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pag. 3 INDICE

EDITORIALE In frigo veritas di Michele Ruschioni Ogni anno la stessa storia: con le feste alle porte i nostri frigoriferi arrivano al limite della capienza consentita. Dentro, in questi giorni, si trova davvero tutto. Dallo spumante al cotechino passando per il salmone e le alici sott’olio. E via ingrassando. Aveva ragione quel mio amico: in frigo veritas. Della serie: dimmi che trovi in frigo e ti dirò chi sei e anche come festeggerai. Io mi diverto sempre come un matto ad aprire il frigo degli altri durante le feste. Basta un’occhiata veloce e si capiscono un sacco di cose. Cibi e pietanze sono ordinate, ognuno nella sua ciotolina e pronte per essere scaldate al forno o al microonde? Siete in una casa dove minimo si aggira una domestica. Se non a tempo pieno sicuro ad ore. Nel frigo non c’è traccia di roba da mangiare ma ci sono più bottiglie che in una distilleria? Anche qui poche ma inossidabili certezze: ragazzi under 30 senza complicazioni al seguito sono pronti per festeggiare come si deve. E le cose da mangiare? Qualcuno ci penserà all’ultimo. Frigo vuoto con solo una bottiglia di champagne? Casa di un single incallito che certo non accenderà i fornelli nemmeno per fare un caffè. Sicuro quest’ultimo apprezzerà il confronto che abbiamo fatto su dieci ristoranti che lavoreranno la notte di San Silvestro. Menù, prezzi e animazioni varie. Per andare a colpo sicuro e aspettare il 2012, l’anno che sancirà, secondo la profezia dei Maya, la fine del mondo. Nessuno ci crede ma tocchiamo ferro lo stesso. Con una mano sola ovviamente, l’altra tiene un calice ben alto e augura a tutti buone feste. m.ruschioni@cagliaripad.it

Cenone di Capodanno Quartieri come nazioni Le feste degli invisibili Capodanno Low Cost La città degli eroi Last news Lavorare per le feste Speciale Capodanno Il Casteddaio Colpi di penna

CAGLIARIpad.it

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ANNO I • Numero 8 • 20 dicembre 2011 Editore GCS Green Comm Services. S.r.l. Direttore Responsabile Michele Ruschioni Redazione Guido Garau Alessandra Ghiani Lexa Carlo Poddighe Maria Grazia Pusceddu Laura Puddu Michela Seu Fotografie Carlo Poddighe Anna Cardia Progetto grafico e impaginazione Cesare Giombetti Stampa Grafiche Ghiani • Monastir Sede legale Via Giotto, 5 • 09121 • Cagliari Redazione Largo Carlo Felice, 18 09124 Cagliari www.cagliaripad.it redazione@cagliaripad.it Tel. 070.3321559 • 366.4376649 Autorizzazione Tribunale di Cagliari 15/11 del 6 settembre 2011


OCCHIO AL PREZZO

Cenone di Capodanno: dove andare e quanto spendere. Menù fisso o alla carta, animazione o musica. Ecco la mappa del divertimento per il 31 sera di Laura Puddu

e volete “abS bandonare” i fornelli e festeggiare il 31

Dicembre fuori casa, la soluzione è quella di prenotare un tavolo in un ristorante: ma quanto può costare? La scelta non è quasi mai “low cost” e orientarsi alla ricerca del luogo più conveniente non è semplice.

menù fisso composto da molti antipasti, due primi (saranno tre al ristorante L’Archibugio), due secondi, contorno, frutta e poi dolci, pandoro e panettone, caffè e spumante. Non mancherà il cotechino con le lenticchie. Quasi tutti prediligono un misto di piatti sia di mare che di terra, tranne lo Zenit e i 4 Mori, che hanno scelto una cena a base di pesce. Solo al ristorante Opera Prima si potrà avere il menù alla carta.

er aiutarvi in questa imPconfronto presa, abbiamo messo a a tabella mostra inoltre in i prezzi offerti Lquali ristoranti è inclusa da alcuni locali della zona nel prezzo l’animazione, per di Cagliari. La maggior parte di essi propone un

passare la serata in allegria, ballando e giocando. 


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Ristorante Quadrifoglio Via Peretti, Cagliari

Menù Fisso

Ristorante 4 Mori Via Angioj, Cagliari

Ristorante Le Bontà V.le Golfo di Quartu, Quartu Sant’Elena

Ristorante L’Archibugio Via Sulis, Cagliari

Ristorante Il Ghiottone V.le Monastir, Sestu

Ristorante S’Uliariu Via Marcolino, Flumini, Località Su Lianu

Ristorante Lo Zenit V.le Pula, Cagliari

Ristorante Opera Prima Via Campidano, Cagliari

Ristorante Sa Schironada Via Baylle, Cagliari

80 euro a 80 euro a 90 euro a 80 euro a 70 euro a persona persona persona persona persona

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70 euro a persona

Bevande Bevande incluse incluse

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Ristorante Basilio Via Satta, Cagliari

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SI, con i prezzi di tutti i giorni

Menù alla carta

Animazione

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Pizzeria Bisteccheria RistoPub Self Service

Pizzeria - Bisteccheria Venerdì e Sabato dalle 20:00 Self Service dal Lunedì al Sabato dalle 12:30 alle 15:30 Feste Private su Prenotazione (compleanni - cerimonie) Pizza Baby Dance Feste per bambini Sala Convention Riunioni di lavoro Mega Schermo con partite di campionato SKY SESTU • S.S. ex 131 km 7,650 cc IperPan MediaWorld Tel. 070.2299005 e.mail: greenrabbitsestu@gmail.com facebook: Greenrabbit


CAGLIARI STRANIERA

La città e gli stranieri, ad ogni comunità il suo quartiere Dove hanno scelto di vivere gli immigrati a Cagliari e come sarà il loro Capodanno i dati Istat 2010, gli immigrati maggiormente presenti sono filippini, ucraini e cinesi. Ma se si parla ual è il di comunità di popoli, la rapporto componente straniera più tra Cagliari e gli stranieri? consistente a Cagliari è Non con la popolazione, quella costituita da cittama proprio con la città, dini dell’est Europa, benle sue vie, le piazze, i suoi ché aumentino, di anno in quartieri? Cagliari è una anno, gli immigrati provecittà di mare. Come tutte nienti dai paesi islamici. le città di mare è abituaon i sardi, popolo di ta a ricevere ed accoglieemigranti, gli extracore chi viene da lontano. munitari sembra si siano Nonostante non abbia da integrati bene e i rapporti offrire chissà quali oppor- sono improntati da un retunità a chi cerca lavoro ciproco rispetto. A questo o semplicemente una vita ha contribuito anche il fatmigliore, in città è in co- to che in città non si siano stante aumento la popo- creati dei quartieri ghetto, lazione straniera. Secondo ma le diverse comunità di Carlo Poddighe

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di stranieri abbiano scoperto ciascuna un’affinità elettiva con una distinta zona di Cagliari.

metri quadrati in uno stabile fatiscente di via del Collegio. Gran parte dei fedeli è allora costretta a portarsi una stuoia da musulmani. La comu- casa, inginocchiarsi e prenità islamica cagliaritana gare all’esterno in mezzo ha scelto la Marina, il ri- alla strada. Nel rione si one storico che dal por- trovano molte abitazioni to arriva sino al bastione vecchie ed a buon merSan Remy, come quartiere elettivo. E’ qui, infatti, che cato che Pakistani, Bansi trova l’unica moschea gladesi e Magrebini hanno cittadina e ogni venerdì scelto di abitare. Sono, quasi 200 musulmani, di inoltre, diverse le attività varia nazionalità, arriva- commerciali che, a ridosno da Cagliari e da tutto so del porto, hanno aperl’hinterland per ascoltare to questi immigrati, tra i la preghiera dell’imam Tri- più intraprendenti di Caki Mehrez. Troppo piccola, gliari. Soprattutto piccoli però, la sede che ospita suq, “kebaberie” e negozi il luogo di culto: sessanta di artigianato etnico.

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pag. 7 del caLmani’approssimarsi podanno, per i musulnon è un evento

tano la vicinanza con le vie dello shopping cittadino per vendere in improvatteso. «Per noi il primo visate bancarelle borse, mese dell’anno, il Muhar- scarpe e maglie, imitazioni ran, è iniziato il vostro 26 delle più famose marche. novembre», spiega Luca Per molti di loro che fanDe Marini, cagliaritano no parte dell’associazione convertitosi all’Islam e “Sunugal”, composta da divenuto uno dei respon- cittadini senegalesi e sarsabili dell’associazione di, un modo per festeggiaislamica “El Hoda”. «Il no- re il nuovo anno sarà la stro calendario è lunare, pubblicazione del calenquindi non c’è coinciden- dario 2012. Nelle foto del za coi mesi del calendario calendario i giovani Segregoriano – precisa – co- negalesi vestiranno i comunque, il primo giorno stumi tipici sardi mentre dell’anno, per noi non ha alcuni ragazzi cagliaritani particolare valore, non è appariranno con gli abiti una festa religiosa islami- della tradizione africana. ca». «Sarà uno scambio simbolico, ma profondamenSenegalesi. Tra gli te culturale, un immagine immigrati di religione dei “nuovi sardi”», spiega islamica, i Senegalesi sono Mariangela Pedditzi, vicei più numerosi. Quasi tutti presidente di “Sunugal”. uomini, sono poco meno di 600.Vivono soprattutto e badanti ucraine. alla Marina e in tanti sfrutSono 757 i cittadini

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ucraini residenti a Cagliari. Quasi il 90 per cento di loro sono donne, molte delle quali assistono come badanti gli anziani del capoluogo. Non abitano in un quartiere specifico, in quanto spesso vivono con la persona di cui si prendono cura. Hanno però scelto in città un luogo dove incontrarsi e un po’ sentirsi a casa. Nella piazzetta rossa, intitolata a Francesco Paolo Ingrao, il giovedì sera e la domenica, le loro giornate di “libera uscita”, le badanti dell’est si ritrovano nelle panchine sotto i grossi ficus. «Stiamo qui a chiacchierare e a scambiarci impressioni ed esperienze», spiega Lidya Nagorna, cittadina ucraina, da diversi anni nell’isola e sposata con un sardo. «Purtroppo la crisi ha colpito molti pensionati che han-

no dovuto rinunciare alla nostra collaborazione», continua con triste rassegnazione. «Tante di noi sono senza lavoro e incontrarci in questa piazza è anche un’occasione per sapere se ci sono nuove opportunità di impiego e per darci sostegno a vicenda». ’è poco da festeggiare, dunque. Al prossimo anno, come tanti sardi, anche le badanti ucraine chiederanno un lavoro. Il capodanno lo trascorreranno in casa, coi loro vecchietti o in piccoli gruppi, aspettando la vera festa del Natale ortodosso: il 6 di gennaio, l’Epifania.

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Gli immiIdiFilippini. grati residenti in città gran lunga più numerosi sono i Filippini. Oltre 1.200 persone che, uomi-

Preghiera collettiva in Via del Collegio


ni e donne, lavorano per lo più come collaboratori domestici nelle case del capoluogo. Il loro quartiere è Villanova. La piazza dove spesso si incontra la comunità cagliaritana è quella di San Giacomo. Villanova è uno di rioni storici cittadini, collega la vecchia Cagliari al quartiere di San Benedetto. Quest’ultimo, il più popoloso della città, è abitato da famiglie ed anziani che sono i datori di lavoro dei Filippini. Villanova, con le sue case basse e le viuzze strette, garantisce, quindi, alla comunità asiatica numerose abitazioni a buon mercato e una posizione strategica. ono ben integrati in città, anche grazie al fatto che, essendo di religione cattolica, tradizioni e riti li accomunano al resto della popolazione. Coloro che non saranno in

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servizio durante uno dei tanti cenoni festeggeranno il Capodanno in casa e, come tanti Cagliaritani, andranno alla rituale messa di mezzanotte. Dopo Filippini Isi Cinesi. ed Ucraini sono i Cinei più numerosi in città.

La loro è una comunità chiusa. Pochi contatti col resto della popolazione e molta diffidenza. A differenza degli altri stranieri, non hanno un loro quartiere di riferimento. Vivono vicino, e spesso presso, le numerose attività commerciali (abbigliamento e ristorazione) disseminate per tutta la città. uperfluo chiedere loro cosa faranno durante le feste e a Capodanno. Hong, piccola commessa di un grande negozio vicino al porto, risponde decisa: «Lavoriamo». Appunto, ovvio. 

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Foto tratta dal Calendario Sardegna - Sunu Gaal 2012 (Ph: Anna Cardia)

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CHI RIDE DI MENO

LE FESTE DEGLI INVISIBILI Chi scappa da mariti violenti o chi è dietro le sbarre. Ecco come passeranno questi giorni di festa chi sotto l’albero vorrebbe trovare la libertà. Senza dimenticare il gran lavoro della Caritas. di Michela Seu

poi c’è la festa per E chi non è che possa per-

mettersi di fare festa. Perché deve pagare con la reclusione gli errori commessi, o perché si trova in condizioni di indigenza tali da non possedere un letto dove dormire né un pasto caldo da consumare. Oppure perché, pur avendoli potuti avere, ha trovato il coraggio di lasciarsi tutto alle spalle: una bella casa, cibo prelibato, e insulti e percosse da parte del proprio marito. C’è anche tutto questo a Cagliari e nell’hinterland: Natale e Capodanno degli invisibili, ma che pure esistono, e che in qualche modo festeggeranno i prossimi giorni col sorriso nel cuore. arà così, per esempio per gli attuali tredici Sragazzi reclusi al carcere

diamo questa tradizione: – racconta il direttore del penitenziario Giuseppe Zoccheddu – il 24 sera, prima della cena, ci sarà una festa da ballo, con un dj reclutato dall’esterno. Alle 20 tutti a tavola per il cenone di Natale. A seguire, doneremo dei piccoli regali ai ragazzi. Due anni fa avevano ricevuto l’mp3, l’anno scorso un orologio Swatch: oggetti sempre molto graditi dai ragazzi. Il 25 dicembre, alle 10.30, sarà celebrata la Santa Messa, alla quale normalmente partecipano volontari ed esterni al carcere, seguita dal panettone e dal pranzo. Avverrà così anche per Capodanno”. Non solo: poiché saranno giorni di vacanza scolastica, il direttore e tutto lo staff di educatori e operatori ha organizzato diverse iniziative, come manifestazioni di judo, sbandieratori di Iglesias e l’appuntamento col coro polifonico di Monastir. “Non mancherà di certo il più tradizionale dei giochi natalizi, la tombolata – conclude Zoccheddu – con la quale, assieme a tutto il resto, cercheremo di alleviare le sofferenze dei minori costretti a trascorrere lontani dalle famiglie le feste in assoluto più sentite”.

minorile di Quartucciu. Soltanto uno di loro può usufruire del permesso premio e trascorrere qualche giorno di vacanza in famiglia, mentre tutti gli altri, per vari motivi, dovranno restare dietro le sbarre. Due di loro sono di religione musulmana, altri cinque ortodossi: poco importa, tuttavia, quando si tratarà festa anche in ta di fare festa. In che viale Fra Ignazio, nelmodo? “Ormai da una ventina d’anni traman- la sede operativa della

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Caritas. Qui vengono distribuiti ogni giorno oltre cinquecento pasti fra colazione, pranzo e cena: ovvero, si rivolgono alla mensa del Centro comunale di solidarietà Giovanni Paolo II circa 170 persone, per lo più uomini, settanta dei quali usufruiscono anche di un alloggio per dormire. Quasi l’80% degli ospiti, in controtendenza rispetto al resto d’Italia, sono sardi e non stranieri: i poveri, nell’isola, siamo noi. Non farà differenza sotto le feste, quando lunghe tavolate

profumeranno di malloreddus, agnello e dolce, come da tradizione, preparati da uno chef e da numerosi volontari. “Accade anche che qualche ente offra il pranzo per i nostri ospiti – spiega entusiasta Don Marco Lai, direttore della Caritas – come la Saras di Sarroch, che offre tutti gli ingredienti per il pranzo di Natale. Per Capodanno invece è la Ferrovia dello Stato a mettere a disposizione cibo e mensa, quella del dopo lavoro ferroviario”. Il numero dei poveri che


pag. 11 si rivolgono alla Caritas è in continua crescita: si tratta di anziani con reddito troppo basso, di persone disagiate, ma anche di padri separati, che sebbene percepiscano uno stipendio, lo devono impegnare per gli alimenti di moglie e figli. “Per questo invitiamo la popolazione a partecipare alle nostre collette alimentari: le prossime avverranno in alcune catene di distribuzione durante i primi dieci giorni dell’anno”. Accanto al volontariato Caritas c’è, come ogni anno, il Mi-

racolo di Natale, giunto ormai alla quindicesima edizione. Promosso dal conduttore televisivo Gennaro Longobardi, l’evento ha richiamato anche quest’anno l’attenzione di centinaia di generosi, compresa la comunità dei cinesi: le scalinate della Basilica di Bonaria il 20 dicembre erano colme di buste con giocattoli e cibo. Saranno devolute al Centro Diocesano di via Po che provvederà a distribuirle alle famiglie meno abbienti. “Una lunga scalinata ricca di olio, pasta,

caffè, giocattoli: – commenta Longobardi – è questo il miracolo più bello per ogni Natale”.

cominciare una nuova vita. Per questo le feste per loro sono molto dolorose: “Abbiamo deciso di non festeggiare, ’è, infine, chi non di trascorrere le cene festeggerà. Sono e i pranzi nella maniera tre delle trenta donne più normale possibile. – ospiti dell’associazione racconta una di loro – I onlus Donne al Traguar- miei tre figli trascorredo: non sono richiedenti ranno le vacanze col asilo oppure straniere padre, perché vorrei condannate ai domicilia- che almeno loro non ri. Sono donne e madri risentissero troppo di sarde, costrette a vive- questo disagio. Per noi, re in una casa segreta senza familiari e senza dopo avere scelto di de- figli, è terribile”. Sarannunciare i propri mariti no comunque motivo di per le violenze subite. riflessioni, di scambi e di Che ora provano a ri- sorrisi.

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Scorte di cibo nei magazzini della Caritas


BRINDISI IN TEMPI DI CRISI

CAPODANNO LOW COST Addio cifre folli per l’ultimo dell’anno salgono sul palco gli artisti sardi. È il capodanno diffuso: sobrio, parsimonioso ma non per questo meno caratteristico. di Maria Grazia Pusceddu

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arà un Capodanno di rottura quello che verrà organizzato a Cagliari per salutare l’arrivo del 2012. Il budget, come illustrato nel bando del Comune, sarà di 50 mila euro tutto compreso, il più basso degli ultimi dieci anni; specchio della crisi che attanaglia non solo i cagliaritani ma il mondo intero. Non ci saranno quindi i “grandi nomi” del passato ma sarà un Capodanno “diffuso” che permetterà ai cagliaritani di brindare al 2012 nei luoghi più caratteristi-

ci della città. “Se anche ci fossero stati i soldi – ha dichiarato l’assessore alle Attività produttive e al Turismo, Barbara Argiolas – avremmo comunque fatto una scelta di rottura rispetto al passato in modo da vivere la città non in un unico punto ma nei suoi spazi più belli”. Il Municipio ha scelto infatti cinque “piazze” in cui far festa: il Bastione di Santa Croce, Corso Vittorio Emanuele, Piazza Yenne, il Quartiere Marina e Via Roma. “Sarà un Capodanno senza grandi nomi – ha aggiunto l’assessore Argiolas – ma che vedrà comunque gruppi sardi molto amati esibirsi nelle piazze”. Il tema che

dovrà guidare i festeggiamenti per il nuovo anno sarà l’intreccio tra culture e identità diverse.

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e associazioni. Sono 42 i progetti arrivati al Comune da parte di numerose associazioni cagliaritane che con i contributi previsti dal bando vogliono organizzare concerti, rappresentazioni teatrali e un dj set per festeggiare il Capodanno. “Abbiamo avuto – ha detto l’assessore Argiolas – una grande manifestazione d’interesse da parte dei cittadini e i numerosi progetti ricevuti dimostrano come le associazioni siano molto vicine alle

molteplici identità culturali presenti in città”. Due di queste sono“Roots” e “Abrèschida” che, già prima della pubblicazione del bando, avevano presentato all’assessorato delle Attività produttive un progetto che poi si è rivelato in linea con quello proposto dall’amministrazione comunale. “Già alcuni mesi fa – ha dichiarato Alessio Mura, presidente della “Roots” – avevamo avanzato il progetto di un Capodanno alternativo non basato sul “grande nome” ma sulla presenza di artisti sardi conosciuti anche fuori dall’Isola e di un tipo di musica di matrice culturale sarda e allo stesso tempo

Fuochi d’artificio durante un Capodanno cagliaritano


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multietnica”. Il loro primo obiettivo è infatti quello di valorizzare le produzioni sarde di qualità, in particolare quelle legate alla musica indipendente.

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grandi nomi del passato. Dopo più di dieci anni spariscono quindi i “grandi nomi” ospitati a Cagliari per festeggiare il Capodanno. Il budget messo a disposizione quest’anno è infatti circa un terzo rispetto a quelli dell’ultimo decennio. Gli si avvicina soltanto quello del 2004 che è stato però di 170 mila euro e al posto del solito “superospite” ha visto sul palco Michel Menin, funambolo francese. Ma questa è stata soltanto un’eccezione visto che per tutti gli altri anni si sono susseguiti sul palco cagliaritano grandi artisti del panorama musicale italiano. Nel 2000 Max Pezzali e Umberto

Smaila hanno portato in via Roma 120 mila persone. L’anno successivo è la volta dei Lunapop, guidati da Cesare Cremonini, costati al Comune 500 milioni di lire. Il 2002 tocca a Zucchero e Lapola apprezzati da più di 120 mila persone. Nel 2003 arriva, invece, Giorgia seguita da più di 80 mila persone. Negli anni successivi al 2004 si alternano altri grandi nomi del calibro di Claudio Baglioni, Andrea Parodi e Mango, protagonista del Capodanno dello scorso anno. Ma la svolta arriva già nel 2007 quando viene sperimentato per la prima volta a Cagliari il “Capodanno diffuso” tornato poi a grande richiesta quest’anno.

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o “sveglione” del Primo dell’anno. Cosa c’è di meglio poi, dopo i bagordi della notte di Capodanno, di una

passeggiata all’insegna della natura e della salute? L’appuntamento è per il primo gennaio alle 9.30 a Calamosca dove diverse associazioni ambientaliste hanno organizzato per il settimo anno consecutivo lo “Sveglione 2012”. Il programma prevede di salire a piedi fino alla sommità della Sella del Diavolo, a quota 138 metri. In cima, di fronte ad un panorama mozzafiato, si brinderà e ci si scambieranno gli auguri. “È un’occasione per

incontrarsi e stare insieme - ha detto Angelo Pili, presidente dell’associazione Aloe Felice – oltre che per affrontare l’inizio del nuovo anno con positività”. L’invito è naturalmente rivolto a tutti e la partecipazione è a offerta libera. “Con i soldi raccolti – ha aggiunto Pili – ci piacerebbe acquistare un terreno per coltivare piante officinali tra cui l’aloe che da il nome alla nostra associazione”. 


LA CITTÀ DEGLI EROI

Cagliari è piena di eroi, solo che non sanno di esserlo. Per questo nasce “la città degli eroi”, una rubrica dove non troverete i soliti vip luccicosi per eccesso di Photoshop, ma le storie di quelle persone vere, che tutti dovrebbero conoscere, perché fanno di Cagliari una città migliore. Noi vogliamo dare spazio a queste persone, ringraziarle tutte perché sono degli esempi. Se anche tu hai la storia di un eroe da raccontare, mandaci la tua segnalazione. redazione@cagliaripad.it Una vita dedicata ai bambini Il Dott. Zanda racconta quanto sono “eccezionali” i suoi pazienti

Una vita dedicata ai poveri: Anna Luciani Espa

Maurizio Zanda è un pediatra che ormai da più di vent’anni si occupa di fibrosi cistica nella Divisione Pediatrica dell’Ospedale Brotzu dove esiste proprio un Centro regionale per questa malattia. Al suo interno sono seguiti circa 110 pazienti; il più piccolo dei quali ha circa 2 mesi, il più grande oltre 50, circa la metà di loro ha più di 18 anni. La fibrosi cistica è una malattia genetica, trasmessa dai genitori che spesso non sanno di essere portatori sani. Fino a 30 - 40 anni fa era una malattia soltanto pediatrica in quanto i pazienti non superavano spesso l’età scolare. Oggi invece la ricerca con il miglioramento delle terapie ha permesso una più lunga aspettativa di vita. “Mi colpisce – ha dichiarato il Dott. Zanda – come questi pazienti, pur avendo una vita diversa dalla nostra per via delle continue cure a cui sono sottoposti, conducono un’esistenza normale: vanno a scuola, si sposano, addirittura alcuni di loro hanno anche avuto dei figli”. Oggi la ricerca continua a fare passi avanti; un’ulteriore speranza è infatti data dalla possibilità di fare un trapianto polmonare, una strada non semplice da seguire che, però, se riesce aumenta ulteriormente la vita di questi pazienti. Dalle parole del Dott. Zanda si capisce quanto sia importante per lui curare i suoi ragazzi: “Io non faccio nulla di eccezionale, questo è il mio lavoro – dice – mi occupo a tempo pieno di questi giovani e sono loro che trasmettono veramente qualcosa di eccezionale a noi attraverso il loro modo di essere e di vivere”. La speranza rimane comunque quella di arrivare a guarire ma soprattutto a curare questa malattia che ancora oggi segna il destino di troppe persone, in particolare di molti bambini.

Non basta amare il prossimo per essere un buon volontario. Sono necessarie motivazioni profonde, capacità di relazione, creatività, sensibilità, coraggio e resistenza. Anna Luciani Espa lo sa bene: donna forte ed instancabile, da trent’anni dirige il Centro Diocesano di Assistenza a Cagliari. Un volontariato di derivazione religiosa il suo, che spesso rappresenta l’ultimo salvagente a cui aggrapparsi per migliaia di disperati. Il centro, che ha sede in via Po, si occupa di distribuire cibo, medicine, vestiario, materassi, reti, giocattoli, ausili per invalidi: abitualmente assiste oltre tremila famiglie della città. Chiunque si trovi in difficoltà economiche può contare sull’ausilio della signora Luciani. La Comunità Europea fornisce all’associazione qualche genere alimentare di prima necessità e pochi capi d’abbigliamento. Quindi rappresenta solo un piccolo aiuto, poi ci si affida totalmente alla manodopera di circa trenta volontari, tra cui anche medici e farmacisti. E prima tra tutti proprio Anna Luciani Espa, che collabora attivamente mettendo a disposizione la sua esperienza e la sua professionalità. Altruismo si e guadagno no. E non si tratta di un’attività che occupa il tempo libero, bensì di un lavoro costante con la consapevolezza che, unito a quello altrui, costituisce un valore sociale. Si capisce maggiormente l’importanza di questo impegno se si considera che, negli ultimi dieci anni, Cagliari è stata protagonista del processo di aumento di povertà ed emarginazione causato dalla grave crisi economica e sociale che ha investito il nostro Paese. La signora Luciani offre ai meno fortunati un validissimo sostegno, perché per lei il volontariato è una vocazione e, soprattutto, è più importante donare che ricevere.

a cura di Maria Grazia Pusceddu

a cura di Laura Puddu


LAST NEWS

È ACCADUTO IN CITTÀ a cura di Guido Garau

Arrestato imprenditore, applicava tassi di usura del 120 per cento

Buoncammino, 62 suicidi in cella, ultimo un ragazzo algerino Feres Chabachb, 25 anni, algerino, si è impiccato nella propria cella del centro clinico del carcere Buoncammino, Cagliari. Poche ore prima aveva assistito alla visita del ministro della Giustizia, Paola Severino, e del Capo del Dipartimento, Franco Ionta. Nel corso della visita il ministro aveva sottolineato che “il suicidio di un detenuto rappresenta un fallimento per tutta la società, per la famiglia, per la scuola, per il carcere e le istituzioni”. “Il totale naziona-

Seimila persone in piazza a Cagliari contro il governo Seimila persone sotto le bandiere di Cgil, Cisl e Uil sono scese in piazza a Cagliari per protestare contro la manovra economica e finanziaria del governo Monti. I manifestanti che hanno aderito alle tre ore di sciopero indetto dai sindacati si sono ritrovate in piazza del Carmine, davanti al Palazzo del Governo. Da qui un corteo rumoroso con striscioni e fischietti si è diretto verso viale Bonaria dove, di fronte alla sede della Rai Regionale, è stato attuato un presidio e un volantinaggio. I sindacati unitari hanno dato un parere negativo sulla

le dei suicidi in cella sale a 62”, spiega il segretario generale della Uil penitenziari, Eugenio Sarno, ricordando le condizioni inadeguate di Buoncammino: “Più volte abbiamo segnalato come l’Istituto non sia in grado di tollerare una grave situazione di sovraffollamento. A Buoncammino sono presenti 540 detenuti, a fronte di una capienza di 324 (67 per cento indice di affollamento). Ad aggravare la situazione lo stato di degrado della struttura e la carenza organica del personale di Polizia penitenziaria che ha 54 unità in meno rispetto alla tabella decretata”.

manovra, definita iniqua nei tagli alla spesa pubblica. “E’ ingiusta e inadeguata e non coglie le esigenze di un rilancio dello sviluppo e occupazione in una regione, come la Sardegna, che sta sprofondando, più di altre, sotto i colpi della crisi - ha sottolineato Medde, segretario generale Cisl sarda - colpisce i redditi più bassi, interviene in modo pesante sulle pensioni, non si parla di tassare i grandi patrimoni immobiliari, né di intervenire per limitare gli sprechi della politica, insomma a pagare sono lavoratori e o pensionati”.

Un imprenditore sardo trapiantato in Lombardia, C.L., di 68 anni, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza per i reati di usura, estorsione e esercizio abusivo di attività finanziarie. L’arresto è stato eseguito ieri su provvedimento di custodia cautelare in carcere a conclusione di una indagine cominciata un anno e mezzo fa dopo la denuncia di un debitore. L’uomo era titolare di una agenzia di servizi con sede a Milano e filiale a

Siamanna, il paese di origine della moglie e dichiarava un reddito inferiore ai diecimila euro all’anno. Le indagini hanno permesso, invece, di accertare che praticava tassi di usura fino al 120% all’anno nei confronti di imprenditori in difficoltà che si rivolgevano a lui attraverso intermediari la cui posizione ora dovrà esser valuta. I casi accertati sono una settantina solo in Sardegna. Negli ultimi cinque anni l’uomo aveva “fatturato” almeno due milioni e mezzo di euro sui quali non ha pagato mai le tasse.

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azione noGalsi: manifest ri gasdotto a Caglia

Riscuoteva la pensione della suocera morta, denunciato ‘’L’ho fatto per bisogno’’. Con questa la giustificazione, data ai carabinieri che lo interrogavano, un uomo di 69 anni ha provato a spiegare perché, che dal 2003 al 200, ha riscosso la pensione della suocera, morta il 30 maggio 2003. La vicenda è stata scoperta dai militari della Stazione

di San Bartolomeo dopo una denuncia presentata dalla direzione Inpdap di Cagliari. Il genero, utilizzando la delega che gli era stata concessa, non aveva segnalato il decesso della suocera e fino al settembre 2007 avrebbe continuato a riscuotere indebitamente la pensione, appropriandosi complessivamente di 40mila euro.


SAN SILVESTRO A LAVORO

CHI LAVORA A CAPODANNO LAVORA TUTTO L’ANNO (MAGARI) Baristi, camerieri, medici. Ecco chi non si prenderà nemmeno un minuto di pausa di Guido Garau

rrivano le feA ste: ecco chi per contratto sarà in servi-

zio e chi invece farà fortuna. icola M., monserratino, N ha 28 anni, un diploma da ragioniere appeso alla

parete e una patente da cameriere acquisita sul campo in due lustri di lavori stagionali. Aspetta Natale e Capodanno, ma non per festeggiare. Le occasioni per fare due spicci in tempo di crisi, infatti, scarseggiano, ma durante le vacanze c’è sempre da lavorare. Sarà lavapiatti aggiunto per tutte le cene da qui a San Silvestro, poi tornerà a casa, con un gruzzoletto in tasca, ad aspettare qualcosa: un impiego in Sardegna, spera, o una nuova chiamata part time da Cortina, Folgarida, Rimini o Riccione. O chissà, da Dubai.

la o per scelta, infatti, la vita non si ferma mai. E per uno che si appresta finalmente a staccare la spina dopo un anno intenso, o a prendersi una pausa sperando in una svolta (i migliori propositi, si sa, si rimandano all’anno nuovo), ce n’è un altro che comincia a mettersi in moto proprio ora.

Pagina Facebook di Quelli che... a Capodanno devono lavorare!!!

talizia che da la giusta carica di energia. Le occasioni che si prospettano sono molte. Ecco alcune delle figure professionali ricercate.

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ameriere. Manuel R. è un 23enne, studia economia aziendale e ogni rancesca V., cagliaritaanno a Capodanno lavora. na di 34 anni, medico rendiamo i lavoratori Solo per soldi? “Sicuramenda sei, trascorrerà le feste precari o i disoccupati. te il compenso è impornell’ambulatorio di una guardia medica. “Ci sono Il Capodanno, come le fe- tante” spiega “ma questo abituata, è il mio lavoro”, ste natalizie, oltre a essere lavoro permette anche di dice. E’ il prezzo da pagare un’occasione per trascor- conoscere un gran numeper una professione che rere una serata e giornata ro di persone, di entrare non lascia spazio alle ri- in compagnia della propria in contatto con ambienti e correnze: il dottore, si sa, è famiglia e degli amici, è an- situazioni diverse, a seconl’unico paziente che non si che un’opportunità per da del lavoro che si trova può mai ammalare. Nicola trovare lavoro e recupera- da fare”. Anche Laura G., e Francesca sono due delle re parte dei soldi spesi per disoccupata da un anno tante persone che durante sostenere i regali natalizi. (lavorava in un supermerGeneralmente nel periodo cato che ha recentemente le feste lavoreranno. on sono amici, ma sono natalizio le paghe sono an- ridotto il personale, causa affratellati da questa che più alte a fronte di un crisi) lavorerà al bancone di incombenza che ti acco- impegno richiesto enorme, un bar: “Mi sono organizmuna come un marchio, un ma si ha la fortuna di poter zata per tempo” racconta piercing o un tatuaggio. E lavorare in un ambiente fe- “informandomi sul lavoro non sono gli unici. A marol- stoso e con l’atmosfera na- disponibile per Capodanno

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fin da ottobre. Adesso sto già programmando la mia ’stagione estiva’ lavorativa da qui a settembre”. stagionali richiesti in Ibrelavori questo spicchio di dicemsono a volte singolari. Basta dare uno sguardo alle varie bacheche di annunci su Internet per avere un’idea, e magari sorriderne. Ci sono centri commerciali che cercano ragazzi disposti a travestirsi da Winnie the Pooh o da Babbo Natale, ristoratori alla ricerca di animatori, speaker e tecnici del suono, associazioni e Comuni interessati ad assumere musicisti, cantanti di karaoke e giocolieri, famiglie alla ricerca di baby sitter dell’ultim’ora, magari con una laurea in pedagogia e un corso di magia da esibire alla bisogna, grandi catene di distribuzione che cercano hostess e promo-


pag. 17 ter, possibilmente di bella presenza, agenzie turistiche che vogliono subito guide laureate, conoscitrici di due o più lingue, che magari facciano pure da autisti alla bisogna. E poi le immancabili escort, che on line, per pudore e ipocrisia, si chiamano accompagnatrici: donne disposte a stare accanto a facoltosi e insulsi uomini soli, in cambio di un pugno di sporchi denari.

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’è poi chi ha la fortuna di avere un lavoro (più o meno) fisso: se a tempo determinato, si sentirà quasi costretto a lavorare ogni giorno. Se a tempo indeterminato probabilmente si starà apprestando a stabilire, tramite estenuanti discussioni con i colleghi, quale dei giorni festivi spetti all’uno o all’altro. Lavoreranno di sicuro i vigili urbani (in città sempre

più vigili, e inflessibili, con le auto in sosta in cerca del regalo dell’ultim’ora); gli operatori di call center (“c’è chi ha chiamato l’ultimo dell’anno a mezzanotte per discutere i dettagli di una fattura”, racconta Carlo P., ex dipendente di H3G); i giornalisti, che ormai non sanno più nemmeno distinguere i giorni l’uno dall’altro, convinti come sono che la vita sia scandita dalle riunioni di redazione; gli infermieri, i medici e i veterinari, i baristi, gli autisti degli autobus e dei treni, poliziotti e carabinieri… Per non dire degli idraulici (quando, se non alla mezzanotte del 31, si rompe la caldaia?) capire quanti mondi Pa ergirano attorno al lavoro Capodanno e dintorni

basti pensare che su Facebook, il pianeta virtuale che tutti da qualche anno

abitiamo, sono comparsi ben tre gruppi. Il primo: “Quelli che… a Capodanno vogliono lavorare perché si guadagna bene”. Il secondo: “Quelli che... a Capodanno devono lavorare!”, e basta. In mezzo “Quelli che quelli che capodanno lo passeranno a lavorare!” dicitura generica che raggruppa tutti, i forzati della busta paga e gli entusiastici stakanovi-

sti. I commenti postati nel social network servono a rafforzare il principio del mal comune mezzo gaudio: “Sono un turnista in centrale termoelettrica, chi mi fa compagnia?” dice il primo; risponde un medico: “Io farò 46 ore in guardia medica...dal 31 fino al 2! Speriamo che nessuno si ammali”. Già. Auguri a tutti. 

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Menù Capodanno Primi Ravioli al sugo vellutato, trofie con arselle e bottarga, pennette al salmone Secondi di carne Maialetto arrosto, cinghiale in umido Secondi di pesce Gamberoni

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IL CASTEDDAIO

NONNI DI CAMPAGNA VS NONNI DI CITTÀ Le differenze son tante ma la missione è una sola: essere nonni. di Alessandra Ghiani

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i sono delle persone nella vita di ognuno di noi che rivestono un’importanza fondamentale e condizionano gran parte dei nostri gesti. ono coloro che hanno Smamma badato a noi mentre e papà andavano

a lavoro, quelli che non ci hanno mai sgridato e che ci hanno raccontato della guerra. Con rughe e capelli bianchi o ancora belli freschi, curvi su un bastone o ancora pronti a pedalare in bicicletta, sono i nonni, quelle figure la cui presen-

za diamo per scontata ma che prima o dopo, purtroppo, ci lasciano soltanto il loro ricordo.

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arlarne in questa rubrica non sarà un semplice osservarli nelle loro abitudini ma un ricordarli per come erano e come li abbiamo vissuti, omaggiarli per il ruolo fondamentale che hanno, o hanno avuto, nella nostra esistenza, con le loro amorevoli attenzioni ma anche nelle loro stranezze o stramberie. Per qualsiasi descrizione che potrà (del tutto involontariamente) apparire un po’ irriverente ci vorranno perdonare pensando che li guardiamo e li ricordiamo sempre con occhi innamorati di nipoti riconoscenti.

rrivare in città da un A paesino di provincia significa constatare la varietà del mondo, l’abbiamo capito. Abitudini diverse, con ritmi diversi e soprattutto mentalità diverse. Anche se poi ogni quartiere costituisce un piccolo paesino in cui tutti si conoscono e si danno una mano, non è difficile accorgersi delle differenze che in alcuni casi sono davvero evidenti.

na di queste è ben rapU presentata dai nonni quelli di un tempo che oggi sono più vicini ai 100 che ai 50 anni - che hanno sviluppato caratteristiche peculiari a seconda dell’ambiente in cui sono cresciuti e hanno vissuto.

da vistosi cappelli altre da cuffiette di lana sbuffate su un lato. Hanno sempre il rossettino color arancio sulle labbra e l’ombretto blu sulle palpebre, la borsetta abbinata alle scarpe e il capotto col collo in pelliccia. Profumano di creme da signora, parlano rigorosamente in italiano e si incontrano tra amiche per andare al centro sociale o alle associazioni di volontariato.

e nonne di città per Lerano esempio, che quando e nonne di paese invece giovani lavoravano Lvanno sempre a piedi alle Poste, erano maestre o col carrellino della spesa

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casalinghe, le vediamo andare in giro in auto anche ad ottant’anni. Fanno la spesa all’Auchan, son tutte alte e snelle con i loro capelli perfettamente tinti e in piega, a volte coperti

o con i bustoni in mano, sono spesso paffute e con le braccia diventate forzute per il lavoro sui campi, portano la crocchia che, sciolta, mostra capelli bianchi candidi e lunghissimi.

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Un nonno alla guida


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Una nonna “informatizzata”

Sono tutte acqua e sapone e hanno a volte qualche pelo sul mento, vestono dei gonnelloni lunghi lunghi e scuri, portano lo scialle sulle spalle e il fazzoletto in testa. Il loro profumo è quello di menta e basilico, se provano a parlare in italiano pronunciano frasi del tipo “Cosa stai a fare?” e incontrano le amiche solo quando vanno a fare la spesa al mercato o sotto casa davanti al camion dell’arrotino. nche il rapporto con A i nipotini è diverso: i nonni di Cagliari li portano

al cinema, al parco, al Mc Donald’s e al Cavalluccio Marino. Parlano liberamente di cose da giovani, si chiamano tra loro al cellulare e per la merenda mettono i popcorn nel microonde o la pizza nel forno. Raccontano della prima automobile arrivata in città e di quando avevano il casotto al Poetto.

paese è un po’ diverso: Iconni nonni giocano in cortile i nipotini, gli insegnano a piantare un semino nella terra e ad innaffiare con la pompa di gomma. Non hanno la minima idea di cosa sia un Nintendo e chiamano il cellulare “celluleddu”. Per le feste regalano sempre i soldi dentro le bustine di carta e ogni tanto, quando si va a trovarli, danno le monetine da due euro per le caramelle con-

vinti che con quel soldino si possano ancora comprare un sacco di cose. Per la merenda propongono ancora il latte con i biscotti o due fette di civraxiu con la mortadella. Tempo fa preparavano le fette di pane cosparse di zucchero che si mangiavano mentre in tv girava la ruota di Mike. Raccontano di quando avevano i buoi col carretto o quando si alzavano alle 4

del mattino per iniziare a lavorare. confronto due modi A e due mondi molto diversi, c’è chi dice sia più stimolante uno o più salutare l’altro, la verità è che i vecchi nonni di paese sono ormai quasi tutti scomparsi per lasciare spazio a quelli della nuova generazione che sono sempre più somiglianti ai colleghi

di città. La verità è che non ci sono differenze per i nipoti che li adorano e che stanno bene con loro tanto a Cagliari quanto in provincia. Peccato solo che, quando si diventa grandi, il rimpianto è sempre e solo uno: quello di non aver passato con loro tutto il tempo che avremmo potuto. a.ghiani@cagliaripad.it


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COLPI DI PENNA

AMERICANATE ricercatori hanno prima diviso immi cosa studi e ti dirò D di dove sei. Non è il nuovo Iil campionario in due categoslogan di un avveniristico psi- rie: chi ama bere e chi non ama cologo che cerca di studiare le nostre abitudini ma l’idea che m’è venuta surfando tra le tante ricerche di cui si legge sul web. Mentre in Italia si cerca di capire quale sia il supermercato meno caro, come scegliere gli astici per il giorno di Natale, come classificare la qualità del latte, in America si scopre inequivocabilmente, grazie al Journal of Labour Research - che ha evidentemente fondi in avanzo - che bere e guadagnare sono un’unione perfetta.

bere. Le donne facenti parte della prima categoria erano poche e squattrinate, perciò non sono state nemmeno prese in considerazione.

uccessivamente, sono stati S paragonati gli introiti dei beoni con quelli degli astemi, e ci si è resi conto che i primi hanno stipendi generalmente più alti dei secondi. Fra gli ubriaconi, pardon, fra coloro che amano bere, si sono esclusi quelli che bevono a casa e hanno lo stipendio basso.

rocedendo con l’analisi del u un nutrito e vario campioS ne di persone è stata fatta Pcampione di chi ama bere, si è una ricerca i cui dati, elaborati scoperto che chi beve in compadall’ultimo modello del Computer Kid della Clementoni (per bambini fino agli 8 anni), hanno permesso di giungere alla conclusione che assumere costantemente dosi di alcool (circa 35 bicchieri di vino a settimana, dose considerata moderata) consente di guadagnare stipendi più elevati. Ovviamente questa regola è valida solo per gli uomini.

gnia, ed è quindi un frequentatore assiduo di quegli economici ritrovi post lavorativi americani noti come happy hours nei quali un calice di vino costa 20$, guadagna più soldi, mentre chi beve da solo a casa ed è un fan del Tavernello americano è un povero pezzente.

sintesi, i dati di questa streInpitosa ricerca hanno condotto

alla strabiliante scoperta che chi beve Champagne in compagnia è più ricco di chi si fa un Parteolla a casa. Detto in americanese però suona così: bere in compagnia aiuta a stimolare le relazioni sociali, ed è foriero di lauti guadagni in ambito lavorativo.

Assolutamente geniale. ome a dire che, analizzando C un campione a caso di persone, potremmo rilevare e rivelare che chi veste Armani o Valentino ha lo stipendio mediamente più alto di chi indossa esclusivamente abiti cinesi, o che chi va in vacanza alle Seychelles è più ricco di chi si fa il uicchénd a Torre Grande. Non fa una piega. lla luce di tutto questo, uno A studio di Altroconsumo (la rivista dei consumatori) che rivela quanti piselli sono presenti nel ripieno dei ravioli Gioiaverde di Giovanni Rana, mi rende spaventosamente orgogliosa di essere italiana.

“La vista di un ubriaco è la miglior lezione di sobrietà” Proverbio popolare


SONO ARRIVATI... ...VENDESI e CAGLIARIpAD!

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CagliariPad 8