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PAROLE IN LIBERTA’ Piccola premessa. In questo diario vi sono raccolti diversi anni di ciò che ho scritto, è una summa di tutta la mia produzione fino al 16/04/2000. Il mio testamento degli anni ’90, di ciò che ho scritto negli anni ’90. Quindi il diario è inizialmente da considerarsi come una raccolta strutturata di testi, tematiche e logiche interiori ed esteriori del mio vissuto. Inoltre c’è da considerare che all’epoca avevo solo 14 anni e che quindi vi sono qui raccolti scritti dell’età anche di 12 anni. Insomma da considerare la precocità di queste visioni e tematiche.

1/3/2000 Ed ecco aperto un libro un pensiero critico va già a posarsi sul contenuto un po' alla Sgarbi ma con quella certa calma di Costanzo pronto a criticare a rifiutare a repellere ma anche ad accogliere, ad accettare, a capire. Un libro nuovo viene sempre giudicato dalle prime righe, se non sono belle si chiude il libro e chi si è visto si è visto, forse sbaglio? Si tende sempre a valutare il primo aspetto, non si va mai oltre, si rischia di diventare trasgressivi, dicono. Ci sono tanti motivi per cui si arriva ad aprire un libro di riflessioni, un diario, un romanzo, ecc.... Fra queste vi è la curiosità suscitata forse dal titolo del libro, dalla bella copertina, dal fatto che tutti lo comprano, dalla pubblicità che si è fatta...; oppure si conosce personalmente l'autore e allora si vuole approfondire la conoscenza e confermare un'idea negativa o positiva che si ha. Ad esempio tu, chiunque stia leggendo maschio o femmina, senza distinzione, perché hai aperto questo libro? Di certo non perché sai come scrivo. O mi conosci? Comunque mi presento: mi chiamo Filippo, ho 14 anni, mi piace scrivere anche se a volte vengo incompreso. Sono alto circa 1,80 cm., capelli lunghi (fra due o tre mesi mi arriveranno alle spalle, almeno che non li tagli prima) e tu chi sei? Sei forse quella ragazzina bionda che fa tanto impazzire Marco, oppure sei la professoressa Sidoli che sta leggendo questo libro? O magari sei tu Giulia piccola piccola davanti ad un libro per me così grande? Oppure non c'è nessuna che sta leggendo e le mie parola stanno guizzando nell'aria aspettando di essere afferrate e prese da qualcuno? Comunque io per qualcuno ho scritto: Potrei aver scritto solo per te, lettore. Potrei aver scritto per me stesso , Filippo. Potrei avere scritto per tutti, mondo. Potrei aver scritto per te, vento, affinché tu possa diffondere le mie parole, le mie idee, i miei pensieri con l'aria in tutto il mondo o nel mondo di almeno un cuore, perché si sa: ogni cuore ha il suo mondo. E conquistare un mondo, o meglio ancora il mondo di un cuore. Io sono partito per conquistare e se qualcuno è pronto a capirmi io sono pronto ad allearmi, alleanza di cuore, io dono a te parole, tu doni a me comprensione, noi insieme combattiamo le fobie, siano quest'ultime tue, di tutti o mie. 2/3/2000 Questo è il secondo giorno di questo diario e il primo con una mia poesia: MUSICA DAL CUORE La musica suona nella radio del mio essere con un piccolo problema alla quinta cassa. Vorrei ripararla ma ho poi paura di disfar tutto e non agisco. Se agisco ho paura di agire, se non agisco mi pento di non aver agito. Allora mi chiedo: è meglio agire con la paura di pentirsi,


o pentirsi con la paura di agire? Mi lascio trascinare da questa catena che non finisce scordandomi il perché dovevo agire e perché dovevo aver paura. Quando sarò abbastanza cosciente per decidere, avrò fatto il mio più grosso sbaglio perché sarà la mente a decidere e non il cuore. Perché esiste mente senza cuore e non sono io ed esiste cuore senza mente e non sono io. Perché esiste la mente, esiste il cuore ed esisto io. 3/3/2000 Ho pensato oggi che cosa fosse l'amore e ho cercato di dare quante più definizioni potevo: L'amore è come... Come un fuoco di passione intenerisce i sentimenti Come un invaghirsi capriccioso fa desiderare il fascino Come un voler bene affettuoso fa sentire l'amore Come un affezionarsi esaltatamente infatua con ardore Come amare con tutto il cuore, con tutta l'anima più che con gli occhi Come ardere d'amore Come averti per tesoro Come avvelenarsi per ossessione Come cara è l'idolatria Come erotico sia il sesso Come intima concordia Come un'estasiarsi d'entusiasmo Come timido attaccamento Come un'immaginabile ammirazione Come un tenero raddolcire Come un culto devoto che venera la dolcezza 4/3/2000 Accucciato sto con una scia di pioggia, intravedo un sospiro di un Io allo specchio è il riflesso di un finestrino. Fuori sta piovendo con ritmo cadenzato, ammiro chi sta li fuori a prender pioggia e di essa non ha paura perché il proprio orgoglio lo rassicura e io cerco una posizione ottimale nella quale mettermi ad osservare dal tram le anime vaganti nella mia finta universale tranquillità. 5/32000 Sono qui davanti a te o oscurità ti chiedo ti poter dormire fino alla prossima alba. Donami l'insonnia se merito il martirio ti donerò e renderò omaggio le mie poesie. Passeremo la notte insieme fino a quando arriverà la luce a prendere il dominio 6/3/2000 ASSAPORO IL LENTO TRASCORRERE DEL TEMPO IN UN VELOCE TURBINE DI ANIME INQUIETE IN CORSA. 7/3/2000


Ci sono certe notte dove non sai cosa fare e tutto ciò che hai da dire lo consumi in un bicchiere. Ci sono certe notti che vai in giro senza meta e senza un perché, aspettando che qualcosa accadrà, che qualcuno venga, che il giorno passi. Certe notti ti affacci alla finestre e trovi solo fugaci macchine, buio e solitudine. Certe notti ti chiudi nella tua stanza, accendi lo stereo e ti lasci andare questa è una di quelle notti. Faccio zapping con il telecomando e trovo solo programmi strani con donne nude che fanno cose depravate, c'è anche MTV con Pezzi e qualche canzone rock: Bluvertigo, Prozac +, Merylin Menson e altri, in giro un po' di film horror, nient'altro. Eppure la notte certe volte sembra tua madre, che lei ti capisce, che lei ti consola. A me piace la notte e mi ci trovo bene anche se alla notte a 14 anni non hai niente da fare. La notte è fatta per scrivere romanzi e per provare sensazioni nuove e diverse perché la notte è diversa: tutti cambian faccia, sono tutti diversi, sia gli uomini più bravi sia quelli più disonesti. La notte ha le sue tradizioni e i suoi dogmi la notte va capita. Ci sono molte realtà diverse dopo le 11 : gigolo, ballerine, ragazze truccatissime, moto anche loro truccate, concerti in giro, biro alla mano, pittori col pennello, cantanti con l'insonnia, genitori di figli discotecari preoccupati, figli senza genitori sotto a un ponte sconsolati ecc.... 8/3/2000 Oggi e l'otto marzo la festa nazionale femminile e tanti si affrettano a fare i regali: un orologio al quarzo, un diamante oppure una semplice mimosa accompagnata da un bacio. Una cosa che m'infastidisce sono i regali interessati, c'è infatti chi oggi approfitta di questa festa per portarsi a letto qualcuno. Come? Si è proprio così, c'è chi regala una mimosa alla fidanzata sperando accetti di fare l'amore. No l'amore in se non è una cosa brutta, assolutamente, anzi è un dono se fatto bene, una preziosità se raro, una cosa unica comunque. Ciò che rende l'amore disgustoso è il farlo solo per appagare i nostri istinti sessuali. Pensateci un attimo: l'amore si fa perché si vuole bene ad una persona, oppure per conoscerla meglio, lo si fa per appagare i desideri comuni non solo tuoi ma anche del partner, ma quando l'amore è solo una questione nostra dove il partner potrebbero essere chiunque fosse in grado di farci godere, ecco che l'amore diventa depravazione. Ma tornando all'otto marzo, quello del regalo interessato non è l'unica questione. Un'altra è che molti uomini venerano le donne solo questo giorno e gli altri giorni la donna è sì importante, ma diventa anche abitudine, e si perde tutto il romanticismo, l'amore. Io personalmente, non faccio regali l'otto marzo e penso che questo sia da osservare come un complimento perché rinuncio un giorno all'anno di amare la persona che amo, promettendomi e impegnandomi a mantenere vivo il mio amore tutti i giorni a seguire. In pratica faccio l'esatto contrario di quelli che fanno un regalo all'anno e "amano" una volta all'ano, poi gli altri giorni pensano di amare, ma un amore senza romanticismo, passione, intrigo, coinvolgimento, non è amore e torno a ripetere , questo per alcuni è presente solo nell'otto marzo o in qualche altra piccola festa. Voglio chiarire il discorso, perché so che adesso molti sono contrari a ciò che ho affermato: quanti dicono che solo una volta nell'anno è l'otto marzo? È' ovvio molto lo dicono ma non lo pensano, ma c'è anche chi lo pensa. 9/3/2000 Mamma mia bella gente! Voi non avete idea della giornata che ho vissuto oggi. Una di quelle giornate dove non rimane un buchino di tempo, zero come direbbero i Bluvertigo o Renato. Ma no voglio stare a descrivervi la giornata, immaginate una giornata impostata in questo modo: arte, sport, critica, amici, riflessioni, musica, gloria. Bene, ora l'intensità della giornata che avete immaginato elevatela alla seconda ed ecco vi avvicinereste forse alla giornata che ho vissuto. Bhe, allora? Mi chiederete. Abbiate solo un attimo di pazienza, prima voglio dirvi quali sono le sensazioni di una giornata come questa: La giornata che ho vissuto è come un albero cresciuto, che cresce e cresce e poi dona i suoi frutti. La giornata che ho vissuto voi la conoscete, è una di quelle che ve ne fa venir di sete, come quei


giorni d'estate solo che qui non c'è il sole. La giornata che ho vissuto è una giornata normale con la differenza però che il livello di euforia non era niente male. La giornata che ho vissuto mi piacerebbe ripeterla all'ennesima potenza, ma nella vita ci vuol pazienza. Trovo quindi giusto adesso avervi fatto capire, che di una giornata così io ne vado fiero, carpe diem ho raggiunto, il mio cuore ho seguito, dove volevo sono arrivato? Rimane una domanda: solo io? Perché non anche voi?

11/3/2000 Oggi mi sono fatto una domanda, una delle tante , tanto per farmi delle paranoie, per rimbambolarmi il cervello, per uccidere la noia semplicemente e farmene venire ancora di più. Ma no.... Stavo scherzando! La domanda è vera, ma il motivo per cui me la sono posta è perché confondo sempre questi due pensieri o per meglio dire emozioni o stati d'animo, chiamateli come volete. Quali due, a cosa mi riferisco vi chiederete? Nella vita sono le ossessioni che sono dei sogni o sono i sogni che sono delle ossessioni? Io ancora una risposta precisa non l'ho trovata, posso solo dire cosa sono per me le ossessioni e i sogni; l'ossessione secondo me è l'essere attratti morbosamente da una persona o da qualcosa , tanto che non ne riesci a fare a meno, diventa quasi come una malattia e soffri e disperi ma la tua mente ormai è lì, nessuno può distoglierla. Il sogno invece, secondo me, è un desiderio, come ad esempio vincere ad un concorso o fidanzarsi con la bionda che fa impazzire Iacopo. Ci sono tanti tipi di sogni, belli o brutti, poco intensi o molto intensi, fino a diventare delle ossessioni. Adesso è tardi, la mattina giunge e la mia mano non resiste più, continueremo il viaggio insieme domani, anche perché, altrimenti finireste per annoiarvi o con il non capirci niente. Per questo vi saluto e vi dedico una poesia che mi sto inventando adesso sulla notte: Il velo inebriante domina il presente con pace inquietante. C'è chi dorme, c'è chi scrive poesie, c'è chi afferra le parole dolci delle tue delle mie azioni. C'è chi agisce per vendetta, c'è chi agisce per amore io altro non faccio che offrirvi le mie parole. Dormite amici, dormite davvero e che il vostro più bel sogno possa diventare reale e sincero. 12/3/2000 LA MIA MENTE Ho percorso tutti i miei pensieri poi ne ho trovato uno, che mi sembrava vicino e a tratti lontano circondato da filosofie:


una sola in cui solo mi ritrovi e mi sembra che dove essa manca manchi il pensiero La mia mente ha una incomprensibile logicità. Se vieni travolto, diventi schiavo confuso e attratto con pensieri nobili e gesti troppo ipocriti per essere scambiati per veri. Come una tua fotocopia animata. Dalla tua concentrazione ogni ragione si scopre sia questa legata ad una morale o ad una concezione di vita. La mia mente che integra Vive ha una filosofia fatta tutta per me e alla mia vita concentrata. Se solo potessi essere sempre quello che sono. 13/3/2000 che noia ragazzi questa città! Qui a Reggio è tutto spento, sei infelice e non sai neanche il perché, vuoi tirarti su di morale e non c'è gente in giro, non si sa mai dove tira il vento, in un posto come questo: alcuni giorni bellissimi, altri una palla. No, non si può andare avanti così, troverò il modo di divertirmi, andrò a suonare da qualche parte, forse da Casoli. Anche lui forse ogni tanto si annoia e tu? Dai aggreghiamoci e distruggiamo tutta questa calma! Se ne siamo convinti, poi ci divertiremo e si respirerà aria nuova, l'aria di rinnovamento dove ognuno sa perché è contento. Ieri sera sono tornato a casa che erano le otto e già fuori non c'era "insieme", tutto dormiva come un ghiro, non c'era gente per strada. Il mio motorino andava e io non volevo fermarlo, perché io e lui seguivamo la strada per trovare un posto migliore. 14/3/2000 Mi sono affacciato alla finestra ed ho visto un bambino che correva nel prato, quel prato era variopinto, una confusione di colori che mi confondevano i pensieri, ho pensato in quel momento che quella scena assomigliava metaforicamente ad un ragazzo che correva nella vita, quella vita era piena di sentimenti, una confusione di sentimenti che gli confondevano il cuore, ho visto poi che quest'altra scena era simile ad un bambino, che nasceva in un posto pieno di persone. Quel posto era


confuso dalle persone, e quest'ultime confuse dai sentimenti. Ho scoperto poi che queste erano le metafore della mia vita. 15/3/2000 Stavo facendo un discorso poco fa, con l'Alice, sul problema che poi non è un problema, dell'esser gay. L'essere gay sembra l'esser diverso per molti di noi. Non accettiamo la realtà. Colleghiamo problemi sociali ai ricchioni dicendo: "poverini, sicuramente avranno avuto un brutto passato". Come se una persona etera non abbia mai avuto problemi. Come se per amare una persona del proprio sesso bisogna per forza "stare male" o essere "stati male". Io considero i gay persone normali, anche se a volte li sfotto. Forse anch'io non accetto la diversità, anche se lo riconosco. Mi sembra inconcepibile e assurdo amare uno stesso sesso. Altre volte mi appare una cosa normale, molte altre volte. Spero che gay non sia sinonimo di problema. Gay: "parlo a voi , comunque, uscite allo scoperto! Fatevi sentire ! chiunque e qualunque io sia, etero o non, drogato o non, maschilista o non, una cosa sostengo: se ciò che si fa, lo si fa perché si è convinti, nella testa e nel cuore, allora non si è mai vinti, ma vincitori. Non so realmente, ma almeno dentro di noi, un qualcosa è vero. Ma quanto è grande quel qualcosa ? Forse abbastanza per cambiare il mondo." 16/3/2000 VIAGGIO PSICO-VITALE Il viaggio incomincia e il respiro ancor non circola la mente non conosce e quindi non esprime. Si instaurerà in seguito un rapporto tra: fantasia pseudo-momentanea agitazione psico-frenetica. Si parte dimenticando e nella realtà quotidiana l'opposto. Vi è capitato di scordarvi che cosa stavate cercando? A me sì e ricordo solo a volte cosa cerco, ricordando solo a volte da dove vengo. Ricordate la provenienza, l'inizio? Non si posson fare affermazioni sulla fine se non si conosce l'inizio Ricordate l'inizio del viaggio? Si parte per dimenticare o per imparare o per esplorare o per conoscere


o per raggiungere o per visitare o per il gusto di viaggiare oppure si parte e basta come quando non conosci il futuro ma lo cerchi. 17/3/2000 Oggi Stefano, un mio ex compagno delle medie, mi ha chiesto come vorrei essere e la prima cosa che gli ho risposto è stata: "come questa casa distesa nelle sue mura bianche". Stefano mi aveva capito perché poi ha ribattuto: "sono d'accordo con te, infatti io vorrei essere come questo bicchiere avvolto nei suoi riflessi trasparenti." Aveva colto in pieno il significato delle mie parole. Poi mi ha chiesto: "se avresti la possibilità di essere un'anima che anima vorresti essere?" e io: "mi piacerebbe essere come la mia anima avvolta dal mio corpo "bianco"." Ha fatto un sorriso e ha aggiunto: "no! Non dicevo un'anima umana, ma una specie di fantasma, sì insomma, che spirito ti piacerebbe essere?" e io gli ho risposto concludendo il discorso: "mi piacerebbe essere.... come vorrei essere: un essere, un'entità spirituale bianca e trasparente." Era rimasto sbalordito e io da lui, perché mi aveva capito. 18/3/2000 Ricorre oggi il tristissimo giorno in cui io e la mia ex ragazza Chiara di Roncocesi, ci siamo mollati. Da quel giorno ho pianto tante volte perciò! Allo stesso tempo tante volte l'ho disprezzata e non la volevo più amare. Ma poi tante altre volte l'ho amata e non me ne sono mai pentito. Ho avuto altri amori per la testa, ma lei è sempre stata nel mio cuore e anche quando la rinnegavo, io in fondo l'amavo. E oggi ho nostalgia del passato, del tempo che fu. Non riesco più ad amarla a fondo e vedo altre al suo posto. C'è chi mi offre occhi verdi ai suoi simili su una faccia che con lei non ha niente a che fare. Sono stregato da quegli occhi, ma ci manca il suo sorriso: c'è chi mi offre capelli belli coma i suoi, ma ci manca il suo capo aggraziato. 19/3/2000 Questo pomeriggio ho vinto ad un concorso nel quale pensavo di non avere speranze e allora ho capito che la gloria è molto più vicina quando pensa che la vittoria sia lontana: pian piano ti si avvicina, bisogna solo saperla prendere. "allora certi sforzi ne valgono la pena" mi sono detto, ma in fondo si sa la vita è una gran fatica. Si corre, si corre, non bisogna fermarsi mica, altrimenti dicono che ci si rintontisce. Sarà mai vero? Ma soprattutto bisogna sempre pensare in positivo e quando la sventura è vicina non bisogna teorizzarsi, e fare la bambina, bisogna essere uomini! Occorre guardarsi in giro, ma pensare o.k. mentre il mondo si rattrista, e questo sì che è avere palle! Alla fin fine la vita e la gloria si assomigliano : tutte e due finiscono col diventare banali se non capite, se ignorate, se abusate. 20/3/2000 Gli obiettivi son metafore che si van concretizzando. 21/3/2000 Il premio più ambito fra i partecipanti al gioco della vita è un inestimabile, valorosissimo, preziosissimo rifiuto. Mentre io sto cercando quell'umile accoglienza di spirito presente in ciascuno


di noi. L'accoglienza è l'opposto del rifiuto inteso come scarto, come qualcosa non utilizzabile, o meglio che è stato più o meno utile ma che alla fine ha avuto una lente fase di decomposizione. Un rifiuto può essere l'oro, utile, utilissimo, ma che viene e che va. Non rimane, marcisce metaforicamente, sparisce. L'accoglienza invece è il poter trovare qualcuno che non ti offre soldi, non chiede neanche l'amore o la comprensione, non chiede amicizia , né odio, non chiede né bontà , né malvagità, chiede solo spontaneità. Tutto ciò che voglio è vivere a fianco ad una persona che sa essere spontanea sempre, ogni giorno della propria vita, questo per me è accoglienza. 22/3/2000 Adesso, mentre sto riflettendo, sento una voce dentro me, questa è un po' precoce, non me la sarei aspettata così presto: mi chiama, mi vuole, essa non sa che il mio pensiero duole, mi provoca, mi indica il mio cammino (e lo segue).Il mio destino è qua vicino, lo so, e per questo sto provando a riscoprire i sentimenti. Questo è importante, più che divinizzare i propri sogni, sono sogni non realtà e se lo saranno lo si vedrà in futuro. Tra poco, là fuori, c'è qualcuno che ha bisogno, ma tu non ne vuoi sentire parlare perché pensi che la realtà è fatta solo per gli altri: hai solo il tempo per giudicare, per arricchire, ma non per agire a fin di bene. BASTA ! FINIAMOLA CON TUTTO CIO'! Io voglio un momento di riflessione, lo voglio da tutte le persone. Io non sono escluso, io sono il primo. 23/3/2000 Ho provato a guardarmi allo specchio ma riflette e non capisce. 24/3/2000 Oggi stavo parlando con un mio amico sulla gioventù d'oggi della quale, ovviamente, anche io e lui facciamo parte. Il discorso era nato perché lui diceva che suo padre gli aveva detto che i ragazzi d'oggi han tutti gli stessi problemi, gli stessi gusti, gli stessi guai. Mi sono chiesto se fosse veramente così. Poi il mio amico ha aggiunto: "mio padre ha anche detto che tutti i ragazzi hanno voglia d'imparare di tutto, ma non stanno svegli, vigili, attenti; nei tempi d'oggi ci sono alcuni privilegiati e son quelli che riescono nei propri intenti" . mi sono chiesto se avesse avuto ragione. Ho pensato in quel momento e non so perché, a tutti quei bambini picchiati, sgridati, abbandonati, lasciati ed ho pensato che tutto ciò non era giusto. Poi il mio amico, che mentre io pensavo, continuava a parlare, mi ha detto:" mio padre dice che fra i giovani d'oggi e quelli di ieri sembra ci sia una gran differenza ma tra loro così oggi, così ieri". "Non per dar torto a suo padre, ma è possibile che questo ragazzo non sa ragionare con la propria testa?" Mi son chiesto, mentre lui stava finendo il discorso. Ecco che alcune immagini mi sono balzate in mente:" erano ragazzi che commettono reati, perché si sentono abbandonati, e perché in un mondo così non ci vogliono stare; ragazzi che si creano problemi per scappare da questa realtà. Ragazzi che pensano di sapere cosa stanno facendo e invece stano morendo dentro. Morte di rispettabilità, morte di dignità, morte di quantità di idee chiare. Non so bene cosa stava farneticando il mio amico ma di tutto ho solo capito che diceva che i ricchi sono i giusti e i poveri sono dalla parte del torto, che chi frequenta le scuole private frequenta ragazzi giusti e chi frequenta quelle pubbliche frequenta ragazzi con problemi e altre stronzate del genere. Allora io con tutta calma gli ho detto: "senti, riferisci questo mio slogan a tuo padre: no all'indifferenza, no alla violenza, apri gli occhi e la mente all'adolescenza" poi mi sono tornate alla mente altre immagini: erano ragazze stuprate e violentate. Ho riferito queste immagini al mio amico e si è limitato a dire che non era giusto; ma io ho continuato: "sento che così non si può andare avanti. Basta stupro, violenza; non troviamo scuse, quella gente, si strappa il cuore e lo tiene da parte per potere operare in nome della malvagità ed ognuno di voi lo sa. Parlo a voi depravati, sfogatevi altrove! Non sapete come, dove? Non me ne


frega niente perché ormai avete fatto troppo male e tocca a voi soffrire, anche se lo so, ognuno di voi ha sempre sofferto in silenzio. 25/3/2000 Stasera ho un'intuizione: ho in mente una cosa strana ma molto realistica. Ho l'impressione che nella vita ci sia qualcosa che uccide e viene uccisa dal dolore, che inizia e finisce dal prosieguo, che dipinge e vien dipinta dal colore. Non so bene chi sia questa ma c'è, è nell'aria, è fra noi e non ce ne accorgiamo. Ha tanti figli questa che neanche immagini, il più famoso di tutti è la droga: certo, perché: -uccide (vedi quante persone ha fatto vittima) -viene uccisa dal dolore (finito l'effetto della droga subentra la consapevolezza della realtà e quindi il dolore) -inizia (tutto ha un inizio e quello della droga è forse la piccola canna) -dipinge (a volte la droga colora la vita, la renda un po' migliore, ma forse solo in apparenza) -vien dipinta dal colore (se uno esce fuori dal tunnel dà un nuovo colore alla propria vita e la droga non diventa che un ricordo colorato di nero, colore della morte, dell'impegno a non tornare più sullo stesso sbaglio, del metterci una pietra sopra. Eppure c'è chi torna nel tunnel.) A proposito di droga avete mai fatto caso che noi tutti cerchiamo la dipendenza? E' così, è inutile negarlo, chi non è dipendente da qualcuno o qualcosa, la dipendenza la sta cercando nel calore umano, in un film, in una musica, nella TV, magari nella masturbazione che comunque, non è come le fredde bianche droghe, che portano a chiedersi: "è una stronzata giovanile o mi porterà alla morte?" ma dona comunque la sua dipendenza.

26/3/2000 Caos, ecco la definizione giusta per la giornata. E' stata una giornata caotica, quasi assordante ed il bello è che tutto avveniva piano, sotto sotto, senza mostrarsi troppo, andando man mano a concentrarsi fino ad ottenere il più impensabile caos. E questo non è il problema maggiore, il più è che queste situazioni tendano a crescere, a moltiplicarsi, a portarmi al punto di chiedermi: "Cosa sta succedendo? Cosa sto facendo?" Se agisco e mi ribello a tutto questo, rischi di inciampare nelle difficoltà morali di pregiudizi corrotti, allora cerco di non ribellarmi agendo insieme a tutto questo caos. Ciò che faccio riflette comunque il mio punto di vista e non riesco quindi a fare il finto gioco di queste situazioni eppure agisco esattamente come non vorrei senza sapere il perché lo faccio, quello che so è che devo farlo per crescere. Riuscirò a levarmi da questa situazione? Quale sarà il mio futuro? 27/3/2000 E come il freddo ti avvolge con il suo mantello inebriante, sento un gelido richiamo che mi avvolge l'anima conducendomi e invitandomi a riscoprire la voglia di vivere. Non ho mai smesso di combattere ma sto per deporre le armi con le quali mi sono barricato dietro ad un muro di disillusioni. Questo non mi piace. L'incubo non può andare avanti per sempre, sto provando a svegliarmi, ma il soggiogare dell'urlo minacciosa di un rimprovero mi fa capire che non posso continuare così. Nessuno può. Perché se ognuno di noi altro non fa che voltare le spalle ed aggredire il prossimo, le uniche cose che ci sono rimaste sono le speranze. 28/3/2000


E irrimediabilmente un altro giorno mi abbandona, ancora non conosco la vita e la vorrei insegnare, ancora non ho vissuto e vorrei far vivere, ancora non ho conosciuto e vorrei far conoscere. Ciò che il mio cuore dice è: "Amore e odio vanno a braccetto, fagli compagnia." Non capisco e rimpiango i giorni che ancora devono venire. Sì, li rimpiango perché so già che una volta vissuta una situazione, a ritroso non ricordi dove stava cronologicamente o un qualcosa del genere. No! Non mi sto facendo delle paranoie, è solo che sono "piccolo": piccolo nel corpo, nella forma, forse nella mentalità, ma non nel cuore. 20, 30, quanti anni mi date per i miei sentimenti? O forse sono solo uno stupido inefficiente, che crede stupidamente di essere un sentimentale? 29/3/2000 Mentre fuori sboccia la mia rosa, io sono ancora in metamorfosi. 30/3/2000 Trovandomi a metà strada tra i ricordi e le speranze ho cercato di domandarmi il senso di una marcia rituale di inezie umane. Il tempo non concede un più accurato studio ma penso che basti inclinare leggermente i nostri propositi per offrirci agli altri senza paura. Il tempo trascorre e con lui anche la nostra vita, vi dico: " Ciò che fate è sacro, perché non torna indietro. State attenti e assieme al tempo meditate." 1/4/2000 Seduto qui alla luce di un riflettore ricordo momenti magici in cui ero soddisfatto di svolgere un compito strettamente personale e puramente spirituale. Seduto qui alla soglia dei miei pensieri sforzo la mia sensibilità per qualcosa che ancora non conosco. Seduto qui ai margini del mio cuore cerco di aprire le porte di qualche sogno, nella speranza che si avveri. Seduto qui nel mio io confuso da un elegante superbia e istinto di superiorità. Non consideratemi pazzo. 2/4/2000 M'avvicino Non ci crederei Alla comprensione Se non ne avessi almeno una prova che Serve per capire Da solo Anche quello che vogliono gli altri A migliorarmi E questo è importante Ci sono arrivato 3/4/2000 In un mondo che con i soldi posso dire ti amo, dove l'estate è arrivata prima sul giornale, dove il telefonino è la nostra anima digitale, dove i fiori sono plastificati e quelli veri vengono ignorati, dove la morte diventa preziosa se la trasmetti in eurovisione su qualche canale, dove il mare è diventato una raccolta differenziata di petrolio, dove la lana è costruita sinteticamente, dove i disastri si leggono selle rughe della gente, in un mondo dove i sentimenti stanno scomparendo piano, piano. 4/4/2000 C'è una mancanza di stimoli d'innanzi ad un futuro incompreso dove ideali radicati nel cuore sembrano abbandonare l'anima e si lotta, non si vorrebbe favorire la situazione ma il cuore sta


perdendo il suo potere, la mente si sa ribellando o forse non capisce? Non so. C'è una mancanza di stimoli quando si rinnega ciò che si ha amato, quando non si trova più lo stimolo di reagire, di andare avanti, quando sembra tutto perso. Si capirà col tempo, si capirà e si cambierà. Si rinnegherà veramente il passato? 5/4/2000 Sono intensificantemente coinvolto in un parametro psico-emozionale dove ricerco l'espressione di un passato ora sconosciuto. Un salto di gioia mi portò qui, un passo di concentrazione mi fece fermare, ora la noia mi sopprime. Sto incominciando a ripetermi e ripetendomi sto incominciando a banalizzarmi, tutto è banale se diventa de-javù. Io sto incominciando a diventare un de-javu. Me l'hanno detto......... Si è sempre uguali durante una giornata? E quindi hanno ragione? Se io fossi ciò che pensano non sarei un ideale, ma una certezza.

6/4/2000 Come il volto del pianto di un vincitore, il sorriso del perdente, va a completare ciò che si contraddice. Io sono qui e in questo momento sono altrove, immaginando mentalmente spazi illimitati e incontrastati dove la realtà e l'immaginario personale e collettivo si confondono a vicenda, alternandosi, modificandosi, alterandosi o umiliandosi. Ma ciò che rimane alla base è solo quell'umile concetto che solo la mente umana sa esprimere. Non a parole, non a voce, ma con il proprio Ego di personalità. Dove è l'inizio di questo vortice d'uscita?

7/4/2000 Tutti stan marciando verso l'incomprensione colletiva ed è per questo che sono qui pronto ad aspettare, considerando il semplice presente la mia droga, la mia speranza, la mia salvezza, la mia posizione stabile. 8/4/2000 In un futuro già passato saprò riconoscere me stesso, saprò trovare un'alternativa a ciò che oggi chiamerei invidia di se stessi. Ma chi ha mai capito questo concetto? Trovo gente che si preoccupa di quanto inizialmente era, e di ciò che ora è. Questo non è che il frutto di ogni azione. Si vive per diventare. Non si sa dove andiamo, ma bisogna andare avanti, in questo mondo dove ognuno classifica ciò che vuole, come vuole, senza preoccuparsi di un come e di un perché. So solo che ora sto tremando perché la mia anima ribollisce e mi dice: "no! Non puoi parlare così, non capirebbero! Fermati di scrivere, te lo ordino!" Non posso non ubbidire. Ho paura di ciò che mi sta accadendo. Come posso fermare questo movimento ondulatorio che mi costringe ad abbandonare tutto? E' una sfida con me stesso, non posso perdere. Eppure tremo, ma non per paura, ma per via di quel bianco del quale io stesso mi sono innamorato (vedi 17/3/2000).

9/4/2000 E tutt'intorno guardatori così surrealisti che pensano: "guardati attorno e tutto così surreale"

10/4/2000 Mi sto guardando intorno insonnolito dal fatto di dover stare un altro giorno ancora dentro a questo corpo. Sono da 14 anni sempre qua dentro. Ho solo i sogni per fuggire. Ma poi fuggire da cosa? Sto


solo cercando una via d'uscita, ma non è facile trovarla perché tutto si sovrappone tendendo a completare ed a tappare quei buchi vuoti offerti dalla vita. Ma perché voglio uscire? Non lo so, ma mi sembra tutto così surreale. Se solo sapessi realmente cosa fare.... Sono sicuro che questo corpo non è il mio. Qualcuno me l'ha affibbiato ancora prima che nascessi. No! Non ho detto che non l'accetto! Ho detto solo che mi spinge ad essere troppo materiale. Io voglio volare, ma la forza di gravità me lo impedisce. Io voglio volare ma nessuno ha mai detto il contrario. Perché non continuare a sperare in qualcosa? Voglio volare!

11/4/2000 Mi sto affezionando di una nube di concentrazione interiore, per affrontare i pericoli della giornata con estrema caparbietà, sicurezza e indifferenza .Il piano regolatore del mio cammino è un idea soppressa che sta sgusciando fuori, dentro ai miei ideali con dei flashback di nature morte: penne, borchie, fogli, catene, libri, tatuaggi.....

12/4/2000 Il risveglio della verità è generato dal risveglio dell'anima. 13/4/2000 Non capisco più quello che vuoi, perché io ho sonno, come una barca che galleggia cerco di stare a galla, ma è già tanto se non la smetto di stare sveglio a fare qualcosa. Sto ancora dormendo, qualcuno dice che fuori c'è la pioggia, qualcuno fa la danza della pioggia, qualcuno pensa: "quando cazzo arriva il sole?" sono io il sole di me stesso, sono io la guida del turista che ho dentro, sono io il poliziotto della caserma del mio cuore. Ma ancora vado via, scrivendo, a momenti mi sto addormentando, ma sai com'è. È che appena sveglio la stanchezza assale il corpo, gli occhi a mala pena stanno aperti. No! Non dirmi che ti diverti a vedermi con sto' sonno. Comunque adesso mi puoi prendere in giro non mi riesco a difendere. Bhe? Allora? Questa pagina di diario volge al termine e non c'è neanche il finale perché a volte finisce bene e a volte finisce male (Questa pag. di diario è stata scritta la mattina alle 6.30 appena sveglio, in una fase di dormiveglia. Quindi eventuali errori sulla cronologia dello sveglio-addormentato nel testo sono dovuti ad un continuo addormentarsi-svegliarsi) 14/4/2000 Nell'agitazione mentale che mi pervade l'anima, un pensiero inizia a germogliare e si trasforma in una lenta metamorfosi fino a prendere corpo e a diventare una convinzione: ce la posso fare!!!! L'autodeterminazione non è mai stato il mio forte, spesso ho promesso e sfidato invano. Di pensiero si perisce tanto quanto di fede si cresce, dovrei quindi essere sicuro e stare sulle mie? o cerco protezione, aiuto e conforto nella quiete di qualche sguardo? 15/4/2000 Personalmente, ritengo evidente, che il mio gusto "decadente", non possa ritenersi perdente, forse neanche vincente, ma nella mia mente, ciò che è chiaro è l'oscurità che mi creo, per isolarmi, quando voglio, in un mondo a parte, senza porte o finestre da cui fuggire, senza nemmeno porte o finestre da cui entrare, solo con pensieri fissi di cose immutabili ideologicamente e anche il respiro si fa più cupo se a contatto con una realtà nuova: quella della decadenza. Ed ho capito come spiegarvi ciò che vi ho detto: nella vita quale è il colore che si distingue meglio? Il nero! Perché ha il dominio, ed è evidente senza limiti. I limiti, quelli che noi definiamo così, sono solo nostre fantasticherie ,se volete, trasformate per apparire concrete.


16/4/2000 Hai mai provato ad ascoltare un bel passo? Ma forse tu hai un suono cadenzato? A volte, la mia andatura sembra armoniosa. Molte son le volte, molte son le strade: strade spirituali o morali, positive o negative, che possono o non possono influenzare. Ma coincidono in un punto: il ricordo

ul/timogio/rno VERSO LA MORTE Non mi ricordo niente soprattutto le rose rosse e per me in futuro non saranno mai in fiore. Quanto tempo è che mi sono abbandonato? Da quanto ho fatto questa scelta? Il mio viaggio si ferma e vado verso l'uscita alla ricerca di qualche profumo di rosa.

"Dedico questo libro a quanti ho conosciuto finora, e a tutti quelli che si riconoscono in ciò che io ho scritto, sperando che non seguano l'esempio finale. Perché la vita in fondo è la cosa più affascinante che c'è, nonostante molti momenti sembrano disfare questa concezione."

Filippo Matarazzo

Parole in Libertà  

La base Adolescenziale di Cafè Jonquille

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