutenzione ordinaria C. Personale D. Manutenzione straordinaria E. Altri costi (specificare) F. ... TOTALE (somma A - F)

Anni di gestione 1 2

...

n-1

N

VALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITÀ

57


dono le risorse finanziarie messe a disposizione dai soggetti privati che concorrono alla realizzazione dell’operazione. In tal caso occorre specificare. • Altre fonti finanziarie si intendono le risorse finanziarie messe a disposizione derivanti da fonti diverse da quelle già commentate. In tal caso occorre specificare. Nel campo libero è necessario inserire le specifiche del soggetto, gli estremi dell’impegno di spesa e gli importi del cofinanziamento. Se occorre i dati potranno essere presentati in una tabella.

per erogare i servizi cui l’opera stessa è destinata. L’analisi deve essere condotta per almeno un decennio. Per tali elaborazioni si consiglia di impostare un foglio Excel oppure, di utilizzare appositi software.

F.1 Costi operativi

F.3. Equilibrio finanziario di gestione

F.2 Rientri finanziari Nella tavola 14 "Rientri dell'operazione" vanno, invece, indicati i ricavi provenienti dalla gestione e dall’erogazione dei servizi, laddove previsti.

Nella tavola 13 "Costi operativi" vanno indica- Nella tabella 15 "Equilibrio finanziario di gestioti i costi annuali, distinti per categoria, che si ne" viene evidenziato il flusso finanziario totasostengono per il funzionamento dell’opera e le. Vanno innanzitutto collocate le voci derivan-

Tavola 14. Rientri dell'operazione

Rientri A. Rientri tariffari B. Altri rientri (specificare) C. ... TOTALE (somma A + B + C) 58

Anni di gestione 1 2

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA

...

n-1

N


Tavola 15. Equilibrio finanziario di gestione

Anni di gestione 1 2 A. Costi operativi totali B. Rimborsi e oneri finanziari C. Altre uscite finanziarie (specificare) D. Totale fabbisogni (somma A + B +C) E. Rientri operativi F. Eventuali altri contributi pubblici in conto gestione (specificare) G. Eventuali interessi e altre entrate H. Altre fonti di copertura (specificare) I. Totale fonti di copertura (E + F + G + H) Saldo (I – D) Saldo cumulato per anno

...

n-1

N

VALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITĂ€

59


ti dalle due tabelle precedenti (alla voce "costi operativi totali" e alla voce "rientri operativi totali"). Si precisa che per: • Rimborsi e oneri finanziari si intende il valore versato nell’anno di competenza per oneri finanziari (interessi passivi) e rimborsi per eventuali prestiti o finanziamenti accesi per realizzare l’opera e, o, per la gestione della stessa (anche in fase di avvio). • Altre uscite finanziarie si intendono le uscite finanziarie non rientranti nelle precedenti categorie. • Eventuali altri contributi pubblici in conto gestione si intende il valore di contributi pubblici specifici per la gestione. • Eventuali interessi ed altre entrate si intende il valore di interessi attivi ed altre entrate finanziarie. • Altre fonti di copertura si intende il valore immesso nel flusso, differente dalle altre fonti. • Saldo cumulato per anno si intende il valore netto (derivante dalla differenza tra totale fabbisogni e totale fonti) cumulato negli anni. Tale dato permette di verificare il saldo cumulato al decimo anno. Un valore negativo e non gestito (nel senso che non risultano immissioni di fonti idonee a garantire un equilibrio di gestione) evidenzia la non fattibilità dell’operazione. 60

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA


VALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITÀ

61


SCHEDA REGIMI DI AIUTO

62

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA


VALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITÀ

63


La scheda regime di aiuto è lo strumento necessario per richiedere alla Regione Calabria la riserva dei fondi da destinare agli investimenti privati. La scheda consente anche di orientare il bando (che sarà effettuato dalla Regione Calabria) verso quegli investimenti privati che il partenariato di progetto del Pisl ritiene rilevanti ai fini del raggiungimento degli obiettivi specifici e dell’obiettivo generale del Pisl della minoranza.

2. Destinatari, contesto di riferimento

2.1 Contesto di riferimento Fornire una descrizione, accompagnata da indicatori quantitativi pertinenti, della situazione attuale dell’offerta di servizi culturali nel contesto territoriale di riferimento e in particolare legata alla fruizione e valorizzazione dei beni etno antropologici su cui il Pisl interviene. In questo punto è necessario procedere alla descrizione del contesto territoriale della minoranza sotto il profilo dell’offerta dei servizi attinenti alla valorizzazione dei beni culturali e, nello specifico, di quelli legati alla valorizzazio64

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA


ne del patrimonio etno antropologico della mi- li degli aiuti, in coerenza con le disposizioni noranza linguistica. della linea di intervento attivata. A scopo semplificativo, si suggerisce l’uso della tabella sotto riportata. Ai fini di una migliore illustrazione delle potenzialità turistiche dell’area in cui è presente la minoranza linguistica, si consiglia di allargare l’analisi anche alle imprese e organizzazioni che offrono beni ed erogano servizi utili alla creazione dell’intero sistema turistico e culturale.

2.2 Destinatari potenziali

Anche alla luce di quanto emerso e descritto al punto 2.1, in questa sezione è necessario procedere alla descrizione delle tipologie di imprese che potranno ottenere il finanziamento, in coerenza con quanto stabilito dalla specifica linea di intervento 5.2.4.2 del Por Calabria Fesr 2007-2013. La tipologia (o le tipologie) di imprese che potranno accedere ai finanziamenti, in regime di “de minimis”, dovrà essere finalizzata alla valorizzazione dei beni culturali della minoranza messa a sistema dal Pisl.

Individuare le imprese destinatarie potenzia-

Tavola 16. Tipologie di imprese

Tipologia di imprese Numero Addetti Guide turistiche Organizzatori di eventi culturali Alberghi, ostelli, B&B Società di incoming Ristoranti Altri oneri Imprevisti  ... ...

Descrizione

VALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITÀ

65


3. Motivazioni e razionalità dell’intervento richiesto

Ricollegandosi a quanto esposto nei due punti precedenti, è qui necessario motivare la propria scelta di riservare i fondi regionali al regime di aiuto alle imprese. 3.1 Motivazioni dell’intervento Dovranno emergere gli elementi di coerenza Motivare l’inserimento nel Pisl del regime con il Pisl in generale e con il sistema delle di aiuti di cui viene richiesta l’attivazione, operazioni componenti il Pisl, in particolare, argomentandone: la coerenza rispetto agli quelle infrastrutturali. obiettivi e alle strategie del Progetto integrato, e l’integrazione funzionale rispetto alle I risultati dell’analisi di coerenza con il sistema altre operazioni previste, con particolare ri- delle operazioni potranno, se opportuno, essere ferimento alla componente infrastrutturale. espressi con l’ausilio di tabella simile alla tavo-

Tavola 17. Analisi di coerenza

Operazione con Relazione la quale c’è una forte media lieve relazione con il regime di aiuti Operazione n. 1 X Realizzazione di un portale web dedicato della minoranza Operazione 2 Creazione di un laboratorio della lingua ... ... Nota: i valori inseriti nella tabella sono esemplificativi. 66

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA

Descrizione della relazione

L’operazione permetterà di mettere a sistema, promuovere e divulgare il patrimonio culturale della minoranza.


la 17 "Analisi di coerenza".

3.2 Razionalità dell’intervento Argomentare l’esistenza di una domanda significativa, attuale o latente, nel territorio del Pisl per gli aiuti di cui si richiede l’attivazione, anche attraverso la presentazione degli esiti di eventuali manifestazioni di interesse.

indicando come potenziali imprese beneficiarie del Pisl, ad esempio, quelle che, pur entrando nella graduatoria di merito, non risultano finanziate per mancanza di fondi. In tal caso, si consiglia di valutare attentamente la tipologia di iniziative ammesse dal bando chiuso. E’ auspicabile una attenta ed esatta quantificazione della somma di aiuti che il sistema di imprese destinatarie del regime di aiuto sarà in grado di assorbire.

In questo punto dovrà essere descritta e quantificata la domanda attuale o latente delle im- 3.3 Congruità dell’intervento prese destinatarie di aiuti nel territorio della Argomentare l’esistenza di una domanda siminoranza linguistica. gnificativa, attuale o latente, per i prodotti e i servizi che si intende creare, ampliare o inAnche al fine di stimare attentamente l’impor- novare attraverso gli aiuti da attivare. to pubblico da destinare al regime di aiuto, è necessario dare una quantificazione di massi- Ricollegandosi a quanto esposto nei punti prema ma argomentata delle imprese del Pisl de- cedenti, è necessario quantificare la domanda stinatarie degli aiuti (appartenenti alla tipolo- dei prodotti e, o, dei servizi che si andranno a gia descritta al punto 2.2.), nonché la quantità produrre mediante la creazione e, o, l’ampliadi risorse necessarie alle imprese stesse, distin- mento delle imprese. guendo in attuali e potenziali. Tra le metodologie utili alla raccolta di tali in- In particolare, anche servendosi degli studi formazioni vi è la manifestazione di interesse. esposti nel Pisl, occorre evidenziare il bisogno In alternativa, o in complementarietà, possono esistente e attualmente non soddisfatto dei seranche essere utilizzate le graduatorie di bandi vizi che si creeranno mediante il ricorso al regià chiusi (Regione Calabria, legge 488 etc.), gime di aiuti. VALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITÀ

67


Ad esempio, se il regime degli aiuti verrà impiegato per la creazione di imprese di servizi di valorizzazione del sistema etno antropologico (guide, etc.), dovrà essere evidenziata la domanda (anche potenziale) dei servizi di guida, eccetera.

4. Indicatori ed effetti

4.1 Indicatori di realizzazione Identificare, quantificare e commentare i valori attesi degli indicatori di realizzazione associati al regime di aiuti di cui si richiede l’attivazione (ad esempio il numero di imprese finanziate per tipologia e settore, il numero di azioni di marketing territoriale e

Tavola 18. Indicatori di realizzazione

Indicatori di realizzazione Imprese di guida turistica del sistema etno antropologico della minoranza create Imprese di organizzazioni di eventi culturali create ...

Unità di misura numero

Valore atteso 1

numero ...

1 ...

Unità di misura numero numero numero numero

Valore atteso 30 10 150 5.000

Nota: i valori inseriti nella tabella sono esemplificativi.

Tavola 19. Indicatori di risultato

Indicatori di risultato Occupati previsti Eventi culturali creati Beni culturali valorizzati Presenze turistiche aggiuntive Nota: i valori inseriti nella tabella sono esemplificativi. 68

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA


promozione di marchi d’area, eccetera). Gli Si sottolinea che l’utilizzo dei criteri cambia indicatori di realizzazione vanno individua- in funzione della destinazione degli aiuti alti in coerenza con le azioni finanziabili dalla le imprese. linea di intervento.

4.2 Indicatori di risultato

4.3 Effetti sul sistema produttivo territoriale

Identificare, quantificare e commentare i valori attesi degli indicatori di risultato associati al regime di aiuti di cui si richiede l’attivazione (numero di occupati diretti delle imprese agevolate, incremento delle presenze turistiche presso strutture qualificate e valorizzate, eccetera).

Argomentare, anche facendo ricorso ad indicatori di impatto e altre quantificazioni, la capacità del regime richiesto di attivare integrazioni con altri settori economici presenti nel sistema territoriale di riferimento. In questo punto dovrà emergere la capacità, attraverso il regime di aiuto determinato in questa scheda, di generare delle integrazioIn questi due punti si richiede di identificare e ni con gli altri settori economici del territorio quantificare gli indicatori di realizzazione e gli della minoranza. indicatori di risultato, coerentemente a quanto stabilisce la specifica linea 5.2.4.2. Il regime degli aiuti dovrà produrre effetti non soltanto in termini di soddisfacimento di un biPrevedere e quantificare gli indicatori previ- sogno specifico rilevato creando, ad esempio, sti per il regime degli aiuti (sia nei termini di un’impresa specializzata nella realizzazione di ciò che si indica nella linea, sia in termini di eventi culturali della minoranza linguistica afservizi che si potranno erogare, che di nume- finché venga soddisfatta una necessità specifiro di occupati) è fondamentale per la coeren- ca, ma dovrà creare effetti sull’intero sistema za dell’operazione e per l’intero Pisl. Pertanto, culturale che si sta mettendo a sistema con il dovrà essere attentamente compilata l’intera Pisl. Dovrà, in sintesi, essere descritto il tipo di sezione, anche utilizzando una tabella esplica- impatto che il regime degli aiuti avrà sull’intiva come quella proposta. tero sistema turistico e sulla valorizzazione dei VALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITÀ

69


beni del Pisl, e in generale sull’intera area pro- proposto è in grado di innalzare la qualità e duttiva del territorio. l’efficacia del Pisl nel suo complesso, contribuendo a soddisfare i criteri specifici di valutazione.

4.4 Criteri selettivi ulteriori

Indicare e motivare gli eventuali criteri maggiormente restrittivi del regime di aiuti, ad esempio le tipologie di servizi, le caratteristiche dell’investimento, eccetera.

In questo punto si richiede di considerare il contributo (in termini di qualità e di efficacia) che l’operazione dà al raggiungimento degli obiettivi del progetto, siano essi generali che specifici.

In questo punto dovranno essere inseriti gli eventuali criteri maggiormente puntuali rispetto a quelli già presenti nella specifica linea 5. Previsione finanziaria di intervento, per un’ulteriore finalizzazione delle risorse. Nel caso vengano scelti tali criteri, occorre spiegarne le motivazioni. 5.1 Costo pubblico del regime di aiuti Indicare il costo pubblico del regime di aiuti Ad esempio potrà essere stabilito che il regi- di cui si richiede l’attivazione, argomentanme di aiuto è destinato soltanto alle impre- done la coerenza e congruità rispetto alle rese già operanti nel settore della realizzazione alizzazioni attese. di eventi. Tale campo consentirà alla Regione Calabria di In tale sezione dovrà essere indicato l’ammonemanare il bando secondo le direttive scelte dal tare delle risorse pubbliche (solo la parte attripartenariato di progetto del Pisl. buita alla linea 5.2.4.2.) da destinare al regime di aiuto. Dovrà anche essere descritta la coerenza esi4.5 Contributo al soddisfacimento dei stente tra l’importo scelto da destinare agli criteri specifici del Pisl aiuti e quanto esposto nel punto 3.2. della Descrivere in che modo il regime di aiuto scheda. 70

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA


6. Azioni di animazione

6.1 Animazione e mobilitazione delle imprese Descrivere le eventuali azioni di informazione e comunicazione utili a mobilitare le imprese potenzialmente interessate al regime di aiuto da attivare. In questo punto dovranno essere descritte tutte le azioni (ad esempio di informazione, manifestazioni di interesse, supporto alla presentazione dei progetti, eccetera) che il beneficiario ha già effettuato e, o, effettuerà per favorire la partecipazione delle imprese al regime di aiuti.

VALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITÀ

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BIBLIOGRAFIA

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ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA


Por Calabria Fesr 2007-2013 Avviso pubblico per la presentazione dei progetti integrati di sviluppo locale attuativi del Pisr “Contrasto allo spopolamento dei Sistemi territoriali marginali e in declino”.

Avviso pubblico per la presentazione dei progetti integrati di sviluppo locale Por Calabria Fesr 2007-2013.

Vademecum per la predisposizione dei progetti integrati di sviluppo locale (Pisl), RePor Calabria Fesr 2007-2013 Avviso pubbli- gione Toscana. Modello di programmazione co per la presentazione dei progetti integrati della progettazione locale integrata, report di sviluppo locale attuativi del Pisr “Tutela, regionale Lombardia. salvaguardia e valorizzazione del patrimonio etno antropologico delle minoranze linguisti- Irer Regione Lombardia "La Costruzione che della Calabria”. dell'idea-forza". Por Calabria Fesr 2007-2013 Pisr "Contrasto allo spopolamento" e "Minoranze linguistiche".

VALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITÀ

73


I CURATORI DI QUESTE ISTRUZIONI I curatori di queste istruzioni per la progettazione integrata fanno parte della task force di trentuno agenti di sviluppo locale che la Regione Calabria ha selezionato per assistere i Comuni e i partenariati di progetto nella fase di progettazione, e che seguiranno e monitoreranno la fase di attuazione dei Pisl che verranno approvati e finanziati

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ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA

Caterina Capua Libera professionista, agente di sviluppo della Regione Calabria per l’area del project financing, è laureata in Economia e commercio e specializzata in Direzione aziendale e in marketing management. Ha operato per diversi anni nell'ambito dello sviluppo locale e della progettazione integrata, rivolgendo la propria attenzione ai sistemi imprenditoriali. Ha effettuato attività di monitoraggio dei fondi strutturali comunitari. Ha prestato attività di consulenza nei confronti di alcune pubbliche amministrazioni, e di imprese private, in particolare del settore del trasporto aereo con elicotteri. In una di queste, ha assunto funzioni dirigenziali per alcuni anni.


Alessandra Tuzza

Sergio Caracciolo

Alessandra Tuzza è laureata in Scienze politiche a Messina, ha frequentato il master specialistico in “Economia del no profit e della cooperazione internazionale” dell’Università di Ferrara. Come pubblicista ha collaborato con La Gazzetta del Sud e l’Avanti, ha diretto il settimanale La Riviera e l’ufficio stampa del comune di Gerace. Ha svolto attività di valutazione e monitoraggio per l’Università Magna Grecia di Catanzaro. Lavora nello sviluppo locale territoriale con l’associazione Eurokom dal 2001. Collabora con la Regione Calabria come agente di sviluppo, ente per cui ha già lavorato come esperto sul progetto “Landscape of war”. Ha curato: “Methodologies of participation in the field of integrated projectation”, edited by City to City Re.la.te.

Sergio Caracciolo è attualmente consulente per la Regione Calabria con l’incarico di agente di sviluppo nell’ambito del Por Calabria Fesr 2007-2013. È libero professionista, si occupa di progettazione integrata e sviluppo locale dal punto di vista tecnico scientifico e di animazione territoriale. Ha lavorato alla progettazione di azioni di assistenza tecnica e sviluppo rurale finalizzato all’attivazione di progetti di filiera. Svolge attività di consulenza per pubbliche amministrazioni locali e imprese private nell’ambito di investimenti finanziati da programmi di sviluppo nazionali e comunitari.

VALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITÀ

75


INDICE

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ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA


A FIANCO DEI PROTAGONISTI

Cos’è un progetto integrato

pagina 10

I principi della progettazione integrata territoriale

L’ANALISI A VANTAGGIO DEL PROGETTO

pagina 24

pagina 12

GUIDA ALLE ISTRUZIONI pagina 22

Campo d’intervento pagina 23

pagina 23

Come si costruisce un progetto integrato territoriale pagina 24

Note metodologiche pagina 26

Consigli utili pagina 26

VALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITÀ

77


IL FORMULARIO pagina 28

D.4 Effetti attesi in termini di integrazione e messa a sistema del patrimonio etno antropologico

A.8 Costo del Pisl

pagina 36

pagina 30

B.1 Analisi del patrimonio etno antropologico della minoranza

D.5 Effetti attesi in termini di attrazione di nuovi flussi turistici lungo tutto l’arco dell’anno

pagina 33

pagina 36

B.2 Contesto territoriale di riferimento pagina 34

C.1 Caratteristiche dei beni e delle attività culturali oggetto di valorizzazione attraverso il Pisl

pagina 37

pagina 35

E.1 Processo partenariale

D.1 Coerenza interna pagina 35

D.3 Coerenze esterne pagina 36 78

D.7 Sostenibilità finanziaria ed economica del Pisl

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA

D.8 Sostenibilità ambientale del Pisl pagina 38 pagina 38

E.3 Cooperazione e governance pagina 39


E.4 Modalità organizzative del partenariato pagina 41

E.6 Modello di gestione pagina 41

LA SCHEDA OPERAZIONE pagina 42

A.5 Descrizione dei beni culturali oggetto dell’operazione pagina 44

B.2 Contenuti dell’operazione pagina 45

B.3 Domanda da soddisfare pagina 48

C.1 Efficacia dell’operazione proposta pagina 49

C.2 Efficienza attuativa pagina 52

C.3 Qualità progettuale intrinseca, innovatività e integrazione con altri interventi pagina 53 VALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITÀ

79


D.2 Costo dell’operazione

2.2 Destinatari potenziali

pagina 56

pagina 65

pagina 57

F.1 Costi operativi

3. Motivazioni e razionalità dell’intervento richiesto

pagina 58

pagina 66

pagina 58

3.1 Motivazioni dell'intervento

D.3 Copertura dell’operazione

F.2 Rientri finanziari F.3 Equilibrio finanziario di gestione pagina 58

SCHEDA REGIMI DI AIUTO

3.2 Razionalità dell'intervento pagina 67

3.3 Congruità dell'intervento

pagina 62

pagina 67

2. Destinatari, contesto di riferimento

pagina 68

pagina 64

2.1 Contesto di riferimento pagina 64 80

pagina 66

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA

4.1 Indicatori di realizzazione 4.2 Indicatori di risultato pagina 69


4.3 Effetti sul sistema produttivo territoriale

6.1 Animazione e mobilitazione delle imprese

pagina 69

pagina 71

pagina 70

BIBLIOGRAFIA

4.4 Criteri selettivi ulteriori 4.5 Contributo al soddisfacimento dei criteri specifici del Pisl

pagina 72

pagina 70

I CURATORI DEL VOLUME

5. Previsione finanziaria

pagina 74

pagina 70

5.1 Costo pubblico del regime di aiuti pagina 70

6. Azioni di animazione pagina 71

VALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITĂ€

81


BEN QUATTRO

I nostri frutti, dal connubio conoscenza e comunicazione

82

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA

Quattro. Le collane editoriali che hanno preso vita da CalabriaProgettazioneIntegrata. Quattro collane, undici volumi già editi o nelle macchine del tipografo, pronti per essere al nostro servizio. Alcuni semplici numeri, perché fa sempre piacere constatare quanto conoscenza e comunicazione siano fatte l’una per l’altra. Un connubio ancora più importante, e civicamente fondante, se accade nell’ambito del bene comune, dello sviluppo territoriale, dell’impegno delle istituzioni pubbliche. La traduzione in volume, oltre a rappresentare un’identità riconoscibile di tutto il progetto, si pone anche una finalità ancora più pragmatica: spiegare il perché, il come e il cosa attraverso uno stile redazionale e grafico che aiuti nella lettura e nella comprensione.


Data proprio questa importanza e questa finalità, l’organizzazione dei volumi ha visto la creazione di ben quattro collane, abbiamo detto: Riferimenti, Strumenti, Materiali di progetto, Case history; perché fin da subito i contenuti siano veicolati e distinti per la loro funzione. Nella specializzazione, è presente l’identità del progetto, attraverso una struttura e un formato uniforme, molti elementi che rendono questi volumi “fratelli” tra loro, o almeno cugini. Ciò ci consente anche di realizzare in ogni libro un percorso comune che consenta al lettore di destreggiarsi, anche se i contenuti non sono, a volte, immediatamente interpretabili. Infine, al di là della carta. Tutti i volumi passeranno attraverso la stampa, ma saranno

tutti leggibili anche online, in formato ebook, gratuiti. Una scelta che ripercorre il rispetto del mondo in cui viviamo (già dimostrato con la stampa su carte ecologicamente sostenibili), e una spinta perché la conoscenza sia, almeno, accessibile. Perché fa sempre piacere vedere quanto la conoscenza non aspetti altro che incontrarci. È compito della comunicazione aprirle le porte perché acceda.

VALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITÀ

83


Primo volume della collana Riferimenti Prima edizione ottobre 2011 Definire le priorità territoriali e settoriali per l’individuazione dei progetti integrati.

84

Secondo volume della collana Riferimenti Prima edizione maggio 2012 Definire lo schema di riferimento per la predisposizione dei Pisl.

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA

Terzo volume della collana Riferimenti Prima edizione maggio 2012 Le linee guida per l’elaborazione, la valutazione e la presentazione dei Pisl “Minoranze linguistiche”.

Quarto volume della collana Riferimenti Prima edizione maggio 2012 Le linee guida per l’elaborazione, la valutazione e la presentazione dei Pisl “Contrasto allo spopolamento”.


Primo volume della collana Strumenti Prima edizione giugno 2012 Una comunicazione efficace per lo sviluppo locale della Calabria.

Secondo volume della collana Strumenti Prima edizione maggio 2012 Un aiuto concreto nella presentazione delle proposte dei Pisl “Contrasto allo spopolamento”. Terzo volume della collana Strumenti Prima edizione maggio 2012 Un aiuto concreto nella presentazione delle proposte dei Pisl “Minoranze linguistiche”. VALORIZZAZIONE DELLA MULTICULTURALITÀ

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Caterina Capua Alessandra Tuzza Sergio Caracciolo La formula è semplice: una buona idea, integrabile e ben spiegata. Ma. Non basta avere le idee in testa. No, non basta. Per dare voce e corpo a ciò che potrebbe fare del bene (magari comune e collettivo) quel pensiero deve prendere una forma che consenta di essere compreso e soprattutto valutato da chi dovrà crederci. Non basta avere una sola idea. Anche questo no, non basta. Per creare una rete di azioni efficaci quel pensiero si deve confrontare con i suoi simili nella rete dell’innovazione. Ogni idea si deve integrare con altre idee. Non basta sapere cosa dire. No, bisogna anche sapere come dirlo. Proprio perché quella valutazione non sia influenzata da cosa non è bastato. E per questo, bastano le istruzioni per l’uso.

Istruzioni per la progettazione integrata  

Per la valorizzazione della multiculturalità

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