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vida da cani handicappati — di — Andrea Guano [incipit di un romanzo inedito]

S

teve non c’è. È volato via. Su una cavolo di nave. Galaxia, o qualcosa del genere. È laggiù o lassù, – Foxtrot non ha mai capito bene come è messo il mondo – a sudarsi la pagnotta. Gli sembra ieri che accompagnava il socio per agenzie di navigazione dopo il casino del suo licenziamento dalla Drink and Work, l’azienda che riforniva un sacco di ditte della città di succulente brioche, caffè e cibarie varie. Sì, gli sembra ieri che, pur senza una zampa com’è, trotterellava ostinato accanto a Steve, a testa bassa, avvilito, sbandato. Se voleva, poteva contare tutte le merde sparse lungo la strada, e i chewing-gum stampati a terra. Anche lui si sentiva calpestato, stampato come un chewing-gum, come una merda. Per forza: accompagnava il socio per l’ultima volta. Se, come pensava, un impiegato di un’agenzia di navigazione gli dava l’okay, tempo un grappolo di ore e Steve sarebbe stato catapultato chissà dove, e per Foxtrot sarebbe stata la fine, come in effetti si sta dimostrando. Ne avevano visitato un sacco, di agenzie: uffici lugubri, polverosi, dove il sole non aveva voglia di farsi vedere, per cui la luce al neon era quasi sempre accesa, conferendo così agli ambienti l’aura dei posti di confino, che separano il mondo normale da quello dei disgraziati, delle anime perdute. Gli impiegati parevano marionette e parlavano con voci da ventriloquo: – Ci spiace, signor… E Steve, pronto: – Steve Castelli. – Ci spiace, signor Steve Castelli, ma al momento non abbiamo bisogno di sguatteri, né di piccoli di camera, né di altro personale.

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Cadillac 11 [ 27 maggio 2016 ]  

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