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B U S I N E S S

M A G A Z I N E

Periodico di informazione economica edito da Mediaservice s.r.l. ANNO II | NUMERO 4

GIUGNO 2010

MENSILE | 2,50 EURO

CARABINIERI CALABRIA

196° annuale della fondazione

guardia di finanza Cambio al vertice regionale

Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale -70% Aut: CBPA-SUD/NA/297/2009

Piccola Industria, Pugliese neo presidente regionale Allevatori: la Festa dell’Apa di Cosenza

futuro Il è donna? Intervista a Paolo Abramo


www.calabria Il Primo Quotidiano di Economia on-line della Calabria leader nella regione per informazione e comunicazione

Notizie economiche e politiche in tempo reale

Inviare comunicati stampa, testi e foto a: info@calabriaeconomia.it


economia.it


editoriale

Un omaggio doveroso ai pionieri dell'imprenditoria di

G

uglielmo Papaleo, Giuseppe Miriello, Biagio Del Vecchio, Tony Boemi, Antonio Abramo, Tommaso Elia, Vittorio Procopio, Carlo Grandori e Gioacchino Carrozza. Nove personaggi della terra di Calabria. Nove uomini che, con le loro aziende, hanno dimostrato al mondo che anche qui, nel profondo Sud, lontano dal “triangolo industriale”, si può fare impresa. E la si può fare bene, a patto che si metta in campo sacrificio e competenza. A loro, un piccolo comune della provincia di Catanzaro, Simeri Crichi, ha deciso di dedicare, nel giorno della festa del lavoro, il I maggio, le strade della nuova zona industriale. Un fatto emblematico, fortemente simbolico, che sarebbe auspicabile avvenisse in ogni angolo della Calabria. Perché di imprenditori con la I maiuscola, la nostra regione, ne ha sfornati a ogni latitudine. Imprenditori che hanno garantito - confrontandosi con le difficoltà che tutti conosciamo - lo sviluppo del territorio e una stabilità per molti calabresi che, grazie alle loro aziende, sono riusciti ad assicurarsi il domani senza dover fare le valigie. Conoscere le loro vite, le loro storie, raccontare le intuizioni, il carisma, il savoir faire, la passione, la perseveranza che hanno caratterizzato le esistenze di ognuno, non solo è una forma di riconoscenza come l’intitolazione di una via costituisce, ma è anche un investimento verso le nuove generazioni. L’esempio

giugno 2010

Aldo Ferrara*

di questi uomini, infatti, deve rappresentare la speranza per chi oggi non vede sbocchi in una terra alle prese con i problemi di sempre: dalle carenze infrastrutturali all’accesso al credito, dalla criminalità a una burocrazia che non facilita l’impresa. Un esempio per i nostri giovani che vivono il presente nell’incertezza e, soprattutto, senza memoria del passato. Di quel passato, in particolar modo, che i libri di storia non raccontano e che invece sarebbe interessante apprendere per capire che si può essere artefici del proprio destino se si coltiva, con impegno, un’idea. Moltissimi di questi grandi uomini di Calabria sono partiti dal niente, non hanno avuto il supporto di una famiglia forte dal punto di vista economico, non hanno avuto fondi o sostegni dalla politica. Hanno avuto solo il merito di essere testardi e due grandi qualità, che poi sono quelle proprie dell’imprenditore: la capacità organizzativa, per fare con efficacia le cose che avevano deciso di fare e la capacità relazionale, di base per la costruzione dei rapporti con gli altri e per governare la squadra aziendale. I pionieri dell’imprenditoria calabrese, così, hanno lasciato una testimonianza forte a chi oggi li ricorda. Sono stati capaci di credere, come diceva Eleanor Roosevelt, nella bellezza dei propri sogni, unica chiave d’accesso per il futuro. ●

«Moltissimi di questi grandi uomini di Calabria sono partiti dal niente, non hanno avuto il supporto di una famiglia forte dal punto di vista economico, non hanno avuto fondi o sostegni dalla politica»

* editore di “Calabria Economia”

editoriale

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Sommario

www.calabriaeconomia.it

PRIMO PIANO 8

IL FUTURO è DONNA?

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Intervista a paolo abramo

ATTUALITà 10 Riduzione rate mutui per le imprese 11

il bilancio di Anas

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CARABINIERI CALABRIA

16 Giuseppe Pugliese è il nuovo presidente della Piccola Industria di Confindustria Calabria 19 il Protocollo d’intesa per incentivare la cooperazione tra imprese 20 Guardia di Finanza Calabria 24 Produzioni Alimentari e minoranze etniche 26 Nuccio Caffo lascia il testimone a Mario Romano

54 "30° Parallelo crescere nella nuova geografia: Italia, Mediterraneo, Mondo" 58

La crisi investe il settore delle costruzioni

60 Anche l’Agenzia delle Entrate Calabria mette le ruote al fisco 64

Mondo della pesca in crisi

68 Segnali di ripresa nell’economia vibonese 70

vino: COLDIRETTI, SPESI 1,2 MILIARDI PER ACQUISTI IN CANTINA

72

"I sindaci del Mezzogiorno per una svolta"

74 Lameziaeuropa spa Insieme per affrontare la crisi ed attuare il Patto per lo Sviluppo

calabria rurale 76

L’agricoltura: baluardo dell’ambiente

bandi 78

Internazionalizzazione: i voucher della Regione

forchette & calici A Castrovillari la “Locanda” dei fratelli Alia

28 Eventi naturali: questo il rischio per l’Italia

79

FLASH NEWS

80 lE NEWS DAL MONDO DELLA TECNOLOGIA

HI-TECH

30

l'opinione 34 Sviluppo regionale, vie di comunicazione e ferrovie italiane

politica 36

Consiglio regionale, varate le commissioni

37 Regione Calabria: le nomine che contano 38

La Cultura secondo l'assessore regionale prof. Mario Caligiuri

eventi 40

Allevatori: la Festa dell’Apa di Cosenza

SPAZIO IMPRESA 42 Dall’esportazione

all’internazionalizzazione: la nuova sfida per la pmi calabresi

economia 46 "Tunisia, imprenditoriale, moderna, dinamica ed ospitale, la cooperazione con le imprese calabresi” 53

4

Il credito in Calabria non aiuta imprese e famiglie

sommario

Editoriali 3 Un omaggio doveroso ai pionieri dell'imprenditoria di Aldo Ferrara

7 La Lega va capita e imitata

Si è perso già troppo tempo di Massimo Tigani Sava

In Copertina Wanda Ferro Antonella Stasi Il futuro è donna? Marcello Mazzuca Il comandante regionale all'Annuale dell'Arma

Salvatore Tatta

Nuovo comandante regionale della Guardia di Finanza

Paolo Abramo

presidente Camera di Commercio Catanzaro

giugno 2010


Sommario

www.calabriaeconomia.it

46

"Tunisia, imprenditoriale, moderna, dinamica ed ospitale, la cooperazione con le imprese calabresi”

Calabria Economia mensile di informazione economica Anno II - Numero 4 - Giugno 2010 Editore

Aldo Ferrara Direttore responsabile

Massimo Tigani Sava Contatti redazione via Caduti sul Lavoro, 9 88100 S. Maria di Catanzaro tel. 0961.781410 - fax 0961.789650 www.calabriaeconomia.it info@calabriaeconomia.it

60

Anche l’Agenzia delle Entrate Calabria mette le ruote al fisco

In redazione: Rita Macrì, Rosalba Paletta (Cooperativa Servizi editoriali) Catanzaro info@coopservizieditoriali.com

74

Lameziaeuropa spa Insieme per affrontare la crisi ed attuare il Patto per lo Sviluppo

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A Castrovillari la “Locanda” dei fratelli Alia

Collaborazioni esterne Stefania Argirò, Antonio Bevacqua, Maurizio Bonanno, Benedetta Caira, Giacomo Carbone, Vittorio Daniele, Davide Lamanna, Angela Latella, Gianfranco Manfredi, Enrico Mazza, Monia Melia, Mario Meliadò, Simone Puccio, Concetta Schiariti Progetto grafico Gianluca Muzzi Fotografie: Icaro fotocronache Mediaservice srl Cooperativa Servizi editoriali Stampa Stabilimento tipografico De Rose Montalto Uffugo (CS) Società editrice Mediaservice srl via Caduti sul Lavoro,9 88100 S. Maria di Catanzaro www.mediaserviceagency.it info@mediaserviceagency.it

www.calabriaeconomia.it di

Il Primo Quotidiano Economia della Calabria

leader nella regione per informazione e comunicazione Notizie economiche e politiche in tempo reale

Pubblicità tel. 0961.781410 - fax 0961.789650 Responsabile Marketing Biagio Muzzi info: 333.3686792 marketing@mediaserviceagency.it Pubblicazione mensile registrata presso il Tribunale di Catanzaro al n. 14 Reg. Stampa del 07/07/2008

Inviare comunicati stampa, testi e foto a:

info@calabriaeconomia.it

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sommario

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FINESTRE ISOLANTI SPI. QUANDO VUOI CHIUDERE IL MONDO FUORI. Una finestra isolante Spi è l’ideale per dimenticarsi di cosa succede fuori casa. Perché il suo alto potere isolante, acustico e termico è il frutto di una ricerca tecnologica e di una qualità produttiva senza paragoni, che fanno di Spi l’azienda italiana leader nel settore. Solo così ogni finestra diventa un pezzo di design in grado di offrire sempre la massima protezione e isolamento. Bellezza e resistenza eterne, che puoi scoprire chiamando il Numero Verde 800 063043 o visitando www.spifinestre.it.

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Finestre e Persiane


editoriale La Lega va capita e imitata Si è perso già troppo tempo di

L

e recenti sortite della Lega sull’Inno di Mameli, sulla nazionale di calcio, e su altre questioni solo apparentemente secondarie o talora addirittura dal sapore fokloristico, non hanno ottenuto, ancora una volta, una risposta adeguata da Sud. La Lega va prima capita a fondo, e poi imitata. Stare dietro alle sue provocazioni politiche, dialettiche, culturali, ma anche sociali ed economiche, assumendo posizioni che oscillano tra un sonnolento conservatorismo e un’indignazione di maniera, non fa altro che alimentare il gioco della Lega stessa. Gli uomini di Bossi sono più giovani, moderni, rapidi e in sintonia con la gente rispetto al nostro ceto politico medio. Non stiamo dicendo che dovrebbe nascere una Lega del Sud (anche se l’ipotesi potrebbe non essere del tutto fantasiosa), ma che i partiti tradizionali devono comprendere che oggigiorno, anche sotto il profilo della comunicazione pubblica, la moderazione non premia, gli atteggiamenti difensivi non danno risultati, le prediche generiche sui valori che tutti abbiamo calpestato non funzionano più. I Lumbard hanno intercettato meglio di tutti i cambiamenti planetari e locali generati dalla rivoluzione economica e tecnologica che ha investito il mondo: globalizzazione dei mercati, internet,

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Massimo Tigani Sava*

satelliti, società multietnica, crollo delle ideologie. Meraviglia che anche intellettuali avveduti non l’abbiano compreso: la stessa nascita dell’Europa e della moneta unica ha messo in crisi la realtà degli Stati nazionali che furono frutto, ricordiamolo, di lotte intestine, guerre e scontri epocali durati secoli, e non della gioiosa avanzata di popoli liberi, sorridenti e festanti. Né il gioco delle potenze e delle nazioni (intelligenti pauca) è estraneo ai nuovi regionalismi e alle azioni disgregatrici. L’Europa ha fatto nascere le macroregioni, ha spostato e ricollocato interessi, così come la caduta del Muro di Berlino ha fatto ridisegnare gli assetti geopolitici, eliminando rendite di posizione. Queste cose non le capirono Craxi, Andreotti e Forlani, così come Occhetto e D’Alema, ma mi sa che oggi non le stiano afferrando neanche molti leader del Pdl, del Pd e dell’Udc. La Lega va affrontata con le sue stesse tecniche mediatiche, recuperando appieno radici, tradizioni, rapporti culturali mediterranei, riferimenti europei e mondiali alternativi. Fatevi un giro sul Lago di Garda e poi chiedetevi quella realtà che cosa abbia da spartire con la Locride o con il Salento! Sveglia: qui servono idee e capacità di azione. ● *

«La rivoluzione economica e tecnologica mondiale, e la stessa nascita dell’Europa, hanno cambiato profondamente il modo di pensare della gente»

direttore responsabile “Calabria Economia”

editoriale

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primo piano

La copertina di questo numero del magazine

La politica è più forte se si tinge di rosa Gli esempi positivi di Antonella Stasi e Wanda Ferro

I

l problema del pieno coinvolgimento delle donne in politica è stato sollevato più volte in Calabria. C’è un riferimento che, a tal proposito, si presenta come emblematico: nella nuova legislatura del Consiglio regionale non siede neanche un esponente del gentil sesso. Neanche una donna su un totale di 50 eletti. Ma accanto a questa evidente discrasia rispetto a realtà più evolute non solo d’Europa, ma anche del nostro stesso Paese, peraltro ripetutamente sottolineata in ambito di pari opportunità, esistono delle “eccezioni”, chiamiamole così, che lasciano ben sperare. Questo articolo non ha la finalità di tracciare una mappa dell’impegno femminile ai massimi livelli istituzionali, politici e, perché no, dell’economia e della società in Calabria. Piuttosto rappresenta la volontà, accogliendo gli stimoli positivi che giungono da più parti circa un maggiore coinvolgimento delle donne anche nelle sfere più alte del potere, di sottolineare, attraverso qualche esempio positivo, che importanti passi in avanti sono stati co-

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primo piano

munque compiuti. Antonella Stasi, conosciuta tra l’altro per aver guidato Confindustria a Crotone, è stata scelta dal neo governatore Giuseppe Scopelliti quale vice presidente della Giunta regionale. Tale decisione, anche al di là delle caratteristiche individuali della Stasi, è stata applaudita perché ha in qualche modo bilanciato l’esito del voto popolare che non ha aperto a nessuna donna le porte di Palazzo Campanella. Analogamente ha suscitato convinti apprezzamenti anche la scelta della dottoressa Elena Scalfaro quale neo capo di gabinetto della Presidenza della Giunta regionale. Un’altra significativa pennellata di rosa ad una nuova legislatura regionale nata sotto il segno maschile. E veniamo ora ad un’altra esperienza che in molti, e non solo nel centrodestra, stanno seguendo con occhi attenti: Wanda Ferro. L’attuale presidente dell’Amministrazione provinciale di Catanzaro, nonostante l’ancora giovane età, ha alle spalle una lunga militanza politica, prima in An e poi nel Pdl. Si fa notare, tra l’altro, per una capacità di

dialogo e di confronto che supera anche i tradizionali steccati degli schieramenti politici, soprattutto quando si discute di cultura, di sociale, di ruolo e prospettive per i giovani e le donne. Wanda Ferro da tanti è considerata una risorsa per il Partito della Libertà anche sul piano regionale, in un contesto che, ripetiamolo, anche perché è un dato difficilmente contestabile, in questa regione alle donne non si dà ancora il giusto peso. La copertina del numero di giugno di “Calabria Economia”, con la forza comunicativa propria del magazine a colori, è stata dedicata ad Antonella Stasi e a Wanda Ferro per sottolineare pubblicamente una presenza femminile, nella politica e nelle istituzioni calabresi, che comunque esiste, è vitale ed è anche di qualità, senza trascurare quegli aspetti relativi all’immagine e allo stile che, al giorni d’oggi, hanno comunque un peso non trascurabile. Questa copertina, quindi, è anche un augurio affinché la presenza e il contributo delle donne in Calabria possano essere sempre di più consistenti e proficui. ●

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primo piano

A tu per tu con i protagonisti di Istituzioni e Imprese

Intervista a Paolo Abramo presidente della Camera di Commercio di Catanzaro

"Ho sempre creduto in alcuni valori forti" di

Stefania Argirò

P

aolo Abramo, presidente della Camera di Commercio di Catanzaro, è un uomo d’impresa prestato alle istituzioni. Sintetizziamo così, con un linguaggio preso in prestito dalla politica, la figura di una personalità di grande esperienza e competenza, a cui tutti riconoscono valori fondamentali quali la tenacia, la determinazione, la puntualità, la voglia di fare, la generosità e un amore profondo per la propria terra. E poi, una caratteristica su tutte, la straordinaria umanità nei rapporti interpersonali e un occhio sempre attento alla solidarietà discreta, che non fa rumore. Presidente Abramo, si è parlato di un suo possibile coinvolgimento nell’amministrazione comunale del Capoluogo…

«Sì, sono apparse delle notizie a tal proposito, nelle scorse settimane, sulla stampa locale. Si prefigurava l’ipotesi di un mio ingresso nella giunta comunale di Catanzaro. La cosa è avvenuta senza alcuna sollecitazione da parte mia. Ho ringraziato tutti, a partire dal sindaco, per l’attenzione riservatami, ho apprezzato il segnale di stima e di amicizia venuto dalla mia città. Le confesso che ne sono rimasto anche lusingato. Al contempo, con una dichiarazione pubblica, ho immediatamente precisato che l’eventualità era, certo prestigiosa, ma del tutto impraticabile. Gli impegni istituzionali a cui sono chiamato come presidente della Camera

giugno 2010

di Commercio, infatti, mi impediscono di prefigurare percorsi diversi, anche in ragione delle sopravvenute modifiche che hanno innovato significativamente la norma che regola il sistema camerale, rendendo necessario, in questa particolare fase, avviare l’opportuno lavoro di adeguamento dell’ente ai nuovi compiti. Un lavoro al quale, doverosamente, non ho alcuna volontà di sottrarmi». Forse, presidente, sta pensando a qualcosa di diverso per il suo futuro…

«Le dico con franchezza che non desidero, soprattutto in questa fase così delicata, assumere impegni che potrebbero condizionare il mio futuro e le mie scelte conseguenti, sulle quali rifletterò successivamente, anche per via del lavoro camerale cui ho fatto riferimento in precedenza. D’altra parte, sono noti i miei convincimenti, secondo i quali non ritengo possibile, né soprattutto serio, pensare di assolvere contemporaneamente un incarico istituzionale ed uno politico, tanto più in una città come Catanzaro, che reclama il bisogno di una svolta forte».

Leì è molto legato alla sua città…

«Catanzaro è stata la culla mia e della mia famiglia. I suoi vicoli, i suoi quartieri, la sua gente… Sì, con i Tre Colli ho un legame profondo. Penso che questa città abbia bisogno di ricostruire una sua identità, di ritrovare un ruolo centrale e propulsivo, di riacquistare pienamente quella funzione di capoluogo di regione che le è stata assegnata dalla storia. Il prestigio di un tempo va recuperato appieno».

Paolo Abramo

Presidente Abramo, al di là della politica e degli schieramenti, quali sono gli ideali cui lei si ispira e cui non è disposto a rinunciare?

«Sono contento di questa domanda che mi consente di precisare un aspetto cui tengo molto. Io mi ritengo un moderato e un cattolico, riconoscendomi in quell’ampia area del Paese che, nei decenni della Repubblica che hanno visto così tanti cambiamenti, è rimasta ferma attorno a dei princìpi indiscutibili, non svendibili, che non sono oggetto di contrattazione politica. I grandi protagonisti del cattolicesimo democratico, quel filone culturale che si riconosce nell’economia sociale di mercato, quell’essere laici senza sconfinare mai nel laicismo e nella deriva dai valori fondanti del Cristianesimo, rappresentano per me una guida sicura, un faro cui ho sempre guardato. Solidarietà, coesione sociale, famiglia, sostegno al volontariato e a quell’irrinunciabile tessuto connettivo rappresentato dalle piccole e medie imprese, equa distribuzione delle ricchezze e rifiuto degli aspetti più negativi del consumismo, tutela dell’ambiente: sono queste le cose in cui credo e in cui continuerò a credere». ●

primo piano

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attualità

Riduzione rate mutui per le imprese di

Mario Meliadò

L

a Regione “punta” il privato, mission: dare una mano alle imprese. Per esempio, coi progetti d’internazionalizzazione: il complesso compito affidato al giovane assessore regionale al settore (portatore di una delega già di per sé significativa) Fabrizio Capua tenterà di affiancare i tentativi già dispiegati sul territorio da parte delle Camera di commercio e del sistema confindustriale. E poi c’è da affrontare la crisi. Su quest’ultimo punto, la giunta Scopelliti inizia dal recepimento – su istanza degli assessori ad Attività produttive e Bilancio, Antonio Caridi e Giacomo Mancini rispettivamente – dell’avviso comune alle pmi, firmato il 3 agosto dello scorso anno da Abi (l’associazione degli istituti di credito), Ministero dell’Economia e associazioni rappresentative del pianeta imprenditoriale: attivata così la moratoria di un anno sulle rate dei mutui per le piccole e medie imprese. L’intesa con le banche non dispiega soltanto quest’effetto, in verità: la delibera della Giunta regionale consente anche di congelare per un minimo di 6 mesi e un massimo di 12 la quota capitale dei canoni relativi alle operazioni di leasing (mobiliare e immobiliare), tipica operazione riconducibile alle spese per investimenti; così come la dilazione a 270 giorni

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attualità

Regione Calabria

delle scadenze riguardo alle anticipazioni bancarie sui crediti (prima fissata al massimo a 120 giorni), in grado d’implementare liquidità a beneficio di aziende oggi spesso in difficoltà, pure con le linee di credito precedentemente operative. Come da accordo nazionale con l’Abi, il tutto concerne aziende «aventi adeguate prospettive economiche» e «in grado di provare la continuità aziendale»: non Economics da “salti nel buio”, piuttosto incentivi mirati, legati a progetti effettivamente in grado di contribuire alla pur impervia “risalita” del sistema economico-produttivo calabrese. Ma le misure anticrisi varate dall’esecutivo regionale includono pure l’applicazione dell’intesa a quegli interventi e leggi d’incentivazione regionale che soltanto su input della Conferenza delle Regioni e delle Province sono state oggetto di specifica integrazione – territorialmente, in forma autonoma – dell’avviso alle pmi. Largamente positivo il commento di Caridi e Mancini, persuasi che la Calabria si trovi di fronte alla più classica «boccata d’ossigeno» keynesiana capace di “far respirare” le tantissime aziende e microimprese oggi in difficoltà per la fase recessiva in corso e, contemporaneamente, di dare un preciso segnale di vicinanza alle istanze del mondo produttivo. E pone in luce Candeloro Imbalzano (neoconsigliere regionale per “Scopelliti Presidente”, da lunghi anni bancario di professione) quanto il “re” sia “nudo”. Detto in altre parole, «il sistema bancario che opera in Calabria ora non potrà più accampare scuse» né «alibi», considerato che è stato recepito dalla Regione lo schema già adottato da un rilevantissimo numero di istituti di credito, incluse le “superstar” del settore, in ambito nazionale: lo scoglio sarà dunque la concreta applicazione di una misura che «pur non costituendo la panacea di tutti i mali delle imprese calabresi, rappresenta una forte boccata d’ossigeno per il nostro gracile sistema economico, stanti le gravi diffi-

coltà a sopperire, con indebitamento verso terzi a partire dalle banche, alla cronica carenza di Giacomo Mancini mezzi propri». In questo senso, l’anticipazione di crediti vantati verso gli Enti pubblici e «privati di provata affidabilità» in relazione a un periodo più che raddoppiato (da 120 a 270 giorni per la scadenza dei crediti) può davvero incarnare una misura-chiave. Chiaramente, però, la buona volontà di singoli istituti non può e non deve bastare: è per questo che il consigliere regionale di maggioranza anticipa la ferma volontà di stimolare «un capillare monitoraggio» sull’applicazione dell’intesa verso le pmi calabresi ad opera della Seconda commissione consiliare “Bilancio” (che proprio nei giorni scorsi ha trovato in Franco Morelli il suo presidente) in collaborazione con le associazioni produttive su scala regionale, ma pure la convocazione dell’apposito organismo esistente in tutte le Prefetture del Paese. Chiaro che non mancano altri punti di perplessità. Il presidente calabrese di Coldiretti, Pietro Molinaro, in particolare, non apprezza l’esclusione delle imprese agricole dall’elenco dei beneficiari della moratoria sulle rate-mutuo: «Il tessuto imprenditoriale agricolo è fatto da piccole e medie imprese», osserva Molinaro, nel chiedere che pure «la metodologia d’accesso al credito» messa in campo dall’assessore Caridi coinvolgendo la finanziaria regionale Fincalabra sia «da emulare pure per le imprese agricole e agroalimentari», visto che proprio il ricorso ai flussi creditizi «pesa come un macigno ed è tema essenziale per le imprese agricole, perché serve a rafforzarne il profilo competitivo», mentre oggi il terreno esistente tra capitale e credito, secondo il “numero 1” di Coldiretti Calabria, è in sostanza, malauguratamente, «terra di nessuno». ●

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attualità

Grandi Aziende

Pietro Ciucci:

il bilancio di Anas si chiude con un utile per il secondo anno consecutivo

I

l progetto di bilancio dell’esercizio 2009 del Gruppo Anas, approvato dal Consiglio di Amministrazione presieduto da Pietro Ciucci, si è chiuso con un utile di 16,8 milioni di euro, con un aumento di 14,4 milioni di euro rispetto all’utile dell’esercizio precedente, dovuto al positivo risultato conseguito sia dalla capogruppo Anas SpA che da alcune società partecipate. Il bilancio della capogruppo Anas ha infatti registrato un utile di 5,3 milioni di euro, con un incremento di 1,8 milioni di euro rispetto all’utile dell’esercizio precedente. «Continua l’azione di riequilibrio dei conti Anas – ha affermato il Presidente Pietro Ciucci –. Per il secondo anno consecutivo nella sua storia l’Anas ha potuto realizzare un utile di esercizio, sia per una corretta e attenta gestione dei costi, come ad esempio il costante ridimensionamento delle consulenze e delle spese di pubblicità e di rappresentanza, sia per l’aumento dei ricavi non correlati ai corrispettivi di servizio, e sia infine per alcuni eventi di natura non ricorrente verificatisi nell’esercizio, che riguardano essenzialmente il risultato della gestione finanziaria e le partite straordinarie». Il progetto di bilancio sarà ora sottoposto all’approvazione dell’Assemblea degli Azionisti. «E’ proseguito l’impegno del vertice Anas – ha continuato Pietro Ciucci – per l’attuazione di un articolato corpo di iniziative che hanno effettivamente innovato in profondità la struttura e le modalità di azione di Anas con riguardo all’assetto di governance, all’organizzazione e gestione del personale, alla progettazione e alla direzione dei lavori, al nuovo modello di esercizio, alla ricerca e all’innovazione, alla sicurezza del lavoro, alla certificazione di qualità delle attività tecniche, legali e di stazione appaltante, al sistema contabile, ai sistemi informativi, all’attività di vigilanza sui concessionari autostradali, nonché all’organizzazione del Gruppo Anas, ivi comprese le iniziative con le Regioni e con gli investitori privati». Nel corso del 2009 sono state bandite 20 gare di

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appalto per investimenti di notevole rilevanza per un importo di oltre 1,7 miliardi di euro, che confermano la Società come la prima stazione appaltante del Paese negli ultimi anni; sono stati approvati 36 progetti (preliminari, definitivi ed esecutivi) per un importo complessivo di 4,1 miliardi di euro; sono stati avviati 37 cantieri per nuove opere per un investimento complessivo di 2,2 miliardi di euro e ne sono stati ultimati 29 per un investimento di 1,9 miliardi di euro, aprendo al traffico circa 141 km di nuove tratte stradali e autostradali e circa 42 km di strade esistenti ammodernate e messe in sicurezza; sono stati avviati 448 interventi di manutenzione straordinaria per un importo di 169 milioni di euro e sono state affidate manutenzioni ordinarie per un importo complessivo di 165 milioni di euro. Nel corso dell’anno, vanno ricordate l’apertura al traffico del passante autostradale di Mestre (32,3 km), l’apertura al traffico della nuova autostrada CataniaSiracusa (25 km) e la partecipazione fin dal primo momento all’emergenza post terremoto in Abruzzo, per garantire il ripristino della viabilità regionale, con interventi per circa 200 milioni di euro. Il risultato positivo raggiunto per il secondo anno consecutivo non è però ancora sufficiente a rassicurare sul risanamento economico strutturale e durevole di Anas. «Anche il 2009, come l’anno precedente – ha dichiarato il Presidente Ciucci –, ha potuto beneficiare di componenti positive di reddito di natura non ricorrente, registrando peraltro la progressiva riduzione del corrispettivo di servizio riconosciuto dallo Stato all’Anas per le sue attività istituzionali di gestore della rete nazionale delle strade e delle autostrade senza pedaggio (da 278 milioni a 242 milioni di euro). Obiettivo fondamentale per Anas è costituito dal raggiungimento della autonomia finanziaria, attraverso l’incremento dei ricavi propri legati alla logica di mercato, al fine di uscire dal comparto della pubblica amministrazione e di non incidere più sui conti pubblici». ●

attualità

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attualità

Carabinieri Calabria

196

°

annuale della fondazione dell'Arma dei Carabinieri

S

i è svolta a Catanzaro, sabato 5 giugno, la celebrazione del 196° annuale della fondazione dell'Arma dei Carabinieri, alla presenza del comandante regionale, generale di brigata Marcello Mazzuca. Molte le autorità civili, militari e religiose che hanno partecipato all’importante appuntamento. Nella sede del Comando regionale, tra il vasto pubblico, ricordiamo, in particolare, il Prefetto di Catanzaro, Giuseppina Di Rosa; il sindaco del capoluogo, Rosario Olivo, e il presidente della Provincia, Wanda Ferro. Il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, e il presidente dell'Assemblea regionale di Palazzo Campanella, Francesco Talarico; il procuratore della Repub-

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attualità

blica presso il Tribunale di Catanzaro, Vincenzo Lombardo; il questore di Catanzaro, Arturo De Felice; il comandante regionale della Guardia di Finanza, generale di brigata Salvatore Tatta; gli assessori regionali Mimmo Tallini e Piero Aiello; i parlamentari Doris Lo Moro, Ida D'Ippolito e Michele Traversa; l'arcivescovo metropolita di Catanzaro e Squillace, monsignor antonio Ciliberti. Molto numerosi i sindaci, i consiglieri provinciali e regionali, nonché i rappresentanti di altre istituzioni civili, militari e religiose. Il generale Mazzuca, nel suo discorso, ha affermato che «la domanda di sicurezza da parte della popolazione sottende oggi molteplici esigen-

ze. Non più solo la fondamentale protezione dell’incolumità fisica e della proprietà privata – ha affermato l’alto ufficiale – ma più in generale si è più sensibili alla complessiva qualità della vita. E’ verosimilmente questa la ragione per la quale i positivi dati sull’andamento della delittuosità non trovano speculare rispondenza nella percezione di sicurezza». «Una caratteristica – ha precisato il comandante regionale dell’Arma – che da un lato chiama le Forze di Polizia a rimodulare costantemente le proprie capacità operative e dall’altro, coerentemente con l’affermato concetto di sicurezza partecipata, sollecita alla cooperazione le autonomie locali, gli enti pubblici e privati che con le Forze di Polizia condividono progetti e responsabilità nel settore della sicurezza. In questo quadro va coinvolta la famiglia, luogo di rassicurazione e promotrice di educazione civica, che va anzi sempre più aiutata nella sua delicata funzione educativa. In questo contesto si organizza e si svilup-

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attualità

pa la risposta operativa dell’Arma dei Carabinieri con i propri reparti di elevata e diversificata specializzazione, in particolare con le Stazioni Carabinieri, perno dell’azione di controllo del risultati di un anno di attività: territorio». Il generale Mazzuca ha poi tracciato pattuglie eseguite sinteticamente i principali risultati di un

53.000 21.000 persone denunciate

2.100

giugno 2010 persone arrestate

Carabinieri Calabria

anno di attività dell’Arma dei Carabinieri: «Nell’anno appena trascorso le sole Stazioni hanno eseguito 53mila pattuglie, denunciate 21mila persone, arrestate 2.100, che costituiscono il 64% del totale. Di non minor rilievo il numero dei delitti perseguiti, oltre 52 mila, il 73% di quelli complessivamente perseguiti da tutte le Forze di polizia. Ma sono anche fonte di “rassicurazione sociale” per le rispettive comunità. Per questo esprimo un incondizionato compiacimento e ringraziamento ai Comandanti di Stazione».

Importante il passaggio dedicato dal comandante regionale dell’Arma alla repressione del fenomeno della criminalità organizzata, che in Calabria assume connotati specifici: «Per l’Arma dei Carabinieri rimane prioritaria e assolutamente costante l’attenzione ai gravi condizionamenti esercitati dalla ‘ndrangheta, che mira ad accrescere la dimensione economica delle proprie attività delittuose e ad infiltrare il tessuto produttivo di questa Regione e di molte altre, per estendersi anche oltre i confini nazionali. ►

attualità

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attualità

Carabinieri Calabria

472 persone denunciate

per associazione di tipo mafioso Il comandante regionale dell'Arma, generale di brigata Marcello Mazzuca

riconoscimenti al valore e/o merito civile e due ricompense collettive ai reparti. A queste si aggiunge il premio annuale che ieri (4 giugno, ndr), durante la cerimonia a Roma il Capo dello Stato ha consegnato al Comandante della Stazione di Taverna perché risultato tra i cinque Comandanti di Stazione che si sono maggiormente diIn particolare, l’azione di contrasto dell’Arma dei Carabinieri nel 2009 ha consentito la denuncia di 472 persone per associazione di tipo mafioso, il sequestro e la confisca di patrimoni illeciti per circa 390 milioni di euro, l’arresto di ben 42 latitanti di cui 3 inseriti nell’elenco dei trenta e 4 nell’elenco dei cento più pericolosi a livello nazionale». «La risposta operativa – ha proseguito il generale Mazzuca nel suo discorso – è anche efficace nel contrasto della criminalità diffusa. Infatti nello stesso periodo, i Carabinieri della Calabria hanno denunciato all’Autorità giudiziaria oltre 25mila soggetti e ne hanno arrestati 3.260, tra i quali sono compresi 114 per associazione mafiosa. Il merito degli eccellenti risultati operativi, pocanzi esposti, va esclusivamente attribuito al costante impegno dei reparti della Legione e di quelli speciali dislocati sul territorio. L’impegno è testimoniato dalle 123 ricompense individuali di cui 14 Medaglia al Valore e/o Merito Civile, 8 encomi solenni del Comandante Generale, come prima attestazione di merito in attesa di più alti

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stinti in ambito nazionale. Queste ricompense esaltano piccoli e grandi gesti, la passione e la dedizione che rende unico ed accomuna ogni Carabiniere». Il Comandante regionale dell’Arma, generale di brigata Marcello Mazzuca, ha concluso ringraziando tutti i Carabinieri della Legione Calabria per i risultati ottenuti e soprattutto “per l’impegno e la dedizione dimostrati nell’espletamento del servizio, esortandoli a conseguire sempre migliori risultati”. ●

390

milioni di euro sequestro e confisca patrimoni illeciti

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attualità

Mondo delle imprese

Giuseppe Pugliese

è il nuovo presidente della Piccola Industria di Confindustria Calabria di

Rita Macrì

G

iuseppe Pugliese, crotonese, 42 anni, laurea in economia, presidente della S&D srl (Service and Development), direttore amministrativo e finanziario dell’Istituto S. Anna di Crotone, è stato eletto dagli organismi regionali di Confindustria, all’unanimità, nuovo presidente della Piccola Industria di Confindustria Calabria per il prossimo quadriennio, oltre che vice presidente della Confindustria calabrese. Ricopre anche il ruolo di presidente di Fondimpresa Calabria e di consigliere della Cciaa di Crotone. Gli ha passato il testimone Fausto Aquino. Nel suo discorso di insediamento il neo eletto, dopo aver ringraziato il presidente uscente per il lavoro svolto negli anni scorsi e per l’impegno profuso con passione per lo sviluppo del tessuto produttivo calabrese, ha delineato alcune priorità sulle quali lavorerà nei prossimi mesi e su cui si concentrerà l’attenzione della Confindustria regionale in tema di sviluppo delle piccole e medie imprese. Questo è stato anche il tema di un’intervista che ci ha rilasciato qualche giorno dopo la sua elezione nel corso della quale ha precisato: «Spero di poter positivamente lavorare per lo sviluppo delle nostre imprese in Calabria e di poter contribuire, nel mio piccolo, a costruire

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una regione migliore». Nel corso dell’assise elettiva ha parlato di “crescita economica, occupazione, innovazione, snellimento della burocrazia e legalità” che ha definito “i capisaldi del mio mandato nei prossimi anni”. Quali sono le linee programmatiche da lei proposte?

«Mio malgrado mi tocca essere ripetitivo e forse, apparire anche banale ad un osservatore poco attento; dico questo perché è da anni che, a tutti i livelli, Confindustria, in maniera martellante, evidenzia gli aspetti di maggior criticità, soprattutto nel Mezzogiorno, foca-

lizzando l’attenzione su quattro aspetti: efficienza della P.A., legalità, efficienza nell’utilizzo dei Fondi Strutturali, infrastrutture e mobilità. Mi toccherà proseguire in questa opera di forte persuasione nei confronti di tutti coloro che, a vari livelli, hanno responsabilità in ordine alle tematiche che le ho elencato. Per quanto riguarda l’efficienza della P.A., il Mezzogiorno, e la Calabria in particolare, sconta una cronica carenza sotto il profilo della presenza e del funzionamento della macchina amministrativa: è una delle principali cause della mancata crescita dei nostri territori negli ultimi decenni! Mi piace citare le parole dette dalla presidente Marcegaglia in un recente incontro pubblico: “Non abbiamo bisogno, nel rapporto con la P.A., di vantaggi, o peggio di favori o di amicizie, ma solo di normalità”. Passando al tema della legalità, l’argomento meriterebbe un maggiore approfondimento che non è possibile fare in questa sede; in sintesi le dico che una condizione legale e sociale peggiore, si accompagna ad una riduzione della produttività e dello sviluppo economico. Chi fa impresa in contesti in cui è fortemente diffusa l’illegalità, subisce condizionamenti e paga costi che deprimono redditività e prospettive di crescita dimensionale. Confindustria Calabria è impegnata in prima linea su questi temi con l’obiettivo di tutelare le aziende e sostenere l’economia sana che è l’unica garanzia per lo svilup-

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«La Calabria punta sul turismo, che a livello mondiale è in grande crescita nonostante la crisi economica» po di ogni territorio. Parlando di Fondi Strutturali è innegabile che i P.O.R. non abbiano innescato processi di sviluppo tangibili. Il problema è molto complesso e di non facile soluzione; non mi sento di dare colpe e maggiori responsabilità ad un governo regionale piuttosto che ad un altro. Ho fiducia nel nuovo esecutivo regionale, guidato dal presidente Scopelliti, al quale mi sento di raccomandare una sola cosa: di perseguire la finalità prima della Programmazione Europea per le aree in ritardo come la Calabria e cioè migliorare le condizioni per lo sviluppo delle attività di mercato facendo grande attenzione a non incorrere, come è avvenuto in passato, nell’errore di realizzare con eccessiva frammentazione gli interventi. Infine le infrastrutture. E’ uno degli assi strategici per lo sviluppo della Calabria e per il rilancio dell’economia regionale. Il sistema infrastrutturale, a cominciare dalla logistica e dalla mobilità, rappresenta un asset fondamentale di competitività. Non vi è prodotto di successo senza che lo stesso possa raggiungere i mercati in tempi brevi e quindi con minori costi; la Calabria è un mercato piccolo e povero. La crescita e lo sviluppo delle imprese sarà tanto maggiore quanto più facile e veloce sarà raggiungere i mercati extraregionali ed internazionali. Pensi al porto di Gioia Tauro; una grande infrastruttura che il mondo ci invidia per posizione strategica, che è in crisi anche per la mancanza delle infrastrutture di supporto che rendono difficile e costosa la redistribuzione sul mercato delle merci. Non meno importante è

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Mondo delle imprese

il problema della mobilità delle persone. La Calabria punta sul turismo, che a livello mondiale è in grande crescita nonostante la crisi economica. La Calabria perderà la sfida nei prossimi anni se non lavora da subito sulla mobilità e sulla promozione, oltre che sull’accoglienza dei potenziali ospiti. Le priorità? Tante, a dimostrazione di quanto la Calabria sia disastrata ed in ritardo sotto questo aspetto: completamento della Sa- Rc, la nuova 106 Jonica, il rafforzamento della rete ferroviaria, la rete dei porti turistici e commerciali, l’ottimizzazione e la messa in rete degli aeroporti e perché no il “Ponte sullo Stretto” che ritengo sia una infrastruttura di vitale importanza per la nostra regione ma che purtroppo, da tanti anni, è solo argomento di diatribe politiche assolutamente sterili. Una grande opera non è di destra o di sinistra! Si dovrebbe discutere maggiormente e senza preconcetti delle opportunità di sviluppo e delle ricadute economiche sul lungo periodo che la stessa opera produce e sulla sostenibilità economico-finanziaria del progetto».

adottare e sviluppare una “cultura della crescita”. Si preferisce occupare delle nicchie di mercato e costruire il proprio futuro all’interno di mercati necessariamente ristretti, piuttosto che investire in risorse e crescere di dimensioni. Io ritengo che questo sia un limite, ma i cambiamenti che dovrebbero avvenire all’interno delle piccole imprese, per affrontare consapevolmente il problema della crescita, sono estremamente complessi e sollevano problemi di diversa natura. Di contro le piccole imprese hanno una naturale, forse intrinseca, inerzia ad adeguare la loro organizzazione alle esigenze strategiche, alle caratteristiche del business in cui operano, ad adattar-

Phillie Casablanca (flickr.com)

attualità

Come può la piccola e media impresa calabrese diventare protagonista positiva e propositiva dello sviluppo futuro della Calabria?

«In Calabria così come nel resto del Paese, oltre il 90% delle imprese è costituito da piccole imprese, con meno di dieci dipendenti. Nella maggior parte dei casi sono aziende che, dopo aver superato gli iniziali stadi di vita, decidono di non crescere, se non attraverso aggiustamenti qualitativi, e che preferiscono restare in quella che gli americani chiamano la comfort zone, piuttosto che

si ai cambiamenti del mercato, a reagire più repentinamente alle congiunture negative come quella che stiamo vivendo in questi mesi. Sono questi gli attributi che, secondo la mia opinione, contribuiranno a far sì che le piccole imprese, diventino nel prossimo futuro, come ha detto lei nella sua domanda, protagoniste positive e propositive dello sviluppo futuro della Calabria. Un’occasione da cogliere è certamente quella rappresentata dai fondi comunitari; si tratta, per il Mezzogiorno, di oltre 20 miliardi di euro entro il 2013 tra piano operativo nazionale (Pon), piani operativi regionali (Por) ►

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Mondo delle imprese

argonne (flickr.com)

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e risorse nazionali, in particolare il fondo aree sottoutilizzate (Fas), anche se queste ultime sono di mese in mese ridotte dagli interventi di urgenza del governo. Naturalmente, la preoccupazione è che risorse così ingenti trovino utilizzi razionali e producano effetti di sviluppo».

aspettano risultati che non arrivano. Sui temi dello sviluppo saremo inflessibili; è chiaro che ci avvieremo prestissimo a chiedere al Governo regionale un intervento organico di politica industriale in favore di tutte le imprese, grandi, medie e piccole».

Cosa si sente di dire al nuovo presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti e agli assessori neo eletti? In che senso "le prime dichiarazioni programmatiche del presidente Scopelliti e dei suoi assessori rappresentano un positivo inizio che può consentire di intraprendere la strada lunga e difficile per portare la Calabria fuori dall’isolamento e dalla marginalità"?

Ci racconta la sua esperienza da imprenditore che opera in Calabria?

«Ho conosciuto Giuseppe Scopelliti e ritengo che abbia le capacità intellettuali, culturali ed umane per far bene. Le priorità per gli imprenditori sono quelle di cui le ho parlato pocanzi. Le dichiarazioni programmatiche del nuovo presidente sono per molti aspetti sovrapponibili alle nostre oltre che condivisibili, ma non basta; è troppo tempo che gli imprenditori calabresi ascoltano, condividono e

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«La mia personale esperienza è caratterizzata da quella sovrapposizione tra ruoli manageriali, ruoli familiari e ruoli imprenditoriali tipica nel nostro Paese. Ritengo che se si possiedono le opportune capacità questa poliedricità sia da considerare un valore, a patto che si riesca a trovare il giusto equilibrio nei diversi ruoli. Il mio impegno è concentrato maggiormente nella direzione amministrativa e finanziaria dell’Istituto S. Anna che è un centro di riferimento nella sanità calabrese specializzato nella riabilitazione neurologica e nel trattamento di pazienti in stato vegetativo; ha 160 posti letto e dà lavoro ad oltre 250 addetti. Sono presidente della S&D srl, in rappresentanza della quale presiedo la Pic-

«In Calabria si può fare impresa, si può fare ricerca, si può creare ricchezza e sviluppo in modo sano e sostenibile»

cola Industria calabrese, che è una società di consulenza che si occupa di finanza agevolata prioritariamente nei settori della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica. Si tratta, con gli opportuni distinguo, di due esperienze imprenditoriali di successo che nascono da idee innovative e per certi versi coraggiose. L’Istituto S. Anna ormai è una realtà riconosciuta in Italia ed in Europa ed è certamente una delle aziende più importanti della Calabria; eppure nasce e si sviluppa fondamentalmente intorno ad una idea, ai tempi rivoluzionaria soprattutto nel contesto della sanità calabrese, come quella di istituire la prima “Unita di risveglio dal coma” in Italia. La S&D, nel 2004, coraggiosamente decide di offrire consulenza a quelle imprese intenzionate ad investire in ricerca ed innovazione in Calabria. Non le nascondo che molti ci presero per matti; oggi posso dire, con un pizzico di orgoglio, che annoveriamo tra i nostri clienti importanti imprese calabresi ed italiane, diverse università italiane, centri di ricerca e da qualche tempo la filiale italiana di una delle più importanti multinazionali al mondo, non faccio il nome per motivi di riservatezza. Queste esperienze dimostrano che in Calabria si può fare impresa, si può fare ricerca, si può creare ricchezza e sviluppo in modo sano e sostenibile. La ricetta? Innovare, innovare, innovare». ●

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Approvato dalla Giunta il Protocollo d’intesa per incentivare la cooperazione tra imprese

L

a Giunta regionale ha approvato, su proposta del Presidente Giuseppe Scopelliti e degli Assessori all’Ambiente, Francesco Pugliano, ed alla Cultura, Mario Caligiuri, il Protocollo d’intesa con le Confederazioni di settore di industria, commercio ed agricoltura finalizzato ad incentivare e promuovere la cooperazione tra imprese locali e la distribuzione organizzata, grande e piccola. Obiettivo prioritario – informa una nota dell’Uffi-

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Regione Calabria

cio Stampa della Giunta – è garantire la tutela dell’ambiente, incentivando l’innovazione tecnologica, il miglioramento dell’ecoefficienza delle imprese e le pratiche di consumo sostenibile. Il Protocollo prevede una forte sinergia tra Assessorato all’Ambiente e quello alla Cultura, Istruzione e Beni Culturali. Il documento approvato va nella direzione, essenziale per una Regione come la Calabria, di promuovere un nuovo modello di sviluppo che possa integrare, efficacemente, la dimensione economica con quella sociale ed ambientale. L’attenzione è rivolta al perseguimento della qualità ambientale che abbia anche le sue basi nell’innovazione tecnologica dei processi produttivi, dei prodotti e dei servizi e che sia in grado di generare un sistema economicoterritoriale maggiormente competitivo. E’ iniziata, pertanto, un’importante collaborazione con le organizzazioni di settore che rappresentano e coordinano tutti gli operatori del commercio, del turismo, dei servizi e delle professioni, dell’industria e dell’agricoltura per mettere in atto azioni che influiscano sull’organizzazione del contesto sociale e produttivo della nostra regione, al fine di coniugare efficacemente sviluppo, qualità della vita e ambiente. «Si è avviato – ha sottolineato il Presidente Scopelliti – un importante processo di rinnovamento: insieme alle categorie economiche e produttive, alle imprese ed ai cittadini possiamo costruire una

nuova stagione che sarà caratterizzata da una rinnovata competitività del sistema produttivo regionale e consentirà ai calabresi di cogliere nuove opportunità, nel convincimento che la nostra regione è in grado di essere artefice del proprio sviluppo, nel rispetto dei valori ambientali e della salvaguardia delle risorse naturali». Il consolidamento del sistema di alleanze attive sul territorio e lo stimolo alla partecipazione delle imprese, dei cittadini e di tutti i comparti produttivi ai processi di tutela dell’ambiente è certamente un’occasione per lo sviluppo sostenibile del sistema economico territoriale calabrese. Il protocollo d’intesa, prevede diverse azioni. Tra esse vi è l’introduzione di sistemi organizzativi e di vendita che consentano una razionalizzazione del flusso dei rifiuti e buone pratiche di sviluppo della filiera corta, anche queste in un’ottica di riduzione della produzione di rifiuti e del consumo di risorse. E’ prevista anche innovazione tecnologica e revisione sia dell’organizzazione strutturale sia dei processi produttivi in un’ottica di riduzione dell’ impatto ambientale. La Regione, infine, coordinerà le diverse azioni previste con tutti i portatori di interesse e, successivamente, saranno emanati specifici bandi cui potranno partecipare le imprese calabresi. La risorsa finanziaria da destinare al raggiungimento degli obiettivi ammonta a circa venticinque milioni di euro. ●

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attualità

Guardia di Finanza Calabria

Cambio al vertice della Guardia di Finanza in Calabria

subentra Tatta

Il Generale di Brigata Gaetano Giancane ha ceduto il comando. Sarà assessore al Bilancio in Campania

I risultati degli ultimi due anni.

C

ambio al vertice delle Fiamme Gialle in Calabria. Si è svolta mercoledì

26 maggio, presso la Caserma “Laganà” di Catanzaro, sede del Comando Regionale Calabria, la cerimonia di avvicendamento nella carica di comandante regionale tra il Generale di brigata Gaetano Giancane, cedente, ed il Generale di brigata Salvatore Tatta, subentrante. Cerimonia presso la Caserma "Laganà" di Catanzaro.

Alla cerimonia hanno presenziato il Comandante interregionale dell’Italia Sud-Occidentale, Generale di Corpo d’Armata Mauro Michelacci, le massime autorità civili, militari e religiose, oltre che l’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia, l’Organismo della Rappresentanza militare e numerosi ufficiali, ispettori, appuntati e finanzieri dei comandi dipendenti.

Il periodo in cui il Generale Giancane ha retto il Comando Regionale Calabria (circa due anni), si è caratterizzato per la sempre maggiore, qualificata e penetrante presenza del Corpo a difesa degli interessi economico–finanziari dello Stato, a tutela della legalità e della collettività tutta. Nel suo saluto di commiato, l’alto ufficiale, che assumerà l’incarico di assessore al Bilancio presso la Giunta regionale della Campania, ha inteso ringraziare le autorità intervenute, i comandanti dei vari livelli ed i loro uomini, gli ufficiali ed i militari tutti dello Stato Maggiore per la preziosa collaborazione assicurata, nonché i componenti degli organi della rappresentanza militare e gli appartenenti alle sezioni Anfi. Il Generale di Brigata Giancane, dopo aver rivolto un saluto particolare ai rappresentanti degli organi d’informazione per il puntuale risalto dato alle attività del Corpo, ha inteso sottolineare la grande valenza umana e professionale della sua esperienza al vertice della Guardia di Finanza in Ca-

labria. L’alto ufficiale ha sottolineato la sua soddisfazione per i rilevanti risultati conseguiti dal corpo durante la sua gestione, con particolare riguardo a quelli realizzati nel contrasto alla criminalità organizzata, ai grandi traffici illeciti di stupefacenti, armi ed esplosivi, alle frodi ai bilanci comunitari, nazionali e locali, nonché sul tradizionale terreno del contrasto all’evasione fiscale in tutte le sue forme e manifestazioni. Nello stesso periodo di comando dell’ufficiale, sono state intraprese importanti iniziative in ambito logistico ed ordinamentale, che hanno con-

Gaetano Giancane

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Guardia di Finanza Calabria

Da sinistra: il neo comandante regionale della Gdf, generale di brigata Salvatore Tatta, Michelacci e Giancane

sentito di rendere sempre più attiva la presenza del Corpo sul territorio rispondendo, in termini di sempre maggiore efficienza ed efficacia, alla pervicacia nella criminalità organizzata. Il nuovo comandante regionale, Generale di Brigata Salvatore Tatta, nativo di Sessa Aurunca (Ce), ha ricoperto sino ad oggi l’incarico di comandante provinciale nella sede di Catanzaro, comando del quale manterrà, comunque, la titolarità unitamente a quello assunto, mercoledì

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26 maggio. Il generale Tatta, 54 anni, è laureato in Giurisprudenza, Scienze della Sicurezza economico-finanziaria e Scienze politiche dell’Amministrazione. Titolato presso la Scuola Superiore di Polizia Tributaria, Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica, oltre che medaglia d’oro di lungo comando, Medaglia Mauriziana e Croce d’Oro per anzianità di servizio, ha svolto la sua attività di comando sempre impegnato in prima linea presso reparti

operativi di tutta Italia. Tra gli incarichi ricoperti, spiccano quelli di comandante del IV Gruppo di Sezioni del Nucleo Regionale di Polizia tributaria di Napoli, Capo Ufficio operazioni del Comando Regionale Campania, ufficiale addetto all’Ufficio centrale antifrode mezzi di pagamento presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, nonché comandante provinciale di L’Aquila. Ha svolto anche numerosi incarichi di docenza presso la Scuola Superiore di Polizia Tributaria e la Scuola Ispettori e Sovrintendenti del Corpo. Riportiamo di seguito testualmente il testo del discorso di commiato del Generale di brigata Gaetano Giancane: «Autorità militari, civili e religiose, Signore e Signori, Ufficiali, Ispettori, Sovrintendenti, Appuntati, Finanzieri. Oggi (mercoledì 26 maggio, ndr), alla presenza del Comandante Interregionale per l’Italia Sud Occidentale, che ringrazio per aver trovato lo spazio, pur nella estemporaneità degli avvenimenti, per partecipare a questa cerimonia, conferendole maggiore solennità, cedo il comando di questa Regione che ebbi l’onore ed il privilegio di assumere nell’agosto del 2008. Avrei dovuto – è scritto nel testo del discorso pronunciato dall’Alto ufficiale – cedere il comando il giorno del mio 63esimo compleanno per raggiunti limiti di età, il 10 ottobre prossimo, ma la mia nomina ad assessore al Bilancio della Regione Campania ha, di fatto, anticipato ad oggi il mio distacco operativo dal corpo. Anche se fino al raggiungimento dei limiti di età è sempre possibile che io rientri nelle fila del corpo, non posso nascondere che in questo momento sento le stesse emozioni che credo avrei provato con la cessazione definitiva dal servizio dopo una militanza più che quarantennale nella Guardia di Finanza. Mi sono, infatti, arruolato nel corpo nel lontano 1967 – prosegue il testo – presso la Scuola nautica di Gaeta, ►

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Guardia di Finanza Calabria

a coloro che sono assenti per garantire l’attività del Corpo senza soluzione di continuità. Un riconoscente pensiero mi sia permesso di rivolgere a mia moglie, presente anche oggi, che silenziosamente mi sostiene in tutti i miei movimenti, compreso quello che mi accingo a fare attualmente a causa del mio nuovo impegno su Napoli. Al mio successore, Generale di brigata Salvatore Tatta, i migliori auguri di sempre maggiori successi anche nell’incarico di Comandante Regionale. Signor Comandante Interregionale – si legge infine nel testo – con questi sentimenti, concludo il mio intervento, formulando un sentito augurio a tutti per una vita serena individuale e familiare”. ● spostandomi nelle diverse sedi di servizio, in ordine di tempo, dopo Gaeta, in provincia di Novara, poi a Ostia, a Messina, a Roma per la frequenza dell’Accademia ed ancora, a seguire, a Partinico, a Palermo, a Roma per la frequenza del Corso Superiore di Polizia Tributaria, a Napoli, a Trapani, a Milano nel periodo post tangentopoli, a Roma al Comando generale, a Torino, a Roma per la frequenza del Corso Alti Studi per la Difesa e poi a l’Aquila e di nuovo a Roma al Comando del nucleo speciale anticorruzione ed, infine, qui, a Catanzaro. Nella mia vita, Catanzaro mi resterà nel cuore come ultima sede di servizio, ma anche per il rapporto eccezionale che ho avuto con tutti coloro, autorità e collaboratori, con cui ho condiviso la mia attività. Mi sento gratificato – è scritto ancora nel discorso di commiato del Generale di brigata Giancane – per le numerose soddisfazioni operative, grazie soprattutto alla squisita collaborazione ed al notevole impegno di tutti. Un ringraziamento particolarmente sentito voglio rivolgere in questo momento ai miei diretti collaboratori, i comandanti provinciali, i comandanti del reparto tecnico logisti-

co amministrativo e dell’aeronavale e il personale dello Stato Maggiore del Comando Regionale, così diligentemente guidato dal Capo di Stato Maggiore. La loro collaborazione e l’impegno senza riserve hanno permesso di conseguire rilevanti risultati, nei diversi settori di servizio, di cui mi pregio sottolineare i notevoli sequestri patrimoniali e di stupefacenti eseguiti in danno della criminalità organizzata. Tali successi operativi hanno trovato puntuale risalto negli organi di informazione che qui intendo ringraziare calorosamente per la vicinanza e l’attenzione manifestate all’Istituzione. Desidero esprimere il mio vivo ringraziamento anche all’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia per la sua presenza in tutte le occasioni solenni, ed al Cobar per la preziosa collaborazione fornita in questo biennio. Un doveroso saluto porgo alla cittadinanza di Catanzaro, alla Provincia ed alla Regione, qui rappresentate dai rispettivi gonfaloni, testimoni dell’attenzione della società civile verso la Guardia di Finanza. Infine, desidero rivolgere un saluto a tutti i miei collaboratori, qui presenti in rappresentanza dei rispettivi reparti ed Il generale di Corpo d'Armata, Mauro Michelacci

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B U S I N E S S M A G A Z I N E

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Confindustria Cosenza

Iniziativa dei Giovani Imprenditori di Confindustria Cosenza

Produzioni Alimentari e minoranze etniche

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' Innovazione delle produzioni alimentari tipiche di qualità preservando le minoranze etniche nel contesto globale”. E’ stato questo il tema della prima delle due tappe di preparazione al G20 Young Business Summit, programmato a Toronto (Canada) dal 20 al 22 giugno. L’importante appuntamento, voluto a Cosenza dal componente del Comitato Rapporti Internazionali dei Giovani Imprenditori di Confindustria, Stanislao Smurra, e dal Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Calabria, Nuccio Caffo, ha visto confrontarsi,nella sede dell’Assindustria cosentina, industriali, docenti universitari, esperti del

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settore,dirigenti regionali. Nell’aprire i lavori, moderati dal Direttore di Confindustria Cosenza, Rosario Branda, il Presidente degli imprenditori cosentini Renato Pastore ha evidenziato come ci sia la necessità di mettere a sistema le produzioni alimentari tipiche, che da elemento di marginalità devono diventare al contrario leva di competitività. «La globalizzazione – ha condiviso il Presidente dei Giovani Imprenditori Fortunato Amarelli – impone anche agli imprenditori del settore agroalimentare di accrescere la competitività delle proprie aziende, valorizzando la qualità delle produzioni ed esaltandone la tipicità, soprattutto se espressione di una minoranza etnica». Sulla stessa lunghezza d’onda il Presidente Nuccio Caffo, che ha posto l’accento sull’importanza di proteggere adeguatamente

i prodotti locali, rafforzandone il legame con l’origine geografica, che è il solo fattore a non poter essere replicato e quindi a consentire di identificare realmente come unica una determinata produzione. «E di eccellenze del genere – ha sostenuto l’imprenditore Stanislao Smurra – da far crescere, tutelare e promuovere è ricca la Calabria, una regione capace di restituire anche a livello di enogastronomia un’immagine di accoglienza ed effettiva integrazione, se si pensa alle tante prelibatezze, frutto della presenza da più secoli di alcune minoranze etniche». Proprio la scelta di declinare il tema dell’innovazione, filo conduttore di ogni incontro di preparazione al Summit, riferendolo agroalimentare e non, come di solito avviene, all’informatica e al terziario avanzato, è stata particolarmente ap-

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attualità

Confindustria Cosenza

Da sinistra: Smurra, Caffo, Amarelli, Canavesio, Branda

prezzata dallo Sherpa G20 del Comitato Rapporti Internazionali e YES dei Giovani Imprenditori di Confindustria, Davide Canavesio, che ha sottolineato la valenza strategica di puntare su questo comparto ed in particolare sulle produzioni tipiche per contribuire al rilancio dell’economia locale. Ma se si vuole puntare sui prodotti tipici, quale elemento distintivo del settore agroalimentare calabrese – ha puntualizzato l’Ordinario di Politica Economica dell’Università della Calabria Giovanni Anania – occorre legare quest’ultimi a un territorio ben concentrato, a precise tecniche di produzione e alla tradizione di quelle aree. Senza dimenticare di associare il marchio d’impresa a quello d’origine, perché il consumatore opta per gli alimenti tipici nella misura in cui questi sono riconosciuti come portatori

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Da sinistra: Giovinazzo, Neri, Anania, Canavesio

di valori specifici ed irripetibili, circostanza questa che viene identificata più facilmente in quelle aziende che si siano imposte sui mercati per la qualità e l’autenticità delle proprie produzioni. I marchi DOP o IGP – ha rimarcato il Dirigente del Settore Valorizzazione e Promozione delle Produzioni Agricole e delle Filiere Produttive della Regione Calabria Giacomo Giovinazzo – non sono semplici sigle, ma rappresentano un patto etico tra l’azienda, che garantisce l’origine, le caratteristiche ed il rispetto di precisi disciplinari di produzione degli alimenti, ed il consumatore, che ha, grazie a questi loghi, la possibilità di riconoscere le eventuali imitazioni. Ed è per questo che la Regione Calabria si è da tempo attivata, ottenendo il riconoscimento per 9 DOP e 3 IGP e avviando la trasformazione di svariate DOC e IGT rispettivamente in DOP ed in IGP. Un riconoscimento, questo, che dovrà interessare, secondo il Direttore dell’Istituto Commercio Estero della Calabria, Domenico Neri, pure le produzioni tipiche riconducibili ai Grecanici, agli Occitani ed in particolare agli Albanesi, che possono consentire alle imprese regionali di entrare in mercati esteri finora inesplorati. ●

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attualità

Nuccio Caffo lascia il testimone a Mario Romano

Confindustria Vibo Valentia:

Mario Romano eletto all’unanimità presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di

Salvatore Guerrieri

S

ebastiano Caffo ha lasciato il testimone a Mario Romano, eletto all’unanimità presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Vibo Valentia per il prossimo triennio. Un giovane imprenditore, originario di Tropea, dove ha sede l’azienda a conduzione familiare di cui è a capo, la “Romano Arti Grafiche”, della quale ha preso le redini dagli anni ’90. Un managing che sembra avere idee chiare e determinazione, ma anche l’ambizione di voler «costruire – ha dichiarato nel corso di un’intervista - un mondo nuovo di pensare e di concepire la qualità ed il bello nell’impresa». Insomma, un imprenditore che sembra conoscere il fatto suo, che si aggiorna di continuo e con alle spalle tanti anni di responsabilità aziendale. Un imprenditore che ha scalato la vetta dopo una «gavetta» non sempre facile e spesso insidiosa. Una scelta dei giovani imprenditori vibonesi molto attenta e motivata, che non lascia nulla al caso e alle probabilità e che ha puntato a dare un nuovo input al Gruppo in un representing, che non vuole solo essere punta di un iceberg che naviga alla deriva, ma che, avvalendosi della esperienza personale e di quella maturata da vicepresidente sotto la guida di Sebastiano Caffo, vuole agire interpretando il significato e le finalità del gruppo «non solo

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come rappresentativo di un’associazione di aziende, ma di persone, mantenendo ben in mente l’importanza dell’Uomo e del Know how, costituito, sia nelle imprese che nella società dalle risorse umane», nel tentativo di incidere sulla realtà e sulle scelte di sviluppo della regione, cosciente che la Calabria vive una delle crisi più profonde della sua storia. Presidente Romano, quali saranno gli obiettivi sui quali il gruppo dovrà lavorare?

«Intanto puntare sull’innovazione, sullo sviluppo tecnologico, sulla ricerca, sull’internazionalizzazione, sulla capacità e merito, guardando ai giovani come risorsa fondamentale per la crescita della provincia di Vibo Valentia e la loro formazione. Ho preparato un pro­gramma di lavoro che considero un “cantiere aperto”, in evoluzione, che mi piacerebbe condividere insieme alla mia squadra, le cui parole d’ordino sono Coesione, Condivisione ed Equilibrio per un lavoro di gruppo per raggiungere obiettivi e valorizzare insieme la nostra crescita personale. Credo che questa sia la ricetta per vivere con serenità e motivazione nella nostra Calabria. Noi giovani siamo il futuro, ma è nel presente che dobbiamo valorizzare la nostra identità».

Quale ruolo pensa possa avere l’imprenditoria, soprattutto quella dei giovani, per un futuro di reale sviluppo, se ciò è possibile soprattutto in un futuro

federalista, nel vibonese e in generale in Calabria?

«Penso che possa rispondere con una frase di George Bernard Shaw: “Le persone che progrediscono nella vita sono coloro che si danno da fare per tro­vare le circostanze che vogliono e, se non le trovano, le creano”».

Ci vuole raccontare la sua esperienza da imprenditore che opera in provincia di Vibo Valentia?

«Fin da giovanissimo sono entrato nell’Azienda di famiglia, rappresentando la seconda genera­zione. Uno Stabilimento tipografico fondato negli anni ‘80 da mio padre Carlo, grazie al genio creativo di mio nonno “Don Mario”, il quale comprese l’importanza di investire nell’arte della stampa. Dal 1994 sono a capo della “Romano Arti Grafiche” insieme ai miei fratelli, Azienda leader nel settore della Stampa di alta Quali­ tà e dell’Editoria di Pregio. In azienda vado per lavorare, con grande passione, assieme ai miei collaboratori e voglio rendermi conto della qualità di ciò che produciamo. Ho fatto la gavetta e ciò mi ha consentito di conoscere dall’interno il mio mestiere. Mi aggiorno di continuo e così fanno coloro che, assieme a me, portano avanti la “Romano Arti Grafiche”. Il campo dell’editoria e della stampa di pregio è in costante evoluzione, è un settore nel quale applichiamo moderne tecnologie, software complessi, tenendo

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attualità bene a mente, però, il tradizionale valore della stampa, l’attenzione artigiana al lavoro industriale. Lo stesso naturale entusiasmo del lavoro in azienda, cerco di infonderlo nell’attività di Confindustria». Lei ha parlato nel corso del suo intervento all’assemblea che ha decretato la sua elezione di stile imprenditoriale e qualità… Qual è la sua idea imprenditoriale e cosa intende con organizzazione di “Open day”.

«Il lavoro in azienda ed in Confindustria richiede entusiasmo, disciplina, un continuo rimettersi in gioco, permettendo di crescere e di attrezzarsi al meglio per affrontare le difficoltà, le occasioni, le opportunità ed avere più consapevolezza nelle circostanze della vita e del lavoro, all’insegna della qualità e della cultura. La mia idea di imprenditore è quella di un imprenditore attento al mondo che lo circonda, con una visione chiara del futuro, capace di ascol­tare e comprendere quali sono le sfide che i nuovi modelli economici ci chiedono di affrontare, investendo, come ho già detto, sulla cultura del bello e sulla qualità. Questo mi permetterà di agire nella scuola e quindi nel mondo giovanile. In Calabria dobbiamo puntare su questo binomio per trasmettere il concetto di fare impresa alle giovani generazioni creando una collegamento consistente tra l’istruzione e l’impresa, tra lo studio ed il lavoro». Ma qual è la missione dei giovani imprenditori e che cosa secondo lei il gruppo dei giovani di Confindustria deve rappresentare?

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Nuccio Caffo lascia il testimone a Mario Romano

«La nostra missione è, dunque, quella di essere protagonisti nella vita delle aziende. Il gruppo giovani di Confindustria deve rappresentare una sorta di palestra per gli imprenditori più giovani, Ed è per questo che bisognerò investire sul marketing associativo per allargare il numero degli associati a Confindustria. I giovani di Confindustria rappresentano il presente e non solo il futuro. Un presente in cui devono esprimere la loro identità considerando le esperienze del passato e degli imprenditori adulti proprio per evitare gli errori del passato. I giovani del Meridione hanno, e abbiamo, una grande responsabilità. Quello che occorre, intanto e subito, è puntare sulla formazione di classi dirigenti attente e responsabili. Formazione come possibilità di essere soggetti propositivi, di concorrenza e di mercato. L’impresa è il luogo fisico e giuridico dove si crea ricchezza ed è l’unico luogo dove ciò può avvenire. Fuori dall’impresa non c’è creazione di ricchezza». Come concilia l’imprenditorialità con la missione cui lei si riferisce?

«Sulla imprenditorialità come missione le rispondo con una frase di Nerio Alessandri: “La missione di un imprenditore ha una fortissima componente sociale. Noi siamo quelli che creiamo la ricchezza, che non è solo una ricchezza economica ma anche una ricchezza sociale, che è il vero valore del paese, il vero valore del proprio territorio”». Lei parla di internazionalità, questo significa che l’imprenditoria vibonese e calabrese deve uscire dall’ambito angusto territoriale e puntare su una imprenditorialità alternativa, di proposta e di mercato?

«Guai se non fosse così. Intanto è necessario che si instauri uno scambio con altre realtà imprenditoriali, un fare in “fare rete” tra gli imprenditori, soprattutto e anche a livello internazionale. A tal proposito, con Confindustria giovani

stiamo organizzando un workshop. Io ho già frequentato spesso la Germania e i vantaggi sono stati tanti sia a livello personale che imprenditoriale». Quale sarà allora la sfida che intenderà perseguire durante la sua presidenza?

«Sicuramente la voglia di fare così come l’entusiasmo nel voler contribuire alla crescita del gruppo all’insegna della continuità, con una nuova cultura, la cultura del merito e delle cose fatte per bene. Una cultura attenta al territorio, più responsabile verso gli altri per confrontarci e lavorare insieme per raggiungere obiettivi co­muni, tenendo sempre presente lo spirito associativo e la voglia di fare impresa». Vuole riassumere in sintesi i punti su cui ha focalizzato la sua attenzione?

«Sono sei punti fondamentali: “Cultura del lavoro” come realizzazione di valori aggreganti dello sviluppo; “Cultu­ra d’impresa”, che per noi giovani imprenditori dovrebbe significare: creatività, capacità di integrarsi in modo consapevole nel sistema economico-sociale, capacità di farsi carico di obiettivi oltre al profitto e in rapporto con l’onestà, la trasparenza, la responsabilità; “Education”. Per affinità anagrafica, il gruppo dei giovani può essere maggiormente vicino al mondo scolastico per poter trasmettere la cultura d’ impresa tramite al­cuni strumenti ben precisi come Open; “Formazione interna”. Il Gruppo Giovani ricopre un ruolo di palestra per gli imprenditori più gio­ vani. Va quindi creato un sistema di formazione continua destrutturata ed incentivata; “Marketing associativo”. Come in azienda, il marketing rappresenta un volano importante per il rag­giungimento degli obiettivi in termini di Appeal e nel caso specifico: promuovere l’incremento del numero dei nuovi associati, linfa vitale dell’associazionismo, rendendo il gruppo fortemente attrattivo; “Confronto/scambio con altre territoriali”; “Organizzazione di eventi”». ●

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Rischio idrogeologico

Eventi naturali: questo il rischio per l’Italia La ricerca del Cnr per il sistema nazionale di Protezione civile

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n pericolo sparso su tutto il territorio, che vede particolarmente colpite le Regioni Trentino Alto Adige, Campania, Sicilia e Piemonte. Lo rileva il catalogo storico di eventi di frane e inondazioni realizzato dall’Irpi-Cnr di cui si è parlato nel Convegno organizzato dal Dipartimento terra e ambiente del Cnr in corso a Roma e dove sono stati presentati anche le attività e i risultati degli studi Cnr sui rischi naturali. I problemi connessi al rischio idrogeologico diventano anno dopo anno più gravi e preoccupanti per il nostro Paese. E rappresentano un problema di grande rilevanza sia per il numero di vittime sia per i danni causati alle infrastrutture, come confermano anche i dati raccolti in un catalogo storico con informazioni di eventi con danni diretti alla popolazione dal 671 d.C. e aggiornato dall’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica (Irpi) del Cnr. Se ne è parlato a Roma, presso la sede del Cnr, nel corso della Giornata di studio “La ricerca del Cnr per il sistema nazionale di Protezione civile” organizzata dal Dipartimento terra e ambiente (Dta) del Consiglio nazionale

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delle ricerche e a cui hanno partecipato tra gli altri il Presidente del Cnr, Luciano Maiani, il Vice Capo Dipartimento della Protezione civile, Bernardo De Bernardinis e Giuseppe Cavarretta, direttore del Dta-Cnr, oltre ai ricercatori del Cnr che si occupano di eventi catastrofici. «Abbiamo utilizzato questo catalogo storico, unico nel suo genere, – spiega Fausto Guzzetti, direttore dell’Irpi-Cnr, – per aggiornare le statistiche nazionali sulla probabilità che un evento di frana e inondazione causi un dato numero di vittime e abbiamo prodotto per la prima volta delle statistiche a livello regionale». Sebbene il pericolo frane e inondazioni colpisca un po’ tutto il territorio – dal 1950 al 2008 le vittime di eventi franosi in tutto il territorio nazionale sono state oltre 6380 e quelle delle alluvioni oltre 269, – le regioni più esposte sono il Trentino Alto Adige e la Campania. Prendendo in considerazione gli ultimi 60 anni il Trentino si trova al primo posto per numero di vittime (675), dovute a 198 eventi franosi. In Campania 231 eventi con 431 vittime; sempre nello stesso periodo di tempo gli eventi

franosi in Sicilia sono stati 33 con 374 vittime. Il Piemonte ha avuto 88 eventi franosi e 252 vittime. Un discorso a parte il Veneto dove, nel 1963, un solo evento (quello del Vajont) causò più di 1700 vittime. Se si passa a considerare gli eventi di inondazioni le Regioni più interessate sono Piemonte (73 eventi alluvionali e 235 vittime); Campania (59 eventi e 211 vittime); Toscana (51 eventi e 456 vittime: un numero caratterizzato dalla inondazione dell’Arno del 1966) e Calabria ( 37 eventi e 517 vittime). «Oltre a questo catalogo storico, – aggiunge Guzzetti, – abbiamo compilato un catalogo nazionale e stiamo lavorando a una serie di cataloghi regionali

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attualità

Roby Ferrrari (flickr.com)

iz4aks (flickr.com)

Rischio idrogeologico

Trentino Alto Adige

su eventi di pioggia che hanno prodotto frane: Ad oggi ci sono informazioni su 1025 eventi che serviranno per valutare la stima di soglia pluviometrica per l’innesco di movimenti franosi». Nel Convegno è stato inoltre illustrato il contributo del Cnr nell’ambito dei più recenti eventi naturali catastrofici. «Per quanto riguarda il terremoto avvenuto all’Aquila, per esempio, il contributo del Cnr, – spiega il direttore Giuseppe Cavarretta, – è stato utile per il Dipartimento della Protezione Civile che ha potuto contare sui ricercatori dell’Ente: il giorno stesso del sisma eravamo già sul luogo e abbiamo immediatamente operato sotto il coordinamento

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della Protezione Civile». Il contributo tecnico-scientifico, poi, è stato utile soprattutto nella fase successiva al sisma per la localizzazione dei siti più idonei alla riedificazione. «Abbiamo fornito informazioni su come si sia modificata la topografia dell’area interessata, – continua il Direttore Dta-Cnr – e dati sulla microzonazione sismica al fine di identificare le aree più adatte alla ricostruzione degli edifici. Questo perché, come noto, esistono punti in una stessa area maggiormente soggetti al danno poiché rilasciano in maniera più violenta l’energia sismica accumulata dalle formazioni geologiche argillose che possono essere presenti nel sottosuolo».

E anche per la recente eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajokull con il conseguente problema delle ceneri nei cieli europei il Dipartimento ha fornito la sua consulenza. Inoltre su un aereo dell’Aeronautica Militare si sta montando un’apparecchiatura in grado di ottenere misure dirette della densità di particelle di origine vulcanica in atmosfera per consentire alle Autorità preposte di decidere se si può volare oppure no sulla base di dati più attendibili rispetto ai modelli matematici fino ad ora utilizzati. «Dal Vice capo del Dipartimento della Protezione Civile, – conclude Cavarretta, – è venuta una manifestazione di grande soddisfazione per il lavoro svolto e una sollecitazione a una ancor maggiore integrazione del Cnr nel sistema nazionale di protezione civile, sia per la mitigazione del rischio sia per la partecipazione alle operazioni nelle aree di emergenza». ●

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flash news Dopo l’oro al concours mondiale de Bruxelles, l’Amaro del Capo Caffo torna in tv

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opo la gloria del podio all’ultima edizione del Concours Mondiale de Bruxelles, dove si è aggiudicato la medaglia d’oro, l’Amaro del Capo di Caffo torna in tv. Sull’onda del claim “L’Unico Piacere Ghiacciato”, che lo accompagna da tanti anni, la prima settimana di giugno infatti, il prodotto bandiera dell’azienda di Limbadi (Vibo Valentia), ha offerto su Mediaset l’oroscopo di Canale 5, mentre prima di Natale ripartirà la pubblicità tabellare con un nuovo spot attualmente in fase di produzione. «Con quest’azione – spiega Sebastiano Caffo, amministratore dell’omonima distilleria – puntiamo a far conoscere sempre di più il nostro prodotto simbolo, in un’ottica di rafforzamento del brand. Grazie al lavoro di un ottimo staff vendite guidato da Paolo Raisa, negli ultimi cinque anni Amaro del Capo è riuscito a varcare i confini regionali posizionandosi tra gli amari più venduti e distribuiti in Italia. Un caso unico di amaro regionale che ha guadagnato un posto importante tra i “nazionali”, nonostante la situazione economica difficile ed i trend negativi dei consumi degli alcolici». Secondo gli ultimi dati IRI Infoscan al marzo 2010, l’azienda ha registrato un + 15% con un A.T. (anno terminante) del + 10,2% a Nuccio Caffo volumi. Il mercato degli amari, nello stesso mese, ha registrato uno 0,2% nonostante la Pasqua più bassa rispetto al 2009, ed un A.T. del – 5,5%. Nel Nord Est l’azienda, nei primi tre mesi dell’anno, con l’inserimento in diverse strutture, ha aumentato la distribuzione ponderata di ben 7 punti (47%). «Un dato importante – prosegue Caffo – é il mantenimento della leadership in Calabria, nonostante l’incremento di distribuzione nel resto d’Italia. In Calabria abbiamo una quota di mercato del 55,6% mentre il nostro principale competitor ha una quota del 6%. Praticamente siamo “profeti in patria”. Nell’ultimo anno la nostra quota di mercato nazionale è cresciuta di 1,1 punti, arrivando a toccare i 7,7 punti. Dieci anni fa raggiungevamo solo 1 punto di quota e cinque anni fa avevamo una quota del 50% rispetto ad oggi». ●

Royalties, rilevante la proposta del sen. Li Gotti

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a Camera di commercio di Crotone condivide la proposta di legge del senatore Li Gotti, attualmente in discussione presso la decima commissione al Senato, che prevede l'innalzamento delle royalties, ovvero delle quote di risarcimento per l'attività estrattiva di idrocarburi dall'attuale 6-7% ad almeno il 50% da destinare ai territori sfruttati. «L’attuale percentuale delle royalties non soltanto è esigua ma è anche tra le più basse al mondo – sono le parole del Presidente dell’Ente camerale Fortunato Roberto Salerno – dobbiamo passare dalla situazione in cui le royalties hanno un carattere che potremmo definire ‘simbolico’ nella sua scarsità ad una prospettiva di valore sostanziale delle royalties stesse come contropartita per un territorio che ad oggi subisce soltanto i rischi e le conseguenze negative legate all’attività estrattiva». «L’onda nera di petrolio che sta uccidendo la flora e la fauna negli Stati Uniti, non è così distante dalle possibili minacce, anche se di altra natura, che incombono sul nostro territorio all’ombra delle piattaforme dell’Eni – prosegue Salerno –. Chi svolge attività estrattiva deve risarcire in maniera sostanziale il territorio per le risorse che sta attingendo, per i danni causati e per i potenziali rischi. Il territorio, dal canto suo, deve essere messo in grado di utilizzare queste risorse per generare sviluppo ed occupazione valorizzando in un’ottica di lungo termine le risorse natuRoberto Salerno rali esistenti». ●

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flash news Indagine Citta’ del vino/Censis: per il 67% dei comuni italiani a vocazione eno-gastronomica è il vino il principale richiamo del proprio territorio, capace di incidere anche del 30% sullo sviluppo turistico

I contenuti della ricerca sono stati illustrati in occasione degli “Stati generali del turismo enogastronomico”, di scena in Toscana dal 4 al 6 giugno

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sindaci del Belpaese ne sono convinti: meno male che c’è il vino! Per il 67% dei comuni italiani a vocazione eno-gastronomica è proprio il nettare di Bacco la voce più importante dell’attrazione turistica del proprio territorio, capace di incidere fino al 30% sull’economia legata allo sviluppo turistico di certe località. I dati scaturiscono dall’indagine “Il puzzle dell’offerta: le spinte locali dei territori e i rischi della promozione di campanile”, realizzata da Città del Vino/Censis Servizi Spa, che è stata illustrata al “Forum sul turismo enogastronomico”, di scena ad Alberese (Grosseto) dal 4 al 6 giugno, in collaborazione con Regione Toscana, Federazione delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori di Toscana, Provincia e Comune di Grosseto (info: www.cittadelvino.it). L’inchiesta ha riguardato 250 degli oltre 1.700 comuni interessati al turismo eno-gastronomico, selezionati in virtù della presenza nel proprio territorio di importanti cantine, ristoranti, musei del vino o Strade del Vino. Il 67% dei sindaci interpellati mettono la qualità del prodotto-vino al primo posto tra i punti di forza sui quali fare leva per la promozione del proprio territorio. Al secondo posto (49%) collocano invece la qualità ambientale e paesaggistica. Seguono, ma distanziati, altri fattori come le attrative culturali e storiche, l’identità dei luoghi e la varietà d’offerta degli itinerari. In termini strutturali il contributo del settore del turismo allo sviluppo locale varia a seconda della “forza e delle dotazioni turistiche” dei singoli comuni: in quelli già noti il peso è del 18%, in quelli a media notorietà è del 26%, in quelli a bassa/nulla notorietà è del 30%, con

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punte dell’80-90%. Ovviamente l’incidenza media nasconde realtà molto diverse tra loro: seppure esclusi come paradigma delle diversità, si possono citare il Comune di Rimini con il 2% ed il Comune di Montalcino con il 90% dell’incidenza degli enoturisti. Secondo l’indagine Città del Vino/Censis Servizi Spa nel 2009 le risorse destinate al settore sono state in media di 23.000 euro per comune, impiegate per lo più in infrastrutture, eventi ad hoc e nella promozione al di fuori del proprio territorio, ma, oltre alle poche risorse e alla crisi economica, per il 31% dei sindaci alla guida dei distretti del vino, il vero punto di debolezza è la mancanza di una “regia comune”. ●

Il Governatore Scopelliti farà parte dell’Ufficio di presidenza della Conferenza dei Presidenti delle Regioni

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l Governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti entra a far parte dell’Ufficio di presidenza della Conferenza dei Presidenti delle regioni d’Italia, alla cui presidenza è stato confermato Vasco Errani. Scopelliti e gli altri presidenti di Lombardia, Basilicata, Molise e Sardegna sono stati eletti, all’unanimità, nel corso della recente riunione di oggi della Conferenza dei Presidenti. Nell’ambito della nuova organizzazione interna della Conferenza – informa una nota dell’Ufficio Stampa della Giunta calabrese – sono state anche nominate le Commissioni. Alla Calabria è stato assegnato il coordinamento della sesta, quella dei “Beni e attività culturali”, la cui delega, nella nostra regione, è dell’assessore Mario Caligiuri. «Si tratta – ha commentato la vicepresidente della Giunta Antonella Stasi che ha partecipato alla riunione della Conferenza – di un settore importante per la Calabria poiché pone al centro dell’attenzione la valorizzazione dei beni culturali ed artistici ma, allo stesso tempo, anche delle biblioteche, dei musei e di ogni altra attività legata allo sviluppo della cultura e dell’arte». ●

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Dattola

Gioia Tauro,

verso l'approvazione del Piano regolatore portuale

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ontinua a passo spedito l’iter procedurale che porterà all’approvazione definitiva del primo Piano regolatore portuale del porto di Gioia Tauro. Nei giorni scorsi, al fine di velocizzarne i tempi, si è dato avvio alla fase istruttoria del Piano. Nella sede romana del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici si è tenuta la prima riunione della Commissione tecnica, costituita ad hoc, che ha il compito di avviare la complessa istruttoria del Prp. Si tratta del primo importante passaggio che porterà al rilascio del parere da parte del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Prende, quindi, forma concreta il percorso formale necessario a completare l’iter amministrativo e tecnico della programmazione infrastrutturale dello scalo portuale per i prossimi 15 anni. Al tavolo dei lavori hanno preso parte i tecnici dell’Autorità Portuale di Gioia Tauro e gli esperti della società Technital che ne ha curato la redazione del Piano. Tra i presenti, il Segretario Generale, Carmelo Maccarone, l’ing. Marco Merante, dirigente della Port Authority, l’ing. Alberto Scotti e l’ing. Enrico Cantoni della Technital. Lo scopo della riunione è stato quello di illustrare i contenuti della progettazione per comprenderne le importanti prospettive offerte allo scalo. Del resto, si tratta del primo strumento di pianificazione che ha l’ambito compito di definire il futuro sviluppo del porto di Gioia Tauro con chiari e profondi

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riflessi economici sull’intero territorio regionale. Si potrà, così, avviare un percorso di crescita sinergica con il territorio, pianificata e fortemente voluta dall’Authority di Gioia Tauro in collaborazione con gli Enti locali interessati. L’obiettivo è quello di offrire all’intera Regione Calabria un nuovo volto economico, grazie alle numerose opportunità di crescita che il Piano ha previsto. Il Segretario generale Carmelo Maccarone ha illustrato ai presenti l’intera pianificazione. Nero su bianco ha descritto le potenzialità offerte dalle nuove infrastrutture che dovranno dare supporto allo scalo per continuare a mantenere costante la propria leadership nel circuito dei traffici del Mediterraneo. Si è giunti a questo storico e importante traguardo attraverso un iter burocratico complesso e, minuziosamente, studiato al fine di ottenere la migliore pianificazione possibile per l’intera area. La prima pietra è stata posata lo scorso 4 marzo con l’adozione, all’unanimità, del Piano regolatore portuale da parte del Comitato Portuale, appositamente convocato dalla Port Authority. Ora, quindi, si è dato avvio alla seconda fase che porterà al rilascio del parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Seguirà la Valutazione d’Impatto Ambientale e, infine, si giungerà all’adozione definitiva del Prp da parte della Regione Calabria con relativo decreto di approvazione. ●

Lucio Dattola

Il nuovo vice presidente di Retecamere

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l Presidente della Camera di Commercio di Cosenza, Giuseppe Gaglioti, ha formulato le sua più sincere congratulazioni al Presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria, Lucio Dattola, per la sua nomina a Vice Presidente di Retecamere, società del sistema camerale con sede a Roma specializzata in progetti e servizi integrati nel settore dei sistemi informavi. «La prestigiosa nomina, – riferisce il Presidente Gaglioti, – rappresenta il giusto riconoscimento, per le alte qualità e per le doti professionali che il collega e amico Dattola ha profuso nell’amministrare la Camera di Commercio Reggina. E’ altresì, – continua Gaglioti, – un evento da salutare con grande favore, perché nella nuova veste il Presidente Dattola impegnerà la sua esperienza e la sua indiscussa preparazione tecnica ed economica, al livello nazionale, per interventi puntuali in favore dell’economia reggina e dell’intera economia calabrese. Al Presidente Dattola, gli auguri più sentiti di proficuo lavoro nell’interesse delle nostre imprese». ●

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flash news Scopelliti a Varapodio con il Ministro La Russa

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l Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti, ha partecipato, a Varapodio (Reggio Calabria) alla cerimonia di inaugurazione della Piazza intitolata alla memoria dei caduti a Nassiriya. Oltre al Governatore – come informa una nota dell’ufficio stampa della Giunta Regionale – erano presenti il Ministro della Difesa Ignazio La Russa, il Prefetto di Reggio Calabria Luigi Varratta, il Questore di Reggio Calabria Carmelo Casabona, il sindaco di Varapodio Guglielmo Rositani e il maresciallo Marilena Iacopini, che venne ferita a Nassiriya. «Oggi è stata scritta – ha dichiarato il Presidente Scopelliti – una pagina importante di democrazia. I nostri ragazzi che adesso si trovano a Nassiriya hanno tutto il nostro affetto e la nostra stima perché sono loro i cosiddetti costruttori di pace. Nel 2003 i soldati italiani sono morti per difendere la Patria e la presenza del Ministro La Russa a Varapodio ha voluto significare quanto lo Stato sia vicino alle famiglie di questi eroi». ●

Deliberata la costituzione del Tavolo di partenariato economico e sociale

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Caridi

a Giunta regionale, presieduta dal Governatore Giuseppe Scopelliti, ha approvato, nella seduta di ieri, l’istituzione del Tavolo del partenariato economico e sociale in materia di attività produttive. Il provvedimento, deliberato dall’esecutivo – informa una nota dell’Ufficio Stampa della Giunta - su proposta dell’assessore alle Attività Produttive Antonio Stefano Caridi, individua tra i soggetti che costituiranno il Tavolo, oltre ai dipartimenti regionali interessati e alla consigliera regionale di Parità, anche

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l’Uncem, l’Upi e l’Anci regionali, le associazioni in campo agricolo, bancario, ambientalistico, industriale e del terzo settore, Confcommercio e Camere di commercio, l’Abi, la Lega delle cooperative, i rappresentanti delle associazioni Consumatori regionali e delle organizzazioni sindacali. «La Regione - ha dichiarato l’assessore Caridi – intende promuovere la cultura dello sviluppo partecipato, tramite la definizione di atti di programmazione condivisi ed aumentare la qualità e l’efficacia delle scelte strategiche effettuate, rendendo le parti sociali ed economiche parte integrante del processo valutativo sotteso alle stesse decisioni. In questa ottica – ha detto ancora Caridi – è stato istituito il Tavolo del Partenariato al fine di supportare e concertare ogni decisione inerente le attività del nostro Dipartimento». ●

Apre a Catanzaro il primo Guglielmo Store Inaugurato sabato 12 giugno il primo GUGLIELMO STORE. Vendita di macchine a capsule e cialde, accessori e molte pregiatissime referenze di caffè Guglielmo. Attraverso le capsule firmate Caffè Guglielmo potrete gustare appieno l'eccellenza di un espresso pieno e costante. Il Guglielmo store si trova a Catanzaro, in via Vittorio Veneto n. 50. •

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Sviluppo regionale, vie di comunicazione e ferrovie italiane di

Giacomo Carbone

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recente l’attenzione che ha destato la soppressione da parte di Trenitalia Spa, di alcuni treni di lunga percorrenza che collegavano la fascia ionica calabrese, con la Puglia, Torino e Milano. Continua, quindi, ad esserci una notevole disparità di condizioni, tra la rete ferroviaria ionica della nostra regione, fortemente penalizzata, e quella tirrenica, nella quale, dal 26 aprile, è addirittura operativo un ulteriore collegamento ad alta velocità tra Lamezia Terme e Roma, con partenza alle 6.30 dalla stazione lametina, e ritorno dalla capitale alle ore 19.00. La diversità sostanziale dei collegamenti ferroviari esistenti, sembrerebbe giustificarsi da un minore numero di utenti che viaggia sulla tratta ionica rispetto a quella tirrenica. Ma questa spiegazione è in parte soltanto apparente. La verità è che sulla tratta ionica, viaggiano treni lenti ed in condizioni fatiscenti, privi di qualsiasi pulizia e confort, e percorrenti una linea mai modernizzata, con rischi da non sottovalutare per la sicurezza degli utenti. E’ dunque plausibile ritenere che la scarsità di viaggiatori sia diretta conseguenza delle spaventose condizioni in cui il passeggero è costretto ad affrontare il viaggio sulla linea tra Reggio Calabria e Bari Centrale. Parallelamente, mentre la costiera tirrenica, sia pure tra le mille difficoltà derivanti dai lavori di ammodernamento, usufruisce

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per alcuni tratti della autostrada Salerno-Reggio Calabria, la fascia ionica può contare sulla s.s. 106, che da Reggio Calabria fino Capo Spulico, è una delle strade più pericolose di Italia. Non può negarsi che questa situazione influisce in modo piuttosto negativo sullo sviluppo della nostra Regione, che è così priva di un qualsiasi moderno collegamento con la fascia ionica della Basilicata, con la Puglia e con il resto delle regioni adriatiche. Basti pensare che tra Catanzaro Lido e Pescara, i tempi di percorrenza ferroviaria sono uguali o superiori a quelli tra Lamezia e Milano, con una distanza, però, inferiore di circa 500 km. Se si aggiunge poi che non vi è alcun collegamento aereo diretto tra la Calabria e le regioni orientali del nostro paese a sud di Bologna, e che i collegamenti marittimi nel nostro Ionio, sono pressoché inesistenti, il quadro è quello di una regione alla quale è impedita di fatto, qualsiasi direttrice di sviluppo commerciale-turistico per circa 800 km. Una follia, avverso la quale nessuno sembra profondere un serio impegno per una soluzione in tempi accettabili. Eppure, storicamente, è l’esistenza di vie di collegamento di un paese o di una città, ad essere il primordiale requisito per poterne garantire lo sviluppo culturale ed economico. Parigi, Londra, Monaco di Baviera, Mosca, Sidney, Tokyo, New York, quasi tutte le prin-

Giacomo Carbone *

cipali metropoli del pianeta così come le principali città italiane, sorgono ai margini di grandi fiumi oppure sono costiere, proprio perché la navigazione ne assicurava il collegamento con il resto del mondo. L’impero romano manteneva le proprie conquiste territoriali soprattutto attraverso la costruzione di strade di collegamento con la capitale, la conquista dell’ovest americano fu attuata attraverso la costruzione della ferrovia che spesso addirittura precedeva l’edificazione di nuove città. Non può insomma esistere una minima seria possibilità di sviluppo economico, culturale e quindi politico di un paese o di una regione, se non è assicurata una rete di collegamenti tale da poterlo permettere, e questo vale anche nell’epoca attuale, dove comunque le vie di comunicazione telematica, non possono e non potranno mai supplire all’esigenza di potere trasportare beni e persone da un luogo all’altro, in tempi, con costi ed in condizioni di sicurezza accettabili. Non vi

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l'opinione «Non può esistere una minima seria possibilità di sviluppo economico, culturale e quindi politico di un paese o di una regione, se non è assicurata una rete di collegamenti tale da poterlo permettere» può dunque essere dubbio alcuno, che il settore dei trasporti è vitale per migliorare le condizioni di profonda arretratezza in cui versa la nostra regione, che paga anni di indifferenza dei politici locali e nazionali nei confronti delle zone del versante ionico, Suscita dunque più che una perplessità, il fatto che Trenitalia spa, abbia deciso l’abolizione di alcuni collegamenti della tratta ionica, anziché provvederne al rafforzamento, e soprattutto al suo radicale miglioramento ed ammodernamento. Purtroppo una decisione del genere trova anche origine nel processo di privatizzazione delle principali società di servizi nazionali, che secondo i fautori avrebbe dovuto assicurare, con l’adozione di logiche commerciali, la riduzione delle perdite economiche ed il miglioramento delle prestazioni offerte. Gli ultimi anni hanno raccontato una storia diversa. La privatizzazione delle Ferrovie dello Stato, per esempio, ha provocato disastri e guasti irreparabili, anche in termini di sicurezza, con l’adozione di logiche di ottimizzazione del risparmio che sono state accompagnate dalla morte di oltre 50 macchinisti da quando è avvenuta la privatizzazione. Vengono privilegiate soltanto alcune poche tratte, come la direttrice Roma-Bologna-Milano, che possano garantire il massimo dei guadagni, mentre il degrado regna nel resto

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dell’Italia, nel Meridione, nelle Isole come anche in altre regioni, come l’Italia centrale e del Nord Est (è ad esempio recente l’abolizione dell’unico treno che collegava direttamente Bolzano con Roma). Sono stati permessi, in nome della privatizzazione, e degli utili che dovrebbe garantire, tagli al personale (circa il 50% dall’era della privatizzazione), tagli ai collegamenti, ai sistema di sicurezza, e parallelamente si è verificato un vertiginoso aumento dei costi dei biglietti, mentre la maggior parte degli utenti continua a subire disservizi, ritardi, viaggiando su treni sporchi, privi di servizi igienici adeguati e funzionanti, senza alcuna garanzia per la propria sicurezza personale, e comunque terribilmente scomodi rispetto ai vagoni utilizzati anni fa, con sedili angusti e luoghi stretti e limitati, per poggiare i bagagli. E la beffa è che la privatizzazione non ha neppure comportato l’agognato raggiungimento di una florida gestione economica, basti pensare che la Soc. Trenitalia, già nel 2006 aveva una perdita secca di un miliardo e settecento milioni di euro, così che il Governo si è trovato costretto ad adottare un piano di ricapitalizzazione per milioni di euro. Anche i recenti trionfalistici risultati, annunciati nel 2009 dal gruppo Trenitalia, comunque evidenziano una situazione di passività che sebbene inferiore al bienno 2007-2009, è superiore ai 20 milioni di euro. Ciò rende plausibile ritenere che l’obiettivo sarà soltanto quello di rafforzare le tratte ad alta redditività, a discapito del resto della rete ferroviaria italiana, e quindi dell’estensione dei collegamenti, che invece dovrebbe essere uno dei principali strumenti per permettere la crescita e lo sviluppo delle regioni meridionali. ●

* Avvocato, Catanzaro

l'opinione

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politica

La legislatura Scopelliti

Consiglio regionale, varate le commissioni di

Mario Meliadò

L

a seduta dell’8 giugno scorso ha sancito gli organigrammi delle varie commissioni consiliari a Palazzo Campanella. Un passaggio ineludibile per superare il secondo piccolo scoglio istituzionale di legislatura: la designazione delle presidenze (necessaria “quadra” di matrice politica per la maggioranza, anche, dopo il primo step relativo alla composizione della Giunta). Ma vediamo innanzitutto il mosaico dei nomi e degli incarichi. La Prima commissione “Affari istituzionali e affari generali” sarà guidata da Geppino Caputo (Pdl); vice, il dipietrista Mimmo Talarico; consigliere segretario, Alfonsino Grillo (Scopelliti Presidente). La Seconda (“Bilancio, programmazione economica e attività produttive”) spetterà a un altro consigliere del Popolo della libertà espresso nel cosentino, Franco Morelli (vicepresidente Rosario Mirabelli, Autonomia e diritti; segretario, Pasquale Tripodi dell’Udc). Terza commissione “Attività sociali, sanitarie, culturali, formative”: la presidenza va all’udiccino Nazzareno Salerno, che avrà quale vice di

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politica

minoranza Ferdinando Aiello (Fds); consigliere segretario è eletto Claudio Parente (Scopelliti Presidente). Un altro centrista, Alfonso Dattolo, guiderà la Quarta commissione “Assetto e utilizzazione del territorio – Protezione dell’ambiente”; suo “braccio destro” nell’organismo consiliare sarà Antonio Scalzo (Pd), segretario Fausto Orsomarso (Pdl). Quinta commissione “Riforme e decentramento”: la presiederà il pidiellino Mario Magno, che avrà Ottavio Bruni (Autonomia e diritti) quale vice di minoranza e Antonio Rappoccio in qualità di segretario. Santi Zappalà (Pdl) è stato eletto al vertice della Sesta commissione “Affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero” insieme al vicepresidente, il piddino Mario Maiolo, e al consigliere-segretario Candeloro Imbalzano (Scopelliti Presidente). Fin qui, le commissioni permanenti. C’è poi Salvatore Magarò del Popolo della libertà che guiderà la Commissione regionale antimafia; e al di là degli schieramenti e delle specifiche formazioni politiche, c’è da registrare così (con la sola “parentesi” del rifondatore Nino De Gaetano) la terza volta di fila di un uomo a matrice socialista alla guida dell’Antimafia regionale (prima di Magarò fu il turno di Pino Guerriero e prim’ancora di Enzo Pisano). L’ex presidente della Provincia di Cosenza

sarà coadiuvato dal dèmocrat Brunello Censore e dal pidiellino Salvatore Pacenza. Per la Commissione speciale di vigilanza, presidenza all’udeurrino – eletto in Consiglio nelle liste di “Insieme per la Calabria” – Giulio Serra; il vice sarà Demetrio Battaglia del Pd, il segretario Giovanni Bilardi, capogruppo di Scopelliti Presidente. Salvatore Pacenza – ancora in quota pidiellina – presiederà il Comitato per la qualità e la fattibilità delle leggi; con lui, quali componenti di maggioranza Bilardi (Sp) e Tripodi (Udc), per l’opposizione Battaglia (Pd) e Mario Franchino (Ad). Gianluca Gallo (Unione di centro) sarà alle redini del Comitato regionale di controllo contabile; Imbalzano (Scopelliti Presidente) sarà membro di maggioranza, Emilio De Masi (Italia dei valori) per le forze di minoranza. E guardando al disaggregato delle sole presidenze degli organismi consiliari, si può notare un dato territoriale schiacciante: su 9 posizioni apicali, ben 5 sono state attribuite a consiglieri del Cosentino (una presidenza a testa per gli altri 4 territori provinciali). Sul versante strettamente politico, invece, 5 “prime scelte” per il Popolo della libertà e nessuna presidenza a Scopelliti Presidente; per il resto tre i presidenti d’estrazione udiccina e, ancora sul versante centrista, una presidenza all’Udeur. ●

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politica

La legislatura Scopelliti

Regione Calabria: le nomine che contano di

Mario Meliadò

L

’ “era Scopelliti” segna un momento di rilievo. Le fasi iniziali di questa nona consiliatura hanno infatti conosciuto da poco l’apposizione di alcuni tasselli fondamentali negli assetti di Giunta e Consiglio regionale, dopo il voto di fine marzo. Se a Palazzo Campanella Pasquale Crupi è il nuovo capogabinetto (vice, Ubaldo Aiello) del presidente dell’Assemblea Franco Talarico, il portavoce è stato identificato nell’ex capogruppo dell’Udc al Comune di Lamezia Terme Nicola Mazzocca. Quanto alla Giunta, invece, il neoGovernatore Peppe Scopelliti ha voluto accanto a sé una donna quale portavoce: si tratta della cronista parlamentare Giancarla Rondinelli (“Il Tempo” e altre testate). Il capo di gabinetto è un’altra donna: il viceprefetto Elena Scalfaro. Grande importanza, nella burocrazia regionale del dopo-Loiero, ha assunto invece Franco Zoccali. Cioè colui il quale al Comune di Reggio Calabria – dove Scopelliti è stato sindaco per 8 anni “spalmati” su due mandati – ha avuto dapprima l’incarico di capo di gabinetto del primo cittadino e poi quelli, prestigiosi, di segretario generale del Comune e di city manager; fuori, per anni ha guidato l’allora partito di Alleanza nazionale ed è stato anche assessore provinciale quando alla guida

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Palazzo Campanella (RC)

della Provincia reggina c’era l’ex europarlamentare Umberto Pirilli. Oggi, l’avvocato reggino assomma in sé una quantità di poteri difficilmente riscontrabili nella burocrazia, pur di “fascia alta”: dirigente generale del Dipartimento regionale Presidenza, segretario della Giunta (funzione concretamente esercitata da Franco Zoccali ma, sotto il profilo giuridico-organizzativo, figura appena accorpata a quella del dg del dipartimento Presidenza) e coordinatore del Comitato di direzione dei dg. E sono tante le figure nuove, spesso di verdissima età, a “rinfrescare” il quadro della burocrazia dell’Ente. Il capocompartimento Anas Gianni Laganà diventa dirigente generale del Dipartimento regionale Lavori pubblici; l’ex “alto papavero” di Citigroup Anna Tavano, pari ruolo al Dipartimento Programmazione nazionale e comunitaria (e fanno 81 anni in due); l’ex capogabinetto della Prefettura di Reggio Calabria Maria Grazia Nicolò è dg alle Attività produttive; Raffaele Rio – già a capo di Eurispes Calabria – lascia la guida dell’istituto di statistica Demoskopica per dirigere il Dipartimento

Palazzo Alemanni (CZ)

regionale Turismo. Bruno Gualtieri guiderà il dipartimento Politiche ambientali; Bruno Calvetta il dipartimento Lavoro e Formazione professionale. Al dipartimento Bilancio e Patrimonio, la guida tecnica sarà Pietro Manna; il dirigente dell’Assessorato all’Urbanistica al Comune di Reggio Calabria Saverio Putortì viene cooptato a Catanzaro con lo stesso incarico presso il DipartimenAndrea Guerzoni to regionale competente, così come dall’Ente locale dello Stretto plana alla guida del dipartimento Personale Umberto Nucara. Unica conferma fin qui, Andrea Guerzoni al vertice del Dipartimento regionale Tutela della Giovanni Laganà salute. ●

politica

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politica

Intervista a Mario Caligiuri

"Conoscere la Calabria è un dovere civile" La Cultura secondo l'assessore regionale prof. Mario Caligiuri

Professore Caligiuri qual è stata la sua prima azione da assessore alla cultura?

di

Rosalba Paletta

M

ario Caligiuri è nato nel 1960, è laureato in Storia all’Università di Cosenza. E’ professore associato di Pedagogia della comunicazione nello stesso Ateneo e docente all’Università “La Sapienza” di Roma. Si è occupato prevalentemente del rapporto formazione, comunicazione pubblica e democrazia. Dal 17 aprile 2010, giorno dell’ufficializzazione da parte del Presidente Scopelliti, è assessore della Regione Calabria alla Cultura e ai Beni culturali. Lo abbiamo incontrato per capire quali programmi ha in mente di realizzare nella nostra terra nel vasto settore che le due deleghe contemplano, dall’istruzione, ai beni culturali, dalla ricerca scientifica alla formazione…

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politica

«Mi sono messo a studiare! Ho iniziato rendermi conto, a monitorare quel che è stato fatto fino ad ora, per comprendere come funziona la macchina, com’è la struttura, come dare continuità ad azioni già intraprese, il tutto al fine di iniziare ad agire con efficacia nel più breve tempo possibile».

Quali ritiene siano i punti strategici su cui puntare per il rilancio, o la prosecuzione dell’attività culturale, calabrese?

«Le linee dell’attività di questo assessorato seguiranno il progetto politico del Presidente Scopelliti, e quindi saranno improntate al cambiamento e al rinnovamento per unire la Calabria, per unire tutti i cittadini perbene, valorizzando la rete degli Enti locali e guardando al Mediterraneo. Il tutto declinato attraverso la logica della cultura, dello sviluppo economico e delle nuove tecnologie».

Andando più nello specifico, un aspetto fondamentale, quanto critico, soprattutto in questi mesi, del suo assessorato, è la Scuola. Tagli di risorse, o di

Caligiuri

rami secchi. Ma la cultura, come ha avuto modo di dire di recente, è ciò che aiuta a leggere gli eventi, e in questa regione è importante sapersi orientare. Che cosa ne pensa, da docente prima, e da amministratore poi? Come si muoverà?

«Il capitale umano è la più grande risorsa di cui ogni territorio dispone. La scuola e poi l’università sono le Agenzie istituzionali di formazione individuale, unitamente ad altre. E’ evidente che il rendimento scolastico è fortemente condizionato dall’ambiente familiare e sociale, per cui occorre intervenire su due piani: il primo, quello delle istituzioni scolastiche, attraverso la riqualificazione e la valorizzazione degli insegnanti, unitamente ad un forte investimento in nuove tecnologie per favorire l’apprendimento; il secondo, quello del contesto, fertilizzandolo, operando con le famiglie per creare un circuito virtuoso, senza il quale ogni politica che tende a innalzare le abilità di base e a ridurre l’abbandono scolastico rischia di essere costosa, quanto inefficace».

Il tema della scuola richiama forte-

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politica mente a quello dei tagli cui, in maniera particolare al Sud, si sta procedendo in questi ultimi mesi: dicevamo, rami secchi o risorse importanti e irrinunciabili?

«La Formazione, come la Sanità non può essere gestita con sole logiche aziendali e di misurazione economica. Ma è fuori di dubbio che in settori, appunto, come l’Istruzione, visti i risultati, le risorse vanno impiegate meglio, sia dal punto di vista economico, sia da quello umano. Il Presidente Scopelliti tra le priorità che ha assegnato all’assessorato da me guidato, ha posto quella di farmi carico doverosamente delle esigenze sociali legate a quanti perdono il posto di lavoro, ai precari, gente da non considerare dispersa, ma risorsa da riutilizzare per migliorare il sistema. Interverremo

Intervista a Mario Caligiuri

bre prossimo. Rispetto allo scorso anno contiamo di raddoppiare il numero di insegnanti coinvolti, supereremo le mille unità. Ci vorranno non pochi soldi, ma li troveremo... ». Il territorio calabrese è molto diversificato, a ogni territorio corrispondono esigenze differenti: ma ovunque la funzione della scuola è quella di essere presidio di civiltà e di legalità. Qual è la sua posizione rispetto alla chiusura cui vanno incontro molte scuole, soprattutto nelle aree interne, che lei, peraltro, conosce bene?

«Noi siamo consapevoli di questo valore e siamo per il mantenimento delle scuole in ogni paese della Calabria: se possibile faremo ogni sforzo per garantirle, e ogni passo necessario in questa direzione». Altro ramo importante della sua delega è quello della ricerca scientifica: un ambito importante per qualificare le nostre università, le professionalità calabresi, e per dare risposte alle nostre imprese, alla nostra economia, e accorciare il tristemente noto divario Nord-Sud. Che cosa farà in questa direzione?

«Ci sono fondi molto consistenti in questo settore, La giunta Scopelliti mancante degli assessori Trematerra e Capua si può fare un buon lavoro. Bisogna prestare però gransicuramente su centinaia e centinai di de attenzione per individuare ricerche casi, in aree strategiche quali considescientifiche di qualità da condurre nelle riamo: l’aumento delle abilità di base, nostre università e finanziarle, come pure il prolungamento dell’orario scolastico, è fondamentale sviluppare e sostenere la l’orientamento sia per le scuole superioricerca portata avanti dalle imprese cari, sia per le università, e potenzieremo labresi. Ovviamente bisogna finanziare l’offerta formativa, con particolare rile ricerche industriali vere, le ricerche guardo agli istituti tecnici e professionache producono effetti misurabili sul terli. Il punto di forza saranno le attività exritorio, evitando la polverizzazione e la trascolastiche portate avanti in parallelo dispersione di risorse che non giova sicon le attività didattiche e procedure di curamente». verifica durante l’intero arco dell’anno Arriviamo ai beni culturali: archeologia scolastico che partirà dal mese di setteme futuro, sembra un ‘binomio fantasti-

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co’, invece in Calabria è spesso un binomio dannato. Perché tardiamo a giocare con decisione questo jolly? Come giocherà lei questa carta?

«Come prima cosa credo che vada redatto un atlante completo che illustri questo grande patrimonio della nostra regione: un patrimonio che può dare molto più di quanto non sia riuscito a fare fino ad oggi ed in modo più sistematico in termini occupazionali, di ricchezza di immagine e di ampiezza e qualità di relazioni mediterranee e internazionali. Anche in questo settore occorre concentrare risorse sui beni più significativi, attorno ai quali promuovere uno sviluppo regionale integrato, che colleghi più settori e coinvolga più incisivamente i Comuni e i privati».

Professore lei è laureato in storia, è docente di pedagogia ed è autore, fra gli altri titoli, di un libretto che ha venduto 120 mila copie: Breve storia della Calabria. Partendo da questi tre dati le chiedo, nella sua visione, quale importanza avrà il passato di questa terra nel costruirne un futuro migliore?

«Io credo che si abbia consapevolezza di se stessi solo se si ha cognizione della propria storia e della propria cultura. Conoscere la Calabria è un dovere civile, la Regione farà di tutto per promuovere questa identità, l’identità di una terra finalmente unita in un grande progetto di riscatto e di sviluppo. Un progetto che il Presidente Scopelliti ha disegnato per i calabresi». ●

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eventi

Festa provinciale dell’Apa di Cosenza

Grande successo per la Festa provinciale dell’Apa 2010

Gli allevatori della Calabria leva strategica di sviluppo

S

i è svolta a Cosenza, dal 28 al 30 maggio, l’Ottava edizione della Festa dell’Allevatore, organizzata dall’Apa di Cosenza, presieduta da Pietro Molinaro. Scenario dell’importante manifestazione che ogni anno, con interesse crescente, promuove e valorizza l’economia e il ruolo degli allevatori e della zootecnia in Calabria, è stata la Villa vecchia di Cosenza. La tre giorni ha avuto inizio con un importante convegno che si è tenuto nel salone della Provincia di Cosenza. Tema: “L’impresa zootecnica per l’alimentazione di qualità”. Sono intervenuti, tra gli altri, l’assessore regionale all’Agricoltura, Michele Trematerra; il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio; l’assessore alle Attività economiche e produttive, Agricoltura e Turismo del Comune di Cosenza, Marco Ambrogio; il presidente dell’Ara Calabria, Francesco Macrì; il presidente del Consorzio di tutela dei Salumi di Calabria a Dop, Ernesto Madeo; il direttore dell’Apa di Cosenza, Pierino Maffei. Ha introdotto i lavori Pietro Molinaro, presidente dell’Apa bruzia. Ha coor-

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eventi

dinato i lavori del convegno Massimo Tigani Sava. Molto interessanti gli interventi di tutti gli esperti e i rappresentanti delle categorie agricole presenti all’appuntamento, tra cui quello del professor Bruno Amantea, professore ordinario di Farmacia e chirurgia dell’Università Magna Grecia di Catanzaro.Nel pomeriggio della giornata inaugurale e nei giorni successivi si sono svolti una serie di seminari che, com’è tradizione della Festa dell’Allevatore, qualificano l’evento anche sotto il profilo squisitamente scientifico e tecnico-economico. Si è parlato, tra l’altro, dello stato d’attuazione del Psr Calabria 2007-2013, dei metodi e modelli di valorizzazione del latte e dei formaggi, della gestione dei reflui zootecnici, della qualità del miele e delle opportunità di mercato, del benessere degli animali con particolare riferimento ai bovini da latte. L’Ottava festa dell’Allevatore è stata caratterizzata da una bella e suggestiva esposizione di prodotti tipici calabresi, a cura di aziende zootecniche provenienti da tutta la

Mario Oliverio e Pietro Molinaro

Molinaro e Trematerra durante lo speciale Rai

Molti gli espositori presenti alla festa dell'Apa

provincia cosentina, ma anche da una pregevole iniziativa, denominata “stalle aperte”, durante la quale molte scolaresche e tanti cittadini hanno avuto la possibilità di conoscere direttamente alcune delle specie animali maggiormente allevate in Calabria, quali la vacca podolica, la capra rustica calabrese, il suino nero, le razze di mucche da latte più diffuse sul territorio, a partire dalla frisona e dalla bruna alpina. Questo bagno nel mondo della zootecnia calabrese, effettuato nella Villa vecchia e accompagnato da gustosi momenti di ristorazione, è ormai diventato un punto di riferimento fondamentale per gli operatori del settore e per tutti gli amanti dell’alimentazione sana e genuina, della vita all’aria aperta, della convivenza con una natura pulita e incontaminata. Particolarmente apprezzata, infi-

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eventi Foto ricordo della Cena di Gala

Molinaro premia Trematerra

Ernesto Madeo

L'assessore Trematerra visita gli stand Scolaresche durante Stalle aperte

ne, è stata la Cena di Gala organizzata dall’Apa e che è stata conclusa con un applaudito taglio della torta e con le fotografie ricordo dei protagonisti della Festa. Si è trovato spazio, durante l’elegante Cena di Gala, di richiamare, con la collaborazione dell’Associazione Jonici di Catanzaro, l’enorme patrimonio culturale che sta alla base di un settore agroalimentare calabrese che ha tradizioni ultramillenarie. Appuntamento alla prossima edizione. ●

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ra gli intervenuti il presidente provinciale, Pietro Molinaro; l’assessore regionale all’Agricoltura, Michele Trematerra; il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio. Presenti numerosi dirigenti di Ara, Apa e delle diverse organizzazioni agricole: Coldiretti, Confagricoltura, Cia, nonché rappresentanti delle amministrazioni locali. Importanti momenti di incontro e di dibattito con noti specialisti del settore. Esposizioni di prodotti tipici in Villa Vecchia con il coinvolgimento di numerose azeinde. Visite di scolaresche alle “stalle aperte”. Momenti enogastronomici. Cena e serata di gala, con significativi momenti culturali.

eventi

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spazio impresa

marketing & Management

Dall’esportazione all’internazionalizzazione:

la nuova sfida per la pmi calabresi di

Monia Melia

I

n un’economia in rapida e crescente trasformazione caratterizzata sempre più dal venir meno delle barriere che definiscono lo spazio competitivo risulta sempre più difficile per le imprese operare in mercati protetti e circoscritti. In particolare, con l’avvento della globalizzazione, dell’allargamento dei mercati e del conseguente confronto con realtà differenti, le piccole e medie imprese, con le loro caratteristiche strutturali, organizzative e culturali sono chiamate a dover af-

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spazio impresa

frontare continuamente nuove sfide. Oltre a dover competere con imprese di maggiori dimensioni, infatti, si trovano a dover conquistare le preferenze di clienti che non necessariamente appartengono ai medesimi sistemi economici, sociali, culturali e valoriali. Sono altresì chiamate a diventare almeno a livello di macro-aree regionali, se non globalmente, competitive per poter sopravvivere in mercati estremamente dinamici e interconnessi. Operare esclusivamente all’interno dei singoli mercati nazionali significa, infatti, non soltanto limitare le proprie prospet-

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marketing & Management

tive di sviluppo futuro ma anche risultare maggiormente esposte all’invasione di concorrenti esteri senza poter opporre un’adeguata strategia di difesa, oltre che incrementare il rischio di una perdita di competitività a causa della mancata diversificazione dei mercati di sbocco, di approvvigionamento o di produzione. In tale scenario competitivo anche per le imprese di piccole e medie dimensioni l’internazionalizzazione, quale processo di espansione delle attività verso mercati e contesti geografici esteri per acquisire nuove opportunità e risorse, rappresenta una condizione necessaria per la continuità e la sostenibilità dei processi aziendali. Le principali ricerche in materia evidenziano come le imprese che intraprendono percorsi di internazionalizzazione, soprattutto nel caso di PMI, tendano generalmente ad adottare uno sviluppo progressivo, incrementale e a stadi che si realizza attraverso un aumento graduale dell’investimento realizzato. L’impresa dapprima impegnata prevalentemente sul mercato domestico, sviluppa quale approccio iniziale all’internazionalizzazione un’attività stabile di esportazione indiretta attraverso il ricorso ad intermediari prima e sussidiarie commerciali estere poi, per adottare, successivamente, forme di coinvolgimento più impegnative e onerose quali investimenti produttivi esteri. Anche nella selezione del Paese la strategia è quella di privilegiare scelte prudenziali che portano ad esportare in Paesi molto spesso percepiti psichicamente vicini e simili, prima di avventurarsi in Paesi percepiti più distanti, e ad esportare i propri prodotti così come commercializzati sui mercati locali senza apportare i necessari adattamenti. Il principale driver che nella maggior parte dei casi spinge le PMI a superare i confini nazionali è rappresentato dalla ne-

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I vantaggi dell’internazionalizzazione ● Aumento del giro d’affari ● Aumento dei profitti ● Risposta alla globalizzazione ● Diversificazione del rischio ● Economie di scala ● Possibilità di accedere a nuove idee e nuove esperienze ● Aumento della competitività sul mercato interno ● Possibilità di stringere relazioni e alleanze strategiche

cessità di affrontare l’aggressiva competitività locale, cercando nuovi mercati di sbocco per i propri prodotti, nuove opportunità e una crescita delle propria profittabilità. Per fare ciò è necessario, tuttavia, disporre di prodotti capaci di soddisfare le richieste di un mercato diverso da quello d’origine, prodotti di qualità, differenziati e unici che permettano all’impresa di posizionarsi in nicchie definite di mercato internazionale. Prima di intraprendere un percorso di espansione internazionale, pertanto, un’impresa deve porsi alcune semplici domande: cosa voglio esportare? il mio prodotto è adatto alle esigenze del mercato estero? dispongo di risorse umane e finanziarie adeguate? in quali Paesi voglio esportare? attraverso quali modalità? e soprattutto, quali sono le motivazioni che mi spingono ad eccedere ai mercati esteri? Internazionalizzarsi, infatti, non significa disporre di un eccesso di capacità produttiva da riversare sui mercati oltre confine, quanto piuttosto il dover sviluppare una competenza specializzata e un rapporto qualità/tipologia di prodotto adatti alle esigenze dei consumatori esteri. Considerando la proiezione internazionale delle imprese italiane, nonostante numerosi casi di eccellenza, l’internazionalizzazione risulta ancora un’avventura per pochi. «Numerose risultano, L’esportazione in molti le problematiche che le casi non supera la fase piccole e medie imprese di esplorazione; spesso, devono affrontare inoltre, vengono assunti quotidianamente» atteggiamenti “mordi e fuggi” e nella maggior parte dei casi difficilmente si cercano di consolidare, attraverso investimenti diretti, le posizioni acquisite all’estero attraverso le esportazioni. Numerose risultano, infatti, le problematiche che le piccole e medie imprese devono affrontare quotidianamente: procedure burocratiche complesse, reperibilità di informazioni su stili di vita e sistemi culturali diversi, limitate risorse finanziarie, ►

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marketing & Management

inadeguatezza delle strutture commerciali ed organizzative, inesperienza in campo internazionale, competenze e risorse di fiducia poco sviluppate per affrontare i mercati esteri. Le PMI italiane per tali motivi si internazionalizzano principalmente attraverso esportazioni e solo in limitati casi realizzano investimenti produttivi o joint venture all’estero, che potrebbero rappresentare una via maggiormente idonea per superare limiti e debolezze strutturali e realizzare una internazionalizzazione più solida di quella realizzata con la sola vendita dei propri prodotti all’estero, sebbene tali soluzioni implichino progetti di investimento decisamente più consistenti.

«La Calabria si conferma l’ultima regione in Italia per capacità esportativa, preceduta da regioni quali il Molise e la Valle d’Aosta»

La Calabria: una regione in coda Anche in l’Italia, così come in molti Paesi Europei, le piccole e medie imprese ricoprono un ruolo predominante e strategico per l’economia del Paese. Attualmente sono oltre quattro milioni le PMI presenti sul territorio nazionale, ossia circa il 99,9% di tutte le imprese, con un tasso di occupazione prossimo all’82% sul totale occupati (Istat, 2008). Recenti indagini evidenziano, tuttavia, come per le piccole e medie imprese calabresi la creazione di relazioni con l’estero e lo sviluppo di attività esportative stabili e durature nel tempo non rappresentino obiettivi prioritari, rappresentando quest’ultime soltanto lo 0,1% del totale nazionale. Con circa 321 milioni di euro a valore, su un totale di circa 290.112 milioni di euro, la Calabria si conferma l’ultima regione in Italia per capacità esportativa, preceduta da regioni quali il Molise e la Valle d’Aosta (Istat, 2010). Ancora rilevante risulta l’indagine secondo cui tra le prime trenta province italiane esportatrici nel 2009 non compare nessuna provincia calabrese, e solo due provincie meridionali: Napoli e Siracusa. ●

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Le esportazioni in Italia e in Calabria Italia Calabria

Fonte: Istat

2007

2008

∆% 08/07

2009

364.743,9

365.806,1

+0,3

290.112

-20,7

-11

321

-16,3

430,7

383,5

∆% 09/08

milioni di euro

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marketing & Management

Il punto di vista dell’imprenditore «Non ho mai lavorato per i soldi. I soldi rappresentano un prodotto dell’azienda, non un prodotto finale (…) La prima cosa è crederci e puntare sempre su prodotti di qualità. Se realizzi un prodotto di nicchia e di qualità che ti da immagine, allora la garanzia è totale (…) La nostra migliore pubblicità è la parola, il passaparola positivo (…) Ho sempre creduto nelle donne, perché credo che siano più determinate e convincenti (…) Ogni anno nel periodo pasquale promuovo la giornata dell’educazione alimentare, ospito in azienda circa 3000 bambini (…) perché saranno “i clienti del futuro”. Viviamo in un territorio splendido che si chiama Calabria, abbiamo risorse meravigliose che noi stessi non riusciamo a valorizzare. Dobbiamo puntare di più sui nostri prodotti tipici (…) Bisogna educare gli imprenditori a partecipare alle fiere, imparare le lingue, avere maggiore supporto da parte delle istituzioni, formare continuamente i lavoratori, ricercare supporti adeguati a livello finanziario e umano. Attorniarsi di collaboratori validi, avere coraggio e credere in quello che si fa». “tratto dall’intervista realizzata a Natale Aiello, imprenditore A.D. srl”

A.D. s.r.l.

Localizzata nel comune di Cropani Marina, l’azienda A.D. s.r.l. rappresenta un esempio di piccola realtà artigianale che ha saputo unire alla genialità ed al coraggio del suo imprenditore, tradizione, tipicità e qualità. L’attività artigianale nel campo della pasticceria e dei prodotti da forno inizia sul finire degli anni ‘60, ma è solo nel 1998 che viene fondata la “Pasticceria Aiello” specializzata nella produzione di dolci da forno legati alle tradizioni regionali, quali “i Cantucci alle mandorle”, gli “Amaretti”, gli “N’zuddi”, le “Nepitelle”, la “Pitta ‘nchiusa”. Sulla base dei continui successi ottenuti nel settore dei prodotti da forno, nel 1999, l’azienda decide di affrontare una nuova sfida: operare nel business del cioccolato. La scelta di materie prime selezionate provenienti dai paesi dell’America Latina unita alla lavorazione artigianale, fanno oggi del marchio Aiello un prodotto apprezzato in tutto il mondo anche in questo settore. Con un assortimento ampio e profondo, arricchito da linee di prodotto senza zucchero, biologiche e particolarmente originali in cui il cioccolato è spesso abbinato a frutta secca e ad aromi inediti (peperoncino, liquirizia, bergamotto, zenzero, assenzio) la Aiello s.r.l. rappresenta una testimonianza di stretto legame tra impresa e territorio. La partecipazione a manifestazioni fieristiche internazionali di rilievo (quali la ISM di Colonia, la Biofach di Norimberga e la Natural Organic di Londra), l’adesione alle mission organizzate da enti territoriali (in particolare attraverso Unioncamere Calabria) oltre alle capacità relazionali dell’imprenditore hanno consentito all’azienda di varcare i confini regionali e nazionali.

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Nel 2009 le esportazioni hanno rappresentato circa il 16% del fatturato totale. Attualmente l’azienda riesce ad esportare tutte le referenze presenti in assortimento, adattandole alle esigenze dei clienti esteri senza comunque mai modificare l’essenza dei propri prodotti. Oltre che sul territorio regionale, l’azienda è presente con i propri prodotti in alcune regioni italiane e in particolare Lombardia e Sicilia, e oltre confine principalmente in Germania, Francia, Olanda e Canada, anche se molteplici risultano al momento le trattative e i contatti con l’estero per l’avvio di relazioni future. Incrementare le vendite fuori regione e oltre i confini nazionali, stringere maggiori relazioni internazionali e indirizzare l’attività produttiva esclusivamente verso il comparto biologico rappresentano attualmente i principali obiettivi di un’azienda estremamente tradizionale ed innovativa allo stesso tempo. Sebbene il processo di internazionalizzazione della A.D. s.r.l. sia ancora in uno stadio iniziale, considerate le dimensioni, le risorse e le competenze dell’impresa, esso rappresenta un grande traguardo e risultato in termini assoluti. Affinché tale impresa, ricca di potenzialità e commitment, possa maggiormente sviluppare la propria competitività sui mercati esteri è necessario però che l’intuito e la lungimiranza imprenditoriale siano supportati da strutture e servizi adeguati in modo da sviluppare un processo di internazionalizzazione che risulti strategico non solo per l’impresa ma anche per l’intero territorio. ●

spazio impresa

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economia

Speciale Confindustria Calabria

“Tunisia, imprenditoriale, moderna, dinamica ed ospitale, la cooperazione con le imprese calabresi” Numerose le imprese locali interessate ad esplorare le potenzialità di un Paese in forte crescita di

Rita Macrì

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unisia, imprenditoriale, moderna, dinamica ed ospitale, la cooperazione con le imprese calabresi”. E’ questo il titolo del primo seminario sulle opportunità offerte dalla Tunisia al mondo imprenditoriale calabrese. L'evento, finalizzato a sostenere e incentivare gli investimenti delle imprese calabresi, è stato promosso da Confindustria Calabria e presentato presso la sua sede regionale di Catanzaro. Il workshop ha registrato la partecipazione di numerosissimi imprenditori e di importanti personalità come: l’ambasciatore tunisino, Habib Achour; il presidente della Regione Calabria,

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economia

Do-

Giuseppe Scopelliti; il delegato generale della società di sviluppo del Governo Tunisino, Hachmi Chatmen; il responsabile del dipartimento cooperazione del ministero italiano degli Affari Esteri, Stefano Formenti; il direttore dell’Ice Calabria, Domenico Neri; il direttore generale di Assafrica & Mediterraneo, PierLuigi D’Agata; il presidente del gruppo giovani imprenditori di Confindustria Calabria, Sebastiano Caffo, oltre che naturalmente i “padroni di casa”, Umberto De Rose e Luigi Leone, rispettivamente presidente e direttore di Confindustria Calabria. Ha aperto i lavori il presidente Umberto De Rose il quale ha sottolineato la posizione strategica della Calabria nell’area del Mediterraneo: «Oggi abbiamo l’opportunità di verificare che i Paesi del Nord Africa e in particolare la Tunisia, sono Paesi ad alto tasso di crescita; essendo molto vicini possiamo superare un ostacolo oggettivo come la lontananza. I comparti in cui c’è maggiore richiesta di investimento sono i

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economia

Speciale Confindustria Calabria

settori che in Calabria vantano parecchie eccellenze come quello agroalimentare, la filiera turistica, le calzature, il tessile; è evidente che avere la capacità di saper guardare a questi mercati, percependo in pieno le possibilità di investimento che offrono, significa avere la capacità di implementare una politica di internazionalizzazione possibile e, soprattutto, efficace». Il presidente Umberto De Rose ha anche evidenziato che la Tunisia è solo il primo tassello di un mosaico che verrà costruito con il tempo, precisando che gli imprenditori calabresi vogliono entrare

nei mercati vicini anche per via delle mancanze infrastrutturali della Calabria. «Confindustria Calabria, guardando ai reali bisogni delle imprese – ha detto De Rose – ha messo in piedi un programma di internazionalizzazione; guardiamo al Mediterraneo. Abbiamo iniziato con la Tunisia perché c’è già un rapporto consolidato e molte aziende sono presenti in questo mercato. E’ evidente che la nostra carenza infrastrutturale ci rende difficile entrare ed essere competitivi nei mercati dell’Europa tradizionale. Abbiamo avuto l’opportunità di verificare che i Paesi del Mediterraneo, e in particolare la Tunisia, sono Paesi ad alto tasso di crescita (la Tunisia ha chiuso il 2009 con una performance di crescita del 3,1). Essendo molto vicini consentono una possibilità di rela-

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zioni economiche sicuramente molto interessanti. Gli imprenditori calabresi – ha dichiarato De Rose – non possono ormai non tenerne una debita considerazione. Dovremmo sfruttare al meglio la posizione strategica della nostra regione. La Calabria è quasi al centro di questa grande ‘area mediterranea’ della quale ha parlato nel corso del suo intervento il presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, il quale ha messo in evidenza come interesse precipuo dei nostri territori deve essere quello di supportare politiche di investimento in questa grande “area” che può contribuire a far crescere la nostra economia. Avere spostato l’asse degli interessi all’internazionalizzazione dalle aree tradizionali verso nuove aree come quella tunisina – ha spiegato De Rose – significa avere avuto la capacità di cogliere nuove sfide e soprattutto di aver compreso in anticipo le direttive dello sviluppo internazionale. La Regione Calabria e gli imprenditori di Confindustria Calabria condividono questo obiettivo e sapranno fare rete per trasformare queste opportunità in concrete realtà. Dobbiamo conquistare questi mercati e dobbiamo farlo per primi». Il Presidente della Giunta Regionale, Giuseppe Scopelliti, si è soffermato sul ruolo centrale che la Regione Calabria potrà svolgere nei prossimi mesi in attuazione di possibili accordi istituzionali con in Paesi del bacino del Mediterraneo. «Faccio i miei complimenti al presidente De Rose e a Confindustria Calabria per questa iniziativa che si inquadra perfettamente con quelle che sono le linee strategiche di sviluppo per il mondo imprenditoriale di questa Regione. Ho più volte parlato dell’importanza della posizione della Calabria, collocata al centro del Mediterraneo. L’internazionalizzazione delle nostre imprese – ha proseeguito il Presidente Scopelliti – rappresenta uno dei punti fermi della nostra azione amministrativa, tesa principalmente a rendere più competitivo un settore ancora poco proiettato verso i mercati esteri. Pensiamo che iniziative di questo livello, nate per incentivare la cooperazione internazionale, in sinergia con Paesi molto vicini all'Italia, possano servire per creare maggiori opportunità per le nostre imprese, sviluppando accordi commerciali di sicuro interesse». «La Regione – ha concluso il presidente – spero che per la prima volta faccia da collante tra le varie istituzioni e in questo caso tra gli imprenditori e i governi dei vari territori». ●

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l direttore generale di Assafrica & Mediterraneo, Pier Luigi D’Agata, nel corso del suo intervento, ha puntato l’accento sul ruolo dell’associazione da lui diretta: «Quella della quale faccio parte è un’associazione imprenditoriale specializzata del Sistema Confindustria che riunisce, rappresenta e supporta le imprese italiane operanti o interessate a svilupparsi nei 70 Paesi del Mediterraneo, Africa e Medio Oriente. Assafrica & Mediterraneo è l’unica Associazione imprenditoriale del Sistema Confindustria: focalizzata per area geografica; multisettoriale. Polo specifico del Sistema Confindustria per l'internazionalizzazione delle imprese italiane in tre macroregioni geografiche, Assafrica & Mediterraneo associa piccole e medie imprese, banche e grandi gruppi industriali. Fornisce alle imprese associate informazione, messa in rete, lobby e servizi specialistici per il supporto all’internazionalizzazione in aree geografiche in cui la presenza imprenditoriale italiana è in aumento, ma ancora scarsa rispetto alle reali opportunità di business esistenti. Assafrica & Mediterraneo – ha continuato D’Agata – è lo snodo di un sistema di Reti specialistiche operanti nei

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ra i relatori del convegno anche Domenico Neri, direttore della sede Regionale per la Calabria dell’Ice (Istituto nazionale per il Commercio Estero), l'ente che ha il compito di sviluppare, agevolare e promuovere i rapporti economici e commerciali italiani con l'estero, con particolare attenzione alle esigenze delle piccole e medie imprese, dei loro consorzi e raggruppamenti. «A tal fine l'Ice – ha precisato nel corso del suo intervento Neri – su proposta del Ministero dello Sviluppo Economico, elabora il Programma annuale delle Attività promozionali, assumendo le necessarie iniziative e curandone direttamente la realizzazione. L'Ice ha la propria sede centrale in Roma e dispone di una rete composta da 17 uffici in Italia e da 116 uffici in 88 Paesi del mondo. La Tunisia – ha evidenziato Neri – è un Paese in forte crescita, sia dal punto di vista economico che dal punto di vista dell’attrazione di investimenti esteri. Le scelte politiche di apertura ai mercati e di agevolazione per le imprese estere che vogliono investire sul territorio sono coraggiose e lungimiranti e faranno della Tunisia un sicuro punto di riferimento per tutta l’area geografica». Cosa si sente di dire agli imprenditori in questo momento di forte crisi economica?

«Bisogna capire che la crisi attuale deriva in larga parte da

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mercati dell’area: l’Associazione lavora, infatti, in collegamento con le Confindustrie sudmediterranee, le oltre 100 Antenne europee ed africane del Cde, l’Agenzia dell’Unione Europea per lo Sviluppo delle Pmi nei Paesi Acp (Africa-Caraibi-Pacifico) di cui è Antenna per l’Italia, le Antenne imprenditoriali in loco, le Agenzie per gli Investimenti, Camere di Commercio ed Associazioni dei singoli Paesi dell’area, cui si aggiungono stabili rapporti con le Ambasciate italiane e le Ambasciate in Italia dei 70 Paesi di attività dell’Associazione. Contatti e alleanze imprenditoriali alimentano il Network interno dei Soci, una business community che mette a sistema e condivide informazioni, esperienze e sinergie per l’attività imprenditoriale nei mercati dell’area e rappresenta l’eccellenza delle imprese italiane che operano nell’area». «Il Mediterraneo rappresenta un’opportunità per le piccole e medie imprese calabresi – ha concluso – perché il tasso di crescita economica e demografica, i costi del lavoro e delle energie e i programmi di infrastrutture sono molto superiori nei Paesi del Sud del Mediterraneo rispetto a quelli dei Paesi Europei industrializzati. La Calabria è al centro del Mediterraneo e questa sua posizione teorica deve diventare una realtà attraverso una maggiore presenza delle imprese calabresi in questi Paesi e, in particolare, in Tunisia». ● (r.m.) problemi di natura finanziaria così come i rischi derivanti da quello che viene definito il “caso della Grecia”. È, quindi, importante che le nostre aziende adottino le misure necessarie ad essere meno esposte sul lato finanziario, storicamente il nostro punto più debole. Bisogna, poi, tornare a concentrarsi sull’economia reale, sulla produzione. E siccome in Calabria non abbiamo prodotti che possono competere a livello globale sul prezzo, bisogna continuare a fare qualità in modo da farsi riconoscere quel price premium che i nostri prodotti sicuramente meritano e che i nostri imprenditori sanno fare». Che idea si è fatto del seminario promosso da Confindustria Calabria?

«La Calabria è stata storicamente chiusa in sé stessa; negli ultimi anni, però, la globalizzazione ha reso necessaria una accelerazione nei processi di internazionalizzazione delle singole aziende e del sistema nel suo complesso. In tal senso queste iniziative hanno il compito e la responsabilità di allargare gli orizzonti della classe imprenditoriale calabrese».

In che modo l’Ice supporterà gli imprenditori che vorranno investire in Tunisia?

«L’Ice ha un suo ufficio a Tunisi, così come in tutti i Paesi del mondo in cui è presente; è interlocutore affidabile e credibile degli operatori economici ed istituzionali locali. Da questo punto di vista l’Ice offre una vasta gamma di servizi di assistenza alle imprese italiane per accompagnarle, in modo sicuro, nei loro processi di internazionalizzazione». ● (r.m.)

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La Tunisia, un Paese in crescita A tu per tu con l’ambasciatore Habib Achour

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’Ambasciatore di Tunisia a Roma, Habib Achour, ha rilasciato a Calabria Economia una sua intervista. Ecco le risposte alle nostre domande.

Eccellenza, ci parla dello sviluppo economico della Tunisia?

«La Tunisia ha conosciuto negli ultimi anni un profondo cambiamento. Il nostro Paese ha fatto passi enormi nel processo di rafforzamento della sua economia che gli hanno permesso di consolidare la sua posizione sulla scena sia regionale che internazionale. Questa posizione ha permesso quindi alla Tunisia di ottenere, dalle istanze internazionali, lo statuto di partner credibile, statuto confermato anche dagli enti internazionali specializzati e le agenzie di rating. Di fatto, in poco tempo, il nostro Paese è passato da un’economia orientata e centralizzata, ad un’economia aperta ed equilibrata, dove il settore privato occupa un ruolo di primo piano. Le riforme che hanno praticamente toccato tutti i settori dell’attività socio-economica, hanno permesso al Paese di mantenere dei risultati positivi. Le statistiche sono, a questo proposito, eloquenti e sono conferma di questa realtà. Il tasso di povertà continua a diminuire per stabilizzarsi attualmente al 3,8% ; più dell’80% della famiglie sono proprietarie della loro abitazione, con un reddito pro capite di 5 mila dinari, una speranza di vita di oltre 74 anni; un tasso di scolarizzazione del 99% dei giovani in età scolastica; la donna, cittadina a tutti gli effetti, conferma il suo posto di partner effettivo nella vita attiva rappresentando il 30% alla Camera dei Deputati,

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il 25% al Consiglio Costituzionale, il 24% nella Carriera Diplomatica, il 60% dei giornalisti, senza dimenticare le 18.000 imprenditrici …. Nel contesto internazionale, la Tunisia, continua a progredire nella classifica generale del «Forum Economico Mondiale», occupando nella recente Relazione su «Global Enabling Trade Report 2010», la 38° posizione su 125 Paesi industrializzati, emergenti ed in via di sviluppo, recuperando 3 posizioni rispetto allo scorso anno (41° su 121 paesi) e piazzandosi al 1° posto tra i paesi del Nord Africa. Questa classifica la posiziona inoltre anche davanti ad alcuni paesi europei, riconoscendole un contesto economico propizio agli scambi (24°) grazie ad un quadro istituzionale solido ed un elevato livello di sicurezza per gli investimenti (20°). Gli esportatori e gli importatori in Tunisia si avvalgono di infrastrutture di alta qualità in tutte le modalità di trasporto (37°). Se la Tunisia ha potuto raggiungere questi risultati, è essenziamente grazie al rispetto scrupoloso di due valori fondamentali quali: il buon governo e l’applicazione rigorosa da parte delle Istituzioni dello Stato delle norme di diritto. Peraltro, quale primo Paese della Riva Sud del Mediterraneo a siglare un accordo di associazione con l’Unione Europea, nel luglio 1995, e considerando le tappe importanti percorse sul cammino di una riforma globale e continua nei diversi settori, la Tunisia ha saputo, in particolare, integrare in maniera graduale, l’economia regionale europea. Questa integrazione è stata confermata al 1° gennaio 2008, data di ingresso della Tunisia, primo Paese della Riva Sud, nella Zona di Libero Scambio con l’Ue». «Desidero segnalare che la Tunisia ha registrato, durante gli ultimi 10 anni, una crescita media del Pil pari al 5% per anno. Da ricordare inoltre, un anno prima della crisi nel 2007, una crescita pari al 6,3%. La crisi ha frenato ►

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solo parzialmente questa tendenza di forte sviluppo poiché si è registrata, nel 2009, una crescita del 3,1%. Le nostre previsioni per l’anno 2010 indicano una percentuale tra il 4 e il 5%. Per il 2011, ci auguriamo di riprendere un tasso di crescita superiore al 6%. La prossima tappa, sarà quella della concretizzazione dei fondamenti dell’economia del sapere, dell’innovazione e dell’iniziativa. Si tratta di una società capace di reagire bene agli sconvolgimenti mondiali e di anticipare i fattori imponderabili con celerità e prontezza. In quest’ottica, devo sottolineare che la Tunisia ha, tra l’altro, già disposto un piano straHabib Achour tegico per la sua industria, il cui principale obiettivo è di diventare “l’Euromed Valley”, uno dei primi hubs euro-mediterranei che servirà da base tecnologica internazionale di produzione e di servizi industriali nel cuore del Mare Nostrum. Le parole-chiave di questa strategia che si fonda sul raddoppio delle esportazioni triplicando gli investimenti all’orizzonte del 2016, sono: crescita, qualità, fertilizzazione e diversificazione. La Tunisia sarà nei prossimi anni un cantiere a cielo aperto e realizzerà 2.160 km di strade. Attualmente, alcuni dei progetti relativi alla costruzione di 1393,8 km di autostrade sono in corso di realizzazione. È prevista la realizzazione di più di quaranta nuove zone industriali, che si estenderanno su una superficie che passerà dai 3.000 ettari circa attuali, ai 6.000 ettari all’orizzonte 2016 e l’ampliamento del parco tecnologico delle telecomunicazioni di Tunisi, uno dei più importanti parchi del continente africano. Sei altri parchi tecnologici che coprono i settori dell’agro-alimentare, del tessile, dell’informatica, della meccanica e dell’elettronica, dell’industria farmaceutica e dell’ambiente sono in corso di realizzazione nelle differenti regioni del Paese». Perchè consiglia agli imprenditori calabresi di investire in Tunisia?

«Il Paese ha messo in atto negli ultimi anni una serie di misure legislative atte a favorire ed accrescere l’arrivo di investimenti esteri, contribuendo a presentare un quadro legislativo molto attrattivo: mano d’opera qualificata e a costi molto competitivi, procedure amministrative semplificate con lo “sportello unico” per le imprese, legislazione favorevole, infrastrutture funzionali ed in costante miglioramento. Le società totalmen-

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te esportatrici in particolare godono di vantaggi fiscali quali: l’esenzione totale dall’imposta sugli utili per i primi 10 anni d’esercizio, dopo si paga il 10%, esonero dei diritti di dogana e dell’Iva per i beni di investimento; inerenti al progetto e dei contributi statali agli investimenti nelle regioni di sviluppo regionale. Le agevolazioni previste per le società esportatrici, che avrebbero dovuto cessare a partire dal 1° gennaio 2008, sono state prorogate al 31 dicembre 2011 per i progetti dichiarati prima della fine del 2010 ed entrati in attività prima del 31 dicembre 2011. In Tunisia, la legge prevede il principio della libertà dell’investimento; gli investitori esteri godono del libero trasferimento dei loro utili e capitali. Dal 1996 la Tunisia ha avviato, con successo, la fase di abbattimento tariffario prevista dall’Accordo di Associazione che si è conclusa il 1° gennaio 2008, data di entrata in vigore dell’Area di libero scambio con i Paesi Ue per i prodotti industriali. Tale accordo ha senz’altro contribuito ad accrescere ancora di più l’afflusso degli investimenti esteri nel nostro Paese. Negli ultimi anni si è infatti assistito, in Tunisia, ad una forte crescita degli investimenti diretti esteri che sono passati da 402,9 milioni di dinari nel 1997 a 2,4 miliardi di dinari nel 2009. L’Unione Europea, in particolare Francia, Italia, Germania, Gran Bretagna, Paesi Bassi, seguita da Paesi Arabi e Usa sono i principali paesi investitori. Al 2009, più di 3.070 società estere hanno scelto la Tunisia (2.300 sono totalmente esportatrici e 2.400 sono nell’industria) e il numero è destinato a crescere nel corso dei prossimi anni. Diversi grandi gruppi societari hanno allargato la loro presenza nel nostro Paese ed hanno moltiplicato le loro unità di produzione nel corso degli ultimi cinque anni. In particolare l’investimento estero nelle industrie manifatturiere é progredito nel 2009 del 20,3% per raggiungere 771,6 milioni di dinari contro i 641 milioni del 2008 anche grazie l’aumento degli investimenti nelle industrie elettriche e meccaniche, nel tessile, nelle materie plastiche e nell’agro-alimentare». Cosa si sente di dire agli operatori economici calabresi?

«Mi auguro, con l’occasione e tramite la vostra prestigiosa rivista, di invitare gli operatori economici calabresi ad apprezzare da vicino tutti gli incentivi comparativi della Tunisia, poiché sono convinto che si decideranno ad andarvi. E coloro che vi si recheranno, sceglieranno di ampliare la loro presenza, come già fatto dai loro predecessori. Le occasioni e le manifestazioni per approfondire la conoscenza della Tunisia non mancano certo. A tal proposito, cito, lo svolgimento del Forum di Cartagine sull’Investimento dove l’Italia è stata presente con circa 300 imprenditori. Tra le manifestazioni più importanti, inoltre, desidero segnalare, il prossimo Salone Internazionale dell’Agricoltura, della Meccanizzazione Agricola e della Pesca, Siat 2010, che si terrà a Tunisi dal 6 al 9 ottobre 2010». ● (Rita Macrì)

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Ben riuscita la missione economica in Tunisia organizzata dalla Confindustria Calabria

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bbiamo avuto l’opportunità di approfondire nel corso del seminario "Tunisia, imprenditoriale, moderna, dinamica ed ospitale, la cooperazione con le imprese calabrese" – ha affermato il direttore generale di Confindustria Calabria, Luigi Leone – i temi relativi alla cooperazione economica fra Calabria e Tunisia e le possibilità di investimento delle imprese calabresi in Tunisia. E’ davvero un grande risultato essere riusciti ad organizzare un evento così importante ma, soprattutto, esser riusciti a mettere attorno ad un tavolo di discussione le massime autorità istituzionali ed economiche di Tunisia e di Calabria». «La risposta e l’interesse che abbiamo ricevuto da parte delle imprese – ha proseguito Leone – è stato molto importante, anche perché l’evento seminariale ha preceduto il Forum di Cartagine del 3 e 4 giugno al quale hanno aderito diverse imprese. La Tunisia può senza dubbio essere un Paese partner estremamente importante poiché la specifica tipologia di mercato risulta essere molto aderente alle produzioni del sistema produttivo calabrese". "Peraltro tutto il Mediterraneo – ha sottolineato Leone – costituisce lo sbocco naturale per gli interessi delle nostre imprese, soprattutto alla luce dell’apertura dell’area di libero scambio che dovrebbe consentire una più efficace cooperazione fra i Paesi che su quest’area si affacciano. Coniugare identità ed apertura, costruire reti e promuovere cooperazione, sono i principi sui quali stiamo caratterizzando, come Confindustria calabrese, il programma di internaziona-

lizzazione per le imprese nostre associate». Ci parla del Forum di Cartagine del 3 e 4 giugno?

«Una nutrita delegazione di imprenditori calabresi, rappresentativi dei più importanti settori Luigi Leone merceologici regionali, ha partecipato alla missione economica organizzata in Tunisia da Confindustria Calabria, in occasione della 12ma edizione del Forum di Cartagine sugli investimenti diretti esteri, promosso dall’agenzia di promozione dell’Investimento Estero, sotto l’egida del ministero dello Sviluppo e della Cooperazione internazionale. Il forum economico di Cartagine, manifestazione di riferimento nel Mediterraneo dedicata agli Ide, si pone l’obiettivo di presentare l’importanza del sito Tunisia e le opportunità offerte agli imprenditori stranieri in un momento in cui le incertezze legate alla congiuntura mondiale rendono gli investimenti internazionali più esigenti verso i loro potenziali siti di attuazione. Confindustria Calabria, nel perseguire con costanza nuovi spazi di mercato internazionali per le imprese aderenti, ha dato seguito all’invito lanciato nel recente convegno di Catanzaro dall’ambasciatore tunisino in ►

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Italia ed ha raccolto l’adesione di oltre trenta imprese, interessate ad esplorare le potenzialità di un Paese in forte crescita (+ 5% il Pil 2009) e desideroso di attrarre nuovi investimenti. Nei giorni scorsi, io e la delegazione confindustriale, abbiamo partecipato alla riunione di tutte le delegazioni italiane coordinata dal ministero degli Affari Esteri italiano, dall’ambasciata di Tunisia a Roma, da Fipa Tunisia e da Assafrica & Mediterraneo, dove sono state presentate tutte le iniziative di cooperazione economica e finanziaria messe a disposizione del sistema imprenditoriale nazionale. In questa sede la Calabria si è caratterizzata quale rappresentativa più numerosa in termini di imprese aderenti. A seguire, la delegazione calabrese ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione del Forum Economico, cui hanno preso parte il ministro per lo Sviluppo e la Cooperazione Internazionale, mr. Abdelhamid Triki, il presidente dell’Unione Tunisina dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato (Utica), mr. Hedi Djlani, ed il primo ministro del governo tunisino, H.E. Mohamed Ghannouci. La missione è proseguita con la partecipazione delle rappresentanze imprenditoriali ai 3 seminari sulla situazione economica, sulle iniziative di attrazione e sulle piattaforme tecnologiche tunisine, e si è conclusa, con gli incontri tra aziende calabresi ed aziende tunisine per stipulare accordi di cooperazione commerciale e/o di investimento. Nel corso della giornata di lavoro, sono state altresì gettate le basi per un accordo tra l’Utica e la Confindustria Calabria al fine di un rafforzamento delle relazioni economiche tra le due associazioni. Ad ottobre Confidustria ha già in programma di ritornare in Tunisia per presentare le prime iniziative di investimento di imprese calabresi nel Paese. Alla delegazione ha partecipato anche una rappresentanza di Fincalabra per verificare la possibilità di costruire un partenariato con l’agenzia governativa Fipa Tunisia finalizzato a supportare, dal punto di vista finanziario, le piccole e medie aziende calabresi interessate ad investire o esportare i propri prodotti nel bacino sud del Mediterraneo». ● (r.m.)

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Il credito in Calabria

Il credito in Calabria non aiuta imprese e famiglie di

Maurizio Bonanno

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possibile fare impresa al Sud se non vi sono pari condizioni ed identiche opportunità? Attenzione, non si tratta del solito refrain piagnucoloso e tipicamente meridionale. No, l’interrogativo rappresenta una legittima considerazione con precisi dati di riferimento. È il dato – allarmante – che si ricava dalla relazione periodica stilata dalla Banca d’Italia in occasione della più recente riunione, tenuta presso la Prefettura di Catanzaro dall’Osservatorio Regionale sul Credito, organismo voluto dal ministro Tremonti (art.12, c.6, Legge 28 gennaio 2009 n.2) per monitorare e garantire l’effettivo accesso al credito da parte di imprese e famiglie. Nel corso della riunione, il Direttore della filiale della Banca d’Italia di Catanzaro, Francesco Pierro, avente competenza di vigilanza e programmazione su tutte le province calabresi, ha presentato un documento di sintesi dei principali indicatori afferenti la gestione del credito nella Regione. Questi alcuni dati salienti ed assai emblematici: Il credito erogato alle imprese è risultato in calo segnando un – 2,3%; La contrazione dei prestiti ha interessato i seguenti settori economici: Settore manifatturiero: meno 6,5%; Costruzioni: meno 1,8%; Il credito erogato alle famiglie consumatrici ha accelerato rispetto al trimestre precedente passando dal 5,7% al 6,7%; Le sofferenze, in aumento a livello regionale con medie del + 25% circa, si mantengono su livelli più elevati rispetto alla media nazionale; Il tasso di crescita, sempre a dicembre 2009, dei depositi

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bancari delle famiglie consuma«Mentre al Nord trici e delle Imprese è sceso al 2%, un dato comunque inferiore i tassi bancari rispetto a quello dei tre trimestri sui finanziamenti precedenti ed a quello nazionadiminuiscono, le. La componente relativa alle al Sud crescono!» famiglie consumatrici ha continuato il rallentamento rilevato per tutto il 2009. Da qui, una prima, amara considerazione: mentre al Nord i tassi bancari sui finanziamenti diminuiscono, al Sud crescono! Infatti, i tassi di interesse sui prestiti a breve termine sulle operazioni in essere verso la clientela residente in Calabria sono risultati in aumento rispetto al dato di settembre, passando dal 6,6% al 7,2% e più elevati di quelli registrati a livello nazionale. Dati alla mano, sferra un duro attacco il vice presidente regionale di Confcooperative, Pino Grillo, che è il presidente dell’Unione provinciale della stessa. Per Grillo, infatti: «La foto che se ne ricava è a dir poco fosca. La ripresa, che da più parti si dà per certa in questo scorcio di anno, è ancora di là da venire». «La crisi finanziaria, prima ed economica, dopo – aggiunge Pino Grillo – continua a mostrare i suoi lati peggiori ed il sistema bancario tutto, fatto salvo in qualche misura quello regionale e locale, non sembra essere capace di stare a fianco dell’economia sana della Calabria per supportarla ed accompagnarla in un momento così difficile e delicato». «Se il mondo bancario non è grado e non vuole stare a fianco dell’imprenditoria sana della Regione Calabria – ha denunciato Grillo – il rischio reale è che la criminalità organizzata, forte delle sue liquidità incontrollate, possa comprare tutto e sostituirsi, magari in maniera subdola, alla parte buona del tessuto economico e sociale dei nostri territori». Altra denuncia Grillo la indirizza verso «l’attivismo sfrenato e disinvolto di numerose ed improvvisate Agenzie Finanziare che, operando fuori dall’autorevole controllo della Banca d’Italia e dello stesso Ministero dell’Economia, praticano spesso tassi ai limiti dell’usura e condizioni contrattuali capestro». Quale la soluzione a giudizio dell’esponente regionale di Confcooperative?

«C’è assoluto bisogno di un impegno corale da parte di tutti i componenti della società civile – risponde Pino Grillo – c’è bisogno di una regolamentazione alta, rigorosa e condivisa anche nel mondo della Finanza (certo liberismo del mercato, alla lunga, ha prodotto i disastri cui assistiamo anche in questi giorni), c’è bisogno di un “Fare Etico” da parte di tutti e … di ognuno di noi». ●

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Internazionalizzazione

Da Confindustria Calabria "30° Parallelo, crescere nella nuova geografia: Italia, Mediterraneo, Mondo" di

Rita Macrì

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0° Parallelo, crescere nella nuova geografia: Italia, Mediterraneo, Mondo”. E’ questo il titolo del convegno che si è svolto a Catanzaro presso la sede di Confindustria Calabria nel corso del quale è stato sottolineato dal direttore, Luigi Leone, come «l’economia mondiale viaggia a più velocità. Le nuove locomotive della crescita globale, si chiamano Cina, India, Brasile, ma anche Nord africa e Medio Oriente. La geografia dello sviluppo cambia sotto la spinta dei trend che riguardano fattori strutturali quali la demografia, le risorse, le capacità di innovazione e di investimento. Sempre di più il Mediterraneo diviene un ponte strategico per le proiezioni di sviluppo delle imprese, dall’Italia al Mondo e dal Mondo all’Italia. Alle nostre imprese, 30° Parallelo che preciso, è l’alleanza tra Simest, Bnl gruppo Bnp Paribas e Assafrica et Mediterraneo, offre strategie, programmi e servizi concreti per essere protagonisti di questa storica occasione di sviluppo. I relatori – ha evidenziato Leone – sono professionisti che oggi spiegheranno, infatti, quali sono gli strumenti messi a disposizione delle imprese qualora volessero investire all’estero». Nella sua introduzione, aprendo i lavori, il direttore Leone ha inoltre precisato cosa gli imprenditori chiedono al presidente della Regione Cala-

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bria, Giuseppe Scopelliti e all’assessore Fabrizio Capua: «Noi vogliamo dare una mano e un aiuto concreto a tutte le imprese che hanno voglia di investire all’estero. Abbiamo dei programmi messi in piedi relativamente al bacino del Mediterraneo ma non solo, sui quali stiamo scommettendo contando solo sulle nostre forze. Vorremmo che la Regione, così come indicato dal presidente Scopelliti e dall’assessore Capua, redica al più presto il piano triennale per l’internazionalizzazione “Calabria internazionale” e quello per attrarre gli investimenti sul nostro territorio “Investi in Calabria”. Solo se finalmente avremo un programma regionale coerente con le aspettative delle imprese del territorio si potrà parlare di sviluppo e di efficacia degli interventi». Infine il direttore Leone ha concluso: «Da Paesi ricchi di petrolio e materie prime ad economie di mercato interno di consumo e investimento: la realtà economica del Mediterraneo e del Golfo Persico sta cambiando. Nel momento in cui si riscoprono economia reale e investimenti produttivi, le imprese italiane possono avvantaggiarsi di questo cambiamento per crescere e consolidarsi in nuovi mercati, tutti a Sud dell’Europa e a ridosso del 30° Parallelo, una linea ideale lungo la quale le aziende possono svilupparsi. Ma anda-

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Ajassa

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re all’estero richiede risorse, investimenti, conoscenze: Simest, Bnl Grupppo Bnp Paribas e Assafrica & Mediterraneo si sono alleate per rispondere a questa necessità, dando vita a 30° Parallelo, un servizio che coinvolge i tre partners per fornire un supporto integrato, unitario e concreto alle imprese italiane. 30° Parallelo è la prima piattaforma di servizi che mette insieme impresa, banca e gestione pubblica per offrire strategie, programmi e servizi concreti affinché quest’area geografica di nuova crescita diventi motore di ripresa della nostra economia, in uno scenario che esalti le vocazioni e le competenze dell’industria calabrese». La parola è poi passata a Giovanni Ajassa, responsabile Servizio Studi Bnl, il quale nel corso del suo intervento, ha parlato dello scenario economico e finanziario internazionale precisando le nuove metriche della geografia economica mondiale. «Fatta pari a 100 la situazione del 2006, nel 2011 il Pil del mondo – ha affermato Ajassa – salirà a 117,1. Le previsioni sono del Fondo Monetario. Ma nell’area euro e in Italia si rimarrà molto più in basso, intorno a quota 100. La Cina crescerà da 100 a 161,9; l’India salirà a 146,3. Ma le occasioni di crescita non sono tutte così lontane. Senza fare i 5000 chilometri che ci separano da Asia e America Latina, molto più vicino a noi c’è un’area che già oggi conta per il 9 per cento del nostro export ed ha una crescita economica dell’ordine del 4%. Parliamo di Nord Africa e Medio Oriente. Anche ai tempi di Marco Polo la via della seta partiva dal Mediterraneo».

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Pier Luigi D’Agata, Direttore Generale Assafrica & Mediterraneo, ha spiegato che quella della quale fa parte è un’associazione del Sistema di Confindustria che si occupa dello sviluppo delle imprese italiane nei Paesi dell’Africa, Mediteraneo e Medio Oriente. «Rappresenta e supporta – ha rimarcato D’Agata – le imprese italiane che operano e che vogliono operare in questi Paesi, lavorando con i principali attori nazionali ed internazionali per lo sviluppo delle imprese in D'Agata mercati in cui la presenza italiana è ancora scarsa rispetto alle potenzialità esistenti». Giancarlo Bertoni, responsabile Dipartimento Promozione e Marketing Simest, ha posto l’accento sulla logica di servizio alle imprese di Simest. «Simest è la finanziaria di sviluppo e promozione delle attività delle imprese italiane all’estero, controllata dal Ministrero dello Sviluppo Economico e partecipata dalle banche e dal sistema confindustriale. Accompagna gli investimenti delle imprese italiane nei mercati extra U.E., oltre che, dal primo gennaio 2010, anche Bertoni all’interno dell’U.E., intervenendo nel capitale sociale delle imprese estere partecipate sia direttamente che con fondi di venture Capital destinati a mercati di particolare rilevanza strategica. Gestisce inoltre agevolazioni a sostegno delle attività di internazionalizzazione delle imprese italiane fuori dell’U. E.: studi di fattibilità, assistenza tecnica, programmi di sviluppo commerciale». «In ogni regione d’Italia – ha proseguito Bertoni – abbiamo dei professionisti a disposizione per guidare l’imprenditore nel passaggio dall’idea all’investimento. Oltre alla vasta gamma di strumenti disponibili messi in campo dalla Simest, abbiamo avuto dal Ministero dello Sviluppo Economico la gestione del loro fondo di Venture Capital che rappresenta tutt’oggi un unicum fra i Paesi Oxe destinato a sostenere gli investimenti delle aziende italiani, e nello specifico dell’incontro di oggi, calabresi, in Paesi focus al di fuori dell’Unione Europea. Tra i prodotti Simest va ricordato, inoltre, che recentissimante è stato introdotto un nuovo strumento per la patrimonializzazione delle imprese che operano nei mercati internazionali e sono stati aggiornati gli strumenti per finanziare gli studi di fattibilità e l’assistenza tecnica per lo sviluppo commerciale all’estero. In questa logica di servizio alle imprese – ha concluso Bertoni – abbiamo realizzato una rete di presenze di nostri funzionari, sempre grazie al supporto del Ministero dello Sviluppo economico, in tutte le regioni italiane proprio per essere più vicini alle imprese. Nello specifico le imprese calabresi potranno fare riferimento al dott. Paolo Di Marco (p.dimarco@simest.it) ». ►

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Lauria

Internazionalizzazione

Gianluca Lauria, responsabile Sviluppo Commerciale Corporate di Bnl, ha chiuso i lavori della giornata: «Bnl - Gruppo Bnp Paribas rappresenta una novità nel contesto bancario nazionale, coniugando la tradizione e l'esperienza di una grande banca italiana alla forza di un player internazionale. Avendo operatività diretta in oltre 85 Paesi e una presenza capillare nel bacino del Mediterraneo e del Golfo supporta le aziende italiane con una rete di 90 Trade Center, dedicati al commercio internazionale, diventando un partner solido e affidabile al servizio delle impre-

se». «Noi possiamo per questa ragione mettere a disposizione delle imprese – ha spiegato Lauria – le nostre strutture e le nostre competenze. Nell'area del Mediterraneo, in particolare, Bnl - Gruppo Bnp Paribas ha creato una rete di “Italian Desk” dedicati alle imprese italiane con l'obiettivo di supportare i loro investimenti in questa regione del mondo». Infine rivolgendosi agli imprenditori presenti Lauria ha concluso: «Spero che questo incontro vi abbia dato una  ulteriore conferma del fatto  che c'è un sistema paese a vostra disposizione. E sempre più importante fare rete. Noi, Assafrica e Simest con  il progetto  “30  Parallelo” ci siamo riusciti;  ma se noi possiamo metterci il nostro impegno, la nostra professionalità e il nostro entusiasmo, le componenti essenziali rimangono: l'idea,  la capacità , la visione e il coraggio proprio degli imprenditori italiani. Lavorando assieme con metodo e concretezza questi sogni possano diventare realtà». Nel pomeriggio sono seguiti gli incontri bilaterali. ●

“Okidea”, l’idea nel corridoio con un semplice clik T

ra il pubblico del convegno erano presenti anche alcuni soci di “Okidea”, un’associazione fondata da un gruppo di giovani professionisti che hanno voglia di aiutare concretamente i piccoli imprenditori calabresi. In che modo ce lo ha spiegato nel corso di un'intervista il presidente Annalisa Stasi: «C’è una parte di iniziative di natura economica promossa dalle varie istituzioni che non sempre arriva ad una certa categoria di destinatari finali. Ciò ha comportato e comporta il rischio dell’inutilizzabilità di molti strumenti che possono essere fruiti dalle micro Pmi per la realizzazione di nuove attività o per migliorie di quelle esistenti. Tutto questo determina da un lato un malcontento diffuso tra le categorie meno organizzate o poco avvezze ai “corridoi” delle varie istituzioni, dall’altro il rischio di perdere molti finanziamenti indirizzati prevalentemente al tessuto industriale delle regioni del mezzogiorno. Malgrado le informazioni fornite dai vari enti istituzionali, finalizzate al raggiungimento degli obbiettivi di politica di coesione voluta dall’Unione Europea, è diffuso da parte di molte aziende serie e qualificate potenzialmente beneficiarie degli interventi, il mancato raggiungimento di queste opportunità, spesso dovuto ad una non attenta politica di accompagnamento. “Okidea” nasce a fronte di tutto questo, con la “piccola” ambizione di fare la differenza attraverso notizie tempestive comunicate in maniera semplice, con un linguaggio diretto e con la volontà di suggerire una seria di informazioni di natura procedurale, che tendono di fatto ad agevolare l’iter in tutte le sue fasi idonee

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al raggiungimento degli obbiettivi. Okidea – ha precisato il presidente Stasi – si vuole far conoscere dal pubblico con un sito; in questi tempi il web è lo strumento più vivace e comodo utilizzato da tutte le categorie Da sinistra: Emma Traversa e Annalisa Stasi che non necessariamente debbano essere tecnici del mondo economico e si avvale della partecipazione di “esperti” ogni fase dei procedimenti che mettono a disposizione non solo nozioni di carattere teorico, reperibili su altri siti, ma soprattutto indicazioni “best practice” già realizzate in altri contesti. Vorremmo dare la giusta informazione, acquisita in maniera semplice, racchiusa in un unico clik. Lo strumento che accompagna la consapevolezza è l’informazione. Da qualche parte ho letto che se gioco a Risiko con le regole di Monopoli sarà molto facile che io venga eliminata subito! A volte, per quanto sia riconosciuta l’idea di consapevolezza, essa rimane ancora molto astratta. Okidea – ha concluso Annalisa Stasi – vorrà essere un ambiente familiare nel quale muoversi con consapevolezza dei tempi, dei rischi e delle effettive opportunità». ●

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La crisi investe il settore delle costruzioni

Stati Generali delle Costruzioni in Calabria La crisi investe il settore dell'edilizia:

le risposte urgenti per uscire dalla crisi del presidente Ance ing. Francesco Cava di

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«fallimenti di imprese di costruzioni nel 2009» 58

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Salvatore Guerrieri

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’ una crisi ormai conclamata quella che interessa il settore edile e che ha mobilitato gli Stati Generali nella totalità (Ance, Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil, Anaepa-Confartigianato, Cna costruzioni, Fiae Casartigiani, Aniem Confapi, Ancpl-Lega cooperative, Federlavoro servizi Confcooperative) e quindi la filiera delle costruzioni (che rappresenta complessivamente il 12% del Pil nazionale) per porre all’attenzione delle istituzioni in Italia e in Calabria la grave realtà che interessa il mondo edile e chiedere interventi urgenti per evitare la perdita di migliaia di posti di lavoro. Una crisi quantificata nei numeri dal Presidente Ance Calabria, ing. Francesco Cava. Numeri inclementi, rendicontati dall’ing. Cava, che evidenziano come i costruttori sappiano che il mercato esiste ma che va aiutato da tutti gli enti. Una crisi che conta un meno 18% di investimenti in costruzioni in 3 anni con una perdita dichiarata di 29 miliardi di mancata produzione. Un meno 30% nella nuova edilizia abitativa, un 23 % nell’edilizia non residenziale privata e un 16% nei lavori pubblici per 137.000 posti di lavoro persi nel 2009 nelle costruzioni, di cui 4.840 in Calabria, e 210.000 nel sistema delle costruzioni (costruzioni e settori collegati). Crisi che ha prodotto oltre 2.000 fallimenti di imprese di costruzioni nel 2009, di cui 72 in Calabria, con oltre il 30% in più rispetto al 2008, di cui l’80% in Calabria, e un ulteriore aumento del 30% nel primo trimestre 2010, cui si aggiungono 9.000 imprese sparite nel 2009 di cui 315 nella nostra regione e altre 7.800 nel primo trimestre 2010, di cui 179 in Calabria. Un mercato pubblico e privato che lascia in eredità un meno 30% di numero di compravendite di abitazioni in tre anni e un 27% in meno di bandi

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La crisi investe il settore delle costruzioni

per infrastrutture deliberate dal Cipe a giugno 2009 non è più rimandabile. In Calabria, la situazione, già difficile sul piano nazionale, si aggrava se si tiene conto anche degli interventi infrastrutturali principali contenuti nell’Accordo di Programma Quadro “Infrastrutture di Trasporto”. Non è più sopportabile rimanere in attesa dell’avvio dei programmi di opere medio-piccole dotati complessivamente di 3,4 miliardi di euro che possono dare un contributo concreto al settore delle costruzioni e migliorare la qualità della vita dei cittadini risolvendo problemi alla collettività. In particolare per la Calabria e la Sicilia, da oltre un anno, sono stati stanziati circa Il tavolo dei lavori 800 milioni di euro di cui una prima metà già assegnati per opere individuate ma ancora non partite. Quindi vanno spesi i soldi che ci sono. pubblici e una diminuzione del 74 % di lavori posti in gara solo Come intervenire per uscire dalla crisi? in Calabria. Accelerando il piano infrastrutturale col dare effettivo avvio Presidente Cava, quali sono le priorità per uscire dalla crisi? alla realizzazione del Piano Cipe; mettendo a disposizione le Bisogna mettere gli Enti locali nella condizione di realizzarisorse disponibili in tempi certi; dando priorità agli interventi re gli investimenti necessari allo sviluppo e alla competitività diffusi sul territorio, che possono avere un effetto più immediadel Paese e onorare i propri debiti nei confronti delle imprese, to contro la crisi. Tra gli strumenti necessari, attuando in tempi rapidi una modifica strutpoi, per accelerare processi virtuosi di usciturale delle regole del Patto di Stabilità Interta dalla crisi c’è sicuramente l’utilizzo della no, ricorrendo anche a urgenti provvedimenti leva fiscale. Riteniamo necessario il ripristitemporanei. Inoltre occorre che il Governo no dell’Iva per le cessioni di abitazioni poste individui alcune opere strettamente prioritarie in essere dalle imprese di costruzioni anche per richiedere alla Commissione Europea di dopo i 4 anni dall’ultimazione dei lavori. Sul considerare tali investimenti fuori dai parafronte residenziale è necessario per far decolmetri di Maastricht. lare finalmente l'edilizia sociale, Piano casa 1 Come si può evitare di minacciare la stessa per l’housing sociale e piano casa 2, che Resopravvivenza delle imprese? gioni ed enti locali rispettino la scadenza di Chiediamo, intanto, reciprocità nei diritti 180 giorni per definire proposte d'intervento e nei doveri. Il ritardo con cui le Amministrache possano coinvolgere anche l'imprenditozioni Pubbliche pagano le imprese di costruria privata, avviando un'azione mirata alla rizioni per i lavori eseguiti è stato affrontato qualificazione urbana e all'abitare sostenibile, dalla Commissione europea che ha emanato anche con semplificazioni normative. una nuova Direttiva. Nell’immediato sarebbe Francesco Cava Come si può garantire la regolarità del meropportuno coinvolgere la Cassa Depositi e cato di lavoro e come ampliare gli ammortizzatori sociali in Prestiti nel pagamento delle imprese per conto della Pubblica edilizia? Amministrazione. In Calabria, in tempi relativamente brevi, Per garantire la presenza sul mercato di imprese regolari potrebbero essere ripresi ed attualizzati i contenuti di una proin materia retributiva e contributiva occorre l’impegno di tutte posta di legge che non ha trovato il suo sbocco finale nella prele parti sociali e degli organi istituzionali. E prioritario diventa cedente legislatura attraverso la codificazione dei rapporti fra mantenere il documento unico di regolarità contributiva (Durc) Enti , Stazioni committenti e Regione Calabria. Sarebbe inoltre nei lavori privati e ampliare lo strumento della Cassa integranecessario consentire alle imprese di compensare i propri credizione guadagni ordinaria in edilizia (Cigo), prevedendo l'equiti certi, liquidi ed esigibili con le imposte e i contributi dovuti. parazione delle modalità del trattamento a quello dell'industria Si potrebbe arrivare alla soluzione della crisi sbloccando le in senso stretto, che consente la sospensione totale dell'attività risorse per infrastrutture? lavorativa fino ad un massimo di 12 mesi. ● Lo sblocco degli 11,2 miliardi di euro di risorse pubbliche

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Agenzia delle Entrate Calabria

Da sinistra: Enrico Saccomanno, Carolina Girasole, Antonino Di Geronimo, Elena De Filippis, Fernando Nicotra, Eugenio Fregola e Vincenzo Russo

Anche l’Agenzia delle Entrate Calabria mette le ruote al fisco di

Rosalba Paletta

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hi evade le tasse mette le mani nelle tue tasche. Occorre farlo smettere”. Inizia così il bell’articolo apparso sul Sole24Ore di qualche settimana fa a firma di Luca Paolazzi intitolato appunto “Chi evade le tasse fa male anche a te: digli di smettere”. Non una ulteriore elaborazione del pensiero, mal compreso, di Tommaso Padoa Schioppa secondo cui, ricorderete, “pagare le tasse è un’esperienza bellissima!”, guida l’autore nel suo ragionamento. Ma un calcolo chiaro e netto, tanto da avere valenza pedagogica: «I danni provocati dall’evasione – scrive Paolazzi – sono ben più ampi di quelli contabilizzabili come minori entrate nel bilancio pubblico. L’evasione fiscale, infatti, sintetizza e aggrava mali italiani vecchi e nuovi. Mali economici, sociali, istituzionali, civili. Tra i mali economici – si legge – l’evasione produce aliquote più elevate e per questa via contribuisce a diminuire il dinamismo dell’economia italiana. Aliquote più alte, infatti, penalizzano le imprese che crescono, si internazionalizzano e si dotano di un patrimoni adeguato». L’evasione, è noto, favorisce invece il “nanismo aziendale”. L’analisi di Paolazzi prosegue indicando quali sono i mali che l’evasione produce al potere di acquisto delle famiglie dei lavoratori di quelle

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stesse imprese, giacchè il costo del lavoro è il doppio di quanto si portano a casa. Sempre tra i mali c’è lo scoraggiamento degli investimenti esteri, e non solo nazionali. Insomma, per dirla ancora con Paolazzi, l’evasione è “nemica della competitività e della crescita”. Partendo da queste considerazioni parliamo di un’iniziativa che ha interessato l’amministrazione finanziaria regionale nelle ultime settimane. Si tratta di un’attività denominata “Il fisco mette le ruote", lanciata e condotta dall’Agenzia delle Entrate Calabria, guidata dal Direttore regionale Antonino Di Geronimo. L’obiettivo di questa iniziativa è portare nelle piazze e mettere a disposizione dei contribuenti un mezzo mobile (un camper) guarnito delle strumentazioni adeguate per fornire servizi in territori del nostro Paese dove l’Amministrazione non è presente con una struttura stabile. «Il “Fisco mette le ruote” è un progetto – ha spiegato il direttore Di Geronimo a Calabria Economia – che concretizza sul piano regionale una progettualità tipica di tutto il Paese. L’obiettivo è quello di sensibilizzare i cittadini contribuenti, attraverso queste attività mirate, che noi definiamo “fisco di prossimità”, avvicinando la struttura alla gente. E’ importante – ha proseguito Di Geronimo – che intorno alla nostra Amministrazione si generi una differente consapevolezza, una differente visione da parte dell’opinione pubblica. Non godiamo di una buona fama presso i contribuenti, ma questo deriva in gran parte dalla mancanza di consapevolezza. L’artico-

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Agenzia delle Entrate Calabria

lo 53 della nostra Costituzione ci dice che ognuno è tenuto a partecipare alle spese dello «E' importante Stato in ragione della propria capire che chi capacità contributiva, ed è importante, alla luce di questo, evade ruba che i cittadini comprendano nelle nostre che non è il fisco a rubare, ma tasche» quanti non pagano le tasse». Per fare questo è fondamentale avvicinarsi alla gente e in tal senso la sinergia con altre istituzioni che agiscono sul territorio è importante. Come ci ha spiegato Carolina Girasole, sindaco di Isola Capo Rizzuto, comune che ha accolto l'iniziativa: «Tassello dopo tassello, nel rapporto quotidiano che da amministratori abbiamo con le nostre comunità, il rapporto di fiducia tra i cittadini e lo Stato si ricostruisce e si rafforza – ha affermato il Primo cittadino –, là dove si era per differenti ragioni incrinato. E’ un percorso lungo ma pieno di soddisfazioni. I cittadini ci seguono quando vengono guidati e la consapevolezza di questa risposta, tangibile con mano, dà la forza di continuare a mettere in cantiere iniziative come questa intrapresa accanto all’Agenzia delle Entrate. Inoltre – ha affermato Girasole – è fondamentale lanciare un messaggio: agire in ogni ambito della propria vita quotidiana nella legalità è possibile, senza indugiare in strumentali posizioni qualunquiste, secondo cui nulla si può cambiare e tutto esula dalle nostre scelte. E’ falso. E’ tramite le nostre azioni che la legalità si fa azione quotidiana e concreta, praticabile da tutti, e smette di essere un concetto astratto». Per realizzare questa inversione di tendenza è necessaria un’azione di educazione e sensibilizzazione forte, costante. Ed è per questo che la stessa Agenzia delle Entrate è impegnata in progetti che incontrano i contribuenti di domani, a partire dai luoghi ove questi si formano: le scuole. “Fisco a scuola” è, infatti, il nome di un altro progetto realizzato parallelamente a quello che ha portato nelle piazze gli uffici e i funzionari dell’amministrazione finanziaria. Il fisco calabrese è

Di Geronimo:

andato fra i banchi delle scuole calabresi in quest’ottica. In particolare nello scorso mese di maggio si è spostato nelle scuole di Pizzo e di Isola Capo Rizzuto. La Preside dell’Istituto Omnicomprensivo di Pizzo, professoressa Elena De Filippis, ci ha spiegato il senso dell’iniziativa: «Il nostro istituto è molto impegnato sulle tematiche della legalità. Non abbiamo mai pensato, da quando abbiamo intrapreso i differenti progetti che oggi ci vedono impegnati, che legalità potesse significare mero contrasto alla criminalità, almeno, non soltanto questo. Per noi legalità significa – ha proseguito la preside – testimonianza effettiva, azione quotidiana, ed educare alla trasparenza, al contribuire alle spese dello Stato come insegna la Costituzione e come ci porterà a fare, con maggiore consapevolezza, questa iniziativa significa essenzialmente questo. I giovani hanno bisogno di essere guidati, di dare un volto a chi opera nella legalità e una sostanza ad azioni ispirate alla trasparenza». ●

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cittadini grazie alle iniziative “mobili” di “Il Fisco mette le ruote” possono usufruire nelle varie tappe dei servizi ordinariamente offerti dall’Agenzia e richiedere informazioni sulla liquidazione ed il controllo formale delle dichiarazioni, sugli oneri deducibili e le detrazioni per spese mediche, sul mutuo sulla prima casa, sulle spese universitarie e le ristrutturazioni edilizie, sulle agevolazioni per i cittadini diversamente abili e il rilascio dei codici fiscali e delle partite Iva, come se si trovassero in un normale Ufficio Territoriale dell’Agenzia delle Entrate.

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’Agenzia delle Entrate ha reso note le cifre che nel 2009 l’Agenzia delle Entrate della Calabria ha incassato, grazie all’attività di controllo e contrasto all’evasione: si tratta di oltre 150 milioni di euro, di cui 70 milioni da ruoli, e oltre 80 milioni da versamenti diretti. Il commento dell’Amministrazione è positivo: «Si tratta – secondo quanto diffuso dall’Agenzia – di un ulteriore incremento rispetto al risultato, già incoraggiante, registrato nel 2008, anno in cui l’effettivo incasso si è attestato intorno ai 137 milioni di euro. I controlli sostanziali (accertamenti nei confronti di grandi contribuenti, di imprese di medie e piccole dimensioni, di professionisti e persone fisiche), pari a 28.516, +47,27% rispetto ai dati del 2008, hanno consentito di accertare una maggiore imposta evasa pari a circa 427 milioni di euro, +9,70% rispetto alla maggiore imposta accertata nell’anno precedente, pari a circa 389 milioni di euro». Particolarmente significativo per gli Uffici di via Lombardi governati dal Direttore Di Geronimo è il dato relativo ►

"Il fisco mette le ruote" in piazza a Pizzo Calabro

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Agenzia delle Entrate Calabria

«ai 1.087 accertamenti sintetici che hanno permesso di accertare, in 12 mesi, imposte evase per una cifra pari a oltre 15 milioni di euro». Per quanto concerne i crediti Iva indicati in dichiarazione, gli Uffici operativi (Direzioni Provinciali e Uffici Locali) operanti nel territorio calabrese hanno «eseguito 2.781 accertamenti ordinari ed accertato oltre 62 milioni di maggiore Iva a debito e 32 milioni di minor credito nei confronti dell’Erario». Sempre l’Agenzia delle Entrate calabrese ha inoltre sottolineato come «i controlli da studi di settore, grazie ad un’attività basata su una maggiore qualità dei processi selettivi dei soggetti da sottoporre a controllo, hanno registrato un andamento positivo nel 2009 rispetto ai due anni precedenti». Nell’anno passato, infatti, è stata realizzata una «maggiore imposta accertata media di 13.617 euro per accertamento (+103,48% rispetto al

2008 e +172,72% rispetto al 2007) e una maggiore imposta definita media che cresce del 106% rispetto al 2008». «Risultati – ha affermato Di Geronimo – che confermano la validità degli studi di settore, sia per il perseguimento dello scopo istituzionale dell’adempimento spontaneo dei contribuenti, sia quale strumento capace di fare emergere elementi di anomalo funzionamento di realtà aziendali che presentano elevati livelli di rischio di evasione fiscale. Infine, un cenno particolare meritano gli accertamenti assistiti da indagini finanziarie che hanno permesso di accertare più di 48 milioni di euro di maggiore imposta. Questi risultati sono stati ottenuti – ha sottolineato il Direttore regionale – grazie all’impegno e alla dedizione di tutto il personale che, ad ogni livello, ha contribuito al raggiungimento degli obiettivi istituzionali dell’Agenzia delle Entrate». ●

“Il fisco mette le ruote” e “Il Fisco a Scuola” a Pizzo Calabro

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Grazie agli incontri fatti a scuola abbiamo capito meglio, sul piano pratico, ciò che generalmente affrontiamo come materia di studio con “Scienza delle Finanze”. Si è molto insistito sui concetti di “onestà” e “capacità contributiva”, sull’importanza dell’Art. 53 della nostra Costituzione, su come si contribuisce attraverso il pagamento delle tasse al mantenimento dei servizi pubblici. Vorrei approfondire il tema del funzionamento e dell’equità del sulla equità del sistema fiscale italiano, a confronto con altri Paesi europei e non solo».

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Abbiamo visto da vicino, potremmo dire quasi dal di dentro, come funziona l’Agenzia delle Entrate. Si è trattato di un’esperienza interessante, efficace e utile, non solo sul piano strettamente didattico, ma anche sul piano sociale. E’ un tema di grande attualità quello dell’importanza del pagamento dei tributi, in un paese come il nostro, dove si fa fatica a comprendere il nesso che c’è fra il pagamento delle tasse e il buon funzionamento della macchina amministrativa. Inoltre è importante conoscere meglio l’Agenzia delle Entrate e capire come è presente e quanti servizi è in grado di offrire, perché sempre di più si abbia la consapevolezza che non si tratta di una struttura che chiede, ma dà e anche molto in termini di assistenza ai cittadini contribuenti».

Non è la prima volta che organizziamo iniziative che ci aiutano a confrontarci direttamente con i contribuenti, ed ogni volta la soddisfazione è grande. Oltre alle curiosità comuni (come richiedere il duplicato di un codice fiscale, come usufruire delle detrazioni sulle ristrutturazioni di case, etc.), c’è interesse a capire come funziona la macchina dell’Amministrazione finanziaria. Questo soprattutto fra i giovani, nelle scuole: fra le domande più ricorrenti, infatti, abbiamo avuto quelle sui meccanismi di controllo; sull’identikit dell’ “evasore tipo”, sulle finalità del pagamento delle tasse, sul federalismo fiscale. Questo significa che c’è attenzione sul tema. E non è poco. Torneremo nelle classi nei prossimi mesi ad approfondire argomenti specifici. Per ora registriamo questo successo con soddisfazione e assumiamo come dato positivo il fatto che gli studenti abbiamo apprezzato il video proiettato nelle classi (disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate ndr) girato dagli attori delle Jene, incentrato sul pagamento delle tasse e tre settori cruciali della spesa pubblica, quali: istruzione, sanità e sicurezza».

Vito Boragine, professore di Scienza delle Finanze e Diritto presso l’Istituto Ominicomprensivo di Pizzo Calabro

Vincenzo Russo, Direttore Provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Vibo Valentia

Emanuela La Pietra, 18 anni, allieva dell’ Istituto Tecnico Commerciale di Pizzo Calabro (Vv)

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La pesca nel Mediterraneo e in Calabria

Mondo della pesca in crisi di

Rosalba Paletta

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a pesca è, fra le attività dell’uomo, forse la più antica. Quella italiana si trova a dover fronteggiare attualmente una crisi reale e grave. Gli effetti devastanti dei Regolamenti comunitari Mediterraneo e Controllo sulla pesca calabrese giungono ad aggravare una comparto già con l’acqua alla gola. La stessa Unione europea ne ha attestato la gravità: “riduzione della cattura al ritmo del 2% annuo, con un calo costante dei redditi di circa il 30% dal 1990, un incremento dei prezzi del carburante del 240% dal 2002 al 2008 con incidenza dei costi di produzione per lo strascico fino al 60%. Per quanto riguarda l’Italia, ultimi dati disponibili, nel periodo 2000-2006 il settore registra la fuoriuscita di oltre 4.000 pescherecci per una flotta che oggi si assesta a 13.586 unità, mentre gli addetti sono scesi da oltre 47.000 del 2000 ai 30.000 attuali. La normativa europea impone al settore il rispetto di nuove regole che gran parte degli operatori ha sottovalutato. Questo rischia di rendere irreversibili gli effetti di una crisi che trae origine da una molteplicità di fattori”. Il virgolettato traduce, in sintesi, il documento congiunto che le principali organizzazioni di rappresentanza del mondo della Pesca (A.G.C.I. Agrital; Federcoopesca; Federpesca; Lega Pesca) hanno redatto e sottoscritto, in occasione dell’incontro che lo scorso 9 giugno si è tenuto a Roma fra il ministro dell’Agricoltura e della Pesca, Gianfranco Galan, e gli assessori regionali all’Agricoltura e alla Pesca. Il documento, che già nel titolo esplicita il suo contenuto, “Emergenza regolamento Mediterraneo – Proposta Anticrisi”, dopo un’accurata analisi, espone le istanze avanzate al Ministro e a Bruxelles, dalla delegazione di pescatori calabresi. Per comprendere meglio il merito della questione abbiamo parlato con alcuni autorevoli rappresentanti del mondo della Pesca, calabrese e nazionale, in occasione dell’importante incontro tecnico a Roma.

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Gli uomini di mare a pesca di … sviluppo, regole e legalità Ettore Ianì, presidente nazionale di Lega Pesca, ha risposto così alle nostre domande. Il mondo della Pesca in crisi da una parte e una normativa sempre più stringente dall’altra: qual è la posizione di Lega Pesca?

«La normativa europea inchioda il settore al rispetto di nuove regole e questo rischia di rendere irreversibili gli effetti di una crisi che parte da lontano: dai problemi dell’inquinamento marino e di una pesca non sempre razionale chiamata a fare i conti con il grande problema del sovrasfruttamento delle risorse, così come dalla fragilità di un sistema di piccole e medie imprese frammentato, debole nei confronti del sistema creditizio, slegato da logiche commerciali e distributive e per questo messo già in ginocchio da qualsiasi oscillazione dei costi di produzione».

Quali sono gli aspetti più stringenti e le difficoltà del mondo del mare?

«In primis il costo del gasolio, che gli operatori non sono in grado di scaricare sul prezzo dei prodotti. Siamo di fronte ad una vera e propria emergenza che rischia di avere contraccolpi socioeconomici e occupazionali devastanti, ma siamo anche di fronte ad un cruciale momento di svolta, che, se adeguatamente governato, può consentire di dare al settore risposte concrete, in grado di accompagnare questo gravoso processo di cambiamento guidandolo verso un nuovo modo di guardare a questa attività produttiva e al ruolo delle imprese nella filiera. Lega Pesca da

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La pesca nel Mediterraneo e in Calabria

più tempo suggerisce misure a sostegno del comparto, attraverso il decollo della legge regionale di settore; proposte per la promozione e valorizzazione del prodotto ittico calabrese; ottimizzazione delle risorse Fep (Fondo Europeo Pesca) per interventi a sostegno dei servizi portuali pesca e per il decollo dei distretti ittici; l’ammodernamento delle reti distributive e di commercializzazione puntando, in particolare, sulla 'filiera corta', ovvero l’alleanza fra pescatori e consumatori per apprezzare le proprietà organolettiche del Pesce Trasparente di Calabria, marchio di qualità del prodotto ittico regionale». Qual è la vostra posizione in merito al regolamento europeo entrato in vigore il Primo giugno?

«E’ innanzitutto indispensabile prendere le distanze dalla ridda rumorosa quanto inutile di coloro che, scesi in campo all'ultima ora e ignorando la complessità del problema, cavalcano il comprensibile disagio della categoria all'insegna di illusioni impossibili e di giudizi severi sull'operato delle Associazioni e del governo. La verità è un'altra: l'intera materia, di competenza strettamente comunitaria, è stata oggetto di una incessante azione negoziale da parte dei diversi Governi che si sono succeduti negli ultimi anni. C'è piuttosto da chiedersi dove erano i novelli paladini del settore mentre alcune Associazioni conducevano questa battaglia, mettendo anche a segno risultati importanti, che hanno consentito peraltro di scongiurare esiti ben più disastrosi di quelli che ci troviamo oggi a fronteggiare. Solo per promemoria: dopo la triplice bocciatura della proposta di regolamento all'interno delle stesse istituzioni comunitarie, fatto di per sé senza precedenti, abbiamo ottenuto sostanziali miglioramenti del testo, senza considerare la proroga triennale di quelle scadenze in vigore dallo scorso l giugno, invece che già nel 2006 come inizialmente previsto».

Qual è l’atteggiamento assunto da Bruxelles nei confronti dell’Italia?

«Dopo le ormai quotidiane prese di posizione del commissario Damanaki ispirate alla tolleranza zero, supportate anche dalle posizioni espresse dal ministro Galan, manca qualsiasi presupposto per continuare a perseguire la richiesta di nuove deroghe, a meno che non si voglia sognare. Per questo la strategia messa in campo mira innanzi tutto all'unica via che ci hanno lasciato da percorrere per mitigare gli effetti devastanti della normativa vigente: quella di una revisione anticipata del regolamento comunitario, secondo le procedure previste nello stesso, sulla base del monitoraggio sull'impatto e dei dati aggiornati forniti dalla ricerca. Il ministro Galan ha preso atto di questa nostra incalzante e reiterata richiesta e si è impegnato a perseguire questo obiettivo rafforzando la presenza e l'iniziativa del governo italiano sui tavoli a Bruxelles».

Sul piano dei possibili interventi a livello nazionale?

«E’ chiaro che non si può in alcun modo modificare la norma-

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tiva comunitaria, Ianì: il Ministro ha fi«Occorre affrontare nalmente sbloccato i 30 milioni i problemi del comparto di euro stanziati in maniera sinergica per l'attuazione del pacchetto di e senza improvvisazioni» misure anticrisi, destinati tra l'altro a sanare la tormentata vicenda delle blue box e all'erogazione di nuovi contributi una tantum per investimenti sulla sicurezza e dotazioni di bordo. Chiaro è stato, anche in risposta alle nostre incalzanti sollecitazioni, l'appello da parte del ministro Galan ad una assunzione di responsabilità da parte delle Regioni, che hanno competenze specifiche su molte delle misure indispensabili per affrontare la crisi, a partire dagli interventi per il piccolo strascico costiero e dalla redazione dei piani di gestione locali. II Ministro si è impegnato ad un fattivo coinvolgimento delle autorità regionali per avviare le necessarie iniziative utili a costruire una urgente strategia di intervento. Incoraggiante anche l'impegno manifestato da Galan sulla proposta di incrementare le risorse per la Cassa integrazione in deroga per rispondere ai bisogni di sostegno socio economico degli equipaggi imbarcati, obiettivo su cui il Ministro si è impegnato a sollecitare direttamente il ministro del Lavoro, Sacconi». Altro fondamentale aspetto della questione è il fermo biologico della pesca…

«Come da noi richiesto, dovrà essere uno strumento per contribuire a rispondere all'emergenza. L' ipotesi è quella di attuare un fermo prolungato in due fasi, di cui la prima volontaria e la seconda obbligatoria, nel rispetto dei limiti e dei vincoli previsti dai piani di adeguamento dello sforzo di pesca inviati a Bruxelles (45 giorni consecutivi nei periodi definiti per ciascuna GSA, cui si aggiungono, solo per alcune aree, 15 giorni consecutivi nel periodo primaverile). E' chiaro che per quel che ci riguarda, non demorderemo su una compensazione finanziaria per gli armatori oltre che per gli equipaggi e porteremo avanti la proposta complessiva».

Siete fiduciosi sulla risoluzione a breve termine del problema?

«E' possibile affermare che è stato messo in moto un meccanismo che, per quanto tortuoso e complesso, potrà e dovrà consentire di portare avanti tutte le possibilità di intervento offerte dalle normative vigenti per dare risposte concrete alla crisi. Lega Pesca continuerà a vigilare e pungolare tutte le istituzioni, UE, Governo, Parlamento, Regioni e Enti locali, perché ciascuno per le proprie competenze, si assuma le proprie responsabilità e faccia la propria parte per rispondere ai bisogni del settore».

Un aspetto che caratterizza la battaglia di Lega Pesca è il ruolo strategico dei comuni costieri per lo sviluppo economico-sistemico della regione: ci vuole spiegare meglio in che ►

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La pesca nel Mediterraneo e in Calabria

cosa consiste questa vostra proposta?

«Riteniamo fondamentale il ruolo dei comuni costieri per la predisposizione di strutture idonee sia per la prima commercializzazione, sia per la vendita diretta dei piccoli pescatori costieri. Lega Pesca è impegnata a formulare proposte per far decollare i piani di gestione locale per conservare un patrimonio culturale e gastronomico legato a specie apprezzate quali cicerello, rosa marina e sardella per tutelare e portare al decollo la piccola pesca costiera. Sarà importante puntare decisamente al futuro, non solo per dotare finalmente l’economia ittica calabrese delle necessarie infrastrutture e dei porti, ma anche per integrare sempre di più la filiera, concentrare il prodotto, promuovere le organizzazioni dei produttori per acquisire un ruolo nella distribuzione e trasformazione, diversificare l’attività, avviare forme di gestione integrata della fascia costiera con il concorso degli enti locali. Un programma vasto, che deve essere attuato con attenzione alle priorità strategiche, con il coordinamento degli interventi, con il concorso e l’assistenza di operatori qualificati e preparati».

I pescatori non vivono di sogni. L’Ue sia più vicina! Katia Stancato, presidente regionale di Confcooperative e vice presidente nazionale Federcopesca, ha risposto così alle nostre domande. Qual è la situazione attuale che questo settore vive?

«A parte la cronicità dei problemi derivanti dalla carente politica sulla pesca, oggi lo stato di crisi è aggravato dall'entrata in vigore delle norme attuative di almeno due Regolamenti Comunitari: il Regolamento Mediterraneo e il Regolamento controllo. Così l’art.14 Stancato dello stesso Regolamento Mediterraneo dal 1° giugno 2010 rende obbligatorio l’uso di sacchi con maglia armate al quadrato per le reti a strascico che com’è intuibile limita la quantità delle catture e fissa, inoltre,  le nuove distanze dalla costa per  l'esercizio della pesca che risultano essere penalizzanti considerata la profondità dei mari calabresi. Ci sono regioni italiane che supportate da adeguati documenti scientifici hanno ottenuto dall'Ue una deroga alle distanze imposte in virtù della specificità dei loro mari, per la Calabria un provvedimento simile è necessario per salvaguardare il futuro di un buon 60% della pesca. Su tutto graverà l’impatto significativo del Regolamento Controllo, che introduce adempimenti ed attrezzature che spesso richiedono competenze che i nostri pescatori non hanno o che una volta installati comportano spese aggiuntive per la manutenzione, l’assistenza tecnica ed il traffico relativo all’invio delle informazioni, oltre alla licenza a punti che diventa il nuovo strumento di controllo: con la decurtazione dei punti per

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ogni infrazione, l’ammenda ed Stancato: il ritiro della stessa licenza. Sia«Le promesse mo consapevoli – ha proseguito Stancato – che il nostro Paese si traducano non è pronto a recepire una norin realtà!» mativa tanto restrittiva e che una proroga che, rimanda certo, il problema e non lo risolve, in questo momento di grave crisi è fondamentale. Così come al pari di altre regioni italiane (pensiamo, ad esempio, alla vicina Sicilia, ndr), riteniamo sia necessario ottenere anche per la Calabria, Jonica e Tirrenica, una deroga alla norma sulla distanza minima che non può essere inferiore ai 750 metri dalla costa». Oltre alla proroga (poi non concessa ndr), che cosa chiedono i pescatori alle istituzioni?

«Questa fase deve essere accompagnata da interventi di sostegno reale al reddito dei pescatori, e le maglie della burocrazia non possono imbrigliare, così come sta avvenendo per l’erogazione degli ammortizzatori sociali attivati sino a dicembre 2009, le procedure di pagamento a danno del sostentamento di centinaia di famiglie di pescatori. In questo delicato momento congiunturale ogni intervento di rappresentanza delle gravi problematiche settoriali è opportuno ed auspicabile, non da ultimo, quello dell’europarlamentare, già Assessore Regionale all’agricoltura e pesca, On. Mario Pirillo che, lavorando nelle sedi istituzionali europee e, conoscendo le specificità della pesca calabrese, un grande contributo potrebbe fornire per avvicinare le legittime esigenze del comparto ittico alle posizioni di una Unione Europea, che vorremmo sentire più vicina, non come una imposizione di un modello rigido di norme, ma piuttosto un quadro di riferimento fondamentale, che deve adattarsi alle mutevoli circostanze biologiche, ma anche economiche e sociali delle diverse aree geografiche». Dottoressa Stancato, quanto incide il settore pesca nell'economia calabrese?

«Le potenzialità del settore pesca in una regione come la Calabria sono enormi: i famosi 800 chilometri di costa, diversi siti idonei per lo sviluppo della maricoltura, una cultura e tradizione marinara abbastanza diffusa, persino tramandata per alcune generazioni. Nell'ultimo ventennio, però, da un lato la politica comune della pesca che tende a ridurre lo sforzo di pesca e dall'altro una carente programmazione di interveti di sostegno o funzionali ai mestieri della pesca professionale, hanno generato un lento quanto progressivo invecchiamento del settore. Circa il 40% della forza lavoro ancora attiva ha lasciato il mare, e la conversione ad altro lavoro, anche in presenza di incentivo, come nel caso del famoso bando della pesca del pesce spada della metà degli anni'90, non è affatto semplice. Molti ex lavoratori del mare finiscono per incrementare il tasso regionale di disoccupazione.

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La pesca nel Mediterraneo e in Calabria

Sono circa 10.000 gli operatori coinvolti tra diretto e indotto, spesso, però, sono interi nuclei familiari che lavorano, ognuno per la propria competenza, intorno alla cattura di una imbarcazione da pesca, si lavora in mare, ma anche a terra, nella commercializzazione come nell'amministrazione, nella conservazione e nella manutenzione di reti ed attrezzi. Anche il ruolo delle donne del mare è fondamentale, andrebbe maggiormente legittimato, nelle cooperative il loro lavoro è senz'altro più riconosciuto». Quanto incide il Governo centrale e quanto l'Unione Europea nel determinare questo stato di crisi?

«L'Ue definisce la PCP (politica comune della pesca) e gli strumenti per attuarla, il Governo li recepisce con appositi Decreti attuativi. Ma è nelle sedi Europee che si gioca il futuro della pesca, anche quello di una regione marittima periferica come la Calabria. Soprattutto se non sono espresse e considerate le sue specificità. Perché l’industria della pesca europea è la più diversificata al mondo e comprende sia navi fattoria per la pesca del merluzzo artico nell’infuriare di tempeste forza nove, sia pescherecci a palangari di 10 metri che catturano sarde nelle nostre acque tranquille, sia pescherecci con reti a circuizione che solcano le calde distese del mediterraneo. Un settore che interessa l’intera catena del mercato, dal punto di cattura alla vendita finale, passando per le fasi intermedie dello sbarco, del trasporto, della lavorazione e della distribuzione. A volte, purtroppo, abbiamo il sentore che gli ultimi regolamenti comunitari stiano imbrigliando la pesca mediterranea, con regole che entrano nei minimi dettagli dell’attività e che a volte sono molto difficili da capire e da applicare, oltre che non condivise dai nostri pescatori e per nulla vicine alle caratteristiche biologiche, economiche e sociali delle comunità marinare. La cosa è particolarmente grave in Calabria, che negli ultimi anni ha visto ridursi, a causa di questa politica restrittiva, la pesca protesa, nella sua parte più efficiente, moderna e redditizia, alla cattura dei grandi pelagici, ed oggi si trova nella impossibilità di continuare proficuamente questa sua attività».

Il recente incontro con l'assessorato regionale ha visto il mondo della pesca protagonista: che cosa vi aspettate di ottenere?

«In Calabria viviamo un fermento politico-istituzionale positivo, tipico dell'inizio di legislatura. In questa fase di avvio è utile ogni opportunità di confronto proteso a programmare un nuovo corso. Intanto apprezziamo la disponibilità dell'Assessore Trema-

terra che per ben due occasioni non si è sottratto al confronto. In questa fase abbiamo chiesto di assumere con autorevolezza nel dialogo col Ministro, in occasione dell’incontro romano con Galan, la tutela del comparto ittico e perorare la causa di una proroga, che non si è rivelata possibile, dei decreti attuativi dei Regolamenti Ue, anche in considerazione della sfavorevole congiuntura economica, ma soprattutto la deroga sulle distanze dalla costa che non può essere superiore a 750 metri. Abbiamo anche ribadito, però, la nostra idea di sviluppo del comparto e le politiche di sostegno che occorre implementare per il futuro: non bastano più, purtroppo, le promesse degli ammortizzatori sociali che arriveranno, ci vogliono fatti. Chiediamo, inoltre, di attivare il ‘tavolo azzurro’ per favorire il costante confronto con l'Amministrazione, ma anche esprimiamo l'esigenza di potenziare il Settore Pesca  all'interno dell'assessorato regionale,  considerate le molte e specifiche deleghe che sono affidate dalla normativa italiana alle regioni in materia di pesca e acquicoltura». ●

Il Ministro Galan su Regolamento Ue Pesca:

"A pagare soprattutto i pescatori" “Lo stato del mare Mediterraneo in questo momento è pessimo perché il 54% delle specie di pesce è in difficoltà a causa di una pesca eccessiva che non permette loro di rigenerarsi. Questo anche a causa di una conformazione caratteristica dei nostri mari poco profondi, in cui vengono a pescare da tutto il mondo con gli strumenti più sofisticati. Il mare intorno all’Italia sta peggio del mare intorno all’Europa. E diciamo che lo stato della nostra pesca è ancora peggiore”. Così il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan. “Queste norme sono necessarie se si vuole permettere la rigenerazione del nostro mare". “Comunque tengo a precisare che il danno maggiore, in un momento in cui entra in vigore un Regolamento che si sapeva sarebbe entrato, è per i pescatori". Riguardo le associazioni di categoria, il Ministro Galan ha detto: “Sono altamente responsabili. Riconoscono che la situazione e le misure dovevano essere previste. Non chiedono la solita ulteriore deroga perché sanno che l’Europa non la concederà. Quindi non illudono i loro associati perché questo vorrebbe dire continuare a ingannare i pescatori. Le associazioni cercano soluzioni alternative e le cercano insieme a noi nell’Unità di crisi che abbiamo costituito al Ministero. Questo è un atteggiamento altamente responsabile da parte loro”. “Questa estate avremo una pesca come lo scorso anno, eccetto che forse mangeremo meno telline. Non ci rimettono i ristoratori, non ci rimettono i mangiatori di pesce. Purtroppo gli unici a rimetterci saranno i pescatori”. ●

Delegazione di pescatori e associazioni di categoria al tavolo con l'assessore regionale Michele Trematerra

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Vibo Valentia

Segnali di ripresa nell’economia vibonese di

Maurizio Bonanno

D

ati in chiaroscuro per l’economia vibonese che lasciano trasparire chiavi di lettura improntate all’ottimismo, sebbene i numeri non sono ancora in positivo. Analizzando, infatti, i dati provinciali, raccolti e pubblicati in occasione dell’ottava “Giornata dell’Economia”, promossa da Unioncamere, per riflettere sullo stato di salute dell’economia provinciale. Il dato che emerge, vede un 2009 chiuso in provincia di Vibo Valentia con un saldo negativo che, però, fa intravedere un significativo segno di ripresa rispetto all’anno precedente; un saldo negativo di appena 18 unità (era 845 il saldo 2008) - che corrispondono alla differenza tra 1.022 iscrizioni e 1.040 cessazioni – e con una riduzione percentuale pari al – 0,1% (a fronte del - 5,5% del 2008) derivante da un tasso di iscrizione del 7,0% (era 7,6% nel 2008) e da un tasso di cessazione del 7,1% (era 13,1% nel 2008). Nel complesso, sono 14.570 le imprese che, alla fine del 2009, risultano registrate presso il Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Vibo Valentia; 789 le

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Ditte Individuali nate nel 2009 – il 77% della natalità complessiva; 823, però, cessano nello stesso periodo: ben il 79% della mortalità complessiva. Di segno positivo è, invece, il tasso di sviluppo delle Società di Capitali (+0,9%) che si rivelano, dunque, la forma giuridica con il saldo più interessante tra iscrizioni e cessazioni (+ 14 unità). Seguono le altre forme di società, con un tasso di sviluppo pari a +2,4% ed un saldo di 13 unità. Analizzando, poi, le dinamiche dei principali settori di attività economica, chiudono l’anno con un tasso di sviluppo preceduto da un segno negativo i settori delle industrie manifatturiere, delle costruzioni, delle attività immobiliari, dei servizi finanziari ed assicurativi; crescono, invece, agricoltura, commercio, alloggi e ristorazione. Da qui, dunque, la prima considerazione che i vertici della Camera di commercio vibonese pongono all’attenzione: “La crisi allenta il morso sull’economia reale e la vitalità delle imprese recupera i livelli del 2007, preannunciando il possibile ritorno alla stabilità nel corso del 2010”.

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Vibo Valentia

«

I prodotti maggiormente importati sono stati quelli relativi al settore alimentare (54,8%) e metalmeccanico (16,8%)»

Ciò detto, è il caso di affrontare due tematiche che necessariamente devono trovare maggiori attenzioni nella speranza di poter invertire un trend che appare decisamente in negativo: le esportazioni, l’occupazione, anelli deboli di una realtà territoriale, quella vibonese, che rimane tra quelle a maggiore rischio. Sul fronte degli scambi internazionali, tra il 2008 ed il 2009 l’andamento delle esportazioni è stato caratterizzato da una flessione pari al –14,8 (variazione percentuale tra provvisorio 2009 e definitivo 2008). L’export della provincia di Vibo Valentia (64.460.398 euro) nel 2009 (dato provvisorio) rappresenta il 20,09% del valore totale della produzione calabrese venduta sui mercati internazionali. Esaminando le macrovoci settoriali, si conferma tra i primi il contributo dei prodotti metalmeccanici, che rappresentano l’85,4% del totale dell’export vibonese, seguito da quello del settore alimentare (5,9%). Dalla mappatura dei Paesi di destinazione dell’export vibonese emerge che il 27,6% delle esportazioni è destinato ai Paesi entrati nell’UE nel 2004, il 15,9% Vicino e Medio Oriente. In flessione nel 2009 anche le importazioni, - 12,8% rispetto al dato del 2008. Non meno difficile si dimostra il volume delle importazioni relative al 2009, che è stato di 48.147.223 euro, pari all’8,8% delle importazioni regionali. I prodotti maggiormente importati sono stati quelli relativi al settore alimentare (54,8%) e metalmeccanico (16,8%). Rimangono, infine, le dolenti note riguardo le problematiche relative all’occupazione, malgrado i numeri, sempre drammaticamente alti, appaiano in controtendenza. In provincia di Vibo Valentia, nel 2009, delle 54.338 forze di lavoro, 47.355 sono occupate e 6.983 sono disoccupate. Dal lato della domanda di lavoro, calcolando il tasso di occupazione, che definisce la quota di popolazione occupata sul totale della popolazione in età lavorativa, si osserva, nel 2009, un dato pari a 42,4%, che diminuisce dell’1% rispetto al 2008 (57,6% quello medio nazionale; 43,1% quello per la Calabria); il tasso di disoccupazione, che indica il peso delle persone in cerca di occupazione sul totale dell’offerta di lavoro, per la provincia di Vibo Valentia nel 2009 risulta pari al 12,9% (diminuito di 1,4 punti percentuali rispetto al 2008). Un livello, dunque, di

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disoccupazione nella provincia di Vibo Valentia che nel 2009 non cresce – anzi si riduce rispetto all’anno precedente – ma che resta ancora il più elevato in Calabria e poco meno del doppio del dato medio nazionale (7,8%). Ottimista il commissario della Camera di commercio di Vibo Valentia, Michele Lico, secondo il quale: «Il recupero di vitalità dell’imprenditoria vibonese in questo inizio d’anno è segno concreto che la crisi si va arrestando e che possiamo guardare al 2010 con più fiducia». Secondo Lico, «Occorre far emergere e valorizzare la piccola impresa di eccellenza, assecondare la cultura della trasmissione di impresa, favorire l’accesso al credito, assistere le imprese sui mercati internazionali, facilitare la vita delle imprese semplificando il quadro regolatorio e l’ambiente amministrativo, accrescendo sensibilmente i livelli di efficienza nella pubblica amministrazione – in particolare attraverso azioni mirate a invertire quel primato negativo degli enti pubblici italiani nell’Unione Europea per i ritardi di pagamento, accompagnare anche le piccole imprese ai processi di innovazione». «Ma soprattutto – a giudizio del commissario della Camera di commercio di Vibo Valentia l’elemento chiave e il principale punto di forza di una strategia locale, che consenta un’adeguata pianificazione di interventi per l’occupazione e per lo sviluppo delle imprese, è costituito dal coinvolgimento pieno delle pubbliche amministrazioni, attori principali nell’analisi dei problemi, nell’individuazione delle opportunità esistenti e dell’area di intervento, quindi delle finalità e delle azioni per perseguirle». «Più alti sono i livelli di condivisione e di compartecipazione fattiva attorno a progetti comuni – conclude Michele Lico – più alta è la probabilità di riuscire a raggiungere gli obiettivi prefissati in maniera efficace». Quale la formula a suo avviso?

«Operare, col contributo delle istituzioni locali e di tutti i soggetti rappresentati: imprese, associazioni imprenditoriali di categoria, organizzazioni dei lavoratori – è l’idea di Michele Lico – puntando su progettualità a tutela della qualità, delle produzioni tipiche e della compatibilità ambientale dei processi e dei prodotti nel rispetto del territorio, sulla valorizzazione del Porto, in particolare, ma anche delle altre dotazioni infrastrutturali, su informazione economica, formazione ed innovazione». ●

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Vitivinicoltura

VINO:

COLDIRETTI, SPESI 1,2 MILIARDI PER ACQUISTI IN CANTINA

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on una spesa di 1,2 miliardi di euro crescono gli acquisti in cantina in Italia dove sono presenti ben 21.624 aziende agricole che offrono direttamente ai consumatori uno dei 498 vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica (320 vini Doc, 41 Docg e 137 Igt). È quanto emerge da uno studio della Coldiretti in occasione della manifestazione “Cantine Aperte” promossa dal Movimento Turismo del Vino. Acquistare direttamente in cantina è – sottolinea la Coldiretti – una opportunità per i consumatori che possono così risparmiare e garantirsi acquisti sicuri e di qualità, ma anche una occasione per le imprese agricole che possono vendere senza intermediazioni e far conoscere direttamente le caratteristiche e il lavoro necessario per realizzare una specialità territoriale unica ed inimitabile. Secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio Coldiretti - Agri2000 sulla vendita diretta i bianchi e rossi Made in Italy sono al primo posto tra i prodotti acquistati nelle aziende agricole e nei mercati degli agricoltori, personalmente o attraverso i gruppi di acquisto solidale, superando abbondantemente ortofrutta e formaggi. La tendenza di crescita è favorita dal fatto che l'Italia – precisa la Coldiretti – è l'unico Paese al mondo a po-

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La manifestazione Cantine Aperte si è svolta anche presso diverse case vitivinicole calabresi. L’immagine si riferisce a un momento di Cantine Aperte vissuto presso le cantine Malena di Cirò Marina (Kr). Degustazione di prelibatezze calabresi annaffiate con i profumatissimi vini della tradizione cirotana, a partire dal Cirò Rosso Classico, nelle sue diverse versioni, tra cui la preziosa Riserva.

Cantina Malena di Cirò Marina (Kr)

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Vitivinicoltura

Cataldo Malena accanto a una delle grandi botti in legno che caratterizzano la sua cantina di Cirò Marina (Kr). Un vero e proprio museo, che raccoglie le memorie di un’antica tradizione vitivinicola, caratterizza gli impianti produttivi delle Cantine Malena. Sono presenti numerosi esempi di attrezzature usate nel tempo, risalendo fino all’Ottocento: botti di varia misura, tini, diraspatrici a manovella, pompe manuali, strumenti di ogni tipo... Una visita alle Cantine Malena rappresenta, quindi, non solo l’occasione per degustare e acquistare ottimi vini, ma anche di concedersi un tuffo nel passato della nobile tradizione vitivinicola cirotana.

ter offrire una grande varietà dei percorsi turistici legati all'enogastronomia con 142 strade dei vini e dei sapori lungo le quali assaporare il nettare di bacco, oltre a piu' di diciottomila agriturismi. Nella classifica delle Regioni predomina però – continua la Coldiretti – la Toscana, con 4.876 produttori (il 22 per cento del totale nazionale), davanti a Piemonte (3.738), Veneto (2.560), Emilia Romagna (2.489) e Sicilia (1.926). E non mancano – rileva Cantina Malena di Cirò Marina (Kr). Il titolare la Coldiretti – le esperienze innovative di commercializzazione e non solo. Il nettare di Bacco viene anche utilizzato L'ACQUISTO DEL VINO IN CANTINA PER REGIONE per trattamenti di benessere, come nel caso della vinoterapia. Dai bagni nel vino agli impacchi di uva nera, fino allo scrub Aziende di vendita diretta % su totale aziende col mosto d’uva, sono sempre più le proposte che agriturismi del vino italiane vendita diretta e resort del vino offrono per tonificare il corpo e rilassare la Piemonte 3738 17 mente. «La vendita diretta è una opportunità per Val d'Aosta 73 1 il Paese con un aumento della concorrenza che va Liguria 483 2 a beneficio delle imprese agricole e dei consumaLombardia 1697 8 tori che possono così garantirsi acquisti sicuri e Veneto 2560 11 di qualità al giusto prezzo» afferma il presidente Trentino A.A. 406 2 della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che Friuli V.Giulia 299 1 «è anche una occasione far conoscere e divulgare E. Romagna 2489 11 i veri sapori della tradizione italiana per poterli riToscana 4876 22 conoscere in tutte le altre forme di vendita senza Marche 850 4 cadere nell'inganno del falso made in Italy». Umbria 170 1 Si tratta di un tassello importante del nostro Lazio 259 1 progetto per una filiera agricola tutta italiana per Abruzzo 348 2 che con coinvolgimento dei mercati di CampaMolise 287 1 gna Amica, Consorzi Campania 352 2 Agrari, cooperative, Puglia 134 1 agriturismi e imprese, Basilicata 285 1 punta a far arrivare Calabria 48 1 sul mercato prodotSicilia 1926 9 ti al cento per cento Sardegna 344 2 italiani direttamente Italia 21624 100 dagli imprenditori agricoli. ● Fonte: Elaborazione Coldiretti/Agri2000

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Convention dell'Anci

I sindaci del Mezzogiorno per una svolta”

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I Comuni del Sud uniti in un manifesto per il rilancio economico e sociale 72

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Simone Puccio

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n manifesto dei comuni del Sud per ribadire l’importanza dell’unità nazionale e il ruolo che gli enti locali possono avere per un rilancio economico e sociale dell’intero Paese, per la promozione dell’integrazione e la coesione territoriale, per l’attuazione della riforma federalista secondo i principi dell’efficienza e della solidarietà. I sindaci del Mezzogiorno sono pronti, dunque, ad accettare questa sfida, indicando con chiarezza i sette punti cardine su cui servono risposte fondamentali e non più rinviabili. Le richieste sono contenute nel documento stilato a Bari, alla presenza di diversi rappresentati dei comuni calabresi, in occasione della convention dell’Anci “I sindaci del Mezzogiorno per una svolta”. A partire dalla concessione del 38% delle risorse nazionali per investimenti, tanto quanto spetta al Meridione in proporzione alla popolazione e, sino ad oggi, mai riconosciute. Quindi una lotta “rigorosa e senza tutele” contro ogni forma di criminalità e di lavoro nero, seguita dalla modifica del patto di stabilità e da politiche nazionali a sostegno dei Comuni. Altro tema sostenuto dall’Anci è stato quello di un grande piano di infrastrutture definito dal Governo d’intesa con Regioni, Province e Comuni, con politiche regionali più efficaci in settori chiave come la sanità, il sociale, i rifiuti e i trasporti, e con fondi aggiuntivi che non sostituiscano quelli ordinari. Ultimo punto,

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Perugini

Convention dell'Anci

ritenuto cruciale, è riferito alla necessità di introdurre un federalismo vero ma solidale, sottolinea il manifesto dell’Anci per il Sud, che tenga conto delle diverse situazioni di partenza dei sistemi economici e sociali locali. Una sfida, quella lanciata dai Comuni del Mezzogiorno, condivisa dal vicepresidente nazionale dell’Anci e sindaco di Cosenza, Salvatore Perugini, che si è detto anche d’accordo nel sostenere l’istituzionalizzazione di un incontro delle Anci meridionale, come momento di confronto e discussione per rilanciare le occasioni di sviluppo. Rispetto al tema delle riforme, Perugini non ha dubbi: «Sono passati più di dieci anni dalla riforma del titolo V della Costituzione – ha affermato – e solo adesso il processo di riforma istituzionale riceve un timido e confuso tentativo di applicazione. Non è possibile che il tema dell’autonomia e della responsabilità non si coniughi con quello delle funzioni e delle risorse assegnate per il loro svolgimento». Ma la vera sfida delle amministrazioni locali del Sud Italia è legata alla capacità di dimostrare l’impegno e la qualità nella gestione degli enti. Per questo il manifesto stilato a Bari racchiude anche tre impegni precisi. Come l’utilizzo in maniera produttiva e trasparente della spesa pubblica comunale, il miglioramento e l’efficienza dei servizi della pubblica amministrazione e l’istituzione di un premio annuale per il servizio comunale più innovativo erogato a favore dello sviluppo territoriale. Temi su cui Perugini, anche in qualità di presidente dell’Anci Calabria, non ha dubbi: «Sappiamo delle difficoltà del Paese che indeboliscono anche le istituzioni nella loro azione – ha sostenuto – ma il federalismo non deve essere un fatto di bandierine, bensì di contenuti concreti». E la prima scommessa è sui fondi Fas, con la richiesta al Governo di assegnarli nel minor tempo possibile: «Toccherà poi a noi amministratori meridionali – ha concluso Perugini - utilizzarli al meglio evitando dispersioni e favorendone un utilizzo produttivo». Da Bari, dunque, è arrivato il segnale inequivocabile da parte degli amministratori, convinti più che mai che il Mezzogiorno ha bisogno di politiche nazionali che rafforzino l’offerta di servizi collettivi: la scuola, la giustizia, la salute, le infrastrutture, necessita di politiche a sostegno del lavoro, per i giovani e le donne. D’altronde, c’è la consapevolezza, ricordata in più occasioni, che ogni volta che in Italia si sono sviluppate politiche

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vere a favore dei Comuni non solo è cresciuto il Paese, ma è cresciuto il Mezzogiorno. «Investire sui Comuni – sostiene l’Anci significa investire sul futuro delle comunità, favorire lo sviluppo e il protagonismo locale, recuperare i divari fra i territori. Tuttavia, il superamento del divario fra Nord e Sud d’Italia non è solo una questione di rispetto dei diritti costituzionalmente garantiti a tutti cittadini italiani, ma anche una condizione essenziale per assicurare efficienza economica all’intero sistema produttivo nazionale. Per il Sud non servono più politiche che portano soldi per colmare gli svantaggi, occorrono invece politiche per eliminare gli svantaggi». Nel pieno dei festeggiamenti per i 150 anni dall’unità d’Italia la richiesta è quella di «uno sforzo comune per consentire all’intero Paese di uscire più forte e coeso di prima dall’attuale crisi economica; per confermare il ruolo dell’Italia, quale membro fondatore dell’Unione Europea, nel processo di costruzione di un’Europa più forte, anche in coerenza con quanto stabilito dal Trattato di Lisbona; per far competere meglio le merci italiane nel mercato mondiale, puntando su innovazione e qualità dei prodotti e all’eccellenza dei suoi territori». E perché ciò avvenga è necessario aiutare il sistema delle imprese ad adeguarsi ai nuovi paradigmi produttivi mondiali, non venendo meno, secondo l’Anci, all’interesse nazionale per lo sviluppo dei territori più deboli. Nessuna contrapposizione tra Nord e Sud del Paese, un nuovo trend di sviluppo che possa esaltare le tante ricchezze dell’Italia, le sue diversità, le specificità del territorio. ●

«Investire sui Comuni significa investire sul futuro delle comunità, favorire lo sviluppo e il protagonismo locale, recuperare i divari fra i territori»

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Lameziaeuropa spa

Lameziaeuropa spa

Insieme per affrontare la crisi ed attuare il Patto per lo Sviluppo di

Tullio Rispoli*

«

La situazione di forte crisi generale che sicuramente anche per il 2010 continuerà a caratterizzare l’economia mondiale, nazionale e regionale deve indurre tutti i soggetti protagonisti dello sviluppo locale a fare rete ed a ricercare soluzioni unitarie e condivise finalizzate a creare nuove opportunità di crescita per il territorio. I dati presentati dal presidente Salerno e dal direttore Romeo di Unioncamere Calabria nella recente Giornata dell’Economia Regionale evidenziano un quadro macroeconomico a livello regionale fortemente critico e difficilmente modificabile senza un approccio sinergico alla realtà economica e sociale da parte delle istituzioni locali, forze sociali, mondo delle imprese. Superata la fase elettorale che ha determinato il rinnovo a livello regionale e comunale vi è la necessità di ripartire in fretta per concretizzare quanto già programmato nei mesi scorsi attraverso il Patto per lo Sviluppo sottoscritto da Comune di Lamezia Terme, Provincia di Catanzaro e Regione Calabria. Siamo certi che su quella impostazione, con il coordinamento del Sindaco Gianni Speranza, del Vicesindaco Francesco Cicione e del dirigente alla programmazione Salvatore Orlando, si potrà sperimentare, mediante la rapida costituzione di un Tavolo permanente di lavoro, una convergenza di intenti fra le istituzioni locali mirata a realizzare i numerosi progetti ed interventi individuati in tempi rapidi ed in una logica di condivisione da parte di tutti i soggetti competenti. Anche il Consiglio Comunale, sotto la guida di Francesco Muraca, siamo certi che contribuirà ad affrontare positivamente le questioni strategiche dello sviluppo della città in una logica unitaria. A tal fine ci preme sottolineare fra le priorità da portare al più presto all’attenzione del Consiglio la variante al PRG dell’area ex Sir per il ripristino della destinazione PMI per le aree ex Biofata propedeutica al completamento dell’operazione di riacquisto da parte della Lameziaeuropa. A livello regionale ci auguriamo che attraverso il prestigioso ed importante ruolo di presidente del Consiglio Regionale ricoperto dall’on. Francesco Talarico che conosce a fondo le tematiche riguardanti l’area ex Sir, la presenza in Giunta di Mario Caligiuri in un settore strategico per lo sviluppo delle imprese e dei consiglieri Mario Magno e Antonio Scalzo, l’area di Lamezia Terme potrà diventare nei fatti, attraverso scelte coerenti e concrete, un Polo di attrazione e sviluppo per la Regione Calabria».

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«Ci auguriamo che l’area di Lamezia Terme potrà diventare nei fatti, attraverso scelte coerenti e concrete, un Polo di attrazione e sviluppo per la Regione Calabria» Gaglioti

Lameziaeuropa spa gli obiettivi di lavoro per il futuro: Master Plan condiviso di sviluppo dell’area, Credito d’imposta regionale, fondo rotativo per le PMI, bandi dedicati partnership nord/sud, rete delle istituzioni e delle imprese insediate, animazione e promozione territoriale. La società Lameziaeuropa SpA, sulla base del lavoro svolto in questi anni, della sua snellezza operativa, del consolidato equilibrio finanziario raggiunto, della valorizzazione patrimoniale realizzata, è pronta a dare il proprio fattivo contributo con l’obiettivo di definire insieme ai suoi Azionisti ed a tutti i soggetti che operano sul territorio una proposta complessiva di intervento mirata ad un qualificato e duraturo sviluppo del lametino che permetta di creare nuove opportunità occupazionali, attrarre qualificati investimenti sul territorio, migliorare la qualità dei servizi e utilizzare con efficacia le risorse finanziarie comunitarie e nazionali che sono disponibili per la Calabria nel periodo di programmazione 2007 – 2013. Per raggiungere tali obiettivi la società Lameziaeuropa SpA, sulla base di quanto approvato all’unanimità dagli Azionisti nei giorni scorsi, richiederà a tutti i soggetti locali protagonisti dello sviluppo un impegno comune mirato a realizzare, entro il 2010, in particolare le seguenti attività:

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economia

Lameziaeuropa spa

1. Costituzione, nell’ambito del Patto per lo Sviluppo, di un Tavolo istituzionale permanente per la definizione di un Master Plan unitario di sviluppo dell’Area per i prossimi cinque anni da sottoporre alle Istituzioni Regionali e Nazionali, con individuati i progetti di sviluppo strategici da promuovere, le priorità infrastrutturali da realizzare, le risorse finanziarie da impiegare, la tempistica degli interventi individuati. 2. Definizione di un Pacchetto Localizzativo Lamezia per attrarre, nell’ambito di un piano di marketing territoriale generale dell’area che evidenzia vantaggi, servizi e strutture a disposizione delle imprese, qualificati investimenti esterni che creino indotto e valorizzino la realtà produttiva già presente. Per rilanciare gli insediamenti nell’area, anche con la prospettiva di incentivare delocalizzazioni di imprese a livello nazionale bisogna definire strumenti di finanza dedicata per l’area quali in particolare: • l’introduzione di un credito d’imposta regionale con fondi mirati del Por 2007 – 2013; • sgravi fiscali su Irap ed Ici da concordare con Regione e Comune; • costituzione di un fondo rotativo per le imprese insediate in collaborazione con Fincalabra, Invitalia, Confidi. • bandi dedicati al sostegno delle imprese che si insediano nelle aree industriali calabresi e prevedono forme di stretta collaborazione produttiva, commerciale o logistica tra aziende calabresi ed aziende che operano a livello nazionale ed internazionale finalizzate anche ad un utilizzo produttivo di strutture ed immobili già realizzati o, in considerazione della crisi in corso, in fase di dismissione da parte di imprese locali; • sperimentazione sull’area industriale di Lamezia Terme d’intesa con la Regione Calabria ed Invitalia spa, azionista di riferimento della società, delle agevolazioni previste dalla legge 181/96 applicabile nelle aree di crisi a declino industriale e gestita proprio da Invitalia. Attualmente la Calabria è l’unica Regione del Mezzogiorno in cui la legge non è applicata.

3. Costituzione di un gruppo di lavoro tecnico in collaborazione con altri Enti individuati dalla Regione quali partner per lo sviluppo territoriale nell’ambito del POR 2007 – 2013 ( Associazioni Imprenditoriali, Camere di Commercio, Enti Locali, Università ) per l’elaborazione di progetti specifici da presentare ai fini della utilizzazione delle risorse individuate dalla Regione nei settori di intervento strategici per lo sviluppo regionale quali in particolare la Ricerca Scientifica e Innovazione Tecnologica, la società dell’Informazione, l’Energia, la Difesa del suolo, la prevenzione dei rischi naturali e tutela delle coste, la Sicurezza e legalità, le Infrastrutture e Servizi di trasporto, le Infrastrutture per le Attività produttive, gli Incentivi alle Imprese dell’Industria, dell’Artigianato e del Commercio con particolare riguardo alle tematiche relative alla Promozione, Internazionalizzazione, Aggregazione PMI, Formazione, Penetrazione su nuovi mercati, Strumenti di ingegneria finanziaria per le PMI ed i Consorzi d’imprese. Sarà inoltre definita un’attività di animazione territoriale oltreché di monitoraggio e tutoraggio delle iniziative avviate. 4. Realizzazione del primo progetto integrato di promozione, comunicazione istituzionale e marketing territoriale per la valorizzazione dell’area di sviluppo di Lamezia Terme finalizzato a far conoscere all’esterno quanto realizzato in questi anni, a promuovere le realtà imprenditoriali già esistenti e favorire la localizzazione nell’area di nuove iniziative produttive da parte di PMI locali e calabresi e gruppi imprenditoriali che operano a livello nazionale ed internazionale. Il progetto prevede la realizzazione di supporti video, trasmissioni televisive, pubblicazioni, di un portale tematico dell’area con spazi riservati a tutte le imprese insediate per fare rete e promuovere sui mercati le produzioni presenti, iniziative di informazione ed eventi da realizzare insieme alle associazioni imprenditoriali e di categoria, enti ed istituzioni locali. ● * Dirigente di Lameziaeuropa spa

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economia

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Calabria rurale

Territorio calabrese e sviluppo

L’agricoltura:

baluardo dell’ambiente

Scilla (RC), vigneto abbandonato e muro a secco crollato

di

Rosario Previtera*

L

a valenza moderna dell’agricoltura si fonda sull’assunto che laddove termina l’azione del contadino inizia il degrado del territorio. Lo spopolamento rurale, l’abbandono progressivo delle attività agroforestali, la cementificazione ad ogni costo e la continua perdita di decine di migliaia di ettari coltivati in Italia ogni anno, fanno si che il territorio venga sempre meno tutelato in quanto sempre meno presidiato e manutenuto (a partire dalla regimazione delle acque superficiali fino alla prevenzione degli incendi) da colui che è sempre stato il “custode della terra”: l’agricoltore. Da ciò scaturiscono quel valore sociale e quel valore ambientale attribuiti all’impresa agricola odier-

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Calabria rurale

na la quale opera e produce nonostante le congiunture economiche sfavorevoli. Tant’è che l’Unione Europea, nella propria programmazione, ha destinato e destina ingenti risorse non solo per favorire la competitività aziendale e la diversificazione delle attività agricole nell’ottica di un’agricoltura multifunzionale e redditizia, ma finanzia anche quella serie di interventi definiti “non produttivi” ed orientati alla tutela ed alla salvaguardia del paesaggio ed alla prevenzione di quell’insieme di fenomeni, quali frane e smottamenti, costituenti il tanto temuto dissesto idrogeologico. Un fenomeno che fa sempre più paura quando non si limita ad essere riscontrato nei pressi delle aree rurali ma quando lo si avverte più vicino nel momento in cui, in ambito urbano e periurbano, è foriero di tragedie vere e proprie: la recente frana di Maierato nel vibonese o gli eventi franosi che

costellano frequentemente l’autostrada A3 e la viabilità in genere dell’entroterra ne sono l’esempio eclatante. Eventi però che si ripetono negli anni nonostante sia ormai risaputo che la Calabria risulta tra le regioni con il più alto numero di aree in frana ed a rischio frana: tutti i comuni calabresi infatti, ne presentano almeno una. Si ricordano ancora oggi i tragici eventi causati da fenomeni meteorici, spesso brevi ed intensi, che hanno determinato frane e smottamenti disastrosi. Come dimenticare infatti i lutti di Soverato (CZ) e di Vibo Valentia, gli smottamenti continui tra Scilla e Bagnara (RC), l'imponente fenomeno franoso lungo l’Autostrada SA-RC all’altezza di Piano Lago (CS), le più recenti alluvioni che hanno devastato i comuni dell’entroterra reggino e cosentino, causate certo dalla pioggia incessante, ma con effetti nefasti a causa dell’abbandono generalizzato del

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Calabria rurale

Territorio calabrese e sviluppo

Paesaggio desertico con sughereta bruciata

territorio e delle infrastrutture o a causa dell'irrazionalità della pianificazione territoriale. Un abbandono generalizzato, quello delle superfici boscate e coltivate, da cui derivò anche la tristemente famosa colata di fango a Sarno nel salernitano alcuni anni orsono, nonché i danni dovuti alla recentissima ”alluvione di Messina” le cui ferite, sul territorio e nel tessuto sociale, sono ancora vivide nei ricordi. Immagini spesso simili, ripetute dai media, ma che nonostante tutto non riescono a far riflettere se non nell'immediato e sull'onda dell'emergenza. Storie di drammi annunciati che potrebbero essere evitati, qualora una gestione concertata, multidiciplinare e costante rispetto alla prevenzione delle emergenze diventerà la prassi e non il caso eccezionale postalluvione. Di fatto l’insufficiente regimazione delle acque superficiali scalfisce lentamente ed in maniera diffusa l’assetto idrogeologico della regione. Un territorio, ricco di torrenti e fiumare, un tempo coltivato e mantenuto intatto nei suoi elementi paesaggistici dalla popolazione rurale la quale operava in termini di rimboschimento, di conservazione costante del soprassuolo il quale, a sua volta, risente dell’abbandono e quindi della

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mancanza di manutenzione costante tramite importanti opere di regimazione e drenaggio (terrazzamenti, ciglionamenti, ecc.) o anche a mezzo del recupero dell’antica sentieristica, delle opere trasversali lungo i corsi d'acqua, nonchè della messa in sicurezza e della opportuna valorizzazione di interi versanti boscati e dei comprensori agricoli, un tempo baluardo contro il dissesto idrogeologico e contro gli incendi. L’azione di monitoraggio costante da parte delle istituzioni preposte e l’utilizzo proficuo di personale specializzato (come per esempio le migliaia di operai idraulico-forestali calabresi) per la prevenzione capillare e diffusa dei fenomeni di dissesto, l'utilizzo di opere specifiche e di ingegneria naturalistica, diventano necessità sempre più impellenti, nonostante la forza della natura non sia, di per se, contrastabile. Diventa pertanto necessaria l’integrazione e la programmazione degli interventi opportuni sia da parte dell’ente pubblico sia da parte del privato. Le risorse già spese nell’ambito del POR Agricoltura 2000-2006 (“Agenda 2000”) e quelle poste a disposizione nell’ambito delle attuali e delle prossime

annualità del Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013 della Calabria, destinate sia alle imprese agricole che agli enti pubblici (province, comuni, comunità montane, consorzi di bonifica), possono costituire un primo passo verso la risoluzione di un problema atavico che va però affrontato in maniera concertata a partire dalla normativa nazionale fino a quella regionale inerente tra l’altro al Piano per l’Assetto Idrogeologico della Calabria (P.A.I.) ed alla nuova legge urbanistica calabrese (L. R. 19/2002); quest’ultima attribuisce grande importanza alla valorizzazione delle aree agroforestali ed alla ruralità in genere nonché alla presenza attiva dell’uomo sul territorio: una presenza che non sia semplicemente “pressione antropica” ma insieme di attività sostenibili dal punto di vista ambientale ed economico; ciò affinchè la fragile e sismica Calabria non diventi quello “sfasciume pendulo sul mare” così come veniva definita dallo scrittore Giustino Fortunato già agli inizi del secolo scorso. ● * agronomo

Calabria rurale

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bandi

Incentivi alle imprese

Internazionalizzazione: i voucher della Regione

L

a parola d’ordine oggi, per i sistemi produttivi di tutto il mondo, sembra essere “internazionalizzazione”. Svariate sono le forme di internazionalizzazione che conosce fondamentalmente due percorsi: da un lato, quello orientato al marketing internazionale (c.d. internazionalizzazione passiva), dall’altro, quello orientato al commercio internazionale (c.d. internazionalizzazione attiva). Si parla di internazionalizzazione passiva quando un territorio, o un distretto produttivo localizzato, sono in grado di attirare investimenti esteri, mentre di internazionalizzazione attiva quando una o più imprese sono in grado di orientare all’estero almeno la fase distributiva dei propri prodotti/servizi. In quest’ottica, che guarda alla globalizzazione come alla condizione essenziale nella quale operare, la crescita del livello di internazionalizzazione del sistema produttivo regionale è una delle opzioni strategiche rilevanti della Programmazione regionale 2007-2013 della Regione Calabria. Allo scopo di accrescere le opportunità imprenditoriali e occupazionali, attraverso l’internazionalizzazione del sistema economico-

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bandi

produttivo, la strategia di sviluppo della Regione Calabria è volta in particolare a sostenere una politica di apertura del sistema produttivo regionale, finalizzata a creare e intensificare alleanze strategiche per attivare sinergie produttive e commerciali nei settori promettenti dell’economia calabrese; promuovere un’immagine sistemica delle imprese regionali, a partire dalle filiere maggiormente rappresentative e dai settori high-tech. A tal fine, la Regione ha inteso avviare un’attività di supporto dei processi di internazionalizzazione delle Piccole e Medie Imprese calabresi sui mercati esteri, attraverso la pubblicazione del bando per la concessione di voucher. Il bando, gestito dal Servizio Programmazione della Grande Distribuzione, Commercio e internazionalizzazione delle imprese del Dipartimento Attività Produttive, attraverso lo sportello SPRINT, è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria, Supplemento Straordinario n.1 al n.13 del 2 aprile 2010 (Parte III - Anno XLI) ed è finalizzato alla erogazione di incentivi alle imprese prevedendo agevolazioni sotto forma di contributi in conto capitale a favore delle piccole e micro imprese di

produzione di beni e servizi operanti sul territorio della Regione Calabria. L’intervento è attuato ai sensi del Regolamento (CE) N. 1998/2006 relativo all’applicazione degli art. 87 e 88 del trattato agli aiuti di importanza minore (“de minimis”), pubblicato sul G.U.C.E. L.379/5 del 28.12.2006 e della Comunicazione della Commissione del 13 dicembre 2009 che modifica il quadro di riferimento temporaneo comunitario per le misure di aiuto di stato a sostegno dell'accesso al finanziamento nell'attuale situazione di crisi finanziaria ed economica (2009/C 303/04). Le risorse finanziarie messe a disposizione ammontano ad € 1.000.000,00 e la procedura di assegnazione è gestita a sportello, pertanto le imprese interessate possono presentare le domande fino all’esaurimento dei fondi che verranno assegnati in base all’ordine cronologico di arrivo delle richieste. Tale tipo di iniziativa si inserisce nella più ampia strategia di internazionalizzazione della Regione il cui obiettivo è quello di indirizzare le imprese calabresi verso i mercati esteri attraverso la corretta presentazione dei propri prodotti e delle proprie eccellenze. ●

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forchette & calici

La Locanda di Alia

A Castrovillari la “Locanda” dei fratelli Alia

Il gusto delle ricercatezze ai piedi del Pollino di

Gianfranco Manfredi Il RATING GOLOSO*

E

’ sempre la cucina il fulcro di questo storico, imprescindibile indirizzo del buongusto nel Sud. Anche adesso che il lussureggiante giardino mediterraneo e la piscina, le suite, la sala affrescata col caminetto, le pergole e le verande (ambitissime già in queste serate di primavera), l’hanno resa una seducente locanda di charme. Cucina strettamente di territorio, quella degli Alia, ma eseguita e rinnovata con passione, gusto, impegno, rigore e fantasia. Ora coadiuvati da Lucia (“Lucietta”, terza generazione della dinasty), i fratelli Pinuccio e Gaetano – due pionieri che perpetuano una tradizione familiare cominciata settant’anni fa – non finiscono di sorprendermi rinnovando la loro ricerca fra sapori, colori e profumi autoctoni. Interpretano la tradizione calabrese, più povera e ancestrale. La eseguono filologicamente e la reinventano con tocchi di creatività risuscitando piatti “della memoria” ben meditati e alleggeriti. Mi piace venire qui per ritrovare i punti fermi – come l’incantevole tortino di patate silane con zabaione di caciocavallo, le classiche candele al ragù di ‘Nduja di Spilinga con petali di pecorino o i panzerotti alle erbe con ricotta di bufala e salsa di semi d’anice. Ma anche farmi sorprendere da nuove creazioni come tonno, spada e spatola in leggera marinatura o il filetto di persico con ciliegie ed erba cedrina. Ai secondi, filetto di podolico con *legenda: (AAA superlativo; AA+ ottimo; AA molto buono; A+ buono; A sufficiente; A- mediocre) giugno 2010

Cucina.............. AA+ Cantina............. AA Ambiente.......... AA+ Servizio............ AA+

salsa di fragole e cipollotti o il piatto-bandiera, la carne “ncantarata” al miele e peperoncino. Anche se è difficile resistere alle costolette d’agnello con salsa di barbabietole e mosto d’uva. In cantina – doviziosa, anzi esuberante e gestita con competenza – oltre 700 vini ben scelti (con accattivanti proposte al calice) e un’attenta selezione di birre. Infine, rari pecorini affinati in grotta, dolci (personalmente rinuncio quasi mai al goloso bocconotto caldo al Moscato), gelati, sorbetti, distillati o rosoli della casa e interessanti selezioni di sigari, rum e caffè. Il tutto è coronato da un servizio gentile, attento e professionale. ● Qualità/Prezzo.... AA+

Alia La Locanda di

osenza) • Castrovillari (C 55 • via Jetticelle, .46370 • telefono: 0981 .it alia w. ww o: • Sit ura: domenica • Giorno di chius e a Capodanno tal Na da : rie • Fe Tutte o: dit cre di rte • Ca escluse; euro, bevande alla carta sui 55 pranzo “light”. un r pe ro Prezzo medio: eu 35 ne a partire da menu-degustazio

forchette & calici

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Le notizie e le immagini sono state estratte dai siti di riferimento

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Taranto

Melilli (SR)

Marcellinara (CZ)

Orciano Pisano (PI)

Non tutto va male in Calabria     La Cal.Me Cementi SpA, società del gruppo Speziali ringrazia  i suoi 250 collaboratori per l’insostituibile contributo che nel  corso degli anni ha permesso il raggiungimento di risultati  sempre crescenti. Evoluzione tecnologica, ricerca ed eccellenza sono da sempre  i punti cardine della “mission” aziendale. Importanti società  impegnate nella realizzazione delle grandi opere, come il tratto  autostradale A3 Salerno-Reggio Calabria, hanno mostrato vivo  apprezzamento per la proficua collaborazione avuta con i  tecnici Cal.Me SpA. Ciò ha consentito la produzione di calcestruzzi di straordinaria  qualità. Nella consapevolezza dell’assoluto valore del capitale umano,  la Cal.Me SpA affronta il futuro forte della solidità e compatezza  della propria struttura societaria.  Perché in fondo…. “C’E’ UNA CALABRIA CHE PRODUCE”

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Calabria Economia - n.4 2010  

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