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B U S I N E S S

M A G A Z I N E

Periodico di informazione economica edito da Mediaservice s.r.l. ANNO III

| NUMERO 1 | 2011 | 2,50 EURO

Arte, cultura, economia a Vibo esperienza di successo

Mario Caligiuri: innovare per crescere

Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale -70% Aut: CBPA-SUD/NA/297/2009

Pmi, accordo tra Confindustria e Banco di Napoli Giovani e merito: parla Castagna (Uil)

Una

Calabria

mediterranea Nuovi record alla Sacal: aumentano voli e passeggeri


www.calabria Il Primo Quotidiano di Economia on-line della Calabria leader nella regione per informazione e comunicazione

Notizie economiche e politiche in tempo reale

Inviare comunicati stampa, testi e foto a: info@calabriaeconomia.it


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editoriale

L'importanza della formazione per essere protagonisti del proprio futuro di

C

on il suo stile autorevole ma paternalistico, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel suo discorso di fine anno, ha come sempre proposto riflessioni che non possono certo passare inosservate. Questa volta si è rivolto ai giovani del nostro Paese: quelli che vivono momenti di sconforto perché è per loro arduo pensare a un “domani roseo”; quelli che, per paura di un futuro ancora più buio di un presente precario, decidono di scendere in piazza accodandosi a chi vuole che tutto cambi ma che, alla fine, si scagliano proprio contro il cambiamento; quelli che ha ricevuto al Quirinale, nei giorni caldi della protesta anti-Gelmini relativamente alla riforma universitaria. A loro Napolitano ha chiesto lo sforzo più grande possibile “per massimizzare il valore della propria esperienza di studio” rendendosi così “protagonisti, con spirito critico e seria capacità propositiva, dell'indispensabile rinnovamento dell'istituzione Università e del suo concreto modo di funzionare. Un messaggio ai diretti interessati chiaro, inequivocabile. Ma che il Presidente ha rivolto palesemente anche alla politica che ha il dovere di creare per questi ragazzi “nuove possibilità di occupazione e di vita dignitosa, nuove opportunità di affermazione sociale”. Diciamo, così, che la ricetta per il cambiamento del sistema-Italia arrivata da

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Aldo Ferrara*

Napolitano ha due destinatari: gli amministratori, che devono porre le basi per offrire nuove occasioni; i giovani, i quali devono mettere a frutto le loro competenze e il loro spirito di iniziativa dal quale non si può prescindere. Perché è tempo che ci si disilluda sulla possibilità di ottenere un posto di lavoro “vecchio stile”, magari dietro una scrivania di un ente pubblico con la certezza di ricevere, il 27 del mese, uno stipendio. Quella è “preistoria”. Occorre mettersi in gioco, mettere in gioco le proprie idee, avendo il coraggio di perseguire gli obiettivi che ci si è prefissati. E se questo è vero a livello nazionale, lo è ancor di più in una regione come la Calabria in cui i tagli a quelle considerate come fonti di occupazione (sanità, enti locali, scuola) sono macroscopici. Non è più l’era del lamento, del piangiamoci addosso. Lo andiamo predicando ormai da troppo tempo. E da troppo tempo, tuttavia, gli appelli, in tal senso, vengono spesso lasciati cadere nel vuoto. Colpa, sì, anche della politica che poco ha fatto per incentivare i “sogni” dei più giovani. Colpa, però, anche di una cultura che non riesce a sradicarsi da tare del passato e che limita lo spirito di iniziativa necessario per crearsi delle opportunità. Mark Twain, scrittore statunitense da noi poco conosciuto, vissuto nell’Ottocento, parlando ai giovani della sua epoca diceva: “Tra vent'anni non sarete delusi delle cose

che avrete fatto, ma di quelle che non avrete fatto”. Ciò si può evitare. Serve investire in una formazione adeguata e non aver paura di essere protagonisti del proprio futuro. Gli esempi di chi ce l’ha fatta sono sotto gli occhi di tutti anche in una regione come la nostra. Basta crederci. ●

* editore di “Calabria Economia”

editoriale

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Sommario

www.calabriaeconomia.it

PRIMO PIANO

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cultura

La Calabria protagonista del Nuovo Mediterraneo

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Capua: “Il Mediterraneo opportunità e speranza per il Sud e la Calabria”

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Scopelliti: “La Calabria punto di riferimento per l'Italia e l'Europa”

Sostegno Pmi: accordo tra Confindustria Catanzaro e Banco di Napoli

24 sacal: grandi traguardi nel 2010. Importanti prospettive nel 2011 26

Premio Internazionale Lìmen Arte 2010: un nuovo successo

34

1° Forum internazionale “Calabria 2020 innovare per crescere”

“Milano. Ultimo atto d’amore” Rotella e Merini. Una storia tra pittura e poesia

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A tu per tu con Rocco Guglielmo e Piero Mascitti

76 Serrastretta nel tempo: passato, presente e… quale futuro?

ATTUALITà 20

72

HI-TECH 80 lE NEWS DAL MONDO DELLA TECNOLOGIA

40 “Industriamoci”: un tour alla scoperta delle aziende locali

Editoriali

46 Castagna: “Il 2011 deve essere l'anno dei giovani”

3 L'importanza della formazione per essere

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L'acqua pubblica non si vende

50 Presentato a Catanzaro “La Calabria sottosopra” di Nino Amadore

protagonisti del proprio futuro di Aldo Ferrara

7 Cetto La Qualunque e le Due Calabrie di Massimo Tigani Sava

FLASH NEWS 54

SPAZIO IMPRESA 58 Lo storytelling: l’arte di raccontare storie

economia

Fabrizio Capua

62 Confindustria Calabria e Invitalia: 500 milioni di euro al Sud da investire in ricerca, innovazione, energie rinnovabili

Lico, Sgarbi

64

Missione in Cina Il presidente Gaglioti: “Riscosso grande successo dai nostri vini rossi”

68 Fotografia scattata dall'Istat su Reddito e condizioni di vita in Italia negli anni 2008-2009: “Crescono i disagi per le famiglie”

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In Copertina

sommario

Una Calabria mediterranea

Premio Internazionale Lìmen Arte 2010

Mario Caligiuri

"Calabria 2020 innovare per crescere"

Scopelliti, Speziali

Aeroporto internazionale di Lamezia Terme

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Sommario

www.calabriaeconomia.it

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Calabria Economia periodico di informazione economica Anno III - Numero 1 - 2011

Sostegno Pmi: accordo tra Confindustria Catanzaro e Banco di Napoli

Editore

Aldo Ferrara Direttore responsabile

Massimo Tigani Sava

46

Castagna: “Il 2011 deve essere l'anno dei giovani”

64

Giuseppe gaglioti missione in cina

72

Rotella e Merini. Una storia tra pittura e poesia

www.calabriaeconomia.it di

Il Primo Quotidiano Economia della Calabria

leader nella regione per informazione e comunicazione

Contatti Redazione via Caduti sul Lavoro, n. 9 88100 S. Maria di Catanzaro tel. 0961.781410 - fax 0961.789650 www.calabriaeconomia.it info@calabriaeconomia.it In redazione: Rita Macrì, Rosalba Paletta (Cooperativa Servizi editoriali) Catanzaro info@coopservizieditoriali.com Collaborazioni esterne saltuarie Andrea Ansani, Stefania Argirò, Maurizio Bonanno, Giacomo Carbone, Angela Caridà, Vittorio Daniele, Eugenia Ferragina, Milena Galati, Davide Lamanna, Angela Latella, Enrico Mazza, Monia Melia, Mario Meliadò, Raffaele Nisticò, Rosario Previtera, Concetta Schiariti, Luca Zema Progetto grafico Gianluca Muzzi Fotografie: Icaro fotocronache Mediaservice srl Cooperativa Servizi editoriali Stampa Stabilimento tipografico De Rose Montalto Uffugo (CS) Società editrice Mediaservice Srl via Caduti sul Lavoro, n. 9 88100 S. Maria di Catanzaro www.mediaserviceagency.it info@mediaserviceagency.it Pubblicità tel. 0961.781410 - fax 0961.789650 Responsabile Marketing Biagio Muzzi info: 333.3686792 marketing@mediaserviceagency.it Pubblicazione mensile registrata presso il Tribunale di Catanzaro al n. 14 Reg. Stampa del 07/07/2008

Notizie economiche e politiche in tempo reale Inviare Comunicati stampa, Testi e Foto a:

info@calabriaeconomia.it numero 1 - 2011

Inviato in tipografia il 25 gennaio 2011

sommario

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editoriale

Cetto La Qualunque e le Due Calabrie di

A

ntonio Albanese è un attore geniale, un comico ascrivibile tra i grandi della storia italiana. Com’è sempre accaduto (pensiamo a Totò, a Eduardo De Filippo, ad Alberto Sordi, o sul piano letterario ad Alessandro Manzoni, a Giuseppe Tomasi di Lampedusa, a Luigi Pirandello, a Leonardo Sciascia) l’artista riesce a cogliere il senso e il segno dei tempi meglio di storici, politici, economisti, saggisti. Poche pennellate caravaggesche bastano per descrivere contesti, assetti sociali, climi culturali, strutture e congiunture. La Calabria di Cetto esiste, la osserviamo e la subiamo ogni giorno, ci conviviamo drammaticamente e qualunquemente. Non è una nostra esclusiva, per fortuna, e neanche meridionale, ma da noi riesci a respirarla a qualsivoglia livello. Pilu compreso. Nel dibattito nazionale che si è aperto all’indomani dell’uscita del film di Albanese, ha trovato ancora una volta centralità la Calabria da dimenticare. La Calabria della politica inaffidabile, incolta e incapace, della burocrazia lassista o corrotta, dell’opinione pubblica indifferente o sottomessa, della cementificazione selvaggia, degli oltraggi all’ambiente, dei posti inventati per i clienti di turno, dei dirigenti raccomandati, ma anche dei tanti De Santis inconcludenti e demagoghi. Apro una piccola parentesi: nel

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Massimo Tigani Sava*

mio approccio critico a Cetto ritengo che anche la figura dell’oppositore De Santis (che non dovrebbe essere specie protetta!) abbia un’accezione negativa e non eroica, perché incarna l’altra faccia di un sistema complessivamente inefficiente, in cui le varie maschere recitano ciascuna la propria parte in un teatrino gattopardesco. Non viene fuori, purtroppo, in questo confronto a più voci, la Calabria seria e positiva che pure c’è ed è diffusamente presente in ogni espressione del vivere civile: economia, impresa, politica, amministrazione, studi, cultura, professioni, mestieri, volontariato. Un amaro destino, quello dell’Altra Calabria. Non riesce a fare massa critica per difendersi e per emergere; è scarsamente rappresentata; non se ne tiene conto adeguatamente a livello nazionale; non gode di iniziative mirate né di azioni reali di sostegno perché possa risultare vincente. Per questo popolo si è fatta solo una (citiamo sempre testualmente il Maestro) Beata Minchia! Eppure in Calabria c’è chi, con passione ed enormi sacrifici, lavora dalla mattina alla sera, raccogliendo solo un centesimo dei risultati conseguiti in realtà più progredite; ci sono tanti che lottano contro ogni genere di ostacoli per realizzare qualcosa di buono o per non perire; ci sono numerosi esempi di vero eroismo fra quanti, assediati dalla

Cettitudine dilagante, riescono a raggiungere qualche traguardo meritevole di attenzione. Questa Calabria subisce il danno, ma anche la beffa dell’oblio, dell’indifferenza. Non la leggiamo nelle cronache, non la leggeremo nei racconti, stritolata com’è tra i Cetto e i De Santis, le due facce di un’unica consunta e misera moneta che, ahimé, continua a circolare. Serve, urgentemente, un nuovo conio! ● *

direttore responsabile “CalabriaEconomia”

Scrivi a: direttore@calabriaeconomia.it

editoriale

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primo piano

Politiche, scenari, strategie

La Calabria protagonista del Nuovo Mediterraneo A Reggio Calabria il 9 e il 10 dicembre si è svolta la prima Conferenza internazionale dedicata alla politiche e alle strategie per la reinternazionalizzazione della regione

Fabrizio Capua

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I

l Mediterraneo oggi gioca un ruolo fondamentale per il rilancio della Calabria, del Sud e di tutto il Paese. Su questo grande bacino si affacciano Paesi in forte crescita, con percentuali di Pil importanti e significative se confrontate alla recessione che colpisce le aree della vecchia Europa. E' questa la visione che ha ispirato la Conferenza Internazionale dedicata al tema “La globalizzazione nel Mediterraneo. Il ruolo della Calabria: politiche e strategie”. Promosso dall'Assessorato alla Cooperazione, Internazionalizzazione e Politiche di Sviluppo Euromediterranee della Regione Calabria, guidato dall'Assessore Fabrizio Capua, l'evento si è svolto il 9 e il 10 dicembre 2010, in un luogo simbolo della città e della regione stessa, il Teatro Francesco Cilea di Reggio Calabria. Alla Conferenza, i cui lavori sono stati aperti dal Governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti, sono intervenuti importanti rappresentanti delle istituzioni nazionali ed internazionali, nonché esponenti del mondo imprenditoriale, finanziario e dell'economia. Tra essi, i due Sottosegretari di Stato agli Esteri, Enzo Scotti e Stefania Craxi; Adnan Kassar, Ministro libanese e presidente di Unioncamere araba; Pietro Celi, Direttore Generale del Ministero dello Sviluppo Economico; Paolo Zegna, Vice Presidente per l'internazionalizzazione di Confindustria (con collegamento diretto audio-video); Giancarlo Lanna, Presidente Simest; Robert Leonardi, economista; Santo Versace, presidente “Gianni Versace Spa”; Luigi Gallo, Responsabile Funzione Innovazione della Business Unit Territorio, Invitalia; Massimo Mamberti, diret-

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Politiche, scenari, strategie

tore generale Ice; Hechmi Chatmen, delegato generale Fipa Tunisia; Carlo Neri, Coordinatore Sud Italia Sace. Moderatore è stato il giornalista Rai Attilio Romita. Il Forum si è articolato in due sessioni all'interno delle quali gli interventi dei relatori sono stati supportati da contributi video concepiti per favorire l'interazione tra i partecipanti. La prima sessione è stata dedicata alle politiche per l'internazionalizzazione. Durante la seconda sessione invece, i relatori si sono confrontati sulle strategie di sviluppo necessarie per la creazione di un mercato integrato che possa riunire l'Europa e i Paesi dell'area mediterranea. Un incontro di ampio respiro che ha avuto come obiettivo quello di individuare strategie per rafforzare gli investimenti bilaterali e le partnership imprenditoriali su mercati in forte crescita, le cui opportunità devono essere intercettate cercando di stabilire le linee guida indispensabili a creare una rete sinergica tra il tessuto economico/produttivo regionale e i mercati dei paese della sponda sud del Mediterraneo. Un appuntamento che si è dimostrato tanto più significativo se visto nell'ottica di porre le basi per concludere rapporti di cooperazione - come l'accordo di collaborazione economica e produttiva con l'Unioncamere Araba - e per attivare strumenti estremamente innovativi come il Fondo Regionale Venture Capital, in accordo con la Società

Italiana per le Imprese all'Estero (Simest Spa). la Conferenza, inoltre, è risultata estremamente rilevante in vista del Forum Italo-Arabo, che nel 2011 sarà dedicato al tema “Ambiente e Energia”. Un appuntamento, destinato ad avere cadenza annuale, di grosso interesse per l'intera area e in cui la Calabria deve e può svolgere un ruolo da protagonista. L'evento, inoltre, ha permesso di illustrare ad un'ampia platea i contenuti del Programma Calabria Internazionale strumento fondamentale per il rilancio in chiave internazionale del sistema produttivo regionale - e le linee guida del Programma InvestInCalabria, che pone le basi per un'azione strategica di attrazione degli investimenti esteri. «Questa conferenza - ha dichiarato Fabrizio Capua, Assessore alla Cooperazione, Internazionalizzazione e Politiche di Sviluppo Euro-Mediterranee della Regione Calabria - ha rappresentato un'occasione di confronto sul tema dell'internazionalizzazione, del ruolo politico e strategico della Regione Calabria e sul rilancio della sua economia attraverso l'avvicinamento al Mediterraneo. Un'occasione per esporre ragioni e vantaggi della nostra scelta strategica di puntare nel medio-lungo periodo sul Mediterraneo e sul Medio Oriente, per far fronte, adeguatamente, alla sfida ambiziosa dell'internazionalizzazione produttiva». ●

Un momento del convegno di Reggio Calabria

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Politiche, scenari, strategie

Capua: "Il Mediterraneo opportunità e speranza per il Sud e la Calabria"

«E' giunto il momento di rendere concretamente operativa una zona di interscambio economico-commerciale tra le due rive del Mare Nostrum, di rilanciare gli investimenti, di ideare e di dare attuazione a programmi che si pongano obiettivi tangibili»

P

ubblichiamo qui di seguito un'ampia sintesi dell'intervento introduttivo dell'assessore regionale Fabrizio Capua alla Conferenza Internazionale dedicata al tema “La globalizzazione nel Mediterraneo. Il ruolo della Calabria: politiche e strategie” (9 dicembre 2010, ndr): «Signore e Signori, sono molto lieto di dare il benvenuto a tutti i voi e di ringraziare i relatori, tutte personalità di chiara fama e comprovata esperienza, che hanno accolto il nostro invito e che negli interventi che ci apprestiamo ad ascoltare, sono certo, forniranno a tutti noi preziosi elementi di riflessione ed essenziali suggerimenti sulle politiche e sulle strategie che la Regione Calabria potrà e dovrà attuare se intende rispondere in modo proficuo ed efficace alle sfide poste dalla globalizzazione e se vuole, come vuole, assumere un ruolo da protagonista nel Mediterraneo. Quel mare che da sempre rappresenta una sintesi di storia, culture e commerci, un lembo d'acqua così “familiare” da essere considerato dai Romani prima “Mare

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Nostrum” e poi da noi oggi “lago italiano”. Uno spazio chiuso geograficamente ma da sempre aperto alla comunicazione interculturale, diviso in due dalla penisola italiana e dalla Sicilia che si protende verso Biserta, il punto più a nord del continente africano, quasi ad unire il Maghreb al continente europeo, ponte ideale tra Europa e Sud del Mondo. Nessun altro mare nella storia della civiltà ha, più del Mediterraneo, strettamente e lungamente unito i popoli che abitano le sue sponde. E nessun altro ha segnato un confine così netto tra mondi diversi. Un'ambiguità storica che ancora oggi è alla radice delle difficoltà incontrate da tutte le iniziative dell'Unione Europea nei confronti di questa parte del proprio near abroad. Dialogo euromediterraneo, Partenariato euro-mediterraneo, cooperazione euro-mediterranea, creazione di uno spazio comune euromediterraneo, tutti sinonimi di una stessa strategia ideata in diversi momenti e a più livelli, da quello sovranazionale a quello locale, ma ad oggi ancora carente di risultati concreti.

Eppure il Mediterraneo per l'Europa, per l'Italia e per le Regioni, come la nostra, che da esso sono bagnate ha rappresentato e rappresenta, oggi più che mai, un'opportunità, una speranza, ma anche una sfida ambiziosa quanto complessa da cui non possiamo esimerci se vogliamo continuare a svolgere un ruolo strategico in quest'area, superando le contraddizioni, integrando le diversità. Da qui l'idea di organizzare, come primo atto del mio Assessorato, questa conferenza regionale sulla globalizzazione del Mediterraneo e sul ruolo che in questo processo può svolgere la Calabria nel presente e nel futuro. La scelta del tema ha origine proprio dalla constatazione che è giunto il momento di rendere concretamente operativa una zona di interscambio economico-commerciale tra le due rive del Mediterraneo, di rilanciare gli investimenti, di ideare e di dare attuazione a programmi che si pongano obiettivi tangibili, che facciano tesoro degli errori del passato per riuscire dove altri hanno purtroppo fallito. Flessibilità e innovazione sono, per la Calabria, le parole chiave per

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Politiche, scenari, strategie

Fabrizio Capua

imprimere una svolta decisiva a questo processo. Siamo qui quindi per affermare la nostra profonda convinzione che l'area euro-mediterranea abbia le credenziali storico-politico-geografiche per assolvere a un ruolo cruciale nelle sempre più complesse relazioni internazionali: quello di connettore tra Est, Ovest e Sud. Non è certo un caso che l'obiettivo del rafforzamento dei rapporti con i Paesi dell'area del Mediterraneo e del Medio Oriente sia stato una delle direttrici fondamentali e una costante della politica estera italiana dal secondo Dopoguerra in poi. Per posizione geografica e condizioni politico-economiche, l'Italia ha sempre svolto un ruolo cruciale in

quest'area, proponendosi come crocevia e come luogo di incontro dei vari interessi. Percependo le immense potenzialità di una più stretta cooperazione tra le due rive del Mediterraneo e sapendo di poter giocare un ruolo da assoluta protagonista, l'Italia è stata tra i più convinti sostenitori delle iniziative, concepite a livello europeo, volte alla creazione di un'area di prosperità e di sicurezza condivisa nel Mediterraneo attraverso il rafforzamento del dialogo politico e una sempre più stretta collaborazione sociale, culturale e umana. Non a caso questo era l'obiettivo principale della Dichiarazione di Barcellona che, nel 1995, lanciava il Partenariato

Euro-mediterraneo. Si trattava del primo atto del c.d. processo di Barcellona che a 15 anni di distanza, come possiamo constatare, non ha avuto lo sviluppo auspicato, non riuscendo a realizzare gran parte degli ambiziosi obiettivi che con essa i Paesi firmatari si erano prefissi. A mero proclama mediatico sembra purtroppo ridotto, allo stato attuale, anche il tentativo di rilancio di tale processo effettuato dal Presidente Nicolas Sarkozy nel luglio del 2008. In occasione dell'inaugurazione del semestre di presidenza francese dell'UE, Sarkozy riunì a Parigi i 43 Capi di Stato dell'area e lanciò 1'«Unione per il Mediterraneo» (Upm). Indipendentemente dai risultati, non ►

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Politiche, scenari, strategie

Uno dei confronti a più voci proposti dall'interessante evento regionale svoltosi al Teatro Cilea di Reggio Calabria

si può certo sottovalutare la valenza simbolica e politica dell'iniziativa di Nicolas Sarkozy: essa testimonia che l'interesse verso quest'area è sempre vivo e che – come nelle parole del discorso di introduzione ai lavori dello stesso Sarkozy – «è ora che la presa di coscienza del nostro destino comune ci conduca a darci i mezzi per agire, a riprendere in mano il nostro futuro comune, ovvero scrivere insieme la nostra storia comune in modo equo tra Nord e Sud. Grandi sfide sono da accettare insieme». Buone intenzioni a parte, si potrebbe discutere a lungo sulle ragioni che hanno fatto sì che il processo non sia giunto a compimento. Senza dubbio uno dei fenomeni che ha influito maggiormente sull'evoluzione del dialogo euro-mediterraneo – così come sulle relazioni tra le diverse parti del Mondo – è stata la globalizzazione. Se da una parte le innovazioni introdotte da questo processo hanno inevitabilmente intensificato le Interconnessioni politiche, economiche e sociali transnazionali, dall'altra hanno avuto l'effetto di accentuare ed inten-

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sificare le disparità e le contraddizioni che storicamente si registrano tra le due sponde del Mare Nostrum. D'altronde non è un caso che Oltreoceano il Mediterraneo sia indicato come “Europe's Rio Grande” (da M. BaldwinEdwards, The chainging Mosaico of Mediterrean, «Migration Policy Institute», giugno 2004) . Ad indicare quel fiume che divide il Messico, o meglio i messicani, dal sogno americano, che separa inesorabilmente due mondi opposti che difficilmente possono incontrarsi ed accettarsi. A fronte, infatti, di un'importante comunanza storica e culturale i paesi rivieraschi del Mediterraneo sono divisi da profonde disparità demografiche, economiche e da diversità politiche e sociali. Ecco, dunque, la principale conseguenza della globalizzazione nello spazio euro-mediterraneo: ha prodotto, più che in passato, una maggiore interconnessione tra i Paesi dell'area ma ha anche enfatizzato le differenze; e, in virtù delle disparità, appena menzionate, e delle divergenze di interessi, questa maggiore interconnessione si è tradotta in un

dialogo e in una cooperazione sterile tra i soggetti coinvolti. Non solo, oltre alla globalizzazione, l'emergere di nuove superpotenze e la persistente crisi economica stanno accentuando il rischio che la sponda Nord e la sponda Sud del Mediterraneo, seppur così geograficamente e storicamente legate, si allontanino dal punto di vista politico ed economico. Nonostante la crisi economica internazionale, le cui ripercussioni stanno modificando assetti economici e posizioni di potere a livello sia globale sia regionale, i paesi della sponda Sud del Mediterraneo hanno avuto nel 2009 una crescita positiva pari al 2,6% (sebbene in calo rispetto al 5,4% del 2008) con previsioni incoraggianti per il 2010, il 2011 e il 2012 (rispettivamente più 4,9%, 4,3% e 4,7%) facendo sì che, in termini di crescita, la regione si collochi al secondo posto dopo l'Asia (9,4%, 8,4%, 8,5%). La sponda sud del Mediterraneo si presenta così sulla scena internazionale come un grande bacino di risorse umane ed economiche, un mercato di circa 250 milioni

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Politiche, scenari, strategie

di persone, dove il crescente reddito pro-capite si avvicina sempre più a quello dei Paesi europei. Secondo stime recenti, il Pil pro-capite medio dei Paesi Med passerà dai 10.246 dollari del 2007 ai 14.147 del 2013. Da qui la previsione che l'area mediterranea possa diventare anche un grande sbocco di consumo e dunque l'opportunità, per le imprese locali, in particolare quelle operanti nei settori dell'agroindustria, dell'artigianato, della meccanica e delle costruzioni, di avviare progetti di internazionalizzazione vincenti. In relazione ai vantaggi comparati, già oggi esistenti, si assiste ad un vistoso incremento delle collaborazioni tra imprese europee ed operatori dei paesi del Mediterraneo (in particolare: ortofrutta, agrumi, olio, frutta secca, fiori, ecc). Gli investimenti diretti esteri (IDE) stanno ripartendo anche se, a fronte di un incremento del numero dei progetti, si registra un calo nell'ammontare dei singoli investimenti a indicare la preferenza per progetti di dimensioni più piccole e meno rischiosi. Condizioni economiche favorevoli unite alla disponibilità di risorse energetiche nonché all'avvio di importanti progetti infrastrutturali (corridoi stradali, ferroviari e marittimi)

stanno quindi rendendo il Mediterraneo una regione con un forte potenziale economico, nonostante permanga un quadro di instabilità a livello politico. Non può sorprende quindi che, negli ultimi anni, proprio nel Mediterraneo si siano concentrati anche gli interessi di nuovi attori esterni all'area. È il caso soprattutto della Cina, dell'India e, in misura minore, di altri paesi emergenti come il Brasile, ai quali si unisce una rinnovata presenza della Russia. Attratti principalmente dalla ricerca di nuove fonti di approvvigionamento energetico, i new player hanno sviluppato nei Paesi della sponda Sud del Mediterraneo interessi che vanno oltre il settore energetico (...). Possiamo quindi facilmente affermare che mentre gli investimenti europei nella riva Sud si sono affievoliti, essi sono stati prontamente sostituiti da quelli dei Paesi emergenti e questo è un dato che dovrebbe destare fortissime preoccupazioni. Cosa può fare l'Europa di fronte alla presenza sempre più capillare, non solo economica, di nuovi attori nel proprio “cortile di casa”? Sarà in grado, in futuro, di mantenere il proprio primato commerciale e negli investimenti e di accrescere il proprio ruolo politico nella

regione? L'Italia come saprà rispondere alle sfide e cogliere le opportunità che emergono nei Paesi della sponda Sud del Mediterraneo, area privilegiata della sua politica estera e commerciale? E la Calabria che ruolo più svolgere? Sono tutte domande a cui occorre dare una risposta concreta e che rendono di urgenza vitale il rilancio di un progetto di cooperazione euro-mediterranea. É infatti fondamentale porre in essere adeguate strategie scongiurando il rischio di marginalizzazione del sistema regionale. Lo scopo di questo tavolo di discussione è proprio quello di avviare una profonda riflessione circa i concomitanti risvolti economici, sociali, politici e demografici e sul significato della cooperazione nell'era della globalizzazione. L'obiettivo della creazione di un'area euro-mediterranea di libero scambio, già sancito a Barcellona nel 1995 e purtroppo non realizzata nel 2010, rappresenta ancora per le due sponde del Mediterraneo il fondamentale ed ambizioso traguardo da raggiungere in termini di cooperazione economica e commerciale. In quest'ottica l'integrazione Sud-Sud è indubbiamente una priorità, in quanto tappa preliminare e indispensabile in direzione di un'area di

Il Teatro Cilea durante i lavori del convegno sull'Internazionalizzazione

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primo piano libero scambio euro-mediterranea. La rinnovata attenzione verso quest'area ed il convinto impegno da parte dell'Amministrazione Regionale sono testimoniate dal semplice fatto che sia stato creato un Assessorato, che ho l'onore di guidare, sui programmi speciali U.E., sulle politiche euro-mediterranee, sull'internazionalizzazione, sulla cooperazione tra i popoli e sulle politiche per la pace. Questo dimostra l'intenzione di promuovere e dare finalmente attuazione ad un piano strategico di medio-lungo periodo per l'internazionalizzazione produttiva e l'attrazione di investimenti esteri al fine di creare un maggiore sviluppo economico-produttivo e occupazionale, basato su un approccio pragmatico ed Imprenditoriale. La Regione Calabria, che ha già visto crescere progressivamente negli ultimi anni l'interesse del suo settore produttivo per l'area nord africana e per i Paesi del Golfo, ha ora bisogno di dare attuazione a programmi che la incentivino a costituire partenariati territoriali per una ricerca di mutui vantaggi tra i territori di riferimento. Grazie alla definizione e all'appro-

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Politiche, scenari, strategie

fondimento di relazioni di cooperazione economica e sociale, coinvolgendo soggetti pubblici, operatori privati, enti strumentali, centri di eccellenza, mondo della formazione tecnica e superiore, associazionismo, in una logica di sussidarietà, ma anche di attenzione alle specificità territoriali rispetto alle politiche dei governi centrali. Per poter cogliere queste opportunità, la Regione Calabria si sta preparando costituendo al proprio interno delle strutture tecniche ad hoc in grado di massimizzare le iniziative e i programmi che emergono dalla Politica di Vicinato dell'UE, nonché dalle politiche di sviluppo strutturale che l'Unione europea adotta per il suo stesso sviluppo interno, mettendo a punto programmi specifici di cui a breve vi illustrerò le principali caratteristiche. E allo stesso tempo avviando sinergie operative sia con le principali istituzioni nazionali come il Ministero degli Affari Esteri, il Ministero dello Sviluppo Economico, l'Istituto per il Commercio Estero, la Simest ed Invitalia, sia con organizzazioni e soggetti esteri particolarmente attivi nell'area quali la Lega Araba e l'Unioncamere araba, per fare

solo qualche esempio. Quanto fin qui descritto trova riscontro nell'insieme di strategie già elaborate dalla Giunta Regionale. Tant'è che la crescita del livello di internazionalizzazione del nostro sistema produttivo e la maggiore attrazione per gli Investimenti esteri sono delle vere e proprie linee guida dell'esecutivo regionale che si traducono nella messa in atto di strumenti, in parte già esistenti, dal contenuto fortemente innovativo, destinati ad operare tra loro in maniera strettamente complementare: il Programma “Calabria Internazionale” e il Programma “lnvestinCalabria”, rientranti nella Programmazione comunitaria 2007-2013; l'emanazione di una legge che disciplini la partecipazione della Regione ad eventi e manifestazioni fieristiche internazionali; la revisione della legge regionale 10 gennaio 2007, n. 4, sulla cooperazione e le relazioni internazionali della Calabria; la creazione di nuovi strumenti finanziari come il Fondo partecipativo di Venture Capital e il Fondo regionale di garanzia per l'Internazionalizzazione delle Piccole e Medie Imprese calabresi. Ma entriamo più nel dettaglio dei Programmi che ho appena menzionato per capire quanto la loro effettiva realizzazione possa tradursi in benefici reali per la nostra Regione. I contenuti del Programma “Calabria Internazionale” sono stati progettati coerentemente con le linee strategiche precisate negli Orientamenti Strategici Comunitari (OSE) e nel Quadro Strategico Nazionale 2007-2013 (QSN). Il Programma si inserisce nel contesto di policy nazionale e comunitario che riguarda la Ricerca e la Competitività, ai cui obiettivi intende contribuire attraverso azioni mirate allo sviluppo competitivo in chiave internazionale della Regione Calabria. Inoltre, le linee di intervento previste sono

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primo piano state definite in stretto raccordo con la strategia regionale delineata nel Documento Strategico Regionale (DSR) e nel Programma Operativo Regionale (POR FESR 2007-2013). Esso persegue diversi obiettivi di fondamentale importanza. Innanzitutto il sostegno a una politica di apertura del sistema produttivo regionale, finalizzata a creare e ad intensificare alleanze strategiche per attivare sinergie produttive e commerciali nei settori più promettenti dell'economia calabrese. Non solo. Il programma punta anche alla promozione di un'Immagine sistemica delle imprese regionali, a partire dalle filiere maggiormente rappresentative e dai settori high-tech e, infine, all'attrazione di investimenti che garantiscano significative ricadute sull'integrazione con i sistemi produttivi locali in termini di indotto, di creazione di reti tra imprese e di innovazione tecnologica. La mia attività da Assessore mira a dar vita ad un'efficace sistema di governance dell'Internazionalizzazione e quindi a garantire un'azione pubblica efficiente, coordinata e sinergica in grado di incidere concretamente sullo sviluppo economico della Regione, senza dispersione di energie e sovrapposizione di competenze. Per fare questo è fondamentale che gli attori territoriali abbiano un interlocutore regionale unico. Tale interlocutore in Calabria è lo Sportello Sprint - Sportello Regionale per l'Internazionalizzazione - strumento necessario per offrire aggiornamenti continui sulle iniziative realizzate dalla Regione e dagli altri partner della Rete Sprint. L'attività di supporto alle imprese riesce così ad essere costante, tempestiva e realizzata attraverso l'Istituzione di un desk operativo presso l'Assessorato. Avvalendosi dello Sportello Sprint, istituito con Deliberazione di Giunta Regionale n. 590 dell'11 agosto 2008 e che durante il mio assessorato ho intenzione di rafforzare, il Governo regionale mira a creare

Politiche, scenari, strategie

strumenti integrati per miglio«La mia attività da Assessore rare le capacità di internazionalizzazione delle Pmi, favorendo mira a dar vita ad un'efficace il trasferimento di conoscenze sistema di governance tecniche e specialistiche e valodell'Internazionalizzazione rizzando le produzioni calabresi. In più si punta ad attuare Progete quindi a garantire un'azione ti Paese-Settore per concentrare pubblica efficiente, coordinata le risorse a supporto di interventi e sinergica in grado di incidere di internazionalizzazione verso aree geografiche e settori proconcretamente sullo sviluppo duttivi funzionali allo sviluppo economico della Regione, del sistema territoriale e a rafforsenza dispersione di energie zare i consorzi per l'export che possono favorire il processo di e sovrapposizione aggregazione tra piccole e medie di competenze» imprese, rafforzandone il ruolo e aumentando le loro possibilità di trovare spazio nel mercato imprese nelle iniziative condotte a livelestero. Tra le attività fondamentali che lo lo regionale. Ritengo inoltre strategico sportello Sprint sarà chiamato a svolgere che il Governo Regionale affianchi alle ci sono l'elaborazione dei Piani Esecutivi azioni previste dal Programma Calabria Annuali (PEA) con relativo monitoragInternazionale, una capillare attività di gio e valutazione dei risultati; l'attivaziocomunicazione finalizzata, da un lato, a ne degli strumenti finanziari ed operativi rispondere tempestivamente alle esigenprevisti nelle linee di intervento del Proze informative delle imprese e, dall'altro, gramma; il supporto tecnico nell'ambito a diffondere e rafforzare l'immagine del del Tavolo Interdipartimentale e dei Taterritorio calabrese e dei relativi sistemi voli Operativi Progetto Paese; la diffuproduttivi ed aree industriali. Tra quesione delle opportunità di business proste attività di comunicazione innovative venienti dalla rete partner (MISE, MAE, vanno senza dubbio annoverati il Portale ICE, Simest, Sace, Invitalia). web SprintCalabria e il Portale Made In La razionalizzazione delle politiche Calabria. L'attivazione di questi portali territoriali, il coordinamento dei soggetti offrirà, infatti, importanti opportunità operanti nel settore dell'internazionalizdi crescita per le imprese calabresi atzazione, il raccordo con le strutture retraverso una vetrina virtuale dedicata ai gionali e nazionali competenti saranno prodotti regionali. La piattaforma tecrealizzati attraverso un'ulteriore innovanologica per la promozione del Made zione che verrà introdotta dal Governo in Calabria sarà multilingua (inglese, regionale ovvero l'istituzionalizzazione francese, arabo, spagnolo, cinese) e perdel Tavolo Interdipartimentale per l'Inmetterà di veicolare l'interesse raccolto ternazionalizzazione. In questo ambito presso i consumatori verso i siti web si inserisce anche la costituzione dell'Osdelle aziende coinvolte. Resterà a cariservatorio per l'internazionalizzazione, co delle aziende, l'onere di progettare e quale sistema di indagine scientifica e sviluppare sistemi di commercio elettrostatistica in grado di agevolare lo svinico in grado di favorire la conclusione luppo internazionale dell'economia cadi transazioni commerciali, permettendo labrese coinvolgendo, al contempo, le ►

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l'incontro tra domanda e offerta di beni e servizi. Occorrerà inoltre garantire un accesso semplificato ai servizi informativi che favoriscono la commercializzazione e la promozione dei prodotti regionali. Il secondo Programma, che si deve intendere come complementare e sinergico a quello dell'internazionalizzazione, è “InvestInCalabrla”. In questo caso l'obiettivo essenziale è di sviluppare la capacità di apertura del sistema economico nazionale e favorire la localizzazione in Calabria di capitali, investimenti, competenze e flussi di consumo provenienti dall'esterno, di qualità elevata, in grado di dare un contributo allo sviluppo regionale. Superando l'impostazione tradizionale, che configura l'attrazione territoriale quale “processo” realizzato da diversi attori territoriali, basato su operazioni di mera comunicazione e promozione, gli interventi previsti dal Programma “InvestInCalabria” saranno realizzati in una logica di "sistema regione" attraverso il coinvolgimento continuo degli attori del territorio. Sono loro i veri protagonisti degli interventi promossi dall' Assessorato che agirà in stretta collaborazione con gli Enti locali e le associazioni economiche rappresentative. L'obiettivo del Programma è quello di far assurgere la Calabria al ruolo di ponte concettuale, in termini economici, logistici e culturali, tra sponda Nord e sponda Sud/Est del Mediterraneo (...). Consentitemi, ora, di soffermarmi, sia pur brevemente, su due ulteriori iniziative che, a livello strettamente legisla-

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tivo, potranno favorire il perseguimento delle finalità fin qui descritte. La prima è una proposta legislativa regionale volta a disciplinare la partecipazione della Regione Calabria e delle sue imprese ad eventi e manifestazioni fieristiche internazionali; la promozione del turismo e delle produzioni locali; lo sviluppo delle relazioni economiche internazionali e l'internazionalizzazione dell'economia regionale. A tal proposito l'Assessorato Regionale all'Internazionalizzazione provvederà al riconoscimento della qualificazione delle manifestazioni fieristiche internazionali secondo un apposito regolamento teso a definire il programma annuale degli interventi relativo alla partecipazione a fiere internazionali e alle azioni di sostegno a supporto delle Pmi calabresi definendo le cosiddette aree target, i Paesi in cui la presenza è prioritaria e i settori focus. Inoltre tale iniziativa si propone di portare all'individuazione degli interventi regionali di internazionalizzazione del sistema produttivo calabrese, consistenti in iniziative da attuare anche in accordo con altri enti ed organismi operanti a livello regionale e statale; degli interventi di sostegno diretto alle Pmi e a loro associazioni o consorzi, consistenti nella concessione di contributi, anche in forma aggregata, per consentire la più ampia partecipazione possibile ad iniziative di internazionalizzazione, massimizzando così l'intervento regionale. Il secondo intervento legislativo, mira a modificare la Legge 10

gennaio 2007, n. 4, recependo le obiezioni addotte dalla sentenza della Corte Costituzionale del maggio 2008. Per fare chiarezza su questo punto partiamo da quelli che sono gli obiettivi della norma in questione: la promozione ed il sostegno della cooperazione con le regioni ed i territori dei paesi membri dell'Unione Europea nell'attuazione delle politiche di cooperazione decentrata; delle attività di collaborazione e partenariato internazionale; delle attività di cooperazione internazionale con le Nazioni prospicienti il Mediterraneo, i Paesi in via di sviluppo e le Economie in via di Transizione; della cooperazione umanitaria e di emergenza socioeconomica; nonché dell'internazionalizzazione del sistema economico produttivo. Con la sentenza n. 131 del 14 maggio 2008 la Consulta ha dichiarato illegittimi gli artt. 5, 6 e 8 della legge, corrispondenti in sostanza ad iniziative e progetti di solidarietà tra i popoli a sostegno dei diritti dell'uomo e dei principi democratici, ad interventi nei Paesi in Via di Sviluppo per promuoverne il progresso economico e sociale ed il miglioramento delle condizioni di vita, in quanto in essi erano disciplinate attività rientranti nella competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di politica estera come sancito dall'art. 117, secondo comma, lettera a) della Costituzione. Data la centralità di avere un dettato legislativo puntuale in materia di cooperazione e internazionalizzazione, l'Assessorato ha posto, tra le sue priorità, la revisione di tale norma per render-

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primo piano la coerente con il dettato costituzionale e funzionale alle esigenze del territorio calabrese. Il mio Assessorato intende inoltre promuovere e favorire lo sviluppo delle imprese calabresi all'estero, attraverso l'attivazione di strumenti finanziari altamente innovativi. Il primo di questi strumenti è il Fondo partecipativo di Venture capital realizzato in collaborazione con Simest Spa, la finanziaria di sviluppo partecipata dal Ministero dello Sviluppo Economico, nata proprio per incentivare la formazione di società o imprese all'estero (...). L'intervento del Fondo Regionale si concretizzerà in un supporto finanziario: alla normale quota di partecipazione del 25% di Simest (ex Legge 100/90) si aggiungerà la partecipazione del Fondo Regionale di venture capital che consentirà di raggiungere una quota di partecipazione pari al 70% del capitale sociale dell'azienda estera. Questo diminuirà il ricorso al credito ordinario che, in questo momento, risulta essere più difficile e oneroso, soprattutto per le piccole e medie imprese meridionali, favorendo gli investimenti in tutte le principali aree: dalla Cina all'India, dalla Russia ai Balcani, dai Paesi Mediterranei e dall'Africa all'America Centrale e Meridionale. La quota massima di partecipazione si potrà ottenere per investimenti in alcune aree considerate strategiche ovvero il Mediterraneo e il Medio Oriente. E' con grande soddisfazione che tengo a sottolineare che la Calabria sarà la prima regione italiana ad attivare tale strumento che ritengo essere di fondamentale importanza specie in un periodo che è stato caratterizzato da una così grave crisi economica. Il secondo strumento è il Fondo regionale di garanzia per l'internazionalizzazione delle Pmi calabresi che mira a migliorare le condizioni di accesso al credito da parte delle imprese cala-

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bresi operanti nei settori commerciali, industriali, di servizi alle imprese ed artigianali, finalizzato a programmi che prevedono la realizzazione di diverse tipologie di investimenti. Si tratta, nello specifico, degli investimenti in capitale fisso materiale destinati alla creazione di un nuovo stabilimento; all'ampliamento di uno stabilimento esistente o all'avvio di una attività connessa con una modifica sostanziale dei prodotti o dei processi produttivi di uno stabilimento esistente, in particolare mediante razionalizzazione, ristrutturazione o ammodernamento; delle spese in ricerca fondamentale, in ricerca industriale e in attività di sviluppo pre-competitivo; e, infine, degli investimenti immateriali, ovvero quelle spese legate al trasferimento di tecnologie sotto forma di acquisizione di brevetti, di licenze di sfruttamento o di conoscenze tecniche brevettate e di conoscenze tecniche non brevettate. Non posso certo dimenticare che per la realizzazione degli obiettivi specifici sopra evidenziati, la Regione Calabria si dovrà avvalere di un articolato insieme di strumenti operativi e metodologici, tra i quali vanno certamente annoverati i Protocolli di intesa, gli accordi di collaborazione, i gemellaggi con governi e istituzioni locali di altri Paesi, nel rispetto delle normative nazionali ed europee vigenti; i Progetti Paese/ Settore verso aree geografiche prioritarie; le Reti di cooperazione interregionali ed internazionali; i Progetti imprenditoriali in forma aggregata (ATI e Consorzi export), i servizi avanzati di assistenza tecnica e accompagnamento nei Paesi Target. Inoltre, il mio Assessorato non potrà prescindere dall'avviare una fitta rete di sinergie operative con le principali istituzioni nazionali (Mae, Mise, Ice, Simest, Invitalia) ed estere (Lega Araba, Unioncamere araba) (...). Se i programmi che fin qui ho descritto avranno le adeguate dotazioni finanziarie e il necessario sostegno, la

«Il mio Assessorato intende inoltre promuovere e favorire lo sviluppo delle imprese calabresi all'estero, attraverso l'attivazione di strumenti finanziari altamente innovativi» loro attuazione renderà possibili il rafforzamento della capacità istituzionale di gestione delle politiche per l'internazionalizzazione e l'avvio di un percorso condiviso con il territorio che costituiscono le priorità per la ripresa dell'economia regionale. Un rinnovamento fondato su una strategia in grado di offrire risposte concrete, grazie alla definizione di strumenti sia operativi che finanziari innovativi, alla accurata selezione degli ambiti geografici e settoriali con le maggiori prospettive di sviluppo commerciale e produttivo sui quali concentrare le risorse e l'impegno istituzionale. Appare pertanto fondamentale individuare e selezionare le priorità strategiche di lungo periodo in grado di sostenere le azioni e le iniziative intraprese dal sistema territoriale, attivando un processo sinergico con le altre attività regionali di natura Internazionale. L'individuazione di obiettivi, strumenti e metodologie privilegiate, in un'ottica di concentrazione delle risorse disponibili, unitamente all'impostazione di un rigoroso sistema di controllo e monitoraggio fisico e finanziario, permetterà di evitare la “polverizzazione” degli interventi, garantendo la verifica in itinere dei risultati ottenuti. Queste sono le premesse, le basi da cui partiamo per affrontare la sfida tanto ambiziosa quanto coraggiosa del rilancio internazionale della Calabria (...)». ●

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Scopelliti: "La Calabria punto di riferimento per l'Italia e l'Europa" «E' fondamentale gettare le basi per nuove partnership tra i principali soggetti che operano nell'area del Mediterraneo, raggiungibili attraverso una strategia che punti agli investimenti sui mercati globali, dinamici e in fase di crescita».

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ubblichiamo qui di seguito un'ampia sintesi del saluto introduttivo del Presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, alla Conferenza Internazionale dedicata al tema “La globalizzazione nel Mediterraneo. Il ruolo della Calabria: politiche e strategie” (9 dicembre 2010, ndr): «E' con grande piacere che apro i lavori della prima edizione dell'appuntamento dal titolo “La globalizzazione nel Mediterraneo. Il ruolo della Calabria: politiche e strategie”. Sin dall'inizio della mia esperienza da Presidente della Regione, ho sempre pensato che lo sviluppo economico della Calabria debba necessariamente passare da una sua apertura a mercati in fase di ampliamento quale è quello del Mediterraneo e, di conseguenza, alle realtà che vi operano, nell'ottica di accordi, sinergie e collaborazioni che la rendano sempre più forte e baricentrica. La Calabria ha delle potenzialità innumerevoli, grandi almeno quanto le sue ambizioni di rivestire un ruolo da protagonista su questo palcoscenico, diven-

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tando un punto di riferimento non solo per il Meridione ma per tutta l'Italia e l'Europa. E' in quest'ottica che procede il lavoro dell'amministrazione regionale e, in particolare, dell'Assessore Fabrizio Capua, con progetti concreti per una reale internazionalizzazione della nostra terra, ricca di contraddizioni ma animata da una enorme voglia di spiccare il volo. L'appuntamento che oggi (9 dicembre 2010, ndr) prende il via è particolarmente importante anche e soprattutto per le Istituzioni Nazionali e Internazionali che vi prendono parte e per i tanti relatori che porteranno il proprio contributo. Un momento di confronto e di sintesi tra “addetti ai lavori” con l'obiettivo comune di rafforzare i rapporti e le collaborazioni tra le varie realtà che dominano l'ambito economico-produttivo del Mediterraneo. Per lo sviluppo della Calabria è necessaria una nuova stagione, in cui accordi commerciali e politiche per la cooperazione reciproca producano effetti importanti per i territori e le comunità. Per conseguire tali obiettivi, però, è

fondamentale gettare le basi per nuove partnership tra i principali soggetti che operano nell'area del Mediterraneo, raggiungibili attraverso una strategia che punti agli investimenti sui mercati globali, dinamici e in fase di crescita. Ritengo che sia fondamentale la formazione di società e imprese calabresi all'estero, ma uno degli obiettivi principali della nostra politica è indicato chiaramente nel Programma “InvestInCalabria”, che prevede azioni concrete per attrarre in Calabria investimenti provenienti dagli altri Paesi. L'accordo di collaborazione economica e produttiva con l'Unioncamere Araba è un ulteriore testimonianza di apertura da parte della regione, anche in vista del Forum Italo-Arabo che si terrà il prossimo anno dedicato al tema “Ambiente ed Energia”, in cui la Calabria sarà tra i principali attori. In pochi mesi di governo regionale abbiamo posto le basi per un rilancio internazionale della nostra regione. Il Porto di Gioia Tauro, nostro “fiore all'occhiello”, vivrà una nuova stagione grazie

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Politiche, scenari, strategie

Giuseppe Scopelliti

all'Accordo di Programma Quadro recentemente sottoscritto, che permetterà la creazione di un nuovo Polo Logistico Intermodale e un forte potenzia mento delle infrastrutture ferroviarie, interventi fondamentali per attrarre nuovi Operatori in uno dei centri più importanti del Mediterraneo. Credo che tutte queste azioni siano una cartina di tornasole che indica come ci siano le basi per la creazione di un'area Euro-Mediterranea, fondata sulla collaborazioni tra i popoli che promuova la pace e lo sviluppo, in cui la nostra regione possa crescere notevolmente ricoprendo un ruolo da protagonista.

«In pochi mesi

di governo regionale abbiamo posto le basi per un rilancio internazionale della nostra regione»

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Le difficoltà sono notevoli, almeno quanto gli ostacoli da superare, ma il rilancio del territorio passa necessariamente da queste iniziative, grazie alle quali interscambi e interconnessioni arricchiscono le varie realtà e, soprattutto, le varie popolazioni. Lo sviluppo economico è solo una tra le finalità dell'ambiziosa sfida che la Calabria si appresta ad affrontare: anche in questo settore, infatti, credo che sia fondamentale innescare nuovi processi culturali, crocevia necessari per la crescita e il progresso dei popoli. Un progresso che, secondo Oscar Wilde, “si deve alla forza delle personalità, non dei principi”. Personalità che, in questa sala, certamente non mancano. Io immagino una Calabria forte e protagonista nell'area Euro-Mediterranea, che sfrutti al meglio la sua posizione baricentrica e le sue innumerevoli qualità, affermandosi come punto di riferimento per l'Italia e per l'Europa. Perché ciò si possa davvero verificare, c'è bisogno di progetti ambiziosi e di personalità e professionalità di

grande spessore, che mettano a disposizione della comunità intera le proprie competenze e prendano per mano il territorio, accompagnandolo sulla strada del rilancio. Esse avranno il massimo supporto dell'Ente Regione, a dimostrazione della nuova stagione di cambiamento che ormai si percepisce chiaramente, nel segno della crescita economica in un contesto di legalità, concetto che mi preme ribadire sempre e con forza ad ogni occasione, in quanto condizione imprescindibile per un concreto salto di qualità anche a livello internazionale, in virtù della nuova immagine sta prendendo piede: quella di un territorio deciso a ribellarsi alla criminalità organizzata, per viaggiare spedito sulle ali della libertà. Un popolo che vuole essere punto estremo dell'Europa anche nel processo di pacificazione del Medio Oriente, per interpretare al meglio questa stagione all'insegna dell'equilibrio e della pace. “La pace non può regnare tra gli uomini se prima non regna nel cuore di ciascuno di loro” diceva il grande Karol Wojtyla, Papa Giovanni Paolo II: i fermenti e i segnali che colgo in questo momento storico, mi convincono che i cittadini di questa regione abbiano trovato finalmente un punto di rottura con il passato, con l'intenzione e il coraggio di andare sino in fondo lungo la nuova rotta che abbiamo tracciato tutti insieme, guardando con grande fiducia al futuro. Sono certo che la Calabria saprà sfruttare le grandi occasioni che il bacino del Mediterraneo è capace di offrire in tutti i settori, e che queste due giornate saranno molto utili affinché le idee diventino progetti, e i progetti si tramutino in azioni per lo sviluppo (...)». ●

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Imprese, credito e sviluppo

di

Rita Macrì

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’ stato firmato a Catanzaro giorno 1 dicembre presso la sede provinciale di Confindustria da Giuseppe Gatto, presidente Confindustria Catanzaro e da Giuseppe Castagna, direttore Generale del Banco di Napoli (Gruppo Intesa Sanpaolo), un accordo presentato agli imprenditori attraverso il seminario “Crescere insieme alle imprese. Finanza, Innovazione, Internazionalizzazione”. Il Banco di Napoli mette a disposizione per la Calabria 100 milioni di euro di plafond specificamente destinati a interventi e investimenti nei tre ambiti strategici individuati insieme a Piccola Industria per rilanciare la competitività delle aziende italiane. Crescita dell’impresa: per lo sviluppo delle iniziative volte a migliorare i parametri patrimoniali e la cultura creditizia delle imprese e per la promozione delle reti d’impresa e delle sinergie territoriali. Internazionalizzazione: per aiutare le imprese a sviluppare nuove strategie sui mercati esteri attraverso il supporto operativo in 40 paesi nel mondo e le consulenze specialistiche del polo per l’internazionalizzazione del

Aldo Ferrara, presidente Piccola Industria Confindustria Catanzaro

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attualità

Sostegno PMI:

accordo tra Confindustria Catanzaro e Banco di Napoli numero 1 - 2011


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Imprese, credito e sviluppo

In sintesi in tre punti il senso del protocollo: Il direttore Generale del Banco di Napoli Giuseppe Castagna e il presidente di Confindustria Catanzaro Giuseppe Gatto firmano la convenzione

Cento milioni di euro per sostenere lo sviluppo di Piccole e Medie Imprese della Calabria numero 1 - 2011

1) confermate le iniziative attivate con l’accordo di luglio 2009 e varati nuovi interventi per promuovere percorsi di internazionalizzazione, innovazione e crescita dimensionale. 2) Previsti strumenti per migliorare il dialogo e il confronto tra impresa e banca. 3) Strategie mirate e incontri locali per rispondere alle esigenze delle diverse realtà imprenditoriali del Paese. Gruppo. Innovazione: finanziamento e sviluppo di programmi di ricerca, acquisizione di nuove tecnologie, raccordo tra banca, impresa e università. Hanno presentato tale iniziativa, che recepisce a livello locale l’accordo nazionale del 23 settembre tra Confindustria ed Intesa Sanpaolo, Giuseppe Gatto, presidente Confindustria Catanzaro, Aldo Ferrara, presidente comitato Piccola Industria Confindustria Catanzaro, Giuseppe Castagna, direttore generale del Banco di Napoli, Luca Faussone, direttore Area Campania Sud, Calabria e Basilicata del Banco di Napoli, Giuseppe Bonini, direzione Marketing Imprese di Intesa Sanpaolo, e Franco Rubatto, responsabile Sviluppo Internazionalizzazione Imprese di Intesa Sanpaolo. Ha aperto i lavori il padrone di casa, Giuseppe Gatto: «Abbiamo organizzato questo seminario “Crescere insieme alle imprese. Finanza, Innovazione, Internazionalizzazione” rivolto ai nostri associati con l’obiettivo di spiegare loro nel detta-

glio i contenuti dell’accordo tra il Banco di Napoli e Confindustria che auspichiamo possa portare dei risultati positivi per le nostre aziende. Ringrazio per la sua presenza il direttore Castagna e lo prego di portare i saluti al presidente Giustino. Da sempre il Banco di Napoli ha rappresentato per noi un solido punto di riferimento». «L’accordo con il Banco di Napoli del Gruppo Intesa Sanpaolo imprime una fase di accelerazione, in termini di efficacia, ai rapporti tra il sistema bancario ed il sistema imprese – rimarca il presidente di Confindustria Catanzaro – ed è caratterizzato, peraltro, da elementi e contenuti nuovi che consentiranno alle aziende di poter rimodulare le proprie strategie in termini di innovazione, crescita ed internazionalizzazione. Auspichiamo che sia un percorso positivo e che gli Istituti di Credito possano attuare una logica di finanziamento più aderente alle esigenze delle Piccole e Medie Imprese. Chiediamo maggiore attenzione per le imprese del Mezzogiorno. La valutazione delle nostre aziende (il calcolo del rating) non si può ridurre ad un mero numero, ma deve tenere conto della storia dell’imprenditore, della sua serietà; ►

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Imprese, credito e sviluppo

L’accordo permetterà di valorizzare nuovi strumenti diagnostici e di simulazione studiati per agevolare il dialogo tra clienti e banca e per facilitare la bancabilità di aziende e progetti anche alla luce dei requisiti di Basilea. Nella fase di messa a punto e test è stata verificata la possibilità di migliorare il rating e quindi la capacità di credito delle imprese. Giuseppe Castagna

i nostri imprenditori hanno un valore aggiunto: ci mettono la faccia, il cuore e si sporcano le scarpe ogni mattina». «Apprendo con piacere – ha concluso Gatto – che il Banco di Napoli sta per firmare la convenzione con Fincalabra per il bando regionale relativo al consolidamento dei debiti a medio e lungo termine». Ospite d’onore degli industriali Giuseppe Castagna, direttore generale del Banco di Napoli, il quale ha dichiarato: «Ci fa molto piacere sapere che Banco di Napoli è percepito come banca del territorio. Siamo l’unica banca italiana ad avere al Sud circa 850 sportelli nelle 4 regioni meridionali. Abbiamo a cuore lo sviluppo delle vostre aziende. La presentazione odierna recepisce a livello locale l’accordo nazionale del 23 settembre tra Confindustria ed Intesa Sanpaolo, che prevede un plafond di 10 miliardi di euro, segnando ancora una volta la forte collaborazione sui singoli territori tra il gruppo Intesa Sanpaolo, che affida oggi il “sistema Italia” per quasi 500 miliardi di euro, dei quali circa i due terzi sono destinati al mondo delle imprese, e il sistema confindustriale. Spesso le aziende, in particolare le più piccole e meno strutturate, fanno fatica a rappresentare se stesse in modo da poter essere com-

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prese dal sistema bancario. Soprattutto in un momento di crisi come quello attuale, dove i fatturati e i bilanci non brillano – ha proseguito Castagna – è necessario aumentare il dialogo e l’informazione con le banche presentando loro aggiornamenti, progetti, andamenti intermedi, che possano aiutare le banche a guardare oltre i numeri. In tal modo anche le banche possono aiutare le imprese indicando quali sono i criteri per il calcolo del rating e quali elementi possano migliorarli. In questa direzione va proprio il nuovo accordo con Confindustria sulle PMI che mette a disposizione degli imprenditori uno strumento diagnostico per valutare la salute finanziaria delle loro imprese. In queste settimane stiamo presentando l’accordo tra Intesa Sanpaolo e Confindustria per aiutare le Pmi. Ho già fatto riferimento al “diagnostico” che si accompagna agli strumenti finanziari già elaborati in occasione del precedente accordo e che quest’anno vengono rinnovati con l’aggiunta dell’ “anticipo fornitori”, oltre alla moratoria ed al conto insoluti. Inoltre abbiamo elaborato una serie di servizi e consulenze per le imprese che intendono innovare ed essere presenti sui mercati internazionali. Banca, imprese e istituzioni devono fare rete per lo sviluppo del Meridione visto

come baricentro del Mediterraneo». La parola è poi passata ad Aldo Ferrara il quale ha sottolineato: «Questa convenzione è un fatto estremamente positivo che apre una nuova stagione nei rapporti tra banche e impresa che devono ricominciare a parlare lo stesso linguaggio. L'accordo fra Confindustria Catanzaro e Banco di Napoli (Gruppo Intesa Sanpaolo) – che fa seguito a quello del 2009 – arriva per assistere al meglio le piccole e medie imprese industriali nell’attuale fase congiunturale ancora difficile ma sempre più orientata alla crescita e allo sviluppo. Il nuovo patto conferma e prolunga gli strumenti attuati da quello precedente e disegnati per fronteggiare le principali emergenze della crisi, come ad esempio la linea di credito aggiuntiva per la gestione degli insoluti, i programmi di ricapitalizzazione per il rafforzamento patrimoniale, l’allungamento fino a 270 giorni delle scadenze a breve termine e il rinvio rate su mutui e leasing, diventate poi oggetto dell’Avviso comune ABI del 3 agosto 2009. Attraverso questi strumenti si è potuto dare, in 12 mesi, un riscontro positivo a oltre 50.000 richieste a livello nazionale. L’accordo permetterà inoltre di valorizzare nuovi strumenti diagnostici e di simulazione studiati per agevo-

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attualità

Imprese, credito e sviluppo

Il tavolo dei relatori. Da sinistra: Ferrara, Castagna, Gatto, Bonini, Faussone

lare il dialogo tra clienti e banca e per facilitare la bancabilità di aziende e progetti anche alla luce dei requisiti di Basilea. Nella fase di messa a punto e test è stata verificata la possibilità di migliorare il rating e quindi la capacità di credito delle imprese. Siamo arrivati a questa giornata – ha continuato Ferrara – dopo una fitta rete di incontri e abbiamo organizzato un seminario per spiegare agli imprenditori di Catanzaro quali sono le reali possibilità che offre loro tale convenzione». Infine il presidente di Piccola Industria di Confindustria Catanzaro

ha affermato: «Guardiamo alla fase di ripresa economica attraverso strumenti che finanziano iniziative legate all’innovazione, all’internazionalizzazione e alla patrimonializzazione delle imprese. Ci conforta in questa occasione, a testimonianza della serietà di questo accordo, la presenza del direttore generale del Banco di Napoli, Giuseppe Castagna che rivolgendosi agli imprenditori ha sostenuto la sua ferma intenzione di rendere operativo questo accordo». Luca Faussone, direttore dell’Area Campania Sud, Calabria e Basilicata del Banco di Napoli, si è soffermato sul “messaggio concreto” che devono recepire gli imprenditori: «Sono partiti da Cosenza una serie di incontri, quello di oggi a Catanzaro è il terzo, presso le strutture provinciali di Confindustria, dove il Banco di Napoli sta illustrando iniziative concrete a sostegno della crescita delle Imprese, partendo da strumenti finalizzati a capirsi meglio, attraverso un linguaggio condiviso che porti a superare diffidenze e malintesi. Ci presentiamo a que-

Giuseppe Bonini, direzione Marketing Imprese di Intesa SanPaolo

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sti tavoli non solo con parole e promesse, ma con una concreta ed articolata gamma di proposte, già tutte disponibili, idonee a fornire soluzioni sia per gestione ordinaria dell’impresa (identificate 4 linee di interventi) sia per il sostegno delle ambizioni di internazionalizzazione e innovazione. Vogliamo portare un messaggio concreto: a fronte della diffusa preoccupazione degli imprenditori circa la restrizione dell’accesso al credito bancario connessa alla crisi mondiale sul territorio dell’Area, gli impieghi alle aziende sono cresciuti del 1,50% e del 4,7% sul territorio della provincia di Catanzaro. Noi ci siamo, ma dobbiamo e vogliamo crescere insieme alle imprese; in ciò la collaborazione così stretta con Confindustria, che ci ospita, offre a tutti, voi e noi, opportunità nuove ed importanti». Infine Faussone si è rivolto alle famiglie in difficoltà: «Siamo accanto a voi disponibili a concedere la sospensione delle quote dei mutui per la casa ai mutuatari che ne facciano esplicita richiesta; è infatti possibile richiedere la sospensione delle rate per sei mesi con allungamento di pari durata del piano di ammortamento». ●

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Aeroporto internazionale di Lamezia Terme

Sacal: grandi traguardi nel 2010. Importanti prospettive nel 2011

Sacal, Giuseppe Scopelliti e Vincenzo Speziali durante la conferenza stampa

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agli importanti e significativi traguardi raggiunti nel 2010, alle prospettive di sviluppo concrete e immediate. E’ stato questo il senso della conferenza stampa tenuta il 4 gennaio, nella sede della Sacal, la Società che gestisce l’Aeroporto internazionale di Lamezia Terme (Cz). L’incontro con la stampa è avvenuto ai massimi livelli. Hanno preso la parola, infatti, il presidente della Sacal, Sen. Ing. Vincenzo Speziali; il presidente della Regione Calabria, on. Giuseppe Scopelliti; il presidente del Consiglio regionale della Calabria, on. Francesco Talarico; l’assessore regionale alle Attività produttive, on. Antonio Caridi; il direttore generale dell’Aeroporto, Ing. Pasquale Clericò. Al tavolo della presidenza anche i componenti del Cda della Sacal. Tra di essi ha interloquito con i cronisti l’Ing. Francesco Grandinetti. All’incontro con i giornalisti, fissato per fare il punto sull’attività gestionale del 2010, ma soprattutto per spiegare il ruolo strategico dei prossimi progetti e

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Nel 2010 l’Aeroporto ha segnato un incremento di passeggeri pari al 16,32%

investimenti, erano stati invitati anche i rappresentanti delle massime Istituzioni competenti. Nutrita la delegazione di parlamentari calabresi che ha inteso essere presente: Ida D’Ippolito, Michele Traversa, Francesco Bevilacqua, Antonio Gentile. In prima fila anche il presidente della Camera di Commercio di Catanzaro, Paolo Abramo; l’assessore regionale al Personale, on. Mimmo Tallini; l’on. Nazzareno Salerno, presidente della Terza Commissione del

Consiglio regionale. Nel 2010 l’Aeroporto internazionale di Lamezia Terme ha segnato un incremento di passeggeri pari al 16,55%, un valore molto al di sopra della media nazionale. In termini assoluti, a fronte di 1.637.064 passeggeri transitati nel 2009, si è passati a circa due milioni (esattamente 1.907.971). Tale fondamentale risultato operativo è stato accompagnato anche da un netto incremento dei voli, sia di linea sia charter, con un +14,44%:

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si è passati quindi da 7.167 nel 2009 a 8.202 nel 2010. Partendo proprio da queste considerazioni, il Presidente Vincenzo Speziali, dopo essersi congratulato con tutto il gruppo dirigente e il personale della Sacal, ha affermato: «Si conferma il ruolo strategico, in ambito nazionale e mediterraneo, dell’Aeroporto di Lamezia Terme. Stiamo lavorando, con passione e dedizione, non solo per consolidare questi risultati assolutamente rilevanti, ma anche per costruire, a breve e medio termine, nuove prospettive di crescita. L’intero territorio regionale beneficerà dello sviluppo dell’aeroscalo internazionale che, anche nel 2010, ha dimostrato tutte le proprie enormi potenzialità». L’Ingegnere Speziali si è quindi soffermato a descrivere i progetti in corso di realizzazione: il nuovo parcheggio automobilistico che raddoppierà l’offerta dei posti finora disponibili; accordo strategico con la compagnia Ryanair che, disponendo di specifico terminal, consentirà di incrementare notevolmente il numero dei voli e dei passeggeri (questi ultimi in

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Aeroporto internazionale di Lamezia Terme

un ordine che, a regime, si aggirerà attorno a un aumento del 15-20%); la nuova torre uffici, già eretta proprio accanto alla sede della Sacal, con sale espositive e ristorante panoramico; un Business Aerhotel con un’offerta di 80 camere; la nuova Aerostazione che comporterà investimenti pari a circa 50 milioni di euro e che, come è facile comprendere, segnerà il definitivo ulteriore decollo della principale struttura aeroportuale calabrese. In maniera più specifica, e sempre in riferimento all’accordo in corso di definizione con Ryanair, il Senatore Speziali ha citato i principali voli diretti che verranno attivati: Bergamo, Pisa, Bologna, Trapani, Londra, Dusseldorf, Bruxelles, Barcellona, Francoforte. Il Presidente Giuseppe Scopelliti, in un intervento contrassegnato da grande spirito positivo e approccio concreto, ha messo in evidenza l’importanza di un accordo con Ryanair che, peraltro, consentirà di guardare all’ampliamento dell’intera offerta aeroportuale calabrese, tenendo in considerazione anche gli scali di Reggio Calabria e di Crotone.

Proprio in riferimento a questo aspetto del sistema dei trasporti regionale, il Governatore ha sottolineato la necessità di una maggiore e proficuo coordinamento, sia in termini di tratte coperte sia di fasce orarie, ed ha parlato di percorsi condivisi oltre che di sistema virtuoso di attrazione di viaggiatori, molti dei quali potenziali turisti. In riferimento ai progetti di sviluppo a breve e a medio termine dell’Aeroporto internazionale di Lamezia Terme, il presidente Scopelliti ha assicurato la vicinanza della Regione anche in termini di investimenti. In particolare, risulterà fondamentale, ai fini della realizzazione della nuova Aerostazione, l’utilizzazione di risorse finanziarie provenienti dal Por. Il presidente del Consiglio regionale, on. Francesco Talarico, ha parlato di aeroporto di Lamezia Terme come “punto d’eccellenza per attrarre turisti” ed ha chiesto che i tre scali calabresi parlino “con voce unica”. Talarico, assicurando anche il sostegno ai progetti di crescita da parte dell’Assemblea di Palazzo Campanella, in merito all’accordo con Ryanair ha affermato: «Siamo sulla strada giusta». L’assessore regionale alle Attività produttive, on. Antonio Caridi, ha messo in relazione lo sviluppo del sistema aeroportuale calabrese con l’intensa attività che il suo Dipartimento sta svolgendo a sostegno delle imprese che, ha affermato: «hanno bisogno di servizi di trasporto moderni ed efficienti». Alle domande dei giornalisti presenti hanno risposto il presidente Speziali e il governatore Scopelliti. ●

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Cultura, arte, economia

Premio Internazionale Lìmen Arte 2010: un nuovo successo Dall’arte all’economia: promuovere attraverso l’esercizio della creatività il desiderio di intraprendere di

Stefania Argirò

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erformance, colore, luce, emozioni, talenti… Il Premio Internazionale Lìmen Arte, anche in questa seconda edizione 2010, ha centrato, miscelando questi elementi, l’alto obiettivo che si era proposto: risvegliare attraverso l’arte la creatività che è nell’uomo e che si riflette nei luoghi in cui egli stesso opera. Come chiamare questo processo se non promozione del desiderio di intraprendere? Ecco il legame, o forse il confine, il luogo di passaggio – Lìmen, potremmo proprio dire – tanto originale, quanto concreto, fra l’arte e l’economia. Quel confine che distingue e rende davvero singolare la manifestazione di alto profilo culturale, sociale ed economico voluta e realizzata

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con grande successo per il secondo anno consecutivo dal Commissario Straordinario della Camera di Commercio di Vibo Valentia, Michele Lico. E quest’anno l’esposizione si è arricchita di nuove occasioni per trasmettere a tutti, ma soprattutto ai giovani, la forza comunicativa e la dinamicità del linguaggio dell'arte, la valenza della creatività come forma espressiva di capacità e potenzialità. Il Commissario Lico, nello spiegare il crescente successo di questa seconda edizione del Premio Internazionale Lìmen Arte, ha sottolineato l’autorevole presenza del noto critico d’arte Vittorio Sgarbi all’inaugurazione dell’esposizione. Esposizione che ha avuto, prima

fra tutte, l’alta considerazione del Capo dello Stato Giorgio Napolitano. Nel suo messaggio augurale inviato allo stesso Lico, Napolitano ha scritto: «Il Capo dello Stato esprime il suo apprezzamento per la rassegna espositiva – che consentirà a un ampio pubblico di conoscere opere

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Cultura, arte, economia

L'inaugurazione: al taglio del nastro Caligiuri, Sgarbi, Lico. Dietro l'on. Mario Magno

Il critico d'arte Vittorio Sgarbi, il Commissario Michele Lico, l'assessore regionale alla cultura Mario Caligiuri

di prestigiosi artisti contemporanei – e, nell'augurare il pieno successo dell'iniziativa, invia a lei, al direttore artistico della manifestazione e a tutti coloro che interverranno, il suo cordiale saluto». Nel presentare il Premio Lico ha affermato: «Puntale, alla sua seconda edizione il Premio Internazionale Lìmen Arte, si conferma, in un crescendo di consensi e di adesioni, prestigioso evento culturale che coniuga, nella mission

che istituzionalmente abbiamo inteso affidargli, la promozione del territorio attraverso l’attrattività del messaggio estetico dell’arte e l’aspetto “didattico e pedagogico” di fornire percorsi di lettura e di decodificazione di un linguaggio che spesso può apparire incomprensibile o stravagante, come dai più viene considerato proprio quello dell’arte contemporanea. Con Lìmen Arte – prosegue il Commissario Lico parlando

delle finalità della prestigiosa esposizione –, proponiamo, dunque, l’arte come luogo di incontro e di relazione, dove sviluppare un’etica del confronto, del dialogo e dell’integrazione, dove potenziare l’offerta culturale, sociale ed economica del territorio partendo da una comune contemporaneità, che sebbene diversamente interpretata e diversamente comunicata dalla varie anime che interagiscono – artisti da un lato e osser-

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attualità vatori dall’altro – trova proprio nell’arte uno spazio privilegiato da qualsiasi possibilità di contrapposizione, perché in quest’ambito nulla è giusto o non giusto, nulla è oggettivamente bello o brutto, ma tutto ha un autentico apprezzamento estetico soggettivo, e solo ciò che ha valore sopravvive al tempo. Saper leggere un’opera sia essa un dipinto, una scultura o un’architettura significa infatti principalmente decodificarne i messaggi attraverso l’uso del linguaggio visivo. E ogni opera è portatrice di uno specifico messaggio che deriva dall’ambiente culturale all’interno del quale si è sviluppata e dalla funzione che l’artista le ha attribuito nel voler comunicare valori, emozioni, sensazioni, e stabilire con l’altro, con l’osservatore, un contatto non verbale, ma per questo non meno significativo ed intenso. Parole – ha affermato ancora il Commissario Lico – che si esprimono attraverso i segni, i colori, le luci e anche le ombre, parole che nell’arte contemporanea sembrano senza regole, indefinite e forse, per questo, ancora più affascinante è l’approccio alla sua comprensione, con il gusto di meravigliarsi e della scoperta di non essere lontani da una realtà sensoriale solo diversamente espressa, ma intimamente comune, partecipata e condivisa. Il mondo delle immagini, dell’estetica, ossia dell’arte, esprime, dunque, sempre realtà, esperienza della realtà fisica o sensitiva, veicolata, nella sintesi degli elementi simbolici che prendono corpo e vita in segni o in forme più o meno immediatamente intellegibili, dall’artista all’osservatore, liberando e suscitando pathos ed emozioni. La creazione artistica da un lato e la contemplazione estetica dall’altro, imparano così a dialogare, mettono in relazione due capacità espressive della medesima contemporaneità: quella che usa la creatività per comunicare e quella, più comune e generica che, adusa al linguaggio

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verbale, interagisce dotandosi del codice di accesso per comprendere l’altra. L’arte, dunque, intesa come laboratorio di idee, di grandi sperimentazioni culturali da partecipare e condividere, di grande dinamismo territoriale e opportunità di sviluppo, sollecitati e concretizzati anche dai grandi eventi che intorno ad essa si possono costruire, e che possono coniugare bellezza, arte, cultura, con espressioni altrettanto nobili quali territorio ed economia. Tutto questo – sottolinea Lico – conferma il Premio Internazionale Lìmen Arte anche nella seconda edizione, forte dell’esperienza ma pure del successo già registrato e che ha decretato l’alta valenza dell’idea, la credibilità organizzativa, la positività degli effetti, rafforzati dall’ampia sinergia tra istituzioni, sistema scolastico, mondo associativo, che è riuscito a rendere ancora più operativa e che quest’anno è continuata con nuovo vigore. Effetti che saranno resi stabili dalla stessa finalità del Premio: la costituzione di una collezione d’arte della Camera di Commercio di Vibo Valentia che si arricchirà di altre opere per poter essere sempre più riferimento delle nuove tendenze e delle nuove espressività artistiche internazionali, specchio della nostra realtà contemporanea. Il Premio Internazionale Lìmen Arte rafforza la sua identità – ha concluso il Commissario Lico – anche per l’inesauribile opera del Direttore Artistico Giorgio Di Genova, dei prestigiosi critici Toti Carpentieri, Claudio Cerritelli, Enzo Le Pera, Nicola Micieli, che ringrazio per aver voluto condividere con noi questo

Daniele Rossi

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Cultura, arte, economia

Il Commissario Lico visita l'esposizione accompagnando il critico d'arte Sgarbi

Alcune delle opere in mostra commentate da Sgarbi e Caligiuri

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Sgarbi, Caffo, Caridi, Romano

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Cultura, arte, economia

esaltante percorso, oggi caratterizzato da una maggiore presenza di quotati artisti nazionali ed internazionali e da un ampliamento della partnership istituzionale, di cui anche con il presente catalogo vogliamo dare testimonianza. Un’inconfondibile identità, che fa – sicuramente – del premio Internazionale Lìmen Arte importante evento artistico e culturale nei più qualificati circuiti nazionali ed internazionali».

Alcuni momenti significativi di Lìmen Arte 2010 Quanti hanno avuto la fortuna di visitare la prestigiosa sede del Comune di Vibo, Palazzo E. Gagliardi, che ha accolto, appunto, la mostra d'arte contemporanea della Camera di Commercio conclusasi lo scorso 23 gennaio, avranno potuto assistere alla straordinaria performance del maestro fiorentino Francesco Cinelli, con il coinvolgimento di studenti dell'Istituto d'Arte “Domenico Colao” di Vibo Valentia. Con loro l'ente camerale ha attivato il progetto “Praticamente Arte”, con lo scopo di favorire, proprio in occasione del Premio Lìmen, stage di formazione, eventi artistici, approfondimenti didattici. Il maestro Cinelli – si legge in una nota ufficiale – è stato presente al premio Lìmen Arte con l'opera “Contaminazione n. 8”, “un manichino policromo” che, secondo l'autore, supera la sua staticità proprio attraverso la dinamicità della luce e delle sfumature dei suoi colori. E quest'opera ha ispirato l'artista nella sua performance denominata “Omaggio a Lìmen Arte”, ed è parte del suo più complesso progetto “Camaleonte”. Il progetto si colloca all'interno della

Alcuni momenti della performance di Cinelli

ricerca artistica di Francesco Cinelli. Nato sul tema della metamorfosi delle forme, nell'ottica di una sinergia tra pittura, movimento del corpo e spazio. Così nell'androne di Palazzo Gagliardi l'artista dopo aver a lungo colloquiato con i ragazzi-performers, li ha collocati, seduti, su appositi spazi, e dopo averli celofanati li ha fatti dipingere dai ragazzi-pittori. Prima immobili, i manichini così creati, guidati dai comandi del maestro e accompagnati dal sottofondo musicale, hanno cominciato a prendere vita, perchè quei corpi hanno un'anima che si esprime nelle diverse movenze di

ciascuno, secondo le individuali sensibilità. I ragazzi, divenuti opere d'arte all'interno del Palazzo, si sono mossi ora verso l'esterno, per aprirsi al mondo e comunicare quella creatività e quel dinamismo che appartiene a ciascuno di loro e che grazie all'arte possono esprimere in maniera armonica e originale. La performance del maestro Cinelli è stata emozionante e suggestiva. Entusiasti i ragazzi per questa esperienza che hanno definito “unica e coinvolgente”, ma anche lo stesso artista che ha trovato nei suoi “manichini” delle persone straordinarie, vive e partecipative. «Segno

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attualità – ha detto lo stesso Cinelli – che i ragazzi rispondono positivamente quando si offrono loro occasioni interessanti di interazione, come questa iniziativa offerta loro dalla Camera di Commercio nell'ambito del premio Internazionale Lìmen Arte». E dopo la performance del maestro fiorentino Cinelli, il 15 gennaio il Premio Internazionale Lìmen Arte della Camera di Commercio di Vibo Valentia, ha proposto un altro importante e partecipato appuntamento. A Palazzo Gagliardi, si è svolta la cerimonia di premiazione degli artisti decretati vincitori dall’apposita Commissione Premi, costituita dal Commissario dell’Ente camerale vibonese – Michele Lico; dal Direttore Artistico del Premio – Giorgio Di Genova; dai critici Toti Carpentieri, Claudio Cerritelli, Enzo Le Pera, Nicola Micieli e da Rosanna Caputo per la Soprintendenza ai Beni Artistici ed Etnoantropologici della Calabria. Alla cerimonia hanno anche presenziato il Sindaco della Città Nicola D’Agostino, e l’assessore comunale Pasquale La Gamba, che hanno plaudito all’iniziativa della Camera di Commercio per la sua alta valenza culturale, sociale ed economica, che proietta della città un’immagine attiva e positiva. Un successo anche di critica e di pubblico che Lico ha riconosciuto essere anche merito dell'Associazione Aleph Arte, del prof. Tonino Puija e degli operatori altamente qualificati. La loro che precisione, puntualità e grande professionalità ha consentito ai tanti visitatori di godere quotidianamente della mostra, assicurando accoglienza e visite guidate. Tra questi anche due straordinari stagisti - Verònica Corredoira (Università di Santiago de Campostella, Spagna) e Rubén Navas Sastre (Università di Valladolid, Spagna) - presenti al Premio per una Borsa Lavoro, un tirocinio di formazione, realizzato nell'ambito del Programma “Leonardo da Vinci”. «Questo Premio che è un evento per la città di Vibo Valen-

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Cultura, arte, economia

tia e per tutta la Calabria e che va oltre l’aspetto meramente espositivo – ha detto l’on.le Doris Lo Moro, presente alla premiazione - è dimostrazione della capacità e della lungimiranza del sistema imprenditoriale, rappresentato dalla Camera di Commercio, nell’aprirsi al mondo culturale e sociale, nel movimentare anche così economia e nel coinvolgere il territorio, soprattutto il mondo della scuola, valorizzando aspetti didattici e formativi. E’ anche di questo che la Ca-

labria ha bisogno per valorizzare i suoi aspetti migliori». Sotto questo aspetto è stata richiamata proprio la performance del maestro Francesco Cinelli con studenti dell’Istituto D’Arte D. Colao di Vibo Valentia. L’artista fiorentino, tra l’altro, ha tanto apprezzato l'alta qualità del Premio che ha deciso di donare la sua opera alla Camera di Commercio per la costituenda galleria d'arte contemporanea a cui è finalizzata lo stesso Premio Lìmen Arte. ●

Gli artisti premiati Questi i vincitori del premio Internazionale Lìmen Arte 2010 seconda edizione: Per la sezione “L’opzione Monocromatica”:

Max Marra - Domus Mediterranea, acrilico su tela e juta, con la motivazione “per aver interpretato in soluzioni originali la tradizione del quadro oggetto in relazione ai valori plastico-monocromatici con una fisicità di efficacia tattile”. Per la sezione "Artisti Italiani":

Enzo Fabbiano - Costellazione-mista/combustioni su tela “per aver raggiunto con una tecnica singolare un'indubbia sensibilità lirica nell'ambito di un tema cosmico-spaziale riconducibile alla corrente post-informale”. Per la sezione "Artisti Stranieri":

Mikulàš Rachlík - Archeologia del presente - olio su tela “per aver saputo esprimere la sua concezione tragica del mondo moderno con una idea di frantumazione che rispecchia le esperienze storiche del proprio vissuto”. Per la sezione "Scultura":

Boutros Romhein - Donna alla finestra, marmo statuario e vetro, “per la finezza di modulazione plastica tra l'iconico e l'aniconico, che restituisce la concezione simbolica del corpo femminile con sottile erotismo trasposto in metafora musicale”. Per la sezione "Calabresi Emergenti" (vincitori ex aequo):

Vincenzo Marsiglia – Bucolic Ambient, poltrona acrilico su tessuto provenzale, ceramica dipinta - con la motivazione “per la complessa ricchezza dei riferimenti delle decorazioni del tessuto e della maiolica trasposti in un'opera ambiente riconducibile a uno spazio sospeso tra memorie domestiche e letterarie messe attraverso una griglia tecnologica”; Luca Valotta – Una dolce tentazione, olio su tela “per aver interpretato il tema del desiderio con una tecnica pittorica che felicemente traduce l'ottica fotografica che sprigiona una sospensione metafisica tra realtà e surrealtà”. Gli artisti che hanno ricevuto menzione speciale con l’assegnazione di una targa sono stati: per la sezione "L'opzione monocromatica": Vincenzo Parea; per la sezione "Artisti Italiani": Francesco Cinelli; per la sezione "Artisti Stranieri": Ito Fukushi; per la sezione "Scultura": Yang Sil Lee; per la sezione "Calabresi Emergenti": Antonello Curcio; Sonia Talarico.

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Cultura, arte, economia

L’edizione del Premio Internazionale Lìmen Arte 2010 è stata costituita da 5 sezioni: sezione: “l’opzione monocromatica: dal tutto bianco al tutto nero” Maria Baldan, Antonio Corpora; Pasquale Di Fabio, Renzo Eusebi; Sergio Floriani; Guido La Regina; Giovanni Leto, Bruno Lisi, Umberto Mariani, Max Marra, Elio Mazzella, Stefano Montagna, Teresa Noto, Gaetano Pallozzi, Vincenzo Parea, Adriana Pignataro, Gualtiero Redivo, Agelo Savelli, Auguto Sciacca, Giulio Turcato, Gianfranco Zappettini. sezione: “artisti italiani” Maria Luisa Belcastro Schneidersitz, Maria Pia Campagna, Natino Chirico, Francesco Cinelli, Lorenzo D’Angiolo, Enzo Fabbiano, Giovanna Fra, Fiorentina Giannotta, Marcello Malandugno, Luigi malice, Maria Micozzi, Salvatore Provino, Giuseppe Rumi, Eugenia Serafini, Nik Spatari, Francesca Speranza, Alessandro Taglioni, Stefano Tonelli. sezione: “artisti stranieri” Gabriela Barnales, Emil Ciocoiu, Greta Frau, Pierre Hamon, Fathi Hassan, Fukushi Ito, Nataly Maier, Shuhei Matsuyama, Mikulàs Rachlìk, Tetsuro Shimizu, Zhu Ye. sezione: “scultura” Cesare Baccelli, Francesco Bombardi, Narciso Bresciani, Marina Buening, Caludio Capotondi, Paolo Delle Monache, Christophe Demaitre, Roberto Di Trani, Yangsil Lee, Filippo Malice, Diego Minuti, Daniele Nitti Sotres, Izumi Oki, Giampiero Poggiali Berlinghieri, Meliton Rivera Espinoza, Boutros Romhein, Angiero Sabato, Salvatore Sava, Paolo Scirpa, Margherita Serra, Valdi Spagnuolo, Tomoriki Takahashi, Genti Tavanxhiu. sezione: “calabresi emergenti” Maurizio Cariati, Pasquale Maria Cerra, Antonello Curcio, Francesca De Bartolo, Pasquale De Sensi, Elena Diaco Mayer, Salvatore Falbo, Alejandro Garcia, Andrea Grosso Ciponte, Alessandro Lato, Alda Longo, Mario Loprete, Vincenzo Marsiglia, Marcello Montoro, Giuseppe Negro, Fabio Nicotera, Katia Perna, Ernesto Spina, Sonia Talarico, Luca Valotta.

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Internazionalizzazione, innovazione, sviluppo

1° Forum internazionale

"Calabria 2020 innovare per crescere" La Calabria protagonista del Mediterraneo

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nioncamere Calabria - Desk Enterprise Europe Network, insieme alla Regione Calabria Assessorato alla Cultura, ha promosso nell’ultimo anno una serie di iniziative atte a migliorare i rapporti commerciali tra la Calabria ed i Paesi del Mediterraneo e del Golfo soprattutto alla luce del ruolo centrale e nevralgico che la nostra regione ricopre al centro di tale area.Si è dispiegato un vero e proprio circolo virtuoso, si è operato per attuare una quadratura del cerchio. La giornata di studio “La ricerca scientifica area strategica per lo sviluppo della Calabria” il 5 luglio a Vibo Valentia, il seminario “Cantiere innovazione” il 19 ottobre a Lamezia Terme, la 1ª Conferenza regionale “La globalizzazione nel Mediterraneo” il 9 e 12 dicembre a Reggio Calabria ed a chiusura del 2010 il 1° Forum internazionale “Cala-

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bria 2020 Innovare per Crescere” il 14 e 15 dicembre a Rende ed il seminario “Reti d’imprese” il 21 dicembre a Crotone. Il sottile filo rosso che ha percorso le trame di tutte le azioni strategiche messe in campo è l’innovazione. L’innovazione che salva dalla crisi e che spinge Imprese, Università e Centri di ricerca ad accrescere la propria capacità competitività. In linea con tale orientamento il forum “Calabria 2020 Innovare per Crescere”, a cui il Presidente della Repubblica Napolitano ha destinato l’unita medaglia in bronzo e che ha avuto il patrocinio del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione e del Ministero dello Sviluppo Economico, ha individuato e sintetizzato in sé due

Mario Caligiuri

elementi centrali: L’Innovazione come leva strategica per guardare oltre la crisi e definire un nuovo percorso di crescita, per costruire un ponte con i Paesi del vicino Mediterraneo, per dare corpo ad un grande rilancio dell’economia globale; La definizione di nuove strategie politiche, un’occasione per le imprese, i centri di ricerca e le università per fare sintesi e stringere nuovi accordi commerciali approfittando dei nuovi strumenti di finanziamento.

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Internazionalizzazione, innovazione, sviluppo

Gremita la sala che ha ospitato la qualificata iniziativa di Unioncamere Calabria

Il Forum “Calabria 2020” in cifre Le ricerche effettuate nel corso degli ultimi anni mostrano con chiarezza che i legami del nostro sistema economico con i Paesi nord africani e mediorientali sono in continua crescita. Appunto in quest’ottica si sta lavorando alla creazione di un'area di libero scambio con il Mediterraneo, eliminando tutte le barriere commerciali e i dazi: il termine ultimo è il 2012, dopo il mancato raggiungimento della data del 2010 contenuta nella dichiarazione di Barcellona del 1995. Come risulta evidente il Forum si è collocato in un contesto temporale quanto mai complesso e delicato tuttavia ha

visto la presenza di circa 40 relatori e di oltre 800 partecipanti, fra cui autorevoli esponenti dei sistemi imprenditoriali ed istituzionali italiani e mediterranei, a testimonianza del forte interesse del Sistema Calabria per quest’Area ed ha determinato una piattaforma di interscambio che ha messo in relazione: N.6 Camere di Commercio Italiane all’Estero (EAU, Spagna, Turchia, Malta, Tunisia, Egitto); N.2 Ministeri (Ministero Istruzione Università Ricerca e Ministero dello Sviluppo Economico); N.3 Enti di sviluppo economico (Confindustria, Unioncamere);

N.5 Enti di supporto all’internazionalizzazione (Assocamerestero, ICE, SACE, SIMEST, BMTI); N.6 Università Italiane (Università della Calabria, Università “Magna Graecia” di Catanzaro, Università degli Studi “Mediterranea” di Reggio Calabria, Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria; N.1 Parco scientifico e tecnologico (Area Science Park di Trieste); N.1 Università francese (Universitè Pierre Mendés di Grenoble – Institut National de la Recherche Agronomique (INRA) N.200 Imprese partecipanti agli incontri B2B.

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Internazionalizzazione, innovazione, sviluppo

I protagonisti del dibattito I temi affrontati nelle sessioni plenarie da esponenti governativi nazionali e regionali, intermediari, imprenditori, esperti internazionali di economia e scienze sociali, giornalisti ed operatori dei media, hanno animato un intenso dibattito. Gli argomenti trattati hanno riguardato le politiche più adatte a portare le imprese calabresi sui mercati del Mediterraneo, le strategie di cooperazione e investimento in innovazione e ricerca, gli organismi e gli strumenti a loro supporto, i settori in crescita e che presentano maggiori possibilità per la creazione di posti di lavoro. In tutto questo centrale è stata la strategia “Europa 2020” ed il ruolo di supporto per raggiungere il potenziale di innovazione e competitività giocato dagli start up di cluster e dalle politiche di creazione di nuovi poli e di sostegno allo sviluppo di quelli esistenti. Un contributo di rilievo su come l’innovazione e l’internazionalizzazione possano giocare un ruolo propulsivo per una regione come la Calabria, è stato dato da illustri economisti come: Pier Paolo Saviotti, Direttore del Grenoble Applied Economic Laboratory (GAEL) dell’Institut National de la Recherche Agronomique (INRA) dell’Università Pierre Mendés di Grenoble; Alfonso Gambardella, professore di Economia all’Università "Luigi Bocconi" di Milano e Paolo Savona, Preside della Facoltà di Scienze Politiche Università telematica "G. Marconi" di Roma. Tra gli altri partecipanti al Forum sono da annoverare Elisabetta Olivi della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Carlo Longo di Confindustria nazionale, Carlo Mochi Sismondi del FORUM PA, Fabio Filocamo del MIUR, Enzo Moi di AREA

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Seconda da destra, il segretario generale di Unioncamere Calabria, Donatella Romeo

– Science Park di Trieste che, insieme agli illustri rappresentanti delle nostre eccellenti Università calabresi, hanno contribuito a porre le basi per un contatto solido e fruttuoso con i rappresentanti delle Camere di Commercio Italiane nei Paesi del Mediterraneo. Altre indicazioni positive sono emerse dalla Tavola Rotonda “Ponte Mediterraneo” propedeutica agli incontri B2B del secondo giorno e coordinata da Massimiliano Ferrara, Direttore Generale Assessorato alla Cultura della Regione Calabria. Nel corso della tavola rotonda “L’ordine dal caos” coordinata da Donatella Romeo, Segretario Generale di Unioncamere Calabria si è discusso

della necessità di una maggiore collaborazione in campo finanziario per sostenere lo sviluppo delle imprese sulla strada dell’innovazione e dell’internazionalizzazione proprio a tale proposito sono stati illustrati strumenti concreti e innovativi presentati da esponenti come Ernesto Perri del Ministero dello Sviluppo Economico, Paolo Di Marco di Simest e da Carlo Neri di SACE. In merito alla promozione sui mercati esteri, invece, un contributo di altissimo valore è stato apportato dagli interventi di Sandro Pettinato, Vice Seg di Unioncamere nazionale e da Lidia Marconi di Assocamerestero illustrando le attività promozionali del “Sistema Italia”.

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Internazionalizzazione, innovazione, sviluppo

Gli incontri B2B. Oltre duecento i partecipanti

Le trattative d’affari e gli incontri B2B Otre duecento i partecipanti agli incontri B2B provenienti da tutta Italia. Un numero oltremodo interessante ed esplicativo in cui figurano le imprese di ogni settore merceologico ma anche centri di ricerca e consorzi specializzati in ICT. I profili, in lingua inglese, dei soggetti partecipanti sono stati preventivamente diffusi in oltre cinquanta Paesi europei ed extra UE tramite il BEMT (Brokerage Event Management Tool) strumento messo a disposizione dei

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partners della rete europea Enterprise Europe Network di cui Unioncamere Calabria fa parte già dal 2008 (http:// een.unioncamere-calabria.it). Proprio Unioncamere Calabria, in quanto nodo della Rete EEN, offre servizi integrati per la crescita competitiva del sistema Europa, con particolare attenzione alle PMI. Fornisce loro opportunità di cooperazione internazionale, strumenti per operare con efficacia nel Mercato Unico. I servizi prestati dalla Rete sostengono sia lo sviluppo delle

attività imprenditoriali a livello europeo e internazionale, sia la promozione dell’innovazione tecnologica e dei progetti di ricerca comunitari. In tale ottica appunto l’agenda personalizzata di appuntamenti, consegnata a ciascun partecipante, ha scandito la tabella di marcia consentendo il matching mirato tra domanda ed offerta di innovazione e cooperazione sia tecnologica che commerciale. Dagli incontri effettuati le risultanze emerse restituiscono dati premiali in termini di interesse, soddisfazione dei partecipanti e soprattutto di aumento del livello di attenzione e di consapevolezza della “piattaforma Calabria” nell’area del Mediterraneo.

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Internazionalizzazione, innovazione, sviluppo

I commenti

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La strada dell’innovazione, come più volte ribadito dal Governatore Scopelliti, rappresenta l’unica via d’uscita dalla crisi attuale. Dobbiamo, dunque, invertire la tendenza in atto e non possiamo permetterci di vanificare l’ultima chance a nostra disposizione anche se la quota export e la capacità di produrre brevetti, due importanti dimensioni dello sviluppo di questa regione, non ci confortano ricordiamoci che sussistono dei punti di forza che giocano a nostro vantaggio per generare il circolo virtuoso dello sviluppo: l’attuale governo regionale e la posizione privilegiata che ci vede al centro dell’area di libero scambio più estesa del pianeta, il Mediterraneo. Per riuscire ad ottenere i risultati attesi però diventa fondamentale godere del sostegno di tutto il sistema nazionale e valorizzare le risorse attuali, le eccellenze, quelle vere. Solo così possiamo ambire a trasformare la Calabria da terra di problemi in terra di opportunità, una sfida ardua almeno quanto esaltante». (Mario Caligiuri, Assessore alla Cultura)

«

Questo Forum internazionale e la Conferenza regionale “La globalizzazione nel Mediterraneo” presentano numerosi punti di contatto che ci spingono a dar vita ad una strategia di lungo periodo finalmente condivisa per realizzare programmi altamente innovativi che diano impulso alla crescita della Calabria dal punto di vista economico e più

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concretamente da quello occupazionale. Proprio per raggiungere questi obiettivi l’Assessorato all’Internazionalizzazione e alle politiche euro-mediterranee ha posto le basi per la realizzazione di programmi specifici come ad esempio “Calabria Internazionale” e “InvestinCalabria” tutte premesse estremamente incoraggianti, ora spetta a tutti noi far sì che le aspettative non vengano deluse». (Fabrizio Capua, Assessore alle politiche Euro-mediterranee e all’Internazionalizzazione Regione Calabria)

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“Calabria 2020” ha segnato un passaggio storico per la Calabria. Proprio in un momento di crisi congiunturale in cui tutte le Istituzioni sono ancora di più chiamate ad un forte senso di responsabilità. Esprimo soddisfazione per la buona riuscita di questa importante iniziativa e soprattutto ringrazio il Presidente Scopelliti e gli Assessori Capua e Ca-

ligiuri per la condivisione programmatica attuata. Sicuramente questa giunta regionale ci sta dimostrando, con azioni diffuse e ad ampio spettro, di lavorare nella direzione della svolta e di riconoscere il valore dei risultati conseguiti da un sistema di rete e non più dai singoli individui. Di fatto, lo stesso sistema camerale opera, in maniera sinergica, per la promozione dello sviluppo economico locale che inevitabilmente si traduce anche in occupazione e crescita sociale». (Fortunato Roberto Salerno, Presidente Unioncamere Calabria)

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Il Forum si è contraddistinto per un approccio estremamente pragmatico che ha contribuito ad affermare la visione del Mediterraneo come occasione di sviluppo funzionale per la Calabria. Nel corso del forum gli incontri mirati B2B hanno rappresentato dei veri e propri tavoli di lavoro personalizzati partecipati da oltre duecento imprese calabresi per avviare trattative commerciali e scambi tecnologici con le Camere di Commercio Italiane presenti nei Paesi del Mediterraneo che vantano una esperienza centenaria e radicata sui singoli territori ma soprattutto sono per noi garanti dei contatti avviati e ci confortano sulla disponibilità dei loro interlocutori esteri ad aprirsi al mercato calabrese». (Donatella Romeo, Segretario Generale Unioncamere Calabria)

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“Industriamoci”: un tour alla scoperta delle aziende locali Il Comitato Piccola Industria di Confindustria Catanzaro guidato da Aldo Ferrara ha organizzato una giornata nella quale gli imprenditori hanno aperto i propri stabilimenti agli studenti per raccontarsi

di

Rita Macrì

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l Comitato Piccola Industria di Confindustria Catanzaro presieduto da Aldo Ferrara, in occasione della prima Giornata Nazionale della Piccola e Media Impresa che ha avuto come obiettivo la realizzazione del progetto “Industriamoci”, ha organizzato la visita di alcune classi delle scuole del territorio agli stabilimenti produttivi delle aziende associate che hanno aderito all’iniziativa. Ha seguito personalmente tutte le visite una delegazione formata da: Aldo Ferrara, presidente Piccola Industria Confindustria Catanzaro; Dario Lamanna, direttore di Confindustria Catanzaro; Caterina Froio e Camillo Crivaro, comitato Piccola Industria Catanzaro; Andrea Poerio, Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Catanzaro; Gregorio Mercurio, coordinatore dell'Ufficio

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Scolastico di Catanzaro, oltre che alcuni giornalisti ed un fotografo. Il viaggio della delegazione è partito alle ore 9.00 da Copanello di Stalettì alla scoperta della “Guglielmo Spa”. Sono andati a “a scuola di caffè”, oltre 100 alunni dell'Istituto Comprensivo di Squillace, diretto da Pietro Bongarzone, accompagnati dai docenti: Rita Stilo, Grazia Montirosso, Mario Truglia, Antonio Saturnino, M. Rosa Gagliardi, Tisano Branca, Antonella Capellupo. Ad accoglierli Daniele Rossi, direttore Marketing e Sviluppo della nota azienda che si affaccia sull’affascinante costa jonica di Copanello, diventata leader nel mercato calabrese del settore caffè. La seconda tappa della delegazione è stata presso l'azienda “Abramo Printing&Logistics Spa”, in località Difesa, Caraffa (Cz). Circa 50 alunni dell'istituto di istruzione superiore “Ferraris Pacioli” di Catanzaro, accompagnati dai loro docenti, Roberto Mellea,

Marcello Marrapò, Rosa Sanvito, Beatrice Gullà, hanno potuto guardare dall'interno “come funziona una vera azienda”, e fare delle domande ad Andrea Abramo, amministratore delegato del Gruppo Abramo e presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Catanzaro, presente per soddisfare ogni loro curiosità. Il tour si è chiuso a Lamezia Terme dove gli studenti dell'Istituto tecnico statale commerciale “V. De Fazio” accompagnati dei loro insegnanti, Maria Russo e Alba Sinopoli, hanno conosciuto la società di sviluppo “Lamezia Europa” accolti dal presidente Marcello Gaglioti e dal direttore Tullio Rispoli. Infine, in questa stessa area, gli scolari e la delegazione hanno visitato due importanti aziende: la “Econet”, dove sono stati ricevuti da Rocco Aversa, amministratore unico della Ecositem insieme a Tonino Marchio, e la “Gecoprem Srl”, gestita da un

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gruppo famigliare solido così come ha precisato con orgoglio il presidente e amministratore delegato Antonio La Gamba, il quale ha raccomandato ai ragazzi di studiare per essere pronti ad inserirsi da professionisti nel mondo del lavoro. «Industriamoci – ha spiegato Aldo Ferrara, presidente di piccola Industria Confindustria Catanzaro – è un progetto elaborato per le scuole da Confindustria che le Associazioni Territoriali hanno realizzato a livello locale. Abbiamo voluto fortemente questa giornata per affermare la forza e il ruolo della piccola impresa all’interno della società. Vogliamo accendere i riflettori sulla Piccola Industria e sui valori che le sono propri e che rappresentano una caratteristica distintiva del nostro tessuto produttivo; si esprimono in termini di presenza sul territorio

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e di capacità di rappresentare quell’indispensabile stabilizzatore dell’economia che ha permesso di affrontare gli effetti della crisi economica». «Da qualche anno a questa parte – ha proseguito Ferrara – si è imposto il modello economico della globalizzazione che ha visto protagoniste sul mercato mondiale le multinazionali. Questo modello forse ha contribuito a provocare questa crisi economica ancora in atto e dalla quale stiamo faticosamente uscendo. Recentemente è intervenuto sull’argomento anche Sua Santità il papa che durante l’Angelus ha evidenziato come questo modello sia andato in crisi e si debba maggiormente valorizzare il ruolo delle piccole e medie imprese. Il nostro slogan è “La piccola industria come comunità di vita”, per indicare come all’interno di questo tipo

di azienda si realizzi una piccola entità sociale dove si tramanda di generazione in generazione il lavoro dei padri». «In questa giornata particolare – ha concluso Ferrara – cogliamo l’occasione per lanciare ai giovani un messaggio: orientate le vostre professioni in direzione del privato poiché nel pubblico non ci sono gli sbocchi occupazionali che c’erano in passato. Abbandonate la logica del posto fisso e mettetevi in gioco. Oggi avete avuto la possibilità di imparare come funziona un’azienda. Vi auguro di diventare gli imprenditori del domani». Si è dichiarato soddisfatto per la buona riuscita della giornata il direttore Dario Lamanna il quale ha precisato: «Confindustria Catanzaro, ancora una volta, ha ritenuto opportuno, nel quadro delle iniziative e delle azioni da promuo►

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attualità «La giornata vuole

soprattutto costituire un momento di apertura nei confronti dei giovani, del sistema scolastico, oltre a consentire la conoscenza diretta del mondo del lavoro e delle imprese»

vere per lo sviluppo del territorio e la crescita della cultura di impresa, aderire a questo importante evento nazionale. Questa giornata è una ghiotta occasione per incontrare la comunità territoriale, il mondo della scuola e, in particolare, i giovani da parte della Piccola Industria, che rappresenta un patrimonio di valori e principi al servizio del territorio. Le imprese sempre di più nutrono il bisogno di svolgere un ruolo pregnante sul piano sociale per far comprendere come al mondo del lavoro bisogna avvicinarsi fin da giovanissimi con spirito positivo, entusiasmo e voglia di fare, abbandonando il pessimismo che purtroppo caratterizza questo momento storico. Sono state individuate 3 realtà importanti presenti sul territorio provinciale – ha continuato Lamanna – che rappresentano per gli studenti coinvolti il luogo dove poter iniziare a respirare “aria d’industria”. Si tratta di tre contesti produttivi diversi ma accomunati da caratteristiche comuni: tradizione, innovazione, competenza e responsabilità sociale. Nel dettaglio abbiamo visitato la “Guglielmo spa”, un'azienda di produzione che costituisce un esempio di eccellenza nel settore alimentare, che è riuscita negli ultimi anni a far conoscere i suoi prodotti in molti paesi del mondo; poi è stata la volta del “Gruppo Abramo”, una realtà di pri-

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maria importanza nazionale nel settore grafico e dei servizi che ha coniugato le tradizioni della prima generazione, con le spinte innovative determinate dal passaggio generazionale. Ci siamo spostati successivamente verso l’area industriale di Lamezia Terme dove gli alunni hanno visitato la società di sviluppo “LameziaEuropa” che svolge un ruolo strategico di promozione del territorio sostenendo ed assistendo le aziende che intendono insediarsi ed investire in questa peculiare area, tra le più infrastrutturale della nostra regione. Proprio all’interno di essa abbiamo visitato due importanti realtà aziendali: la Econet, che opera nel settore dei servizi ambientali ed ecologici, e la Gecoprem, impresa nel comparto dei prefabbricati per costruzione. Due modelli organizzativi di riferimento che nei rispettivi comparti stanno raggiungendo apprezzabili traguardi anche sul piano nazionale». Ha seguito personalmente tutte le tappe della visita Gregorio Mercurio che ha sottolineato: «Abbiamo accolto con favore l’invito del Comitato Piccola Industria di Confindustria Catanzaro e abbiamo aderito con piacere all’iniziativa “Industriamoci” che, nell’ambito del PMI Day, è prevista su tutto il territorio nazionale; il progetto ha coinvolto scolaresche della terza media e dei primi superiori ai quali si è voluto trasmettere “la voglia di fare impresa”. Gli studenti hanno avuto modo di osservare direttamente in tutte le loro fasi, i macchinari ed il personale addetto impegnati nel ciclo di produzione aziendale e nella trasformazione della materia prima in prodotto finito e confezionato. Grosse realtà imprenditoriali presenti nel nostro territorio hanno aperto i propri stabilimenti per raccontarsi. Ciò è stato estremamente positivo per i nostri giovani; gli abbiamo dimostrato come anche in Calabria si può fare e si può fare bene. Considerando che il 42% degli studen-

ti si pente di aver scelto di frequentare la scuola per la quale aveva dato la sua preferenza alla fine delle scuole medie, consiglio ai ragazzi di scegliere in modo oculato il loro corso di studi e la futura professione. Nonostante la disoccupazione sia in aumento, all’industria manca la manodopera specializzata. L’obiettivo di questa giornata è: informare i giovani sul contributo dell’industria alla qualità della vita; fornire un contesto, la fabbrica, per consentire di integrare lo studio teorico con la realtà produttiva; far conoscere ed apprezzare l’attività imprenditoriale; segnalare, le possibilità lavorative che il settore offre. La scuola non è un ente a sé stante. Deve fare rete anche con il mondo dell’impresa per contribuire allo sviluppo e alla crescita di questo territorio». Per il docente Antonio Saturnino «giornate come questa rappresentano un importante tratto della strada di crescita culturale degli adolescenti su cui lavoriamo ogni giorno. La possibilità di toccare con mano le realtà imprenditoriali presenti nella loro terra e l'esistenza di imprese ed imprenditori seri, deve servire alle giovani generazioni come stimolo, riferimento, fonte di emulazione positiva e contraltare rispetto a quanto viene loro propinato da giornali e tv che spesso parlano della nostra terra solo per dare notizia di atti delittuosi e criminali, smorzando la speranza e le ambizione dei ragazzi». Erano presenti inoltre gli imprenditori Camillo Crivaro e Caterina Froio, i quali hanno evidenziato: «Rientra nello spirito di Confindustria e soprattutto in quello di noi giovani imprenditori far conoscere agli studenti calabresi le realtà imprenditoriali e appassionarli alla cultura del “fare impresa”. Siamo pronti ad aprire le porte della nostra azienda alle giovani generazioni per aiutarle nell’orientamento professionale del domani».

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attualità "Industriamoci": la parola agli imprenditori protagonisti insieme agli studenti del progetto

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aniele Rossi, direttore Marketing e Sviluppo della “Guglielmo Spa”, ha accolto gli studenti all’interno della sede centrale dove ha trovato posto una sorta di piccolo museo che consente di ripercorrere la storia del caffè: una passeggiata che ha permesso a ragazzi e docenti di ammirare dalla prima macchina tostatrice usata dal fondatore, Guglielmo Papaleo, per arrivare alle macchine da caffè espresso (come una Cimbali a 6 bracci, unica nel suo genere). L’ingresso al museo è gratuito e aperto a tutti. «Accogliamo sempre con grande entusiasmo gli studenti calabresi. Ogni anno il museo – ha raccontato Daniele Rossi – è visitato almeno da 60 scuole. Questa azienda ha una lunga storia alle spalle. Alla base del suo successo “l’innovazione in un clima di tradizione”. L’innovazione nella ricerca della qualità della miscela, dando ai nostri clienti sempre una proposta di alta qualità organolettica; l’innovazione tecnologica, investendo sempre in nuovi impianti e nuove tecnologie di confezionamento e stoccaggio della materia prima e del prodotto finito (la nostra azienda è all’avanguardia in Italia per impiantistica e sistema informativo pro-

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duttivo), l’innovazione nella ricerca di nuovi mercati esteri, soprattutto quelli emergenti come la Corea del Sud, Giappone e Cina. Oltre al clima innovativo esiste e ci sarà sempre la tradizione Guglielmo. Abbiamo un team valido di dipendenti. Mio nonno conDaniele Rossi cepì la sua azienda come una grande famiglia e ancora oggi con i nostri collaboratori, una cinquantina in tutto, esiste un rapporto stretto di fiducia, di stima e rispetto reciproco». Il signor Tarantino ha mostrato tutte le fasi produttive ai presenti e i ragazzi hanno potuto conoscere a fondo il caffè Gugliemo e il processo produttivo soffermandosi sulle fasi della produzione. «L’azienda sceglie con cura i vari tipi di caffè – ha spiegato Daniele Rossi – che importa affidandosi a fornitori qualificati che possono garantire una costante qualità del prodotto. Il caffè verde, prima di essere messo nel ciclo produttivo, viene testato da personale specializzato che ne valuta attentamente le qualità organolettiche per garantire l’inconfondibile aroma e gusto delle miscele prodotte. La produzione della Guglielmo, “azienda certificata Uni En Iso 9002”, si realizza a partire dalla materia prima che è il caffè verde e si articola in quattro fasi: l’introduzione del caffè verde nella “vagliatrice” dove viene aspirato pneumaticamente e ripulito dalle eventuali impurità in un ciclone separato; la torrefazione o tostatura che dura mediamente 15/20 minuti ed avviene ad una temperatura che oscilla tra i 240 e i 300 gradi; durante quest’ultimo processo vi sono mutamenti sia delle caratteristiche fisiche, sia delle caratteristiche chimico-organolettiche

del caffè. I chicchi si gonfiano, aumentano di volume, rilasciando i principi aromatici e gli olii essenziali facendogli acquisire aroma e gradevolezza. E’ proprio questo trattamento a conferire al caffè il suo gusto e il suo aroma. Terminata l’operazione di torrefazione, il caffè viene versato in una tramoggia per essere raffreddato e successivamente miscelato. Attraverso il sistema compiuterizzato viene, infatti, preparata la miscela desiderata (con percentuali definite di arabica o robusta). Il caffè che si acquista al supermercato è quasi sempre il risultato di una miscela di diverse qualità di caffè, che determina le differenze di gusto e di peculiarità qualitativa; la scelta della miscela dipende anche dal tipo di preparazione che si utilizzerà per ottenere il caffè: moka, espresso, caffè filtrato. Le proporzioni in cui il caffè viene misce►

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lato restano una scelta ed un segreto del torrefattore. Dopo la torrefazione, tramite un sistema di elevatori a tazza, vengono alimentate le varie macchine per il confezionamento in grani. L’ultima fase di produzione è il confezionamento del macinato sotto vuoto. La miscela di caffè, dopo essere stata macinata attraverso dei mulini a rulli, viene inviata nei Sili, contenitori che alimentano le varie macchine per il relativo confezionamento. Il caffè viene confezionato sotto vuoto con tecniche particolari atte a mantenere nel tempo l’aroma».

Andrea Abramo

Anche Andrea Abramo, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Catanzaro, ha accolto gli studenti nel museo di famiglia dedicato a suo nonno, Antonio Abramo, e ha mostrato loro le macchine da stampa utilizzate nei primi anni del novecento. L’amministratore delegato del Gruppo Abramo ha raccontato la storia di un’azienda nata nel lontano 1908 grazie ad un’intuizione del suo bisnonno Giovanni Abramo. «Nel 1908 prese avvio l’attività della Tipografia Popolare di Giovanni Abramo. A metà secolo, con l’ingresso della seconda generazione, la Tipografia Popolare ha cambiato nome in Arti Grafiche Abramo di Antonio Abramo, con la transizione da realtà artigiana a piccola

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Sede della Abramo Printing & Logistics

impresa. Le prime attività produttive hanno caratterizzato la struttura aziendale come riferimento sul mercato per la stampa di numerosi ed importanti quotidiani e riviste presenti nella Calabria dell’epoca; si è andato così definitivamente affermando il ruolo della stamperia nella realtà sociale ed economica di Catanzaro e della Calabria. Tale ruolo è stato mantenuto negli anni successivi tanto da richiedere attenzione costante alle esigenze di sviluppo sia in relazione alle macchine da stampa che alle tecnologie applicabili. La tipografia, da piccola realtà artigiana si è ingrandita nel corso del secolo e ha continuato a stampare le principali pubblicazioni prodotte in Calabria, tanto da fondare la casa editrice Abramo Editore. L’azienda ha attraversato l’intero Novecento adottando costantemente le migliori tecnologie disponibili in modo da assicurare alla clientela prodotti tipografici di elevata qualità e la soddisfazione delle più spinte esigenze tecniche. Grafiche Abramo (oggi Abramo Printing & Logistics) ha accresciuto negli anni la capacità di soddisfare le richieste di prodotti grafici per enti pubblici (tra i clienti la Regione

Calabria per la quale è stampato e distribuito il Bollettino Ufficiale della Regione) grazie alla competitività delle offerte ed alla qualità dei prodotti e dei servizi accessori alla stampa. Sul finire degli anni ’80, il prestigioso Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, ha cominciato a servirsi di Grafiche Abramo per la stampa dei suoi volumi. Tradizionalmente attiva sul fronte della stampa, Grafiche Abramo, negli anni '90, ha ampliato la propria offerta orientandosi anche verso la logistica ed i servizi avanzati, percependo in anticipo l’esigenza dei clienti dotati di grandi organizzazioni complesse e articolate sul territorio. L'offerta di prodotti stampati commerciali e d'alta qualità si è arricchita, durante il passaggio degli anni '90 alla new economy, dei servizi di logistica integrata ed e-procurement, dei servizi di stampa, imbustamento e distribuzione della corrispondenza, dei servizi di gestione ottica documentale e dei servizi del nostro multimedia contact center». Infine Andrea Abramo ha raccontato la sua storia personale agli studenti: «A 18 anni non mi chiedevo cosa avrei fatto nel futuro. Ho vissuto alcuni anni fuori dalla mia regione … Eppure primo o poi ci si deve chiedere “Cosa voglio fare da grande?”. Arriverà il momento pure per voi di scegliere. Io se per un verso mi reputo fortu-

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nato ad avere un’azienda di queste dimensioni, dall’altro, ho scelto di tornare a vivere in Calabria per farla crescere e vi assicuro che non è semplice: servono professionalità e dedizione. Si sente tanto parlare di ‘fuga dei cervelli’; io consiglio ai ragazzi di rimanere in Calabria solo se trovano una professione che soddisfa le loro aspettative al- I componenti della delegazione trimenti di aspettare fino a circa 150 addetti. Il consiglio che ho dato quando non riusciremo a creare le condiai ragazzi è quello di orientarsi verso zioni per trattenere ‘i cervelli nella nostra professioni legate al settore del turismo e regione’. Dobbiamo creare opportunità dell’agricoltura. Questi studenti saranno compatibili con le vostre aspettative per gli imprenditori del domani. Vorremmo chiedervi di rimanere». contribuire a creare la cultura di impresa Marcello Gaglioti, presidente di Lain giovani che si trovano, spesso, per la meziaEuropa, è stato molto contento di prima volta ad affrontare le problemaaver “mostrato ai giovani un contenitore tiche proprie di un’attività produttiva. in cui si può sviluppare l’attività di imGli sbocchi occupazionali nelle strutture presa e gli strumenti finanziari dedicati pubbliche sono limitati; la risposta occua creare condizioni di sviluppo del terpazionale non arrivare per loro dal monritorio, esaltando le peculiarità che la do privato». Riguardo l’azienda, Gaglionostra Calabria esprime. L’area a molta ti ha proseguito: «“LameziaEuropa”, gente comune è sconosciuta; sono rimaforte dell’esperienza positiva di soggetto sto piacevolmente colpito – ha rimarcato attuatore di due patti territoriali, si pone Gaglioti – dall’entusiasmo che i presenti come primario obiettivo quello di svolhanno mostrato visitandola. In quest’area gere il ruolo di agenzia del territorio al sono presenti 80 aziende di cui 60 operafine di contribuire, partendo dalle risorse tive per un’occupazione complessiva di

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intrinseche del territorio stesso, alla creazione di un ambiente favorevole all’esaltazione dei fattori endogeni e all’attrazione di forze esogene; occorre coordinare tutti i soggetti operanti sul territorio per definire una strategia condivisa al punto da spronare gli stessi alla partecipazione attiva per la sua attuazione. LameziaEuropa è una soggetto pubblico di diritto privato essendo una Società per Azioni partecipata per oltre il 97% da soggetti pubblici tra cui: Comune di Lamezia Terme; Provincia di Catanzaro, Finanziaria Regionale (Fincalabra), Camera di Commercio di Catanzaro; Invitalia; AsiCat; ed una miriade di Comuni tutti partecipanti ai Patti Territoriali. Ricordo che lo strumento dei Patti Territoriali, Contratti d’Area e Contratti di Programma, apparsi per la prima volta ben 15 anni fa, definiva i dispositivi per l’attuazione delle politiche d’intervento nelle aree depresse del paese come “accordi tra soggetti pubblici e privati, per l’individuazione, ai fini di una realizzazione coordinata, di interventi di diversa natura finalizzati alla promozione dello sviluppo locale nelle aree depresse del territorio nazionale”. In questo spirito si è mossa, e si sta muovendo, LameziaEuropa, favorita anche dal fatto di essere riuscita, acquistandoli, a riportare nella disponibilità del territorio, i terreni assegnati dallo Stato alla SIR di Rovelli. Un progetto industriale di notevoli dimensioni, inserito nel cosiddetto “pacchetto Colombo” degli anni 60, finalizzato al “sogno di industrializzazione della Calabria”, che imponeva un modello socioeconomico nel tentativo di soddisfare le esigenze di lavoro dei calabresi». ●

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La Calabria e il ruolo del sindacato

Castagna: “Il 2011 deve essere l'anno dei giovani” Il Segretario Uil ripercorre errori di classe dirigente, sindacato, politica, e guarda al futuro di

Rosalba Paletta

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hi di noi non ha approfittato della fine dell’anno trascorso e dell’avvio di quello appena iniziato per fare un bilancio? Per tutti, o anche solo per molti, la ricorrenza scandita dal calendario arriva come un appuntamento fisso per fare una valutazione generale. E, sulla scorta di ciò che se ne ricava, ripartire. Intravedendo i punti di forza e di debolezza. Puntando sui primi e cercando di sanare i secondi. Con questo spirito abbiamo ascoltato il messaggio di Capodanno del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dedicato ai giovani. «Buona sera e Buon Anno a voi tutti, italiane e italiani di ogni generazione – ha detto, come ricorderete, a noi tutti il Presidente –. Non vi stupirete, credo, se dedico questo messaggio soprattutto ai più giovani tra noi, che vedono avvicinarsi il tempo delle scelte e cercano un'occupazione, cercano una strada. Dedico loro questo messaggio, perché i problemi che essi sentono e si pongono per il futuro sono gli stessi che si pongono per il futuro dell'Italia».

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Con lo stesso spirito abbiamo recepito la lettera che la Uil Calabrese ha scritto in chiusura del 2010 ed in apertura del 2011, anch’essa dedicata ai giovani. Il sindacato guidato da Roberto Castagna ha chiuso l’anno, infatti, pensando ad un futuro in cui le nuove generazioni calabresi siano al centro della strategia di rilancio della Regione, e non solo. Durante il Comitato Centrale (svoltosi nello scorso mese di dicembre), il Segretario Generale ha condiviso con tutta la sua struttura una lettera stampata sulla prima pagina dell'agenda sindacale: i suoi punti salienti scandiranno gli appuntamenti e l'attività della UIL calabrese nel 2011. Il contenuto e gli obiettivi contenuti in essa saranno il tema portante per tutto l'apparato, definito “il Sindacato dei Cittadini”. «Chiediamo scusa ai giovani calabresi – scrive, tra l'altro, Castagna nel testo – se abbiamo fallito nei loro confronti. Per esserci anche noi smarriti nel rincorrere una politica spesso inconcludente. Per non aver contribuito a costruire una società più giusta e per trovarci in una regione divisa, rissosa, individualista, pronta a svendere la solidarietà e l'onestà in cambio di un riconoscimento persona-

le, una prebenda, una carriera costruita su meriti inesistenti. Questa – scrive ancora il Segretario Generale della Uil calabrese – è una regione in cui nessuno è destinato a pagare per gli errori commessi». «Una regione in cui l'accesso al lavoro è poco trasparente. In cui il merito non solo non viene riconosciuto, quanto viene ritenuto un orpello, un fastidio». «Ci rivolgiamo ai tanti precari e a quelli che non conoscono neppure la precarietà – conclude Castagna nella missiva – impegnandoci solennemente a riprendere, con forza e vigore, la battaglia contro le ingiustizie, le sopraffazioni, gli odiosi privilegi, per riaffermare il rispetto delle regole e il riconoscimento del merito. In questa battaglia di civiltà abbiamo bisogno del vostro sostegno». Partendo da queste parole Calabria Economia ha voluto rivolgere alcune domande al numero Uno della Uil calabrese, che ha risposto in maniera netta: «Il 2011 sarà l’anno dei giovani, e tutti, nella misura che ci compete, dovremo adoperarci per concorrere a realizzare questo obiettivo».

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La Calabria e il ruolo del sindacato

Roberto Castagna

Segretario, quali sono stati i punti in discussione nell’ambito del Comitato Centrale della UIL?

«Abbiamo affrontato i temi che nel corso dell’anno hanno scandito l’attività sindacale: dalla crisi economica, a quella politica; dalla crisi del lavoro, a quella del sindacato; il divario Nord-Sud del Paese, il Piano per il Sud, le Infrastrutture. Tutti grandi temi, che richiedono un impegno forte nel 2011.

Sviluppiamone alcuni, prima di arrivare a quella che ha definito “crisi del sindacato”. Ad esempio il Piano per il Sud e le Infrastrutture, dalla A3 al Ponte sullo Stretto: qual è la vostra posizione?

«Sul Piano per il Sud pensiamo che non sia il massimo che si potesse fare, ma è uno strumento importante: tutto dipende da come sarà utilizzato, i presupposti perché dia risposte positive e

significative alla regione ci sono, ma dovrà essere gestito in maniera seria. Sulle Infrastrutture tocca un tasto dolente, abbiamo reso pubblica la nostra posizione sui lavori dell’A3, che sembrano riprendere intensamente ad orologeria in prossimità delle vacanze, che siano estive o natalizie, quasi a voler scoraggiare chi voglia recarsi in questa regione. Sarà difficile per una regione come la nostra, che deve superare il gap che la separa dal resto del Paese, farlo non potendo puntare su un’arteria così importante come la A3. Sempre parlando di infrastrutture, veniamo al Ponte. C’è molta opposizione intorno a questo progetto: noi pensiamo che dovrebbe, invece, accelerare la soluzione di altri problemi, primo fra tutti la ripresa di un’attenzione sui trasporti da Napoli in giù, una parte del Paese che sembra caduta in un buco nero.

Pensiamo al taglio dei treni da parte di Trenitalia, alla fine dell’Alta Velocità in Campania, alla mancanza di investimenti per nuove opere di rilancio, insomma. Il Ponte sullo Stretto potrebbe rimettere in moto questi aspetti».

Castagna lei fa parte anche della direzione nazionale della Uil: l’argomento “Sud” viene affrontato nelle sedi sovra regionali?

«Porto costantemente all’attenzione del nazionale queste problematiche. Non siamo silenti, anche perché siamo certi di poter fungere da collante, e non da elemento di divisione. La Calabria, e l’intero Meridione, in questo frangente, secondo la Uil, possono fungere da elemento unificatore anche per i tre sindacati confederali, in un momento di scollamento».

Veniamo a quella che lei ha definito “crisi del sindacato” all’inizio della nostra chiacchierata, e che ritorna come

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attualità «A voi giovani chiedo di aiutarci a individuare la strada. A noi dico che dobbiamo riconquistare un rapporto con loro, alla pari, perché sono i veri interpreti della modernità» autocritica nella lettera che Uil ha scritto ai giovani calabresi per il 2011. Qual è la sua visione?

«Penso che in una fase di scollamento e di crisi generale il sindacato debba riprendere forte in mano il proprio ruolo, superando separazioni e conflittualità, che non fanno bene al sindacato e non fanno bene al Paese e alle sue battaglie. Penso ad esempio al rapporto della Uil con la Cgil: ci separa la Fiom. Noi non siamo per un modello di sindacalismo conflittuale. Siamo al nodo: lo scontro fra un modello massimalista e un modello riformista di fare e intendere il sindacato. Noi intendiamo separare il modello sindacale della Fiom da quello Cgil. Un sindacato diverso può dare forti contributi alla crisi del Paese e all’unità del Paese». Veniamo alla lettera ai giovani per il 2011: sembra una sorta di mea culpa, seguito da un’assunzione di responsabilità …

«Giudichiamo ciò che si è fatto a livello politico e di classe dirigente, quindi ci mettiamo dentro anche noi come sindacato, fino a questo momento, in Calabria, inadeguato alle sfide che questa terra pone. Abbiamo dimostrato mediocrità rispetto a sfide urgenti e più alte. Se ci guardiamo intorno non vediamo personaggi che, come Misasi e Mancini nel passato, siano in grado di elaborare progetti e articolare percorsi per realizzarli.

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La Calabria e il ruolo del sindacato

A meno che, e quindi non siamo del tutto negativi, non si voglia fare ripartire la Calabria mettendo al centro i giovani e la meritocrazia. Certi passaggi non possono essere saltati, la modestia dello spessore politico prima o poi viene fuori: noi l’abbiamo fatto per un tempo troppo lungo e ora questa terra sta subendo le conseguenze. Anche noi sindacati, non siamo stati giganti: in questo abbiamo tradito i giovani. Per questo la lettera che speriamo sia di buon augurio, nel senso reale del termine, per il 2011». Dove ha sbagliato il mondo sindacale?

«Abbiamo sbagliato nel non costruire le condizioni per il cambiamento. Avremmo potuto fare della precarietà, così tanto diffusa, un’occasione di cambiamento, interpretandola. Invece l’abbiamo subita e oggi è vissuta come una piaga. Avremmo potuto incoraggiare al merito e all’iniziativa i giovani, invece abbiamo vissuto il cambiamento consolidando il vecchio ai soliti posti. Non è la crisi dal mio punto di vista il vero male: il vero male è la miopia della classe dirigente, non saper vedere dove si aprono spazi per i giovani. Ciò che mi preoccupa, in una sola parola, è l’egoismo della classe politica e dirigente. Un egoismo che porta a non vedere e a non considerare merito e premialità: se Università, concorsi pubblici, grandi imprese, istituti di credito, accesso al lavoro continuano a rimanere predominio assoluto della clientela, il segnale che diamo ai giovani è devastante, perché continueremo a perpetuare un modello vecchio, che ci porterà al collasso». E dunque, Castagna, qual è la vostra proposta?

«La classe dirigente e il sindacato devono cambiare atteggiamento e metodo. Sappiamo di essere in ritardo sullo sviluppo. Ma possiamo cambiare la situazione, non riproponendo logiche passate. Usciamo dal solco di strade sbagliate già percorse, che non portano a niente,

se non al beneficio di pochi. Recuperiamo le risorse comunitarie, cui abbiamo diritto e usiamole in maniera costruttiva, usciamo dal giogo dei fondi scippati o male utilizzati. Il recupero dei Fondi Fas, ad esempio, che ci sono stati sottratti, sbloccherà una serie importante di investimenti». Al Governo regionale da pochi mesi una nuova guida: che idea si è fatta la Uil di questo nuovo interlocutore politico?

«Ho notato molta voglia di fare, molto entusiasmo, ma anche un po’ di inesperienza, che va colmata. Il nostro ruolo sarà quello di spingere il nuovo Governo regionale a scelte determinate e chiare, ma anche al controllo e al monitoraggio dei processi. Imboccare la strada dello sviluppo significherà valorizzare le risorse storiche, culturali, artistiche, produttive, utilizzare a tal fine i fondi a disposizione, ma anche controllare come questi vengono utilizzati. Si istituisca una cabina di regia a questo scopo, che coinvolga anche il sindacato, avendo presente che ciò che il sindacato vuole essere non è rottura, conflittualità, ma riformismo graduale, interprete e non oppositore del cambiamento, portatore di una nuova cultura, attenta ai valori di squadra, di sinergia, di collaborazione». Chiudiamo con il messaggio che Uil rivolge ai giovani per il 2011: qual è?

«Muovo da una considerazione: la precarietà che vivono i giovani è qualcosa di talmente produttivo che se non ci fosse staremmo tutti ancora peggio. Partiamo da questo e cerchiamo assieme a loro, ascoltandone difficoltà e proposte, di individuare percorsi di stabilizzazione che rendano la qualità della loro vita migliore. Ma facciamolo con loro, ascoltandoli, e non coinvolgendoli nelle sole manifestazioni di piazza. A voi giovani chiedo di aiutarci a individuare la strada. A noi dico che dobbiamo riconquistare un rapporto con loro, alla pari, perché sono i veri interpreti della modernità». ●

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attualità

L'acqua pubblica non si vende di

Milena Galati

A

l grido “l’acqua pubblica non si vende”, anche la Calabria ha fatto la sua parte nella raccolta di oltre un milione e quattrocentomila firme che il 19 luglio scorso sono state presentate alla Corte di cassazione per promuovere il referendum contro la privatizzazione dell’acqua. Nessun referendum nella storia repubblicana ha raccolto tante firme. La sfida che il comitato promotore per l’acqua pubblica ha davanti è quella di portare almeno 25 milioni di italiani a votare tre “sì” la prossima primavera, quando si terrà il referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici. Per settimane i comitati referendari distribuiti in tutta la regione hanno allestito banchetti nelle piazze, nei mercati, in manifestazioni pubbliche e alla fine i calabresi che hanno aderito alla campagna referendaria sono stati oltre 41mila, facendo una media tra i tre quesiti che confluiscono nel referendum. I dati li ha comunicati il Coordinamento calabrese acqua pubblica “Bruno Arcuri”.

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Privatizzazione servizi idrici sì o no?

ventano però quasi 3700 considerando anche le vicine Rende e Castrolibero), Crotone (2350), Castrovillari e Vibo (entrambe con oltre 900 firme). Se in termini assoluti prevalgono, com’era ovvio, i centri principali, in proporzione alla popolazione in alcuni comuni minori è stato raccolto un numero di firme paragonabile al numero di votanti nelle tornate elettorali. La percentuale di aderenti alla campagna referendaria supera il 10% del corpo elettorale in almeno una ventina di comuni. Alcuni di questi si trovano in aree geografiche di vecchia “militanza”, come il Savuto e la Presila cosentina (record a Grimaldi, con l’adesione del 40% del corpo elettorale). In altri comuni (ad esempio Frascineto, Saracena, Verbicaro) gli elettori sono stati incentivati dall’interlocuzione tutt’altro che felice con la Sorical. Infine, in altri comuni ancora, come Pianopoli e Carlopoli (il paese di Bruno Arcuri, il giovane sindaco impegnato sui temi della ripubblicizzazione dell’acqua, scomparso poco più di un anno fa in un incidente stradale, e che dà il nome al coordinamento calabrese acqua pubblica) nel Catanzarese o Panettieri nel Cosentino, il fronte dell’acqua pubblica si è chiaramente intrecciato con altre battaglie per la tutela del territorio e dell’ambiente. Il cammino di lotta, comunque, è proseguito in settembre a Firenze, anche la Calabria è stata presente, rappresentata da numerosi esponenti del coordinamento acqua pubblica. ●

Nel dettaglio: per il primo quesito – con il quale si chiede l’abrogazione di una norma della legge 166 del 2009 che accelera la privatizzazione del servizio idrico – le firme raccolte sono state 41.417. Per il secondo quesito – con il quale si chiede l’abrogazione dell’articolo 150 del decreto legislativo 152 del 2006 che prevede come unica forma societaria possibile per l’affidamento del servizio idrico integrato le società per azioni – le firme raccolte sono state 41,490. Per l’ultimo quesito – con il quale si chiede l’abrogazione dell’articolo 154 del decreto legislativo 152 del 2006 che consente al gestore di fare profitti sulle 4 tariffe – le firme raccolte sono state 41.553. Ecco poi cosa emerge disaggregando i dati a livello territoriale. La provincia con i numeri più rilevanti è quella di Cosenza (quasi 19500 firme, il 2,7% del corpo elettorale alle ultime elezioni regionali), seguono Catanzaro (quasi 10 mila firme, il 2,8%), Reggio Calabria (7500 firme, l’1,5%), Crotone (3600, il 2,4%) e Vibo Valentia (1500, l’1%). La provincia di Cosenza è anche quella che è riuscita a coinvolgere il maggior numero di comuni nella raccolta (ben 107 su 155), ma anche nelle altre province si è riusciti a diffondere la campagna capillarmente sul territorio. Se si considerano i singoli comuni, la “palma d’oro” va assegnata a Catanzaro, con quasi 4.400 firme raccolte. Seguono distaccate Reggio (quasi 2900 firme), Lamezia (2640), Cosenza (2580, che di-

Referendum per l'Acqua Pubblica

Referendum per l'Acqua Pubblica Provincia

abitanti

elettori

%

firme

Censimento

Regionali

provincia

Referendum

2001

2010

Catanzaro 369.578 343.927 Cosenza 733.797 709.043 Reggio Calabria 564.223 511.398 Vibo Valentia 170.746 169.295 Crotone 173.122 153.415 Firme certificati di residenti fuori Regione Totale 2.011.466 1.887.078

previste

18,23 37,57 27,10 8,97 8,13

4.374 9.018 6.504 2.153 1.951

100,00

24.000

firme Referendum raccolte quesito

1

9.684 19.378 7.259 1.471 3.618 7 41.417

2 9.631 19.405 7.435 1.472 3.540 7 41.490

3 9.687 19.377 7.393 1.468 3.621 7 41.553

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Il racconto di un giornalista del "Sole 24 Ore"

Presentato a Catanzaro “La Calabria sottosopra” di Nino Amadore Caffo: “La criminalità è un ostacolo da superare per ottenere la modernizzazione economica” di

Rita Macrì

E

’ stato presentato a Catanzaro il 14 dicembre, presso la sala Augusto Placanica della Biblioteca Comunale “Filippo De Nobili”, il nuovo libro di Nino Amadore, giornalista siciliano del “Sole 24 Ore” ed ex allievo dell’Ifg Carlo De Martino di Milano che, in poco più di 100 pagine (Rubbettino editore), racconta “La Calabria sottosopra”, soffermandosi «sulle conseguenze concrete del sottosviluppo mafioso cui non sono estranee le scelte e le azioni di una classe dirigente troppo a lungo legata direttamente ai famigli delle 'ndrine o alla loro subcultura mafiosa. Ma anche una classe politica che si è allenata, a destra come a sinistra, a rappresentare interessi molto spesso opachi, molto spesso della ‘ndrangheta. Così la rappresentanza dell’illegalità è diventata un fatto naturale, scontato, tanto da far apparire ai più, – sottolinea Amadore – folle chi osa ribellarsi al potere costituito che qui non è lo stato ma il potere parallelo. La ‘ndrangheta, certo, ha capito prima degli altri che bisognava attrezzarsi e

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Il tavolo dei lavori. Da sinistra: Cavaliere, Pitaro, Cava, Amadore, Capellupo, Barni, Caffo

non farsi travolgere dal futuro: ha mandato i propri figli a studiare, ha occupato l’università più predisposta a certe operazioni, ha fatto valere il proprio potere sul mercato degli scambi criminali con la mafia siciliana. La ‘ndrangheta si è quasi fatta classe dirigente in enti locali, province, unità sanitarie locali e mu-

tuando i riti massonici o entrando a pieno titolo nelle logge ha portato i propri uomini nei salotti buoni. E così anche chi si credeva esente da certo malaffare criminale, come la provincia di Cosenza, non lo è più. Anche il migliore degli esperimenti come l’Università di Arcavacata a Rende, esempio di convento

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laico per una possibile e liberale classe dirigente del domani, ha dimostrato tutti i limiti». Sono intervenuti al dibattito: Tullio Barni, docente dell’Università Magna Graecia; Sebastiano Caffo, presidente Giovani Imprenditori Confindustria Calabria; Francesco Cava, presidente ANCE Calabria; Claudio Cavaliere, segretario regionale di Legautonomie Calabria, Vincenzo Capellupo, associazione Ulixes. Ha moderato i lavori Romano Pitaro. Seduto al tavolo dei relatori anche l’autore, Nino Amadore, giornalista messinese, dal 2003 redattore a Palermo de “Il Sole 24 Ore”, da vent’anni frequenta il mondo dei giornali. Ha cominciato nel 1989, allora studente di Scienze Politiche a Messina, come corrispondente per il quotidiano “La Sicilia” e ha successivamente collaborato con numerosi altri giornali. È au-

Il racconto di un giornalista del "Sole 24 Ore"

tore del libro La zona grigia, professionisti al servizio della mafia (La Zisa editore, 2007) e coautore, con Serena Uccello, del volume L’isola civile, le aziende siciliane contro la mafia (Einaudi, 2009); è autore del saggio sul giornalismo di inchiesta nel manuale Studiare da giornalista. Nino Amadore da anni segue le vicende della nostra regione, la Calabria, e le racconta nei suoi articoli. Da oggi è in edicola questa nuova inchiesta “La Calabria sottosopra”, sulla contaminazione culturale che la ‘ndrangheta ha saputo organizzare, permeando con i suoi uomini tutto ciò che era possibile permeare. «Una regione – evidenzia Amadore – che è un nodo da sciogliere perché è la dimostrazione concreta, dati alla mano e storie a bizzeffe, di come non sia possibile in Italia un vero federalismo fiscale che veda gli enti locali protagonisti per esempio della caccia agli evasori fiscali: ve lo immaginate un sindaco eletto in Calabria con i voti delle famiglie mafiose andare in cerca di evasori fiscali? O vi immaginate quel giovane primo cittadino, un professionista, il quale pur di essere eletto dice candidamente che la lotta alla ‘ndrangheta spetta allo Stato e non ai Comuni? Per non parlare degli imprenditori: alcuni (pochi) che provano a lanciare messaggi antimafia, qualche altro come Pippo Callipo che ne fa una battaglia umana, passionale, qualche altro che pensa di darla a bere a tutti cercando alibi per continuare a fare quello che ha sempre fatto: il colluso. Pochissimi si presentano in questura o dai carabinieri per denunciare il racket o pressioni sugli ap-

palti». A tal proposito Nuccio Caffo, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, ha precisato: «La criminalità organizzata è uno dei fattori che principalmente limita la libertà di impresa nel Sud, ponendo, di fatto, gli imprenditori meridionali in condizioni di svantaggio rispetto quelli che operano nelle altre regioni del Paese. Per sradicare questo fenomeno bisognerebbe agire su tutta la società non sottovalutando l’importanza della corretta educazione specialmente delle giovani generazioni; le scuole giocano un ruolo fondamentale per diffondere tra i più giovani la “cultura della legalità”. Nelle località a maggiore rischio – ha rimarcato Caffo – bisognerebbe obbligatoriamente inserire nei programmi didattici alcune ore al mese di “educazione alla legalità” in tutte le scuole, dalle elementari alle superiori, perché riteniamo che la scuola sia lo strumento principale a nostra disposizione per migliorare la società. I bambini di oggi sono gli uomini del domani. Il sistema Confindustria, negli ultimi anni, è stato artefice di un grande lavoro di sensibilizzazione nei confronti degli imprenditori associati e non, che ha portato, in alcuni casi estremi, fino all’espulsione dall’associazione di quelli collusi, soprattutto nella vicina Sicilia, ed alla creazione di importanti campagne di comunicazione sociale come “Io il pizzo non lo pago” voluta fortemente da Confindustria Calabria e promossa in ogni angolo della regione. Con questa campagna abbiamo fatto chiarezza sulla posizione degli imprenditori in merito alla ferma condanna di ogni atto o azione criminale che miri alla limitazione della libertà di intraprendere. Abbiamo fatto una netta distinzione tra gli imprenditori “collusi” che non vogliamo tra di noi, e gli imprenditori “vessati” che, al contrario, non devono essere mai lasciati da soli se vogliamo veramente cambiare lo stato delle cose. Per questo siamo fer►

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Il racconto di un giornalista del "Sole 24 Ore"

Nino Amadore

mamente convinti che, in qualità di nuova classe dirigente di questo Paese, non possiamo assecondare un sistema malato e dobbiamo essere parte attiva del cambiamento. La criminalità organizzata oggi è di fatto l'ostacolo più rilevante da superare per ottenere la modernizzazione civile ed economica del Sud. La ‘ndrangheta ostacola la crescita di un sano sviluppo della nostra Calabria e limita quel contributo indispensabile che il Sud può dare per un nuovo slancio all’economia italiana; infatti, secondo un recente studio del centro studi nazionale di Confindustria, se il Mezzogiorno riuscisse a realizzare le sue potenzialità inespresse con una crescita del suo PIL di 6 punti l’anno per 15 anni, l’Italia diventerebbe la prima potenza europea». «Come presidente dei Giovani Industriali Calabresi – ha concluso Caffo –

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voglio ribadire che per lo sviluppo della nostra terra e delle nostre imprese tutti insieme dobbiamo dire in modo corale “no” al pizzo, “no” alla criminalità, “no” ad ogni forma di vicinanza o contiguità con le organizzazioni criminali». Per Claudio Cavaliere questo libro rappresenta una novità rispetto ai numerosissimi libri in commercio che affrontano i temi della legalità, dello sviluppo e della democrazia in Calabria. «Nell'opera, come è stato sottolineato nel corso della presentazione del libro, si traccia un profilo della Calabria. L’autore senza indulgenze – ha dichiarato Cavaliere – richiama i calabresi ad assumersi le proprie responsabilità e li invita a reagire senza alcun giustificazionismo rispetto ad una situazione che è frutto di questa comunità che deve trovare il coraggio di reagire». Francesco Cava, presidente Ance Calabria, ha dichiarato di aver partecipato volentieri in prima persona all’iniziativa, per invitare gli imprenditori a reagire: «Per sconfiggere la ‘ndrangheta bisogna aprire i cantieri e garantire la massima trasparenza affinché le aziende virtuose vengano premiate e abbiano la possibilità di dimostrare il loro vero valore sia in quanto a competitività che a professionalità. Ance e Confindustria Calabria sono determinate a cambiare la situazione e invitano gli imprenditori ad alzare la testa e a reagire». «Ance nazionale – ha continuato Cava – sta emanando un codice etico che tutti gli associati dovranno rispettare obbligatoriamente. Ance Calabria proprio in questa sede vuole lanciare una nuova proposta. In attesa che vengano approvate le leggi nazionali specifiche (qualificazione delle imprese nel settore privato e white list) proporrà, in collaborazione con le Prefetture, che tali norme vengano rispettate in modo volontario dagli imprenditori nostri associati a livello regionale». Seduti tra il folto pubblico della Sala Augusto Placanica della

Biblioteca Comunale “Filippo De Nobili” erano presenti molti imprenditori rappresentati dal direttore di Confindustria Calabria, Luigi Leone, il quale ha evidenziato: «Il libro di Nino Amadore è un’inchiesta sullo spaccato della società calabrese tanto coraggiosa quanto realistica. Queste pagine ci aiutano a riflettere sui limiti che la società civile calabrese ancora registra nella lotta alla criminalità e alla ‘ndrangheta. La voglia di riscatto deve essere fatta propria da ogni imprenditore che vede nel libero mercato, nella certezza delle regole e nella trasparenza delle azioni gli unici punti fermi per lo sviluppo della propria impresa; una vera e propria rivoluzione di cui gli imprenditori vogliono essere i protagonisti per cambiare davvero il futuro e le sorti di questa nostra amata regione». A margine dei lavori abbiamo sentito anche l’opinione dell’editore Florindo Rubettino sull’opera di Amadore: «La Calabria sottosopra è il primo libro che Rubettino edita di Nino Amadore. E’ un contributo che racconta una regione che si presenta sempre in chiaro scuro, dove nulla è come appare. Non c’è solo la ‘ndrangheta a condizionare lo sviluppo e la crescita della Calabria ma hanno una responsabilità anche tutti quei calabresi che fingono di non vedere. Pesa l’assenza di una classe dirigente solida, forte, capace di fronteggiare le pressioni del malaffare e in qualche caso della malavita organizzata. Il libro registra questo e tanto altro, come la mancanza di una vera volontà di cambiare il corso delle cose. E dire che di occasioni la Calabria ne ha avute parecchie. Ma non le ha colte. Certo non si possono marchiare 2 milioni di persone come disoneste o subordinate alla criminalità Ma è arrivato il momento di cominciare a parlarne per variare un percorso di crescita culturale, umano ed economico che la Calabria merita perché non sia più una regione “sottosopra”». ●

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flash news Telecom Italia lancia TIM Store ed entra nel mercato delle applicazioni Il nuovo store rende disponibile un’ampia gamma di contenuti e servizi su oltre 800 modelli di terminali con i principali sistemi operativi come Android, Symbian, Windows Mobile, Blackberry e Java. Grazie alla collaborazione con Telefonica nasce il “Common Application Marketplace”, il nuovo mercato pan-europeo delle applicazioni

T

elecom Italia entra nel mercato delle applicazioni con TIM Store, che permette di accedere in modo semplice e intuitivo ai contenuti e ai servizi preferiti. TIM Store rende disponibile - si legge in una nota stampa - su oltre 800 modelli di terminali le applicazioni e i servizi che il cliente può scaricare, gratuitamente o a pagamento, differen- ziandosi dai principali store proposti dal mercato per il fatto di essere una piattaforma “aperta”, cioè progettata su misura per il cliente e non sulla tecnologia del suo telefonino. L’obiettivo è quello di dare impulso allo sviluppo di un mercato italiano di applicazioni per le esigenze specifiche del pubblico italiano, favorendo nel contempo la crescita a livello internazionale del “Made in Italy” digitale. La caratteristica di TIM Store è infatti quella di rivolgersi non solo a chi possiede uno smartphone di nuova generazione ma anche a chi utilizza un terminale 2G, dando quindi la possibilità ad un pubblico molto ampio di avvicinarsi al mondo delle applicazioni. TIM Store, infatti, è compatibile con tutti i principali sistemi come Java, Symbian, Android, Windows Mobile e Blackberry, rappresentando così l’offerta più completa in questo mercato. A breve sarà inoltre possibile scaricare le “apps” con MeeGo e altri sistemi operativi. A oggi sono circa

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1.000 le applicazioni già disponibili su www.timstore.tim.it, suddivise per categorie: Social Network, Mappe, Giochi, Informazioni, Servizi di utilità, Sport e Salute. Le applicazioni si possono acquistare direttamente con il credito del telefonino senza necessità di carta di credito. Un altro elemento innovativo del prodotto è il fatto che, grazie alla collaborazione con il Gruppo Telefonica, TIM Store sarà successivamente integrato con gli application store europei di Movistar e O2, con l’obiettivo di lanciare il “Common Application Marketplace”, il nuovo mercato pan-europeo delle applicazioni. Questo comporterà, da un lato, un’offerta più ricca per i consumatori italiani e, dall’altro, la possibilità per la community dei developer presenti nel nostro Paese di sviluppare applicazioni per un mercato europeo di quasi 70 milioni di clienti che hanno già un terminale abilitato all’utilizzo del servizio. «Vogliamo fare di TIM Store uno dei catalizzatori dei nuovi servizi customer centric a valore aggiunto - ha dichiarato Marco Patuano, Direttore Domestic Market Operations di Telecom Italia -. Questa iniziativa offre alla community dei developer nuove opportunità per valorizzare le potenzialità delle applicazioni grazie a un modello originale, aperto e trasversale rispetto alle tecnologie». ●

150 anni dell’Unità d’Italia, censimento dei “luoghi della memoria”

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n occasione della ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia, il Presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, informa una nota dell’Ufficio Stampa della Giunta, ha inviato una lettera a tutti i Sindaci della Calabria per realizzare un censimento dei luoghi della memoria legati al Risorgimento d’Italia situati in regione. Nello specifico, di concerto con l’assessorato alla Cultura, retto da Mario Caligiuri, il Presidente Scopelliti, intende avviare un progetto che identifichi in maniera chiara, piazze dedicate a personaggi del periodo risorgimentale, monumenti commemorativi, statue di patrioti, dimore private collegabili al processo di indipendenza e unificazione nazionale, pubblicazioni, personaggi, biblioteche, archivi, musei, teatri e altri siti d’interesse. Di particolare interesse, si legge nel testo della lettera, potrebbe essere, per una più equilibrata lettura della storia, considerare anche le testimonianze della parte dei “vinti”, i Borboni, e l’esperienza controversa del brigantaggio. Complessivamente, si tratta di un’anagrafe dei “luoghi della memoria” e personaggi locali e nazionale celebrati o dimenticati, che meritano comunque di essere raccontati e in un certo senso risarciti. E’ stata chiesta quindi un’accurata ricerca da parte delle Amministrazioni Comunali Calabresi che consentirebbe alla Regione di realizzare una più dettagliata mappatura delle memorie del Risorgimento. Partendo dalle comunità locali, sarà possibile dare continuità, fare conoscenza e mettere possibilmente a reddito cose e storie. La consegna delle schede compilate da parte dei Comuni, dovrà avvenire entro il 15 febbraio 2011, presso l’Assessorato Regionale alla Cultura, sito in via Molè a Catanzaro. ●

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flash news Confindustria Calabria: bene Gaglioti a guida di Unioncamere

L

a nomina di Pino Gaglioti alla guida di Unioncamere Calabria è certamente sinonimo di consolidamento e di sviluppo delle attività camerali a favore delle imprese calabresi. Lo afferma Confindustria Calabria. «Uomo ed imprenditore di riconosciuto equilibrio, capace di coniugare relazioni istituzionali al più alto livello con un senso pratico ed operativo della gestione delle importanti e precipue attività dell’Ente regionale, siamo sicuri - prosegue Confindustria Calabria - darà nuovo impulso per sostenere lo sviluppo economico delle imprese e, più complessivamente, della regione. Tutte qualità che, prima come dirigente della Confindustria cosentina e poi come Presidente della più importante Camera di Commercio calabrese, Gaglioti ha avuto modo di dimostrare (come si suol dire) sul campo. La sua nomina, unitamente alla ritrovata unità di tutto il sistema camerale delle cinque province darà, senza dubbio, rinnovato slancio alle iniziative a favore delle imprese di tutte i settori economici. Proprio il precipuo ruolo dell’Unioncamere regionale nel panorama dell’economia calabrese sarà fondamentale per apportare nuove idee ed attività attraverso le sinergie che con le categorie e, ancor più, con la regione Calabria, cui spetta il Giuseppe Gaglioti compito di programmare lo sviluppo regionale. Internazionalizzazione, credito, innovazione, promozione e sviluppo, siamo certi, saranno al centro del programma del neo Presidente Gaglioti, cui evidenziamo tutta la disponibilità della Confindustria calabrese a cooperare per il rilancio dell’intero sistema imprenditoriale. Auguri doppi, dunque Pino Gaglioti, per il nuovo anno e per l’importante e prestigioso incarico che, proprio con il nuovo anno, andrà ad assumere». ●

Provincia di Cosenza. A Joe Manchin III gli auguri di Mario Oliverio

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’elezione al Senato americano del Governatore del West Virginia, Joe Manchin III, cittadino onorario di San Giovanni in Fiore e figlio di immigrati della città di Gioacchino ci riempie di immensa gioia ed orgoglio». E’ quanto ha dichiarato - si legge in una nota stampa - il Presidente della Provincia di Cosenza, on. Mario Oliverio, dopo aver appreso la bella notizia in tv. «Ancora una volta – ha aggiunto il Presidente della Provincia di Cosenza – un figlio della nostra terra, nipote di uno dei minatori di San Giovanni in Fiore che hanno reso grande l’America e lavorato nella miniera di Monongah, dove, nel lontano 1907, una fuga di gas, provocò quella che viene ricordata come la più grande tragedia nella storia dell’emigrazione italiana, in cui persero la vita circa mille persone, tantissimi dei quali erano calabresi provenienti proprio da San Giovanni in Fiore, si fa onore nella patria della democrazia e della libertà». «Al neo senatore Joe Manchin III, alla sua bella famiglia e a Michael Oliverio che non è stato eletto per un inezia – ha concluso il Presidente della Provincia di Cosenza – giungano i miei auguri più sinceri e le mie felicitazioni più affettuose, in attesa di festeggiare insieme in Calabria la loro straordinaria affermazione». ●

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Unioncamere Calabria:

ancora in sofferenza le imprese artigiane

A

nche nel II trimestre 2010 si registra una flessione nello stock delle imprese artigiane che perdono 144 unità attestandosi su un totale di 37.195 imprese. Le nuove iscrizioni (752) sono state vanificate dal numero elevato di cessazioni (869 - al netto delle cancellazioni di ufficio) facendo registrare un tasso di sviluppo negativo dello 0,38%. In valore assoluto gli unici, seppure esigui, saldi positivi si registrano nel settore servizi di informazione e comunicazione e sanità e assistenza sociale. Saldi negativi, invece, per le costruzioni, manifatturiero, commercio ingrosso e dettaglio, riparazione autoveicoli e motocicli, noleggio, agenzie di viaggio, servizi supporto alle imprese e agricoltura, silvicoltura e pesca. Perdono un’impresa il settore fornitura di acqua, reti fognarie, attività e gestione rifiuti e il settore attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento. Fortunato Roberto Salerno, Presidente Unioncamere Calabria, evidenzia come occorre una politica di rilancio del settore. «Il comparto artigiano è composto prevalentemente da imprese operanti nelle attività di tipo tradizionale ed in particolare nel settore delle costruzioni – commenta Salerno - il 25,56% nel manifatturiero, il 15,31% nelle altre attività di servizi. E’ fondamentale, dunque, cominciare a ragionare in termini di innovazione in un settore che è trainante per la nostra economia. Anche la forma giuridica dominante conferma tale tendenza, infatti, la ditta individuale, sebbene in diminuzione rispetto all’ultima rilevazione dell’0,7% (-201 unità), rimane la forma giuridica più diffusa tra le imprese artigiane, rappresentando l’85,68% del totale con ben 31.870 unità». I dati sono stati elaborati dall’'Ufficio Studi di Unioncamere Calabria diretto dal Segretario Generale Donatella Romeo e le attività rientrano nelle nuove attribuzioni che la riforma del sistema delle Camere di Commercio ha attribuito alle Unioni regionali. ●

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flash news Al Maca di Acri la mostra personale in ricordo dell'artista Aldo Mondino

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ino al 20 febbraio 2011, il MACA (Museo Arte Contemporanea Acri) dedicherà una personale al grande artista torinese Aldo Mondino, senza dubbio uno degli artisti italiani più eclettici della sua generazione, tra i principali protagonisti della sorprendente stagione creativa degli anni Sessanta del capoluogo piemontese. Poliedrico, dotato di una vasta e profonda cultura internazionale, di uno sguardo ironico capace di partorire doppi sensi eleganti e raffinati, e, soprattutto, di una curiosità instancabile, Mondino non ha mai cessato di reinventare se stesso e la propria arte durante tutto l’arco della sua carriera. Il suo percorso artistico è stato segnato da un fluire costante di ispirazioni sempre nuove, di influenze disparate che l’artista è stato in grado di assorbire, metabolizzare e successivamente riproporre attraverso il suo stile originale ed inconfondibile; dai primi passi parigini mossi presso l’Atelier 17 del pittore surrealista ed espressionista William Heyter, e gli studi sul mosaico fatti sotto la guida del futurista Gino Severini, per poi passare attraverso una fase citazionista dai forti richiami pop, e il successivo periodo orientalista nato negli anni Settanta con la serie King e proseguito con quella dei Dervisci e con le sperimentazioni formali estrose ed audaci. Proprio questo suo essenziale gusto per lo studio manipolatorio di materiali e medium artistici innovativi, ma mai distaccati dalla realtà quotidiana – sua fonte di ispirazione primaria sin dai tempi delle frequentazioni dell’artista con il gruppo dei poveristi –, lo ha portato a realizzare le famose sculture in cioccolato e zucchero di canna, o le opere fatte con confezioni di torrone, selle da cavallo o aringhe affumicate. A cinque anni dalla sua morte, il MACA – grazie alla collaborazione con la Fonderia di Walter Vaghi e con il patrocinio dell’Archivio Mondino – ospita nei suoi spazi una collezione di venti opere di grandi dimensioni, tra sculture e dipinti, in grado di veicolare alla perfezione il carattere poliedrico, arguto ed esotico del grande artista torinese. Riecheggiando un verso di Arthur Rimbaud, anche Mondino potrebbe essere definito un “maestro di fantasmagorie”, un artista che attraverso le sue opere affascinanti, ironiche e seducenti, sembra rivolgersi al suo pubblico come faceva il poeta francese in Una Stagione all’Inferno: “Ascoltate!... Ho tutti i talenti!” ●

Con la Sim PosteMobile possibili gli acquisti on line in sicurezza

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er la prima volta in Italia una SIM telefonica diventa un mezzo per effettuare pagamenti per l’e-commerce, in alternativa agli strumenti di pagamento esistenti (Carte di credito, Paypal, Google Checkout etc), in assoluta sicurezza e con estrema facilità d’uso. Ad annunciare in una nota stampa la novità è PosteMobile: infatti l’operatore di telefonia mobile del Gruppo Poste Italiane – il primo operatore mobile ad entrare nel m-Commerce, per l’acquisto in mobilità di biglietti dei mezzi ATAC, nella città di Roma, e pagamento del parcheggio Telepark - si propone come un metodo innovativo, pratico e affidabile, per pagare i propri acquisti on line. Grazie all’accordo sottoscritto con HOEPLI.it (la grande Libreria Online per la vendita di libri e dvd facente parte Gruppo Editoriale Hoepli Spa) e con Monclick.it (negozio online di riferimento per chi vuole acquistare tecnologia) , è già possibile usufruire del servizio per l’acquisto di libri ed elettronica di consumo utilizzando la SIM PosteMobile come mezzo per effettuare il pagamento del bene acquistato on line. Ai clienti PosteMobile che hanno associato la propria SIM al Conto BancoPosta e/o alla PostePay di cui sono titolari basterà indicare sul sito del venditore il proprio numero di cellulare PosteMobile (e la data di nascita del titolare della SIM ove richiesto). Il cliente riceverà quindi un SMS dal merchant che riepiloga tutti i dati relativi al bene/servizio per il quale si intende perfezionare l’acquisto (nome azienda; codice ordine; prezzo). Se tutti i dati sono corretti basterà convalidare la transazione inserendo direttamente sul telefono il codice di sicurezza (PMPIN) con il quale il cliente già oggi autorizza le transazioni sullo strumento di pagamento associato alla SIM. La sicurezza della transazione deriva dal fatto che: non sarà più necessario per il cliente inserire i propri dati relativi agli strumenti di pagamento sul sito del merchant: il numero di telefono inserito dal cliente è controllato da PosteMobile e il codice di sicurezza che autorizza il pagamento è creato e conosciuto solo dal cliente e non risiede in alcun sistema di PosteMobile. Prossimamente arriveranno sulla SIM PosteMobile anche Alitalia, Trenitalia e TicketOne. ●

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flash news Stop immediato alle nuove procedure del codice della strada per il rinnovo della patente degli over 75

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a 50&Più chiede l’immediata sospensione delle nuove procedure per il rinnovo della patente degli over 75 fino a quando non si realizzino queste tre condizioni: 1) procedure semplificate; 2) moltiplicazione delle sedi necessarie per le richieste di rinnovo; 3) canali dedicati esclusivamente alle visite mediche da effettuare. L’associazione 50&Più denuncia - si legge in una nota stampa - le gravi difficoltà che si trovano ad affrontare gli ultrasettantacinquenni per il rinnovo della patente secondo le modifiche del Codice della Strada apportate in luglio. Ne chiede pertanto l’immediata sospensione. Con l’intento di rendere più selettiva e seria la verifica dei requisiti di guida, di fatto è stato creato un meccanismo che è un vero delirio burocratico e che, specie nei grandi centri abitati come Roma, rende quasi impossibile il rinnovo della patente oltre i 75 anni. Sono scarse le sedi delle “commissioni speciali” per presentare la domanda. Enorme è la mole della documentazione richiesta. Complicatissima, con oltre 17 prove, la visita medica da superare che è a proprie spese e con liste di attesa lunghissime. «Mentre registriamo una costante crescita dell’aspettativa di vita e il prolungarsi del periodo di vita attiva – sostiene il Segretario Generale di 50&Più, Gabriele Sampaolo in una lettera rivolta al Ministro Matteoli – la nuova normativa è fortemente discriminatoria verso gli ultrasettantacinquenni e di fatto inibisce un diritto. Ne chiediamo, quindi, la sospensione fino a quando non si realizzino queste tre condizioni: 1) non vengano semplificate le procedure; 2) non siano moltiplicate le sedi necessarie per le richieste di rinnovo; 3) non ci siano canali dedicati esclusivamente alle visite mediche da effettuare». ●

Progetto Donna, designati i componenti del coordinamento

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a Giunta Regionale, nel corso dell’ultima riunione, ha designato i componenti del coordinamento del “Progetto Donna”, progetto istituito con Legge Regionale 19/04/95 n.22 successivamente modificata con la Legge Regionale 02/05/2001 n.7, nominando nell’organismo, Francesca Greco e Rita Anania. La Regione, informa una nota dell’Ufficio Stampa della Giunta, con l’istituzione di tale progetto, riconosce e da visibilità al pensiero ed alle attività delle donne e sostiene le associazioni femminili calabresi. Il Coordinamento regionale del “Progetto Donna”, avrà il compito di, elaborare un programma di attività da finanziare con i fondi disponibili, proporre progetti e programmi da finanziare con fondi regionali, nazionali e comunitari ed intervenire nei settori del Lavoro, Informazione, Servizi e Cultura. Nel corso della riunione della Giunta particolare soddisfazione ed apprezzamento è arrivato da parte della Vice Presidente, Antonella Stasi, per la designazione delle due componenti, figure qualificate, che sapranno dare un valore aggiunto al grande tema delle associazioni femminili, nella convinzione che l’associazionismo rappresenta chiaramente un volano per la presenza attiva e propositiva della donna all’interno della società. «Auspico che – ha affermato la Vice Presidente, Antonella Stasi – questo nuovo coordinamento nominato, dia nuovo impulso alle attività di Progetto Donna, nel processo di valorizzazione della figura femminile in Calabria e possa arricchirlo dando piena legittimazione alla rappresentanza politica delle associazioni di donne che da tempo rappresentano un reale dialogo, a livello territoriale e regionale, tra le istituzioni, la politica ed il mondo femminile». ●

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Vigili del Fuoco: Claudio De Angelis nuovo Direttore della Calabria

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on il nuovo anno si è insediato alla guida della Direzione Regionale Vigili del Fuoco per la Calabria il neo Dirigente Generale Claudio De Angelis, ingegnere civile; nato a Roma nel 1956, sposato con due figli, sostituisce l’ing. Dante Pellicano, chiamato nella capitale ad assumere un importante incarico presso il Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Ministero dell’Interno. Claudio De Angelis inizia la carriera nel Corpo Nazionale nel 1986 come funzionario del ruolo tecnico antincendi, assumendo l’incarico di vicecomandante del Comando Provinciale di Sondrio, svolgendo poi dal 1989 attività presso gli uffici centrali del Ministero dell’Interno. Nominato dirigente nel 1999, diventa Comandante di Lecco e successivamente responsabile dell’area Pianificazione e Controllo della Formazione. Nel 2005 come Dirigente Superiore è a capo dell’area Sedi di Servizio per poi passare a dirigere l’area Pianificazione e Organizzazione del Sistema Operativo di Emergenza. Nel settembre 2009 viene nominato Comandante Provinciale di Torino. Nel corso degli anni ha maturato grande esperienza operativa, partecipando a eventi di Protezione Civile di particolare rilevanza, tra cui l’alluvione della Valtellina (1987), il terremoto di Kobe (1995), il terremoto dell’Umbria e delle Marche (1997), l’eruzione dell’Etna (2002), il terremoto di Algeri (2003) e quello dell’Aquila (2009). Le linee di indirizzo del suo mandato, emerse da un primo incontro con i Comandanti provinciali della Regione, sono: facilitare la funzionalità delle strutture operative del Corpo nella Regione, potenziare l’attività formativa e l’addestramento del personale e sviluppare le collaborazioni istituzionali con gli enti territoriali. ●

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Lo storytelling:

l’arte di raccontare storie di

Monia Melia*

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ttualmente numerose aziende ricorrono a formule narrative per la costruzione e per la comunicazione della propria identità. Una nuova modalità utilizzata per comunicare è quella di inserire la propria “autobiografia”, la mission aziendale, le costellazioni di storie proposte dalle persone che vivono in azienda e i molteplici discorsi sviluppati nell’interazione con i mercati di riferimento nella trama di un racconto in modo che la fredda logica del business lasci spazio alle emozioni, alle sensazioni e alle percezioni. Tutte le organizzazioni parlano. Le imprese rappresentano delle vere e proprie biografie con un passato da raccontare, dei fondatori di cui vantare le gesta, una cultura e un’identità distintiva che ne hanno determinato lo sviluppo e la strategia di business. Acquistare un brand significa oggi acquistare anche una storia, un racconto, una narrazione, un mondo in cui immedesimarsi. Le storie permettono alle organizzazioni di raggiungere grandi risultati grazie alla loro abilità di toccare le persone

emozionalmente, intellettualmente, fisicamente e spiritualmente. Dal punto di vista dell’efficacia interna, le storie consentono agli individui di esprimere la propria esperienza di lavoro nell’organizzazione, di promuovere attività, iniziative, progetti interni oltre che di orientare le esperienze di acquisto, attraverso ad esempio l’arredo di un punto vendita, il visual design di un prodotto o la musica di uno spot. Grazie alla narrazione di storie, la mera diffusione di informazioni viene trasformata in un vero e proprio racconto, fatto di personaggi e situazioni che risultano memorabili per i pubblici di riferimento. Lo storytelling, ossia l’arte di raccontare delle storie, si impone oggi come valido strumento di supporto alla comunicazione d’impresa, in grado di migliorare l’impatto, la memorabilità, la credibilità, la comprensione e l’efficacia dei messaggi trasmessi all’interno e all’esterno di un’organizzazione. Attraverso l’utilizzo strategico dello storytelling il management aziendale è infatti in grado di valorizzare tradizioni secolari, sviluppare la fedeltà emotiva al brand, creare fiducia nella

* Dottoranda di ricerca in Economia e Management in Sanità - UMG Catanzaro

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propria organizzazione, immergere emotivamente il consumatore nella narrazione e di trasmettere i propri valori. Per mezzo delle storie è possibile motivare le persone, dare senso alle azioni della realtà organizzativa quotidiana, condividere la conoscenza, creare un’identità istituzionale, individuale o di gruppo, oltre che mantenere la memoria, garantendo così una continuità dei saperi e un orientamento dei comportamenti.

Tutte le organizzazioni, che lo vogliano o no e che lo sappiano o meno, producono storie per orientare i comportamenti delle persone che stanno dentro e fuori le proprie barriere. L’impresa, vive, si sviluppa e si consolida all’interno delle storie che è riuscita a far nascere, creando una personalità narrante e narrabile. Quella che fa storytelling è un’impresa sensibile che non vuole solo essere attenta allo share of wallet, ma anche e soprattutto desidera conquistare lo share of heart, uno spazio nella memoria affettiva dei propri interlocutori. ●

Il museo della liquirizia “Giorgio Amarelli”: un connubio vincente tra impresa e storia

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a tecnica dello storytelling ha trovato un’efficace applicazione anche da parte di una piccola impresa calabrese, la Amarelli, la quale attraverso la realizzazione di un museo si è sperimentata nella narrazione del proprio brand, dei propri prodotti e dell’intero territorio calabrese. Inaugurato nel 2001 dopo circa un ventennio di meticoloso lavoro di selezione documentaria, il museo “Giorgio Amarelli” rappresenta un luogo in cui, attraverso la liquirizia, viene proposta una storia fatta di lavoro, di cultura, di impresa e di tradizioni. Una storia da toccare con mano, da leggere e da ascoltare. Situato a Rossano, nella storica residenza di impianto quattrocentesco, da sempre dimora e centro degli interessi della famiglia Amarelli, il museo della liquirizia costituisce un impegno culturale fortemente voluto dal Cavaliere al Lavoro Pina Amarelli (prima donna in Calabria insignita di tale onorificenza) a testimonianza del legame con il territorio calabrese che spontaneamente produce lungo l’intero litorale la migliore liquirizia del mondo1. Si tratta in particolare di uno spazio in cui, attraverso le testimonianze del tempo, viene ricostruita la storia Amarelli e la sua identità aziendale. La narrazione del museo si svolge come un nastro costituito da diverse aree tematiche per mezzo delle quali il visitatore percorre una sorta di “viaggio nel tempo”, dalle origini ai giorni nostri, rivivendo il lungo racconto della famiglia e dell’impresa.

All’interno del museo, l'attenzione viene incentrata sull’esperienza imprenditoriale della famiglia Amarelli riproposta attraverso una serie di incisioni, documenti, libri e foto d'epoca, abiti e oggetti della vita sociale, e sulla storia della liquirizia che rappresenta, tuttavia, l’elemento fondamentale dell’intero impianto narrativo proposto all’interno del museo. In particolare, la storia di questo delizioso ed unico prodotto della costa ionica viene proposta attraverso una serie di oggetti (dalle balle di radice agli attrezzi manuali, dalle forme di porcellana agli stampi in bronzo), svariati documenti (giornali della produzione, libri contabili, registri paga e corrispondenza tra produttori e con le autorità di governo) nonché la ricostruzione di un punto vendita ottocentesco con oggetti d'uso e confezioni dell'epoca e una specifica sezione dedicata alla “musealizzazione” dell’offerta proposta al consumatore. Il museo della liquirizia “Giorgio Amarelli” ha aderito all’Associazione “Museimpresa” promossa da Assolombarda e Confindustria che ha l’obiettivo di individuare, promuovere e mettere in rete le imprese che hanno scelto di privilegiare la cultura nelle proprie strategie di comunicazione, come strumento di sviluppo economico e valore aggiunto per l’azienda. Attualmente rappresenta un punto di riferimento importante per il turismo e per il territorio calabrese. Con circa 40.000 visitatori all’anno, rappresenta oggi il secondo museo d’impresa più visitato in Italia, preceduto soltanto dalla prestigiosa Galleria Ferrari e seguito da musei

1 La pianta della liquirizia (Glycyrrhiza glabra) è conosciuta ed impiegata da molti secoli e cresce spontaneamente in molti paesi come la Grecia, la Turchia, la Cina ma secondo quanto affermato dall’autorevole Enciclopedia Britannica la migliore qualità di liquirizia “is made in Calabria”.

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illustri come quello della Perugina, Piaggio, Ducati e Ferragamo (Fonte: La rivista del turismo 2008). Dopo soli quattro mesi dall’apertura il museo, nel novembre del 2001, ha ricevuto un prestigioso riconoscimento, ossia il

Premio Guggenheim – Impresa e Cultura Premio Speciale Il Sole 24 Ore - assegnato alla migliore azienda debuttante in campo culturale. Nell’aprile 2004 le Poste Italiane hanno poi dedicato un francobollo al “Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli” appartenente alla serie tematica “Il Patrimonio Artistico e Culturale Italiano”, emesso in 3.500.000 esemplari.

Focus sull’azienda

La Amarelli rappresenta oggi l’unica erede di una tradizione tipica della Regione Calabria, la produzione e commercializzazione della liquirizia. La nascita dell’azienda risale al 1731 quando, secondo la tradizione, venne realizzato il primo “concio” per la lavorazione della liquirizia, anche se antichi documenti attestano che già intorno al 1500 la famiglia Amarelli commercializzava i rami sotterranei di questa pianta che tutt'ora cresce in abbondanza nei suoi latifondi. L’utilizzo di materie prime di qualità e di processi tecnologici avanzati coniugati ad una forte artigianalità nell’estrazione e nella lavorazione del prodotto finito, consentono oggi all’Azienda Amarelli di commercializzare i propri prodotti “di lusso” sui principali mercati nazionali e internazionali, in particolare in Francia, Germania, Spagna e Inghilterra, Svezia e Danimarca, nell’America del Nord e del Sud, in Australia e Nuova Zelanda. Il consumatore tipo della liquirizia Amarelli, è un consumatore di elevato livello culturale in cerca un prodotto naturale, senza additivi chimici e sicuro da un punto di vista qualitativo. Tra i consumatori più celebri si possono citare Katia Ricciarelli, José Carreras, Isabella Rossellini e Lucio Dalla (il quale pare non resti mai sprovvisto delle liquirizie Amarelli,

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in quanto sempre “Amarellato”). La gamma dei prodotti “Amarelli” comprende svariate referenze: dal semplice bastoncino di legno grezzo alle liquirizie pure dal profumo naturale o con aggiunta di aroma di anice o di menta, dalle liquirizie gommose profumate all’arancia e alla viola alla serie dei prodotti di liquirizia confettata, dal classico “bianconero” al ricercatissimo “sassolino dello Jonio”. Comprende inoltre prodotti più fantasiosi come il liquore, il rosolio, la grappa, il cioccolato, i biscotti, i torroncini, i tagliolini, l’acqua di colonia e lo shampoo-doccia alla liquirizia. L’elemento vincente di questa piccola “grande” realtà calabrese, che continua a diffondere in maniera positiva l’intero territorio calabrese nel mondo, sembra risiedere non soltanto nella eccellenza e nella raffinatezza del propri prodotti ma anche nella capacità di saper coniugare in maniera efficiente innovazione, tradizione e spiccate capacità imprenditoriale. ●

Museo della liquirizia “Giorgio Amarelli” “Per il nuovo impegno di valorizzazione della cultura d’impresa, in una zona particolare del Mezzogiorno, legando una lunga storia di successo alle prospettive di sviluppo e coinvolgendo nei processi di crescita gli attori sociali locali. Parte integrante di un progetto di riqualificazione funzionale, logistica e produttiva, il Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli comunica la filosofia della piccolissima e antichissima azienda calabrese, che vede nella progettualità familiare la manifestazione più autentica della sua identità. Attraverso il Museo Amarelli racconta una storia d’impresa unica e singolare e trasmette i propri valori e la propria immagine di qualità”. PREMIO GUGGENHEIM IMPRESA & CULTURA 2001 Premio Il Sole 24 Ore

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Fondi Europei - Programmazione 2007/2013

Confindustria Calabria e Invitalia: 500 milioni di euro al Sud da investire in ricerca, innovazione, energie rinnovabili di

Rosalba Paletta

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nvestimenti produttivi innovativi: nuovi strumenti per le imprese che investono al Sud”. E’ stato questo il tema del convegno svolto lo scorso 2 dicembre a Catanzaro, organizzato da Confindustria Calabria e Invitalia, l’agenzia governativa che si occupa dell’attrazione degli investimenti e dello sviluppo d’impresa, per accrescere la competitività dei settori strategici del Paese in generale, e, più in particolare, del Mezzogiorno. All’incontro erano presenti: Umberto De Rose, Presidente Confindustria Calabria; Paolo Abramo, Presidente della Camera di Commercio di Catanzaro; Francesco Sprovieri, Responsabile Affari Normativi e Convenzioni di Invitalia; Alessandro Palmitelli, Business Unit Imprese Invitalia. Nel corso della mattinata, molto partecipata da imprenditori e rappresentanti a vario titolo del mondo industriale, oltre agli strumenti agevolativi attualmente gestiti da Invitalia (come ad esempio la Microimpresa e l’Autoimpresa), è stato presentato un pacchetto di 3 specifiche misure. Ai numerosi presenti, infatti, sono stati illustrati i nuovi incentivi pubblici, operativi dal 9 dicembre 2010. Le agevolazioni in questione sono previste da tre decreti del Ministero dello Sviluppo Economico (emanati il 6 agosto scorso) e sono rivolte alle piccole, medie e grandi imprese che investono in Calabria e nelle regioni che rientrano nell’Obiettivo Convergenza del Sud (Puglia, Campania e Sicilia). Il pacchetto predisposto dall’MSE mette a disposizione degli imprenditori 500 milioni di euro finanziare programmi di investimento nei settori della ricerca, dell'innovazione e delle energie rinnovabili. Invitalia è il soggetto che gestirà le agevolazioni e per questo, appunto nel corso del convegno, ha illustrato il loro funzionamento, i loro obiettivi, le modalità di valutazione delle domande. A partire dal 9 dicembre, le imprese interessate possono, entro 120 giorni, presentare

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progetti riguardanti la realizzazione di nuove unità produttive, l’ampliamento di quelle già esistenti, la diversificazione della produzione (in nuovi prodotti o servizi aggiuntivi), o il cambiamento fondamentale dei processi di produzione. Le agevolazioni consistono in un contributo a fondo perduto e in finanziamenti agevolati della durata massima di 8 anni a un tasso pari al 20% del tasso di riferimento Ue. I beneficiari – è stato spiegato nel corso del convegno - sono tenuti a fornire idonee garanzie ipotecarie o bancarie per il rimborso del mutuo agevolato e devono apportare mezzi finanziari pari ad almeno il 25% dell’investimento ammissibile. I 500 milioni di euro messi a disposizione delle Imprese provengono da risorse comunitarie della programmazione 2007/2013, e sono così distribuiti: 300 milioni per realizzare beni finalizzati alla produzione di energia rinnovabile e al risparmio energetico nell’edilizia; 100 milioni per industrializzare i risultati dei programmi di ricerca o sviluppo; 100 milioni per raggiungere specifici obiettivi di innovazione, miglioramento competitivo e tutela ambientale. Nel primo caso i fondi provengono dal Programma Operativo Interregionale “Efficienza energetica” (Poi); negli altri due casi sono a valere sul Programma Operativo Nazionale “Ricerca e competitività” (Pon). Per presentare la domanda di finanziamento gli imprenditori devono seguire la procedura informatica disponibile sul sito www.sviluppoeconomico.gov.it e successivamente inviare la documentazione cartacea a Invitalia. Quest’ultima esaminerà i progetti prendendo in considerazione, tra l’altro, la solidità patrimoniale e finanziaria dell’impresa, la validità tecnica del programma, il piano finanziario per la copertura degli investimenti e delle spese relative alla normale gestione, l’ammissibilità degli investimenti indicati dall’impresa. Il sito di Invitalia potrà fornire un valido supporto ed una panoramica generale su tutti gli altri strumenti in campo per il sostegno all’imprenditorialità nel Mezzogiorno. ●

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Fondi Europei - Programmazione 2007/2013

Il parere degli esperti:

De Rose, Abramo, Sprovieri, Mazza

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margine del convegno Calabria Economia ha raccolto alcuni pareri fra i protagonisti della mattinata, per comprendere che cosa pensano i diretti interessati delle modalità con cui gli aiuti sono stati predisposti dall’MSE. «E’ stata un’iniziativa molto importante – ha affermato Umberto De Rose – a cui le imprese hanno aderito con molto entusiasmo e partecipazione. L’autorevole presenza di Invitalia presso la nostra sede ha consentito agli imprenditori di chiarire eventuali dubbi sulle possibilità che questi nuovi strumenti di agevolazione forniscono a chi decide di investire in Calabria. Tutto ciò non può che far ben sperare chi, come Confindustria calabrese, lavora in un’ottica di grande sinergia con chi opera in una prospettiva di sviluppo per la nostra regione». «I progetti – ha chiarito Francesco Sprovieri, responsabile Affari Normativi e Convenzioni di Invitalia – dovranno avere un importo di spesa compreso tra 1,5 e 25 milioni di euro. Gli incentivi non prevedono alcun bando, le domande saranno valutate da Invitalia secondo una procedura “a sportello”, in base all’ordine cronologico di presentazione». Il Presidente della Camera di Commercio di Catanzaro, Paolo Abramo, ha affermato: «E’ stato sollevato il problema delle garanzie, che come sempre sono un aspetto particolarmente critico per chi investe in questa regione. A tal proposito c’è inoltre da precisare che è l’Ue a stabilire il non accavallamento delle agevolazioni. Penso d’altra parte che non sia possibile pensare ad un sistema di aiuti che non preveda la responsabilità in quota parte degli imprenditori coinvolti: come abbiamo visto in passato, in molti casi, quando si è agito in questo senso non si è prodotto alcun beneficio per la crescita sana del nostro tessuto economico». Rispetto alla risposta che potrebbe giungere dall’impresa calabrese a tali misure, Abramo ha affermato: «A mio avviso reagirà bene, se non addirittura me-

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glio che in passato. Il fatto che si debba essere residenti nella nostra regione eviterà che, come purtroppo molto spesso è accaduto, qualcuno venga da fuori, prenda i soldi e sparisca senza aver apportato alcun beneficio al nostro sistema economico. I sistemi di controllo – ha concluso il Presidente della Camera di Commercio di Catanzaro –, che verificheranno quanto realizzato prima di corrispondere le cifre a rimborso, su presentazione delle fatture, è un’altra condizione di questo pacchetto agevolativo che non potrà che stimolare l’efficienza dell’investimento industriale». Nel corso del suo intervento, cogliendo l’occasione della presenza di una partecipata platea, Abramo ha annunciato che si è ad un passo dal definitivo avvio della Banca di Garanzia, come risultato di un lungo percorso portato avanti dagli enti camerali, che ha visti capofila quelli di Cosenza e di Catanzaro, che darà sicuro appoggio alle imprese, proprio sul fronte delle garanzie richieste negli investimenti. Anche l’esperto di bandi e misure agevolative rivolte alle imprese, l’avvocato e commercialista Enrico Mazza, era presente alla mattinata di lavori e nel rispondere ad alcune nostre sollecitazioni ha affermato: «Sono misure certamente importanti, data la somma stanziata, ma credo che sia un pacchetto fuori target per il mondo imprenditoriale della nostra regione, perché si rivolge ad una specificità di imprenditori, perdendo di vista che il nostro tessuto è composto da medie, ma anche e soprattutto piccole e piccolissime imprese. Se l’obiettivo era quello di selezionare il più possibile, allora è stato centrato. Altrimenti, ribadisco, si tratta di un pacchetto troppo specifico. Rimangono in vita, ad un’analisi approfondita dei codici Atecofin, pochissimi settori. Gli elementi restrittivi che vanno da questi codici, al tipo di programma, alla dimensione degli investimenti, vedranno la Calabria, a mio avviso, come la meno preparata fra le 4 regioni dell’Obiettivo Convergenza. Mi auguro che non sarà così, ma la prova la avremo allo sportello. Fermo resta – ha concluso l’avvocato Mazza – che lo stesse ente governativo gestisce una serie di agevolazioni, come ad esempio per la Microimpresa e l’Autoimpresa, che, a mio avviso, risulteranno maggiormente rispondenti alle esigenze degli imprenditori calabresi». Fra i numerosi partecipanti, potenzialmente interessati alla presentazione del pacchetto di agevolazioni, anche il Presidente della Cooperativa sociale Sion, Giuseppe De Nardo, il quale ha commentato a margine dei lavori: «Sono misure accattivanti, lo dimostra l'alto numero di partecipanti a questo convegno, ma poi, a guardarci bene dentro, ci si accorge che le garanzie richieste sono di fatto un impedimento per un giovane, o un disoccupato, che vogliano avviare un'attività imprenditoriale. Pur apprezzando iniziative di questo genere, credo – ha concluso De Nardo – che ci sia bisogno di un impegno maggiore per fare avvicinare i giovani al mondo dell'impresa, entrando magari nelle scuole: è difficile che un giovane appena diplomato possa considerare accessibili per lui queste misure». ●

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Aziende calabresi all'estero

Camera di Commercio di Cosenza

Missione in Cina

Il presidente Gaglioti: "Riscosso grande successo dai nostri vini rossi"

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i è conclusa con successo il 12 dicembre 2010 la Missione in Cina realizzata dalla Camera di Commercio di Cosenza, presieduta da Giuseppe Gaglioti, in collaborazione con il Sistema Camerale italiano. La missione si è tenuta in due città ritenute metropoli importanti, dal punto di vista reddituale e socio-culturale, che appaiono ormai pronte ad accogliere il prodotto italiano, inoltre il mercato cinese è considerato, negli ultimi anni, uno dei più in espansione e ricettivi del Made in Italy. La missione si è svolta proprio nell’anno di realizzazione del grande evento espositivo di Shanghai, un momento particolarmente importante per questo Paese. Ben 20 aziende italiane del settore agroalimentare e del comparto abitare hanno presentato le loro produzioni di eccellenza sui mercati di Pechino e Suzhou, città in crescita per attività di business dell’area di Shangai. La delegazione della Camera di Commercio di Cosenza, rappresentata dal vice presi- Giuseppe Gaglioti dente Domenico Bilotta e dal consigliere componente di giunta Salvatore Loffreda, insieme alle aziende del settore agrolimentare della provincia, è stata ospitata a Pechino presso la sede del CCPIT – China Council for the Pro-

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motion of International Trade – il cui vice presidente ha preso parte, assieme al Segretario dell’Ambasciata Italiana a Pechino e al Presidente della Camera di Commercio Italiana a Pechino, ai saluti istituzionali che giorno 6 dicembre hanno dato avvio ai lavori. Nell’arco delle tre giornate di incontri si sono succeduti più di 30 buyers in target con le singole aziende partecipanti, provenienti dal canale horeca e dal settore della distribuzione gourmet. La seconda tappa della missione si è svolta presso la citta di Suzhou, con una calorosa accoglienza da parte della municipalità il cui manager è stato per diversi anni rappresentate presso l’ambasciata cinese in Italia e crede fortemente nelle possibilità di collaborazione tra i due paesi. In quest’ottica infatti è stato dato avvio alla creazione di un polo industriale che contenga al suo interno un centro di distribuzione di prodotti agroalimentari italiani. Nell’agenda di lavori della delegazione istituzionale dell’Ente camerale, si sono succeduti gli incontri con il direttore dell’Ice di Pechino, con i rappresentanti del China Council for the Promotion of International Trade, con il Presidente della Camera di Commercio Italiana a Pechino e con il Sindaco della Città

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Aziende calabresi all'estero

di Suzhou, dai quali sono emerse ampie possibilità di business dell’agroalimentare cosentino sul mercato cinese. «Forte è l’interesse manifestato verso il settore vitivinicolo – commenta il Presidente della Camera di Commercio di Cosenza, Giuseppe Gaglioti – e a conferma del grande successo riscosso dai rossi cosentini alcune delle nostre aziende già stanno ricevendo le prime richieste d’ordinativo. Una settimana, quindi, trascorsa tra incontri B2B con più di 50 operatori cinesi (trader, distributori per il canale Horeca, catene di gourmet shop), riunioni istituzionali e visite aziendali – aggiunge il Presidente Gaglioti – che hanno posto in essere le premesse per future iniziative da avviare sul mercato cinese nel 2011». La Cina è riuscita a distinguersi anche durante la crisi, continuando ad essere uno dei Paesi con la maggiore crescita economica a livello mondiale e uscendone ancora più rafforzata. L’impatto della recessione mondiale si è trasmesso anche all’economia cinese, specialmente tra la seconda metà del 2008 ed i primi mesi del 2009, in conseguenza di una sempre maggiore integrazione nel contesto globale che ha portato il paese ad accusare gli effetti della forte contrazione della domanda mondiale, in particolare statunitense ed europea. Tuttavia, il paese ha realizzato una rapida ripresa economica che, come dimostrano i dati relativi alla crescita trimestrale del Pil, ha seguito una dinamica a “V” tra il 2008 e il 2009. Nel secondo trimestre 2010, la Cina ha superato il Giappone, posizionandosi come seconda economia più grande al mondo dopo gli Stati Uniti. Il sorpasso è stato decretato dalle statistiche che vedono il Pil cinese pari a 1.339 miliardi di Usd, contro i 1.288 miliardi Usd del Giappone. Nonostate la crescita della Cina degli ultimi anni, nel Paese permangono elementi di arretratezza, come il diffuso livello di povertà e di disuguaglianze sociali. La Cina continua ad essere considerata il Paese con le maggiori opportunità di crescita dell’economia globale, divenendo un mercato strategico per tutte le aziende italiane che vogliono instaurare rapporti d’affari e/o di collaborazione in un’area geografica in forte sviluppo, caratterizzata da un’economia tra le più dinamiche del mondo, una struttura produttiva diversificata, un mercato di più di un miliardo di consumatori ed un basso costo del lavoro. Temendo comunque dei rallentamenti provocati dalla crisi, nel 2009, Pechino ha varato il più massiccio piano a livello mondiale di sostegno all'economia, pari a 4.000 miliardi

di yuan, o 445 miliardi di euro, perfino più consistente di quanto mobilitato dagli Stati Uniti. Inoltre, le autorità hanno approvato una serie di misure che puntano a sostenere la domanda di auto, agevolazioni fiscali per le case, anche loro in crisi, assieme ad aiuti per il settore siderurgico. Il 22 settembre 2009, Ban Ki-Moon, segretario generale delle Nazioni Unite, ha aperto il vertice sul clima al Palazzo di Vetro (NYC) rimproverando la comunità internazionale per la “lentezza glaciale” dei negoziati per un nuovo trattato internazionale che sostituisca il protocollo di Kyoto. A tale proposito, il presidente cinese Hu Jintao si è impegnato a ridurre entro il 2020, le emissioni di anidride carbonica (CO2) per ogni unità di prodotto nazionale lordo. Ha inoltre aggiunto che come base di misura saranno prese le emissioni del 2005 ed entro il 2020 la Cina raggiungerà una riduzione notevole di tali emissioni. Hu Jintao si è poi impegnato a sviluppare il più possibile le energie rinnovabili e l'energia nucleare, con un aumento del 15% (entro il 2020) della quota di energia non fossile nel totale del consumo energico della Cina. Lo scorso 7 maggio 2008, a Tokyo, si è ottenuto uno storico accordo tra Cina e Giappone, tra il presidente Hu Jintao e il premier Yasuo Fukuda. E' stato stabilito, che saranno istituite regolari consultazioni, compreso un summit annuale tra i leader nazionali. Nella dichiarazione congiunta le due Nazioni si impegnano a sviluppare i modi per consentire scambi regolari, con la visita di un leader nell’altro Stato ogni anno. Questo impegno vuole chiudere decenni di relazioni problematiche, specie per il ricordo dei conflitti bellici e la competizione per il gas del Mar cinese orientale. Dopo lo straordinario incremento del Pil reale raggiunto nel 2009, durante la crisi economica globale, l'economia cinese dovrebbe continuare ad espandersi anche nel 2010, grazie ad una crescita, se pur contenuta, di tutti i settori dell'economia. Continueranno ad essere tre i motori più importanti della crescita economia del Paese: - le esportazioni, - i consumi, - gli investimenti. In particolare, il Pil nazionale raggiungerà un valore pari all'9.9% per la fine del 2010 e all'8.4% durante il 2011. Anche per i prossimi anni, saranno gli investimenti i princi►

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pali motori trainanti della crescita economica del Paese. A questo riguardo la Cina è il primo fra i mercati emergenti per flussi di capitali in entrata. L’Italia è il quinto Paese nella UE per flusso di investimenti diretti in Cina, dopo Regno Unito, Germania, Paesi Bassi e Francia. Parallelamente all'imponente flusso di investimenti stranieri in Cina, sta emergendo sempre più prepotentemente il ruolo della Repubblica Popolare Cinese come investitore all'estero di fondi propri. Questo nuovo ruolo sembra anticipare la possibilità che, attraverso i propri fondi di investimento, le acquisizione e le partecipazioni in aziende occidentali, la Cina possa influenzare in futuro la politica mondiale attraverso l'economia. 2010 PIL (Var. %) 9.9 Inflazione % 3.0 Bilancia commerciale (miliardi di US$) Esportazioni fob 1,504.8 Importazioni fob 1,300.3

2011 8.4 3.5 1,665.2 1,468.6

Fonte: Economist Intelligence Unit: Country Report settembre 2010

L’Italia è il 23° partner commerciale della Cina, terzo nella UE dopo Germania e Francia. L’export italiano negli ultimi anni è cresciuto a ritmi elevati, anche se nel 2009 è diminuito del 7% rispetto all’anno precedente. I settori principali sono quelli della meccanica strumentale, elettronica ed elettrotecnica. Anche le importazioni dalla Cina si sono contratte, passando da 23 miliardi di euro a 17 e comprendono principalmente macchine e apparecchi elettrici, metalli e prodotti in metallo e prodotti tessili e dell’abbigliamento. Da segnalare il settore della farmaceutica italiana che continua a registrare buoni risultati data la sua natura anticiclica. Nel corso degli ultimi dieci anni l’interscambio commerciale tra Italia e Cina è aumentato progressivamente. Se è vero che le importazioni italiane dalla Cina sono maggiori rispetto alle esportazioni italiane verso il paese è anche vero che, tra i paesi emergenti, la Cina risulta uno dei più importanti partner commerciali per l’Italia. In termini di volumi di esportazioni italiane infatti,il paese si posiziona subito

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dopo Russia, Polonia e Turchia, i principali mercati emergenti per il nostro export. Questo risultato è rilevante se si tiene conto della distanza geografica e culturale del mercato cinese rispetto agli altri mercati europei. Nel 2009 inoltre, la Cina è stato l’unico paese di destinazione nei confronti del quale le esportazioni italiane di beni hanno presentato un tasso di crescita positivo (+6,5%). Nell’interscambio commerciale tra Cina e Italia, la componente di prezzo è sempre stato un elemento caratterizzante dei prodotti cinesi. Con lo yuan ancorato al dollaro statunitense, e il progressivo indebolimento di quest’ultimo (il cambio USD/EUR è passato da 0,92 nel 2000 a 1,47 nel 2008), è stato l’euro a subire maggiormente la debolezza del biglietto verde e, quindi, a perdere competitività nei confronti della Cina, sebbene vi fosse il beneficio di importazioni a basso costo.

Bilotta: "Anche le nostre imprese devono confrontarsi con la Cina" Particolarmente soddisfatto si è mostrato il Vice Presidente Domenico Bilotta per l’esito degli incontri istituzionali della Missione in Cina. «Il China Council for the Promotion of international Trade ha sottolineato gli ottimi rapporti in corso con il nostro sistema camerale e la volontà ad intensificare la collaborazione per favorire partnership tra gli imprenditori cinesi e gli imprenditori italiani – ha dichiarato Domenico Bilotta –. Durante il nostro incontro, al quale ho partecipato insieme al Consigliere di Giunta Salvatore Loffreda e al funzionario della Camera di Commercio che ha coordinato la missione, il Vice Presidente Yu Ping ha affermato il forte interesse per la creazione di relazioni con le realtà locali italiane e con i territori e sono state poste le basi per future collaborazioni da realizzarsi nel corso del 2011». «Altrettanto interessante e premessa di future collaborazioni da avviare già nel corso del nuovo anno è stata la riunione con il direttore dell’Ice di Pechino, il dott. Antonino Laspina – prosegue il Vice Presidente della Camera di Commercio cosentina – che ci ha proposto diverse modalità di penetrazione del mercato cinese da poter attivare in funzione del settore produttivo sul quale avviare le azioni di promozione. Il Dott. Laspina inoltre ha sottolineato le ottime potenzialità che l’agroalimentare italiano ha nel mercato cinese e in particolare i sapori del mediterraneo, vicini ai gusti dei cinesi». «I nostri imprenditori non possono più fare a meno di confrontarsi con questo mercato – ha concluso Domenico Bilotta –. Il futuro economico dell’Europa deve fare i conti con la Cina ed è bene che le nostre aziende si attrezzino ed inizino a sfruttarne le potenzialità che offre per non dover poi subirne solo il predominio». ●

numero 1 - 2011


economia

Come vivono gli Italiani

Fotografia scattata dall'Istat su Reddito e condizioni di vita in Italia negli anni 2008-2009: “Crescono i disagi per le famiglie” «

L

a maggiore frequenza di situazioni di difficoltà economica nelle regioni insulari e meridionali si rileva per i residenti in Sicilia, Campania e Calabria. Sono aumentate, nel 2009, le famiglie che non sono state in grado di fronteggiare spese impreviste, che si sono indebitate e che sono in arretrato con debiti diversi dal mutuo». È questo il quadro che emerge dall'indagine dell'Istat su Reddito e condizioni di vita in Italia negli anni 2008-2009, risultati che confermano l’esistenza di un profondo divario territoriale: il reddito mediano delle famiglie che vivono nel Sud e nelle Isole è inferiore di circa un quarto rispetto a quello delle famiglie residenti al Nord. «Nel 2009, il 15,2 per cento delle famiglie ha presentato tre o più sintomi di disagio economico tra quelli previsti dall’indicatore sintetico definito dall’Eurostat. Questo valore – si legge nella nota stampa ufficiale dell'Istat del 29 dicembre 2010 – non presenta variazioni statisticamente significative rispetto all’anno precedente e si conferma molto più elevato tra le famiglie con cinque componenti o più (25,8 per cento), residenti nel Mezzogiorno (25,1 per cento) e tra le famiglie con tre o più minori (27,1 per cento). Il quadro offerto dagli indicatori di deprivazione e di difficoltà economica si presenta sostanzialmente immutato rispetto all’anno precedente, quando era significativamente peggiorato rispetto al 2007 (anno in cui a soffrire di tre o più sintomi di disagio era stato il 14,8

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economia

per cento delle famiglie, contro il 15,8 per cento del 2008), anche se crescono le fami«In Calabria si riduce glie che non potrebla percentuale bero far fronte a spese impreviste di 750 di famiglie che riferiscono euro (dal 32,0 al 33,3 di arrivare a fine mese per cento in media), con grande difficoltà quelle che sono state in arretrato con debiti (dal 25,6 al 19,7 diversi dal mutuo (dal per cento)» 10,5 al 14,0 per cento di quelle che hanno debiti) e quelle che si sono indebitate (dal 14,8 al 16,5 per cento). Analizzando i dati si rileva che «rispetto al 2008, il quadro si presenta sostanzialmente immutato, sebbene guardando al complesso degli indicatori – precisa l'indagine – si registrano alcuni miglioramenti imputabili alla favorevole dinamica delle retribuzioni e dei prezzi. In particolare, si riduce la percentuale di famiglie che riferiscono di arrivare a fine mese con grande difficoltà (dal 17,3 al 15,3 per cento) e quelle in arretrato con il pagamento delle bollette (dal 12,0 al 9,2 per

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economia

Come vivono gli Italiani

cento). Diminuiscono le famiglie che sono state in ritardo con il pagamento delle rate dell’affitto o del mutuo (dal 11,3 al 10,1 per cento sul totale delle famiglie che vivono in affitto o hanno un mutuo). Anche le famiglie che ritengono le spese per la casa un carico pesante registrano una flessione (dal 52,2 al 48,2 per cento), così come quelle che hanno avuto difficoltà ad acquistare gli abiti necessari (da 18,5 a 16,9 per cento). Infine, si riduce la quota di famiglie che non hanno potuto fare un pasto adeguato almeno ogni due giorni (da 7,7 per cento a 6,6 per cento) e, nel Sud e nelle Isole, quelle che hanno avuto problemi ad acquistare cibo (dall’8,3 al 6,4 per cento). Tra il 2008 e il 2009 crescono, invece, le famiglie che non potrebbero far fronte a spese impreviste di 750 euro (dal 32,0 al 33,3 per cento in media), quelle che sono state in arretrato con debiti diversi dal mutuo (dal 10,5 al 14,0 per cento di quelle che hanno debiti) e quelle che si sono indebitate (dal 14,8 al 16,5 per cento). L’incremento delle famiglie che hanno debiti diversi dal mutuo si osserva, in particolare, tra quelle del Centro e del Nord che passano, rispettivamente, dal 16,2 al 19,0 per cento e dal 15,0 al 17,9 per cento. Inoltre, nel Centro, aumentano le famiglie che dichiarano di non potersi permettere una settimana di vacanza (da 36,7 al 39,2 per cento) e, nel Nord, quelle che, almeno una volta nel corso dell’anno, non hanno avuto soldi per acquistare cibo (dal 4,4 al 5,3 per cento). Resta sostanzialmente stabile la quota di famiglie che non può permettersi di riscaldare adeguatamente l’abitazione (10,6 per cento), benché, nel corso del 2009, i prezzi al consumo del gas e dei combustibili liquidi siano diminuiti rispettivamente dell’1,5 e del 20 per cento. Infine, non si registrano variazioni nella percentuale di famiglie che hanno avuto difficoltà a pagare le spese mediche (11,1 per cento) e quelle per i trasporti (8,7 per cento). D’altro canto, la perdita del lavoro, come pure l’entrata in periodi di cassa integrazione, che hanno pesantemente caratterizzato il 2009, hanno colpito soprattutto le famiglie che si trovavano in condizioni di deprivazione ma-

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Reddito: l'Istat segnala che nel 2008 le famiglie residenti in Italia hanno percepito un reddito netto, esclusi i fitti figurativi, pari in media a 29.606 euro

teriale già nel 2008 (60 per cento delle famiglie). In molti casi, la presenza di altri percettori di reddito ha, invece, tamponato la situazione garantendo la permanenza nello stato di non deprivazione. La caduta dell’occupazione (360 mila occupati in meno nel 2009) ha riguardato, infatti, soprattutto i figli, celibi e nubili, che vivono nella famiglia di origine (tra i 15 e i 34 anni, -332 mila unità), mentre i genitori (-98 mila unità) hanno potuto contare su un ricorso massiccio alla cassa integrazione. Inoltre, la perdita di occupazione dei figli è stata più frequente nelle famiglie con almeno due percettori di reddito, evitando che l’impatto della crisi sulla situazione economica delle famiglie fosse ancora più dirompente e determinasse un aumento dell’indicatore di deprivazione». «La maggiore frequenza di situazioni di difficoltà economica – si legge testualmente nella nota dell’Istat – nelle regioni insulari e meridionali si rileva per i residenti in Sicilia, Campania e, Calabria. Tra le regioni del Centro-Nord, sono il Piemonte e il Lazio a mostrare i maggiori segni di disagio. Le situazioni di difficoltà si fanno più evidenti al crescere della numerosità familiare per quasi tutti gli indicatori utilizzati, risultando particolarmente evidenti per le famiglie con cinque o più componenti. In particolare, dalla fotografia scattata dall'Istat, emerge che ad incidere in modo rilevante è il numero di percettori di reddito presenti in famiglia e il tipo di fonte di reddito disponibile: nel 2009, poco meno di un quinto delle famiglie monoreddito (18,9 per cento) dichiara, infatti, di arrivare con molta difficoltà alla fine del mese. Le famiglie che possono contare su un reddito autonomo come fonte principale si confermano anche quelle che riportano meno frequentemente situazioni di difficoltà. Al contrario, le famiglie con entrate che derivano prevalentemente da capitale e da trasferimenti pubblici hanno più spesso difficoltà ad affrontare gli imprevisti e denunciano problemi in misura più elevata anche per gli altri indicatori considerati. La tipologia familiare che meno frequentemente riferisce di sperimentare difficoltà economiche è quella delle coppie senza figli (nel 2009 soltanto il 10,6 per cento dichiara di arrivare con molta difficoltà alla fine del mese). Le famiglie con figli risultano, invece, relativamen►

economia

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economia

Come vivono gli Italiani

Tavola 1 2 - Indicatori di disagio economico per motivo del disagio e regione - Anni 2008 e 2009 [*] (per cento famiglie con le stesse caratteristiche) Anno 2008

REGIONI

Arriva a fine mese con grande difficoltà

Piemonte Valle d'Aosta

16,3

Lombardia TrentinoAlto Adige BolzanoBozen

12,9

8,1

(d)

Anno 2009 Arriva a fine mese con grande difficoltà

Indicatore Eurostat di deprivazione (a)

Fare un pasto adeguato almeno ogni due giorni (b)

Non riesce a riscaldare la casa adeguatamente

Non riesce a sostenere spese impreviste di 750 euro (c)

12,3

5,7

5,1

26,7

-

-

25,5

5,2

4,3

4,1

24,3

10,9

7,4

(d)

8,2

7,4

(d)

6,4

6,5

(d)

7,5

(d)

6,6 8,3

Trento

8,2

(d)

5,4

(d)

Veneto Friuli-Venezia Giulia

12,9

Liguria Emilia-Romagna

3.0

19,6

5,2

-

19,1

-

-

-

20,1

5,6

9,9

5,6

7,9

26.0

11,5

10.0

10,3

5,4

29,4

13,3

10,2

6,9

5,1

24,4

10,5

9,5

5

5,6

Toscana

12,5

10,7

5,5

Umbria

12,6

12,1

4,9

Marche

10,1

12.0

Lazio

17,2

Abruzzo

(d)

Non riesce a sostenere spese impreviste di 750 euro (c)

10,7

5,6

5,9

27,5

-

-

-

18,2

8,8

4,6

4,4

23,9

(d)

4,6

(d)

-

20,6

6.0

(d)

5,7

(d)

-

23,2

6,4

(d)

-

-

18,2

9.0

4,3

7,4

26,9

10,9

11,6

5,2

(d)

6,5

10.0

7,1

3,8

(d)

3,8

23,4

9,9

9,5

4,2

4,6

25,3

8,2

25,6

12,3

10,1

5,2

7,9

26,6

6,5

33.0

12,1

14,3

6

(d)

8,2

32,9

5,5

8,4

31,1

11.0

10,7

4,7

(d)

6,8

29,8

15,8

7,5

9,3

32.0

15.0

16,8

6,6

14,5

13,4

7,2

6

(d)

7,4

(d)

34,7

Molise

14,2

10,6

6,5

(d)

8,6

(d)

42,2

Campania

28,4

Puglia

(d)

(d)

(d)

(d)

30,4 (d)

24,2

9,8

38,8

8,2

(d)

25,9

16,5

14,8

-

7,2

(d)

34,1

16,8

15.0

27,4

13,1

24,2

43,2

28,2

24,7

9,7

21.0

44.0

23,8

25,3

14,1

20,9

44,1

20,8

23,4

11,9

17,6

46,1

Basilicata

23.0

23,3

14,3

13,5

39,6

19,7

22,9

12,2

11,8

39,5

Calabria

25,6

26,1

8,6

15,2

49,8

19,7

22,7

8,8

14,7

47,3

Sicilia

30,4

32,9

13,8

27,5

48,4

27,8

32,6

11

28,3

48,6

Sardegna

22,1

24,2

11,7

21,7

44,2

15,3

22,5

8,9

21.0

46,1

(d)

(d)

6,2

(d)

Non riesce a riscaldare la casa adeguatamente

6,2

(d)

(d)

11,8

Indicatore Eurostat di deprivazione (a)

Fare un pasto adeguato almeno ogni due giorni (b)

(d)

(d)

17,3 15,8 7,7 11,2 32.0 15,3 15,2 6,6 10,6 33,3 Italia [*] Dati provvisori (a) Almeno tre indicatori tra i seguenti: 1) non riuscire a sostenere spese impreviste, 2) non potersi permettere una settimana di ferie lontano da casa almeno una volta in un anno, 3) avere arretrati (mutuo o affitto o bollette o altri debiti diversi dal mutuo), 4) non potersi permettere un pasto adeguato almeno ogni 2 giorni; 5) non potersi permettere di riscaldare adeguatamente l’abitazione, non potersi permettere: 6) lavatrice 7) tv a colori 8) telefono 9) automobile. (b) La domanda del questionario chiede se la famiglia può permettersi di fare un pasto completo, a base di carne, pollo, o pesce almeno una volta ogni due giorni (c) Tale valore per ciascun anno di indagine, è pari a 1/12 della soglia di rischio di povertà calcolata nell’indagine di due anni precedenti. (d) Stima corrispondente a una numerosità campionaria compresa tra 20 e 49 unità.

te più esposte a situazioni di disagio: se in media, l’11,7 per cento delle coppie con figli dichiara di essersi trovata in arretrato con il pagamento delle bollette (contro il 5,4 per cento di quelle senza figli), tale percentuale sale al 22 per cento per quelle con tre o più figli. La situazione di maggiore vulnerabilità delle coppie con almeno tre figli è confermata anche dagli altri indicatori: il 31,5 per cento di esse dichiara di arrivare a fine mese con molta difficoltà, il 7,3 di aver avuto insufficienti risorse per le spese alimentari, il 29,2 per cento per le spese

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economia

di vestiario e il 22 per cento di quelle che vivono in affitto o hanno contratto un mutuo sono state in arretrato con il pagamento delle rate». Interessanti i dati relativi alla regione Calabria (Tavola 1) dove tra il 2008 e il 2009 si riduce la percentuale di famiglie che riferiscono di arrivare a fine mese con grande difficoltà (dal 25,6 al 19,7 per cento) e diminuiscono quelle che non potrebbero far fronte a spese impreviste di 750 euro (dal 49,8 al 47,3 per cento).

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economiaIl reddito netto familiare è tanto maggiore quanto più alto è il livello di istruzione del principale percetCome vivono gli Italiani

tore; quando si tratta di un laureato, il reddito mediano della famiglia risulta più che doppio rispetto al caso in cui il percettore ha la licenza elementare o nessun titolo di studio. Il 50 per cento delle famiglie con principale percettore laureato - situazione a cui, peraltro, si associa più spesso un maggior numero

Sul fronte del Tavola 2 3 Reddito familiare netto (esclusi i fitti imputati) per ripartizione e caratteristiche della famiglia - Anno 2008 [*] reddito, l'Istat segna(media e mediana in euro) la “che nel 2008 le famiglie residenti in MEDIA MEDIANA Italia hanno percepiSud Sud to un reddito netto, Nord Centro e Isole ITALIA Nord Centro e Isole ITALIA esclusi i fitti figurativi, pari in media a Numero componenti 29.606 euro, circa 17848 17908 13719 16659 15200 14858 12084 14167 Uno 2.467 euro al mese, 32135 29903 22580 29155 27634 25166 18694 24500 Due ma la metà delle fa41662 39398 29249 37332 38138 35122 25192 33852 Tre miglie ha percepito 46927 43341 32505 40291 41656 38830 28140 35593 Quattro meno di 24.309 euro 51483 47950 33341 41825 43513 41174 28795 35270 Cinque o più (circa 2.026 euro al Numero percettori mese). Tra il 2007 e 18827 18756 15764 17733 16124 16103 14338 15550 Un percettore il 2008 il valore me38132 36357 28898 35155 33477 31194 24855 30735 Due percettori dio del reddito netto 53074 50884 43266 49476 47386 45916 38464 44683 Tre o più percettori Reddito principale familiare (esclusi 35185 35064 28767 33177 32285 30528 24836 29596 Lavoro dipendente i fitti figurativi) è 46985 43128 29432 40952 38597 34442 22801 32489 Lavoro autonomo aumentato, a prezzi Pensioni e trasferimenti 23348 23567 19609 22138 18362 18858 15573 17612 pubblici correnti, dell'1,2% 28038 21667 13020 21593 17010 12940 7000 12034 Capitale e altri redditi su scala nazionale, Tipologia familiare ma tenuto conto del17848 17908 13719 16659 15200 14858 12084 14167 Persone sole la dinamica inflazio20822 20510 14975 19167 18610 17614 13572 16926 - meno di 65 anni nistica (+3,3% nel 14742 15297 12628 14196 12675 12324 11122 12262 - 65 anni e più 2008), tale variazio33504 31404 23544 30501 28150 25923 18665 24950 Coppie senza figli 36921 34960 24918 33763 32465 30223 18823 29401 ne corrisponde a una - P.R. (a) meno di 65 anni 28290 27080 22131 26219 22402 21741 18662 21151 - P.R. (a) 65 anni e più riduzione del reddi45155 42927 31541 39584 40014 38160 27446 34962 Coppie con figli to familiare medio 42812 41566 29598 38440 38811 37087 25347 34654 - un figlio in termini reali pari 47449 43692 32911 40735 41776 39045 28341 35735 - due figli al 2,1%. I risultati 49860 47830 32399 40117 40972 39844 28263 33341 - tre o più figli dell’indagine con30687 29335 23926 28372 28393 25857 20692 25658 Monogenitori fermano l’esisten38356 35341 27503 33864 33674 29532 23614 29846 Altra tipologia za di un profondo Famiglie con minori 38222 36913 27678 34397 35214 32471 23585 30600 Un minore divario territoriale: 41990 36865 26580 35244 36155 30417 23236 29964 Due minori il reddito mediano 37578 41540 26489 32312 34624 38909 23772 28645 Tre o più minori delle famiglie che 39594 37127 27130 34567 35624 32181 23386 30314 Almeno un minore vivono nel Sud e Famiglie con anziani nelle Isole è inferio24167 24024 19745 22742 16586 17900 14201 15895 Un anziano re di circa un quarto 31964 31221 26490 30133 25195 24909 20953 24006 Due o più anziani rispetto a quello del26647 26401 21844 25096 19777 20481 16471 18710 Almeno un anziano le famiglie residenti 32226 31398 24536 29606 26991 26002 19928 24309 Totale [*] Dati provvisori al Nord (Tavola 2). (a) P.R. : persona di riferimento Le famiglie residenti nel Sud e nelle diti più bassi (37,7 per cento nel primo quinto, contro il1313,3 Isole hanno percepito un reddito mediano pari a poco più di per cento di quelle che vivono nel Centro e all’11 per cento tre quarti di quello delle famiglie del Centro-nord e risultano delle famiglie del Nord)”. ● maggiormente rappresentate nel gruppo di famiglie con i red-

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economia

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cultura

Arte, cultura, identità regionale, protagonisti

“Milano. Ultimo atto d’amore” Rotella e Merini. Una storia tra pittura e poesia

Mimmo Rotella

di

Eugenia Ferragina

P

alazzo Reale ospita “Milano. Ultimo atto d'amore”, una mostra dedicata a due personaggi chiave della cultura italiana, Alda Merini e Mimmo Rotella. I due artisti, che non si sono mai incontrati in vita, pur amando l'uno l'opera dell'altra e vivendo nella stessa città, hanno realizzato entrambi opere ispirate a Marilyn Monroe. La poetessa dei navigli abitava in un bilocale, i cui pavimenti erano posacenere e le mura taccuino su cui segnare numeri di telefono, disegni e pensieri. Rotella aveva lasciato Catanzaro, sua città natale, per migrare da Roma a Napoli, da Parigi agli Stati Uniti e infine stabilirsi a Milano: una città generosa, vitale che ha segnato la sua consacrazione. Era il 2005 quando Rotella, Piero Mascitti - direttore generale della Fondazione Rotella - insieme al fotografo Giuliano Grittini e al gallerista Massimiliano Ferrarotti, pensarono di omaggiare Marilyn Monroe con le poesie di Alda Merini. “Rotella - spiega Mascitti - aspettava giorno per giorno lo scritto che la poetessa produceva sul mito immortale di Marilyn Monroe e definì questo progetto a quattro mani: Ultimo atto d’amore”.

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cultura

La mostra di Palazzo Reale inizia con l'esposizione di questi lavori: fogli bianchi riproducono il volto dell'icona del cinema e dell'arte, ferito dagli strappi di Rotella e accompagnato dai versi della Merini sull'amore vissuto come sentimento straziante, a cui l'attrice non sopravvisse. Segue un percorso multimediale dedicato alla poetessa la cui immagine è scissa su sette schermi, sui quali la figura è ulteriormente frantumata in dettagli che cambiano in continuazione: le mani sempre smaltate di rosso e con sigaretta fumante tra le dita, la bocca affossata tra le guance e gli occhi ora tristi, ora sorridenti. Proseguendo, ci si scontra con una spirale di versi che scorre ininterrottamente sul pavimento e una branda di un letto d'ospedale messa al centro di una stanza che intende ricostruire con videoproiezioni le mura dell'ospedale dove la poetessa era stata internata. In un ultimo obbligato passaggio, il volto della Merini appare lentamente trasmutato in quello di Marilyn. La produzione di Mimmo Rotella è approfondita attraverso venti opere di grande formato su lamiera, realizzate dagli anni Ottanta al 2000, di cui la maggior parte inedita e dieci décollages di Marilyn Monroe, realizzati dagli anni Sessanta al 2004. Si è preferito privilegiare l'esposizione delle opere più co-

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municative dell'artista, come i décollage, i Blank e le poesie espistaltiche. I Blank sono manifesti pubblicitari strappati e ricoperti da strisce monocrome che comunicano l'annullamento della comunicazione, mentre le poesie epistaltiche, fatte di fischi e suoni, sono décollages poetici che accompagnano e turbano il visitatore. Il percorso multimediale ed espositivo è stato pensato e progettato da Pierpaolo Venier. La sezione di Rotella è a cura di Renato Barilli, mentre quella di approfondimento dedicata alla poesia e alla figura di Alda Merini è opera di Giuseppe Zaccaria. La mostra è promossa dagli Assessorati alla Cultura della Regione Lombardia e del Comune di Milano. Il progetto è stato ideato dalla Regione Lombardia, insieme a Spirale d’Idee. La collaborazione con il territorio e le imprese coinvolte, sia come sponsor tecnici sia come sponsor istituzionali, evidenzia come l’arte sia un fenomeno intellettuale ma fortemente

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connesso con l’assetto sociale in cui nasce. Punto fondamentale del progetto è l’unione della cultura in senso lato e della cultura d’impresa come mezzo di promozione dell’immagine di tutto il nostro paese. «Abbiamo sposato con entusiasmo questo progetto, non solo per celebrare due artisti illustri del secondo Novecento – ha sottolineato l’assessore regionale alla Cultura, Massimo Buscemi – ma, soprattutto, per il grande insegnamento di vita che attraverso le loro opere ci hanno lasciato. Le poesie e i ritratti di Alda Merini, così come i frammenti di archeologia urbana milanese di Rotella, ci indicano una strada, una possibile speranza di salvezza nell’accettazione di ogni momento della nostra vita, brutto o bello, perché ogni momento di vita può essere anche “un ultimo atto d’amore”». ● ►

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Fondazione Rotella: intervista a Guglielmo e Mascitti

A tu per tu con Rocco Guglielmo e Piero Mascitti

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icordi, progetti, la Casa della Memoria…Incontriamo Rocco Guglielmo e Piero Mascitti, rispettivamente, Presidente e Direttore generale della Fondazione Mimmo Rotella. Come nasce la Fondazione Mimmo Rotella e qual è il suo fine?

R.G. «Nasce nel 2000 su input di Mimmo Rotella. Idea pienamente promossa da Piero con l'obiettivo di raccogliere le opere e le documentazioni catalogate della vita artistica del Maestro. Abbiamo costituito la fondazione proprio nel mio studio». P.M. «Conobbi il Maestro nel ’89, grazie al giornalista e scrittore, Vincenzo Mollica che mi propose di far un “Museo Rotella”. Io, invece, andai oltre e creai la Fondazione, grazie a Rocco che mi fornì tutti gli elementi giuridici e legali».

Riguardo la Casa della Memoria che molti catanzaresi disconoscono…

P.M. «Rotella, insieme a Verdi e Puccini, è uno dei pochi artisti italiani ad aver aperto la propria casa al pubblico. Egli si sentiva un cittadino del mondo e voleva che anche i suoi luoghi più intimi comunicassero con gli abitanti del pianeta per dire che l’arte è pace e profezia. Nella Casa della Memoria, oltre ai luoghi artistici, ci sono anche gli angoli privati della madre dell’artista che, al tempo, produceva i più bei cappelli della Calabria». R.G. «Dall’inaugurazione della Rotella House, nel 2005, sono state create molte iniziative, in collaborazione, soprattutto, con le scuole che, però, non sono state ben promosse. Ora, dopo essere riusciti ad ottenere l’apposizione di una targa esterna, il 2011 segna l’apertura della Casa delle Memoria al grande pubblico. Infatti, da marzo, le mura di “Casa Rotella” ospiteranno le personali di giovani e talentuosi artisti. A far da apripista sarà l’altoatesino Gehard Demetz. In più, al suo interno, saranno creati diversi laboratori d’arte».

Progetti futuri?

R.G. «Mi auguro che Rotella ottenga una maggior considerazione perché, nonostante il suo grande potenziale, è ancora abbastanza sottovalutato. L’Italia, purtroppo, non protegge i propri artisti. C’è poca sensibilità da parte delle istitu-

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zioni. Il mio desiderio è quello che Catanzaro diventi la “Città di Mimmo Rotella”, con un percorso che guidi attraverso le sue opere, la sua vita, i luoghi della sua memoria». P.M. «Rotella è sempre più internazionale. A provar questo, posso comunicare in anteprima che il noto gallerista Giorgio Marconi, esporrà delle opere di Rotella a New York, in una mostra sul colore dedicata al Novecento. In più, nei prossimi giorni, per un mese, più di 200 taxi, percorreranno le vie di Milano, portando in giro la “Marilyn” di Rotella». Per concludere… Un vostro ricordo del Maestro…

P.M. «Rotella è stato per me un padre, nonché, un maestro di vita. Il suo studio era un “circo”: tutto poteva accadere… E dalla pazzia, nasceva la magia, uno strappo, una nuova creatura…». R.G. «Avevamo un rapporto intenso, ci capivamo, ci comprendevamo. Ricordo una sua frase che mi è rimasta impressa ed ho cercato di applicare nel quotidiano: “Nella vita, devi essere un artista di serie A, il resto non conta..!” Rotella, un artista d’avanguardia, personalità pura ed autentica, che per gioco ha creato la sua arte, mescolando il passato, per modellare il presente e reinventarsi il futuro…». ●

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Serrastretta nel tempo: passato, presente e… quale futuro? Un esempio di turismo culturale dalle tante potenzialità di

Rosalba Paletta

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iù di 3.500 visitatori per le vie del borgo. Per il dodicesimo anno consecutivo la scorsa estate si è svolta Serrastretta nel Tempo: una manifestazione che ha il merito di coinvolgere più di trecento figuranti del posto; di riportare alla luce modi di vivere lontani nel tempo, ma che hanno lasciato una traccia profonda anche nelle attuali abitudini del piccolo centro del Reventino, della sua economia, della sua cultura. Ne viene fuori il ritratto di un borgo laborioso, ricco di operosità, calore umano, scorci e paesaggi bellissimi, sapori e saperi integri, valori umani di grande spessore. Riuscire a trasformare tutto questo in un’attrattiva turistica e in una concreta occasione di sviluppo economico per il territorio sarà possibile, al di là dei due giorni della manifestazione? Se lo augura la Pro Loco di Serrastretta, che è il motore, insieme alla comunità, della manifestazione, e che spera, come accade in molti altri centri dell’entroterra calabrese, di poter tradurre il ricco passato in occasioni di vivibilità per il presente e il futuro. Michele Paletta, presidente della Pro Loco, ha risposto così alle domande di Calabria Economia. Come si è svolta questa edizione, fra novità e situazioni consolidate?

«Serrastretta nel Tempo, da sempre, è stata pensata e creata per far vivere ai serrastrettesi e ai visitatori un’esperienza e un’emozione al di fuori del comune. Anche la scorsa estate, il suggestivo e affascinante viaggio nella Serrastretta di fine Ottocento, tra le caratteristiche viuzze, i vicoli e gli incantevoli scorci del centro storico, ha attirato un gran numero di visitatori. Sguardi attenti e sorpresi hanno seguito la rievocazione di antiche usanze e i ritmi di vita di una volta, tornando al passato, non solo col pensiero, ma anche con i gesti. Lo scorso mese di agosto il tutto è stato arricchito da vere e proprie drammatizzazioni di tipiche usanze serrastrettesi: “a

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stima da dote” e il rituale della visita agli sposi con “u gallu chi torna”. Una nuova formula sperimentata per la prima volta, che ha suscitato, con grande soddisfazione, molti apprezzamenti. Serrastretta nel Tempo è stata anche l’occasione per mostrare la nuova iniziativa estiva, il Laboratorio di Ricamo, che la Pro Loco ha promosso per i bambini e gli adulti con lo scopo di trasferire alle nuove generazioni la tradizione serrastrettese del ricamo. Guidate da “e maistre” (le maestre), le bambine hanno appreso l’arte del ricamo e la manualità nella realizzazione di alcuni manufatti artigianali». Turismo culturale: un binomio che ha ispirato l’organizzazione dell’evento. Quali sono gli obiettivi che vi muovono in questa direzione?

«La Pro Loco con la sua attività lavora per intrecciare le dinamiche di questo nostro borgo “stretto fra le serre” con il resto del mondo. La nostra proposta trova origine nella presenza sul territorio di notevoli beni, materiali e immateriali, attualmente poco conosciuti, compresi e valorizzati. Il territorio di Serrastretta vanta un patrimonio culturale, storico, archeologico e, soprattutto, etnoantropologico che caratterizza il genius loci, ovvero lo spirito, l’anima di questi nostri luoghi. Questo progetto vuole favorire l’integrazione fra le azioni dirette alla qualità dell’offerta turistica e quelle dirette alla fruizione. La valorizzazione che mettiamo in atto mira ad un uso turistico compatibile con il territorio, che abbia come fine quello di creare una “trama” di luoghi culturali, costituita da paesaggi e personaggi, da storia, tradizioni e sapori; appunto un turismo culturale dei nostri luoghi».

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Arte, Cinema, Cultura, Tradizioni e dintorni

Alla manifestazione partecipano oltre 300 figuranti del posto: un dato numerico per dire che identità e senso di appartenenza possono costituire o tradursi anche in occasioni future di sviluppo?

«Si è vero, gli stessi serrastrettesi e gli emigrati, rientrati per il soggiorno estivo, partecipano con grandissimo coinvolgimento e dimostrano quanto sia forte il legame con la propria terra e le proprie tradizioni e quanta abilità conservino ancora nelle mani e nel cuore. Inoltre, i nostri concittadini contribuiscono generosamente, e a volte anche silenziosamente, nell’azione di recupero del nostro patrimonio culturale fatto di rappresentazioni e riti, espressioni e conoscenze, saperi e strumenti, oggetti, manufatti e vestiti. È un contributo indispensabile non solo ai fini della stessa manifestazione, prezioso per alimentare la motivazione che sostiene le nostre finalità. Infatti queste esperienze/dimostrazioni sono la prova che continuare a lavorare in questa direzione fa crescere la consapevolezza della preziosità del proprio passato. La Pro Loco è stata fondata e si impegna anche oggi per tutelare e rendere salva per sempre l’identità culturale e lavora per fare di questa il “marchio di qualità” immateriale della nostra comunità e del territorio». Non soltanto adulti e anziani, ma anche molti giovani e bambini: un fattore importante...

«La manifestazione attrae e coinvolge una significativa componente giovanile, sia in termini di partecipazione attiva in fase di progettazione e programmazione dell’evento, sia in qualità di figuranti e visitatori. Il grado di coinvolgimento è essenzialmente una “questione di cuore” perché ritorniamo sul concetto dell’identità e dell’appartenenza. Espressioni come “sentirsi legati a…” oppure “essere di…” possono suscitare emozioni e interesse solo per chi ha forte il senso della propria storia e delle proprie radici, sia nell’ambito affettivo e familiare, sia in quello socio-culturale. Chi è vicino all’attività che la Pro Loco promuove ha a cuore le sorti di questo nostro piccolo borgo».

Il pubblico numeroso raggiunge Serrastretta, da più parti della regione e non solo: che cosa dimostra di apprezzare di più?

«Riscuotono maggior apprezzamento la laboriosità e l’ingegno che da sempre il popolo di Serrastretta ha mostrato. Non solo per la grande abilità nei mestieri, ma anche per l’autenticità che sta dietro l’organizzazione di tutto l’evento. Serrastretta nel Tempo si distingue per la grande operazione culturale che mette in atto, ma

anche per la capacità di far scorgere e percepire la realtà anche dietro la spettacolarizzazione. Si tratta di molto più di una semplice esposizione museale, perché gli oggetti e gli arnesi da lavoro non vengono solo depositati e dimenticati, ma riprendono vita e rinnovano lo splendore di un tempo e così la memoria dialoga con il presente e si proietta nel futuro. Tutto questo assume maggiore carattere perché animato da figuranti e veri artigiani che custodiscono e sono portatori dell’operosità del popolo serrastrettese ancora oggi. Il museo così concepito è una risorsa educativa inesauribile non solo come ausilio per mostrare e trasmettere la cultura serrastrettese, ma per i valori di cui essa è portatrice, per l'autenticità e la genuinità dei sentimenti familiari, per la laboriosità e l’ingegno del popolo. A dimostrazione di tutto ciò è emblematica la risposta data da un artigiano alla domanda di un visitatore su che cosa fosse per lui il concetto di felicità: “Stare bene in salute e vivere serenamente con la mia famiglia”». Vivere le aree interne quando si spengono i riflettori estivi non è semplice: servizi, strade, collegamenti, ma anche politiche culturali e sociali spesso carenti: secondo la vostra esperienza sul territorio di che cosa ci sarebbe davvero bisogno per salvare i territori dell’entroterra?

«Una politica più seria e mirata che possa contribuire a proporre uno sviluppo reale del sistema economico locale in chiave di valorizzazione degli attrattori turistici e delle produzioni tipiche del territorio. La sfida non è da poco anche perché bisogna far fronte a diversi problemi, primo fra tutti la scarsa conoscenza all’esterno delle risorse locali. A seguire sicuramente la carenza di collegamenti con le reti tematiche di livello sovracomunale e la seria assenza di opportunità lavorative. Come Pro Loco lavoriamo molto sulla promozione dell’artigianato locale e dei prodotti gastronomici come vere eccellenze, ma speriamo anche in un potenziamento del sistema economico, che, considerando le peculiarità e le esigenze del territorio, deve essere ►

Foto gentilmente concesse da Antonio Fazio numero 1 - 2011

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Arte, Cinema, Cultura, Tradizioni e dintorni

necessariamente messo nelle condizioni di generare processi autonomi e sostenibili di sviluppo». Per promuovere uno sviluppo sostenibile che si accompagni ai luoghi e non li snaturi la parola d’ordine sembra essere destagionalizzazione. Qual è la vostra esperienza in tal senso?

«Ad un progetto del genere stiamo lavorando già da tempo. Questa è, secondo noi, la formula che meglio può rilanciare la nostra realtà e attivare nuovi processi economici e sociali, potenziando l'offerta culturale e implementando i flussi turistici durante tutto il corso dell'anno. La proposta che stiamo tentando di formulare dovrebbe articolarsi intorno alla riproposizione stagionale e tematica di alcune lavorazioni tradizionali della cultura serrastrettese che espongano e presentino il modus vivendi. Considerando l’antica civiltà contadina serrastrettese, che ricavava le risorse economiche e di sostentamento dalle materie prime che il territorio offriva, e che ancora oggi garantisce, la proposta che tentiamo di formulare dovrebbe suddividere i nuovi appuntamenti in attività legate agli aspetti materiali (castagna, maiale, ginestra, abiti tipici, artigianato) e altre di tipo immateriale (tradizione religiosa, riti popolari, usi e costumi). Il tutto da organizzare in sinergia con le nostre aziende e i loro prodotti agricoli, artigianali e alimentari».

Politica, società civile, imprenditori, semplici cittadini: che cosa chiedete a ciascun attore per realizzare al meglio le future edizioni di Serrastretta nel tempo?

«Aiuto e sostegno: sembrerà banale e ripetitivo ma è vero. Per poter continuare a lavorare in questa direzione è necessario creare una solida rete, tra operatori pubblici e privati. Un efficace e operativo partenariato tra le istituzioni, le associazioni locali e gli imprenditori potrebbe generare sul serio un cambiamento. La fattiva collaborazione scaturisce dalla consapevolezza di essere membri di uno stesso sistema territoriale e dalla coscienza che senza una sinergia tra ente pubblico e associazioni è impossibile migliorare e convergere verso l’obiettivo comune, che è la valorizzazione del nostro territorio e di tutte le risorse in esso contenute. Il partenariato è, innanzitutto, un costruttivo confronto, attraverso il quale si procede spediti verso la realizzazione di interventi finalizzati allo sviluppo economico, alla salvaguardia del territorio e all'integrazione sociale. Abbiamo già partecipato e realizzato prime catene con gli operatori del settore, ma i nostri piccoli e sporadici successi non sono sufficienti a modificare il contesto. È necessario intensificare gli sforzi e unirli per sfruttare al meglio le potenzialità che la nostra realtà offre e gli attrattori che il nostro territorio possiede». ●

Claudio Parente*: "Iniziativa lodevole" Che idea si è fatto della manifestazione?

«Sono di parte e quindi il giudizio non può non essere condizionato dal fatto che questa manifestazione mi coinvolge personalmente in quanto mi fa rivivere alcuni ambienti di vita artigiana e contadina vissuti direttamente e quindi il giudizio è quello di ogni anno: lodevole». Turismo culturale e sviluppo delle aree interne: un discorso complesso, che tocca infrastrutture, servizi, capacità di fare impresa, pianificazione di risorse. Qual è la sua idea in merito?

«La riscoperta e la valorizzazione delle identità culturali e popolari locali costituiscono un momento importante per la tutela della diversità dell’offerta turistica oltre che rappresentare un fattore di sviluppo sostenibile non indifferente. Per aumentare i flussi turistici nelle aree interne non si può prescindere dalla rete viaria. Nel caso di Serrastretta, la realizzazione della ormai famosa (perché tanto agognata) strada di collegamento con la statale 280 rappresenta un momento decisivo per uno sviluppo sociale ed economico, prima ancora che turistico, che può già contare su risorse culturali, ambientali, artigianali ed

enogastronomiche di elevato spessore». Che cosa può fare la politica regionale per supportare la crescita di queste proposte? Ci sono programmi in tal senso?

«Anzitutto deve consolidare i territori dal punto di vista idrogeologico ed ambientale altrimenti c’è l’elevato rischio che tanti centri storici scompariranno. Una idea potrebbe essere quella di creare un distretto turistico gestito con piani intercomunali, finanziato con i Fondi POR, che preveda, in più comuni, azioni materiali (es. riqualificazione urbana dei centri e dei tessuti storici) e immateriali (es. laboratori tematici) prestando particolare attenzione alle nuove forme di ospitalità diffusa, molto apprezzata dai turisti di altre regioni ma anche da europei ed americani».

Come si augura potranno essere, anche grazie alla sinergia istituzionale, le successive edizioni di questa manifestazione?

«Credo che dopo tanti anni di meritato successo, anche per quello che ho sentito dire dagli organizzatori, sia giunto il momento di rinvigorire l’apprezzata idea magari rimodulando il tema, inserendolo in un pannel di iniziative tali da coinvolgere il territorio in modo quasi esclusivo. E’ chiaro che tutto questo si potrà realizzare solo con il contributo significativo di partner istituzionali e quello degli sponsor considerato l’elevato onore che comportano iniziative di questo rango». ● *Consigliere regionale

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Le notizie e le immagini sono state estratte dai siti di riferimento

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Non tutto va male in Calabria     La Cal.Me Cementi SpA, società del gruppo Speziali ringrazia  i suoi 250 collaboratori per l’insostituibile contributo che nel  corso degli anni ha permesso il raggiungimento di risultati  sempre crescenti. Evoluzione tecnologica, ricerca ed eccellenza sono da sempre  i punti cardine della “mission” aziendale. Importanti società  impegnate nella realizzazione delle grandi opere, come il tratto  autostradale A3 Salerno-Reggio Calabria, hanno mostrato vivo  apprezzamento per la proficua collaborazione avuta con i  tecnici Cal.Me SpA. Ciò ha consentito la produzione di calcestruzzi di straordinaria  qualità. Nella consapevolezza dell’assoluto valore del capitale umano,  la Cal.Me SpA affronta il futuro forte della solidità e compatezza  della propria struttura societaria.  Perché in fondo…. “C’E’ UNA CALABRIA CHE PRODUCE”

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