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CAIMILANOnews

notiziario del club alpino italiano - sezione di milano • numero 01 / 2011


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sommario

In copertina: Particolare di affresco / Milano, Basilica di S. Maurizio al Monastero Maggiore.

… Ma ognuno che con slancio abbia vissuto il suo punto e la sua cima può sentirsi qui ricordato. (dal “verso” della medaglia del nostro centenario, 1973)

Referenze fotografiche: Davide Adamo, Sergio Calamita, Piero Carlesi, Comune di Milano, Brunella Marelli, Davide Necchi, Maddalena Pezzani, Marco A.Tieghi,

EDITORIALE di Marco A. Tieghi ………………..……………………………………………………..

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ASSOCIAZIONE SPORTIVA STORICA MILANESE di Gabriele Zerbi .…………………….……………………………..

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CAI MILANO E TOURING CLUB: DUE GIORNI ...DI LUNA DI MIELE di Piero Carlesi ....…………………………………………………………..

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AFFRESCHI, NATURA E TRADIZIONE di Brunella Marelli …………...…………………..……………………….…… ……….….

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CINEMA DI VETTA di Piero Carlesi...……………………………………………………………………….

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IL CAMMINO DI SANTIAGO di Walter Pennacchietti ……….………………………………. ….……….……………

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IN LIBRERIA di Piero Carlesi ……….………………...………………………………………………..

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INSIEME ALLA PLOTZ-HUETTE di Davide Adamo ………………………………………………………………………….

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VITA DI SEZIONE .……………………………………………………………………….

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CAIMILANOnews - Settimanale registrato nel Registro Stampa del Tribunale di Milano con il numero 439 del 3 luglio 2006  Direttore Responsabile:Piero Carlesi  Coordinamento redazionale: Marco A. Tieghi Redazione: Club Alpino Italiano - Sezione di Milano - 20121 Milano, Via Silvio Pellico, 6 - Telefono 0236515700 - Telefax 028056971 - e-mail redazione@caimilano.eu La Sezione di Milano del Club Alpino Italiano è un’associazione con personalità giuridica (DPG 19/2/1982, n.2/R/82/LEG., della Regione Lombardia), iscritta a:  Registro delle Persone Giuridiche Private tenuto dalla Regione Lombardia al progr. N. 32 ( precedentemente iscritta al Registro delle Persone Giuridiche del Tribunale di Milano n. 216, vol. 7, fasc. 216);  Registro Generale Regionale del Volontariato (DPG 1/3/1994, n. 54038, della Regione Lombardia) ed è riconosciuta quale ONLUS di diritto (D. Lgs. 4/12/1997, n. 460, art. 10, c.8);  Registro Anagrafico delle Associazioni del Comune di Milano al foglio 28, progr.190.

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editoriale

Q

uesto primo fascicolo di CAIMILANOnews si apre, come il nuovo anno, con il prestigioso riconoscimento da parte della Giunta Municipale: siamo entrati nell’Albo delle Associazioni Sportive Storiche Milanesi e possiamo fregiarci con orgoglio di questo titolo.

E’ sicuramente un onore per la Sezione di Milano del Club Alpino Italiano che rafforza il nostro impegno verso la nostra comunità cittadina e che ogni giorno con lo sguardo al futuro ci invita a non perdere di vista il nostro passato, la nostra tradizione che data 1873!

Da centotrentotto anni di attività siamo parte della storia della nostra Città e della nostra Nazione - divenuta tale nel 1861 e della quale abbiamo condiviso quella “età preziosa” dei suoi albori con le idee, le realizzazioni e i sogni degli uomini che per Essa avevano combattuto e lavorato. Oggi nella città divenuta metropoli, la Sezione di Milano del Club Alpino Italiano è realtà presente, propositiva e vivace, ricca di iniziative che sottolineano la grande poliedricità d’interessi che possono scaturire da un’attenta riflessione su cosa concretamente significhi “fare” Alpinismo. Questo numero di CAIMILANOnews, come quelli che usciranno nel corso del 2011, vuole essere d’aiuto per ciascuno di noi in questo compito, proponendocene esperienze attuali e del passato. Già, il passato! Dieci anni fa, nel 2001, si costituiva l’Ortlerkreis …. settantacinque anni fa, nel 1936, veniva fondata la Scuola d’Alta Montagna Agostino Parravicini …. e un secolo fa, invece? Che anno quel 1911: l’inaugurazione del Rifugio-Albergo Carlo Porta ai Resinelli, la prima “Grande ascensione alpina popolare di alta montagna alla Cima di Castello” con il concorso e il patrocinio del Corriere della Sera ...l’edizione a cura della nostra Sezione del volume della primigenie “Guida dei Monti d’Italia” dedicato alle Alpi Retiche … Un “fil rouge” unisce il passato con il presente: lo slancio e la passione che quanti, attivamente partecipi alla vita del nostro Sodalizio, dimostrano quotidianamente nel proprio impegno nei Gruppi, nelle Commissioni e nelle Scuole del CAI Milano. Un aspetto sul quale insieme ci soffermeremo in questo 2011, Anno Europeo del Volontariato, consapevoli che la “vera forza” della nostra Associazione meriti attenzione, sostegno e occasioni per esprimersi al meglio nella costruzione del nostro domani. Buona lettura!

Marco A. Tieghi Vicepresidente del CAI - Sezione di Milano

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Cammino di Santiago

Il Sindaco di Milano, a nome della Città, ha riconosciuto il Club Alpino Italiano - Sezione di Milano

Associazione Sportiva Storica Milanese

St. Jean Pied de Port, Pirenei francesi, 23 agosto ore 6.30

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La Sezione di Milano del CAI ha ottenuto dal Comune di Milano il riconoscimento di “Associazione Sportiva Storica” Il 20 gennaio la vasta platea del Teatro Strehler di Milano è stata affollata dai rappresentanti delle associazioni sportive con oltre 50 anni di vista a cui il Comune di Milano ha inteso assegnare il prestigioso riconoscimento di “Associazione Sportiva Storica”. Tra queste, la Sezione di Milano del Club Alpino che, con 128 anni di attività alle spalle, rientra nel ristrettissimo numero delle associazioni sportive milanesi che possono vantare invece addirittura oltre un secolo di storia. Il Sindaco di Milano Letizia Moratti, che ha consegnato la pergamena con l’attestazione al presidente Giorgio Zoia, ha introdotto la cerimonia affermando: “Le società storiche sportive svolgono un lavoro prezioso nel tessuto della nostra città e sono protagoniste di Milano, contribuendo a fare della nostra città una meta sempre più attraente all’interno dei circuiti turistici e culturali in Italia e nel mondo.” La cerimonia si è conclusa con la consegna - da parte dell'Assessore Alan Rizzi - delle medaglie del Comune ai Soci Storici delle rispettive associazioni. Per la sezione di Milano del CAI sono state assegnate 7 medaglie ai soci che più di altri hanno contribuito in questi anni a rendere sempre più eccellente l'attività del Club Alpino Italiano a Milano: Mariuccia Locatelli, Aurelia Galimberti, Luigi Barsanti, Lodovico Gaetani, Andrea Affaticati, Marco Tieghi e Angelo Volpi. Applausi per tutti dalla platea gremita, e non solo, come era logico aspettarsi, per i diversi campioni dello sport presenti, tra cui, a rappresentare rispettivamente Milan e Inter, i fratelli Franco e Beppe Baresi.

1965 Medaglia d’Oro di Benemerenza Civica del Comune di Milano 1973 Medaglia d’Oro di Benemerenza della Provincia di Milano 2008 Attestato di Benemerenza Civica del Comune di Milano 2011 Associazione Sportiva Storica Milanese

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Piero Carlesi

CAI Milano - Touring Club: due giorni … di luna di miele notiziario del club alpino italiano - sezione di milano • numero 01 / 2011 • pagina 5


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terza pagina C'era un tempo in cui la Sezione di Milan del Club Alpino Italiano dialogava costantemente con il Touring, associazione nazionale sì, ma milanese di nascita, per problemi e interessi comuni. Erano i primi anni del Novecento e il turismo montano, con i campeggi e i raduni di allora appassionava entrambi i sodalizi. Non a caso le prime gare di sci a Madesimo del 1911 di cui si sta per celebrare il centenario videro l'impegno, nelle stesse giornate, di una carovana del Touring e dello Ski club Milano, associazione che aveva sede presso il Cai Milano e i cui esponenti erano tutti soci della sezione milanese del Cai. Il rapporto privilegiato fra Touring e Sezione di Milano era dato dal fatto che in città la nostra Sezione era l'unico interlocutore ufficiale del Cai: la Sem non era del Cai e la Sede centrale era a Torino, troppo lontana. Non parliamo poi quando il Cai Centrale si trasferì a Roma... Era sempre la sede di Via Silvio Pellico l'indirizzo del Cai noto ai dirigenti del Touring, nelle cui fila sedevano uomini che occupavano cariche di prestigio anche nel Cai. Poi, nel secondo dopoguerra, con l'arrivo nel 1946 della Sede centrale del Cai a Milano, mutarono i rapporti e iniziarono a dialogare il presidente del Tci e il Presidente generale. Così è ancora oggi, ma con una novità, voluta dal nostro Presidente Giorgio Zoja: un nuovo rapporto tra la Sezione e la struttura lombarda del Touring, quella che fa capo ai Consoli, che sono i rappresentanti del Tci sul territorio. Si è cominciato il 22 settembre scorso all'auditorium del Centro culturale S. Fedele con la proiezione dei film del Trentofilmfestival, un evento cui hanno partecipato con grande interesse sia i nostri soci, sia molti soci del Tci di Milano. Ma a questo primo passo è seguita la due giorni di fine gennaio, il 22 e 23, in cui la Sezione, in accordo con i consoli del Touring di Milano e della Lombardia (Gian Mario Maggi, Maurizio Poggi e Pino Spagnulo) ha

organizzato due eventi: la visita guidata della basilica di S. Maurizio al Monastero Maggiore di corso Magenta (e all'attiguo cortile del Museo Archeologico) con una quarantina di partecipanti, e il trekking urbano negli ultimi tratti residuali della campagna lombarda a ovest di Milano, dalla fermata della metropolitana di S. Leonardo alla fermata di Bisceglie. Quest'ultimo evento, ideato da Marco Righini della Commissione Scientifica, è durato l'intera giornata, dalle 10 del mattino alle 17, e ha permesso ai 58 partecipanti (di cui 18 soci Touring) di camminare per una quindicina di chilometri e di osservare nelle varie aree verdi attraversate (Bosco in città, parco di Trenno, Parco delle Cave) gli ultimi brandelli di ambienti rurali, in parte originali, in parte ricostruiti di quella che era la campagna a ridosso della città. La splendida giornata di sole, pur nel gelo della stagione, ha allietato il gruppo che ha percorso di buona lena stradicciole campestri, sentierini e bordi dei campi, osservando ahimè discariche abusive, nuova edilizia urbana, cascine diroccate ma anche antichi canali d'irrigazione (stupenda la chiusa dei cosiddetti tri baselloni), cascine ristrutturate, laghetti e stagni artificiali, orti e marcite. I vari responsabili di parchi, associazioni e gruppi culturali che operano sul territorio, insieme a un gruppo di guardie ecologiche volontarie sono stati prodighi di spiegazioni storico-culturali, integrate naturalmente dai nostri esperti della Commissione presenti, come lo stesso Marco Righini, Silvio Frattini, Felice Michelotto e Sandro Perego. Una sosta per rifocillarsi (e cantare..) alla Cava Aurora, presso la sede della locale Unione pescatori a base di focacce predisposte da Ariodante Adorni, prestinaio di Quarto Cagnino, ha permesso di tirare il fiato a tre quarti di percorso, grazie a un locale riscaldato che ci ha ricordato gli ambienti di tanti rifugi. Sull'onda degli entusiasmi a fine giornata si è ipotizzato già il bis per gennaio 2012, ma questa volta a est di Milano. Giusto per essere equi.

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Affreschi,naturaetradizione Affreschi,naturaetradizione diBrunellaMarelli diBrunellaMarelli diBrunellaMarelli

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terza pagina La Commissione Culturale e la Commissione Scientifica della nostra Sezione ci stanno stupendo con iniziative che escono dal filone ordinario (il senso della parola “ordinario” sarebbe poi da chiarire: cosa è ordinario e cosa straordinario? Forse nulla perché ogni innovazione è straordinaria salvo diventare ordinaria quando gradita e accettata). Già lo scorso anno (2010) due pomeriggi di sabato hanno visto un nutrito gruppo di soci visitare i musei di Milano, accompagnati alla ricerca di paesaggi montani nelle opere dei grandi artisti esposte in quelle sale. Possiamo dire: scarpe da città anziché scarponi, ma il nostro solito entusiasmo e la solita comunione di intenti. E quest’anno, per compensare i rigori di un rigido inverno e grazie anche alla collaborazione con il TCI, ecco la proposta di visitare un gioiello milanese, poco conosciuto forse, e recentemente riportato agli antichi splendori: il Monastero Maggiore di S. Maurizio in corso Magenta. Spontanea la domanda: oltre alla bellezza degli affreschi e alla storia vissuta in quegli ambienti, che attraggono chiunque ami il bello e la vita, cosa collega il CAI a quel monumento? Il legame che potremmo definire “antico” con il TCI, che si impegna a tenere aperta e visitabile la struttura? Sì, ma anche la ricerca di delicati ciuffi di fiori che gli artisti inseriscono nelle loro opere solo dopo che Leonardo lo ha fatto nei suoi dipinti, il riconoscere nelle nostre amate montagne lombarde le cime dipinte sugli sfondi, l’individuare essenze arboree note. E le conseguenti amichevoli e accese discussioni sul riconoscimento, talvolta dubbio. E sulla botanica l’ultima parola è stata sempre ovviamente lasciata all’esperto. Successo di presenze, ma successo di una idea. Un nuovo modo di essere assieme, anche quando non si è per sentieri. E per sentieri siamo stati il giorno successivo. Anche questa iniziativa è coraggiosa. Ho esagerato? Non credo. Il Club “Alpino” che organizza una

gita in pianura sembra una contraddizione in termini, eppure non lo è. Parco di Trenno, Bosco In Città, Parco delle Cave sono realtà di pianura, indubbiamente, ma la natura intatta (o dove l’intervento dell’uomo è stato solo di ripristino di quanto già esistente) è la natura alla quale noi siamo abituati, nella quale ci sentiamo a nostro agio, di cui ci sentiamo parte. Le attività agricole presenti, le cascine attive e le tante purtroppo dismesse, ricordano la transumanza, ricordano il trasferimento invernale dalle nostre valli alla pianura (e viceversa in primavera) delle mandrie e delle famiglie che ne avevano la proprietà o la cura. Fa tutto parte del grande disegno della sopravvivenza. Un’appendice della vita di cui vediamo i segni nelle nostre montagne. E purtroppo spesso questi legami si dimenticano e si tralascia di sottolineare l’importanza delle tracce del passato, minimizzando e talvolta distruggendo le testimonianze di quanto ci ha portato alla nostra vita di oggi. Per ignoranza degli equilibri della natura rischiamo di creare danni irreversibili, che si ripercuoteranno sul territorio e quindi su di noi. Una ricognizione questa del 23 gennaio è sì innovativa, ma in linea con gli scopi statutari, poiché tra montagna e pianura c’è una stretta interdipendenza, non solo sotto un profilo geologico e naturalistico, ma per esperienza umana. E allora non ci meraviglieremo se ci verranno proposte altre ricognizioni di questo genere, perché in ognuna di queste troveremo gli agganci che ci porteranno alle prime enunciazioni dello statuto sociale: L'Associazione... ha lo scopo di promuovere..... la conoscenza e lo studio della montagna.... · L'Associazione persegue tale scopo mediante la tutela e la valorizzazione del patrimonio naturale, culturale ed artistico della montagna e le iniziative a ciò inerenti.” Siamo tutti in curiosa e ansiosa attesa, pronti a dimostrare il nostro apprezzamento partecipando propositivi.

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Torna per il terzo anno Cinema di vetta, la rassegna di film di montagna proposta dalla Sezione di Milano del Club Alpino Italiano. I film di montagna sono molto vari e al di là del minimo comune denominatore della montagna, spaziano dai film di soggetto a quelli di natura, da quelli alpinistici, che sono la maggioranza, a quelli etnografici e storici. I film provengono dalla Cineteca nazionale del Club Alpino Italiano che da oltre 50 anni raccoglie film di questo genere per proiezioni senza scopo di lucro per promuovere il mondo montano, partecipando attraverso i suoi responsabili ai filmfestival dedicati a questo tema, in primis al Festival internazionale di Trento.

una settimana di film di montagna a milano Quest'anno la rassegna presentata al cinema Gnomo vuole mettere in evidenza alcuni temi particolari di questo genere di film; intanto i protagonisti, gli uomini che hanno scritto pagine indimenticabili nella storia dell'alpinismo, poi gli aspetti naturalistici osservati nei parchi e nelle aree protette, poi ancora il mondo tradizionale della montagna con i suoi abitanti e i suoi usi e costumi e infine alcune pagine indimenticabili della storia dell'avventura in montagna. In particolare segnaliamo: martedì 15, il ritratto dell'arrampicatore californiano Jim Bridwell e il classico El Capitan, un film degli anni Ottanta che ha fatto epoca; mercoledì 16, Rosso 70, la storia del gruppo rocciatori Scoiattoli di Cortina d'Ampezzo, e Solo il film che negli anni Settanta ha rivoluzionato l'idea di fare film di alpinismo. Giovedì 17 saranno proiettate sullo schermo le scalate invernali degli anni Settanta di Gianni Rusconi e dei suoi mitici amici alpinisti di Valmadrera; venerdì 18, approfondimenti sull'ambiente montano, sulle aree protette e in particolare il film sulla vita di una guardia del parco nazionale del Gran Paradiso, vincitore assoluto dell'ultima edizione del Sondriofestival; sabato 19 salirà alla ribalta lo stretto rapporto tra l'uomo e la montagna, sia attraverso gli ultimi montanari che vivono secondo tradizione, sia attraverso l'impegno degli alpinisti e dei volontari del Cai; domenica 20, infine, una carrellata sui protagonisti della montagna di ieri e di oggi, dai minatori agli attori del cinema, dagli alpinisti alle guide alpine. notiziario del club alpino italiano - sezione di milano • numero 01 / 2011 • pagina 9


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terza pagina gonisti negli anni Settanta.. Martedì 15/2, ore 18.30 | CALIFORNIA E... DINTORNI Jim Bridwell di Michele Radici (Italia, 2009, 54') Ritratto di uno dei padri dell'arrampicata moderna nella valle di Yosemite. Intervista a Silvia Vidal.

Una ciliegina sulla torta (l'integrale di Peuterey) di Giorgio Squarzina (Italia, 2001, 33') Arnaud Clavel e Matteo Pellin partono dal santuario di Notre Dame de la Guerison e in 24 ore compiono l'integrale.

Vittorio Peracino un veterinario che lavora nel Parco nazionale del Gran Paradiso, a contatto con la fauna selvatica, per curarla e tutelarla. 2177 s.l.m. di Ruggero Meles (Italia, 2004, 50') Persone e pareti protagoniste della montagna dei milanesi, la Grigna.

Tool'em all di Cristian Furlan (Italia, 2001, 25') Mauro Bubu Bole arrampica sulle placche e cascate di ghiaccio in Valle di Cogne e in Canada

Giusto Gervasutti, il solitario signore delle pareti di Giorgio Gregorio (Italia, 2009, 45') Realizzato per ricordare a cent'anni dalla nascita le imprese e la personalità del “Fortissimo” di Cervignano del Friuli, cresciuto alpinisticamente all'ombra della Mole.

Aria di Davide Carrari (Italia 2008 29') Lo spettatore vive in tempo reale l'apertura di una grande via su una parete a strapiombo nel Supramonte, in Sardegna. Protagonisti Pietro Dal Prà e Lorenzo Nadali

Emilio Comici in arrampicata, (Italia, 1938,, 23') Riprese d'archivio sul grande alpinista triestino caduto 70 anni fa in val Gardena. Film muto.

Interviene Roberto Condotta, regista di documentari e componente Commissione cinematografica del CAI.

Interviene Gianni Rusconi, alpinista degli anni Settanta.

El Capitan, di Fred Padula (Stati Uniti, 1979, 60') Un'epica impresa sulla via del Nose. Una pietra miliare del cinema di montagna.

Venerdì 18/2, ore 18.30 | MERAVIGLIE DELLA NATURA

Sulle tracce della salamandra di Pino Brambilla (Italia, 2009, 54') La storia delle miniere di amianto in Val Malenco. raccontata dai protagonisti di un tempo dimenticato.

S.S. 26 di Valerio Folco (Italia, 2008,52') L'arrampicatore Alberto Gnerro alla ricerca della difficoltà pura lungo la statale della Valle d'Aosta

Interviene Michele Radici, regista di documentari, membro di giuria al Festival di Trento 2010 Mercoledi 16/2 , ore 18.30 | ALPINISMO E'... AVVENTURA Rosso 70 di Francesco Mansutti e Vinicio Stefanello (Italia, 2010, 79') La storia degli Scoiattoli di Cortina d'Ampezzo è quasi la storia dell'alpinismo italiano, K2 compreso, con interviste ai grandi vecchi del passato e alle giovani leve. Lightning strike Arwa Tower di Christine Kopp (Svizzera, 2007, 50') Il racconto di due diverse cordate, una maschile e una femminile, che affrontano l'Arwa Tower nel Gahrwal indiano. India. Con il forte alpinista austriaco Stephan Siegrist. Solo di Mike Hoover (Stati Uniti, 1974, 15') La gioia di arrampicare attraverso un film che ha fatto epoca negli anni Settanta Il tarlo di Andrea Balossi Restelli (Italia, 2010, 16') Intervista ad Armando Aste, grande alpinista di Rovereto degli anni Sessanta-Settanta. Interviene Roberto Serafin, scrittore giornalista, redattore de Lo Scarpone, il notiziario del CAI. Giovedì 17/2, ore 18.30 | ARRAMPICARE D'ESTATE E D'INVERNO Gli anni dei lunghi inverni di Andrea Frigerio e Gianni Rusconi (Italia 2007 37') I mitici amici di Valmadrera ricordano le imprese che li hanno visti prota-

La neve e la veglia di Marco Tessaro (Italia, 2009, 23') I ricordi della civiltà contadina raccontati dagli anziani, nel parco regionale Capanne di Marcarolo, in provincia di Alessandria. Nuovi parchi nel Verbano-Cusio-Ossola di Marco Tessaro (Italia 2010, 30') Una rassegna sulla biodiversità delle aree protette ossolane In un altro mondo di Joseph Peaquin (Italia 2010, 75') La vita di un guardaparco nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. Cercatore di cristalli di Gerhard Baur (Germania, 1997, 43') Un alpinista svizzero abbandona le pareti e si dedica alla caccia dei minerali, in parete... Interviene Marco Tessaro, regista di documentari. Sabato 19/2, ore 17 | UN UOMO VA SUI MONTI Il sentiero glaciologico della Val Martello di Roberto Condotta (Italia, 2005, 30') Il Servizio glaciologico del Cai Alto Adige accompagna lo spettatore lungo un percorso alla scoperta del territorio. Uno zaino pieno di ricordi di Gunther Johne (Germania, 1975, 43') Omaggio alle guide alpine delle Dolomiti orientali da Sepp Innerkofler a Tita Piaz, da Antonio Dimai ad Angelo Dibona Pastori di Antonio Canevarolo (Italia, 2002, 29') La vita dei pastori nelle Prealpi piemontesi, al confine con la Valle d'Aosta. Le antiche tradizioni. Ritratto del mondo degli ultimi.

Domenica 20/2, ore 17 | I PROTAGONISTI

Gary Hammings, le beatnik des cimes di Jean Afanassief (Francia, 1997, 26') La storia di Gary Hammings, l'alpinista nordamericano che portò sulle Alpi lo spirito e la tecnica e i materiali della scuola californiana. In lingua originale francese Generazioni di Emilio Borin (Italia , 1997, 23'). Interviste agli alpinisti Bruno Detassis, Cesare Maestri e Armando Aste. Asgard jamming di Sean Villanueva O'driscoll (Belgio, 2009, 54') Un racconto scanzonato e gioioso in Terra di Baffin con i fratelli Favresse e la forte alpinista spagnola Silvia Vidal che vuole dimostrare come l'alpinismo anche estremo si possa affrontare in sicurezza ma in allegria. Karl di Valeria Allievi (Italia, 2009, 56') Gli amici e la moglie ricordano il gardenese Karl Unterkircher, tragicamente scomparso sul Nanga Parbat nel 2008. Il Conquistatore dell'inutile di Marcel Ichac (1967, Francia, 33') Dedicato a Lionel Terray, la sua prodigiosa carriera di alpinista e di guida Il gigante delle Dolomiti di Guido Brignone (Italia, 1926, 92'). Un classico film muto della cinematografia di montagna recentemente restaurato e con nuova colonna sonora. Con Bartolomeo Pagano nei panni di Maciste. Interviene Pino Brambilla, regista di documentari e Presidente della Commissione cinematografica del CAI.

Un veterinario e il “suo paradiso” di Giorgio Squarzino (Italia, 1999, 53')

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Il Cammino di Santiago Impressioni di Walter Pennacchietti

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evo alzarmi, sento già i primi pellegrini passare sotto la finestra. Ho dormito poco … pensieri, forse preoccupazioni. Pensieri per ciò che mi aspetta nei prossimi giorni, per essermi imbarcato in una avventura magari superiore alle mie forze, per cosa potrò incontrare, trovare durante questi 820 km che mi separano dalla meta Santiago de Compostela. Beh mi alzo, finisco lo zaino, infilo gli scarponi e scendo a far colazione. Mentre bevo il mio caffè si scatena un temporale violento, con scrosci d’acqua che colpiscono il selciato, le case, i tetti con un rumore fortissimo. E il rumore di questa pioggia riporta nella mia testa i pensieri della notte appena trascorsa. Cosa mi aspetta? Cosa troverò? Potrei quasi farci un motivo musicale, composto da pioggia e pensieri …. Verso le 9 il diluvio muta in pioggerellina fitta insistente e allora decido di partire, 10 chili o quasi di zaino in spalla e l’acqua come compagna, che resterà con me fino al primo pomeriggio quando scenderà un nebbia che avvolgerà tutto, i prati, gli alberi, la strada. Sono in viaggio ormai da quasi 8 ore. Si va piano, quando piove: la fatica, l’umore, la strada scivolosa. Finalmente l’ultima salita, i 1.300 metri del Lepoeder. Vedo Roncisvalle subito sotto di me ed all’orizzonte un bel tramonto che si è fatto strada tra le nubi. Scendo 4 tornanti ripidi veloci e da qui inizia una bellissima inarrestabile trottata di 31 giorni. Una trottata fatta di sudore, gioia, fatica, bellezza, male ai piedi, caldo .. già, il caldo … a mezzogiorno del 26 agosto a Pamplona il termometro segna + 39°C.! Trotto attraverso paesini riparati ai piedi di una collina come Zubiri, Azqueta o arroccati su un piccolo sperone come Rabanal Del Camino, il mitico O Cebreiro. Galoppo attraverso villaggi adagiati quasi sfatti dalla calura in mezzo a pianure come Los Arcos, Fuentes Nueva o lontani anche dall’orizzonte come Calzadilla de la Cueza a 17,2 km dall’ultimo paese attraversato che è Carrion de los Condes. E poi attraverso città e cattedrali: Pamplona, Logrono, Burgos, Leon, Astorga.

V

rotto attraverso notti passate in alberghi con letti a castello o a stuoia come a Foncebadon: 10, 30, 75 persone per stanza, con gli odori dei bagnoschiuma, degli shampoo, dei saponi di Marsiglia, dell’Arnica, del Fissan che aleggiano sovrani. E le notti con i roncadores ? Quello che ci univa, giorno e notte, era la voglia di stare insieme, la gioia di essere lì. E via al galoppo quando è ancora buio, con l’ultima stella che mi guarda indulgente e con quelle albe strepitose che mi sorprendono sul cammino, attraverso colazioni fugaci o tostade: per me un cafè con lece, io prendo uno zumo de aranca … e poi tortillas, bocadillos, cervezas, quando il sole picchia. La meraviglia poi di quelle cene attorno ad un tavolo: spaghetti, insalate, queso, pane, chorizo, minestre, lenticchie, vino tinto e fino a 30 persone che si guardano, sorridono, parlano superando le diversità di lingua, facendone anzi una ricchezza. a stessa ricchezza che mi danno gli incontri con personaggi come Marcelino Lobato, un

T

L

pellegrino che passa la giornata in una capanna fuori Logrono a dispensare abbracci, parole e sellos. O come Tomas di Maniarin, che si autodefinisce ultimo dei Templari e vive ai margini del sentiero vendendo spille, conchiglie, caffè, biscotti e dispensando saggezze. O come Claudia e Cristina, argute indimenticabili toscanacce dalla subitanea simpatia, Gianna, sempre pronta ad aiutare tutti e maga delle minestre, Patricia, effervescente americanina dell’Oregon. Ed Erika, dalla tenerezza incomparabile, la nostra ‘dottora’ (medico specialista malattie infettive) come la chiamava Giordano, il nostro abuelo di 78 anni ed una vitalità incredibile. E Mirjana, dolce canadese e Alan, fotografo irlandese e Jaiemie, sua splendida amica e Clarissa, brasiliana dal sorriso disarmante e Yves, francese e la coppia Juliana & Neto, brasiliani anche loro e anche loro sempre sorridenti e Ernesto, ecuadoregno ed incomparabile cantante e chitarrista … e tutti gli altri che non posso nominare per ragioni di spazio ma che ricordo con affetto. n cammino splendido, appassionante, gioioso che si conclude a Santiago davanti alla Cattedrale e poi all’Ufficio del Pellegrino dove, mostrando orgoglioso la mia credenziale su cui ho messo il timbro, il sello!, per ogni giorno di questo cammino, mi rilasciano la Compostela rigorosamente scritta in latino con il mio nome e la data. Un cammino che mi ha lasciato senza fiato, indelebile, unico, irripetibile. Irripetibile??? Ma se sull’aereo del ritorno sto già pensando al Cammino del prossimo anno … !

U B

uen Camino! Buen Camino Claudia, Erika, Alan, Gianna, Cristina! Buen Camino Yves, Jaiemie, Juliana, Neto, Ernesto, Patricia, Clarissa, Mirjan! Buen Camino albe, tramonti, strade, paesaggi ! Buen Camino roncadores! Buen Camino speranza di felicità!

notiziario del club alpino italiano - sezione di milano • numero 01 / 2011 • pagina 13


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Clima e ghiacciai L'evoluzione delle risorse glaciali in Lombardia a cura di Claudio Smiraglia, Giancarlo Morandi e Guglielmina Diolaiuti Regione Lombardia e Comitato Glaciologico Italiano, pagine 212 Un testo scientifico e specialistico che però può interessare molto il socio del Club Alpino, abituato a osservare e a risalire i ghiacciai delle Alpi. Che il clima sia e stia

ancora cambiando non è un segreto: lo vediamo tutti i giorni. Ma al di là delle sensazioni personali e delle chiacchiere da bar ci sono studi precisi che grazie al monitoraggio continuo dei ghiacciai portano a osservazioni interessanti. Nel novembre del 2007 fu organizzato presso l'Università di Milano un convegno dedicato alla tematica delle relazioni fra l'evoluzione del clima e la risposta dei ghiacciai, con particolare attenzione alla realtà della Lombardia. Questo testo raccoglie ora gli atti del Convegno e contribuisce quindi alla miglior divulgazione degli studi e delle tesi esposte. Tra le tante relazioni segnaliamo “La rete micro -meteorologica glaciale lombarda: un contributo alla conoscenza dei ghiacciai alpini e delle loro variazioni recenti” di Guglielmina Diolaiuti, Claudio Smiraglia, Gianpietro Verza, Roberto Chillemi e Eraldo Meraldi.

in LIBRERIA segnalazioni e consigli per la lettura di Piero Carlesi

La Biblioteca nel tempo: 1873-2010 a cura di Renato Lorenzo Club Alpino Italiano, Sezione di Milano 2010 Ecco un testo, anche se stampato in proprio e a tiratura limitata, che non può essere ignorato: la storia della nostra Biblioteca dedicata dal 1998 a Luigi Gabba, uno dei padri fondatori della Sezione. Renato Lorenzo, bibliotecario appassionato, si è dedicato a quest'opera per consegnarci, dopo un'attenta ricerca d'archivio, la storia della nostra cultura, dalle origini. Un patrimonio ingente

che conta oggi, dopo 136 anni di raccolta, ben 15mila volumi, tutti dedicati alla montagna. Il libro, curato da Lorenzo, ripercorre questi 136 anni, attraverso le testimonianze pubblicate sulle riviste, riportando puntualmente date, nomi, fatti. La sala di lettura, nonna della nostra biblioteca era aperta già nella nostra prima sede di piazza Cavour nel gennaio del 1874. Non sappiamo chi se ne occupava allora. Ma sappiamo che nel 1888 era nientemeno che il conte Lurani il bibliotecario, mentre nel 1894 fu il socio R. Gerla. Sfogliare questo volume è un po' ripercorrere (e magari scoprire) la storia della nostra Sezione e conoscere chi l'ha resa grande nel tempo. La Biblioteca cresce di anno in anno, dall'originario legato Riva in poi, grazie a numerose donazioni. Il testo, come recita il titolo, arriva fino ai nostri giorni ed è ricchissimo di documentazione recente su ruoli, compiti della biblioteca, sempre importante punto di riferimento per ricercatoori, laureandi in tesi, storici e appassionati.

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terza pagina Il sentiero militare Abramo Schmid tra Carso triestino e isontino dalla storia antica alla Grande Guierra – aspetti naturali e speleologia di Dario Marini de Canedolo Edizione a cura del Gruppo Speleologico Flondar, Comune di Duino-Aurisina e Sezione di Gorizia del Cai, 2009, pagine 158. Volume di grande formato che vuole accompagnare il lettore sui luoghi della Grande Guerra alla scoperta dei beni ambientali e di quelli storici lasciati prevalentemente dagli eventi bellici. Il sentiero, dedicato al Colonnello Schmid, profondo conoscitore e studioso di questi territori, parte dal limite occidentale della provincia di Trieste, dal paesino sloveno di Medeazza ed è lungo quasi 15 chilometri; l'arrivo è a Vipacco e i dislivelli in salita o discesa sono minimi. Il volume è diviso in due parti: dapprima dà un inquadramento storico del territorio, soprattutto per quanto riguarda le aspre e dolorose vicende belliche, poi vi è la descrizione vera e propria dell'itinerario, anche qui con una incredibile ricchezza di dati storici e geografici sulle località attraversate. E si scoprono così cippi confinari dimenticati, grotte, postazioni belliche, sbarramenti anticarro, doline, formazioni carsiche, sentieri, tracce varie anche se molte sono sempre più inghiottite dalla vegetazione che avanza. Vorremmo sottolineare che a dispetto del titolo non si tratta comunque di una guida nel senso stretto del sentiero Schmid, inaugurato nel 2006 (non sono indicati nemmeno i tempi di percorrenza!) ma di un'opera storico-geografica molto personale su un piccolo lembo di territorio, il Carso isontino, martoriato dalla guerra di 90 anni fa. Eiger Trionfi e tragedie 1932-1938 Corbaccio editore 2010, 288 pagine, prezzo 26,90 euro. Quanti libri sono stati scritti sull'Eiger da quando la sua parete Nord era stata individuata come uno delle più terribili delle Alpi? Indubbiamente tanti, tra cui alcuni classici come Arrampicare all'inferno di Jack Olsen. Sono però stati tutti testi che raccontavano biografie di alpinisti impegnati sull'Eiger. Questo nuovo libro di Rettner invece è diverso: è il vero libro dell'Eiger, un compendio prezioso che racconta gli anni più celebri della montagna, gli incredibili anni Trenta. Rettner da questo punto di vista non è uno dei tanti che vuole scrivere dell'Eiger: è il grande sacerdote dell'Eiger, è lo storico che ha passato una vita a documentarsi su questa montagna e ha un archivio unico al mondo su tentativi, vie ecc. Infatti quello che colpisce leggendo Eiger è la dovizia di particolari, la minuziosità del racconto e, pure il prezioso, eccezionale, apparato fotografico.

Rettner è studioso che può scrivere tutta la storia dell'Eiger e non è assolutamente detto che in un domani non si possa vedere l'uscita di un suo libro sulla storia completa della montagna. Oggi però accontentiamoci di questo piccolo brandello di storia, di quegli anni Trenta che furono decisivi per la soluzione di tanti problemi alpinistici insoluti. Le imprese drammatiche di Toni Kurz e di Hinterstoisser, ma anche quelle di Harrer e di Heckmair sono il filo conduttore di un racconto puntuale e appassionato in cui i fortissimi monacensi erano leader assoluti, almeno qui, nell'Oberland Bernese troppo lontano per Riccardo Cassin che si muoveva in treno e in bicicletta. Piero Carlesi L. e G. Aliprandi, V. De La Pierre, E. Rizzi, L. Zanzi Il Grande Monte Rosa e le sue genti Edizione Fondazione internazionale Monte Rosa e Fondazione Enrico Monti 2010, 288 pagine, 90 euro Riccardo Cerri e Alessandro Zanni L'oro del Rosa Le miniere aurifere fra Ossola e Valsesia nel Settecento Uomini, vicende e strumenti in Valle Anzasca Centro Studi Zeisciu, Alagna V., 944 pagine, 150 euro Il Monte Rosa, si sa, è la montagna della pianura. L'ho visto dal Monferrato, dalle risaie vercellesi e novaresi, ma anche dal Duomo di Milano e dai prati irrigui a est della città dove abito io. E' incredibile la magnificenza della sua mole, l'imponenza del massiccio, specie quando è carico ancora di neve in primavera. E' ovvio quindi che la Montagna per eccellenza attiri su di sé attenzione. Non solo da parte degli alpinisti, che pure hanno scritto su queste cime le loro pagine (un solo nome: Papa Achille Ratti e il Colle del Papa...). L'interesse va ben oltre anche perché attorno a questa montagna hanno ruotato nel corso dei secoli confini, uomini, etnie, commerci ecc. Si tratta indubbiamente di uno dei più vigorosi nodi alpini attorno a cui si è sviluppata la storia non solo dei potenti ma anche degli uomini comuni, dei montanari e degli emigranti che solevano passare da nord a sud e viceversa, baluardo di confine, fra l'altro, dell'antico Stato di Milano che raggiungeva con la Valle Anzasca e la Valsesia i suoi massini limiti nordoccidentali. E' naturale quindi assistere ogni tanto all'uscita di nuovi volumi sulla montagna, con le motivazioni più diverse. L'ultima opera in ordine cronologico uscita poco prima del Natale 2010 Il Grande Monte Rosa e le sue genti è quella che vede fra gli autori nostri soci, o meglio Giorgio Aliprandi socio della Sezione di Milano del Cai e Laura Tassi Aliprandi, socia della consorella sezione di Torino. Un grande libro, come dice il titolo stesso, che vuole essere l'opera omnia sulla montagna, con magnifiche fotografie dell'Ottocento color seppia anche a piena pagina. Ma ci permettiamo di non essere molto d'accordo sull'opera

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omnia. Lo è stata a suo tempo quella di Franco Fini edita da Zanichelli, questa è un'opera che vuole mettere a fuoco solo alcuni aspetti del Monte Rosa. E al di là del significato della montagna (“la montagna più abitata ad alta quota”) espresso nei lunghi e appassionati discorsi di Zanzi, o nelle disquisizioni sulle genti walser che hanno occupato le testate delle valli, di Enrico Rizzi, forse è la disamina delle antiche carte storiche che hanno illustrato il massiccio e le sue convalli a firma dei coniugi Aliprandi la parte più interessante, anche se ormai per certi versi con tesi già note per chi ha avuto la fortuna di leggersi i precedenti volumi sulle carte geografiche delle Alpi Occidentali editi da Priuli e Verlucca. Dire nulla di nuovo sotto il sole può essere quindi un'analisi impietosa, ma vicina alla realtà. Discorso totalmente diverso invece per l'altro libro, L'oro del Rosa, un poderoso volume (segnalato speciale al Premio Gambrinus), uscito già da qualche tempo, che in quasi mille pagine (sì proprio così) scava a fondo la lunga storia delle escavazioni nelle viscere della montagna, specie sul versante di Macugnaga, alla ricerca dell'oro. Storie di concessioni e di minatori, storie di povertà e di emigrazione, ma anche di impresari nobili che cercavano di sfruttare al meglio i loro possedimenti. Una vera miniera questa volta, ma non vuole essere un gioco di parole, è proprio il libro che presenta al lettore un'infinità di spunti per capire, conoscere meglio e magari frequentare la grande montagna della pianura. Grazie a ricerche negli archivi comunali e di Stato che hanno permesso di risalire a preziose biografie e testimonianze di tanti interpreti del tempo. Curioso notare come libri di questo genere che pur parlano di montagne celebri non sono editi da grandi case editrici, ma da piccoli editori, o meglio da Centri studi e fondazioni che hanno nei loro scopi statutari la promozione e l'approfondimento di vicende storiche minori. Zeisciu, da questo punto di vista, animato da Luigi Garavaglia di Magenta, ci pare un esempio perfetto di come si riesca a conciliare l'eccellenza editoriale con la puntuale e corretta analisi storica di lontane vicende dimenticate.

ParlandodiMontagna…2011

terza pagina

22 febbraio 2011 | ore 21 Giovanni Caprara IL VOLO CHE VALICÒ LE ALPI Serata patrocinata da Università degli Studi di Milano - Bicocca

11 marzo 2011 | ore 21 Franco Michieli, ANDE MERAVIGLIOSE AVVENTURE DI ALPINISMO ESPLORATIVO E DI SOLIDARIETÀ SULLE CORDILLERAS DEL PERÙ E DELLA BOLIVIA Serata organizzata in collaborazione con l'Operazione Mato Grosso

22 marzo 2011 | ore 21 Luca Ciancio ACQUA E ARIA DI ANTONIO STOPPANI: LE MONTAGNE COME STUDIO E COME PASSIONE Serata patrocinata da Università degli Studi di Milano - Bicocca

5 aprile 2011 | ore 21 Franco Brevini, LA CONQUISTA DELLE MONTAGNE E DEI POLI. IL MODERNO E LA WILDERNESS 19 aprile 2011 | ore 21 Claudio Smiraglia CALOTTE, GHIACCIAI, PERMAFROST: CRIOSFERA IN RAPIDA EVOLUZIONE 26 aprile 2011 | ore 21 Gianni Boschis IL RITROVAMENTO DEL “B-17” COMPARSO SUL MONTE BIANCO STORIE DI UOMINI, AEREI E GHIACCIAI 10 maggio 2011 | ore 21 Davide Chiesa, Raffaele Occhi, Lino Pogliaghi e Marco A. Tieghi ORTLES: LA MONTAGNA SI RACCONTA Serata organizzata in collaborazione con il Gruppo Italiano Scrittori di Montagna

SalaGrandeEmilioRomanini|ViaPellico,6(M1eM3Duomo)|Ingressolibero

con il patrocinio di

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ortlerkereis

Come consuetudine da diversi anni, il Gams di Monaco di Baviera organizza nei primi giorni di Dicembre la festa del gruppo. Quest’anno una piccola delegazione milano-pavese formata da Sandra di Milano e da Davide e Manuela di Vigevano hanno preso parte alla festa, ecco il racconto del bellissimo fine settimana passato assieme.

INSIEME alla Plotz-Hütte

di Davide Adamo

Venerdì 3 Dicembre: tutto è pronto, fatto il pieno di gasolio Davide e io dopo il lavoro partiamo per Milano, durante il viaggio oltre alla felicità di rivedere i nostri amici in Germania pensiamo se abbiamo portato tutto quello che ci serve e, cosa importante, il CIBO. Arriviamo a Milano dove troviamo Sandra che si rivelerà poi un prezioso aiuto per la preparazione della cena di sabato. Il viaggio è lungo ma tra una chiacchierata e l’altra arriviamo a Innsbruck, da ora bisogna stare attenti ed orientarsi per trovare la direzione per Lenggries, il buio è calato ed anche la temperatura! Fa molto freddo e dal cielo inizia a scivolar giù qualche sporadico fiocco di neve. Qualche piccolo errore dato dall’oscurità e dalla stanchezza ci porta sulla strada sbagliata, riusciamo però a telefonare a Robert e le sue indicazioni ci riportano sulla retta via. Finalmente arriviamo a Lenggries al punto di ritrovo di fronte la chiesa, sono le nove di sera e i primi sintomi della fame si fanno sentire, Robert arriva appena dopo di noi per accompagnarci al rifugio così raggiungiamo l’attacco del sentiero.

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ortlerkreis Scesi dalla macchina il freddo polare di questi giorni si fa sentire tutto e ci affrettiamo a calzare gli scarponi, ciaspole e sci, almeno il movimento ci fa sentire meno freddo! Finalmente ci incamminiamo, il percorso è interamente su una strada poderale battuta dal gatto delle nevi, quindi si sale agevolmente. Non avevamo mai camminato di notte e lo spettacolo è suggestivo anche senza luna: il bosco ha dei riflessi argento e un leggero nevischio sollevato dall’aria lo rende brillante alla luce delle frontali, ogni tanto appare una lumicino tra i rami delle piante, ed io immagino che un lupo o una volpe ci osservino da lontano, sembra di trovarsi catapultati in una delle fiabe dei fratelli Grimm; dobbiamo intanto salire una mezz’ora prima di giungere al bivio dove parte la brevissima traccia nella neve che porta al Plötz-Hütte. Appena arrivati al rifugio veniamo accolti da tutti calorosamente, Astrid, Rike e Tiziana fanno gli onori di casa e ci fanno accomodare. La struttura è autogestita quindi è importante la cura e la pulizia del luogo, questo rende ancora più intimo e casalingo l’ambiente. Appena entrati si sente subito l’atmosfera di una grande casa rurale: il cuore del rifugio è una grande cucina in ghisa con sopra due grandi pentoloni dove lentamente cuoceva il Gulash e a fianco una padella colma di pizzoccheri. Dopo il digiuno di una lunga giornata di lavoro, viaggio e salita notturna quale miglior premio? La sala da pranzo, è spaziosa con grandi tavoli e sulle pareti c’erano diverse immagini e pitture raffiguranti le montagne della zona con una grande foto dell’Ortles. Al piano superiore ci sono le camerate tutte abbastanza spaziose e sufficientemente comode, ovviamente è un rifugio e non si cerca il lusso e la comodità. Sistemate le nostre cose scendiamo nella cucina a mangiare gli ottimi pizzoccheri preparati da Tiziana, scambiamo quattro chiacchiere e finalmente recuperiamo le nostre energie. Finito di mangiare andiamo subito a dormire anche perché ormai è notte fonda e il giorno successivo si va a fare un bel giro tra i monti. Al mattino la sveglia è clemente: con comodo scendiamo in cucina e dopo colazione usciamo per fare un bel giro tra le prealpi bavaresi. Ci incamminiamo nel bellissimo bosco di abeti, la giornata è ancora un po’ nuvolosa con tendenza a migliorare e molto fredda, il

termometro al rifugio segnava -8, ma basta camminare per qualche decina di minuti per non sentire più freddo. La meta odierna è il Brauneck una cima molto panoramica dove arrivano anche gli impianti sciistici di Lenggries ancora chiusi. Il panorama spazia dal Tirolo a Sud alla piana di Monaco a nord e tutto era coperto da una bella nevicata rendendo il paesaggio ancora più nordico di quello che ci si immagina. In giro c’è tantissima gente con gli sci ai piedi e con le ciaspole e, a differenza dell’Italia, ci sono anche molti giovani. La salita è semplice e breve, una volta in cima, visto che è ancora presto, ci fermiamo alla Brauneckhütte, poco più in basso, per una buona birra bavarese in compagnia. Alcuni di noi decidono di scendere al rifugio mentre Davide e io e decidiamo di stare ancora in giro per scoprire il posto e per fare il pieno di montagna dopo un mese di riposo forzato causa maltempo e impegni familiari. Durante la nostra discesa incontriamo Renate che, partita al mattino di sabato da casa sua ci ha raggiunto assieme ad altri del gruppo. Decidiamo di risalire con loro raggiungendo un altro piccolo rifugio dove ci fermiamo per prendere qualcosa di caldo prima di tornare definitivamente al Plötz-Hütte per la festa. Giunti al rifugio troviamo tutti al lavoro impegnati a preparare la tavola e la cena, noi abbiamo portato un bel quartino di Gorgonzola dolce preso in un caseificio artigianale della nostra zona e Sandra ha preparato un buonissimo panettone farcito oltre ad aver preparato della buonissima polenta con le cipolle e altre leccornie. Prima di cena ci sono i brindisi e i ringraziamenti sia in Italiano che in Tedesco durante i quali siamo stati omaggiati di un regalo da parte dei nostri amici del Gams e siamo stati molto contenti di questo gesto affettuoso. La cena è stata davvero deliziosa dopo l’antipasto è stato il momento della polenta, del gorgonzola, delle patate lessate; come seconda portata abbiamo mangiato il Gulasch, rimasto a cuocere in pentola dalla sera prima proprio come si faceva una volta, dal sapore ricco e speziato. Tutto questo ben di Dio l’abbiamo annaffiato con buona birra bionda e weiss e con del vino nero. Poi abbiamo assaggiato i dolci: la mousse al cioccolato e il panettone farcito di Sandra. A fine serata eravamo sazi, soddisfatti e divertiti dopo la giornata piena passata tra i monti eravamo davvero sì stanchi, ma felici.

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vita di sezione CAMPAGNA ASSOCIATIVA 2011

COMMISSIONE ESCURSIONISMO

GRUPPO SENIORES

Presso la Segreteria e telefonicamente, utilizzando la carta di credito,è possibile rinnovare la propria adesione alla Sezione di Milano del CAI per il 2011. Ecco qui di seguito le quote associative per il 2011:

Escursioni | 6/3 Castello della Pietra (Appennino ligure); 13/3 Traversata Camogli-Portofino; 20/3 traversata San Pietro Ortanella (Prealpi lecchesi); 27/3 Monte Reixa (Appennino Ligure) 9; ¾ Tete de Cou (Alpi pennine); 10/4 Lago di Cama (Val Mesolcina-CH); 17/4 Anello di Calimero (Prealpi Lecchesi-Pasturo).

Ritrovo in sede il Martedì dalle 14,30 alle 17. Per tutte le norme relative alle iscrizioni alle gite ed al comportamento nel corso delle stesse, si rimanda agli specifici opuscoli informativi del Gruppo Anziani, disponibili in Sede. Escursioni | 2/3 Maccagno-Lago D’Elio; 9/3 Monte Vallassa(oltrepo pavese); 12/3 strada Valeriana; 22-25/3 Trekking in Maremma Toscana; 23/3 Monte Crocino (Lago Maggiore-versante lombardo); 26/3 San Tommaso di Valmadrera (triangolo lariano); 30/3 manico del Lume (da Camogli); 6/4 gita da definire; 9/4 Prati Parini (Val Brembana); 13/4 Corna Trentapassi-Lago d’Iseo(da Zone).

Ordinario Famigliare Giovane Vitalizio

€ 53 € 31 € 22 € 17

SCUOLA NAZIONALE DI ALTA MONTAGNA “PARRAVICINI” Il giorno 8/3 alle ore 21.00, presso la Sede del Cai Milano verrà presentato il 29esimo Corso di alpinismo, rivolto a coloro che vogliono apprendere le tecniche di arrampicata e manovre di sicurezza, su itinerari alpinistici sia di roccia che di ghiaccio. Il programma prevede: 9 giornate di arrampicata in ambiente alpino; 7 lezioni teorico-pratiche infrasettimanali

CINECLUB MONTAGNA Un nuovo appuntamento per gli appassionati del cinema di alpinismo montagna e avventura prende avvio a marzo: programma a sorpresa… e ritrovo fisso in sede il 1° e il 3° venerdì del mese

SCUOLA NAZIONALE SCI FONDO ESCURSIONISMO Gite | Prosegue il programma delle gite di fondo nelle seguenti località: 6/3 Pragelato, sabato 12/3 Val Bernina con il mitico trenino rosso in partenza da Tirano, 20/3 Lanzerheide. Nel weekend del 25/27 marzo è in programma una due giorni in Val di Rhemes e Cogne. Le iscrizioni sono aperte dal 7 marzo. Ginnastica presciistica | Prosegue il corso di ginnastica presciistica presso il Centro Sportivo Saini sotto la direzione di un istruttore Isef. Le lezioni di due ore settimanali si svolgono il martedì e il giovedì dalle ore 19 alle ore 20 (primo turno) e dalle ore 20 alle ore 21 (secondo turno). GRUPPO SCI CAI Gite | 6/3 Savognin; 13/3 Sestriere; 20/3 Bormio; 26-27/3 Week end in Via Lattea-Bardonecchia; 3/4 la Thuile; 10/4 Cervinia; 17/4 Val Thorens; 22-26/4 Pasqua a Stubai nello splendido comprensorio delle vette austriache. Orari e modalità di svolgimento delle gite disponibili sia sul sito che in Sezione. COMMISSIONE ATTIVITA’ GIOVANILI

COMMISSIONE SCIENTIFICA

Alpes | 6/3 Pizzetti e Tecett (Gruppo delle Grigne); 1920/3 Notturna al Rifugio Brioschi (Grigna settentrionale); 10/4 Monte Palanzone (triangolo lariano).

Escursioni | 20/3 Itinerario scientifico-naturalistico nel Finalese ( Riviera di Levante).

Family | 12/03 Presentazione attività al Bosco in Città; 10/4 MontePalanzone (triangolo lariano).

ASSEMBLEA ORDINARIA DEI SOCI I Soci sono convocati in Assemblea presso la sede sociale del Sodalizio in Milano – via Silvio Pellico, 6 – per le ore 10 di mercoledì 30 marzo 2011 e, occorrendo in seconda convocazione alle ore 21:00 di giovedì 31 marzo 2011 – per discutere e deliberare sul seguente Ordine del Giorno: 1) Nomina del Presidente e del Segretario dell’Assemblea; 2) Relazione morale del Presidente della Sezione sull’andamento dell’anno sociale 2010 e presentazione delle attività svolte da parte dei responsabili di Scuole, Commissioni e Gruppi; 3) Relazione dei Revisori dei Conti sulla gestione 2010; 4) Approvazione del Bilancio consuntivo 2010 e Preventivo 2011; 5) Determinazione delle quote associative 2012; 6) Determinazione della data delle elezioni alle cariche sociali; 7) Nomina del Comitato Elettorale; 8) Nomina degli Scrutatori per le elezioni delle cariche sociali. In relazione al punto 6 dell’OdG, il Consiglio Direttivo proporrà all’Assemblea le date del 18 e 19 aprile 2011.

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Fondata nel 1873

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CAIMILANOnews - Fascicolo 01/2011