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www.greencommservices.it

SPECIALE LUCCA COMICS

Il futuro sta arrivando... e sarĂ pericoloso. molto pericoloso


SARDEGnA , l’isola del fumetto

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2020 Visions

la GreenCommServices Editrice sulla strada del fumetto

del Festival internazionale del Fumetto, del GioE zione co e dell’Illustrazione. La manifestazione raggiunge ccoci qua. Siamo sbarcati a Lucca per la nuova edi-

quest’anno la sua decima edizione e diventa l’occasione per presentare oltremare la GreenCommServices Srl. La giovane casa editrice infatti, madre di Cagliaripad e Vendesi, presenta in esclusiva per l’Italia il volume che raccoglie la maxiserie 2020 Visions, ancora inedita nel nostro paese. 2020 Visions è un’opera di fantascienza apocalittica originariamente presentata dalla casa editrice americana DC/Vertigo nel 1997 in dodici albi mensili, qui raccolta in un volume unico. La sceneggiatura è dell’inglese Jamie Delano, che presenzierà alla manifestazione. La realizzazione grafica è affidata a quattro disegnatori d’eccezione: Frank Quitely, Warren Pleece, James Romberger e Steve Pugh, tutti impegnati a rappresentare le diverse sfaccettature di un futuro allo sfascio, sempre più simile al mondo attuale. Copertinista d’eccezione è Davide De Cubellis. 2020 Visions inaugura la collana V!S!ON! e rappresenta il primo passo del percorso nel mondo della nona arte da parte della GreenCommServices. La tira-

Jamie Delano sceneggiatore di 2020 visions

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tura sarà di 800 copie numerate. Per l’occasione Cagliaripad si tingerà di china dedicando uno speciale numero all’arte del fumetto vista attraverso gli occhi degli artisti isolani più rappresentativi. Dal fumetto interattivo al punk, dalla letteratura per l’infanzia ai manga e fantasy sardi. Dai nostri migliori fumettisti volati oltralpe ai classici Murales. Un viaggio lungo 64 pagine che porterà la Sardegna all’attenzione di tutti gli appassionati del genere. Appuntamento quindi dal primo novembre al padiglione San Giusto (Piazza san Giusto) di Lucca. Per informazioni sullo speciale fumetti e sulla manifestazione scrivete a redazione@cagliaripad.it


Greencommservices è una società editrice giovane e dinamica, nata a Cagliari un anno fa per volontà di due editori, Pierluigi Ghiani e Paolo Scano. In Sardegna è attiva nel mondo dell’informazione: edita Cagliaripad, un giornale quindicinale distribuito in ventimila copie, un sito internet di informazione (www. cagliaripad.it) e un periodico, Vendesi, legato agli annunci immobiliari.

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2020 visions

di Delano, quitely, Pleece, romberger, pugh

Pagine: 304, bn Tiratura: 800 copie numerate Testi: Jamie Delano Disegni: Frank Quitely, James Romberger, Warren Pleece, Steve Pugh Copertina: Davide De Cubellis Traduzione: Antonio Solinas, smoky man Edizione originale: DC/Vertigo, 1997/1998 Edizione italiana: Green Comm Services, 2012

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reen Comm Services presenta in esclusiva per l’Italia il volume che raccoglie la maxiserie 2020 Visions, ancora inedita nel nostro paese. 2020 Visions è un’opera di fantascienza apocalittica originariamente presentata dalla casa editrice americana DC/Vertigo nel 1997 in dodici albetti mensili, qui raccolta in volume. La sceneggiatura è dell’inglese Jamie Delano, noto ai più per essere stato il primo sceneggiatore della serie Hellblazer e uno degli artefici dello stile “adulto” classico della Vertigo. La realizzazione grafica è invece affidata a quattro disegnatori d’eccezione: al “fan favourite” Frank Quitely (The Invisibles, Authority, New X-Men, Flex Mentallo, All Star Superman), infatti, seguono i validi Warren Pleece (Sandman Mistery Theatre, Hellblazer, The Invisibles), James Romberger (World War 3 Illustrated, Seven Miles A Second, The Bronx Kill) e Steve Pugh (Animal Man, Generation X, Saint of Killers), tutti impegnati a rappresentare le diverse sfaccettature di un futuro allo sfascio, ogni giorno sempre più vicino, e ogni giorno sempre più simile al nostro. Copertinista d’eccezione il nostro Davide De Cubellis (John Doe, Martin Mystère). 2020 Visions inaugura la collana V!S!ON! e rappresenta il primo passo del percorso nel mondo della nona arte da parte della Green Comm Services. La tiratura di 2020 Visions è di 800 copie numerate. Il volume, che si compone di 304 pagine ed è in bianco e nero, ha un prezzo di 25,90 euro.

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IL FUTURO STA ARRIVANDO... E SARÀ PERICOLOSO. MOLTO PERICOLOSO.

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Jamie Delano è uno sceneggiatore di fumetti con una carriera quasi trentennale alle spalle. Nato a Northampton nel 1954, esordisce nel 1984 scrivendo Capitan Bretagna per la Marvel UK, prendendo le redini del personaggio dopo la gestione di Alan Moore. Successivamente, Delano collabora con la rivista «2000AD» finché nel 1988 diventa lo sceneggiatore di «Hellblazer», serie edita da DC Comics/Vertigo, contribuendo alla “British Invasion” che in quegli anni rivitalizzerà il declinante mondo dei comics americani. Delano, indicato da Moore per dare spessore al personaggio di John Constantine apparso per la prima volta sulle pagine di «Swamp Thing», lo plasma in maniera decisiva caratterizzandolo, una volta per sempre, come “English bastard”. Le atmosfere deprimenti e urbane di Delano e il tono disperato delle storie diventeranno il tratto principale di «Hellblazer». Dopo «Hellblazer» (su cui lo sceneggiatore tornerà più volte nel corso della carriera), Delano continua a lavorare soprattutto per la DC Comics/Vertigo, per cui scrive, fra gli altri, «Animal Man» (1992-1994), le miniserie Batman/Manbat (1996), 2020 Visions (1997-1998), Hell Eternal (1998), Darkseid (2000) e la serie «Outlaw Nation» (2000-2002). Negli ultimi anni, Delano ha diradato la sua attività di sceneggiatore di fumetti firmando solo due miniserie per la Avatar Press - Narcopolis (2008) e Rawbone (2009) per concentrarsi sulla scrittura di romanzi. Nel maggio 2012 è uscito il suo primo libro, firmato come A. William James e intitolato Book Thirteen, autoprodotto e distribuito dalla Lepus Books. www.jamiedelano.co.uk; www.lepusbooks.co.uk Frank Quitely, pseudonimo di Vincent Deighan, è un pluripremiato disegnatore scozzese nato nel 1968. Dopo un inizio nel circuito underground sull’antologia «Electric Soup» (1989), Quitely si guadagna l’attenzione di lettori e critica specializzata con i primi lavori per «2000AD», Shimura e Missionary Man (1993). Nel 1994 inizia a collaborare con gli editori americani Paradox Press e Dark Horse. Il successo arriva nel 1996, con la miniserie Flex Mentallo, scritta dal concittadino Grant Morrison, che lo rende una superstar, aprendo la strada ad altre opere di grande spessore realizzate in team con Morrison: JLA: Terra 2 (DC 2000), «New X-Men» (Marvel, 2001-2003), We3 (DC, 2004-2005) e l’acclamatissima maxi-serie All Star Superman (DC, 2005-2008). Da segnalare anche il one-shot Batman: The Scottish Connection (DC, 1998),

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2020 visions

scritto da Alan Grant, e la collaborazione con Mark Millar su «Authority» (Wildstorm, 2000-2001). Oggi Quitely è uno dei più apprezzati illustratori sul mercato e collabora stabilmente come disegnatore e copertinista con le principali case editrici americane. Attualmente è al lavoro su uno degli albi dell’atteso progetto Multiversity, ideato da Morrison per la DC, e su «Jupiter’s children», serie supereroistica scritta da Millar per la Image, entrambi di prossima uscita. Warren Pleece è un illustratore inglese che attualmente risiede a Brighton. Dopo gli esordi sulla rivista autoprodotta «Velocity», (1987-1989), realizzata insieme al fratello Gary, fa notare dagli editori britannici e ottiene visibilità grazie alla controversa serie True Faith, serializzata sulla rivista «Crisis» e scritta da Garth Ennis. True Faith viene stigmatizzata dagli ambienti cattolici per il tono di aperta critica alla cristianità e il “caso” viene pubblicizzato dal Daily Mail a livello nazionale. Successivamente Pleece inizia a collaborare stabilmente con la DC Comics per cui disegna, fra gli altri, Skin Graft (1993), «Hellblazer» (1997-1998), 2020 Visions (1997), «The Invisibles» (1999), «Deadenders» (2000), Incognegro (2008). Nel 2012 esce per Escape Books il graphic novel The Great Unwashed realizzato in copia con il fratello Gary. www.warrenpleece.com James Romberger è un illustratore americano, nato nel 1958, che ha esposto in importanti gallerie e musei americani (inclusi il Metropolitan Museum of Art e il Brooklyn Museum di New York) e ha collaborato soprattutto con la scena “alternativa”. La carriera di Romberger ha intersecato il settore fumettistico in più di una occasione. Il suoi lavori più conosciuti sono Seven Miles A Second (DC Comics, 1996), realizzato insieme alla moglie Marguerite Van Cook e all’artista e attivista David Wojnarowicz, 2020 Visions (DC, 1997) e The Bronx Kill (DC, 2010) scritto da Peter Milligan. La sua opera più recente è il graphic novel Aaron and Ahmed, testi di Jay Cantor, pubblicato nel 2011 da DC/Vertigo. Romberger collabora inoltre come critico con «Publishers Weekly» e con il sito The Hooded Utilitarian. www. thearteriesgroup.com/JamesRomberger.html Steve Pugh è un disegnatore britannico, nato nel 1966 a Birmingham, che ha esordito sulla serie Third World War pubblicata sulla rivista «Crisis» nel 1990. Dopo un periodo sul Grimjack della First Comics (1990-1991), fa la spola fra USA («Hellblazer», 1991) e Gran Bretagna (Strontium Dog, 1991), per poi diventare disegnatore regolare della serie «Animal Man» (DC/Vertigo , 1992-1995). Da allora, ha disegnato, fra le tante, la miniserie Saint of Killers (DC, 1996) con Garth Ennis, Darkseid (DC, 2000), Superman vs. The Terminator: Death to the Future (DC & Dark Horse, 2000), Blade (Marvel, 2002), Star Wars Tales (Dark Horse, 2005). I suoi ultimi lavori sono legati a Hotwire (sviluppata insieme allo sceneggiatore Warren Ellis), di cui la Radical Comics ha pubblicato due volumi, Requiem for the Dead (2009) e Deep Cut (2011). Nel 2012 Pugh è tornato a «Animal Man» di cui è, attualmente, il disegnatore regolare. stevepughcom.blogspot.com

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SOMMARIO

2 _2020 _ _ _ VISIONs. _ _ _ _ _ _la _ _green _ _ _ _comm _ _ _ _ _services _ _ _ _ _ _editrice _ _ _ _ _ _sulla _ _ _ _strada _ _ _ _ _del _ _fumetto ________ 4 _2020 _ _ _ visions ________________________________________________ 0 _Nemo _ _ _ _propheta _ _ _ _ _ _ _in_patria: _ _ _ _ _ daniele _ _ _ _ _ _serra _ _ _ _e_ marcello _ _ _ _ _ _ _fois _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _1 __ 2 _Nasce _ _ _ _sprawl: _ _ _ _ _ _il_web _ _ _ manga _ _ _ _ _ che _ _ _si _ _diffonde _ _ _ _ _ _in _ _rete _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _1 __ ,

4 _dal _ _punk _ _ _ _alla _ _ _letteratura _ _ _ _ _ _ _ _per _ _ _l’infanzia _ _ _ _ _ _ Jean _ _ _ _claudio _ _ _ _ _vinci _ _ _ _e_andrea _ _ _ _ _pau _ _ _ _1 __ 6 _Banana _ _ _ _ _presenta _ _ _ _ _ _ _intanto _ _ _ _ _in _ _viale _ _ _trento _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _1 __ 8 _storie _ _ _ _di _ _Oltralpe. _ _ _ _ _ _silvio _ _ _ _camboni _ _ _ _ _ _e _ _bruno _ _ _ _olivieri _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _1 __ 0 _ancora _ _ _ _ _dalla _ _ _ _francia _ _ _ _ _beatrice _ _ _ _ _ _ _penco _ _ _ _sechi _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _2 __ 2 _manga-style _ _ _ _ _ _ _ _ _e_fantasy _ _ _ _ _ _in_ salsa _ _ _ _ sarda. _ _ _ _ _ dany _ _ _ _&_ dany _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _2 __ 4 _Igort _ _ _e _ _la_coconino _ _ _ _ _ _ _press. _ _ _ _ _quando _ _ _ _ _il_ fumetto _ _ _ _ _ _diventa _ _ _ _ _ _romanzo _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _2 __ 6 _gianluca _ _ _ _ _ _piredda. _ _ _ _ _ _il_ mio _ _ _sodalizio _ _ _ _ _ _ _con _ _ _chuck _ _ _ _dixon _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _2 __ 8 _stefano _ _ _ _ _ obino _ _ _ _ un _ _ sardo _ _ _ _ _in _ _giappone _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _2 __ lo_bianco. 0 _fabrizio ______ _ _ _ _ _ _diario _ _ _ _di _ _uno _ _ _sceneggiatore _ _ _ _ _ _ _ _ _ _cosmopolita _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _3 __ 2 _lillo __e _ _usai. _ _ _ cosi _ _ _ _è_nato _ _ _normalman _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _3 __ da topolinia a bottecchia. andrea ferraris

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f_isietto: 6 _ _ _ _ _ un _ _ caso _ _ _ _editoriale _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _3 __ medda, 8 _ _ _ _ _ _serra, _ _ _ _ _vigna: _ _ _ _ i_tre _ _ _sardi _ _ _ _più _ _famosi _ _ _ _ _del _ _ _mondo _ _ _ _ _(del _ _ _fumetto) _ _ _ _ _ _ _ _ _3 __ la_scuola 0 _ _ _ _ _ _di _ _bepi _ _ _vigna: _ _ _ _ eccellenza _ _ _ _ _ _ _ _ nel _ _ _mondo _ _ _ _ _dei _ _ comics _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _4 __ Emiliano 2 _ _ _ _ _ _ _longobardi, _ _ _ _ _ _ _ _web _ _ _ hard-boiled _ _ _ _ _ _ _ _ _comics _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _4 __ Daniele 4 _ _ _ _ _ _tomasi. _ _ _ _ _ MICRO-EDITORE _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _PER _ _ _PASSIONE _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _4 __ marco 6 _ _ _ _ _ meloni _ _ _ _ _E _ _LA_DISNEY _ _ _ _ _ITALIA _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _4 __ tottoi, 0 _ _ _ _ _manga _ _ _ _ _made _ _ _ _ in _ _sardinia. _ _ _ _ _ _ _cala _ _ _gonone _ _ _ _ _ vista _ _ _ _dall’oriente _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _5 __ GRAFICHE 2 _ _ _ _ _ _ _GHIANI. _ _ _ _ _storie _ _ _ _ di _ _un _ _gigante _ _ _ _ _ _del _ _sud _ _ _sardegna _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _5 __ FEDERICO 4 _ _ _ _ _ _ _CARTA, _ _ _ _ _UNA _ _ BALENA _ _ _ _ _ VI _ _SEPPELLIRÀ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _5 __ A _ORGOSOLO 6 _ _ _ _ _ _ _PARLANO _ _ _ _ _ _ANCHE _ _ _ _ _I MURI _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _5 __ bellas ore 8 _ _ _ _ _mariposas. _ _ _ _ _ _ _ _farfalle _ _ _ _ _ _in_ f_i_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _5 __ conoscere 0 _ _ _ _ _ _ _ _ la _ _sardegna _ _ _ _ _ _ _attraverso _ _ _ _ _ _ _ _i _suoi _ _ _romanzi _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _6 __ sardegna 2 _ _ _ _ _ _ _ da _ _ _visitare _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _6 __ GONI. 4 _ _ _ _ LA _ _STONEHENGE _ _ _ _ _ _ _ _ SARDA _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _6 __

Progetto grafico: XL Comunicazione visiva - Luca Crippa - 392 7112294 - Cagliari

ottobre 2012

Editore GCS - Green Comm Services S.r.l. - Direttore responsabile Guido Garau Hanno collaborato: Cesare Giombetti, Alessandra Ghiani, Lexa, Ennio Neri, Carlo Poddighe, Michela Seu Stampa Grafiche Ghiani - Monastir Cagliaripad: Sede legale: via Giotto 5 09121 Cagliari - Redazione: Largo Carlo Felice 18 09124 Cagliari www.cagliaripad.it redazione@cagliaripad.it - Tel. 070 332 1704 • 342 599 5701 Supplemento a Cagliaripad testata registrata presso il Tribunale di Cagliari 15/11 del 6 settembre 2011

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Nemo propheta in patria

Daniele serra e marcello fois DI ENNIO NERI

N neanche disegnatore. Come Da-

emo propheta in patria. E a volte

niele Serra, sardo, che per trovare il successo nel mondo dei fumetti ha dovu-

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to prendere l’aereo e atterrare negli Stati Uniti. La colpa? Del mercato. Se in Italia ha pubblicato pochissime opere, un po’ perché il suo stile pittorico mal si adattava

allo stile del fumetto “tricolore”, un po’ perché dalle Alpi alla Sicilia la domanda di illustrazione horror (la specialità di Serra) è scarsa, oltreoceano ha sfondato.


LA SPONDA STATUNITENSE OFFEE A DANIELE SERRA LA POSSIBILITÀ DI LAVORARE CON IL SUO STILE GOTHIC-HORROR

Grazie all’horror che spopola nel mercato a stelle e strisce, l’autore sardo negli Usa, in breve tempo, ha pubblicato numerose copertina illustrazioni e fumetti. Daniele Serra classe 1977, vive e lavora a Cagliari. I suoi lavori sono stati pubblicati in Europa, Australia, Stati Uniti e Giappone, è stato protagonista  di diverse mostre negli Stati Uniti e in Europa. Ha realizzato illustrazioni per opere di autori come Bruce Boston, Brian Stableford, Rain Graves, Tim Waggoner, Graham Masterton, Mary Sangiovanni, Steven Savile, Tim Curran, Greg F. Gifune, Tom Piccirilli, Ronald Malfi, Lee Thompson, J.F. Gonzalez, Allyson Bird. 

due libri illustrati “Abbassa gli occhi e scrivi” scritto da Mariella Marras e “Nasi di Natale” scritto da Sebastian Ruiz Mignone. Attualmente è impegnato in alcuni progetti in America, Francia e Inghilterra. È stato il vincitore del British Fantasy Award.

Ha collaborato con DC Comics (webcomics “Prey for death” scritta da Nicholas Doan), Image Comics (miniserie “Fade to black” scritta da Jeff Mariotte), Cemetery Dance, Weird Tales Magazine, PS Publishing, Dark Region Press, Delirium Books, Creation Oneiros e altre pubblicazioni. Nel 2012 è uscito il suo primo fumetto in Italia “Carne” tratto da un racconto dello scrittore sardo Marcello Fois e edito da Guanda: è il primo caso di connubio, per quanto riguarda la nona arte, tra lo stile gotico-pittorico di Serra col gusto del mercato italiano. Nell’editoria per l’infanzia, invece, l’artista cagliaritano si era già fatto notare con

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Nasce Sprawl il web manga

che si diffonde in rete DI CARLO PODDIGHE

S glaciazione di tutto l’emisfero nord

arà un futuro apocalittico dopo la

del pianeta causata dalla caduta di un meteorite. Le vecchie potenze sono scomparse e torna a nuova vita l’Africa: in Kenia Mombasa è diventata una delle principali città. In questo contesto si sviluppa “Sprawl” il nuovo progetto di Massimo Dall’Oglio, fumettista cagliaritano.

Classe 1973, Massimo dal 1998 svolge per 12 anni l’attività di graphic designer a Cagliari e nel periodo 2006/2008 assieme allo sceneggiatore Andrea Iovinelli realizza la serie manga a fumetti dal titolo Underskin pubblicata dalla casa editrice francese Les Humanoïdes Associés (edizione italiana BD). Nel 2008 collabora con la casa editrice italiana Star Comics disegnando le storie della serie Jonathan Steele (Extra n.1 , n.53) e con l’Eura Editoriale per la quale realizza il numero 74 di John Doe. Per le Edizioni BD disegna su testi di Adriano Barone il fumetto a tema robot giganti “L’Era dei Titani”. Dal 2009 realizza illustrazioni per il corso DeAgostini in fascicoli “Disegna manga e anime” e nasce anche la collaborazione con Panini Comics per l’adattamento a fumetti dei romanzi di Licia Troisi “Cronache del mondo emerso”. Con Andrea Iovinelli è finalista al MIMC Morning International Manga Competition della

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MASSIMO DALL’OGLIO REINTERPRETA IL GENERE NIPPONICO CON VENATURE CYBERPUNK E SVELA IL SUO PROGETTO INTERATTIVO E MULTIPIATTAFORMA

casa editrice giapponese Kodansha con la storia a fumetti dal titolo Hermes. Dall’Oglio, però, non è un mangaka tradizionale. Il suo è uno stile unico che nasce da un sapiente mix tra le suggestioni manga e la cultura occidentale in cui è cresciuto. “Il manga è cultura e tradizione giapponese, si fa in Giappone e lo fanno i giapponesi”, spiega e lui non vuole subire passivamente il genere, ma reinterpretarlo. Massimo prende dal manga quello

che è coerentemente applicabile alla sua cultura: dinamismo, segno, ritmo e ci inserisce storie, contenuti e psicologia dei personaggi di matrice occidentale. Anche in quest’ottica e grazie al forte interesse dell’autore per la cultura cyberpunk, nasce “Sprawl”. Un progetto innovativo, un web fumetto che si sviluppa su una serie di iniziative e piattaforme di approfondimento tra cui un blog, già avviato da alcuni mesi, e un canale youtube con le tracce audio della colonna sonora del manga, composta dallo stesso Dall’Oglio.

Perché Sprawl? Lo spiega Massimo: “Sprawl, in urbanistica, è la città diffusa. Nel cyberpunk sono i quartieri metropolitani periferici in cui vivono la maggior parte dei protagonisti dei vari romanzi”. Sprawl è la città diffusa, che cresce senza controllo e così farà il manga diffondendosi in modo interattivo nella rete e nelle piattaforme della rete.

Il primo capitolo dal titolo “Rinascita” è online in questi giorni sul suo blog: www. karmaspazio.it, e testi e disegni sono dello stesso autore. “Nel blog i personaggi del manga raccontano momenti e sensazioni che sarebbe impossibile imprigionare nel ristretto spazio di una vignetta e la colonna sonora originale cercherà di arricchire il coinvolgimento dei lettori”.

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Dal punk alla letterattura per l’infanzia

Jean Claudio Vinci e Andrea Pau DI ENNIO NERI

D ni sentimenti dei fumetti per ragaz-

alla trasgressione del “Punx” ai buo-

zi. È la curiosa parabola di Andrea Pau e Jean Claudio Vinci, autori sardi di grande successo. Nel 2007 la premiata coppia Pau & Vinci comincia a lavorare su un vecchio progetto rivisto e corretto: si chiama Radio Punx. Il progetto aveva molta documentazione alle spalle, un setup approfondito e professionale e molto curato: dal logo alle tavole, continuamente modificate e migliorate che hanno partecipato ad alcuni concorsi nazionali.

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La coppia ha partecipato alla prima edizione del “Workshow Tessitori di sogni”, un concorso (Lucca 2009) che prevedeva seminari e workshop con autori e illustratori di fama internazionale. Il Workshow mette gli autori in contatto con una realtà molto dinamica attiva sul mercato della letteratura per ragazzi, l’agenzia Atlantyca Dreamfarm che, dopo aver testato le capacità di Pau e Vinci durante le settimane dei seminari, offre loro la possibilità di sviluppare

uno degli spin-off di Geronimo Stilton. E nasce da lì l’interesse per la lettura dei libri per ragazzi, “che sono poco interessati a chi scrive”, spiega Andrea Pau, “ma diventano giudici spietati sulle storie. Questo ci ha dato coraggio e fatto paura assieme, ma è stata una sfida stimolante”. Un anno dopo, durante una chiacchierata, salta fuori l’idea di scrivere una serie sul rugby e in pochi mesi nasce una trama, personaggi, illustrazioni e una corposa prova di scrittura: “Einaudi Ragazzi ha risposto positivamente e, dopo


DAI SEX PISTOLS A GERONIMO STILTON. LA CREATIVITÀ DELLA METAMORFOSI

soli due anni dal nostro ingresso ufficiale nel mondo dell’editoria”, racconta ancora Pau, “in libreria c’era un’opera coi nostri nomi stampigliati sopra. Lucca”, conclude, “è un po’ la nostra seconda patria, e ospita la Fiera più importante d’Italia. Non vediamo l’ora di essere lì”. Lo sceneggiatore si chiama Andrea Pau, sardo, classe 1981 e da anni fa parte dell’associazione culturale Chine Vaganti, che si occupa di fumetto e autoproduce la rivista Macchie d’Inchiostro, dove tro-

vano spazio i fumetti dei soci.

il corso integrato di Fumetto alla “Sardinian School”, tenuto a Cagliari da esperti del settore, ed entra a far parte dell’Associazione Chine Vaganti. Dal 2002 comincia ad acciuffare qualche premio: primo premio giuria popolare al concorso “Mostra del fumetto- comune di Usellus”; Premio Pietro Miccia con la “menzione speciale per il fumetto umoristico” alla rassegna Torino Comics 2004; primo premio al concorso ComicsWave, Arezzo Wave Love Festival 2006, per la sezione “autori completi”. Nel 2009 viene scelto tra i borsisti del Workshow (progetto tenuto da Lucca Comics and Games e l’agenzia Atlantyca Ent.) con il progetto “Radio Punx”. Attualmente lavora come illustratore per diversi editori (Fiordaliso, l’agezia RedWhale e Rainbow, Einaudi Ragazzi, collabora con Atlantyca Ent.) e insegna fumetto nelle scuole e nei centri di aggregazione sociale.

Ha vinto come autore completo il concorso di fumetto di Usellus 2006 e il premio Data Comics 2009 per la migliore sceneggiatura. Collabora con l’editrice Gaghi (per Super Pro) e con l’agenzia Atlantyca Entertaiment per Geronimo Stilton. Ha scritto Rugby Rebels - Uniti Alla Meta, un romanzo per ragazzi e edito da Einaudi Ragazzi. Il disegnatore si chiama invece Jean Claudio Vinci. Ed è nato a Sanluri l’8 marzo 1980. Nel 2000 termina

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Banana presenta intanto

in viale Trento DI ALESSANDRA GHIANI

S illustri della politica cittadina e affon-

ceglie una vittima tra i protagonisti

da il colpo con la sua unica arma: la satira. Metti un soggetto celebre ritratto in alcune foto, aggiungi qualche fumetto

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con la tipica parlata cagliaritana da basso condominio e il buonumore è garantito. Lui è Banana, giovane (ma navigato) giornalista cagliaritano che dall’ottobre 2010 punta, senza lo spauracchio dello

sgarbo, i palazzi del potere sardo. La via della sede del Consiglio regionale ha dato il nome alla mordace serie: Intanto in viale Trento. Lanciati per la prima volta su un social network, i primi 125 mini


“SAREI CONTENTO CHE QUALCUNO SE LA PRENDESSE MALE. HO CERCATO DI FAR INCAZZARE QUELLI DI SEL MA NON CI SONO ANCORA RIUSCITO” (BANANA)

fotoromanzi satirici di Banana sono stati raccolti in un libro, che prende il nome della serie, edito da Kita. “Durante la protesta per la statutaria si andava a manifestare al palazzo di viale

Trento con enormi banane gonfiabili. In quel periodo, quando iniziai a creare le strisce, chiesi a un amico giornalista di trovarmi un nickname e lui mi disse: nella protesta tu sei la Banana”. Raccon-

ta così la nascita del suo pseudonimo l’autore dei divertenti mini foto(politico) romanzi. Ed oggi 15000 persone lo seguono nel social network che lo ha visto nascere.

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storie d oltralpe

silvio camboni e bruno olivieri DI ALESSANDRA GHIANI

“ carica di preoccupazioni e sof-

La vita delle persone è sempre più

ferenza: ogni storia, ogni pagina che realizzo è pensata per regalare un momento di evasione e un sorriso a qualcuno che non conosco” Silvio Camboni, autore professionista di fumetti, collabora con i più importanti editori italiani ed europei: Walt Disney, Glénat, Egmont, Dupuis, Les Humanoïdes Associés. Ha al suo attivo il libro di racconti per ragazzi Storie Bestiali di animali anomali (Ed. Condaghes). Nel 2001 si aggiudica il Premio Fumo di China, nella categoria Fumetto Umoristico Nuovi Autori. Numerose le sue collaborazioni con diversi editori francesi: “Le Vin Illustré en bandes dessinées” “Le Foot Illustré en bandes dessinées” (Horizon Illimité); particolare successo continua a riscuotere la serie Gargouilles (7 volumi - Les Humanoïdes Associés) col suo protagonista Gregorio, ragazzino vivace che possiede un talismano che gli permette di aprire la porta dei poteri magici. L’equilibrio del nostro mondo e quello della magia pesa sulle sue spalle così come la riuscita del suo apprendistato che farà di lui un piccolo mago capace di salvare il mondo dal male. In tre dei sette volumi della serie ha collaborato anche Bruno Olivieri che ne ha curato

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la colorazione. Lungo sodalizio quello dei due colleghi fumettisti che li vede insieme, oltre che in ambito fumettistico oltralpe, anche in numerose altre attività tv e radio. Recentemente Camboni ha realizzato il cartone animato Mosca per l’Antoniano di Bologna, per la serie “I cartoni dello Zecchino d’Oro”. Bruno Olivieri comincia la sua attività di vignettista nelle pagine di alcuni quotidiani sardi. Nel 1998 crea con Massimo Dall’Oglio la fanzine a fumetti MEB dal 2000 collabora con Silvio Camboni coadiuvandolo all’inchiostrazione di storie per “Topolino” e “Mickey Mouse Magazine” per la Walt Disney Italia. Colora inoltre gli albi “Le Vin illustré en bandes dessinées” (2001) e “Le Foot illustré en bandes dessinées” (La Source – Publishing 2002) e per la stessa casa editrice illustra anche il libro Motos Mythiques. Dal 2006 colora gli albi della serie «Gargouilles» e «Nefesis» del collega amico Silvio Camboni per Les Humanoïdes Associés e Dupuis. Nel 2009, con Fabrizio Lo Bianco, crea e pubblica per Il Giornalino (Periodici San Paolo) le tavole dell’elefantino Paky e i fumetti del piccolo detective John Watson scritti da Beppe Ramello.

Di sua creazione anche le strisce del piccione Julius che si fa beffa del mondo umano. Tra i vari concorsi ai quali ha partecipato, si è distinto con l’assegnazione del premio speciale alla satira al premio «CartaVetrata 2008».


IL DUO D’AUTORE MULTIFORME E DAL DOPPIO PASSAPORTO ARTISTICO CONTINUA IL SODALIZIO AL DI QUA E AL DI LÀ DELLE ALPI E SUI VARI MEDIA

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Ancora dalla francia

beatrice penco sechi DI LAURA PUDDU

I e fumettista, Beatrice Penco Sechi è llustratrice, colorista, sceneggiatrice

nota soprattutto per la sua giovanissima età. Nata il 28 settembre del 1987, vive a Cagliari ed è completamente autodidatta. Il suo stile si manifesta con “Lady Doll”, edito nel 2010 nella collezione BlackBerry della prestigiosa casa editrice francese Soleil, di cui è disegnatrice e colorista su testi di Daniele Vessella, e che ricorda il romanzo ottocentesco intimista al femminile. Il suo amore per l’arte e per il disegno è lampante sin da quando è piccolissima e matura con lei: disegna praticamente da sempre. Sin da bambina, le sue giornate scorrono tra fogli di carta e matite colorate. Crescendo, ha cominciato a pensare di fare fumetti. “Di sogni se ne fanno tanti – ha dichiarato recentemente Beatrice Penco Sechi riguardo la nascita della sua carriera – tendono ad arrivare velocemente, velocemente andarsene, poi magari ritornare, molto leggeri. Questo mio sogno però è ritornato con la leggerezza di un mattone”. Una marcia in più, l’ha trovata negli artisti da cui trae la sua ispirazione, come Tim Burton, Caravaggio, Mike Mignola, Claire Wendling e Stefano Bessoni, oltre che dalle passioni che caratterizzano la sua vita: viaggiare e andare a cavallo. Definisce se stessa come anacronistica,

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“GLI EDITOR FRANCESI NON TI GUARDANO CON VISO ARCIGNO PERCHÉ NON SEI NESSUNO, ANZI SONO SEMPRE INTERESSATI A SCOPRIRE NUOVE FIGURE ARTISTICHE”

mentre vede la sua arte indisciplinata e disubbidiente. “Illudendomi – dice Beatrice – aspetto il giorno della rivoluzione. Non bisogna sforzarsi di capire cosa voglio dire, prima o poi lo capirò anch’io”. Ha esordito in Francia e non in Italia perché la cultura del fumetto è forte e presente in terra francese e, se si è bravi e con talento, in Francia si lavora. “Gli editor – ha dichiarato Beatrice - non ti guardano con viso arcigno perché non sei nessuno, anzi sono sempre interessati a scoprire nuove figure artistiche. Ti insegnano anche il mestiere, in certe occasioni”.

Ama la colorazione tradizionale, infatti utilizza i pantoni, ma non disdegna neanche quelle digitale e mista (come nel caso di Lady Doll). Beatrice, come ogni giovanissimo ai giorni nostri, è attiva sul web: ha un blog in tre lingue, un sito ufficiale, un profilo su Facebook e uno su Twitter.

liot

E T. S.

Le sue opere sono un insieme di elementi “catturati” da diverse influenze, perché tende a “fare proprio” tutto quello che le piace, quindi il suo stile è in continuo cambiamento. Per lei, l’artista è un essere dotato di occhi speciali, che comunica attraverso i suoi lavori ciò che essi vedono, raccontando, mostrando e comunicando qualcosa che vede solo lui. In Lady Doll, la protagonista affronta le difficoltà e angherie che il mondo e le persone riservano a causa delle differenze fisiche, rifugiandosi in un proprio mondo interiore popolato esclusivamente dalle sue bambole. Le piace reinventarsi a tutti i livelli (stile, disegno, colorazione) e vuole che ogni progetto sia a sé stante (e non un “plagio di se stessa”).

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D duo di autrici di fumetti attivo dal aniela Orrù e Daniela Serri sono un

2002 dietro la firma Dany&Dany. I loro romanzi grafici sono pubblicati in Italia, Stati Uniti e Germania. Hanno lavorato con case editrici come Edizioni BD per l’Italia, Yaoi Press e Tokyopop per gli Stati Uniti e Cursed Side per la Germania. Tra i loro titoli più noti, “La luna nel pozzo”, “Eikon”, “The Lily and the Rose”, “Anima” e l’artbook “Dark Dreams”. Attualmente sono impegnate con la serie gotica “Dàimones”, di cui è già

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uscito il primo volume “Ex Tenebris”. Sono state le prime esponenti del Global Manga ad essere ospiti d’onore di una fiera americana del fumetto: l’Anime Central 2008, a Chicago. Lavorano anche come illustratrici e insegnanti di fumetto. Il loro ultimo lavoro è il volume “Iskìda della Terra di Nurak”, una saga fantasy creata dal brillante Andrea Atzori, illustrata da Dany&Dany. Il loro sito internet: www.danyanddany.com


DAL MANGA OCCIDENTALE AI VAMPIRI AL FANTASY AMBIENTATO IN SARDEGNA, IL DARK DUO LIBERA LA CREATIVITÀ

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Igort e la Coconino Press quando il fumetto

diventa romanzo DI CARLO PODDIGHE

S nome d’arte è Igort. Un’istituzio-

i chiama Igor Tuveri, ma il suo

ne: lavora da trent’anni come autore di fumetti e illustratore. Una mente eclettica che ha creato non solo storie, ma riviste, collane sino al suo fiore all’occhiello: la casa editrice Coconino Press che fonda nel 2000 e da allora dirige. Le sue prime storie sono pubblicate sulla rivista “Il pinguino”, da lui fondata con altri, alla quale parteciparono anche Giorgio Carpinteri e Lorenzo Mattotti. Nel corso degli anni Ottanta i suoi fumetti appaiono sulle pagine di molte riviste nazionali e internazionali tra cui “Linus”, “Alter”, “Frigidaire”, “Metal Hurlant”, “L’echo des Savanes”, “Vanity”, “The Face”. Nel 1983, insieme a Brolli, Carpinteri, Jori, Kramsky e Mattotti, è fondatore di Valvoline, un gruppo di autori che, ispirandosi alle pratiche delle avanguardie storiche, scombussola le regole del fumetto d’avventura tradizionale. I suoi lavori arrivano in America e Giappone. Dagli anni Novanta pubblica regolarmente in Giappone creando la serie “Amore”. La sua attività si estende, partecipa a edizioni speciali delle prestigiosa Magazine House Tokyo, Hon Hon Do e

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IGOR TUVERI FONDATORE E DIRETTORE ARTISTICO DELLA CASA EDITRICE CHE HA FATTO CONOSCERE IN ITALIA I CAPOLAVORI INTERNAZIONALI DELLE GRAPHIC NOVEL

altre. Lo chiama per una collaborazione il musicista premio oscar Ryuichi Sakamoto. Nel 2000, da un suo progetto, fonda a Bologna la Coconino Press: la casa editrice “che ha fatto conoscere in Italia i capolavori internazionali del romanzo a fumetti o graphic novel” e da allora ne è il direttore artistico. “Con la Coconino usciamo con due, tre libri al mese”, racconta in una pausa di lavoro dalla sua casa a Parigi. “In genere lavoriamo sulle nuove narrazioni e seguiamo il lavoro degli autori per portarli al grande pubblico”. Perché l’idea della Coconino è proprio quella di creare per i talenti un pubblico sempre più ampio, trasformare il fumetto in vera e propria letteratura disegnata. “Non ci interessano le operazioni one shot, il caso editoriale fine a se stesso” continua Igort. “Ci sono molti autori europei nel nostro catalogo, ma anche asiatici e americani. Cerchiamo di rendere conto della grande varietà di proposte che oggi sono disponibili nel campo delle nuove narrazioni. Lavoriamo principalmente seguendo e sviluppando le rotte del romanzo grafico. Fumetto non seriale e di una certa, corposa, foliazione”.

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gianluca piredda

il mio sodalizio con chuck dixon C’ liedrico, che ha instaurato un sodaè un ragazzo sardo, eclettico e po-

lizio con delle autentiche star del fumetto statunitense: è Gianluca Piredda. Nato a Sassari il 14 maggio del 1976, autore di fumetti e sceneggiatore, ha esordito giovanissimo, a soli 15 anni: era il 1991, e i disegni di Gianluca apparvero sulle pagine di Comix e su Fumettomania. Il successo arriva nel 1997, ed è in quell’anno che comincia a prendere contatti con gli Stati Uniti e con altre nazioni, dove le sue storie vengono tradotte. Poi, è passato ai testi di “Warrior Nun Areala” per l’Antarctic Press. Nel 2005, è la volta di “Free Fall”. Per questa serie, Jeph Loeb, produttore di Smallville, Lost e Heroes, lo ha definito il “creatore del thriller del 21esimo secolo”. In questo lavoro, è accompagnato da uno staff importante: si va dai disegni di Eric J, agli inchiostri di Jimmy Palmiotti, passando per i colori di Dave Bryant e le copertine di Jay Anacleto e Brian Haberlin. Nel 2009 ha creato il personaggio di Spektral mentre, nel 2012, è tornato all’Antarctic Press, per cui ha scritto “Airboy”, un personaggio che appartiene alla storia del fumetto. Gianluca scrive assieme a un carissimo amico, la leggenda vivente Chuck Dixon, uno degli autori più importanti di Batman, e creatore di quel Bane visto quest’anno al cinema.

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Non solo: scrive i GI Joe, Transformers e molti altri. I disegni sono di Ben Dunn, inventore del tratto manga americano e primo editore ad aver portato il fumetto giapponese negli USA con la rielaborazione di Capitan Harlock e Robotech. Inventore quindi del “mangamerican”, ovvero lo stile che ha influenzato le ultime produzioni Disney. Gianluca è un portento nel mantenere i contatti con gli Usa, anche senza doversi recare in America. Recentemente ha dichiarato: “Internet permette di lavorare tranquillamente a distanza. Facciamo delle riunioni in chat con Dixon, che sta in Florida, Ben Dunn in Texas e io in Sardegna”. Inoltre, proprio mandando delle mail sui suoi progetti alla fine degli anni Novanta, è arrivato lontano. Gianluca, a ogni modo, si sposta spessissimo. Però preferisce non trasferirsi e continua a vivere in Sardegna. Per Gianluca, comunque,


LA COLLABORAZIONE TRA DIXON E PIREDDA NON SI FERMA AD AIRBOY. I DUE AUTORI, INFATTI, HANNO GIÀ IN CANTIERE DIVERSE NUOVE PRODUZIONI TRA CUI UN WESTERN DAI TRATTI FORTI INTITOLATO “THE HOUND”

non ci sono solo i fumetti. Lavora professionalmente nell’editoria da 20 anni e si occupa di comunicazione a 360°. È appassionato di scrittura, libri ed è giornalista. Dopo aver scritto per diversi periodici e quotidiani italiani ed esteri, ha diretto diverse riviste nazionali di entertainment come Telefilm Magazine, l’edizione italiana di SciFiNow e quella di Weird Tales. E ha scritto il libro “Ugly Betty - Io non seguo le mode, io sono la moda”. Ha svolto per breve tempo anche l’attività di traduttore. Gli piacciono il teatro e la commedia all’italiana (quella classica e quella di Garinei e Giovannini), mentre odia i musical. Legge tanti romanzi, soprattutto noir e thriller americani, come Grisham, Connely, O’Connell, Ken Follett. Ovviamente, quella per i fumetti rimane la passione principale. La collaborazione tra Dixon e Piredda non si ferma ad Airboy. I due autori, infatti, hanno già in cantiere diverse nuove produzioni tra cui un western dai tratti forti intitolato “The Hound”.

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stefano obino

un sardo in giappone DI LAURA PUDDU

S do che trae ispirazione dal fumetto

tefano Obino è un fumettista sar-

giapponese (manga), creando i suoi disegni mescolando la cultura del Paese del Sol Levante con le tradizioni e lo stile tipici del suo luogo d’origine. Nato a Oristano nel 1973, comincia a scarabocchiare sin da piccolo, prediligendo il tratto umoristico a quello verista. Le prime collaborazioni iniziano a 17 anni, quando diventa vignettista di un settimanale. Poco dopo realizza il suo primo personaggio a fumetti, Sam Motty, auto-producendo due numeri, “Scaccolo matto” e “Caccole: atto finale”. Quest’ultimo fu esposto a Vancouver in Canada e comincia la sua carriera. Poi, un breve stop per la laurea (in letteratura comparata). Riprende nel 1998. Nel 2003 Stefano Obino chiama la sua attività fumettistica “Obinocomix”, con l’intento di portare avanti la sua passione e farla diventare un lavoro a tempo pieno e così è stato. Oggi, vende i fumetti sotto forma di grafiche per l’abbigliamento, gadget, e nella pubblicità cartacea, senza disdegnare le classiche pubblicazioni editoriali. Inoltre, tiene corsi di fumetto per grandi e bambini, con l’ausilio del clown Pannocchia, con cui collabora da anni. “Mi definisco autore di fumetti – dice

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UN ARTISTA A TUTTO TONDO CHE SFIDA LE LEGGI DELL’EDITORIA TRADIZIONALE

Stefano Obino – nel senso che scrivo e disegno, creo io le storie dalla sceneggiatura al disegno e, spesso, mi occupo anche dell’impaginazione e della grafica di stampa”. Si occupa inoltre di grafica pubblicitaria, sviluppo di siti web e consulenze di comunicazione oltre che di fotografia e copywriting, perché deve sfruttare la sua laurea in lettere moderne.

Una passione a tutto tondo, quella di Stefano, anche se è consapevole che la Sardegna, terra di bravissimi disegnatori, perde un po’ di vista questa grande risorsa umana, c o stringendo gli artisti a lasciarla per tentare la fortuna in altri Paesi: “La Sardegna – dice Stefano - sforna in continuazione autori di fumetti tra i più bravi che, purtroppo, non godono di nessun appoggio da parte delle istituzioni o da parte delle case editrici; le prime ignorano il possibile indotto economico-lavorativo, basterebbero anche dei centri comunali dove poter aprire il proprio studio artistico a prezzi popolari; le seconde (le case editrici), lavorano sul già venduto, cioè preferiscono uscire con ristampe di fumetti già fatti (Tex, Diabolik, Dylan Dog fumetti Marvel ecc.), piuttosto che investire sui giovani autori e così ravvivare il mercato ormai saturo di fumetti pluriristampati, fumetti

giapponesi di scarsissima qualità e prodotti americani pessimi. D’altronde, nel vocabolario della Zanichelli, alla voce ‘fumetto’ troviamo ‘banalità, cosa per bambini’. Dove si può sperare di andare così?”

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Fabrizio Lo Bianco

diario di uno sceneggiatore

cosmopolita DI GUIDO GARAU

F stante il cognome non finisca per u: è abrizio Lo Bianco è sardo doc, nono-

nato a Cagliari nel 1971, ha vissuto a Milano per più di dieci anni ed è approdato nuovamente in Sardegna qualche anno fa. Sceneggia fumetti, cartoni animati e libri per ragazzi. Ha esordito come professionista con lo studio Red Whale, scrivendo due episodi per la serie “Monster Allergy” e successivamente per “Lys” e “Angel’s Friends”. Attualmente collabora con “Il Giornalino” e “GBaby”, “PopPixie Magazine”,

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Red Whale, Rcs e Lucky Dreams, ma ha anche pubblicato con Disney – Buena Vista, Piemme, Fabbri Editori, Play Press, Tridimensional, Periodici San Paolo, Dreamland, Soleil e Tunuè. Ha lavorato poi su Lys (serie a fumetti di Centomo, Dalena, Maddaleni e Basile), edita da Tridimensional/Rainbow e Angel’s Friends, per i tipi della Play Press. Dal 2008 collabora con i Periodici San Paolo. Dopo la laurea in lettere moderne con una tesi in storia dell’arte contemporanea sull’illustratore e fumettista Sergio Toppi,

Fabrizio si è occupato di rapporti tra arte contemporanea e fumetto per l’Università di Cagliari tenendo alcune lezioni su questo argomento. Nel 1998 ha seguito i corsi di fumetto della Sardinian School of Comics e subito dopo ha collaborato al libro “Il fumetto francobelga” edito da Comic Art (Roma). Dopo varie collaborazioni con fanzine cartacee ed elettroniche (“Clark’s Bar”, “Gruppo Misto”, “Indaco”, “Ultrazine”, “Rorschach” e “Comics Code”), nel 2000 ha fondato e diretto la sezione Fumetto & Illustrazione del canale Arte di Tiscali.


UNO SCRITTORE ECLETTICO E PROLIFICO CON UNA STORIA PROFESSIONALE CHE PARTE DALLA SUA TESI SU SERGIO TOPPI

Ha curato inoltre i volumi “La grande Guerra” di Sergio Toppi (Cagliari, 2002) e “I vendicatori di Icaro” e “Un secolo di aviazione” di Ferdinando Tacconi (Cagliari, 2003), ha poi collaborato a mostre collettive su Silvio Camboni e Bruno Olivieri (Assemini, Cagliari e Terralba, Oristano 2004), su Giulio De Vita, Guillalme Blanco e Carlos Meglia (La Salle, Aosta) e alla personale su Ivo Milazzo (Terralba, Oristano 2005). Nel 2005 ha seguito i corsi di sceneggiatura dell’Accademia Disney coordinati da Riccardo Secchi. Tramite Red Whale scrive anche per le collane Gatti Pirati e Joe Carrot legate al celebre personaggio di Geronimo Stilton (Edizioni Piemme) e altre dedicate a Monster Allergy (Fabbri Editori/Rainbow), oltre che per le serie a cartoni animati PopPixie (Rainbow) e Spike Team (Lucky Dreams – Graphilm), in onda su Rai 2. Nel 2005 è stato pubblicato il suo libro Sergio Toppi. Nero su bianco con eccezioni (Black Velvet Editrice, Bologna). Il volume ha ricevuto il Premio Romano Calisi per l’impegno scientifico sulla ricerca del Cartooning dalla giuria internazionale del XXVIII salone internazionale dei comics, del film di animazione e dell’illustrazione.

Dal 2007 al 2011 ha collaborato con IlSole24Ore.com con articoli sul fumetto. Oltre che nel settore della nona arte, Fabizio Lo Bianco ha lavorato come copywriter e webmaster per il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano curando i siti internet www.fondoambiente.it e www.faiscuola.it con i quali nel 2004 ha vinto l’Italian Web Award nella categoria “Scienze, Scuola, No profit” e nel 2005 l’e-Content Award nella categoria “E-learning”. Come copywriter free lance ha collaborato con agenzie pubblicitarie sarde (L’Ogonek) e lombarde (Colnaghi & Figini).

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Lillo e Usai così è nato NormalMan DI GUIDO GARAU

L vincia di Cagliari - nel 1977 e vive a uca Usai è nato a Guspini – in pro-

Milano. Sin dall’infanzia si è appassionato al fumetto e all’animazione e dedica tanto tempo ai suoi interessi. Nell’età adulta le cose cambiano... e infatti decide di dedicare ai fumetti tutto il suo tempo! Dopo un lungo percorso con l’associazione Chine Vaganti, della quale è tuttora socio, e vari corsi di perfezionamento tra cui un corso alla Sardinian School of Comics (Cagliari), un master in illustrazione allo I.E.D.-Milano e il corso di fumetto all’Accademia Disney, collabora come fumettista, illustratore e vignettista con le case editrici Disney Italia, Gaghi Editrice, Piemme, Red Whale, L’Unione Sarda.

Luca Usai, disegnatore Disney, parte per un’avventura con il noto comico Lillo del duo Lillo & Greg. Normal Man. Supereroe non super, ma normale. NormalMan è una parodia di Superman, al quale si contrappone in quanto “normal-eroe”, dotato di “normal-poteri”, “normal-nemici” e così via. Tuttavia, come nella tradizione dei supereroi, anche le sue caratteristiche per quanto normali sono l’effetto fortuito di un evento potenzialmente letale: « Un’astronave aliena atterra su un orto lasciando tracce di texylonio, un carburante, appunto, alieno. L’orto è di Piermaria Carletti,

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un uomo cento volte più debole, stupido e inetto di un uomo normale. Piermaria mangia i pomodori che lo rendono 100 volte più potente, diventa quindi “normale”, e si cuce un costume da supereroe. Queste sono le origini di... NormalMan » (Lillo & Greg, sigla iniziale degli episodi radiofonici di NormalMan) Il protagonista ha le stesse fattezze del suo ideatore Lillo. Nelle avventure, ambientate a Roma, NormalMan si cimenta in una serie di buone azioni quali l’aiuto di persone in difficoltà, il richiamo al rispetto del senso civico, il dissipare litigi: « Lì dove c’è un problema di tutti i giorni, lì dove basta un piccolo aiuto, lì c’è NormalMan». (frase conclusiva di ogni episodio di NormalMan) Nella narrazione i due comici enfatizzano alla stregua di atti eroici queste gesta del tutto semplici. Come i veri supereroi, NormalMan si camuffa con un costume per celare la propria vera identità, ma essendo un eroe “normale”, necessita di tempi relativamente lunghi per il cambio di abiti. Questo talvolta compromette il buon esito dei suoi interventi.

La serie. La chiave della comicità è la trasposizione dello stereotipo del supereroe in maschera da un contesto quasi epico a uno concreto. Alla tipicità degli indigeni romani vengono poi spesso affiancati personaggi di altre regioni italiane, turisti o lavoratori immigrati. Così quando NormalMan si aggira in città in costume, la divisa da supereroe talvolta non riesce a incutere timore nemmeno a un parcheggiatore abusivo che gli intima il pagamento della sosta, o lo rende oggetto di sberleffo dei passanti che lo apostrofano a pagliaccio! La cieca devozione all’aiuto del prossimo lo rende un beniamino, ma realisticamente finisce per scatenare l’animo approfittatore di alcuni dei suoi beneficiati, che lo costringono a compiti impropri come tenere ferma un’antenna TV difettosa per la durata di una partita di calcio. E c’è anche chi arriva a chiedergli il cellulare in prestito per rubarglielo. Similmente allo schema delle serie di ispirazione statunitense, ma sempre in parodia grottesca, v’è il super-nemico, è puntualmente un disadattato, una povera vittima di una qualche sfortuna originale.


LUCA USAI, DISEGNATORE DISNEY, PARTE PER UN’AVVENTURA CON IL NOTO COMICO LILLO DEL DUO LILLO & GREG. NORMAL MAN. SUPEREROE NON SUPER, MA NORMALE.

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da topolinia a bottecchia

andrea ferraris DI CESARE GIOMBETTI

L segnatore (ma non solo, talvolta a carriera di Andrea Ferraris, di-

anche autore) genovese trapiantato a Quartu Sant’Elena, è ormai indissolubilmente legata a Topolinia e Paperopoli. Un rapporto strettissimo. Una carriera vocata al mondo Disney. Questa dunque la parte di carriera più nota, il grosso della produzione, per Disney Italia e per Egmont (che si occupa della Disney per la Scandinavia). In questa sede vorremmo però occuparci del Ferraris più nascosto. Dell’autore che ha scelto di trasferirsi

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(in controtendenza rispetto ai flussi migratori) in Sardegna per amore nei confronti dell’isola dei nuraghi, ma anche sulla scia di un ragionamento legato al lavoro. Andrea ha fatto due conti e – da bravo genovese, potrebbe scherzosamente affermare qualcuno – ha scoperto che la vita in Sardegna era meno costosa. E ha pensato che la vita meno cara potesse corrispondere a un po’ meno lavoro “ordinario” e dunque un po’ più di tempo da dedicare a progetti da sem-

pre in cantiere e mai realizzati. Il calcolo era esatto e Andrea rinasce a vita nuova. In quest’ultimo periodo si è potuto dedicare a un’opera di taglio completamente differente rispetto a quello del lavoro noto ai più su paperi e topi. Nel 2011, infatti, pubblica Bottecchia, su testi di Giacomo Revelli. Bottecchia è la storia dell’eponimo ciclista friulano, primo italiano a vincere il Tour de France, dalla gloriosa carriera, ma la cui vita si è conclusa in maniera tragica e misteriosa. A partire da quest’opera, come da pro-


“LA SARDEGNA È STATA L’OCCASIONE PER RIPENSARE IL MIO LAVORO E ESPLORARE NUOVE POSSIBILITÀ ESPRESSIVE”

gramma, Andrea si rivolge a un nuovo target e dà sfogo a una parte della creatività che non può trovare spazio nell’ambito creativo disneyano. E l’avventura non è finita, perché l’autore genovese si dedica a nuovi progetti e a nuove idee che attendono solo di essere completate e di essere pubblicate. Una curiosità è che, a questi nuovi progetti, si dedica l’azienda a conduzione familiare. Collabora, infatti, per la colorazione, la moglie Daniela Mastrorilli, di formazione accademica, che già realizza le chine dei disegni di Andrea per la Egmont. Questi i pro, ovvero la possibilità di dar sfogo alla creatività. I contro, invece, riguardano l’incontro con le difficoltà specifiche dell’editoria per fumetti che non vive il suo momento migliore. Alla Disney, come in altre case editrici consolidate e popolari, il fumettista deve “solo” disegnare o scrivere. In altri casi l’autore deve diventare manager di se stesso. E non sempre è facile. Ci si scontra coi problemi legati alla distribuzione, alla promozione, al diritto d’autore ecc.

per capire che il compito del fumettista non termina con la consegna delle tavole, ma che deve farsi egli stesso latore di idee e innovazione. Seguite il suo percorso. Vi stupirà.

Ma l’esperienza maturata, anche quando si tratta di errori di valutazione, ha generato in Andrea nuovi stimoli

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fisietto f un caso editoriale DI ENNIO NERI

F du”. Uno è un sottoproletario che

isietto e il cagnolino “Zurrunded-

si arrangia per sbarcare il lunario e l’altro è un meticcio che “pensa” in sardo. A Cagliari li conoscono tutti: sono tra i protagonisti del fumetto “Fisietto e C. La saga dei Pistis”, un successo edi-

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toriale, frutto della fantasia dei fratelli Bruno e Paolo Tremulo. Bruno, 66 anni è l’ideatore e disegnatore della serie, mentre il fratello Paolo, anche lui appassionato di fumetti da sempre, è lo sceneggiatore. Bruno Tremulo ha iniziato la sua carriera professionale

a Lione con la casa editrice Navarro e in seguito lavorò anche per Rizzoli. Nel 1987 torna in Sardegna per un’agenzia pubblicitaria e proprio in questi anni nasce l’idea di creare un fumetto ambientato nell’Isola.


FISIETTO: STORIA POPOLARE DI APIXEDDE, GAGGIUS E “ZURRUNDEDDUS”* * MOTOCARRI, ROZZI E CANI PIPISTRELLI

La serie racconta le vicende del personaggio Efisio Pistis, detto “Fisietto” e della sua famiglia e si svolge Cagliari, coi personaggi che parlano in sardo con slang campidanese cagliaritano (i termini in lingua sarda più complessi vengono tradotti a piè di pagina e in italiano). “Come protagonista avevamo pensato a un poliziotto o un investigatore”, spiega Bruno Tremulo, “poi scegliemmo di dare la parola a un poveraccio che tiras-

se a campare con l’Ape Piaggio: Cagliari è piena di “Fisietti” che sopravvivono in questo modo e che pensano di poter risolvere a botte i problemi della quotidianità”. Il protagonista assoluto della serie vive ai limiti della legalità, soprannominato “Fisietto Sa Bestia” poiché da giovane era un pugile promettente e mantiene la famiglia facendo trasporti con “s’apixedda”, il suo motocarro.

Con lui la moglie Assuntina, religiosissima e il figlio Kevin, dodicenne, scolaro ripetente e promessa del calcio. C’è poi zio Ciccitto, vecchio zio saggio, ma pregiudicato, rispettato da tutti e Nonna Saturnina, anziana ultranovantenne che parla solo in sardo, titolare della pensione che sostiene l’intera famiglia. E infine Zurrundeddu (che in sardo significa “pipistrello”), buffo e fedele cane di nonna Saturnina che “pensa” in sardo. La prima serie venne pubblicata a partire da dicembre 1999. Stampata in formato 15 x 21 cm e con rilegatura in punto metallico, con una tiratura di 1.200 copie, fu un successo sorprendente: per il secondo numero si arrivò ad una tiratura di 10 mila copie e con la seconda serie si raggiunse quota 12 mila. Numerosi i personaggi pubblici locali che accettano di comparire nel fumetto interpretando se stessi: tra loro l’attore e comico Benito Urgu, l’artista Pinuccio Sciola e i calciatori Gianfranco Zola e Gigi Riva. “Ora Fisietto si sta riposando”, conclude Bruno Tremulo, “perché c’è stato un calo nelle vendite, dovuto anche al fatto che non siamo mai riusciti a essere puntuali. Contiamo di riprendere alla fine del 2013”.

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Medda, Serra, Vigna

i tre sardi più famosi del mondo (del fumetto) DI GUIDO GARAU

(Medda, laureato B diverse in Lettere con una tesi sul

enché provengano da esperienze

giallo italiano, ha collaborato con una radio privata; Serra ha realizzato una rivista amatoriale di fantascienza intitolata “Fate largo!”; Vigna, laureato in Giurisprudenza, ha lavorato per anni come avvocato prima di dedicarsi all’attività giornalistica e alla pubblicità per la televisione, i tre sono uniti dalla comune passione per il fumetto e prendono parte al gruppo “Bande Dessinée”. Grazie all’incontro con Alfredo Castelli, vedono da lui sceneggiati alcuni loro soggetti per Martin Mystère, poi scrivono a sei mani la loro prima storia del Detective dell’Impossibile, appro-

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CHI NON CONOSCE NATHAN NEVER, LEGS WEAVER? SONO IL FRUTTO PIÙ MATURO DEL SODALIZIO DI TRE AUTORI SARDI: MICHELE MEDDA, ANTONIO SERRA, BEPI VIGNA. I TRE SARDI SI INCONTRANO, ALL’INIZIO DEGLI ANNI OTTANTA, AL CENTRO CULTURALE “IL CIRCOLO”, DIRETTO DA GIANFRANCO GHIRONI.

dando così alla Sergio Bonelli Editore. Sempre lavorando in trio, realizzano altre sceneggiature per Martin Mystère, Dylan Dog e Zona X. Infine, dopo avere curato insieme il progetto di Nathan Never e Legs Weaver, si dedicano separatamente alla sceneggiatura delle singole storie. Medda ha firmato in solitario avventure di Tex, Nick Raider e Dylan Dog, oltre a una storia a fumetti, “Digitus Dei”, disegnata da Casini e pubblicata da Magic Press (poi ristampata dalla Peter Press). Serra, che è anche curatore redazionale di Nathan Never e Legs Weaver, è stato protagonista di una lunga “conversazione” sul fumetto raccolta in “Eroi di inchiostro”, di Alberto Ostini e Giovanni Garbellini; nel marzo 2001 debutta il suo nuovo personaggio, Gregory Hunter. Da solo, Vigna, scrive

testi per Nick Raider e Zagor e dà vita ad Asteroide Argo, spin-off della serie Nathan Never. Ha inoltre pubblicato romanzi e racconti (“L’Estate dei dischi Volanti”, “La Pietra Antica”, “Niccolai in Mondovisione”), è autore di diversi saggi sul fumetto (tra cui “Il Fumetto Franco Belga”, edito da Comic Art), ha diretto cortometraggi e scritto testi teatrali; un suo pamphlet ironico, intitolato “Sardi, quelli con la testa dura” (ed. Sonda, Torino) in Sardegna è stato a lungo in testa alle classifiche dei libri più venduti. I tre componenti della “Banda dei Sardi” insieme a Michele Masiero, hanno firmato anche “Raccontare Martin Mystère” (Glamour).

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INTERVISTA CON BEPI VIGNA

LA SCUOLA DI CAGLIARI UN’ ECCELLENZA

NEL MONDO DEI COMICS L

a scuola del Centro internazionale del fumetto di Cagliari compie 20 anni. E li festeggia con una prima importante novità: si chiama Usif (Unione delle scuole italiane del fumetto), è nata lo scorso luglio e raggruppa le sedi di Roma, Milano, Pescara, Napoli, Palermo e Cagliari (via Corelli, 5). Bepi Vigna, fumettista originario di Baunei ma da oltre 30 anni cittadino del mondo, è il fondatore della scuola sarda.

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I corsi partiranno a gennaio. Cosa significa per Bepi Vigna e per la sede di Cagliari entrare a far parte dell’Usif ? È fondamentale sia per la qualità della didattica che per le possibilità di studio offerte agli allievi. I docenti, veri professionisti del settore, possono scambiare cattedre e sedi fra loro, e insegnare non solo materie strettamente legate al fumetto ma alla comunicazione in genere


“PROGETTI PER IL FUTURO? UNO FANTASTICO PARLA AI BAMBINI UN ALTRO PIÙ ATTENTO ALLE CULTURE VICINE E LONTANE... SEMPRE NEL SEGNO DELLA NUVOLA PARLANTE

(storia dell’arte, cinema, letteratura): siamo convinti che solo un’ampia preparazione culturale possa fare di un disegnatore un bravo fumettista. Ed è un vantaggio per gli studenti: con l’Usif possono scegliere la sede in cui frequentare i tre corsi. Organizzate anche laboratori per bambini. Che riscontro avete coi più piccoli? Sono molto sensibili al disegno e alla

trasposizione della narrazione per immagini. Il prossimo laboratorio partirà l’8 novembre prossimo, all’Hostel Marina (iscrizioni già aperte), e prevede gli incontri dal titolo “Il giromondo delle creature fiabose”, rivolto ai bambini dagli 8 ai 10 anni. A loro il compito di interpretare, attraverso il fumetto, hobbit e uruk hai del fantastico mondo tolkeniano. Ultimo, ma non ultimo, l’impegno col Festival del fumetto a Maco-

mer, il 15 dicembre. Di che si tratta? È un festival itinerante, approdato gli anni scorsi a Nuoro e a Cagliari. Ma l’aspetto più interessante è senza dubbio l’obiettivo: conoscere e discutere sugli altri luoghi e le altre culture, lontane (ma non troppo) da noi. Attraverso il fumetto verranno affrontati infatti la questione palestinese, la crisi della Grecia e i problemi balcanici. Un confronto su questioni serie in chiave artistica.

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Emiliano longobardi web hard-boiled comics DI GUIDO GARAU

E più di vent’anni. Fra il 1991 e il 1993 miliano Longobardi fa il libraio da

ha cofondato e codiretto la fanzine SeD – Storie e Disegni, prima fanzine sassarese dedicata al fumetto. Fra il 1993 e il 1994 ha cofondato e codiretto il circolo fumettistico “Metropolis” (Aics), prima biblioteca dedicata al fumetto in Sardegna. Dal 1999 al 2006 si è occupato di critica fumettistica sul web, cofondando e codirigendo le riviste online Rorschach e Comics Code. Ha esordito come sceneggiatore nell’aprile del 1999 con l’albo Xiola – Primo sangue (scritto a due mani con Antonio Solinas e disegnato da Werther Dell’Edera) e in seguito – ha collaborato con la rivista Mono (nei numeri 1/2/3, Tunué Edizioni, disegni di Werther Dell’Edera, Elena Casagrande e Gianfranco Giardina), con la serie Killer Elite (nel numero 2, Alessandro Bottero Edizioni, disegni di Gianfranco Giardina e Andrea Del Campo) e con l’albo Donnel & Grace: Bluelights (disegni di Massimo Dall’Oglio, IDEAcomics). Attualmente scrive e cura il fumetto online Rusty Dogs (www.rustydogs. com). Rusty Dogs è una serie a fumetti disegnata da quarantacinque disegnatori italiani attualmente a lavoro con alcuni

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dei più importanti editori nazionali e stranieri. Il genere delle storie è il crimenoir. Rusty Dogs è stato finalista ai ComicUS prize 2010 e al premio Micheluzzi 2010/2011/2012 (Napoli Comicon) nella categoria “miglior webcomic” e ha vinto la 1° edizione del premio Il Posto Nero Excellence 2012 nella categoria “Progetto Web - Italia”. www.rustydogs.com


“L’AVVENTURA INIZIATA ANNI FA CON RUSTY DOGS MI HA DATO FINORA DELLE ENORMI SODDISFAZIONI SOTTO OGNI PUNTO DI VISTA: È STATA INNANZITUTTO PER ME UNA PALESTRA FONDAMENTALE DAL PUNTO DI VISTA DELLA SCRITTURA E MI HA PERMESSO DI INTERAGIRE DAL PUNTO DI VISTA CREATIVO CON TANTISSIMI DISEGNATORI CHE STIMO ENORMEMENTE.”

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Daniele tomasi MICRO-EDITORE PER PASSIONE DI CESARE GIOMBETTI

D segnatore, ma anche autore compleaniele Tomasi è anzitutto autore. Di-

to. Il suo stile è raffinato, espressivo e multiforme. Daniele ha, infatti, il suo stile, ma si diverte spesso a giocare con citazioni di altri stili ai quali rende omaggio. È un vero one-man-band, perché disegna, scrive, traduce, si occupa di lettering, impagina e pubblica. Sì, perché la Daniele Tomasi Editore, la sua casa editrice, è la più piccola al mondo, secondo la definizione dell’autore/editore. Magari non sarà la

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più piccola, ma di sicuro si tratta di una casa editrice in miniatura per scelta. Scelta di coerenza con il modo di vivere l’arte di Tomasi, indipendente e determinato, poco propenso ai compromessi. In quest’ottica nascono le produzioni della casa editrice sinnaese ( dte.altervista. org ), da Tetro Teatro, con brevi storie di stampo franquiniano, a Debbie Dillinger, esempio di storia editoriale innovativa. Il fumetto nasce infatti sul web dalla penna di Sergio Calvaruso, Marco Rizzo e Alessandro Scalmani ed è realizzata graficamente da Daniele Tomasi. Nasce sotto forma di striscia quotidiana su comicus.it, sito di riferimento per il settore. L’opera, giunta alla conclusione, ha poi visto i natali sotto forma cartacea per i tipi della DTE. Nel 2010 e nel 2011 si sviluppano progetti ancora più innovativi, da “Continua…”, elogio della serializzazione del fumetto in controtendenza rispetto alla richiesta sempre più forte di fumetti autoconclusivi e contenitore per autori interessati a scommettere su questa particolare formula, ad Archivi del Fumetto, antologia ancora più ambiziosa e ancora più “fuori tempo”. Archivi del Fumetto si pone infatti

l’obiettivo di recuperare fumetti poco accessibili o addirittura rari per restituirli alla nicchia di appassionati, in edizione curatissima dal punto di vista redazionale e del restauro delle tavole, realizzato con un amore per il dettaglio difficilmente ritrovabile nelle altre edizioni mondiali. L’altra innovazione di Archivi del Fumetto, disponibile, per il primo numero, in maniera gratuita in versione digitale (http://dte.altervista.org/archividelfumetto), è la soluzione digitale e on demand, ancora poco praticata in Italia. La tiratura può essere dunque di una copia o di cento, a seconda delle richieste. Questa tecnologia, oggi di ottimo livello, permette di accontentare anche le nicchie più estreme di appassionati, a differenza della stampa offset tradizionale che richiede tirature molto più alte. Essendo Archivi del Fumetto un’opera nata per passione e creata con cura meticolosa, i tempi di realizzazione sono molti lunghi. Se avrete pazienza, però, vedrete ogni tanto spuntare un nuovo numero di questa preziosa antologia che vi restituirà memoria di opere a rischio di “estinzione”.


“LA MIA CASA EDITRICE È LA PIÙ PICCOLA AL MONDO MA CIÒ MI PERMETTE UNA LIBERTÀ CREATIVA ENORME.”

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MARCO MELONI e la disney italia DI CESARE GIOMBETTI

M gliari e lavora da circa

arco Meloni è nato a Ca-

dieci anni per la Walt Disney Company Italia, principalmente come disegnatore. Ha frequentato il corso dell’Accademia Disney per disegnatori tenuto da Alessandro Barbucci e Roberto Santillo. Ha poi seguito un secondo corso, sempre presso l’Accademia, tenuto da Giorgio Cavazzano. Da allora continua la sua collaborazione con la casa editrice di paperi e topi, per la quale ha realizzato anche alcune storie come sceneggiatore. Spieghiamo al grande pubblico, che magari non immagina il grande lavoro che sta dietro ai fumetti, soprattutto se si tratta di opere per ragazzi, cosa sia l’Accademia Disney. L’Accademia Disney è un centro dove venivano attivati periodicamente corsi di formazione per disegnatori, sceneggiatori, coloristi e tutte le altre figure professionali che risultavano utili alla casa editrice. Ci arrivai presentando un portfolio con tavole e illustrazioni e fui ammesso alla frequenza del corso per disegnatori. Cosa ti gratifica di più nel lavorare per Disney? Il bello di disegnare i personaggi Disney

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“IL BELLO DI DISEGNARE I PERSONAGGI DISNEY STA NEL POTERSI CONFRONTARE CON GRANDI AUTORI COME BARKS, CARPI, SCARPA, DE VITA, CAVAZZANO”

sta nel potersi confrontare con grandi autori come Barks, Carpi, Scarpa, De Vita, Cavazzano, che in tanti anni hanno contribuito a crearli e a svilupparli. Quali le difficoltà invece? La difficoltà sta nel rendere questi personaggi sempre attuali per i lettori di oggi. Il lato negativo, invece, di lavorare esclusivamente per Disney sta nel mancato spazio di elaborazione creativa per personaggi originali e propri.

dei topi? Da quest’anno ho iniziato a collaborare con “Il Giornalino”, un’altra “storica” rivista di fumetti per ragazzi. Ho disegnato finora tre storie (di prossima pubblicazione) sui testi di Marcello Toninelli per una serie da lui creata e sulla quale si alternano disegnatori diversi e con stili differenti.

Quali personaggi preferisci? In Disney mi affidano spesso le storie con i paperi, probabilmente mi trovo meglio con questi personaggi. Quali sono le situazioni più piacevoli o più stimolanti da disegnare? Per questo tipo di fumetto umoristico, le storie non sono molto lunghe ed è più gratificante studiare un’ambientazione particolare e poterla sviluppare nell’arco del racconto. I problemi possono nascere con scenari troppo ripetitivi o, al contrario, che cambiano in continuazione. Ma in generale, se la sceneggiatura è divertente, offre sempre degli spunti interessanti al disegnatore. Si aprono possibilità diverse che ti possono offrire stimoli differenti da quelli del mondo dei paperi e

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AUTORITÀ PORTUALE DI CAGLIARI

Stazione Marittima Molo Sanità 09123 Cagliari Tel: +39 070 675931 Fax: +39 070 67593345 www.porto.cagliari.it autorita.portuale@tiscali.it 48


"Il Porto di Cagliari è posto al centro Mediterraneo, posizione che gli vale il ruolo di

Il porto canale si estende attualmente per oltre 1.600 metri in banchine e offre cinque accosti

snodo commerciale e strategico fondamentale da oltre 2.500 anni. Oggi, grazie ai grandi spazi

per traffico transhipment e Ro-Ro, mentre, in prospettiva, con il distretto della nautica

disponibili, alla felice posizione geografica (a sole 11 miglia dalla linea ideale Gibilterra/Suez), il porto di Cagliari risponde alla domanda dei

disporrà di oltre 7.500 metri di banchine. A questi si affiancano gli accosti petrolchimicipetroliferi che ospitano attracchi per diciassette

grandi traffici commerciali rappresentando uno dei poli per l'attività di transhipment del Mediterraneo occidentale, con movimentazione di merci convenzionali, rinfuse, traffici Ro-Ro, merci containerizzate, cui si affiancano poi servizi passeggeri, attività di pesca, turistica, nautica da diporto e crocieristica.

navi. L'integrazione logistica con l'entroterra è forte: il porto storico è posto a soli 100 metri dal centro città, è adiacente alla rete viaria, a pochi metri dalla rete ferroviaria e a soli sette chilometri dall'aeroporto internazionale. L'Autorità Portuale è attualmente impegnata in progetti che coniugano esperienza storica e

La circoscrizione territoriale amministrata dall'Autorità Portuale di Cagliari si estende per circa 30 km di costa, con una struttura suddivisa in tre aree: il porto storico, il porto canale e il terminal petrolifero. Il porto storico si sviluppa

tecnologia moderna per sviluppare i trasporti, i sistemi produttivi e tutto l'insieme di attività economiche legate al porto. Consapevole del ruolo di motore dell'economia regionale proprio del porto, l'Autorità Portuale ha già

su 5.800 metri di banchina e serve traffico commerciale, Ro-Ro, navi passeggeri, diportismo, pesca e crocerismo; quest'ultimo,

stretto accordi importanti con enti, imprese e università volti a definire con chiarezza le linee di sviluppo strategico del ruolo del sistema

in particolare, grazie alla forte comunione d’intenti con le istituzioni locali, sta vivendo un

portuale.

momento di forte sviluppo.

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Tottoi

IL manga made in Sardinia

Cala Gonone ,

vista dall’Oriente DI GUIDO GARAU

C solo roba da bambini, e dunque poca hi pensa che i cartoni animati siano

cosa, è uno sciocco. Lo sanno bene i giapponesi, che nei loro cartoon hanno speso denaro, energie e creatività fin dagli anni Settanta. Il motivo?

I cartoni animati creano l’immaginario collettivo degli adulti fin dall’infanzia, quello che si porteranno dentro per sempre. Non solo morale (i protagonisti dei cartoon diventano i modelli di riferimen-

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to) ma anche nel gusto, nella scelta estetica e, perché no, dei luoghi dell’anima. Quanti di noi hanno sognato di andare a Tokio, la città di Mazinga Zeta? E quanti bambini di oggi desiderano visitare Radiator Spings, la cittadina in cui è ambientato Cars? Letto in questa ottica, il progetto di un cartoon made in Sardegna ha un’importanza enorme. Peccato che la Regione non ci abbia mai pensato. Se via Roma

pecca, il Sol Levante ha le idee chiare: ed ecco che ci vengono incontro i giapponesi. Era il 1992, e in quell’anno la prestigiosa casa di produzione Nippon Animation (quella che inventò Heidi, per capirci) decise di dedicare un lungometraggio a cartoni animati a una storia tratta dal romanzo Tottoi del grande scrittore per ragazzi Gianni Padoan. Ovvero un bambino sardo emigrato, una foca monaca e


REALIZZATO NEL 1992 DALLA STESSA CASA DI PRODUZIONE DI HEIDI, IL CARTONE ANIMATO NON ERA MAI STATO TRADOTTO IN ITALIANO. CI HANNO PENSATO I BAMBINI DI DORGALI

il suo cucciolo, un cattivo che vuole catturare il raro mammifero, tutto sullo sfondo di Cala Gonone e delle grotte del Bue Marino. Ora Tottoi, dopo essere stato distribuito e doppiato negli Stati Uniti, in Spagna e in molti paesi dell’America latina, viene riproposto finalmente tradotto. Dove? proprio nel luogo dove è stato immaginato da Padoan: a Dorgali. Tottoi, The Secret of the Seal - questo il titolo internazionale del lungometraggio - descrive tradizioni, ambiente e paesaggi di Dorgali e Cala Gonone. Al Teatro Comunale, all’interno della Rassegna «Cinema Musica Società Ambiente» diretta da Gian Basilio Nieddu e giunta alla terza edizione, il film è stato presentato nella sua versione in italiano, un po’ sardizzata con l’aggiunta di alcune espressioni locali, doppiata dagli studenti della 1 A della scuola media di Dorgali con la supervisione degli insegnanti. Per un interessante progetto didattico che si è incontrato con l’idea di Gian Basilio Nieddu di far riscoprire questo film d’animazione che in qualche modo si inserisce in quel filone che valorizza, promuove le location. Un vero spot made in Japan della nostra isola. Chissà se avrà un seguito made in Sardegna.

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GRAFICHE GHIANI

STORIE DI UN GIGANTE DEL SUD SARDEGNA DI ALESSANDRA GHIANI

stamperia di paD aese,unaconminuscola macchinari elementari e

manuali, a un’azienda tipografica ed editoriale di settemila metri quadri e sessanta dipendenti. Detta così sembrerebbe uno di quegli incantesimi da bacchetta magica. Si tratta invece di una conquista, lenta, graduale e sudata. Un traguardo eccellente raggiunto grazie alla politica dei piccoli passi, elemento indispensabile per la realizzazione di un buon lavoro. Essere, non apparire: è la mission delle Grafiche Ghiani, l’azienda tipografica e editoriale più importante della Sardegna e una delle realtà più grandi del centrosud Italia. Non a caso la GreenCommServices l’ha scelta per la realizzazione di 2020 Visions e di tutti i suoi altri prodotti editoriali. L’esperienza, la passione e la precisione che contraddistinguono l’azienda rappresentano una garanzia a cui difficilmente si può rinunciare. Nel reparto legatoria e allestimento l’abilità artigianale degli addetti si coniuga con l’alta tecnologia. “Non basta conoscere il perfetto funzionamento delle macchine dell’ultima generazione, per farle funzionare nel modo migliore, e quindi preparare un prodotto di pregio, è necessario non dimenticare gli insegnamenti del passato perché chi non sa

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fare un libro a mano non riesce neanche a utilizzare le macchine”. Marco Ghiani, amministratore unico dell’azienda, conosce bene il mestiere perché l’ha svolto a mano per lungo tempo. E così carta, colla, cartoni, tela e capitelli si trasformano in ingredienti da dosare e miscelare sapientemente per la realizzazione di un piatto-prototipo perfetto, curato nei minimi dettagli, che diventa matrice impeccabile per tutte le repliche. Il risultato è anche frutto del rapporto di grande sintonia e affiatamento che gli addetti di tutti i reparti dell’azienda hanno costruito in tanti anni di lavoro.

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Federico Carta una balena

vi seppellirà DI GUIDO GARAU

F del 1984. Per scoprire qualcosa di ederico è nato a Cagliari il 30 marzo

lui bisogna andare sul suo sito Internet, dove scrive: “Inizio subito a disegnare, volevo fare lo scienziato pazzo... osservavo le formiche e volevo entrare anch’io dentro quei formicai. Nel 1995, avevo 11 anni, mia madre muore (mio padre quando avevo nove anni, ma non

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lo conoscevo) e da quel momento inizio a dipingere con le bombolette... mia zia ed il suo ragazzo mi portavano a dipingere di notte... il primo graffito era dedicato a mia madre, una scritta col suo nome pieno di colori; in quel periodo mio fratello ed io uscivamo spesso con i miei zii, disegnavamo su fogli più grandi di noi e inventavamo oggetti con vari

materiali. La passione per i graffiti era appena nata, volevo dipingere il mondo. Avevo 13 anni nel 1997 e uscivo con ‘l’amico più grande’ con abiti larghi a disegnare i muri, io firmavo crisa.db (crisalide del bruco). Nel 1999 divento manuale, pratico, dipingevo da 3 anni e conoscevo sempre più persone che avevano la mia stessa passione... uscivamo


DA QUALCHE ANNO LA CITTÀ DI CAGLIARI VIENE TAPPEZZATA DA SINGOLARI MURALES: BALENE ENORMI CHE GALLEGGIANO SULL’ASFALTO. L’AUTORE È FEDERICO CARTA, FRATELLO MAGGIORE DEL PIÙ FAMOSO MARCO, VINCITORE DI AMICI E DEL FESTIVAL DI SANREMO

Federico fissa l’attenzione su oggetti morti e li riporta in vita. Dipinge il proprio sogno di un mondo deturpato che diventa meraviglioso: è un poeta, ed è contemporaneamente Omero e Buzzati, ossia è epico e lirico insieme. Sente la magia come nel “realismo magico”, pur non avendo alcun collegamento con il movimento omonimo, che è una corrente artistica di questo secolo.

di notte fonda nelle strade più trafficate... scritte colorate, poesie e... fughe improvvise!”. Federico gira la città con una spilla dove c’è scritto”Spegni la tv”. Oltre alla pittura, è attore di teatro e ha avuto una parte nel film “Jimmy della collina” del

regista Enrico Pau. Dopo le balene, è arrivato il disegno più impegnato: fabbriche in disuso, edifici abbandonati, scarafaggi, discariche, depositi di rifiuti, paesaggi marziani con antenne e fiori metallici: tutto viene sublimato dall’arte. Come se l’anima riuscisse, tramite la tela, ad elevarsi oltre il degrado quotidiano.

È il sogno della realtà, non la realtà del sogno: il sogno della realtà è ciò che lui vede. La lavatrice che compare in tutti i quadri, casette, cuoricini, blatte subacquee, impressi con tratto infantile, somigliano a chimere. Sono i sogni di un ragazzo che a 11 anni ha perso la mamma. Che ha trovato se stesso nella pittura. E che oggi dipinge a Cagliari, ma anche Roma e Berlino. È il riscatto dell’utopia.

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A Orgosolo

parlano anche

i muri

DI ALESSANDRA GHIANI la comunità di Orgosolo S Barbagia raccoglie tra le sue mura i simboli ituata al margine settentrionale della

della cultura di Barbagia: sono i murales, un centinaio di suggestivi ritratti di memoria e vita sociale, tinte sui muri che raccontano fatiche, denunce e grandi conquiste, colorati scorci di storia che si

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intrecciano alla raffigurazione di eventi e di lotte politiche di respiro mondiale. I tratti ricordano spesso Guernica di Picasso e lo stile cubista; le linee di alcuni ritratti richiamano i dipinti di Léger. In alcuni sembra di ritrovare le espressioni dei muralisti messicani degli anni ’20. Sin dall’origine i bersagli dei muralisti

furono i governi sopraffattori e i fautori di ingiustizie sociali, soprattutto lo stato italiano e l’America imperialista e guerrafondaia. Il primo murale fu realizzato nel 1969, negli anni della contestazione giovanile, dal gruppo anarchico milanese Dioniso.


NEL PAESE SITUATO NEL CUORE DELL’ISOLA I MURALES RACCONTANO LA TRADIZIONE E LA RIBELLIONE DEL POPOLO SARDO

Il numero dei muri tinteggiati crebbe a partire dal 1975 quando un insegnante senese, Francesco del Casino, insieme ai suoi alunni volle commemorare, raffigurandolo sui muri degli edifici orgolesi, il trentesimo anniversario della Liberazione d’Italia. Circa il 90 per cento dei murales di Orgosolo sono opera di Del Casino. Si cita con ironia Alfredo Niceforo, si motteggia sul presidente Leone, si riporta il telegramma del partigiano e scrittore Emilio Lussu solidale con le contestazioni anti-NATO, si denunciano le ingiuste reclusioni, la condizione delle carceri, la sofferenza di detenuti e familiari, la mesta esistenza di latitanti e briganti braccati dai carabinieri. Negli anni ’80, con l’attenuarsi della tensione politica, Del Casino e gli altri dipinsero scene di vita quotidiana: uomini a cavallo, donne con in grembo i propri figli, pastori che tagliano il vello alle pecore e contadini con in mano la falce. È del 1994 un murale che rappresenta i conflitti della ex Jugoslavia e la distruzione di Sarajevo: la storia locale può farsi storia mondiale. Ad Orgosolo, da trent’anni le mura del paese concedono i loro fianchi alla creatività di artisti che affidano ai murales la voce non solo di una comunità, ma di un’isola intera.

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bellas

mariposas

farfalle in fiore DI LAURA PUDDU

L lascia letteralmente senza fiato, raca pellicola, che nella prima parte

conta della onirica disperazione in una periferia disagiata (“nel film è a Cagliari, ma potrebbe essere la periferia di qualunque città” dice il regista), cui due dodicenni reagiscono con il sogno. “Raccontare l’adolescenza è un’occasione imperdibile per chi vuole fare film e infatti qui alla Mostra è il tema di tanti titoli dice Mereu -. È un periodo della vita così

forte ed energico in cui tutto può fare emozione”. Del racconto di Atzeni, il cineasta ha amato la dimensione “reale e immaginifica insieme” e “il fatto che riuscisse a parlare di cose terribili con grande leggerezza, facendo anche sorridere. Mi ha colpito la forza vitale delle due protagoniste, che vedono la luce anche in condizioni di grande difficoltà”. Il regista, vincitore al Lido nel 2003 della Settimana della Critica con Ballo a tre passi, mischia

stavolta, rispettando i toni di Atzeni, realismo, grottesco, surreale e un tocco di magia (con Micaela Ramazzotti nei panni di una maga veggente). Senza filtri, in dialoghi che alternano sardo e italiano, ricchi di espressioni molto forti e termini in ‘slang’, il film racconta la giornata dell’undicenne Cate (Sara Podda), indipendente e fiera, aspirante cantante famosa (“come Valerio Scanu e Marco Carta, sardi come noi” dice Mereu) che nel film parla direttamente al pubblico guardando verso la cinepresa, con l’amica del cuore Luna (Maya Mulas) (le bellas mariposas, ‘belle farfalle’ del titolo) in una giornata di libertà lontano dalla periferia. Insieme vanno al mare, girovagano per Cagliari e tentano di salvare la vita dalla follia. Il fatto che il film (ancora senza distribuzione) sia in sardo non impensierisce Mereu: “Qui non ce n’è meno che in altri miei film. Però per il cinema fuori degli schemi gli spazi in sala sono sempre più ridotti”. INTERVISTA CON IL REGISTA SALVATORE MEREU Il settore cinematografico sardo manifesta insofferenza, a causa della pochezza dei finanziamenti stanziati dalla politica. Questo nonostante il fatto che in Sarde-

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NON ERA FACILE REALIZZARE UN FILM SULLO STRAORDINARIO LIBRO DI SERGIO ATZENI BELLAS MARIPOSAS: IL REGISTA DI DORGALI SALVATORE MEREU C’È RIUSCITO. ALLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA IN CONCORSO AD ORIZZONTI È UN TRIONFO

gna operi un gruppo consistente di registi che si sono autorevolmente affermati in ambito nazionale e internazionale. La materia è attualmente regolamentata da una legge regionale, approvata nel Settembre del 2006, che mira a creare una rete di operatori nel settore e costituire un valido supporto per i professionisti che intendano utilizzare la Sardegna come scenario per le proprie pellicole. Purtroppo tutto questo non basta. Le risorse scarseggiano e, nella situazione attuale, la realizzazione di un film bello e curato nei minimi particolari è un’impresa. Salvatore Mereu è un regista sardo. È nato a Dorgali ed è autore di molti cortometraggi ma anche di lungometraggi famosi, come Sonetàula e Ballo a tre passi, che gli è valso il David di Donatello per il miglior regista esordiente nel 2004. Mereu è un grande sostenitore della tesi secondo cui il cinema isolano può diventare un’industria seria.   Mereu, il cinema sardo non naviga in buone acque. Sì, è vero. Però la situazione non è rosea anche nel resto d’Italia. C’è stata una diminuzione consistente delle sovvenzioni un po’ dappertutto. In un periodo di crisi come questo, la cultura è il primo settore in cui si effettuano i tagli. Fare film oggi è complicato in generale perché, se non è dichiaratamente commerciale, nessu-

no rischia. Essendo in Sardegna, tutto è amplificato. Pensiamo anche semplicemente agli spostamenti che dobbiamo fare. I prezzi per noi sono raddoppiati e, purtroppo, ancora nella nostra terra non sono presenti tutti gli strumenti per la realizzazione completa di un film. C’è chi sostiene che tra le cause di tale situazione drammatica vada ricompresa anche l’eccessiva burocrazia per l’attuazione della legge del 2006, che impedisce di usufruire dei finanziamenti. Condivide? Non credo che la colpa sia da imputare a essa. Anzi, la sua emanazione è stata un traguardo perché prima non era prevista nessuna regolamentazione della materia. Ed è stato faticosissimo ottenere questo risultato. Quando ho cominciato io, è stata una lotta e il cinema non era considerato un’espressione artistica. Finalmente cinque anni fa è stato regolato il settore. Grazie a essa si può accedere ai contributi ministeriali. Pensare anche solamente che occorra emanarne un’altra è eccessivo. Magari occorre perfezionarla, quello sì. Perché presenta alcune lacune.   Quali? Forse è stato sottostimato il ruolo delle commissioni che giudicano i progetti. È già sicuramente un successo il fatto che ci siano, perché in questo modo viene

eliminata la discrezionalità dei politici ed è garantito che i fondi siano distribuiti in base al merito, però la lettura di tutti gli elaborati deve essere considerato un lavoro a tutti gli effetti e come tale retribuito. Secondo lei esiste un modo per risalire la china? Innanzitutto, non bisogna mai demoralizzarsi credendo che non esista una soluzione ma pensare sempre positivo. Poi occorrerebbe istituire delle organizzazioni che aiutino a tutelare e gestire il settore cinematografico (come lo è il Teatro stabile nel campo teatrale, ad esempio). Infine, è fondamentale porre la questione a chi amministra facendo in modo che il cinema sia considerato come un’arte, al pari della musica e del teatro, ma anche un’industria capace di creare un indotto notevole per la nostra Isola.

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Conoscere la Sardegna attraverso i suoi romanzi DI CARLO PODDIGHE

S la Sardegna. Senza alcuna pretesa di

ono quattro le province storiche del-

critica letteraria, per ciascuna di queste può essere consigliato un libro che ne rappresenti l’identità propria e assieme di tutta l’isola. Cagliari. “Bellas Mariposas” è un racconto di Sergio Atzeni. Scritto nel 1995 non è mai divenuto definitivo per l’improvvisa scomparsa dell’autore, annegato in quell’anno nelle acque dell’isola di San

Pietro nella Sardegna sud occidentale. Protagoniste del racconto sono due adolescenti della periferia di Cagliari e la loro estate di cambiamento, tra la spiaggia assolata del Poetto e il degrado di una realtà ai margini. Le ragazze saranno sempre combattute tra una situazione che vivono e che sentono loro appartenere e la voglia di fuggire e trovare altro sempre sorreggendosi l’un l’altra. Scritto in un italiano volutamente sgrammaticato, mischiato allo slang cagliaritano, il racconto è una lettura piacevole, ironica e a tratti molto divertente. Nuoro. “Il giorno del giudizio” di Salvatore Satta (Nuoro 1902, Roma 1975) può essere considerato il “Gattopardo” sardo. Prima di tutto perché Satta, come Tomasi di Lampedusa, non considerava scrivere il suo mestiere, anzi inizia il suo capolavoro (pubblicato nel 1978) con queste parole: “Scrivo queste pagine che nessuno leggerà, perché spero di avere tanta lucidità da distruggerle prima della mia morte”. Anche “Il giorno del giudizio” racconta gli stravolgimenti sociali ed economici di una società, quella nuorese, e dei sui tan-

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ti personaggi combattuti, e spesso vinti, da un mondo che cambia e da una realtà ancestrale e superiore che li domina. Oristano. “Accabadora” è il romanzo più famoso di Michela Murgia, scrittrice di Cabras, che le è valso il Premio Campiello 2010. È la Sardegna magica e matriarcale quella raccontata dalla Murgia in questo libro del 2009, un romanzo di formazione con forti richiami autobiografici. La protagonista Maria vive come fili’e anima (figlia d’anima) con la vecchia


SONO QUATTRO LE PROVINCE STORICHE DELLA SARDEGNA. PER CIASCUNA DI QUESTE PUÒ ESSERE CONSIGLIATO UN LIBRO CHE NE RAPPRESENTI L’IDENTITÀ PROPRIA E ASSIEME DI TUTTA L’ISOLA

sarta del paese, donna mal vista, ma temuta. L’anziana ha, infatti, un particolare compito all’interno della piccola società rurale. Un compito a cui la stessa ragazzina è destinata per nascita e talento. Sassari. In “Padre Padrone” è invece la figura paterna quella centrale e domi-

nante nel romanzo. Il Libro autobiografico dello scrittore Gavino Ledda, (nato a Siligo nel 1938) pubblicato nel 1975, vinse il premio Viareggio nel 1977. Lo scontro duro, anche fisico, tra padre e figlio: tra un’idea pratica e concreta dell’esistenza, tipica del vecchio pastore, e quella di un giovane che vede nello studio un investimento per il futuro e un riscatto sociale è alla base del romanzo, da cui hanno tratto un film i fratelli Taviani.

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sardegna da visitare DI GIANNA OBINU

con i suoi circa 1800 L Mediterraneo, chilometri di coste rappresenta, per a Sardegna, collocata nel centro del

la posizione geografica e per la sua storia, una delle destinazioni più ambite per gli appassionati delle acque cristalline e i paesaggi mozzafiato. Il mare qui è tra i più belli e trasparenti che si possano vedere al mondo. “Questa terra –scrisse David Herbert Lawrence - non assomiglia ad alcun altro luogo”. Da visitare assolutamente le cale tranquille e riservate di Goloritzè, Mariolu e Luna – nell’Ogliastra – i luoghi esclusivi della Costa Smeralda, gli arenili senza eguali de La Maddalena. A sud, da non perdere le dune di Piscinas e quelle bianche di Chia.

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Sardegna da scoprire. Ai piedi del massiccio del Gennargentu, la catena montuosa più alta dell’isola, si apre l’affascinante territorio della Barbagia, meta obbligata di viaggio, il più noto e ammirato, quello che conserva lo spirito arcaico di una terra antica. In questi territori, dove spesso l’occhio si perde in una vegetazione incontaminata, risalta il netto contrasto tra l’asprezza del paesaggio e dalla natura e l’ospitalità dagli uomini. Da vedere assolutamente Nuoro – la chiesetta della Solitudine ai piedi del monte Ortobene, la casa di Grazia Deledda, piazza Salvatore Satta - e le Barbagie – con Aritzo, Fonni e Desulo destina-


NON SOLO MARE PICCOLA GUIDA PER CONOSCERE UNA SARDEGNA NASCOSTA E ANCORA DA SCOPRIRE

zioni quasi obbligate. Spettacolari anche le Baronie, la zona di Bitti e Orgosolo con i suoi straordinari murales. I Mamuthones e gli Issohadores sono tipiche maschere del carnevale di Mamoiada in Sardegna. Le due figure si distinguono per i vestiti e per il modo di muoversi all’interno della processione: i Mamuthones procedono affaticati e in silenzio, come degli schiavi in catene, mentre gli Issohadores vestono in modo colorato e brioso e danno movimento alla processione. Si possono osservare il 18 di gennaio, quando fanno la comparsa nel paese del Nuorese nella tradizionale festa di Sant’Antonio abate.

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Goni

la Stonehenge IN SALSA sarda DI ALESSANDRA GHIANI

V da turisti stranieri, l’area di Pranu isitata e apprezzata soprattutto

Muttedu è pressoché ignorata dalla maggior parte dei sardi padroni di casa. A circa sessanta chilometri da Cagliari e ai piedi del lago Mulargia, immerso in una fitta boscaglia caratterizzata da querce e profumi di una vegetazione tipicamente mediterranea, il parco archeologico di Pranu Muttedu sorge su un’area - circa 200 mila mq – in cui è presente la più alta concentrazione (in Sardegna) di menhir e di sepolture megalitiche del tipo a circolo.

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I menhir si possono trovare disposti in allineamenti - il più lungo è quello costituito da 20 blocchi -, a gruppi di tre, a coppie, o più raramente isolati. Le tombe più caratteristiche sono quelle a tumulo formate da un atrio, un corridoio d’ingresso e una camera di forma quadrangolare, mentre il muro perimetrale è a pianta circolare spesso circondata da circoli più ampi. Numerose anche le domus de janas, scavate con precisione nella roccia. La tomba più monumentale e importante,

Come arrivare Da cagliari Si percorre la s.s. 131 sino al km.21,900 e si svolta nella s.s.128 per Senorbì. Al centro del paese, all’altezza della piazza comunale, si prende la strada per San Basilio, si oltrepassa il paese, si percorrono km.6,8 e si svolta per Goni. Dopo 4 km dal bivio per Silius si trova l’area archeologica.

la tomba II, considerata come il fulcro dell’intera area sacra, presenta elementi sia di domus de janas che di tomba a circoli. Una tomba molto particolare e suggestiva è la triade, perché è posta davanti a tre menhir. Gli scavi archeologici degli anni ’80 hanno restituito reperti di età Neolitica ed Eneolitica, in gran parte riferibili Cultura di Ozieri (3200-2800 a.C.), portando gli studiosi a interpretare il sito come vasta area sacra destinata al culto degli antenati.


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