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spazi di relazione


Facolta’ di Architettura Laureanda: Carol Ciccarelli Tutor: Prof. Arch. Giovanna Spadafora


Allo spazio di relazione, che possiamo individuare come una figura dello spazio pubblico, si puo’ riferire l’approccio secondo cui l’essere pubblico del luogo dipenderebbe dalla sua capacita’ di favorire la costruzione di comunita’. A questa idea si collega il modello comunitario associabile all’approccio del “New Urbanism”, secondo cui il progetto degli spazi pubblici, facilitando i rapporti di prossimita’ e le relazioni tra individui, puo’ favorire la creazione di comunita’. Questo movimento trae ispirazione dal modello dei villaggi preindustriali in cui i quartieri sono concepiti attorno ad uno spazio pubblico su cui si organizzano le attivita’ commerciali, i servizi e gli ambienti ricreativi e in seguito dai modelli delle “Citta‘ Giardino” di Ebenezer Howard. Questo movimento si e’ sviluppato maggiornamente negli Stati Uniti mentre in Europa gli stessi principi vengono sviluppati dal movimento del “Rinascimento Urbano”.

INTRODUZIONE


residenze a pochi metri dai servizi

Nella storia la realizzazione di spazi di relazione nasce con i villaggi operai dell‘800 in cui i casi piu’ emblematici sono quelli che si sono realizzati in Inghilterra. Il piu’ noto e’ quello di Saltaire (1851) dell’industriale laniero Sir Titus Salt. Bourville (dal 1895) dell’industriale G. Cadbury era invece il risultato di concetti più evolutivi di quelli che avevano dato vita a Saltare. Infatti Bourneville era intesa a rappresentare un vasto esperimento nella progettazione comunitaria.

tutto scandito dalla presenza di tanto verde


Gli stessi principi furono sviluppati nel modello delle “Citta’ Giardino”, movimento di pensiero contrario alla crescita indefinita delle metropoli, promotore del decentramento insiediativo. Lo schema teorico, poi riproposto nella realizzazione della prima citta’ giardino di Letchworth a 50 Km da Londra, e’ di tipo radiocentrico con al centro un giardino rotondo circondato da edifici pubblici da cui partono boulevards radiali che dividono la citta’ in vari quartieri. L’edilizia e’ di tipo estensivo con giardino e con altezza massima di due piani. Lo scopo e gli obbiettivi proposti da questo modello erano quelli di superare la divisione tra citta’ e camagna.


Gli spazi di relazione sono un tema che ho deciso di affrontare grazie anche alla grande fortuna che ho avuto nel poter visitare molte citta’. Per me si tratta di un tema nato grazie alle mie esperienze sensioriali oltre che visive.


Vedendo molte citta’ europee e vivendole ho notato come la mia attenzione si poneva sempre sugli spazi esterni dove le persone vivono al di fuori delle proprie abitazioni e ho notato come l’uomo, che vive lo spazio-tempo, ha oggi la stessa esigenza che ha sempre avuto fin dagli inizi dei tempi: relazionarsi. 1_Promenade Plantee, Parigi 2_Parc Guell, Barcellona 3_Diana’s Memorial, Londra 4_Scalinata di Times Square, New York 5_Gorlitzer Park, Berlino 6_Trinita’ dei Monti, Roma


_EDICIO PER RESIDENZE TEMPORANEE_

_PROGETTO URBANO_

_CENTRO STUDI POLIFUNZIONALE_

_CASA DELL’AGRICOLTORE_


Da dove viene questo sentimento profondo che associamo con lo spazio esterno? Penso che ci siano dei momenti speciali quando, da esseri umani, realizziamo veramente che apparteniamo alla natura, che da lei veniamo e da lei torniamo. E’ vivere lo spazio esterno che incoraggia questo tipo di pensiero. P. Zumthor, Thinking Architecture, pp. 95-96


La presa di coscienza di avere uno spazio esterno. La realizzazione di uno spazio semi-pubblico. Laboratorio di progettazione architettonica 1 Prof. Arch. Luigi Franciosini Con Jacopo Di Cave Anno Accademico 2009/2010


BIG, Faste Batteri, Copenhagen

Kevin Roche John Dinkeloo, MET, New York

Peter Celsing, T- Centralen, Stoccolma


Realizzazione di una casa dell’agricoltore Localita’: Sutri (VT)


L’uomo prende conoscenza del vuoto che lo circonda e gli conferisce una forma fisica e un’espressione. L’effetto di tale trasfigurazione [!] è la concezione di spazio. S. Giedion, L’eterno presente: le origini dell’arte, pag. 89


La mediazione tra una condizione piu’ collettiva e lo spazio di relazione ad esso associato. Laboratorio di progettazione architettonica 2 Prof. Arch. Lorenzo Dall’Olio Con Tommaso Abbado Anno Accademico 2010/2011


Massimiliano Fiore, Giadino urbano, Bari

Labics, Piazza Fontana, Rozzano

Gilles Clement, Musee du Quai Branly, Parigi


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Realizzazione di un centro studi e di una biblioteca universitaria Localita’: Lungotevere dei Papareschi, Roma (RM)


Descrivere uno spazio pubblico e’ descrivere un’esperienza fisica, oltre che sociale, cogliere un senso corporeo di “benessere e felicita’”. Non e’ piu una storia collettiva ma il benessere di ciascuno [...] esso accoglie possibili reazioni del visitatore o del passante. C. Bianchetti, Il Novecento e’ davvero finito, pp. 78-79


La consapevolezza di dover afforntare uno spazio collettivo. Laboratorio di progettazione urbana Prof. Arch. Giovanni Caudo Con Simone Bevilacqua Anno Accademico 2011/2012


Francesco Bartolozzi, Parco Urbano, Pistoia

James Corner Field Operations, High Line, New York

NyrĂŠns Arkitektkontor, Artipelag, Halluden


E LIN VIAL

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Realizzazione di un progetto urbano Localita’: Serpentara I e II, Roma (RM)


La città è un fatto eminentemente collettivo che si precisa ed è in quelle opere la cui natura è essenzialmente collettiva; e che pur nascendo tali opere come mezzi per costruire la città, esse diventano presto uno scopo; e abbiamo questo scopo nel loro essere e nella loro bellezza. A. Rossi, L’architettura della citta’. pag. 112


La sintesi e l’unione di due spazi di relazione che condividono lo stesso pubblico ma che si presentano in maniera opposta. Laboratorio di progettazione architettonica e urbana 6 Prof. Arch. Luca Montuori Con Carolina De Lillo Magliulo Anno Accademico 2011/2012


Collectif ETC, Place changement , Saint Etienne

Atelier O-S Architects, Cultural Centre, Nevers

Michel Desvigne, Parigi


5.5

0.0

0.0

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Realizzazione di edifcio per residenze temporanee Localita’: Via Tuscolana, Roma (RM)


BIBLIOGRAFIA - C. Bianchetti, Il Novecento e’ davvero finito, Donzelli Editore, Roma, 2011 - M. Biraghi, Storia dell‘architettura contemporanea I, Einaudi Editore, Torino, 2008 - E. Cicalo’, Spazi pubblici: progettare la dimensione pubblica della citta’ contemporanea, FrancoAngeli, Milano, 2009 - A. Coppola, Apocalypse Town, Laterza Editore, Roma, 2012 - G. Cullen, The concise townscape, Architectural Press, 1971 - S. Giedion, L‘eterno presente: le origini dell’arte, Feltrinelli Editore, Milano, 1965 - R. Koolhas, Delirious New York, Mondadori Electa, Milano, 2010 - A. Rossi, L’architettura della citta’, Quodilibet, Macerata, 2011 - P. Zumthor, Thinking Architecture, Birkhauser, Basilea, 2010


Desidero innanzitutto ringraziare la Professoressa Giovanna Spadafora per i preziosi insegnamenti e le per le numerose ore dedicate alla stesura di questo lavoro. Intendo poi ringraziare gli altri professori che mi hanno seguito nel corso di studi ed i miei compagni di corso per avermi aiutato sempre in questi tre anni. Ho anche il desiderio di ringraziare con affetto i miei genitori per il grande sostegno che mi hanno dato ed in particolare a mia sorella per essere sempre presente. Vorrei ringraziare i miei amici piu’ cari, compagni di avventure che, nel bene o nel male, mi sono sempre stati vicini. Infine un particolare ringraziamento a mio nonno, guida spirituale e motivo per cui mi spingo sempre a fare del mio meglio. Grazie a tutti i professori della commissione per l’attenzione.


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