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ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA Dei Soci della Sezione di Faenza del Club Alpino Italiano

E’ convocata per mercoledì 29 Novembre 2017 alle ore 12, ed in seconda convocazione per giovedì 30 Novembre 2017, alle ore 21,00 l’Assemblea Generale Ordinaria dei Soci della Sezione di Faenza, presso la Sede Sociale per discutere il seguente:

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ORDINE DEL GIORNO Nomina del Presidente, del Segretario dell’Assemblea e di tre scrutatori; Approvazione del verbale dell’Assemblea precedente (marzo 2017); Relazione del Presidente sull’attività svolta nell’anno 2017; Approvazione delle quote associative per l’anno 2018; Approvazione del bilancio preventivo 2018 Rinnovo delle cariche sociali per il triennio 2018/2020. Elezione del Presidente, Consiglieri e Revisori dei conti sezionali; Varie ed eventuali;

Dalle ore 20,30 del 30 Novembre 2017 funzionerà la verifica dei poteri. Si ricorda che all’Assemblea avranno diritto di voto i Soci in regola con il tesseramento 2017. Il Presidente Ettore Fabbri

In copertina: nella foto di Maurizio Solaroli, la discesa dal Monte Lavane con le racchette, su di una neve favolosa. 2 SETTEMBRE_DICEMBRE 2017

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Editoriale Cari Soci, l’incarico che mi avete affidato sei anni fa volge al termine, questo è il mio ultimo editoriale. In questi anni, il Consiglio Direttivo ed io, abbiamo cercato di gestire la Sezione nel modo migliore possibile, svolgendo con diligenza i vari compiti istituzionali e cercando, con impegno, di favorire la frequentazione della montagna nelle varie discipline secondo le aspettative di Voi Soci. In questo sono stati preziosi l’esperienza dei Consiglieri “anziani”, lo slancio dei nuovi eletti, le capacità tecniche di “titolati” e “qualificati” e, certamente, l’impegno di tutti coloro che, pur non ricoprendo cariche sociali, si sono adoperati affinché le tante attività potessero svolgersi; a tutti va il mio caloroso ringraziamento. Bene! Organizzare belle escursioni, arrampicate, corsi e serate culturali, favorisce certamente il “buon clima”, ma come già avevo rimarcato all’inizio del mio mandato, quello che più mi premeva e avevo a mia volta ereditato, era di mantenere vivi l’armonia, lo spirito collaborativo e il sentimento di amicizia che nella nostra Sezione sono forti e sono la condizione affinché il mio successore, il nuovo Consiglio e tutti noi possiamo continuare con anni di intensa attività in montagna, con gioia e soddisfazione. Vi lascio con questa frase di Guido Rey: “ La montagna è fatta per tutti, non solo per gli alpinisti: per coloro che desiderano il riposo nella quiete come per coloro che cercano nella fatica un riposo ancora più forte”. Il Presidente Ettore Fabbri

SEDE E ORARI DELLA SEZIONE C.A.I. DI FAENZA La Sezione del C.A.I. di Faenza è posta in Via Campidori, 28 (sede Rione Rosso). Tel. 0546 22966 - La Sede Sociale della Sezione è aperta a tutti il giovedì dalle ore 20,30 alle ore 23,00 ed il sabato dalle ore 10,00 alle ore 12,00. È possibile effettuare le iscrizioni e rinnovare l’adesione al club: AENZA: Presso la Sede Sociale negli orari sopra indicati; A FFAENZA: Presso la Ferramenta Chesi, Centro Commerciale Cappuccini, Via Canal Grande, Tel. 0546 21616 (ore negozio); A TREDOZIO: Presso Gabriele Ferrini, Via XX Settembre, 65 - Tel. 0546 943929; A RUSSI: Presso Ballardini Luigi, Via Molinaccio, 61 - Tel. 339 2625666; A RIOLO TERME: Presso Piero Pasini, Via Zauli, 9 - Tel. 0546 70871. Informazioni sull’attività della Sezione: A TREDOZIO: nella bacheca di Via XX Settembre. A RUSSI: nella bacheca di Piazza Dante, Sede Banca S. Geminiano e S. Prospero. A CASTEL BOLOGNESE: nella bacheca di Via Garavini (di fronte Credito Romagnolo), con informazioni presso il Sig. Sportelli Domenico, Via Giovanni XXIII, 333. A RIOLO TERME: nella bacheca di Via Aldo Moro (di fronte al Comune) 3 SETTEMBRE_DICEMBRE 2017

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ALCUNE FOTO DELLE NOSTRE GITE DI Maurizio Solaroli, con foto scattate dai soci. Eccoci come di consueto a fare un bilancio delle uscite sezionali dei mesi estivi, che ci vedono di solito spaziare sulle montagne, dalle Alpi agli Appennini, con alcune foto delle uscite più rappresentative, senza nulla togliere alle altre uscite effettuate, che non appaiono su queste pagine solo per mancanza di spazio. Alpi Apuane, le Alpi del mare, siamo a metà giugno, quando dalla Versilia, piena di turisti in vacanza, risaliamo le vallate fino al paesino di Levigliani, base per la nostra uscita. Il sabato, accompagnati da una guida speleologica, entriamo nel complesso carsico dell’Antro del Corchia. Bellissimo itinerario nelle viscere della montagna, perfettamente attrezzato con passerelle e scale che ci permettono di ammirare bellissime concrezioni, vere opere d’arte della natura. Usciti dalla grotta, saliamo nel primo pomeriggio, sotto un sole a picco, il sentiero che ci porta al rifugio Del Freo, fra la cima del Corchia, raggiunta da molti partecipanti, e la Pania della Croce, nostra meta per il giorno successivo. La domenica salita alla cima della Pania con vista che spazia dalla costa tirrenica agli Appennini, poi ripida discesa per il sentiero della Borra Canala fino ad arrivare a Isola Santa.

Domenica 2 luglio, sentiero classico dei nostri Appennini, alla ricerca di un po’ di fresco dalla calura che comincia a farsi sentire. Dal Passo dei Fangacci scendiamo per il sentiero della Bertesca fino alla casermetta della Lama. Dopo la sosta pranzo risaliamo per il sentiero del Fosso degli Scalandrini.

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Col mese di luglio iniziano le trasferte sulle Alpi. Sabato 8 siamo di buon mattino al Passo Costalunga, da dove saliamo ai rifugi Paolina e Fronza. Da qiu iniziamo la facile e frequentata ferrata che ci porta (dopo lunghe code) al passo Santner e alle torri del Vaiolet. Dopo le foto di rito a questo simbolo della Val di Fassa, scendiamo al rifugio Vaiolet dove pernottiamo. Domenica risaliamo al rif. Passo Principe, dove quasi in solitaria saliamo la ferrata fino ai 3000 metri della cima del Catinaccio. Da qui in tutta fretta con le nuvole che ci rincorrono, scendiamo la ferrata fino al rifugio Antermoia, da dove attraverso la Val Duron scendiamo a Campitello.

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E’ la volta dell’uscita sezionale prevista su ghiacciaio. Sabato 15 luglio siamo a Peio, da dove risaliamo con gli impianti fino al Doss dei Cembri. Da qui ci aspetta un ripido sentiero che con 1400 mt di dislivello ci accompagna fino al rifugio Mantova al Vioz, mt 3530. Tempo splendido con panorama a 360 gradi dalle Dolomiti alle Alpi. Incredibile a dirsi, dopo questo inizio estate con temperature alte, la mattina di domenica ci svegliamo con un forte vento gelido e con temperatura di meno 5 gradi, ma molto più basso il valore percepito, causa il forte vento. Detto ciò comunque partiamo vestiti di tutto quello che abbiamo nello zaino. Iniziamo con la salita alla cima del Vioz, poi calziamo i ramponi e sul ghiacciaio arriviamo fino sotto alle roccette del Palon della Mare, che risaliamo. Di fronte a noi l’occhio scruta la cima del Cevedale e la cresta rocciosa del Rosole. Nella successiva discesa su cresta ghiacciata, un forte vento a raffiche, che a tratti ostacola la marcia, ci fa decidere di rinunciare a proseguire nella nostra traversata, e saggiamente, (visto anche l’orario) decidiamo di scendere a valle al rifugio Larcher e da qui a Malga Mare.

Dal 21 al 23 luglio, siamo di nuovo in Dolomiti, con meta il gruppo Fanes Lagazuoi. Dalla Capanna Alpina saliamo al Lagazuoi, e poi per sentiero con una grandiosa e panoramica traversata, si arriva al passo del Limo da dove scendiamo al rifugio Lavarella, per il pernottanmento. La domenica salita per la via normale alle cime Lavarella e Conturines, poi, dopo aver ammirato il panorama e fatto una sosta doverosa, discendiamo a valle alle auto.

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Trekking del Lupo, dal 29 luglio al 2 agosto. Per la prima volta in tutti questi anni proviamo ad organizzare un trekking itinerante da rifugio a rifugio di più giorni. Siamo in Piemonte, Alpi marittime, fra i parchi nazionali del Marcantur in Francia e dell’Argentera, nelle Alpi Marittime. Tutto attorno a noi ci accompagneranno in questi giorni sentieri, strade militari perfettamente lastricate e grandi montagne, sopra a tutte la cima dell’Argentera, “cima Cop-

DOTT.SSA CLAUDIA MELANDRI Psicologa Psicoterapeuta Studio: Viale Baccarini 29/8 – Faenza Tel: 347 42 90 137 E-mail: cmelandri80@gmail.com Sito web: www.claudiamelandri.org

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pi� del nostro anello. Bellissima esperienza, in ambienti selvaggi e fantastici, con una natura rigogliosa e incontri ravvicinati con la fauna alpina. Sicuramente un’esperienza da ripetere i prossimi anni.

Sempre alla ricerca del fresco questa volta ci inventiamo una escursione notturna, sabato 12 agosto, da Croce Daniele a Ca di Malanca, dove siamo accolti da piadina e salsiccia, e dal fresco della sera. Peccato dover poi ridiscendere a casa al caldo.

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Domenica 17 Settembre, anche se con itinerario in parte modificato, saliamo per cresta i 1200 metri di dislivello che ci portano in cima al monte Fumante. Siamo nelle Piccole Dolomiti, accompagnati dal CAI di Vicenza. Il meteo ci ha aiutato, ha piovuto fino a poche ore prima della partenza, e adesso anche se fra qualche nuvola, possiamo godere di una buona giornata, allietata dal un gran panorama che spazia dalle Dolomiti fino al lago di Garda.

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Domenica 6 agosto, fuggiamo dal caldo torrido di Faenza, e anche solo per un giorno speriamo di rinfrescarci nei boschi e sulle creste del lago Santo Modenese. Col classico sentiero dal Passo di Annibale, arriviamo alla cima del monte Rondinaio, poi percorriamo la cresta con roccette fino alla cima del Giovo. Il sole picchia forte, leggermente attenuato dalla brezza che spira sul crinale. Fortunatamente dopo la discesa dalla cima fino sulle rive del lago Santo un meritato riposo rinfrescante con i piedi a bagno nelle verdi acque del lago

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Purtroppo alcune uscite programmate, non si sono effettuate causa condizioni meteo non favorevoli. Come sempre un particolare ringraziamento a quei Soci che propongono e accompagnano le escursioni, e che permettono alla Sezione di presentare un ricco e vario programma di uscite.

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Inverno 2018 escursioni su neve con ciaspole

Speriamo che la foto di copertina di questo bollettino sia di buon auspicio per le escursioni sulla neve dei prossimi mesi invernali. Nelle pagine del programma del prossimo quadrimestre sono state inserite tre uscite di più giorni su neve dove è previsto l’uso delle racchette da neve, o ciaspole come vengono chiamate adesso. Le uscite spaziano dall’arco alpino alle Dolomiti fino a chiudere con una tre giorni a marzo in Piemonte, sono tutti itinerari nuovi, mai percorsi in

valutare se stesso in base al proprio allenamento e condizioni fisiche, infatti l’impegno fisico richiesto per compiere lo stesso percorso con o in assenza di neve cambia consistentemente. Muoversi in ambienti innevati comporta uno sforzo fisico maggiore e tempi più lunghi. Il giovedì precedente l’escursione è importante che i partecipanti contattino l’accompagnatore dell’escursione per ricevere le informazioni e gli

eventuali aggiornamenti sullo svolgimento dell’uscita. Sarà cura dell’accompagnatore dell’escursione decidere eventuali variazioni o adattamenti del programma originale per adeguare l’escursione alle condizioni nivologiche reali. A questo punto speriamo che venga tanta neve e… buone ciaspolate a tutti! Maurizio Solaroli. questi anni di attività sezionale. Ad integrazione di queste uscite, saranno svolte escursioni, neve permettendo, più vicino a casa, sul nostro Appennino. Per quest’anno gli itinerari proposti, come potete vedere dai programmi dettagliati, non presentano grosse difficoltà. Comunque voglio ricordare a tutti i Soci che le uscite in ambiente innevato con le ciaspole richiedono anche l’uso dei bastoncini e di un abbigliamento adeguato per l’ambiente montano innevato. Ogni partecipante prima di iscriversi ad una escursione dovrebbe 7 SETTEMBRE_DICEMBRE 2017

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in base al quale i tesserati in regola con l’iscrizione annuale possono godere di un primo consulto gratuito e di tariffe agevolate nel caso di prosecuzione dell’incarico professionale. 8 SETTEMBRE_DICEMBRE 2017

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Stagioni verticali L’11 Febbraio 2017, curioso, partecipo con Manuela alla presentazione al CAI Faenza di Andetrail 2017, una maratona nelle Ande a quasi 5000 metri, a scopo benefico, organizzata da OMG (Operazione Mato Grosso). Pensavo che nelle Ande prima o poi sarei andato, ma una maratona a quelle quote, mi sembrava fantascienza, erano decenni che non correvo per più di venti minuti… Chiudo gli occhi e mi trovo il 20 agosto 2017 alla partenza della gara, sono nel centro delle Ande ed ho anche una forte bronchite e questo non aiuta di certo, ma pronto per affrontare i 43km, 3676 D+ con il doppio passaggio a oltre 4700 metri. So che abbiamo fatto tutto quello che serve per non temere i passaggi nei controlli orari della gara. Ventiquattro allenamenti complessivi, ben calibrati da Aprile a Luglio, dove abbiamo partecipato a LongTrail fino a 50km con il supporto della Leopodistica, KrashTrail, Sacred Forest nelle foreste casentinesi, Transcivetta qualche Vertical Skyrace in Val di Fassa, qualche bel giro di Skialp, tra cui il Pisgana ed infine abbiamo toccato l’aria sottile dei 4220 metri del Castore, per testare la quota. Ci siamo, ma Manuela purtroppo non parte perché, Beatrice, prima i figli, non sta bene; sono solo a prendere il via, mi sembra di essere in due, come sempre.

Parto, dinnanzi una delle montagne più alte del Sudamerica, i due giganteschi “seni” dell’Huascaran, come li ha definiti Franco Michieli in “Huascaran 1993”, quasi 6800 metri di quota, si stagliano dal fondovallle immensi, come guardare la Pietramora da Faenza ma circa dieci volte più grande e per metà coperta di ghiaccio. ESTATE Si parte da una piccola frazione peruviana, 30 gradi di giorno, sita a quota tremila, l’economia rurale è povera, anzi poverissima, case di fango, agricoltura di sussistenza, assenza dell’acqua potabile; non realizzo come il reddito pro capite medio del Perù sia solo cinque volte inferiore a quello Italiano, una delle contraddizioni del Sudamerica, ma ci sono pochi ricchissimi gestori delle materie prime e tanti soprattutto nelle zone rurali davvero ai margini, ove OMG porge il suo aiuto. Parto bene e vedo che nonostante la bronchite dei giorni precedenti vado piuttosto spedito, giungo al primo ristoro a quota 3600m dopo 8km.

PRIMAVERA da qui parte la Vertical di oltre mille metri veramente ripidi con arrivo a 4700 metri, sto attraversando la tundra, alberelli di Eucalipto poi 9 SETTEMBRE_DICEMBRE 2017

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piccoli arbusti fino a 4000 metri, infine erba, muschi e licheni oltre; la fatica inizia a farsi sentire, bevo e smangiucchio di continuo. “Cima Coppi della gara”, passo al ristoro, il bel Rifugio Huascaran, targato OMG, nel cuore del Parco Nazionale a 4700m slm, costruito per incentivare lo sviluppo turistico dell’area, poco più di 3 ore dal via, km 13.

AUTUNNO Nella zona andina al pomeriggio si alza il vento, una forte brezza dettata dai forti scambi termici in gioco, valli calde, aria frizzante in quota e pareti ciclopiche, temperature autunnali e qualche nuvoletta, innocua nella stagione secca. Ben presto mi trovo nelle meravigliose Lagune di LLanganuco

Discesa, e che discesa, sembra quasi una “ferratina” dolomitica, tutte roccette, qualche corda e catene.

e scorgo Manuela che mi è venuta incontro a sorpresa, incredula anche lei sulla mia posizione, un po’ di acqua e tanto supporto morale. Mancano a questo punto pochi chilometri ma con gli ultimi mille metri verticali, giungo all’ultimo ristoro.

Supero qualche concorrente un po’ incrodato, torno a quota tremila, nel mezzogiorno equatoriale, selva, sole a picco e 30 gradi. Metà gara, si risale e si raggiunge a circa 3400 metri il terzo ristoro km 24. 10 SETTEMBRE_DICEMBRE 2017

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Sono braccato da un bel gruppetto di runner e davanti ho alcuni atleti peruviani, è ora di dare tutto quello che c’è. Continuo a bere e magiare, finisco tutte le barrette ed i gel in modo compulsivo, mi concentro mentalmente sul passo, spingo regolare con i bastoncini, supero un atleta ormai stanco, ed infine giungo all’arco rosso del traguardo. #vamos. Sono arrivato al Rifugio Perù al Pisco, quasi 4800m, tra i ghiacciai, nel bel mezzo della Cordillera Blanca. INVERNO, sono quasi le 16.30, le temperature sono prossime allo zero, incredulo ho davvero terminato questa maratona a 5000 metri, cavalcando le stagioni, sotto le dieci ore ed 8 nella classifica maschile, valida ITRA - International Trail Running Association.

L’organizzazione del gruppo è stata eccellente, siamo partiti dall’Italia in una trentina, fin da subito affiatati, abbiamo messo radici a Marcarà (Huaraz) al centro Renato Casarotto. Il Centro è un moderno resort, anche esso costruito da OMG, con il contributo del CAI di Vicenza, ubicato in posizione strategica per accedere alla Cordillera. Durante la permanenza a Marcarà sono state organizzate diverse attività: trekking a tappe, uscite ai rifugi e alle lagune, una garetta vertical e qualche

facile vetta con l’aiuto delle Guide Don Bosco 6000 per affinare la preparazione e l’acclimatamento.

Durante il soggiorno abbiamo partecipiamo a piccole iniziative di solidarietà alla popolazione locale, tra le quali la costruzione di una casa di fango per i poveri. Utilizzando i materiali presenti nel territorio è stato possibile costruire una casa: fango, paglia, legno e poco altro…… la vita in quelle zone è davvero tosta e minimale.

Per concludere bellissimi e accessibili sono i trekking e trail della Cordillera, supportati con Jeep e muli, si raggiungono facilmente i 5000 metri senza pestare la neve, bellissime montagne, rifugi, laghi e passeggiate sui ghiacciai, con un’unicità: nel periodo secco, maggio-settembre, il meteo è molto stabile e si incontrano tutte le stagioni in pochissimi chilometri. Un suggestivo viaggio che unisce la passione per l’ambiente e la solidarietà, grazie montagna. http://andetrail.org/ foto di Giacomo Meneghello e Joseph Montoro https://vimeo.com/231104251 il mio video “live” della gara.

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LE PAGINE DEL G.A.F. QUESTA VOLTA CI GODIAMO LA MONTAGNA: Sassolungo Via Normale 15/16-07-2017 con Lorenzo Fabbri, Matteo Zardi, Giacomo Fenati e Cristina De Matteis. di Cristina De Matteis È la mattina di sabato 15 Luglio, ieri sera siamo arrivati tardi, così decidiamo di aspettare l’apertura della cabinovia e partire dal rifugio Demetz. Siamo in quattro, senza troppa fretta, con l’obiettivo di goderci il viaggio. Capiamo che ce la prendiamo un po’ troppo comoda quando il rifugista, saputo che l’obiettivo è la normale del Sassolungo, sbarra gli occhi. – Ve la prendete comoda ehhh?!?! – dice. Senza scomporci troppo e con il sorriso sulle labbra, iniziamo la passeggiata. Alle 9.00 dalla forcella del Sassolungo (2681m) prendiamo il sentiero verso il rifugio Vicenza. Poco dopo lo lasciamo, per prendere alla nostra destra la cengia dei Fassani. La cengia taglia tutta la parete e permette di penetrare nel cuore della montagna. Incontrando brevi passaggi esposti, una forcella, un tratto attrezzato con corda fissa e tratti alternati di III e II, percorriamo la cengia fino al suo termine. Alla nostra destra ci appare la vasta conca ghiaiosa del Ghiacciaio del Sassolungo. Anche se il ritiro così consistente sconcerta sempre, l’ambiente è bellissimo. Finalmente un po’ di sole ci scalda. La giornata è bella, non troppe nuvole, ma il freddo si fa sentire e il sole sembrava volerci schivare fino a questo momento. Neanche il tempo di tirar fuori le orecchie dalle berrette che il sole ci lascia di nuovo. Attraversata la conca, invece di risalire la cresta, puntiamo ad un ripido canalone di neve (canalone basso) che, per la neve poco consistente e la quantità di detriti, si rivela una scelta poco vincente, che ci fa perdere un po’ di tempo. Se avessimo avuto i ramponi sarebbe stato decisamente meno insidioso. Risalendo il canale notiamo gli ancoraggi per doppie sulla parete destra. Raggiungiamo la forcella del canale basso dopo aver fatto rotolare un discreto masso giù per il canale. Gran tonfo! Dopo un po’ raggiungiamo la Gola delle Guide, è una rampa rocciosa solcata da un canale camino. Siamo fortunati ad incontrare solo un paio di cordate che allestiscono doppie, perché è un vero e proprio imbuto che scarica pietre ad ogni passo. Risaliamo la Gola per 150 metri, poco dopo

raggiungiamo sulla sinistra il bivacco Giuliani, sovrastato da una torre (Torre Rossa). Lasciati gli zaini, proseguiamo per la vetta. Costeggiamo il lato destro della torre, con un passaggio un po’ esposto ma non difficile e un camino canale si raggiunge la cima della torre. Dalla cima si traversa una cresta detritica verso destra fino a raggiungere la vetta. Durante tutta la salita il freddo ci ha accompagnati, ma ora c’è il sole che scalda e il panorama che ci fa perdere tempo. Questo è un momento prezioso sia per i meno orientati, che imparano sempre un po’ di più dove sono di casa le montagne; sia per i più orientati, che possono guardare e godere. La vetta è sempre la vetta, per quel breve momento ci siamo, è nostra perché l’abbiamo guadagnata. Circondato da tante cime, cerco quelle che ho già toccato. Davvero poche. – Guarda il Pollice! – penso. Ma altre cime lo sovrastano e, ai miei occhi, diventano loro le protagoniste privilegiate. Per fortuna il ricordo di questa vista sarà nostro per sempre. Continuo a guardare e sono infinite quelle che sogno, con un breve calcolo, prenoto e organizzo i fine settimana e le ferie dei prossimi otto anni. Magari. Sappiamo di non avere fretta, ma arriva anche per noi il momento di tornare indietro. Ci aspetta una cena in uno

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LE PAGINE DEL G.A.F.

SNC

degli alberghi più stellati che abbiamo mai visto: Bivacco Giuliani (3100m), panorama che non fa parlare (almeno alcuni). Bivacco per 6, in 4 si sta stretti ma caldi. Buonanotte. Alle 7.20 del mattino si apre la porta del bivacco. Un alpinista dagli occhi azzurri porta il freddo e l’emozione. Loro sono in due, hanno bivaccato in vetta; via Soldà. Si girano l’uno verso l’altro. – Tanto mica ce la facevamo a raggiungere il bivacco – si consolano non troppo convinti. Alpinisti diversi, livelli diversi, imprese e freddo molto diversi. La stessa montagna, infiniti racconti. Noi decidiamo che vogliamo goderci il momento ancora un po’, non vogliamo proprio andare via. Colazione al sole che scalda: tonno, thè al limone, biscotti, granaglia… e mentre cominciano ad arrivare i primi alpinisti del giorno, noi co-

minciamo la nostra discesa. Abbiamo indugiato davvero troppo. Incrociare cordate che arrivano non è comodo né tantomeno sicuro per loro e per noi. Ripercorriamo la via dell’andata con 4 calate alla Gola delle Guide e 4 calate nel Canale Basso. L’ ancoraggio per l’ultima doppia, poco rassicurante, ci ha convinto a lasciare in parete un chiodo ed un cordino da lascio, per gentile concessione di Lollo… Ci aspettano le ultime due calate prima di raggiungere la cengia finale, ma il consiglio di una guida ci persuade a seguire la sua linea. La delusione è grande quando passiamo sotto al camino dove avremmo potuto fare due calate spettacolari invece che disarrampicare del III e II, ma dimentichiamo presto il cattivo umore, portandoci dentro due giorni in cui abbiamo deciso di correre poco e goderci la montagna molto.

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PIANTE DELL’APPENNINO ROMAGNOLO

(a cura di Ettore Contarini)

32 – ALBERI E ARBUSTI: ONTANI,CARPINI E NOCCIOLO FAMIGLIA BETULÀCEE Ontàno comune [Alnus glutinosa (L.) Gaertner] fusto: alto fino a 15-18 m, raramente oltre; corteccia verde-bruna, lucida; rami giovani vischiosi al tatto; foglie: lamina obovata di lunghezza 5-7 cm, a margine grossolanamente dentato; base tronca e apice pure tronco o un po’ bidentato; picciolo di lunghezza 1-2 cm (Fig. 1); fiori: inflorescenza già formata durante l’inverno, con amenti femminili a forma di piccolo uovo; quelli maschili a ciuffetto pendulo (Fig. 2); frutti: piccole “pignette” a 4-10 per volta, in grappolo sparso, di lunghezza un paio di cm, scure a maturità (Fig. 3); habitat: cresce specialmente sui terreni umidi e in particolare lungo i corsi d’acqua, dalla pianura fino ai mille metri di quota. Ontàno napoletano, o ontàno cordàto [Alnus cordata (Loisel.) Desf.] fusto: alto di solito 5-10 m, occasionalmente fino a 15; corteccia grigio-brunastra, biancastra nei rami giovani (Fig. 4); foglie: lamina ovata lunga circa 5 cm, a base cordata o tronca; margine dentellato; picciolo di lunghezza 1-2 cm; fiori: inflorescenze già formate in inverno; amenti femminili di forma oviodale e quelli maschili lineari a ciuffo pendulo, come nella specie precedente (vedi); frutti: come nella specie precedente (vedi); (Fig. 5); habitat: originariamente (specie endemica italiana del centro-sud e della Corsica) nei boschi submontani e montani delle regioni meridionali; poi, è stata inserita artificialmente come pianta da rinforzare i pendii franosi anche al nord; oggi è diffusa, specialmente lungo le stradelle forestali, in molti posti dell’Appennino tosco-romagnolo (Parco Naz. Foreste Casentinesi specialmente) 15 SETTEMBRE_DICEMBRE 2017

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Fig. 4 – Ontàno napoletano: un aspetto dei rimboschimenti artificiali degli anni ’60 del secolo scorso. Qui in località Corniolo di S. Sofia (FC). (Foto E. Contarini).

Fig. 1 – Ontàno comune: foglie (Foto E. Contarini).

Fig.2 – Ontàno comune: fiori maschili, penduli, e i piccoli frutti già formati (Foto E. Contarini).

Fig. 5 – Ontàno napoletano: i frutti ormai secchi e scarichi di semi (Foto E. Contarini).

Fig. 3 – Ontàno comune: i caratteristici frutti, ancora giovani (Foto E. Contarini).

Fig. 6 – Càrpino bianco: foglie e giovani frutti sul ramo (Foto E. Contarini).

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FAMIGLIA CORILÀCEE Càrpino bianco, o càrpino comune (Carpinus betulus L.) fusto: alto fino a 10-15 m, raramente oltre; corteccia grigia, a volte tendente al brunastro, liscia e compatta con rare fessurazioni trasversali; rami giovani più rossastri; foglie: a lamina perfettamente ellittica, fittamente dentate sul margine; base tronca e simmetrica; picciolo di 1 cm (Fig. 6); fiori: amènti maschili penduli di lunghezza 3-4 cm; amènti femminili terminali, lunghi 1-2 cm, formanti una infiorescenza pendula; frutti: nùcule piriformi di circa mezzo cm, verdi, dure, crescenti all’ascella di una lunga brattea lanceolata, e triforcata alla base, di lunghezza 2-3 cm; 16 SETTEMBRE_DICEMBRE 2017

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Fig. 10 – nocciòlo: foglie caratteristiche (Foto E. Contarini).

Fig. 7 – Càrpino nero: foglie e un giovane frutto (Foto E. Contarini).

Fig. 8 – Càrpino nero: fiori maschili penduli (amènti); (Foto E. Contarini).

Fig. 11 – nocciòlo: fiori maschili penduli (amènti) (Foto E. Contarini).

Fig. 9 – Càrpino nero: frutti maturi (Foto E. Contarini).

questi frutti alati sono posti in 5-10 insieme in una caratteristica struttura pendula (rivedi Fig. 6); habitat: boschi mesofili, sufficientemente freschi, dalla pianura ai mille metri di altitudine. NOTA: molto simile, e presente anche in Romagna dai boschi costieri adriatici alla collina (rari nuclei), è da segnalare anche il càrpino orientale (Carpinus orientalis Miller) a larga diffusione balcanica. 17 SETTEMBRE_DICEMBRE 2017

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Fig. 12 – nòcciolo: i frutti maturi (Foto E. Contarini).

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Càrpino nero, carpinèlla, càrpino-lùppolo (Ostrya carpinifolia, Scop.) fusto: alto al massimo una decina di metri; corteccia grigia con fasciature trasversali più chiare che rendono il tronco maculato di spicchi biancastri; foglie: lanceolate-obovate, lunghe fino a 4-5 cm (massimo 6 cm), molto acuminate all’apice (confronta con la specie precedente!), seghettate acutamente sul bordo (Fig. 7); fiori: amènti maschili penduli, cilindrici, di lunghezza di norma 5-6 cm, contemporanei all’uscita delle foglie, di colore verde-brunastro (Fig. (8); amènti femminili posti in infiorescenza pendula, dotati di ampia brattea; frutti: posti in strutture pendule a forma di piccola pigna floscia (rivedi fig. 7), di color ocra come le foglie secche a maturità (Fig. 9); di qui il nome anche di càrpino-lùppolo per la somiglianza con i frutti del luppolo da aromatizzare la birra; habitat: boschi, specialmente se degradati dall’uomo a ceduo, fino verso i mille metri di altitudine; sull’Appennino tosco-romagnolo submontano, ossia tra i 400 e gli 800 metri di quota circa (prima, cioè, della comparsa altitudinale del faggio dominante), è la specie legnosa più diffusa e fitta, ancor più della pur abbondante roverella. Nocciòlo, avellàno (Corylus avellana L.) fusto: spesso a livello arbustivo o alto-arbustivo, non più comunque di 5-6 metri di altezza, con fusti crescenti di solito in fitti gruppi appressati, caratteristicamente eretti e dritti; corteccia grigio-bruna, rossiccia, con lunghe fratture longitudinali; foglie: a lamina ellittico-rotondeggiante, un po’ grossolanamente dentata e puntuta nella parte apicale, con picciolo breve di 1-1,5 cm (Fig. 10); fiori: amènti maschili già presenti sulla pianta in autunno, lunghi 3-4 cm, rosei, poi giallo dorati a fine inverno (Fig. 11); amènti femminili simili a piccole gemme vegetali di pochi mill., con un ciuffo di stimmi porporini; frutti: le ben note nocciòle eduli, di diametro 1,5-2 cm di norma, riunite a 2-5 insieme sul ramo e avvolte quasi completamente da 2 brattee fogliacee pelose e sfrangiate (Fig. 12); habitat: specie presente nei boschi caldi e radi, specialmente di latifoglie, sull’Appennino romagnolo ne è stata largamente ampliata la presenza con impianti artificiali da frutto (ora in totale abbandono) in quest’ultimo dopoguerra. CIX - PIANTE LEGNOSE rivista 3_2017.p65

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A.S.D. “GIOCA LO SPORT SENZA FRONTIERE” Corso Mazzini 109 - 48018 Faenza - RA Mail: giocalosportsenzafrontiere@gmail.com Tel. 329.7516048 Codice Fiscale - 90035870394

ESCURSIONI 2017: LE CASCATE Quest’anno il programma delle escursioni in Appennino del Gioca lo Sport, verterà sul tema delle CASCATE... più o meno grandi o piccole…. Si unirà a noi l’Associazione Sportiva di Imola: Giocathlon, collaborando nell’ organizzazione e nello svolgimento stesso con i sui piccoli atleti. Esploreremo a piedi, nel corso dell’anno, varie cascate e i sentieri adiacenti, percorribili dai bambini di ogni età… senza dimenticare, però, che andremo in montagna… e non a visitare una città, quindi, occorrerà un minimo di adeguata attrezzatura (vedi scarponcini, zainetto, abbigliamento anti-acqua ed abbigliamento adeguato a seconda della stagione). Cercheremo di cogliere le caratteristiche dei luoghi toccati: paesaggio, flora, fauna, geologia ,ecc… avere interesse verso tutto ciò che può essere esplorabile, perché la natura si schiude sempre a nuovi misteri. Cercheremo di camminare con il cervello: una caratteristica del nostro proporci come Associazione Sportiva, nei confronti di allievi, genitori, società civile. Ad ogni escursione programmata, il Gioca lo Sport timbrerà un tesserino appositamente consegnato ad ogni allievo. Al termine di tutte le escursioni ci sarà una premiazione finale per i partecipanti in base al numero delle presenze alle uscite programmate.

PROGRAMMA ESCURSIONI: 1^ tappa _ 8 ottobre 2017 _________ CASCATA DEL ROVIGO 2^ tappa _ 12 novembre 2017 ______ CASCATA DI BIBBIENA E DEL RE 3^ tappa _ 11 marzo 2018 __________ CASCATA DELL’ ABBROCCIO 4^ tappa _ 22 aprile 2018 __________ CASCATA DELL’ACQUACHETA I Soci giovani della Sezione CAI di Faenza interessati a questa iniziativa possono partecipare facendo riferimento a: Anna Savorani, cell.3389342225. A presto, per il Gioca lo Sport: ...Anna 19 SETTEMBRE_DICEMBRE 2017

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NOTIZIE DALLA SEGRETERIA A cura di Claudio Patuelli

Rinnovo iscrizioni per l’anno 2017 Ricordo a tutti i Soci che non hanno provveduto a rinnovare l’iscrizione che il termine ultimo di rinnovo è il 31 ottobre. Dopo tale data non saranno più accettate dalla Sede Centrale né domande di nuova associazione né di rinnovo relative al 2017. Le quote associative 2017 sono le seguenti:

Ordinari E 43,00 Familiari E 22,00 Juniores (dai 18 ai 25 anni) E 22,00 Giovani (minore di 18 anni) E 16,00 Inoltre per i nuclei familiari in cui è presente almeno un Socio ordinario ed un giovane, gli eventuali ulteriori Soci giovani presenti nel nucleo pagano solo 9,00 euro. La quota associativa è comprensiva di copertura assicurativa per spese di soccorso in caso di incidenti in montagna, R.C. e di polizza infortuni, che però copre esclusivamente i Soci in attività sociale (escursioni in programma da bollettino, manutenzione programmata di sentieri, ecc,). I massimali della polizza infortuni sono E 55.000 caso morte, E 80.000 per invalidità permanente, E 1.600 per spese mediche. I massimali possono essere raddoppiati per i casi morte e invalidità con il versamento aggiuntivo di E 3,80 all’atto del rinnovo. Per chi volesse è possibile attivare una ulteriore copertura assicurativa per infortuni in attività personale al prezzo di E 92,57 per la polizza base oppure E 185,14 per avere il raddoppio dei massimali. Rinnovo delle iscrizioni per i Soci lontani Per i Soci che non hanno la possibilità di venire a Faenza è possibile rinnovare la tessera pagando la quota sociale tramite Bonifico bancario indicando chiaramente nella causale il cognome e nome del Socio (o dei Soci) di cui si chiede il rinnovo. L’importo va aumentato di 1,00 E per le spese di spedizione del bollino. Le coordinate bancarie per il bonifico sono:

Beneficiario: CAI FAENZA Banca di appoggio: Credito Cooperativo Ravennate e Imolese – Sede di Faenza IBAN: IT 61 Q 08542 23700 000000086438

Indirizzo e-mail della Sezione: info@caifaenza.it Sito Internet della sezione: www.caifaenza.it Rivista CAI nazionale on-line: www.loscarpone.cai.it Bollettino CAI Faenza: Direttore Responsabile Prof. Domenico Tampieri. Redaz. e amministraz.: Via Campidori, 28 - 48018 FAENZA (RA) - Tel. 0546 22966 - 0546 21616 (c/o Chesi). Riunioni, Biblioteca, iscrizioni ed escursioni: ogni giovedì dalle ore 20,30 alle ore 22,30. Sabato dalle 10,00 alle 12,00. Redazione: Maurizio Solaroli, Fabbri Ettore, Bisi Giovanni. Impaginazione: Romano Leonardi e-mail: fotomec3f@aliceposta.it - Ivan Calamelli e-mail: ivancalamelli@gmail.com Stampa: Tipografia Romagna - Faenza - Tel. 0546 31314 - Autorizzazione Tribunale di Ravenna n. 711 del 5/7/1982. 30 SETTEMBRE_DICEMBRE 2017

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NOTIZIE DALLA SEGRETERIA A cura di Claudio Patuelli Nuovi Soci al 1 ottobre 2017 ORDINARI: Pozzi Nicola Benericetti Christian Repa Barbara Saggese Bruce Zannoni Luca Murgia Antonio Giuliani Veronica (juniores) Ammirabile Federico (juniores) Gentilini Samuele (juniores) Fontana Michele (juniores) Forini Andrea (juniores) Dall’Agata Alberto Babini Fabio

Bonzi Davide Lanfredini Simona Rava Lorenzo Ballanti Luca Casadio Luca Nanni Pietro Cavina Lorenzo Achilli Donatella Graziani Riccardo Rocchi Marta Linguerri Luca Foli Luca Frega Marco Malavolti Ivan Cappelli Riccardo (juniores) Cicognani Danilo Caroli Anita (juniores) Casalini Francesco (juniores) Casalini Davide

Casalini Filippo (juniores) Casalini Lorenzo (juniores) Solazzi Giulio Ortolani Pietro (juniores) D’Antonio Claudio Zammataro Salvatore (juniores) Caroli Francesco (juniores) Babini Maria Teresa (juniores) Visentin Andrea Rigoni Andrea Vignoli Martina FAMILIARI: Zannoni Caterina Berti Michela Casadio Sara

GIOVANI: Bertini Andrea Valenti Marco Marchesi Arianna Visani Adele Segurini Graziella Facchini Francesca Facchini Pietro Gaudenzi Maria Giulia Micheloni Elena Gamberini Chiara Montefiori Maria Grazia Nicolini Pietro Mercuriali Anna Dall’Agata Edoardo Frega Federico Frega Riccardo Malavolti Nicolò Bertoni Mirco Pradarelli Noemi Poli Lorenzo Bosi Carlo

Di seguito i negozi convenzionati con la nostra sezione: * DECATHLON Centro Comm.le Le Maioliche Faenza ERBORISTERIA BELLENGHI Via Castellani Faenza – Sconto 10% IL GRANDE SLAM A.s.d. Palestra Via Volta Faenza – Sconti fino al 10% CAPO NORD Corso Mazzini Forlì – Sconto 15% GOMMAPLASTICA Via Lapi 117 Faenza – Sconto 15% FERRAMENTA CHESI Centro Comm.le Cappuccini Faenza – Sconto 10% CICLI TASSINARI – Via Strocchi 17 Faenza – Sconto 10% CARTOLERIA LEGA – Corso Mazzini 33 Faenza – Sconto 10% OUTDOOR & TREKKING STORE - Via Trieste 48/a Ravenna - Sconto 15 % e Nuova Sede a Faenza in Corso Europa 96 Convenzione Salewa. Comunichiamo a tutti i soci, quanto inviatoci dal punto vendita Outlet Salewa di Castel Guelfo. Tutti i soci dietro presentazione tessera CAI otterranno uno sconto del 10% sul materiale ad eccezione di quello già in offerta, o in saldo. La promozione vale comunque anche negli altri Outlet Salewa in Italia. * Convenzione sconto ai soci CAI presso negozio Decathlon di Faenza Riceviamo e proviamo a spiegarvelo in due parole, la nuova convenzione sconti. I soci interessati a una raccolta punti per accumulo di uno sconto, devono passare in sede e ritirare una Tessera Fedeltà Decathlon, che va esibita ad ogni acquisto. Sulla tessera verranno caricati dei punti pari a 10 ogni 8,00 euro di spesa. Ogni 400 punti si accumula uno sconto di 6,00 euro che si può decidere di scontare da un prossimo acquisto, ecc. La tessera è valida per acquisti nei negozi Decathlon su qualsiasi genere di materiale, e non più come era in passato solo per materiale da montagna. In sede abbiamo tutto il materiale informativo. Chi crede può attivare la tessera anche presso il punto vendita di Faenza. Grazie ai vostri acquisti anche la sezione riceverà una percentuale di punti, con i quali a fine anno potrà acquisire materiale tecnico da utilizzare durante le uscite sezionali.

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