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martedì 24 maggio 2011

anno VI numero 141 VARIABILE

VARIABILE

CATANZARO

COSENZA

meteoora VARIABILE

VARIABILE

VARIABILE

CROTONE

REGGIO

VIBO

Le tre cantate dei boss Le nuove rivelazioni esclusive del pentito Antonino Belnome quotidiano d’informazione regionale € 1,00

direttore piero sansonetti

REGGIO CALABRIA Secondo quanto raccontato dal pentito Antonino Belnome i boss mafiosi avrebbero stretto un accordo che gli consentirebbe di fare tre rivelazioni, ma non di più, da dare in pasto agli inquirenti.

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Reggio Calabria Cartuccia nel parcheggio del palazzo di Giustizia

La povertà è peggio della ’ndrangheta

La fotografia dell’Istat ritrae una terra dominata da miseria e disoccupazione. E intanto le cosche... DI DAVIDE VARÌ

MINISTERI AL NORD

La Calabria è tra le regioni più povere d’Italia e con il più alto tasso di disoccupazione giovanile. Lo dice l’ultimo rapporto dell’Istat sullo stato del Paese. Una fotografia drammatica, una vera e propria sentenza senza possibilità d’appello. Un quadro che era noto da tempo ma che è stato ignorato, oscurato dalla politica e dai giornali. Un dato che spiega molte cose. Che spiega, per esempio, la forza della ’ndrangheta.

Miccichè e Misiti contro la proposta di Bossi

L’ALLARME

le parole di Alfano

«La Calabria si ribelli, non aspetti le stragi» «La Calabria si ribelli senza attendere le stragi». E’ l’appello lanciato da Palermo dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Secondo il guardasigilli è necessario «in alcune regioni del Sud ricostruire la democrazia ed eliminare il trasporto politico-clientelare, brodo di coltura delle mafie».

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> pagina 4 > in macondo

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Il re della ’nduja vive a Londra

“Fehida”, chiesti 400 anni di carcere

Crotone, Udc lacerato Scontro tra notabili

LONDRA Vive all’ombra del celebre London Bridge l’imprenditore Giuseppe Mele. Da anni ormai. Ed è riuscito a trasformare il suo Borough market in un vero e proprio rivenditore di prodotti tipici calabresi. ’Nduja in primis.

REGGIO CALABRIA Oltre 400 anni di carcere e un ergastolo. Sono pesantissime le richieste presentate ieri dai sostituti pg Adriana Fimiani e Federico Perrone Capano nell’ambito del processo d’appello “Fehida”.

CROTONE Ormai è guerra aperta all’interno dell’Udc. La candidata sindaco Dorina Bianchi incassa l’appoggio di Senatore ma divide il partito in tre tronconi. Trematerra prova a mediare e annuncia decisioni ufficiali.

LA STORIA

Abbiate pietà, liberate Alexandrina DI FRANCO CORBELLI

Oggi mi sono recato nel carcere di Castrovillari per incontrare personalmente Alexandrina. Nel dicembre 2008 mamma nonostante la giovanissima età, Alexandrina era uscita dalla sua piccola casa di campagna del suo paesino, nel Nord della Romania, per andare a comprare del pane ai suoi tre bambini, Diana, Sebastian e Nicoletta, di tre, due e un anno. Aveva lasciato i bambini a letto e il caminetto acceso per riscaldare la fredda stanzetta. Al suo ritorno, dopo una decina di minuti, ha trovato l’abitazione invasa dal fuoco, per colpa di un incen-

dio sviluppatosi per cause accidentali, ha rotto un vetro, si è buttata con coraggio nelle fiamme, per tentare di salvare i suoi tre figlioletti. Un gesto eroico che non è purtroppo bastato per salvare la vita ai suoi bambini. Il 26 aprile scorso l’ha colpita un altro fatto terribile: l’arresto da parte dei carabinieri di Corigliano e la detenzione nella casa circondariale della città del Pollino, in esecuzione di un mandato di cattura del suo Paese.

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LUNA ROSSA

di Pasquino

Non importa Secondo il rapporto annuale dell'Istat, nel decennio 2001- 2010 l'Italia ha realizzato “la performance di crescita peggiore tra tutti i Paesi dell'Unione europea”, e nel Bel Paese, ove s’attendeva la Fabbrica della Felicità, un italiano su quattro sperimenta la povertà. Ma tutto questo non sembra interessare la classe governante.Alla quale, cattolicissima, importa che in Italia non si costruiscano moschee.


MPARALLELI MARTEDÌ 24 maggio 2011 PAGINA 2

ERIDIANI

calabria

libia

& ora

siria

Dall’Ue misure per Assad

Nei confronti del raìs provvedimenti aggiuntivi dall’Unione Europea

Nuove sanzioni contro Gheddafi

ANCORA SCONTRI E’ di 9 morti il bilancio degli scontri avvenuti al confine tra la Libia e la Tunisia

BRUXELLES Via libera dei ministri degli Esteri dell’Unione europea a nuove sanzioni contro la Libia. Le misure aggiuntive nei confronti di Tripoli, operative da oggi, riguardano una persona e un ente in più rispetto alla lista già approvata nelle scorse settimane. Il Consiglio Affari esteri ha inoltre ribadito che «Il colonnello Gheddafi resta una minaccia per il popolo libico», tornando a denunciare «la repressione continua e le gravi violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale contro i civili da parte del regime, con

atti di violenza sessuale, uso di mine, di bombe a grappolo» ed ha accolto «con soddisfazione il primo rapporto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del procuratore della Corte penale internazionale sui crimini contro l’umanità e i crimini di guerra commessi dal regime di Gheddafi». Importante, secondo i 27, anche la richiesta di mandati d’arresto per lo stesso colonnello, per il figlio Saif al Islam e per Abdullah al-Sanussi: «Tale richiesta - si legge nelle conclusioni del Consiglio affari esteri - punta anche a incitare quelli che sostengono il regi-

me a smarcarsi dal regime stesso e dai suoi crimini». Nel documento i ministri hanno affermato inoltre che il Consiglio nazionale di transizione (Cnt) libico è un «interlocutore politico chiave» che rappresenta «le aspirazioni del popolo libico». E hanno annunciato che dopo l’apertura dell’ufficio Ue a Bengasi , la “capitale” dei ribelli, l’Unione europea aprirà una propria sede di rappresentanza anche a Tripoli «appena le circostanze lo renderanno possibile». Nel documento si riafferma «il principio dell’integrità e dell’unità della Libia».

I capi della diplomazia Ue hanno lasciato comunque in sospeso la richiesta del Cnt di potere usufruire di parte dei fondi congelati a Gheddafi e a personalità del regime libico, ma hanno riconosciuto «la necessità di esplorare le possibilità legali» per l’utilizzo degli asset bloccati a scopi umanitari. Dopo la responsabile della politica estera dell’Unione europea, Catherine Ashton, a Bengasi è andato ieri il sottosegretario americano agli Affari mediorientali Jeffrey Feltman, che ha avuto colloqui con i rappresentanti dei ribelli. «Gli Stati Uniti sono decisi a proteggere i civili libici e pensano che Muammar Gheddafi debba lasciare il potere», ha affermato l’esponente dell’amministrazione Obama. E un comunicato del dipartimento di Stato Usa ha sottolineato che «la visita è un altro segno di sostegno degli Usa al Cnt, un interlocutorie legittimo e credibile per il popolo libico». Intanto proseguono gli scontri. E’ di nove morti il bilancio di una serie di scontri iniziati domenica e proseguiti fino all’alba di lunedì lungo il confine tra la Libia e la Tunisia tra i ribelli libici e le brigate fedeli a Muammar Gheddafi. Secondo quanto riferisce la tv araba “alJazeera”, gli scontri sono avvenuti nella zona di Wazin, già teatro nelle scorse settimane di violenti combattimenti. Le vittime sono otto uomini di Gheddafi e un combattente dei ribelli.

il caso

E’ giallo sulle sorti del Mullah Omar I talebani smentiscono la morte KABUL E’ giallo sulle sorti del Mullah Omar, guida spirituale dei talebani afghani. Secondo alcune fonti afghane riportate dall’emittente Tolo Tv sarebbe stato ucciso due giorni fa in Pakistan. I talebani hanno invece smentito la notizia. Dal canto loro i servizi di informazione afghani (Nds) tramite il loro portavoce Lutfullah Mashal hanno fatto sapere che «è scomparso da tre o quattro giorni» dal suo nascondiglio a Quetta, capoluogo della provincia pachistana del Baluchistan. Si tratterebbe di una parziale marcia indietro, considerando che la fonte della notizia della morte era stata indicata proprio in ambienti vicini ai servizi segreti. Il portavoce , che pure in un primo tempo, parlando con una tv indiana aveva confer-

BRUXELLES Accordo tra i ministri degli Esteri dell’Unione europea per imporre sanzioni contro il presidente siriano Bashar Assad. E’ quanto si apprende da fonti diplomatiche. Le sanzioni estendono il bando dei visti e il congelamento dei beni ad al Assad e ad altre 9 personalità del regime, «alla luce della continua repressione contro la popolazione civile». Di sanzioni «molto importanti» parla il ministro degli Esteri Franco Frattini, al suo arrivo a Bruxelles per la riunione dei colleghi dei 27, sottolineando come in questo momento «sia necessario un messaggio molto forte per mostrare l’isolamento del regime».

spagna

«No ad elezioni anticipate» MADRID Il voto del 22 maggio per le amministrative spagnole ha travolto il Psoe di Josè Luis Rodriguez Zapatero, opolari di Mariano Rajoy sono riusciti a raddoppiare la distanza conquistata nello storico 1995, preludio alla sconfitta socialista nelle elezioni generali dell’anno successivo che portò il Pp alla Moncloa nel 1996. Zapatero ha riconosciuto la «chiarissima» sconfitta ma ha escluso l’anticipo delle elezioni generali per poter portare a termine "le riforme imprescindibili per il recupero economico". A scrutinio concluso, il Pp ha ottenuto il 37,53% dei voti, il Psoe il 27,79. Anche nel 2007 aveva vinto il PP, ma allora la distanza era stata di appena 7 decimi: 35,62% contro 34,92%.

strauss khan mato la notizia del decesso, ha sottolineato che «possiamo solo confermare che il Mullah Omar è scomparso dal suo nascondiglio a Quetta da tre o quattro giorni». Una fonte anonima della stessa Nds aveva detto a Tolo Tv che Omar era stato ucciso mentre con la collaborazione dell’ex capo dei servizi di informazione pachistani (Isi), generale Hamid Gul, si trasferiva da Quetta alla zona del Waziristan settentrionale. Dopo aver aggiunto che «alcuni alti comandanti talebani hanno perso il contatto con il loro capo negli ultimi quattro giorni», Mashal ha concluso: «non possiamo confermare la sua morte prima del ritrovamento del suo corpo». Grande incertezza, quindi. Secondo Tolo Tv, il leader dei talebani è morto mentre si spostava da Quetta verso il Waziristan settentrionale. L’agenzia di stampa Pajhwok,sostiene che Omar è stato ucciso dai servizi di intelligence Isi e dalla Rete Haqqani, gruppo armato che si oppone al governo del presidente Karzai.

Sperma su abiti della cameriera NEW YORK I primi test del Dna effettuati dalla polizia di New York avrebbero individuato tracce di sperma di Dominique StraussKahn sugli abiti della cameriera dell’hotel Sofitel che lo ha denunciato per violenza sessuale Dal suo rifugio-prigione a Manhattan, Dominique Strauss-Kahn, dopo essersi dimesso la scorsa settimana dalla guida del Fondo Monetario Internazionale, ha scritto un’email ai suoi ex colleghi esprimendo la sua «profonda amarezza e frustrazione per dover lasciare in queste circostanze».


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M E R I D I A N I

calabria

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P A R A L L E L I

la catastrofe La cittadina di Joplin nel Missouri è stata praticamente rasa al suolo

Tornado nel Midwest Almeno 90 le vittime CATACLISMA In una scala da uno a dieci il tornado che si è abbattuto su Joplin, è catalogabile tra otto e nove.

Tornado si sono abbattuti anche su Forest Lake e St Paul

NEW YORK Almeno 90 morti, una cittadina di 50 mila abitanti praticamente rasa al suolo, danni pesantissimi in altre località. E’ il bilancio dei violenti tornado che si sono abbattuti domenica sera sul Midwest degli Stati Uniti. La situazione più pesante è quella di Joplin, nel Missouri:

89 persone hanno perso la vita, è stato devastato anche l’ospedale, interi quartieri sono stati trasformati in un cumulo di rovine e la cittadina è rimasta per diverse ore isolata e al buio. Un’altra vittima si è registrata a Minneapolis. Nel Missouri è stato dichiarato lo stato d’emergenza.

In una scala da uno a dieci, il tornado che si è abbattuto su Joplin era tra otto e nove. Ha toccato il suolo poco prima delle 18.00 ora locale scoperchiando case e sollevando auto e trattori come giocattoli. Macchinari dell’ospedale sono state ritrovati a più di cento chilometri di distanza, nella Dade Conty. «Direi che il 75% della città è virtualmente andato», ha affermato Kathy Dennis, della Croce rossa Usa. Imprecisato il numero di persone rimaste intrappolate o che hanno bisogno di immediati soccorsi. I testimoni dicono all’unisono che Joplin «non si riconosce più, è totalmente devastata». «Queste tempeste hanno provocato dei danni spropositati - ha affermato in una nota il governatore del Missouri, Jay Nixon - e continuano a minacciare persone e cose. Come Stato stiamo cercando di mobilitare ogni agenzia e risorsa disponibile per mettere al sicuro la popolazione, cercare i dispersi e fornire assistenza medica». Oltre allo stato d’emergenza, Nixon ha annunciato la mobilitazione della Guardia nazionale affinché collabori con i militari e le altre agenzie impegnate nei soccorsi. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha diffuso un comunicato in cui esprime le condoglianze alle famiglie delle persone morte. Obama ha elogiato gli sforzi «eroici» di chi sta provvedendo ai soccorsi e

ha detto che l’Agenzia federale per la gestione delle emergenze sta lavorando in stretta collaborazione con le agenzie locali per affrontare la situazione. Infine il presidente ha detto che il governo federale è pronto a fornire aiuti se necessario. Tornado si sono abbattuti anche su Forest Lake, a Nord di Minneapolis-St Paul, e a circa 200 chilometri più a Sud nella zona di Harmony. L’allarme è esteso al Wisconsin, al Texas e all’Oklahoma. Questa primavera gli Stati Uniti sono stati flagellati da una serie di violenti tornado che soltanto in aprile hanno provocato oltre 330 morti in sette Stati. Il 27 aprile 238 persone persero la vita in Alabama . Ed anche in quel caso fu un cataclisma che portò dietro di sè morte e distruzione con oltre 1700 feriti e gente rimasta senza casa. Oltre all’Alabama il tornado si estese anche nel Tennessee dove i morti furono 34, 33 invece nel Mississippi, 15 in Georgia, cinque in Virginia, una in Arkansas. Secondo il servizio meteorologico nazionale, in quella occasione, uno dei tornado ha toccato il livello ef-5 nella classifica di questo tipo di tempeste, con venti di 330 chilometri all’ora. Una centrale nucleare fu obbligata a ricorrere ai generatori di emergenza e a disporre l’evacuazione di tutto il personale. In Alabama un milione di case rimase privo di elettricità.

l’emergenza

Eruzione vulcano Grimsvotn allarme voli nel Regno Unito

La nuvola di cenere dovrebbe arrivare oggi in Scozia

REYKJAVIK Non si dovrebbe ripetere l’esperienza del 2010, quando l’eruzione del vulcano Eyjafjoell provocò la chiusura dello spazio aereo europeo tra il 15 e il 21 aprile causando danni per 10 milioni di passeggeri di tutte le compagnie aeree. Tuttavia, diversamente da quanto si era pensato all’inizio, anche l’eruzione del vulcano Grimsvötn potrebbe infine avere ripercussioni su più di un volo. Se la situazione nei cieli islandesi sembra infatti migliora-

re, l’autorità britannica dell’aviazione civile (Caa) ha previsto per la giornata di martedì probabili problemi ai voli in partenza o in arrivo dal Regno Unito. La situazione, tuttavia, è in costante evoluzione. «La nuvola di cenere attualmente si innalza fino a 8-12 chilometri di altezza e dovrebbe arrivare sul nord della Scozia martedì», dice una nota dell’Ente europeo per la sicurezza aerea. «Se l’eruzione del vulcano proseguirà con la stessa intensità, la nuvola potrebbe raggiungere giovedì la zona ovest dello spazio aereo francese e il nord della Spagna». Eurocontrol rinnova quindi l’invito a tutte le compagnie aeree a restare vigili e a monitorare costantemente la concentrazione di ceneri nei cieli europei. Finora i maggiori disagi della nuova eruzione li ha subito l’Islanda, con città e paesi ricoperti di cenere. La nuvola si è spostata domenica sera anche sulla capitale Reykjavik e le autorità dell’aviazione civile hanno detto che ci sono poche probabilità di riaprire l’aeroporto in giornata. Visto il proseguire dell’eruzione del vulcano Grimsvotn in Islanda, il commissario europeo ai trasporti Siim Kallas ha preso contatto con i singoli ministri dei trasporti degli Stati membri dell’Ue per assicurarsi che tutto venga posto in essere «per garantire la massima

sicurezza, aumentare l’informazione ai passeggeri, dare grande attenzione al coordinamento». Lo ha indicato ieri a Bruxelles Hellen Kearns, portavoce del commissario Kallas, confermando che tra oggi e domani le ceneri provenienti dall’eruzione del Grimsvotn «potrebbero estendersi sull’Irlanda e il Regno Unito». Intando a Bruxelles si è svolta la riunione della speciale cellula anticrisi europea «e una serie di raccomandazioni sono attese in giornata». La parola d’ordine è prima di tutto «sicurezza», ha ribadito la portavoce. Le compagnie aeree si stanno attrezzando per evitare gli inconvenienti causati dalle ceneri vulcaniche. EasyJet, per esempio, sarà la prima compagnia al mondo a sperimentare una nuova tecnologia chiamata Avoid (Airborne Volcanic Object Identifier and Detector), cioè un identificatore e rilevatore di materia vulcanica presente nell’aria. Il sistema, sostanzialmente un radar meteorologico che rileva la cenere, è stato creato da Fred Prata del Norwegian Institute for Air Research. Avoid è un sistema che si basa sull’installazione di una tecnologia a infrarossi sul velivolo, in grado di fornire immagini sia ai piloti sia al centro di controllo di volo della compagnia. Le immagini daranno la possibilità ai piloti di individuare una nube di cenere nel raggio di 100 chilometri e ad altezze tra 1.500 e 15 mila metri. Questo permetterà ai piloti di modificare la rotta.

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calabria

il caso

Premier a reti unificate L’Agcom multa i tg

ROMA La Commissione servizi e prodotti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha deliberato, a maggioranza, di comminare a Tg1 e Tg4 la sanzione nella misura massima prevista dalla legge (258.230 euro), in quanto recidivi, e sanzioni di 100 mila euro ciascuno a Tg2, Tg5 e Studio Aperto. La decisione «alla luce degli esposti presentati» per «la situazione determinatasi nella serata di venerdì 20 maggio, nella quale si è avuta la trasmissione, in prime time, da parte dei notiziari Tg1, Tg2, Tg5, Tg4 e Studio Aperto, di interviste al presidente del Consiglio». Praticamente tutti i principali telegiornali nazionali in chiaro, ad eccezione del Tg3 e del tg di La7, avevano dato spazio al leader del Pdl. Berlusconi era stato interpellato in qualità di leader del Pdl sulle elezioni amministrative ed era apparso seduto alla scrivania e con in bella evidenza il logo del suo partito. Ma non era stata una conferenza stampa: le reti avevano realizzato ognuna la propria intervista. E tutte quante erano poi andate in onda quasi in contemporanea. «Sul punto - si legge in una nota dell’Agcom - l’Autorità aveva chiesto lo scorso 21 maggio chiarimenti urgenti alle emittenti interessate. Considerate le osservazioni pervenute da Rai e Mediaset, la Commissione ha ritenuto che le interviste, tutte contenenti opinioni e valutazioni politiche sui temi della campagna elettorale, ed omologhe per modalità di esposizione mediatica, abbiano determinato una violazione dei regolamenti elettorali».

dal parlamento

Omofobia, la legge di nuovo in aula ROMA Per la seconda volta, da quando, quasi mille giorni fa, è iniziato il suo travagliato percorso, la legge contro l’omofobia è approdata ieri alla Camera, per tornare a fare i conti con la chiusura di Pdl, Lega e Udc. Un «muro di gomma», come l’ha definito la relatrice di minoranza, Paola Concia 1, che ha reagito con indignazione quando alcuni centristi hanno tentato di associare la pedofilia all’omosessualità e hanno sostenuto che l’omosessualità non meriti tutela, perché si corre il rischio di «promuovere uno stile di vita». Il dibattito è stato segnato da uno “sproloquio” di Giorgio Stracquadanio del Pdl: dopo aver più volte usato la parola «puttana», è stato richiamato dalla vicepresidente di turno, Rosy Bindi. Alla fine del dibattito, è arrivata una nuova doccia fredda per chi sostiene la legge: Pdl, Lega e Udc hanno presentato tre pregiudiziali di costituzionalità. La battaglia è rinviata

ora

P A R A L L E L I la decisione

Stretta di mano tra i candidati sindaco di Milano

Pisapia-Moratti Torna il sereno

MILANO Rapida stretta di mano tra il sindaco di schi di diventare disordinata, caotica e insicura». MiMilano uscente Letizia Moratti e lo sfidante di cen- lano, dice il premier nel messaggio, «non può diventrosinistra a Milano Giuliano Pisapia, che si sono in- tare, alla vigilia dell’Expo 2015, una città islamica, contrati lunedì pomeriggio ai giardini Falcone-Bor- una Zingaropoli di campi rom assediata dagli straniesellino per la cerimonia in occasione del 19esimo an- ri e che darebbe loro anche il diritto di voto nelle conniversario della strage di Capaci. Dopo il confronto sultazioni municipali». Non si può, rincara la dose in tv a Sky fra i due candidati in cui Letizia Moratti Berlusconi, far vincere Giuliano Pisapia, il cui proaveva accusato Pisapia di essere amnistiato (mentre gramma è «rischioso, rischioso» e «gode dell’appogè stato assolto) per furto d’auto, l’avvocato non ave- gio dei centri sociali e delle frange estreme della siva voluto stringere la mano tesa del sindaco e fra i due nistra». Pronta la replica al premier del candidato non c’era più stato scambio di saluti. «Ho stretto la sindaco del centrosinistra. «Il presidente del Consiglio è così bugiardo che non si può mano che mi ha dato come faccio credere neanche al contrario di quelsempre - ha spiegato Pisapia - con Ma i leader lo che dice» spiega Pisapia. «Basta tutte le persone gentili e cortesi. Sicdi Pdl e Pd vedere - argomenta - con chi io prencome sono gentile e cortese do la do il caffè per contrastare questa enmano a chi me la porge». «Mi ha fatpolemizzano nesima menzogna», sottolineando to molto piacere» ha commentato a distanza che prende il caffè con «professioda parte sua la Moratti. «Siamo qua via web nisti, imprenditori, lavoratori, con la in un momento molto particolare parte buona della città». Al premier ha poi osservato - di ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, un ricordo che de- replica anche il leader Pd Pier Lugi Bersani. «Berluve essere memoria viva». Il gesto del disgelo tra i due sconi ha detto che, se vince Pisapia, Milano diventecandidati arriva dopo che in mattinata un video-ap- rà una città islamica. Noi diciamo: caro Berlusconi, pello al voto di Silvio Berlusconi sul sito del Pdl ave- ti accorgerai che alimentando le paure non si vince» va nuovamente alzato i toni dello scontro: Milano è il messaggio del segretario del democratici. «Noi città non sicura, islamica, Zingaropoli, Stalingrado spiega Bersani - siamo tranquilli. Le tue parole le d’Italia se vincesse Giuliano Pisapia, il cui program- prendiamo a ridere. Anzi consiglio a qualche vignetma è rischioso e va a braccetto con i centri sociali. Una tista di rappresentarlo, il giorno dopo le elezioni di città come Milano «che vuole andare avanti e cresce- Milano, con un burqa in testa per nascondersi dai mire non vorrà consegnarsi all’estrema sinistra con i ri- lanesi».

ROMA Il ministro Elio Vito ha posto, a nome del Governo, la questione di fiducia alla Camera sul decreto omnibus. «Considerati i tempi ristretti di scadenza del decreto - ha detto Vito - a nome del governo, autorizzato dal Consiglio dei ministri, pongo la questione di fiducia sull’articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto numero 34 del 2011, nel testo approvato dalle commissioni, identico a quello approvato dal Senato». Su esplicita richiesta di Roberto Giachetti (Pd), il ministro ha precisato che l’autorizzazione a porre la questione di fiducia è stata data dal Consiglio dei ministri del 19 maggio. Le opposizioni hanno criticato la decisione del governo. Renato Cambursano e Federico Palomba di Idv hanno detto che il decreto vuole “eludere” il referendum sul nucleare per far fallire anche quello sul legittimo impedimento. Critiche anche da Pier Paolo Baretta (Pd) e Gianluca Galletti (Udc), che ha ricordato che quella di oggi è la quarantesima fiducia in tre anni. Carmelo Briguglio ha parlato, in questo senso, di un «preoccupante segnale di degrado istituzionale». La decisione del governo di porre la fiducia è stata difesa da Simone Baldelli (Pdl) mentre Peppino Calderisi ha affermato che il testo del decreto non vuole eludere il referendum sul nucleare, perché esso «abroga in modo espresso tutte le norme della legge» sul nucleare stesso. La Conferenza dei Capigruppo, convocata immediatamente dal presidente Gianfranco Fini, deciderà il calendario dei lavori per il voto di fiducia.

la polemica

il “richiamo”

Napolitano: «In Italia troppa partigianeria E i leader politici non siano gelosi di me» ROMA In Italia c’è un eccesso di partigianeria politica. Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo incontro stamattina con i giornalisti della stampa estera usando il termine inglese “hyperpartisanship”. «Penso che non ci sia per i politici italiani motivo di ingelosirsi, perchè viaggiamo su pianeti diversi, non ci sono comparazioni possibili, che non siano invece arbitrarie», ha aggiunto anche il capo dello Stato a proposito del suo ruolo. «Il presidente della Repubblica rappresenta l’unità nazionale - ha spiegato - quindi la sua funzione è completamente diversa da quella dei leader politici, dei dirigenti dei partiti. Lo posso dire come politico ritiratosi da tempo da ogni posizione di parte, è normale che si guardi al presidente della Repubblica con questa fondamentale funzione segnata in Costituzione». Parole che suonano come una replica implicita all’ultimo affondo del pre-

Il Governo pone la fiducia sul “Decreto Omnibus”

mier, che in una delle sue sortite a pochi giorni dalle elezioni era tornato a chiedere una revisione dei poteri del Presidente della Repubblica. «Antieuropeismo non solo in Italia». I giornalisti stranieri, attraverso le parole del presidente dell’associazione stampa estera Tobias Piller, hanno poi sottolineato come in Italia «si avvertano ventate di antieuropeismo». Napolitano ha replicato che non si tratta di un fenomeno esclusivamente italiano e che il ripiegarsi su se stessi è una cosa grave, come grave è l’assenza di un impegno per l’Europa. «L’Unione Europea - ha aggiunto il capo dello Stato deve essere un global player». «Paese complicato, ma non ci si annoia mai». Napolitano infine, a chi gli faceva notare una presunta mancanza di sensibilità da parte delle istituzioni italiane alle esigenze della stampa, ha risposto: «L’Italia è un Paese complicato, dal punto di vista sia istituzionale che politico....».

Caso Rizzi, un testimone «Non è stata aggredita» MILANO «Lui non l’ha attaccata. Le ha appoggiato il ginocchio sulla coscia. Se voleva spingere la ribaltava. Lei, vedendo che lui la toccava, si è seduta per terra e ha iniziato a dire che l’aveva aggredita». Spunta una testimone sul caso Franca Rizzi, la madre dell’assessore Alan che ha raccontato di essere stata spintonata e colpita a ginocchiate sabato da un sostenitore di Pisapia. A parlare è Shirin Kieayed, arrivata in Italia bambina nel 1982, che assicura di aver assistito a quanto accaduto al mercato di via Osoppo, dove la signora Rizzi stava distribuendo volantini pro-Moratti, e di essere pronta a ripetere tutto in tribunale. «Ho deciso di espormi con nome e cognome - ha spiegato - perché ho assistito direttamente a quanto avvenuto». Chiaramente spetterà agli inquirenti, ora, valutare e verificare l’attendibilità del racconto della donna, che ha trascorso una notte tranquilla in ospedale.


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la ricorrenza

l’appello

Tensioni tra Alfano e Grasso nel convegno organizzato per commemorare Giovanni Falcone

“Strage di Capaci”, volano stracci nel giorno dedicato alla memoria CONFRONTO Il ministro Angelino Alfano e il capo della Direzione nazionale antimafia, Pietro Grasso, nel corso del confronto moderato dal giornalista Giovanni Minoli Nelle altre foto alcuni momenti della celebrazioni in memoria di Giovani Falcone

COSENZA Giovanni Minoli tenta di smorzare i toni. E ci riesce, anche. Perché la tensione che si registra nell’aula bunker dell’Ucciardone rischia di rovinare la festa. La contrapposizione tra poteri dello Stato - tra uomini che rappresentano organismi autorevolissimi dello Stato - stride con clima sereno che si respira dentro e fuori il penitenziario che ha “ospitato” - giudicandoli - padrini e accoliti della malavita siciliana. Migliaia di studenti vogliono onorare la memoria di Giovanni Falcone, di Francesca Morvillo, degli uomini della scorta uccisi il 23 maggio del 1992 in autostrada, all’altezza dello svincolo di Capaci. Ma il ministro Angelino Alfano e il procuratore capo della Dna Pietro Grasso si punzecchiano affrontando i tempi della legalità e della riforma della giustizia. «Il governo lavorerà sempre per l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, presidio di legalità e fondamento di uno stato di diritto», dice Alfano. Ma Grasso replica: «Dovremmo smorzare la tensione? E’ come cercare di dialogare con chi ti prende a schiaffi. Dobbiamo usare il Vangelo e porgere l’altra guancia. La delegittimazione rende tutto più difficile, ci danno del matto, maxiutospisti, ci definiscono cancro da estirpare». I partecipanti al convegno organizzato nell’aula bunker, a giudicare dalle ovazioni, parteggiano per Grasso. Che incalza: «Questa, per altro, non è una riforma della giustizia, non è quella che i cittadini attendono, il processo breve, la possibilità per le vittime di avere giustizia, di essere risarcite. Questa casomai è una riforma del rapporto tra magistratura e politica». Ma Alfano difende ancora la propria riforma: «Come chiedeva proprio

Santino Di Matteo: «Dite no alla mafia»

PALERMO Sono passati quindici anni dall’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo, sciolto nell’acido dai suoi carcerieri perché il padre aveva deciso di collaborare con la giustizia. Ed è proprio il padre, Santino Di Matteo, uno dei “boia” di Capaci, che si racconta in una lettera indirizzata al presidente del “Parlamento della legalità” Nicolò Mannino. Il documento è stato letto, nei giorni scorsi, davanti a centinaia di studenti che hanno partecipato a un concorso nazionale dedicato al bambino che amava i cavalli. Nella lettera Di Matteo ha invitato i giovani a condannare e a combattere la mafia e, ha detto, a «non essere come me». La manifestazione si è svolta a San Cipirello alla presenza della madre del piccolo Di Matteo.

Falcone stiamo lavorando per conseguire la tanto attesa separazione delle carriere». Grasso non ci sta, e ribatte: «Falcone voleva l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, però non si può pensare di dichiarare nella Costituzione il pm autonomo e indipendente, e poi togliergli la direzione delle indagini». Altra ovazione. E la tensione cresce ancora. E’ Minoli, così, che smorza i toni. E chiede ai due interlocutori di indicare, ciascuno, una qualità dell’altro. Grasso: «Il ministro Alfano sa percepire al volo le priorità come ha fatto quando, all’inizio del suo mandato gli prospettai l’idea di Falcone di aggredire i patrimoni dei mafiosi dando la competenza alle Dda e il coordinamento alla Procura nazionale antimafia». Alfano: «Grasso è un uomo delle istituzioni che non fa sconti al governo ma non si pone al servizio di nessuna parte politica». Il round si chiude qui. Perché la memoria di Falcone, e delle altre vittime di mafia, va onorata seriamente, sino in fondo. Da tutta Italia i giovani sono arrivati a migliaia. Con due navi, addirittura, chiamate “Giovanni Falcone” e “Paolo Borsellino”. Dopo il convegno Maroni depone una corona di fiori per le vittime della strage mafiosa. Subito dopo, l’incontro con i familiari delle vittime alla Caserma Lungaro e poi il sopralluogo in via D’Amelio per commemorare l’uccisione di Paolo Borsellino e di cinque agenti della scorta. Quindi il corteo, gli slogan urlati a squarciagola e il mini-concerto di Claudio Baglioni che si esibisce sotto “l’albero Falcone” di via Notarbartolo intonando le note di “Strada facendo”. Il resto è memoria. Per chi ha memoria. p. p. cam.

il messaggio

Il Guardasigilli: «La Calabria si ribelli. Senza attendere... le stragi» REGGIO CALABRIA «La Calabria si ribelli senza attendere le stragi». Così il ministro della Giustizia, Angelino Alfano si è espresso a Palermo nel giorno in cui si celebra il 19esimo anniversario della morte del giudice Giovanni Falcone. È un ministro della Repubblica, Alfano, e dunque sa bene di cosa parla quando fa espresso riferimento alla Calabria. Lui che nella punta dello Stivale vi è stato più volte negli ultimi due anni ha avuto modo di apprendere notizie pubbliche e meno pubbliche; ha conosciuto indagini, nomi ed affari delle ‘ndrine così come dei palazzi di giustizia, soprattutto reggini. Se, dunque, un uomo delle istituzioni lancia un appello così accorato ai calabresi, paventando addirittura il rischio di possibili stragi, sorge qualche dubbio: c’è forse qualche segnale che lascia presupporre che in Calabria possa accadere qualcosa di simile a ciò che è avvenuto in Sicilia? Ci spieghiamo: nel pe-

riodo della stagione della tensione di Reggio, in molti pensavano che si sarebbe potuto aprire un circolo vizioso che avrebbe poi condotto all’attentato nei confronti di qualche magistrato. Il fatto che ad essere presi di mira furono uomini della Giustizia come Di Landro, Pignatone, Fimiani, Lombardo, De Bernardo e Creazzo lascia intendere un movimento all’interno delle cosche simile ad una sorta di fastidio per la forte ed incisiva azione messa in campo della magistratura. Poi arrivò il collaboratore di giustizia Antonino Lo Giudice e spiegò che quelle bombe le aveva messe lui. Lasciando per un attimo da parte movente, soggetti chiamati in causa e reticenza o credibilità del collaboratore, un dato è certo: dall’ottobre scorso solo un magistrato della Dda è finito nel mirino della malavita: il sostituto procuratore Giuseppe Lombardo. Per lui arrivò l’ennesima lettera con proiettile. Il pensiero andò subito

alle inchieste che Lombardo sta conducendo e che richiamano senza alcun dubbio gli intrecci tra ‘ndrangheta e politica. Un concetto che lo stesso ministro Alfano ha ripreso ieri proseguendo il suo discorso sulla Calabria: «In alcune regioni del Sud - ha spiegato il Guardasigilli - è necessario ricostruire la democrazia ed eliminare il trasporto politico-clientelare che è il brodo di coltura delle mafie». In sostanza, delle due l’una: o Alfano sa che la ’ndrangheta, quanto meno in passato, ha avuto in cantiere di attentare alla vita di magistrati e teme che la cosa possa realmente accadere anche in futuro oppure l’uscita del ministro è da inquadrarsi soltanto in un contesto, come quello del ricordo della strage di Capaci, che è servito da “trampolino” per un appello forte ai calabresi. Chiarirlo a scanso d’equivoci, forse, sarebbe anche opportuno. c. m.


dal POLLINO alloSTRETTO

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rapporto istat

La fotografia dell’Istat: in regione sempre più poveri, precari

Tasso di occupazione 20-64 anni per sesso e regione - Anno 2010 (valori percentuali) 90

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Sempre più poveri, precari, disoccupati, senza nessuna speranza per il futuro, esasperati, delusi. Non parliamo del male del secolo - la depressione - ma delle definizioni che usa l’Istat nel rapporto annuale sulla povertà per meglio inquadrare la realtà e gli stati d’animo che contraddistinguono i giovani e le giovani calabresi. Che al contrario dei coetanei spagnoli, indignati dalle scelte scellerate della politica economica del proprio Paese, preferiscono sopportare in silenzio o fare le valigie ed emigrare verso lidi più accoglienti (com’era la Spagna fino a tre anni fa). Anche

perché, sottolinea l’Istat, la colpa non è della crisi economica ma dello sviluppo mancato del Meridione che ha radici molto più profonde. In Calabria il tasso di occupazione più basso «Nella media del 2010 - si legge nel rapporto dell’Istat - il tasso di occupazione degli uomini nella classe 18-29 anni si colloca al 59,2 per cento nel Nord e al 35,7 nel Mezzogiorno, con il minimo del 30 per cento in Campania e Calabria. In quest’ultima regione i valori più bassi si segnalano a Crotone, Cosenza e Vibo Valentia (rispettivamente 28,0, 28,3 e 30,3 per cento)». Il record negati-

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La Calabria è tra le regioni più povere d’Italia e con il più alto tasso di disoccupazione giovanile. Lo dice l’ultimo rapporto dell’Istat sullo stato del Paese. Una fotografia drammatica, una vera e propria sentenza senza possibilità d’appello. Un quadro che era noto da tempo ma che è stato ignorato, oscurato dalla politica e dai giornali. Un dato che spiega molte cose. Che spiega, per esempio, la forza della ’ndrangheta. Non lo dice più nessuno ma è evidente che è proprio la povertà e questa mancanza assoluta di prospettive e di futuro che spinge la nostra “meglio gioventù” tra le braccia della cosche. E chi pensa che la lotta alla criminalità organizzata riguardi solo le procure e le questure è ora che riveda la propria posizione. Chi parla esclusivamente del cosiddetto terzo livello, di quel legame sciagurato tra mafia e politica, è ora che inizi a mettere a fuoco anche un altro legame, forse ancora più pericoloso: quello che lega la ’ndrangheta ad ampi strati della società calabrese, ai nostri vicini di casa, ai nostri colleghi e conoscenti che affidano il futuro proprio e quello dei propri figli alla ’ndrangheta. Un legame che si salda proprio sulla povertà che stritola e rende ricattabile quell’area sempre più vasta di popolazione calabrese. A San Gregorio, Locri e Taurianova ci sono intere zone in mano alle famiglie criminali. Stessa cosa per quel che riguarda i quaritiere Archi di Reggio e Pistoia di Catanzaro. E non è certo un caso che si tratta di aree indigenti, povere, abbandonate a se stesse. Qualche giorno fa abbiamo pubblicato una bellissima lettera dei sindaci della Locride. Un passaggio di quella lettera diceva una cosa disperata e vera: «Noi - c’era scritto - consideriamo nostro il sangue versato per mano mafiosa, ma nostri sono anche i ragazzi che consumano la loro vita nelle galere». Insomma, vittime e carnefici sono abitanti di questa Il legame stessa terra, sono vicini di casa, frequencon le cosche tano le stesse strade, si incontrano nelle stese piazze. Vittime e carnefici spesso si rende ricattabile confondono. Proprio come nel bellissimo la popolazione film su Peppino Impastato, quei cento pascalabrese si che dividevano la casa di Peppino da quella di don Tano Badalamenti, rivivono ogni giorno nei nostri quartieri, nei nostri paesi. E cosa c’è tra quei cento passi? Cosa divide la scelta tra il “bene” e il “male”? La divide anche e soprattutto la possibilità di scegliere il proprio futuro, di prendere in mano il proprio destino, di poter contare su istituzioni solide che siano in grado di offrirlo un futuro. Di una politica che riesca a guidare la Calabria verso una possibilità di sviluppo invece di dividersi e di scontrarsi su piccole questioni senza senso. Schermaglie da basso impero che i media amplificano. E in questa situazione la ’ndrangheta sta diventando l’unico referente credibile agli occhi di molti ragazzi. È bene guardare in faccia la realtà: in alcune aree della nostra terra solo i clan sono in grado di offrire un futuro e una prospettiva a centinaia di ragazzi lasciati soli dalla politica e dalle istituzioni. Un futuro di violenza e sopraffazione, certo, ma l’unico possibile per molti.

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DI DAVIDE VARÌ

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Quei cento passi ci dividono dalla legalità e dal lavoro

MISERIA è la Calabria B olz a no/B oz e n

la riflessione

vo riguarda anche il tasso di occupazione delle donne nella classe 18-29 anni che «è pari al 47,2 nel Nord e al 21,9 nel Mezzogiorno. Ancora una volta - continua il rapporto - Campania e Calabria manifestano le incidenze più contenute, nell’ordine del 17 per cento. Le province con il tasso di occupazione femminile della classe 18-29 anni più basso sono Reggio Calabria (11,8 per cento), Caserta, (14,2) Crotone (16,9), Napoli (17,5) e Salerno (17,6)». Paradossalmente i laureati in Italia trovano lavoro con più difficoltà rispetto ai diplomati e ai giovani con basso titolo di studio. Questo dato ha valenza sia per l’universo femminile

una rossanese in tv

La storia di Silvia commuove gli italiani

ROSSANO (CS) È una storia triste, ma purtroppo una delle tante che si consumano quotidianamente nelle nostre città, quella che Silvia P. (nella foto), rossanese, ieri pomeriggio ha raccontato alle telecamere di Pomeriggio sul due. Divorziata, con cinque figli e senza lavoro: è il mix perfetto che di questi tempi accentua il disagio sociale degli italiani e dei calabresi nel particolare. Anche quello della donna-coraggio che davanti a milioni di telespettatori racconta la sua vita. Una storia che parla, anzi tutto, del disagio di interagire con una famiglia allargata, con una prole numerosa nata da due rapporti differenti. Ma c’è anche la capacità di Silvia nel rendere armoniosa, nonostante lo stato d’indigenza, la vita dei suoi

cinque figli cercando di offrire ad ognuno di loro una vita normale. Una mamma sola e combattuta tra l’amore per i suoi ragazzi e l’amarezza, il bisogno, la necessità di cercare un lavoro (ovviamente precario e saltuario) che consenta a lei e alla sua famiglia di vivere alla giornata. La democratica Costituzione italiana dice che questo Paese è fondato sul lavoro; ma forse sarebbe meglio dire che, oggi, basa le sue fondamenta sulla ricerca di un lavoro. Altro è solo ipocrisia. E il perché trova riscontro quotidiano, anche nelle stesse parole di Silvia. Che, incalzata dalle domande della conduttrice del programma, Caterina Balivo, ha testimoniato come le istituzioni vivano a milioni di anni luce dalla realtà degli italiani.


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In regione si registra il più alto tasso di disoccupazione giovanile

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Le donne sono le più svantaggiate E la spesa sociale è la più bassa d’Italia

rapporto istat

EdelMAFIA 2011

il parallelismo

In Spagna s’indignano Nel meridione tiriamo a campare

disoccupati e poco welfare. Ma la colpa non è solo della crisi Tasso di irregolarità delle unità di lavoro per regione Anni 2001, 2004 e 2009 30 2001

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che per quello maschile. C’è squilibrio nella spesa sociale Nel 2008 la spesa pubblica dei Comuni per i servizi e gli interventi erogati sul territorio è stata pari a 6,7 miliardi di euro: la spesa media pro capite si è attestata, infatti, a 111 euro. Questo dato, per l’Istat è alla base dei «forti gli squilibri territoriali» a sfavore delle regioni del Mezzogiorno: la spesa media per abitante varia da un minimo di 30 euro in Calabria a un massimo di 280 nella provincia autonoma di Trento. La spesa media per persona disabile è stata di 2.500 euro nel 2008, oscillando da 658 euro del Sud a 5.075 del Nord-

est. Nelle regioni del Sud le risorse per la disabilità hanno assorbito appena l’8,4 per cento della spesa totale, che invece è stata pari al 58,6 per cento nel Nord dove, peraltro, i disabili sono di meno. La spesa media per anziano si è attestata a 117 euro, con valori compresi fra 59 euro al Sud e 165 al Nord-est. Aumenta il lavoro irregolare Tra 2001 e 2009 nel Nord e nel Centro del Paese si è registrata la riduzione dell’occupazione irregolare, «le regioni meridionali presentano, invece, tassi di irregolarità superiori alla media nazionale». Anche in questo caso «spicca il valore particolarmente elevato della Calabria (29,2

«Ho scritto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – ha detto la donna – per esporgli il mio stato di disagio: il mio stato precario da disoccupata e con cinque figli a carico». Ebbene, la risposta del primo cittadino italiano si è sintetizzata con l’invio di un sussidio economico. “Se non hanno pane, che mangino brioches”, furono queste le parole dell’ultima regina di Francia Maria Antonietta, poco prima che venisse decapitata dal suo popolo, in risposta ai sudditi che gridavano la loro fame. L’Italia, il meridione in particolare, non ha più bisogno di assistenzialismo, vuole lavoro e speranza nel futuro. MARCO LEFOSSE m.lefosse@calabriaora.it

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fonte: Istat

per cento)», che esplode nel settore dell’edilizia (42,9 per cento). Cresce la povertà relativa «È assolutamente povero il 7,7 per cento delle famiglie residenti nel Mezzogiorno - scrive l’Istat -. Nel 2009 il divario fra Nord e Sud si mantiene decisamente marcato: il Mezzogiorno conferma gli elevati livelli raggiunti nel 2008, con un’incidenza di povertà relativa più che doppia rispetto alla media nazionale e con un’intensità del 22,5 per cento». E anche in questo caso l’incidenza più elevata si rileva in Calabria (27,4 per cento). DOMENICO MICELI d.miceli@calabriaora.it

DI LANFRANCO CAMINITI

In Spagna, il governo Zapatero è rimasto travolto dalla crisi economica. La disoccupazione viaggia intorno al 20 percento, e nella fascia di età tra i 25 e i 34 anni arriva al 40. La Calabria ha queste identiche cifre. Solo che in Calabria non c’è stata bolla immobiliare né speculazione finanziaria e quindi neppure quel decennio di frenetica corsa al rialzo che comunque aveva diffuso consumi e condizioni di vita migliori. Però, un qualche filo di pensiero per mettere a paragone situazioni così distanti forse si può fare. Il riformismo alla Zapatero non ha prodotto cambiamenti significativi sul piano del lavoro: sul piano dei diritti delle persone, sì. Quante volte ho sentito dire ai miei amici gay o lesbiche con occhi trasognati: «Ah, la Spagna! È lì che bisogna andare!» Quello che non è passato è un cambiamento nei rapporti di lavoro, nella contrattualità, nella garanzia per la disoccupazione, nella lotta alla precarietà. Per costruire velocemente case che servissero a contrarre mutui che servissero a far camminare derivati finanziari ci voleva lavoro a bassa garanzia. E tutto intorno, servizi finanziari, informatica, design, mobili, eccetera eccetera. Finché è durata, bene. Appena s’è fermato tutto – e sono miliardi i metri cubi di cemento invenduti – sono finiti i giochi. I giovani sono scesi in piazza. Incazzati. O indignados, che è uguale. L’Italia non ha sofferto con evidenza sinora la crisi finanziaria. Non è merito di Tremonti, che si è limitato a tenere sotto controllo la spesa pubblica, una cosa comunque non da poco considerando gli appetiti divoratori della casta politica. È che l’Italia è ai margini della movimentazione finanziaria internazionale, e questo ci ha messo al riparo. Solo che ristagniamo impietosamente. Nella stagnazione le regioni messe meglio, e con “voce politica forte”, come la Lombardia, sopravvivono, le regioni messe male, come la Calabria, vanno al collasso e implodono. È da addebitare al berIl familismo lusconismo tutto questo? Certo che sì, visto riesce a far il totale disimpegno sul tema dell’economia. Un governo di centrosinistra – mettiamo, da argine Prodi – sarebbe stato in grado di affrontaalla crisi re questa crisi economica? Prodi, come già economica Ciampi, ha sempre considerato l’ingresso nell’euro – e le lacrime e il sangue che furono necessari – come il risultato migliore del suo mandato. Qualcuno, guardando oggi a quello che succede in Spagna o in Portogallo o in Grecia, può pensare che questo – l’euro – sia stato per noi di per sé una salvezza? Che c’azzecca tutto questo con la Calabria? C’azzecca perché in Calabria s’è avuta per cinque anni una giunta di centrosinistra che è stata punita duramente alle scorse regionali e su cui è stata messa almeno al momento una pietra tombale alle recentissime amministrative. Loiero ha perso perché fra le tante, troppe iniziative spumeggianti della sua giunta, la questione del lavoro, della disoccupazione dei giovani, di un qualche piano per la produzione non è mai stata centrale. Alla resa dei conti s’è presentato con le mani vuote, e Scopelliti aveva dalla sua il fatto di essere un investimento elettorale, con il vantaggio di stare dalla parte del governo. L’investimento, a quanto pare, è stato reiterato in queste amministrative comunali. Può fare qualcosa per la Calabria Scopelliti? Di sicuro Scopelliti non ha opposizione. E non mi riferisco all’opposizione istituzionale di quello che fu il centrosinistra. Ma all’opposizione sociale. Ai giovani, soprattutto. Indignados. O incazzati che dir si voglia. Qui, sul piano dell’opposizione sociale siamo a zero carbonella. Eppure, la Calabria dovrebbe scoppiare. Con questi numeri di disoccupazione. Come la Grecia, come la Spagna. Perché non succede? Perché il familismo riesce a far da argine alla crisi, perché c’è una media borghesia che si è arricchita di appalti, di politica, di sanità, di affari sporchi e continua a far girare il denaro con i suoi consumi? La borghesia, vecchia e nuova, trafficona c’è – il capitale illegale sostituisce qui la speculazione finanziaria –, ma quella piccola e gli strati sociali che vivono di lavoro e stipendio fanno i salti mortali. Perché non si usa abbastanza internet e twitter e facebook, come dicono le statistiche? Via, è una cazzata, qui da sempre basta affacciarsi da una finestra per parlare a quella di fronte e le cose succedono. E mica per il gusto dell’incazzatura. Nel convincimento che le modificazioni accadono nel conflitto e nelle soluzioni – sempre un po’ di più di quello che c’era prima, sempre un po’ di meno di quello che ci aspetterebbe – tra movimenti e istituzioni. Le istituzioni però ci sono. E i movimenti? Lasciamolo stare il “vento del nord”. Qui non arriva, e quando arriva gela solo le infioriture. E se c’è qualcosa che serve adesso da queste parti è proprio scongelare le cose. Ne vogliamo parlare?


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amministrative CROTONE La Sila. Ossigeno per Bersani che ieri l’ha traversata da Cosenza a Crotone passando per San Giovanni in Fiore per sostenere la complessità del Pd calabrese che è impegnato nel ballottaggio delle città visitate. A Cosenza e San Giovanni in Fiore per aiutare la rimonta, a Crotone per tirare la volata a Peppino Vallone. Ossigeno e passione in Piazza della Resistenza del capoluogo pitagorico, un luogo dolce e caro a Giorgio Amendola e Giacomo Mancini che la frequentarono nei tempi andati. Sold out per il segretario nazionale del Pd. Coreografia adeguata. Colonna sonora in tema: ritorna la “Canzone popolare” di Ivano Fossati, la voce di Rino Gaetano che gioca in casa in un ricordo struggente, e poi una dedica: “Peppino, Peppino…” di Antonello Venditti. Sul palco tutti i parlamentari calabresi, i dirigenti locali. Introduce il segretario provinciale del Pd, Nicola Belcastro, che introduce Peppino Vallone che introduce Pierluigi Bersani. L’attenzione è tutta per lui ma “Peppino, Peppino…” è sempre sulle note come paradigma e confronto con l’avversaria Bianchi che

Bersani: «Un filo rosso tra Milano e Crotone» Il segretario nazionale del Pd in tour elettorale in Calabria viene pizzicata per tutta la durata della manifestazione. «Noi non siamo loro», esordisce Pierluigi Bersani. Sarà il leit-motiv della manifestazione, così come il tema del lavoro e della democrazia s’intreccia in un ragionamento ripetuto più volte. Un filo rosso che lega Milano a Crotone, un refolo di vento che è montato al primo turno e che i convenuti sperano diventi il vento del cambiamento che spazzi via Berlusconi e il berlusconismo. Il malato e la malattia nella metafora di Bersani che alleggerisce il comizio con la bonomia emiliana concedendosi battute che il pubblico ha mostrato di gradire. Una per tutte: «Se domenica Berlusconi dovesse perdere i vignettisti si preparino a disegnarlo col Burqa». «Crotone – ha detto Bersani – deve scegliere tra una persona perbene e un’al-

Il comizio crotonese di Pierluigi Bersani, ieri a Crotone tra che non sa nemmeno che cosa pensa». Ancora il vento che questa parte interpreta come propiziatorio, e il leader del Pd tuona: «Quello che è

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Scritte contro il leader pd In due sorpresi sulla ss 107 Non a tutti è piaciuta la visita in Calabria del segretario nazionale del Partito democratico. «Due uomini, padre e figlio, sono stati sorpresi mentre, con secchiello e vernice, stavano scrivendo frasi ingiuriose indirizzate contro il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio e contro il segretario nazionale del Pd, Pierluigi Bersani lungo la statale 107 Paolana-Crotonese, sul tragitto che da lì a poco avrebbe dovuto percorrere lo stesso onorevole Bersani». A darne notizia è l’ufficio stampa della stessa amministrazione provinciale.

successo una settimana fa dice che il vento si è alzato, soprattutto al Nord. Noi vogliamo prendere per mano questo vento e portarlo in tutta

Il passo del gambero del Pd Bersani in Calabria. Arriva nella nostra regione – come suol dirsi - a “buoi già scappati dalla stalla”. Il segretario nazionale del Partito democratico non scende alla vigilia del primo turno, lo fa in vista del ballottaggio, dopo che il dato elettorale ha già segnato il crollo del Pd in Calabria, sceso in alcune città a percentuali da “cespugli”. Magari la sua sortita servirà a salvare il salvabile, ma restano alcune contraddizioni. Come – a esempio - il fatto che il Pd appoggia al ballottaggio di Cosenza un candidato sindaco che ha battuto al primo tur-

no l’uscente Perugini, indicato direttamente dal partito nazionale. Come dire: sconfessare se stessi. Di interessante, nella veloce visita di Bersani, l’apertura ai giovani come Scalzo e Vaccai, e l’ammissione che il Pd in Calabria ha problemi. Ma nessun accenno al commissariamento che questi problemi ha sicuramente ingigantito, se non addirittura creato. Il commissariamento di fatto in Calabria si è tradotto in una “sospensione” non solo degli strumenti del Pd – come le primarie – ma anche del dibattito interno, rimasto soffocato e

La lista Scopelliti Presidente: terza forza in Calabria Imbalzano e Salvatore Magarò. «Il nostro raggruppamento – ha sottolineato Caligiuri – ha di fatto confermato l’exploit delle regionali conseguendo complessivamente quasi 47mila voti con una media che si attesta al 9%. In virtù di ciò abbiamo già ottenuto 17 seggi che possono arrivare a 20 dopo l’esito dei ballottaggi. Ci confermiamo, quindi, come il terzo schieramento in Calabria dopo il Pdl ed il Pd ed il secondo del centrodestra». Numeri giudicati «estremamente positivi» in quanto, ha ricordato l’assessore alla Cul-

schiacciato da decisioni calate dall’alto. Cosa ci sia di democratico in questo oggettivamente si fa fatica a comprendere… Senza entrare nel merito delle singole vicende, è indubbio che questo percorso è costato un consistente drenaggio di “big” e di militanti, il cui allontanamento dall’area democrat certo non ha portato benefici in termini di consensi. Che adesso vanno tutti riconquistati. E questo dovrà avvenire solo in Calabria. È il passo del gambero del Pd: in Italia cresce, qui crolla. ant. cant.

provinciali

l’analisi del voto

LAMEZIA TERME «Un risultato straordinario che rafforza il nostro ruolo all’interno del centrodestra e l’azione del governo regionale». È un commento soddisfatto quello esternato dai dirigenti della lista “Scopelliti Presidente” in merito all’esito della recente consultazione amministrativa. Il dato elettorale è stato analizzato, nel corso di una conferenza stampa a Lamezia, dal coordinatore regionale del movimento, Mario Caligiuri, e dai consiglieri regionali Alfonsino Grillo, Giovanni Biliardi, Claudio Parente, Candeloro

Italia. Noi non siamo loro. Perché governeremo per tutti, Crotone gioirà per Milano e Milano per Crotone. Noi abbiamo parlato allo stesso modo a Crotone come a Varese, loro no». «Mandiamolo a casa», il passo successivo, «Non abbiamo un imperatore che elegge i suoi vassalli, che a loro volta eleggono i valvassini e quindi i valvassori». Poi, nel dettaglio, le mancanze del governo e le proposte del Pd. Un concetto già espresso a Cosenza per sostenere Enzo Paolini: «Noi siamo un partito di governo momentaneamente all’opposizione. Noi abbiamo le nostre proposte che sono alternative e di governo». Bersani ha parlato anche del suo partito: «Il Pd è un partito troppo giovane per aver risolto tutti i problemi. E in questa regione, si è visto, i problemi li abbiamo e si tratta di vicende

anche complesse. Sono certo, però, che da adesso in poi, con la novità del grande risultato che il Pd ha avuto, si avvierà una strada nuova e lavoreremo per questo». Con una promessa: «Dopo i ballottaggi organizzeremo un’assemblea dei giovani del partito del Sud. Ci saranno almeno 2.000-2.500 giovani e tra loro, in particolare, quelli che si sono candidati nelle elezioni amministrative e che sono impegnati con le loro attività nella politica. Li riuniremo e troveremo con loro un percorso anche di formazione perché c’è bisogno di mettere in movimento una nuova classe dirigente. Lavoriamo, dunque, a partire dal Sud per dare un segno a tutto il Paese». A San Giovanni in Fiore Bersani, a sostegno del candidato sindaco Emilio Vaccai, ha spezzato una lancia contro la chiusura degli ospedali di montagna: «Si rischia lo spopolamento delle aree interne». Questo il finale di Crotone: «Basta con l’idea balorda che fanno circolare, non solo la Lega ma anche Tremonti, leghista della domenica, secondo cui il Nord può farcela da solo, se non avesse la “zavorra” del Sud». br. gem.

tura, «la lista si è presentata nella competizione elettorale che riguardava i Comuni capoluogo e quelli al di sopra dei 15mila abitanti, dove il Pdl aveva chiesto esplicitamente la presenza della lista “Scopelliti Presidente”, quali Rossano e Rende». Caligiuri ha, infine, rimarcato come, anche in questa occasione, «la lista è riuscita ad intercettare il voto giovanile». Considerazioni condivise in toto dai componenti del gruppo a Palazzo Campanella secondo i quali «il risultato elettorale dimostra che il movimento è da ritenersi a pieno titolo un partner organico della coalizione di centrodestra e che dovrà essere trattato con pari dignità rispetto alle sigle nazionali». Giuseppe Perri

In riva allo Stretto Ultimi scampoli di campagna elettorale in riva allo Stretto. Domenica prossima i duellanti Peppe Raffa e Pinone Morabito si affronteranno al ballottaggio che assegnerà la presidenza della Provincia con la stessa squadra con la quale hanno giocato al primo turno. A Reggio non c’è stato nessun apparentamento come messo nero su bianco dalla scheda elettorale che ieri è stata approntata in Corte d’appello dove è stato effettuato il sorteggio dei candidati. Primo estratto è stato il candidato del centrosinistra Morabito che sarà dunque collocato nella parte alta della scheda. La parte bassa sarà occupata invece da Raffa e dalle dieci liste che lo sostengono. I due partono da zero a zero, ma è chiaro che, senza apparentamenti ufficiali, il divario del primo turno costituisce un’indicazione di massima. Raffa è arrivato al 45,4%, mentre Morabito non è andato oltre il 26,5% nonostante si presentasse alle urne da presidente uscente. Nel 2006 il centrosinistra con Pinone aveva stracciato gli avversari aggiudicandosi il 58% dei consensi. I due candidati, in questa settimana, sono impegnati in una serie di iniziative sul territorio e di


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amministrative CROTONE L’Udc nella città pitagorica è un partito uno e trino. C’è quello ufficiale di Alfonso Dattolo. C’è quello filo berlusconiano di Dorina Bianchi. E quello eretico (dell’ex a questo punto) Benedetto Proto, presidente del consiglio provinciale a cui non va bene né la linea Dattolo né la linea Bianchi. E pazienza se Dattolo ieri non è salito su palco di Bersani a raccontare che l’Udc prendeva le distanze da Dorina Bianchi. «Era una battuta», dice Dattolo che usa la metafora degli scacchi ignorando che c’è la mossa del cavallo. E Calabria Ora ieri ha dato alla notizia esattamente il rango di battuta: «La registriamo solo per dovere di cronaca». Dattolo ieri è corso ai ripari con una nota, in agrodolce, che, fra l’altro, declina: «In questo quadro, pertanto, va interpretata la battuta, riportata da alcuni organi di stampa, sulla mia partecipazione alla manifestazione a Crotone con il leader del Pd Bersani. Una reazione sopra le righe, se vogliamo, che naturalmente non corrisponde alla realtà, ma senz’altro mette in luce un forte stato di disagio politico non solo del sottoscritto, ma di tutto il nostro gruppo dirigente e dei nostri militanti per una serie di incongruenze, messe in atto dalla senatrice Bianchi. Una reazione direttamente consequenziale a quanto è accaduto e sta accadendo in una realtà in cui, purtroppo, si sono verificate, nostro malgrado, delle vistose anomalie che ci hanno, progressivamente, allontanato dal candidato a sindaco da noi inizialmente proposto e tutelato da una serie di osservazioni fortemente critiche, che ne denunciavano sia la fragilità di tenuta politica che la scarsa condivisione delle problematiche di una città complessa e difficile come Crotone che esige una presenza radicata e costante nel

Udc nel pallone Divisa tra Proto Bianchi e Dattolo Tre linee a confronto nella città pitagorica Trematerra: a breve la decisione ufficiale

Da sin., Dorina Bianchi e Pasquale Senatore

territorio». Insomma, della Bianchi all’Udc non piace nulla, tant’è che Dattolo rincara la dose: «Ed è esattamente l’incoerenza, con un marcato tratto d’irriconoscenza politica, il punto di criticità che noi, dopo esserci spesi senza risparmio per fare accettare la sua candidatura a sindaco ai tanti che avevano espresso dubbi e riserve sul suo nome, oggi evidenziamo negli atteggiamenti e nelle intenzioni della senatrice Bianchi». Mette il sigillo Gino Trematerra: «Non andremo su nessun palco o palchetto con la sinistra, e quella di Dattolo è stata una reazione alla notizia di un apparentamento non gradito. Niente di sostanziale. Altra cosa, invece, è la no-

stra posizione sul ballottaggio di domenica e lunedì prossimi che è oggetto di discussione ed entro oggi o al massimo domani (ieri e oggi, ndr) comunicheremo la nostra posizione ufficiale». Si recita Kafka o Jonesco? Nell’attesa Dorina Bianchi fa sapere: «Sono stata candidata dall’Udc e credo che l’Udc sia un partito responsabile verso i suoi candidati al consiglio comunale di Crotone. Sono sicura che non ritirerà il suo appoggio. Nella mia scelta di apparentamento con l’ex sindaco Pasquale Senatore e le sue liste ho pensato all’efficienza e alla sostanza di quello che poteva essere un tandem con lui che è stato sindaco della città per tanti anni. I cittadini di Crotone anche in questa circostanza hanno reputato che la sua azione sia importante e che la sua grande esperienza possa facilitare l’azione amministrativa a favore della città. Tutto questo con la novità rappresentata da me in una continuità di azione con il governo regionale e nazionale». Ieri, alle 12, Dorina Bianchi ha tenuto un conferenza stampa con Pasquale Senatore, “il figliol prodigo”, per spiegarne l’apparentamento e per nominare il neo-alleato vicesindaco vicario. Il quale Senatore ha svelato le carte: «Quello dei giorni scorsi con i comunisti è stato soltanto un giochetto conosco bene i loro trucchi, figuriamoci se mi mischiavo con loro». Per Senatore quindi è stato tutto un bluff. Ma la regia di Giuseppe Scopelliti, forse un po’ tradiva, si è fatta sentire. Mentre nulla traspare sull’asse (?!) Bianchi-Regalino e Sculco resta freddo con la candidata. Alle stessa ora altra conferenza stampa di Peppino Vallone che si è rivolto ai cittadini di Crotone. BRUNO GEMELLI b.gemelli@calabriaora.it

cosenza

Ultime manovre sotto la Sila Kermesse pubblica del Pd per Paolini, tre nuovi alleati per Occhiuto COSENZA L’inizio dell’ultima settimana di passione in riva al Crati è di quelli col botto. Almeno per Enzo Paolini, il candidato del centrosinistra cosentino che sembra aver ritrovato la propria unità dopo la sconfitta di Perugini. Pieno di folla al cinema Citrigno per la visita di Pier Luigi Bersani. Con lui sul palco, oltre a Paolini, lo sconfitto Salvatore Perugini e il redivivo Adriano Musi, astenutosi nel primo turno. Come d’altronde si sono astenuti Bruno Villella, il coordinatore provinciale del

Pd, Mario Oliverio, nella doppia veste di presidente della Provincia e di dirigente di partito, e il consigliere regionale e già segretario regionale democrat Carlo Guccione. Tra quelli che hanno sostenuto Perugini si è notata la presenza di Mario Maiolo. Il massimo del “contatto” tra i due gruppi è consistito nella compresenza sul palco di Maiolo e Oliverio. Ma solo per pochi minuti prima che iniziasse la manifestazione. Che si è rivelata più una festa di partito, in cui il segretario ha incitato i suoi contro il

si attende D’Alema incontri con sindaci e amministratori. Pochi i big che arriveranno in città per quest’ultima settimana. Domani sarà la volta di Massimo D’Alema per il centrosinistra, mentre giovedì a Polistena ci sarà il neo-sottosegretario alle Infrastrutture Aurelio Misiti a sostegno di Raffa. Sull’esito finale del voto peseranno l’astensionismo e le determinazioni degli elettori degli schieramenti esclusi dal ballottaggio. Il Polo civico con Pietro Fuda ha ottenuto al primo turno il 22% e ha deciso di rimanere neutrale in coerenza alla posizione di terzietà ai due schieramenti per cui è nato. Certo è che i suoi elettori si muoveranno in qualche modo, così come i suoi candidati. Ad esempio la Fuda presidente prenderebbe un seggio in più in caso di vittoria di Raffa. Stesso discorso vale per il Polo delle sinistre di Giovanni Nucera che al primo turno aveva preso il 4,6%. Nonostante il mancato apparentamento con Morabito per fratture interne al centrosinistra, i dissidenti di Idv e Sel sembrano orientati comunque a sostenerlo. Riccardo Tripepi

berlusconismo, che una manifestazione elettorale. Non a caso, la presenza dei residenti nel capoluogo, cioè gli elettori potenziali di Paolini, non è apparsa maggioritaria rispetto a quella dei militanti venuti dal resto della provincia. Più o meno la stessa composizione del pubblico vista in occasione della precedente kermesse di marzo fatta dal Pd con Paolini. Sul palco ci sono stati un combattente rimasto in corsa malconcio, un vinto e un arbitro ricomparso dopo un mese. L’unico vincitore, a cui non a

caso Bersani ha mandato il suo elogio, era Sandro Principe, il cui Pd ha stravinto a Rende. Ma era seduto in prima fila a raccogliere encomi ed applausi. Come tutti gli altri contendenti della partita. Il Pd Bruzio vive una pace che sa tanto di tregua armata. Giornata “ordinaria” per Mario Occhiuto, che continua a mietere consensi tra i suoi ex contendenti. Ieri sono state ufficializzate tre alleanze per il ballottaggio già nell’aria dallo scorso week end. Già annunciata quella con Sergio Nucci,

che porta in dote all’architetto Buongiorno Cosenza, la sua associazione, più altre tre liste civiche. Restano fuori, della coalizione del dentista, Fli, che ha deciso di rispettare anche a Cosenza la rigida linea terzopolista stabilita a Roma, e Patto per il Sud, che ha deciso di sostenere Paolini. L’adesione politicamente più vistosa resta quella di Alleanza per l’Italia. La scelta dei rutelliani, a differenza di quella di Nucci che è stata preannunciata con un comunicato sin da venerdì scorso, è stata anticipata solo da indiscrezioni e da voci di corridoio. Tuttavia, ieri mattina la situazione è stata ampiamente chiarita con una conferenza stampa svoltasi nella sala di rappresentanza di Palaz-

zo dei Bruzi. Franco Bruno ha dichiarato che non si è trattato di una decisione rapsodica, ispirata da logiche locali, bensì di una scelta maturata a tutti i livelli del partito. Occorre ricordare che durante il primo turno Api ha fiancheggiato Salvatore Perugini, ottenendo un risultato lusinghiero, in cui ha pesato non poco la crisi del Pd. Un’altra alleanza, anch’essa anticipata da un comunicato stampa, incassata dall’architetto è quella con Salvatore Pichierri, candidato a sindaco e leader di Democrazia mediterranea, un mini partito che ha celebrato il suo esordio con una lista quasi tutta under 40 nel primo turno delle amministrative. Saverio Paletta

comunali

a caccia di voti

A Reggio Calabria i conti non tornano

A Catanzaro si ricontano le schede

A Reggio il numero dei voti non corrisponde a quello dei votanti. È ciò che sta emergendo dai lavori di controllo della Commissione elettorale al lavoro a Palazzo San Giorgio. Presidenti di seggio e scrutatori delle 217 sezioni hanno fatto un vero pasticcio consegnando verbali in bianco e pieni di irregolarità. Così tante che potrebbero esserci non poche sorprese in ordine alla composizione del consiglio comunale. La commissione, presieduta dal magistrato Giuseppe Campagna, ieri ha

controllato il lavoro di 20 sezioni e, clamorosamente, neanche una ha presentato documenti in regola. Si spazia da irregolarità di poco conto sul singolo voto a ben più gravi anomalie. Ad esempio, in diverse, sezioni il numero dei voti ha superato l’elenco dei votanti inserito nelle stesse. È stato consentito che qualcuno votasse più di una volta. Altro dato che sta balzando agli occhi è quello relativo alle schede nulle, il cui conto complessivo potrebbe arrivare anche a 7mila. (ric. trip.)

A caccia dei voti scomparsi, secondo quanto rilevato da candidati consiglieri ed esponenti di partito, la commissione elettorale circoscrizionale presso la Corte d’appello dovrebbe finire il proprio lavoro di controllo tra giovedì e venerdì. La proclamazione degli eletti in consiglio comunale, dopo la vittoria schiacciante di Michele Traversa, resta in stand by in attesa del riconteggio dei voti, per come risultano dai verbali di scrutinio. A chiedere la verifica anche la lista “Svolta demo-

cratica” che fa capo al consigliere regionale Ciconte, oltre che Fli, la Fiamma Tricolore e singoli candidati che avrebbero “perso per strada” delle preferenze, risultate dal conteggio nelle singole sezioni nel pomeriggio dello spoglio ma non riportate nelle tabelle di scrutinio. Questo potrebbe portare a rivoluzionare solo in parte la composizione del consiglio con l’assegnazione di un seggio alla Lista Traversa a discapito di altri partiti della stessa coalizione. (ma. ri. ga.)


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«I ministeri al Nord? La Lega ci ripensi» Che la proposta di Bossi sia una forzatura lo hanno affermato in tanti. Portare due-tre ministeri a Milano è parsa una provocazione. Il neosottosegretario Aurelio Misiti – la promozione a viceministro avverrà nel corso del prossimo Consiglio dei ministri – non alimenta la polemica: «È una proposta che ha tutt’al più un valore simbolico». Si potrebbe chiedere in cambio di spostare qualche dicastero al Sud. «In entrambi i casi una scelta inopportuna. Sarebbe operativamente difficile. Si immagini trasferire da Roma migliaia di lavoratori…». Cosa direbbe al senatur, allora? «Beh, certo, non potrebbe non farmi piacere avere un ministero importante a Napoli o a Palermo. Ma cercherei di persuadere Bossi che la sua idea non porterebbe alcun giovamento neanche ai lombardi o ai piemontesi. Sa, non ho ben capito la ragione della proposta: non mi pare infatti che un trasferimento del genere possa davvero cambiare in meglio l’amministrazione italiana». Insomma, quella di Bossi sarebbe solo una boutade da minimizzare. «Va bene quel che serve a governare meglio, evitando di alimentare disagi e sprechi. Il caso calabrese in tal senso è significativo, con le sue due sedi per Giunta e consiglio regionale a Catanzaro e Reggio. Guardi, a Bossi direi che il decentramento dev’essere di contenuto, non di forma. Giusto ad esempio puntare su uffici

REGGIO C. Forza del Sud celebra i buoni risultati ottenuti durante l’ultima tornata amministrativa in Calabria e Campania. Per farlo il suo leader Gianfranco Miccichè è arrivato a Reggio accolto dal referente regionale Alberto Sarra, dal governatore Giuseppe Scopelliti, dal neosindaco di Reggio Demetrio Arena, dal deputato Elio Belcastro e da Eduardo Lamberti Castronuovo. «La Calabria è diventata punto di riferimento per la politica nazionale – ha detto Sarra in apertura della conferen-

Il sottosegretario Aurelio Misiti decentrati». Ma lei porterebbe al Sud il ministero di cui ora è ai vertici? «Credo che la cosa migliore è che le Infrastrutture rimangano a Roma. Semmai bisognerebbe che alcune cose ritornino al ministero». Non crede che il governo sia un po’ troppo filonordista? «Non c’è dubbio che finora la presenza dei ministri del Nord sia stata preponderante. Ma ciò non significa che l’esecutivo sia filonordista… Mi impegnerò affinché ci sia un riequilibrio in tal senso. Lavorerò per il Sud». Ora la Calabria ha due esponenti al governo e Berlusconi ha promes-

miccichè

«Vogliamo meridionali a capo dei dipartimenti»

so anche l’ingresso di Pino Galati. «Sì, i calabresi devono risolvere i problemi da sé. E l’ingresso di due calabresi al governo non può non essere una buona notizia». Nord-Sud, cosa ne esce dalle ultime amministrative? «Ne escono generalmente bene i due poli, di centrodestra e centrosinistra. C’è stata una tenuta complessiva del Pdl e del Pd. Ne è uscita ridimensionata invece la Lega». Sono in gioco ancora piazze importanti, come Milano. Il ballottaggio potrebbe compromettere la tenuta del governo Berlusconi? «No. Non credo. Sarebbe sbagliato. Parliamo di amministrative, non di politiche. A mio avviso le stesse dimissioni di D’Alema all’indomani delle regionali fu un errore. Gli elettori votano e hanno diritto ad avere un governo che duri cinque anni. Le dimissioni a seguito di risultati intermedi sono purtroppo un fenomeno tutto italiano. Mi lasci dire che credo che Napoli sia importante quanto Milano. Le amministrative hanno comunque mostrato due opposte tendenze di voto al Nord e al Sud. Insomma (Misiti sorride, ndr), un dualismo anche nelle elezioni…». Ultima curiosità: resterà nel gruppo misto? «Per il momento sì. Non ci sono altre prospettive. Cambierò se necessario. Nel caso, ad esempio, in cui si profili la necessità di costituire un gruppo meridionalista».

REGGIO C. «Ad ogni follia risponderemo con una follia e mezza». Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Gianfranco Miccichè, ieri in visita a Reggio Calabria, ha spiegato la posizione di Forza del Sud in relazione al possibile trasferimento di alcuni ministeri da Roma. A lanciare la provocazione ci aveva pensato, qualche giorno fa, il leader della Lega Nord Umberto Bossi proponendo lo spostamento di almeno due ministeri al settentrione. A stretto giro di boa aveva risposto Micchichè chiedendone tre per il meridione. «Sui ministeri la nostra era una provocazione – ha affermato il sottosegretario -. Ma è una stupidità, inutile dirlo. Se non si riuniscono cinque volte al giorno non sono in grado di lavorare al meglio. Disgregare i ministeri fuori da Roma – ha ribadito - è una sciocchezza». Stesso discorso vale anche sul possibile trasferimento di alcuni dipartimenti dei ministeri sul quale Berlusconi era stato più possibilista. «C’è bisogno di comunicazione quotidiana e immediata tra dipartimenti e ministeri e la loro dislocazione sul territorio nazionale sarebbe dannosa». Il ragionamento di Forza del Sud è chiaro. Anche su proposte insensate non verrà lasciata più nessuna autonomia di azione alla Lega e a Bossi. La pista che invece verrà concretamente perseguita, secondo il ragionamento di Miccichè, è quella di bloccare la nomina dei capi dipartimento in questo momento esclusiva del Nord. «Oggi – ha spiegato il sottosegretario - tutti i capi dipartimento sono da Roma in su. Sono quasi tutti romani al servizio della Lega. Basta che il ministro li promuova e fanno tutto quello che gli viene chiesto. E siccome oggi come sapete tutti comanda la Lega, l’importante è che cominciamo a comandare noi e così i capi dipartimento funzionano in un altro modo». Secondo Miccichè se ci fossero uomini del Sud al ministero dei Trasporti o allo Sviluppo economico finirebbe la penalizzazione delle regioni meridionali. «Vi garantisco – ha detto ancora il leader di Forza del Sud - che per l’aggiustamento di una ferrovia o un investimento per l’autostrada se il capo dipartimento ha a cuore quella infrastruttura, si fa». Anche sulle elezioni in corso, secondo Miccichè, il vento del Nord starebbe facendo sentire il suo effetto. «La Moratti? Ha sbagliato tanto, ma la Lega la sta facendo perdere in maniera scientifica per ottener maggiore peso nel governo».

BONAVENTURA SCALERCIO b.scalercio@calabriaora.it

RICCARDO TRIPEPI r.tripepi@calabriaora.it

Il sottosegretario Misiti boccia la proposta di Bossi COSENZA

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Nasce il Partito del Sud Miccichè a Reggio annuncia: a breve l’assemblea costituente za stampa che ieri ha avuto luogo nell’aula commissioni di palazzo Campanella – sia per i risultati ottenuti dal centrodestra e da Forza del Sud, che per l’azione efficace messa in campo da un anno dalla giunta regionale». Scopelliti ha fatto i complimenti alla nuova forza politica - «un buon modo per radicare il centrodestra sul territorio» - ma ha anche richiamato Sarra: «Adesso de-

vi lavorare per il tuo partito». Belcastro e Miccichè hanno invece duettato sulle future alleanze in Parlamento. Già la prossima settimana Forza del Sud dovrebbe presentare infatti i propri gruppi parlamentari che in Belcastro avranno un punto di riferimento. «Futtatinni dei Responsabili – ha detto senza fronzoli Miccichè a Belcastro –, loro sono zero e combattere contro lo zero non

ha senso». Miccichè si è poi soffermato sull’analisi del voto. «Le elezioni amministrative in Calabria e Campania hanno dimostrato il potenziale che ha nel Sud». A Caserta e a Napoli il movimento avrebbe sfiorato il 20%, mentre in Calabria si è assestato al 7% «nonostante il suo simbolo sia stato presentato a pochi giorni dalle elezioni». Considerato il successo, a bre-

vissimo, ha annunciato Miccichè sarà convocata l’assemblea costituente dei movimenti che hanno dato vita alla lista per la creazione di un’unica forza politica. «Saremo un partito aggregante e non disgregante – ha concluso il sottosegretario alla presidenza del Consiglio – e non daremo un attimo di tregua al governo per fare gli interessi del Mezzogiorno». ric. trip.

Gianfranco Miccichè

nuovi sottosegretari LAMEZIA T. (CZ) La promessa è di quelle solenni: «Pino Galati sarà nominato sottosegretario al ministero del Lavoro». Ad annunciarla era stato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel corso di alcune iniziative elettorali in Calabria. Non appena l’incarico sarà formalizzato, il deputato lametino si aggregherà agli altri due parlamentari calabresi, Antonio Gentile e Aurelio Misiti, nella compagine di governo. Galati sembra soltanto attendere, a questo punto, la chiamata del premier ed a Calabria Ora concede alcune sue brevi riflessioni. Quello del presidente Berlusconi, ha detto, «è stato un preciso impegno. Diciamo che quando questo sarà realizzato mi unirò al lavoro che hanno già iniziato a fare in queste settimane il collega Gentile al ministero del-

E Galati attende la nomina promessa da Berlusconi l’Economia ed il collega Misiti alle Infrastrutture. Si tratterà di mettere insieme le sinergie per fare in modo che la Calabria possa contare in un rapporto anche con il governo regionale per le scelte importanti. Quelli assegnati dal presidente Berlusconi sono tutti settori di grande rilevanza per la nostra regione come le infrastrutture, l’occupazione e lo sviluppo. Certo - ha aggiunto -- non abbiamo di fronte a noi tanto tempo ma abbiamo quel tempo necessa-

rio per poter mettere insieme dei riferimenti perché insieme con le amministrazioni regionale e locali si possa creare una strategia di sviluppo». Ad ogni modo, «è un’occasione importante e speriamo di utilizzarla al meglio per la Calabria». L’esponente del Pdl ha poi tenuto a puntualizzare che «questa nomina dipende anche da un provvedimento che dovrà essere fatto per la necessità che il governo ha, viste le difficoltà di un lavoro in Aula e nelle com-

missioni e, quindi, di allargamento di alcune postazioni». In riferimento alla delega che srà chiamato a ricoprire, Galati ha detto che «la scelta è caduta sul ministero del Lavoro perché si è indicata ovviamente la situazione più critica per la Calabria, vale a dire quella della mancanza di occupazione. Credo che si sia individuato un circuito ben definito per dare un nuovo slancio alla nostra regione attraverso un potenziamento delle infrastrutture, l’erogazione di incentivi economici per quelle imprese che investono da queste parti ed, infine, le azioni per creare nuove opportunità di lavoro. Adesso - ha concluso il parlamentare lametino -- dobbiamo soltanto aspettare tecnicamente l’evoluzione dopo i ballottaggi». Giuseppe Perri


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l’analisi Dispersi in 1.300 Comuni, tra Regioni, enti locali e privati, migliaia di micro-progetti da finanziare con i fondi europei, totalizzano quota zero. Secondo quanto emerge dai dati Ifel-Anci – riportati dal Sole 24 ore di ieri – in Calabria sono ancora molti i progetti presentati dai Comuni ad essere fermi, in attesa che arrivino i finanziamenti dei contributi dei Programmi operativi del fondo di sviluppo regionale 2007/2013. Quattro iniziative su dieci, infatti, non hanno ancora ricevuto fondi. È proprio la Calabria la regione

Fondi Ue, progetti dei Comuni al palo

Dati Ifel-Anci: quattro iniziative su dieci non hanno ancora ricevuto i finanziamenti con il maggior numero di interventi per Comuni con 364 Comuni su 409 (l’89 per cento) per un totale di 1.048 progetti. Di questi, oltre mille progetti (di cui oltre la metà ha un valore finanziario inferiore ai 150 mila euro), 421non hanno ancora ricevuto il finanziamento, ovvero il 40 per cento del totale. In pratica, su quasi tre miliardi di euro assegnati finora alle

Regioni del Mezzogiorno, la parte diretta alla Calabria risulta essere pari a circa un miliardo e 336 milioni, poco meno della metà. . In pratica, ogni sei Comuni italiani, uno è titolare di almeno un progetto da finanziare con i programmi operativi del Fers e la Calabria è l’epicentro della creatività locale “a libro paga dell’Unione europea”. Alla nostra regione risultano

assegnati in totale 2.998,2 euro di cui: il 17,5 per cento impegnati per progetti regionali, il 20,6 per cento per progetti della Provincia, il 38 per cento per i Comuni e il 20,8 per cento per progetti finanziati ai privati. E se i fondi non vengono erogati entro la fine dell’anno, infatti, potrebbero essere revocati e i comuni interessati dovranno dire addio ai loro progetti, o trovare

un’altra fonte di finanziamento. La norma comunitaria applicata dalla Regione, comunque, prevede che lo stanziamento dei fondi, ovvero il pagamento dei progetti, avviene quando c’è uno stato di avanzamento dei lavori, cioè nel momento in cui il Comune ne certifica la spesa. Se questa non arriva alla Regione perché il Comune non ha ancora avviato i lavori o perché non ha inviato la documentazione, il sistema procede a rilento. MARIA RITA GALATI m.galati@calabriaora.it

Porto, scatta l’ora della verità Gioia, oggi incontro alla Regione. Tavolo romano la settimana prossima Scatta l’ora della verità per il porto di Gioia Tauro. Dopo l’ufficializzazione dell’abbandono dell’armatore Maersk durante il comitato portuale di venerdì scorso, e la conseguente previsione di un calo di traffici di almeno il 25 per cento, l’incontro previsto oggi a Palazzo Alemanni tra la dirigenza del terminalista Mct e la vicepresidente della Giunta regionale Antonella Stasi dovrebbe finalmente segnare un momento di chiarezza sul futuro dello scalo. Mentre dovrebbe tenersi la prossima settimana a Roma un tavolo tecnico con il Go-

verno nazionale sulla delicatissima situazione del porto. Il vertice, secondo quanto riferisce una nota stampa della giunta regionale giunta nel

pomeriggio, è stato ottenuto dal presidente della Regione Giuseppe Scopelliti dopo aver sentito telefonicamente nella giornata di ieri con il

ministro dei trasporti Altero Matteoli e con quello dello sviluppo economico Paolo Romani. Già oggi, però, dovrebbero arrivare indicazioni più precise sulla strategia che verrà messa in atto da istituzioni e azienda per uscire dalla crisi. Prima emergenza da risolvere, quella occupazionale, con l’abbandono del colosso danese che, a conti fatti, dovrebbe comportare almeno 270 esuberi tra i lavoratori portuali, senza contare gli effetti su un indotto che dà oggi da lavorare a 600 persone. Per scongiurare, o almeno limi-

tare, l’impatto occupazionale della crisi, ecco che Mct- guidata da un amministratore delegato fresco di nomina, il gioiese doc Domenico Bagalà- ha chiesto aiuti pubblici alla Regione, richiesta da girare eventualmente al Governo nazionale dopo il nulla di fatto del decreto mille proroghe (20 milioni per i porti meridionali di transhipment, di cui 12 per Gioia, contro i 230 milioni andati ai porti di Sestri Ponente, Genova, e di Vado Ligure). Altra richiesta di Mct, quella di un’accelerazione sulla logistica, anche se è chiaro

porto di gioia tauro-commenti

Cgil: basta con le false illusioni Giordano: Mct dia risposte Porto di Gioia Tauro, dibattito acceso. All’attacco la Cgil Calabria con il segretario generale Sergio Genco e il segretario comprensoriale Antonino Calogero: «Non bastano le parole, i proclami e le false illusioni. Governo e Regione si attivino per risolvere realmente i problemi del porto di Gioia Tauro. È purtroppo, certezza - proseguono Genco e Calogero che non basteranno le parole per dare un futuro al porto di Gioia Tauro;

se così fosse saremmo già usciti dalla crisi. Sarebbe ora che tutti prendessimo atto che i problemi si affrontano e si risolvono e che non si può più andare avanti gettando fumo negli occhi. Ci hanno deluso, infatti, le poche parole sull’hub di Gioia Tauro pronunciate da Matteoli». Secondo la Cgil «A tutt’oggi è sotto gli occhi di tutti che il tanto declamato Apq per Gioia Tauro, senza realizzazione concreta, rimane solo

in quel libro dei sogni milionari che Scopelliti e Mancini hanno “venduto” in ogni angolo di Calabria mentre si perde competitività e lavoro e le compagnie abbandonano Gioia Tauro (vedi Maersk) e scelgono altri lidi, sotto la totale indifferenza della nostra classe politica». Critico anche il consigliere regionale di Idv Giuseppe Giordano: «Sguardo basso, rasoterra, quello della politica locale e dei parlamentari calabresi in merito all’addio di Maersk dal porto di Gioia Tauro». Nel mirino di Giordano anche Mct: «Alla luce degli ultimi avvenimenti, serve intanto contenere l'emorragia

sui 1.100 posti di lavoro ai quali Mct dichiara un esubero di 300 addetti, senza contare che a questi si aggiungerebbero i 300/400 dell'indotto. Quali sono gli investimenti programmati da Mct? Quali sono - si chiede Giordano - i piani di sviluppo per l'area portuale di Gioia Tauro pensati da Mct, stante la sua posizione di oligopolio?». Infine, Nicola Carnovale, della segreteria nazionale dei Socialisti Uniti-Psi. «La Regione Calabria dovrebbe avere allo stato un suo piano di sviluppo e di valorizzazione, nonché di emergenza, per Gioia Tauro». r. r.

che si tratterebbe di una prospettiva più a lungo termine rispetto ad un sostanziale addio di Maersk (con un impegno su Gioia ridotto al minimo) già segnato sul calendario per la metà di luglio. La vera alternativa ai tagli al personale, secondo l’impostazione dettata dalla stessa azienda, resta dunque l’erogazione di fondi pubblici straordinari, peraltro in deroga alla normativa comunitaria sugli aiuti di Stato alle imprese. In questo senso, durante il comitato portuale, la vicepresidente della Giunta regionale Antonella Stasi si è detta disponibile a “collaborare” con l’azienda, ma solo a patto che venga presentato «un piano industriale credibile». Aiuti pubblici sì, dunque, ma vincolati ad una strategia a lungo termine per il rilancio dello scalo. Insomma terminalista chiamato alle sue responsabilità, dopo un lungo periodo di almeno tre anni in cui gli investimenti sono stati pari a zero, la cassa integrazione è già stata attivata l’anno scorso dal mese di febbraio ad agosto, e il contratto integrativo per i lavoratori risulta bloccato ormai da ben due anni. FRANCESCO RUSSO regione@calabriaora.it

la vertenza

Ferrovie della Calabria, un altro “fronte” d’emergenza Centocinquanta posti di lavoro a rischio. Ieri sciopero di 8 ore: massiccia la partecipazione Centocinquanta lavoratori che rischiano il posto di lavoro, l’attesa di un confronto sul piano industriale e autobus vetusti o nuovi ma senza manutenzione. È “bastato” questo, per usare un eufemismo, per far scendere in piazza i dipendenti delle Ferrovie della Calabria che, come preannunciato, hanno indetto uno sciopero di otto ore, a partire dalle 8 e 30. Sciopero avvenuto, con ricca partecipazione, anche a Catanzaro.

«Ci scusiamo con gli utenti per i disagi (anche se le corse minime sono state garantite) – dice in rappresentanza di tutti i sindacati Giovanni Marullo del Sul Ct – ma la nostra situazione va avanti da quattro mesi, mesi in cui stiamo ancora aspettando un confronto per capire il nostro futuro». «L’azienda – ha spiegato ancora Ma rullo – ha un buco di 109 milioni di euro e noi aspettiamo competenze e ticket da 4 mesi;

Marullo: «L’azienda ha un buco di 109 milioni e non paga da 4 mesi» grave anche la situazione degli autobus: proprio questa mattina si è rotto l’asse di un pulmann e si è sfiorata la tragedia, ma solo perché è accaduto in città a velocità ridotte». Un guasto avvenuto per-

ché non c’è manutenzione da parte di un’azienda che, fanno sapere i sindacati (presenti Or.s.a., Sul Ct e Un.si.au), ha deciso di esternalizzare a terzi i servizi con contratti onerosi che ora ricadono sui lavoratori. Gli stessi hanno anche ringraziato le altre categorie di lavoratori che li hanno sostenuti, ma hanno denunciato «l’assenza dei sindacati confederali (impegnati su altri fronti, ndr) e una classe dirigente poco ef-

I partecipanti al sit in davanti la sede catanzarese di Fdc ficiente». I lavoratori, presenti in massa davanti la sede catanzarese dell’azienda, hanno

quindi rivolto un appello al ministro. FRANCESCO CALVANO regione@calabriaora.it


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CATANZARO Giudizio immediato per il presunto parricida di Nicotera ed il coetaneo che l’avrebbe aiutato a commettere il delitto. Questa la richiesta formulata dalla Procura presso il Tribunale dei minori di Catanzaro. Il capo dell’ufficio requirente Beniamino Calabrese ed il sostituto Maria Rita Tartaglia ritengono quindi evidente la prova, una volta acquisite le confessioni dei due giovani imputati ed i necessari riscontri. La decisione passa ora al gip competente che valuterà se emettere il decreto che dispone il giudizio o ritrasmettere gli atti ai pubblici ministeri. Le difese dei minori, rappresentate dagli avvocati Giuseppe Di Renzo e Guido Contestabile, d’altro canto, valutano l’opportunità di un rito abbreviato. Il procedimento giudiziario tratta di un caso sconvolgente e struggente che quattro mesi addietro scosse profondamente l’opinione pubblica. E’ la sera del 3 febbraio, quando Roberto Piccolo, quindici anni, con un’infanzia ed un’adolescenza segnate dalla violenza, uccide quel padre che sovente alzava il gomito scaricando le sue frustrazioni contro la madre, senza risparmiare alcuno tra i suoi fratelli. Quel padre che picchiava a sangue anche lui, anche di fronte ai compagni, quando non lo segregava in casa. Lo uccide a coltellate, simulando goffamente una rapina, proprio dentro quella casa che era diventata una prigione, per lui e per il resto della sua famiglia: due sorelle appena raggiunta la maggiore età trasferitesi lontano dalla triste realtà in cui sono cresciute, un fratello ventenne, altri due ancora piccoli, lui quartogenito; e poi la madre, Nunziatina, una donna costretta per anni a subire e a tacere per proteggere i suoi figli. E’ una storia difficile quella che si cela dietro il parricidio che avviene in contrada Braghò, a Nicotera. Roberto, mentre uccide il padre, non è solo. Con lui c’è il suo amico del cuore, il ragazzo col quale condivideva tutto, anche il letto, quando Roberto, massacrato di botte, fuggiva di casa. E’ un quindicenne di origini polacche. Anche lui ha il volto travisato da passamontagna. Entrano nell’abitazione mentre Domenico Piccolo, cinquantuno anni, commerciante ambulante di biancheria intima, il padre violento, è intento a guardare la televisione. Il figlio impugna un coltello da cucina, infierendo sul genitore con cinque fendenti, al petto e alla schiena, mentre l’amico tiene in mano una pistola giocattolo. La vittima viene soccorsa in una pozza di sangue dal figlio maggiore, che lo porta in macchina e lo conduce, in una corsa disperata, fino in ospedale, dove però spira a causa della gravità delle ferite riportate. Vengono allertati i carabinieri, che ascoltano la moglie della vittima, in stato di shock. Parla di due rapinatori a volto coperto che si sono

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Uccise il padre-padrone «Figlio subito a giudizio»

mino Calabrese, i carabinieri portano i due minori in caserma. Il figlio di Domenico Piccolo, assistito dall’avvocato Giuseppe Di Renzo, dopo la prima confessione non verbalizzata, si avvale della facoltà di non rispondere, mentre il coetaneo che l’avrebbe seguito nella cruenta missione omicidiaria, assistito dall’avvocato Guido Contestabile, nega subito ogni coinvolle sue responsabilità e indi- gimento nella vicenda. I due minori, poco prima cando ai militari il luogo in dell’alba, cui ha abbanvengono didonato il colSimulò una chiarati in artello con cui resto e acavrebbe ucci- rapina facendosi compagnati so il padre, i aiutare dal suo al carcere mipassamontaamico del cuore norile di Cagna e la piPoi confessò tanzaro. La stola giocatverità viene tolo. Rivela il nome del suo complice, il suo fuori il giorno dopo. Consiamico del cuore, un ragazzo gliati dai loro avvocati, capitranquillo, allevato da una scono, i due giovani, che la difesa migliore, per loro, è la coppia di genitori modello. Roberto spiega quanto fos- verità. La raccontano tutta: se pesante la condizione fa- crudele, devastante, commomiliare che, a causa di quel vente. Quella che porta, oggi, genitore violento, lui, i suoi alla prova evidente che indufratelli e la madre, avevano ce la Procura a richiedere il così a lungo sopportato. In- giudizio immediato. formato il procuratore dei PIETRO COMITO minori di Catanzaro Beniap.comito@calabriaora.it

Nicotera, i due 15enni imputati aspettano la decisione del gip

PARRICIDO L’abitazione dove la sera del 3 febbraio venne ucciso a coltellate introdotti nella sua abitazione, aggredendo il marito. I carabinieri rintracciano il

quindicenne quartogenito di Domenico Piccolo, con una ferita da taglio ad un polpac-

cio. E’ in evidente stato di agitazione e, dopo le prime domande, crolla, ammettendo

unical

tribunali

Sentiti docenti e amministratori Al momento nessun indagato

Giustizia civile ingolfata A Catanzaro 22omila arretrati

COSENZA Continuano a circolare le voci all’Unical, inizia il via-vai di persone informate sui fatti in Procura. La vicenda è sempre quella: falsi statini all’Università degli studi della Calabria; per l’esattezza alla Facoltà di Lettere da dove tutto è partito dopo la segnalazione del professore Roberto Bondì docente di Storia del Pensiero scientifico che, non riconoscendo la propria firma su uno statino, ha denunciato il tutto al Rettore Latorre. Il Magnifico, dopo la segnalazione, si è recato in Procura e questa ha aperto un’inchiesta acquisendo gli statini degli esami nel periodo che va dall’anno accademico 2007 sino al 2011. Una mole di lavoro che si aggira intorno ai mille documenti di esame. In questi giorni il pm Tridico, titolare dell’inchiesta, sta iniziando ad ascoltare docenti e personale delle segreterie universitarie come persone indagati sui fatti e non è da escludere che già in settimana possano esserci i primi iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di falso. In Unical non si parla d’altro, è molto forte la possibilità

CATANZARO Le cause in attesa di sentenza a giugno 2010 avevano raggiunto i 5,6 milioni. Per scalare la montagna dell’arretrato civile potrebbero essere messi in campo diecimila avvocati, ai quali si aggiungeranno 600 magistrati in pensione. Numeri che sono al centro del decreto legge a cui sta lavorando il ministero della Giustizia in un confronto serrato con l’avvocatura, con misure da collocare in un sistema di interventi per l’efficienza del sistema giudiziario già approvato dal Consiglio dei ministri e attualmente in discussione al Senato. Secondo quanto riportato dal Sole 24 ore di ieri, che rielabora i dati del ministero della Giustizia, tenendo conto delle sedi di distretto di Corte d’appello, l’arretrato al 1° gennaio 2010 relativo ai procedimenti di cognizione ordinaria (nelle materie: lavoro non pubblico impiego, esecuzioni immobiliari e mobiliari, fallimento e previdenza; arretrato all’1 gennaio 2010 per cause relative a beni mobili fino a 2582,12 euro, opposizioni a san-

(qualora si aprisse un processo), che l’ateneo del rettore Latorre si costituisca come parte lesa. Intanto si rincorrono le voci più disparate. Si cerca di capire da dove sia partito il falso se dal corpo accademico o se dalle segreterie e soprattutto si cerca di capire, ipotesi trapelata nei giorni scorsi da ambienti fondati provenienti dall’ateneo e dal Palazzo di Giustizia, se uno dei casi attenzionati riguardi uno studente portatore di handicap al quale sarebbe stato concesso un “favore” per velocizzare la sua pratica di laurea. Un favore, nessuna richiesta di denaro. (rcs)

zioni amministrative e risarcimento danni da circolazione), nel distretto di Catanzaro l’arretrato civile all’1 gennaio 2010 ammonta a 146.599 casi nei tribunali, e a 69.327 casi dai giudici di pace. Un innesto di “presenze”, quindi, che tornerà utile anche alla Calabria, pronta a beneficiare degli avvocati dello Stato e dei magistrati in pensione che non hanno superato i 75 anni di età. Un apposito decreto ministeriale dovrebbe indicare i posti disponibili per distretto e le modalità di presentazione delle candidature. Maria Rita Galati

43enne colta da una malore

Muore mentre fa la coda al pronto soccorso, aperta un’inchiesta ROSSANO (CS) Aperta un’inchiesta sulla morte di una quarantatreenne del luogo, colta da un malore e deceduta poi in ospedale. Sette le persone indagate. L’episodio risale a giovedì scorso quando, secondo una prima ricostruzione, in mattinata la 43enne Grazia Gallina (nella foto) è stata accompagnata in ospedale poiché in preda ad un malore. La donna si è accasciata nei pressi dell’ingresso del nosocomio, dove è stata soccorsa da un agen-

te del posto fisso di polizia il quale ha immediatamente avvisato i sanitari del 118 che, a bordo dell’ambulanza, hanno poi trasportato la donna al pronto soccorso per gli accertamenti del caso. Ma purtroppo tutto si è rivelato vano e per la quarantatreenne non c’è stato nulla da fare: il suo cuore ha cessato di battere mentre si trovava già nei locali ospedalieri. Procedendo d’ufficio, gli agenti del commissariato di pubblica sicurezza diretti dal vicequestore aggiunto Gerardo Di Nunno hanno segnalato l’accaduto al magistrato di turno, il sostituto procuratore Maria Vallefuo-

co, che ha aperto un fascicolo iscrivendo sette persone (tra medici e paramedici) nel registro degli indagati. Nell’ambito di tale inchiesta, nella mattinata di ieri il pm ha conferito l’incarico al dottor Roberto Vaglio, di Lecce, specialista di medicina legale e anatomia patologica, che ha poi effettuato l’esame autoptico sul corpo della donna. Dai primi risultati il decesso sarebbe stato causato da scompenso cardiocircolatorio acuto in diabete mellito. Nel frattempo, mentre prosegue l’attività di indagine, oggi pomeriggio alle 16, presso la chiesa di San Domenico nel centro storico, si terrà la cerimonia funebre per l’ultimo saluto alla quarantatreenne Grazia Gallina. Rossella Molinari


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trovata nel parcheggio REGGIO CALABRIA Un’altra cartuccia nel parcheggio del Cedir. A distanza di poco meno di un anno da quando sull’auto del procuratore della Repubblica di Palmi, Giuseppe Creazzo, fu trovata una cartuccia calibro 12 caricata a pallettoni, nel pomeriggio di ieri all’interno del parcheggio della struttura che ospita gli uffici giudiziari, una nuova cartuccia (sempre calibro 12, ma caricata a pallini) è stata rinvenuta da un impiegato dell’ufficio che ha avvisato la Polizia. A sgombrare subito il campo da possibili allarmismi ci ha pensato la Squadra Mobile della questura di Reggio Calabria che ha escluso che l’intimidazione possa essere ricondotta ai magistrati in servizio al Cedir. La cartuccia, secondo il racconto dell’impiegato che l’ha ritrovata, era adagiata su un interruttore an-

Una cartuccia calibro 12 al Cedir

Gli investigatori escludono che possa essere un’intimidazione rivolta ai magistrati tincendio, sito nel parcheggio del Cedir. La zona è riservata alle autovetture private dei dipendenti del ministero della Giustizia. Sempre secondo quanto riferito dalla Squadra Mobile, la cartuccia era coperta da ragnatele e si trovava sull’interruttore da diversi giorni. Altro elemento che allontana ogni possibile ipotesi d’intimidazione nei confronti della Dda è che il piano del parcheggio dove è stata trovata la cartuccia, non è quello in cui trovano posto le auto della procura antimafia. Ma allora la cartuccia a chi era rivolta? Si tratta di una colpevole “dimenticanza” da parte di qualcuno, oppure è credibile pensare che

si tratti di una cartuccia lasciata lì per altri motivi? Forse per la fretta di disfarsene? Toccherà adesso alla Squadra Mobile cercare di far luce su questo ennesimo episodio strano verificatosi all’interno degli

uffici giudiziari reggini. Come si ricorderà, infatti, nel recente passato diversi furono i fatti che in qualche modo riguardarono la zona del Cedir. Quello più importante fu proprio la cartuccia ritrovata sul-

l’auto in uso al procuratore Creazzo, ma non bisogna dimenticare i bulloni svitati alle auto del procuratore generale Salvatore Di Landro ed al suo sostituto Adriana Fimiani. Insomma una serie di episodi che destarono non poco stupore tra gli addetti ai lavori. Ad avere accesso al parcheggio del Cedir, infatti, sono pochissimi soggetti se si eccettuano le forze dell’ordine, i giudici stessi e le guardie addette alla vigilanza. Forse anche in questo caso le telecamere a circuito chiuso avranno immortalato qualcuno non autorizzato, introdottosi di soppiatto nel parcheggio e potranno dare un buon contributo per far luce su un episodio che lascia perplessi pur non destando particolare allarme come accaduto in passato. CONSOLATO MINNITI c.minniti@calabriaora.it

Chiesti oltre 400 anni di carcere Fehida, per Santo Vottari il procuratore in Appello ha invocato l’ergastolo REGGIO CALABRIA Oltre 400 anni di carcere e un ergastolo. Sono pesantissime le richieste presentate ieri dai sostituti pg Adriana Fimiani e Federico Perrone Capano nell’ambito del processo d’appello “Fehida”. Oltre otto ore di intervento sono servite ai due magistrati per poter ricostruire compiutamente un’indagine assai complessa e che ha portato alla sbarra una quarantina di soggetti accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere di tipo mafioso, omicidio, tentato omicidio ed altro avvenuti tutti nel corso della faida di San Luca poi culminata con la strage di Duisburg. In primo grado vi furono delle condanne sicuramente molto più lievi rispetto a quelle che erano state le richieste dei pubblici ministeri. Arrivarono quindi gli appelli da parte degli stessi magistrati. Provvedimenti che ieri sono stati alla base delle complesse richieste presentate dalla Fimiani e da Perrone Capano. In sostanza, per buona parte degli imputati, i pg hanno chiesto la condanna a 12 anni di reclusione. Ma la notizia, peraltro abbastanza attesa, è stata la richiesta della pena dell’ergastolo per Santo Vottari. Quest’ultimo, infatti, era stato assolto, in primo grado, dall’accusa di omicidio. Secondo la ricostruzione della Dda, l’uomo sarebbe stato uno degli autori della strage di Natale del 2006 che costò la vita a Ma-

REGGIO C. Inizierà il prossimo 13 giugno il processo “Il Crimine”. La data dell’udienza è stata fissata nei giorni scorsi, dopo che nel marzo scorso erano state chiuse le indagini preliminari nei confronti dei 161 indagati per l’operazione più importante degli ultimi anni nella lotta alla ’ndrangheta. È ormai tutto pronto, dunque, per l’inizio del procedimento e sia in Procura che nelle aule del Cedir c’è fermento per questo processo che segnerà un passaggio fondamentale sotto il profilo della “storia giudiziaria” della provincia reggina. Era il 13 luglio del 2010, quando la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di centinaia di soggetti accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere di tipo mafioso. L’inchiesta

del clan Pelle-Vottari e recentemente scarcerato e posto agli arresti domiciliari per questioni di salute. Tra le persone condannate vi è anche Achille Marmo, fratello di una delle vittime della strage di Duisburg che in primo grado rimediò una condanna a otto anni di reclusione. Dopo la lunga requisitoria della pubblica accusa adesso è tempo del collegio difensivo. Dal prossimo lunedì prenderanno il via le arringhe con gli interventi degli avvocati In primo grado Umberto Abate, Ancondanne più tonio Speziale, Nico D’Ascola, Francesco leggere rispetto Filippone, Giovanna alle richieste dei B. Araniti, Eugenio pubblici ministeri Minniti, Antonino Curatola, Giuseppe Calderazzo, Adriana Bartolo, Sandro Furfaro, Gregorio Cacciola, Antonio Russo, Vincenzo L’aula bunker Muscoli, Sergio Laganà, Giulia Dieni, Marcella Belcastro, Cosimo Albanese, Giovanni ria Strangio, moglie di Gianluca Nirta, ritenu- Tropeano, Maria Tripodi, Salvatore Staiano, to il boss dell’omonima consorteria mafiosa. Santa Spinella, Giovanni Scarfò, Mario SanVottari fu assolto dall’accusa di omicidio, ma t’Ambrogio, Marino Gaetano, Vittorio Pisani, condannato a 10 anni e otto mesi di reclusio- Michele Novella, Vincenzo Nobile, Marco ne per l’associazione mafiosa. Sempre in pri- Tullio Martino, Carmelo Ielo e Francesco Camo grado, la condanna più dura fu inflitta ad labrese. c. m. Antonio Pelle (la “mamma”), ritenuto il capo

Processo “Il Crimine” In aula il 13 giugno

prese le mosse da altri procedimenti penali condotti dai comandi provinciali dei carabinieri di Milano (Infinito), e Reggio Calabria (Patriarca), nonché dal Ros (Tenacia, Hera, Solare e Reale), dalla Polizia

di Stato (indagine ’Ndrangheta). Furono soprattutto tre le novità emerse dall’indagine “Il Crimine”: innanzitutto l’esistenza della ’ndrangheta come organizzazione di tipo mafioso unitario, insediata

GLI IMPUTATI LE RICHIESTE DEL PG AGUÌ ROBERTO 12 anni ALVARO GIULIA 1 anno e 5 mesi ANTONIOLI GIANFRANCO 5 anni BARBARO FRANCESCO 12 anni BIVIERA EMANUELE 12 anni BIVIERA GIUSEPPE 12 anni BIVIERA VINCENZO 12 anni CARABETTA MICHELE 12 anni DI BONITO MARIO 5 anni ELIA GIUSEPPE GIOSAFAT 5 anni GIORGI ANTONIO 12 anni GIORGI CATERINA 12 anni GIORGI TERESA 12 anni GIORGI VINCENZO 12 anni MAMMOLITI DOMENICO 12 anni MARMO ACHILLE 12 anni MARRAPODI GIOVANNI 12 anni NAPOLI FRANCESCO 5 anni NIRTA DOMENICO 12 anni NIRTA PAOLO 12 anni NIRTA SEBASTIANO 12 anni

sul territorio della provincia di Reggio Calabria e articolata in tre mandamenti (jonica, tirrenica e città); l’esistenza di un organo di vertice che ne governa gli assetti, assumendo o ratificando le decisioni più importanti; l’esistenza de “La Lombardia” o di una “Camera di controllo” deputata al raccordo tra strutture lombarde e calabresi. Novità che adesso saranno attese dal vaglio processuale. Sarà molto interessante capire se il costrutto accusatorio della direzione distrettuale antimafia reggerà così come avvenuto già in sede di valutazione del gip ed anche, per la massima parte, del Riesame. L’appuntamento, dunque, è fissato per il 13 giugno. In quella data, probabilmente, avverranno le prime richieste preliminari prima di procedere alla scelta del rito. c. m.

PELLE ANTONIA 12 anni PELLE DOMENICO 12 anni PELLE GIUSEPPE 12 anni PELLE MARIA 12 anni PIPICELLA GIUSEPPE 12 anni PIZZATA DOMENICO 12 anni PUGLISI GIUSEPPE 12 anni ROCCA BARBARA 12 anni ROMANO ANTONINO 12 anni STRANGIO FRANCESCO 16 anni STRANGIO GIOVANNI 12 anni STRANIERI RAFFAELE 12 anni VOTTARI ANTONELLA 12 anni VOTTARI ANTONIO 12 anni VOTTARI SANTO ergastolo VOTTARI TERESA(cl. 47) 12 anni VOTTARI TERESA (cl.70) 12 anni


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l’ultimo pentito

Colletti bianchi, talpe e servizi Il sistema delle collusioni spiegato dall’ex padrino Antonino Belnome CATANZARO Non c’è solo sangue nel racconto di Antonino Belnome. L’ex calciatore professionista, padrino pentito che fa tremare la ’ndrangheta di su e di giù - e che ai magistrati antimafia di Milano, Catanzaro e Reggio Calabria ha rivelato presunti mandanti ed esecutori materiali di «almeno dodici omicidi» avvenuti lungo la fascia jonica, nel corso della guerra di mafia che da circa due anni vede fronteggiarsi i cartelli GallaceRuga e Vallelunga-Sia -, parla anche di droga, di armi, di estorsioni. E pure di colletti bianchi. L’onorata società calabrese che aveva messo le mani sulla Brianza e nella Bergamasca avrebbe avuto le giuste entrature. Sia nei penitenziari, sia nei palazzi di giustizia, per ottenere scarcerazioni rapide. Era Rocco Cristello, il boss originario del Vibonese, assassinato in Lombardia il 27 marzo del 2008, ad avere a disposizione le carte migliori. «Perché lui mi spiegò - dice Belnome al procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini nel- 2010. Verte sulle frequentazioni e le col’interrogatorio del 2 dicembre 2010 - che noscenze dei capimafia con «persone apfece spostare […] a Bergamo, perché mi partenenti alle professioni forensi, medisse “Una volta che lo sposto lì lo faccio dici, notai, avvocati, magistrati, forze deluscire subito, mi costa quasi 200 mila l’ordine». Belnome stava in Lombardia ma in Caeuro, mi ha detto, però lo devo spostare da Monza adesso”. E infatti fu trasferito labria ci aveva vissuto e, se necessario, ci nelle zone del bergamasco e […] uscì coi tornava volentieri. Così, qualche anno lavori». Opera di un «medico» amico, in addietro, una sera, ad un «mangiata» orparticolare, e di un «direttore» compia- ganizzata a Guardavalle e alla quale sarebbero stati presenti diversi uomini cente. Il defunto boss che in Calabria aveva d’onore, al loro tavolo era seduto pure un fatto fortuna con la droga, e che tra Gius- «sindaco». Un sindaco che avrebbe avusano, Seregno e Verano Brianza era dive- to particolare «familiarità» con Andrea nuto ormai un pezzo da novanta, era pu- Ruga, il boss dello Stilaro rimasto ucciso re «messo bene - racconta il pentito Bel- lo scorso 13 gennaio in circostanze così nome - anche a livello processuale». Si anomale da indurre gli inquirenti a dubisarebbe affidato pure ad un avvocato tare che possa trattarsi di un delitto maturato nella cosiddetta «faida dei bo«molto forte a livello di Cassazione». Si tratta, aggiunge, di «un avvocato che schi». Il capo dell’antimafia milanese torna chiede... analizza il caso, poi vi chiede una somma cospicua solo però a ottenimen- al punto di partenza, anzi alza il tenore to di quello che dice. Nel senso che glie- della domanda: «Ma lei sapeva o sa se [...] fossero in contatto l’ha detto prima che faceva con persone apparteuscire […], “Vi costerà coDai 50 ai 200 nenti alle forze dell’orsì”, perché lui c’ha i suoi mila euro per dine oppure ai servizi canali e le sue strade. Quesegreti?». E Belnome: sto so io. Però infatti...». E lasciare il carcere «Alle forze dell’ordine, infatti «l’associazione gli è e poi soffiate e sì, perché una volta facaduta». Rocco Cristello, frequentazioni cendo una riunione lì al in sostanza, provvedeva centro del calcestruzzo personalmente per far uscire dal carcere i suoi più stretti soda- lì delle betoniere...». E spiega: «Siamo li, pagando di tasca propria: una volta si andati nelle zone di Caulonia in quell’episarebbe recato egli stesso dal professioni- sodio. Trovarono una scatoletta su un palo ed era un aggeggio che poi fecero vedesta a «portargli 50mila euro». Il padrino pentito, d’altronde, non dà re, e poi delle microspie negli uffici di risposte certe alla domanda chiave che questo posto dove parlammo, però noi gli pone il magistrato antimafia: «Cioè avevamo parlato fuori, all’aperto, in quello che vi faceva capire Cristello è per- un’altra stanza bunker da un’altra parte ché lui era disposto a pagare bene perché dove non c’erano queste cose. Però il [...] gli avvocati erano bravi o perché questi poi, parlando con me, mi mostrò questa soldi andavano agli avvocati per poi cor- cosa e mi disse “Però sono riuscito a sarompere qualcuno, tra cui i magistrati pere quando l’hanno messa e fortunataper far uscire…». Ancora il procuratore mente l’hanno messa dopo che siamo Boccassini: «Quindi non erano parcelle stati là noi”, era riuscito a sapere quando ben pagate perché gli avvocati erano bra- l’avevano messa e mi disse che gliel’avevi e dicevano “Riusciremo a farlo uscire vano detto, che aveva degli agganci con le perché...”, no, perché si pagava qualcuno, forze dell’ordine». Accadde in estate, nel «2010». Prima i canali a Roma...». Risponde Belnome: «Sicuramente ha dei suoi canali e delle degli arresti delle operazioni “Crimine” e sue strade perché lui ottiene dei risultati “Infinito”. Insiste il procuratore Boccassini: «E che per gli altri sono insperati». Che i magistrati milanesi intendano fa- ha mai sentito parlare, le ha mai confidare chiarezza sul sistema delle collusioni to sia [...], sia [...] o [...] delle conoscenze gravitante sui capi della malavita orga- nell’ambito di persone dei servizi segrenizzata al confine tra il Catanzarese e la ti?». La risposta: «No, di questo mai. PeLocride, lo si evince anche da un passag- rò loro... però ne parlarono... di questo gio dell’interrogatorio a cui Antonino ne parlarono del Novella, me ne parlaroBelnome viene sottoposto il 3 dicembre no che il Novella aveva.... mi dicevano

soffiate a pagamento

Quei 5mila euro all’investigatore per gli atti segreti

che il Novella aveva questi tipi di agganci». Novella Carmelo, il boss scissionista autoincoronatosi col grado di «infinito». Ucciso a San Vittore Olona il 14 luglio 2008. PIETRO COMITO p.comito@calabriaora.it

COMMISTIONI Il pentito Belnome racconta diversi dettagli sulla sanguinosa faida dei boschi e sul ruolo dei padrini calabresi e lombardi nella gestione degli affari sporchi legati al traffico di droga, alle estorsioni, al mercato delle armi. E parla pure di colletti bianchi Nelle pagine alcuni scatti fotografici connessi agli episodi narrati dal pentito

CATANZARO Pagarono cinquemila euro per una confidenza. Anzi, per una prova. Una prova che fugasse il sospetto che in quella “famiglia” ci fossero dei confidenti. È il 24 novembre 2010, Antonino Belnome è ancora davanti ai magistrati di Milano ed è ormai un collaboratore di giustizia sottoposto a regime di protezione speciale. Racconta che con i suoi, per levarsi il pensiero, assoldarono un investigatore privato che, a sua volta, avrebbe avuto un «aggancio» buono in Tribunale per avere i «documenti» necessari per sapere se Antonio Stagno, uno dei calabresi divenuto col tempo antagonista dei Cristello, giunti in Brianza via Mileto, fosse o meno uno che se la cantava coi magistrati ed i carabinieri. «Noi volevamo sapere se... perché ci dicevano che Antonio Stagno, così, facesse delle confidenze… Allora chiedemmo dei documenti, se era visibile questa... avere un banco di prova, una cosa. Allora diceva che ci volevano 5 mila euro per fare questo movimento. Allora i Cristello volevano fortemente questo, gli diedero i soldi e lui portò dei documenti del Tribunale, effettivamente a nome di Stagno Antonio, Nazareno Stagno, Luca Stagno, Stagno Rocco, però c’era cancellata con un pennarello nero... dei codici. E li ho avuti in mano io questi documenti, poi messi da parte dai Cristello. Ci sono tuttora questi documenti, di cui però non parlava di nessuna né collaborazione». Cinquemila euro per «tre o quattro fogli» con carta intestata del Tribunale e della Procura di Milano. I dubbi vennero fugati e dopo un po’ l’investigatore privato si rifece vivo da Belnome e dai Cristello, presentandogli un colonnello in pensione che aveva bisogno di un grosso favore. Aveva un’azienda di trasporti che in Campania trovava problemi: autisti sequestrati, danneggiamenti, intimidazioni… «Gli spiegai - disse Belnome - che non era praticabile». In Campania c’è la camorra e come la camorra non interferisce negli affari della ’ndrangheta, la ’ndrangheta non interferisce negli affari della camorra. «Se riguardava Milano era diverso, cioè il nord, o la Calabria era diverso». p.c.


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l’ultimo pentito CATANZARO Dalla trascrizione dell’interrogatorio reso il 3 dicembre 2010 dal collaboratore di giustizia Antonino Belnome, di fronte al procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini ed al sostituto procuratore antimafia Alessandra Dolci, riportiamo uno stralcio estremamente significativo sui rapporti che la ’ndrangheta intenderebbe mantenere con le istituzioni pubbliche. Pm Boccassini: Senta, lei ora nel riferire le regole dell’organizzazione di cui lei fa parte ha detto che poi ad un certo livello, e siamo ai massimi livelli, è consentito anche avere rapporti con appartenenti alle forze dell’ordine. Belnome: Con tutto lo Stato. Pm Boccassini: Con Ai massimi livelli tutto lo Stato, e questo per il boss può anche «cantare fino a ragioni anche di convenientre volte» con za? poliziotti e pm Belnome: Anche. Pm Boccassini:Spieghi meglio questo concetto. Belnome: Quando si hanno determinate doti entrano in funzione questi chiamiamoli vantaggi, in che senso? Perché quando avete determinate doti siete anche una persona di una determinata importanza, una determinata intelligenza, e le sapete sfruttare al meglio queste cose qua. E poi a certi livelli loro vogliono che lo Stato sia amico, non nemico; su certi livelli. Addirittura c’è una mezza regola, che possono sapere in pochi, che fino a tre volte uno se la può cantare a determinate doti, non collaborare, se la può cantare fino a tre volte, fino a tre volte, a determinate doti. Pm Boccassini: Spieghi meglio. Belnome: È una regola che non sa nessuno perché per saperla dovete raggiungere determinate doti, e si dice che “Fino a tre volte ve la potete cantare”, per tre volte è lecito; non collaborare. Pm Boccassini:“Cantare” significa svelare alle forze dell’ordine dov’è un latitante piuttosto che un carico di cocaina, oppure fatti di questo genere? Belnome: “Cantare” in tutti i sensi, può essere anche un fatto di questo genere. Pm Boccassini: Quasi un patto di non belligeranza tra parte delle istituzioni e la ’ndrangheta? Belnome: Io adesso... Pm Boccassini: Giù in Calabria? Belnome: Allora, io adesso questa regola

ANTIMAFIA Il procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini

Mafia e Stato La «mezza regola» dei boss-confidenti «Vertici delle cosche autorizzati a tradire» qui che hanno messo, come l’hanno messa e su che funzione è stata messa è un po’ complesso da spiegare. Pm Boccassini: La spieghi, ci provi. Belnome: Allora, quando raggiungete determinate doti vige anche questa regola che “Fino a tre volte ve la potete cantare”, su qualsiasi cosa; ma non collaborare con lo Stato, questo è differente. Pm Boccassini:E questo l’abbiamo capito. Belnome: “Cantare” nel senso che vi può portare beneficio, sempre sulla questione del beneficio. Può essere una qualsiasi cosa, non è

perseguibile, non è punibile, però, fra parentesi, ci sono mille regole nella ‘ndrangheta ma non è che vengono messe tutte e mille rigorosamente... questa non penso la rispettino in parecchi, non è che sareste ben visto se succede una cosa del genere. Però siccome è segreta questa cosa, non è che la vengono a sapere; però c’è. Pm Boccassini:Ma questa regola serve anche per mantenere un equilibrio tra la lotta all’organizzazione ‘ndrangheta e interessi dell’organizzazione? Belnome: Può servire anche a questo, può servire anche a questo, perché quando voi ave-

te determinate doti... allora le linee dopo si uniscono su certi ragionamenti, che prima non sono considerati, anzi sono condannati, dopo ve li ritrovate in cima. Pm Boccassini: È stato mai commentato dalle persone che a lei erano più vicine e che naturalmente hanno un ruolo importante nell’organizzazione, tipo appunto […], che alcuni latitanti si costituiscono per esempio perché questo può far comodo all’organizzazione, con la consapevolezza però da parte delle istituzioni che la cattura di una persona non è frutto dell’attività della polizia o carabinieri, bensì di un accordo tra parti delle istituzioni e la ‘ndrangheta? Ha capito quello che voglio dire? Belnome: Sì, sì, se per «Cantare però esempio quel non significa discorso che collaborare, vi ho fatto io si metta in funquesta è una zione su quecosa differente» sto che ha detto lei, giusto? No, lì non è tanto condivisibile, una cosa del... perché voi vi state vendendo un cristiano, in sostanza è condannabile questo, anzi è condannato. Pm Boccassini: No, ma non qualcuno che si vende il latitante, il latitante che si presenta... Belnome: Spontaneamente. Pm Boccassini: ...spontaneamente e questo è conosciuto dalle forze dell’ordine. Questo è accaduto, potrebbe accadere? Belnome: Cioè non riesco a capire bene cosa intende. Pm Boccassini: Facciamo conto che Ilda Boccassini sia un grande latitante, che tramite canali comunica alle istituzioni “Io mi faccio catturare, io vi dico dove sono”, e viene catturato. Belnome: No, no, questo non... questi discorsi qui non li abbiamo mai affrontati, ma non penso che succedano. Quando uno si costituisce sono per svariati motivi, sono personali, non può sostenere un certo tipo di latitanza, non... Pm Boccassini: No, io sto parlando di chi si fa trovare, non che si costituisce, cioè che prende la valigia e si presenta alla caserma di carabinieri e dice “Mi costituisco”, no. Io dico false catture di grandi latitanti operati dalle forze dell’ordine, ci può essere un accordo tra chi si fa catturare e lo Stato? Belnome: Allora, per mia conoscenza, no. Per mia conoscenza, no. Per quanto ne sappia io, no. p.c.

la santa società

Il livello massonico delle ’ndrine «Quel che so è che ci stanno pure medici e colonnelli, gente grossa» CATANZARO «Ne so marginalmente, il mio avvento a questo doveva succedere, non lontanamente però, ancora mi mancava un passaggio». Ne sa «marginalmente», ma quel poco che dice di sapere, Antonino Belnome, su un «livello massonico» della ’ndrangheta, è comunque interessante. Milano, 3 dicembre 2010. Dichiara il pentito: «Io avevo la dote di padrino, quindi non posso spiegarvi nel dettaglio, so di questa struttura che ci sono personaggi eccelsi anche a livello... parliamo a livello di medici di un certo livello, possono esserci a livello di cose anche di colonnelli, di questa funzione qua, cioè stiamo andando in cose massoniche

perché a certi livelli si può... Ah, ecco una cosa che... a certi livelli si può collaborare con lo Stato».

Poi va al nocciolo di quel poco che sa: «Allora, a certe doti, dal padrino in poi, si può avere delle collaborazio-

ni con lo Stato, si può avere delle trattative con lo Stato, si possono avere dei business con lo Stato, sono consentiti;

che poi a livello massonico da la ’ndrangheta è questo. questo è un cammino insie- Certo, per ottenere queste me, nel senso che ci si siede doti siete all’apice, siete... donello stesso tavolo. Questo so ti di spicco. Per quanto riio a livello massonico. A livel- guarda le copiate della Calalo antecedente al padrino bria. Ecco, questo...». La ’ndrangheta, in Lomtassativamente non si può fabardia piuttosto che in Calare, solo a quei livelli». Lui era un “solo” padrino. bria, quella è. Però la Calabria… «Si «Ecco, dal differenzia padrino in «La struttura in dalla struttupoi - spiega Lombardia è ra della Lomsiete boss, cioè quando diversa da quella bardia non regole o voi già avete calabrese: regole nelle nelle affiliauna dote di e doti cambiano» zioni o... padrino già cambiano gli siete boss, da lì in poi siete boss. Dopo il aspetti, cambiano gli uomini, padrino c’è la crociata…». cambiano le mentalità, camContinua: «Queste sono le biano le copiate, le doti. Nel doti massime, poi si va in al- senso che una dote di santitri discorsi, di massonerie. sta della Calabria non è una Avevano messo altre doti che dote di santista del nord, c’è poi... il medaglione, queste una differenza grandissima, cose qua, ma sono state poi... però chi non ha la possibilità cioè insomma sono queste di avere la dote in Calabria, adesso, le attuali sono que- si deve accontentare di quelste, altre doti poi si va in altri la del nord». p. c. discorsi. Per quanto riguar-


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ti,

Illustre presidente Scopelli-

nella mia qualità di ex parlamentare della Repubblica, nonché di ex sindaco del Comune di Cassano Jonio, tengo a precisarle quanto appresso: la signoria vostra illustrissima ha provveduto, di recente, alla nomina del consiglio di amministrazione e del collegio dei revisori di conti delle Terme Sibarite che, come le è noto, hanno sede nel comune di Cassano Jonio. Dette nomine non potevano che essere accolte con soddisfazione dell'opinione pubblica interessata, dal momento che esse determinano il superamento di una gestione commissariale che durava da oltre un decennio. Nulla, dunque, da eccepire in merito. Quello che, semmai, mi interessa farle rilevare è come

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Le Terme Sibarite e quelle nomine dubbie le nomine siano avvenute in violazione dell'articolo 8 della legge regionale del 4 agosto 1995, n.39 che prevede, per le persone chiamate a svolgere funzioni presso enti di rappresentanza della Regione, il possesso dei necessari requisiti (curriculum, esercizio di attività professionali per almeno cinque anni, etc…) ma, soprattutto, non trovarsi nelle condizioni di incompatibilità previste dalla vigente legislazione. Secondo quanto mi risulta, alcuni soggetti da Lei nominati sono in vistosa incompatibilità o hanno svolto e svolgono

attività che non hanno alcuna attinenza con l'attività termale. A tal proposito, consideri che l'Amministrazione comunale di Cassano allo Ionio e sub judice, in quanto rappresentata da un sindaco che, pur essendo incompatibile per una chiara disposizione di legge, è rimasto in carica - grazie alla complicità di diversi organi istituzionali - per ben otto mesi e, comunque, fino a quando una leggina regionale “ad personam” non gli ha consentito di coprire il duplice incarico di sidaco e consigliere regionale. In riferimento alle Terme

Sibarite, c'è poi da osservare che la Regione Calabria ha finora disatteso la Legge 15 marzo 1997 n. 59, che stabilisce per le aziende termali di proprietà dell'Eagat - passate dallo Stato alle Regioni - la possibilità del trasferimento ai comuni interessati «... i quali possono altresì prevedere forme di gestione attraverso società a capitale misto pubblico/privato o attraverso affidamento ai privati ...». Questa disposizione di legge, signor presidente, è rimasta finora disattesa nonostate il Comune di Cassano, con delibera di Giun-

ta del 20 luglio 1999, abbia fatto alla Regione regolare richiesta di trasferimento all'azienda termale. La Regione Calabria è venuta meno al disposto comma 2 dell'articolo 22 della citata legge che impone di presentare, al Ministero del Tesoro, un piano di rilancio delle Terme entro novanta giorni dall'entrata in vigore delle legge medesima: da qui, signor presidente, il danno prodotto all'Azienda Termale e alla popolazione cassanese. Va aggiunto che il Comune di Cassano, sin dalla promul-

gazione della legge, veva proposto - ottenendo il consenso dei Comuni interessati - la costituzione di un Consorzio per le Terme Sibarite, quelle di Spezzano Albanese e quelle di Guardia Piemontese. Purtroppo la Regione Calabria non ha mosso un dito in questa direzione avendo mirato soltanto ad una gestione clientelare e familiare delle Terme Sibarite. Signor presidente, dopo quanto scritto, mi viene di chiederLe se la Giunta da Lei presieduta vuole muoversi sulle orme del passato o in direzione di una seria politica termale che molto può essere utile allo sviluppo economico della Calabria. Resto nell'attesa di una Sua sollecita risposta. Salvatore Frasca

dalla prima

VI PREGO, LIBERATE ALEXANDRINA Corbelli ha incontrato, nel carcere di Castrovillari, Alexandrina, una ragazzina, con il volto di una bambina, detenuta per la morte, in un incendio, dei suoi tre bambini! Era il 28 dicembre 2008 , un freddissimo pomeriggio d'inverno, Alexandrina, una ragazzina rumena, allora 22 enne, già mamma nonostante la giovanissima età, ma con il volto di una bambina, era uscita dalla sua piccola casa di campagna del suo paesino, nel Nord della Romania, per andare a comprare del pane ai suoi tre bambini, Diana, Sebastian e Nicoletta, di tre, due e un anno. Aveva lasciato i bambini a letto e il caminetto acceso per riscaldare la fredda stanzetta. Al suo ritorno, dopo una decina di minuti, ha trovato l'abitazione invasa dal fuoco, per colpa di un incendio sviluppatosi per cause accidentali, ha rotto un vetro, si è buttata con coraggio nelle fiamme, per tentare di salvare i suoi tre figlioletti. Un gesto eroico che non è purtroppo bastato per salvare la vita ai suoi bambini. Alexandrina è rimasta gravemente ferita, ustionata ed è stata ricoverata in ospedale dove è rimasta due mesi. Solo quando ha lasciato il nosocomio del suo paese ha saputo della morte dei suoi tre bambini. Da quel momento la sua vita è stata tragicamente segnata per sempre. Ha vissuto con quel dolore immane, quel ricordo incancellabile, quei rimorsi, quegli incubi, quei suoi tre piccoli angeli che sognava e chiamava , svegliandosi all'improvviso, ogni notte. Per cercare di distrarsi e provare a dimenticare è arrivata in Italia, da una zia a Cosenza. ha iniziato a lavorare in un agriturismo, ha conosciuto un giovane marocchino e si è sposata, stabilendosi a Cassano. Il 26 aprile scorso l’ha colpita un altro fatto terribile, assurdo, ingiusto, disumano, l’arresto da

parte dei carabinieri di Corigliano e la detenzione nella casa circondariale della città del Pollino, in esecuzione di un mandato di cattura del suo Paese (la Romania) per omicidio colposo per la morte dei suoi tre bambini. Un fatto indegno di un Paese civile, di uno Stato di diritto, di una giustizia giusta e umana. Si tratta di una grande ingiustizia, una inaudita crudeltà che deve essere subito cancellata. In nome di quale giustizia e senso di pietà cristiana si può far pagare e tenere in carcere una giovanissima mamma che ha perso i suoi tre bambini per un destino terribile? Dal momento dell’arresto Diritti Civili sta ininterrottamente lottando ogni giorno per aiutare e salvare questa ragazzina. Oggi mi sono recato nel carcere di Castrovillari per incontrarla personalmente, per vedere da vicino, conoscere personalmente, sentire dalla sua voce la drammatica vicenda umana che sta vivendo questa sfortunata ragazzina e naturalmente per manifestarle tutta la mia vicinanza, la mia solidarietà e prometterle che non mi fermerò sino a quando non sarà scarcerata e non sarà cancellata questa grande ingiustizia e disumanità. Il Dap (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) del Ministero della Giustizia e la direzione della Casa circondariale di Castrovillari mi hanno accordato un permesso straordinario, per motivi umanitari per poter incontrare in carcere Alexandrina. L’autorizzazione è stata concessa per la particolare, drammatica vicenda umana di questa ragazza (distrutta dal dolore e dalla grande ingiustizia e crudeltà che continua a subire con la detenzione, da oramai un mese, in carcere) e in considerazione dell'ultraventennale impegno civile e umanitario a favo-

re dei diritti delle persone recluse del Movimento Diritti Civili. Questa mattina ho incontrato una ragazzina, con il viso pulito e ingenuo di una bambina, che ti fa grandissima pena, ti addolora, ti fa piangere vederla rinchiusa in una cella, dopo l'immane tragedia subita, per la morte, in un incendio, dei suoi tre figlioletti, che nonostante il suo disperato e coraggioso tentativo non è riuscita a salvare. E’ stato un incontro che mi ha profondamente commosso e molto turbato, che lascia un segno indelebile. La ragazzina, chiusa nel suo dolore, ha detto poche parole, ha ricordato quei momenti della tragedia, ha espresso il desiderio, una volta libera, di potersi recare in Romania per portare un fiore e andare a pregare sulla tomba dei suoi tre angioletti, nella cappella di famiglia del piccolo cimitero che la sua mamma ha appena finito di allestire e dove sono state da poco portate le bare dei tre bambini. Vorrebbe poter riabbracciare i suoi cari, i genitori, i tre fratelli. Il 31 maggio la Corte di Appello di Catanzaro deve pronunciarsi sulla richiesta di estradizione della ragazzina. Se sarà accolta Alexandrina dovrà scontare in Romania tre anni di carcere, se invece la istanza sarà rigettata la piccola rumena potrà godere dei benefici (l’affidamento o i domiciliari) della legge italiana e lasciare il carcere di Castrovillari, dove è rinchiusa da oramai un mese. Per questo mi appello, supplico i giudici di Catanzaro a compiere un atto di giustizia giusta, di pietà umana, di salvare questa ragazzina-bambina prima che sia troppo tardi. Franco Corbelli presidente del movimento “Diritti Civili”

il commento L'intervallo tra la prima consultazione e il ballottaggio a Milano, se non fosse per l'enorme interesse che riveste per i cittadini milanesi e le stesse sorti del Paese, potrebbe considerarsi una fonte inesauribile di barzellette o costituire materiale per un romanzo a puntate di satira da parte di Forattini o di Vauro. Appena subita la batosta del primo turno, anziché riconoscere ed accettare, come avviene in tutti i paesi civili, il verdetto di 1° grado, i nostri Magnifici governanti di Roma, della Regione, della provincia, del comune, sono impazziti e quindi si sono messi a gridare, a sbraitare contro l’untore. Come si è permesso un estremista di sinistra ad ottenere la maggioranza dei consensi? Come può fare Milano ad affidarsi a un pazzo? E qui cominciano le barzellette. Nel tentativo confuso e delirante di riconquistare gli elettori per-

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Paese Sera Editoriale S.r.l. C.da Lecco, 8 RENDE (Cosenza) Direttore responsabile

Piero Sansonetti Vicedirettore

Davide Varì

Caporedattore Centrale

Francesco Ferro

Milano governata da Pisapia? Per Berlusconi e Bossi è un incubo duti , esternano le prime analisi del voto. «Abbiamo perso perché non abbiamo spiegato bene il programma, abbiamo sbagliato nell’esasperare la campagna elettorale, abbiamo alzato i toni, chiediamo scusa», ossia dichiariamo che non ci abbiamo capito un tubo. «Ora abbassiamo i toni». E appena pronunciata questa lodevole intenzione, come potesse cancellare quelli che sono i loro veri toni, rincarano subito la dose. Il grande capo dopo qualche giorno di purgatorio, riappare e afferma che Milano non può essere consegnata agli estremisti di sinistra, perché l’unica persona per

Redazione Centrale C.da Lecco, 8 Rende (CS) e-mail: info@calabriaora.it tel. 0984.837661 0984.402059 fax 0984.839259 Catanzaro: Corso Mazzini, 164 tel. 0961.702056 0961.747190 fax 0961480161 Reggio Calabria: via Nino Bixio, 34 tel. 0965.324336 fax 0965.300790 Siderno: via Verdi - tel. fax 0964.342899 Gioia Tauro: via Aspromonte, 18 - tel. fax 0966.55861

bene, che ha subito 15-20 imputazioni di reato, affidabile, è solo lui. Gli altri, a cominciare dai 300 mila che hanno scelto Pisapia non contano, non hanno alcun diritto di scegliere autonomamente; Il Senatur gli dà del “matto” e con lui evidentemente anche ai 300 mila che lo hanno votato, perché non hanno pensato che il covo dei forsennati sta nel loro schieramento; Il cattolicissimo governatore Fomigoni , eletto dalla cattolicissima Acli, riprende il tema del confronto sui programmi non spiegati e, anziché spiegare quello della Moratti, spiega quello di Pisapia per dire che costui, se vin-

Vibo Valentia: c.so Vittorio Emanuele III, 123 tel. 0963.547589- 45605 fax 0963.541775 Rossano: via Galeno, 149 - tel. 0983.290604 fax 0983 292220 Paola: viale Ippocrate, 39 - tel. fax 0982.583503 Aut.Trib. di CS n. 778 del 26.01.06 ROC n. 17921 del 5.02.09 Centro Stampa Stab.Tipografico De Rose Montalto Uffugo (CS)

ce, ha intenzione di aprire i concorsi pubblici anche agli stranieri, che così verrebbero a sottrarre posti di lavoro agli italiani. Non mi intendo di cattolicesimo quanto il governatore, ma credo comunque di poter affermare con assoluta certezza che al Dio in cui egli crede, e grazie al quale governa, non sia mai venuto in mente di affermare che i posti di lavoro disponibili in Italia debbono essere occupati solo dagli italiani e quelli americani solo da questi. Non credo proprio che il buon Dio di Fomigoni stia con una cartina geografica in mano tutti i giorni per sorvegliare e sanzionare coloro che varcano una linea di confine che gli umani terrestri hanno tracciato a loro uso e consumo. E capisco pure le difficoltà a spiegare ciò che ha fatto la Moratti nei 4 anni che ha governato Milano. Francesco Calvano

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l’ora di Reggio

tel. 0965 324336-814947 - fax 0965 300790 - mail reggio@calabriaora.it - indirizzo via Nino Bixio, 34 FORZE DELL’ORDINE Polizia (113) 0965 411111 Carabinieri (112) 0965 854111 Guardia di Finanza (117) 0965 46056 Vigili del fuoco (115) 0965 632111 Capitaneria di Porto (1530) 0965 656111 Corpo forestale dello stato0965 811312 Ospedale (118) 0965 3911 Polizia provinciale 0965 313302 Polizia municipale 0965 53004

ISTITUZIONI Comune Reggio Calabria Urp (www.comune.reggio-calabria.it) Provincia Reggio Calabria (www.provincia.reggio-calabria.it) Regione Calabria (www.regione.calabria.it) Comunità montana Versante dello Stretto

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Il pasticciaccio delle sezioni Tutte irregolari

elezioni

Nomi sorteggiati Morabito primo sulla scheda

Difformità ovunque. Forse sorprese clamorose tra i nomi dei consiglieri eletti Stavolta l’hanno combinata proprio grossa. Presidenti di seggio e scrutatori delle 217 sezioni del Comune in cui si è votato hanno fatto un vero pasticcio consegnando verbali in bianco e pieni zeppi di irregolarità. Così tante che potrebbero esserci non poche sorprese in ordine alla composizione del consiglio comunale rispetto a quella delineatasi il giorno dopo del voto. La Commissione elettorale, presieduta dal magistrato Giuseppe Campagna, ieri ha controllato il lavoro di 20 sezioni e, clamorosamente, neanche una ha presentato documenti in regola. Si spazia da irregolarità di poco conto sul singolo voto a ben più gravi anomalie. Ad esempio, in diverse, sezioni il numero dei voti ha superato l’elenco dei votanti inserito nelle stesse. È stato con-

Giuseppe Campagna sentito, insomma, che qualcuno votasse più di una volta. L’ipotesi più probabile è legata alla possibilità che i rappresentanti di lista abbiano votato sia nella sezione di residenza che in quella in cui hanno

effettuato la funzione di rappresentanza. Fatto sta che i conti non tornano e che il lavoro che attende la Commissione nei prossimi giorni sarà molto più complicato del previsto. Lo stesso presidente Campagna, del resto, già durante la cerimonia di proclamazione del sindaco Arena, aveva invitato tutti alla massima prudenza perché la Commissione aveva già intuito che qualcosa non aveva funzionato a dovere nell’ultima tornata amministrativa. Un gran numero di candidati, infatti, aveva preannunciato la presentazione di istanze di riesame e verifica dei voti. Istanze che avrebbero obbligato la Commissione ad esaminare le tabelle si scrutinio per l’assegnazione definitiva dei consensi. Il presidente, di concerto con gli altri componenti, ha

così deciso di procedere in automatico all’esame di tutte le tabelle per “stoppare” le istanze e arrivare in tempi ragionevoli all’assegnazione finale dei seggi. Contro il computo finale della Commissione sarà possibile solamente spingere ricorso al Tar. Secondo previsione si potrebbe arrivare alla proclamazione ufficiale degli eletti per il primo di giugno o, al massimo, per giorno tre dello stesso mese. Altro dato che sta balzando agli occhi è quello relativo alle schede nulle, il cui conto complessivo potrebbe arrivare anche a 7mila, ben oltre i dati ufficiali disponibili sul sito del Ministero dell’Interno. Si tratta, insomma, di numero di anomalie così alto e grave che ha già portato la Commissione elettorale ad allertare la Corte d’Appello, re-

sponsabile della nomina dei presidenti di seggio. Proprio in relazione a questi ultimi, l’elezione 2011, ha segnato un’altra diversità. I presidenti nominati dalla Corte hanno rifiutato in gran numero e, di conseguenza, molti di loro sono stati direttamente nominati da palazzo San Giorgio. Fatto sta che, nell’attesa che la Commissione completi il suo lavoro, in molte liste i candidati eletti per una manciata di voti iniziano a traballare. All’interno di Pri, Reggio Futura, nello stesso Pdl e anche in Ata si potrebbero registrare le maggiori sorprese. La certezza, invece, è che Reggio città metropolitana, nell’anno di grazia 2011, non riesce neanche a far corrispondere i voti al numero dei votanti. RICCARDO TRIPEPI r.tripepi@calabriaora.it

l’anniversario

L’eredità attuale di Giovanni Falcone

Ecco i nuovi scrutatori per il referendum

“Reggio non tace” ricorda il magistrato sulle scale del tribunale “Reggio non tace” ricorda Giovanni Falcone nel 19° anniversario della sua tragica uccisione con un’iniziativa spontanea organizzata ieri pomeriggio all’ingresso del tribunale che ha visto la partecipazione di circa 200 persone. L’omaggio del movimento al grande magistrato assassinato barbaramente dalla mafia è stato rappresentato da un sitin pubblico in cui assieme a padre Giovanni Ladiana di “Reggio non tace” hanno preso parte in forma spontanea anche semplici cittadini, oltre ad alcuni esponenti della comunità ecclesiale e della magistratura. Tra i presenti, infatti, c’erano anche il procuratore-capo di Palmi Giuseppe Creazzo e il vicario generale dell’arcidiocesi Reggio-Bova don Antonio Iachino. Da qui è partito un messaggio di sensibilizzazione indirizzato alla condivisione dei principi di legalità tenacemente perseguiti da un uomo

che ha sacrificato la propria vita per la lotta alla criminalità organizzata divenendone un simbolo. All’ingresso del palazzo di giustizia è stato esposto uno striscione recante la scritta www.reggionontace.it contornato da fiori. «Oggi siamo qui - sottolinea padre Ladiana - perché ci sono eredità che non si possono abbandonare in quanto firmate col sangue. Falcone ci ha lasciato un alto senso del dovere, quel “non stare zitto” di fronte a ciò che avviene. Le azioni che portiamo avanti sono in coerenza con la nostra decisione di essere la “scorta civica” della Procura». A testimonianza di ciò, il religioso spiega che «la Procura, per noi, è uno dei segni più positivi della città ritenendo che ogni tentativo di gettarne fango è paragonabile ad un’intimidazione della ‘ndrangheta». Fa poi un ulteriore passaggio: «Ridimensionare la figura di Giuseppe Pignatone può avere l’ef-

Morabito primo, Raffa secondo. Questo il verdetto del sorteggio, tenutosi ieri alla corte d’appello, della scheda elettorale per il turno di ballottaggio del 29 e 30 maggio prossimo. La scheda sarà di colore giallo. Aprendola, il primo nome sarà quello del presidente uscente, Pinone Morabito. Ad accompagnarlo, certificando così l’assenza di apparentamenti così come per il suo sfidante, ci saranno le sei liste che lo hanno sostenuto al primo turno. Due file da tre che partiranno con la Morabito presidente, seguita da Pd e Psi-Mpa. Più in basso campeggeranno i loghi di Pdci, Patto per Morabito e Prc. Sorteggiato come secondo, Peppe Raffa si dovrà accontentare della parte bassa della scheda dove, a supportare il suo nome, ci saranno le dieci liste del primo turno. Anche qui le file sono composte da tre loghi mentre la decima lista, Socialisti uniti-Nuovo Psi, sarà sistemata da sola in una quarta riga. Sotto il nome di Raffa i primi loghi saranno quello di Pace, Fiamma e Popolari-liberali. La seconda fila, invece, spetterà a Raffa presidente, Sud e Pdl. Nella terza troveranno collocazione Pri, Scopelliti presidente e Udc.

Alcuni dei partecipanti al sit-in fetto di lasciare Reggio in una situazione peggiore rispetto a prima del suo arrivo e ogni atto contro di lui distrugge la speranza». Ladiana, successivamente, ha ulteriormente spiegato il senso dell’iniziativa di ieri: «La nostra azione non avrebbe questa continuità se non fossimo supportati dalla convinzione che ne valga la pena. Ci stiamo ritrovando qui per parlare e quindi per creare costantemente una coscienza civile dando un segnale alla città e contrapponendoci all’antimafia dei grandi eventi». Alessandro Crupi

Il sindaco Demetrio Arena comunica che nel pomeriggio di ieri è stata effettuata la nomina degli scrutatori per i referendum che si terranno il 12 e 13 giugno prossimo. Gli elenchi sono pubblicati sul sito internet del Comune e sulla rete civica e possono essere consultati anche presso l’ufficio elettorale comunale.


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R E G G I O centrodestra

Raffa, accuse al centrosinistra «Provincia abbandonata». E Ferraro mobilita i suoi per il secondo turno Prosegue il tour elettorale di Peppe Raffa. Il candidato di centrodestra alla presidenza Provincia nel ballottaggio di domenica e lunedì prossimi, dopo essersi recato domenica in numerosi centri della Locride e a Gioia Tauro ieri si è concentrato sui Comuni dello Jonio reggino. Le tappe di Raffa sono state Locri, Ferruzzano, Bruzzano, Brancaleone, Bova, Palizzi, Condofuri e Melito Porto Salvo, dove alle 20, ha chiuso la giornata con un comizio alla villa comunale.. Ad accompagnare Raffa nella sua ultima settimana di campagna elettorale anche i ragazzi della Fiamma tricolore. «I cittadini della provincia che incontro in questi giorni dicono di sentirsi abbandonati, da quanti, negli ultimi cinque anni - dice Raffa - hanno evitato il confronto con il territorio preferendo rimanere nelle comode stanze del palazzo dell’Ente». Poi il discorso si sposta sulle inefficienze della Provincia. «Dalla viabilità al de-

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Centrodestra, anche l’Udc s’impegna per domenica

grado ambientale, dalla mancanza d’infrastrutture all’erosione della costa, dalla mancanza di occupazione alla precarietà dell’agricoltura e del turismo: sono questi alcuni segni dell’abbandono in cui il territorio provinciale è stato lasciato - prosegue Raffa - soprattutto durante l’amministrazione di centrosinistra. La Provincia, anche quando non rientrerebbe nelle sue competenze, ha il dovere di intervenire per la soluzione di problemi che, soprattutto dal

punto di vista occupazionale, sono vitali per lo sviluppo socio- economico del territorio». Se il candidato presidente prosegue nella sua campagna d’ascolto a invitare al voto pensa il responsabile della lista Raffa presidente, Bruno Ferraro. «Tutti i 24 candidati - annuncia Ferraro - stanno moltiplicando gli sforzi per far si che il suffragio per Peppe Raffa diventi plebiscitario». «L’entusiasmo riscontrato in questi giorni di durissimo confronto elettorale ci sprona-

no in queste ultime ore di Campagna elettorale ad intensificare gli sforzi». «Lanciamo un ultimo appello ai cittadini di Reggio e provincia, affinchè possano dare un voto convinto e responsabile per fare uscire la provincia di Reggio dalle secche dell’immobilismo e dall’indifferenza gestionale per proiettarla come volano di sviluppo e occupazione nell’ambito regionale e nazionale. L’unico voto convinto è quello per Giuseppe Raffa».

Anche l’Unione di centro procede all’analisi del voto. Nei locali della federazione provinciale una riunione è servita ai centristi per valutare i dati elettorali. Il commissario provinciale centrista, Giuseppe Naro, dopo essersi congratulato con gli eletti a palazzo Foti e palazzo San Giorgio, ha ringraziato quanti hanno inteso candidarsi nelle file Udc. Tutti i presenti hanno garantito «il proprio ulteriore impegno a sostenere lo schieramento nel ballottaggio per consentire la elezione a Presidente della Provincia di Giuseppe Raffa - si legge in una no-

ta stampa diramata nella giornata di ieri - Naro ha sollecitato tutti in tal senso e nell’occasione sono stati programmati svariati incontri ed iniziative locali dell’Udc a sostegno della coalizione di appartenenza e per Raffa Presidente». «L’Unione di Centro crede vivamente nella possibilità che l’intesa stipulata porti effettivo giovamento alle realtà amministrative territoriali reggine attraverso l’affermazione elettorale e la elezione di una nuova amministrazione provinciale della quale certamente sarà parte rilevante».

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Pri, l’appello per il ballottaggio

«Il 29 e il 30 maggio confermiamo l’atto di voto fatto il 15 e 16 Soddisfatto del voto al Comune, il se- brillante affermazione di Rocco Lascala gretario regionale del partito repubblica- e Paolo Ferrara». Su quest’ultimo aspetno, Oscar Ielacqua, chiama al voto, per to, però, occorre attendere ancora peril turno di ballottaggio, gli elettori del- ché i voti di scarto sono pochissimi e la l’edera a sostegno del candidato presi- commissione elettorale sta procedendo dente di centrodestra Peppe Raffa. «Se al riconteggio delle schede. Poi il discorl’insediamento di Demetrio Arena rap- so si sposta sul ballottaggio dove il Pri presenta un segnale di continuità nel- invita a sostenere Raffa. «Resta un ultil’amministrazione del Comune di Reg- mo tassello da inserire nel progetto ispigio Calabria - si legge in una nota stam- rato dal Presidente Scopelliti che ci vede ormai protagonisti in pa diramata nella giortutta la Calabria in sinnata di ieri - per noi ReIelacqua: tonia con una grande pubblicani è un motivo «Salutiamo aspettativa di cambiadi grande soddisfazione mento: Raffa alla Preatteso che, come partiil ritorno sidenza della Provincia to, andiamo avanti in in Consiglio - afferma Ielacqua - I consensi ed in percencon Sciarrone» Repubblicani, che nel tuale rispetto alle elezioprimo turno hanno otni del 2007». Poi, relativamente a palazzo San Giorgio, il pensie- tenuto un loro particolare successo suro va ai singoli candidati. «Ed è con al- perando il 3% e portando i consensi elettrettanta soddisfazione che salutiamo torali da poco più di 7.200 voti a quasi l’elezione di Giuseppe Martorano - ag- 9.000 voti, sono impegnati nell’ultimo giunge Ielacqua - che premia il suo im- sforzo perché Peppe Raffa prevalga e pegno dispiegato quotidianamente nel- chiamano pertanto tutti a mobilitare le l’interesse dei cittadini reggini. Non tra- proprie energie confermando il 29 e il scuriamo altresì di evidenziare fra i tan- 30 maggio l’atto di voto». In particolare, ti che hanno contribuito al risultato la Ielacqua si rivolge ai candidti consiglie-

SEGRETARIO Oscar Ielacqua ri affinché si prodighino con lo stesso impegno del primo turno per portare gli elettori alle urne. «Un invito ai candidati Repubblicani dei 24 collegi - conclude il segretario regionale dell’edera - e a quanti li hanno votati a salutare il ritorno del Pri in consiglio provinciale con Rocco Sciarrone e con Raffa Presidente».

Zero apparentamenti I socialisti apprezzano Attivo socialista per l’analisi post-voto e rilanciare sul ballottaggio in favore di Peppe Raffa. Quadri dirigenti e candidati della lista socialisti uniti-Nuovo Psi si sono ritrovati sabato nei locali della federazione di via Osanna. A introdurre i lavori è stato il segretario provinciale dei socialisti uniti, Gianpaolo Catanzariti, che ha ringraziato tutti i candidati. In particolare il dibattito si è incentrato sulla Provinciae «sul risultato soddisfacente conseguito per il particolare contributo dei candidati più votati come Candido, Zavettieri, Argirò e Violi purtroppo non riprodotto in ambito Comunale anche per le manovre consumate ai danni della lista comunale».

Soddisfatti per l’elezione di Arena al Comune i socialisti rinnovano l’impegno «per il turno ballottaggio di domenica 29 e lunedì 30 Maggio, per l'elezione di Giuseppe Raffa a Presidente della Provincia». «L'attivo socialista - si legge nella nota - impegna tutti i candidati, i quadri ed i militanti a non abbassare la guardia dando per scontato un risultato a favore di Raffa pur in presenza di un divario incolmabile esistente con il candidato del centrosinistra». Poi il plauso al camdidato. «La scelta di Giuseppe Raffa di escludere qualsiasi apparentamento, con qualsiasi lista avversaria, è una decisione che i socialisti condividono pienamente».

provincia/5 Anche il Patto cristiano esteso chiama alle urne i suoi elettori per sostenere al ballottaggio il candidato di centrodestra Peppe Raffa. Con una nota stampa diramata nella giornata di ieri dal coordinatore nazionale del partito, Massimo Ripepi, Pace invita i suoi all’ultimo sforzo. «Il buon risultato ottenuto da Pace alle elezioni comunali ed il contributo in voti per l’acclamazione di Arena a sindaco della nostra città, può e deve trovare il suo naturale completamento nel sostegno, appassionato, che Patto cristiano esteso intende garantire al candidato alla poltrona di Presidente del-

Anche Pace invita a votare Peppe «Con lui rilancio economico e sociale» la Provincia Giuseppe Raffa - spiega Ripepi Ci spingono ragione e sentimento. Le ragioni sono quelle di una continuità nel buon governo che ha contraddistinto Raffa nell’azione amministrativa al Comune di Reggio - continua l’esponente di Pace - che ci fa ben sperare per dare allo stesso tempo un segnale di di-

scontinuità alla Provincia, inserendola in un asse programmatico, con Regione e Comune, che può essere foriero di una grande rinascita e di floridezza economica e sociale per la nostra provincia. Il sentimento è dettato invece dalla possibilità, con Raffa presidente, di attivare nel contempo una stagione di solida-

rietà, di socialità, governata da valori cristiani». Per Ripepi «ci sono tutte le premesse perché sia finalmente possibile un rilancio della nostra terra, rilancio economico e sociale, attraverso la realizzazione di un programma (quello di Raffa appunto) che si contraddistingue per linearità e per equità che sono i prodromi della trasparenza e della rettitudine. Per questo - conclude la nota - invitiamo tutti quanti credono sia possibile dar vita ad una società migliore, fatta di altruismo e di giustizia, nonché ricca di carità cristiana, a votare per Raffa presidente il 29 e 30 Maggio».


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R E G G I O centrosinistra Morabito non ci sta. Le accuse provenienti dagli avversari hanno risvegliato l’orgoglio del presidente uscente che senza fronzoli ribatte alle dichiarazioni dello sfidante. «Il candidato Giuseppe Raffa sogna di fare da presidente della Provincia quello che non è riuscito a fare da sindaco. Sogna, infatti, di dare risposte ai cittadini. Funzione che più di altre non è riuscito a fare. Oggi censura, senza avere contezza, il mio operato di presidente uscente, che di “risposte” può esibirne tante e diffusamente, distribuite in tutto il territorio provinciale da me ripetutamente visitato in lungo ed in largo, non solo per anticipare gli interventi, ma anche per inaugurare opere, controllare i cantieri di lavoro, rendermi conto personalmente delle problematiche esistenti». Insomma quest’ultimo scorcio di campagna elettorale si accende all’improvviso e Morabito consiglia al rivale di consultare le cronache giornalistiche di questi anni per «rendersi conto della frenetica attività» che ha caratterizzato l’amministrazione provinciale uscente a fronte della «inattività del Comune di Reggio». Così Pinone abbandona il fioretto: « E’ vero che serve un’inversione di tendenza, ma nella gestione del Comune, ente dal quale l’aspirante Presidente Raffa è stato, alla fine del suo man-

Morabito rintuzza «Raffa sogna soltanto»

polo civico

Ata e Democratici procedono e puntano al radicamento

«Provincia sempre attiva, al contrario del suo Comune» l’elefante alla gazzella Spera di dare ai cittadini quelle risposte che non ha saputo dare dall’ente da cui è stato allontanato dato, educatamente allontanato. Per questo ora il suo “sogno” è quello di dimostrare che il disastro in cui si trova il Comune non è opera sua. Non può ammettere che la sua politica, quella di amministratore di una città di quasi 200 mila abitanti, è stata lontana anni luce dalle esigenze dei cittadini e del territorio» «Se è vero, come afferma lo stesso Raffa, che gli amministratori sono l’interfaccia del cittadino – prosegue Morabito - evidentemente nella sua gestione qualcosa non ha

Peppe Bova

BATTAGLIERO Il presidente uscente Pinone Morabito funzionato. La Provincia, infatti, è stata spesso costretta ad andare oltre le proprie competenze». Pinone cita l’emblematico caso di Acquereggine creditrice di oltre 12 milioni di euro dal Comune reggino. «Solo grazie all’intervento “extracompetenze” della Pro-

vincia che ha erogato, su mia espressa indicazione, un milione di euro è stato possibile predisporre il pagamento delle spettanze arretrate ai lavoratori». Ma di più, Morabito rilancia sostenendo che di casi “extracompetenze” potrebbe esibirne ancora moltissimi,

dall’intervento al tavolo istituzionale nella vertenza delle Ferrovie Taurensi, «oggi sull’orlo di una crisi irreversibile» al Porto di Gioia Tauro, «dove si è intervenuti con un severo ordine del giorno approvato in una specifica seduta del Consiglio provinciale».

I pendolari scelgono Pinone

Sul diritto alla mobilità riconosciuto «un ampio dialogo di sviluppo» Chiedono il recupero e un nale e comunale) nel perseriordino spedito della mobili- guimento degli obiettivi che conseguono tà locale e soil reperimenstengono Pi«Seria politica la disponone Moraamministrativa to, nibilità e bito. I rapche punta l’utilizzo delpresentanti le risorse fidel Comitato a risolvere nanziarie dedei Pendolari i problemi» stinate ai dello Stretto, progetti di di Dimensione Trasporti, e delle Autono- riordino della mobilità locamie locali siciliane che, attra- le; e la gestione delle risorse verso una nota, tessono le lo- da parte delle imprese, a pardi del presidente uscente, im- tire dal Gruppo Fs, che nei pegnato nel ballottaggio del 29 e 30 maggio prossimi, a cui le associazioni in questiol’invito ne riconoscono «per un consistente, proficuo ed ampio dialogo di sviluppo, solidi segnali di una oculata gestione amministrativa, nei pur limitati ambiti di competenza tradizionale dell’istituzione «Ora dobbiamo parteciprovinciale». Nello specifico i pare uniti per vincere con rappresentanti delle tre assoMorabito alla Provincia. Ci ciazioni di pendolari ricordasono le condizioni politiche no come nell’incontro del 19 e ci sono i numeri per farlo». maggio scorso con il Prefetto Professa ottimismo Pino Luigi Varratta avessero detRotta, candidato di Sel alla tagliatamente documentato Provincia che parte dal dato ed analiticamente esposto «i emerso dal voto del 15 e 16 pesantissimi inadempimenti maggio scorsi: «È emerso dell’intervento istituzionale che il centrosinistra e le forche strozzano il diritto di moze alternative alla destra nelbilità metropolitana delle cola nostra provincia sono munità dello Stretto» metmaggioranza». «C’è una tendo in evidenza lo «scarsisnuova classe dirigente che si simo controllo della fonte affaccia sulla scena in città e istituzionale (centrale, regio-

fatti da una parte contrae l’erogazione dei servizi e dall’altra, ad arbitrio, inasprisce l’insostenibile lievitazione delle tariffe». Ecco perché in stretta relazione all’avvenuto riconoscimento formale della dimensione metropolitana del territorio, «la materia della mobilità integrata nello Stretto di Messina – si legge ancora nella nota - rientra più incisivamente nell’ambito della funzione programmatoria

della istituzione provinciale». «Pertanto le Associazioni confidano che le comunità della provincia di Reggio Calabria, nel ballottaggio elettorale, riconfermino, con il consenso espresso per Giuseppe Morabito, la continuità e l’efficacia di una seria politica amministrativa, sempre orientata alla risoluzione dei problemi e – concludono - delle difficoltà di sviluppo di tutto il territorio provinciale».

PENDOLARE Interdonato

comune

Sel, Rotta supporta il centrosinistra nella provincia, forse non ha ancora la forza per presentarsi come alternativa e sostituire il vecchio gruppo dirigente ma ha segnato senza alcun dubbio un punto di discontinuità». Pino Rotta si dice certo del fatto che «già dal primo turno il candidato della coalizione Sel - Idv alla Provincia sia tra i consiglieri eletti, indipendentemente dall’esito del ballottaggio», e confortato dalle dichiarazioni di Vendola e Di Pietro.

Energia pulita sicura «Avanti col programma» 4.478 voti e una percentuale del 4,25%. Riparte da questi dati Energia pulita, lista che ha sostenuto il candidato sindaco Massimo Canale e che ha eletto un consigliere (Nino Liotta) a palazzo San Giorgio. Riparte da una «esperienza di democrazia partecipata». «Cercheremo, innanzitutto, di tradurre i punti salienti del programma partecipato che abbiamo redatto in questo ultimo anno in proposte di delibere in consiglio co-

munale. Non ci dimenticheremo delle periferie, a noi tanto care, vi torneremo e saremo pronti a farci interpreti delle emergenze e delle problematiche che queste vivono. Esigeremo da questa amministrazione comunale trasparenza amministrativa, rispetto delle regole, legalità, diritti. Laddove questi presupposti verranno traditi non esiteremo a far sentire la nostra voce». Energia pulita al ballottaggio sosterrà Morabito.

A Testa alta e Democratici in movimento si organizzano per il futuro. Dopo l’analisi del voto, il coordinamento provinciale delle due liste si è riunito ieri alla sede di Via Argine destro per tracciare la rotta che vedrà, a breve, una strutturazione dell’area politica a livello regionale. «Il futuro di Reggio e della provincia sono state le priorità, senza se e senza ma, della nostra campagna elettorale e da ora in poi del nostro agire politico, sociale ed istituzionale». Si afferma nella nota diffusa dal coordinamento provinciale al termine della riunione di ieri. «I risultati raggiunti dalle liste di Ata e Democratici in movimento al Comune e alla Provincia confermano, malgrado il pochissimo tempo avuto a disposizione, la giustezza di una impostazione e la possibilità di portarla avanti con una sempre maggiore sistematicità ed energia. Con questo orizzonte i candidati nelle due liste comunali ed in quella provinciale esprimono compiacimento per il risultato raggiunto e si sentono impegnati ad un lavoro di radicamento e di forte iniziativa politica nell’ambito della città e della provincia di Reggio, sia nell’area Grecanica che nella Locride, come in Aspromonte e nella Piana di Gioa Tauro». Il progetto adesso prevede «un forte raccordo al Comune ed alla Provincia con le altre forze, ivi rappresentate, in qualità di eletti del Polo Civico. Più in generale si ritiene che l’esperienza fatta vada allargata e rafforzata, dandole, il più rapidamente possibile, come tappa intermedia, un profilo politico ed organizzativo regionale. Punti fermi - conlude la nota - e prioritari della proposta devono rimanere il meccanismo democratico per ogni scelta, attraverso il metodo delle primarie, assieme ad un fortissimo riformismo meridionalista».


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La Multiservizi chiama Arena I dipendenti sono stanchi dei «giochi politici». Ora «la resa dei conti» Nuvole all’orizzonte per la Multiservizi. I dipendenti continuano a rimanere senza stipendio, dopo tre mesi di reclami, promesse e diatribe politiche. I lavoratori sono stanchi di questa situazione di incertezza e preannunciano azioni di protesta sempre più forti se non si dovesse sbloccare in tempi rapidi. L’ultima cosa che li ha fatti balzare dalla sedia è l’annuncio, una decina di giorni fa circa, di Reggio Futura e altri esponenti del centrodestra dei mandati di pagamento che sarebbero stati emessi dalla ragioneria del Comune. I dipendenti la

definiscono «l’ultima ma eclatante presa in giro, pubblicata sui giornali». L’analisi dei lavoratori della Multiservizi è puramente elettorale. «Ora che i giochi sono fatti –scrivono infatti- le elezioni sono passate, tutti possono riscontrare che si è trattato solo di un gioco politico, gravando sulla vita delle persone che non hanno come sfamare i propri figli, saldare i propri debiti». La misura è colma. Si evince chiaramente dal tono delle dichiarazioni dei dipendenti, molto molto arrabbiati a questo punto. «Oramai siamo arrivati alla resa dei conti,

Una protesta dei lavoratori, senza stipendio da tre mesi dopo tanti mesi siamo al collasso», scrivono senza girarci troppo intorno. «Fino ad oggi –rilevano- visto che tutti noi dipendenti occupiamo un

ruolo di servizio pubblico, abbiamo sempre cercato di non creare problemi e disagi ai cittadini ma, purtroppo, adesso non è più possibile». L’an-

nuncio potrebbe rivelarsi fonte di notevoli problemi per i cittadini di Reggio Calabria. «Comunichiamo il nostro disagio pubblicamente –dichiarano- in modo che tutta la popolazione sia a conoscenza della grave situazione in cui versiamo da diversi mesi e a questo punto, rivolgendoci alle nostre dirigenze, ai nostri politici, sorge spontanea formulare la domanda “Si arriverà mai a una soluzione definitiva, stabile oppure si andrà avanti in un continuo alternarsi di alti e bassi”?». «Al momento –proseguono- di una sola cosa siamo certi, che

diciamo basta e, appena concordato, si inizierà uno sciopero fino a quando non ci saranno saldati gli stipendi spettanti». L’annuncio è dato. Adesso ai dipendenti della Multiservizi non rimane che lanciare l’appello al neosindaco Demetrio Arena. Nel dargli «un caloroso benvenuto nella nostra città», gli rivolgono l’invito a incontrarli con urgenza. Nei giorni scorsi il primo cittadino aveva preannunciato la necessità di fare una verifica sulle società miste. La prima resa dei conti sembra assai più vicina del previsto. a.i.

Museo della seta a rischio Caduto nel vuoto da tre anni l’appello per ottenere una sede «Sono passati ormai tre anni (10 maggio 2008) da quando facemmo appello agli enti locali sul rischio chiusura del Museo della Seta di Reggio, rilevantissimo per la storia cittadina ed appartenente ad un circuito che vede assieme il Museo Tessile di Prato, il Museo della Seta di Como, Palazzo Pitti ed altre significative realtà nazionali del settore. Ci fu, come spesso avviene, una sorta di gara fra Comune e Provincia con tanto di proclami ed impegni bipartizan per assegnare una dignitosa sede alla realtà museale reggina costretta adesso all’interno di un appartamento nel centro cittadino fin troppo angusto per ospitare e far fruire gli innumerevoli reperti frutto di una ricerca che dura da oltre 30 anni. Da allora una dignitosissima mostra che registrò migliaia di visitatori a Palazzo Foti durante la notte bianca per la soddisfazione di tutti e dell’assessore al ramo Scali. Poi il vuoto». È quanto lamenta la fondatrice e direttrice della struttura, Rosa Furfari, che parla di un «vuoto costituito al momento solo da una promessa, tipica dei politici, a mantenere l’impegno di una sede che, a detta dell’assessore provinciale al Patrimonio Agrippo, pare sia già pronta all’uso e dovremmo condividere con un’altra significativa realtà museale reggina quale il Piccolo Museo S. Paolo proprio in via E. Cuzzocrea nello stesso stabile in cui ora esiste il Genio Civile e prima vi era la Facoltà di Ingegneria». Quindi, dopo mesi «di attese vane per firmare sempli-

«Grazie alle false promesse accumulati debiti ormai insormontabili»

cemente un protocollo d’intesa siamo giunti alla scadenza del mandato dell’attuale amministrazione senza riuscire ancora ad incassare questo importantissimo risultato per Reggio e la sua Provincia». La direttrice Furfari fa notare che in passato il museo ha rifiutato altre sedi a Villa San Giovanni e Palmi «al fi-

ne di onorare la città della nostra presenza ma forse ora rimpiangiamo questa decisione vista la totale indifferenza mostrata da parte dell’Ente Provinciale nel chiudere questa pagina in modo felice». Questo, afferma Furfari, «è l’ultimo accorato appello perché, nel frattempo, grazie a queste promesse, sono sta-

ti accumulati debiti rispetto all’attuale sede divenuti ormai insormontabili. Questo è il modo in cui possono scomparire tracce di una tradizione antica mille anni nella nostra terra. Un museo in più, dobbiamo affermare adesso –conclude- forse non viene considerato ricchezza e patrimonio culturale comune».

mediazione civile

Chiusi i primi accordi positivi Domani si va da Alfano Arrivano i primi risultati per la media- fini di parte». Il notaio Stefano Poeta, delzione civile. È quanto ha affermato l’avvo- la Piana di Gioia Tauro, ha dettagliatamencato Giuseppe Strangio nel seminario pro- te esposto le modalità di redazione del vermosso da Ismed che si è tenuto sabato bale di mediazione, auspicando un prossiscorso nella sede di Confcommercio sulla mo incontro con i vertici della Conservatomediazione civile in materia di diritti rea- ria dei Registri Immobiliari per affrontare li immobiliari e usucapione di beni immo- tutte le problematiche connesse alla trabili. «Abbiamo concluso i primi accordi scrizione dei verbali di mediazione. «In con soddisfazione delle parti, raggiungen- ogni caso – ha chiarito Poeta - il verbale do in pochi giorni risultati apprezzabili. Se d’accordo di mediazione resta valido ed efficace tra le parti. Il tutto continuerà conotaio interviene insì –ha affermato- gli vece per autenticare obiettivi cui perverle sottoscrizione remo saranno sorconferendo all’atto i prendenti e per cercrismi della legittiti versi inattesi anmità formale». L’avche per noi operatovocato Gabriella ri». Per questo, doD’Ottavio, legale mani si terrà a Rodell’Asireg ha precima un importante sato, infine, che gli incontro con il minienti pubblici postro della Giustizia tranno essere parte Angelino Alfano, in mediazione chiache incontrerà gli Da sinistra D’Ottavio, Poeta e Strangio rendo che «sulla organismi di mediazione per fare il punto della situazione scorta di recenti decisioni della Corte Coanche rispetto all’accordo che sembra fi- stituzionale in materia di espropriazione nalmente raggiunto con la categoria foren- per pubblica utilità, tutte le ipotesi in cui è se. «Noi di Ismed parteciperemo all’incon- competente il giudice ordinario rientrano tro con ministro anche perché siamo tra nei casi di mediazione obbligatoria. Anche quelli che auspicavano fin dall’inizio la pre- queste delicate materie potranno quindi senza degli avvocati in mediazione – ha essere affrontate e risolte celermente con concluso Strangio – e siamo lieti che final- notevole risparmio di costi per gli enti. Tutmente il Consiglio nazionale forense abbia to questo è un vantaggio in un momento operato per favorire l’accordo tra le parti, nel quale numerose amministrazioni pubtutelando la funzione forense a dispetto di bliche vengono a trovarsi in grandi soffequanti, invece, l’hanno strumentalizzata a renze di cassa».

Un baco da seta

lav

«Il Comune non rispetta il regolamento sul circo» Nonostante esista un regolamento comunale che vieta l’autorizzazione dei circhi con gli animali, in questi giorni in città c’è il circo Orfei Datrix Martini «che dichiara di detenere oltre cento specie di animali, tra cui presumibilmente anche quelli pericolosi per la salute e l’incolumità del pubblico o detenuti in violazione della nomativa Cites». La denuncia arriva dalla Lav, che fa notare l’inosservanza da parte dell’amministrazione comunal delle norme approvate in giunta il 24 agosto 2005 e in consiglio comuanle il 20 febbraio 2007. «Un regolamento importante, votato all’unanimità fa notare la Lav- che avrebbe dovuto, attraverso una corretta applicazione, porre rimedio a numerose illegalità e migliorare sensibilmente le condizioni di vita degli animali nei circhi». «Già in passato abbiamo dovuto amaramente constare e denunciare la mancata applicazione di questo importante regolamento che la collettività aveva voluto per il tramite della nostra associazione e che era stato prontamente recepito dal nostro Consiglio comunale

in maniera convita e che, invece, è rimasto lettera morta- dichiara la responsabile provinciale della Lav, Emanuela Donato - Quanto è stato sinora predisposto, in occasione dell’arrivo di circhi in città, non è adeguato alle norme previste dal regolamento che ne stabiliscono il loro corretto attendamento. L’attendamento dovrebbe essere consentito solo ed esclusivamente a condizione della piena osservanza della vigente normativa Cites. Invece, gli unici controlli attuati in precedenza hanno riguardato soltanto le modalità di concessione del suolo pubblico. Di fatto, cosa molto più importante, i circhi dovrebbero presentare un elenco completo degli animali in possesso e, su tale base, Polizia municipale, Corpo forestale dello Stato e Asl Veterinaria dovrebbero essere chiamati sistematicamente dal Comune ad intervenire, per eseguire controlli stringenti sullo stato di detenzione degli animali e sulla loro messa in regola secondo la normativa Cites. Oggi chiediamo, perciò conclude- un intervento fermo e incisivo dall’amministrazione comunale».


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La Dda chiude le indagini sulla cosca Lo Giudice In dodici furono arrestati dopo le dichiarazioni del “nano” Chiusa in tempi strettissimi l’indagine sulla cosca Lo Giudice, colpita lo scorso 19 aprile con l’arresto di nove soggetti e il fermo di altri tre. In totale sono ben 24 i soggetti finiti nell’elenco degli indagati, perché vi rientrano anche le precedenti operazioni di polizia ai danni di presunti esponenti della famiglia mafiosa. Le parole del collaboratore di giustizia Nino Lo Giudice, a capo della formazione criminale, avevano portato gli inquirenti a svelare parte delle attività illecite della cosca. Alle sue dichiarazioni gli investigatori della squadra mobile di Reggio Calabria hanno trovato gli adeguati riscontri. L’inchiesta, che porta la firma del procuratore capo Giuseppe Pignatone e dei sostituti Giuseppe Lombardo, Marco Colamonaci e Beatrice Ronchi, ha permesso di ricostruire i collegamenti dei Lo Giudice in città, la disponibilità di armi ed esplosivo, l’intestazione fittizia di beni. Nel corso dell’operazione di polizia vennero sequestrate due attività economiche e altri beni del valore di tre milioni di euro, la

GLI INDAGATI IN ELENCO Lo Giudice Antonino

Cortese Pasquale

Villani Consolato

Cortese Paolo Sesto

Lo Giudice Luciano

Lo Giudice Giuseppe

Cortese Antonio

Perricone Giuseppe

Gangemi Demetrio G.

Gatto Paolo

Romolo Consolato

Giordano Florinda

Reliquato Giuseppe

Giordano Antonio

Stilo Bruno

Mogavero Vincenza

Pennestrì Fortunato

Spanò Antonino

Pennestrì Salvatore

Cricrì Giuseppe

Spadaro Tracuzzi Saverio

Arillotta Enrico Rocco

Turcanu Madalina

Arillotta Antonio

Norfish (che si occupa di vendita di prodotti ittici) e la Smile (attività di produzione gastronomica). Le accuse nei confronti dei dodici indagati variano dall’associazione mafiosa alla rapina, alla detenzione di armi anche da guerra ed esplosivi, all’intestazione fittizia di beni. Anche due donne erano finite nell’indagine, Vincenza Mogavero, che si sarebbe pre-

stata per l’intestazione delle attività commerciali, e la romena Madalina Cristina Turcanu (arrestata a Barcellona in Spagna in collaborazione con l’Interpol) che avrebbe ricoperto il ruolo di postina nel portare messaggi all’interno e all’esterno del carcere dov’era detenuto Luciano Lo Giudice. Con questa indagine, secondo l’accusa, sono stati delineati i ruoli

all’interno della cosca, per come indicati da Nino Lo Giudice. L’indagine riguarda anche la posizione di Antonio Cortese, ritenuto l’esperto di esplosivi della cosca che avrebbe curato tra l’altro (l’indagine di riferimento è di competenza della Procura di Catanzaro) la preparazione degli attentati alla Procura generale e sotto l’abitazione del procuratore generale Salvatore Di Landro, e l’intimidazione rivolta al procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, con il ritrovamento del lanciarazzi a poche centinaia di metri in linea d’aria dal Cedir. Indagine chiusa anche per Pasquale Cortese e Paolo Sesto Cortese, Giuseppe Lo Giudice, Giuseppe Perticone e Salvatore Pennestrì. Questa è la prima indagine nei confronti della cosca Lo Giudice. Ce ne sono molte altre nelle mani dei procuratori. A partire dalla presunta connivenza del capitano dei carabinieri Saverio Spadaro Tracuzzi, arrestato nel dicembre dello scorso anno con la grave accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. a.i.

«Quel giorno non era con me» Omicidio Logoteta, il presunto assassino scagiona il complice

“alta tensione”

Il gip rimette in libertà Franco Fabio Quirino Il Giudice per le indagini preliminari Andrea Esposito ha scarcerato nella mattinata di ieri Franco Fabio Quirino accusato del reato di intestazione fittizia con l’aggravante d’aver commesso il fatto al fine di agevolare la presunta cosca mafiosa Borghetto-Caridi-Zindato. Quirino era stato tratto in arresto mesi nell’ambito dell’operazione “Alta tensione” che aveva portato a decine di arresti nei confronti di altrettanti soggetti accusati, a vario titolo di associazione

mafiosa ed altri reati connessi. I legali di fiducia di Quirino, Gianfranco Giunta e Antonino Priolo aveva tempo addietro presentato al Gip un’articolata istanza a cui era stata allegata della documentazione frutto di attività investigativa difensiva. A giudizio dei legali non sussistevano i requisiti affinché Quirino fosse tenuto ancora in regime di detenzione carceraria. Il Gip dopo un esame attento ha disposto ieri la scarcerazione di Quirino.

detenzione di armi

Patteggiamento a un anno e due mesi Ha patteggiato a un anno e due mesi di reclusione con sospensione condizionale della pena la giovane polacca Ewa Agnieska Markiewicz, residente a Reggio Calabria, accusata di detenzione illegale e ricettazione di armi e munizionamento. Il giudice per l’udienza preliminare Trapani, nei giorni scorsi, ha accolto l’istanza di applicazione della pena su richiesta degli avvocati Gian-

franco Giunta e Marco Gemelli e dell’ufficio di procura nella persona del pm Mario Venditti. La donna fu trovata, a seguito di perquisizione domiciliare, in possesso di una pistola calibro 357 magnum marca Smith&Wesson, oltre che di numerose cartucce calibro 44 magnum. Il revolver era provento di un furto all’interno della casa di un professionista reggino.

delitto al deposito fs

Uccise un marocchino Al via il processo

Sindacato forense Si parla di misure di prevenzione

«Con me c’erano due uomini ma non Shota Dolabetizde». Così Sviadi Ardazishvili si è espresso ieri nell’ambito del processo per l’omicidio del sindacalista Pietro Logoteta, assassinato all’interno della federazione nazionale agricoltori, il 9 luglio del 2008. Fu un tentativo di rapina finito nel sangue. Ieri nell’aula del Cedir, dinnanzi alla corte d’assise, è stato sentito l’altro soggetto imputato d’omicidio per il quale, di recente, la corte d’assise d’appello di Reggio, ha confermato la condanna a 30 anni di reclusione. Ardazishvili ha risposto alle domande che gli sono state poste scagionando il presunto complice. Fu un delitto particolar-

mente efferato quello avvenuto nel luglio del 2009, a pochi passi dal palazzo della Regione Calabria. La vittima venne colpita alla nuca con una forbice e morì poco dopo l’aggressione. Sul posto si recarono gli uomini della Squadra Mobile che iniziarono ad indagare riuscendo in un secondo momento a far luce sull’episodio. I balordi che entrarono in azione, secondo le accuse, furono dei georgiani senza permesso di soggiorno e senza fissa dimora. Subito dopo il delitto, tra l’altro, si resero irreperibili. Ai presunti autori dell’omicidio si arrivò anche grazie all’identificazione di coloro che vennero ritenuti fiancheggiatori. Sviadi Ardazishvili, condannato a

30 anni in appello, fu individuato e arrestato in Grecia dove, nel frattempo, aveva trovato rifugio. Furono gli uomini di Renato Cortese a scovarlo ed assicurarlo alla giustizia. Le indagini svolte dalla Polizia avevano portato all’emissione di un provvedimento da parte del gip, nei confronti, oltre che dello Ardazishvili, anche di Shota Dolaberidze. La sorte processuale di quest’ultimo potrebbe essere decisa già nel corso della prossima udienza che sarà celebrata il 26 giugno. In quell’occasione il difensore dell’uomo effettuerà la sua arringa e solo dopo vi sarà la camera di consiglio dei giudici e l’emissione della sentenza di primo grado.

Avrà luogo il 27 maggio alle 16 nell’auditorium dei padri Monfortani sito in via circonvallazione Parco Caserta numero 5 il quarto evento del 2011 dei corsi di formazione continua organizzati dal sindacato forense reggino per gli avvocati del foro reggino e della provincia. Il tema è “il sistema normativo delle prevenzioni, in particolare la prevenzione patrimoniale antimafia”. La conversazione sarà tenuta da Vincenzo Giglio, Presidente della sezione del Tribunale misure prevenzione. Il tema, interessante e di estrema attualità include le particolari misure che possono essere prese per combattere questo fenomeno in continua espansione. Dopo la presentazione del relatore da parte del presidente del sindacato Mario De Tommasi, e la relazione di Giglio, saranno consentiti interventi da parte dei presenti. L’evento attribuirà tre crediti formativi.

Ha preso avvio ieri il processo a carico di Mohamed Ben Taika, cittadino marocchino ritenuto l’autore materiale dell’omicidio di un altro nordafricano, Rahidi Amcanice. L’uomo venne ucciso il 23 aprile del 2009 nei pressi della stazione ferroviaria di Reggio Calabria centrale. Il suo corpo fu ritrovato al mattino dagli operatori delle ferrovie. Su posto intervenne la Squadra Mobile che avviò le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Fu fondamentale la testimonianza di una donna, presente all’accaduto e individuata nel corso delle indagini. Le sue parole permisero di ricostruire nei dettagli l’esatta dinamica dell’accaduto e individuare in Ben Taika l’autore del

fatto. Questi, però, a seguito di emissione di decreto di fermo da parte del pm si è reso irreperibile e risulta allo stato latitante. Alla base dell’omicidio, probabilmente, un diverbio tra vittima e carnefice, poi sfociato nell’azione di sangue. L’omicidio di Amcanice avvenne nella zona deposito, dove alcuni extracomunitari trovano rifugio per trascorrere la notte. Nelle prime ore immediatamente successive al fatto di sangue, si ipotizzò che il movente dell’omicidio potesse essere ricondotto ad una lite proprio per un posto letto conteso. Ieri l’ammissione della lista testi e l’inizio ufficiale del processo che proseguirà all’udienza del 13 giugno prossimo.


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Universitari, che “impresa” Alla Quistelli la due giorni sulle politiche di orientamento al lavoro circolo galluppi

Manifestazione sui 150 anni dell’Unità d’Italia Oggi alle 10 presso il cortile della Direzione Didattica “P. Galluppi”, in collaborazione con l’Associazione “InforMedia”, si svolgerà la manifestazione conclusiva “Uniti come l’Italia” per celebrare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Sarà per l’istituto scolastico un'altra importante occasione per tenere alta la percezione della Nazione, e rendere omaggio a tutti i personaggi che hanno dato lustro alla nostra storia. Il percorso didattico, realizzato dalla Direzione Didattica “Galluppi”, ha avuto come obiettivo la formazione dei piccoli studenti, cittadini della società futura, protagonisti di un iter pedagogico atto ad approfondire le conoscenze e le competenze individuali. Uomini e donne del domani che dovranno perseguire un percorso incentrato sulla legalità vista non solo nel rispetto di se stessi e degli altri ma anche nel rispetto del territorio e dell’ambiente. Durante l’incontro, al quale prenderà parte insieme alla dirigente scolastica Mariantonia Puntillo, il Professor Massimiliano Ferrara Direttore Generale del Dipartimento “Cultura, Istruzione, Università, Ricerca, Innovazione Tecnologica, Alta formazione" della Regione Calabria, i piccoli studenti ripercorreranno la storia del nostro paese recitando poesie, letture e canti ma soprattutto, esporranno i loro lavori e le ricerche elaborate in questi mesi.

Si svolgerà anche all'università Mediterranea a partire da domani e fino a giovedì il progetto “Crea.Re” (Creare Imprese in Rete) finanziato nell’ambito del Fondo per le Politiche Giovanili del 2009 con il bando per la presentazione di progetti volti a promuovere la cultura di impresa tra i giovani, indetto dalla Presidenza del Consiglio - Ministro della Gioventù. Il progetto si inserisce nella priorità relativa all’orientamento al lavoro autonomo e promozione della cultura di impresa. Realizzato dall’Associazione per la Mobilitazione Sociale Onlus e cofinanziato dall’Unione degli Assessorati alle Politiche Socio-sanitarie e del Lavoro, con il sostegno delle Province di Palermo e Reggio Calabria e la partecipazione delle Università di Palermo, Enna e Reggio Calabria, il progetto ha visto impegnati, sin dallo scorso novembre, circa 130 studenti universitari calabresi e siciliani, che hanno frequentato un percorso formativo parallelo volto alla valorizzazione dell’autoimpiego. L’iniziativa, che si è voluta realizzare in due contesti territoriali, quale quello calabrese e siciliano, in cui forte è la sofferenza dal punto di vista economico e sempre più urgente si avverte la necessità di fornire delle risposte concrete alle sfide occupazionali poste dal mercato del lavoro, ha nel complesso raggiunto più di 1000 giovani tra Calabria e Sicilia, grazie alla massiccia campagna di comunicazione e informazione condotta presso le università, attraverso il web e il social network Facebook, e il coinvolgimento diretto anche di radio e tv locali. Quella che si svolgerà a partire da domani alla "Quistelli" rappresenta un’occasione unica di incontro e scambio tra i giovani partecipanti calabresi e siciliani, che avranno la possibilità, oltre che di esporre e condividere le loro idee imprenditoriali maturate nel

cds

Tutti i gruppi e le associazioni dell’ateneo

L'aula magna Quistelli della Mediterranea corso del progetto, anche e soprattutto di confrontarsi in attività di workshop e focus group sui temi imprenditoriali correlati alla comunicazione, alla pubblicità e all’impatto sul consumatore, alla presenza di autorità nazionali e locali e di personalità di spicco del mondo imprenditoriale locale e

Nell’ambito del Programma Erasmus della Facoltà si svolgerà domani alle 11 il seminario dal titolo "Possibilities of using dendromass for energy in the Czech Republic" dove si parlerà di biomasse e della possibilità di conversione energetica di tale risorsa portando ad esempio la gestione attuata nella Repubblica Ceca. Relatore con il prof.Alois Skoupy docente proveniente dalla Facoltà di Scienze Forestali e Tecnologia del legno di Brno.

“La pubblicità, l'imprenditore e il consumatore” e nel pomeriggio il workshop “Quale Carrotmob a Reggio Calabria e a Palermo?”. La manifestazione si chiuderà con la consegna degli attestati di partecipazione al progetto. EMANUELA MARTINO e.martino@calabriaora.it

architettura

In Aula Magna l’incontro con Frazzetta e Lotta Nell’ambito delle attività culturali previste per questo anno accademico, il Dipartimento di Architettura ed Analisi della Città Mediterranea dell’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria, diretto dalla professoressa Concetta Fallanca, ha indetto un ciclo di seminari allo scopo di invitare alla riflessione studenti e professionisti sul tema Architettura e Cooperazione nei Paesi in via di sviluppo (Pvs). L’iniziativa già avviata nello scorso gennaio 2011 prevede l’organizzazione di sei incontri, a cadenza

mensile, che vedono come relatori altrettanti professionisti specialisti nel settore e che hanno vissuto in prima persona l’esperienza di cooperante.

Si parlerà di cooperazione con i Paesi in via di sviluppo Il quinto dei seminari previsti dal titolo “Architettura cooperante” sarà tenuto, questa mattina presso l’Aula magna della

Facoltà di Architettura, nella cittadella universitaria di Via Melissari, dall'architetto Filippo Frazzetta (Acra Milano) e dall'ingegnere Nico Lotta (Vsi Roma). I temi trattati riguarderanno la progettazione in aree rurali dei Pvs e gli interventi di primo aiuto alle popolazioni colpite da disastri naturali. I ciclo di seminari è promosso e organizzato da Concetta Fallanca, Irene Caltabiano, Laura Marino, Sebastiano Nucifora, Antonio Taccone, Alessandro Villari è finalizzato al percorso preparatorio per la progettazione di una proposta di Master in Architettura per la Cooperazione e lo Sviluppo (Marcos). em.ma.

giovani e vacanze

AGRARIA

Seminario sulle biomasse

non. Domani si partirà dalla sessione “I giovani e le loro idee di impresa” alla presenza di docenti della Mediterranea ed imprenditori di diversi settori economici, e dalla presentazione delle idee imprenditoriali di alcuni partecipanti. Giovedì la seconda parte

Nei mesi estivi a Reggio parte il Summer Sport Camp Sei settimane a contatto con le attività sportive preferite dai bambini e dagli adolescenti È stato presentato questa mattina il Summer Sport Camp. Un’iniziativa indirizzata ai più piccoli e in particolare ai bambini e agli adolescenti dai 5 agli 11 anni. Cinque giorni a settimana, dal 15 di giugno al 31 luglio, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 14. Calcetto, pallavolo, basket e minitennis le attività sportive che saranno praticate dai giovanissimi, seguiti da esperti del settore. Antonino Marcellino, che ha progettato l’evento, specifica che «la possibilità di praticare gli sport previsti dipenderà soprattutto dalle capacità motorie di coloro che aderiranno e dagli aspetti generali che,

a livello coordinativo, presenteranno i partecipanti. Preparazione atletica che comunque sarà adeguatamente fornita dai tutor a partire da schemi motori di base». Per il nutrizionista Cosimo Accurso, «i bambini si muovono poco e dati nazionali ci raccontano di una fascia giovanile con problemi di obesità. Non escludo la possibilità di fornire ai genitori che ne faranno richiesta una scheda nutrizionale per migliorare l’alimentazione dei ragazzi che oggi lascia molto a desiderare – ha commentato». Per conoscere maggiori dettagli sull’iniziativa è possibile consultare il

Scirtò, Marcellino, Accurso gruppo Summer Sport Camp sul social network Facebook.

Come di consueto, dopo il rinnovo del Consiglio degli Studenti, è stato pubblicato l'elenco delle associazioni e dei gruppi studenteschi riconosciuti dall'organo universitario, presieduto da Salvatore Palermo. Tutti gli enti, di vecchia e nuova iscrizione hanno dovuto presentare un'autocertificazione antimafia secondo quanto stabilito, sin dal primo insediamento, del massimo organo di rappresentanza degli studenti alla Mediterranea. Sono state ammesse, dunque, la F.a.g (forest and agricolture group), Presidente Adriano Ganino; il New Deal, Presidente Demetrio Sartiani; l'Esn Rhegium student network Presidente Filippo Surace; Ti Estì” Presidente Maria Antonietta Caracciolo; AgirePresidente, Fabio Gattuso; Ius Rheginum Universitas, Presidente Antonio Vincenzo Castorina; Verde Calabria, Presidente Francesco Leonardo Ferrarelli; Archmedeventi, Presidente: Michele Macrì; Medusa Presidente: Francesco Putrino; Musa, Presidente: Giuseppe Arcella; “Antoni Gaudì”Presidente: Andrea Scialò. Per i gruppi studenteschi, invece, si parte dal Genea, Referente Giuseppe Rugolino; E.U.Re.Ca. Senior”, referente: Luca Sicilia; “E.U.Re.Ca.”, referente Federica Suraci; Helios, referente: Eva Rovense; Artech, referente: Marco Messina; Ulisse, referente: Vincenzo Caligiuri; Icaro, referente Giuseppe Sorrenti; Universitaria per il Sud”, referente: Alfio Marco Patanè; Cinetik referente, Davide Benestare; B.e.t.a, referente: Giovanni Zappavigna; Smile, referente Carmelo Zinnarello; M.a.A. Clvb, referente: Saverio Toscano; Mom’ Art, referente; Ares, referente: Fabio Celi; Unirci, referente: Vincenzo Romeo; Poseidon, referente: Rocco Bevacqua; Opportunity group,referente: Dino Maria Sterza. Naturalmente tutti gli indirizzi web e i contatti delle associazioni e dei gruppi studenteschi saranno reperibili sul sito internet della Mediterranea www.unirc.it.


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Col live di Paolo Conte il Cilea va in vacanza

cine news

MULTISALA LUMIERE SALA DE CURTIS I pirati dei Caraibi (in 3 d) Spettacoli alle 16.50 19.30 - 22.15

Pegna porta a Reggio il cantautore originario di Asti Riso, formaggio parmiggiano e prosciutto cotto, con le immancabili sardine sott’olio e mele cotte. Saranno questi i pezzi base della cena (tutt’altro che frugale) che, come sua consuetudine, daranno la carica a Paolo Conte per affrontare la serata live del Cilea. Il teatro reggino insieme a tutta la città si prepara a vivere, stasera alle 21, uno degli eventi più attesi dell’anno ossia il concerto del cantatutore astigiano, previsto fuori cartellone, che comunque concluderà ufficilamente la stagione. già nel mese di ottobre è uscito nei negozi di dischi “Nelson”, ultimo e fortunato lavoro dell’autore, tra gli altri, di grandi successi come “Azzurro”. E proprio parte dei quindici nuovi brani saranno inseriti nel repertorio musicale che animerà il teatro reggino. Grande l’interesse manifestato dal pubblico di amatori della musica erudita di Conte. Già dal mese di dicembre i tickets della data reggina sono andati esauriti per la gioia del promoter Ruggero Pegna che, con grande sacrificio, a suo rischio e pericolo, ha accettato di presentare il concerto nella città dello stretto nonostante i mancati pagamenti, da parte del comune di Reggio Calabria, di altri due spettacoli: il concerto di Massimo Raniera in chiusura dei festeggiamenti mariani a settembre

2010 e le due tappe del musical “Alice nel paese delle meraviglie”, nel cartellone del teatro Cilea.L’evento fa parte di “Fatti di Musica Radio Juke Box”, la venticinquesima edizione della rassegna del miglior live d’autore italiano diretta ed organizzata da Pegna che, in precedenti edizioni, ha assegnato a Conte per diverse volte il prestigioso “Riccio d’Argento” dell’orafo calabrese Gerardo Sacco. Ma non solo, quattro anni fa, proprio nel maggio nel 2007, Pegna ha anche presentato a Catanzaro la sua mostra di pittura del cantautore “Razmataz” che gli è valsa la laurea in pittura dell’accademia delle belle arti di Catanzaro. Attesa per i fan e curiosità certamente di scoprire il calore del pubblico da parte del cantautore che conoscerà per la prima volta, almeno dal punto di vista musicale, la città dello stretto dove non ha mai, in tanti anni di onorata carriera, suonato. Insieme a Paolo Conte si esibirà al Cilea la sua straordinaria orchestra: Daniele di Gregorio, pianoforte, batteria, marimba, Jino Touche, contrabasso, chitarra, Daniele dall’Olmo, chitarra, Nunzio Barbieri, chitarra, Luca Enipeo, chitarra, Massimo Pitzianti: pianoforte, tastiera, fisarmonica, bandoneon, clarinetto, sax baritono, Claudio Chiara, basso elettrico, tastiera, fisarmonica, sax alto, sax te-

SALA SORDI Three of life (L’albero della vita)s Spettacoli alle 17.30 20.10 - 23.40 SALA DE SICA Fast and furious Spettacoli alle 17.50 20.30 - 22.55

Da sinistra Pegna, Conte e Sacco nel 2007; in alto il cantautore in concerto nore, sax baritono, flauto, Luca Velotti, sax soprano, sax tenore, sax contralto, sax baritono, clarinetto, Lucio Caliendo, oboe, fagotto, percusssioni, Piergiorgio Rosso, violino. Inusuale ed impegnato, malinconico ed irriverente, sveste i panni di avvocato (si è laureato all’univeristà di Parma ed ha iniziato a lavorare nello studio del padre) Paolo Conte e si cala nell’alter ego artistico (è pittore e poeta) quello fatto di successi dovuto, da un lato, al sincrono delle melodie oniriche alla Leonard Cohen, la

sensibilità da cantastorie parigino di inizio Novecento, e ancora delle big band jazz dalla Duke Ellington. Dall’altro lato, a questo, va di certo aggiunto un inconfondibile stile erudito nella costruzione delle liriche, che stanno in bilico tra passioni sfrenate, ricordi di memorie passate, spiriti eleganti e forbiti, immagini traslate spontaneamente verso la sinestesia e il simbolismo da belle epoque, dove a tratti si fa largo il soave ermetismo schivo. Gabriella Lax

Storie attuali di cosmologia I repentini cambiamenti nell’uso degli strumenti dell’astronomia «L’astronomia è cambiata in modo repentino. Prima i ricercatori usavano il telescopio, oggi si affidano anche agli acceleratori di particelle per studiare le dimensioni infinitamente piccole della materia». Questa affermazione di Flavio Fusi Pecci, direttore dell’osservatorio astronomico di Bologna, alla conferenza organizzata da Josephine Condemi (Rhegium Julii), Angela Misiano e Francesco Macheda (planetario Pythagoras), ha lasciato perplessi: che c’entra

una galassia con un atomo d’idrogeno? «Il problema è il tempo – ha continuato - Come spiega Einstein, viviamo in uno spazio a quattro dimensioni, tre spaziali e una temporale. L’informazione che ci arriva dal centro dell’Universo deve viaggiare nello spazio prima di essere catturata sulla terra. Noi vediamo l’oggetto com’è stato miliardi di anni fa, molto vicino al big bang. Ma c’è un errore di prospettiva: il tempo del big bang è 14 miliardi, quando

la materia non è neanche formata. Solo dopo 300 mila anni appare l’atomo d’idrogeno e l’Universo diventa visibile». Per il tempo antecedente, gli acceleratori di particelle sono un ottimo campo sperimentale sulla formazione degli elementi subnucleari. Ma c’è un problema: nel mondo infinitamente piccolo, le leggi della fisica non funzionano come nelle galassie. «Sul big bang esistono solo teorie, forse una risposta buona arriverà quando saranno

armonizzati la relatività di Einstein e il mondo delle particelle elementari, fotoni, quark, ecc. - ha concluso - Oggi gode di prestigio il “modello standard delle particelle”, che però non spiega tutto. Esistono altre teorie: Hugh Everett ha presunto mondi paralleli al nostro, mentre gli stringhisti ipotizzano ulteriori dimensioni spaziali arrotolate su sé stesse nello spazio quadrimensionale». Mentre Fusi Pecci si è addentrato nei particolari, è ve-

nuto spontaneo immaginare la formazione dell’Universo: forse un punto unidimensionale raggiunge lo zero assoluto e l’energia si espande in un cerchio bidimensionale dal raggio pari alla velocità della luce, poi questo cerchio si muove nelle altre due dimensioni, lo spazio e il tempo: se avanza a intervalli continui nel tempo assume le dimensioni di un quark che può variare massa, se avanza nello spazio è un fotone che governa il tempo. Se l’energia del cerchio si arrotola su sé stessa, acquisisce massa. Possibile? «La fisica attuale non riesce a legare la velocità della luce con lo zero assoluto» ha risposto il relatore. Marco Comandè

SALA MASTROIANNI Beastly allle 17.30 19.15 - 21 segue Senza arte nè parte alle 22.30

NUOVA PERGOLA I pirati dei Caraibi (35 mm) Spettacoli alle 17.15 - 19. 50 22.30

CINEMA ODEON Mr. Beaver Spettacoli alle 18 - 20 22

CINEMA AURORA Il mercante di stoffe Spettacoli alle 18.30 20.30 - 22.30

frammenti di città frammenti di città frammenti di città frammenti di città frammenti di città frammenti di città frammenti di città

I tanti segreti di palazzo Battaglia Le fondamenta dell’attuale palazzo Battaglia, nascondono vari segreti, o meglio segreti già scoperti ma conosciuti da quei pochissimi privilegiati ancora amanti del passato, delle preziose testimonianze che racchiude l’intreccio di una storia viva con ancora molte cose da raccontarci. E forse invece, interrogare la storia, darebbe molte risposte, molte di quelle che urgono al contemporaneo. Ma torniamo agli scavi di palazzo Battaglia. Nel 1992, sulla destra dell’attuale via Cimino, fu scoperta un’area archeologica, che ha riportato alla luce del sole diverse preziosità. In pri-

mis un pozzo in ciottoli a secco profondo fino a 3,80 metri, dal piano di calpestio; una serie di strutture murarie di un impianto termale; poi un vano abitativo con il muro ancora perfettamente intonacato, il pavimento in “coccio pesto” e la soglia in pietra anch’essa parte di un’abitazione privata. Infine moltissimo materiale ceramico fra cui frammenti di vasi e testine muliebri. Testimonianze di grandissima importanza che possono datarsi in un lungo arco di tempo: dalla seconda metà dell’VIII a.C. al VI secolo d.C. I resti delle strutture murarie sono stati conservati in situ, «e potrebbero essere inclusi in un tour turisticoarcheologico-culturale». Osservazione questa che viene dallo storico Franco Arillotta, la nostra fonte più assidua in materia di storia della città, e alle cui considerazioni ci associa-

mo. Un’idea che forse potrebbe rilanciare una piccola forma di turismo locale. Ma solo con la collaborazione di tutti. Comunque, a poca distanza dalla via Cimino, quella che poi avrebbe accolto palazzo Battaglia, nel lontano 1888, in un orto del notaio Pietro Oliva, era addirittura stata scoperta una struttura termale costituita da più vani con tre vasche foderate di marmo, un pavimento in mosaico monocromo bianco a tasselli bianchi, e quattro lapidi marmoree che facevano da pavimento ad una delle vasche. Le lapidi erano dedicate ai seguenti personaggi della Reggio romana: Marco Emilio Flavio Giuliano Latinianus, Cornelia Severina Bassi e la sacerdotessa Giulia Emilia Callitta. La costruzione probabilmente risale al I-IV sec. d.C. e per fortuna o per un miracoloso caso, le lapidi sono

al museo. Quando ritornerà al suo splendore, con suggello del presidente Napolitano, avremo modo e curiosità di andare a sbirciare. Jenny Canzonieri


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Il Conservatorio avvia la stagione in agenda

Il “nuovo quartetto italiano” con la professoressa Loredana Romano al pianoforte, è l’evento, organizzato in collaborazione con l’Amministrazione provinciale e l’assessorato alla Cultura, che aprirà la stagione concertistica 2011 del Con-

servatorio, dedicata ai 150 anni dell’unità d’Italia, a partire da domani all’Auditorium del Conservatorio “F. Cilea”. La manifestazione sarà presentata in un’apposita conferenza stamap che si terrà questa mattina al Conservatorio.

Numeri utili

L’OCCHIO SULLA CITTÀ

* SANITÀ AZIENDA OSPEDALIERA Bianchi Melacrino Morelli Ospedali Riuniti centralino 0965 39111 Pronto intervento 118 Pronto soccorso 0965 397117 URP 0965 397298 CUP numero verde 800 336 611 AZIENDA SANITARIA LOCALE Via S.Anna I Tronco tel. 096523191 Centralino 09665 347111 URP 0965347374/ 347367 CENTRO REGIONALE EPILESSIE Azienda Ospedaliera Bianchi Melacrino Morelli tel. 0965/397972 ASSOCIAZIONE ITALIANA CONTRO L’EPILESSIA Sezione regionale Calabria Unità operativa di neurologia PRESIDIO OSPEDALIERO OO.RR. via G. Melacrino - tel. 0965/397972 LEGA CONTRO TUMORI sede di Reggio Calabria, via Filippini n. 36/C. Assistenza domiciliare, medica ed infermieristica, per gli ammalati di cancro. dalle ore 9.30/11 - 15.30/18 da lunedì a venerdì. Tel. 0965/331563 SADMAT (Servizio assistenza malati terminali), sede di Reggio c/o Divisione chirurgia toracica-Ospedali Riuniti - tel. e fax 0965/397959 TRIBUNALE PER I DIRITTI DEL MALATO c/o Azienda Ospedaliera Bianchi-Malacrino-Morelli tel. 0965/397113 CENTRI ANTIVELENI 0965.811624 CROCE ROSSA (Socc ambulanze) 0965.24444

* SERVIZI AEROPORTO DELLO STRETTO Call center 899 28 28 29 Centralino 0965 640517 Amministrazione 0965 641111 FERROVIE DELLO STATO Call center 892021 Piazza Castello, 2 - 0965 861111 Assistenza clienti 0965 27427 ATAM 800433310 ASSOTOUR 0965 743061 ACI 0965 811925 Soccorso stradale 0965 803116 ACQUEDOTTO segnalazione guasti 0965.892944 CCISS VIAGGIARE INFORMATI 1518 ELETTRICITA' segnalazione guasti 800.538833 EMERGENZA ACQUA 800.904520

* INFO POINT ASSOCIAZIONE Ai.Bi. Ente autorizzato per l'adozione internazionale.attivo dal lunedì al ven. (ore 9-13) Sportello: via Paolo Pellicano 21/H, tel. 0965/26096 CENTRO TUTELA DEL MINORE Telefono 0965/25423. INFORMAFFIDO Informazioni, consulenze, assistenza legale sull'affido familiare di minori. Via Paolo Pellicano, 21/H Reggio Cal. Tel. 0965/894706 INFORMAGIOVANI Reggio Calabria Indirizzo:Via S. Marco, 3 - 89125 Reggio Calabria Tel. 0965 21865 E-mail: informagiovani@comune.reggio-calabria.it SP.IN. Sportello Informativo Giustizia Informazioni, consulenze, orientamento per famiglie di detenuti e dimessi dal carcere c/o Centro Servizio Sociale Min. Giustizia Giovedì dalle ore 15 alle 19. Vico Vitetta n. 26 R.C. - tel. 0965/598931. TELEFONO AMICO Lunedì, martedì e mercoledì dalle ore 19.30 alle ore 24, tutti gli altri giorni anche i festivi dalle ore 15 alle ore 24.Tel. 0965/812000

DI FRANCO CUFARI

VERSO L’ESTATE Si dirà... è annunciata una stagione estiva esplosiva! E invece no, chi ci voleva stupire con effetti speciali, consegnandoci spiagge pulite e soprattutto un mare limpido, ancora deve provvedere... Intanto sulle nostre magnifiche spiagge (in foto il tratto gallicese) si trova ancora di tutto, dal piccolo rifiuto a quelli ingombranti come una bombola. Certo però che la civiltà non abita qui...

anassilaos

Incontro dedicato alla Contessa di Castiglione

Le donne che nel Risorgimento sono state troppo a lungo trascurate dalla storiografia ufficiale hanno cominciato ad ottenere il giusto riconoscimento tanto che, nella prossima emissione filatelica dedicata al 150° dell’Unità d’Italia (2 giugno 2011), la letterata Clara Maffei e la patriota Cristina Trivulzio Belgiojoso avranno un francobollo tutto per loro. A colei che fu invece definita “una statua di carne” e che più giustamente può essere considerata la “femme fatale” del Risorgimento nessun riconoscimento fu mai tributato né dai Savoia né successivamente. A Virginia Oldoini, conosciuta come Contessa di Castiglione, l’Anassilaos dedicherà l’incontro di oggi alle ore 18,00 nella Sala di San Giorgio al Corso.

solidarietà

Strumenti sanitari all’Hospice Conferenza stampa questa mattina alle ore 10 nella struttura dell’Hospice “Via delle stelle” per la consegna, alla struttura socio sanitaria reggina, di : 1 defibrillatore, 1 frigorifero emoteca, 1 elettrocardiografo, acquistati con il generoso contributo di: Associazione culturale Centro Monoriti e Volontari- progetto “Percorrendo la Via delle Stelle”- 3 edizione; Associazione CulturaleFilotecnos; Club service Kiwanis; Club Service Rotaract; Associazione culturale Tiesti; Polisportiva San Giorgio Rugby; Associazione Via del Campo; Associazione Zampognari Cardeto e Associazione Giorgiani in Calabria; Fidapa; Scuola Galluppi; manifestazione Reggio in Jazz; Comunità San Francesco di Sales: Iniziativa “Una bancarella per l’Hospice”; Contributi di numerosi privati sensibili al problema dell’Hospice

tempo libero L’UNITA’ TRA REALTA’ E MISTIFICAZIONE

NUOVA “GEOPOLITICA DELL’ACQUA”

Si terrà questo pomeriggio nella sala Cultura del palazzo della Provincia di piazza Italia, con inizio fissato alle ore 17, un convegno sul tema “L’Unità d’Italia tra mistificazioni e realtà. Analisi su una importante pagina di storia nazionale”, promosso dal Sindacato libero scrittori italiani di concerto con il circolo culturale “Giuseppe Calogero” ed il centro studi “F. Grisi”.

Nuovo appuntamento promosso dal comitato referendario “2 Sì per l’Acqua Bene Comune” in vista dei referendum del 12 e 13 giugno.Oggi alle ore 18.30, il Random Music Club di via Possidonea ospiterà la presentazione della nuova edizione del libro “Geopolitica dell’acqua”, un viaggio attraverso i luoghi della resistenza alla mercificazione dell’acqua, dalla Bolivia alla Puglia.


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S P O R T

San Giorgio, la serie B è realtà Rugby, storica impresa dei reggini che superano i cugini messinesi

Foto tratte dal sito www.rugbysangiorgio.it Continua la festa per il San Giorgio Rugby che ha riportato nella città dello stretto la serie B che mancava da trent’anni. Un’impresa riuscita grazie alla sconfitta rifilata alla “Amatori Messina” nel campo neutro di Catania, col punteggio di 23 - 15 (p.t. 13 3). Dopo i calorosi applausi raccolti davanti al pubblico dello stadio “Oreste Granillo” nel pomeriggio di sabato, domenica è stata la volta del trionfo casalingo nella struttura di San Cristoforo. Grandi feste, un simpatico terzo tempo, in compagnia di chi, in questi mesi, ha sostenuto la squadra e, soprattutto, dei tanti giovani del rione di Spirito Santo che, grazie al San Giorgio, si sono avvicinati allo sport, al rugby, in particolare, disciplina fisica dura, di forte impatto fisico, ma dove

contano principalmente lealtà e cavalleria. Certamente per la squadra reggina è stata una annata indimenticabile. «Iniziata bene e finita ancora meglio – chiarisce uno dei dirigenti Mario Bercich - i nostri splendidi ragazzi si sono fatti onore. La più grande soddisfazione ci proviene dai nostri avversari. Da tutta la Sicilia e da tutta la Calabria ci giungono attestazioni di stima e di rispetto per il gioco espresso e per l'immagine che abbiamo saputo fornire del nostro sport e della nostra società. E' raro ricevere simili attestati; vuol dire che abbiamo saputo seminare e questa è la gratificazione migliore per chi come noi si occupa di sport e educa i giovani al rispetto delle regole». Una stagione in cui la promozione è stata cercata e vo-

luta fortemente. «L’anno scorso siamo arrivati ai play off – chiarisce Bercich – senza la consapevolezza della necessità delle attività delle giovanili, quindi under 14 e under 16. Questa volta ci siamo attrezzati». Tanto tempo è passato da quando il numero dei tesserati, per la società nata dall’incontro di un gruppo di amici, è arrivato da 50 a 350 elementi. A quel punto «Abbiamo allargato il parco tecnico e ci siamo sdoppiati – evidenzia il dirigente – col Centro avviamento sportivo da un lato e San Giorgio Senior dall’altro». Tornando al passato recente «Si è trattato di una stagione costellata di vittorie – spiega Bercich – nella regular season le uniche due sconfitte, all’andata ed al ritorno, le abbiamo collezionate proprio

contro la “Amatori Messina”». San Giorgio è una squadra formata da giovani reggini nella quale si è innestato un tecnico e giocatore d’esperienza, l’argentino Leonardo Moran insieme a Checco Fusco, arrivato ai play off, elemento d’esperienza. «Durante l’anno – avverte il dirigente - abbiamo dovuto sopperire agli infortuni come nel caso dei fratelli Gangemi – i nuovi hanno portato la furbizia e la malizia necessarie». Una cavalcata che dopo il campionato ha trovato coronamento nelle sfide dei play off contro il Cosenza, Santa Maria Capua Vetere, infine il Messina. E la sfida continuerà in serie B «Ci ripresenteremo adeguatamente cercando di colmare alcuni ruoli mischia e tre quarti – afferma il dirigen-

Cav, la prima battaglia è vinta Volley, nelle semifinali le ragazze di Fascì asfaltano il Crotone Dopo una settimana passata nel rendersi conto di quanto successo domenica scorsa al “Palloncino”, il Cav Gallico torna in campo e vince la gara 1 delle semifinali play off. Un successo meritato ma sudato quello conquistato contro lo Starbene Crotone, formazione che ha concluso il campionato in terza posizione. Esordio vincente per Dina Yasakova, chiamata a sostituire il dimissionario Fascì: 3-1 il finale, grazie ai parziali di 27-29, 25-23, 2516, 25-23. Che non si trattava di una passeggiata, casomai ce ne fosse stato bisogno, lo si è capito dopo i primi 26’, nei quali si è visto un Crotone tanto aggressivo quanto sprecone: equilibrio fino al 15-15, qui Asteriti chiama un time out che dà la svolta alle sue. Sul 18-24 sembra il set sia già in cassaforte, ma il turno di battuta della Foti annulla il divario grazie anche ai due ace realizzati dalla reggina, capace poi di concludere l’incontro arrivando a collezionare ben sei punti direttamente in battuta. Adesso si gioca punto a punto, ma mai le padrone di casa riescono ad usufruire di un set-point.

Nel secondo game le ospiti continuano ad attaccare e si portano subito sul 7-3: a riequilibrare le sorti il turno di battuta della Chirico. La differenza tra le due squadre sta proprio nel servizio: tanti gli errori tra le file del Cav, contro i pochi, dopo i cinque commessi nel primo gioco, dello Starbene, tant’è che a fine incontro se ne conteranno addirittura diciassette. Asteriti è costretto a fermare il gioco, ma in campo cambia ben poco: Bilardi e Dascola salgono in cattedra, mettono

fuori uso il muro avversario e chiudono il parziale in 26’. Sulle ali dell’entusiasmo, nel terzo set le gialloblu vanno subito avanti senza esser più raggiunte. Al Crotone serve una buona dose di grinta, ed è quella che il mister serve sul 6-2, dopo aver visto le proprie atlete crollare dinanzi agli ace della solita Foti: è di nuovo parità sul 7-7, ma è un fuoco di paglia. Le gallicesi mettono il turbo, il vantaggio è rassicurante fino al 22-20: la Pesce va alla schiacciata, tocco a muro e palla fuori.

Arbitri concordi nell’assegnare il punto al Cav, Asteriti protesta, ma invano. La coraggiosa rimonta della Villirillo e Reale resta solo oggetto di cronaca, il Gallico vince e conquista una preziosa vittoria in vista della gara 2, in programma giovedì alle ore 20 al Palakrò. Nell’altra sfida valida per i play off promozione, facile vittoria della Malena Cirò sulla Spinella Marmi: 25-21, 25-20, 25-15 i parziali di un match che ben poco ha da raccontare. Alessandro Marcianò

te – per far fronte ad un compito difficile, in un campionato che comprende squadre che vanno da Roma a Reggio Calabria (sei laziali, 2 abruzzesi, 1 campana, 1 siciliana)». E, ovviamente, accanto ai giovani «per quali – dice Bercich - continueremo la politica di

valorizzazione che ci ha contraddistinto» ci saranno elementi d’esperienza, senza perdere di vista «lo sviluppo sostenibile, in una regione – chiude – in cui si lavora senza sponsor». GABRIELLA LAX g.lax@calabriaora.it

basket under 14

Ottimo quinto posto per la Nuova Jolly A Caorle (VE) alle finali nazionali del 3vs3 “Join the game”, ottimo quinto posto per la Nuova Jolly under 14. Dopo aver battuto squadre blasonate, tra cui Fortitudo Bologna, Joe Tallone e Basket Club Ragusa, e quindi dopo essere capitata in un girone eliminatorio “di ferro” con i campioni d'Italia in carica della Polisportiva Galli , la NJ under 14 ha disputato la seconda fase nel girone per l'accesso alle semifinali opposta al Palocco Rm, Bergamo e Torino. Prima gara persa contro Torino di un punto proprio nelle battute finali, secondo match invece portato a termine con successo (avanti di 2 punti) contro la formazione romana del Palocco. Nella terza e decisiva partita la Nuova Jolly ha affrontato quelli che di lì a poco si sarebbero laureati campioni d'Italia del 3vs3, ovvero Bergamo. La squadra lombarda poteva vantare nel roster due atleti alti 1.95: per la NJ nulla da fare, anche se la sfida è stata combattuta fino al termine, come testimonia il divario di appena 3 punti tra le due squadre. Continua,

dunque, la tradizione che vede opposta la Nuova Jolly alla squadra che poi vincerà il torneo “Join the game”: era capitato nella passata stagione e alcuni anni fa. Prove brillanti per i quattro componenti della squadra under 14 - Antonicelli, Costa, Jean-Baptiste, Muratore - che hanno giocato diverse sfide ad alta tensione, mantenendo sempre la dovuta concentrazione. Al termine della competizione l’allenatrice Romana Pirillo ha voluto elogiare i propri ragazzi sottolineando che il risultato conseguito a Caorle «sta a significare che il nostro gruppo ‘97 non ha niente da invidiare alle altre regioni e che sicuramente il campionato di categoria del prossimo anno sarà importante. Mi piace sottolineare che il nostro gruppo ‘97-’98 comprende ragazzi che arrivano da tutta la regione, da Lamezia, Palmi, Gioia Tauro per allenarsi, un gruppo che sta crescendo bene e che continuerà a lavorare duramente verso un obiettivo per l'anno venturo, anno nel quale possiamo arrivare alle finali nazionali».


l’ORA delloSTRETTO

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COMUNI Campo Calabro Villa San Giovanni Bagnara Scilla Sant’Eufemia d’Aspromonte San Roberto Calanna

GUARDIE MEDICHE

0965 757509 0965 795195 0966 373299 0965 755175 0966 961051 0965 753812 0965 742012

Campo Calabro Villa San Giovanni Bagnara Scilla (Ospedale) Sant’Eufemia d’Aspromonte San Roberto Calanna

0965 751560 0965 751560 0966 335359 0965 790071 0966 965844 0965 753347 0965 742336

CARABINIERI

Campo Calabro Villa San Giovanni Bagnara Scilla Sant’Eufemia d’Aspromonte San Roberto Calanna

0965 797082 0965 751010 0966 474447 0965 790488 0966 961001 0965 753010 0965 742010

TEMPO LIBERO VILLA SAN GIOVANNI Biblioteca comunale

0965 752070

BAGNARA Biblioteca comunale

0966 371319

SANT’EUFEMIA D’ASPROMONTE

Piccolo Museo civiltà contadina

0966 961003

Venticinque candeline per l’Avis di Villa Si parte il 28 maggio con il convegno “Salvare donando” VILLA SAN GIOVANNI

Al via i festeggiamenti del 25° anniversario dell’associazione volontari italiani sangue di Villa San Giovanni. Sabato scorso nella sede avisina villese, nel centro sociale Baden Powell, è stato presentato il programma dei festeggiamenti che avranno come prima tappa, il 28 maggio, il convegno volto a sensibilizzare i giovani al concetto di “Salvare donando” che sarà ospitato all’istituto tecnico “L. Repaci”. Un altro importante dibattito è in programma per il giorno successivo, 29 maggio alle 17, nei locali del-

l’hotel Plaza di Villa San Giovanni dal tema: “25 anni al servizio del prossimo”. Molte ancora saranno gli eventi che popoleranno le serate villesi durante i mesi di giugno e luglio: teatro, musica, spettacolo. Durante l’incontro è stata ricordata l’intensa storia dell’Avis villese che vede il suo preludio nel lontano 1986 con a capo il commissario, ancora in piena attività, Antonino Barbieri: «Tutto quello che ci animava e ci anima ancora oggi è comunque il servizio alla nostra città e non solo». Dopo anni di presidenza, Barbieri, passa la palla, pur rimanendo

nell’organico direzionale, al socio vendo un compito che inizialmente Vincenzo Floccari che tutt’oggi diri- non è stato e non è per niente facile». L’anonimato e la gratuità del ge egregiamente la sezione. gesto di donare sono Floccari con orgoglio ma siI festeggiamenti gli elementi che hanno un sempre curamente con dell’associazione consentito maggiore successo delun pizzico di l’associazione. Floccari commozione si dei volontari sottolinea come, nonorivolge alle famicontinueranno stante il tempo trascorglie villesi per rifino a luglio so dall’istituzione delcordare il 25° l’associazione, identico anniversario dalla nascita dell’Avis a Villa San ed immutato è rimasto l’entusiaGiovanni: «Parlo di una associa- smo nell’aiutare le tante persone. zione che mi onoro di dirigere da Un entusiasmo forse accresciuto tanti anni - ha affermato - ma che dalle innovazioni di strutture e tecaltri prima di me hanno fatto assol- niche che sono state apportate nel

tempo: «È l’anniversario della nostra associazione che deve essere vista come una cosa di cui tutti dobbiamo farne parte». Il presidente chiude con la citazione del filosofo R. Battaglia: «Non esiste un uomo tanto povero da non poter donare qualcosa agli altri». Un invito a farsi portatori di una sana solidarietà che non priva di nulla chi dona ma che salva la vita di chi riceve. Festeggiamenti, quindi, volti a riscoprire quell’umanità di cui, purtroppo, spesso si avverte l’assenza. ELISA BARRESI reggio@calabriaora.it


l’ORA GrecoCALABRA

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COMUNI Melito Porto Salvo Bova Bova Marina Motta San Giovanni Condofuri Montebello Jonico

0965 732473 0965 762010 0965 760023 0965 718101 0965 776000 0965 785372

Palizzi Roghudi Bagaladi San Lorenzo Com.Montana Capo Sud

GUARDIE MEDICHE

0965 763079 0965 789140 0965 724362 0965 721395 0965 775311

Melito Porto Salvo (T.Evoli) Bova Bova Marina Motta San Giovanni Condofuri Montebello Jonico Palizzi Bagaladi San Lorenzo

0965 783007 0965 762217 0965 761500 0965 711397 0965 727085 0965 785490 0965 765203 0965 372251 0965 721002

CARABINIERI

Melito Porto Salvo Bova Bova Marina Motta San Giovanni Condofuri Montebello Jonico Palizzi Bagaladi

0965 781378 0965 762702 0965 766360 0965 712209 0965 780333 0965 782783 0965 765803 0965 724088

TEMPO LIBERO BOVA Museo arte contadina BOVA MARINA Museo agropastorale Biblioteca Cineteatro “Don Bosco” CONDOFURI Biblioteca “Rempicci”

0965 762013 0965 760821 0965 760821 0965 766208 0965 784877

Il ritorno di Zavettieri in aula Roghudi, ieri al Comune l’insediamento del sindaco e dell’intera Giunta ROGHUDI

ROGHUDI

INSIEME PER COSTRUIRE CONSIGLIO COMUNALE MAGGIORANZA: Antonino Maesano; Angela Zavettieri; Carmelo Francesco Siviglia; Domenica Morabito; Donatella Maesano; Pietro Modafferi; Paolo Latella; Orlando Cento; Grazia Stelitano SINDACO Agostino Zavettieri

Angela Zavettieri

Domenica Morabito

Donatella Maesano

Antonino Maesano

Carmelo Francesco Siviglia

Orlando Cento

Paolo Latella

Grazia Stelitano

Pietro Modafferi

«Il senso di appartenenza è il punto di partenza e di continuità di un’amministrazione che opera bene per il proprio territorio». Il sindaco di Roghudi, Agostino Zavettieri e l’intera giunta si sono insediati ufficialmente sugli scranni del palazzo comunale dopo l’esito scaturito dalle recenti elezioni. C’era grande attesa per il primo Consiglio comunale del Zavettieri bis che ha previsto ben sette punti all’ordine del giorno. Si è partiti naturalmente dall’esame delle condizioni di eleggibilità e compatibilità del sindaco e dei consiglieri comunali per passare al giuramento del sindaco che guiderà il paese per i prossimi cinque anni. Molto importante il terzo punto che ha rispecchiato quelle che erano le attese. Infatti, Antonino Maesano, che aveva ricevuto il maggior numero di voti, è stato eletto vice sindaco. La giunta, invece, si avvarrà delle figure di Pietro Modaffari e Paolo Latella. Il primo incontro è servito anche per ricoprire tutte le cariche comunali in seno ai vari uffici che naturalmente andavano rinnovate con il nuovo mandato. Domenica Morabito, Grazia Stelitano e Orlando Cento comporranno la commissione elettorale comunale che si avvarrà, come supplenti, di Donatella Maisano, Carmelo Siviglia e Paolo Latella. Il quinto punto ha riguardato la nomina dei componenti della commissione comunale per la formazione degli elenchi dei giudici popolari. La scelta è ricaduta su Donatella Maesano e Carmelo Siviglia. Il sindaco Zavettieri ha, quindi, ripercorso le linee programmatiche e i progetti da realizzare nel corso del mandato che mireranno, in particolar modo, al «lavoro, territorio, sport, ambiente e cultura per il bene di Roghudi seguendo i tredici punti per continuare a risolvere e venire incontro ai bisogni e i diritti della collettività, difendere la lingua grecanica, migliorare la vivibilità del paese anche attraverso la sistemazione degli edifici già

presenti, valorizzare i beni paesaggistici tra cui i borghi antichi di Chorio e Roghudi vecchio». Per quanto concerne la nomina del rappresentante del Comune alla comunità montana, i consiglieri hanno accolto la proposta del primo cittadino, di «confermare Angela Zavettieri che ringrazio per i grandi risultati che sta ottenendo come presidente di un ente che per molti anni è stato abbandonato a se stesso». Nove voti favorevoli, ed una scheda bianca, per la Zavettieri che ha risposto alla fiducia accordatele promettendo di «continuare il proprio lavoro portando sempre in alto il nome di Roghudi». In chiusura del civico consesso, il sindaco ha reso noto che «Carmelo Siviglia sarà il capo gruppo mentre nei prossimi giorni svelerò anche come saranno ripartite le deleghe negli assessorati».

L’aula consiliare di Roghudi

CRONACA

Motta, in fiamme autovettura Ignoti, nella notte tra domenica e lunedì, a Motta San Giovanni hanno dato alle fiamme l’autovettura Suzuki Jimny di I.A., 62 anni. Sull’accaduto indagano i carabinieri della stazione di Lazzaro.

FRANCESCO IRITI reggio@calabriaora.it

cause arretrate

Mediazione e formazione Sportello anche a Melito MELITO PORTO SALVO

Organismo di mediazione e formazione accreditato al ministero della Giustizia a Melito Porto Salvo. Da pochi giorni anche Melito può disporre di un importante strumento che verrà incontro a tutti coloro che devono fare i conti con le lunghe controversie giudiziarie senza passare dal tribunale. Infatti, in seguito ad una modifica nel procedimento civile in materia di diritti disponibili, è possibile in casi particolari eliminare gli arretrati di molte cause. In Italia è stata concepita questa forma di risoluzione che non deciderà l’esito delle cause ma permetterà, qualora ci fossero i requisiti, di cercare delle soluzioni al problema evitando, al contempo che i

contensioni si protraggano nel tempo a discapito degli utenti. L’ufficio di mediazione è sito in via Roma 10, prolungamento del corso Garibaldi. Le materie trattate riguardano le proprietà, usufrutto, comodato, successioni ereditarie, locazione, risarcimento danni, responsabilità medica, diffamazione a mezzo stampa, contratti assicurativi e bancari. Dal 2012 saranno trattati anche cause inerenti i condomini e l’infortunistica stradale. Inoltre, lo stato ha previsto delle agevolazioni fiscali e costi contenuti per tutti coloro che si rivolgono a questo organismo. Tra i lati positivi del nuovo organismo la riservatezza e la volontà delle parti di conciliare. Per info 0965/781757. (fr.ir.)


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G R E C A N I C A

Il ritmo reggae dei Marvanza Il gruppo calabrese incanta i giovani melitesi con un frizzante concerto quinta edizione

MELITO PORTO SALVO

I Marvanza Reggae Sound hanno incantato Melito Porto Salvo. Sabato sera il lido “El Caribe” ha accolto questo importante gruppo musicale in occasione dell’apertura stagionale. In pochi minuti il locale è impazzato di musica e di gente pronta a ballare al ritmo del gruppo travolgente che ha fatto vivere ai presenti momenti di pura allegria. Era da molto tempo che il paese non vedeva nello stesso luogo molti giovani accomunati dalla voglia di passare una bella serata in compagnia con un acclamato gruppo musicale. Molti i brani del repertorio cantanti dal gruppo calabrese nelle due ore di concerto live. I Marvanza Reggae Sound sono ormai a gran voce acclamati come il gruppo simbolo della Calabria, quello che pur rompendo lo schema delle tradizione mette tutti d’accordo con uno stile unico, inconfondibile e che unisce radici e creatività come nessun altro è in grado di fare. Il Reggae diventa argilla nelle mani di questi ragazzi, che nel giro di pochissimi anni hanno saputo trasformarlo creando un vero e proprio marchio di fabbrica. il gruppo reggae ha disegnato un qua-

Grande successo alla villa comunale per il campionato di “Pizza Folk” MELITO PORTO SALVO

MELITO Il concerto dei Marvanza a “El Caribe” dro completo della società moderna, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, offrendo al contempo le soluzioni per poterci vivere meglio. La musica, dunque, viene vissuta da questi ragazzi non come intrattenimento ma come medicina, in una miscela in cui note e parole convivono per far aprire gli occhi di fronte al mondo circostante. Un reggae al servizio della società, fatto di fratellanza e rispetto, con il difficile scopo di rendere cosciente chi ascolta dei problemi quotidiani della nostra terra. Questo il motivo per cui vengono ormai indicati come un esempio per i ragazzi cala-

bresi, grazie a canzoni con le quali lanciano il loro appello sociale contro il disinteresse dello stato, da associare ad una visione ottimistica e allegra della vita, che esclude ogni forma di violenza. Un carattere fuori dal comune, che li ha portati ad esportare il loro reggae in tutta Italia, riuscendo a rompere lo stereotipo di una Calabria abituata al grigiore dell’antistato. Una capacità premiata con la collaborazione con artisti di successo, con i quali hanno condiviso palchi importanti di fronte ad un pubblico sempre più numeroso. FRANCESCO IRITI reggio@calabriaora.it

Grande successo per il V Campionato nazionale di Pizza Folk che si è svolto nella villa comunale di Melito Porto Salvo. Qualche giorno fa, la cittadina grecanica ha ospitato atleti provenienti da ogni parte d’Italia. Gli organizzatori non hanno deluso le aspettative curando la kermesse in ogni minimo particolare. Molti i momenti importanti che si sono susseguiti e che hanno interessato sia le gare che l'intrattenimento. Un giusto mix che ha entusiasmato le tante persone che non si sono volute perdere questo appuntamento prendendo parte in prima persona al palinsesto. Non a caso si è registrata tra il pubblico anche la presenza di scolaresche provenienti da fuori regione mentre i pizzaioli si esercitavano giusto prima di scendere in pista con le loro acrobazie nelle varie discipline. Non sono mancate anche le degustazioni della pizza, grazie all’allestimento di alcuni forni che hanno reso l'intero scenario della villa comunale il luogo ideale per rendere omaggio alla manifestazione. In contempornea una serie di appuntamenti: un master sulle farine, lo spettacolo musicale di “Alkimia” con Lelè Tringali, esibizioni di freestyle acrobatico e dei campioni nazionali di karate dello “Sporting Club Karate” guidati dal maestre Angelo Surfaro, e molte altre emo-

I vincitori del campionato di pizza folk zioni. I giochi d'artificio sancito la fine dell’evento, subito dopo le premiazioni molto attese che sono state date ai tanti atleti che hanno preso parte a questo campionato nazionale. Soddisfatti gli organizzatori dell’evento che hanno riscontrato anche una grande partecipazione da parte della cittadinanza. «Il successo del campionato nazionale di Pizza Folk a Melito ha rappresentato per noi una grande gioia. Un risultato che è andato al di là delle nostre aspettative e che ci ripaga - hanno dichiarato - dei grandi sforzi compiuti per portare proprio in questo paese un evento di fama nazionale. Speriamo in futuro di poter ripetere questo momento ancora qui a Melito Porto Salvo». (fr.ir.)


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l’ora della Piana Via Aspromonte 22, Gioia Tauro Tel. e Fax: 0966 55861 Mail: piana@calabriaora.it

PORTO

OSPEDALI

AUTORITA PORTUALE 0966 588637 CAPITANERIA DI PORTO 0966 562911 DOGANA 0966 765369 GUARDIA DI FINANZA 0966 51123 POLIZIA DI FRONTIERA 0966 7610 CARABINIERI 0966 52972 VIGILI DEL FUOCO 0966 52111

GIOIA TAURO

FARMACIE 0966 52203

PALMI

0966 267611

CITTANOVA

0966 660488

OPPIDO

0966 86004

POLISTENA

0966 942111

TAURIANOVA

0966 618911

Gioia Tauro

Ioculano 0966 51909 Rechichi 0966 52891 Tripodi 0966 500461

Palmi

Barone Galluzzo Saffioti Scerra Stassi

0966 479470 0966 22742 0966 22692 0966 22897 0966 22651

CINEMA

Rosarno

Alessio 0966 773237 Borgese 0966 712574 Cianci 0966 774494 Paparatti 0966 773046

Taurianova

Ascioti 0966 643269 Covelli 0966 610700 D’Agostino 0966611944 Panato 0966 638486

Gioia Tauro “Politeama” 0966 51498 Chiuso Cittanova “Gentile” 0966 661894 Chiuso Polistena “Garibaldi” 0966 932622 Chiuso Laureana “Aurora” Chiuso

Crisi “Pa”, Prefettura allertata La società ha già inviato a Reggio il report su finanze e crediti dai Comuni GIOIA TAURO

La crisi di Piana Ambiente, con il paventato taglio del personale della società qualora i comuni morosi non rifondano parte del debito, si sposterà quasi certamente sul tavolo della prefettura. Ieri non è arrivata alcuna risposta ufficiale e organizzata da parte dei comuni, ma la direzione della società mista, che si occupa della raccolta dei rifiuti nel comprensorio, ha trasmesso il suo report sullo stato delle finanze e della questione stipendi e tagli del personale, direttamente alla prefettura reggina. I rappresentanti dei comuni che hanno maggiori debiti, os-

IN CRISI La sede di Piana Ambiente sia Gioia Tauro e Taurianova, che Pa stima 2 milioni per la città portuale e oltre 300 mila euro per l’altro ente, potrebbe-

ro trovarsi attorno al tavolo prefettizio con i vertici della mista. Il sindaco di Gioia, Renato

Bellofiore – ascoltato da Co – ha confessato di «aspettare la convocazione della prefettura che, da quanto mi è stato informalmente riferito, sarà parte attiva della vicenda. Voglio essere chiaro, Gioia Tauro onorerà i suoi debiti e anche per questo motivo dal prefetto saremo pronti a fare le nostre proposte, fermo restando che dobbiamo pagare, e lo stiamo facendo nel rispetto delle nostre capacità economiche contingentate dalla ragioneria, vorrei che anche Piana Ambiente prendesse atto che anch’essa è debitrice di alcune somme al comune di Gioia». Bellofiore non si tira indietro, ma chiede anche qualcosa al-

la società, «davanti all’autorità prefettizia noi siamo pronti a far valere le nostre ragioni, anche se come ho detto già più volte sulla nostra amministrazione pesano debiti e scelte sbagliate degli anni precedenti». Il primo cittadino di Gioia, tuttavia, sfodera anche la sciabola, quando chiede alla società «che vigili affinché nessuno vada a dire agli operai di Gioia che se il comune non paga saranno loro ad essere i primi a venire licenziati. Purtroppo si sente dire anche questo, e non vorrei che si creasse nei nostri confronti questo clima intimidatorio. La società, qualora avesse contezza che qualcuno all’interno minaccia il li-

cenziamento degli operai gioiesi per un tentativo di vendetta per la presunta inadempienza dell’ente, intervenga e smentisca il fatto». Nel frattempo Piana Ambiente riunirà i soci il prossimo 6 giugno con all’ordine del giorno il punto sulla situazione dei crediti ed il rischio di ridimensionamento del personale. Nella sede gioiese, inoltre, è arrivata la disponibilità del comune di Rosarno, tramite l’assessore Michele Fabrizio, di fare da ente mediatore con gli altri comuni affinché si faccia una riunione ad hoc al fine di risolvere la crisi della società. Domenico Mammola


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P I A N A

Ascone, il figlio disperato «È malato, dateci notizie» Rizziconi, un accorato appello per l’anziano scomparso RIZZICONI

E’ un angoscioso appello quello che lancia Giuseppe Ascone, figlio di Salvatore, l’83enne scomparso l’8 maggio da Rizziconi e del quale non si ha più nessuna notizia. La famiglia Ascone aspetta con ansia di sapere qual è la sorte del congiunto, che è uscito di casa la mattina alle 5, allontanandosi e non facendo più ritorno. Cosa è successo alle prime luci dell’alba di quel giorno è il figlio Giuseppe che lo spiega: «E' successo che mio padre è scappato di casa molto presto,intorno alle cinque e trenta di mattina. E' stato avvistato da alcuni paesani e da una telecamera alle 6 e

CRONACA

Rapina al bar Esso di San Ferdinando A San Ferdinando, ignoti, si sono introdotti all’interno del locale bar tabacchi dell’area di servizio “Esso” ubicata sul raccordo A-3 - porto Gioia Tauro, gestito da F. G., di 78 anni. I malviventi, secondo quanto appreso dalle forze dell’ordine, si sarebbero impossessati di 800 euro in contanti custoditi all’interno del registratore di cassa nonché di circa 400 stecche di sigarette, ricariche telefoniche e biglietti “gratta e vinci”.

Viola gli obblighi In manette 34enne I carabinieri della compagnia Norm - aliquota radiomobile di Gioia Tauro, nel corso di un servizio di controllo del territorio, hanno tratto in arresto G.V., 34 anni, per violazione degli obblighi imposti con la Sorveglianza Speciale di pubblica sicurezza.

Bruciato immobile con 2 auto dentro A San Giorgio Morgeto, ignoti hanno incendiato l’abitazione disabitata di proprietà C. L., di 63 anni. all’interno dell’immobile era custodita propria autovettura Fiat Panda e autovettura BMW 320 proprietà figlio V. S., 36 anni.

Cinquefrondi, va a fuoco una vettura A Cinquefrondi, ignoti hanno incendiato l’autovettura Fiat Uno, di proprietà del trentenne B.P. Sull’ennesimo caso di auto incendiate nel comprensorio pianigiano hanno iniziato le indagini i carabinieri della locale stazione.

11. Dopo circa mezz’ora un altro avvistamento e poi più nulla. Ha perso l'orientamento e non è più tornato a casa». È visibilmente preoccupato Ascone quando risponde alle domande del cronista. Non sa nulla del padre che inoltre è anche malato di demenza senile e che probabilmente non ricorda nulla del suo passato. Le ricerche, domenica 8 maggio, sono iniziate immediatamente: «Ci siamo attivati subito – aggiunge Ascone carabinieri, protezione civile, vigili del fuoco, reparti cinofili, parenti, volontari. E' stata fatta una ricerca capillare attorno al territorio del paese». Ma di tracce, purtroppo, non ne sono arrivate. E più passa il tempo e

SCIDO

Palumbo arrestato per stalking

SCIDO- Arrestato nei giorni scorsi a Scido dai carabinieri della stazione locale, Domenico Palumbo (nella foto), con l’accusa di stalking. Originario di Scido, già noto ai militari dell’Arma che lo hanno arrestato, l’uomo è stato colto in flagranza di reato, all’interno dell’abitazione della vittima. I fatti hanno avuto inizio nel 2009 allorquando P. D., una 33enne di Scido iniziava ad intrattenere con quest’ultimo una relazione protrattasi per circa un anno. Da allora iniziava il calvario della donna, vessata continuamente con telefonate, sms e lettere, alcune delle quali intimidatorie. La donna decideva quindi di porre fine alla relazione con l’uomo, che però continuava le sue avances accompagnate da continue minacce. La donna, preoccupata per la propria incolumità e per quella dei propri figli, ha quindi deciso di denunciare il suo stalker ai carabinieri della stazione di Scido. Nella serata del 21 maggio, quindi, i carabinieri hanno colto in fragrante l’uomo mentre in preda ad un raptus provava ad irrompere all’interno dell’abitazione della donna. Palumbo è stato quindi tratto in arresto, a disposizione della Procura di Palmi.

certamente diminuiscono le possibilità che l’anziano signore – a meno che non sia stato salvato da qualcuno – possa essere ritrovato vivo. «Quello che è successo» sottolinea Giuseppe «è un mistero. Un fatto non normale. A piedi non può essere andato lontano. Dopo il lavoro di ricerca fatto in zona pensiamo che possa essere stato caricato in macchina o accompagnato chissà dove (la sera precedente alla scomparsa Salvatore Ascone aveva manifestato l'intensione di spostarsi a Cittanova, ndr). Per questo rinnoviamo un appello accurato: se qualcuno l'avesse visto o gli avesse dato un passaggio di contattarci e aiutarci in questa ricer-

Giuseppe Ascone e l’anziano la mattina della scomparsa

ca senza pensare a conseguenze o possibili ritorsioni. Noi vorremmo solo ritrovare mio padre e possiamo solo ringraziare chi ci ha aiutato o chi ci aiuterà». Certamente la famiglia Ascone è realista in questo momento. E pensa che l’83enne possa essere morto. «E' anziano, debole, malato, quanto avrà resistito? Comunque speriamo sempre. Vogliamo sperare. Tutto è possibile. Per questo stiamo cercando l'appoggio delle autorità competenti per riprendere le ricerche. Non vorremmo che i giorni che passano raffreddino l'intensità delle indagini e delle ricerche». L’angoscia quindi non diminuisce per un caso di sparizione che non sembra,

davvero, avere qualcosa di spiegabile. Ascone, come confermato dai carabinieri, oltre ad essere anziano, nella sua vita non aveva mai fatto del male a nessuno visto che non c’era nemmeno un fascicolo in caserma che parlasse di lui. Ricordiamo che l'anziano è uscito di casa vestito con un pantalone scuro elasticizzato una camicia variopinta sul maglioncino, calze, ciabatte da camera e un cappellino grigio di lana leggera. I numeri utili per contattare la famiglia sono: 0966-54309 0966-638553 349-8158526. Non resta che aspettare delle notizie. GIUSEPPE MUSTICA piana@calabriaora.it


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P I A N A MELICUCCO MELICUCCO

Vacanze romane per il confermato sindaco di Melicucco Francesco Nicolaci, rifugiatosi nella capitale per coniugare un momento di riposo e riflessione ad alcuni incontri di carattere istituzionale per incrementare la progettualità dei lavori in atto. Fissata intanto la convocazione per il primo consiglio comunale, previsto per sabato 28 maggio, emergono le prime indiscrezioni sulla probabile giunta che accompagnerà il sindaco nei cinque anni di lavoro che lo attendono. «Non so ancora come procederò in merito all’assegnazione

Nicolaci, Giunta quasi pronta Circolano i nomi di Nasso, Scattarreggia, Napoli e Seminara delle nomine, ritengo che tanto i consiglieri quanto gli assessori abbiano la stessa responsabilità, da dimostrare in un impegno quotidiano continuo- ha commentato Nicolaci- certo non posso non tenere conto dell’espressione delle urne, ma già in passato ho dimostrato di non essere attaccato ai voti». Nel precedente mandato, il sindaco ha adoperato una proce-

dura di rotazione dei ruoli, ed ogni consigliere ha ricoperto per un periodo determinato la funzione di assessore. I primi eletti del movimento “ Arcobaleno – insieme per Melicucco” risultano essere Francesco Nasso, ex vice sindaco; Francesco Scattarreggia, che ricopriva il ruolo di assessore ai lavori pubblici; l’ex consigliere Domenico Napoli e la new enty della squadra

Antonio Seminara. Potrebbero quindi essere loro a rappresentare la nuova giunta, ma il sindaco preferisce non rilasciare dichiarazioni assertive. «Ad ogni assessore verrà comunque assegnato un consigliere di riferimento, al fine di consentire una continuità di lavoro e di metodo in caso di rotazione dei ruoli, l’obiettivo principale è quello di lavorare in squadra a dare ri-

sposte concrete ai cittadini» ha dichiarato il sindaco. Intanto, lo sconfitto Luigi Sellaro, capolista del movimento “ Libertà e partecipazione”, analizza le cause della pesante disfatta registrata alle urne: «Non pensavo di stravincere ma certo ero di convinto di giocare la partita». Tra le ragioni dello scarso risultato, Sellaro individua i «toni non veritieri» di alcuni temi campagna elettorale dell’avversario, affermando di volere fare «un’opposizione costruttiva, ma ferma e vigile per il bene della mia cittadina». ISABELLA GALIMI piana@calabriaora.it

«Pdl fuori dalla maggioranza» Palmi, Bagalà annuncia il ritiro delle deleghe a Reggio e la proroga del Psc PALMI

Il futuro dell’amministrazione appare segnato. «Molto chiaramente dico che questa maggioranza è ai titoli di coda». Questo è l’assunto di Pasquale Bagalà, consigliere di maggioranza della civica “Nuova Palmi”, e fedelissimo del sindaco Ennio Gaudio. «Noi contatteremo chi nella minoranza è disposto ad impegnarsi per portare a termine la consiliatura – ha continuato – senza preclusione per nessuno». Il consigliere ha dichiarato anche che «il sindaco ha raggiunto un accordo con i responsabili della Regione a Catanzaro che permettera al Comune di avere una proroga di sei mesi per l’approvazione del Psc». Proprio questa notizia potrebbe rappresentare una speranza affinché le trattative che Gaudio dovrebbe mettere in campo con la minoranza possano dare un esito positivo. Erano stati alcuni esponenti della compagine “avversa” al sindaco che avevano lasciato intendere, nei giorni scorsi, che le possibilità di un accordo con Gaudio si era fatto decisamente labile, a causa delle prospettive nulle rispetto ad una reale operatività di una nuova maggioranza. I perché della possibile separazione «Il primo cittadino – ha affermato Bagalà – domani (oggi per chi legge, ndr) revocherà la delega del vicesindaco Ernesto Reggio e dichiarerà formalmente il gruppo Pdl fuori dalla maggioranza». L’esito della riunione dei capigruppo di sabato scorso sembra aver reso irreversibile questo tipo di esito nel cammino dell’amministrazine di Gaudio. «Siamo sconcertati dal comportamento del presidente del consiglio comunale Domenico Scalfari – ha spiegato -. Lui ha rifiutato ancora una volta di mettere all’ordine del giorno la discussione per l’approvazione del bilancio, dopo l’ennesima richiesta ufficiale del primo cittadino. Di questo comportamento il sindaco informarà il prefetto – ha aggiunto –. Questo ha determinato in noi il convincimento che non ci sia più alcuna prospettiva

PATTO DI FERRO Da sinistra Gaudio e Bagalà per la maggioranza attuale». Dopo l’abbandono della riunione per stabilire l’ordine del giorno del consiglio comunale previsto per il 31 maggio da parte dei responsabili dei gruppi consiliari, e la serie di dichiarazioni rilasciate dai protagonisti e riferite da CO, la vita dell’amministrazione dell’ex questore (colorata di azzurro Pdl) sembra essere giunta al capolinea. «I conti-

nui mal di pancia del gruppo Pdl – ha argomentato il consigliere in quota “NP” -, che per giunta vengono additati dai protagonisti a presunte mancanze del sindaco, non sono più tollerabili». Il futuro nuovo Per Bagalà «l’unica condizione di questo nuovo inizio sarà naturalmente la guida di Ennio Gaudio – ha detto -, tutto il resto sarà stabilito insieme

a chi vorrà prendersi la responsabilità di continuare questa avventura». Il consigliere ha spiegato che «sarà stilato un nuovo programma insieme alla nuova maggioranza, dove tutti i membri avranno pari dignità». L’appello del fedelissimo del sindaco sembra mirato innanzi tutto a chi dalla maggioranza si è distaccato durante la lunga crisi dello scorso anno, in critica con la direzione assunta dalla compagine nell’ultimo periodo. La prospettiva reppresentata dal consigliere sembra fare riferimento alla ricerca di un gruppo di “responsabili”, che metta nelle mani del sindaco i numeri per continuare ad amministrare. Queste dichiarazioni fanno pensare che il sindaco ed i suoi uomini abbiano già in mente una possibile maggioranza alternativa a quella attuale, vittima di continui ed a quanto pare insopportabili “mal di pancia”. MAURO NASTRI piana@calabriaora.it

GIOIA TAURO

Domani Consiglio comunale sullo scioglimento di Gioseta GIOIA TAURO

Prevista per domani, in prima convocazione alle 10.30, la nuova seduta del consiglio. Tra i due punti inseriti all’ordine del giorno, spicca lo scioglimento di Gioseta, la società mista addetta alla riscossione dei tributi nei tre comuni di Gioia, Seminara e Taurianova. Un passaggio formale, dopo lo scioglimento consensuale della società avvenuto il mese scorso tra i tre enti e il socio privato Soget, ma che potrebbe comunque accendere il dibattito in consiglio sulla futura gestione del servizio a Gioia, che secondo le intenzioni già comunicate dall’amministrazione comunale dovrebbe essere internalizzata per quanto riguarda le due fasi del calcolo e della riscossione tributi, esclusa, cioè, la riscossione coatta affidata oggi ad Equitalia. La gestione della Gioseta, con riferimento alle responsabilità del socio privato Soget, era stata criticata nei mesi scorsi dal sindaco Bellofiore, che aveva tra l’altro evidenziato un «trattamento di favore» alle grandi imprese del territorio per quanto riguarda l’obbligo di riscossione dei tributi. Quindi l’altro punto all’ordine del giorno, riguardante la determinazione dei gettoni di presenza per i consiglieri comunali. In caso di assenza di numero legale, la seduta sarà aggiornata in seconda convocazione a venerdì 27, sempre alle 10 e 30. Francesco Russo

CINQUEFRONDI CINQUEFRONDI

I contrasti che nel corso della campagna elettorale erano arginati dentro una parvenza di unità, alla fine, dopo il voto, si sono rivelati in forma fragorosa. Anselmo Scappatura ieri mattina ha rimesso la delega di assessore alla cultura, politiche sociali, affari legali del Comune di Cinquefrondi, rinunciando agli incarichi che ricopre da poco più di un anno, quando il centrodestra ha vinto le comunali. Scappatura si dimette da assessore ma rimane consigliere di maggioranza, come lui stesso ha dichiarato. Nella sua comunicazione di rinuncia alla delega, indirizzata al sindaco Cascarano, non si trova cenno di motivazioni a chiarire la scelta. Ma come si diceva, non è peregrino vedere nel passo compiuto da Scappatura il suggello di rapporti stremati dentro la maggioranza, fra la componente Pdl e appunto l’Udc di cui l’ex assessore è commissario locale. Se la competizione per le provinciali ha di fatto contrapposto due esponenti di spicco della giunta comunale, Scappatura e il vicesindaco Bellocco, determinando come affer-

Scappatura non è più assessore

Resta in maggioranza ma è polemica con il sindaco dopo le Provinciali DIVORZIO Da sinistra Cascarano e Scappatura in una recente uscita pubblica

mato da quest’ultimo «una situazione paradossale che ha disorientato gli elettori di centrodestra», e un risultato complessivo non entusiasmante, le dimissioni del responsabile alla cultura si inscrivono anche in un discorso sui rapporti di forza dentro la maggioranza. Equilibri politici che, accreditano fonti del Pdl, Scappatura avrebbe voluto tarare meglio, rivendicando una carica diversa in giunta.

«Richiesta irricevibile», affermano le stesse fonti, «causa di frizioni con lo stesso sindaco». Si può a questo punto ipotizzare che Scappatura chiedesse per sé il ruolo di vicesindaco, ritenendo Bellocco ormai assimilato al Pdl, con cui ha corso alle provinciali e del quale il sindaco Cascarano è a Cinquefrondi coordinatore? È dunque una questione di peso fra

partiti, Pdl e Udc – e di status dei loro responsabili – che secondo l’ex assessore andava tradotta in un riassortimento delle cariche? «Scappatura non ha distinto fra azione amministrativa ed elezioni provinciali», confidano dal Pdl. «Prendiamo atto delle dimissioni e riaffermiamo la nostra determinazione ad andare avanti con una squadra che gli elettori cinquefrondesi hanno designato come l’unica alternativa possibile». C’è adesso da aspettare i prossimi passaggi per comprendere meglio il quadro. Scappatura preannuncia delle dichiarazioni a breve. Il Pdl in giunta sembra volersi mostrare come gruppo finalmente compatto. Se sia in fondo una storia di tatticismi e riposizionamenti, rimangono pure a farsi sentire gli scricchiolii di questo centrodestra. ANGELO SICILIANO piana@calabriaora.it


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P I A N A

La “Ragona” conquista Roma Laureana, l’orchestra si è esibita con grande successo al Parco della musica LAUREANA

Doppio importante successo per i ragazzi dell’orchestra “Paolo Ragone” con la formazione scolastica dell’istituto superiore “Piria” alla settima edizione della rassegna nazionale di musica organizzata dall’Agimus (Associazione Giovani Musicisti) in uno dei templi della musica europea e cioè nell’auditorium del conservatorio di Santa Cecilia a Roma, dove i ragazzi del Liceo “Piria” hanno offerto al nutrito pubblico un prova di grande livello musicale, suscitando plausi e consensi da parte del qualificato pubblico formato da musicisti e docenti del conservatorio capitolino che hanno affermato come l’orchestra della piana sia stata senza dubbio la migliore come preparazione musicale tra le 43 orchestre provenienti da tutta Italia. La partecipazione a questa importante kermesse rientra nella programmazione Pon dell’istituto scolastico, volu-

I ragazzi del Piria hanno vinto il primo premio anche a Capo d’Orlando

CINQUEFRONDI

BRAVISSIMI L’orchestra Ragona in concerto ha stupito anche gli esperti del conservatorio di Santa Cecilia che ha stabilito che la formazione del Piria sia stata la più preparata musicalmente tra i tanti concorrenti presenti all’auditorium ta dalla dirigenza, con un progetto musicale che coinvolge per quasi la totalità dei suoi componenti i ragazzi della “Ragone” frequentanti le classi del “Piria”. Sempre collegata alla manifestazione dell’Agimus è inoltre da registrare l’ottimo risultato che due i giovanissimi musicisti, Greta Monea al 1° anno di studio da oboista e Federico Tramontana al 2° anno di lezioni come percussionista hanno vissuto al Parco della Musica di Roma dove hanno partecipato al concerto finale della Rassegna esibendosi nella prestigiosa sala Giuseppe Sinopoli con la banda militare della Marina Italiana.

Quando i libri diventano occasione di crescita CINQUEFRONDI

L’Orchestra è stata accompagnata a Roma, oltre che dal maestro direttore Maurizio Managò, anche dal vicepreside, il professore Aldo Lucchetta e dalla professoressa Carmen Vona. L’altro importante appuntamento è stata la partecipazione alla 17° edizione del concorso nazionale di musica per le scuole “Salvuccio Percacciolo” di Capo d’Orlando, dove si sono incontrati oltre cento le scuole partecipanti provenienti da tutto il mezzogiorno d’Italia. L’orchestra guidata da Managò ha partecipato nella categoria orchestre per le scuole secondarie superiori. Impeccabile l’esecuzione dei ra-

gazzi che ha avuto oltre alle lodi di tutta la giuria il prestigioso primo premio assoluto con il massimo dei voti 100/100. Il gruppo è stato poi invitato come ospite al concerto dei premiati riscuotendo sentiti applausi dal numerosissimo pubblico siciliano. Nella categoria solisti Federico Tramontana si è ripetuto affermandosi brillantemente, aggiudicandosi anch’egli il primo posto assoluto con il massimo del punteggio, a riprova della bontà e della validità del lavoro portato avanti sinergicamente tra scuola e associazione. SALVATORE LAROCCA piana@calabriaora.it

Ecco, quindi, che si possono smontare i libri, srotolarne le storie e accamparsi dentro. Saggiarne la vitalità che aspetta di essere rimescolata, turbata. Ne può uscire qualcosa di buono. Una promessa di fecondità o una ribellione agli stereotipi. E ne esce pure baldanzoso il mestiere di cittadini, consapevoli, informati. Coi libri poi riannodi la comunità, non quella ispida, muri e grida, ma lo spazio pubblico, aperto, condivisione che fermenta. Pensa, per qualche ora puoi credere nella condivisione. Durasse un attimo in più. Il “Gioco dei libri”, ieri al Polifunzionale di Cinquefrondi, gara di sapere, l’oggetto da conquistare non solo la conoscenza. Ma soprattutto trovare gli altri. Riconoscerli in un’opera collettiva. Due squadre della scuola media di Cinquefrondi in competizione fra loro, e poi una del musicale contro una del sociale, istituto “Rechichi di Polistena”. Avvinti, preparati, poliedrici, i ragazzi. Intenti a smontare racconti, come si diceva, a spiegarli, interpretarne frammenti, guidarne i rivoli fuori dalla pagina per farne improvvisazione teatrale. Mettersi in gioco, letteralmente, esibire parole e sensi di parole, dedizione sorprendente nel tempo che affama la cultura. ”Pappagalli verdi” di Gino Strada, “La casa degli spiriti” di Isabel Allende, il terreno della sfida fra le terze classi della media, Repaci, Alvaro, Strati, Seminara, Padula, De Angelis e altri narratori calabresi, per i ragazzi della IV AS e IV AM del “Rechichi”. Il “Gioco dei libri” è stato messo a punto e realizzato dalla cooperativa Kalamé, patrocinatore l’assessorato alle politiche giovanili del Comune di Cinquefrondi. Angelo Siciliano

il maggio dei libri

la festa

Oppido si stringe alla Santa degli ultimi

Un tuffo nell’antica Jatrinoli Taurianova, presentata la ristampa del saggio di don De Maria

OPPIDO MAMERTINA

Oppido Mamertina in festa, nella giornata del 22 Maggio, per rendere onore a Santa Rita da Cascia e per manifestare alla Santa degli Impossibili grande devozione popolare. Una settimana all’insegna della preghiera, iniziata il 13 Maggio con l’esposizione della sacra effigie nella Chiesa dell’Abbazia, proseguita nei giorni seguenti con la novena e conclusa con la solennità di domenica scorsa. La cerimonia religiosa, officiata dal viceparroco don Antonello Messina, è stata impreziosita dal panegirico, dalla benedizione delle rose e dalla recita della supplica. «Santa Rita La festa ha sottolineato il celeper Santa Rita brante nell’omelia - è un modello di santità, ha coinvolto invochiamo la sua intutta tercessione per ottenela comunità re celesti favori». In serata ha avuto luogo la processione per le vie del paese in un’alternanza di decine del rosario e di marce bandistiche, coronate dal canto dell’inno. Al corteo ha preso parte anche l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Bruno Barillaro e le forze dell’ordine capeggiate dal maresciallo della locale stazione dei carabinieri Francesco Vadalà. Al programma ecclesiastico si è affiancato infine quello civile: la vigilia è stata animata dal saggio di danza dell’Art Ballet di Silvia Zurzolo e la festa è stata scaldata dal soun etinico dei cauloniesi Taranproject. La piazza era in delirio per lo spettacolo musicale di Mimmo Cavallaro e Cosimo Papandrea, a testimonianza di un successo sempre sulla cresta dell’onda. I festeggiamenti si sono conclusi con i fuochi pirotecnici che hanno dato l’arrivederci al prossimo anno. Francesca Carpinelli

TAURIANOVA

«Storie paesane di un tempo che è andato e non tornerà mai più», così il professore Giuseppe Riso ha definito gli eventi narrati all’interno del libro “Monografia di Jatrinoli e Memorie antiche e recenti Calabresi” , presentato ieri in occasione di una delle giornate dedicate al “Maggio dei libri” taurianovese. Si tratta di un volume stampato negli anni venti ed elaborato dall’arciprete Francesco Maria De Luca, che tra la fine dell’800 e il 1932 fu a capo della parrocchia jatrinolese dedicata ai Santi Pietro e Paolo. A quasi cento anni di distanza dagli avvenimenti narrati e su iniziativa della biblioteca Alessandro Renda, il libro ci viene riproposto come chiave per riscoprire un passato antico che suscita la curiosità dei giovani e stuzzica la memoria dei più anziani; un passato in cui Taurianova, ancora divisa tra Jatrinoli e Radicena, viveva a proprio modo un periodo storico particolarmente intenso, caratterizzato soprattutto da forti scontri tra stato e clero,

La biblioteca di Taurianova e la presentazione del libro oltre che da un quasi totale analfabetismo e da condizioni di povertà estrema. Interessanti risultano, ad esempio, gli aneddoti relativi alle vicissitudini affrontate proprio da De Luca, che come detto, ricoprì il ruolo di arciprete della parrocchia jotrinolese per un tempo singolarmente lungo (quasi 30 anni). Vittima delle maldicenze generate dal malcontento dei cittadini, vessati dal carico dei tributi dovuti sia allo Stato che al Vaticano, De Luca, come altri, racconta quella realtà difficile e spesso crudele che era valsa agli abitanti di Jatrinoli l’at-

tributo di “sanguinari”. Già allora, infatti, le cruente lotte per la supremazia intraprese da alcune famiglie locali arrecavano alla comunità innumerevoli lutti (basti pensare che la piazza intitolata a Vittorio Emanuele veniva anticamente soprannominata “Piazza delle Croci”), esasperate anche dall’assenza di un vero e proprio controllo politico, fosse esso di stampo laico o clericale. Ma all’interno della sua opera, De Luca traccia altresì il profilo di quel periodo storico, seguito al terremoto del 1908, in cui dopo essere state rase al suolo, anche le due

comunità di Radicena e Jatrinoli vennero ricostruite, aprendo la strada ad una rapida evoluzione indissolubilmente legata all’avvento della modernità. «Quello che non fu fatto i tanti secoli fu fatto in cinquant’anni», osserverà stupito l’arciprete quando, nel giro di pochissimo tempo, assisterà alla nascita dell'attuale Taurianova, quella che oggi noi tutti conosciamo e che continuerà a conservare solo alcuni degli aspetti legati alla sua originale dualità comunque destinata a sbiadire. MARZIA MATALONE piana@calabriaora.it


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P I A N A CITTANOVA

Una salvezza alla quale erano in pochi in crederci. Una permanenza in Promozione raggiunta con sacrificio, cuore e grinta sul difficile campo di Bagnara. La Cittanovese ha compiuto senza dubbio una delle imprese più belle e difficile nel panorama dilettantistico reggino: una squadra arrivata alle gare decisive con gli uomini contati per via di infortuni, squalifiche e varie vicissitudini. Ma ci ha sempre creduto, anche nel playout di andata quando sull’1-1 tutto sembrava perso. Quell’infortunio di Laganà (sino a quel momento tra i migliori in campo) ha spalancato le porte a Giuseppe Cardaciotto. E lui, sinistro, ha segnato di destro, permettendo alla squadra di Crocitta di giocare per due risultati su tre nel match di ritorno. Gara, quest’ultima, che ha regalato un pareggio decisivo per l’esito della stagione con un 1-1 propiziato dall’iniziale vantaggio di Carrozza, unico giocatore offensivo rimasto a disposizione del tecnico palmese. Grande soddisfazione per quanto fatto è stato espresso dalla dirigenza, con in testa Pino Loprevite. «Ci tengo innanzitutto a salutare e ringraziare i due presidenti della Bagnarese Cacciola e Musumeci per l’accoglienza ricevuta nel match di ritorno. Un pubblico come quello di Bagnara non merita di certo di stare in Prima Categoria. Dal canto nostro siamo stati contentissimi della salvezza ma abbiamo deciso di non festeggiare in maniera eccessiva dentro lo spogliatoio: anche noi siamo retrocessi ai playout proprio l’anno scorso e sappiamo co-

calabria

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S P O R T

promozione

calcio a 5/csi da sciogliere il nodo mister Ancora nulla è stato deciso. Nel giro di dieci giorni ci incontreremo con Crocitta e discuteremo il tutto

FELICE per la salvezza raggiunta il dirigente Pino Loprevite

Dopo l’impresa la Cittanovese guarda avanti Pino Loprevite fa il punto sull’annata dei giallorossi che già pensano al futuro sa voglia significare. Poi volevo fare un ringraziamento anche al nostro sponsor ufficiale, la Bcc, a Stocco e Stocco e tutti gli altri partner che ci sono stati vicini in quest’annata. Senza di loro non avremmo raggiunto questo importante risultato». Un plauso va poi alla rosa, ed in particolare a qualche

elemento. «Mi preme ringraziare anche l’intera squadra e lo staff tecnico – spiega Loprevite – ed in particolare Colosi e Stillitano, quest’ultimo che nella parte finale di stagione, pur di dare una mano alla squadra, ha giocato con un ginocchio fuori uso. Resto del parere che abbiamo compiuto una grande im-

presa – prosegue – considerando che avevamo una squadra giovane, e molta della gente che ha giocato o era alla prima esperienza in Promozione o non ci giocava da parecchio tempo in questa categoria». Adesso però è tempo di guardare al futuro. Di certo c’è che qualche errore è stato commesso, ma alla

fine è bene quel che finisce bene. Per il terzo anno consecutivo la squadra ha terminato la stagione ai playout. Un finale al cardiopalma che per il bene degli appassionati cittanovesi sarebbe meglio evitare, e il futuro si programmerà anche in quest’ottica. «Si spera di riuscire ad allargare la dirigenza – afferma Loprevite – ma è ovvio che sono stati commessi degli errori che è meglio non si ripetano, ma ci può stare visto che anche la dirigenza, così come diversi giocatori, era all’esordio nella categoria». Adesso c’è da verificare la situazione della guida tecnica in vista della prossima stagione. Resterà Crocitta, autore di una buona stagione, o ci sarà un cambio? «Ancora nulla è stato deciso –spiega Loprevite – ma credo che nel giro di una settimana, dieci giorni, ci incontreremo e discuteremo il tutto». Dopo la salvezza raggiunta, c’era chi parlava della cessione del titolo sportivo verso altri lidi. A tali affermazioni Loprevite risponde con una frase sibillina. «La volontà di cederlo non c’è». Tra fine maggio e inizio giugno tutto sarà più chiaro dunque, e non è da sottovalutare nemmeno la questione stadio: si presume che a breve cominceranno i lavori di rifacimento del “MorrealeProto” (il cui terreno sarà ricoperto da un manto erboso sintetico) che potrebbero dunque incidere sulla preparazione estiva e sulla prima parte della prossima stagione dei giallorossi. FRANCESCO FALLETI piana@calabriaora.it

tennis

Mancini brilla in Romagna L’atleta gioiese porta in alto la Calabria dopo diversi anni GIOIA TAURO

Franco Mancini non finisce mai di stupire. Il tennista gioiese stavolta ha fatto parlare di sé a livello nazionale (e internazionale vista la portata della manifestazione) facendo bella figura all’Itf Senior’s tour Championship Serie A grado 1 di Milano Marittima, in Emilia Romagna. Il torneo si è svolto in venti campi situati tra la stessa Milano Marittima e Cervia, due delle città turistiche più importanti d’Italia. Durata dieci giorni, la competizione ha raccolto oltre 540 atleti provenienti da ogni parte del mondo fra cui tante vecchie conoscenze della prestigiosa Coppa Davis quali l’austriaco Letherman, l’italiano Ferrante Rocchi, il ceco Novak oltre ai vari Pozzi, Monaco, Colangelo, Colla, La Ponte e Manfredini. Mancini oltre che il nome del Circolo Tennis Gioia 1974 ha portato in alto anche il nome della Calabria, considerando che era dai tempi di Vittorio Magnelli che un rappresentante della regione non giungeva tra i primi 32 al mondo. Nel torneo di classificazione Mancini ha la meglio prima su Franco Ricci con un doppio 6-2 e poi sull’inglese Taylor, battuto 6-2 7-6. Entrato nel tabellone principa-

SEMPREVERDE L’intramontabile Mancini impegnato a Milano Marittima le si è sbarazzato di Walter Barbolini (ex serie A) per 6-2 6-3. Qualificato al turno successivo si è dovuto arrendere, ma solo dopo un’estenuante battaglia durata tre ore. al campione europeo e numero 15 del mondo Emanuel Manfredi con il

punteggio di 6-3 6-3. Il presidente del circolo Gioia Tennis 1974 si è dichiarato fiducioso affinché l’impresa compiuta da Mancini «possa dare una svolta allo sviluppo dell’intero movimento tennistico gioiese». E’ intervenuto anche Joe Lappano,

tra i primi 32 del mondo Con il secondo turno raggiunto a Milano Marittima il tennista pianigiano ha spiccato il volo presidente del Comitato Fit Calabria, il quale ha affermato che «quanto fatto da Mancini rappresenta la prosecuzione del cammino intrapreso nel tennis calabrese attraverso un programma portato avanti con i vari maestri ed atleti, oltre che con i direttivi dei vari circoli e coinvolgendo anche i genitori dei ragazzi al fine di veder rifiorire la Calabria sotto l’aspetto prettamente tennistico». Dopo i vari exploit sono tanti i giovani che chiedono di essere seguiti da Mancini. Lo stesso, al termine dell’avventura in terra romagnola, ha voluto ringraziare «il presidente del circolo Gioia 1974 Sofia per tutto ciò che sta facendo per il tennis non solo calabrese ma anche internazionale dopo questa esperienza. Avremo modo – ha proseguito – attraverso il comitato calabro, con in testa il presidente Joe Lappano, di proseguire nella strada intrapresa con tante manifestazioni di richiamo mondiale in Calabria». fra. fal.

Sport Time, tante sorprese nei playoff TAURIANOVA Si sono svolte sabato le semifinali playoff dello Sport Time. Le vincenti delle due finali raggiungeranno Negroni e Red Devils alla fase provinciale che si disputerà domenica tra Gioiosa e Bocale. C.enter Frame-R. La Brace 4-2 Soffre un po’ ma passa comunque il turno la formazione dei Center Frame che si sbarazza per 42 del Ristorante La Brace. Ancora una volta è Cannatà a fare la differenza, stavolta dopo aver messo a segno una bella tripletta. Arcuri poi ha fissato a quattro le marcature. Dall’altra parte in gol Vizzari e Minniti: reti insufficienti però per accedere al turno successivo. U. Principessa-San Giorgio 9-10 d.c.r. Servono i calci di rigore per decretare la vittoria e il passaggio del turno del San Giorgio che ribalta così la classifica finale di campionato accedendo alla finale dove sfiderà i Center Frame. I tempi regolamentari, nella sfida contro l’Uliveto Principessa, si erano conclusi sul 55. Per questi ultimi erano andati a segno Monterosso, autore di un poker, e Macrì E. Dall’altra parte avevano gonfiato la rete tre volte Valerioti, Macrì e Carpentieri. Ai rigori poi ha avuto la meglio il San Giorgio. Panificio MorabitoNew Team 4-2 Vince e approda in finale la formazione del Panificio che si sbarazza per 42 della New Team. In gol Morabito, autore di una doppietta, Dunia e Luci G. Dall’altra parte hanno gonfiato la rete Ammendola e Parisi, con quest’’ultimo che ha dedicato la marcatura all’amica Francesca. Fa valere dunque il miglior piazzamento in classifica la formazione molochiese. Galacticos-Drink Team 5-8 Successo e finale per i Drink Team che eliminano i rosarnesi dei Galacticos. Un 8-5 che inverte ciò che la classifica finale di campionato aveva decretato. In gol Cannatà, autore di una tripletta, unitamente a Fortugno e Spanò (doppiette per entrambi) e Sicari per il Drink Team. Per i Galacticos invece in rete tre volte Barbalace e poi Mazzeo e Ravalli. Il Drink Team in finale affronterà il Panificio Morabito. Giovedì le due finali: alle 20:15 Panificio Morabito-Drink Team, alle 21:15 Center Frame-S. Giorgio. fra. fal.


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l’ora della Locride Sede: Via Verdi, 89048 Siderno Tel. e fax 0964 342899 Mail: locride@calabriaora.it

GUARDIE MEDICHE Siderno Locri Marina di Gioiosa J. Gioiosa Jonica Roccella Jonica Bovalino Grotteria Caulonia

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«E adesso mobilitatevi tutti». L’appello dei leader del centrosinistra reggino alla folta platea di militanti e simpatizzanti che ieri ha affollato i locali di palazzo Nieddu è stato forte e chiaro. A cinque giorni dal voto per il ballottaggio alla Provincia tra l’uscente Pinone Morabito e il suo avversario Giuseppe Raffa, il centrosinistra locrideo ha risposto in massa all’adunata del numero uno di palazzo Foti, e dichiarandosi pronto a ricorrere a quella capacità organizzativa e di mobilitazione sul territorio che era propria el vecchio Pci, è pronto a dare battaglia per rimanere al timone della Provincia e, nel contempo, «Dare una spallata al governo Berlusoni che parta anche e soprattutto da Sud». L’incontro è stato preannunciato come operativo e l’analisi politica del voto del 15 e 16 maggio è stata rinviata a dopo il ballottaggio che viene prima di tutto e di tutti. Ma a scaldare i cuori della platea (in cui sedevano in prima fila personalità della sinistra locridea come Frammartino, Bova Mimmo, naturalmente... - Pelle e Panetta, e poi sindaci come Ammendolia, Lombardo, Varacalli e Campisi, leader come Naccari Carlizzi, Tripodi, Battaglia e Tucci), ci hanno pensato, dal tavolo dei relatori, Marco Minniti e Pasquino Crupi, mentre il dirigente democrat Giuseppe Panetta ha fatto da moderatore, il consigliere regionale di Rifondazione Comunista Nino de Gaetano ha toccato aspetti pratici e lo stesso Morabito ha concluso, in maniera pacata come sempre, ma difendendo a spada tratta l’operato di cinque anni di amministrazione provinciale. Ha fatto gli onori di casa Pino Mammoliti, uno dei tre candidati che, in caso di vittoria al ballottaggio di Morabito, siederà sugli scranni del consiglio provinciale insieme agli uscenti Attilio Tucci e Pino Mazzaferro. Di fronte a lui, seduto in prima fila, il suo ex avversario in consiglio comunale Cosimo Spagnolo, candidato alla Provincia in una delle liste a supporto di Pietro Fuda. Dopo l’introduzione di Mammoliti e Panetta, è stato dato spazio ad alcuni interventi: quello di natura squisitamente operativa di Mazzaferro che, custode dell’ortodossia comunista ha detto che «Ci vuole una campagna elettorale come ai vecchi tempi: mandateci subito altri manifesti, perchè quelli affissi dalle mie parti sono stati tutti coperti da quelli di Raffa, in maniera assai scor-

NEL DETTAGLIO

LOCRI

Cristiano De Sandro Longo

Bovalino

tel. 0964/66128 tel. 0964/61028 tel. 0964/356097 Gioiosa Jonica Martora & Crupi tel. 0964/51259 Satriano tel. 0964/51532 Scopacasa tel. 0964/58134

PALAZZO NIEDDU E’ stata la sede che ha ospitato l’assemblea operativa di ieri pomeriggio, alla quale hanno partecipato molti militanti

EMERGENZA

CINEMA

Bovalino

Locri Cinema Vittoria tel. 3397153696 “Pirati dei Caraibi:oltre i confini del mare 3D” ore 17 - 19,30 - 22 Siderno Cinema Nuovo tel. 0964/342776 “Fast & Furious 5” ore 18 - 20- 22 Roccella Jonica Cinema Golden tel. 0964/85409 “Pirati dei Caraibi:oltre i confini del mare” ore 17,30- 20 - 22,30

Carabinieri Polizia Capitaneria

tel. 0964/61000 tel. 0964/67200 tel. 0964/787657

Gioiosa Jonica Carabinieri tel. 0964/51616 Marina di Gioiosa Jonica Carabinieri tel. 0964/415106

VENTO DEL NORD Il risultato positivo di Pisapia a Milano è stato indicato come un buon auspicio per il centrosinistra di tutto lo Stivale

ASTENSIONISMO E’ nell’area del “non voto” che Morabito intende pescare nuovi consensi, ma anche in quei partiti che si oppongono al Pdl

LA SPALLATA Non è stato sottovalutato il significato politico del voto alla Provincia «Per dare una spallata al governo Berlusconi»

L’adunata di Morabito «Ce la possiamo fare» Il centrosinistra locale compatto a sostegno dell’uscente retta». Il socialista Elio Napoli crede che «Locride e Piana saranno decisive e possiamo vincere perchè la nostra è una campagna elettorale basata su fatti concreti, non chiacchiere», mentre l’analisi del parlamentare reggino Marco Minniti è stata puntuale ed esaustiva. «Noi - ha detto - possiamo solo accrescere i nostri consensi, mentre Raffa ha toccato il picco massimo. Non sottolvalutiamo lo sgretolamento del centrodestra, che è emerso in tutta la sua evidenza a Milano, laddove Berlusconi agita spettri assurdi, invece di occuparsi dei problemi del Paese. Anche in Parlamento - ha proseguito - hanno fallito, perchè la politica della compravendita di deputati e senatori non

CHIAMATA ALLE ARMI Morabito e gli altri leader ha pagato e sono andati sotto cinque volte di fila». Quindi, secondo Minniti «Abbiamo

una duplice occasione: continuare una positiva esperienza di governo provinciale che ha

lasciato i conti a posto (a differenza che al Comune di Reggio, laddove i rischi di dissesto sono rimarsi immutati dopo lustri di gestione della destra e non sono stati eliminati dalla vittoria di Arena) e far ripartire il centrosinistra dal Sud, dimostrando che la favola di chi vuole le amministrazioni decentrate dello stesso colore del governo nazionale è una balla colossale, anche perchè non ci si può attaccare a un carrozzone con le ruote bucate e un autista in stato confusionale». Minniti ha aggiunto che «I tanti sindaci di centrosinistra eletti o confermati nella Locride hanno bisogno di interlocutori credibili e non di yesmen come quei parlamentari che fanno i leoni in Calabria e le pecore a Roma», assi-

gli onori di casa

Pinone ha benedetto Pino, Attilio e Pinotto Tre i candidati locridei che verrebbero eletti in caso di vittoria di Morabito al ballottaggio LOCRI

«Siamo ai tempi supplementari di una partita che sembrava dovesse essere giocata a tavolino, e invece si gioca sul campo e sarà decisiva, perchè noi siamo parte di quei due terzi dell’Italia dimenticata dal governo delle destre». Pino Mammoliti esordisce così nel suo intervento dopo aver fatto gli onori di casa. Forte di un risultato elettorale andato ben oltre le più rosee aspettative al primo turno, l’avvocato locrese non vuole essere da meno del collega meneghino Pisapia e ripete un concetto ricorrente nell’assise di ieri: «Solo il centrosinistra -ha detto - guarda al Sud. Ma ha il dovere di recuperare quella spinta morale che il suo elettorato, la sua base, hanno, mentre la sua classe dirigente a volte sembra dimenticarla». Insomma, non perde occasione di

Morabito e Mammoliti esprimersi come un rottamatore e cita il segretario dimissionario del circolo locrese come esempio di politica rispettosa dei valori e che non guarda alle prebende: «Paolo D’Agostino, con le sue dimissioni, dopo un risultato elettorale deludente alle elezioni comunali, ha

compiuto un gesto di coerenza e correttezza e a lui va tutta la mia stima». Non manca l’ennesima frecciata agli ex democrat che fanno capo a Peppe Bova: «Lui e gli altri rappresentano qualcosa di vecchio e di logoro, e nel momento in cui hanno aderito al polo civico si sono inseriti in un contesto di antipolitica che sicuramente non fa bene al Paese». L’ultima stoccata la riserva al “modello Reggio” , cavallo di battaglia del governatore Scopelliti e dei suoi accoliti: «Il modello Scopelliti - conclude Mammoliti - è segnato dal modello Fallara: abbattiamoli». In platea sia Tucci che Mazzaferro annuiscono. La battaglia delle preferenze individuali è superata. Ora intendono unirsi nell’obiettivo comune di far vincere il centrosinistra al ballottaggio. g.albanese@calabriaora.it

curando che «bisogna dimenticare i numeri del primo turno: il ballottaggio è un’altra elezione e vince chi porta più voti». Temi, questi, ripresi anche da Pasquino Crupi che ha citato Marx e la dialettica della storia, adattandola al trasformismo di questi giorni: «Molti - ha detto - salgono sul carro del vincitore di oggi che però sarà il carro funebre di domani». Molto pragmatico Nino De Gaetano: «Di solito al ballottaggio vota il 50% di chi si è espresso al primo turno; quindi - ha proseguito - occorre prima che tutti s’impegnino a confermare i voti espressi al primo turno e poi si aumenti il numero dei consensi». Già, perchè l’area del “non voto” è quella in cui il centrosinistra intende pescare. Ma non è l’unica, perchè come ha detto a chiare lettere Morabito «Possiamo pescare in un’area ancora più vasta, come quella dell’elettorato di Idv e Sel, che incurante dei personalismi dei vari Nucera e Giordano sarà sicuramente orientata a votare per noi. Ma anche nel polo civico - ha proseguito - ci sono leader come Pasquale Tripodi che sento più vicini a noi che a Raffa». Anche il presidente uscente intende il voto di domenica e lunedì come «utile in vista di una spallata a questo governo antimeridionalista, tanto che ha detto sornione - al neo eletto sindaco di Reggio Calabria Demetrio Arena converrebbe votare per noi, per dare un segnale a quel governo nazionale che ha il suo stesso colore politico ma che taglia risorse agli enti locali». La considerazione conclusiva è tutta per la campagna elettorale in corso. Pinone non usa mezzi termini per evidenziare che, a suo dire «Raffa è disinformato e cerca di rimediare ai confronti mediatici che lo vedono perdente mandando note stampa riparatorie dopo qualche ora. Si candida alla presidenza della Provincia - ha detto - ma non ne conosce a sufficienza le competenze. E che vogliamo fare? Trasferire alla Provincia i problemi di solvibilità che ci sono al Comune di Reggio, laddove i dipendenti e i fornitori rischiano di non venire pagati per mancanza di liquidità già dal mese prossimo?». Morabito chiude defininendo la competizione elettorale di domenica e lunedì «Uno scontro tra due differenti modelli amministrativi»; all’uscita, due hostess distribuiscono fac simile e manifestini. Proprio come si usa nel Pdl. GIANLUCA ALBANESE g.albanese@calabriaora.it


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Rapinarono abitazione Preso il terzo della banda Dopo Bevilacqua e Macrì in manette anche Merigo PALIZZI

È stato arrestato alla stazione di Reggio Calabria l’ultimo dei tre malviventi che un anno fa avevano rapinato nel cuore della notte una vecchietta a Palizzi. Si chiama Vito Merigo, 21 anni, e ieri, non ancora sceso dal pullman che lo stava riportando a casa dalla Germania, ha trovato i carabinieri a mettergli le manette ai polsi. L’uomo era ricercato dal febbraio 2010, da quando aveva fatto irruzione con altri due complici nell’abitazione di un’anziana signora di 74 anni. Quella notte i tre, armati e con il volto coperto da un passamontagna, hanno spaccato un vetro e, una volta dentro casa, hanno immobilizzato la donna: l’hanno legata con degli stracci, imbavagliata con del nastro adesivo, lasciandola lì indifesa, e iniziato a cercare quello che magari pensavano potesse essere un generoso bottino. Hanno cercato a lungo, ma

Pino Bevilacqua

Marco Macrì

purtroppo per loro hanno ra- l’intervento di un vicino di cacimolato un misero malloppo: sa, che notando il vetro rotto SIMONA aveva capito che qualcosa non meno di 1000 euro tra contan-MUSCO ti e gioielli. Hannolocride@calabriaora.it agito in due, andava, Rosa Laganà, questo il terzo li aspettava fuori. I bal- il nome della signora, in stato di giovani, preso tutto quello di shock, veniva liberata. I cache potevano, sono fuggiti dal rabinieri, immediatamente retro lasciando l’anziana vitti- avvisati dell’accaduto, hanno ma imbavagliata, legata e dato il via agli accertamenti di completamente inerme. Solo rito e, grazie ad un minuzioso dopo quattro ore e grazie al- sopralluogo, sono riusciti a ri-

Vito Merigo levare delle piccole ma utilissime tracce di sangue dei rapinatori. Dopo il sopralluogo in casa, gli inquirenti si sono messi subito all’opera e hanno iniziato una scrupolosa attività d’indagine che ha consentito di individuare una rosa di sospettati con cui confrontare il Dna ritrovato sui frammenti di vetro.

Preziosissimo è stato il lavo- giorno dell’arresto del suo ro del Ris di Messina che ha complice, si era trasferito nelinfatti permesso di risalire a la città tedesca di Colonia.GraMarco Macrì, 28enne, di zie ad accurate attività di ricerca, condotte Brancaleone, che a novemIl blitz “Arancia anche in collaborazione bre del 2010 è meccanica” con gli organi stato raggiundi Polizia teto da una miportato deschi, i milisura di custoa termine tari del codia cautelare dai carabinieri mando proin carcere vinciale di emessa dalla Reggio Calabria sono riusciti Procura di Locri. L’attività investigativa dei ad individuare il soggetto al carabinieri non sì fermata e rientro in Italia dopo un’assennel giro di qualche mese sono za di alcuni mesi. Merigo, che stati individuati gli altri due nel frattempo aveva trovato lacomplici di Macrì, i quali tutta- voro in Germania come mavia, probabilmente per timore novale, era, tra l’altro, già nodi essere beccati, avevano già to alle forze dell’ordine per levato le tende. Il primo ad es- truffa, maltrattamenti in famisere individuato è stato Pino glia (ai danni della madre) e Bevilacqua, 27enne di Branca- spendita di banconote false. I leone ma residente da qualche tre ora dovranno rispondere, tempo a Brescia, dove è stato davanti al Gip presso il Tribucatturato il 13 maggio scorso. nale di Locri, di rapina aggraL’ultimo a mancare all’appello vata e di sequestro di persona. era proprio Vito Merigo che, DANIELA URSINO ufficialmente ricercato dal locride@calabriaora.it

Miriello ringrazia gli elettori Il sindaco di Stilo: «Collaboriamo per il bene del nostro paese» STILO

Sale sul palco, sorridente come sempre, nonostante la pesante sconfitta: è Pasquale Gesù Grillo che, accompagnato da alcuni uomini della lista “La Svolta stilese” che lo ha appoggiato alle elezioni comunali, ringrazia gli elettori per il sostegno che hanno assicurato. «Certo - sottolinea - la sconfit-

ta è stata molto pesante ma riconosciamo in pieno la vittoria del professor Giancarlo Miriello». Un inciso che gli fa onore e che la gente ha molto apprezzato. Finalmente, si respira un’aria nuova nella “Città del Sole”, non più greve di inimicizie e divisioni ma di palese collaborazione per il futuro. L’avvocatessa Cirillo ha poi elogiato Grillo «per il coraggio avu-

to nel presentarsi ai cittadini, dando vita a quella novità ed a quello spirito di fattiva collaborazione di cui c’è tanto bisogno per la nostra Stilo. La vittoria - ha aggiunto - è stata plebiscitaria come vi avevo detto alla vigilia ma governeremo non solo per quelli che ci hanno votato ma anche e soprattutto per quelli che non lo hanno fatto, saremo il Governo di

dai comuni

Minoranza, proposta un’interrogazione Tema della discussione un campo di volontariato naturalistico GIOIOSA JONICA

I consiglieri comunali Riccardo Modafferi e Antonio Scali hanno proposto un’interrogazione riguardo la proposta dell’associazione Medraptors di mettere a disposizione un alloggio per otto persone, tra il 20 agosto e l’8 settembre 2011, per l’iniziativa di un campo di volontariato naturalistico nel territorio del Comune. «L’associazione Medraptors è formata da naturalisti e ricercatori provenienti da diverse regioni d’Italia e anche dall’estero - scrivono i consiglieri nell’interrogazione - il campo proposto quest’anno, oltre a verificare le ricerche sugli anfibi del 2001, intende monitorare il flusso migratorio dei rapaci (falchi pecchiaioli, nibbi bruni, falchi di palude), che tra agosto e ottobre sorvolano l’Appennino calabrese». Scali e Modaffori hanno inoltre sottolineato come «I volontari - ornitologi e birdwatchers - saranno impegnati in osser-

vazioni quotidiane in diversi punti panoramici della valle del Torbido. L’associazione ha fatto formale richiesta al Comune di Gioiosa Jonica per sostenere questa iniziativa, chiedendo di ottenere un alloggio per i volontari e la possibilità, durante il campo, di organizzare una conferenza pubblica con proiezione di fotografie sugli aspetti naturalistici e sulla migrazione dei rapaci nell’Appennino calabrese». I due consiglieri di minoranza Modafferi e Scali hanno dunque ritenuto opportuno, data l’importanza e la qualità dell’iniziativa promossa e per le prevedibili positive “ricadute” culturali per la comunità gioiosana che si ritroverebbe coinvolta nell’iniziativa, chiedere «di conoscere gli intendimenti dell’amministrazione comunale in ordine alla richiesta in oggetto e se non concorda nel sostenere con vigore questo impegno scientifico e formativo dell’associazione nel nostro territorio». re. lo.

tutti». Parole sottolineate da fragorosi applausi che precedentemente avevano accompagnato l’esordio della lista numero 2 “Liberi per Stilo” con il prezioso contributo assicurato alla manifestazione da Romina Leotta, cui ha poi fatto seguito quello della neo-assessora Maria Tropeano; che a sua volta cede parola e microfono all’ac-

Il sindaco Giancarlo Miriello clamatissimo sindaco Miriello. Pacato nel suo eloquio ma con qualche stoccatina, qua e là, agli amici d’un tempo, ora ex. Volendo chiudere con il passato perché «Ora ci aspettano tempi di intenso impe-

verso il ballottaggio

Grenci chiama al voto «Il Pd per cambiare» La sezione del Pd di Caulonia, nel ringraziare tutti coloro che hanno dato la loro preferenza al candidato Attilio Tucci, invita tutti ad esprimere il proprio voto nel turno di ballottaggio dei prossimi 39 e 30 maggio. «Invitiamo anche chi non si è recato a votare o chi ha espresso altre preferenze di votare per il presidente Morabito - afferma Bruno Grenci - e quindi per far vincere la coalizione di centro sinistra. Il Partito Democratico di Caulonia - aggiunge intende aprire da subito un dibattito nel paese tra la gente nell’area di centro - sinistra e dei suoi candidati a questa tornata elettorale, affinchè si avvii la costruzione di una nuova fase politica di

ricambio generazionale e di rinnovamento della politica». Grenci ha inoltre sottolineato come la stessa natura con cui il partito è nato impone l’apertura al confronto e al dialogo. «E’ in questa direzione che noi ci muoveremo - aggiunge Grenci - vogliamo un partito che sia della gente e tra la gente, che dia spazio alle critiche e ai suggerimenti, che sia luogo di manifestazione del dissenso e della democrazia. Siamo altresì coscienti del fatto che in passato la politica di questo partito si sia spesso appiattita verso l’attività aministrativa. Noi - conclude - siamo il cambiamento e per il cambiamento». re. lo.

gno, è il momento di rimboccarsi le maniche e dedicarsi al nostropaese – commenta Miriello – in questa sede voglio ribadire che la prossima Amministrazione sarà improntata alla promozione della legalità e della cultura antimafia già nella costruzione della lista abbiamo adottato il codice etico di “Italia dei Valori” e in un certo senso siamo andati oltre perché non abbiamo accettato dei candidati che avevano dei familiari condannati per usura, estorsione e truffa. La nuova amministrazione di Stilo da subito aderisce alla giornata della legalità Antonio Baldari

CRONACA

Ardore, deferito per evasione

I carabinieri della stazione di Ardore hanno deferito in stato di liberta alla Procura della Repubblica A.L., queste le sue iniziali, di 58 anni, perché ritenuto responsabile di evasione. I militari dell’Arma, nel corso di un servizio di controllo del territorio, hanno sorpreso A. L. senza autorizzazione nei pressi di piazza Dante, dunque fuori dalla sua abitazione. Gli uomini della Benemerita senza perdere tempo hanno denunciato l’uomo.


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«Una Siderno modello Reggio» Il coordinatore del Pdl Romeo: «Ritorto guida autorevole e rassicurante» SIDERNO

C’era anche il coordinatore provinciale della lista “Scopelliti Presidente”Oreste Romeo sabato sera in Piazza Portosalvo, a festeggiare il nuovo sindaco di Siderno Riccardo Ritorto. Non una visita occasionale la sua, considerato che quella che è appena iniziata sarà una settimana decisiva per il ballottaggio che incoronerà uno, tra Raffa e Morabito, presidente della Provincia. L’appello di Romeo,dunque,rivolto agli elettori sidernesi, «anche a quelli smarritisi nel primo turno dietro improbabili sirene, e all’elettorato disilluso da un centrosinistra sin troppo litigioso e contraddit-

torio nelle scelte», è scontato: contribuire, con il proprio voto, all'affermazione di Giuseppe Raffa, per perfezionare un sinergico raccordo delle città e della Provincia con l'amministrazione regionale targata Scopelliti. Per tale motivo Romeo, chiama a raccolta i cittadini, ritenendo che i successi di Arena e Ritorto, rispettivamente sindaci di Reggio Calabria e Siderno, rischiano di rimanere vittorie parziali se venisse sottovalutato l’impegno richiesto dal ballottaggio provinciale. Per il coordinatore del Pdl la vittoria di Raffa servirà a «rivitalizzare, all’insegna della auspicata discontinuità amministrativa, un ente della cui esistenza sono stati assai

verso il ballottaggio

E Giuseppe Raffa riparte da Mario Candido STILO

E’ iniziata la seconda settimana di passione, politicamente agevolando s’intende. La seconda ed ultima che condurrà alla proclamazione del neo-presidente della provincia di Reggio Calabria, che com’è noto vedrà l’acceso duello fra Giuseppe Raffa e Giuseppe Morabito con il primo candidato dal Centrodestra ed il secondo, invece, dal Centrosinistra. Con tutti gli annessi e connessi distinguo che il caso imporrebbe. Perché c’è da votare. Di nuovo. Facendo una chiara ed inequivocabile scelta, prescindendo dalle appartenenze agli schieramenti politici più o meno definiti. E così si evidenzia che, in relazione alla nuova, ridisegnata, geografia dei collegi, in quello n. 9 Giuseppe Raffa riparte da un…Candido garofano, per esso facendo chiaro riferimento all’ottima performance dell’ex sindaco di Stilo, Mario Candido per l’appunto, che nell’area geografica comprendente gli otto paesi delle vallate dello StilaroAllaro, contando su Bivongi, Camini, Pazzano, Placanica, Riace, Stignano e Stilo per quanto concerne l’entroterra e Monasterace quale avamposto di mare oltre a Caulonia naturalmente, ha conseguito 1405 voti pari al 13,27 % con la compagine “Socialisti Uniti-Nuovo Psi”. Una percentuale assai lusinghiera che, qualora si registrasse l’affermazione di Raffa allo scran-

no più prestigioso di palazzo Foti, gli varrebbe lo stesso viaggio, direzione Reggio Calabria, per un posto fra i consiglieri di maggioranza dandogli dunque la possibilità di potere lavorare a quello che sin dall’inizio della campagna elettorale è risultato essere il suo slogan: «Per una Provincia innovatrice”. Che secondo lo stesso ex primo cittadino stilese “Merita molto di più rispetto alle condizioni in cui versa – dice Mario Candido ai nostri taccuini – è chiaro che bisogna cambiare il modo di fare politica e di gestire la Cosa pubblica, dando respiro all’innovazione ed alle nuove sfide che si presentano da qui ai prossimi cinque anni e la mia più che fondata speranza è che questo si possa fare con Raffa alla sua guida». Cosa, questa, che non sarà possibile esercitare a Francesco Carnovale, consigliere provinciale di minoranza uscente che si è fatto notare per il discreto esito ottenuto ad urne aperte, ovvero sia 1035 preferenze pari al 9,55% dei consensi nel contesto più ampio del partito di Pierferdinando Casini, ovvero sia l’Unione di Centro: un risultato appalesatosi al di sotto delle reali possibilità soprattutto se lo si raffronta con quello che maturò cinque anni orsono ma che comunque lascia ben sperare il candidato Giuseppe Raffa, in prospettiva di una sua, tanto agognata, elezione a presidente. Antonio Baldari

CONVINTO Oreste Romeo, coordinatore provinciale Pdl pochi ad averne percepito presenza e funzionalità negli ultimi cinque anni». Romeo ci tiene comunque a sottolineare anche la netta affermazione elettorale riportata dal centrodestra a Siderno, riconducibi-

le «all'autorevole e rassicurante guida di Riccardo Ritorto che non si è lasciato trascinare sullo sterile terreno della polemica fine a sè stessa, preferendo puntare, in maniera decisa, sul rinnovamento del-

la classe dirigente. Ciò consentirà alla Città-ne è convinto il coordinatore delle lista Scopelliti- a superare un momento di seria difficoltà, esasperato dalla strumentalizzazione propagandistica di un centrosinistra che ha dato prova di inconcludente supponenza, mista ad una oggettiva e risalente incapacità di trasmettere fiducia all'elettorato moderato». A Ritorto, secondo Romeo, va anche riconosciuto il merito di aver tutelato all'esterno l'immagine della città, in vista, non soltanto del recupero del suo ruolo di traino dell'economia del comprensorio locrideo, ma anche del contributo che da essa ci si attende nella realizzazione della

Città Metropolitana. «Siderno come Reggio-, conclude il coordinatore del Pdl-, perché è stato premiato chi, nei fatti, ha dimostrato di amare la sua città senza riserva alcuna, difendendola e tutelandola dalle più insistite strumentalizzazioni dei suoi avversari; perché la coalizione di centrodestra riesce ad esprimere in consiglio comunale una maggioranza in larga misura rinnovata, anche sul piano anagrafico. Ma, ora più che mai Siderno insieme a Reggio!A cominciare dalla realizzazione della Città Metropolitana, altro grande segno della presenza e del grande amore di Giuseppe Scopelliti per la sua Reggio». Antonella Scabellone

Giunta, ancora fumata nera Si va verso una rappresentanza delle cinque liste in corsa SIDERNO

Ancora un nulla di fatto per la giunta che dovrà affiancare il sindaco Riccardo Ritorto nei prossimi cinque anni di amministrazione. La nota diffusa sabato scorso dalle due

liste civiche “Per Siderno Io ci sto” e “Tempi Nuovi”, che fanno direttamente capo al primo cittadino, ha evidentemente portato all’attenzione di quest’ultimo ulteriori ed importanti questioni da esaminare, per cui è slittata l’uf-

ficializzazione dell’esecutivo che, a questo punto, potrebbe essere completamente ridisegnato. I candidati delle due liste, infatti, forti del consenso elettorale raggiunto, con il documento indirizzato a tutti gli organi di stampa, hanno chie-

il caso

Arrivano i primi stipendi per i lavoratori delle Coop dipendenti presso l’azienda sanitaria di Locri finalmente oggi si ritorna a vivere e In Calabria, nella Locride, la corre- lavorare più serenamente. Soddisfazioni sponsione dei salari mensili di lavoratori giungono dal segretario provinciale Fisaonesti, diventa notizia. Diventa un fatto scat Cisl Francesco Spanò, che ha seguida raccontarvi perché to dall’inizio la vicensembra una straordida. narietà. «Ciò non toglie – In effetti, quando fanno sapere- che viuomini e donne lavogileremo sulla puntuarano quotidianamenlità dei prossimi pagate e per lunghi cinque menti che si sperano o sei mesi non perceessere meno lunghi e piscono il proprio stipiù puntuali possibili, pendio, la notizia delaltrimenti la nostra l’avvenuto pagamento lotta proseguirà con diventa un caso eccepiù determinazione». zionale. Si intravede uno spira«Così, finalmente – glio di luce, dunque, esclamano gli operatoper i lavoratori che, ri dipendenti delle adesso, chiedono più cooperative Omnia correttezza e tempestiService e Nosside che vità, auspicando che la prestano sevizio di puditta riesca a garantilizie nella struttura re la regolarità dei saospedaliera di Locrilari, senza ritrovarsi venne il giorno dei pafra qualche mese pungamenti. Nella giorna- L’ospedale di Locri to e accapo. ta di ieri – ci fanno saLo sciopero del 26 pere i dipendenti- si è concluso il lungo aprile, lo stato di agitazione e le proteste calvario per i dipendenti delle due coo- di singoli cittadini hanno smosso le acperative impegnate nelle pulizie del- que e «adesso- concludono i dipendentil’ospedale di Locri , con l’accredito delle vogliamo lavorare, avere rispetto delle tre mensilità di febbraio, marzo e aprile nostre mansioni e del nostro operato e a finora non retribuite dalle ditte per moti- fine mese vedere il nostro stipendio finalvi burocratici dell’ente ospedaliero». mente accreditato sul contro conto corA distanza di quasi un mese, era infat- rente». ti il 26 aprile, dallo sciopero effettuato dai Domenica Bumbaca MONASTERACE

sto al loro sindaco di rispettare, nella distribuzione degli incarichi, il principio secondo cui “chi ha ottenuto maggiore consenso elettorale possa avanzare, altrettanto legittimamente, richieste di maggiore rappresentatività in seno all’ente, sia per quanto concerne l’organo consiliare che quello esecutivo, attraverso un numero congruo di assessori e di rappresentanti delle cariche istituzionali”. A ciò si aggiunga che, stando ai rumors cittadini, alcuni candidati alla carica di consigliere provinciale avrebbero avanzato delle pretese ad avere, come ricompensa per la loro candidatura di servizio, un incarico esterno nella futura amministrazione. Insomma, un bel po’ di lavoro per il nuovo sindaco che sta valutando il dà farsi. Comunque, stando ad indiscrezioni, per ragioni di equità si starebbe pensando di assicurare una rappresentatività in giunta a tutte le cinque liste della coalizione, usando come strumento di valutazione, non solo il consenso elettorale, ma anche le competenze dei prescelti. Potrebbe comunque sfumare l’idea, che prima sembrava abbastanza realizzabile, di conferire un assessorato a una donna, considerato che nessuna delle quote rosa, è stata eletta. Si starebbe ridiscutendo, inoltre, la posizione dell’Udc, per cui non dovrebbe essere più tanto scontata la carica di vice sindaco per Domenico Catalano. Ad ogni modo, lo scudo crociato,dal canto suo, continua a rivendicare un ruolo di prestigio nella nuova amministrazione, ritenendo di essere stata, con un’ alleanza che ha fruttato settecento voti, l’ago della bilancia per la vittoria al primo turno dell’intera coalizione. an. sc.


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L O C R I D E la manifestazione Una marcia, cento passi e poi ancora altri cento, per gridare forte il dissenso verso tutte le forme di criminalità organizzata. Non si sfila per la città, ignari di cosa stia accadendo, piuttosto tutti uniti, si ha la consapevolezza che una manifestazione contro la mafia è uno strumento per affermare il principio di libertà, di legalità che si vuole diffondere per tutte le vie della città. A mettersi in prima fila non sono gli slogan, le facce dei politici, ma sono loro: gli alunni dell’Istituto “F. Maresca”. Tutti accomunati dalla volontà di essere protagonisti di un percorso culturale rivoluzionario. E se loro sono scesi per strada è stato grazie alla settima edizione del-

Una marcia contro la criminalità Si conclude la settima edizione dell’evento “Diamo un calcio alle mafie” l’evento “Diamo un calcio alle mafie” 2011, che sabato mattina ha visto il suo culmine con la marcia cittadina, dopo 15 giorni di intense attività. Il progetto viene promosso è realizzato da un solido partenariato di tre Enti: la cooperativa sociale Goal ( Giovani Operatori Animazione Legalità) di Locri, l’Istituto Comprensivo “F. S. Maresca” di Locri e l’Oratorio Salesiano di Locri. «Grazie a questa ottimale collaborazione di gruppo si evince – afferma il presidente Livio Ravane-

se- quanto sia fondamentale fare rete tra tutti gli attori sociali ed educativi della società civile». E le persone, le associazioni e le istituzioni messe in rete ne sono la dimostrazione: Bruno Vita e Fabio Armeni, coordinatori del progetto, don Piervito Pepe, direttore dell’Oratorio Salesiano di Locri, il professore Giovanni Pizzati dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo “F. S. Maresca” di Locri, tutto il corpo docente, in particolar modo la professoressa Leone, vice preside del me-

desimo Istituto e poi i Carabinieri di Locri, la Polizia Locale del Comune di Locri, la Polizia di Siderno, la cooperativa sociale Leocos di Locri, “ Libera. Nomi e numeri contro le mafie”, il Csi, comitato provinciale di Reggio Calabria e l’Ufficio dell’8 per Mille della Tavola Valdese di Roma, che ha assegnato un contributo economico per la realizzazione del medesimo Progetto. Questa partnership ha fatto si, che anche la settima edizione di questo evento si svolgesse nel migliore dei modi. Co-

me ogni anno, la manifestazione ha come unico obiettivo quello della sensibilizzazione dei giovani alla legalità, vista non solo come anti-mafia, ma come rispetto globale delle regole, delle leggi e del prossimo. Tutto questo,è stato possibile utilizzando lo sport-gioco come strumento aggregativo ed educativo al fine di sviluppare una coscienza sportiva che vada a mirare sui sani principi sportivi del giocare “con”e non “contro” l’altro. Grande l’adesione da parte dei ragazzi, sia alle attività formative, che a quelle ludiche e ricreative con più di 15 squadre iscritte ai tornei di calcio a 5 e Volley. do. bu.

La nuova sede della legalità Nasce a Locri un Parlamento che si propone di contrastare le devianze LOCRI

Parlare di legalità nel nostro territorio non è mai abbastanza. Ai convegni, ai seminari ed iniziative condotte da singoli cittadini, da associazioni, forze dell’ordine, magistrati e scuole, si affianca, oggi, il lavoro del Parlamento della Legalità. Sarà, infatti, istituito ed insediato il 25 giugno, il Parlamento della legalità con sede a Locri. A darne notizia è il neo socio onorario Giuseppe Pelle ( che verrà ufficializzato il 30 maggio a Tindari) , che lo scorso 9 maggio, in occasione di un’importante manifestazione per la legalità, è stato premiato in Sicilia e nominato coordinatore della futura sede del parlamento nella città di Locri. Giuseppe Pelle, ricevendo l’invito del presidente del centro studi Parlamento della legalità Nicolò Mannino, è stato ospite come referente della Calabria nonché vicepresidente nazionale Arcipesca Fisa, all’evento “Student’In festa svoltosi nell’atrio del Provvedito-

partire dalle scuole Punto di partenza per creare nuovi percorsi formativi l’ambiente scolastico rato regionale delle carceri siciliane a Palermo. Presenti alla manifestazione nazionale, molti studenti proveniente da diverse città italiane, i coordinatori del parlamento della Sicilia, della Lombardia e del Lazio. Una cerimonia che ha coinvolto molte autorità che hanno ricordato la storia di uomini uccisi dalla mafia. In particolare significativa ed emozionante è stata la lettera scritta dal pentito Santino Di Matteo, padre del piccolo Matteo, ucciso dalla mafia. Durante l’incon-

Giuseppe Pelle tro è stato riservata attenzione al concorso “La legalità… lega l’Italia” progetto incoraggiato dal ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini. A fare da voce e “anima” alla manifestazione il presidente del centro studi Parlamento della legali-

tà, Nicolò Mannino, che da mesi, insieme a dirigenti scolastici e collaboratori, ha coordinato il tutto ricevendo il patrocinio del Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, il plauso del presidente del Senato e la medaglia della presi-

il progetto

il dibattito

Bambini a scuola di giustizia per una cittadinanza attiva “Più legalità nella Locride” non è solo il nome del progetto Pon inserito nella programmazione scolastica della scuola “Michele Bello” di Siderno bensì è un’esortazione che gli stessi piccoli alunni rivolgono a tutta la popolazione della Locride. Il laboratorio di legalità (nella foto) è improntato sulla necessità di far comprendere che la legalità è un comportamento, una cultura che deve essere insita in ogni uomo. Il modulo rientrante nel piano integrato d'Istituto, cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo, è stato strutturato in 34 incontri di due ore, guidati dall’esperta del settore Elga Congiusta, referente dell’associazione don Milani, coadiuvata nel lavoro di classe dalla maestra Teresa Monteleone. «Si deve partire dai più

denza della Repubblica, a firma di Giorgio Napolitano. Un impegno che, adesso, si intreccia con la Calabria e a rappresentare la regione meridionale, sarà Giuseppe Pelle. «È una grande emozione aver ricevuto l’invito ad attivare an-

che nella nostra terra il Parlamento della legalità, sintomo che l’Italia intera deve guardare con attenzione al fenomeno e concentrare le forze in maniera capillare. Da Locri - dice Pelle - partirà un messaggio all’intera regione, all’intera Nazione. Un invito a proseguire verso la legalità che oggi, più che mai deve essere formazione per le coscienze». Si partirà, aggiunge, dai percorsi formativi nella scuola, luogo prediletto per la crescita dei giovani. Pelle evidenzia, infatti, il binomio scuola – famiglia, sottolineando che dalla Locride dovrà partire all’unisono un’azione concreta per lo sviluppo del territorio. «Chiederemo- conclude- a tutte le Istituzioni di appoggiarci nel lavoro che andremo ad intraprendere affinché il comprensorio venga valutato per le bellezze naturali, per la propria cultura e finalmente distogliere quella immagine negativa che per anni ci ha bistrattati». Domenica Bumbaca

piccoli – dicono le maestre- per avviare un percorso conoscitivo e propedeutico che favorisca una sana e onesta cittadinanza attiva». Durante il corso sono state realizzate molteplici attività didattiche e ludico- ricreative; è stato affrontato il tema della libertà, dell’organizzazione politica, la democrazia, la costituzione e nello specifico, dopo l’istruttivo “gioco dell’alfabeto del cittadino”, è stato affrontato l’argomento “mafia”, ed il suo significato etimologico, facendo un brain storming su “La mafia è…”, individuando motivazioni per eliminare le parole dal contesto e comprendere realmente che cos’è il fenomeno mafioso e come distruggerlo. Ore rivolte al territorio, come alle vittime di mafia, tra cui Peppino Impastato e Giuseppe Di

Ordinamento dei lavori pubblici Seminario sulle normative

Matteo. Un incontro specifico è stato dedicato alla figura di Giovanni Falcone, in occasione dell’anniversario della morte, ricordato attraverso letture e visioni di filmati. Il Pon ha previsto anche un gemellaggio con gli alunni delle scuole trentine, in cui ragazzi arriveranno stamani nella scuola sidernese, dove per quattro giorni staranno insieme agli alunni del primo circolo, condividendo alcuni luoghi simbolo della memoria e della testimonianza delle vittime di mafia. Domenica sarà il giorno dei saluti. do. bu.

A Locri il 27 e il 28 maggio presso l’aula di formazione dell’Ascoa si terrà un seminario formativo sul tema “Le novità introdotte dal Regolamento di Esecuzione nel contesto del nuovo ordinamento dei Lavori Pubblici”. L’iniziativa, organizzata dall’associazione di categoria Ascoa piccole e medie imprese con la collaborazione di Martino Editori, ha ottenuto il riconoscimento di dodici crediti formativi dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Locri e sarà diretta dall’avvocato Cesare Loria del foro di Roma. Il seminario, delle durata di 12 ore articolate in due giorni, sarà limitato ad un numero chiuso di partecipanti e prenderà in esame i diversi istituti del codice dei contratti pubblici alla luce delle novità introdotte dal nuovo regolamento di esecuzione e sarà data attenzione al-

le norme relative alla progettazione, la verifica e la validazione del progetto, la regolarità contributiva e il Durc, innovazioni in tema di qualificazione, l’avvalimento, l’appalto integrato, le offerte anomale, la consegna dei lavori, la sospensione dei lavori, danni da forza maggiore, le riserve, le varianti, l’accordo bonario ed altri istituti processuali. L’evento formativo avrà prevalentemente carattere pratico e operativo e verrà dato ampio spazio a quesiti e interventi dei partecipanti. L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle attività di formazione programmate dall’associazione di categoria con il fine di offrire ai professionisti ed alle imprese opportunità di approfondimento sulla difficile tematica della contrattualistica pubblica. M. Vittoria Pipicelli


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Stilo, un borgo a cinque stelle Al direttivo nazionale presente il riconfermato sindaco Miriello STILO

E’ la cittadina che ha dato i natali al più illustre filosofo del Seicento italiano, Tommaso Campanella. Ed è la culla dell’arte bizantina in Calabria ma, in particolare, Stilo rimane ancora nell’associazione de “I Borghi più belli d’Italia”. E più convintamente rispetto al più recente passato, per come si evince dai lavori condotti nel contesto più ampio dell’undicesima assemblea nazionale, celebratasi in quel di Montalbano Elicona nella splendida provincia siciliana di Messina sabato scorso. Cui la città del Sole è stata rappresentata dal neo-eletto sindaco Giancarlo Miriello e dalla neo-assessora Maria Tropeano, trovatisi per l’ennesima circostanza coinvolti nell’assise per eccellenza degli scrigni d’arte, storia e cultura dello stivale, che conta duecento componenti fra i quali otto per la Calabria, in una prima fase partecipando alla pari unitamente agli altri convenuti ma, ad un certo punto, in maniera diretta discettando anche in modo piuttosto acceso sulla posizione della cittadina, «Una posizione chepoteva anche vederci esclusi visto e considerato il sopralluogo effettuato lo scorso anno – così ai nostri taccuini l’assessora Tropeano – proprio nella settimana in cui abbiamo dato vita al Palio di Ribusa, un evento che celebriamo su scala regionale e che vede la partecipazione di circa diecimila

persone, e che quindi richiede uno sforzo enorme a cui comunque, da agosto 2010 ad oggi, non ci siamo sottratti come del resto abbiamo dimostrato con l’annosa questione dei rifiuti ed il pagamento della quota associativa cui abbiamo ottemperato lo scorso mese di febbraio». Fin qui le considerazioni della Tropeano che hanno infiammato l’incontro cui si è addirittura prestato il neo-eletto sindaco di Gerace, Pino Varacalli, “Che ha inteso prendere la parola a favore di Stilo, affermando che è impen-

sabile pensare di sospendere la partecipazione dall’associazione della nostra cittadina – asserisce Giancarlo Miriello – e di questo lo ringraziamo pubblicamente perché è stato un gesto nobile, di cui siamo grati al collega Varacalli e che dimostra come dobbiamo essere uniti e difendere il nostro patrimonio culturale, anzi dirò di più, e cioè che, in ragione del nostro atteggiamento, abbiamo ottenuto che il direttivo nazionale de “I Borghi più belli d’Italia” – chiosa Miriello – si tenga proprio a Stilo nel

prossimo autunno, che peraltro ci offre la possibilità di migliorare la nostra condizione perché è vero che ci stiamo impegnando molto ma è altrettanto vero – ammette il primo inquilino di palazzo san Giovanni – che possiamo e dobbiamo fare molto di più, migliorando in particolare il senso civico di ognuno di noi, perché i parametri per rimanere all’interno di questo, importantissimo sodalizio sono molto chiari e noi siamo tenuti a rispettarli». Antonio Baldari

Una veduta del borgo di Stilo

l’iniziativa

ROCCELLA JONICA

Le scuole unite per l’ambiente

Ambiente e scuola saranno i temi principali dell’iniziativa indetta per sabato prossimo all’ex convento dei Minimi Paolotti a Roccella Jonica, promossa dall’Amministrazione comunale di Roccella, insieme agli as- le cittadine. All’iniziativa hanno parsessorati all’Ambiente e alla Pubblica tecipato tutti gli alunni dell’Istituto Istruzione. La cerimonia è prevista Comprensivo statale, dell’Istituto d’Istruzione superioper le ore 10 nella sare “Pietro Mazzone” la convegni, dove si Al termine della e dell’Itis “Maioraassisterà alla consemanifestazione na”. I relativi lavori gna dei premi ai vinsono stati vagliati atcitori del concorso verrà issata tentamente uno a bandito dall’assesin piazza uno, da una commissorato alla Pubblica la bandiera blu sione giudicatrice Istruzione del conominata dall’Ammune di Roccella, sul tema della raccolta differenziata e ministrazione comunale. Al termine finalizzata all’ideazione e realizzazio- della cerimonia di consegna dei prene di una campagna di comunicazio- mi, i ragazzi si trasferiranno in Piazne sui temi dell’educazione ambien- za delle Colonne, sul lungomare, dotale da parte degli studenti delle scuo- ve sarà issata la bandiera blu 2011, il

Il progetto è realizzato dal liceo scientifico e dall’Itis riconoscimento della Fee, che Roccella ha ottenuto per il nono anno consecutivo. «L’iniziativa di sabato ventotto – evidenzia il sindaco Giuseppe Certomà – sarà l’occasione per approfondire con i giovani cittadini roccellesi i temi della raccolta differenziata, il cui servizio porta a porta è davvero ai nastri di partenza. Approfondiremo – chiosa il sindaco - il tema dell’educazione al rispetto dell’ambiente e della partecipazione e collaborazione di tutti i cittadini quale condizione necessaria per ottenere grandi risultati amministrativi». SIMONA ANSANI locride@calabriaora.it

Il mare di Roccella Jonica

SPORT

MONASTERACE

Il torneo di Prima categoria girone C con gli ultimi verdetti è quasi andato in archivio, visto che ancora si deve giocare la gara di ritorno play off fra San Gregorio e Pro Catanzaro. All’andata i vibonesi si sono imposti in trasferta. Infatti la Nuova Mileto ed il Cessaniti dopo lo spareggio di play out rispettivamente con Badolato e Gimigliano, accompagnano al torneo inferiore il Real Santa Maria, retrocesso al termine della regular season essendosi classificato in ultima posizione. Ed il Monasterace inserito in questo raggruppamento che ha visto primeggiare la Nuova Curinga, formato da formazioni del catanzarese e del vibonese, unica rappresentante della provincia reggina, ha concluso la stagione al nono posto, dopo aver accarezzato per un certo

Tante le difficoltà di Condemi ad allestire un undici di valore

La stagione dei rimpianti Infortuni e squalifiche hanno influito sul torneo del Monasterace periodo della stagione la possibilità di partecipare ai play off, sfuggiti per un nonnulla in seguito ad una piccola scia di risultati negativi dovuta a tanti infortuni, il centrocampista Lorenti nel girone di ritorno non è stato mai utilizzato, ed a qualche squalifica di troppo, specie subita da calciatori under, che hanno costretto mister Condemi a fare i salti mortali per mettere su nel singolo confronto un complesso equilibrato ed affidabile. Senza dimenticare che nel corso del mercato dicembrino ben sette elementi hanno deciso per vari motivi di andare via, incluso pure qualche under. Un’annata caratterizzata anche dal buon andamento in Coppa Calabria con la finale sfiorata, con i biancorossi eliminati in semifinale dal forte Polistena che dopo aver vinto sul proprio terreno col minimio scarto, si è ripetuto al Bosco-Lombardo affrontando comunque un Monasterace decimato dalle assenze.

Una formazione del Monasterace E’stata una stagione altalenante, ma tutto sommato positiva per il team del presidente Zannino, che affrontava la stagione da matricola avendo riconquistato la Prima categoria appena un anno fa al termine dello spareggio giocato a Soverato contro il Caraffa.

Merito dei calciatori, dal portiere Minici, al difensore Schiavone, passando per i fratelli Coniglio, i jolly Romeo e Taverniti, il centrocampista Spanò, al talentuoso Polimeno autore anche di ben dieci realizzazioni, al bomber Alessandro Zannino capocanno-

niere della squadra con quattordici centri. Senza scordarci degli under, Squillacioti, De Leo, El Khalil, Cavallaro, De Leo, Zannino L., Purcaro, qualcuno dei quali finito sui taccuini di tecnici di categoria superiore. Ma merito soprattutto del mister, subentrato a stagione in corso a Gesualdo Calabrese, anche il bivongese comunque ha messo del suo, che all’ esordio su una panchina di una prima squadra, aveva maturato qualche esperienza nel settore giovanile della Stilese, non si è perso d’animo ed è riuscito superando anche qualche periodo di difficoltà a condurre la navicella bianco rossa alla meritata salvezza. Adesso è giusto staccare la spina, a giorni ci sarà la tradizionale cena di fine stagione, e poi la società di Via Aspromonte si dovrà riunire per pianificare il programma per la prossima stagione. GIGI BALDARI locride@calabriaora.it

Locresi sugli scudi ai campionati regionali di scacchi LOCRI

Successo della delegazione degli Scacchi Città di Locri al campionato regionale Giovanile di scacchi under 16 tenutesi sotto l'egida del Coni e della Federazione Scacchistica Italiana. L'evento regionale, realizzatesi a Sant'Eufemia d'Aspromonte e organizzato dall'Ads Scacchi Zatrikion in collaborazione con l'istituto comprensivo statale “Don Bosco”, ha visto la partecipazione di circa 130 atleti provenienti da tutta la Calabria. La delegazione locrese è stata accompagnata da Francesco Galasso, segretario dell'associazione sportiva Scacchi Città di Locri, nonchè delegato provinciale del Comitato Olimpico Nazionale Italiano e dal professor Bruno Chiricosta dell'Istituto Sorace Maresca. re. lo.


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ACONDO

tutto quanto fa spettacolo

Redazione centrale: c.da Lecco, 8 - 87030 Rende (Cs) • mail: cultura@calabriaora.it

INNOVATORE L’imprenditore vibonese Giuseppe Mele, proprietario del Borough market di Londra, situato alle spalle del celebre London Bridge esporta in Inghilterra, ormai da anni, il rinomato insaccato di Spilinga

LONDRA

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ia chiaro fin da subito: lui si chiama Giuseppe Mele, arriva da Pizzo Calabro e non desidera essere identificato come il re della ’nduja a Londra. Eppure, i numeri ce li avrebbe tutti. Perché al Borough market, alle spalle del London Bridge, in sei anni di attività autonoma, è riuscito a far apprezzare il celebre insaccato di Spilinga ai delicati palati degli inglesi, fin troppo abituati al thè delle cinque. E, però, non gli piace che la gente lo etichetti con formule stereotipate, da guide turistiche di bassa lega, o, peggio, con slogan da marketing della new economy. «Non vendo al mercato per arricchirmi. Non voglio fare soltanto business». La sua è una mossa politica: allestire il banco di salumi, formaggi e oli, ogni venerdì e sabato, significa «Trasferire un pezzo di campagna nella City». Una porzione di quella cultura agricola che rimane sì tradizionale, ma che non intende farsi sorpassare dai tempi, bensì vuole essere al passo col presente. «E però fa di tutto per non lasciarsi stuprare dalla contemporaneità». Ed ecco, quindi, che il bruno e barbuto trentasettenne si è inventato abile comunicatore, venditore attore, capace di captare la sensibilità delle migliaia di persone che passano dal Borough. Fa tutto da sé: compera dai produttori vibonesi, organizza lo stoccaggio della merce, la porta al mercato e, una volta messi in bella mostra i prodotti, li vende al dettaglio. La ditta ha un nome e si chiama “Decalabria” (www.decalabria.co.uk), ma in sostanza vuol dire soltanto Giuseppe Mele. «Se lo facessi soltanto per i soldi - confessa - avrei chiuso già da parecchio tempo. Il denaro non mi interessa troppo: a me piace il brio del mercato e trovo lo spunto giusto per riflettere su me stesso e sulle mie origini». Tuttavia, Mele non è affatto uno sprovveduto. Anzi, conosce benissimo i margini di sviluppo dell’attività che ha messo su. «Per quale ragione l’olio toscano deve essere più diffuso di quello calabrese? Perché i più conoscono i formaggi e gli affettati emiliani e snobbano il pecorino crotonese? E, ancora, perché in Cala-

Dal thè delle cinque alla ’nduja di Spilinga E’ così che il vibonese Mele cerca di cambiare le abitudini inglesi L’imprenditore che arriva da Pizzo: «Dovremmo cercare di far conoscere le meraviglie del Sud» bria continuiamo a dare priorità assoluta al latte di pecora, quando abbiamo anche le capre?». Sono questi

gli interrogativi che Giuseppe pone. E li rivolge a sé stesso e ai suoi corregionali. Parla in prima persona plurale:

«Abbiamo una grossa chance. Vale la pena di sfruttarla, altrimenti fra qualche anno, i londinesi impareranno a farsi la ’nduja a casa propria e nessuno compererà più quella nostrana». Però, c’è bisogno di sostegno, perché lui da solo non c’è la può fare. O la politica, o il privato: «Serve qualcuno che collabori, per costituire una cooperativa cala-

ALL’INTERNO pag.42 | Lamezia, “Domenica al mare” con la mostra di Diodati pag.43 | Monasterace custodisce il mistero dei Templari pag.44 | Se Vittorio Emanuele incontra Anton Giulio Grande • ritagli Non mi piace parlare della mia vita privata, sono riservato, perché ho sempre i riflettori puntati addosso. Posso solo dire che ormai sono pronto per una famiglia. La mia grande ambizione? Esibirmi alla Scala Joaquín Cortés

bro-inglese». Da qui la proposta: «Non sarebbe male se il governo regionale aprisse un fondo per finanziare un’impresa del genere. Che, ripeto, non è una scommessa individuale, soggettiva, ma può avere effetti sull’immagine pubblica della nostra terra, oltre lo stretto di Messina e ben al di là dei confini con la Basilicata». Giuseppe Mele inscrive la sua riflessione all’interno del complicato rebus della questione meridionale, mai risolto e, forse, figlio di un’altra questione, quella settentrionale, di un Nord ricco che ha bisogno, per essere tale, di avere un Sud povero, serbatoio di forza-lavoro e all’occorrenza, anche, pattumiera. «Ma mi voglio illudere che è possibile cambiare». Angelo Nizza


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“Martedì di Arcade” Oggi a Catanzaro si discute di cultura

CATANZARO Prenderà il via oggi alle 19, il primo appuntamento dei “Martedì culturali di Arcade”, un ciclo di incontri esperienziali, denominato “Figure Civili tra idealità e identità”, promosso e organizzato dalla libreria “Arcade Book & Look” di Catanzaro. L’obiettivo del progetto è quello di mettere in contatto i diversi attori della comunità civile, intellettuali, professionisti, imprenditori, amministratori con alcuni autorevoli artisti che si propongono come i testimoni di un’esperienza, quale quella dell’arte, che al di là delle singole poetiche e convincimenti estetici è un punto d’osservazione privilegiato sul mondo e sulle relazioni

che intratteniamo con esso. Insomma soggetti responsabili del loro mandato culturale e spirituale troppe volte disconosciuto o frainteso da preconcetti e suggestioni ancora romantiche o esistenzialiste. «Il fine progettuale afferma Marisa Citriniti Furriolo, art director della Libreria - sarà quello di far prevalere nei nostri incontri tra, le figure civili della società, quei caratteri di sincerità e condivisione, virtù indispensabili per qualsiasi confronto autentico». Tema di questo primo incontro è “La speranza” a cui parteciperanno tre note personalità dell’arte contemporanea: i professori Giulio De Mitri (in foto una sua

cinema

INTERESSATO Il rettore dell’Unical Giovanni Latorre mentre legge il programma del festival delle radio universitarie

Il regista Gagliardi e Peppe Voltarelli giovedì a Cosenza per “Tony Vilar” COSENZA Dopo aver riscosso unanimi successi in tutto il mondo “La vera leggenda di Tony Vilar”, il bel film diretto in Argentina dall’ottimo regista Giuseppe Gagliardi, lodato a più riprese da Nanni Moretti e ora sugli scudi con la sua ultima fatica “Tatanka”, torna a casa con un incontro/proiezione promosso da Archimedia, istituto culturale attivo nelle produzioni teatrali e cinematografiche, di cui è presidente Giampaolo Calabrese, previsto giovedi alle 19, alla libreria Ubik a Cosenza. Insieme al giovane cineasta, parteciperà Peppe Voltarelli, uno dei pochi nomi buoni dell’ultima generazione di cantautori in Italia, il cui duttile talento è oggettivo e fascinoso anche sul grande schermo, e il direttore artistico della Primavera del cinema italiano Alessandro Russo. La pellicola, prodotta da Avocado e Tico film e distribuita da Minerva Pictures, narra con surreale ritmo la storia di Antonio Ragusa, povero emigrante calabrese partito da Genova nel 1952 per l’Argentina, dove, con il nome di Tony Vilar, divenne una leggenda della canzone melodica Anni Sessanta, rendendo lì celebri “Tintarella di luna” di Mina e “Non esiste l’amor” di Adriano Celentano, oltre a far conoscere in tutto il pianeta la hit “Cuando calienta el sol”, scritta dagli Hermanos Rigual. Successo e conseguente declino emergono attraverso un racconto per immagini costruito su un viaggio che tocca diverse tappe, dalla Boca, famoso quartiere dalle varie tinte di Buenos Aires, alle Milonghe, al Connecticut, senza dimenticare il New Jersey e New York e perfino un’escursione all’interno di uno studio televisivo, dove si svolge una sorta di “Uno mattina” in versione America Latina. Ed il tema dell’immigrazione stempera il suo accento drammatico nell’invito più o meno esplicito a vivere la vita come viene senza prendersi troppo sul serio. Novantatre minuti che scivolano via con grande piacere.

LEGGENDARI Da sinistra Tony Vilar e Giuseppe Gagliardi

opera), Pietro Fortuna (artisti) e Massimo Iiritano (estetologo). Partendo dalla visione dell’opera video - “Codice Bianco, limite di zona. Con Beyus per una pedagogia della speranza” - di Giulio De Mitri, si avvierà la conversazione tra Pietro Fortuna e Massimo Iiritano. Si trarranno, così, spunti di riflessione sul tema specifico, non mancheranno ulteriori stimoli e forme di dialogo che prenderanno “corpo” durante l'incontro, dall’esperienza artistica dei singoli relatori. L’incontro culturale evidenzierà l’idea portante del progetto che è quella di concretizzare un proficuo messaggio di “idealità e di identità”. L’opera video di Giu-

Fru 2011 Al via le danze Oggi all’Unical parte il festival delle radio universitarie RENDE (CS) Ieri mattina Ponteradio, la radio dell’università della Calabria, ha lanciato ufficialmente il Fru 2011 (il festival delle radio universitarie). All’interno della sala stampa del Rettorato, alle 11,30, Sergio Tranchino, Station manager della web radio dell’Unical, Adalgisa Caira, responsabile di redazione, Iole Sonnini, responsabile musica, acclamati ed accompagnati dal Rettore Giovanni Latorre, si sono esposti con propositi e richiami alle diverse testate e tv presenti. Apertura solenne della conferenza con l’intervento del Rettore che ha ribadito la portata formativa di Ponteradio: «Ponteradio, da piccola realtà - dice il magnifica rettore dell’Unical - è diventata una risorsa inestimabile. Ragazzi volenterosi e pieni di iniziative hanno reso possibile che l’evento delle festa delle radio universitarie approdasse nel nostro Campus». Il festival delle radio universitarie, alla sua quinta edizione, che partirà oggi e si protrarrà fino a giovedì, renderà il campus fucina di idee per 32 radio universitarie italiane, da anni unite in un unico circuito multi-

mediale, raduni, associazione culturale degli operatori radiofonici universitari. Più di 200 studenti sono pronti a sperimentare nuovi linguaggi radiofonici, a creare informazione, cablando il tutto nel web. «Il nostro obiettivo - sostiene Adalgisa Caira - è fare ricerca esplicativa sui linguaggi radiofonici, mettendone in campo la carica agente e creativa». Il programma del festival è davvero corposo: workshop di dizione, di conduzione, di tecniche di regia, di didattica della radio, tavole rotonde sul web come mezzo di conoscenza e opportunità nuove con focus sulla pubblica amministrazione e sulla criminalità. Ampio spazio è riservato ai live musicali. Oltre ai concerti multigenere, il palco sarà vetrina per gli artisti emergenti finalisti del FruContest. «Sono cinque i gruppi arrivati in finale, superando la selezione lanciata sul web da U.station, il portale dei contenuti universitari. La musica resta comunque il mezzo più significativo per veicolare qualsiasi messaggio all'interno del Fru» sostiene Iole Sonnini. Non sono mancati i moniti velati ed espliciti

alle istituzioni da parte dei ragazzi di Ponteradio. «Ponteradio in questi anni non solo ci ha messo la voce, la faccia, ma anche i soldi. Parecchi di noi hanno rinunciato a pizze con amici per comprare cuffie, microfoni, piccole attrezzature indispensabili» continua Adalgisa Caira che sorridendo chiede al rettore di poter recuperare le «quote donate». E sulla stessa scia si muove Sergio Tranchino: «Per rendere la nostra realtà più solida, chiediamo una sede idonea alle numerose attività che la radio può offrire come ente di formazione culturale». Il festival avrà inizio oggi alle 19,30 con l’accoglienza dei partecipanti. Alle 19,45 i saluti del professor Francesco Altimari, prorettore dell’università della Calabria, daranno inizio ufficialmente “ai lavori”. Alle 20, è previsto il concerto del coro polifonico dell’Unicall, all’anfiteatro del centro residenziale. Dopo la cena, prevista per le 20,30 alla mensa del centro residenziale, la serata vedrà il suo culmine con i concerti degli Skelters, dei Monotype e dei Camera 237.

lio De Mitri già presentanta nel 2007 alla 52esima Biennale di Venezia, evento ufficiale collaterale, sarà fruibile in Libreria sino al 25 giugno 2011. Giulio De Mitri è professore ordinario di prima fascia in tecnica e tecnologia della pittura nell’accademia di Belle arti di Catanzaro. Campo della sua ricerca è la Mediterraneità, segno delle proprie origini e cardine di una poetica pregna di spiritualità che sviluppa un particolare linguaggio tra progetto e processo del fare, utilizzo di elementi naturali e di nuove tecnologie. Ha esposto in mostre personali, collettive e di gruppo. E’ stato invitato a rassegne nazionali ed internazionali.

moda movie

I profumi e i colori del Mediterraneo saranno al centro della nuova edizione COSENZA «Moda Movie non è una sfilata di moda, ma un progetto il cui scopo ultimo è, oltre dare spazio ai giovani,valorizzare il territorio. Lavoriamo con grande caparbietà e impegno ma siamo ripagati dai risultati raggiunti». Così Sante Orrico,ideatore e direttore artistico di Moda Movie presenta la quindicesima edizione di un progetto che fa onore alla Calabria. Il tema cui è dedicata Moda Movie nel 2011 è “Mediterraneo,il mare di mezzo”, come spiega Paola Orrico: «Il Mediterraneo è un motore tematico denso di significati capace di suscitare diversi riscontri nei giovani artisti cui è rivolto il progetto, è un tema che ha in se connotazioni antitetiche:se da un lato è paesaggio bello coi suoi colori e profumi, dall’altro è scenario di atavici conflitti, flussi migratori e tragedie». Le aspettative degli ideatori di Moda Movie sul tema proposto non sono state smentite come spiega Loredana Ciliberto, responsabile della sezione cinema:«Il bando di concorso ha prodotto una partecipazione ampia da tutta l’Europa, nei sette video finalisti il tema del mediterraneo è stato trattato in forme diverse: sono messi in evidenza disagi come l’immigrazione, sono evidenziati i sentimenti espressi attraverso il paesaggio,altre volte vengono in rilievo figure tipiche come i pescatori». Uno dei maggiori pregi di Moda Movie è quanto la manifestazione riesca a muoversi parallelamente su diversi binari, infatti: fino al 30 maggio al Museo all’aperto di piazza Bilotti saranno allestite 15 vetrine con gli abiti dei 15 finalisti dell’edizione; il 4 giugno presso l’auditorium del liceo Classico Bernardino Telesio vi sarà la premiazione del concorso Giovani Registi,oltre la proiezione dei video finalisti e la partecipazione di grandi personalità del cinema come del premio Oscar Osvaldo Desideri e del critico e docente di cinema Bruno Roberti. Il 5 giugno nella medesima sede prenderà forma l’evento Moda con la finale del concorso per stilisti,defilè e premiazioni. Dice bene Armando Cribari: «Sante e Paola Orrico sono amanti della passione,amanti della loro terra e del bello; il che aggiunto alla circostanza per cui la manifestazione promuove i fatti li rende un’eccellenza che da respiro e speranza ai nostri giovani». Emilia Morelli


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Quell’artista dallo sguardo sognante Alla galleria Quadrature di Lamezia Terme il pittore abruzzese Lucio Diodato presenta la sua personale dal titolo “Domenica al mare” LAMEZIA T. (CZ) «Non ho mai voluto fare l’artista. Ho sempre fatto quello che mi piaceva. Racconto la vita». Lucio Diodati, pittore abruzzese, ha lo sguardo sognante e a tratti ingenuo che ci si aspetta da un artista. Circondato dai colori brillanti dei suoi quadri, da quella luce calda in cui in tanti hanno rivisto il Mediterraneo, Diodati si concede a Calabria Ora alla galleria Quadrature di Lamezia Terme dove è arrivato per presentare la sua mostra “Domenica al mare”. I suoi quadri sembrano fotografie, scatti rubati alla quotidianità lavorati con i colori ad olio. In ogni quadro, spiega Diodati, ci sono degli interpreti, degli attori. «Io li conosco - svela con un sorriso - so i loro nomi. Magari li ho conosciuti tanti anni fa. Ma so chi sono. In ogni quadro c’è una storia». Nella maggior parte dei suoi quadri ci sono donne. In alcuni compare una figura maschile, ma sempre alle loro spalle, in un eterno secondo piano. «Ci sono donne - spiega - perché voglio rappresentare il vero e il bello. E cosa c’è di più bello di una donna? L’uomo è sempre dominato dalla donna. Anche quando lo rappresento tramite un carabiniere, per dargli autorità ed importanza, scelgo volutamente di ancorarlo alle spalle della donna». Accanto alla figura del carabiniere spesso queste magnifiche donne dalla carnagione ora caffelatte, ora ambrata, hanno dietro di sé un Arlecchino. Diodati svela di rivedere se stesso in questo personaggio mascherato. I colori accessi dell’abito lo avvicinano all’anima dell’artista e la maschera gli permette di essere il suo alter ego visto e intravisto a sbirciare nei suoi quadri, nelle sue storie. In queste donne vestite come negli anni Cinquanta, nei loro sguardi imperscrutabili, nei loro colori dinamici, forti, estivi ognuno vede ciò che vuole. Ce lo racconta lo stesso artista che svela di avere avuto nella sua carriera artistica diverse interpretazioni dei suoi quadri. In particolare durante i suoi viaggi e le sue esposizioni all’estero da Cuba, alla Spagna ognuno ha visto nella luminosità dei quadri di Diodati la luce del proprio Paese. Quadri che hanno conquistato il critico d’arte Vittorio Sgarbi che di Diodati ha detto: «La sua visione è fortemente soggettiva e penetra all’interno dei visi, oltre gli sguardi, a scrutare una realtà di cui sembra prendersi gioco. Superando il realismo sociale, che nel ventennio dagli anni Cinquanta ai Settanta faceva il contropelo al perbenismo della borghesia, egli immette i suoi personaggi in una scenografia neutrale. Le sue figure sembrano condividere un rituale collettivo, ma fra di loro non dialogano, non si guardano mai in faccia, tutt’al più mettono in mostra, una di fianco all’altra, la loro personale mascheratura che rivela un’appartenenza sociale, se non l’essenza nascosta di una psicologia che si limita a prendere atto dell’esistere, senza turbamenti». Tiziana Bagnato

SPERIMENTALE Il pittore Lucio Diodati in posa davanti ad una sua opera

L’incantevole mondo del cinema Arriva a Perugia la mostra del reggino Natino Chiricò Nei miei quadri ci sono donne perché voglio rappresentare il vero e il bello E cosa c’è di più bello di una donna? L’uomo è sempre dominato dal gentil sesso Lucio Diodati

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REGGIO C. Caleidoscopio di forme e colori per dichiarare l’amore sempiterno per l’incantevole mondo della settima arte e le personalità che, attraverso il grande schermo, hanno lasciato tracce indelebili della loro presenza. Questa la genesi di “Cinema, luce e movimento nell’arte di Natino Chirico” (in foto il ritratto di Anna Magnani), iter creativo dell’artista reggino promosso dalla provincia di Perugia con il patrocinio del comune di Spello, battezzato il prossimo 17 giugno, alle 19, nello spettacolare scenario di Villa Fidelia. Viaggio nel magico mondo del cinema, attraverso i suoi miti, che condurrà l’osservatore, fino al 24 luglio, a cogliere le analogie tra settima arte e pittura e le reciproche e imprevedibili influenze. Ricerca condotta seguendo due direzioni, mezzi e contenuti. Percorso dinamico offerto dalle 80 opere esposte, dalle statue in metacrilato trasparente, silhouette che sembrano incarnare l’amletico dubbio dell’essere e non essere di shakespeariana memoria alle lampade luminose, dalle sagome in plexiglass ai dipinti olio su tela. Fiamma ardente che attraversa ed esplora la materia, toccando tematiche pregne di attualità. E’ il caso di Charlie Chaplin che «nel 1900 si preoccupò della dignità dell’uomo, da preservare dall’av-

Il ciclone Checco Zalone in riva allo Stretto ad ottobre

REGGIO C.Arriverà in tour in riva allo Stretto Checco Zalone il 3 ottobre prossimo. Checco Zalone torna sul palcoscenico con un nuovo spettacolo.Dopo il trionfo cinematografico della pellicola “Che bella giornata”, il comico reso celebre dalla trasmissione Zelig porta sulle scene nuovo show: dal 14 settembre sarà infatti in tour con un live di due ore tutto da ridere, ricco di canzoni e con le imitazioni dei nuovi personaggi presi di mira da tempo dal comico pugliese ossia: Roberto Saviano, Modà, Antonio Cassano, Nichi Vendola, Albano, oltre agli evergreen Vasco, Carmen Consoli, Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, Jovanotti. Il tour inizierà il prossimo 14 settembre da Rimini e per un mese e mezzo girerà in lungo e in largo la penisola per poi terminare il 27 ottobre al Palaolimpico di Torino. Per i fan di Luca Medici (questo il vero nome di Checco) si tratta quindi di un appuntamento da non perdere con il comico che più di ogni altro svela e riduce in polvere l’ego smisurato di tanti artisti nostrani. ellax

vento delle fabbriche - spiega l’artista nostrano - e in “Tempi moderni” si pose il problema di come potesse reagire dinanzi al nuovo mondo», emblema del desiderio di riscatto che, pur sconfinando nell’impegno politico - sociale, non oscurò mai la vena esistenziale, sua musa ispiratrice. Indagine negli abissi dell’essere realizzata anche con Federico Fellini, indimenticabile regista di “Otto e mezzo”, immortalato in un ritratto. Specchio in cui realtà e dimensione onirica si osservano, quasi alla ricerca di un accordo, scontrandosi con un limite, l’impossibilità di decretare una definitiva vittoria, prevalendo l’una sull'altra. Balzo nel tempo, nelle atmosfere in cui s’incontrano sogno ed emozione, realtà e immaginazione, popolate da protagonisti che hanno segnato la stagione d’oro del cinema del Belpaese, da Luchino Visconti a Michelangelo Antonioni, da Sophia Loren a Totò e l’intensa Anna Magnani, ricordata in “Roma città aperta”, opera esposta lo scorso inverno al Quirinale e apprezzata dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Omaggio pittorico che s’innalza dalla terra al cielo, quello di un’arte contemporanea che è imperituro impulso vitale e, nel tentativo di allargare i propri orizzonti, non rinnega la buona tradizione italiana. Tatiana Galtieri

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Film sul campo di Ferramonti Prosegue la ricerca degli attori

COSENZA Prosegue la scelta degli attori e delle comparse che parteciperanno al film “Ferramonti - il campo nella palude”, del regista cosentino Salvatore Lo Piano, che entrerà presto in lavorazione a Cosenza e nella sua provincia. Il film racconterà, come è noto, la storia del più grande campo di concentramento per ebrei e stranieri costruito in Italia dopo le leggi razziali, e dove vissero, tra il 1940 ed il 1943, più di duemila persone, destinatari della inaspettata solidarietà della gente del posto. Alle riprese del film il Comune di Cosenza guarda con interesse, considerato che, attraverso la commissione politiche culturali di Palazzo dei Bruzi, ha seguito da vicino, ospitando il regista Lo Piano durante alcune sedute della stessa commissione, le fasi che hanno riguardato la gestazione dell’opera. Dopo i provini della scorsa settimana ad Amantea, il casting del film si sposterà domani e giovedì al Vab (Villaggio albergo belmonte) di Belmonte Calabro, in via Piane. I provini per ruoli secondari e per comparse - informano dall’organizzazione del film - si terranno, sia domani che giovedì, dalle 10 alle 13 e dalle 14,30 alle 19. Per le comparse (maschili e femminili) la selezione riguarderà tutte le fasce d’età (inclusi i bambini). Requisito indispensabile: corporatura snella-normale.


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SUGGESTIVA La veduta panoramica di Monasterace superiore; a sinistra il castello di Monasterace oggi; in basso l’ingresso del castello, foto d’epoca

Monasterace,borgo di misteri e leggende Pare che la fortezza dell’alta Locride ospitasse i Cavalieri di Rodi REGGIO C. Quella dei Cavalieri Hospitalieri “generati” come Cavalieri dell’Ordine dell’ospedale di San Giovanni di Gerusalemme, di conseguenza conosciuti come Cavalieri di Rodi e in seguito come Cavalieri di Malta, è una tradizione che comincia come ordine ospedaliero benedettino intorno alla prima metà dell’undicesimo secolo a Gerusalemme e divenuto, dopo la prima crociata, un ordine religioso cavalleresco cristiano dotato di un proprio ordinamento a cui fu incaricata la cura e la difesa dei pellegrini diretti in Terra Santa. I Cavalieri Hospitalieri hanno avuto in tutta la pensisola una presenza assai massiccia, vista la loro missione “proteggere i Pellegrini” e considerando il fatto che il territorio dell’alta Locride costituiva a quei tempi una concreta linea di comunicazione verso i luoghi santi dei pellegrinaggi in medio oriente, è possibile che questi “soccorritori degli umili” abbiano fondato il loro caposaldo proprio nella vallata dello Stilaro. A cavallo tra le fiumare Assi e Stilaro, secondo alcuni importanti documenti, un cospicuo gruppo di nobili cavalieri, si erano insediati in vari modi per raggiungere il loro scopo. Nel trattato del Seicento “Della Calabria illustrata”, padre Giovanni Fiore da Cropani a tal proposito narra: «Quivi giu-

sta, che l’osservano Paolo Gualtieri, ed Ottavio Caietano fiorì un grosso monastero de’ Cavalieri di Rodi, oggidì Maltesi, perciò viene detto Monasteracccio; li famigli di suo servizio, abitandono quivi all’intorno portarono avanti l’abitazione col nome di Monasterace: onde con buona pace di Apollinare Agresta, non pare a proposito il suo sentire, che sia stato fabbricato dalla gente della città posta nella marina sul Capo di Stilo, all’ora che partì a fabbricare su ‘l monte, l’oggidì detto Stilo, se bene accresciuto, allargato di sito, e popolato di abitatori». «Dal che facilmente - continua padre Giovanni - si conghiettura la prima origine di questa terra, che non passa oltre i secoli della Grazia, mentre i cavalieri di quest’illustrissima religione, non hanno origine, che da’ secoli in qua di Cristo. Ed è pur vero, che circa il 900 o pur 950, all’ora che vennero l’universali rovine di Calabria, egli non era, che semplice monastero de’ cavalieri (come può trarsi dalla vita di San Gio. Theristys) ». «Onde - conclude il massimo storico della Calabria seicentesca - partiti i cavalieri, ei restò abitazione de’ secolari, né tropppo numerosa di abitatori, come pur oggidì, di soli 100 fuochi in circa, forse per l’aria cattiva. Abbonda però di formento, legumi di ogni sorte, e quali-

Il castello è abitato Ma ora è in degrado REGGIO C. Un tuffo nel passato, un viaggio a ritroso nel tempo per chi visita questa fortezza, uno dei manieri medioevali meglio conservati nonostante le continue e “malvagie” modifiche apportate dai primi del Novecento ad oggi. Incastonato nel cuore del piccolo, sovrapposto su una dolce collina e circondato da piccole case abbarbicate l’un l’altra, il Castello di Monasterace domina l’entroterra alto-locrideo godendo, e a sua volta offrendo, uno spettacolo unico. Le sue possenti mura quasi si fondono alle rocce cui è aggrappato, formando un tutt’uno che conferisce ai luoghi un aspetto inconsueto, quasi fiabesco e senza tempo. Si tratta di un magnifico manufatto costruito tra il X e l’ XI secolo, nato per dare una certa sicurezza al primo nucleo creato in seguito alla distruzione di Kaulon. Privo di merlatura per i danni subiti nel corso dei cruenti sismi de 1659 e del 1783 è di forma quadrata con lato esterno di circa 42 metri. Gli angoli della possente struttura militare sono rafforzati da quattro torri quadrangolari, mentre all’interno vi è un

ampio chiostro, (19 per 17 metri circa) completo di un posso che sormonta un’ampia cisterna dedita per la raccolta dell’acqua piovana attraverso un sistema di tubature in parte ancora visibile. Attualmente, diviso in molteplici abitazioni civili, in forte degrado architettonico, è oggetto di forte interesse dell’amministrazione comunale, sempre attenta e impegnata nella tutela e fruizione dei beni culturali. Certamente il castello è stato messo al centro di diversi misteri e leggende per via delle molteplici vicende storiche avvenute fra le sue mura. Nella tradizione popolare si racconta di strani rumori di catene e fruscii di vestiti di seta, di sospiri e cigolii che danno l’impressione di essere attorniati da strane presenze. Il Castello fu proprietà di diversi casati nobiliari: Pignatelli, Galeotta, Della Gatta, Caracciolo, Perrelli, Arenante. Nei dintorni, l’area archeologica dell’antica Kaulon, e fondi rustici che ricordano l’illustre passato della polis magno-greca: Campo Marzo, Lupa, Tersenale, Feudo, e la Passoliera. e. f.

tà di orti, pescaggioni, e di altro necessario, della quale così descrive Barrio: Hic etiam caseus probatissimus fit, et lina clara, fit gossypium, et sesama, nascuntur cappares. Gode il titolo di principato della famiglia Pignatelli, oggidì vivente d. Giacomo». Inoltre esaminando il “bios” di S. Giovanni Theristys si intuisce che questo monastero, che esternamente aveva l’aspetto di una fortezza, sorgeva sulla collina di Monasterace Superiore ed era stato costruito per ospitare e assistere viandanti, soprattutto coloro che si recavano in pellegrinaggio al Santo Sepolcro. Tesi, questa, che avvalora la narrazione del succitato frate dei Minori Cappuccini. Ancora oggi si possono vedere gli imponenti resti di quello che è comune mente chiamato “il Castello”, attorno al quale sorse l’abitato di Monasterace Superiore. Della primitiva costruzione dell’ XI secolo, rimangono soltanto il ponte d’accesso in pietra e qualche tratto delle mura di cinta, in quanto tutto l’edificio subì profonde modifiche a partire dal 1464, quando i Cavalieri lasciarono Monasterace. Possesso dei Caracciolo fino al 1464, passò al Conte di Arena, nel 1478 a Guglielmo Monaco che lo vendette nel 1486 a Silvestro Galeotta. Passò poi a Carlo della Gatta, ai Pignatelli, ai Perelli dal 1699 al 1791

ed infine del barone Barnaba Abenante che lo tenne fino all’eversione della feudalità nel 1806. L’ordinamento amministrativo disposto dai francesi per legge 19 Gennaio 1807 ne faceva un luogo, ossia Università, nel cosiddetto governo di Badolato. Il successivo riordino, operato per decreto 4 Maggio 1811, istitutivo di comuni e circondari, comprendendolo tra i primi, lo trasferiva nella giurisdizione di Stilo. La legge borbonica del 1816, in virtù della quale veniva istituita la nuova provincia di Reggio Calabria, trasferiva Monasterace nella giurisdizione di questa, sottraendolo a quella di Catanzaro. Elia Fiorenza

Quegli indizi confermano la presenza dei Templari

POSSENTE una delle quattro torri quadrangolari che circondano la fortezza costruita tra X e XI secolo

REGGIO C. Alcuni indizi confermano la presenza dei templari. E’ ormai risaputo che Niceforo trionfatore sui saraceni in Calabria fu maestro dell’Ordine dei cavalieri di Rodi anche nei possedimenti fra Monasterace e Stilo che successivamente passarono ai Templari “Gerosolimitani” con una rosa per simbolo. Tuttavia oltre alle poche notizie ci sono, qui a Monasterace, alcuni indizi che potrebbero far pensare ad una qualche presenza “maltese” in questo squarcio di Calabria ultra, anche se non così antica da risalire all’epoca rodiana. Una traccia di tale intervento è la croce ottagona (o di S. Giovanni) al centro della parte inferiore dell’altare della piccola chiesa settecentesca di Porto Salvo, sita alla Marina ancora oggi di proprietà della famiglia della nobile marchesa Di Francia. Certa-

mente con tutto ciò non si è sicuri se sia una “decorazione” casuale, una “ricostruzione” dalla leggenda della presenza dei cavalieri, un’influenza della potente famiglia Carafa o del gran priorato di Roccella, una precisa coscienza di un’antica presenza, o che altro. Altro indizio è la presenza della famiglia Ospedalieri (probabilmente un ramo di quella di Guardavalle), un cui membro, sempre nel ‘700, fu vescovo di Bova, e il cui cognome potrebbe risalire ad una appartenenza all’ordine. Oggi dobbiamo accontentarci di questi frammenti sparsi; la presenza templare doveva essere ben più consistente di quello che abbiamo visto; ma resta nascosta nelle nebbie dei secoli, coerente con il destino dell’Ordine templare: essere tutt’oggi un affascinante enigma. e. f.


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Stilista e commendatore Anton Giulio Grande riceverà l’esclusivo titolo da Vittorio Emanuele Saviano e Pennacchi in giuria allo “Strega” ROMA Roberto Saviano è entrato a far parte della giuria del Premio Strega. Il giovane autore napoletano di “Gomorra”, il suo romanxzo d’esordio, reduce dal successo di pubblico e critica di “Vieni via con me”, è infatti uno dei nuovi “Amici della Domenica”, come si chiamano i giurati del riconoscimento letterario italiano più prestigioso e chiacchierato, fondato da Maria e Goffredo Bellonci nel 1947. Con lui, a partire dall’edizione 2011 dello Strega, c’è anche lo scrittore Antonio Pennacchi: in questo caso si tratta di un ingresso di diritto, in quanto vincitore dell’ultima edizione del premio con il romanzo “Canale Mussolini”. Il comitato direttivo del Premio Strega ha nominato quindici nuovi giurati per riportare a quattrocento il numero degli “Amici della Domenica”. Il comitato presieduto da Tullio De Mauro ha cooptato: Mario Calabresi, giornalista e scrittore, direttore de “La Stampa”, Silvia Danesi Squarzina, storica d’arte dell’università “La Sapienza” di Roma, Giuseppe Patota, linguista dell’università di Siena, Bianca Pitzorno, scrittrice famosa per i suoi libri per l’infanzia, Luca Ricolfi, sociologo e politologo dell’università di Torino, Aldo Cazzullo, giornalista del “Corriere della Sera” e scrittore, Nicola Lagioia, scrittore ed editor, Marco Cassini, editore di Minimum Fax, Giuseppe Antonelli, linguista dell’università di Cassino, Antonio Sellerio, figlio di Elvira Giorgianni Sellerio, editore dell’omonima casa editrice palermitana, Achille Mauri, presidente delle Messaggerie Italiane. A completare i nuovi ingressi figurano l’assessore alla Cultura del comune di Roma Dino Gasperini e la giornalista ed italianista Simonetta Bartolini in rappresentanza di Roma capitale nel cda della fondazione Bellonci. La prima votazione a cui sarà chiamata la giuria dello Strega si terrà come di consueto a Roma, in casa Bellonci, dove sarà effettuato, mercoledì 15 giugno, lo spoglio dei voti dei quattrocento “Amici della Domenica” per scegliere la cinquina tra una rosa di dodici libri finalisti. La seconda votazione e la proclamazione del vincitore avverranno nel magnifico scenario del Ninfeo di Villa Giulia giovedì 7 luglio, sempre nella città di Roma.

LAMEZIA T. (CZ) Il prossimo 28 maggio sarà un gran giorno per lo stilista lametino Anton Giulio Grande, al quale verrà conferito il titolo di commendatore dell’ordine al merito civile di Savoia da sua altezza reale il principe Vittorio Emanuele Duca di Savoia e gran maestro dell’Ordine e la cerimonia si terrà in Svizzera nella città di Ginevra. L’Ordine al merito civile di Savoia fu istituito il ventinove ottobre 1831 da re Carlo Alberto, col quale si intendeva premiare chi, attraverso lo studio o il lavoro, avesse onorato la corona o lo Stato. Al momento della sua istituzione l’ordine poteva essere conferito solo ai cittadini sabaudi, mentre inseguito fu esteso a tutti gli italiani. Dalla sua pagina Facebook si legge: «l’ultima generazione dell’alta moda italiana, timido e tranquillo nella vita, audacissimo e trasgressivo quando crea per una donna giovane, disinibita e bella. Nel suo atelier di Lamezia Terme dal 1996 si lavora solo a mano ed è bandita da sempre la macchina da cucire». Quando ha saputo di questo prestigioso riconoscimento? «Mi è stato comunicato in maniera ufficiosa nel mese di ottobre e successivamente a gennaio è diventato ufficiale e proprio sabato ventotto maggio ci sarà la cerimonia ufficiale a Ginevra e per me si tratta indubbiamente di una bella soddisfazione, soprattutto, perché è un titolo e un’onorificenza molto ambita che si attribuisce raramente e non in giovane età, come nel mio caso. Inoltre, è importante sottolineare che per decidere sull’assegnazione di questo titolo la prassi è solitamente molto lunga, infatti vengono fatte molte sedute con il candidato e si prende in esame attentamente la vita, la professione e tutto ciò che riguarda la persona. Io sono stato segnalato da una persona a me molto cara, appartenente alla famiglia dei Rothschild, una delle famiglie più importanti e prestigiose del panorama internazionale». Qual è stata la prima sensazione che ha provato? «Direi una bellissima sensazione ed è stato molto l’entusiasmo per me. La notizia mi è stata comunicata telefonica-

CREATIVO Lo stilista lametino Anton Giulio Grande (foto Carlo Pontoriero) mente nel mese di ottobre da questo mio amico ed è stata proprio sua l’idea, infatti è stato lui a chiedermi tutta una serie di documenti, riguardanti la mia professione, gli studi, i premi e la famiglia in modo da sottoporli all’attenzione di una giuria internazionale e all’ordine dinastico. Poi, un motivo di soddisfazione è sicuramente rappresentato dal fatto che ho raggiunto questo risultato grazie al mio background sia personale che professionale e, quindi, a tutto ciò che ho fatto negli ultimi quindici anni di carriera. In questo caso si può dire veramente che il lavoro nobilita l’uomo. Cosa ci può essere di più bello e soddisfacente?». Cosa significa per lei ricevere questo riconoscimento da Casa Savoia? «Significa moltissimo. Come dicevo prima è un riconoscimento importante e ambito e mi sarà conferito proprio da Sua Altezza reale, il principe Vittorio Emanuele». Lei ha già avuto modo in passato di recarsi e visitare la città di Ginevra? «Conosco molto bene sia la città di Ginevra che la Svizzera, dove trascorro molto tempo nel corso dell’anno e dove ho moltissimi amici. La Svizzera è un Paese che adoro e di cui apprezzo il modo e lo stile di vivere». Giuseppe Corallini

> belle de jour

Alessandra Ambrosio E’ una supermodella brasiliana, “angelo” di Victoria Secret’s. Classe 1981, Alessandra è già mamma, ma continua la sua carriera da indossatrice. Pratica la capoeira e balla la samba, e la sua migliore amica è la top model Ana Barrios

> giri di valzer

La Di Camerino al cinema Un film ne celebrerà lo stile Roberta Camerino ha ricordato ieri sua madre, Giuliana Coen, in arte Roberta Di Camerino, in un incontro avvenuto a Roma con gli studenti dell’Accademia di Costume e Moda. Un film ha raccontato la vita e l’incontro tra diverse generazioni di donne destinate alla moda e i 50 anni di lavoro della stilista. Roberta Camerino e sua figlia Tessa sono le eredi di questa tradizione di stile.

Avril Lavigne in tour in Italia A settembre farà tre concerti Soddisfazione per i moltissimi fan italiani di Avril Lavigne: la cantautrice canadese farà il suo attesissimo ritorno live il prossimo settembre, con ben 3 tappe in 3 città italiane. Il suo tour approderà in Italia l’8 settembre, data in cui Avril si esibirà sul palco del Palaolimpico di Torino; il 10 sarà poi al Palalottomatica di Roma, e infine l’11 settembre al Mediolanum Forum di Milano.

Disco di diamante a Vasco In sei settimane 300mila copie “Vivere o Niente”, l’album di Vasco Rossi pubblicato lo scorso 29 marzo, è stabile al primo posto delle classifiche da 7 settimane ed è stato certificato ufficialmente “disco di diamante” al 15 maggio, con 300mila copie vendute in un mese e mezzo. Nella classifica degli album più venduti compaiono anche “Il Mondo Che Vorrei”, “Tracks 2” e “Buoni o Cattivi Live Anthology 04.05”.

Terzo capitolo di “Batman” Ruolo misterioso per Modine Non finiscono le sorprese per “The Dark Knight Rises”, terzo e ultimo capitolo della saga su Batman, diretta da Christopher Nolan. Al nutrito cast si aggiunge Matthew Modine. Il film vedrà gli storici Christian Bale e Morgan Freeman affiancati dalle new entry Anne Hathaway e Marion Cotillard e arriverà nelle sale di tutto il mondo il 20 luglio 2012, distribuito da Warner Bros.

La figlia di Stefania Rotolo: «Basta sfruttare il suo nome» Basta utilizzare il nome di Stefania Rotolo per promuovere iniziative e rassegne. A chiederlo Federica Rotolo, in arte Jasmine, figlia della cantante, conduttrice televisiva e ballerina italiana, scomparsa il 31 luglio di 30 anni fa. «Sono costretta a scrivere queste parole per il continuo utilizzo, non autorizzato, del nome e dell’immagine di mia madre Stefania», ha dichiarato Federica.

Johnny Depp batte Malick I Pirati sbancano i botteghini I “Pirati dei Caraibi: oltre i confini del mare” supera “The tree of life” di Terence Malick, Palma d’Oro al Festival di Cannes, secondo la classifica Cinetel dei film più visti del fine settimana. I Pirati, fuori concorso a Cannes, è primo con un incasso di 5.312.355 euro nel fine settimana e di 7.137.051 nel box office totale. Mentre “The tree of life” è al quarto con 381.896 euro (464.498 totale).


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Da Neymar a Fabregas passando per Tevez e Robben: ecco chi può arricchire la serie A

TUTTE LE STAR nei sogni delle “big” ROMA Fantasie estive, come i 180 milioni che il Manchester City sarebbe stato pronto a spendere per strappare Cristiano Ronaldo al Real Madrid, ma anche sogni realizzabili. Con la fine dei vari campionati il calciomercato è ripartito alla grande e sono molti i campioni, di oggi e di domani, inseguiti dalle grandi di mezzo mondo. Messi non si muoverà dal Barcellona, Fabregas rimarrà quasi sicuramente a fare il capitano dell’Arsenal, Rooney, a meno di nuove follie “galattiche” da parte del Real, cercherà nuove conquiste con il Manchester United, club a sua volta pronto a tentare l’Inter con un’offerta irrinunciabile per Sneijder. Di sicuro sono tante le stelle pronte a partire, e qualcuno ha già messo le mani avanti. Carlos Tevez, ad esempio, ha già fatto sapere di voler lasciare il City, nonostante i milioni dello Sceicco Mansour, e per lui si prospetta un futuro in Italia (l’Inter?) o in Spagna. C’è poi Alexis Sanchez, talento purissimo per il quale il presidente dell’Udinese Pozzo dice di aver respinto un’offerta di 35 milioni. A farla è stato probabilmente il solito Manchester City, che non molla la presa nonostante la concorrenza dell’Inter. Moratti però potrebbe anche operare in uscita, e permettere a Maicon di raggiungere Josè Mourinho a Madrid. Il procuratore del brasiliano, Caliendo, ha

Prandelli convoca Balotelli e Pirlo

già ricominciato a mandare segnali. Un addio clamoroso potrebbe essere quello di Arjen Robben al Bayern Monaco. L’olandese smania per lasciare la Baviera, i giornali tedeschi lo hanno già indirizzato verso l’Inter, ma il presidente Kalle Rummenigge è certo di convincere il suo fuoriclasse, bravo quanto fragile, a rimanere. Ma per ora Robben è sul mercato, e gli estimatori non mancano, così come per Ribery: alla fine

uno dei due potrebbe partire. Il Real Madrid potrebbe disfarsi di Benzema, soprattutto se dovesse riuscire a ‘catturarè dai cugini dell’Atletico quel Sergio Aguero che è un altro dei campioni sul mercato: la Juventus è in attesa, perchè le interessano sia il francese ex Lione che il genero di Maradona. Ma dall’Atletico potrebbe partire anche Diego Forlan, miglior giocatore dell’ultimo Mondiale, che ha richieste da ogni parte del mondo, dall’Europa al Brasile, passando per gli Emira-

FIRENZE Il ritorno di Andrea Pirlo e di Mario Balotelli. Spiccano due nomi tra i venticinque azzurri convocati dal commissario tecnico Cesare Prandelli per il doppio impegno che attende l’Italia: la gara contro l'Estonia per le qualificazioni a Euro 2012, in programma venerdì 3 giugno a Modena, e l'ami-

ter si sarebbero già fatti avanti. I nerazzurri seguono anche, e con molto interesse per ammissione diretta dello stesso Moratti, il talento belga Eden Hazard, un “piccolo Zidane” che ad appena 20 anni ha reso grande il Lilla neo-campione di Francia. Molti anche gli estimatori del palermitano Pastore (ma Zamparini vorrebbe tenerlo ancora per un anno) e per il ‘nuovo Drogba, l’attaccante belga di colore Lukaku, al quale l’Anderlecht comincia a stare stretto anche se con lui potrebbe un giorno rivivere i fasti delle epoche di Paul Van Himst e poi Robbie Rensenbrink. Sarebbe invece Marek Hamsik il regalo che Silvio Berlusconi ha promesso ai tifosi del Milan. La voce sta prendendo consistenza an-

65 MILIONI DI EURO IN 2 Robben e Tevez non sono irraggiungibili L’olandese smania per lasciare la Baviera, i giornali tedeschi lo hanno già indirizzato verso l’Inter ma servono 30 milioni di euro Maggiore sforzo economico è necessario per arrivare a Tevez la cui valutazione si aggira intorno ai 35 milioni.Anche l’argentino però pare intenzionato a cambiare aria: le italiane possono sognare ti Arabi. Il Barcellona si è già mosso per Giuseppe Rossi: il Villarreal non vorrebbe cederlo ma uno scambio con Bojan ed un sostanzioso conguaglio potrebbe alla fine convincere i dirigenti del Sottomarino Giallo. Non c’è che l’imbarazzo della scelta anche andando a scandagliare tra i fuoriclasse, o presunti tali, giovanissimi. Il Santos propone Neymar, per il quale c’è una fila di pretendenti primo fra tutti il Chelsea, e l’infortunato Ganso, ora di nuovo fermo ma pronto per l’inizio della prossima stagione. L’ex squadra di Pelè può permettersi di cedere i suoi gioielli perchè ha già pronte le nuove stelle del suo fertile vivaio, come quel Jean Chera che a nemmeno 16 anni stava già per trasferirsi in Europa alla corte genoana di Preziosi. Poi ha deciso di rimanere in Brasile, ma di lui si dovrebbe riparlare presto. È invece già una realtà, ed uno dei migliori giocatori in assoluto del Brasile, Lucas del San Paolo, 19 anni ed una classe che lo ha trasportato anche nella Seleçao maggiore. Il suo club non ha bisogno di soldi, e quindi di venderlo, ma Barcellona ed In-

chevole di martedì 7 a Liegi contro la Repubblica d’Irlanda. SuperMario torna così dopo i problemi prima fisici poi disciplinari degli ultimi mesi. In gruppo tornano anche Palombo, Gamberini, Ranocchia e Cassani, mentre non è stato convocato Daniele De Rossi. Di seguito la lista dei giocatori

che se sembra difficile che il Napoli possa privarsi del suo talento slovacco proprio adesso che deve fare la Champions, ma va registrata. Idem per le parole dette ieri da Mino Raiola, agente di Ibrahimovic. «Zlatan resta in rossonero fin quando non arriva un’offerta importante - ha sottoli-

convocati: PORTIERI: Buffon (Juventus), Sirigu (Palermo), Viviano (Bologna) DIFENSORI: Astori (Cagliari), Balzaretti (Palermo), Cassani (Palermo), Chiellini (Juventus), Criscito (Genoa), Gamberini (Fiorentina), Maggio (Napoli), Ranocchia (Inter) CENTROCAMPISTI: Aquilani

si muovono i campioni d’italia Berlusconi sogna di regalare Hamsik ai tifosi rossoneri. Il Real Madrid però vuole Ibra

neato - ed il club non lo cede. Se Ronaldo vale 150 milioni, li vale anche lui. Sono arrivate delle proposte? Sì. Piace a Mourinho? Perez deve telefonare e portare l'assegno». Un altro giocatore che il Milan segue con particolare interesse è Asamoah dell’Udinese. E la Roma? E’ molto attiva in questi giorni in Argentina, dove danno per fatto il trasferimento di Stracqualursi, attaccante del Ti-

gres in possesso di passaporto italiano. L’obiettivo numero di Sabatini a Buenos Aires rimane comunque il 19enne talento del River Eric Lamela. L'agente Bruno Satin, della IMG, agenzia che cura gli interessi del calciatore, spiega che «non ci saranno svolte sul suo futuro a breve, siamo pronti anche ad una trattativa di due mesi perchè certe cose non vanno fatte in fretta. La Roma sicuramente è una società importante, con giocatori altrettanto importanti. Erik è un talento adatto per squadre di un certo livello come la Roma».

(Juventus), Marchisio (Juventus), Pirlo (Milan) Montolivo (Fiorentina), Thiago Motta (Inter), Nocerino (Palermo), Palombo (Sampdoria). ATTACCANTI: Balotelli (Manchester City), Cassano (Milan), Gilardino (Fiorentina), Giovinco (Parma), Matri (Juventus), Pazzini (Inter), Rossi (Villarreal).)


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S E R I E

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A

Pozzo: «Sanchez? Decide lui»

Sensi: «La Roma in buone mani»

UDINE Sanchez? Il mio consiglio è che farebbe bene a rimanere ancora per un anno, avrebbe la possibilità di diventare ancora più forte». Giampaolo Pozzo tranquillizza Guidolin. «Io - ha detto ieri a Udine - farò il possibile per trattenere tutti; se qualcuno alla fine dovesse andarsene, perché l'ultima parola spetta al giocatore, avrei pronti altri progetti tecnici».

MILANO Rosella Sensi, in quella che è una delle sue ultime apparizioni negli uffici della Lega, fa il suo in bocca al lupo alla nuova proprietà del club giallorosso. «Accogliamo a braccia aperte i nuovi proprietari, ci aspettiamo grandi cose da loro che hanno una grande responsabilità, la Roma per i tifosi è una cosa unica. Siamo consapevoli di lasciare la società in buone mani».

futuro in dubbio

Mazzarri va via Anzi no, resta C’è la conferma Il presidente De Laurentiis voleva silurarlo Ma il ds Bigon gli ha fatto cambiare idea

NAPOLI Il Napoli ha riconfermato la fiducia a Walter Mazzarri, dopo un incontro chiarificatore tra il tecnico, il patron Aurelio De Laurentiis e il ds Riccardo Bigon. «Dopo due anni di fattiva collaborazione, che ha portato il Napoli in Champions League anticipatamente rispetto ai programmi - si legge in una nota sul sito del club - il presidente e l’allenatore Mazzarri hanno gettato le basi di una nuova collaborazione per continuare nel programma di costruzione e crescita del secondo quinquennio, che dovrà cogliere quelle trasformazioni in essere ed in fieri nel mondo del calcio, sempre nel rispetto del fairplay voluto daPlatini». La storia d’amore - iniziata il 6 ottobre 2009, dopo le prime 7 giornate di campionato, quando lo stesso produttore cinematografico scelse l’ex allenatore della Sampdoria come successore dell’esonerato Donadoni dunque continua. E, in effetti, un incontro ieri a Roma tra il presidente e l’allenatore ha riservato sorprese. Un finale dunque scritto e che non sembrava scontato da quando il mister livornese, rispondendo alle domande dei giornalisti sul proprio fu-

era stato contattato gasperini L’ex genoano non aveva accettato subito per via del contratto che ancora legava Mazzarri turo, aveva più volte ribadito che se ne sarebbe parlato alla fine della stagione, dopo un faccia a faccia con la dirigenza partenopea. Parole che al produttore cinematografico sembravano proprio non essere andate giù, tanto che, meno di 24 ore dopo la fine della stagione, si è giunti a un passo dall’addio. Intanto, ieri mattina, De Laurentiis ha saltato l’appuntamento in Lega per concentrarsi sulla questione allenatore. Il prescelto sembrava essere Gian Piero Gasperini, con il quale c’era già un accordo e con il quale il numero uno del club azzurro si era incontrato almeno un paio di volte anche nelle ultime ore. E di questo Mazzarri era cosciente, così come sapeva bene di avere tra le mani un contratto che

lo lega alla società partenopea ancora per due anni. E proprio questo sembra essere uno dei motivi che hanno fatto chiudere la “querelle”. Sul tavolo c’erano infatti circa sei milioni di euro che il produttore cinematografico non voleva assolutamente riconoscere al tecnico, tant’è che negli uffici della Filmauro, suo quartier generale a Roma, era al lavoro un gruppo di legali per cercare di capire come fare a dividere i destini suoi e dell’allenatore senza uscirne economicamente danneggiato. Tra le ipotesi al vaglio c’era anche il licenziamento per giusta causa. La svolta si è avuta nella serata di ieri a Roma: De Laurentiis ha partecipato ad un incontro con il direttore sportivo Riccardo Bigon e con lo stesso Mazzarri. Un colloquio risolutivo sulla questione allenatore: si è trovata la quadratura del cerchio e dunque l’ipotesi dell’esonero di Mazzarri è tramontata. Gasperini, contattato al telefono per sapere se erediterà la panchina azzurra, si è limitato a dire: «Non chiedete a me ma alla società». La risposta a Gasperini e ai tifosi del Napoli l’ha data il sito uffuciale che ha ribadito il sodalizio con Mazzarri.

panchine girevoli

Il Bologna ha scelto Bisoli Malesani verso il Genoa MILANO La cima della classifica non inganni. Se tra lità del grande salto dopo la seconda promozione sul le prime cinque della griglia che ha chiuso il campiona- campo in serie A. Dopo il Bari due anni fa, il Siena. Che, to soltanto una, il Napoli, cambierà allenatore, la situa- ovviamente, dovrà ricominciare da zero: l'ultima idea è zione si ribalta scorrendo fino in fondo la graduatoria. Ventura. Silenzioso benservito, invece, a Delneri, che doCon un posto per la prossima stagione ancora da asse- po le gioie di un anno fa precipita virtualmente insieme gnare, il terremoto delle panchine dice che soltanto sei a quella Sampdoria che al termine della stagione scorsa tecnici su 19 possono pianificare il proprio futuro con la aveva traghettato in Chamapions League. E che oggi, certezza (quasi) assoluta di ricominciare da dove hanno dalla serie B, potrebbe ripartire con Montella (ma c'è anfinito. Blindato Allegri, confermato Leonardo, in attesa che Colantuono, pronto a lasciare l'Atalanta), anche perché Delio Rossi, che tra gennaio e febdi verbalizzare un “sì” sulla parola Reja. braio era certo o quasi di diventare il Per il resto, soltanto un mare di dubbi. nuovo tecnico blucerchiato, adesso Roma, Juventus, Palermo, Genoa, Boloquanti dubbi avrebbe più d'una perplessità di ricogna, Chievo, Cesena, Catania e le neominciare dal piano inferiore. A tentarlo, promosse Siena e Atalanta: tutte, tra chi per la roma pensieri napoletani. E non solo. A Roma ha già deciso e chi non ha sciolto il dubAncelotti è stato il vero sogno è Guardiola. Mentre Monbio, rischiano di trovarsi a fare i conti silurato tella chiede e attende chiarimenti sul con una faccia nuova. Anche perché, doproprio futuro, Baldini non si è ancora po aver chiuso il primo campionato sendal Chelsea arreso all’idea di rinunciare a un top za tecnici scudettati (l'unico, Benitez, ma non sarebbe manager. E, incassato il “no” di Villas non è arrivato al 2011), in Italia continua Boas, si concentra su un obiettivo: se la il rinnovamento. Santoni della panchiconvinto scelta di Sabatini si dovesse far attendena come Lippi, Capello, Ancelotti - chisdel progetto re ancora per tutta la settimana, crescesà - non abitano più qui: per questo, i rebbero le quotazioni dell'allenatore caclub puntano a costruirsi in casa i tecnitalano. Ma le alternative non mancano: ci rivelazione di domani. La strada aperta da Leonardo e Montella la seguirà a breve il Bologna Deschamps è il nome che, nella Trigoria di oggi, circola con Bisoli, mentre al Genoa Preziosi dovrebbe affidarsi più assiduamente. Il licenziamento dal Chelsea ricandiall’usato garantito Malesani. Ancora incerti, invece, Pa- da inevitabilmente Ancelotti, spinto anche dalle parole lermo e Chievo. A Verona attendono novità da Pioli - che di Totti («Speriamo sia tra i papabili»). La stima della dopo il contatto con Sabatini in ottica Roma - le ultime squadra, però, è già costata cara a Montella e il tecnico voci avvicinano alla panchina siciliana. Ma le scosse di as- italiano preferirebbe enormemente restare a Londra, sestamento coinvolgono anche le big. La Juventus, sen- magari all'Arsenal, piuttosto che sposare un progetto tutza ombra di dubbio la più delusa tra le grandi, ha prefe- to da compiere. Delio Rossi la carta a sorpresa, Pioli e rito non perdere tempo chiudendo di fatto con Antonio Bielsa gli specchietti per le allodole che nessuno vorrebConte: bandiera juventina da giocatore, avrà la possibi- be diventassero idee concrete. Neanche Sabatini.

parla zamparini

«Presto l’accordo sui diritti tv» «Ancora due o tre giorni e troviamo una soluzione per i prossimi cinque anni: siamo tutti soddisfatti». È fiducioso Maurizio Zamparini al termine della prima riunione della commissione che da ieri sta discutendo per cercare di trovare una soluzione non legale per la definizione dei bacini d'utenza. La chiave dell'accordo sarà la «meritocrazia» e «la situazione si sblocca sicuramente», ha concluso il presidente del Palermo. Il presidente ha poi parlato della sfida persa col Chievo: «Se domenica giochiamo come ieri ne prendiamo quattro». Il riferimento è chiaramente alla finale di Coppa Italia con l’Inter. A proposito di nerazzurri, Zamparini risponde a Moratti: «Pastore piace a tutti, vorrà dire che lo faremo a fettine. A me nessuno me l'ha chiesto. Vale 30 milioni? Certo, il piede destro».


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S E R I E qui vicenza

Abbruscato parte solo se arriva offerta importante

REGGIO CALABRIA

«Arrivare cinque o sesti non è la stessa cosa». Il tecnico Atzori lo ha voluto chiarire già nella sala stampa del “Granillo”: a Sassuolo non si andrà per passeggiare o con la mentalità di chi non vuole portare a casa il risultato pieno. È per questo che l’allenatore pensa alla trasferta, l’ultima della stagione, che potrebbe decretare il quinto posto e quindi un piccolo vantaggio in caso di finale contro la sesta. Per quanto concerne i giocatori che scenderanno in campo, Atzori dovrà fare parecchia attenzione a diffide e infortuni. Ecco perché si prospetta una squadra particolarmente rivoluzionata. Sarà dato spazio soprattutto a chi ha giocato di meno ed è desideroso di mettersi in vetrina. Anche perché, come spesso ricordato dall’allenatore, questi sono i momenti in cui i giocatori possono far vedere di che pasta sono fatti e convincere il trainer magari a schierarli anche nelle due partite più importanti della stagione. Sempre in sala stampa, nel pomeriggio di sabato, il tecnico ha detto chiaramente che dovrà tener conto di diversi fattori nel decidere l’undici: «Non dico mai prima chi giocherà titolare o meno. La formazione la stabilirò in base a ciò che vedrò in settimana». Ma intanto Atzori, che nelle ultime ore è stato addirittura accostato alla Roma, pensa alla fase della post-season. Un obiettivo che ha fortemente voluto e che oggi potrà gustare a pieno assieme ai suoi ragazzi. Il tecnico amaranto, infatti, ha detto chiaramente qual è l’obiettivo: «Voglio vincere i playoff e ciò significherebbe come aver vinto il campionato. Il traguardo che abbiamo raggiunto è già grandissimo ma ora dobbiamo provare a fare l’ultimo capolavoro». Come scritto nei giorni scorsi, il tecnico non ha particolari preferenze per le squadre da affrontare nel corso degli spareggi. Questa impressione la conferma nell’intervista alla

calabria

ora

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VICENZA Il direttore sportivo del Vicenza, Stefan Schwoch cerca di fare chiarezza sul futor del Vicenza: «L’obiettivo era quello di fare una stagione tranquilla, poi ci siamo trovati vicini ai playoff e ci abbiamo provato fino alla fine, ma non siamo riusciti a raggiungerli. Resta comunque una stagione positiva». Le valutazioni si spostano poi sulla squadra: «Abbiamo giocatori giovani che hanno fatto molto bene e possono migliorare ancora. La nostra filosofia resta quella di puntare sui giovani. La gente forse è rimasta un po’ delusa per i playoff mancati, ma la stagione non è certo da buttare». Su Abbruscato: «Ha fatto un campionato strepitoso, giocando tutte le partite e segnando 18 gol. E’ nostro e vogliamo tenerlo anche per il prossimo anno. Se poi dovesse arrivare un’offerta irrinunciabile, la prenderemo in considerazione». Su Frison: «E’ stato dato in prestito al Frosinone e ha fatto molto bene. Abbiamo delle richieste per lui, vedremo nei prossimi giorni come muoverci».

Atzori: «Vincere i playoff per la Reggina è il sogno»

qui padova

Foschi attacca «Tradito da Cairo»

Il tecnico non nasconde le aspettative in chiave promozione

Arrivare quinti o sesti non è la stessa cosa Andremo a Sassuolo per giocarci la partita Per noi centrare la promozione in serie A equivale ad uno scudetto

testata on line, anche se si lascia andare a qualche apprezzamento in più sul Varese: «Grande squadra e grande allenatore. Secondo me ad oggi loro sono la formazione più in forma del momento insieme al Novara. Sannino è un grande allenatore e quindi credo sarà proprio una splendida lotta». Insomma, Atzori non si nasconde e pur spiegando a chiare lettere che le squadre favorite rimangono Novara e Varese fa capire che la Reggina non ha paura di nessuno. E così deve essere visto che gli

amaranto hanno dimostrato di potersela giocare alla pari con le prime della classe. Forse soltanto Atalanta e Siena avevano veramente qualcosa in più delle altre e la classifica lo ha dimostrato chiaramente. Per il resto, invece, il campionato è stato abbastanza equilibrato. La Reggina ha dimostrato di poter giocare contro il Novara e batterlo non solo sotto il profilo del risultato, ma anche per quanto concerne il gioco. Dall’altra parte, con il Varese è arrivata una sconfitta all’andata in una condizione

piuttosto precaria ed un pareggio al ritorno che ha fatto intendere come quella di Sannino sia davvero una squadra tosta e ben messa in campo. Ma i playoff sono altra cosa e la società amaranto è più avvezza a partite di una certa intensità. Avere in organico gente come Tedesco, Bonazzoli o gli stessi Puggioni e Acerbi fa sì che anche i momenti più delicati possano essere gestiti con una certa accortezza. Non rimane che mettersi al lavoro Il gruppo tornerà ad allenarsi al completo solo oggi. Sarà l’oc-

casione per Atzori di analizzare quanto avvenuto sabato e cercare di capire dove la squadra non si è espressa al meglio. Poi ci sarà una fase atletica di recupero dalle fatiche della sfida con l’Ascoli e poi concentrazione massima su schemi e caratteristiche del prossimo avversario. La distanza tra la gara con il Sassuolo e la prima dei playoff è minima: appena quattro giorni. Troppo pochi per rischiare qualcosa in terra emiliana. CONSOLATO MINNIT c.minniti@calabriaora.it

volata finale

Negli ultimi novanta minuti in ballo 3 e 4 posto, 5 e 6 e la salvezza A 90’ dal termine c’è ancora molto in ballo: terzo e quarto posto, quinto e sesto e la quarta che scende in Lega Pro. La situazione 3 e 4 posto: Novara e Varese si contendono il terzo posto. Se il Varese non vince a Siena al Novara basta anche un pari. In caso di arrivo a pari punti sarebbe il Varese ad avere il vantaggio degli scontri diretti (3-1 ed 1-1). La situazione, 5 e 6 posto: la Reggina è matematicamente nei playoff, ma la sua posizione non è salda. Può arrivare quinta o sesta e molto dipenderà dalla finalissima tra Torino e Padova. In caso di successo dei veneti gli amaranto sarebbero costretti alla vittoria sul Sassuolo, infatti solo con il pari potrebbe arrivare a quota 62 e in un eventuale situazione di parità con il Padova, serebbero proprio i biancorossi di Dal

Canto ad essere avvantaggiati dagli scontri diretti (4-0 ed 1-1). La Reggina è sesta anche se perde con il Sassuolo ed il Torino vince con molti gol di scarto. Il Torino è ai playoff solo se vince mentre al Padova basta un pareggio. La situazione salvezza: manca solo la quarta che scenderà in Lega Pro. In 5 squadre sono pronte a darsi battaglia, Cittadella, Sassuolo, Ascoli, Albonoleffe e Piacenza, in tutto 243 combinazioni possibili. Ci può stare anche che in 5 arrivino tutte a quota 49 e la classifica avulsa premierebbe l’Ascoli. Cittadella e Sassuolo salve anche con una vittoria a prescindere dalle altre, Ascoli salvo se batte la Triestina, con in pù il vantaggio su tutte le altre e pari solo con il Cittadella nei confronti diretti.

PADOVA Il delitto perfetto giocato dal destino. I playoff del Torino passeranno per le mani del Padova di un certo Rino Foschi, che l’esperienza granata non l’ha mai dimenticata, anzi: «E’ stata la parentesi più brutta della mia vita e ne sono uscito distrutto, oltre che umiliato. Io ho sempre ascoltato senza spaccare l’ambiente ed invece ho mangiato molta polvere. Questo non me lo meritavo». Foschi racconta i giorni grigi dell’esperienza granata ed i rapporti con il presidente Cairo e quel tradimento con l’ingaggio di Petrachi, un consulente di mercato all’apparenza, nella realtà già futuro direttore sportivo:«Io ero felicissimo di poter lavorare nel Toro e credo di aver dato il meglio di me stesso. A Cairo ho fatto guadagnare circa 16 milioni tra Rosina, Dzemaili, Natali e poi avrei voluto costruire una squadra competitiva per tornare subito in serie A. Purtroppo le cose non sono andate come pensavo ed ho ricevuto un’umiliazione che non meritavo dopo trent’anni di onorata carriera». Nonostante tutto questo Foschi è ripartito da Padova per fare un buon campionato ed invece il suo Padova è ad un passo dal paradiso. E se il visto passa da Torino state pur certi che Rino Foschi questa volta è pronto a prendersi la sua rivincita….


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S E R I E qui pescara

Di Francesco è tentato dalle sirene della serie A

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PESCARA Dopo l’amaro congedo, la dirigenza pescarese è intenzionata a programmare la prossima stagione ripartendo da Di Francesco in panchina. All’allenatore verrà proposto un prolungamento del contratto fino al 2013. Di Francesco ha ricevuto le attenzioni di Cesena, Bari e Lecce. Sulla questione interviene il direttore generale del Pescara, Fabrizio Lucchesi. «Il mister è legato al club ancora da un anno di contratto. E’ lecito pensare però che per la costruzione di un nuovo ciclo ci si possa sedere a tavolino per discutere un eventuale rinnovo. E’ normale che su Di Francesco ci siano attenzioni di diversi club e a breve sarà lui ha decidere del suo futuro. Nei prossimi giorni o addirittura domani lo stesso potrebbe incontrare il presidente». Sul suo futuro Lucchesi glissa: «Per quanto riguarda il mio futuro ho detto che parlerò a stagione conclusa. Ho fatto una promessa alla società….». r. s.

Il Crotone si gode la salvezza Vrenna e Gualtieri: «Vogliamo costruire una squadra più forte» CROTONE E’ tempo di festa e di bilanci per il Crotone. Messa al sicuro la salvezza, la società si gode il risultato e comincia a pensare al prossimo anno. Il patron Gianni Vrenna ha gioito con squadra e dirigenti al termine del match col Grosseto, guardando già con fiducia al futuro: «Nella prossima stagione, speriamo di fare una squadra che faccia divertire il pubblico, così come quest’anno, che anche se contraddistinto da alti e bassi, è stato un campionato esaltante. C’è stato un momento nel quale abbiamo temuto il peggio e la paura era tangibile in tutto l’ambiente. Siamo, però, riusciti a fare quadrato, noi come dirigenti, la squadra e l’allenatore. Abbiamo trasmesso tranquillità e la svolta si è avuta con la partita in casa con l’Ascoli. Da lì, il gruppo si è liberato mentalmente e quando questo è accaduto, siamo riusciti ad ottenere risultati importanti. Il prossimo torneo di B sarà ancora più duro di questo. Sono retrocesse Bari, Sampdoria e Brescia e il Torino potrebbe restare in categoria. La salvezza è per noi come una vittoria di campionato». Il patron rossoblù, inoltre, ha espresso con forza i suoi ringraziamenti al lavoro svolto dal presidente: «Il mio ringraziamento particolare, in quest’occasione, è per la persona che da qualche anno mi sta affiancando, Salvatore Gualtieri. Abbiamo lavorato in perfetta sintonia. Attraverso il suo incarico in federazione, con il suo stile, ha tenuto alto il nome del Crotone, dandogli grande visibilità. Ci tenevo a ringraziarlo pubblicamente, perché ci ha messo tutta l’anima e la passione». E il presidente di rimando: «Conosco i sentimenti del patron per il Crotone e per la mia persona e le sue parole non mi colgono di sorpresa, anche se non le aspettavo in un momento come questo, ora che c’è da festeggiare una nuova e grande impresa. E’ chiaro che tutto ciò mi commuove. Ho una grande passione per questa società, prima che dirigenti, siamo molto amici e questo è forse il segreto di tutti questi anni. Di fatto non c’è un solo presidente del Crotone calcio, ma abbiamo la forza di averne tre o quattro. Sono onorato di rappresentarlo in Lega. Gianni e Raffaele Vrenna, mi hanno consentito, tre anni fa, di

mettere in mostra la mia passione e per questo non finirò mai di ringraziarli». Gualtieri, poi, ha esteso il suo grazie a tutti quelli che hanno contribuito a raggiungere il traguardo: «I ragazzi hanno fatto un campionato da incorniciare, li ringrazio insieme al mister, allo staff tecnico e a tutti gli addetti che hanno lavorato con grande impegno. Un grazie ancor più sentito, va al direttore sportivo Peppe Ursino, apprezzato in tutto l’ambiente, un direttore che in tanti ci hanno chiesto, ma che credo che anche questa volta rimarrà a Crotone». I festeggiamenti per la salvezza non fanno dimenticare che ancora c’è una partita da disputare prima di mandare definitivamente agli archivi questa stagione. A questo proposito, c’è da registrare un

cambiamento di orario. Per ragioni di palinsesto televisivo, infatti, tre gare dell’ultima giornata di campionato, in programma domenica 29 maggio, saranno disputate alle diciotto e non alle quindici. Si tratta di LivornoFrosinone, Vicenza-Empoli e, appunto, Portogruaro-Crotone. La preparazione dell’ultimo match riprenderà mercoledì alle diciotto, con la squadra di Menichini che sarà ospite a Roccabernarda, piccolo centro del territorio crotonese, per un’amichevole organizzata per dare il giusto tributo ai rossoblù per la meritatissima permanenza in Serie B e nello stesso tempo per festeggiare il successo del Roccabernarda, fresco di conquista del campionato di Promozione calabrese. Antonio Gangi

il posticipo

calciomercato

Nocerina su Terigi. Spinelli pensa a Torricelli Dopo aver ottenuto con largo anticipo la promozione in serie B, la Nocerina può già guardare con attenzione al mercato. Il ds Ivano Pastore è al lavoro per mantenere l’ossatura base della squadra di Auteri. Le priorità sono le riconferme di Pomante, Marsili e Negro. Sul fronte acquisti, invece, le attenzioni sono rivolte ai giovani Signorini, in comproprietà tra Genoa e Benevento, e Terigi che quest’anno ha militato nel Crotone. Ottenuta la matematica salvezza, il Modena deve cominciare a programmare la prossima stagione. Solo sei giocatori attualmen-

Con le retrocessioni di Bari, Sampdoria e Brescia in serie B dovremo allestire un organico importante che ci possa ùconsentire di centrare un’altra salvezza senza troppi patemi d’animo

te in rosa, infatti, hanno il contratto anche per la stagione venutra: Carini, Milani, Rullo, Gozzi, Spezzanie Ricchi. Gli altri, chi più e chi meno, hanno già pronte le valigie. Luisi, Perna, Colucci e i giovani Pasquato, Mazzaranie Signori difficilmente resternanno. Anche Bergodi deve ancora incontrare la società per parlare della sua posizione. Il Gubbio tenta una maxi operazione con il Palermo. Interessano tre giovani rosanero. Si tratta dell’attaccante attualmente in forza al Modena, ma di proprietà del Palermo, Edgar Cani; di Giovio in com-

proprietà tra i siciliani e il Grosseto e Cappelletti adesso in prestito con diritto di riscatto al Padova. Il rapporto tra il presidente Spinelli e il tecnico Novellino potrebbe chiudersi a fine stagione e il patron pensa a Torricelli. In seconda fila rimane Davide Nicola (tecnico del Lumezzane). Ormai sicuro dei playoff il Varese guarda al futuro: ecco arrivare il rinnovo del difensore centrale Camisa, uno degli interpreti carismatici della scalata dalla Seconda Divisione alla cadetteria. f. p.

E’ un Siena travolgente SIENA VARESE

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SIENA (4-2-4): Farelli; Cacciatore (28’st Brandao), Rossettini,Terzi, Rossi, Vergassola (33’ st Carobbio), Marrone; Brienza, Caputo, Calaiò, Reginaldo (41’ st Salcedo). In panchina:Iacobucci,Genevier,Sestu,Troianiello.Allenatore:Conte. VARESE (4-4-2):Moreau;Pisano,Dos Santos,Camisa,Pugliese; Nadarevic (31'pt Pesoli), Corti, Osuji, Concas (31'pt Tripoli); De Luca,Alemao (31'pt Zecchin). In panchina: Zappino,Armenise, Figliomeni, Correa.Allenatore: Sannino. ARBITRO: Merchiori di Ferrara MARCATORI:9'pt Caputo (S), 12' pt Calaiò (S, rig.), 15'pt Brienza (S), 23' pt Calaiò (S), 10’st Reginaldo (S,rig.) NOTE: spettatori 9mila circa, terreno in buone condizioni.Al 29'pt Corti (V) ha fallito un rigore. Espulsi al 23’ st Corti (V) e al 25’ st Calaiò (S).Ammoniti: Camisa, Pesoli, De Luca (V),Terzi (S). Recupero: 1'pt e 3’st


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prima divisione B

Lucchese, il ds non ha dubbi «Ci iscriveremo al campionato»

LUCCA Le voci si sprecano, le ipotesi accavallano, le cordate fioriscono e appassiscono. Paolo Giovannini, prova a buttare acqua sul fuoco, senza perdere minimamente la convinzione che la Lucchese ce la farà ad iscriversi al prossimo campionato di Lega Pro 1. «Ci vuole calma e gesso e invito tutti a prendere con le molle qualsiasi esternazione giornalistica. Per il momento, al di là delle chiacchiere, non ci sono fatti, ovvero non c’è nessuno che si è fatto avanti con i soldi in mano e la volontà di fare fronte alle spese del campionato. Inutile attendere la riforma dei campionati che per il momento non arriverà: il campionato è un vuoto a perdere per le proprietà, nel senso che c’è da mettere in preventivo di perdere denaro. Sono sempre convinto che la chiave di volta l’abbia Giuliani, anche perché non mi pare ci siano alternative concrete. Ci sarà da capire il profilo della soluzione adottata. In ogni caso sono certo dell’iscrizione: la Lucchese ha crediti da esigere per circa 500 mila euro più la fideiussione depositata da 400 mila non vedo perché non debba essere iscritta».

prima divisione - la situazione

Cosenza, “tornano” i giocatori Sceglieranno se preparare il match di Viareggio o se fare le valigie parole del capitano Stefano Fiore. Dalla discussione collettiva è presumibile che ne scaturisca una posizione unitaria. Qualora scelgano di onorare l’impegno, così come i tifosi si aspettano, disputeranno garauno allo stadio “Dei Pini”.

COSENZA

La rottura della trattativa con i calciatori decretata dal gruppo-Citrigno ha gettato nello sconforto assoluto gli sportivi di fede rossoblù. Le speranze di vedere gareggiare il Cosenza in un torneo professionistico si stanno assottigliando fino a scomparire quasi del tutto. Questo mentre il campionato dei Lupi deve ancora vivere l’atto finale: la doppia sfida playout con il Viareggio di Giuseppe Scienza. «Il gruppo si è sciolto» In serata si sono appresi nuovi particolari sulla trattativa andata in frantumi domenica sera. Durante la trasmissione Raplay in onda su Ten, sono emersi pareri discordi fra la reale percentuale di abbattimento partita dai calciatori. Intervenuto telefonicamente, De Caro ha parlato «del 2223% a fronte del 50% prospettato». Il costruttore, inoltre, ha poi chiarito alcuni aspetti. «Non rappresentavamo la società, ecco perché non abbiamo ritenuto corretto interloquire direttamente con i giocatori. Non vorrei si parlasse più nemmeno di “trattativa” perché noi abbiamo semplicemente presentato un’offerta, come ce ne sono tante, alla quale andava risposto senza mezzi termini si o no. Circa quindici giorni fa, quando manifestai l’intenzione di lasciar cadere la cosa, io ricordo una nota in cui lo spogliatoio si diceva disponibile al mio progetto». A domanda concreta su un eventuale spiraglio in cui sperare, la risposta è stata chiara e laconica: «Il gruppo di imprenditori domenica sera si è sciolto». Così invece Pino Citrigno: «La nostra intenzione non era quella di chiudere solo il campionato, ma dare la giusta continuità nel prossimo. L’operazione finalizzata ad abbattere i contratti era solo il primo tassello, purtroppo però la cifra che raccolta non è risultata sufficiente a coprire tutto ciò che va paga-

Si è costituito un comitato che cercherà di raccogliere fondi per gli atleti

to entro il 30 giugno. Se è finita? La speranza è l’ultima a morire, noi abbiamo comunque segnato una strada da battere, perché non auspicare che venga seguita ugualmente?». Oggi “tornano” i giocatori Alle 16 è in programma la ripresa degli allenamenti, ma su cosa avverrà realmente c’è

grande incertezza. Nonostante il rischio che si chiuda bottega anticipatamente è concreto, nessun componente della rosa ha preso una decisione definitiva. Qualcuno ha fatto sapere che è intenzionato a scendere in città solo per fare le valigie, mentre altri rifletteranno sul da farsi durante il viaggio. Per l’ennesima volta però poi ascolteranno le

“Cosenza c’è” Ieri pomeriggio Marcello Spadafora ha costituito un comitato che ha l’obiettivo di raccogliere fondi da destinare ai calciatori come pagamento di uno stipendio. Il nome scelto è emblematico: “Cosenza c’è”. «Servirà per dimostrare alla squadra - spiega l’addetto ai rapporti con la tifoseria - la vicinanza della città. I soldi saranno affidati al nostro capitano e saranno gestiti con la massima trasparenza. Non è detto, inoltre, che poi riesca a nascere un progetto nuovo proprio da questa iniziativa. Entro domenica vorrei racimolare circa 50mila euro». L’idea è ambiziosa, ma non per questo irrealizzabile. ANTONIO CLAUSI a.clausi@calabriaora.it

prima divisione B

Zeman silura Casillo «Ho deciso, lascio il Foggia» FOGGIA Durante la conferenza stampa convocata per ieri mattina, Zdenek Zeman ha confermato la sua volontà di non proseguire la sua avventura col Foggia. Queste le motivazioni che hanno portato al no del boemo: «Ringrazio la società per avermi dato la possibilità di allenare nuovamente a Foggia, la stampa, la cittadinanza. Non sarò più l’allenatore del Foggia. Qui sono venuto con delle ambizioni e penso che il prossimo anno, la mia presenza, non porterà ad ottenere qualcosa di importante. Ci ho pensato tanto. Sono sicuro che Pavone farà una squadra forte. Le decisioni sono irrevocabili». «Ero venuto per vincere il campionato, non ci sono riuscito e questa cosa mi ha turbato troppo, da dover prendere questa decisione. La reputo una sconfitta, non posso più allenare. Non cedo al sistema, ma ai risultati» ha proseguito Zeman che ha anche svelato: «La società non ha preso bene la mia decisione. Con la società abbiamo parlato di futuro, ci sono state vedute diverse. Ho anche consigliato un nuovo allenatore, non ve lo dico ed è la società che comunque deve decidere». Sul suo futuro comunque non si sbilancia: «Non conosco il mio futuro, posso anche stare a casa». E sui giocatori: «Non è detto che senza di me i giocatori vadano tutti via».

seconda divisione - la situazione

Vibonese, tre nomi sul taccuino Tiscione, Lavrendi e Martinelli

VIBO VALENTIA Sarà la settimana giusta per iniziare a tracciare il futuro della Vibonese? Sembrerebbe proprio di sì. Il nodo fondamen-

tale che il presidente Pippo Caffo ed il team manager Mauro Beccaria sono chiamati a sciogliere resta quello di allargare la base societaria.

I nomi su cui puntano i due dirigenti, che al momento reggono le sorti della Vibonese calcio, sono sempre gli stessi: i quattro ex Gurzillo, Patania, Figliano e Colistra e quell’imprenditore che nel corso della stagione si era dimostrato interessato a far parte del sodalizio di via Piazza d’Armi. «E’ necessario allargare la base societaria. Io e Beccaria - ha riferito recentemente il massimo dirigente della Vibonese - possiamo fare davvero poco. Se non riusciremo nell’intento, il budget per potenziare la squadra sarà limitato». Dunque, quelli che verranno saranno giorni decisivi per il futuro della Vibonese. Nell’attesa del vertice per discutere di un’eventuale apertura a nuovi soci il sodalizio rossoblù, in ambienti molto vicini alla società si

sussurra che il team manager, con delega al mercato, continui a mantenere stretti contatti con alcuni procuratori di giocatori contattati e visionati nel corso della stagione appena trascorsa. Oltre ai nomi già noti, ovvero quelli dell’attaccante Pippo Tiscione (tredici reti in serie D lo scorso anno con la maglia della Valle Grecanica, in foto) - spalla di Mimmo Zampaglione nonché compagno di squadra dell’ex capitano della Vibonese, Giovanni Cordiano - si aggiunge quello del centrocampista Giovanni Lavrendi dell’Hinterreggio. Venticinque anni, Lavrendi prima di approdare in serie D con la formazione reggina ha disputato due campionati nell’ex C2 con la casacca di Vigor Lamezia e Mezzocorona. Il terzo nome è quello del difensore centrale Pasquale Martinelli, lo scorso anno in forza alla Paganese in Prima divisione dove ha disputato 17 gare, e vecchio pallino dell’ex presidente Santino Gurzillo sin dalla

prima stagione in C2 della Vibonese. Martinelli, 34 anni nativo di Matera, vanta una lunga carriera tra i professionisti. «Sono dei giocatori importanti che farebbero comodo alla Vibonese». E’ quanto affermato riferendosi a Tiscione e Lavrendi, Mauro Beccaria. Poi ha aggiunto: «Da noi arriveranno giocatori di qualità e con gli stimoli giusti». Potrebbero essere questi i primi colpi di mercato della Vibonese per la nuova stagione, anche se prima di parlare di potenziamento Beccaria dovrà contattare diverse società per il rinnovo di alcuni prestiti importanti, tra questi quelli di Matteo Mazzetto con il Padova e di Nocolò Perna con il Catania. Altra operazione importante da portare a termine sarà convincere - ovviamente con un adeguamento contrattuale - il portiere Riccardo Mengoni in scadenza di contratto a rimanere anche l’anno prossimo a Vibo Valentia. Silvestro Comito


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L E G A

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P R O

seconda divisione - la situazione

LAMEZIA TERME

«L’obiettivo ambizioso, non deve essere per forza legato ad un investimento corposo». Il ds Fabrizio Maglia, che, come già riferito nei giorni scorsi, avrà competenze anche sull’organizzazione del settore giovanile, è già da tempo all’opera e traccia anche un identikit della squadra per la prossima stagione in relazione al suo modulo tattico. «Non è detto che sia ancora il 4-2-3-1 visto quest’anno, ma potrebbe subire delle variazioni. Chiaramente dipenderà dalle caratteristiche dei giocatori che arriveranno che risponderanno a delle idee su come la squadra sarà strutturata». E quando gli si chiede della famigerata disponibilità economica per la prossima stagione, ecco la sua risposta: «Il budget devo dire che è stato probabilmente deciso tanto nella testa quanto nelle tasche dei dirigenti. Io mi augurerei che fosse sufficiente per costruire una squadra più forte rispetto a quella dello scorso anno». Sui nomi di possibili volti nuovi della Vigor 2011-2012, Maglia non si sbilancia. «L’ex cosentino Polani? E’ certamente un giocatore che piace ma non è che sia una trattativa facile soprattutto perché economi-

Maglia svela un obiettivo «Polani? Piace a Mascaro» Il ds della Vigor parla dell’attaccante ex Cosenza Il direttore poi ha spiegato che si potrebbe cambiare il modulo di gioco camente onerosa (così, del resto come Zampaglione le cui quotazioni sono decisamente cresciute rispetto a 5 mesi fa, ndr). So che Polani piace al presidente Mascaro. Diciamo che dalla nostra angolatura nomi è meglio non farne in quanto qualcuno è impegnato in qualche playoff e qualche altro che stiamo attenzionando sta giocando qualche playout». E sul settore giovanile va detto che il prossimo anno sarà obbligatoria la partecipazione al campionato Allievi Nazionale e questo dovrà portare la Vigor Lamezia ad avere una maggiore capacità organizzativa. Le trasferte che saranno

fatte, saranno in abbinata con quelle della prima squadra. E quando si parla di trasferte, potrebbe non essere lontano dalla realtà la possibilità che ci si rechi in Umbria o Toscana o persino le Marche. Insomma si sta entrando nell’ordine di idee di una stagione impegnativa e con una crescita sul piano dell’organizzazione di gioco. Mercato L’esempio della risoluzione contrattuale del difensore Parisi, che a quanto pare avrebbe espresso il desiderio, fra l’altro, di finire la carriera con la maglia rossoblù del Cosenza, dimostra che non è in automatico che se un giocatore è contrattuato per più di una stagione, debba necessariamente restare più di un anno. In ogni caso questa è una fase in cui di nomi accostabili alla Vigor Lamezia ce ne sono. Uno, come dicevamo nei giorni scorsi, è quello del fantasista salentino Alessandro Alessandrì, 32 anni, per 4 anni capitano della compagine biancoverde. Col giocatore a grandi linee sarebbero state tracciate, stando a quanto si è appreso, le basi per un’intesa che è più facile che si realizzi che non il contrario. FRANCESCO CARUSO sport@calabriaora.it

seconda divisione - la situazione prima divisione B

Taranto, tre baby in prova al Siena TARANTO Nonostante un campionato non proprio brillante sotto il profilo dei risultati non sono passate inosservate le prestazioni di alcuni giovani calciatori della Berretti di Montesardi. A testimonianza dell’oculato lavoro svolto, tre giovani calciatori del Taranto hanno suscitato l’interesse del Siena, club neopromosso in serie A: si tratta del difensore Vincenzo Chiochia(classe 1994), del centrocampista Alessio Zaccaria (1992) e dell’attaccante Giuseppe Curri (1992). I tre da martedì a giovedì saranno in Toscana alle dipendenze del club senese per sostenere un periodo di prova.

prima divisione B

Juve Stabia, sette gol alla Viribus Unitis CASTELLAMMARE DI STABIA La Juve Stabia si è aggiudicata per 7-2 l’amichevole di preparazione ai playoff organizzata contro la Viribus Unitis dell’ex Ingenito. Piero Braglia nel primo tempo ha schierato i propri uomini con il 4-3-3 con Dicuonzo, Molinari, Scognamiglio e Dianda a difesa della porta di Colombi. A centrocampo Danucci ha agito da regista in mezzo con Cazzola e Mezavilla ai lati. In attacco il tridente Tarantino-Raimondi-Albadoro.

seconda divisione C

Neapolis, il patron scrive a Macalli MUGNANO Dopo la gara di andata dei playoff pareggiata dal Neapolis contro il Trapani e le dichiarazioni di rabbia rilasciate nel post-partita, il presidente Fabrizio Bouchè, ha scritto una lunga lettera indirizzata al presidente Macalli e al presidente della FIGC, Abete. Nella lettera si ribadisce che «la tentazione di non partecipare alla gara di ritorno e di lasciare il mondo del calcio è forte», si riassumono «gli eventi che hanno preceduto la gara per meglio far comprendere l'esatto svolgimento dei fatti e le reazioni derivate» e si arrivare a chiedere addirittura le dimissioni del presidente.

seconda divisione C

Vullo: «Avellino, è questa la strada giusta» AVELLINO «Sono felice e un po’ scontento. Abbiamo vinto 20 ma potevamo chiudere definitivamente i conti. Peccato per quelle due occasioni fallite nel recupero». Contento e sincero il tecnico avellinese Salvatore Vullo, al termine della vittoria casalinga contro il Milazzo. «La gara dovevamo farla noi ed è stato così. I miei ragazzi sono stati bravi a limitare gli inserimenti dei loro trequartisti e non ci siamo demoralizzati mai».

Catanzaro, snervante attesa Serve un’offerta entro lunedì CATANZARO E sarà di nuovo corsa contro il tempo. Era da parecchio che intorno alle vicende giallorosse non c’erano scadenze, non si parlava di ultime ore, spesso frenetiche, non ci si preoccupava dei limiti imposti dalla burocrazia. Dopo il fallimento, per molti mesi infatti le vicende societarie l’hanno sì sempre fatta da protagonista, ma sembrava non ci fosse nessuna fretta, almeno fino alla fine del campionato. Ora però il campionato è terminato e quindi… è di nuovo corsa contro il tempo. In particolare, il limite imposto questa volta è fissato per lunedì 30 maggio. Entro quella data infatti bisognerà consegnare le richieste di acquisto della società giallorosa. Amesso che ce ne siano. Perché in questi giorni, sono usciti solo nomi, ma di questi nessuno si è fatto realmente avanti e all’asta in tribunale manca esattamente una settimana. Un’asta, è bene ricodarlo, che si terrà solo se ci saranno richieste d’acquisto nei confronti della società. Sono dunque sette giorni ferventi intorno al Catanzaro calcio. E per molti tifosi c’è già un deja vu. Sembra di rivivere infatti i periodi del prefallimento quando si attese, inutilmente, un Messia che venis-

se a salvare il Lazzaro di turno. O ancora si ripensa ai mesi autunnali in cui tanti, troppi, imprenditori si avvicinarono alle Aquile senza però concludere nulla di concreto. Corsi e ricorsi storici che i tifosi sperano non abbiano la stessa fine. Ed in realtà sembrerebbe poter non essere così. Perché rispetto a qualche mese fa, ci sono state le elezioni e le stesse, al di là di chi le abbia vinte, venivano viste come una possibile svolta per le sorti delle gloriose Aquile giallorosse. È questo elemento di novità in più, rispetto al passato, che fa rendere le sensazioni sulla buona riuscita

della vicenda più positivi. Anche se poi, a ben vedere, il tempo stringe e l’ulcera causata dal Catanzaro potrebbe fare di nuovo capolino nello stomaco del supporter del Catanzaro. Insomma, il solito caos. D’altronde anche sul campo il Catanzaro ha sempre sofferto anche quando ha vinto (lo spareggio per salire in serie A di cui fra un mese circa ricorre il quarantennale, ne è l’emblema) figurarsi ora che bisogna risorgere da un fallimento. La sensazione è che ci si riuscirà, ma magari alla fine, magari proprio all’ultimo minuto dell’ultimo giorno, come avvenne per

Il giorno dell’asta è fissato per il prossimo 30 maggio

l’iscrizione al campionato di due anni fa (la famigerata colletta). Così i giorni da qui a seguire trascorreranno tra paure e speranze, nell’attesa che qualcosa si muova in un senso o nell’altro. Non rimane quindi che aspettare, con la consapevolezza che, nel bene o nel male, a breve si saprà il futuro del calcio a Catanzaro. Le prospettiva sono o di rinascita completa e rilancio nel calcio che conta o fine indecorosa di una storia che rimane bellissima. Forse, al di là di comunque vada, meglio così. L’attesa fa più male dei verdetti. Francesco Calvano


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S E R I E

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Il Sambiase chiude a testa alta Stagione esaltante per i giallorossi. Epilogo discutibile a Benevento

LAMEZIA TERME

A testa alta, al cospetto di una squadra dall’organico oggettivamente più forte, il Sambiase abbandona il sogno playoff. A Benevento la giovane truppa guidata da Mister Erra esce sconfitta per 2-0 dall’angusto impianto del Meomartini, off-limits per i tifosi ospiti, e vede così chiudersi questa stagione esaltante e memorabile per i colori gialloros-

qui hinterreggio

si. Una sconfitta che arriva al termine di una gara giocata con il solito piglio dai giallorossi, mostratisi vogliosi e combattivi, ma, come spesso è stato nel corso della stagione, anche poco lucidi negli ultimi metri, quando servirebbe cioè maggiore freddezza e cinismo, caratteristiche che invece non fanno difetto all’esperto gruppo guidato dal duo tecnico Lepore-Mauro, imbottito di giocatori il cui curricu-

qui interpiana

primo tempo e non lasciata neanche battere. Tanti piccoli episodi che avrebbero potuto cambiare volto al match e indirizzare l’inerzia dell’incontro magari a favore di Morelli e compagni. Capitolo a parte poi per il trattamento indecoroso ricevuto dal presidente Tonino Scarpino, allontanato dal campo e fatto entrare nel settore ospiti solo dopo ripetute proteste, appena prima che il direttore di gara desse il via alle ostilità. Un’ospitalità, quelle sannita, che ha lasciato a desiderare anche per il trattamento riservato ai cronisti. Non un tavolo dove poggiare pc o taccuini, non una presa della corrente dove alimentare gli stessi computer o le telecamere. Pesa tanto, anzi troppo, infine l’assenza del tifo ospite. Un vero peccato che in quello che doveva essere un giorno di festa per il Sambiase, a prescindere dal risultato sportivo, non ci fossero i sostenitori del club delle Due Torri. Un vero peccato che i giallorossi siano stati costretti a salutare i playoff, con l’applauso dei pochi presenti e non con il giusto calore e affetto che la squadra avrebbe meritato per lo splendido cammino percorso e che i supporters avrebbero voluto riservare loro. Una brutta ferita per lo Ambiente ostile per l’essenza del e comportamenti sport, vero sport. Il Sambiase si ferma quindi a Benepoco ospitali Si interrompe per chi si è recato vento. dopo 38 gare la marcia in trasferta trionfale della squadra di Erra, considerata a ragion veduta, la più bella sorpresa del campionato. In 38 partite giocate, compresi i plalum non teme paragoni in compagini di pari yoff, sono ben 20 le vittorie del giovanissimo categoria. Pesano, e non poco, sulle sorti del- gruppo lametino, a fronte di 13 sconfitte e sol’incontro alcuni episodi verificatisi prima e li 5 pareggi. La sconfitta di Benevento non innel corso dell’incontro. Dal rigore non dato tacca affatto quanto di buono il Sambiase avesull’atterramento di Mandarano da parte di va mostrato fino a domenica. Si chiude qui Despucches, alle due espulsioni di Mercuri una stagione da applausi, questo Sambiase dalla panchina e di Mandarano sul finire di merita una standing-ovation che di certo i suoi gara (rispettivamente due e tre turni di squa- tifosi sapranno tributargli. lifica, ndr), per non parlare della punizione STEFANIA SCARFO’ dal limite assegnata al Sambiase sul finire di sport@calabriaora.it

qui v.grecanica

qui acri

Gli Allievi vincono Il mercato entra il titolo regionale nella fase clou E’ festa grande Giambi va via ?

Per Villari le lodi Si pensa a porre del sindaco le basi per il futuro «E’ un esempio» Tanti resteranno

REGGIO CALABRIA Gli Allievi dell’Hinterreggio si laureano campioni regionali, battendo con il punteggio di 2-1 il Soverato nella finalissima che si è disputata domenica scorsa. Si è deciso tutto nel primo tempo, quando Alvaro al 16’ ha sbloccato il risultato in favore dei reggini su calcio di rigore. Passano 4 minuti appena, e la compagine catanzarese ha trovato la via del pari, con Zangani. Al 41’ minuto, è poi Alvaro che ha riportato in vantaggio i biancoazzurri. Il punteggio non cambierà più fino alla fine della partita e l’Hinterreggio, nonostante dal 24’ del secondo tempo si sia trovato in inferiorità numerica per il rosso sventolato ad Errigo, non ha mollato ed è riuscito a portare a casa questa importante vittoria. Tanta gioia per lo staff e per tutta la squadra biancazzurra, che si gode il meritato successo. Adesso con molta sicurezza, si inizierà a pensare alla prossima annata calcistica, iniziando dalla riconferma o meno, di mister Nucera. Fabrizio Cantarella

MELITO PORTO SALVO «Esprimo vivo apprezzamento per la benemerenza ricevuta da Giovanni Villari da parte della Lega Nazionale Dilettanti. Il co-presidente della Valle Grecanica, per lungo tempo anche co-presidente dell’Omega Bagaladi -San Lorenzo, è una delle figure più conosciute ed apprezzate del calcio dilettantistico calabrese». Federico Curatola, sindaco di Bagaladi, ritorna sul premio ricevuto a Roma dal co-presidente della Valle Grecanica, Giovanni Villari. «A tal proposito desidero ringraziare l’amico Gianni per aver dedicato questo riconoscimento nazionale a mio padre e per averlo ricordato affettuosamente confermando che la sua presenza, i suoi consigli ed il suo sorriso sono ancora vivi e presenti nella memoria di quanti lo hanno conosciuto». «Ma la benemerenza data a Villari è un riconoscimento anche nei confronti della società sportiva Valle Grecanica e prima ancora all’Omega BagaladiSan Lorenzo, - conclude il giovane sindaco - che ha scritto pagine importanti e non solo sportive per l’intera vallata del Tuccio». Francesco Iriti

CITTANOVA Settimana decisiva per l’Interpiana. Infatti si dovrebbero chiudere diversi fronti relativi all’allenatore e ad alcuni calciatori che potrebbero rinnovare oppure accasarsi altrove. Parliamo adesso proprio di questi ultimi. Le possibilità di tenere qualcuno dell’ossatura forte della passata stagione ci sono: Piazza, Parisi e Cosenza infatti potrebbero trovare l’accordo con la società della Piana. Minime invece le speranze per Gambi che molto probabilmente vestirà la casacca di qualche società professionistica. Il giocatore di Gioia Tauro infatti è cercato dalla Vibonese - società nella quale ha fatto una stagione alla grande qualche anno fa - e da altre compagini non solo del Sud Italia ma anche dalla Sardegna. In attacco invece non dovrebbe rimanere nessuno che ha concluso il campionato: Frittitta (in foto a destra), Margiotta e Genova infatti cambieranno, quasi sicuramente, casacca. Prima linea quindi completamente da rifondare per Spadaro e Condomitti che dovrebbero mettersi già in moto nelle prossime ore. Giuseppe Mustica

ACRI In casa rossonera, tutto è ancora fermo. Nel senso che la società non ha ancora incontrato né l’allenatore né alcun giocatore. In questo momento si pensa solo a capitalizzare più moneta possibile per gettare una buona base economica per poter affrontare nel migliore dei modi la serie D. Le riunioni di questi giorni proprio a questo, a sensibilizzare ed attirare imprenditori e liberi professionisti che hanno voglia di sposare la causa rossonera. Le sottoscrizioni partono da un minimo di mille euro e dovrebbero terminare entro giugno. Solo dopo si procederà alla elezione dei nuovi organismi. Situazione di stallo, quindi, per gli aspetti tecnici, ovvero per acquisti e cessioni. Naturalmente più di un giocatore ha già manifestato la volontà di restare ai piedi della Sila ora bisogna vedere cosa ne pensa la società e quali sono gli accordi economici. L’unico punto fermo sembra essere la guida della panchina. Nessuno ha mai messo in discussione l’operato di Angelo Andreoli. Anche lui, però, non è stato ancora convocato dalla società. Roberto Saporito


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D I L E T T A N T I

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L’impresa è possibile La Rossanese ci crede I rossoblù dovranno vincere in Sicilia per non retrocedere ROSSANO

Nulla è perduto. Questo è il moto che riecheggia a Rossano. Malgrado domenica sia arrivato solo uno 0-0, la Rossanese crede con tutte le sue forze di poter raggiungere questa agognata salvezza. Come ha ripetuto il trainer bizantino Marco Colle, lui e la sua squadra lotteranno fino alla fine. Allo “Stefano Rizzo”, due giorni fa, si è vista una formazione ben messa in campo, che ha fatto di tutto per vincere. Come ormai di consueto, la sfortuna ci ha messo il suo malefico zampino. La traversa, dopo il super tiro di Luigi Canotto, ancora sta tremando. Se quella palla fosse entrata parleremmo sicuramente di un match differente, con una prefazione all’incontro di ritorno a favore della compagine rossoblu. Ma in realtà non è così. I “Colle’s Boys” saranno chiamati ad un’impresa eroica, solo la vittoria garantirebbe alla prima squadra cittadina di disputare un nuovo, e

speriamo più dignitoso, campionato di serie D. Sarebbe errato fasciarsi la testa prima di rompersela, i ragazzi non hanno colpe, il loro lavoro è stato grande. Chi ha assistito alla “gara 1” contro il Noto avrà potuto costatare da vicino il forte divario tecnico e anagrafico delle due formazioni. I granata possono fare affidamento su giocatori fantastici come Savanarola, Peppe Aquino e Carbonaro, oltre che all’ex rossoblu Mimmo Romeo. La Rossanese, inve-

ce, è una squadra di cuore, colma di giovani talenti. Domenica, senza ombra di dubbio, il migliore in campo è stato Francesco De Simone, autore di una prova maiuscola. Proprio da questi “ragazzi terribili” bisognerà ripartire nella partita di Noto. Bisogna continuare, però, con la solita abnegazione negli allenamenti, che ricominceranno oggi pomeriggio. JOSEF PLATAROTA sport@calabriaora.it

eccellenza

Isola, Curia suona la carica «Ho piena fiducia nei miei compagni, la Sarnese è avvertita» ISOLA CAPO RIZZUTO Regna ancora l’incredulità ad Isola Capo Rizzuto dopo la stupenda cavalcata che ha portato la squadra di mister Caligiuri alla straordinaria vittoria dei playoff regionali. Un risultato inaspettato per tutti o quasi per tutti, perché tra i calciatori dell’Isola c’è sempre stato il presentimento di poter fare grandi cose. Tra questi anche Cristoforo Curia, arrivato ad Isola lo scorso anno in punta di piedi dopo ben tre anni di inattività per una squalifica tanto grande quanto ingiusta. Curia non si è abbattuto e grazie alla sua forza di carattere ha atteso con ansia la fine dei tre anni e si è subito rimesso in gioco e quest’anno ha dimostrato le sue doti tecniche: «Intanto non smetterò mai di ringraziare il ds Arena e la dirigenza dell’Isola che ha creduto in me.». Ma Curia quanto credeva a questa straordinaria stagione dell’Isola? «E’ facile dirlo ora ma io sono sempre stato convito che avremmo fatto grandi cose, credevo davvero al quinto posto fin dai primi giorni di preparazione ad agosto. Ci credevo non tanto per il valore tecnico della squadra ma soprattutto per quello umano. Nel calcio contano soprattutto i sacrifici, solo coi nomi non si va da nessuna parte». Ci spieghi cos’è successo a Soverato quando l’arbitro le ha sventolato il rosso. «In pratica la mia sfortuna è stata quella di avere avuto l’arbitro a meno di un metro,

ma non era assolutamente mia intenzione quella di aggredirlo come lui ha pensato. Istintivamente gli ho messo una mano sul braccio ma solo per dirgli che quello era rigore. Negli spogliatoi mi ha poi chiesto scusa ma ormai la squalifica era certa. Mi spiace che dovrò saltare una partita cosi importante». Cos’ha pensato subito dopo? «Ho provato tanta rabbia per come è maturato quel cartellino ma in fondo ero convito che i miei compagni avrebbero ottenuto il passaggio anche in inferiorità numerica e al gol di Rizzo mi sono scappate le lacrime come mai in precedenza». Ora si va a Sarno senza di lei e senza Zizza, pensa che l’Isola farà un’altra impresa? «Ne sono ancora convinto, ho piena fiducia nei miei compagni perché l’Isola non dipende da nessuno, l’Isola è un grande gruppo capace di fare grandi cose, questo grazie anche al mister e alla dirigenza che ci danno stimoli tutti i gior-

ni». Quanto potrà influire invece la regola degli under? L’Isola ha tanti giovani ma ora la regola nazionale prevede l’obbligo di soli due ‘91. «Sulla carta questo potrebbe essere un ulteriore vantaggio

per la Sarnese, penso che quando loro leggeranno la nostra formazione resteranno a bocca aperta vedendo cosi tanti under in campo. Ma i nostri giovani sono tali solo sulla carta d’identità». Infine Cristoforo Curia ci tiene a dedicare questa vittoria ad una persona speciale di questo gruppo: «Questa fantastica vittoria dei play off va tutta a Rino Azzinnari, un uomo e un calciatore esemplare. Ci ha insegnato tanto in questa stagione e lo ha sempre fatto con umiltà, noi gli stiamo vicini con la speranza di poterlo rivedere in campo al più presto possibile con la solita tenacia e il solito amore per il calcio, questa vittoria è anche sua». Antonio Franco

aiac

A San Lucido convegno con i preparatori calabresi COSENZA Si terrà il prossimo 27 maggio alle 16 presso la sala polifunzionale di San Lucido il convegno dal titolo “Aggiornamenti in riatletizzazione e preparazione precampionato per il calciatore”. Sarà presente, tra gli altri, il presidente dell’A.I.A.C. Calabria Micheli Firmo. L’aggiornamento voluto fortemente da Enrico Sarli, massiofisioterapista e allenatore di base Uefa, si è posto l’obiettivo di fare formazione agli allenatori, ai riabilitatori, ai preparatori atletici e ai semplici appassionati di calcio del tirreno cosentino. Nel corso del dibattito, che sarà moderato da Orlando Fazio, Enrico Sarli si soffermerà sulla riatletizzazione dei giocatori provenienti da infortunio. Il professor Michele Bruni, preparatore atletico professionista, invece approfondirà gli aspetti della preparazione precampionato: gli obiet-

tivi della preparazione, la cura dell’esercitazioni preventive degli infortuni, l’importanza dei lavori di Preparazione Fisica Speciale. wursti aspetti sono stati già trattati all’interno del suo libro “Concetti ed impostazioni della preparazione precampionato del calciatore” che verrà presentato nel corso della serata.

prima categoria

Belvedere, lascia il ds Montebello «Ma non andrò alla Talao» BELVEDERE MARITMO Dopo l’amara retrocessione è tempo di bilanci in casa Belvedere. Il direttore sportivo Salvatore Montebello ci riporta le sue considerazioni: «C’è ancora amarezza per l’esito del campionato e dei playout. Non ci aspettavamo un epilogo del genere, ma allo stesso tempo devo fare i miei più sinceri complimenti al Cetraro che ha avuto la meglio negli spareggi, meritando a pieno la permanenza in Promozione. Io ci tengo a sottolineare il mio personale addio al Belvedere e soprattutto ci tengo a smentire le voci che mi darebbero vicino all’approdo alla Talao il prossimo anno. Li - prosegue Montebello - sta operando con grandissimo successo un direttore sportivo come De Filippo, che stimo profondamente e del quale sono anche amico e le voci che sono uscite in giro, sono veramente antipatiche. Auguro all’amico De Filippo e a tutta la società della Talao di completare l’opera ed approdare in Promozione il prossimo anno. Cosi come auguro al Belvedere una prontissima risalita anche senza il mio apporto». Alessandro Storino


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N O N S O L O C A L C I O ciclismo - giro d’italia L’ultimo ci ha messo 8 ore, 12 minuti e 9 secondi: si chiama Matthew Wilson e corre per la Garmin Cervélo. Il primo, invece, Mikel Nieve, ha fatto meglio della maglia nera della 15esima tappa del Giro d’Italia 2011 di 44 minuti e 55 secondi. Per affrontare i 229 km che hanno portato la carovana rosa da Conegliano sul Gardeccia, dopo averne affronti quasi 60 di salita con un dislivello complessivo di 6200 metri, un corridore di media altezza (170 cm) ha speso 8500 calorie, il corrispondente di 4.3 kg di pastasciutta condita. Tutto per dire che la tappa con Piancavallo, Cibiana, Giau (Cima Coppi), Fedaia e Gardeccia è stato un evento incredibile: una giornata in cui essere appassionati di ciclismo è un premio che ripaga l'entusiasmo. Una frazione epica, che sarà ricordata a lungo per la sua difficoltà. «E’ stata la tappa più dura della mia vita», ha detto Alberto Contador subito dopo aver tagliato il traguardo sul Gardeccia. «Non ho mai affrontato un percorso così difficile. Se alla fine ero affaticato? Hombre, dopo 200 km di corsa, scatti e contro-scatti, salite che non finivano mai e brutto tempo lungo la strada, avevo mal di gambe. Credo fosse abbastanza normale…». Normale sì, solo che osservando Contador ogni tanto la parola “normale”

tendiamo a dimenticarla. Anche perché il Giro d’Italia che sta disputando lo spagnolo della Saxo Bank è qualcosa che è destinato a rimanere negli annali della Corsa Rosa: Contador non vince, domina. E controlla la sua corsa a piacimento. Gestisce la sua squadra e anche quella degli altri (Movistar, Euskaltel Euskadi, Androni…), tutte formazioni che si è accattivato durante la corsa o che gli sono amiche semplicemente perché spagnole. E poi ha gambe e resistenza, classe e l’intelligenza del campione. Dietro lo spagnolo però ci sono due che stanno dando l’anima. Lo attaccano senza paura, nonostante siano perfettamente consci che il più forte è lui. La classifica generale parla chiaro: Contador ha 4’:20’’ su Michele Scarponi e 5’:11’’ su Vincenzo Nibali. I distacchi sono importanti, e difficilmente i due italiani riusciranno a riprendere il Cannibale di Pinto, comunità autonoma di Madrid, ma almeno ci provano. E non si arrendono. Attaccano da lontano: e Dio solo sa quanto il ciclismo abbia bisogno di queste azioni. Con coraggio e irriverenza, guardando negli occhi l’avversario anche quando le gambe fanno male e si vorrebbe scendere dalla bicicletta e spingerla a mano all’arrivo. Nibali che attacca lungo la discesa del Giau, che si rial-

Contador inarrivabile Nibali si accontenta Il siciliano: «Un secondo posto dietro lo spagnolo va bene» za e viene ripreso, che si stacca sul Fedaia e poi riprende tutti con una discesa spericolata. Grinta e cuore, carattere e coraggio. E classe, perché non è da tutti provarci a 55 km dall’arrivo osì come ci vogliono «due di quelle cose lì» per attaccare Contador in salita come ha fatto Scarponi in più di una circostanza in questo Giro d’Italia: e pazienza se Contador ha risposto e ha staccato il marchigiano. Ormai è chiaro: ci si deve accontentare del secondo posto: «Un secondo posto dietro a Contador va bene. Siamo in tanti a combattere e tutti molto vicini. La sorpresa del Giro? Fino ad ora il francese Gadret», le parole di Vincenzo Nibali in conferenza stampa. «Dove posso guadagnare su Scarponi e gli altri rivali? La cronometro di Milano, ad esempio, può essere a mio favore», ha concluso il siciliano.

volley - A1 maschille

arti marziali

Blengini: «Tonno Callipo chance unica» Il nuovo coach sbarca a Vibo Valentia: «Impossibile rifiutare una simile proposta» VIBO VALENTIA Che si tratti di uno che la gavetta l’ha fatta, non sembrano esserci dubbi: tra Montichiari, Modena e Piacenza ha studiato per dieci anni accanto ad un “certo” Julio Velasco. Da allenatore in seconda, all’ombra del gaucho, che aveva creato una generazione di fenomeni del volley, da Paolo Tofoli a Mister Secolo Lollo Bernardi, da Cantagalli a Lucchetta e Fabio Vullo, Chicco Blengini, oggi Coach della Tonno Callipo, sfiora l’impresa nel 2003 con la CopraSystel Piacenza, perdendo la finale scudetto contro la Sisley di Treviso. A soli quarant’anni GianLorenzo Blengini approda a Santa Croce alla Codyeco nel 2009 come primo allenatore per andare a giocarsi, l’anno successivo, i playoff per la promozione in A1 contro Padova, con la squadra arricchita da alcuni talenti come Natale Monopoli, palleggiatore ex Macerata, e Wim Snippe, forte schiacciatore olandese ex Latina. La sfida persa solo al quinto set contro Padova non ha scalfito l’entusiasmo di Chicco Blengini, s’è vero che non ha tardato a rispondere alla chiamata del presidente Callipo: «Ho scelto la Tonno Callipo Vibo Valentia per una serie di motivi: in primis per l’importante chance che mi è stata concessa di allenare un team in A1 e di questo voglio ringraziare di cuore il presidente Callipo. Credo che migliorare la propria carriera sia un’ambizione lecita per chi fa questa lavoro, per cui non avrei potuto rifiutare una proposta così importante per il mio futuro professionale. E poi posso dire di essere ancora più fortunato perché allenerò la squadra di una so-

cietà, quale la Callipo, oggi molto stimata per la serietà, l’organizzazione e la grande capacità di dare e ricevere affetto. Sono impaziente di cominciare e già nei prossimi giorni incontrerò la società per gettare le basi della campagna acquisti». Sin qui Chicco Blengini. Che squadra sarà quella del prossimo campionato è ciò che, legittimamente, si chiedono tutti, tifosi e semplici appassionati. La conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico prevista per al PalaValentia per le 19.30 servirà, oltre che a conoscere il nuovo Coach della Tonno Callipo, anche a trarre alcune indicazioni in chiave mercato, sebbene la dirigenza abbia abituato da anni a tacere le proprie mosse sino all’ultimo, come del resto fanno tutte le squadre accorte: già, perché spesso si rischia di scatenare l’asta al rialzo. La tre giorni vibonese del nuovo tecnico è servita anzitutto a conoscere di persona il Presidente Callipo, che lo attendeva ansioso in Azienda, poi una serie di riunioni tecniche col Supervisore Generale Michele Ferraro ed il Direttore Sportivo Prestinenzi, per tracciare le linee guida della stagione ventura; seguito poi dalla presentazione dello Staff tecnico e medico, col Prof Ammendolia e i fisioterapisti Cespites e Fuduli. La Società ha anche colto l’occasione per precisare come alcune indicazioni di mercato siano a loro dire errate o, quanto meno, prive di fondamento. Unica certezza in chiave di campagna acquisti è l’addio di Ananiev, schiacciatore trasferitosi in Polonia all’Olsztyn di Coach Totolo. Lorenzo Grillo

la manifestazione in diretta su sky

Cosenza ancora regina del beach volley dal 24 al 26 giugno COSENZA La prima tappa del campionato italiano 2011 di Beach Volley dopo i mondiali di Roma si svolgerà a Cosenza dal 24 al 26 giugno. Realtà quella del Beach Volley nella città di Cosenza che si è affermata grazie all’impegno delle persone che da sempre hanno creduto in questo progett. La straordinaria importanza dell’evento è dimostrata dalla presenza dei media nazionali e locali con la diretta degli incontri su Sky Sport. In particolare, l'evento sarà trasmesso in televisione nei giorni di sabato e domenica. Dopo la straordinaria organizzazione del trofeo delle regioni nel giugno 2010 viene premiata ancora la Calabria anche per questo importante evento. Cresce,

dunque, sempre di più il movimento di Beach Volley nella città di Cosenza che dopo aver ospitato per diversi anni tappe del circuito nazionale, adesso per la prima volta si appresta nell’organizzazione di uno degli eventi sportivi più importanti dell’intera regione. Sedici coppie maschili e femminili si sfideranno nell’arco dei tre giorni. Spettacolo assicurato per gli amanti di questa disciplina e non. I dati della federazione parlano chiaro, un netto miglioramento dal punto di vista degli spettatori si è avuto durante questi anni . Lo scorso anno i vincitori sono stati i gemelli Ingrosso per il campionato maschile e la coppia Fanella – Campanari per il campionato femminile.

Cariati capitale del taekwondo Merito dei maestri Grasso e Greco

CARIATISpesso la Cariati sportiva è conosciuta ai più per il gioco del calcio ma, attorno a questa disciplina ruotano altre attività in costante crescita una di queste è la nobile arte marziale del Taekwon-do. In questi ultimi anni molteplici sono stati gli atleti cariatesi messisi in evidenza non solo in Italia ma, anche in campo internazionale tra i quali spiccano i nomi di Angelo Grasso e Leonardo Greco. Nonostante la giovane età Angelo e Leonardo hanno da tempo acquisito la qualifica di maestri aprendo, nello scorso mese di settembre, una avviata palestra che, conta su oltre 20 iscritti. Sotto la sapiente guida dei due maestri gli allievi, hanno già conseguito prestigiosi risultati portandone sui gradini più alti del podio 5 giovani nei campionati Nazionali e ben 6 in quello regionale al punto di posizionarsi al terzo posto assoluto sulle ventotto palestre partecipanti nelle specialità Forme e Combattimento. Da meticolosi appassionati della disciplina le due cinture nere del Taekwon-do non dormono sugli allori migliorando ulteriormente il proprio bagaglio tecnico al punto di avere acquisito il grado di cintura nera di 2° Dan Leonardo Greco e cintura nera di 3° Dan Angelo Grasso. Gli ottimi risultati conseguiti hanno consentito loro di organizzare, lo scorso 15 maggio, un prestigioso stage tecnico alla presenza del Master Antonio Troiano VIII° Dan presidente dell’Itf Taekwon-do Italia “Choi Jung Hwa” e del maestro Maurizio Troiano allenatore della Nazionale italiana. Lo stage ha riscosso un grande successo avvicinando a questa disciplina un nugolo di nuovi ed entusiasti giovani. Cristoforo Malara


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«Ferrari, finire doppiati fa male» Domenicali non molla: «Presto per arrendersi, dobbiamo lavorare» BARCELLONA Continuare a lavorare per migliorare il carico aerodinamico della Ferrari 150° Italia in vista dei prossimi tre Gran Premi dove si scenderà in pista con gomme morbide. È la parola d’ordine della scuderia di Maranello che dopo l’ennesima dimostrazione di forza della Red Bull non ha nessuna intenzione di ritenere già chiuso il Mondiale 2011. «È presto per arrendersi - assicura il responsabile della gestione sportiva del Cavallino rampante, Stefano Domenicali - c’è voglia di continuare. Abbiamo di fronte un ciclo di tre gare (Monaco, Montreal e Valencia) che si svolgeranno con pneumatici soft e supersoft con cui andiamo meglio: vedremo che succederà e poi faremo il punto

«Con le gomme dure Alonso sembrava guidare sulle uova»

della situazione». Quella di domenica sul circuito spagnolo di Montmelò è stata la peggiore prestazione dall’inizio della stagione della 150° Italia sul passo gara, punto sul quale gli uomini di Maranello intendono migliorare a partire dal Gp di Monaco domenica prossima. «Dove pensate di trovarvi a Montecarlo? È difficile dirlo. La McLaren ad esempio – afferma il team principal della casa di Maranello – era meno forte in Turchia che qui a Barcellona. Speriamo di fare meglio specie sul passo gara. Il Gp di Spagna è una corsa in cui le gomme fanno la storia. Chi le sfrutta meglio finisce tra i primi anche se parte dietro». Poi Domenicali torna sulla gara di domenica che, nonostante una partenza

basket

da fenomeno, ha visto Fernando Alonso chiudere con un magro quinto posto davanti ai suoi tifosi, a causa soprattutto dello scarso feeling della 150° Italia con le gomme dure. «Finire doppiati fa male, inutile nasconderlo. Lo fa ancora di più dopo aver visto un pilota come Fernando esibirsi in una partenza strepitosa e poi lottare come un leone per tenersi dietro per quasi venti giri dei colleghi con delle vetture nettamente più veloci. A lui e a Felipe (Massa, ndr) – avverte

tennis - roland garros

tuffi

Viola, attesa per la finale Esordio positivo per la Schiavone Insidia Capo d’Orlando La detentrice in carica ha battuto in due set l’americana Oudin PARIGI Esordio ok per Francesca Schiavone al Roland Garros. La milanese, n.5 del seeding e “regina” del torneo parigino dello Slam, ha sconfitto al primo turno la giovane statunitense Melanie Oudin per 6-2, 6-0. Al secondo turno la Schiavone affronterà la russa Vesna Dolonts. «Sentivo questo esordio al Roland Garros, ho fatto di tutto per prepararmi al meglio ed in campo ho avuto buone sensazioni», dice l'azzurra. «Pochi minuti prima di entrare in campo ero tanto tesa...», ammette la milanese, campionessa in carica del torneo grazie alla storica impresa completata il 5 giugno di un anno fa, proprio sul Centrale. L’esame Oudin lo ha superato a pieni voti: «La Oudin cerca di prenderti il tempo ma io giocavo molto carico e vicino alle righe, lei ha potuto fare davvero poco. Facile? Assolutamente no. In questo sport niente è facile, ogni momento, ogni punto sono da vivere e costruire. Forse solo sul 6-2, 5-0 ho pensato fai questi quattro punti che mancano e vatti a prendere la partita», spiega la numero 1 d’Italia. L’unico mo-

REGGIO CALABRIA La quarta domenica di maggio avrebbe dovuto mandare in scena gli spareggi delle semifinali della post-season in cui sono coinvolte tante protagoniste della Calabria cestistica ma tutti i duelli sono stati decisi in due gare; in Serie B Dilettanti, la Viola ha passato una domenica di riposo dopo aver superato in due gare il Martinafranca. Zampogna e compagni hanno dimostrato di avere tutte le carte in regola per il salto di categoria ma dovranno fare i conti contro un avversario di alto livello. Infatti, sarà Capo d’Orlando l’altra protagonista delle finali dei play-off promozione di questo torneo. Caprari e compagni si sbarazzano in due gare della resistenza del Francavilla e rispettano il pronostico arrivando all’ultimo atto della stagione dopo una lunga cavalcata; in più, i palatini avranno il vantaggio del fattore campo, un fattore importante in questi play-off in cui non c’è stata nessuna squadra capace di vincere una serie in trasferta. E’ andata già in archivio la stagione delle formazioni calabresi impegnate in questo campionato. Audax, Cosenza, Soverato e Rosarno sperano di potersi regolarmente presentare ai nastri di partenza del torneo 2011-12 ma, dopo le ultime estati, nessun tifoso di queste realtà può dormire sonni tranquilli perché il rischio di un fallimento è sempre dietro l’angolo. Nella Serie C2 regionale, nulla da fare per il Villa San Giovanni che viene sconfitta anche in gara due dalla strafavorita Vis. 84-104 è il punteggio finale con i ragazzi di coach Surace che volano in finale. Dall’altra parte, passa in due gare anche la Gioiese che supera la Virtus Catanzaro e cercherà di frenare i sogni di gloria di Soldatesca e compagni. La Gioiese è stata l’unica squadra capace di battere la formazione reggina in regular season e tenterà l’impresa anche in questa finale di play-off. Per quanto riguarda i play-out, il Castrovillari aveva già festeggiato la salvezza la settimana scorsa chiudendo in due gare la contesa contro il Crotone. Gioia e compagni si guadagnano un altro anno al sole mentre i pitagorici sono attesi dalla finale dei play-out che giocheranno contro il Cus Cosenza eliminato in due gare dai reggini del Cap. Giuseppe Dattola

il responsabile della gestione sportiva della Ferrari – dobbiamo dare una macchina in grado di lottare fino in fondo ad una gara, non soltanto per la prima parte. Su una pista che esalta la prestazione di monoposto con tanto carico aerodinamico le nostre pecche in questo ambito sono emerse in maniera lampante, soprattutto con le nuove gomme dure portate qui dalla Pirelli. Non siamo mai riusciti a far lavorare questo tipo di pneumatici e il nostro ritmo era di almeno due secondi più lento rispetto a quello dei primi quattro. Con queste gomme domenica Alonso e Massa sembravano guidare sulle uova, mentre le due Red Bull ed Hamilton sembravano guidare su due binari».

mento di difficoltà la Schiavone lo ha avuto in chiusura di primo set, archiviato al quinto set point: «Vero solo in parte, perché la mia avversaria, a parte un mio doppio fallo, in quel momento ha sempre risposto benissimo», ribatte l’azzurra, che poi torna sulle sensazioni provate al debutto: «Ero emozionata perché ci tengo, il Centrale del Roland Garros è uno dei tempi del tennis mondiale, amo essere qui dove ho vinto», spiega. «Questo per me è un posto speciale, amo anche passeggiare per le strade di questa magnifica città, prendermi i miei spazi, avere un po' di tempo per me. Certo è un torneo particolare, ma se mi chiedete di chiudere gli occhi sogno anche Roma. Non immaginate quanto mi ha fatto male uscire al Foro Italico...», dice ripensando all'eliminazione nei quarti del torneo capitolino per mano dell'australiana Samantha Stosur. La condizione, rispetto al torneo di Roma, sembra migliorata: «Sono un paio di giorni che gioco nella maniera giusta, con un buon feeling. Meglio anche rispetto alla semifinale di Bruxelles».

Tubisider show A Roma è trionfo COSENZA Si è conclusa col botto la partecipazione dei tuffatori della Tubisider Cosenza al “Gran Premio Azzurri d’Italia” che è svolto nella piscina del Foro Italico di Roma. Francesco Porco ha centrato, con 273.60 punti, il primo posto dal trampolino metri tre categoria C1, mentre William Lorello con 185.05 punti si è classificato al sesto posto. L’altro gradino più alto del podio è arrivato da Laura Bilotta che dal trampolino metri tre categoria ragazze, ha ottenuto316.45 punti. La compagna di squadra Lucia Pranno con 229.40 si è piazzata al nono posto. Podio anche per Francesco Bilotta, terzo con 322.35 punti, dal trampolino metri tre categoria ragazzi. Ottimo il bilancio complessivo, con tre ori, tre argenti, tre bronzi che confermano per l’ennesima volta la forza del settore tuffi della società del presidente Carmine Manna.

maratona

L’Asd Marathon Cosenza brilla a Lamezia Terme COSENZA Si è svolta domenica 8 maggio la 24^ edizione della Panoramica Lamentina svoltasi a Lamezia Terme su percorso di circa 6 km su strada. Come sempre l’Asd Marathon Cosenza è stata presente con un folto numero di atleti e i nuovi acquisti, primo assoluto è arrivato Antonio Bruno di Lamezia che ha preceduto di qualche secondo l’atleta cosentino MarcoFrancesco Funari tesserato appunto per l’Asd Marathon Cosenza. Nella categoria senior ritroviamo un ottimo quarto posto del rientrante Marco Barbuscio dell’Esercito Sport & Giovani che ha ripreso dopo un lungo infortunio, seguito a breve dai 3 nuovi rinforzi Sera-

fino Cuconati, Alessandro Rossi e Luca Mundo tre giovani atleti che si son affacciati a questo sport da qualche mesetto e che sotto la guida di Enzo Barbuscio cercheranno di arrivare a ottimi livelli. Nella categoria MM35 ottimo è il 2° posto di Gianluca Alfano che precede Pasquale Mazzotta anche lui tesserato per l’Asd Marathon Cosenza, mentre negli MM40 si è distinto Pasquale Alfano con il 9° posto. Il Presidente Enzo Barbuscio tra gli MM45 è giunto al 2° posto inaspettato. Ora gli atleti delll’Asd Marathon Cosenza saranno presenti sul tutto il territorio nazionale e internazionale per prendere parte alla varie manifestazioni.


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06:00 Euronews 06:10 Aspettando Unomattina 06:30 Tg1 - CCISS Viaggiare informati 06:45 Unomattina 10:00 Verdetto Finale 10:50 Appuntamento al cinema 10:55 Che tempo fa 11:00 Tg1 11:05 Occhio alla spesa 13:30 Tg1 14:00 Tg1 Economia Tg1 Focus 14:10 Se... a casa di Paola 16:10 La vita in diretta 16:50 Tg Parlamento 17:10 Che tempo fa 18:50 L’eredità 20:00 Tg1 20:30 Qui Radio Londra 20:35 Affari tuoi

06:10 7 vite - sit com 07:00 In giro per la gungla (fino alle 09:30 programmi per i più piccoli) 09:45 Crash - files 10:00 Tg2punto.it 11:00 I Fatti Vostri 13:00 Tg2 13:30 Tg2 Costume e società 14:00 Pomeriggio sul Due 16:10 La signora in giallo 17:00 Top Secret 17:40 Tg2 Flash L.I.S. 17:50 Rai Tg Sport 18:45 Maurizio Costanzo Talk 19:40 Squadra Cobra 11 20:25 Estrazioni del Lotto 20:30 Tg2

07:30 TgR Buongiorno Regione 08:00 La Storia siamo noi 09:00 Dieci minuti di... 09:10 Agorà 11:00 Apprescindere 12:25 94° Giro d’Italia 12:45 Le storie - Diario italiano 13:10 Julia 14:00 Tg Regione 14:20 Tg3 - Meteo 3 14:50 Leonardo 15:05 94° Giro d'Italia 17:40 Processo alla tappa 18:20 Geo & Geo 19:00 Tg3 19:30 Tg Regione 20:00 Blob 20:10 Sabrina vita da strega 20:35 Un posto al sole

06:05 Tutti amano Raymond 07:25 Zorro 07:50 Nash Bridges I 08:50 Sentinel 09:45 Carabinieri 10:55 Ricette di famiglia 11:25 Anteprima Tg4 11:30 Tg4 - Meteo 4 12:02 Wolff - un poliziotto a Berlino 13:00 Distretto di polizia 14:05 Il Tribunale di Forum 15:10 Finalmente arriva Kalle 16:15 Sentieri 16:10 Jonathan degli orsi - con Franco Nero 18:55 Tg4 - Meteo 4 19:35 Tempesta d’amore 20:30 Walker Texas Ranger

06:00 Tg5 Prima Pagina 07:50 Traffico - Meteo 5 07:55 Borsa e Monete 08:00 Tg5 Mattina 08:40 Mattino Cinque 10:00 TG5 10:05 Mattino Cinque 11:00 Forum 13:00 Tg5 - Meteo 5 13:40 Beautiful 14:10 CentoVetrine 14:45 Uomini e Donne condotto da Maria De Filippi 16:15 Pomeriggio Cinque 18:50 Chi vuol essere milionario - preserale condotto da Gerry Scotti 20:00 Tg5 20:30 Striscia la notizia

06:10 Instant star 07:00 Willcoyote (fino alle 08:30 programmi per i più piccoli) 08:45 Urban Legend 09:20 Real Csi 10:40 Non ditelo alla sposa 12:10 Cotto e mangiato - con Benedetta Parodi 12:25 Studio aperto 13:00 Studio Sport 13:40 I Simpson 14:10 I Simpson 14:35 E alla fine arriva mamma 15:05 Camera Cafè Ristretto 17:35 Love Bugs con Fabio De Luigi 18:15 Cotto e mangiato 18:30 Studio Aperto 19:00 Studio Sport 19:30 Csi Miami 20:30 Trasformat

06:00 Tg La7 06:55 Movie flash 07:00 Omnibus La7 07:30 Tg La7 09:45 Coffee Break 10:30 (ah)i Piroso 11:25 Chicago Hope13:30 Tg La7 13:55 Ardenne ’44: un inferno - regia di Sydney Pollack 15:55 Chiamata d’emergenza 16:30 Movie flash 16:35 Jag - avvocati in divisa - le avventure di un pool di avvocati della marina militare statunitense 18:35 Cuochi e fiamme 19:40 G Day 20:00 Tg La7 20:30 Otto e mezzo con Lilli Gruber

Notte prima...

I love Italy

Ballarò

Continuavano ...

Ris Roma

Trent’anni in...

Crossing Jordan

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21,05 Show Conduce Massimiliano Ossini

... degli esami ‘82 Film con Marina Missironi

23:15 Porta a Porta 00:55 Tg1 Notte 01:25 Che tempo fa 01:30 Qui Radio Londra 01:40 Sottovoce 02:05 Scrittori per un anno 02:35 Mille e una notte

23:10 Tg2 23:25 The Manchurian candidate - con Denzel Washington e Meryl Streep 00:55 Tg Parlamento 01:05 Sorgente di vita 01:40 Day Break 02:25 Appuntamento al cinema

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Rubrica Conduce Giovanni Floris

... a chiamarlo Trinità Con Bud Spencer e Terence Hill

Delitti imperfetti Serie tv di Francesco Miccichè

... in un secondo Con Jennifer Garner, Mark Ruffalo

Telefilm Con Jill Hennessy

23:15 Parla con me 00:00 Tg3 Linea Notte 00:10 Tg Regione 01:00 Appuntamento al cinema 01:10 Ciclcismo: 94° Giro d’Italia 01:20 Ombres Chinoises

23:30 I Bellissimi di Rete 4 23:40 Boogie nights con Burt Reynolds, Julianne Moore, Heather Graham - regia di Paul Thomas Anderson 01:17 Tg4 night news

spigolature

23:45 Matrix 01:30Tg5 Notte Meteo 5 01:30 Striscia la notizia - replica 02:20 Telefilm - 5 stelle 03:45 Uomini e Donne - replica

23:10 Superhero- il più dotato fra i supereroi con Drake Bell, Sara Paxton, Cristopher Mcdonald - regia di Craig Mazin 01:15 Poker1mania 02:05 Studio Aperto La giornata 02:40 Chante!

23:5o Le vite degli altri Germania Est: il drammaturgo di successo Georg Dreyman 00:10 La vita segreta delle donne 01:05 N.Y.P.D Blue 01:30 Otto e mezzo 02:45 G Day 03:20 La7 Colors

mezzo secolo fa

Scalatore in cima senza un arto

Paura per la tigre. E’ un peluche

Un grave handicap, come il fatto di restare senza una gamba, può trasformarsi in un nuovo stimolo. Per chi è abituato a confrontarsi con i propri limiti, come lo scalatore Zsolt Eross, la perdita dell'arto inferiore potrebbe dare, nuovo slancio nella sfida con sé stessi. E così l'alpinista ungherese è entrato nella storia per aver conquistato la cima del Lhotse (8.516 metri) nell'Himalaya, la quarta più alta del mondo. L'alpinista aveva in precedenza perso una gamba in un incidente di montagna. Eross, 43 anni, è noto per essere stato il primo ungherese a scalare il Monte Everest nel 2002. Nel

I poliziotti gli hanno dato la caccia per ore, assistiti perfino da un elicottero. E’ stata caccia alla tigre bianca nelle campagne dell’Hampshire in Gran Bretagna, ma si è conclusa con un’amara sorpresa per gli agenti: non si trattava di un feroce animale in carne ed ossa, ma di un peluche a grandezza naturale. La tigre era stata avvistata in un prato vicino all’uscita dell’autostrada. E’ stata aperta la caccia. Alcuni poliziotti sono avanzati in camioncini altri a piedi. Sono stati convocati veterinari del vicino Marwell Zoo. Alla fine, nello stupore generale, si è scoperto che era un peluche.

L

di Mario Massimo Perri

a madre di Fanfani. Era calabrese, di Paludi, la madre del presidente del Consiglio, Amintore Fanfani. Nel corso della sua visita in Calabria, nel mese di aprile del 1961, il capo del Governo si recò a Paludi per salutare la popolazione e i parenti. A distanza di un mese, la gentildonna inviò una lettera di ringraziamento al sindaco del suo paese, Epifanio Salatino, per le calorose accoglienze riservate al figlio. «La prego - scrisse - di salutare a mio nome la popolazione e le dica che ritengo come tributate a me le manifestazioni di affetto fatte a mio figlio. Sono certa che egli farà per la mia cara terra quello che altri speravano di fare». E, in realtà, Fanfani non mancò di avviare una serie di importanti opere per lo sviluppo della Calabria.

l’ora del sudoku

ARIETE 21 marzo 20 aprile

CANCRO 22 giugno 22 luglio

BILANCIA 23 settembre 22 ottobre

Molti aspetti astrali sono a te favorevoli e ti permetteranno una scalata verso il successo. Le prospettive risultano essere vantaggiose. Sarai consapevole delle tue possibilità e riuscirai a gestirti nel migliore dei modi. In ambito lavorativo, saprai tenere sotto controllo la situazione.

TORO

21 aprile 20 maggio

LEONE 23 luglio 22 agosto

Avrai modo di elevarti energeticamente e di migliorare l’umore di tutte le persone che ti circondano. Saprai dire di no. Avrai la possibilità di renderti inattaccabile in tutti i settori del tuo quotidiano, evita di approfittartene. Riceverai una proposta interessante.

GEMELLI 21 maggio 20 giugno

VERGINE 23 agosto 22 settembre

Oggi cercherai di limitare al minimo i tuoi impegni ed incrementerai gli svaghi. In ambito lavorativo, tutto risulta essere positivo. Per questa giornata, gli astri ti suggeriscono di rivalutare ciò che hai per poterlo apprezzare del tutto. Non accetterai nessun compromesso.

Gli astri ti invitano a non Un evento importante Dovrai tenere sotto conscappare dinanzi alle rivoluzionerà in meglio trollo il tuo stress, magadifficoltà, perché hai la tua vita. In ambito lari utilizzando delle tecnil’opportunità di superar- SCORPIONE vorativo, non dovrai fare SAGITTARIO che di meditazione. In le in breve tempo. Le 23 novembre ambito lavorativo, sarai 23 ottobre promesse se sentirai di 21 dicembre piuttosto meticoloso. 22 novembre non poterle mantenere. premesse sono buone.

Potresti essere soggetto Sarai molto rispettoso agli sbalzi d’umore, gli verso le esigenze degli alastri ti suggeriscono tri ed eviterai le critiche quindi di contenerti. In gratuite. In ambito lavoCAPRICORNO ambito lavorativo, rice- ACQUARIO rativo il momento risulta 21 gennaio 22 dicembre verai un bel invito. essere delicato. 19 febbraio 20 gennaio

PESCI

20 febbraio 20 marzo

Saprai gestirti bene economicamente e potrai anche mettere da parte dei risparmi. In ambito lavorativo, vorrai realizzare un nuovo progetto.

Per completare il sudoku è necessario seguire una sola regola: in ogni riga, settore e colonna devono essere presenti solamente i numeri da 1 a 9 (nel caso del sudoku tradizionale). In base a questa regola e allo schema d’inizio sarà possibile risolvere ogni sudoku solamente con la logica e mai inserendo valori a caso.


24-05-2011rc  

le parole di Alfano L’ALLARME Non importa martedì 24 maggio 2011 quotidiano d’informazione regionale anno VI numero 141 direttore piero sans...

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