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B U S I N E S S

M A G A Z I N E

Periodico di informazione economica edito da Mediaservice s.r.l. ANNO 1 | NUMERO 3 |

Giuseppe Gaglioti Sviluppo, credito, politica

In

DICEMBRE 2009

| MENSILE | 2,50 EURO

MASSIMO GIOVANNINI Capitale umano ed UniversitĂ

Calabria

Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale -70% Aut: CBPA-SUD/NA/297/2009

il turismo non decolla


               

 

    

        

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Il miglior modo di esservi vicini, essere presenti


editoriale

Campagne denigratorie: le conseguenze pesano sulle spalle di tutti

di

U

n grammo di immagine val più d'un chilo di fatti”. Sarà una tesi discutibile e probabilmente criticabile. Ma nella società dell’apparire, è un assunto da tenere nella debita considerazione. Cosa che, nella nostra regione, non è di gran moda. Con questo non voglio certo dire che le negatività – palesi – che si vivono in Calabria debbano essere taciute. Del resto ci pensano i media nazionali e mondiali ad amplificarle perbene. Penso tuttavia che se, con un pizzico di amor proprio, riuscissimo a evitare il facile scandalismo e a riflettere su ciò che, una notizia per altro controversa, può causare all’economia di questo territorio, qualche passo avanti si potrebbe anche fare. Parlo, in particolare, di turismo. Mi chiedo a cosa servano le campagne promozionali del nostro territorio, quelle realizzate ad esempio dalla Regione con testimonial di successo, se poi la notizia delle navi dei veleni, rivelatasi quanto meno dubbia , finisce per demolire quel lavoro di ricostruzione di immagine che si è costretti tessere con continuità per superare luoghi comuni (“in Calabria sono tutti mafiosi ”) e disservizi reali (autostrada e infrastrutture in genere). La vicenda come era facile immaginare ha sollevato tanto clamore sia in Italia che all’estero, e senza che ci fosse la certezza di cosa effettivamente nascondesse il mar Tirreno, si è lasciato passare il fittizio messaggio che “

dicembre 2009

Aldo Ferrara*

il “mare nostrum” fosse contaminato chissà da quale porcheria. Così, adesso, nonostante le smentite, nonostante le analisi dimostrino che il pescato sia di ottima qualità e le acque prive di sostanze nocive, il danno è stato fatto. Grave. Perché adesso vallo a spiegare al turista settentrionale o addirittura forestiero che il mare – ahinoi – può essere forse inquinato perché i depuratori magari non funzionano, ma che non c’è il rischio di venire a contatto con sostanze radioattive. Diciamolo francamente, sospetti e dubbi, hanno sbiadito ancor di più quell’immagine di cui scrivevo all’inizio. E chi ne paga le conseguenze? Indirettamente tutti. Direttamente gli imprenditori del settore turistico, quel comparto che resta l’eterna “industria che non c’è”. Se già alla Calabria, negli anni, sono state preferite altre mete del Mediterraneo, figurarsi nella prossima bella stagione, con questa campagna denigratoria che non potrà essere riparata da una semplice smentita. Né dal fatto che “ci mettiamo il cuore”. Non basta. Serve un progetto credibile di rilancio, una promozione capillare e un’offerta competitiva. E poi, serve volerci un po’ più bene. Che non significa dire che tutto è a posto, ma solo proteggere una regione, la nostra regione, da chi già si chiede: “Dio, perché hai fatto la Calabria?”. ●

A pagare le conseguenze di dubbi e sospetti siamo, indirettamente tutti, e direttamente gli imprenditori del settore turistico, eterna "industria che non c'è"

* editore di “Calabria Economia”

editoriale

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Sommario

www.calabriaeconomia.it

PRIMO PIANO

70 Il Made in Calabria amato in Canada undici aziende calabresi volano oltre Oceano

8 Coldiretti Calabria e Bcc: firmato importante accordo sul credito

università

6 In Calabria il turismo non decolla

14 Basilea 2 e rischiosità delle Pmi

ATTUALITà 18

“Io il pizzo non lo pago“

22

Scuola e Impresa: binomio strategico per lo sviluppo della Calabria

26

Incoming Agrofood dalla Gran Bretagna

31

Intervista a Francesco Cava, presidente di Ance Calabria

l'opinione 33

Certezza del diritto e sviluppo economico

ECONOMIA 36

POR 2007 - 2013 Asse Prioritario VIII Città, Aree Urbane e Sistemi Territoriali

38 Atenei calabresi: al via importante progetto di ricerca agroalimentare 40

Rapporto Banca d'Italia

46

Sviluppo, credito, politica Intervista a Giuseppe Gaglioti

48

"Made in Vibo Valentia" Anuga 2009

50

Antonella Stasi Quale sviluppo per l'area pitagorica

54

attività delle fondazioni bancarie

56 LAMEZIAEUROPA SPA Patto Territoriale Lametino 59 Sottoscritto il Patto per lo sviluppo dell’Area Vasta Catanzaro - Lamezia

reportage 62

Unioncamere Calabria: una missione a Francoforte tutta al femminile

business 67

2

Confindustria Vibo Valentia A tu per tu con Anselmo Pungitore

sommario

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Capitale umano ed Università

spettacoli 74 Premio Magna Grecia Lifestyle ad Ambrogio Sparagna

CULTURA 76

La mostra “Catanzaro Dietro L’angolo”

FLASH NEWS 77

- BCC Mediocrati vince il premio "Banca e Territorio" - NUOVE NOMINE ALL'Unione Regionale delle Camere di Commercio

HI-TECH

Editoriali 1 Campagne denigratorie: le conseguenze pesano sulle spalle di tutti di Aldo Ferrara

5 Buon Natale e Buon Anno Imprenditore calabrese! di Massimo Tigani Sava

11 Lo sviluppo del Mezzogiorno

Un problema solo economico? di Vittorio Daniele

In Copertina In Calabria il turismo non decolla La Calabria è una regione che dovrebbe e potrebbe vivere di turismo. Ma...

Giuseppe Gaglioti Sviluppo, credito, politica MASSIMO GIOVANNINI Capitale umano ed Università

dicembre 2009


Sommario

www.calabriaeconomia.it

18

“Io il pizzo non lo pago“ Una campagna contro il racket promossa da Confindustria Calabria

Calabria Economia mensile di informazione economica Anno I - Numero 2 - Novembre 2009 Editore

Aldo Ferrara Direttore responsabile

Massimo Tigani Sava

40

Contatti redazione via Caduti sul Lavoro, 9 88100 S. Maria di Catanzaro tel. 0961.781410 - fax 0961.789650 www.calabriaeconomia.it info@calabriaeconomia.it

Rapporto Banca d'Italia “L’economia della Calabria nel primo semestre del 2009”

Con la collaborazione di: Cooperativa Servizi editoriali Catanzaro Rita Macrì, Rosalba Paletta

62

Unioncamere Calabria: una missione a Francoforte tutta al femminile

74

Premio Magna Grecia Lifestyle ad Ambrogio Sparagna

www.calabriaeconomia.it di

Il Primo Quotidiano Economia della Calabria

leader nella regione per informazione e comunicazione Notizie economiche e politiche in tempo reale

Collaborazioni esterne Maurizio Bonanno, Vittorio Daniele, Davide Lamanna Progetto grafico Gianluca Muzzi Fotografie: Icaro fotocronache Mediaservice srl Cooperativa Servizi editoriali Stampa Stabilimento tipografico De Rose Montalto Uffugo (CS) Società editrice Mediaservice srl via Caduti sul Lavoro,9 88100 S. Maria di Catanzaro www.mediaserviceagency.it info@mediaserviceagency.it Pubblicità tel. 0961.781410 - fax 0961.789650 Responsabile Marketing Biagio Muzzi info: 333.3686792 marketing@mediaserviceagency.it Pubblicazione mensile registrata presso il Tribunale di Catanzaro al n. 14 Reg. Stampa del 07/07/2008

Inviare comunicati stampa, testi e foto a: info@calabriaeconomia.it

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sommario

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editoriale

Buon Natale e Buon Anno Imprenditore calabrese! di

C

hissà per quanti imprenditori calabresi, piccoli o grandi che siano, le Festività Natalizie non riusciranno a tradursi in un momento di serenità e di gioia. Gli effetti durissimi dello tsunami mondiale, che si sono sommati a una condizione atavica di crisi e di disagio, avranno senz’altro generato molte preoccupazioni e notti insonni. Visioni ideologiche non ancora del tutto consumatesi hanno portato a equiparare anche i piccoli e medi imprenditori al capitalismo cieco e rampante di ottocentesca memoria, sfruttatore e dissanguatore. Non è così, soprattutto al Sud e in Calabria. Oggigiorno i concetti di precarietà, sofferenza, paura per il futuro e disorientamento non sono un’esclusiva dei senza lavoro e dei sottoccupati, ma possono essere estesi alla miriade di Partite Iva, di artigiani, di commercianti, di manager e titolari di piccole società che si scontrano quotidianamente con un’economia asfittica, con un mercato devastato, con un sistema creditizio assolutamente inadeguato e soffocante, con una burocrazia farraginosa e nel complesso inefficace, con uno Stato che continua a non capire, a non varare tutte quelle riforme che sarebbero necessarie. Una nuova, vasta e articolata categoria di soggetti deboli, indifesi e spaventati popola l’Italia e il Mezzogiorno. Soltanto la Lega di Bossi sembra averne compreso fino in fondo le ragioni, mentre i partiti tradizionali continuano, tranne rari casi, a

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Massimo Tigani Sava*

consumarsi in una dialettica autoreferenziale che ha smarrito il contatto con la società. In un Paese poco attento, di per sé, al rischio d’impresa, agli sforzi dell'individuo, è netta la propensione a guardare con aria di sufficienza alle difficoltà enormi vissute dal popolo delle Partite Iva. Peraltro ci stiamo riferendo a soggetti che vivono una condizione psicologica delicata, perché non possono mostrarsi pubblicamente sconfitti e piegati, perché devono reggere un tenore di vita accettabile, perché, nonostante le mortificazioni, devono continuare a correre, o quantomeno a camminare. Buon Natale a quanti, in silenzio, si riconoscono in questa dolorosa condizione. E Buon Anno, nella speranza che questo Paese, e chi comanda, si accorga che il mondo è cambiato! Le fasce cosiddette "deboli" di questo inizio di Terzo Millennio non sono soltanto quelle dei due secoli che ci hanno preceduto. La globalizzazione, l'ennesima rivoluzione tecnologica e i mutamenti epocali della struttura economica hanno prodotto nuove forme di ingiustizia, di logorìo, di emarginazione che colpiscono, ci si consenta l'espressione, in modo "interclassista", se per classe intendiamo non il livello di censo ma piuttosto un patrimonio di valori e di aspettative condivisi. La libertà di tanti, il bene più prezioso, è in pericolo. Buon Natale e Buon Anno a quanti hanno poco da festeggiare!● *

Precarietà, sofferenza, paura per il futuro e disorientamento non sono un’esclusiva dei senza lavoro e dei sottoccupati, ma possono essere estesi al popolo delle Partite Iva

direttore responsabile “Calabria Economia”

editoriale

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primo piano

Turismo

In Calabria

il turismo non decolla Un potenziale enorme, fatto di natura, storia, cultura, tradizioni e tipicità è stato male utilizzato. Occorre una grande inversione di tendenza di

Massimo Tigani Sava

L

a Calabria è una regione che dovrebbe e potrebbe vivere di turismo. Lo sentiamo dire, e ripetere, da anni. Dai più alti livelli di rappresentanza politica e istituzionale ai consessi dei piccoli villaggi dell’entroterra. Decenni di regionalismo non sono riusciti a imporre una svolta radicale in un settore che avrebbe potuto risollevare le sorti economiche di un intero territorio, peraltro fornendo quei tanti posti di lavoro che mancano e che, invece, si tenta di racimolare da tutt’altra parte, appesantendo troppo spesso le casse pubbliche (per carità di patria ci fermiamo qui!). Turismo, dicevamo. Le condizioni ci sarebbero tutte. L’Ambiente e la Natura. Un generoso dono di Dio al centro del Mediterraneo. Centinaia di chilometri di coste, spiagge lunghissime, montagne con boschi lussureggianti, atmosfere collinari dolci e accoglienti, fiumi, laghi artificiali. Una terra tra Due Mari con paesaggi mozzafiato: si pensi allo Stretto di Messina, alla Piana di Sibari protetta dalla Catena del Pollino, ai punti panoramici in cui, in maniera assolutamente unica e caratteristica, si possono guardare sia lo Jonio sia il Tirreno. E pensare che lo studioso tedesco Armin Wolf, proprio partendo da questo presupposto geografico e dallo studio analitico e tecnico delle lunghe peregrinazioni di Ulisse, si è detto certo che

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la terra dei Feaci non possa essere che la Calabria, quella sua fascia mediana che rappresentò il cuore del mitico Regno di Italo. Un ecosistema ricco di una variabilità biogenetica straordinaria: dai castagni agli abeti e ai faggi, dai fichi agli ulivi ai mille alberi da frutto, e poi la vite con le sue tante specie autoctone, le piante aromatiche e medicinali. Non è retorica se diciamo, con un orgoglio troppo spesso calpestato, che le ricchezze naturali di questa regione (o almeno ciò che ne resta) dovrebbero essere apprezzate, conservate, tutelate e amate alla stregua di un tesoro di inestimabile valore. La Storia e la Cultura. Una regione che è il risultato (e tale considerazione vale anche per le accezioni per così dire negative di questo concetto) di una stratificazione culturale durata millenni. Se pensiamo all’Europa e all’intero Bacino del Mediterraneo, soltanto la Sicilia, la Campania e la Puglia, peraltro con caratteristiche loro proprie, possono vantare uno spettro tanto ampio di vicende umane, storiche e culturali. Prendendo a prestito un’espressione dantesca, potremmo dire che in quest’ambito la Calabria sopra gli altri com’aquila vola, perché questo tratto della Penisola ha visto nascere, passare, scontrarsi, fondersi e modificarsi quasi tutte le esperienze, le genti e le civiltà che hanno caratterizzato la storia dell’Occidente. Ci hanno messo piede gli Achei

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primo piano parenti di Agamennone e di Achille, i Greci dell’epoca di Sparta e di Atene, le popolazioni italiche che hanno preceduto o fatto seguito alla luminosa stagione della Magna Grecia, i Romani, i Bizantini, i Barbari (Goti, Longobardi…), gli Arabi, i Normanni, gli Svevi, gli Angioini, gli Aragonesi, gli Ottomani, i Borboni, gli Austriaci, i Piemontesi… Secoli e secoli di vicende che hanno lasciato evidentissime tracce nei resti archeologici e nella miriade di testimonianze architettoniche (torri, castelli, mura di cinta, palazzi, chiese, monumenti…) o artistiche. Da dove vogliamo cominciare? Dall’antica Locri? Da Gerace o Stilo? Da Rossano e Squillace? Da San Giovanni in Fiore o da Pizzo? Da Sibari o da Capocolonna? La Calabria è un immenso Museo all’aperto, rispetto al quale abbiamo fatto, tranne rari casi, il meno possibile in termini di valorizzazione e promozione. La Calabria, proprio in virtù di questa sua storia antichissima, è la terra dei colori, dei sapori, dei profumi. Disponiamo di un patrimonio agroalimentare ed enogastronomico immenso. Ci si sta lavorando su, con passione, da qualche anno, ma anche su questo fronte si è fatto pochissimo rispetto all’enorme potenziale esistente. Dai cedri al bergamotto, dalle clementine alla liquirizia, dalla forza del gaglioppo ai profumatissimi cultivar di un’olivicoltura di grande spessore. Pensate quanto si potrebbe spingere di più per fare acquistare a peso d’oro, in tutto il mondo, i nostri vini, i nostri oli, i latticini, i salumi, i prodotti da forno, le mille conserve. Talvolta ci chiediamo: ma cosa abbiamo meno degli altri? Si dovrebbe invertire la domanda e dire: ma cosa hanno gli altri più di noi? Siamo come quei Paesi del Terzo Mondo che hanno il petrolio e non lo sanno sfruttare o lo fanno utilizzare solo a pochi. Un clima invidiabile. Mesi e mesi di bel tempo, di sole, di aria pulita. In mezz’ora dalla riva del mare ai monti che toccano o si avvicinano ai duemila metri,

dicembre 2009

Turismo

e viceversa. Tanti luoghi suggestivi e salubri. Un Paradiso, a ben guardare. Con queste premesse, il pieno sviluppo delle attività turistiche avrebbe dovuto essere scontato. Altro che record negativi del Pil e disoccupazione di massa! Altro che scandali e forzature per assunzioni pubbliche! Altro che carrozzoni! Avremmo avuto la necessità, se ci avessimo creduto, di importare manodopera e figure specializzate. Le nostre università e scuole superiori non avrebbero fatto in tempo a sfornare tecnici, cuochi, enologi, agronomi, manager della ricettività, archeologi. E invece no: siamo qui, ogni giorno, ad ascoltare il consueto lamento sui cervelli che scappano, sulle intelligenze che emigrano, sulle specializzazioni che non trovano risposta, sulle clientele, sul precariato di massa, sulla disoccupazio-

Le Castella - Isola di Capo Rizzuto (Kr)

ne endemica. Eppure di politiche per il turismo se n’è parlato. Notevoli risorse finanziarie europee, statali e regionali sono state investite. E poi quante attività anche all’estero, quanti convegni! Quali e quanti i benefici? Non vogliamo aprire polemiche sterili, ma piuttosto favorire un ragionamento comune, ampio e complessivo, non certo esaustivo ma finalizzato a suggerire una reale inversione di tendenza. Qualcosa nel nuovo Por 20072013 si intravede, ma aspettiamo prima di giudicare. Turismo significa capacità di “vendere” e proporre un territorio. Il potenziamento di questo settore, al di là delle iniziative specifiche e settoriali, non può prescindere, quindi, da interventi strutturali e strategici sull’intero sistema-

Calabria. A partire, ad esempio, dalla salvaguardia dell’ambiente. Non è certo cementificando i tratti di costa rimasti inedificati che riusciremo a intercettare flussi turistici dai paesi ricchi. Né batteremo l’agguerrita concorrenza europea se, finalmente, non razionalizzeremo la rete dei depuratori e degli scarichi fognari. Spiagge, mari, boschi e fiumi puliti sono un presupposto imprescindibile. E così l’intelligente valorizzazione delle risorse storiche, architettoniche, artistiche, culturali, agroalimentari. La Calabria in ampi tratti è sporca. Non ci riferiamo al pericolo delle sostanze tossiche o alle discariche abusive, ma anche, più semplicemente, ai cumuli di spazzatura che depreziano ampi tratti dei nostri centri abitati, e non solo. Guardatevi attorno, magari mentre attraversate in auto questa o quell’arteria stradale. Plastica e rifiuti da tutte le parti. Sopportiamo in silenzio questi scempi, senza riflettere a fondo su un destino che non è cinico e baro, ma che è solo il risultato dei nostri errori. Potremmo pulire meglio i luoghi in cui abitiamo, ma soprattutto potremmo sporcare di meno. Cosa potrà darci una Calabria ridotta a pattumiera? A chi penseremo di “venderla”? E che ce ne faremo di villoni al mare o in montagna quando la nostra immagine collettiva sarà definitivamente compromessa? Saremo proprietari di pilastri senza valore. Ritorneremo su questi argomenti, non prima di aver proposto una riflessione finale. A proposito di immagine: un’eccessiva strumentalità politica, alimentata da fenomeni mediatici dediti allo scandalismo fine a se stesso, ci sta uccidendo lentamente. Noi pensiamo di essere in un modo, ma gli altri ci considerano diversamente. Non si ha una buona opinione, in genere, della Calabria e dei Calabresi. Occorre lavorarci su. Ma prima ancora di investire in costose campagne pubblicitarie dai risultati incerti, facciamo autocratica. Prima di tentare di fare desiderare la Calabria agli altri, cerchiamo di amarla noi! ●

primo piano

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primo piano

Agricoltura e Banche

Il tavolo dei lavori,in piedi Pietro Molinaro, presidente di Coldiretti Calabria

Coldiretti Calabria e Bcc:

firmato importante accordo sul credito

di

Rosalba Paletta

A

gricoltura è la parola chiave che, da più parti ormai e da più tempo, si associa ad un progetto di sviluppo sano e soprattutto sostenibile della nostra regione. Una delle più accreditate occasioni di sviluppo per la Calabria, per il suo territorio, per i suoi giovani che rischia però, in una fase di crisi economica e di difficili equilibri finanziari internazionali, di risentire troppo della stretta creditizia. Grave in tutti i casi, ma ancora di più per un settore che per emergere, spiccare il

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primo piano

volo e dare il meglio di sé ha bisogno di investimenti, innovazione, multifunzionalità. L’impresa agricola ha necessità di strumenti, finanziari e legislativi, che la aiutino ad affrontare le difficoltà in cui in generale versa il mondo produttivo calabrese: accesso al credito e costo del denaro in primis. In questa direzione si è mosso il Forum regionale di Coldiretti Calabria, svoltosi nei primi giorni di dicembre a Santa Trada di Cannitello (Villa San Giovanni - Rc). E’ qui che l’organizzazione guidata da Pietro Molinaro ha riunito i suoi dirigenti e le istituzioni regionali. Nell’ambito della due giorni dedicata al tema “Costruiamo una

Filiera Agricola tutta Italiana firmata dagli agricoltori”, una straordinaria opportunità di sviluppo per l’agroalimentare calabrese, alla quale ha preso parte l’assessore regionale all’Agricoltura, Pietro Amato e il Presidente della Regione Agazio Loiero ha fatto giungere un significativo messaggio scritto (recante, fra l'altro, la proposta di istituzione di una Agenzia unica per la promozione dell'agroalimentare Made in Calabria), centrale è stata la firma di un importante protocollo d’intesa fra mondo agricolo e mondo creditizio. Un accordo atto a facilitare il rapporto impresa-banca sui territori. Alla firma dell’accordo, oltre

dicembre 2009


primo piano al Presidente Molinaro, erano presenti Ranieri Filippelli, delegato da Domenico Antonio Bilotta, Presidente Federazione Regionale Bcc Calabria; Giorgio Piazza, Presidente CreditAgri Coldiretti; Demetrio Naccari Carlizzi, Assessore regionale al Bilancio e Programmazione. L’accordo sottoscritto da CreditAgri Calabria Mediazione Creditizia srl e da 18 agenzie di Bcc dislocate sul territorio regionale si pone i seguenti obiettivi: introdurre elementi temporanei di flessi-

Agricoltura e Banche

bilità nella gestione dei rimborsi rateali dei crediti in bonis; sostenere le imprese nelle esigenze di liquidità, nella rinegoziazione delle loro esposizioni a breve, nella realizzazione di piani di capitalizzazione e ricapitalizzazione; promuovere lo sviluppo di forme di finanziamento agli investimenti; promuovere forme e modalità di assistenza e consulenza finanziaria congiunta Bcc – Federazione Regionale Coldiretti Calabria – CreditAgri Calabria alle imprese, finalizzate

all’ottimizzazione del profilo finanziario delle stesse; studiare forme di gestione congiunta delle crisi aziendali; promuovere la fornitura di prodotti e assistenza alle Imprese da parte delle strutture di secondo livello del Credito Cooperativo in merito a specifici profili di operatività: leasing, factoring, recupero crediti. Per la realizzazione e il monitoraggio di tali obiettivi, e per l’individuazione di eventuali ulteriori temi e linee di azione verrà costituito un tavolo di coordinamento. ●

Nel corso del V Forum regionale, Coldiretti rilancia il Made in Calabria e firma un patto con le banche I dirigenti regionali Coldiretti partecipanti alla due giorni di confronto

Bcc aderenti al Protocollo d’intesa • Banca dello Jonio – Albidona – Credito Cooperativo • Banca di Credito Cooperativo del Centro Calabria • Banca di Credito Cooperativo di Cittanova • Banca di Cosenza – Credito Cooperativo • Banca del Crotonese – Credito Cooperativo • Banca del Credito Cooperativo di Maierato • Banca di Credito Cooperativo di Mediocrati • Banca di Credito Cooperativo di Montepaone • Banca di Credito Cooperativo del Lametino • Banca di Credito Cooperativo di San Calogero • Banca di Credito Cooperativo di S. Vincenzo La Costa • Banca di Credito Cooperativo di Scandale • Banca di Credito Coop. della Sibaritide – Spezzano Albanese • Banca di Credito Cooperativo di Tarsia • Banca di Credito Cooperativo della Sila Piccola • Banca dei Due Mari di Calabria – Credito Cooperativo • Banca di Credito Cooperativo dell’Alto Tirreno della Calabria • Banca di Credito Cooperativo Banca Brutia - Cosenza

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Il tavolo dei lavori di presentazione del protocollo d'intesa

primo piano

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editoriale Lo sviluppo del Mezzogiorno Un problema solo economico? di

D

opo decenni di politiche economiche, il ritardo di sviluppo del Mezzogiorno rispetto al resto del Paese rimane ancora profondo. Pochi, essenziali dati possono rivelarne la dimensione. Il Pil pro capite meridionale è oggi il 58% di quello del Centro-Nord, mentre il tasso di occupazione è di circa 20 punti percentuali inferiore. In Calabria, la regione meno sviluppata, il Pil pro capite è il 50% di quello della Lombardia, quella più sviluppata. Un ultimo dato offre un’idea chiara dell’entità e, soprattutto, della stabilità del divario Nord-Sud. Nel 1951, il Mezzogiorno produceva il 23,9% del Pil nazionale; nel 2008, la quota era del 23,8%. A distanza di cinquant’anni, il contributo relativo del Mezzogiorno nell’economia nazionale è rimasto sostanzialmente immutato. Eppure, nell’ultimo cinquantennio, il Mezzogiorno è stato interessato da tutta una serie di misure di intervento dirette a sostenerne la crescita. L’Intervento straordinario prima, le politiche di sviluppo locale e la programmazione negoziata poi, hanno indirizzato cospicue risorse finanziarie verso le regioni del Sud. Cassa per il Mezzogiorno, incentivi agli investimenti, contratti di programma, patti territoriali e fondi strutturali, insieme con una pletora di misure minori, hanno costituito alcuni degli strumenti di politica regionale utilizzati nel corso del tempo. Nel complesso, l’intervento a sostegno del Mezzogiorno ha impiegato, dal 1950 ad oggi, una quota di risorse pari, mediamente, allo 0,8% del Pil.

dicembre 2009

Vittorio Daniele*

A fronte di ciò, i risultati conseguiti pongono una serie d’interrogativi. Perché il Mezzogiorno non ha colmato il ritardo rispetto al resto del Paese? Le risorse finanziarie sono, forse, state insufficienti o, invece, le ragioni della scarsa efficacia delle politiche di sviluppo sono state altre? Questi interrogativi riguardano oggi non solo gli studiosi, ma anche una larga parte dell’opinione pubblica nazionale e della politica. Da un lato, alcuni sostengono che le risorse per il Mezzogiorno andrebbero accresciute; da un altro lato, altri pongono l’accento più che sulla quantità delle risorse, sulla qualità del loro impiego. In altre parole, i sostenitori di quest’ultima posizione ritengono che nel Mezzogiorno vi siano stati sprechi nell’impiego dei fondi per lo sviluppo e che gli sprechi avrebbero alimentato alcune disfunzioni istituzionali e sociali che avrebbero ulteriormente frenato il potenziale di crescita del Mezzogiorno. Il dibattito sulle politiche per lo sviluppo assume, è bene dirlo, connotazioni diverse, con sfumature che, lasciando spesso poco spazio alla riflessione, alimentano rivendicazioni di vario genere. Come è evidente, le rivendicazioni caratterizzano entrambe le parti in causa. Vi è spazio, però, per una riflessione più articolata e pacata, che potrebbe essere considerata anche da coloro che, soprattutto nel Mezzogiorno, sostengono che la politica economica dovrebbe porsi, ancora una volta e con chiara determinazione, l’obiettivo di ridurre il divario della parte meno sviluppata del Paese. Si tratta

di una riflessione che dovrebbe riguardare, in primo luogo, le classi politiche meridionali. Questa riflessione dovrebbe partire dall’idea che lo sviluppo, prima di essere un fatto economico è un fatto sociale e, in senso lato, istituzionale. Che senza una società che funzioni difficilmente le risorse finanziarie possono sortire gli effetti desiderati. Sprechi e inefficienze, è bene dirlo, possono essere riscontrate in tutte le regioni italiane. Alcuni dei mali del Sud sono, poi, comuni ad altre parti del Paese. Si pensi, a titolo d’esempio, alle inefficienze burocratiche o, alle carenze nel sistema dell’istruzione o alla lentezza della giustizia, problemi che, in un editoriale di qualche giorno fa, l’economista Guido Tabellini, poneva come ostacoli prioritari alla crescita meridionale. Sebbene non ►

«Lo sviluppo, prima che un fatto economico, è un fatto sociale e, in senso lato, istituzionale»

editoriale

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editoriale

la redazione di

augura

Buone Feste

riguardino solo le regioni del Mezzogiorno, è innegabile che proprio in queste regioni, e in particolare in alcune come la Calabria, questi problemi assumono una dimensione maggiore che altrove. Accanto a questi, vi sono altri mali che riguardano la società meridionale. Clientelismo e dipendenza dalle risorse pubbliche, diffusa illegalità e crescente incidenza della criminalità organizzata sono problemi che gravano, come un opprimente fardello, sull’economia del Sud. E quanto questo fardello pesi non sono solo i dati a dimostrarlo. Si guardi alle condizioni delle città meridionali, si consideri la qualità dei beni e dei servizi pubblici fondamentali offerti ai cittadini. Per restare nella nostra regione, si percorrano le strade costiere o si guardi alla crescita edilizia caotica. Si considerino le deficienze nel sistema della depurazione, quelle nei trasporti o nella sanità. Si rifletta sul degrado che investe molte aree della regione. Non sono, forse, questi sintomi di una società che non ha saputo creare uno sviluppo equilibrato e in grado di offrire opportunità alle giovani generazioni? Non vi si leggono i risultati di una politica disattenta agli interessi generali e, invece, spesso assai attenta a quelli particolari? Si considerino, infine, i risultati tangibili prodotti dalle risorse destinate allo sviluppo. Quanta parte di essa è stata destinata a opere pubbliche utili e a servizi più efficienti e quanta, invece, è stata rivolta ad opere inutili o incompiute, a finanziare imprese mai realizzate o ad alimentare clientele e rendite? Queste domande potrebbero essere scambiate per lamentazioni proprie di una facile retorica. Se fosse così, basterebbe poco per smentirle. Il timore è che, invece, esse corrispondano a una realtà purtroppo diffusa e che coloro che credono che il problema del Mezzogiorno sia sociale, prima che economico, abbiano, tutto sommato, molte ragioni per crederlo. ● * professore di Economia politica Università Magna Græcia Catanzaro

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primo piano

Accesso al credito e Basilea 2

Basilea 2

e rischiosità delle Pmi: Applicazione di un modello di rating nella provincia di Catanzaro

di

Rosalba Paletta

S

iamo sicuri che il nuovo Accordo sul Capitale regolamentare, meglio noto come “Basilea 2”, che secondo alcuni tanti problemi ha creato e pochi ne ha evitati alle piccole e medie imprese, non debba essere superato da una, si fa per dire, “Milano 3”? Un nuovo accordo, vale a dire, capace di scavalcare alcune delle rigidità che rendono ingessato il sistema del credito, soprattutto per gli anelli più deboli della catena economica, quale, ad esempio, è la Calabria, senza essere in grado di evitare gli effetti a catena delle crisi economiche internazionali. Una domanda che ne comprende altre cento, alle quali, fra provocazioni e proposte, si è tentato di dare risposta concreta nel corso di un incontro tecnico promosso dalla Camera di Commercio di Catanzaro, in collaborazione con Moody’s (società leader per lo sviluppo di strumenti di analisi finanziaria per le aziende) e “InEuropa srl” (nuovo soggetto che si propone di erogare servizi di valutazione esterna per facilitare il rapporto imprese – banche). Magari non un nuovo accordo, ma da subito lo studio presentato nel corso

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primo piano

dell’incontro ha proposto l’uso di metodologie innovative per la determinazione del rating nelle aziende catanzaresi. Il rating dipende dalle condizioni economiche, finanziarie e patrimoniali di ciascuna impresa e dalla capacità della stessa di monitorare costantemente il proprio andamento, programmando la propria politica finanziaria. Per affrontare e gestire meglio il rapporto con le banche e l’accesso ai finanziamenti, secondo quanto emerso dallo studio, è opportuno che le imprese inizino ad attuare una concreta politica di pianificazione finanziaria e di monitoraggio dei propri, cosiddetti, indicatori di performance. “Basilea 2 e la rischiosità delle piccole e medie imprese – l’applicazione di un modello di rating nella provincia di Catanzaro” è appunto il titolo della ricerca realizzata su un campione di aziende della regione. In sintesi è lo stesso titolo dell’incontro a riassumere la questione affrontata dai relatori presenti al tavolo: il Presidente della Camera di Commercio di Catanzaro, Paolo Abramo, il Presidente di “InEuropa srl” Aldo Ferrara, il rating advisor della Butera Associati Ltd Giovanni Butera, il Presidente di Fidimpresa Giuseppe Speziali. «Un convegno non solo informativo – lo ha definito il Presidente dell’Ente came-

rale catanzarese –, ma anche tecnico-scientifico, che nasce da uno studio su 500 imprese della provincia messe in comparazione con oltre 2000 regionali». Una ricerca sulla situazione delle piccole e medie attività produttive e sui loro rapporti con le banche, alla luce delle conseguenze di Basilea 2 e degli effetti da essa prodotti sui meccanismi di accesso al credito. «Ci siamo resi conto – ha affermato Abramo – che i parametri fissati per calcolare le rischiosità da parte degli istituti bancari non vanno bene per tutte le imprese allo stesso modo, in particolare non vanno bene per un’area così svantaggiata qual è la Calabria, rispetto al resto del Paese e alle sue grandi realtà produttive. Sarebbe auspicabile – ha puntualizzato Abramo a margine dell’incontro – che questo studio, proprio perché prettamente scientifico, come i tanti altri che, in quanto Ente di sviluppo, stiamo promuovendo in materia di lavoro sommerso, economia, credito, banche, venisse preso in considerazione come punto di partenza per organizzare la futura programmazione. L’auspicio è che si abbia l’amabilità di leggerlo». Per cercare di chiarire quale sia la situazione allo stato attuale e indicare un modello alternativo, Butera ha elabo-

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Accesso al credito e Basilea 2

Il tavolo dei lavori

rato una calzante metafora: «Immaginiamo quale potrebbe essere lo stato ideale della sanità nel nostro Paese. Per arrivare a questo risultato di che cosa abbiamo bisogno? E per valutare che cosa ci separa dal realizzarlo di quali parametri vogliamo servirci? “InEuropa” nasce per prescrivere questa cura, indicare i farmaci e fornire indicazioni al mondo delle imprese, delle banche, delle istituzioni, come lo studio qui

presentato mostra, ad esempio, proponendo un modello di rating più a misura di impresa locale». A illustrare con una sintetica ma esaustiva retrospettiva il ruolo che il Nuovo Accordo sul capitale regolamentare ha avuto, fino ad oggi, nel condizionare i rapporti fra banche e imprese calabresi, e nello specifico catanzaresi, è stato Aldo Ferrara: «In generale – ha spiegato il numero Uno di “InEuropa srl” – i pa-

rametri dettati dalle direttive di Basilea 2 sono stati mal digeriti dalle imprese europee e italiane, e quelle calabresi non sono in questo quadro minimamente in grado di fare eccezione. Tale “imbracatura” avrebbe dovuto evitare l’effetto domino nelle crisi finanziarie, e dato che a stento stiamo uscendo dalla più corposa crisi economica dal ’92 ad oggi, ritengo sia chiaro a tutti che Basilea 2 ha fallito nel suo intento ►

Basilea 2

è il nuovo accordo internazionale sui requisiti patrimoniali delle banche, seguito a Basilea 1 e firmato, appunto, nella terza città della Svizzera, dopo Zurigo e Ginevra. E’ in vigore dal I° gennaio 2007. In base alle sue disposizioni le banche dei paesi aderenti dovranno detenere quote di capitale proporzionali al rischio derivante dai vari rapporti di credito assunti. Più cresce il rischio, più aumenta la misura del capitale di cui la banca deve disporre, quindi per la banca cresce il costo, e per le imprese aumentano le garanzie da offrire. Gli effetti sul rapporto banca-impresa delle disposizioni “svizzere” sono già cominciati: infatti le banche dovranno dimostrare 3 anni di conformità operativa per poter accedere agli approcci più avanzati (e meno onerosi) previsti dall'accordo. Ci stanno già lavorando, dunque, da almeno due anni. E le nostre imprese lo sentono. Le banche classificano i propri clienti in base alla loro rischiosità, misurandola attraverso procedure di rating sempre più sofisticate. Con le quali, le imprese, hanno in molti casi poca dimestichezza. Si teme per questo, a ragion veduta, che l'applicazione dell'accordo possa tradursi in minor credito alle imprese più rischiose e a tassi più elevati. Appare evidente la necessità che le imprese, ed in particolare le Pmi, pongano in essere tutte quelle politiche, gestionali e di bilancio, atte a rafforzare la propria struttura e la propria immagine per affrontare con maggiore padronanza e più serenamente l'esame del rating bancario. ●

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Basilea 2

principale. Ci fu a suo tempo chi disse che sarebbe seguita una maggiore trasparenza, una maggiore capitalizzazione, un più facile accesso al credito: niente di tutto ciò è avvenuto. Anzi, possiamo dire che Basilea 2 ha dato un buon alibi alla burocrazia bancaria: quei direttori che prima buttavano il cuore oltre l’ostacolo, dando alle imprese che oggi Basilea 2 boccia una possibilità, oggi si trincerano dietro impenetrabili

calcoli e numeri asettici, che significano solo ingessare l’attività delle nostre imprese. Fra gli obiettivi di “InEuropa” c'è quello di fornire una valutazione finanziaria certificata da Banca d’Italia che possa dare un indirizzo qualificato e a misura locale a chi opera sul territorio. Vale a dire alle imprese, che devono forse meglio attrezzarsi sul piano della pianificazione finanziaria, e alle banche che devono accrescere la loro cultura azien-

dalista e tornare ad essere riferimenti sui territori». Un capitolo importante nel volume dell’accesso al credito merita la positiva, anche se ancora non del tutto perfezionata, esperienza dei Confidi, della cui strategicità ha parlato nel corso della sua analisi il Presidente di FidimImpresa: «Alla luce di quanto stiamo vivendo – ha affermato Speziali – mi viene da dire che forse i Grandi della terra dovrebbero

Figura 8 La distribuzione delle classi di rating nel 2002 20% 17,91%

18%

15,59%

16%

15,24%

14%

Media Rating

Speziali: «Maggiore è la capacità di aggregazione, maggiore sarà la capacità di offrire garanzie per le imprese».

Aa2 Aa3 A1

8,15%

Baa2 Baa3

5,13% 4,28% 3,93%

4%

Ba1

3,79%

Ba2 Ba3

2,11%

2,11%

1,12% 0%

0%

Giuseppe Speziali

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A3 Baa1

6%

B1

0,91%

B2 B3 Caa-C

0%

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A2

7,86%

8%

0%

L

Aa1

10%

2%

o sviluppo di modelli automatizzati per la valutazione del rischio di credito si inserisce in un contesto in cui il rapporto banca – impresa e le relazioni che ne scaturiscono stanno subendo profonde trasformazioni, dettate non solo dall’evoluzione naturale del mercato, ma anche da nuovi quadri normativi che mirano ad aumentare la resa dei sistemi produttivi attraverso una razionalizzazione dell’uso delle risorse finanziarie, la trasparenza e la ponderazione. L’entrata in vigore di Basilea 2 costituisce per le imprese, soprattutto per quelle del territorio locale, una importante opportunità di rivedere, non solo il rapporto con la propria banca, ma anche il proprio modello organizzativo e gestionale. Un percorso di miglioramento del

Aaa

11,87%

12%

Classe Rating

rapporto tra il sistema bancario e il sistema economico è rappresentato proprio dal modo con cui le imprese si pongono nel circuito delle relazioni con i propri enti finanziatori. In questa ottica, le aziende dovrebbero sviluppare internamente una funzione finanziaria che abbia capacità di pianificazione e di controllo di gestione. La finanza aziendale, infatti, ricopre un ruolo fondamentale per lo sviluppo della politica d’impresa, con una maggiore attenzione alla programmazione strategica e ai processi di sviluppo. In tal senso, occorre incrementare meccanismi periodici di autovalutazione dei processi produttivi e dello status economicopatrimoniale dell’impresa. Pertanto, glòi imprenditori dovrebbero guardare al futuro con un approccio diverso, investendo sulla capacità di pianificare la propria

struttura finanziaria idonea a ottenere un giudizio di rating migliore. Nonostante i recenti sforzi nel campo della comunicazione, le imprese necessitano di ulteriori elementi di chiarezza e di indirizzo nell'affrontare i cambiamenti in corso: il rating, quale strumento di valutazione, rappresenta oggi un elemento estraneo alla cultura delle imprese ed è quello che desta le maggiori preoccupazioni. Il nuovo scenario operativo produrrà degli effetti indiretti sulle imprese che avranno, quindi, necessità di avvalersi di contributi professionali esterni in grado di produrre soluzioni volte al miglioramento della valutazione del merito creditizio. In tale contesto, InEuropa ha intrapreso il percorso dello sviluppo di modelli di analisi quali-quantitative del rischio

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Basilea 2

tornare a incontrarsi e chiedersi perché Basilea 2 sia riuscita a produrre così tante difficoltà alle piccole imprese, lasciando estrema libertà d’azione ai grandi sistemi bancari. E’ un impianto da superare e ridiscutere, anche alla luce – ha proseguito – del ruolo dei Confidi nella definizione delle garanzie per le imprese che vogliono accedere al credito: l’esperienza ci insegna che possiamo fare molto, anche se non si va da nessuna parte

senza aggregazione, non si fa massa critica e non si arriva al 107: questo è per me un grido accorato – ha sottolineato –, una battaglia che conduco da anni sulla scorta dell’esempio che ci offre il Nord del Paese. Maggiore è la capacità di aggregazione, maggiore sarà la capacità di offrire garanzie per le imprese. Per ciò che riguarda InEuropa – ha spiegato poi Speziali – sottolineo che può essere uno strumento utile, un progetto ambizioso

Figura 12 La distribuzione delle classi di rating nel 2004

che potrà funzionare, però, soltanto se gli attori coinvolti comprendono che per farlo al meglio occorrono risorse». Una battuta da parte del Presidente di Fidimpresa, infine, anche sulla questione “Banca del Sud”: «Se la si intende come un sostegno reale agli investimenti di imprese medio-grandi può avere un senso, ma sarebbe auspicabile, nel dubbio, destinare quei fondi a rafforzare il già sperimentato sistema dei Confidi». ●

Figura 16 La distribuzione delle classi di rating nel 2006

20%

20% 18,92%

18,41% 18%

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14%

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Baa2

6%

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Ba2

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Ba3

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Aa1 Aa2 Aa3

10%

A1 A2

8%

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B2

Baa2

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Ba1 Ba2

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2,69%

2%

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Classe Rating

di credito, specifici per le Pmi calabresi, realizzando un modello operativo finalizzato all’erogazione di servizio di valutazione esterna sull’affidabilità finanziaria delle imprese calabresi in grado di arginare i disagi per le Pmi non ancora in linea con la nuova regolamentazione. L’obiettivo di InEuropa è quello di svolgere un ruolo guida nell’ambito dell’assistenza alle micro, piccole e medie imprese, per facilitarne l’accesso al credito attraverso l’offerta di un’ampia gamma di cnsulenza finanziaria in ottica di Basilea2. La realizzazione di un modello di analisi dell’affidabilità specifico per le imprese calabresi ha richiesto il coinvolgimento di partner strategici per l’ottenimento del know-how e degli strumenti tecnologici necessari alla costruzione dei modelli di rating specifico. In questa ottica si inserisce la partnership

Baa1

6%

B3 Caa-C

A3

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7,44%

Ba1

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Aaa

12%

Baa1

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Aaa

Media Rating

Media Rating

12,76% 12%

Ba3 B1 B2 B3 Caa-C

Classe Rating

con Moody’s Analytics, società leader per lo sviluppo di strumenti di analisi finanziaria per le aziende, finalizzata allo sviluppo e all’implementazione di un sistema di rating mediante l’utilizzo della propria piattaforma tecnologica. Tale iniziativa si inserisce in un contesto in cui il rapporto banca impresa e le relazioni che ne scaturiscono stanno subendo profonde trasformazioni dettate non solo dall’evoluzione naturale del mercato, ma anche da nuovi quadri normativi che mirano a razionalizzare l’uso delle risorse finanziarie. In questo contesto, InEuropa contribuisce alla diffusione di una cultura finanziaria d’impresa, assiste le stesse nelle relazioni che caratterizzano i rapporti economici e sociali fra imprese, banche e mercati finanziari, e quindi tra il tessuto imprenditoriale e il sistema bancario. In tal senso InEuro-

pa si presenta come realtà professionale idonea a favorire una vera e propria attività al servizio dello sviluppo territoriale; con la sua offerta di servizi specifici alle imprese coadiuva effettivamente a sostenere la ripresa economica e contribuisce a rafforzare il tessuto produttivo e migliorare la competitività del sistema economico locale. ●

Estratto dal volume: Basilea 2 e la rischiosità delle piccole e medie imprese: l'applicazione di un modello di rating nella provincia di catanzaro (pp. 10-11)

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attualità

“Io il pizzo non lo pago“

"Io il pizzo non Una campagna contro il racket promossa da Confindustria Calabria A Catanzaro un incontro per discuterne con Piero Grasso, Procuratore Nazionale Antimafia

di

«

H

Rita Macrì

o accolto con entusiasmo questa iniziativa. Vorrei che si creasse una rete di forte collaborazione tra magistratura, forze dell’ordine, associazioni di categoria e associazioni antiusura per contrastare la criminalità organizzata. Ci mobiliteremo per bloccare un fenomeno che si basa sulle intimidazioni e sulla convenienza». Con queste parole il Procuratore Nazionale Antimafia, Piero Grasso, ha spiegato la ragione della sua presenza a Catanzaro dove ha incontrato i rappresenti di Confindustria Calabria, impegnata attivamente in una diffusa campagna contro il racket delle estorsioni e contro ogni forma di illegalità che limita la libertà di mercato denominata: “Io il pizzo

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attualità

non lo pago”. La Confindustria Calabria ha detto no al pizzo e lo ha fatto attraverso questa iniziativa illustrata nei giorni scorsi al Procuratore nazionale antimafia; per contrastare il fenomeno gli imprenditori avvieranno denunce collettive, grazie al sostegno dell´associazione di categoria. «Questo di oggi - ha precisato Grasso - è un primo incontro e ne seguiranno altri; siamo in una fase iniziale e speriamo di passare presto a quella operativa, (di cui non mi occupo personalmente perché il mio ruolo è di coordinamento), che spetta alle procure territoriali antimafia di Reggio Calabria e di Catanzaro. Occorre sottolineare che la libertà nell’economia è un bene da difendere come bene costituzionale». «In un momento di forte crisi economica – ha aggiunto Grasso – in cui c’è carenza di capitali, il pericolo maggiore è quello che, specie i piccoli e medi imprenditori, utilizzino denaro “sporco”; il rischio è che la criminalità diventi il vero proprietario di tali imprese oggi in difficoltà e i vecchi titolari semplici impiegati al servizio della malavita. Purtroppo abbiamo difficoltà

a gestire e a scoprire queste situazioni. Devono essere denunciate da chi ne è vittima». «Il modello utilizzato per gestire la ricostruzione dell´Aquila dopo il terremoto sarà utilizzato anche per gli ingenti investimenti che riguardano Expo Milano 2015. E’ qualcosa che il Governo sta già mettendo in cantiere, delle regole, linee guida di trasparenza alle quali dovranno adeguarsi gli imprenditori che vogliono contrattare con la pubblica amministrazione – ha detto il Procuratore nazionale antimafia –. Si tratta non tanto di liste nere o liste bianche perché nessuno ha l’autorità di potere fare questo, ma una condivisione delle regole per creare mercato». Rispetto a possibili segnali sugli interessi della criminalità organizzata per Expo 2015, Piero Grasso ha concluso che «non c'è bisogno di avere segnali, perchè dovunque c'è il business, la criminalità o anche coloro che vogliono approfittarne vorranno farne parte. Quindi dobbiamo stare sempre attenti». Molto soddisfatto di tale incontro il presidente di Confindustria Calabria Umberto De Rose il quale ha sottolineato: ►

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attualità

“Io il pizzo non lo pago“

lo pago"

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Umberto De Rose:

«

Abbiamo deciso di alzare la testa, di non guardare più in basso avendo il timore di denunciare un fenomeno che da imprenditori e da cittadini non possiamo più tollerare. Per questo avere vicino la magistratura è un segnale importante»

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attualità

“Io il pizzo non lo pago“

Il tavolo dei lavori

«Con la cartellonistica stradale e pubblicitaria è partita ufficialmente la campagna “Io il pizzo non lo pago”, volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla scelta degli imprenditori di Confindustria Calabria di combattere un fenomeno che limita la libertà di impresa e la possibilità di essere competitivi. La campagna punta a far in modo che si prenda coscienza del problema per fare finalmente rete e trasmettere un messaggio forte alla società calabrese». «I nostri imprenditori hanno deciso di lottare contro chi gli impedisce di lavorare, dare lavoro, fare impresa e generare ricchezza e sviluppo. In una parola non vogliono più abbassare la testa – ha

Umberto De Rose

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attualità

rimarcato il presidente degli industriali calabresi –. Siamo estremamente soddisfatti del fatto che il Procuratore Antimafia Piero Grasso abbia voluto incontrarci qui a Catanzaro nella sede della nostra associazione perché questo ci fa sentire la vicinanza dello Stato e delle Istituzioni che sono preposte a garantire la sicurezza dei cittadini. Ritengo sia un gesto di forte sensibilità da parte del Procuratore volto a dare ulteriori stimoli agli imprenditori di Confindustria Calabria a proseguire la strada intrapresa. Il rapporto con le forze dell’ordine e con la magistratura deve essere costante e costruttivo. La campagna “Io il pizzo non lo pago” coinvolgerà tutti i mezzi di comunicazione e sarà parte di un più diffuso programma di sensibilizzazione che coinvolgerà le scuole attraverso un apposito concorso e le istituzioni tramite il ricorso alla denuncia collettiva dei fenomeni di estorsione, denuncia per la quale riteniamo di dover coinvolgere gli enti territoriali, le istituzioni di rappresentanza economica, i sindacati e quanti vorranno dire basta ad un fenomeno violento ed opprimente. A breve sarà istituito anche un numero verde per raccogliere le segnalazioni in forma anonima non solo degli imprenditori di Confindustria Calabria ma di

tutti coloro che vorranno essere supportati in questo percorso di denuncia, per opporsi ad un fenomeno inaccettabile e prendere chiaramente posizione a favore di un’economia pulita». Luigi Leone, direttore Confindustra Calabria, ha espresso un auspicio: «Che questa campagna possa costituire l’inizio di una vera e propria rivoluzione culturale, un risveglio delle coscienze di tutti quegli imprenditori e cittadini onesti che desiderano una Calabria diversa; per questo “Io il pizzo non lo pago” si rivolge non solo agli imprenditori, ma a tutti i cittadini, specialmente a quelli giovani; abbiamo scelto di essere anche nelle scuole. Tra i progetti

Luigi Leone

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“Io il pizzo non lo pago“

avviati da Confindustria Calabria, infatti, anche la sensibilizzazione degli studenti con un concorso dedicato a loro sulla cultura alla legalità, perchè è da giovani – ha affermato Leone – che bisogna imparare a distinguere tra ciò che è illegale e ciò che è legale». Sebastiano Caffo in qualità di vicepresidente Giovani Imprenditori di Confindustria Calabria, nonché presidente del Gruppo Giovani di Vibo Valentia, ha consegnato al procuratore Grasso un testo, “La Calabria di politica, criminalità e assistenzialismo”, contenente un appello sottoscritto l’anno scorso dal presidente del gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Calabria, Florindo Rubettino, e dai cinque presidenti delle province calabresi del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria, oltre che da tutti gli imprenditori che hanno voluto condividere questa idea. «La campagna “Io il pizzo non lo pago” ideata da Confindustria è volta alla sensibilizzazione dei calabresi sul problema molto grave “del pizzo” – ha commentato Caffo – che pesa soprattutto sulle piccole realtà imprenditoriali, sulle attività commerciali oltre che sui grandi appalti. L’imprenditore soggetto al pizzo solitamente si sente abbandonato dal sistema; nella nostra associazione può trovare un aiuto valido per ribellarsi a tali situazioni anche in maniera anonima». «L’unione fa la forza – ha concluso Caffo – quindi il mio messaggio è rivolto soprattutto alle

Sebastiano Caffo

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giovani imprese vessate da tale fenomeno che devono trovare il coraggio e la forza di fare rete per ribellarsi». Per Francesco Cava, presidente di Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) Enrico Lucci (Le Iene) in visita a Catanzaro presso la sede di Confindustria Calabria si dovrebbero per appoggiare la campagna "Io il pizzo non lo pago" attuare anche in Calabria le azioni istituzioni preposte alla sicurezza del tere le modalità di intervento per la sicurezritorio e tutelare dalla pressione della maza del territorio e la tutela delle imprese lavita organizzata le imprese che operano dalle pressioni della criminalità organizcorrettamente nel settore delle costruzioni. zata previste dal “decreto Abruzzo” per La collaborazione tra imprese e istituzioni la ricostruzione dell’Aquila. «Nello spepuò, in questo modo, concretizzarsi in un cifico – ha detto Cava – mi riferisco alla quadro certo di regole e responsabilità, in collaborazione tra il Procuratore Nazionacui ciascuno svolge con consapevolezza la le Antimafia Pietro Grasso e il Presidente propria parte». dell’Ance Paolo Bozzetti che si sono inAl tavolo dei lavori erano inoltre precontrati lo scorso 20 maggio 2009 presso senti: Giuseppe Gatto, presidente Conla Dna ed hanno concordato la necessità di findustria Catanzaro; Dario Lamanna, costituire presso tutte le Prefetture elenchi direttore Confindustria Catanzaro; Andrea di fornitori, non soggetti al rischio di inquiAbramo, presidente del Gruppo Giovani namento mafioso, cui potranno rivolgersi Imprenditori di Catanzaro; Anselmo Punle imprese esecutrici, così come già approgitore, direttore Confindustria Vibo Valenvato in Commissione al Senato per quanto tia; Antonio Gentile, vice presidente Conriguarda la ricostruzione post-terremoto in findustria Vibo Valentia; Fausto Aquino, Abruzzo; di definire schede aventi il fine presidente regionale Piccola Industria. ● di garantire la tracciabilità dei pagamenti con riguardo ai lavori pubblici; di prevedere la registrazione dei numeri di targa degli automezzi adibiti al trasporto dei materiali per l’attività dei cantieri, per rendere facilmente individuabile la proprietà degli stessi automezzi; di definire criteri omogenei per il cartellino identificativo degli addetti presenti nei cantieri, quali le generalità del lavoratore, la ditta di appartenenza, la data di assunzione e fotografia, al fine di intensificare la lotta al caporalato ed al lavoro sommerso». «L’obiettivo di tali modalità – ha proseguito Cava – è renFrancesco Cava dere più efficace l’azione preventiva delle

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cultura attualità

xvi Giornata Nazionale Orientagiovani

Scuola e Impresa:

binomio strategico per lo sviluppo della Calabria I Gruppi Giovani Imprenditori di Confindustria Catanzaro e Cosenza accolgono la XVI Giornata Nazionale Orientagiovani di

Rosalba Paletta

«

N

on ci sono scorciatoie, ragazzi! L’unico modo per avere successo nella vita è impegnarsi!». Si rivolge così direttamente ai giovani che riempiono l’Aula Magna dell’Istituto Tecnico Industriale Statale “E. Scalfaro” di Catanzaro il Presidente di Confindustria della Città dei Tre Colli Giuseppe Gatto. Nelle sue parole sta il senso della manifestazione che a livello nazionale Confindustria ha lanciato più di quindici anni fa. E’ la XVI Giornata Nazionale Orientagiovani, che nel capoluogo è stata intitolata “Industrian…

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dosi” dal locale Gruppo Giovani Imprenditori, presieduto da Andrea Abramo. Presenti all’appuntamento anche il Direttore Generale Sacal Spa, ingegnere Pasquale Clericò e il Direttore di Confindustria Catanzaro Dario Lamanna. Contemporaneamente, in oltre 50 province italiane, l’Impresa ha incontrato la Scuola, al fine di far dialogare due mondi complementari, eppure ancora distanti, e di orientare le scelte dei giovani in contesti sempre più esigenti e competitivi. Nella stessa mattinata anche a Cosenza gli alunni delle quinte classi degli istituti superiori si sono riuniti al Cinema Teatro Citrigno. Oltre 500 giovani hanno incontrato il Presidente Confindustria Cosenza, Renato Pastore, il numero Uno del Grup-

po Giovani Imprenditori, Fortunato Amarelli, il Direttore Rosario Branda, il Delegato del Rettore dell’Università della Calabria alla Ricerca ed al Trasferimento tecnologico Riccardo Barberi ed il Vice Presidente della Regione Calabria Domenico Cersosimo. Obiettivo comune: riflettere sull’importanza della buona formazione, gli sbocchi occupazionali, le paure e i progetti di chi guarda al proprio futuro Giuseppe Gatto e al futuro della

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Foto di Santo Morrone gentilmente concessa da Confindustria CS

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xvi Giornata Nazionale Orientagiovani

a livello nazionale dall’associazione degli industriali. E in Calabria la questione assume un’importanza se vogliamo maggiore che nel resto del Paese, essendo ancora molta la strada da battere per conquistare una buona posizione in questa direzione. «Una Giornata importante e simbolica – ha affermato infatti Abramo – in una regione Orientagiovani a Cosenza, da sinistra: Amarelli, Pastore, Cersosimo e Branda come la nostra, che Calabria. Voluta per ragionare insieme per decenni ha vissuto di assistenzialiagli studenti su questi temi, la Giornata smo e che non ha mai realmente visto è a sua volta compresa nella Settimaassorbire dal territorio una degna culna della Cultura d’Impresa, promossa tura d’impresa. Entrare nelle scuole per

confrontarsi con gli studenti su questo tema è di un’importanza cruciale e il ruolo di noi giovani industriali in questo senso è fondamentale: non sempre in famiglia o nella stessa scuola – ha spiegato il Presidente dei Giovani Imprenditori catanzaresi – gli interlocutori di riferimento sono in grado di soddisfare gli interrogativi dei ragazzi, che in questa fase della vita immaginano il loro futuro e necessitano di indicazioni concrete. Parlarne in una scuola tecnica – ha aggiunto l’amministratore delegato dell’Abramo Holding spa – qual è l’Istituto Industriale “Scalfari”, è strategico dal nostro punto di vista, perché è qui, in modo particolare, che si formano le potenziali leve imprenditoriali della provincia di Catanzaro di domani». Sull’importanza di orientare i giovani in questa fase della loro vita, in cui essenziale rimane la buona ►

Intervista ad Andrea Abramo: "Preoccupazione fra i giovani: ci chiedono di occuparci del loro futuro" Quali stimoli hanno ricevuto dal confronto con gli studenti gli organizzatori dell’evento di formazione catanzarese? Lo abbiamo chiesto al Presidente Andrea Abramo a conclusione dell’incontro. Emerge un quadro dinamico e critico: i giovani non ci stanno a sentirsi al margine in una terra che non pensa al loro futuro, e chiedono più spazi e occasioni concrete per imparare a muoversi “nel mondo che li aspetta”. Un quadro in cui la categoria dei giovani industriali catanzaresi coglie le sollecitazioni e rilancia: “Stiamo lavorando per voi”. Come promesso il giorno del suo insediamento grande attenzione al mondo della scuola e alla creazione di una cultura d’impresa a partire dai giovani. Che cosa è emerso da

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questa giornata?

Abbiamo colto preoccupazione nei giovani, unita a molta grinta e voglia di sentirsi al centro dell’attenzione di chi opera nelle Istituzioni e nel mondo dell’Impresa. Il dibattito è stato propositivo, l’approccio dinamico e critico.

Che cosa chiedono i giovani?

Ci chiedono spazi e supporti concreti. Abbiamo colto il messaggio e ovviamente, come Gruppo Giovani Imprenditori, siamo a disposizione affinché gli spazi che chiedono e le risposte che cercano possano essere trovate prima di tutto presso di noi. Siamo disponibili a mettere a disposizione di chi ancora non immagina che cosa sia il mondo del lavoro le nostre esperienze, acquisite nel corso del tempo, con sacrificio e tenacia.

Che cosa seguirà quindi alle sollecitazioni emerse oggi?

Andrea Abramo

Partiamo da un approccio conoscitivo: come prima risposta immediata alle loro richieste apriremo i nostri spazi produttivi per farli vivere agli studenti nel corso di visite guidate. Non è da sottovalutare questo genere d’esperienza, perché vedere un reparto di produzione con i propr i occhi e comprenderne l’organizzazione, ad esempio, è cosa ben diversa che immaginarlo. E fin da ora vogliamo rassicurare gli studenti: stiamo lavorando per loro con altre Istituzioni ad un piccolo progetto che premierà idee meritevoli che li coinvolgono da ►

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attualità

xvi Giornata Nazionale Orientagiovani

formazione, ha insistito anche il Presidente dei Giovani Industriali cosentini Amarelli, dopo essersi confrontato con loro nel corso della partecipata mattinata al Citrigno: «Emerge un senso di disorientamento diffuso da parte dei ragazzi – ha dichiarato –, dovuto in massima parte alla mancanza di informazioni sulle opportunità che può offrire loro il mondo del lavoro. L’obiettivo di Orientagiovani è quello di cercare di fornire risposte a questi interrogativi, illustrando le possibilità occupazionali od imprenditoriali che può offrire un percorso di studi ben fatto». A toccare la nota dell’investimento nella formazione di base, nota Renato Pastore dolente nel

Paese e nel Sud, come dicono i dati Ocse è stato anche il Presidente di Confindustria Cosenza Pastore, che ha aggiunto: «E’ sempre più importante la formazione scientifica in un mondo in cui l’innovazione e la tecnica hanno un ruolo preponderante». Il ruolo dell’impresa e soprattutto la cultura d’impresa, fatta di etica, responsabilità sociale, valorizzazione del territorio, oltre che proprie personali aspirazioni, delle è dunque fondamentale per il superamento della crisi che ha investito il sistema internazionale, e lo è anche in Calabria. Accanto ad essa la scuola e la formazione, ancora di più in un Mezzogiorno storicamente segnato da tare culturali e sociali, si rivelano partner di sviluppo insostituibili. Per questo l’edizione Orientagiovani 2009, riproposta con entusiasmo e convinzione, ha un ruolo simbolico che deve fare riflettere. Come ha spiegato anche il Dirigen-

protagonisti. Per ora non vogliamo anticipare altro, perché i proclami fanno più male che bene, in generale a tutti, in particolare a chi ne ha sentiti fin troppi e da più parti nella nostra regione.

vestire nei giovani significa compiere scelte miopi, oggi si stanno mettendo in atto strategie blande, di cui in futuro non potremo che pentirci perché le conseguenze ricadranno su di noi. In secondo luogo necessitano strategie per evitare l’emorragia di competenze e risorse umane che continua a penalizzare la nostra regione: i giovani devono poter rimanere in Calabria e realizzare qui i loro progetti.

Quali sono stati i messaggi trasmessi a questo popolo di giovani?

Speriamo di essere riusciti a trasmettere spunti di riflessione sul futuro professionale che li aspetta e sulle competenze che è necessario acquisiscano, per guardare non solo ad una istruzione, ma a tutta la loro vita futura, fondata sul riconoscimento del merito.

E’ ovvio che per costruire occasioni di sviluppo non basta l’impegno di una sola parte, c’è bisogno di una rete che funzioni: che cosa chiedete alle istituzioni e alla politica?

Innanzitutto crediamo che non sia lungimirante tagliare in maniera indiscriminata i fondi destinati alla scuola, all’istruzione, all’innovazione. Non in-

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attualità

Quali sono i più grandi ostacoli per chi decide di rimanere a operare in Calabria?

Non c’è sostegno da parte delle istituzioni per chi si deve scontrare con la criminalità organizzata; non c’è sempre riconoscimento e supporto per le idee meritevoli, e i flussi di denaro destinati alle imprese spesso non sostengono progetti veramente meritevoli; la difficoltà di accesso al credito è alta e le carenze infrastrutturali rendono più difficile

Gregorio Teti

te Scolastico dell’Istituto Industriale Statale catanzarese che ha accolto la manifestazione: «Siamo consapevoli – ha affermato il professore Gregorio Teti – che la scuola ormai non è più una monade, cioè non agisce e non può agire da sola nella società per formare i giovani, tutt’altro: rientra in un sistema complesso, che si muove nel territorio in cui opera, affianco ad altre agenzie ed enti, e con essi è chiamata a tessere una rete in cui i ragazzi possono imparare a muoversi, per approcciarsi al qualunque passaggio a chi opera in Calabria, basti pensare ai cantieri autostradali perenni. Come si vuole rilanciare questo polo industriale, ancora debole, per quanto pieno di fiducia ed energie, se non lo si supporta? I giovani che operano nella nostra regione non hanno nulla da invidiare a chi realizza nel resto del Paese i suoi progetti, in quanto a capacità e meriti, viste le difficoltà che si trovano ad affrontare. Ma questo messaggio di autostima non basta a non scoraggiarli. L’impatto per gli imprenditori è duro, soprattutto per quelli più giovani che partono da zero. E in questo ci sentiamo lasciati soli. Per questo oggi parte un messaggio di fiducia, perché consapevoli delle tante difficoltà, continuiamo ad essere certi che questa Provincia e questa terra abbiano nei giovani la loro speranza di riscatto, ed è con loro che vogliamo costruirla. ●

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attualità loro futuro e quindi al mondo del lavoro che li circonda. Soltanto se impareranno a tessere relazioni – ha spiegato il dirigente scolastico –, a confrontarsi e a farsi consigliare e guidare da chi ha maggiore esperienza, il diploma che i nostri studenti conseguono non sarà per loro un semplice pezzo di carta, ma un’opportunità concreta per costruirsi un futuro nella propria terra. Il mondo della scuola non vive certo un momento facile – ha poi proseguito –: da solo in questo periodo di crisi registra centocinquatamila posti di lavoro venuti meno, con le relative conseguenze sul piano del servizio offerto. Per questo impegnarsi per costruire progetti qualitativamente validi è fondamentale, altrimenti saranno i giovani a pagare il prezzo più alto di politiche poco lungimiranti. Agli enti che, come Confindustria oggi, ci aiutano a realizzare questo modello di formazione integrata rivol-

xvi Giornata Nazionale Orientagiovani

giamo un ringraziamento ed un invito, a procedere sempre più unitamente in questa direzione. Ai ragazzi – ha concluso il Preside – dico invece di imparare ad apprezzare queste iniziative, a viverle con consapevolezza per quello che realmente sono: opportunità preziose per la costruzione del loro futuro». Di tagli alla scuola nella Giornata della Cultura d’Impresa ha parlato infine a Cosenza anche il Vice Presidente della Regione Calabria Domenico Cersosimo: «Ci stiamo sforzando di investire nei processi formativi per rafforzare le conoscenze cognitive degli studenti e per aumentare il saper fare – ha detto Cersosimo –. Quello che serve al nostro territorio è passare dalla Calabria delle conoscenze, in cui i legami familiari ed amicali determinano il futuro dei cittadini, alla Calabria della conoscenza, dove ad essere premiati sono il talento e la competenza acquisita». ●

Rosario Branda Direttore Confindustria Cosenza

«Nel mondo delle organizzazioni il sapere ed il sapere fare sono importanti, ma è il saper essere nel cambiamento che ci caratterizza e fa la differenza. I valori che caratterizzano la cultura nazionale, quelli riconosciuti dalla comunità globale e quelli che influenzano le organizzazioni locali nella quali viviamo formano i valori personali che ci guidano nel cambiamento». ●

Dario Lamanna Direttore Confindustria Catanzaro

«Una giornata dedicata all’incontro fra impresa e scuola ha diversi obiettivi: il primo è creare un dialogo sempre più stretto fra i due mondi; il secondo è riflettere in maniera seria sul fatto che a scuola si deve “insegnare a imparare”. E’ negli anni trascorsi fra i banchi che si apprende il metodo per raggiungere i propri obiettivi nella vita, per valorizzare il territorio in cui si vive traendone il meglio, per sviluppare le proprie competenze. Il terzo è riuscire a trasmettere che qualunque cosa si faccia nella vita l’importante è farla con spirito d’innovazione». ●

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Incoming Agrofood dalla Gran Bretagna

La delegazione inglese in visita presso l'azienda "Tutto Calabria" di Marcellinara

“Incoming Agrofood dalla Gran Bretagna” Hanno aderito a tale iniziativa 24 aziende calabresi operanti nel settore agroalimentare di

Rita Macrì

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bbiamo promosso una missione di incoming di operatori della Gran Bretagna arrivati in Calabria per stringere affari con le nostre aziende del settore agroalimentare. In questa fase è strategico far conoscere attraverso gli incontri B2b le realtà delle produzioni tipiche calabresi ma anche approfittarne per mostrare la bellezza dei nostri paesaggi e del territorio ricco di storia, saperi, cultura, tradizioni, sapori». Con queste parole il presidente di Unioncamere Calabria, Roberto Salerno, ha spiegato l’ultima iniziativa realizzata dall’Unione regionale delle Camere di Commercio della Calabria denominata “Incoming Agro-

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food dalla Gran Bretagna” che ha coinvolto ben 24 aziende, operanti nelle cinque province calabresi, impegnate nel settore agroalimentare che hanno avuto l’opportunità di conoscere sette operatori partiti da Londra e giunti fin qui per aiutare i nostri imprenditori ad inserire i loro prodotti nell’economia inglese. «Ritengo che l’agroalimentare sia un pilastro su cui deve puntare la Calabria. Abbiamo ospitato degli operatori specializzati inglesi, – ha precisato Salerno – tra quelli della grande distribuzione, della ristorazione, del mondo dell’informazione, per far toccare loro con mano e mostrargli dal vivo le nostre realtà produttive e i nostri splendidi paesaggi. Le aziende partecipanti si aspettano di esportare in Gran Bretagna alcune delle

nostre eccellenze che meritano di essere meglio valorizzate e su cui Unioncamere Calabria di sicuro punta; a mio avviso tali aziende vanno imitate. La missione si è chiusa con un bilancio positivo che porterà alla concretizzazione dell’acquisto di alcuni prodotti tipici Made in Calabria che ben presto saranno presenti nella catena di distribuzione di Londra; e... chissà che non si possa addirittura sperare di ritrovare le nostre eccellenze anche sulla tavola dei reali d’Inghilterra grazie alla presenza tra i buyers di Shasta Chapman, uno dei fornitori ufficiali

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attualità della casa britannica». «Nel mese di aprile voleremo a Londra – ha proseguito Salerno – per completare tale scambio ed osservare da vicino le realtà imprenditoriali inglesi che potrebbero avere interesse ad investire nella nostra regione». Riguardo ai progetti per il futuro il presidente di Unioncamere Calabria ha concluso: «Prossimamente dedicheremo una missione di incoming alle metalcarpenterie e una all’artigianato che coinvolgerà in particolare gli artigiani legati all’arte orafa, di cui possiamo vantare

Incoming Agrofood dalla Gran Bretagna

maestri anche di fama internazionale. A febbraio in cantiere un’iniziativa specifica per il turismo». Donatella Romeo, segretario generale della Camera di Commercio di Crotone e dell’Unione regionale delle Camere di Commercio della Calabria, ha puntato l’accento sulla difficoltà di mostrare al mondo una Calabria pulita, fatta di gente che lavora: «Parlare di Calabria all’estero è sempre un po’ difficile perchè è più facile che la nostra regione faccia notizia per qualcosa di negativo. Proprio a tal proposito – ha aggiunto Donatella Romeo – abbiamo voluto invitare direttamente gli operatori inglesi, che importano e distribuiscono cibo italiano, per dargli la possibilità di vedere con i loro occhi che cosa può offrire la Calabria con i suoi colori, i suoi profumi e i suoi sapori».

«In questa tre giorni – ha evidenziato il segretario generale dell’Unioncamere Calabria – gli operatori visiteranno le nostre aziende e avranno modo di conoscere il territorio al di là dei falsi stereotipi che a volte la comunicazione in modo superficiale crea e alimenta. Abbiamo voluto selezionare 24 aziende calabresi per far conoscere l’altro lato della Calabria, quella che produce e che lavora seriamente. Vorremmo anche far conoscere l’altro lato della pubblica amministrazione, quella che si pone accanto alle imprese, le aiuta e gli semplifica la vita». «Terminata questa missione – ha infine concluso Donatella Romeo – ci siamo impegnati per la buona riuscita di un’iniziativa tutta al femminile, che ha visto protagoniste 15 imprenditrici del settore agroalimentare e dell’artigianato ►

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ella delegazione hanno fatto parte 6 buyers, Giovanni A. Parmigiani (Euroalimentari), Antonello Napoli (Naturamore), Ricardo Amado (Villa S. Maria), Grzegorz Zakrzewski (Beadles), Wang Chong (Wangi Wine), Shasta Eleanam Kpodo Chapman (Partridges) e la giornalista Clare Benfield della rivista "Pizza Pasta Y Italian Food". Il tavolo dei lavori. Secondo da sinistra, Roberto Salerno presidente di Unioncamere Calabria

Ecco i nomi delle 24 aziende coinvolte: Cantine Spadafora, Mangone, Cs; Il Calabrone, Marcellinara, Cz; Compagnia del Cioccolato, Cz; Sapori Antichi di Scavo Ivana, Cicala, Cz; Tutto Calabria, Marcellinara, Cz; Azienda Vinicola Tramontana, Gallico, Rc; Mangiatorella, Stilo, Rc; Compagnie Delle Feste, Gallico, Rc; Pasticceria Gelatieri Caffè ‘Fiore Nuovo’, Rc; Attinà, Villa San Giovanni, Rc; Azienda Agricola Barranca, Sidereo, Rc; L’artigiano della ‘Nduja, Spilinga, Vv; Dolciaria Alessandria Francesco, Soriano Calabrio, Vv; Pernopasta, Pernocari di Rombiolo, Vv; Serfunghi di Calabretta Bruno, Serra San Bruno, Vv; Azienda vinicola De Luca, Melissa, Kr; Cantina Enotria, Cirò Marina, Kr; Azienda vitivinicola Du Cropio, Cirò Marina, Kr; Gusti Mediterranei, Torre Melissa, Kr; Nuova Olearia, Petilia Policastro, Kr; Azienda agricola Biologica del Monaco, Strongoli, Kr; Azienda agricola di Garrubba Giuseppe, Melissa, Kr; Tenuta del Conte, fratelli Parrilla, Cirò Marina, Kr; Cantina Val Di Neto, Crotone.

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attualità di qualità che a Francoforte hanno conosciuto la realtà imprenditoriale tedesca, molto sviluppata e ben organizzata». Sara Bassotti, referente di progetto per Mondimpresa, ha dichiarato: «Il mercato inglese inizia ad apprezzare la cucina italiana in quanto stile di vita che abbraccia non i singoli prodotti ma il contesto in cui essi nascono. Il gusto del consumatore, infatti, si è lentamen-

Incoming Agrofood dalla Gran Bretagna

te evoluto e la cucina tradizionale ha lasciato il posto ad un tipo di alimentazione continentale ed etnica dalle caratteristiche più salutari. Ciò è dovuto sia alla crescente internazionalizzazione dell’offerta e cioè alla sempre maggiore quota di prodotti esteri presenti sul mercato, sia all’internazionalizzazione della domanda vista l’elevata propensione del consumatore inglese verso

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G

Al centro Gaetano Cianciaruso

aetano Ciancaruso,

in rappresentanza della Cantina Enotria e presidente del Consorzio per la tutela e la valorizzazione dei vini doc Cirò-Melissa, ha dichiarato: «Riteniamo l'iniziativa promossa da Unioncamere Calabria molto valida anche perché l'abbiamo sollecitata da tempo; ora più che mai su un mercato globalizzato molto aggressivo ma straordinariamente organizzato, le medie e piccole produzioni stentano ad affermarsi. Per questa ragione è necessario parlare di più e meglio delle nostre eccellenze; siamo convinti — ha continuato Cianciaruso — che l'arma vincente per la Calabria sui paesi emergenti siano le sue biodiversità. I prodotti troveranno senz'altro interessante accoglienza nei paesi terzi, soprattutto quelli che hanno dimostrato molto interesse al gusto mediterraneo. Non approfittare di tutto questo significa perdere una grande opportunità che potrebbe risollevare l'economia locale con positive ricadute a beneficio delle aziende stesse con un potenziale sviluppo per il territorio. Proprio a tal proposito sono rimasto piacevolmente soddisfatto delle dichiarazioni del presidente Salerno che ha rimarcato il concetto di "identità" di un territorio. I vini Cirò hanno fatto conoscere al mondo la nostra città. Però, oltre ai prodotti, se vogliamo ritrovare molti consensi e incentivare il turismo, dobbiamo riuscire a comunicare l'immenso patrimonio di valori di cui si può vantare la nostra regione; mi riferisco alle antiche tradizioni, alla lunga storia, alla cultura, al culto dell'ospitalità».

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Gianpaolo Celli

ianpaolo Celli,

uno dei titolari dell’azienda Tutto Calabria, Marcellinara (CZ) , ha raccontato: «Abbiamo ospitato nella nostra azienda degli operatori inglesi per far conoscere i nostri prodotti e mostrare come vengono preparati grazie all’utilizzo di materie prime di qualità. Partecipiamo volentieri a questo genere di iniziative volte alla promozione del nostro marchio. Se oggi abbiamo ottenuto la nostra presenza nei mercati internazionali, circa il 60% del prodotto viene esportato all’estero (prevalentemente negli Usa, in Canada, in Australia oltre che in Europa naturalmente), lo dobbiamo a questo tipo di incontri che ci proiettano in un’economia mondiale. In Inghilterra abbiamo già un importatore a Londra e speriamo che anche grazie all’iniziativa promossa da Unioncamere riusciremo ad entrare ancora più capillarmente nel mercato inglese. Se il prodotto piace ed è ben fatto è facile che si crei un fenomeno di passaparola. In una fiera alla quale ho partecipato mi è capitato di conoscere un importatore statunitense che mi ha creato una rete di contatti che a distanza di tempo continuano ad ordinare le mie produzioni».

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Incoming Agrofood dalla Gran Bretagna

nuovi prodotti, concetti e stili di vita». Parole entusiaste quelle di uno dei componenti della delegazione, Grzegorz Zakrzewski, manager di uno dei punti vendita e wine bar Beadles: «Abbiamo degustato dei prodotti fantastici e siamo certi che avvieremo delle proficue collaborazioni». Gli ha fatto eco Wang Chong, direttore generale della Wangi Wine: «Intendiamo abbinare al

cibo cinese i vini italiani di qualità e, dalle degustazioni effettuate nel corso di questa visita, siamo certi che avremo occasione di promuovere gli eccellenti prodotti calabresi sulle tavole londinesi e cinesi». Antonello Napoli, un altro degli ospiti venuti dall’Inghilterra, originario di Siracusa, ha sottolineato: «Ho assaggiato dei prodotti molto validi e

soprattutto ho parlato con della gente che ha davvero molta voglia di fare e propone con entusiasmo il suo prodotto tipico. Sono rimasto soddisfatto dell’organizzazione di tale missione e spero di poter aiutare questi imprenditori ad esportare in Gran Bretagna i loro prodotti, dagli olii ai vini, dai salumi ai dolci, davvero ottima la qualità». ●

Pamela Cimino, Il Calabrone

Francesco Carvelli, Cantina Val di Neto

Santo Forti, conserve Attinà

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amela Cimino

titolare de “Il Calabrone”, Marcellinara (CZ): «Ogni volta che Unioncamere Calabria invia delle proposte alla mia impresa rispondiamo sempre positivamente perché crediamo in tali iniziative che solitamente si sono sempre confermate valide e utili per noi imprenditori. Ho iniziato questa avventura a marzo, anche se papà ha aperto l’azienda nel 2002; siamo presenti attualmente solo sul mercato italiano. Lo staff di Unioncamere mi è stato vicino specie nel processo di internazionalizzazione che è stato avviato in questi mesi. Con la Fiera di Anuga abbiamo per la prima volta tentato di entrare in nuovi mercati e anche grazie a questo incoming organizzato con gli operatori inglesi, speriamo di varcare i confini dell’Inghilterra. E’ stata fatta una ricerca di geomarketing basata sullo studio dei comportamenti d’acquisto dei consumatori, sia quelli italiani che quelli residenti all’estero. Proprio grazie a tale studio abbiamo adattato il prodotto, anche in termini di grammatura e packaging, alle esigenze del consumatore studiate».

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rancesco Carvelli

titolare della Cantina Val Di Neto, Crotone, ha commentato: «Ho partecipato a tale iniziativa perché ritengo che il mercato inglese sia importante e di riferimento per l’Italia, specie nel settore del vino. Occasioni come questa ci permettono di incontrare i principali referenti inglesi, e gli imprenditori per far conoscere i nostri vini e verificare il reale interesse dei buyers».

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anto Forti

direttore commerciale dell’azienda “Attinà”, Villa San Giovanni (RC), ha spiegato: «Siamo ormai da quattro generazioni impegnati in questo settore, presenti non solo sul territorio regionale ma anche su quello nazionale ed internazionale. Abbiamo iniziato da qualche anno una collaborazione con la Gran Bretagna e questo ci ha spinto ad onorare l’invito del presidente Salerno e a partecipare alla missione di incoming con gli operatori inglesi. Ci aspettiamo di poter intensificare i rapporti intrapresi e, proprio grazie a questo aiuto che ci viene dato da Unioncamere Calabria, crediamo di poter dare al mondo un’immagine nuova della terra di Calabria».

Giacomo Muraca

iacomo Muraca

dell’azienda Sapori Antichi, Cicala (CZ): «Partecipare a queste iniziative è importante prima di tutto perché ci si incontra e si sta insieme; facendo rete, grazie anche al supporto di Unioncamere Calabria, cercheremo di mostrare la qualità dei nostri prodotti che credo possano conquistare nuovi mercati e arrivare, proprio grazie anche a questa tre giorni, sulle tavole degli inglesi».

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Intervista a Francesco Cava, presidente di Ance Calabria

Settore edile: i provvedimenti da attuare in Calabria

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tu per tu con Francesco Cava, presidente di Ance Calabria, per discutere e analizzare quali sono i problemi legati allo sviluppo dell’edilizia in Calabria, focalizzando l’attenzione sui provvedimenti in fase di attuazione e definizione da parte dell’amministrazione regionale. «I dati della Banca d’Italia sull’andamento dell’economia della Regione Calabria nel primo semestre del 2009, segnalano un ulteriore peggioramento di tutti gli indicatori congiunturali rispetto all’anno precedente. Tutti i settori dell’economia calabrese – ha spiegato Francesco Cava – dall’industria alle costruzioni ed ai servizi, hanno registrato una contrazione di ordini, di produzione, di lavori e di vendite. In particolare nell’edilizia, dove è concentrato il 56% della forza lavoro del totale dell’industria regionale ed il 10,3% dell’intera economia, proprio i dati sull’occupazione, unitamente a quelli sulla riduzione del tasso di natalità delle imprese di costruzioni alle Camere di Commercio, registrano una situazione negativa su cui è necessario intervenire con specifiche misure di sostegno. L’occupazione nell’edilizia segna, infatti, un decremento del 1,9% ed il ricorso alla Cig è sensibilmente aumentato rispetto all’anno precedente». Quali sono a suo avviso le misure da attuare in Calabria per far fronte alla crisi contingente e rilanciare gli investimenti in edilizia?

«Sulla base dei dati del 2008 e sulle previsioni del Centro Studi Ance per il 2009, erano stati sottoposti prima al Governo regionale, nelle sue varie articolazioni e deleghe – Lavori Pubblici – Urbanistica – Attività Produttive – e, successivamente, al presidente Agazio Loiero una serie di misure necessarie sia per far fronte alla crisi contingente che per rilanciare gli investimenti in edilizia. Si tratta di interventi urgenti, molti dei quali senza alcun aggravio di spesa per le casse della Regione, come: la norma di adozione per l’applicazione obbligatoria del Prezzario Regionale del Lavori Pubblici; la norma di semplificazione dei pagamenti alle imprese da parte della

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Pubblica Amministrazione; il Piano Casa 2 sugli ampliamenti e/o le ricostruzioni; un piano di piccole e medie opere immediatamente cantierabili; il Piano Casa 1 dell’edilizia sociale; una norma regionale per il riequilibrio del rapporto fra lavori privati e lavori pubblici, per l’anticipata entrata in vigore delle nuove Norme Tecniche di Costruzione dopo il terremoto di Abruzzo». Cosa chiedono alla Regione Calabria i costruttori in merito al Prezzario regionale di riferimento?

«Sul Prezzario regionale per i lavori pubblici vi è da evidenziare che, nel 2009, il ribasso medio delle gare di lavori pubblici ha registrato un forte trend di crescita, raggiungendo il 21,38% a livello nazionale ed oltre il 30% a livello regionale. La necessità dell’adozione normativa di questo strumento, introdotto in Calabria con Legge regionale nel 2006, è ancora più necessario in una regione dove il contesto è difficile, sia in termini prettamente numerici che sotto il profilo sociale, con una invasività della criminalità mafiosa ormai opprimente. A ciò si può aggiungere come l’adozione del Prezzario regionale trovi favorevole accoglimento anche da parte della Stazione Unica Appaltante. Infatti il Dott. Boemi, nel corso della concertazione sul protocollo d’intesa con le categorie, ha condiviso il fatto che da un Prezzario adottato, la stessa Sua può trarre certezze per le sue attività. Già altre regioni, infatti, si sono mosse in tal senso e dopo la Puglia anche la Campania ha reso obbligatorio il proprio prezzario. Vorremmo che proprio in virtù dell’ampia condivisione politica, giuridica, economica e sociale questa norma fosse licenziata». Cosa pensa della norma di semplificazione dei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione?

«La semplificazione e la sburocratizzazione dei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione costituiscono una delle necessità più significative per le imprese. Per questo motivo un intervento normativo regionale è necessario proprio per ridurre i tempi di pagamento dei lavori e degli appalti eseguiti attraverso la certezza di incas-

so dei crediti vantati, con la responsabilizzazione dei dirigenti regionali preposti al procedimento e il pagamento in unica soluzione agli Enti territoriali committenti da parte della Francesco Cava Regione Calabria. A tal proposito siamo stati convocati in audizione presso la 2° Commissione Consiliare ed in quella sede abbiamo condiviso con le altre categorie economiche la norma di semplificazione in discussione; ma purtroppo non ci risulta che ci sia stato un seguito a tale incontro».

Parliamo di Piano Casa 2...

«La redazione di una proposta di legge sul Piano Casa 2 che attuasse sul territorio quanto predisposto a livello nazionale dal Governo, era stata da noi salutata come una iniziativa certamente importante ed efficace ai fini di un rilancio del settore delle costruzioni in Calabria. Ma, nonostante il provvedimento sia stato licenziato dalla Giunta regionale sin dallo scorso agosto, non è mai approdato in Consiglio regionale per la definitiva approvazione. Ne risulta che la Calabria è l’unica regione italiana a non aver ancora licenziato alcun piano regionale e ci auguriamo che presto questo problema troverà una soluzione». Nel mese di marzo la Regione Calabria ha messo in campo il piano anticrisi. Quali sono state le misure pensate per l’edilizia?

«Erano previsti dal piano anticrisi interventi specifici per il settore dell’edilizia, misure sull’attivazione di piccole e medie opere immediatamente cantierabili per un valore di 50 milioni di euro; ma, ad oggi, non risultano ancora avviate». Alla luce di quanto detto cosa si aspettano i costruttori dalla Regione Calabria?

«Vorremmo atti concreti, precisando che si tratta di norme che non comportano alcuna spesa per la Regione Calabria. Ci auguriamo che possano essere attuate nel più breve tempo possibile per incentivare lo sviluppo imprenditoriale e dell’economia del nostro territorio, in modo da permetterci di lavorare secondo leggi più chiare e trasparenti». ●

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l'opinione

Certezza del diritto e sviluppo economico di

Giacomo Carbone

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ttualmente l’Italia, secondo uno studio recente della Banca Mondiale, è al 156° posto su 181 paesi esaminati, in quanto ad efficienza del sistema giudiziario. Le cause civili pendenti sono più di cinque milioni, lo Stato Italiano ha corrisposto negli ultime due anni, circa 118 milioni di euro a titolo di risarcimento danni per durata eccessiva dei processi, in campo civile occorrono in media 960 giorni perché venga emessa la sentenza di 1° grado e 1.509 per il grado di appello, in pratica quasi 7 anni per definire una normale controversia tra cittadini. Orbene uno dei criteri fondamentali per valutare il grado di sviluppo democratico e civile di un ordinamento statale, è quello costituito dall’esistenza di rapporti giuridici certi, e dalla capacità di tutelare efficacemente i diritti che da quei rapporti trovano origine. Una società fondata sul libero scambio, e quindi su situazioni patrimoniali dalle quali scaturiscono continuamente e quotidianamente, decine di migliaia di posizioni

«L’Italia, secondo uno studio recente della Banca Mondiale, è al 156° posto su 181 paesi esaminati, in quanto ad efficienza del sistema giudiziario»

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debitorie alle quali si contrappongono altrettante posizioni creditorie, non può continuare ad esistere, se quest’ultime sono prive di un’adeguata ed immediata tutela da parte dell’ordinamento giudiziario. In termini più semplici, l’intera economia occidentale ha tra i suoi pilastri, la figura del creditore, vero motore dei rapporti sociali. Creditore è il dipendente che esegue la propria opera nei confronti del datore di lavoro, è il commerciante che vende il proprio prodotto, è l’istituto bancario che eroga prestiti all’imprenditore per realizzare investimenti o al privato per acquistare un immobile, è il professionista che esegue la propria attività in favore del cliente, è lo Stato che impone i tributi, la riscossione dei quali gli permettere di svolgere le proprie funzioni, è l’imprenditore che realizza quanto commissionatogli dal committente, e così all’infinito. Orbene, se il creditore viene costantemente tradito dall’attuazione dei principi e delle regole che dovrebbero tutelarlo, se egli non ha la possibilità di soddisfarsi coattivamente a fronte dell’inadempimento altrui, se la propria pretesa non viene garantita dall’ordinamento giudiziario in tempi sopportabili e ragionevoli, salta il sistema posto a fondamento del libero scambio del denaro e dei beni, e lo sviluppo economico della società può subire un’involuzione irrimediabile. Il creditore insoddisfatto è, infatti, destinato a sua volta a diventare debitore di un altro soggetto senza potere adempiere al proprio debito, generando quindi un altro creditore che a sua volta diverrà quindi un potenziale

Giacomo Carbone *

debitore inadempiente, e così come una catena inarrestabile, che incide, paralizzandola, sull’attività economica ed in particolare sull’assunzione del rischio di impresa, che è alla base del progresso di un’economia libera. L’eventualità che ciò accada nel nostro paese, e in particolare nel Sud d’Italia, è estremamente elevata, a causa dello stato della giustizia amministrativa ma soprattutto civile, minata da una durata dei procedimenti elefantiaca e da un’incapacità di garantire a quei consociati che abbiano avuta riconosciuta le propria pretesa da una pronuncia giudiziaria, l’effettiva e certa realizzazione di quanto stabilito nella pronuncia medesima. Tempi del processo civile, possibilità di recuperare i crediti attraverso l’esecuzione forzata, durata infinita delle procedure di pignoramento immobiliare e di quelle fallimentari, bloccano il funzionamento del sistema economico-commerciale, così che secondo gli ultimi dati conosciuti, investire in Italia, e soprattutto nelle regioni meridionali, comporta rischi di impresa insopportabili per gli operatori economici stranieri, rischi che in gran parte derivano proprio dalla inefficienza del sistema giudiziario. Purtroppo al centro del dibattito politico ►

l'opinione

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l'opinione vi è sempre o quasi sempre la giustizia penale, mentre quello della giustizia civile, si è affrontato negli ultimi venti anni, attraverso una serie di “miniriforme”, non ultima quella varata nell’anno in corso, le quali, lungi da essere una soluzione sistematica e generale, hanno piu’ che altro contribuito ad appesantire e ingarbugliare un procedimento ormai inadeguato rispetto all’evoluzione della società civile ed alla globalizzazzione degli scambi e degli investimenti commerciali. L’attuale Codice civile fu emanato nel 1942, quello di Procedura civile nel 1940, malgrado fossero periodi tragici per il nostro Paese, essi rappresentavano, ed a lungo hanno rappresentato, opere legislative quasi perfette, capaci di garantire l’ordine giudiziario. A lungo quei Codici hanno mantenuto la loro funzione, pur con i necessari adeguamenti conseguenti alla fine dello Stato fascista e del sistema economico di stampo corporativistico, ed all’introduzione dei principi sanciti dalla Costituzione della Repubblica Italiana. Ma è evidente che l’accelerazione dello sviluppo e del mutamento dei rapporti e dei valori socio-economici verificatesi negli ultimi trent’anni, comporta la necessità di una completa ristrutturazione del nostro sistema giuridico, che, al contrario di quello anglosassone, limita notevolmente la discrezionalità dei giudici, cosi che, al contrario di paesi come la Gran Bretagna o gli Stati Uniti, l’organo giudicante spesso è impedito dal farsi interprete dell’evoluzione dei valori e delle esigenze che esprime la società contemporanea. Il desueto sistema di leggi civili in Italia, è poi tragicamente accompagnato da uno stato del sistema burocratico dell’ordinamento giudiziario che è ormai al collasso, da una carenza atavica del numero dei magistrati in ruolo, che per miopi ragioni di spesa pubblica, non viene risolta, senza quindi comprendere che una giu-

«Gli ultimi governi, di entrambi gli schieramenti politici, al di là delle rispettive dichiarazioni di comodo, hanno imprudentemente sottratto risorse al settore giudiziario» stizia funzionante garantisce non soltanto i consociati ma anche lo Stato, permettendogli un recupero efficiente delle proprie pretese creditorie, così da permettere all’erario un introito maggiore di quelle somme che sarebbero necessarie al risanamento del processo civile. Gli ultimi governi, di entrambi gli schieramenti politici, al di là delle rispettive dichiarazioni di comodo, hanno imprudentemente sottratto risorse al settore giudiziario, senza assumere la consapevolezza che una giustizia civile che funziona, garantisce e permette il regolare andamento degli scambi commerciali che costituiscono la linfa vitale dell’economia e della ricchezza di ogni paese occidentale. Il disgregamento della giustizia civile ha poi e soprattutto, un impatto devastante sulle regioni meridionali, che piu’ delle altre hanno la necessità di attrarre investitori stranieri per rilanciare la propria economia locali. Basti considerare che tra il 2003 ed il 2007, la capacità di attrarre investimenti stranieri del meridione d’Italia, è stata venti volte inferiore rispetto alla media europea, mentre sarebbe sufficiente una riduzione del solo 10% del tempo necessario per risolvere giudizialmente un contenzioso contrattuale per provocare un aumento degli investimenti di circa il 20% (dati Confindustria - Sole 24 Ore, giugno 2009). ● * Avvocato, Catanzaro

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economia

POR 2007 - 2013

Il vertice di Palazzo Alemanni presieduto da Agazio Loiero

Costruzione del Sistema Aree Urbane in Calabria POR 2007 - 2013 Asse Prioritario VIII Città, Aree Urbane e Sistemi Territoriali Obiettivo Specifico 8.1 - Promuovere la competitività, l'innovazione e l'attrattività delle città e delle reti urbane attraverso la diffusione di servizi avanzati, il miglioramento della qualità della vita e il collegamento con reti materiali e immateriali di

Luca Zema

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i è riunito a Palazzo Alemanni, a Catanzaro, il Tavolo di partenariato regionale per l'urbanistica e il governo del territorio. Erano presenti il Presidente della Giunta regionale, on. Agazio Loiero; l'assessore regionale all'Urbanistica, Michelangelo Tripodi; il dirigente del Dipartimento Programmazione nazionale e comunitaria, Salvatore Orlando; il dirigente generale del Dipartimento urbanistica, Rosaria Amantea, nonché numerosi rappresentati di Province e Comuni calabresi, tra i quali la presidente della Provincia di Catanzaro, Wanda Ferro; il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio; il sindaco di Cosenza, Salvatore Perugini; il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza; il vicesindaco di Catanzaro, Antonio Tassoni. Un obiettivo comune, è stato precisato: gestire in sinergia con gli enti locali,e in maniera coerente, le risorse destinate dalla Programmazione unitaria, al progetto integrato del “Sistema delle aree urbane regionali”. Circa 425 milioni di euro: è questa la cifra complessivamente investita dalla Regione Calabria nel progetto integrato che

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economia

mira a sostenere la crescita e la diffusione delle funzioni urbane superiori per migliorare la fornitura di servizi di qualità nelle città e nei bacini territoriali di riferimento, ma anche ad elevare la qualità della vita attraverso il miglioramento delle condizioni ambientali e la lotta ai disagi derivanti dal degrado e dalle situazioni di marginalità urbana. Già individuati i poli per lo sviluppo della regione e dunque le aree destinatarie delle risorse. Con i fondi comunitari Fesr (299 milioni di euro) erano già state indicate e scelte 8 aree urbane: Cosenza-Rende (105.901 abitanti), Lamezia Terme (70.366 ab.), Catanzaro (95.099 ab.), Crotone (60.517 ab.), Vibo Valentia (33.749 ab.), Reggio Calabria (183.041 ab.), Corigliano-Rossano (75.127 ab.) e la Piana di Gioia Tauro. La Giunta regionale ha voluto che ad altre sei aree (rimaste escluse dai finanziamenti comunitari) venissero dedicate risorse finanziarie per l'ammontare di circa 126 milioni di euro: si tratta dei sistemi urbani del Soveratese, del Pollino, del Tirreno Cosentino, del Vibonese, del Crotonese e della Locride. I progetti dedicati allo sviluppo urbano di queste aree

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economia

POR 2007 - 2013

saranno finanziati attraverso il Par-Fas 2007/2013. Le risorse dunque ci sono, adesso è il momento della selezione dei progetti che favoriscano lo sviluppo delle aree prescelte. «La selezione sarà più veloce, grazie all'eliminazione dei bandi – ha detto il dirigente generale del Dipartimento programmazione nazionale e comunitaria, Salvatore Orlando – e dai rappresentanti dei territori ci aspettiamo progetti importanti, magari pochi ma validi». Un incontro strategico, un passo decisivo verso una gestione davvero unitaria e coerente dello sviluppo urbanistico della regione, come ha spiegato, nel corso della riunione, il presidente Agazio Loiero: «Come è chiaramente emerso dall'incontro, con gli enti locali la sinergia è molto avvertita e molto forte anche sul criterio del riparto delle risorse. Anche gli amministratori di centrodestra hanno apprezzato il lavoro fatto; d'altra parte quando si cammina insieme, al momento La strategia regionale del por 2007 - 2013 si articola secondo gli Obiettivi Operativi e le Linee di Intervento riportate nella tabella successiva:

Obiettivi Operativi

Sostenere la crescita e la diffusione delle funzioni urbane superiori per 8.1.1 aumentare la competitività e per migliorare la fornitura di servizi di qualità nelle città e nei bacini territoriali sovracomunali e regionali di riferimento.

Elevare la qualità della vita, attraverso il miglioramento delle condizioni ambientali e la lotta ai 8.1.2 disagi derivanti dal degrado, dalla congestione e dalle situazioni di marginalità urbana.

Linee di riferimento

Azioni per la realizzazione e il potenziamento delle funzioni e dei servizi per la 8.1.1.1 valorizzazione turistica del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico dei Sistemi Urbani Intermedi. Azioni per la realizzazione e il potenziamento delle funzioni e dei servizi per la 8.1.1.2 ricerca scientifica, l'innovazione tecnologica e i servizi innovativi per le imprese nei Sistemi Urbani Intermedi. Azioni per la realizzazione e il potenziamento delle funzioni e dei servizi per le 8.1.1.3 filiere della creatività, dell'intrattenimento, della produzione artistica e culturale nei Sistemi Urbani Intermedi. Azioni per la riqualificazione ambientale e la rigenerazione sociale ed econo8.1.2.1 mica dei Centri Storici e dei Quartieri Marginali e Degradati dei Sistemi Urbani Intermedi.

delle decisioni è difficile dissentire e noi abbiamo sempre valorizzato il partenariato». «Quando ci sono mancati i fondi dell'Europa, per i quali si richiedeva che le aree interessate rispondessero ad alcuni requisiti di cui non tutti i territori potevano disporre – ha detto il Presidente Loiero – la Giunta regionale e il sottoscritto hanno discrezionalmente Rosaria Amantea immaginato che sui fondi Fas potessero ricadere proprio i territori che erano rimasti fuori, come la Locride, il Tirreno Cosentino, il Soveratese. Questo l'abbiamo fatto perchè vogliamo che ci sia uno sviluppo armonico dell'intero territorio». Di grande partecipazione e soddisfazione per l'incontro ha parlato anche Rosaria Amantea, dirigente generale del Dipartimento urbanistica. «E' giusto – ha spiegato Rosaria Amantea – che quando si pianifica su un territorio vengano coinvolti tutti i soggetti che possono dare un contributo. Il passaggio di oggi era fondamentale perchè abbiamo una disponibilità di risorse che devono essere utilizzate secondo progetti concreti, visibili, realizzabili. Ma dobbiamo decidere tutto insieme ai comuni responsabili delle polarità urbane individuate». «Finalmente – ha concluso il dirigente generale del Dipartimento urbanistica – la Calabria mette al primo posto la concertazione e la coerenza fra pianificazione e programmazione finanziaria». ●

Azioni per potenziare i sistemi di mobilità 8.1.2.2 sostenibile nei Sistemi Urbani Intermedi. Azioni per la realizzazione di un efficien8.1.2.3 te sistema urbano di servizi attorno al porto di Gioia Tauro.

LINEA DI AZIONE VIII.1 Città e Aree Urbane

Le aree Urbane individuate nel POR 2007 - 2013 Asse 8 "Città - Aree Urbane - Sistemi Territoriali" cui è destinata la ripartizione finanziaria delle risorse FESR sono le seguenti: Aree Urbane 1.

Catanzaro

2.

Cosenza - Rende

95.099 ab 105.901 ab

3.

Crotone

60.517 ab

4.

Lamezia Terme

70.366 ab

5.

Vibo Valentia

33.749 ab

6.

Reggio Calabria

7.

Corigliano - Rossano

8.

Piana di Gioia Tauro

dicembre 2009

183.041 ab 75.127 ab

POR Calabria FESR 2007/2013

POR Calabria FAS 2007/2013

Totale

299.824.005 126.230.135 426.054.140

Azioni per la realizzazione e il potenziamento delle funzioni e dei servizi per la valorizzazione turistica 8.1.1.1 del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico di eccellenze delle Città e delle Aree Urbane.

35.978.881

30.000.000

65.978.881

Azioni per la realizzazione e il potenziamento delle funzioni e dei servizi per la ricerca scientifica, 8.1.1.2 l'innovazione tecnologica e i servizi innovativi per le imprese nelle Città e delle Aree Urbane.

35.978.881

10.000.000

45.978.881

Azioni per la realizzazione e il potenziamento delle funzioni e dei servizi per le filiere della creatività, 8.1.1.3 dell'intrattenimento, della produzione artistica e culturale nelle Città e delle Aree Urbane.

35.978.881

18.000.000

53.978.881

Azioni per la riqualificazione ambientale e la rigenerazione sociale ed economica dei Centri Storici 8.1.2.1 e dei Quartieri Marginali e Degradati delle Città e delle Aree Urbane.

89.947.202

40.000.000

120.947.202

Azioni per potenziare i sistemi di mobilità sosteni8.1.2.2 bile nelle Città e delle Aree Urbane.

59.964.801

28.230.135

88.194.936

Azioni per la realizzazione di un efficiente sistema 8.1.2.3 urbano di servizi attorno al porto di Gioia Tauro.

41.975.361

0

41.975.361

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Università e ricerca Agroalimentare

Atenei calabresi:

Il tavolo dei lavori

al via progetto di ricerca agroalimentare Finanziato dalla Regione Calabria coinvolge le tre Università, Arssa, Cnr e Cra-Oli di

Stefano Matozzo

«

U

na collaborazione sinergica tra le università calabresi e altri enti ed istituzioni che operano nella Regione: dal Cnr all’Arssa al Cra-Oli. E un investimento deciso nel settore della ricerca agroalimentare, al quale si riconosce una valenza strategica per lo sviluppo economico e produttivo». Questi i due punti strategici emersi dalla conferenza stampa di presentazione dei quattro laboratori di ricerca agroalimentare che interesseranno la nostra regione, tenutasi all’UniCal, nell’Aula “Terenzi” del Dipartimento di Chimica nelle scorse settimane. Presenti i Rettori dell’Università della Calabria, professor Giovanni Latorre, dell’Università “Mediterranea” di

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economia

Reggio Calabria, professor Massimo Giovannini; il professor Domenico Britti, rappresentante del Rettore dell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro; professor Francesco Saverio Costanzo; il Commissario dell’Arssa, professor Valerio Donato, e il dirigente del Settore Ricerca Scientifica e Innovazione della Regione Calabria, dottor Giuseppe Rossi. Erano presenti anche docenti, dottori di ricerca e studenti delle tre Università della regione. All’incontro hanno partecipato i responsabili dei quattro laboratori di ricerca previsti dal primo atto integrativo all’Accordo di programma quadro relativo al sistema agroalimentare: “Lipac”, per l’innovazione nella trasformazione

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economia

Università e ricerca Agroalimentare

degli alimenti, gestito dal professor Bruno de Cindio, ordinario di Principi di Ingegneria Chimica dell’UniCal; “Quasiora”, per la qualità e la sicurezza alimentare, coordinato dal professor Giovanni Sindona, Direttore del Dipartimento di Chimica dell’UniCal; “Agribiotechn”, per la ricerca di sistemi avanzati di coltivazione e allevamento, il cui reValerio Donato sponsabile è il professor Michele Monti, ordinario di Agronomia e coltivazioni erbacee all’Università di Reggio Calabria; “Agromater”, per il marketing delle filiere agroalimentari, diretto dal professor Carmelo Riccardo Fichera, Ordinario di Costruzioni rurali e territorio agroforestale nello stesso Ateneo della città dello Stretto. «In questo progetto – ha detto il Rettore dell’UniCal, Giovanni Latorre, aprendo i lavori – le tre università rappresentano un unico serbatoio di competenza e di ricerca. E’ questo un risultato importante che ci consente, tra l’altro, di creare le condizioni affinchè questo rapporto di sinergia e di collaborazione registri momenti di confronto e di applicazione futuri. E’ solo in questo modo – ha aggiunto Latorre – che sarà possibile assicurare una risposta corale e qualificata ai piani operativi nazionali e regionali, tanto nel comparto agroalimentare che in altri settori. Ma è indubbio – ha concluso il rettore dell’UniCal – che questa esperienza risulterà utile anche per formare partnership indispensabili all’arricchimento dei laboratori e dei ricercatori del sistema universitario calabrese». Dal canto suo, il Rettore dell’Università di Reggio Calabria, professor Massimo Giovannini, ha sottolineato come l’obiettivo di questa azione sinergica nella quale sono impegnati gli atenei calabresi «sia di assicurare lo sviluppo delDomenico Britti

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la regione, puntando a valorizzare il rapporto tra Università, politica e lavoro. Oggi – ha aggiunto Giovannini – si conclude un percorso iniziato da tempo e che ha messo a dura prova la volontà dei soggetti in campo di affrontare questa sfida, nel segno della innovazione e del cambiamento. Siamo soddisfatti del cammino compiuto – ha concluso Giovannini – ma potremo considerare completato il nostro lavoro solo quando i singoli attori coinvolti nell’iniziativa mostreranno di avere una propria autonomia e di essere protagonisti sul nostro territorio». Il rappresentante del Rettore dell’Università di Catanzaro, professor Domenico Britti, si è detto d’accordo con i Rettori Latorre e Giovannini, sottolineando come «le singole specificità scientifiche dei tre Atenei calabresi in questo progetto si uniscono creando le condizioni per un’idea strategica alla quale si legano prospettive di indubbio interesse». Britti, inoltre, ha ricordato che l’Università di Catanzaro contribuisce alla riuscita di questa iniziativa «attraverso il settore agro-zootecnico anche grazie all’innesto di un nuovo corso di laurea in Medicina Veterinaria». Giovanni Latorre Il dirigente del Settore Ricerca Scientifica e Innovazione della Regione Calabria, dottor Rossi, ha sottolineato infine come il piano «metta insieme i più importanti centri di studio e ricerca presenti sul territorio, stimolando la partecipazione delle imprese non solo calabresi. Questa attenzione ha concluso Rossi – tanto al mondo della ricerca che a quello imprenditoriale, sarà indispensabile per assicurare quel salto di qualità di cui la nostra regione ha bisogno per stare al passo con le esperienze più positive realizzate in Italia e in Europa». Un interessante contributo alla giornata è venuto anche dagli interventi del commissario dell’Arssa e dai responsabili dei laboratori coinvolti nel progetto. Nello specifico, il professor Donato ha evidenziato che «il contributo che le strutture ed il patrimonio di conoscenze e operatività sul territorio che potrà fornire l'Arssa sono un grande valore aggiunto per un accordo che nasce sotto una buona stella, perchè vede uniti in una progettualità comune il mondo istituzionale e il mondo accademico, a supporto dello sviluppo e dell'internazionalizzazione delle imprese che operano sul territorio». ●

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Rapporto Banca d'Italia

La presentazione del rapporto

“L’economia della Calabria nel primo semestre del 2009” Presentato all’Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro il Rapporto della Banca d’Italia

S

i è svolta il 3 dicembre scorso la consueta presentazione del Rapporto annuale di Banca d’Italia “L’economia della Calabria nel primo semestre del 2009”. La presentazione dell’importante relazione, che ha avuto luogo presso l’Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro, è stata effettuata dal Direttore della Banca d'Italia del capoluogo dottor Francesco Pierro, dal dottor Giuseppe Marinelli, dal dottor Luca Antelmo. I lavori sono stati introdotti dal Magnifico Rettore dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, professor Francesco Saverio Costanzo, e dal Pro – Rettore dell’Università Magna Graecia e Preside della Facoltà di Giurisprudenza, professor Luigi Ventura. A seguito dei lavori di presentazione del rapporto si è svolta nell’Aula Giovanni Paolo II del Campus Universitario di Germaneto una tavola rotonda sul tema: “L’economia calabrese nella fase di post-emergenza: analisi e prospettive”, moderata dal direttore di "Calabria Economia"

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economia

Massimo Tigani Sava. Sono intervenuti: il professor Domenico Cersosimo, ordinario di Economia Applicata all’Università della Calabria e Vice Presidente della Giunta Regionale; il professor Riccardo Viganò, presidente Ct Interateneo in Economia Aziendale – Umg Ordinario di Economia Aziendale – Università Federico II; il dottor Paolo Abramo, Presidente Camera di Commercio di Catanzaro; il dottor Giuseppe Gatto, Presidente Confindustria Catanzaro; il dottor Marcello Calbiani, Presidente Abi Calabria; la professoressa Annarita Trotta, Ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari Università Magna Graecia. «Nella prima parte del 2009 – si legge nell’introduzione al Rapporto curato dal Nucleo per la ricerca Economica della Banca d’Italia (Filiale di Catanzaro) – gli indicatori congiunturali dell’economia calabrese sono ulteriormente peggiorati rispetto alla fine dell’anno precedente. Le imprese industriali hanno registrato una contrazione degli ordini

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Rapporto Banca d'Italia

e della produzione, concentrata per lo più nel primo trimestre, con successivi segnali di stabilizzazione. Prosegue la tendenza negativa del settore delle costruzioni, dove ha continuato a ridursi l’occupazione. Anche il terziario – si legge ancora nel testo –, con una diminuzione delle vendite della grande distribuzione e un calo delle presenze turistiche, ha mostrato segnali di ulteriore peggioramento rispetto al 2008. Il credito erogato Francesco Pierro a residenti in Calabria, seppur in decelerazione, è aumentato a un tasso superiore alla media nazionale. I prestiti alle imprese sono rimasti stazionari sia per la minore domanda di credito riconducibile agli effetti della congiuntura sfavorevole, sia per le condizioni di offerta maggiormente orientate alla prudenza. In un quadro economico recessivo, la rischiosità del credito è cresciuta rapidamente soprattutto nel settore produttivo». Di seguito vengono riportati alcuni contenuti del Rapporto Annuale della Banca d’Italia, con relativi grafici.

L’ANDAMENTO DELL’ECONOMIA REALE L’industria

I

l settore manifatturiero calabrese nei primi mesi del 2009 ha manifestato segnali di ulteriore peggiora-mento rispetto alla fine dell’anno precedente. Gli in-dicatori qualitativi dell’ISAE sugli ordinativi e sul li-vello della produzione sono sensibilmente peggiorati nel primo trimestre e, dopo una breve fase di stabilizzazione registrata tra aprile e giugno, sono ulte-riormente calati durante il terzo trimestre (fig. 1 e tav. a1). Secondo l’indagine della Banca d’Italia su un campione regionale di imprese con almeno 20 addet-ti, il 34 per cento delle stesse prevede una produzio-ne in ulteriore calo nel quarto trimestre contro il 20 per cento che si aspetta un aumento. Nei primi nove mesi dell’anno, secondo i dati ISAE, le scorte di pro-dotti finiti si sono mantenute su livelli normali. Figura 1

Indicatori congiunturali per l’industria 0

0 Ordini (1)

Produzione (1)

-5

-5

-10

-10

-15

-15

-20

-20

-25

-25

-30

-30

-35

-35

-40

-40

-45

-45

-50

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

-50

80

80 Utilizzo Impianti (2) 75

75

70

70

65

65

60

60

55

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

55

Fonte: elaborazioni su dati ISAE. (1) Medie mobili dei 3 mesi terminanti nel mese di riferimento dei saldi fra la quota delle risposte “alto” e “basso” fornite dagli operatori intervistati; dati mensili destagionalizzati. – (2) Valori percentuali; dati trimestrali destagionalizzati.

Una parte del pubblico in sala

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Rapporto Banca d'Italia

Lo sfavorevole andamento della congiuntura si è riflesso anche sul grado di sfruttamento degli impianti che, dopo il brusco calo dell’ultimo trimestre del 2008, nei primi nove mesi dell’anno in corso si è sta-bilizzato sui valori minimi degli ultimi sedici anni. In base ai risultati dell’indagine della Banca d’Italia, nel corso del 2009 la spesa per investimenti risulte-rebbe per circa il 40 per cento delle imprese più bas-sa rispetto a quella, già esigua, programmata alla fine dell’anno precedente; le variazioni inattese della do-manda e in minor misura i fattori finanziari sarebbe-ro le cause principali di tale discrepanza. La redditività delle imprese manifatturiere sarebbe sensibilmente peggiorata nel corso del 2009: il 22 per cento delle aziende prevede di chiudere l’esercizio in perdita (14 per cento nel 2008) contro il 63 per cento che si aspetta di chiudere in utile (71 per cento nel 2008). Continua a diminuire il numero delle imprese manifatturiere: secondo i dati di Infocamere-Movimprese, nel primo semestre dell’anno l’indice di sviluppo, pa-ri al saldo tra iscrizioni al registro delle imprese e ces-sazioni in rapporto al numero di imprese attive ad inizio semestre, è stato pari a -1,4 per cento (-1,9 per cento nel primo semestre del 2008; tav. a2). L’ultimo dato positivo risale al 2005.

Le costruzioni

N

ei primi nove mesi del 2009 i pagamenti effettuati dall’Anas per i lavori di ammodernamento del tratto regionale dell’autostrada SalernoReggio Calabria so-no stati pari a 98,4 milioni di euro, in netta diminu-zione rispetto allo stesso periodo del 2008. Vi ha contribuito per circa il 63 per cento dell’importo to-tale la spesa riferibile ai cantieri sul 5° macrolotto (tra gli svincoli di Gioia Tauro e Scilla). Ulteriori paga-menti per un importo pari a 101,7 milioni di euro sono stati effettuati in relazione ai lavori per l’ammodernamento del tratto regionale della Strada Statale 106 in provincia di Catanzaro. In base alle informazioni fornite dal CRESME, il valore dei bandi pubblicati nei primi sei mesi del 2009 è stato pari a circa 519 milioni di euro, in sensibile aumento (68,2 per cento) rispetto allo stesso periodo del 2008; in particolare, è più che raddoppiato l’importo dei bandi relativi alla provincia di Catanza-ro. Secondo i dati dell’Agenzia del territorio, nel primo semestre del 2009 il mercato degli immobili residen-ziali in Calabria è stato caratterizzato da una contra-zione del numero di transazioni rispetto al corri-spondente periodo del 2008 (-15,2 per cento), in li-nea con il Mezzogiorno e col dato nazionale (-13,8 e -15,6 per cento rispettivamente); il calo maggiore si è registrato nella provincia di Reggio Calabria (-19,1 per cento), quello più contenuto (-5,8 per cento) in quella di Crotone. Secondo elaborazioni su dati de Il Consulente Immobi-liare, nel primo semestre del 2009 i prezzi di mercato delle abitazioni nuove e recenti nei comuni capoluogo e

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delle sole abitazioni nuove negli altri comuni sono cresciuti del 3,3 per cento (a fronte del 3,1 per cento della media nazionale), in decelerazione rispet-to al corrispondente periodo del 2008 (7,0 per cento in Calabria e 4,5 per cento in Italia). La provincia di Crotone ha mostrato la maggiore crescita dei prezzi (7,7 per cento), mentre Reggio Calabria, dopo due anni di sensibili incrementi, è la provincia dove si è verificato l’aumento minore (1,5 per cento). Nel primo semestre del 2009, in base ai dati di Info-camere-Movimprese, il numero di imprese attive nel settore delle costruzioni ha continuato a ridursi: il saldo negativo tra iscrizioni e cessazioni è stato pari all’1,1 per cento del totale delle imprese attive a ini-zio periodo (-0,4 per cento nel 2008).

I servizi

S

econdo l’indagine della Banca d’Italia, circa il 62 per cento delle imprese dei servizi ha riportato una con-trazione del fatturato nei primi nove mesi del 2009 rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. Anche la redditività sarebbe notevolmente peggiora-ta: il 21 per cento delle aziende prevede di chiudere l’esercizio in perdita (7 per cento nel 2008) contro il 49 per cento che si aspetta di chiudere in utile (53 per cento nel 2008). Nel primo semestre del 2009 il valore delle vendite a prezzi correnti dei supermercati e degli ipermercati attivi in regione, rilevato dall’indagine “Vendite Flash” di Unioncamere, è diminuito del 4,4 per cento rispetto al corrispondente periodo del 2008, in con-trotendenza sia con la crescita nazionale che con quella del Mezzogiorno (rispettivamente 2,0 e 1,9 per cento). La diminuzione del fatturato è tuttavia impu-tabile esclusivamente ai prodotti di largo consumo confezionato (in prevalenza generi alimentari e per la cura della casa e della persona), soprattutto a causa di una riduzione dei volumi di vendita, mentre per i prodotti non alimentari la variazione è stata positiva. In Calabria l’indice dei prezzi per l’intera collettività ha continuato a rallentare nei primi mesi del 2009 fino a raggiungere un tasso di variazione su base an-nua pari all’1,5 per cento a settembre, un valore co-munque maggiore di quelli registrati nel Mezzogior-no e in Italia (1,0 e 0,2 per cento rispettivamente). Tra i prodotti che presentano gli incrementi percen-tuali più elevati si rilevano i beni alimentari, le be-vande alcoliche, i tabacchi e l’abbigliamento e le cal-zature; il costo dei servizi di trasporto risulta invece in diminuzione (fig. 2 e tav. a3). Secondo i dati dell’ANFIA, le immatricolazioni di autovetture in Calabria sono diminuite del 4,2 per cento tra gennaio e agosto del 2009 rispetto allo stes-so periodo dell’anno precedente, paragonato ad un calo del 7,3 per cento a livello nazionale. Analoga-mente, le immatricolazioni di veicoli commerciali hanno subito una contrazione sensibile (-19,4 per cento) ma inferiore alla media nazio-

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Rapporto Banca d'Italia

nale (-26,7 per cento). Segnali più positivi sull’andamento dei consumi potrebbero arrivare nel secondo semestre: secondo l'ultima indagine ISAE-OBI-SRM, l'indice che misura la fiducia delle famiglie è cresciuto sensibilmente tra giugno e settembre. Il numero di imprese attive nel settore del com-mercio al dettaglio in regione ha continuato a ridursi. Nel primo semestre del 2009, in base ai dati di Info-camereMovimprese, il saldo negativo tra iscrizioni e cessazioni è stato pari allo 0,7 per cento del totale delle imprese attive a inizio periodo (-0,8 per cento nel 2008). L’attività di trasbordo del porto di Gioia Tauro ha registrato una sensibile contrazione. Nei primi nove mesi del 2009, la movimentazione di container è sta-ta pari a circa 2,2 milioni di TEU (Twenty feet Equiva-lent Unit), con una riduzione del 18,2 per cento ri-spetto all’analogo periodo dell’anno precedente. Figura 2

Gli scambi con l’estero

I

n base ai dati dell’Istat, nel primo semestre del 2009 il valore delle esportazioni è diminuito del 17,7 per cento rispetto allo stesso semestre dell’anno prece-dente, in ulteriore calo rispetto a dicembre 2008 (-11,0 per cento; tav. a4). Tale contrazione è tuttavia meno accentuata rispetto a quella osservata nel Mez-zogiorno e in Italia (rispettivamente -35,0 e -24,2 per cento). I settori che hanno contribuito maggiormente alla variazione negativa sono quello degli articoli in gomma e delle materie plastiche (-68,2 per cento) e quello dei prodotti alimentari, bevande e tabacco (-55,2 per cento); sono invece cresciute le esportazioni di macchine e apparecchi meccanici e dei mezzi di trasporto. Le importazioni sono diminuite del 9,0 per cento; in controtendenza appare però il dato legato alle importazioni dalla Cina che diviene il primo paese di pro-venienza dell’import regionale (tav. a5).

Indice dei prezzi per l’intera collettività

Il mercato del lavoro

(dati mensili, variazioni percentuali su 12 mesi)

9,0

Alimentari e bevande analcoliche

9,0

Indice generale (con tabacchi)

8,0

8,0

7,0

7,0

6,0

6,0

5,0

5,0

4,0

4,0

3,0

3,0

2,0

2,0

1,0

1,0

0,0

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

0,0

Fonte: elaborazioni su dati Istat.

Nel periodo gennaio-settembre del 2009 il numero di passeggeri transitati negli aeroporti calabresi è rimasto pressoché invariato rispetto al medesimo periodo del 2008 (0,6 per cento), un risultato comunque su-periore al dato nazionale (-4,9 per cento). Continua la tendenza degli anni passati con riguardo sia all’espansione del movimento passeggeri dell’aeroporto di Lamezia Terme (7,1 per cento) che alla contrazione di quello di Reggio Calabria (-6,6 per cento). Secondo i dati preliminari del Sistema Informativo Turistico della Regione Calabria (SITR), nel primo semestre del 2009 le presenze turistiche hanno subito una diminuzione del 3,5 per cento rispetto al periodo corrispondente del 2008; tale variazione è legata al turismo nazionale mentre, dopo il calo dello scorso anno, vi è una ripresa delle presenze straniere (tav. a6). Per il periodo giugno-settembre, sulla base dell’indagine annuale sugli andamenti dei flussi turi-stici per la stagione estiva 2009 del SITR, è stata sti-mata una flessione delle presenze del 4,7 per cento rispetto all’anno precedente.

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S

ulla base della Rilevazione sulle forze di lavoro dell’Istat, nel primo semestre dell’anno l’occupazione è dimi-nuita rispetto allo stesso periodo del 2008 dell’1,2 per cento, pari a circa 7 mila unità (fig. 3 e tav. a7). Il ca-lo degli occupati in regione, in linea con il dato na-zionale (-1,2 per cento) e più contenuto di quello ri-levato in media nel Mezzogiorno (-3,0 per cento), ha riguardato in maniera simile sia la componente ma-schile sia quella femminile. La riduzione degli occupati si è concentrata esclusivamente nel settore delle costruzioni (-1,9 per cento) e in quello dei servizi non commerciali (-4,0 per cen-to); in controtendenza è risultata l’occupazione nel settore agricolo (7,3 per cento) e nel commercio (3,6 per cento). ► Figura 3

Occupati (1)

(dati trimestrali, migliaia di unità) 640

640 Occupati

Trend

630

630

620

620

610

610

600

600

590

590

580

580

570

2003

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Fonte: elaborazioni su dati Istat, Rilevazione sulle forze di lavoro. (1) Dati destagionalizzati.

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Rapporto Banca d'Italia

La contrazione dell’occupazione nella sfera del lavoro autonomo (-7,3 per cento) è stata solo parzial-mente compensata dalla crescita della componente relativa al lavoro dipendente (1,3 per cento); in base all’indagine della Banca d’Italia su un campione di imprese con almeno 20 addetti, le aziende prevedono anche un calo dell’occupazione dipendente nell’ultimo trimestre del 2009. Nei primi sei mesi del 2009 il numero di persone di-soccupate è diminuito di circa 8 mila unità. Di conseguenza, il tasso di disoccupazione si è ridotto di un punto percentuale all’11,6 per cento; il divario rispet-to al corrispondente dato nazionale è sceso da 5,6 a 3,9 punti percentuali. Tuttavia, la riduzione del tasso di disoccupazione va associata alla crescita di oltre 16 mila unità (pari all’1,7 per cento) della popolazione inattiva. Tale incremento ha determinato una ridu-zione del tasso di attività dal 50,2 per cento al 48,8 per cento. In base ai dati INPS, nel primo semestre 2009 le ore autorizzate di Cassa integrazione guadagni (CIG) so-no cresciute del 29,4 per cento; in particolare quelle relative alla gestione ordinaria sono più che raddop-piate (133,6 per cento). I settori più coinvolti sono stati quelli della trasformazione dei minerali, delle co-struzioni e quelli relativi alla gestione edilizia, che da soli raccolgono il 72 per cento delle ore autorizzate; al contrario è sensibilmente diminuito (-48,4 per cen-to) il ricorso alla CIG da parte delle industrie del set-tore meccanico (tav. a8). I dati del terzo trimestre se-gnalano un ulteriore aumento delle ore autorizzate di CIG che porta il totale dall’inizio dell’anno a più di 4,6 milioni, equivalenti a circa 2.700 lavoratori a tempo pieno (nei primi nove mesi del 2008 erano circa 1.800). Con riguardo all'utilizzo degli Ammortizzatori Sociali in deroga alla normativa, secondo i dati di Italia La-voro al 30 settembre 2009 il regime di CIG straordi-naria o di mobilità in deroga risultava previsto per 3.362 lavoratori (erano 1.746 a settembre 2008) con una spesa stimata pari a circa 44 milioni di euro.

Il calo del credito alle imprese ha riguarda-to sia quelle dell’industria manifatturiera (-6,2 per cento) sia quelle operanti nel settore dei servizi (-6,0 per cento; tav. a10); correggendo tuttavia quest’ultimo dato per le già menzionate operazioni di riclassificazione, la variazione sarebbe stata positiva e pari a circa 0,2 per cento. La contrazione dei prestiti alle imprese manifatturie-re è riconducibile per metà alla flessione del credito all’industria alimentare (-9,9 per cento) e, in minor misura, alle imprese operanti nei comparti dei mine-rali non metalliferi e dei materiali e delle forniture elettriche (tav. a11). In linea con la minore spesa per investimenti del settore manifatturiero, le nuove ero-gazioni di prestiti per attrezzature e macchinari sono diminuite del 38,2 per cento, in ulteriore peggiora-mento rispetto a dicembre 2008 (-30,8 per cento). Il credito erogato alle imprese del settore delle costruzioni, seppur in rallentamento rispetto a dicem-bre 2008 (da 16,8 a 7,6 per cento; tav. a10), ha man-tenuto un tasso di crescita superiore alla media dei settori produttivi. Le nuove erogazioni di credito de-stinate alla costruzione di abitazioni, fabbricati non residenziali e costruzioni del genio civile sono dimi-nuite del 13,2 per cento, in controtendenza rispetto al dato di dicembre 2008 (12,8 per cento). Figura 4

Prestiti (1)

(dati mensili, variazioni percentuali) 20,0

20,0

15,0

15,0

10,0

10,0

5,0

5,0

Imprese (2)

Famiglie (3)

0,0

0,0

L’INTERMEDIAZIONE FINANZIARIA Il finanziamento dell’economia

N

el corso del primo semestre del 2009 i prestiti ban-cari concessi a clientela residente in Calabria, al netto delle sofferenze e dei pronti contro termine e corretti per tener conto dell’effetto contabile delle cartolariz-zazioni, sono cresciuti del 3,5 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un tasso in di-minuzione rispetto a quello rilevato a dicembre 2008 (7,6 per cento; tav. a9) e al di sopra della media na-zionale. A giugno 2009 i prestiti erogati alle imprese sono risultati in calo (-3,6 per cento; tav. a9 e fig.4); la fles-sione ha tuttavia risentito di operazioni di riclassifi-cazione settoriale di alcune controparti in assenza delle quali il tasso di crescita sarebbe stato prossimo allo zero.

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-5,0

2003

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Fonte: Elaborazioni su dati Banca d’Italia. (1) Dati di fine periodo riferiti alla residenza della controparte e corretti per le cartolarizzazioni; la correzione per le cartolarizzazioni è basata su stime dei rimborsi dei prestiti cartolarizzati.– (2) Le imprese includono le società non finanziarie e le famiglie produttrici. – (3) Sono incluse anche le istituzioni sociali private e le unità non classificabili.

La decelerazione dei prestiti al settore dei servizi è principalmente ascrivibile alla branca dei trasporti interni (-10,1 per cento) e a quella degli alberghi e pubblici esercizi (-1,1 per cento), mentre il dato ri-guardante i servizi destinabili alla vendita, corretto per le operazioni straordinarie, pur in rallentamento registra un ritmo di crescita positivo (tav. a11). È proseguita la contrazione del credito alle imprese del settore agricolo, in diminuzione dell’11,6 per cento a

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Rapporto Banca d'Italia

giugno (-4,9 per cento a dicembre 2008). Secondo i risultati dell’indagine della Banca d’Italia su un campione di imprese regionali dell’industria in senso stretto e dei servizi con almeno 20 addetti, circa il 60 per cento degli intervistati ha dichiarato che la propria domanda di linee di credito e prestiti ban-cari nella prima parte del 2009 sarebbe rimasta inva-riata; solo una minima parte (circa il 12 per cento) avrebbe segnalato una contrazione, riconducibile per lo più alla variazione di esigenze di fondi per scorte e capitale circolante. Circa un terzo delle imprese in-tervistate avrebbe rilevato un inasprimento delle condizioni complessive di indebitamento negli ultimi sei mesi, ascrivibile principalmente a un peggiora-mento delle condizioni di costo o garanzia sui nuovi finanziamenti. Il credito erogato alle famiglie consumatrici, in rallentamento rispetto a dicembre 2008 (dall’8,3 al 5,7 per cento), è cresciuto a ritmi superiori a quelli medi nazionali (fig. 4 e tav. a9). I mutui non corretti per le cartolarizzazioni sono aumentati del 4,8 per cento a giugno 2009, in decelerazione rispetto a dicembre 2008 (6,3 per cento). Al contrario, il credito al consumo ha accelerato nel primo semestre dell’anno in corso (15,0 per cento) sia nella componente erogata dalle banche (7,7 per cento; 7,4 per cento a dicembre 2008) sia soprattutto in quella erogata da società finanziarie (23,6 per cen-to; 17,0 per cento a dicembre 2008). Le nuove erogazioni destinate all’acquisto di abitazioni, prevalentemente a tasso fisso, sono diminuite del 28,7 per cento a giugno 2009 rispetto alle stesso periodo dell’anno precedente. Seguendo la dinamica decrescente dei tassi di riferimento della politica monetaria, il tasso annuo effetti-vo globale (TAEG) sui prestiti a medio e a lungo termine è stato pari al 4,14 per cento, un valore in netta diminuzione rispetto a quello di dicembre 2008 (6,19 per cento; tav. a14). Analogamente, prosegue la diminuzione del tasso d’interesse attivo sui prestiti alle famiglie consumatrici per l’acquisto di abitazioni attestatosi al 4,35 per cento (1,34 punti percentuali in meno rispetto a dicembre 2008). Nel primo semestre del 2009 i tassi d’interesse a breve termine praticati ai residenti in Calabria si sono ridotti al 7,20 per cento (9,45 per cento a dicembre 2008; tav. a14), circa 2 punti percentuali in più rispet-to alla media nazionale.

I prestiti in sofferenza

L

a qualità del credito concesso ai residenti in regione è sensibilmente peggiorata. Nella media dei quattro trimestri terminanti a giugno 2009 il flusso di nuove sofferenze rettificate in rapporto ai prestiti (cosiddet-to tasso di decadimento) è salito al 2,2 per cento (1,8 per cento a dicembre 2008; fig. 5 e tav. a12), un valo-re superiore a quello rilevato a livello nazionale.

dicembre 2009

In particolare, le imprese dell’industria manifatturiera e quelle operanti nel settore delle costruzioni hanno registrato i più elevati tassi di ingresso in sofferenza. Il tasso di decadimento relativo alle imprese con più di 20 addetti è cresciuto rapidamente tra la fine del 2008 e il primo semestre del 2009 superando il valore assunto dall’indicatore nel comparto delle imprese minori. La consistenza delle sofferenze in rapporto agli impieghi lordi è passata dal 6,0 per cento di di-cembre 2008 al 6,6 per cento di giugno 2009, circa il doppio rispetto alla media nazionale. Figura 5

Flusso di sofferenze rettificate (1) (dati trimestrali, valori percentuali)

4,0

4,0

3,5

3,5

3,0

3,0

2,5

2,5

2,0

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1,5

1,5

1,0

1,0 Imprese

Imprese meno di 20 addetti

Famiglie consumatrici

Totale settori

0,5 0,0

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Fonte: Elaborazioni su dati Banca d’Italia. (1) Flusso delle “sofferenze rettificate” nel trimestre in rapporto alle consistenze dei prestiti non in “sofferenza rettificata” in essere all’inizio del periodo (non corretti per le cartolarizzazioni). I dati si riferiscono alla residenza della controparte; le nuove “sofferenze rettificate” sono tratte dalle segnalazioni alla Centrale dei rischi. I dati sono calcolati come medie dei quattro trimestri terminanti in quello di riferimento.

I finanziamenti concessi a clienti in temporanea difficoltà (incagli) sono cresciuti del 32,0 per cento ri-spetto a giugno 2008 (17,6 per cento a dicembre 2008); la loro incidenza in rapporto al totale dei pre-stiti è salita al 3,7 per cento (3,4 per cento a dicem-bre). Tale dinamica ha riguardato sia le famiglie con-sumatrici sia le imprese.

I depositi bancari

A

giugno i depositi bancari presso le famiglie con-sumatrici e le imprese sono aumentati a un tasso su-periore (5,8 per cento) a quello dei tre trimestri pre-cedenti e a quello medio nazionale. La crescita dei depositi delle famiglie consumatrici, in rallentamento rispetto al dato di dicembre 2008 (dal 7,8 al 6,6 per cento; tav. a13), è stata più elevata rispetto a quella delle imprese. Il tasso passivo sui conti correnti in giugno è stato pari allo 0,38 per cento, in diminuzione rispetto al dato di dicembre 2008 (1,11 per cento; tav. a14) e circa 0,20 punti percentuali al di sotto della media nazionale. ●

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Giuseppe Gaglioti, presidente Camera di Commercio Cosenza

Sviluppo, credito, politica Intervista a Giuseppe Gaglioti di

Davide Lamanna

E

’ stato eletto alla guida della Camera di Commercio di Cosenza ad agosto del 2008. Giuseppe Gaglioti, 57 anni, ha ben chiare le idee su quale progetto di sviluppo debba essere messo in campo per aiutare la crescita di un territorio vasto, in cui le aziende riconoscono proprio all’ente che presiede una grande affidabilità. Ed è da questo che si parte, dall’indagine condotta dalla Bcc Mediocrati, un risultato che riempie di soddisfazione il presidente: «Come potrei non essere soddisfatto! Dopo un anno, un solo anno di attività, impegnata e impegnativa, la Camera di Commercio di Cosenza, che ho l’onore e l’onere di guidare, recupera la considerazione e il prestigio che le competono. Classificarsi al primo posto, nell’indagine realizzata dall’Istituto “demoskopika” su incarico della Bcc “Mediocrati”, fra gli altri Enti della P.A., per efficienza e disponibilità verso le imprese, è traguardo prestigioso che deve essere di sprone per migliorare ancor di più! Tanto è stato possibile, dopo un lungo periodo di letargo, per l’impegno dell’intero Consiglio e della Giunta Camerale, che ringrazio e, soprattutto, per lo spirito d’appartenenza e la dedizione di tutto il personale. Sono, per questo, non solo soddisfatto, ma anche orgoglioso». A proposito di Pubblica Amministrazione. La burocrazia e i ritardi nei pagamenti mettono spesso in crisi le aziende, in particolare in un territorio come quello calabrese. Perché, a suo avviso, non si riesce a dare una sterzata a questa situazione ormai endemica?

«E’ vero. Spesso la burocrazia intesa in senso lato, pone ostacoli alla libera inizia-

tiva aggravando, così, i procedimenti e violando lo spirito delle leggi sulla semplificazione amministrativa. E’ pure vero che gli Enti locali, le Istituzioni pubbliche, la Sanità fanno fatica a soddisfare le obbligazioni derivanti da forniture di beni e servizi che le imprese cosentine, e dell’intera Calabria, pongono nella loro disponibilità. Tanto si verifica per un coacervo di cause, ma gli effetti sulle imprese sono devastanti. Gli alibi non mancano. Si va dall’insufficienza delle risorse disponibili alle urgenze di provvedere per i bisogni della gente, dalla mancata riscossione dei trasferimenti statali alla inerzia di alcuni addetti ai lavori. In ogni caso, non v’è dubbio alcuno che a soffrire sono gli imprenditori che, a volte, pur vantando crediti rilevanti dalla P.A. si trovano in stato di illiquidità momentanea. Questo provoca due effetti perversi: da un lato l’impresa non riesce più a onorare i propri impegni, anche con il personale dipendente, con rischi seri per l’occupazione, dall’altro, l’invito delle banche a rientrare da eventuali esposizioni con conseguente diniego di nuovo credito. E’ anche per questo che la Camera di Commercio di Cosenza, con il sostegno finanziario della Provincia, che ha stanziato, al pari della Camera, ben 4 milioni di Euro, e con l’adesione del Comune di Cosenza e della Fondazione Carical, ha avviato l’iter, quasi concluso, per la costituzione della Banca di Garanzia Collettiva dei Fidi di Cosenza. Una iniziativa, questa, assolutamente innovativa e credibile se, come stanno dimostrando i fatti, la Regione Calabria ha già stanziato ben 15 milioni di Euro, da gestire insieme a Fincalabra, e se gli imprendiGiuseppe Gaglioti

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Giuseppe Gaglioti, presidente Camera di Commercio Cosenza

tori cosentini stanno sottoscrivendo, numerosi, le quote di capitale della costituenda Banca». L’accesso al credito delle Pmi potrebbe essere superato anche dalla costituzione della nuova Banca del Sud. Lei come giudica la nascita del nuovo Istituto di credito?

«Mentre il Governo centrale ne studia la fattibilità, la Camera di Commercio di Cosenza, come ho anticipato sopra, è già al lavoro per dare agli imprenditori una alternativa credibile e rendere loro più facile l’accesso al credito. E’ questa la vera missione della costituenda Banca di Garanzia Collettiva dei Fidi di Cosenza. Non vorrei, invece, che la Banca del Sud, che dovrebbe nascere per iniziativa statale, fosse tra l' altro un modo per sistemare qualcuno e poi non ottenere le risorse utili per risolvere i problemi delle imprese. Dobbiamo cominciare a capire che, se vogliamo, veramente, cambiare le cose, dobbiamo muoverci dal basso. In ogni caso, staremo a vedere. Se il nuovo istituto di credito dovesse essere, realmente, una leva valida per facilitare l’accesso delle Pmi al credito, è fatto da salutare con compiacimento. La Camera di Commercio di Cosenza, ove dovesse essere chiamata a collaborare, lo farà, certamente, e senza riserve».

della Calabria. Rendere più veloce la mobilità delle persone e della merci significa valorizzare le nostre produzioni e consentire ai flussi turistici di arrivare, per soggiornarvi a lungo, nella nostra provincia». Rossano godrà dei benefici della Zona franca urbana. Un buon risultato. Si poteva ottenere il riconoscimento per qualche altra area della Provincia?

«Certamente sì. Altre aree ben si prestano all’elezione a zona franca. Penso, ad esempio, all’alto e basso Tirreno, alla zona di Piano Lago, ecc.».

Parliamo di turismo. Le condizioni del mare, i dubbi su fondali e territori avvelenati potrebbero, in qualche modo, far crollare un settore già in crisi. Cosa si può fare, a suo avviso, per rilanciare l’immagine del territorio calabrese in generale e cosentino in particolare?

«Deve, da subito, essere avviata una campagna di controinformazione per dissipare i dubbi emersi in conseguenza degli allarmismi generati da avventate dichiarazioni di personaggi di varia estrazione. Gli strumenti non mancano: ci sono i certificati di balneabilità dei mari, le analisi sul pescato, l’assenza di riscontri sulle cosiddette navi a perdere, ecc. Ma Si è ormai entrati in campagna elettoratutto questo potrebbe non bastare se non acle per il rinnovo della Giunta calabrese. 4 milioni di Euro compagnassimo tali informazioni con offerte Cosa chiedete alla politica regionale per il stanziati di servizi integrati d’accoglienza per i turisti. rilancio dell’economia di un territorio tanper la costituzione Accoglienza e diversificazione dell’offerta: la to vasto come quello di Cosenza? della Banca provincia di Cosenza e le altre province hanno «Intanto, c’è da augurarsi che il nuovo di garanzia collettiva patrimoni ricchissimi di tesori storici, artistici Governo della Regione Calabria sappia e vodei fidi di cosenza e archeologici. Bisogna puntare sul turismo glia farsi carico dell’esigenza insopprimibile termale, su quello culturale e su quello della di rendere la nostra regione visibile agli occhi terza età. E’ una sfida non impossibile». del governo centrale e degli organismi comunitari. Poi, auspico un rinnovamento consapevole sia della rapInternazionalizzazione: se ne parla tanto ma il processo, in Calabria, stenta. Cosa fa la Camera di Commercio per presentanza, sia dei metodi di governo. Solo queste condizioni promuoverla? potranno garantire maggiore attenzione per chi fa impresa in «La Camera di Commercio di Cosenza sta impegnando enerCalabria. Le richieste sono semplici quanto scontate: maggiore gie e risorse per promuovere le nostre produzioni, e con esse le trasparenza, maggiore velocità nei procedimenti amministrativi, nostre imprese, sia sui mercati interni, sia su quelli internazionali. più attenzione e capacità d’ascolto verso il mondo economico, Circa l’80% delle risorse di Bilancio sono destinate a sostenere sbarramento costante alle infiltrazioni della criminalità, coerenza le iniziative che, l’Agenzia di Promozione e Sviluppo per l’Interfra la funzione e i comportamenti». nalizzazione, nata in sinergia con l’Amministrazione Provinciale Dal punto di vista infrastrutturale cosa serve a un terridi Cosenza, avvierà entro pochi mesi. La Camera di Commercio torio come quello di Cosenza per favorire le attività delle di Cosenza, comunque, sta sperimentando una forma altra per aziende? pubblicizzare i nostri prodotti, soprattutto dell’agroalimentare. «Serve uscire dall’isolamento plurisecolare nel quale siamo Abbiamo pensato, infatti, che sia molto più produttivo selezioconfinati. L’autostrada è ridotta a cantiere perpetuo, manca una nare compratori esteri, realmente interessati, e portarli qui, nelle rete di approdi, sia per il turismo nautico, sia per il piccolo canostre aziende per mostrare loro i luoghi, i sistemi di produzione, botaggio, mancano gli aeroporti. L’Aeroporto di Cosenza, da i prodotti e le tecniche di coltivazione e conservazione. Forse, realizzare nella zona della Sibaritide, l’Aviosuperfice di Scalea, questo è più convincente della partecipazione a mostre nelle quali il completamento dei lavori sulla Sa/Rc, la realizzazione di una le nostre aziende e i nostri prodotti sarebbero meno visibili fra la rete di porticcioli per pescherecci e per i turisti del mare, sono miriade di altri espositori». ● infrastrutture capaci di accelerare lo sviluppo socio economico

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Colonia, Anuga 2009

"Made in Vibo Valentia" Successo alla rassegna di Anuga 2009 e non solo... di

Maurizio Bonanno

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siste un “Made in Vibo Valentia” che guarda all’estero senza timori reverenziali, ma presentando un prodotto in grado di competere in uno dei settori più delicati ed interessanti e che rappresenta una consolidata tradizione per il territorio vibonese. Confindustria, infatti, ha promosso la partecipazione attiva ad Anuga 2009, la più grande manifestazione fieristica del settore Alimentare e Ristorazione che si è tenuta a Colonia,

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in Germania. In tutto 6.607 espositori in rappresentanza di 95 Paesi, su un’area di 304.000 mq: questi alcuni numeri che spiegano l’importanza ed il valore della fiera internazionale. Le aziende: Colacchio Food, Distilleria F.lli Caffo, Callipo Conserve Alimentari, Pastificio Fiorillo, Dolciaria Monardo, Luigi Caccamo l’Artigiano della nduja, Frantoio Mafrica di Muzzupappa, sono quelle che degnamente hanno rappresentato nell’occasione il “Made in Vibo Valentia”, prendendo posto nello spazio predisposto da Unioncamere Calabria, che ha acquistato ben 180 mq di esposizione all’in-

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Colonia, Anuga 2009

terno dei quali ogni azienda aveva a disposizione 10 mq, per dare grande visibilità ai prodotti calabresi in un mercato in cui la suggestiva ambientazione del territorio tedesco ha fatto il resto. La vetrina delle aziende vibonesi in rassegna ad Anuga 2009 è stata dunque un successo, poiché oltre a presentare le tante e tipiche eccellenze dei prodotti, ha dato la possibilità di avere incontri mirati con operatori e buyers di tutto il mondo, che hanno affollato l’importante kermesse internazionale. Visita gradita allo stand calabrese, quella del Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Luca Zaia, che ha avuto parole di elogio e di apprezzamento per i prodotti delle aziende vibonesi. Particolarmente soddisfatto del successo dell’iniziativa il presidente della sezione Alimentare di Confindustria Vibo Valentia, Rocco Colacchio, il quale, ringraziando il presidente di Unioncamere Calabria, Fortunato Roberto Salerno, ha dichiarato come sia «assolutamente necessario muoversi con sicurezza e determinazione per aggredire i nuovi mercati, che sicuramente sono rappresentati da scenari commerciali come quello di Anuga 2009, che speriamo sia foriero di imperdibili opportunità di business». «Bisogna continuare così – ha sostenuto ancora Colacchio – lavorare cioè alacremente ed in sinergia per cercare di far crescere quanto più possibile il “Made in Vibo Valentia” ed il “Made in Calabria”, poiché solo così, rimboccandosi le maniche e facendo sistema in modo coeso e programmato, si può uscire dai confini di quella realtà in cui oggi è relegata la nostra terra». «Il patrimonio e la tradizione della nostra imprenditoria – ha aggiunto – sono dunque elementi sui quali oggi si può e si deve puntare, perché tramite essi si può emergere proponendo quelli che sono gli aspetti più edificanti e positivi del nostro sistema economico e produttivo, che ha tutte le carte in regola per misurarsi con realtà diverse dalla nostra e per molti versi più evolute». Le stesse aziende, considerata la vicinanza, si sono poi spostate all’Expo Italia di Bruxelles, dove hanno potuto esporre i prodotti. D’altronde, Confindustria Vibo Valentia sta lavorando proprio nella direzione di convincere l’impresa vibonese a superare gli stretti confini ed allargarsi al mercato internazionale. In questo senso va considerata l’iniziativa che ha portato all’organizzazione di un incontro tra Simest e le aziende di Confindustria Vibo Valentia. Un incontro organizzato con l’intento di promuovere la partecipazione di imprese all’estero, fornendo loro assistenza in tutte le fasi del processo di internazionalizzazione, dalla progettazione al monitoraggio di iniziative di investimento, con particolare riguardo agli

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aspetti finanziari. Relatore dell’incontro Paolo Di Marco, responsabile Simest per il Mezzogiorno, che ha valutato insieme agli imprenditori presenti le varie forme di sviluppo commerciale di interesse per le imprese. In base, infatti, alla Legge 394, che favorisce la realizzazione di strutture permanenti e attività di supporto promozionale da parte di imprese esportatrici italiane di merci e servizi (con priorità per le Pmi, Consorzi o raggruppamenti di Pmi), esiste la concreta possibilità di accedere a finanziamenti agevolati che coprono fino all’85% della spesa ammissibile che può raggiungere i due milioni di euro. La partecipazione di Simest, che è una società controllata dal Ministero dello Sviluppo Economico, può raggiungere il 25% dell’intero importo e può intervenire anche nella rimanente quota da finanziare, facendosi carico in questo caso del 2,20% di interessi bancari, che sono comunque sempre agevolati. «L’interesse di Simest – ha, quindi, spiegato Di Marco - è principalmente indirizzato alle Pmi che abbiano la necessità di sviluppare una rete di vendita all’estero, di promuovere azioni commerciali per la realizzazione di filiali o nuove imprese, di attivare una forma di pubblicità del prodotto o di effettuare trasferimenti in genere, secondo quanto normato dalla Legge 100 del 1990 e dal Decreto legislativo 143 del 1998». «Affiancare dunque – ha aggiunto – l’azienda in tutte le fasi di preparazione e di realizzazione del programma, partendo dagli studi di fattibilità fino all’acquisizione di partecipazioni dell’azienda stessa per un massimo di otto anni dalla data di insediamento, senza entrare nel merito di quella che sarà la politica aziendale. In altre parole Simest sarà un socio “silente” dell’azienda fino al recupero delle somme ad essa dovute per l’operazione che dureranno, come si diceva otto anni». Confindustria Vibo Valentia, per ottimizzare queste opportunità economiche e commerciali, ipotizza anche la possibilità di creare presso gli uffici dell’associazione, uno sportello Simest/Confindustria, in grado di accettare e valutare i progetti per accompagnare e rafforzare la presenza imprenditoriale vibonese sui mercati esteri con l’ausilio di Simest e delle Ambasciate e dei Consolati italiani nel mondo, dell’Ice e delle Camere di Commercio italiane all'estero. «Questa con Simest è sicuramente una proficua collaborazione – ha dichiarato in proposito il presidente di Confindustria Vibo Valentia, Domenico Arena – creata per promuovere il processo di internazionalizzazione delle imprese vibonesi ed assistere gli imprenditori nelle loro attività sui mercati stranieri, con agevolazioni sia per gli investimenti, sia per gli scambi commerciali». ●

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Antonella Stasi, presidente Confindustria Crotone

Crisi e post-crisi:

quale sviluppo per l'area pitagorica? Intervista ad Antonella Stasi di

Davide Lamanna

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a crisi economica sembra ormai alle spalle, anche se il percorso per l'uscita potrebbe essere ancora lungo. Abbiamo chiesto ad Antonella Stasi, presidente di Confindustria Crotone come escono le aziende della provincia pitagorica da questa difficile fase.

La Giunta provinciale ha istituito un’unità di crisi per la situazione produttiva e occupazionale del territorio…

«L'economia crotonese oggi si presenta con una strutturale debolezza. Alla crisi che interessa ormai da troppi anni il sistema locale si è aggiunta nell'ultimo anno una grave crisi congiuntarale nazionale e internazionale. Qui a Crotone il peggio non è ancora passato. Per affrontare questo grave momento serve una squadra affiatata, istituzioni, politici, parti sociali, banche e imprese naturalmente, dove ognuno svolge il proprio ruolo, condividendo gli stessi obiettivi. Dobbiamo mobilitare tutte le nostre energie, chiamare a raccolta tutte le forze per una grande azione di ammodernamento della nostra realtà territoriale e farci aiutare non solo dal Governo Regionale – che deve molto a questo territorio – ma anche e soprattutto dal governo nazionale. A partire da questo quadro di riferimento, l’unità di crisi istituita presso la Provincia di Crotone, sta avanzando proposte per una strategia generale e per l’avvio immediato di concrete iniziative mirate ad aumentare in poco tempo il livello occupazionale del ter-

ritorio. Formazione continua, bonus occupazione, prestito d’onore e auto impiego sono solo alcuni punti chiavi al programma a cui si sta lavorando». C’è l’impegno di Confindustria per il rilancio dell’Aeroporto Sant’Anna. Qual è la proposta dell’associazione per lo scalo crotonese?

«La Confindustria Crotone ha espresso l’interesse ad intervenire per il rilancio dell’Aereoporto Sant’Anna, e sta avviando una serie di approfondimenti tecnici per verificare come ed in che termini mettere a disposizione risorse e competenze, attraverso una NewCo. Si tratta di una assunzione di responsabilità per promuovere un’azione di servizio al territorio, ai cittadini ed alle imprese attraverso una proposta che si proietta nel futuro con l’intento di rilanciare lo scalo crotonese. Le imprese di Crotone sanno bene quanto è importante la mobilità e quanto è importante l’aeroporto in un sistema infrastrutturale carente come quello crotonese, pertanto investire nell’aeroporto con capitale proprio vuol dire investire indirettamente per la propria azienda. Il Sant’Anna dovrà diventare una struttura valida per le necessità commerciali, le attività di business e per il rilancio turistico di tutta la fascia ionica. Ora che finalmente ci sono i voli occorrerà mettere in piedi e avviare un “vero piano d’impresa”». C’è anche il buon funzionamento del Porto tra le priorità di Confindustria. Cosa suggerite per la valorizzazione della struttura?

«Bisogna intervenire subito e non perdere più tempo in beghe locali. Non possiamo consentire di far trascorrere un’altra staAntonella Stasi

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Antonella Stasi, presidente Confindustria Crotone

gione estiva senza l’avvio di un piano di ristrutturazione dell’area portuale. Dobbiamo ripartire prendendo esempio da quello che hanno saputo fare in altre parti d’Italia, anche non molto lontano dalle nostre coste, in termini di turismo nautico di qualità, attrezzandoci con servizi e collegamenti che consentano al viaggiatore di raggiungere facilmente anche l’aeroporto. Per nostra fortuna molti porti turistici nell’area del Mediterraneo oggi sono arrivati alla saturazione e noi dobbiamo far in fretta e attrezzarci per saper accogliere quel “di più” che non possono ricevere. Possiamo, in breve tempo, diventare meta turistica ambita anche per una clientela facoltosa che forse può imparare a conoscere la Calabria sotto altre vesti e che sicuramente potrà apprezzarla». La Provincia di Crotone e quella di Salerno siglano un protocollo di intesa mirato all’internazionalizzazione dei prodotti agroalimentari e dell’artigianato locale. Confindustria ha un progetto in tal senso e come lo intende portare avanti?

«E’ partito già da oltre un mese un valido progetto portato avanti dal Gruppo Giovani imprenditori di Crotone, con un programma a lungo termine a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese nei settori turismo e agroalimentare. C’è stato un primo incontro preliminare che ha consentito l’avvio di una collaborazione con le Camere di Commercio Svizzera e Americana. Proseguiranno iniziative di promozione commerciale che si svilupperanno nei prossimi mesi. Vendere all’estero per un’azienda collocata al Sud dell’Europa è una scelta impegnativa, ed è ancora più difficile se si decide di presidiare in prima persona un mercato, di conoscere da vicino tendenze, specificità, esigenze e gusti di una nuova clientela. Questo significa rivoluzionare la logistica, i tempi di consegna, la gestione della fase post-vendita. Spesso di tratta di una scelta che rappresenta una sfida: e Confindustria Crotone vuole essere a fianco di questi imprenditori che scelgono la sfida».

In estate è partito un tavolo di concertazione tra vari partner (Comune, Provincia, Camera di Commercio, Confindustria e organizzazioni di categoria) finalizzato alla sviluppo socioeconomico del territorio crotonese. Che risultati ha ottenuto e che percorso si sta facendo?

«Purtroppo il tavolo avviato è riuscito a riunirsi soltanto due volte. Al momento del suo insediamento ha preso atto della necessità di condividere a livello politico ed istituzionale strategie comuni per adeguare ed orientare le attività di sviluppo del territorio crotonese e avviare un confronto stabile e permanente. Il prossimo obiettivo prevede la costituzione di tavoli di lavoro su temi e obiettivi

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ben identificati quali possibili portatori di sviluppo come: bonifica, infrastrutture (porto e aeroporto), agroalimentare e turismo, distretti tecnologici, ecc. Confindustria Crotone ha chiesto di accelerare i tempi di lavoro considerato che la città è sottoposta al carico massimale della crisi e dunque, oggi più che mai, è il momento di attuare una strategia che permetta al sistema-provincia di ottimizzare le energie. Occorre concentrare le risorse, formare le persone, stimolare la creatività, per sostenere la fatica e proseguire la corsa assieme: occorre rilanciare subito la produttività con maggiore incisività e determinazione. Solo così si può evitare il tracollo. Il territorio deve sedersi, unirsi e avere le capacità di riprogettare il proprio futuro». Parliamo dei Por. Che giudizio dà sul modo in cui sono stati impiegati i finanziamenti europei nella Provincia di Crotone? Che linea bisognerebbe seguire per l’impiego dei fondi previsti per il 2007/2013?

«E’ apprezzabile l’impegno dell’attuale Giunta Regionale nel tentativo di massimizzare l’utilizzo delle risorse comunitarie, ma per un rilancio reale del Mezzogiorno non occorre guardare solo alla quantità delle risorse a disposizione, ma anche alla qualità ed alla capacità di spesa. Purtroppo gli interventi messi in atto per la provincia di Crotone non hanno prodotto significativi risultati in termini di sviluppo. Bisogna investire più risorse, bisogna investire tutte le risorse messe a disposizione dai fondi comunitari e nazionali. Ma questo potrebbe non bastare, potrebbe risultare ancora inutile. Per creare vero sviluppo occorre riportare a modello l’insieme degli interventi: l’occupazione e il tessuto produttivo si difendono mettendo l’impresa in condizioni ottimali per crescere e rafforzarsi strutturalmente nel medio periodo. Burocrazia più leggera, più facile accesso al credito, supporto alle imprese che investono con incentivi automatici, un grande piano unitario per lo sviluppo: sono questi i fattori aiuteranno Crotone uscire dalla crisi. Le attività messe in campo non bastano: occorre maggiore incisività, rapidità, verifica dei risultati. E' evidente la necessità di un mutamento strutturale dell’economia regionale con il passaggio dei comparti produttivi a tecnologie più avanzate, l’esaltazione delle capacità innovative e l’introduzione di strumenti adeguati di tutela e sviluppo di asset immateriali. L’idea guida di un ciclo economico fondato sulle nuove tecnologie ci sfiora ma non si afferma come orizzonte di riferimento in grado di far marciare di pari passo investimenti pubblici, investimenti industriali, mercati e domanda di qualità della vita. Rischiamo ancora una volta di consumare risorse per gli investimenti senza generare mercati e capacità competitiva». ►

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Antonella Stasi, presidente Confindustria Crotone

Sembra che la politica del distretto, tanto invocata in passato e che ha fatto la fortuna di altre regioni, in Calabria sia stata messa un po’ da parte. Perché è così difficile puntare su tre-quattro idee che rispondano alle vocazioni dei territori piuttosto che il finanziamento a pioggia e alla pianificazione di progetti fotocopia?

«Manca una proposta di strategia generale e questo rallenta il processo di cambiamento. Mentre le altre regioni europee in ritardo di sviluppo tendono a convergere verso la media europea, la Calabria non recupera terreno: è la Regione con la più bassa densità industriale. Nel territorio crotonese, negli ultimi 15 anni non solo non si sono sviluppate nuove imprese, ma quelle esistenti hanno fatto enorme fatica a reggere l’urto dei mercati e dell’innovazione, anche per effetto della mancanza di sistemi di ricerca e di centri di eccellenza per la formazione degli addetti. Quello che è mancata è un’azione di coordinamento per concentrare gli strumenti e le risorse messe a disposizione. Troppo spesso è mancato un progetto di governance globale. L’orientamento degli investimenti e l’innesco di mercati nei segmenti individuati “come strategici” oggi sicuramente è la soluzione indispensabile per uscire dalla crisi: energia, agroalimentare, turismo, ambiente, beni culturali, servizi alla persona sono i temi su cui concentrare più oculate risorse nei prossimi anni». Cosa si aspetta dalla istituzione della Zona franca urbana?

«Intanto sarà determinante che l’amministrazione comunale si impegni al rispetto di una tempistica adeguata: si parte dal 1° Gennaio 2010 e se dobbiamo parlare di “accelerazione per lo sviluppo” dobbiamo abbattere le lungaggini burocratiche degli uffici per il vaglio delle pratiche inerenti la Zfu. Sarà importante, infine, che su tutte le attività e le erogazioni dei contributi vigili la Prefettura. Come Confindustria chiederemo che tutti i soggetti che vorranno avviare un'attività presentino il nulla osta antimafia se vogliono usufruire delle agevolazioni. C’è il rischio, però, che i fondi messi a disposizione dal Governo Nazionale non siano sufficienti, chiediamo pertanto, da subito, che la Regione metta a disposizione fondi ulteriori affinché questo importante strumento possa diventare occasione di rilancio per l’economia crotonese». Siamo a pochi mesi dalle elezioni regionali. Senza entrare nel merito dei candidati, quale proposta e quale contenuto programmatico la convincerebbe a votare per uno rispetto agli altri?

«La Calabria può ripartire nella corsa allo sviluppo, nonostante la forte crisi economica e i deficit specifici e strutturali della nostra Regione, che oggi si trova di fronte ad un bivio: da una parte il declino nel contesto del Mezzogiorno d'Italia, dall’altra scelte coraggiose e innovative per cam-

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biare il volto di questa regione. Il mondo imprenditoriale ha delle priorità che sono quelle di scelte incisive e coraggiose per un vero rilancio dello sviluppo economico. Puntare sulla cultura dello sviluppo, questo è quello che chiederei al candidato ideale alle prossime elezioni regionali. Gli imprenditori sono convinti che il successo di un territorio si identifichi con il successo delle sue imprese e viceversa. Crotone come punto centrale di una grande area di sviluppo del Mediterraneo; turismo, agroalimentare, beni culturali e ambiente, questi i grandi temi di attrazione: è questo un obiettivo arduo ma raggiungibile che mi piacerebbe il nuovo governo regionale inserisse nel proprio programma. Gli imprenditori pretendono di avere attenzione e rispetto per le loro attività perché questo vuol dire rispettare l'economia di un territorio. Per il loro contributo al progresso economico e sociale chiedono un rapporto “normale” con la Pa e la burocrazia a tutti i livelli con regole chiare e applicabili. Creare questa condizione di normalità è compito e dovere della politica, dell’Assemblea Regionale, e quindi dei futuri componenti della stessa, del Governo Regionale». Sul piano nazionale la soddisfa la politica economica e di sviluppo per il Mezzogiorno portata avanti dal Governo? Mi dica qualche elemento positivo e quello che invece, finora, non l’ha convinta…

«Le proposte di Confindustria per il Sud sono in linea con le linee programmatiche del governo nazionale. In linea con i programmi ma non nei fatti. Infrastrutture materiali e immateriali, sostegno alle imprese, sicurezza, ricerca, ambiente, istruzione: queste le priorità per un piano straordinario per il Sud di Confindustria. L'entità delle risorse fino a ora messe in campo dal governo nazionale non si sono rivelate sufficienti e sono giunte, in numerosi casi, già al loro definitivo esaurimento. Bisogna parlare di Mezzogiorno con proposte concrete ed un calendario di lavoro certo: i piani Fas devono diventare operativi e i fondi non devono sostituire la spesa corrente. Chiediamo l’approvazione urgente di un piano di interventi consistenti per il Sud che concentrino le risorse nazionali ed europee su investimenti, infrastrutture,occupazione anche con il ripristino del credito d'imposta. Lo stillicidio di risorse Fas finora portato avanti rischia di mandare in aria le opportunità di sviluppo presenti nel territorio crotonese, a cominciare dai fondi per il recupero produttivo delle aree Sin, oggetto di bonifica, dai fondi di Azioni Connesse – Industria 2015, di cui parte potrebbero essere destinati a realizzare un'importante infrastruttura per il territorio crotonese: un Polo di Ricerca Nazionale sulle energie rinnovabili». ●

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Fondazioni bancarie

attività delle fondazioni bancarie Antonio Bevacqua*

di

Antonio Bevacqua

I

l quadro normativo che riguarda le fondazioni di origine bancaria è caratterizzato da un lungo e travagliato iter legislativo le cui tappe sono costituite in primis dalla riforma del sistema creditizio italiano, introdotta nel 1990 con la cosiddetta “legge Amato” e, successivamente, dalla “riforma Dini” del 1994, dalla “riforma Ciampi” del 1998, dalla “legge Tremonti” del 2001, fino alle sentenze della Corte Costituzionale del 2003. Il sistema, tuttavia, rimane in attesa dell’annunciata riforma del Titolo II del Libro I del Codice Civile, riguardante le associazioni e le fondazioni. L’attività delle fondazioni, che pure trae origine da una riforma bancaria, affonda le radici nelle attività stesse delle Casse di Risparmio, dei Monti di Pietà e delle Ipab (Istituzioni di Pubblica Assistenza e Beneficienza) che all’interno della struttura sociale praticavano attività di assistenza e beneficenza, oltre che di promozione e tutela del risparmio. Oggi le fondazioni di origine bancaria sono 88 ed operano in settori esclusivi, previsti dalla legge, definiti “settori ammessi”.

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La normativa prevede in tutto 20 settori sui quali è consentito agli enti intervenire (vedi riquadro in basso): - famiglia e valori connessi - crescita e formazione giovanile - educazione, istruzione e formazione, incluso l’acquisto di prodotti editoriali per la scuola - volontariato, filantropia e beneficenza - religione e sviluppo spirituale - prevenzione della criminalità e sicurezza pubblica - sicurezza alimentare e agricoltura di qualità - sviluppo locale ed edilizia popolare locale - protezione dei consumatori; - protezione civile - salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa - attività sportiva - revenzione e recupero delle tossicodipendenze - patologie e disturbi psichici e mentali - ricerca scientifica e tecnologica - protezione e qualità ambientale - arte, attività e beni culturali - realizzazione di lavori pubblici o di pubblica utilità - assistenza agli anziani - diritti civili

Campi e tematiche diversissimi, come si può ben notare, nei quali le fondazioni intervengono erogando sostegni economici finalizzati. Uno dei settori che vede maggiormente impegnate le fondazioni è quello concernente l’arte, le attività e i beni culturali. Consistenti sono in effetti gli interventi a favore del recupero del patrimonio monumentale e archeologico, soprattutto nei centri storici delle città, così come le iniziative, attraverso sovvenzioni e contributi, in tutti i campi dell’espressione artistica: musica, teatro, letteratura, balletto, cinema, ecc. Non minore rilievo, nell’ambito di questo settore, assume il sostegno delle fondazioni a favore dei musei (allestimento di mostre temporanee, restauro di opere pittoriche e di sculture), delle biblioteche (attività di censimento, catalogazione e archiviazione, con particolare attenzione all’utilizzo delle nuove tecnologie digitali e multimediali), degli archivi, dell’editoria (produzione di volumi d’arte e pubblicazioni di qualità) e degli altri mezzi di comunicazione. Negli ultimi tempi il settore della ricerca è stato quello che ha visto crescere in maniera importante l’attenzione delle fondazioni, in particolare verso la ricerca e lo sviluppo sperimentale nel campo

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interventi delle scienze naturali e delle tecnologie, la ricerca e lo sviluppo in campo medico e la ricerca nel campo delle scienze sociali. Ciò è avvenuto mediante la copertura delle spese di gestione e la fornitura di attrezzature e dotazioni strumentali. Il settore educazione, istruzione e formazione risulta anch’esso di particolare interesse per le fondazioni, le quali indirizzano i propri interventi verso l’istruzione primaria e secondaria, l’istruzione superiore (comprendente l’istruzione universitaria e para-universitaria e le specializzazioni post-universitarie), l’istruzione professionale e degli adulti, la crescita e la formazione giovanile. Gli interventi sono costituiti da azioni nel campo dell’edilizia scolastica, nel finanziamento di programmi e progetti di studio, nelle dotazioni strumentali con in primo piano la messa a disposizione delle scuole di attrezzature informatiche, strumentazione e arredi per laboratori, biblioteche e mezzi per il trasporto degli studenti. Le fondazioni, inoltre, erogano contributi a fondazioni grant making ed altri intermediari filantropici (fondazioni di comunità, Fondazione per il Sud, ecc.), accantonano somme per i fondi speciali per il volontariato, dispongono erogazioni a favore del sostegno allo sviluppo e alle condizioni di vita dei paesi poveri. Nell’ambito della salute pubblica esse operano finanziando interventi nei servizi ospedalieri e negli altri servizi sanitari, così come erogazioni vengono disposte nei servizi sociali e nei servizi di protezione civile e di assistenza ai profughi. Per il raggiungimento di tali scopi le fondazioni utilizzano il risultato della gestione derivante dall’amministrazione dei propri patrimoni, effettuati le deduzioni e gli accantonamenti di legge. Il patrimonio delle fondazioni di origine bancaria, in base ai bilanci del 2007, ammontava a circa 48.800 milioni di euro, con un valore reale stimato in quasi 77 miliardi di euro ed una plusvalenza la-

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Fondazioni bancarie

«

Uno dei settori che vede maggiormente impegnate le fondazioni è quello concernente l’arte, le attività e i beni culturali»

tente di circa 28 miliardi di euro. L’avanzo di esercizio relativo all’esercizio 2007 (fonte Acri) è stato di quasi 3.454 milioni di euro e nello stesso periodo le fondazioni hanno complessivamente erogato 1.715,1 milioni di euro (ivi inclusi gli accantonamenti ai fondi speciali per il volontariato, pari a 92 milioni di euro), attraverso 29.375 interventi. Secondo il XIII Rapporto sulle Fondazioni di Origine Bancaria, delle 88 fondazioni 17 sono localizzate nel Nord ovest, 30 nel Nord est, 30 nel Centro e solo 11 nel Sud e nelle Isole; dall’esame dei dati in esso presentati se ne ricava che nel 2007 (ultimo dato disponibile) le fondazioni hanno erogato il 33,9% degli importi nel Nord ovest, il 33,1% nel Nord est, il 26,1% nel centro ed il 6,9% nel Sud e nelle Isole. A fronte di tali erogazioni, nel Nord ovest è stato eseguito il 31% degli interventi, nel Nord est il 35,6%, nel Centro il 27,4% e nel Sud e nelle Isole il rimanente 6%. Ciò risente, ovviamente, della distribuzione delle fondazioni per

aree geografiche e per consistenza patrimoniale. Secondo la stima al 31/12/2007, infatti, nel Nord ovest le 17 fondazioni ivi localizzate potevano contare su un patrimonio di oltre 18.500 milioni di euro, nel Nord est le 30 fondazioni possedevano un patrimonio di oltre 14.500 milioni di euro, nel Centro le 30 fondazioni con sede in quel territorio disponevano di quasi 13.500 milioni di euro di patrimonio, mentre nel Sud e nelle Isole le 11 fondazioni eisistenti hanno fatto i conti con una patrimonializzazione di soli 2.193 milioni di euro. Vale, per ultimo, rimarcare le ottime perfomances ottenute dalla fondazioni meridionali, le quali, come sopra indicato, a fronte di un patrimonio pari al 4,47% del totale del patrimonio del sistema fondazioni, hanno erogato il 6,9% del totale degli interventi di tutte le fondazioni italiane. ● *Commercialista Consigliere Istituto Banco di Napoli Fondazione

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LameziaEuropa Spa

Patto Territoriale Lametino

Approvata la proposta di rimodulazione dei fondi: 1,3 milioni di euro per la realizzazione del Centro Servizi Polifunzionale nell’area ex Sir di

Stefania Argirò

C

onvocata dalla società Lameziaeuropa Spa, in qualità di Soggetto Responsabile del Patto, si è svolta presso gli Uffici della società la riunione del Comitato Ristretto dei Soggetti Promotori del Patto Territoriale Lametino. Ai lavori, presieduti dal presidente della Lameziaeuropa spa Marcello Gaglioti, hanno portato i loro saluti il Presidente della Provincia di Catanzaro Wanda Ferro ed il Presidente f.f. di Fincalabra spa Giuseppe Petronio ed hanno partecipato il presidente della Camera di Commercio

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di Catanzaro Paolo Abramo, l’Assessore alla Programmazione Nazionale e Comunitaria del Comune di Lamezia Terme Francesco Cicione, l’Assessore alle Attività Produttive della Provincia di Catanzaro Roberto Costanzo, i Segretari Provinciali Cgil Giuseppe Valentino e Cisl Daniele Ciranni, il Vicepresidente di Confindustria Catanzaro Aldo Ferrara, i segretari Cna Fortunato Palmieri e Confartigianato Tommaso De Pace, il Direttore Generale Sacal spa Pasquale Clericò, il responsabile Cia Vincenzo Ammendola, Alessandro Isabella, Laura Chirumbolo e Antonio Luciano della società Lameziaeuropa spa. Dopo una informativa di carattere

Marcello Gaglioti

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LameziaEuropa Spa

su indicate legate al progetto di rimodulazione presentato nel 2004, alla autorizzazione Ministeriale del 2005 ed alla successiva sospensione del 2006, il Presidente Gaglioti ed il dirigente Rispoli della Lameziaeuropa spa, hanno illustrato ai rappresentanti dei Soggetti Promotori del Patto Territoriale Lametino la nuova proposta di rimodulazione, già approvata dal Consiglio di Amministrazione della società, avente ad oggetto la realizzazione del Centro Servizi Polifunzionale per l’Area del Patto Territoriale Lametino, gli obiettivi strategici della proposta, la sua mission funzionale, i suoi punti di forza, i servizi offerti dal centro e le strutture in esso ospitate, il budget di spesa previsto ed

Il tavolo dei lavori

generale sullo stato di attuazione del Patto Territoriale Lametino e sulle iniziative intraprese insieme ad Anpaca, Associazione Nazionale dei Patti Territoriali, per superare le attuali criticità gestionali dei Patti, svolta dai responsabili della Lameziaeuropa spa con l’ausilio di relazioni e di un video istituzionale che ha evidenziato le iniziative imprenditoriali ultimate e gli investimenti realizzati attraverso le risorse finanziarie garantite dal Patto, si è passati alla discussione sulla proposta di rimodulazione delle risorse rivenienti da rinunce e revoche del Patto Territoriale Lametino e determinazioni conseguenti. Dopo aver condiviso le varie tappe

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il cofinanziamento dell’intervento da parte della Lameziaeuropa spa, il cronoprogramma che prevede il completamento dell’intervento e l’avvio delle attività del Centro entro novembre 2010. Al Termine dei lavori, dopo una discussione che ha coinvolto tutti i partecipanti ricca di qualificati spunti che hanno integrato la proposta illustrata, all’unanimità il Comitato ristretto dei soggetti promotori del Patto Territoriale Lametino ha assunto le seguenti deliberazioni: E’ stata approvata la proposta della società Lameziaeuropa spa, soggetto responsabile del Patto, di utilizzare le somme rivenienti da rinunce e revoche

per un importo di Euro 1.389.603,71 già autorizzate per la rimodulazione dal Ministero delle Attività Produttive con Decreto n° 3987 del 22.04.2005, concentrando le stesse su un unico intervento infrastrutturale finalizzato alla realizzazione del Centro Servizi Polifunzionale per l’Area del Patto Territoriale Lametino all’interno dei tre immobili, per circa 4.000 mq di superficie coperta con aree di pertinenza esterna per circa 20.000 mq, di proprietà della Lameziaeuropa ed immediatamente disponibili allo scopo, presenti nell’area industriale ex Sir di Lamezia Terme, baricentrica rispetto a tutta l’area del Patto e strategica per lo sviluppo della Regione Calabria. E’ stato scelto l’Istituto Bancario MPS Merchant Banca per le Imprese quale Soggetto Istruttore del progetto infrastrutturale di rimodulazione suindicato in continuità con il lavoro già svolto ed in fase di svolgimento quale Soggetto Istruttore del Patto Territoriale Lametino. E’ stato dato mandato alla società Lameziaeuropa spa, in qualità di soggetto responsabile del Patto di richiedere al Ministero dello Sviluppo Economico la necessaria autorizzazione alla rimodulazione dei fondi nei termini su indicati previa acquisizione del parere favorevole della Regione Calabria in ottemperanza dell’Art. 36 della Legge n° 99 del 23 luglio 1999. ●

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Sviluppo dell’Area Vasta Catanzaro - Lamezia: sottoscritto il patto Una governance comune per nuovi obiettivi strategici

di

Luca Zema

E

’ stato sottoscritto, nell’ambito del Progetto di sviluppo territoriale delle Polarità Urbane, l’Accordo di Programma Quadro “Patto per lo Sviluppo dell’Area Vasta Catanzaro - Lamezia” alla presenza del presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, dei sindaci dei Comuni di Lamezia Terme e Catanzaro, e del Presidente della Provincia di Catanzaro Wanda Ferro.

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Di seguito riportiamo la dichiarazione congiunta che, in merito all'argomento, hanno rilasciato Marcello Gaglioti, presidente, e Tullio Rispoli, dirigente di LameziaEuropa spa. «La sottoscrizione del Patto per lo Sviluppo dell’area di Lamezia Terme è un risultato molto importante frutto del positivo lavoro di programmazione urbanistica ed economica che ha visto protagonisti in questi mesi, in una logica unitaria, Regione Calabria, Comune di Lamezia Terme, Provincia di Catanzaro e Comune di Catanzaro

Tullio Rispoli

economia

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economia nell’ambito dell’innovativo e qualificato Progetto di sviluppo territoriale delle Polarità Urbane. Questo strumento consolida e qualifica ulteriormente il lavoro portato avanti in questi anni da tutti i soggetti protagonisti dello sviluppo lametino, Enti Locali, Istituzioni, Forze sociali, Associazioni di categoria e Imprenditoriali che ha permesso l’avvio del rilancio produttivo dell’area industriale di Lamezia Terme frutto di una azione politica unitaria fra tutti i soggetti protagonisti dello sviluppo locale che ha portato nel 2000 alla sottoscrizione dell’Accordo di Programma a Palazzo Chigi, alla acquisizione delle aree ex Sir da parte della società consortile per azioni Sviluppo Area ex Sir oggi Lameziaeuropa spa, alla definizione dell’Accordo di Programma Quadro Sviluppo Locale, alla realizzazione di due Patti Territoriali. Il Patto deve rappresentare il punto di partenza di un nuovo percorso istituzionale finalizzato a costruire una visione comune dello sviluppo, basata su obiettivi e progetti condivisi, concreti, misurabili e credibili, attraverso cui determinare un riposizionamento strategico, nel contesto della Regione Calabria, dell’intero territorio lametino che permetta a Lamezia, nell’ambito dell’Area Vasta, di trasformarsi nei prossimi anni da città baricentrica a città attrattiva; da città della fiera a polo fieristico e congressuale; da città della piana a distretto agroalimentare di qualità; da città delle terme a città termale, da città sul mare a città di mare. In questa ottica particolare importanza assumono gli strumenti di pianificazione territoriale già operativi o in fase di avanzata definizione quali i Piano Strategici promossi dai Comuni di Lamezia Terme e Catanzaro, il Piano Territoriale di Coordinamento pro-

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mosso dalla Provincia di Catanzaro ed il Piano di Sviluppo infrastrutturale dell’ASI legato al progetto strategico regionale “Sviluppo Parco d’Imprese Area ex Sir”. Insieme ad una visione comune dello sviluppo vi è oggi la necessità di una “governance comune” dello sviluppo basata sulla valorizzazione delle positive esperienze presenti e sul loro rafforzamento in una ottica di integrazione ai fini di una maggiore efficienza ed efficacia nei rapporti con le imprese, nella gestione dei servizi, nella promozione degli asset territoriali. A tal fine bisogna con forza e convinzione perseguire la politica ed il metodo della Coesione Istituzionale che sta alla base dell’operato svolto in questi anni sul territorio lametino anche dalla Camera di Commercio di Catanzaro e che sta iniziando a dare concreti frutti nella programmazione “condivisa” tra i vari Soggetti ed Enti competenti delle strategie di intervento da attuare sul territorio. Il Patto sicuramente risponde alla odierna e non procrastinabile esigenza di richiedere, in questa fase economica molto difficile, alle Istituzioni Locali, Regionali e Nazionali, di compiere scelte strategiche, in termini di priorità d’interventi ed allocazione di finanza dedicata, di medio e lungo periodo finalizzate a consolidare il processo di crescita in atto ed a valorizzare concretamente il ruolo di Lamezia quale area di attrazione per lo sviluppo della Calabria. L’obiettivo strategico da perseguire, anche sulla base del lavoro svolto in questi anni, è quello di realizzare a Lamezia Terme un’area di sviluppo infrastrutturata e dotata di requisiti tecnici, logistici, ambientali ed amministrativi tali da poterla configurare come opportunità in più settori, manifatturiero, agroalimentare, servizi,

turismo, logistica, energia, per la localizzazione in Calabria di nuovi investimenti produttivi di qualità, competitivi, che danno valore aggiunto all’area, capaci di stare sul mercato e di creare indotto, da parte di operatori privati e istituzionali a livello regionale, nazionale ed internazionale. La società Lameziaeuropa spa, sulla base del lavoro svolto in questi anni, della sua snellezza operativa, del consolidato equilibrio finanziario raggiunto, della valorizzazione patrimoniale realizzata, è pronta a dare il proprio fattivo contributo con l’obiettivo di definire insieme ai suoi Azionisti ed a tutti i soggetti che operano sul territorio una proposta complessiva di intervento mirata ad un qualificato e duraturo sviluppo dell’Area Vasta che permetta di creare nuove opportunità occupazionali, attrarre qualificati investimenti sul territorio, migliorare la qualità dei servizi e utilizzare con efficacia le risorse finanziarie comunitarie e nazionali che sono disponibili per la Calabria nel periodo di programmazione 2007 – 2013». ●

«Il Patto deve rappresentare una visione comune dello sviluppo, basata su obiettivi e progetti condivisi, concreti, misurabili e credibili»

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reportage

Una missione al femminile

Da Unioncamere Calabria:

una missione a Francoforte tutta al femminile Hanno partecipato dieci imprenditrici calabresi impegnate nel settore moda ed enogastronomia di

Rita Macrì

C

ollaborazione, cooperazione, comunicazione. Questi gli ingredienti che hanno garantito la buona riuscita della missione imprenditoriale femminile a Francoforte organizzata nell'ambito del progetto a sostegno dell’internazionalizzazione di imprenditrici calabresi, dall’Unione Regionale delle Camere di Commercio della Calabria – Desk Enterprise Europe Network, in collaborazione con la Camera di Commercio Italiana per la Germania. Protagoniste: un gruppo di dieci donne che hanno portato in Germania le eccellenze da loro prodotte, agroalimentari e del settore moda, ma soprattutto si

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reportage

sono impegnate ad avviare un processo che porti alla creazione di una rete per garantire nel lungo periodo una serie di relazioni internazionali. «A settembre, da neo eletta Segretario Generale Unioncamere Calabria – ha spiegato Donatella Romeo – ricordo che ragionammo sugli eventi da realizzare e abbiamo ritenuto importante dare un’attenzione particolare alle imprenditrici offrendogli un’esperienza diretta di contatto con gli importatori e di verifica sul posto dei sistemi di vendita delle potenzialità dei loro prodotti. Abbiamo scelto la Germania perché sapevamo che in questo mercato poteva esserci spazio per i nostri tesori; abbiamo ritenuto Francoforte la città ideale perché è al centro non solo geograficamente, ma anche da un punto

di vista economico e finanziario. Vorremmo far scoprire un’immagine nuova della Calabria, una Calabria positiva, una Calabria che lavora e che produce». «Il nostro programma 2010 – ha precisato Donatella Romeo – ha un nome che ha già in sé tutto un programma: “Discover Calabria”; promuoveremo la nostra terra in Canada nel periodo delle Olimpiadi, in

Donatella Romeo: «Vorremmo far scoprire un’immagine nuova della Calabria, una Calabria positiva, una Calabria che lavora e che produce»

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reportage Turchia e in altri Paesi del Mediterraneo». «Tornando alla Germania non resta che aspettare maggio per tirare le prime somme di questo nostro rapporto – ha aggiunto Donatella Romeo – che non si conclude con questa missione; abbiamo in mente di realizzare, infatti, una campagna promozionale che dia visibilità alla nostra regione attraverso i suoi prodotti tipici. Veicoleremo tali eccellenze enogastronomiche in spazi realizzati ad hoc nella grande distribuzione, dedicati alla vendita del Made in Calabria. Credo che i presupposti positivi ci siano; ora dobbiamo continuare a sostenere le nostre aziende affinché entrino nel mercato tedesco, ma non solo». «Ritengo infine – ha concluso Donatella Romeo – di esprimere un particolare ringraziamento a Maria Stella Ciarletta, Consigliera Regionale di Parità, che ha accolto da subito e con grande entusiasmo la nostra iniziativa di supporto all’imprenditoria femminile calabrese decidendo di parteciparvi personalmente e manifestando l’interesse ad avviare una concreta e proficua collaborazione con Unioncamere Calabria ricca di proposte altamente innovative e di

Una missione al femminile

concreta utilità per tutte le imprese femminili regionali». Ha partecipato all’iniziativa in rosa, infatti, anche la consigliera regionale di Parità, Maria Stella Ciarletta, proprio perché tale missione si è rivolta esclusivamente ad imprenditrici. L’obiettivo è stato quello di contribuire allo sviluppo dell’imprenditorialità femminile in Calabria anche grazie a “L’imprenditoria femminile in Germania e in Italia”, un seminario informativo sul mercato tedesco e sull’organizzazione locale della rete di imprenditrici, durante il quale hanno relazionato: Claudia Nikolai, Segretario Generale della Camera di Commercio Italiana per la Germania; Maria Stella Diana, responsabile Pr e comunicazione per Laura Biagiotti in Germania; Angela Hornberg, Hadvance Human Capital; Carola Nierendorf, Nierendorf Consulting. Sono stati programmati rapporti di cooperazione commerciale, industriale e tecnica, nel corso di incontri bilaterali programmati tra imprenditrici calabresi e operatori economici tedeschi opportunamente selezionati. Claudia Nikolai è nata a Ravenna e da venti anni vive in Germania; nel corso di un’intervista

ha raccontato: «Della Calabria mi ha colpito la forza di volontà degli imprenditori che nonostante le difficoltà che giornalmente devono superare, non perdono mai il sorriso. La gente di Calabria è molto ospitale e vorrei tornare in questa terra calda per conoscere meglio il settore orafo oltre che per visitare le aziende legate al settore turistico ed enogastronomico. Il mercato tedesco ama il Made in Italy, ma la concorrenza è sfrenata considerando anche i falsi in circolazione. Occorre fare delle azioni a lungo termine per far conoscere le vostre eccellenze; purtroppo il risultato non arriva subito. Di sicuro serve che gli imprenditori, le istituzioni e i professionisti della comunicazione facciano rete per creare una piattaforma di distribuzione e promozione del Made in Calabria direttamente qui a Francoforte». Franco Cossola, membro del Consiglio direttivo della Camera di Commercio Italiana per la Germania, già presidente della Ccig, ha rimarcato: «Sono convinto che questo genere di iniziative funzionino – . Il mercato tedesco è aperto ai prodotti italiani di qualità e di nicchia. Può dare buone opportunità alle vostre aziende, ma occorre perseverare e

Foto di gruppo

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reportage puntare sul concetto di identità del territorio per riuscire a portare a casa buoni risultati. Specie in un momento di forte crisi economica come quello che stiamo vivendo, credo che occorre non mollare; anche la crisi passerà». Per la buona riuscita del progetto è risultato prezioso il supporto di Katjusa Peruzzi e Nicole Watzke, referenti di marketing della Camera di Commercio Italiana per la Germania, oltre che di Ilenia Aiello e Irene Lupis, Unioncamere Calabria. Di seguito “guardiamo alla missione” con gli occhi delle protagoniste raccontando come hanno vissuto questa tre giorni tedesca. «Ho partecipato a tale iniziativa perché per una realtà economica come quella del “Calabrone Salumi”– ha spiegato la titolare Pamela Canino – partecipare in maniera reattiva a tali iniziative proposte da Unioncamere rappresenta uno strumento necessario ed efficace per proporre i propri prodotti ad un mercato non solo europeo ma internazionale. Le piccole e medie imprese che costellano il tessuto imprenditoriale calabrese sia per le scarse risorse finanziarie a disposizione sia per una serie di limiti strutturali e organizzativi, non riuscirebbero ad intraprendere un percorso di penetrazione del mercato inteso nella sua globalità; è prezioso il supporto di Unioncamere Calabria che ci garantisce una conoscenza iniziale dei mercati a cui rivolgersi e struttura missioni ad hoc tali da facilitarne l’accesso. La missione a Francoforte ci ha permesso di conoscere buyers tedeschi grazie agli incontri B2b seguiti dalla Camera di Commercio Italiana per la Germania. Gli incontri sono stati preceduti da seminari e visite aziendali che ci hanno permesso di inquadrare il mercato tedesco e capire come promuovere al meglio i nostri prodotti». «Entusiasmo, complicità e grinta – ha concluso Pamela Canino – hanno dominato queste giornate fatte non solo di conversazioni ‘commerciali’, ma

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reportage

Una missione al femminile

Un momento del seminario "L'imprenditoria femminile in Germania e in Italia"

soprattutto fatte di donne, giovani calabresi che credono nel loro potenziale, nei loro prodotti, nella possibilità di unirsi; un’unione che può rappresentare la chiave per arrivare al successo». Daniela Macrì, titolare di “Pizzi Merletti e Fantasia”, un’azienda di Crotone impegnata nell’artigianato artistico di qualità, nella quale lavorano maestri del pizzo e dei ricami, ha commentato: «E’ la prima volta che partecipiamo con mio marito ad una missione all’estero, anche se siamo già presenti sul mercato internazionale, in particolare in Francia, Grecia e Giappone. Ringraziamo Unioncamere Calabria per averci fatto fare questa esperienza e ci auguriamo che anche in futuro potremmo avvalerci del loro supporto, non tanto economico ma soprattutto logistico. A noi servono canali di commercializzazione e loro possono fare tanto per noi piccoli artigiani. Qui in Germania abbiamo avuto modo di capire che occorre apportare delle modifiche al nostro prodotto per adattarlo al gusto dei tedeschi; per questo tipo di mercato occorre creare una linea di oggetti, dai portafotografie ai lampadari, dagli album alle culle, più moderna rispetto alla nostra classica, molto ricca di pizzo. Affinché i contatti con questi buyers si traducano in ordini serve, inoltre, che continui questa collaborazione con la Camera di Commercio Italiana in Germania».

Era presente anche il “Made in Calabria” nel settore moda con la stilista Elena Vera Stella: «Ho visitato la Fashion Street di Francoforte e studiato questo mercato. Il mio prodotto potrebbe trovare il suo spazio in Germania, specie in una città ricca come Francoforte, grazie anche ai distributori che realmente vivendo sul posto possono fare in modo che i miei abiti, tutti realizzati a mano, entrino negli show room». Caterina Grandinetti, titolare della gelateria Grandinetti di Pizzo (Vv), ha raccontato: «Sono interessata a partecipare a queste missione per confrontarmi con il mondo dell’impresa europea e imparare a guardare lontano. Vorrei ampliare il mio mercato di riferimento all’estero; per ora esporto in Svizzera dove il mio Tartufo di Pizzo è molto amato. Credo che possa trovare spazio anche in Germania, perché sono molti i turisti tedeschi che ho conosciuto in Calabria e mi hanno confermato di gradirlo parecchio». Tra le imprenditrici anche due esperte di olio extravergine d’oliva impegnate quotidianamente nella produzione di questo prezioso oro verde: Mariantonietta Votta, titolare dell’azienda “Casale San Domenico” e Maria Asuncion Yanutolo Fernandes dell’Azienda Agricola Fangiano, entrambe soddisfatte di tale esperienza. «Abbiamo avuto modo di farci conoscere – ha spiegato Mariantonietta –

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reportage grazie ad una buona organizzazione. Per penetrare nuovi mercati non basta che il nostro prodotto sia genuino e di qualità; per arrivare sulle tavole dei clienti anche all’estero deve essere adeguatamente promosso. Sarebbe auspicabile che a partire dal consumatore calabrese si iniziasse a scegliere di consumare i nostri prodotti tipici”. “Ho vissuto un’esperienza positiva – ha precisato invece Maria – ma questi contatti dovranno essere approfonditi anche in futuro. In questo mercato sono convinta che ci sia spazio anche per i nostri prodotti, in particolare per la mostarda e le salsine sfiziose». “Fiorella” si prende cura di te è lo slogan che anche in Germania ha contraddistinto un’azienda di Vibo Valentia che da due anni produce saponi all’olio d’oliva con l’aggiunta di erbe officinali, olio di mandorle e altri prodotti per la cura della persona. La titolare Fiorella Restuccia ha sottolineato: «Ho pensato a una linea per il corpo perché abbiamo bisogno di coccolarci e un prodotto senza additivi chimici può garantire il benessere di ognuno di noi. Credo che questa missione sia stata utile a promuovere la nostra attività. Ho deciso di partecipare perché uno dei negozi che vende i miei prodotti a Tropea mi ha confermato che sono molto apprezzati dai tedeschi; così li ho portati direttamente a casa loro». Per la titolare di Nettare di Calabria,

Una missione al femminile

Gli incontri B2b

Maria Pacileo: «L’aiuto istituzionale è prezioso e deve esserci anche in futuro. Dobbiamo concretizzare l’idea di realizzare un punto vendita da avviare qui sul posto, a Francoforte, creando una sinergia tra tutte noi. Vorrei che le istituzioni ci guidassero e promuovessero tale iniziativa anche in termini di visibilità. Da sole non ce la possiamo fare per problemi economici e logistici. Fare rete, avendo il supporto delle istituzioni, è l’unica possibilità per riuscire a portare il Made in Calabria nel mondo, partendo da Francoforte». Le titolari dell’Azienda Agricola Cav. Giuseppe Garrubba, di Melissa (Kr), hanno definito questo genere di iniziativa come «fiore all’occhiello per l’imprenditoria al femminile. Attraverso

Una foto scattata a Francoforte. Da sinistra: Maria Pacileo, Franco Cossola, Donatella Romeo

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tali missioni – hanno spiegato le due sorelle Patrizia e Maria Cristina Garrubba – si conseguono risultati estrinseci oltre a quelli delineati dalla loro ragion d’essere; consentono a quello che è senza dubbio il motore dell’impresa, la donna, di acquisire visibilità, di rafforzare la sua posizione, il suo ruolo, di dare un valore aggiunto al prodotto. La donna può dare un’ immagine del territorio solare e frizzante, ma allo stesso tempo impegnata e caparbia». Mariangela Parrilla, titolare dell’azienda Tenuta del Conte, ha posto l’accento sull’importanza di tali missioni: «Credo sia utile portare fisicamente la testimonianza della mia azienda in un Paese che diventa così il potenziale acquirente del mio prodotto. Chi compra vuole vedere da chi compra e penso che alla base del successo di tali iniziative ci sia proprio lo scambio interpersonale: i cosiddetti B2b. Ho conosciuto diversi buyers, tra questi l’azienda ME.ta. Taurone, di Virgilio Taurine, uno degli importatori di agroalimentare qui in Germania che ha degustato e apprezzato i miei vini. Vorrei collocare il mio prodotto nel settore Horeca (Hotel, restaurant, catering); non sono interessata alla grande distribuzione, ma ad un mercato di nicchia. In verità non riesco ad immaginare come si svilupperà questo contatto; ma è certo che solo seminando si raccolgono buoni frutti». ●

reportage

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Anselmo Pungitore, direttore Confindustria Vibo Valentia

strumenti di agevolazione, la riduzione degli oneri relativi alla gestione del personale. È quel che si dice, con calzante definizione, “uomo di fiducia” del presidente, ma una fiducia conquistata sul campo, giorno dopo giorno, con azioni, idee, suggerimenti sempre all’altezza del compito. E, con quel suo già apprezzato savoir faire, sa come si fa a stare strategicamente un passo indietro: giustappunto perché la sua presenza vi sia senza pesare lasciando il palcoscenico al protagonista predestinato e preferendo, semmai, la buca del suggeritore. C’è un altro segreto che può spiegare il successo di questo giovane manager, il piacere nel fare il suo lavoro, la cordialità del suo proporsi, la schiettezza del suo Anselmo Pungitore agire, che lui, con disarmante semplicità, così spiega: «La mia passione per la vita d'impresa rende questo mestiere (ed è bello sentire che c’è ancora chi usa questo termine per definire il proprio lavoro, ndr) affascinante e pieno di soddisfazioni che fanno passare in secondo piano anche le difficoltà che ovviamente ci sono: Confindustria o la ami o la odi…». Con la giusta dose di umiltà, per un manager che comunque appare sempre sicuro di sé e deciso nel modo di porsi, riconosce: «Oltre dieci anni di lavoro accanto a uomini di grande spessore mi hanno arricchito sul piano professionale e personale. Ognuno di loro ha stile e sensibilità differenti nell’affrontare il compito di una carica davvero onerosa da sostenere, tutti comunque sempre contraddistinti da grande spirito di servizio. Grandi uomini prima di tutto ed imprenditori di altissimo spessore che ho avuto il privilegio di assistere». Incontrandolo nei suoi uffici, nella sede di viale Affaccio a Vibo Valentia, così come nelle occasioni pubbliche, l’impatto iniziale non cambia: sorriso cordiale, stretta di mano decisa, disponibilità all’ascolto seppure traspaia la sicurezza dei suoi principi, Anselmo Pungitore trasmette, sin dal primo impatto, sicurezza e padronanza nel suo lavoro; il tutto condito con modi affabili che sanno mettere a proprio agio l’interlocutore.

Confindustria Vibo Valentia

A tu per tu con Anselmo Pungitore di

Maurizio Bonanno

P

er chi crede nei simboli, nelle coincidenze non casuali, nei “disegni superiori”, non è difficile inquadrare qualcosa o qualcuno facendo riferimento a qualche sua caratteristica. Ed allora, se provi a svelare il segreto che possa spiegare il successo di un manager che ha fatto dell’efficienza e del savoir faire, della concretezza e della diplomazia, del pragmatismo e dello stile, una caratteristica distintiva del proprio modo di fare, ecco che una prima risposta la trovi sul suo certificato di nascita: 1968 è l’anno in cui è nato. Anselmo Pungitore è il direttore di Confindustria Vibo Valentia dal 2001, dopo aver maturato per oltre un biennio esperienza nel ruolo di “responsabile delle relazioni industriali”. Il suo non è un incarico puramente formale, non sarebbe nel suo carattere accettare un simile compito, anzi: svolge con ampia autonomia decisionale e gestionale la funzione dirigenziale partecipando alla stesura di contratti ed accordi collettivi, curando l’avviamento, l’avanzamento e la risoluzione di rapporti di lavoro, la stesura di relazioni tecnico-attitudinali e di selezione del personale, la gestione amministrativa ed organizzativa delle risorse umane interne ed esterne, la gestione integrale delle procedure per il ricorso agli ammortizzatori sociali ed agli

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Provo ad insidiarlo con una domanda meno di circostanza. Pungitore non si scompone, quasi comprenda la volontà dell’interlocutore di scavare a fondo, ma senza volontà ostili. Come si lavora in una realtà industriale come quella del Vibonese che, ad essere sinceri, definire difficile è anche generoso?

«Le imprese calabresi e quelle vibonesi in particolare – risponde

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Anselmo Pungitore, direttore Confindustria Vibo Valentia

senza tentennamenti – meritano due volte stima: la prima perché fanno un lavoro davvero difficile in un contesto che nega il diritto di intraprendere; la seconda perché molte di loro, nonostante tutto, sono esempi di eccellenza nazionale ed internazionale». Sembra lasciarsi andare, il direttore di Confindustria Vibo Valentia, quasi si lascia scappare come un’esclamazione: «Adoro sentire squillare il telefono del mio ufficio non conoscendo quale sarà l’opportunità o il problema che mi verrà posto dall’imprenditore che è dall’altra parte del filo! Una condizione che genera una sorta di mix tra adrenalina e stress che rendono ogni giorno davvero “unico”!». Sì, Anselmo Pungitore è uno di quei fortunati che fanno il lavoro che piace, che vivono con passione il proprio impegno e sanno trasmettere entusiasmo e dedizione: esaltazione, verrebbe da dire. «Quando visiti una delle aziende associate – spiega ancora – e l’imprenditore apre orgoglioso le sue porte per renderti partecipe delle sue fatiche e delle sue gioie, ti senti davvero vivo professionalmente; sapere che la vita di quell’impresa in qualche modo interagisce con il sistema confindustriale ti carica di una grande responsabilità: creare un contesto più favorevole per la crescita di quell’impresa». Non c’è dubbio che esiste un rapporto stretto, di intesa, con l’attuale presidente, Domenico Arena. Quanto questo rapporto ha inciso nelle svolte che hanno caratterizzato l’ultimo periodo, con la Confindustria vibonese apparsa sempre più presente sul territorio, più sensibile su alcune problematiche, anche di natura sociale, non sottraendosi al confronto, a volte anche aspro, con le altre istituzioni? Non si scompone, Pungitore, dinanzi

a questo nuovo interrogativo ugualmente insidioso ed articola la sua risposta specificando ogni passaggio. «Il ruolo della Confindustria – chiarisce – si evolve e muta in simbiosi con il mutare delle condizioni sociali ed economiche di un territorio. Vibo Valentia ha incarnato da sempre un ruolo propositivo e colloquiale, per costruire rapporti stabili e duraturi con tutte le forze sociali, economiche ed istituzionali. A volte, questo rapporto necessita di momenti di accelerazione e di sprono che possono assumere toni accesi, ma sempre leali. Potranno apparire confronti duri, ma connotati da una visione ampia, sempre guardando alla tutela degli interessi delle imprese vibonesi». È in questo momento, forse più che in altri, che viene fuori quel valore simbolico della sua data di nascita: un sessantottino in trincea avrebbe argomentato coi toni tipici dei post-rivoluzionari finiti in giacca e cravatta dietro una scrivania, ma Anselmo Pungitore il ‘68 ce l’ha come timbro di nascita ed appartiene, quindi, a quel mondo che sa coniugare, come una magia, romanticismo e pragmatismo. Ed ha ben presente la realtà, le nuove

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potenzialità che si offrono, anche in realtà periferiche come il Vibonese. È lui che ha ideato, progettato e coordinato la realizzazione della piattaforma informatica per la gestione, il controllo e l’erogazione dei servizi interni e di quelli informativi e di e-learning esterni della struttura che dirige. È sempre lui ad aver ideato, realizzato ed erogato ad imprese del territorio una pluralità di servizi volti al miglioramento delle prestazioni, all’accrescimento della competitività ed allo sviluppo della cultura dell’innovazione e del trasferimento tecnologico come leva strategica. Ha creato nodi di interazione nel processo di gestione e riorganizzazione dei flussi informativi e dei linguaggi di comunicazione. Ha maturato significative esperienze nella capacità di sviluppare un migliore rapporto tra singoli operatori economici, aggregazioni industriali, piccole e medie imprese ed il sistema delle infrastrutture d’offerta di innovazione tecnologica e la promozione di collaborazioni industriali. Insomma, una mente aperta alla novità e pronta a cavalcare l’innovazione. Come spiega tutto questo proiettandolo nel lavoro in Confindustria?

«La storia relativamente giovane della Confindustria vibonese, nata con l’istituzione della Provincia – risponde, con il suo solito modo diretto ma pacato – si riflette anche nello stile di conduzione: vicini alle imprese, con il nostro “sesto senso” abbiamo fatto della multicanalità dell’assistenza il nostro principale metodo di lavoro. Il contatto diretto, sempre e ovunque tramite Skype, il sito web premiato per tre anni consecutivi come miglior performance del sistema e, da ultimo, la presenza diretta sui social network come facebook dove interagiamo con gli imprenditori ma anche con tutti i differenti portatori di interesse». Soddisfatto del suo lavoro?

«A volte mi chiedono della mia carriera, della mia crescita professionale, delle ambizioni personali – risponde – beh, essere il direttore di una delle 15 associazioni più piccole del “sistema” può sembrare solo un limite, in realtà preferisco un altro punto di vista: nulla avviene per caso, ed io sono un vibonese che si impegna, nella sua quotidianità e senza troppo rumore, a fare la sua parte, far crescere il sistema delle imprese e la qualità della vita del posto in cui vive. E credo che questa non sia un'ambizione da poco!». È rilassato, ora, Anselmo Pungitore, quasi si sia svuotato di mille pensieri, nel momento in cui si è lasciato andare ad un confidenza molto più personale. D’altronde, col suo solito sorriso, quasi scherzando e, come quando solo scherzando si dicono le verità più intime, si era lasciato scappare una definizione di sé caustica e provocante: “concretamente disilluso, fedelmente liberale”. È lui, è così Anselmo Pungitore, direttore di Confindustria Vibo Valentia. ●

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Una Calabria fatta di eccellenze

Il Made in Calabria amato in Canada

undici aziende calabresi volano Oltre Oceano di

Rita Macrì

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ono certamente risultati positivi quelli che la delegazione calabrese ha riportato a casa al rientro da Vancouver dove si è svolta la manifestazione tutta americana organizzata dalla Camera di Commercio di Catanzaro, tramite la sua azienda speciale “Promo Catanzaro”, in collaborazione con l’Amministrazione Provinciale del capoluogo di regione e la Camera di Commercio italiana in Canada, Vancouver Edmonton Calgary». Con queste parole il presidente di Promo Catanzaro, Raffaele Mostaccioli, ha espresso la sua soddisfazione per l’interessante iniziativa che ha visto protagoniste undici aziende calabresi. Nello specifico, l’importante e apprezzata delegazione imprenditoriale era composta: dai giovani stilisti di moda Elena Vera Stella e Giuseppe Sarubbo; dagli orafi del Karato e di Officine Preziosi Attilio Benincasa e Renato Cantafio; da Antonio Dioniso delle Cantine Statti; da Marco Ferrini dell’azienda agricola Fangiano; da Mariateresa Votta dell’Azienda Votta; da Antonio Muraca della Muraca srl; da Jonathan Scalise della Delizie di Calabria; da Natale Aiello della A.D. srl; da Fabio Piraino di Villaggio Guglielmo e da Gianpiero Tauro di Viaggi D’Elia. Oltre che per gli incontri d’affari, la missione si è caratterizzata anche per l’attivazione di alcuni importanti tavoli di lavoro istituzionali che hanno messo a confronto i delegati calabresi della Camera di Commercio e dell’Amministrazione Provinciale di Catanzaro, le Associazioni di categoria Confartigianato e Confindustria, il Governo della British Columbia, il Console Italiano e gli Organizzatori dei Giochi Olimpici. Per meglio articolare accordi di cooperazione, accanto a Raffaele Mostaccioli, presidente di Promo Catanzaro e Roberto Costanzo, assessore provinciale alle Attività

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Produttive ed al Turismo, hanno preso parte alla missione Umberto Pegoraro di Unioncamere e Luigi Leone. «Si è trattato di una missione che è andata oltre ogni aspettativa. Una manifestazione che ha previsto anche un seminario di presentazione sul tema “Investi in Calabria” a cura del direttore di Confindustria Calabria, Luigi Leone. Grazie a tale iniziativa – ha raccontato Mostaccioli – siamo stati Raffaele Mostaccioli contattati da imprenditori canadesi interessati ad investire nella nostra regione nel settore turistico; obiettivo: la realizzazione di alcuni campi da golf. Proprio a tal proposito io e l’assessore Roberto Costanzo, dopo esserci consultati con i nostri rispettivi presidenti Paolo Abramo, presidente della Camera di Commercio di Catanzaro e Wanda Ferro, presidente della Provincia di Catanzaro, abbiamo invitato una delegazione canadese tramite il presidente della Camera di Commercio di Vancouver. Ben riuscito il work shop con i relativi incontri B2b dove alcune aziende hanno chiuso buoni accordi commerciali. Particolare soddisfazione hanno espresso gli artigiani orafi e del settore moda; sono rimasti soddisfatti delle sfilate che si sono svolte proprio in occasione della settimana della moda di Vancouver, alla quale hanno partecipato stilisti provenienti da tutto il mondo». «Abbiamo chiuso un accordo – ha sottolineato Mostaccioli – con uno dei più importanti imprenditori del Canada, Joe Valoroso di Valoroso Food, per l’apertura di un punto vendita di prodotti calabresi in Vancouver. Il progetto al quale stiamo lavorando si chiamerà “Ambasciata di Calabria” e sarà un punto di rappresentanza per la promozione e la vendita dei prodotti agroalimentari “Made in Calabria”. Tale progetto potrà essere realizzato grazie all’inter-

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Una Calabria fatta di eccellenze

vento della Simest, – ha precisato Mostaccioli – una finanziaria di sviluppo e promozione delle imprese italiane all'estero, istituita come società per azioni nel 1990, (Legge n° 100 del 24.4.1990); è controllata dal Governo Italiano che detiene il 76% del pacchetto azionario, ed è partecipata da banche, associazioni imprenditoriali e di categoria. La Simest è stata creata per promuovere il processo di internazionalizzazione delle imprese italiane ed assistere gli imprenditori nelle loro attività all’estero. Sottoscrive fino al 25% del capitale delle società estere partecipate da imprese italiane; agevola il finanziamento di quote sottoscritte dal partner italiano in società o imprese all’estero; gestisce fondi di Venture Capital. Per gli scambi commerciali: agevola crediti all’esportazione; finanzia studi di prefattibilità, fattibilità e programmi di assistenza tecnica; finanzia programmi di penetrazione commerciale». «Si costituirà una società tra l’importatore Valoroso e le aziende calabresi – ha concluso Mostaccioli – che potranno usufruire del supporto di Simest la quale è membro dell’Interact-Edfi, l’associazione europea delle finanziarie di sviluppo, ed è in grado di attivare una fitta rete di relazioni e informazioni in Italia, nel mondo e presso le istituzioni internazionali, in particolare con l’Ue, da mettere a disposizione delle imprese italiane per le loro attività all’estero». Luigi Leone, direttore di Confindustria Calabria, ha partecipato a questa interessante missione nel corso della quale ha relazionato nella giornata seminariale dedicata alla presentazione della Calabria agli operatori economici ed alle autorità istituzionali canadesi. «Undici le imprese interessate dei settori dell’agroalimentare, del turismo, dell’oro e della moda che hanno avuto l’opportunità di conoscere il mercato canadese attraverso un fitto programma di incontri d’affari, visite aziendali ed incontri istituzionali – ha spiegato Leone –. Un’occasione particolarmente importante che ha consentito di esplorare da vicino le opportunità di business offerte da una regione canadese come quella della British Columbia, economicamente forte, e da una città come Vancouver al primo posto nel mondo per qualità della vita e che, oltremodo, vedrà nel febbraio prossimo lo svolgersi di un evento planetario come i Giochi Olimpici invernali». «Le imprese catanzaresi, oltre che per i prodotti alimentari che hanno spaziato dal vino all’olio, dalle conserve al cioccolato, dai dolci alle proposte turistiche, – ha precisato Leone – si sono particolarmente distinte anche nel campo della moda. I giovani stilisti catanzaresi hanno infatti sfilato, con propri originali modelli, al Vancouver Fashion Week, l’evento di moda più importante

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di Vancouver, dove hanno riscosso, unitamente agli ori di Officine Preziosi, ampi consensi e grandi apprezzamenti». «Abbiamo notato un grande interesse del mercato canadese per le produzioni calabresi – ha aggiunto Leone –; molto apprezzato sia il workshop condotto dalle imprese, che il mio seminario di presentazione delle opportunità di investimento offerte dalla Regione e dalla Provincia di Catanzaro “Investi in Calabria”. Credo siano state circa 300 le presenze presso il Westin Hotel, trasformatosi per l’occasione in una sorta di “Piazza Calabria”, e ben 53 gli incontri bilaterali realizzati. Abbiamo registrato una grossa partecipazione alle iniziative, organizzate di concerto con la Camera di Commercio Italiana in Canada, ben al di sopra delle aspettative, che hanno visto il culmine delle presenze nella cena di beneficenza dove, fra una sfilata e l’altra degli stilisti catanzaresi, i presenti hanno potuto gustare le specialità gastronomiche calabresi dei maestri cuochi Giaimo e Procopio». «Un’importante occasione per far conoscere il “Made in Calabria” di qualità – ha concluso Leone – che ha giocato un ruolo importante e significativo; le origini e le tradizioni magno greche che caratterizzano le produzioni artigiane calabresi hanno rappresentato il filo conduttore di tutti gli eventi. Grazie anche a questo successo è stata immaginata l’apertura di uno showroom, “Casa Calabria”, che rimarrà aperto per tutta la durata della manifestazione Olimpica, e servirà a far conoscere ed apprezzare le eccellenze e le produzioni calabresi. Vogliamo promuovere l’immaFoto di gruppo gine vera della Calabria, fatta non solo di storia e tradizioni ma anche di eccellenze, innovazione e modernità». Sono stati sottoscritti importanti accordi di collaborazione fra gli Enti Camerali di Vancouver e di Catanzaro ed un accordo di cooperazione fra la Confindustria calabrese ed il Business Council Columbia, l’omologa associazione canadese. Un bilancio pienamente positivo, dunque, secondo il Direttore della Confindustria calabrese, Luigi Leone, poiché «si è riusciti a soddisfare sia il profilo istituzionale, con incontri significativi ed importanti, che quello imprenditoriale, con i numerosi contatti che hanno dato l’avvio alla cooperazione commerciale fra imprese e distributori. L’aver avuto l’occasione di illustrare le opportunità offerte dalla Calabria per gli investimenti, soprattutto nel settore del turismo, e l’aver evidenziato l’eccellenza delle produzioni calabresi, è stato un fatto importante che ha contribuito a dare della Calabria una immagine positiva, un’immagine diversa da quella che invece viene purtroppo percepita per i fatti negativi e delittuosi». ●

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università

Capitale umano ed Università Un patrimonio da salvare nelle riflessioni del Magnifico Rettore della "Mediterranea"

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n una lettera aperta, che può essere letta come un “accorato appello”, il Magnifico Rettore dell’ "Università Mediterranea" di Reggio Calabria, professore Massimo Giovannini, rende note alcune interessanti considerazioni sulla situazione economica dell'Ateneo che, dal 1968, sorge nella Città dello Stretto. Da una parte i tagli “necessari” a quelli che sono stati definiti “rami secchi” nel vasto mondo dell’Università, ai quali procederà nel prossimo futuro la cosiddetta “riforma Gelmini”. Dall’altra la sopravvivenza e la qualità di un Ateneo storico e l’equilibrata analisi sulla “Mediterranea” del Magnifico Rettore Giovannini. Spunti di riflessione che Calabria Economia, al di là dell'evoluzione della vicenda amministrativa, seguìta nell'Università reggina alla redazione del testo proposto, vi propone di seguito integralmente per gli stimoli contenuti: «Le istituzioni universitarie costituiscono uno strumento fondamentale per la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo del paese. Per la formazione e la crescita del capitale umano. Per l’internazionalizzazione dei saperi. In particolare, le Università del Sud, con il loro impegno quotidiano, favoriscono il diffondersi

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della cultura della legalità, la condivisione dei valori civili, sociali ed etici della democrazia. Gli Atenei italiani, per storia, dimensione, tipologia, vocazione e soprattutto per i contesti in cui operano sono tra loro disomogenei. E tuttavia la ricchezza del nostro sistema universitario è data proprio dalla diversità delle realtà che lo compongono e per questo le diversità hanno diritto d’essere riconosciute e considerate sia nella valutazione dei risultati che nella ripartizione delle risorse. Ciononostante, della considerazione di queste specificità non c’è alcuna traccia tangibile nell’operato del Governo. I tagli indiscriminati e generalizzati dei finanziamenti pubblici alle università appaiono «in evidente controtendenza rispetto a quanto avviene nei Paesi europei come Francia, Spagna e Repubblica Federale Tedesca, dove i Governi sono intervenuti con azioni importanti per il rifinanziamento specifico dei rispettivi sistemi universitari» (Aquis). Governi che, al pari di quello italiano, stanno ancora vivendo l’onda lunga della crisi dei

mercati internazionali. Il grafico delle decurtazioni del Fondo di Finanziamento Ordinario (Ffo) agli Atenei da parte del Miur (L. 133/2008) mostra una curva discendente che prevede un taglio del 9% per il 2010, del 18% per il 2011 e del 19% per il 2012, riportando, inopinatamente, le risorse per il Ffo alle Università ai livelli del 2001 mentre, da sempre, aumenta progressivamente la curva delle spese fisse per il personale docente e per quello amministrativo.

Massimo Giovannini Magnifico Rettore "Università Mediterranea" di Reggio Calabria

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università Spese che, dal 2004, sono interamente a carico delle decrescenti risorse ministeriali attribuite annualmente ai singoli Atenei. Le due curve sono sul punto di incrociarsi con tutto quello che è facile prevedere possa derivare per la stabilità stessa del sistema universitario nazionale. Questa situazione economica descrive un quadro gravissimo. È opinione diffusa che se non interverranno contromisure adeguate, cambiamenti di intenti da parte della politica del Governo, nei dati quantitativi esposti c’è già la prospettiva e la chiara rappresentazione degli inevitabili guasti. In un clima di questo tipo è del tutto evidente che saranno le Università del Sud a subire i maggiori danni. Quelle più piccole, più giovani, con un minore radicamento urbano e territoriale, rischieranno di essere spazzate via. La progressiva mancanza di risorse sta già portando le Amministrazioni ad inseguire pareggi di bilancio, fino al momento in cui non sarà più possibile, svilendo e svuotando di contenuti e di obiettivi la missione stessa di una istituzione di formazione superiore. La Mediterranea, in questi giorni, (il testo è stato redatto nel mese di novembre, ndr) sta provando a scrivere il bilancio di previsione per il 2010. Per scriverlo ha messo assieme, già da tempo, le componenti di Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione. Per condividere responsabilmente le scelte. Che, è facile immaginare, saranno difficili. Una responsabilità collegiale di bilancio che intende commisurarsi con l’impegno di raggiungere obiettivi di miglioramento in termini di erogazione della didattica (nel rispetto della L. 270/2004 e della nota ministeriale n°160 del 4/10/2009), di adozione di una politica organica di Ateneo per la ricerca (razionalizzando le finalità della Scuola di dottorato e dei Dipartimenti), di una valutazione complessiva della gestione dei processi amministrativi. Tutto questo mentre prende

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l’avvio l’iter parlamentare che porterà, entro pochi mesi, all’approvazione del cosiddetto disegno di legge “Gelmini” in materia di organizzazione e qualità del sistema universitario, di personale accademico e di diritto allo studio. Il taglio ministeriale del 9%, previsto per il 2010*, sta costringendo la Mediterranea a valutare una ipotesi di ulteriore contrazione della spesa, nei capitoli ancora contraibili. E sta cercando di farlo senza oltrepassare la soglia costituita dalla irrinunciabile esigenza di adempiere ai propri compiti istituzionali nei confronti del personale (spese fisse), degli studenti (erogazione di servizi e di una didattica di qualità) e del proprio territorio in termini di trasferimento tecnologico. Nonostante questi propositi, la Mediterranea, con ogni probabilità, si vedrà costretta a prendere in considerazione anche la riduzione di alcune voci della spesa del “comparto ricerca”. Pur sapendo che così facendo quello che perde oggi sarà in futuro irrimediabilmente perduto. Non sarà più possibile recuperarlo. La ricerca è come un organismo che va costantemente accudito e sapientemente alimentato per selezionare accuratamente le migliori menti, per evitare che vadano altrove, per assicurare luoghi e strumentazioni idonei per sempre migliori prestazioni. Pur sapendo che senza adeguate e continue risorse, la Calabria vedrà diminuire il contributo che le sue Università stanno dando, tra difficoltà sociale e territoriali, in termini di formazione, ricerca e innovazione. E questi sono i cardini attorno ai quali ruota qualsiasi ipotesi di sviluppo duraturo.

Pur sapendo che così facendo aumenterà ulteriormente il divario tra la nostra e le altre regioni del paese. Per il 2010 la Mediterranea, con ogni probabilità, dovrà fare molti sacrifici per arrivare a fare il bilancio di previsione 2010 in equilibrio. C’è assoluto bisogno dell’apporto di risorse aggiuntive, a far data dagli inizi del prossimo anno e per tutti gli anni successivi. Risorse stabili e consolidabili. Come sta avvenendo in molte regioni italiane e in particolare nelle altre tre che, con la Calabria, fanno parte dell’obiettivo “Convergenza”. A questo proposito, a nome del sistema universitario calabrese, ho chiesto ufficialmente al Presidente Agazio Loiero di adoperarsi affinché si realizzi un incontro tra Governatori e Rettori delle regioni del Mezzogiorno, eventualmente anche in coda ad una riunione della Conferenza Stato-Regioni. Analoga iniziativa è stata intrapresa dai Rettori della Sicilia, della Puglia e della Campania nei confronti dei rispettivi Governatori. Siamo in attesa di conoscere le diverse disponibilità. Naturalmente queste considerazioni, che possono anche essere lette come un accorato appello, sono rivolte a tutti gli Enti territoriali, in particolare per quanto riguarda l’Ateneo che guido protempore, al Comune e alla Provincia di Reggio Calabria, affinché vedano nelle argomentazioni prodotte la gravità che indiscutibilmente hanno e intendano, in modi concreti, salvaguardare l’esistenza stessa della Mediterranea e del ruolo che, da più di un quarto di secolo, questa istituzione riveste per i giovani e per il suo territorio». ●

(*Un taglio pari a 678 milioni che il Ministro Gelmini dice di poter ripianare in parte, in accordo col Ministero dell’Economia e della Finanza, con fondi provenienti dallo scudo fiscale. L’elenco di richieste e priorità su questo fondo, come si sa, è lunghissimo. Comunque si parla di un eventuale ripiano oscillante tra i 300 e 500 milioni di euro. Che ridurrebbe il taglio rispetto al Ffo 2009 tra il 5% e il 2,5%. Rimane la drammaticità delle riduzione previste dalla L.133 per il 2011 e per il 2012 (rispettivamente di 1.355 e 1.433 milioni di euro). Nell’attesa di conoscere la cifra e supponendo che il ripiano venga distribuito agli Atenei secondo il modello noto, la Mediterranea, in maniera precauzionale, sta prevedendo per il previsionale 2010 una riduzione del 5% sui Ffo del 2009).

università

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spettacoli

Ambrogio Sparagna

Ambrogio Sparagna, con in mano un pinax, opera di Luigi Parilla e Tonia Santacroce durante la conferenza stampa che ha preceduto il concerto

Premio Magna Grecia Lifestyle ad Ambrogio Sparagna

Jonici: uno stile di vita magnogreco, a misura d'uomo

di

Luca Zema

L

’ambito riconoscimento “Magna Grecia Lifestyle” è stato consegnato ad Ambrogio Sparagna, importante esponente della musica popolare italiana, virtuoso dell’organetto, noto al grande pubblico per la Pizzica salentina. L’Associazione Jonici di Catanzaro ha riconosciuto nella lunga carriera artistica di Ambrogio Sparagna, caratterizzata tra l’altro da ricerche e studi molto puntuali sulle tradizioni musicali popolari italiane, uno “stile di vita magnogreco”. L’occasione è stata offerta da uno degli appuntamenti del Festival D’Autunno, l’importante rassegna di musica diretta da Tonia Santacroce. Pochi istanti prima del concerto con il quale Ambrogio Sparagna e la sua orchestra hanno affascinato il pubblico catanzarese, sul palco dell’Auditorium “Casalinuovo” il portavoce di Jonici, Massimo Tigani Sava, ha consegnato all’artista il premio “Magna Grecia Lifestyle”. Le motivazioni erano state peraltro approfondite nel corso della conferenza stampa che si era tenuta qualche ora pri-

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ma nel Complesso monumentale del San Giovanni, presenti anche alcuni amministratori comunali del capoluogo. Quale simbolo dello “stile di vita magnogreco”, l’Associazione Jonici ha scelto la riproduzione di un pinax locrese realizzata da un valente ceramista di Cirò Marina (Kr), Luigi Parrilla. Ormai da alcuni anni, Parrilla si è specializzato nella libera riproduzione di reperti archeologici calabresi, contribuendo così a richiamare alla memoria la straordinaria stagione della Magna Grecia. Il pinax prescelto, che fa parte della lunga serie di pinakes ritrovati nell’area archeologica dell’antica Locri, richiama la cultura del vino. La tavoletta di terracotta, infatti, usata nell’antichità come ex voto, raffigura il dio Dioniso che regge sulla spalla un grande tralcio di vite, con degli evidenti grappoli d’uva. In mano Dioniso (poi Bacco per i Romani) ha un kantaros, tipico contenitore per il vino, che offre a Persefone, dea che caratterizzò molto la dimensione sacrale dell’antica Locri e il cui mito è legato tra l’altro alla

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Ambrogio Sparagna

Massimo Tigani Sava e Tonia Santacroce sul palco dell’Auditorium “Casalinuovo”

rigenerazione periodica della terra, alla fertilità primaverile e all’agricoltura. Sul palco dell’Auditorium era presente anche Luigi Parrilla che ha donato un’altra sua opera alla direttrice artistica Tonia Santacroce. Ambrogio Sparagna ha pronunciato parole di grande apprezzamento. Il “Magna Grecia Lifestyle”, progetto culturale portato avanti dall’Associazione Jonici, vuole proporre dalle rive della Calabria al mondo globalizzato, tormentato dalle sue tante degenerazioni e deformazioni, uno stile di vita a misura d’uomo. Appunto, uno stile di vita magnogreco che, avendo le sue radici profonde nell’immenso patrimonio culturale di una regione antichissima, guarda al concetto di armonia pitagorica, all’esperienza del Vivarium di Cassiodoro con la sua straordinaria attenzione per il sapere in un contesto di grande amore per la natura, alla spiritualità di San Brunone di Colonia e di Gioacchino

da Fiore, alla potenza intellettuale di Tommaso Campanella che partendo da Stilo sogno la società perfetta della Città del Sole. Uno stile di vita a misura d’uomo, quindi, contro ogni tentativo di omologazione, standardizzazione e appiattimento proprio del mondo globalizzato, proprio a partire da ciò che mangiamo ogni giorno, dalla difesa degli usi, dei costumi, delle tradizioni, dell’identità di un territorio. Il progetto culturale è stato spiegato da Massimo Tigani Sava, portavoce di Jonici, anche nel momento conviviale che il giorno dopo il concerto è stato vissuto nell’agriturismo Cocintum di Monasterace (Rc). L’équipe del Festival D’Autunno, numerosi abbonati ed ospiti hanno potuto vivere un momento di grande intensità culturale tra degustazioni di specialità enogastronomiche calabresi d’eccellenza, richiami storico-archeologici e artigianato artistico. ●

Luigi Parrilla consegna una sua opera a Tonia Santacroce

Luigi Parrilla nel suo laboratorio di Cirò Marina (Kr)

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cultura La mostra

“Catanzaro Dietro L’angolo” Un’iniziativa del Rotary Club Tre Colli

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li innamorati di Catanzaro, e sono tanti anche se una voce popolare ormai acclimatata descrive la città come brutta e disintonizzata rispetto alle esigenze moderne del cittadino del XXI secolo, potranno ritrovare e rinnovare il loro sentimento di affetto verso il capoluogo di regione grazie alla mostra “Catanzaro Dietro L’angolo” che dal 27 dicembre arricchisce il nuovo spazio cittadino di cultura “Caffè Letterario”. Tale spazio è posto proprio nel centro storico, a ridosso di Palazzo Grimaldi, la sede della locale Camera di Commercio. L’evento culturale è organizzato dal Rotary Club Bellavista, olio su tela 20x30 Catanzaro Tre Colli. Il Presidente del sodalizio, Vincenzo Maiellare, ha inteso così irrobustire l’attenzione alla bile recuperare le suggestioni dell’antica Giudecca, quella zona valorizzazione della città e della sua storia, non come episo– per intenderci – che i più non sanno essere stata la dimora dio formale, ma – ha sottolineato Corrado Iannino – «con una secolare di una folta e produttiva comunità ebraica, capire che adesione di sostanza ai valori che Catanzaro ha espresso nella la Piazzetta della Libertà non è sempre stata quello snodo del sua storia, che è storia solo apparentemente marginale e peritraffico di macchine che è oggi, bensì il centro dei traffici comferica». Le opere esposte nella mostra sono 40, miniature ad merciali della città, ma anche scorgere lo “sky line” cittadino olio su piccole tele, tutte dipinte da Ornella Cicuto, originaria di rappresentato dalla via Bella Vista in cui il bel palazzo De Riso, Padova, ma da oltre trent’anni neo-catanzarese assieme ai suoi fratelli architettonici minori, ed, appunto, innamorata della città. Che non sia sorvegliava l’ingresso di Catanzaro». «E’ posun amore di convenienza ma frutto autentico di sibile anche cogliere la furbizia, spesa a fin di sincero trasporto lo dimostrano la pazienza e la bene dai catanzaresi, quando, sul finire dell’Otsensibilità con cui l’artista ha scovato gli angoli tocento, si inventarono una torre – ha concluso più significativi di Catanzaro, la cui significaCorrado Iannino – che doveva simboleggiare la tività non viene solo dalla bellezza delle archipresenza di un castello ormai distrutto da secotetture riproposte su ciascuna opera, ma anche li e respirare l’ansia di modernismo e di pulidalla cifra simbolica dell’angolo o del particozia urbanistica con la quale la città cominciò lare rivissuto artisticamente quasi a comporre ad espandersi, dopo un terremoto (quello del un documento “in progress” della quotidianità 1905) che diede la possibilità agli amministradel vivere. «Dalla ricerca compiuta da Ornella tori cittadini di creare via Crispi e via Milano, Cicuto sono venuti fuori questi 40 ritratti citcon le case in stile liberty che andarono a sostitadini – ha spiegato in una nota stampa Cortuire velocemente le baracche dei terremotati. rado Iannino – in cui è possibile affrontare In definitiva, è questo il documento che ne esce un viaggio nella conoscenza e nella memoria, fuori, quello di una città in cui il tessuto urbano accompagnati dalla mano sicura e sensibile è spesso fortemente ibridizzato per necessità di Sant'Omobono Via De Grazia, olio su tela 20x30 dell’artista, ma anche recuperare il ‘quotidiano espansione, ma pure tenacemente attaccato ad invisibile’, quello che gli occhi del cittadino guardano ma non un modello di insediamento storico che ha funzionato per secoli vedono, accendere le scintille che consentono poi ulteriori vee che vuole rimanere non solo nella memoria dei catanzaresi, rifiche di conoscenza e successive letture visive. E’ così possima anche nel quotidiano da vivere e consumare». ●

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cultura

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flash news Bcc Mediocrati vince il premio "Banca e Territorio" La Bcc Mediocrati vince il premio “Banca e Territorio”, classificandosi al primo posto nella sezione “iniziative a sostegno dello sviluppo locale”. L'importante riconoscimento è stato conferito a Milano nel corso della premiazione del concorso Aifin “Banche e Territorio”, organizzato da Aifin stessa. Aifin (Associazione Italiana Financial Innovation, che si propone di promuovere la cultura dell'innovazione nel settore bancario e finanziario) assegna annualmente, tramite un'apposita e selezionata giuria composta da docenti universitari ed esperti di settore, dei riconoscimenti per dare notorietà alle iniziative attivate dalle banche in ambito sociale, economico, culturale e finalizzate a valorizzare "l'identità" del territorio in cui operano, sostenendone lo sviluppo economico. L'edizione 2009 ha visto la partecipazione di 26 banche, tra Bcc, Banche Popolari, Casse di Risparmio e altri istituti, per un totale di 63 progetti, a dimostrazione della rinnovata attenzione rivolta alle tematiche territoriali da un numero sempre più consistente di istituti di credito. La Bcc Mediocrati, oltre a vincere il premio settoriale, è risultata terza nel-

la classifica assoluta, riferita alla banca territoriale per l’anno 2009; tutto ciò in considerazione dei progetti e delle iniziative che ha attuato a livello territoriale in diversi ambiti, dalla cultura al prestito “Voglio restare”, dal Rapporto sull’economia provinciale ai mutui per l’energia fotovoltaica, ritenuti tutti di particolare interesse. Particolare menzione ha meritato il progetto “Arte e Cultura, la nuova dimensione dell’itinerario”, il sito internet di marketing territoriale – accessibile all’indirizzo: www.mediocrati.it –, che, per l’appunto, ha vinto nella categoria “iniziative a sostegno dello sviluppo locale”. Il riconoscimento ottenuto avvalora l'attenzione che la Bcc Mediocrati ha sempre riservato al rapporto con il territorio. «Siamo nati qui nel 1906, - ha dichiarato il presidente Nicola Paldino – e operiamo per favorire i soci e la comunità nelle operazioni bancarie, perseguendo il miglioramento delle condizioni morali, culturali ed economiche. Siamo lieti di questo premio – dice il presidente Paldino – che sottolinea il lavoro continuo e costante che la banca sta compiendo, sia sul piano della promozione che del sostegno allo sviluppo locale, di pari passo con il rispetto degli equilibri di bilancio. Già due settimane fa – conclude il presidente della Bcc Mediocrati – il sito internet ci ha dato l’opportunità di promuovere le bellezze del nostro territorio in occasione di Turist Arth, confrontandoci con ciò che sta animando Milano in vista dell’Expò, a dimostrazione di quanto siano efficaci le nuove tecnologie nella valorizzazione dei territori». ● La consegna del premio

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Nominati il Vice Presidente e il Vice Segretario dell’Unione Regionale delle Camere di Commercio della Calabria Il Consiglio di Amministrazione dell’Unione Regionale delle Camere di Commercio della Calabria ha designato all’unanimità, per il biennio 2009/2011, il Vice Presidente dottore Michele Lico e il Vice Segretario Avv. Bruno Calvetta. Grande soddisfazione per le nomine di Lico e Calvetta, rispettivamente già Commissario e Segretario Generale della Camera di Commercio di Vibo Valentia, è stata espressa dal Presidente di Unioncamere Calabria, Fortunato Roberto Salerno. «Rivolgo il mio più fervido augurio di buon lavoro a Michele Lico – afferma Salerno – soprattutto per il mirabile operato che ha già svolto e sta svolgendo attualmente alla Camera di Commercio di Vibo Valentia ed a Bruno Calvetta nell’ottica di una ulteriore esperienza che, sono certo, contribuirà ad arricchire la sua propria esperienza professionale e personale.» ●

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Calabria Economia - n.3 2009  

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