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ANNO II nr.11 - novembre 2013

caccia passione Dedicato a chi ha la passione per la caccia nel sangue

Stanziale:

• tecniche per la caccia al Turdus Merula

Migratoria:

• caccia alla beccaccia, la regina di Romagna

Ungulati:

• battuta al cinghiale, sicurezza prima di tutto

caccia alle starne

sono andata a caccia in Ungheria


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ANNO II nr.11 - novembre 2013

caccia passione Dedicato a chi ha la passione per la caccia nel sangue

in copertina

caccia alle starne

32

sono andato a caccia in Ungheria Stanziale:

• tecniche per la caccia al Turdus Merula

Migratoria:

• caccia alla beccaccia, la regina di Romagna

Ungulati:

• battuta al cinghiale, sicurezza prima di tutto

caccia alle starne

sono andata a caccia in Ungheria

L’esperienza di caccia alle starne in Ungheria: la bellezza di un territorio e la ricchezza faunistica nel ricordo di un cacciatore veterano

sommario Anno II Nr. 11

12 Stanziale:

Tecniche per la caccia del Turdus Merula

www.cacciapassione.com Pg 6  News venatorie

18 Migratoria:

Caccia alla beccaccia la “Regina” di Romagna

a cura della redazione

Pg 12 S tanziale: Tecniche per la caccia del Turdus Merula

Kalaris

Pg 18 M  igratoria: Caccia alla beccaccia la “Regina” di Romagna

Rosalba Mancuso

Pg 24 Ungulati: Battute al Cinghiale. Sicurezza prima di tutto..

28 24 Ungulati: Battute al Cinghiale: Pg

Sicurezza prima di tutto..

Caccia Passione 2

Claudia Zedda

Caccia e cacciatori: A caccia in Brughiera

Kalaris


Sommario Caccia all’estero: Caccia alle Starne: Sono andato a caccia in Ungheria!

Pg 60  Racconti venatori: La lepre che si trasforma in fagiano

Kalaris

Pg 62 M  unizioni: Remington Express Long Range BB Calibro 12/89 Super Magnum

Domenico Mansueto

Pg 66  Ottiche: Cannocchiali di mira Redfield “Revolution” Rosalba Mancuso

Pg 73  Veterinaria: Disturbi emotivi nel cane da caccia, cause e terapie Rosalba Mancuso

Pg 32 Caccia all’estero: Caccia alle Starne: Sono andato a caccia in Ungheria!

Claudia Zedda

Pg 36  Cani da caccia: l’importanza e il valore del gioco nel cucciolo

Rosalba Mancuso

Pg 54  Fucili da caccia: Remington 783 in .270 Win, un fucile alla portata di tutti

42 Cani da caccia: Segugio

Italiano e Segugio Maremmano alla scova del Re del Bosco

Rosalba Mancuso

Pg 48 Fucili da caccia: La manutenzione del fucile da caccia

il valore del gioco nel cucciolo

Kalaris

Pg 42  Cani da caccia: Segugio Italiano e Segugio Maremmano alla scova del Re del Bosco

36 C ani da caccia: l’importanza e

48 Fucili da caccia:

La manutenzione del fucile da caccia

Emanuele Tabasso Caccia Passione 3


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Editoriale Oramai la Caccia è Politica…

Più si parla di caccia e gestione venatoria e più ci si avvicina alla politica e ai possibili voti per eventuali elezioni; i più vari raggruppamenti e soggetti politici iniziano a collocarsi e schierarsi con maggioranze o minoranze di individui con il solo intento di accaparrarsi voti. Grande è l’attenzione da parte dei signori politici verso un pugno di voti, con promesse su possibili modifiche alle leggi e o regolamenti in essere che però puntualmente ogni anno tali soggetti, son capaci di creare semplicemente solo caos, capaci persino di far chiudere in alcune regioni italiane la nostra passione. Motivo?? Totale ignoranza dell’argomento da trattare e tutelare, ovvero la Caccia. Certo, non è sempre così, anzi, vi son politici che per la Caccia in questi anni stanno e faranno ancora tanto, tutelando la categoria dei cacciatori e l’indotto economico che gira intorno ad esso. Ove vi sono politici capaci e corretti, tutto funziona egregiamente ed animalisti e cacciatori convivono senza ulteriori malesseri. La caccia in Italia è penalizzata, nonostante siano proprio i cacciatori che con i loro continui contributi volontari siano parte attiva di una corretta gestione faunistica e forestale. I cacciatori sempre in forma volontaria, partecipano alla prevenzione incendi, con continui interventi di pulizia dei boschi, a dar del cibo ad ungulati e altre specie selvatiche durante le nevicate o il caldo torrido, e potremmo stare ore a descrivere tutte le lodevoli attività volontarie eseguite dai cacciatori che fan certo risparmiare abbondantemente, le amministrazioni locali nella gestione del patrimonio faunistico forestale. Io Animalisti o ambientalisti che fanno quanto in narrazione non ne ho mai visto, e allora perché il Sig. Consiglio di Stato o i vari Tar regionali non fanno altro che dar ragione a dei ricorsi assurdi, che basterebbe leggere le motivazioni dello stesso per capire che l’unico scopo di tale ricorso sia far chiudere la caccia, senza neppur immaginare i danni connessi a tale divieto, vedasi gli ungulati nei centri abitati. A grande rammarico, siamo stufi, e stiamo diminuendi di anno in anno, comunque ancora tanti e se maggiormente uniti, nessuno potrà porre fine ad una passione utile per l’equilibrio dell’ecosistema e alla corretta riduzione dei danni alle colture, ogni anno per milioni di euro, che ungulati ed altri selvatici perpetrano all’agricoltura. Pierfilippo Meloni


Caccia al cinghiale: Reggio Calabria, ATC RC2 impegnato per tutelare salute pubblica Reggio Calabria, i cacciatori cinghialai dell’Ambito Territoriale di Caccia RC2 si impegnano nel monitoraggio dei cinghiali abbattuti per tutelare la salute di coloro che ne consumano le carni.

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nche l’ATC, Ambito Territoriale di Caccia denominato RC2 con sede in Siderno, nel quadro delle proprie attività istituzionali volte all’organizzazione del settore venatorio ed a quanto connesso alla stesso, si è reso promotore di un piano teso alla salvaguardia della salute pubblica. Infatti, qualche giorno addietro, si è tenuta una riunione con tutti i capisquadra di caccia al cinghiale, indetta dal Presidente dell’ATC RC2 Giuseppe Angiò, su impulso della Commissione che gestisce tale attività venatoria così composta: Bruno Zema, Domenico Linarello, Salvatore Sgarlato e Francesco Ferraro, con l’autorevole presenza del Dirigente del Servizio Veterinario dell’A.S.P. n. 5 Dott. Francesco Nirta unitamente al Dott. Mario Spezzano. Oggetto dell’incontro, il monitoraggio dei cinghiali abbattuti ed il consumo familiare della relativa carne del selvatico, con approfondimento all’eventuale presenza di parassiti e particolare attenzione a quello denominato “trichinella” che potrebbe essere presente in tali ungulati. I Dirigenti dell’Azienda Sanitaria, mediante la proiezione di apposite slide, hanno reso edotti i Capisquadra che co-

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ordinano tutta la caccia al cinghiale nell’Ambito RC2 di Siderno, sulla possibilità di tale evenienza la cui trasmissione all’uomo avviene solamente per via alimentare. Il Presidente dell’ATC RC2 Giuseppe Angiò, nell’intervento iniziale di presentazione della riunione ha informato i Capisquadra che l’ATC RC2, formulerà appena possibile, apposita convenzione con l’IZS ,Istituto Zooprofilattico di Catanzaro, per l’analisi da effettuarsi sui cinghiali abbattuti, sostenendo le relative spese. L’impegno richiesto ai capisquadra sarà quello di prelevare una piccola parte dello sterno del cinghiale e consegnarlo per l’effettuazione dei controlli sanitari. Tale iniziativa, ha dichiarato il Presidente dell’ATC RC2 Giuseppe Angiò, rappresenta un piccolo passo in avanti verso una gestione più ampia ed articolata della caccia al cinghiale, che ormai rappresenta una scelta venatoria condivisa sempre da più cacciatori, nel rispetto degli equilibri di mantenimento della specie e di controllo di eventuali danni che potrebbero arrecare all’agricoltura. www.cacciapassione.com


News venatorie Caccia e Migratoria: ANUU, “Un passo nullo” ANUU Migratoristi sul passo migratorio dell’ultima settimana in Italia praticamente inesistente, “Un passo nullo”.

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bbiamo bisogno di fantasia per spiegare il passo dell’ultima settimana che va dall’11 al 17 novembre. Infatti, lo possiamo considerare alquanto negativo e uno dei peggiori di questo periodo. Nonostante le due belle giornate che si sono presentate con un bel cielo terso all’inizio della scorsa settimana, un’evoluzione depressionaria, assolutamente imprevedibile con piogge più o meno intense, ha smorzato i nostri entusiasmi e quelli dei nostri amici alati. I cosiddetti invernini, e cioè Tordo sassello, Cesena, Lucherino e Peppola, ancora una volta ci hanno abbandonato. Sabato 16 novembre c’è stato poi un ritorno improvviso del bel tempo con cielo azzurro, ma già domenica mattina le nubi minacciose hanno fatto la loro ricomparsa creando una situazione non fa-

vorevole alla migrazione. Mentre la presenza del Tordo bottaccio in Grecia e lungo le coste atlantiche in Portogallo risulta positiva, sembra di capire come le condizioni meteo negative di questi periodi abbiano determinato la deviazione dalle rotte migratorie principali facendo altresì registrare la presenza di questo turdide in ottimo numero anche in Spagna nella regione di Valencia.In questo territorio è stata registrata la migliore presenza del tordo negli ultimi anni. Ora, però, gli appassionati italiani sperano in un abbassamento delle temperature al nord e nel nord-est dell’Europa e nella comparsa delle Cesene. Solo l’evolversi della stagione tardo autunnale lo potrà confermare. ANUU Migratoristi

Caccia in Liguria ferma dopo ennesimo stop del Consiglio di Stato Consiglio di Stato sospende la caccia in Liguria. Bruzzone (LN) abbandona l’aula durante il Consiglio regionale.

“C

hiedo scusa al Presidente Boffa, forse tutto ciò influisce marginalmente rispetto all’ordine dei lavori del Consiglio Regionale, ma ho deciso di abbandonare la seduta del Consiglio Regionale. È appena giunta la comunicazione che rende nullo il lavoro svolto da questo Consiglio Regionale, dalle Commissioni competenti e dalla Giunta, che sull’argomento ha lavorato bene. È stata presa una decisione senza neanche ascoltare le parti. Il Consiglio di Stato ha sospeso di nuovo l’attività venatoria nella nostra regione, andando a ledere il nostro ruolo. Mi chiedo a questo punto, a cosa serva tenere le elezioni

regionali, se un’intera assemblea legislativa compie gli atti, ma poi la sua volontà viene annullata, vanificata. Quindi forse non serve ad alcunché stare in Consiglio Regionale, se i diritti sono lesi da soggetti che non sono democraticamente eletti dal popolo. Ancora una volta, si va a colpire un’intera categoria. Per protesta, chiedendo scusa al Presidente, abbandono l’aula”. Così Francesco Bruzzone, ora in Consiglio Regionale a Genova, in risposta alla notizia relativa alla sospensione della caccia da parte del Consiglio di Stato. UFFICIO STAMPA LEGA NORD LIGURIA Caccia Passione 7


Coppa Campioni - Fossa Olimpica: Le Fiamme Oro fermano la cavalcata della Forestale A Lonato in gara 58 Società e 348 tiratori. - La gara della Coppa Campioni di Fossa Olimpica per Società si conferma come uno degli appuntamenti più sentiti e partecipati dell’anno agonistico.

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spitata anche quest’anno dalle strutture del Tav Concaverde di Lonato del Garda, uno degli impianti che rappresentano il fiore all’occhiello dell’impiantistica nazionale in materia di tiro a volo, la manifestazione ha dimostrato tutta la sua forza impegnando 58 compagini societarie e 348 tiratori in una gara di livello tecnico assoluto. In pedana a rappresentare i colori delle rispettive società sono sfilati, infatti, campioni di ogni età e ogni rango, dalle inesperte giovani leve ai medagliati olimpici, tutti pronti a dare il massimo per raggiungere il podio. Sul gradino più alto dell’edizione di quest’anno sono saliti i rappresentanti delle Fiamme Oro. La squadra della Polizia di Stato, prima al termine delle tre serie di qualificazione con il totale di 424/450, ha con-

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fermato la sua leadership anche nella serie finale, riservata alle 12 migliori compagini, chiudendo con il totale di 565/600. Un’impresa importante quella del sestetto cremesi, guidato dalla Campionessa Olimpica Jessica Rossi e composto da Simone Lorenzo Prosperi, Mauro De FIlippis, Luca Miotto, Mario Verregnia ed Erminio Frasca, che ha conquistato il primo oro in questa manifestazione interrompendo la serie positiva dei portacolori della Forestale, ininterrottamente stabili sulla vetta del podio dal 2009 e detentori di tre trofei della Coppa Campioni, assegnata solo alle società che vincono la gara per due volte anche non consecutive. F, Arrestata, dunque, la rincorsa alla quarta Coppa da parte dei rappresentanti del Corpo Forestale dello Stato. Federico Fanali, Emanuele e Gabriele Bernasconi, Valerio Grazini, Rodolfo Viganò e Daniele Lucidi hanno totalizzato 553 punti che li hanno portati fino alla piazza d’onore. Sul terzo gradino del podio i Carabinieri capitanati dall’argento olimpico Massimo Fabbrizi, che con i colleghi Daniele Resca, Antono Campus, Danny Baiesi, Davide Folesani e Carlo Alberto Zandomeneghi, di punti ne hanno messi insieme 544. Oltre a queste tre squadre, il giusto merito va riconosciuto anche alle altre nove società che hanno centrato l’obiettivo dell’ingresso alla finale: il Tav Pecetto quarto classificato con 537, il Tav Carignanese quinto con 537, il Gruppo delle Fiamme Azzurre sesto con 534, il Tav Umbriaverde settimo con 534, il Tav Belvedere ottavo con 530, il Tav Zevio nono con 529, il Tav Pisa decimo con 528, il


News venatorie Tav Torretta undicesimo con 526 ed il Tav La Fattoria dodicesimo con 525. “In realtà il nostro ringraziamento per l’impegno va ad ognuna delle 58 squadre iscritte – spiega il Presidente della Fitav Luciano Rossi – La classifica agonistica va letta dal primo posto a scendere. Quella dell’impegno e della tenacia potrebbe, invece, essere letta al contrario e premiare quelle Società che, pur non avendo grandissime possibilità di vittoria, han-

no partecipato con passione e sacrificio”. “Sebbene il nostro paese stia attraversando un momento non facile – prosegue Rossi – abbiamo registrato la seconda miglior partecipazione numerica di sempre . Questo significa che il nostro movimento è sano e forte e che, stando uniti, si può affrontare con successo qualunque difficoltà”. Fitav

Federcaccia Lazio, presentata memoria difensiva condivisa per ricorso anticaccia Federcaccia Lazio, presentata memoria difensiva condivisa a livello regionale per il ricorso anticaccia avverso il Calendario Venatorio 2013-2014.

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ANLC ed Enalcaccia regionali, è stata presentata e depositata presso la cancelleria del Tribunale Amministrativo in data 31 ottobre. L’Ufficio Avifauna Migratoria e l’Ufficio Fauna Stanziale FIdC in collaborazione con l’Ufficio Tecnico Legislativo ANLC ha predisposto una memoria tecnica che ha guidato la predisposizione del ricorso, ed è anche stata depositata integralmente presso il Tar, insieme ad una serie di documenti a supporto. Oltre che un doveroso atto a tutela dei cacciatori laziali, lo riteniamo un ulteriore passo nell’indirizzo di azioni comuni alle diverse associazioni venatorie certamente più utili e paganti di solitari ancorché ben intenzionati interventi singoli. Auspicando che le argomentazioni tecnico scientifiche presentate nella nostra memoria, insieme a quanto predisposto dagli uffici della Regione Lazio portino a una soluzione a noi positiva, rimaniamo in silenziosa ma vigile e operosa attesa.

n vista della discussione del ricorso avverso il Calendario Venatorio regionale 2013-2014 fissata presso il Tar Lazio per il prossimo 12 dicembre, anche per rispondere alle numerose e legittime richieste dei nostri associati e dei cacciatori in merito a quanto intrapreso a sostegno della Regione, riteniamo corretto informare che la Federcaccia Lazio già dai primi di ottobre ha dato incarico ai propri legali di predisporre una memoria ad opponendum verso il ricorso sul calendario venatorio. Questa memoria, condivisa anche da ANUU Migratoristi, Federazione Italiana della Caccia del Lazio

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Sabato 30 novembre e domenica 1 dicembre, alla Fiera di Forlì (orario 9,00 – 19,00) torna, ricco di grandi novità, l’appuntamento fieristico dedicato al mondo della CACCIA, della PESCA e della VITA NELLA NATURA, che in pochi anni è diventato un riferimento espositivo nel centro Italia, sia per gli operatori di settore che per il grande pubblico che ci segue ormai con aspettativa e forte interesse.

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accia & Country e Fishing Expo, in sinergia con le Associazioni di categoria, gli Enti, e gli operatori di riferimento per ogni settore, si con-

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ferma un vitale palcoscenico per iniziative ed attività, legate sia a tematiche di tutela ambientale, sia allo show, con due giorni ricchi di sport e divertimento fatti di:


Eventi

» PROVE DINAMICHE, nell’Area attrezzata aperta a tutti, anche ai giovanissimi, per scoprire il tiro sportivo nelle sue varie discipline: tiro a segno ad aria compressa e CO2, fieldtarget, tiro piattello, tiro con l’arco, giochi tradizionali di tiro con la fionda e le freccette

pesca e le attrezzature delle aziende espositrici

il POLIGONO INTERNO di Caccia & Country, con un intero padiglione tecnicamente attrezzato dove le case d’armi e i produttori di munizioni faranno provare direttamente in fiera le ultime novità per far vivere ai » SOFT-AIR, con un’area gioco per dimo- visitatori un’esperienza di tiro davvero unica! strazioni e prove tattiche, che lasciano spazio allo spirito di squadra e al divertimento MERCATO PRIVATI delle IMBARCAZIONI USATE, riservato ai possessori di » VASCA DI LANCIO per lezioni di lancio, barche, gommoni e natanti da pesca usati, dimostrazioni nelle discipline di pesca spor- che potranno esporre direttamente in fietiva con atleti ed esperti, test con le canne da ra per una compra-vendita a loro riservata

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Stanziale

Tecniche per la caccia al

Turdus Merula

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Tecniche per la caccia al

Turdus Merula

Caccia al Merlo: Tutto quello che c’è da sapere se ti vuoi dedicare alla caccia dell’ormai diffusissimo merlo.

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eglio noto come Merlo, il Turdus Merula è un volatile fra i più noti in Italia. Lo si trova praticamente in qualsiasi habitat: giardini, prati, macchie mediterranee, vigne, orti, boschi, parchi

Italia, ma praticamente in tutta Europa e in buona parte dell’Asia. Specie stanziale e di doppio passo, i merli italiani, eccezion fatta per quelli che abitano le Alpi, sono stanziali. Relativamente ai meno diffusi esempla-

cittadini, sono solo alcune delle situazioni nelle quali il merlo è in grado di proliferare. Sarà per questo suo sorprendente spirito d’adattamento che è presente non solo in

ri migratori, questi giungono in Italia dal Nord Est Europa: dalla zona ungherese, dal territorio cecoslovacco, dal Belgio, dalla Francia, dall’Inghilterra e dalla Danimarca.

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Stanziale Riconoscere un merlo migratore da quello stanziale potrebbe dimostrarsi particolarmente semplice: pare infatti che i volatili dotati di ala corta ed arrotondata siano generalmente stanziali, diversamente da quelli dotati di ali a punta. Inoltre i merli migratori dimostrano abitudini diverse rispetto a quelle dei merli italiani stanziali: in generale i migratori preferiscono sostare su alberi dotati di alti fusti, mentre gli stanziali o pasturoni prediligono sostare in zone ben più basse. Per le specie che vivono le zone limitrofe

volatile la maggioranza di quelli che cadono sotto i colpi dei cacciatori è rappresentata dai più giovani esemplari, riconoscibili per via della colorazione grigio scura. Purtroppo le informazioni relative alle attitudini stanziali e migratorie di questi favolosi volatili scarseggiano visti i pochi studi effettuati in merito.

alle Alpi la migrazione autunnale conosce il suo culmine proprio mentre quella del tordo giunge al termine, mentre il ripasso è piuttosto anticipato rispetto a quello del tordo bottaccio e già a metà febbraio si è concluso. Per quanto la migrazione autunnale non sia netta come nelle altre specie, i cacciatori da appostamento sanno bene che tra ottobre e novembre si verifica un copioso movimento di merli. Vista la diffidenza del

mente redditizia e per questo è poco praticata. Si possono avere risultati interessanti solo nei primi periodi di apertura della caccia, quando si presenta una certa abbondanza di giovani esemplari che comunque si dimostrano particolarmente intelligenti e in grado di sviluppare in brevissimo tempo fini tecniche per aggirare le trappole umane. L’attitudine naturale a frapporre fra se e il fucile ostacoli naturali rende il merlo una preda per niente

Tecniche di caccia al merlo: In linea di massima è possibile affermare che in Italia la caccia vagante non sia particolar-

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semplice da catturare la cui caccia inizia, durante i primi giorni di apertura nei dintorni dei vigneti, ai margini dei boschi o nelle zone di confine della macchia mediterranea. L’ottimo udito del volatile rende necessaria la caccia in coppia: a battere il terreno è sempre meglio essere in due, di modo che l’uno batta una zona, l’altro un’altra zona, lasciando nel centro il territorio nel quale si suppone ci siano i merli. In questo modo si avranno migliori probabilità di ottenere qualche risultato. Superato il periodo autunnale la caccia

già ammaestrati; i merli novelli per imitazione perfezioneranno in pochi mesi la tecnica. Il cacciatore che si è dimostrato in grado di addestrare dei buoni richiami avrà qualche possibilità di successo: il consiglio per chi sceglie di dedicarsi alla caccia da capanno è quello di cacciare all’alba e di avere un’ottima prontezza di riflessi. Il merlo infatti è solito avvicinarsi silenziosamente al richiamo, fermandosi prima a breve distanza e in seguito avvicinandosi con un breve salto alla trappola. Diventa dunque indispensabile essere

al merlo diventa pressoché impossibile visto che il volatile si fa piuttosto restio all’involo: è il suo istinto a consigliargli, non a torto, di rimanere nascosto il più possibile fra la vegetazione, e il merlo si dimostra in grado di volare radente alle siepi e ai fossati, mostrandosi a malapena. Più gratificante si dimostra la caccia da capanno, a patto che si possiedano dei buoni richiami catturati sul finire di agosto. Dovranno essere addestrati custodendoli in locali isolati in compagnia di altri merli

in grado di sparare in fretta e senza errori visto che, una volta abbandonato il ramo, il merlo non farà più ritorno. Durante lo svolgimento della caccia è inoltre sconsigliato mostrarsi anche solo per raccogliere i volatili abbattuti: l’effetto sarebbe di abbandono definitivo del luogo da parte di tutto il gruppo. Per concludere ricordiamo che il fucile e calibro da scegliere variano a seconda della tipologia di appostamento per quanto in linea di massima si possa consigliare un piombo 10.

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Stanziale

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Caccia alla beccaccia la “Regina” di Romagna

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Migratoria

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Caccia alla beccaccia la “Regina” di Romagna

Comunemente conosciuta come la “regina dei boschi” o la “dama dal becco lungo” la beccaccia è da sempre tra le “Donne” più desiderate dai Cacciatori italiani e esteri.

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tiamo palando della beccaccia, uccel- dalle colline site tra Borghi, Roncofreddo lo migratorio del genere Scolopax ru- Santa Paola e Sant’Arcangelo di Romagna. sticola, che nidifica nelle regioni del L’entroterra di quest’ultimo comune è caratNord Europa per poi migrare nelle zone terizzato anche dalle suggestive vallate della mediterranee tra ottobre e novembre. Il pas- Val Marecchia, divise dall’omonimo fiume. so della beccaccia si compie proprio duran- La caccia alla “regina dei boschi” o, in questo te la stagione venatoria, trasformando gli caso, alla “sovrana di Romagna”, all’interno del esemplari in volo nelle prede più ambite da- percorso indicato, può rivelarsi emozionangli appassionati di caccia alla migratoria. te e ricca di sorprese. Cacciare in Romagna, Chi pratica esclusivamente la caccia alla bec- infatti, non è una passeggiata, ma un itinerario fatto anche di ripide caccia, ama definirsi un beccacciaio, perché que- La Beccaccia appartie- salite. Dai Comuni che sta tipologia di attività ne all’ordine Chara- abbiamo appena indicato, compresi a un’alvenatoria è altamente famiglia titudine di poco più di specialistica e mirata. driiformes, La beccaccia, infatti, è Scolopacidae, uccelli trecento metri sul livello del mare, si sale verso le un selvatico molto difgeneralmente legati colline più alte e le zone ficile da gestire, perché molto abile nel mi- ad habitat acquatici o appenniniche, fino a raggiungere gli splendidi metizzarsi tra il fitto di vegetazione riparia. faggeti tipici della popofogliame delle foreste. Silenziosa e solitaria abitante dei bo- lazione boschiva della Romagna. All’interno schi, questa preda si ritrova facilmente tra delle aree boscose si troveranno anche abeti gli arbusti delle Alpi e degli Appennini. bianchi, aceri e una ricca vegetazione fatta di Uno degli itinerari privilegiati della beccaccia, felci, lattughe montane e qualche piccolo gedurante la stagione venatoria, è l’area collina- ranio di colore rosa, il tutto ricoperto da foglie re dell’Emilia Romagna, dove alcuni esem- di faggio decomposte, che danno nutrimento plari sostano per alcune ore o pochi giorni. e protezione al suolo del sottobosco. E’ proI luoghi preferiti per cacciare la “regina prio all’interno del sottobosco che la beccaccia dei boschi” sono quelli che si snodano at- trova il suo habitat ideale durante la sua pausa torno all’Appennino romagnolo, iniziando migratoria. L’uccello si nutre, infatti, di insetti Caccia Passione 20


Migratoria e lombrichi che vivono su sottoboschi molto ricchi di humus e di materia organica ( foglie e altri resti vegetali in decomposizione). L’attività della beccaccia è prevalentemente notturna, mentre di giorno l’uccello si riposa proteggendosi sotto le foglie e le radure o cercando a terra altro materiale necessario al suo nutrimento. Questo comportamento determina proprio la complessità della caccia alla regina del bosco. Per scovarla, il cacciatore è, infatti, costretto a muoversi tra spazi angusti e fitte radure dove

è stato individuato nei boschi romagnoli proprio durante la prima domenica di novembre di quest’anno. La presenza di uccelli migratori, a quella data, era di quasi tremila esemplari appartenenti a 38 diverse specie. Per quanto riguarda la beccaccia, si spera solo che la presenza possa sempre essere nutrita e abbondante, specie se si assisterà al passo migratorio degli esemplari provenienti dal Nord Europa. Le beccacce non svernano mai in gruppi numerosi, ma al massimo in cinque, a volte anche

Particolare piumaggio di beccaccia albina

la beccaccia riesce facilmente a mimetizzarsi a causa del colore delle sue piume. A parte il piumaggio screziato di bronzo, grigio e giallo, l’aspetto dell’uccello è facilmente riconoscibile per via del lunghissimo becco ( da cui deriva il suo nome) e dei vividi occhi laterali. Negli ultimi anni, a causa delle variazioni climatiche e di un’attività venatoria indiscriminata, la popolazione complessiva delle beccacce è fortemente diminuita. Tuttavia, un esemplare di beccaccia

da sole. Secondo alcune statistiche si è notato un aumento degli esemplari maschi rispetto alle femmine. L’aumento delle gelate in Italia, sta, però, fortemente compromettendo la caccia alla beccaccia, che in Emilia Romagna è stata vietata quando le temperature scendono al di sotto dello zero. Con il freddo, infatti, le beccacce cercano nutrimento concentrandosi solo nelle zone boscose senza gelo, diventando più vulnerabili all’attività venatoria Caccia Passione 21


e quindi più esposte al rischio di estinzione. La caccia alla regina di Romagna, è, dunque, allo stesso tempo esaltante e complicata, ma se supportata dal giusto equipaggiamento consente di raggiungere risultati eccellenti. L’attrezzatura ideale per insidiare la “dama dal becco lungo” è costituita dai cani e dalle armi. I cani ideali per catturare la beccaccia sono quelli da ferma, i veri e propri specialisti della caccia alla migratoria. Per la beccaccia, però, servono cani addestrati esclusivamente per questo. In tal senso i veri “beccacciai” sono i setter inglesi, ma possono andare bene anche

le razze continentali, lo spaniel è quello che si adatta ai boschi piccoli ma molto fitti. La regola generale, nella scelta del cane da beccaccia, è che discenda da genitori a loro volta specializzati nella caccia alla “regina dei boschi.” Per quanto riguarda la scelta del fucile, non esistono regole fisse. Ciò che conta, in questo caso, non è l’arma, ma la forma e la lunghezza della canna e il tipo di munizioni. Il fucile ideale deve sparare al massimo due colpi ( la doppietta o il sovrapposto), perché l’ambiente boscoso è troppo irto per facilitare il terzo tiro tipico nei fucili semiautomatici. La fati-

le razze continentali, cioè non selezionate in Inghilterra. La scelta del cane da beccaccia deve essere fatta anche in base all’ambiente di caccia ed alle caratteristiche del cacciatore. Se quest’ultimo è un tipo attento e vivace si potrà pensare a un cane calmo e posato, mentre un cacciatore pigro deve necessariamente accompagnarsi ad un cane sveglio e scattante. Nel fitto sottobosco delle basse colline romagnole si possono anche usare razze continentali estere o italiane ( bracco, spinone o spaniel). Tra

ca di cacciare la beccaccia va compensata da un fucile molto leggero, calibro 12 o 20, con canna corta e con una strozzatura minima. Nella caccia alla dama dal becco lungo, bisogna, infatti, sparare a breve distanza per riuscire a centrare la preda. Visto il rischio elevato di sparo a vuoto tra le foglie della radura, è meglio usare canne ** (due stelle) che permettono una maggiore dispersione dei pallini o l’uso di cartucce dispersanti nel sottobosco a lunghezze max di 20/25 metri.

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Migratoria

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Ungulati

Battute al cinghiale

la sicurezza prima di tutto

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Battute al cinghiale

la sicurezza prima di tutto

Per i cacciatori amanti della buona compagnia la battuta al cinghiale è un evento che si aspetta come il natale o come le vacanze estive: ci si incontra, si sta fra uomini (il più delle volte) si trascorre del tempo immersi nella natura e ci si rilassa.

S

i tratta di una delle caccie più conviviali e complicate che esistano: i cacciatori che partecipano alla battuta normalmente sono numerosi, parliamo di decine di cacciatori, ciascuno posizionato su linee determinate che tracciano le poste. E’ facile dunque immaginare che la battu-

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ta al cinghiale non sia solamente una caccia fra le più belle e appaganti, ma anche una delle più pericolose. Uno degli elementi che rendono questa caccia tanto temibile sono le aree nelle quali normalmente si svolge, caratterizzate da un’alta vegetazione e dunque da una visibilità piuttosto ridotta.


Ungulati Altra componente che rende la caccia al cinghiale un’attività potenzialmente pericolosa sono, è triste dirlo, i cacciatori. Che si sia alle prime armi o che si sia cacciatori veterani prima o poi si sarà tentati di contravvenire a qualche regola imposta durante l’organizzazione della battuta: i cacciatori a cinque stelle reprimono l’impulso razionalmente, gli altri possono creare seri problemi all’intero gruppo. Non è un caso che quella al cinghiale sia una delle caccie più regolamentate che esistano: le re-

• segnalazione delle porzioni di territorio interessate dalla battuta tramite bandiere rosse; • rimozione delle bandierine a conclusione della caccia; • utilizzo di gilet da caccia piuttosto vistosi. Altra cosa sono le regole imposte dal capo caccia al quale è richiesto di conoscere come le proprie tasche il territorio nel quale si terrà la battuta di caccia. Grazie alla propria esperienza avrà la capacità di disporre nel migliore modo possibile le poste, po-

gole sono ferree e tutte rivolte alla sicurezza dei cacciatori e dei frequentatori della campagna. Non sono solo i cacciatori a darsi delle regole, a farlo è anche ciascun regolamento di caccia regionale che in linea di massima tocca alcuni punti sensibili: • tabellazione della zona assegnata;

sizionando i cacciatori in piena sicurezza. La dove non arrivano le regole, dovrebbe arrivare il buon senso: mai dimenticare che si tratta di una giornata trascorsa fra amici per divertirsi e mai sparare senza essere sicuri di quel che si è visto: certi errori i cacciatori non possono proprio permetterseli. Caccia Passione 27


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Caccia e cacciatori

A caccia in Brughiera beccacce, conigli e fagiani a 2 passi da Varese

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A caccia in Brughiera beccacce, conigli e fagiani a 2 passi da Varese

Rivivere il fascino della brughiera nebbiosa nelle sei aziende venatorie che ancora sopravvivono nella provincia di Varese.

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e zone di caccia diminuiscono giorno dopo giorno, e i cacciatori, quelli veri e appassionati diminuiscono con gli appezzamenti di terra a loro dedicati. Ciò non toglie che esistano dei lembi di territorio dove la caccia sopravviva, che richiamano durante i periodi in cui l’attività venatoria è aperta, appassionati con la voglia di rivivere l’emozione che la sfida contro la natura è capace di regalare. Nella provincia di Varese di aziende faunistiche venatorie ancora in attività ce ne sono ben sei, frequentate da tutto il dintorno milanese, nelle quali ancora vige l’antica etica della

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caccia e all’interno delle quali si respira uno spirito familiare, di incontro e di conoscenza. Il cacciatore che abbandona la città durante il fine settimana per assaporare un briciolo di natura e di brughiera non necessariamente torna a casa con un carniere sorprendente, ma ricco di un’esperienza che difficilmente si dimentica. Non si spiegherebbe diversamente perché molti clienti di queste belle riserve venatorie le frequentino da più di 15 anni. Si cacciano fagiani, conigli selvatici, beccacce esclusivamente durante le giornate consentite dal calendario venatorio con un totale rispet-


Caccia e cacciatori to durante quei giorni di silenzio venatorio, il martedì ed il venerdì. Le uscite giornaliere costano sì e no 150 euro, cifra che consente di portar a casa non più di una decina di capi abbattuti quando fortunati, ma che agli appassionati del genere, regala sensazioni antiche e di riscoperta della brughiera, un habitat che molti immaginano sterile, secco e umido, ma che ancora è casa di una considerevole fauna. Qualunque sia l’azienda che si sceglie di visitare l’iter giornaliero è grosso modo sempre lo stesso: si parte intorno alle 9,30 in compagnia di una guida, non prima di aver consumato una ricca colazione in compagnia degli ospiti cacciatori e proprietari. E’ il momento dei racconti e si ricorda di quando la brughiera era un luogo diverso, più ricco di ospiti e di amici. L’unica cosa che pare non essere cambiato è il motivo per il quale in molti raggiungono le riserve di caccia: per mettere in pausa la propria vita cittadina e per gustarsi qualche giorno di pace, spesso lontani dalla famiglia e in alcuni casi dalla moglie. Si trascorrono giornate intere con gli amici, si vive allo sta-

to brado e ci si gode la nebbia, che durante la settimana fa letteralmente impazzire e la natura, della quale quasi si è perso il ricordo. I boschi della Golasecca d’altronde sono luoghi affascinanti, che hanno il potere di allontanare dal mondo intero: Milano e le grandi città sembrano improvvisamente lontanissime. La festa è non solo per i cacciatori ma anche per i cani, che appena liberati impazziscono per la gioia. Le regole da rispettare per il cacciatore sono tante: rispetto per la natura, rispetto per il selvatico e rispetto per i compagni di caccia sono elementi da non sottovalutare. Naturalmente la ricchezza della giornata di caccia è da imputare al fatto che si tratta di una riserva, ma l’aria che si respira è pulita per davvero, e la stanchezza delle gambe e delle braccia a fine giornata è più che reale. Per questo il pranzo è un momento più che gradito: si ripongono le doppiette e si sfoderano, a tavola, mille e un consiglio utile per le giornate a seguire. Luoghi di caccia, momenti, tecniche e trucchetti si sprecano: per dirla facile si crea quell’ambiente convivale e gioioso di cui raccontavano i nonni cacciatori.

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Caccia all’estero

Caccia alle starne

sono andato a caccia in Ungheria.

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Caccia alle starne

sono andato a caccia in Ungheria. L’esperienza di caccia alle starne in Ungheria: la bellezza di un territorio e la ricchezza faunistica nel ricordo di un cacciatore veterano

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on credevo che lo avrei mai detto e contavano, ma per non rimanere troppo scritto, eppure l’anno scorso mi sono deluso non mi ero informato per niente. convinto: avevo proprio bisogno di Il punto d’arrivo del nostro viaggio era la terra scappare dall’Italia, da tutti i suoi regolamenti, Magiara, da sempre casa di bellissime lepri e da tutti i suoi problemi e da tutti i suoi contro- caprioli, famosissima per la caccia alla penna. sensi. La vita del cacciatore, da qualche anno Ricordo che la mia prima sensazione appea questa parte, è diventata praticamente inso- na arrivato alla meta è stata di familiarità: stenibile, costosa e mal vista, ma io non mollo. quella terra poca lontana da casa mi è subiGiovanni mio cugino e mio carissimo amico, to sembrata amica: c’erano i colori caldi, la che la vede come me è stato il primo a metter- professionalità e l’ospitalità di chi ci ha acmi la pulce nell’orecchio: colto e soprattutto l’e... Aspettavano solo un strema ricchezza e va“Ma se ce ne partissimo per un viaggetto vena- mio gesto che non ha rietà di quel territorio. torio io, te e Marco?”. tardato: in breve tem- E’ vero che il turismo La mia risposta iniziale è venatorio è uno fra i più po uno stuolo di starne importanti in Ungheria stata un secco “No!”. Non avevo né voglia né tempo si è involato con un me- e che quindi gli stranieri di pensare a tutti quelli vengono trattati sempre raviglioso rumore.... che ritenevo sarebbero bene, ciò non toglie che stati gli inconvenienti dello spostarsi con armi di quella terra io mi sono innamorato fin da e animali, ma dopo le soluzioni proposte da subito: i guardia caccia e l’ottima selvaggina mi Giovanni ho iniziato a pensarci più seriamen- hanno fatto davvero un’ottima impressione. te. La spinta finale me l’ha data la pubblica- Tanto per cominciare in Ungheria si pensa zione del calendario e regolamento venatorio all’utilizzo duraturo delle risorse, ma lo si fa di quell’anno con nuove e sempre più pesan- per davvero, anche quando si parla di selvati limitazioni. Avevo proprio bisogno di una tico e la natura la rispettano e la proteggoboccata d’aria fresca, seppure a pagamento. no non solo i cacciatori del luogo, ma tutti, Il viaggio lo ha organizzato tutto mio cugi- anche gli stranieri e i non addetti ai lavori. no, io praticamente non sapevo nemmeno Inoltre la lista di uccelli cacciabili non è la stesdove saremmo andati: ok sapevo dell’Un- sa condivisa a livello internazionale: la caccia gheria e delle mirabilie che a cena mi rac- delle specie protette è punita severamente

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Caccia all’estero per questo si insiste particolarmente su quelle che potrebbero essere facilmente confuse. In definitiva tutti gli ungheresi, così mi è sembrato, si ritengono protagonisti nella tutela del proprio patrimonio naturale, loro principale ricchezza. Inoltre le leggi relative al controllo del patrimonio ambientale non sono datate ed obsolete, ma costantemente aggiornate, soggette a controllo e costante miglioramento: insomma non strampalate come alcuna dei paesi vicini. Tutto questo cade a favore non solo dell’ambiente, ma anche di chi sce-

nonno. Mentre avanzavo in compagnia dei miei due cani d’improvviso ho notato il più anziano impietrito, “di già” ho penso, osservando la sua ferma statuaria. Il compagno d’improvviso gli si era messo al lato riproducendo gli stessi atteggiamenti, solo un pò più goffi, causa la giovanissima età. Aspettavano solo un mio gesto che non ha tardato: in breve tempo uno stuolo di starne si è involato con un meraviglioso rumore. Saranno state una quindicina. Ricordo d’aver pensato che la mattina iniziava davvero bene. Il carniere alle 11 non era di quelli da fo-

glie di visitare l’Ungheria per praticare la caccia, proprio come il sottoscritto. Detto questo torniamo a noi: dopo attenta riflessione avevo deciso di partire con i miei due cani, due favolosi esemplari di drahthaar roano. L’arrivo era fissato per il venerdì alle nove di sera e non appena messo piede nella casa di caccia ci siamo tutti concessi un brevissimo riposo: la sveglia era puntata per le cinque del mattino, incontro all’ingresso della struttura. Quella prima mattina di caccia è stata un tuffo nel passato: mi sembrava di passeggiare come tanto tempo prima, nelle vigne di mio

tografare: avevo catturato davvero poche starne, ma con estrema soddisfazione. C’è da dire in mio favore e a favore dei miei due cani che le starne che si trovano qui, in Ungheria, hanno poco a che fare con quelle allevate in voliera: i selvatici, quelli veri certo non si fanno gabbare troppo facilmente. Alla mattina di caccia è seguito un ottimo pranzo, una bella bevuta, una chiacchiera con i proprietari davvero simpatici e una passeggiata serale. Tutto questo si è ripetuto per 5 giorni favolosi. Che ti devo dire: soldi davvero ben spesi. Ho già il salvadanaio pieno per quest’anno! Caccia Passione 35


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Cani da caccia

L’importanza e il valore

del gioco nel cucciolo

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L’importanza e il valore

del gioco nel cucciolo Addestramento fa rima con gioco, specie quando il pointer è ancora cucciolo: fra le tecniche più gettonate e conosciute, ma anche più efficaci c’è il gioco della piuma e il gioco del calzino per divertire il nostro amico a quattro zampe, addestrarlo e stringere con lui un rapporto di sincera amicizia.

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l problema di chi riceve in dono un piccolo cucciolo di pointer, o di chi sceglie coscientemente di regalarselo è sempre lo stesso: e adesso come faccio ad addestrarlo? Le strade sono principalmente due: o si opta per un addestratore, o si sceglie di addestrarlo Caccia Passione 38

in totale autonomia. Nel secondo caso la richiesta di tempo e di attenzioni è nettamente superiore, ma come si può naturalmente immaginare, anche il legame fra cane e proprietario sarà ben più stretto e duraturo: tutto di guadagnato se il cane è destinato a diventare


Cani da caccia un professionista della ferma e della caccia. Soprattutto il rapporto con il proprietario e con l’habitat circostante deve essere privilegiato: non bisogna considerare il proprio pointer come un cane di cristallo, tanto fragile che si ha paura si rompa; al contrario è bene che il cane interagisca tanto per cominciare con il cacciatore, ma anche con il maggior numero di situazioni, habitat e naturalmente persone possibili. Il ruolo del proprietario nelle prime 12 settimane è quello di garantire al cane che le esperienze siano tutte positive: diversamente si potrebbe rischiare di insinuare nel cane paure che difficilmente spariranno. In queste prime settimane è probabile che il cacciatore diventi il principale punto di riferimento per il cucciolo: tutto nella norma. Questo legame renderà decisamente più semplice l’addestramento futuro. E’ questo il periodo delle vaccinazioni, della sverminazione e della scelta più che consapevole del veterinario: la salute del cane prima di tutto, e per salute si intende chiaramente anche una sana alimentazione. Quel che conta davvero ricordare è che l’ad-

destramento del pointer è legato indissolubilmente con il gioco e con il divertimento dell’animale. Intuendo l’addestramento come un gioco è probabile che il vostro cuccio-

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lo impari più rapidamente comandi semplici quali “qui”, “no”, “seduto” o “terra”, ma anche comandi decisamente più complicati. Uno dei giochi meglio qualificati per l’addestramento del pointer è quello della piuma: è non solo semplice da realizzare, ma offre numerosi benefici. Per metterlo in opera non dovete far altro che legare le piume di un uccello ad uno spago o ad una canna e muoverle costantemente. L’istinto canino stimolato dal movimento, dall’olfatto e anche dall’istinto al gioco aiuterà l’addestramento del cucciolo. Ricordare che si tratta di un gioco - ad-

di una pallina da tennis), sviluppando così fin da cucciolo l’importantissimo istinto del riporto. L’importante è praticare il gioco in un luogo ben delimitato da una recinzione o da muretti di modo che il cane non possa scappare e non lasciare mai il calzino al cane come oggetto per il suo gioco personale: l’efficacia dell’addestramento verrebbe meno. Un proprietario che si dimostra un buon addestratore verrà presto considerato dal proprio cane come un capo branco da seguire: si tratta di un ruolo che si guadagna con la fiducia, la pazienza ma soprattutto con la costanza.

destramento sarà importante: esagerare o ripetere troppo a lungo questa pratica sarà contro producente. Di norma questo esercizio è consigliato per i pointer che non abbiano superato le 14 settimane. Altro gioco – addestramento importante che si consiglia di iniziare a praticare sempre durante lo stesso periodo è quello del calzino imbottito. Il cane dovrà riportare a comando l’oggetto prescelto (potrebbe trattarsi anche

E’ importante ricordare infatti che con la violenza e la prepotenza non si va davvero da nessuna parte e che un cane ben addestrato, che ha stabilito un rapporto di complicità con il proprio padrone sarà un ottimo cane da caccia. Scoprire quando il cucciolo sarà pronto per la prima esperienza sul campo è quanto mai semplice: se risponde ai comandi e ai gesti con immediatezza, beh, è arrivato il momento di metterlo alla prova.

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Cani da caccia

Segugio italiano e Segugio maremmano alla scova del re del bosco

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Segugio italiano e Segugio maremmano alla scova del re del bosco

Tra le battute di caccia più appassionanti spicca certamente quella al cinghiale.

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icca di emozioni e di colpi di scena, quest’azione venatoria travolge ed appassiona più di qualsiasi altra perché dà vita allo scontro tra due vere e proprie forze della natura: il cane da seguita e il cinghiale. Il primo, abilissimo nello scovare la preda tra

le ombrose radure dei boschi, il secondo, forte, tenace ed in grado di tenere testa all’inseguimento dei cani. Le razze canine maggiormente usate nella caccia al cinghiale sono rigorosamente italiane, ovvero segugio italiano e segugio maremmano, da sempre nella top ten dei cani da seguita addeCaccia Passione 44

strati per cacciare gli ungulati di grossa taglia. Il segugio italiano comprende diverse razze: a pelo raso fulvo o nero e a pelo forte, sempre fulvo o nero focato. Cane molto vivace e con un buon carattere, il segugio italiano, specie a pelo raso, viene impiegato spesso per individuare i cinghiali, anche grazie alla sua capacità di rincorrere la selvaggina al galoppo e senza disdegnare

movimenti precisi e regolari come il trotto e il passo, necessari nella fase di scova della preda. Il segugio italiano è un compagno di caccia instancabile e in grado di inseguire un cinghiale


Cani da caccia guimento per portare la preda sulla traiettoria del cacciatore. I risultati venatori dei cani da seguita per cinghiale possono essere tutti molto eccellenti, a patto di utilizzare cani ben addestrati fin dai primi tre mesi di vita. Senza addestramento, anche le migliori razze canine sarebbero inutili per la caccia. L’addestramento dei cani da seguita per cinghiale prevede la capacità dell’animale di comprendere comandi come “chiamata”, “ a terra” e “dietro”; il rientro immediato dopo la battuta; il superamento delle poste e la scelta del guinzaglio più adatto da parte del padrone. La chiamata serve a ricondurre il cane ai piedi del padrone; il comando “ a terra” blocca l’azione del cane in qualsiasi momento, portandolo ad accucciarsi a terra con il muso nella direzione percorsa; con il comando “ va”, il cane riprende l’azione muovendosi nella direzione indicata dal cacciatore, mentre il comando “dietro” porta il dall’alba al tramonto. Per la sua spiccata in- cane a mettersi alle calcagna del suo padrone. dipendenza, necessita di un’adeguata attività L’animale deve anche essere abituato a scovadi addestramento fin dai primi mesi di vita. re ed inseguire la preda. L’addestramento dei

Non è da meno il segugio maremmano, che con quello italiano si contende il primato delle battute di caccia al cinghiale. Questo segugio, di origini, chiaramente, toscane, non è molto bello esteticamente, però è un ottimo cane da seguita, bravissimo cani da seguita per cinghiale prevede l’utilizzo nell’individuare le tracce del cinghiale durante di recinti con all’interno dei cinghialetti che i la scova ed abilissimo nel lanciarsi al suo inse- segugi impareranno ad inseguire gradualmenCaccia Passione 45


te. I cani da caccia devono anche abituarsi allo sparo. I cuccioli generalmente sono terrorizzati dal rumore prodotto dalle armi da fuoco. Per renderli insensibili all’uso dei proiettili, si possono inizialmente usare delle pistole a salve, da sparare a una certa distanza e poi, via via, sempre più vicino, fino a quando il cane non avvertirà più alcun timore o terrore all’atto dello sparo. I cani da seguita vanno anche addestrati alla muta, ovvero alla caccia in gruppo con altri cani. Per evitare problemi di incompatibilità, è meglio iniziare l’addestramento usando esemplari della stessa razza. Superato il periodo di “training” venatorio, i cani da seguita saranno pronti per scovare le tracce lasciate dal cinghiale. Questo suino selvatico, in effetti, non passa inosservato. Con il suo grosso grugno, ben evidente anche nelle razze di piccole dimensioni, scava sul suolo dei boschi per nutrirsi di tuberi, rizomi e radici. I segni lasciati dal cinghiale sono ben evidenti pure sui campi coltivati, dove il Re del bosco procura danni Caccia Passione 46

incalcolabili, poiché si nutre anche di grano, mais e orzo. I cani da seguita non hanno in fin dei conti grandi problemi a “fiutare” le tracce del suino e ad individuarlo. Una volta che il suino sarà scovato, bisognerà puntare a colpirlo con le armi e le munizioni adatte. Nella caccia al cinghiale si usano fucili calibro 12 e carabine semiautomatiche a canna rigata. Anche se il fucile calibro 12 rappresenta un classico della caccia al cinghiale, le carabine moderne si adattano molto bene a questo tipo di caccia, per via della loro leggerezza, molto simile a un calibro 12, e ad una gittata e precisione che ormai superano di gran lunga quelle dei fucili di una volta. I modelli di carabina consigliati per la caccia al cinghiale sono: Benelli Argo, Browning Long Track o Short Track e SLB 2000 light della Heckler & Koch. Le carabine a canna rigata necessitano di munizioni più leggere rispetto a quelle a canna liscia. Nonostante il cinghiale venga abbattuto meglio dalle pallottole più grandi, i cacciatori prediligono


Cani da caccia

la canna rigata, che con la sua leggerezza suggerisce l’idea di poter raggiungere meglio e più facilmente la preda. Munizioni troppo leggere rischiano però di non colpire i punti vitali del cinghiale, ecco perché bisogna ricorrere a munizioni con un calibro adatto alla stazza del principale abitante dei boschi. Le munizioni ideali per le carabine semiautomatiche sono “ad espansione controllata”, palle apparentemente piccole, da 32 grammi circa, che sono

in grado di raggiungere le stesse performance di quelle grandi, ovvero possibilità di sparare anche a cento metri di distanza e con una rosata di sessanta millimetri. Queste pallottole di nuova generazione sembrano non avere difetti, a parte il costo, un po’ più caro della media. Nella scelta delle armi e delle munizioni della caccia al cinghiale, bisognerà, dunque, valutare quelle più sicure e più consone alla propria abilità ed alle proprie possibilità di spesa.

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Fucili da caccia

Fucili da caccia

eseguire la manutenzione in sicurezza Caccia Passione 49


Fucili da caccia

eseguire la manutenzione in sicurezza Il fucile, per i cacciatori, è come la moto per il motociclista: a volte si ama come e più di una donna. Non esiste alcun dubbio che il fucile da caccia sia uno strumento indispensabile in qualsiasi battuta. Dalla sua funzionalità dipendono, infatti, gli esiti ed i successi dell’attività venatoria.

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l fucile, dunque, è un dispositivo di valore, sia per la quantità e qualità di selvaggina che consente di abbattere che per il suo innegabile valore economico. Per mantenere inalterati nel tempo la funzionalità e il valore del fucile bisogna ricorrere a una manutenzione regolare e sistematica. La ma-

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nutenzione del fucile comprende tutte quelle operazioni di pulizia delle parti metalliche e in legno dell’arma. Queste parti possono usurarsi in seguito all’uso, ai traumi, agli spari e agli agenti atmosferici. Le parti metalliche interne ( come le canne) tendono ad accumulare i detriti rilasciati dalla combustione delle cartuc-


Fucili da caccia ce, mentre le parti metalliche esterne possono ossidarsi a seguito di pioggia e umidità. Stesso logorio può essere subito dalle parti in legno, che, in base alla qualità del legno di cui sono composte, possono risentire negativamente dell’azione di umido e pioggia, per non parlare di traumi e del contatto con rovi e spine che potrebbero graffiarle compromettendone per sempre anche la resa estetica. La manutenzione del fucile, oltre a farlo funzionare meglio, ad aumentare la resa e perfino la gittata del-

per avere a fianco un’arma duratura, funzionante ed esteticamente ineccepibile. Di solito, la pulizia del fucile da caccia segue una periodicità dettata dalla tipologia di arma e dall’uso. In genere, queste regole impongono che il fucile venga pulito sia prima che dopo le battute. Non è un male pulire il fucile anche durante i periodi di inattività e poco prima della battuta. La pulizia migliore, naturalmente, si realizza quando l’arma non è in uso. Mai, invece, prendere l’abitudine di tirar fuori il fucile impol-

lo sparo, mantiene inalterato anche il design estetico dell’arma, particolare che consente di rivenderla a un prezzo equo e più che soddisfacente. La manutenzione frequente riduce anche il rischio di guasti meccanici, evitando di ricorrere a costose riparazioni. Pulire con cura un fucile significa, dunque, gettare le basi

verato, andare a caccia e pulirlo manualmente usando il tessuto del giubbino. Questa pratica, oltre ad essere noiosa e piuttosto fastidiosa, non garantisce che il fucile sia libero da polvere e pulviscoli che possono far inceppare l’arma. Anche se le case d’armi producono ormai fucili durevoli e senza rischi di inceppamenti o Caccia Passione 51


malfunzionamenti, quando si parla di armi la prudenza e l’attenzione non devono essere mai troppe. La pulizia del fucile, come abbiamo già accennato, deve riguardare le parti metalliche e in legno, sia interne che esterne. Per le parti metalliche, la pulizia deve riguardare le canne, la bascula, la superficie esterna dei fori del percussore e altri parti metalliche esterne, come il grilletto. Per le parti in legno la pulizia deve riguardare il calcio. La pulizia va effettuata con arma completamente e perfettamente scarica. La modalità di pulizia cambia in

Questi prodotti devono essere rimossi dopo qualche ora perché, non avendo alcun potere lubrificante, tendono a corrodere l’acciaio. Gli oli lubrificanti proteggono il fucile dagli agenti atmosferici e dalla corrosione. Questi prodotti sono derivati dal petrolio e sono addizionati con siliconi. I grassi lubrificanti aumentano la resistenza dei metalli agli agenti atmosferici e alla corrosione. Sono composti da oli minerali addizionati a gel anticorrosivi. I grassi lubrificanti possono ridurre il diametro della canna, per cui è utile rimuoverli dall’arma non

base al tipo di arma usata. Nelle armi basculanti bisogna aprire il fucile a metà, praticando una pulizia più faticosa, mentre nelle armi automatiche la pulizia è più semplice, perché le parti metalliche si possono scomporre più facilmente. I prodotti da usare per la pulizia sono specifici, cioè servono esclusivamente per pulire le armi. Questi prodotti sono i solventi, gli oli ed i grassi lubrificanti. I solventi servono a sciogliere tutti i residui che si depositano sulle parti metalliche dopo lo sparo.

appena terminata la pulizia. La riduzione del diametro della canna peggiora la resa balistica del fucile, specie di quello ad anima rigata, già per natura sottoposto a una notevole pressione durante lo sparo. Per la pulizia del fucile non vanno usati oli animali o vegetali, aceto o petrolio. Queste sostanze, anche se di derivazione naturale, tendono a depositarsi sulle parti metalliche del fucile peggiorando il processo di corrosione. Le canne del fucile si puliscono con degli scovoli ( bacchette) di legno

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Fucili da caccia o plastica formati da una testina intercambiabile in metallo dolce. Le bacchette consentono di asportare tutti i detriti e le polveri accumulate durante gli spari. Dopo la rimozione degli stessi, le bacchette vanno ripassate sulle canne rivestendo le testine con panni intrisi di solvente e poi di olio lubrificante. Le parti metalliche esterne vanno pulite con un panno di lana imbevuto di solvente. Dopo questa operazione, sulle stesse parti si spruzza un olio spray ai siliconi che rende il fucile più lucido e brillante. Quest’olio serve anche a pulire

di lana asciutto per evitare graffi, e poi lucidato con un panno imbevuto di olio a cera per legno. Se il calcio in legno dovesse presentarsi troppo sbiadito o con dei graffi, non esistono metodi di pulizia in grado di farlo tornare come nuovo. In questo caso bisogna rivolgersi ad un operatore capace di sostituire le parti danneggiate. La pulizia del calcio in materiali ergonomici e termoplastici, ovvero in tecnopolimeri, è, invece, più semplice del legno, perché bastano solo uno straccio e dell’olio per eliminare aloni, macchie e rigature. Le

le parti meno raggiungibili dell’arma, come i grilletti e la parte interna dei tubi del percussore. La pulizia delle parti in legno deve tenere conto del tipo di legno utilizzato. Quello rivestito con vernice impermeabilizzante va pulito usando un olio impermeabilizzante, lo stesso usato per pulire le parti metalliche del fucile. Quest’olio va asciugato con un panno di lana asciutto. Il prodotto rende il legno verniciato ancora più lucido e brillante. Il legno trattato con oli o cere va prima pulito con un panno

canne si possono pulire anche con creme al mercurio, che rimuovono i residui di piombo. Queste creme vanno però rimosse entro due ore dall’applicazione, perché possono causare fenomeni di corrosione delle canne. Il fucile non va, inoltre, pulito con panni ruvidi( che possono graffiarlo) o con materiali inadatti che possono causare ulteriori rigature. L’arma va anche conservata in un luogo asciutto per evitare la formazione e il deposito di ruggine nelle parti metalliche interne ed esterne Caccia Passione 53


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Fucili da caccia

Remington 783 in .270 Win un fucile alla portata di tutti

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Remington 783 in .270 Win un fucile alla portata di tutti

La Casa di Ilion puntualmente arriva con un modello adeguato ai tempi e alle situazioni commerciali del periodo che si sta attraversando. Funzionalità, linea sempre gradevole e una quotazione decisamente invogliante sono alla base del progetto

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arebbe bene non continuare a citare la crisi che il mondo occidentale sta vivendo, l’Italia si distingue per viverla in maniera un po’ più pregnante degli altri, ma ci tocca e comunque si rivela un fattore di spinta per soluzioni diverse da quelle solitamen-

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te adottate. L’industria aggiorna costi, procedure, soluzioni per immettere sul mercato il prodotto adeguato alla bisogna, adeguato cioè alla fisarmonica oramai in fase di compressione assoluta. Lo strumento cui accenniamo non è costruito nelle Marche e non serve ad


Fucili da caccia accompagnare quelle musiche suadenti della campagna francese: è il nostro immaginario portafoglio in cui qualche striminzito foglio di carta moneta fa compagnia a una carta di credito, o bancomat che dir si voglia, limitato nella sua funzione da un numero impresso nella memoria della banca su cui ci appoggiamo. La validità delle aziende industriali e commerciali sta proprio nell’individuare le capacità di spesa del proprio cliente medio e adeguare il prodotto a tale entità: a dirlo è quasi facile, realizzarlo un po’ meno. La Remington, finalmente arriviamo a porre un soggetto ben individuabile del nostro preambolo, ha da tempo ramificazioni in altre firme armiere di tutto rispetto e citiamo in particolare Marlin e Savage, depositarie anch’esse di una storia fatta di sostanza, idee nuove e concetti chia-

detto che certe soluzioni dell’uno non possano venir adottate dall’altro per creare un prodotto con una valenza ancora differente dalle basi di partenza. La Casa di Ilion ha agito più o meno così nel definire la propria nuova arma per la battaglia in atto sul fronte economico e pare che la somma delle idee abbia costituito un insieme di buona validità. Esaminiamo allora la Modello 783 con la premessa d’ufficio di rendere subito noto il prezzo informativo: 651,00 € soldo più, soldo meno per un qualcosa che vale e, soprattutto che serve per il fine che ci si propone, quello di andarci a caccia.

ri, molto yankee certo, ma chi può prescindere da quel mercato, soprattutto vivendoci dentro? La spaziatura progettuale, stilistica e monetaria evita certe brutte soluzioni di omogeneizzazione che riducono la potenzialità di penetrazione presso la clientela, ma non è

sico ricavato da una billetta di acciaio legato con sezione tonda, anello anteriore e ponte posteriore chiuso dove sono ricavati i fori per il fissaggio dell’ottica; sul fianco destro è praticata la finestra di espulsione, di ampiezza contenuta mentre quella inferiore è più ampia per

La parte tecnica La definizione è fucile a canna rigata a ripetizione ordinaria con azione girevole scorrevole: osserviamo dunque il castello molto clas-

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il passaggio del caricatore bifilare estraibile. La struttura è assai robusta anche se molto del lavoro viene svolto dal sistema di giunzione canna, anello, otturatore e dal prisma di scarico delle forze. Entrano qui in gioco soluzioni consolidate, quindi sicure nella resa, e dal costo progettuale oramai ben ammortizzato: la culatta della canna reca una lunga filettatura con la parte apicale inserita nel corrispondente

inizi questa soluzione era stata appannaggio della Savage con il suo Modello 110 e ancora dai progetti di questa Casa, ripetiamo anch’essa facente parte come Remington della finanziaria Freedom Group, troviamo qualcosa nell’otturatore: il corpo centrale viene lavorato da una billetta di acciaio a cui anteriormente viene calettata la testina a due alette frontali lavorata separatamente e provvista di un piolo

passo a vite praticato entro l’anello, avanzando fino al punto esatto per determinare lo spazio di testa. Il prisma di scarico è costituito da una lamina sagomata, di conveniente spessore, con un ampio foro per inserirla sulla canna a contatto con l’anello, mentre la porzione inferiore verrà posizionata nella tasca ricavata nel fusto della calciatura: entra qui in gioco un dado godronato e internamente filettato, anch’esso calzato sulla canna dove utilizza la parte libera della filettatura per serrare la flangia bloccando stabilmente anche la canna. Più complicato forse da illustrare che da mettere in opera. Agli

di inserimento su cui agisce, grazie a un incavo, uno spinotto passante di bloccaggio, a sua volta tenuto in sito dal gambo del percussore. I particolari mostrano faccia ribassata, foro del percussore rettificato, espulsore con nottolino elastico, estrattore a unghia inserita in una sede a coda di rondine praticata nell’aletta destra e che agisce con movimento radiale, quindi con molta sicurezza di resa sul campo anche con bossoli duri da estrarre; ancora sotto all’aletta citata si trova una fresatura longitudinale che si inserisce nella guida ricavata nel fianco destro del castello per una migliore scorrevo-

Caccia Passione 58


Fucili da caccia lezza. Il manubrio si presenta di foggia caratteristica con braccio a quadrello e nocca tonda appiattita su cui spicca la R del marchio aziendale; viene saldato al corpo centrale tramite una base arcuata. Il tappo di coda rastremato e provvisto di incavi periferici di gradevole effetto lascia sporgere il codolo del percussore segnalando la meccanica armata. Sui fianchi della codetta del castello notiamo a destra la levetta a rullino della sicura che lascia sempre libero il movimento dell’otturatore per scarrellare in tranquillità, a sinistra invece la lamina per l’estrazione dell’otturatore a fondo corsa. La canna, lo scatto e la calciatura La canna lunga 56 cm viene rigata per bottonatura praticando in culatta le due mortise per le alette di chiusura: si forma così con l’otturatore un insieme di grande solidità e rigidezza. Lo scatto dotato del sistema Cross Fire mutua

da Savage e anche da Marlin la soluzione della lamella elastica inserita nel grilletto: funge da sicura bloccandone la corsa se non viene premuta mentre, azionandola, si scarica già una parte del peso effettivo di sgancio. Sulle prime può apparire una macchinosità, ma nella pratica si rivela una scelta positiva. La calciatura in sintetico presenta linee funzionali per il tiro con l’ottica e il Pillar Bedding con cui si unisce alla meccanica concorre a migliorare le prestazioni di tiro; il calciolo Supercell® Recoil Pad attenua molto la sensazione di rinculo. Nelle prove di tiro abbiamo apprezzato la funzionalità dell’insieme, ovviamente tenendo ben a mente quel valore in euro citato all’inizio: per chi desideri iniziare la caccia di selezione o per chi sia intenzionato ad ampliare con un nuovo calibro la propria rastrelliera con la Mod. 783 andrà tranquillo e senza che il bancomat opponga degli antipatici rifiuti.

Scheda tecnica Costruttore: Remington Arms Company, Mayfield (KY) - USA Modello: 783 Tipo: carabina a otturatore girevole e scorrevole con due alette in testa Calibro: .270 Win. (a richiesta .30-06 Sprg. - .308 Win. - 7 Rem. Mag.) Castello: in acciaio ricavato da forgiato e fresatura Canna: in acciaio al carbonio lunga 560 mm (magnum 610 mm) con 4 righe destrorse passo 1:10” (magnum 1:9” ¼) – bottonata - montaggio flottante Percussione: percussore lanciato con molla elicoidale coassiale Alimentazione: serbatoio staccabile da 4 cartucce con sblocco a tastino anteriore Congegno di scatto: sistema Cross Fire grilletto singolo con lamella elastica in funzione di sicura e precarico di sgancio Estrattore: a unghia con movimento ortogonale e molla inserita nell’aletta destra dell’otturatore Espulsore: nottolino elastico sporgente nella faccia dell’otturatore Congegni di mira: non previsti – predisposizione per ottiche Sicurezza: tastino zigrinato sul lato destro del castello – blocca sistema di scatto e percussione Calciatura: in pezzo unico di materiale sintetico - calciolo in gomma Remington® Supercell® Recoil Pad – calciatura con Pillar Bedding Finiture: brunitura opaca delle parti metalliche Peso: 3.300 grammi circa senza ottica Prezzo indicativo: 651,00 € al pubblico (senza ottica e attacchi) Ottica: Redfield Mod, Revolution 4-12x40 Importatore Remington e Redfield: Paganini sas – corso Regina Margherita 19 bis – 10124 Torino – Tel. 011/8177860 – fax 011/835418 – sito Internet www.paganini-to.it Caccia Passione 59


L’autunno è alle porte, e per quanto si ritenga che sulle isole le stagioni fredde lo siano meno che altrove, chi ha provato l’umido, il maestrale e la tramontana sa che si tratta di un’emerita baggianata.

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Racconti di caccia

La lepre che si trasforma in fagiano

C

iò non toglie che anche durante le giornate di vento e di pioggia promessa, io scappi via da casa e mi diriga in quel piccolo boschetto a pochi chilometri dalla mia quotidianità che ogni volta mi accoglie come un amico. Da qualche anno caccio meglio in solitaria, da che gli amici di vecchia data non ci sono più e anche se a fine giornata porto a casa poco o niente pazienza, l’importante e respirare aria pulita, non sentire il telefono squillare e dimenticare per almeno qualche ora i problemi di tutti i giorni. Ora che mi preparo a questo nuovo autunno che arriva, mi viene in mente dell’avventura che ho vissuto l’anno scorso mentre dividevo la mia bella giornata di caccia con il caro York Setter e con un giovanissimo Setter. Il primo è un amico di vecchia data, con il secondo stiamo imparando a conoscerci, ma devo dire che l’addestratore, mio cugino, ha fatto davvero un ottimo lavoro. Quella domenica avevo deciso di dar la caccia a qualche lepre e vista la mia conoscenza del territorio mi sono diretto immediatamente verso “su murdegu”, una zona nella quale crescono numerose piante basse e profumate e un’infinità di rovi che rendono il passaggio davvero complicato. E’ li che normalmente si nascondono le lepri e in effetti raggiunta la zona i miei cani, incitati dal sottoscritto, hanno iniziato la loro eccitata cerca attraversando con cautela quelle masse di rovi che durante fine agosto si riempiono di buonissime more; mia moglie le trasforma in deliziose marmellate.

Ma torniamo a noi: il mio York pare impazzito, scivola fra i rovi e mentre io attendo la fuga di una lepre sento invece un frullo piuttosto poderoso che te lo confesso, mi ha preso alla sprovvista tant’è che i miei tre colpi non hanno avuto alcun successo. Osservo quel maestoso fagiano che si allontana dopo avermela fatta alla grande. Mi siedo per qualche minuto su uno dei grandi sassi di granito che si trovano in zona: penso che il freddo si sta facendo davvero pungente, ma lo sguardo dei miei cani mi convince ad andare avanti. Strano, dovrei essere io ad incitare i miei amici a quattro zampe, ma sempre più di frequente è il loro entusiasmo e la bellezza dei boschi incentivare la mia passione. Avanzo: il fagiano può essersi nascosto solo in un posto e io so perfettamente dove. Scalo la piccola collinetta e raggiungo il limitare del piccolo boschetto che mi sta dando riparo dal freddo. Do uno sguardo in giro, ma soprattutto osservo i cani che hanno già trovato qualcosa: non avevo dubbi. Imbraccio il fucile e attendo e dopo pochi minuti ancora un forte frullare che questa volta non mi trova impreparato. Basta un colpo per veder sparire il fagiano: sono quasi certo d’averlo preso, ma la sicurezza me la regala il ritorno del mio giovanissimo setter con in bocca il bottino. Il riporto è perfetto, il fagiano bellissimo e inizia pure a spuntare il sole. Mica male le giornate nelle quali le lepri si trasformano in fagiani. Caccia Passione 61


Remington Express Long Range BB calibro 12/89 super magnum

Remington Express Long Range BB Calibro 12/89 Super Magnum è stata messa alla prova per testare la sue efficacia e gli effetti che provoca al momento dell’impatto. La grammatura da 64 grammi della Super Magnum è pensata per andare a colpo sicuro.

U

na delle aziende più riconosciute nel mondo, per quanto riguarda armi e di munizioni in questione, è la Remington. L’azienda è stata fondata nel 1816 da Eliphalet Remington Jr., e nel 1856 Remington ed i suoi tre figli cambaino il nome in Remington and Sons (Remington & Sons). Il 9 agosto 1867 l’azienda si iscrive al UMCC (Union Metallic Cartridge Companyspecializzandosi nella fabbricazione di cartucce di metallo,ottenendo grandi successi.

Caccia Passione 62

Per esempio, sono stati i primi a a creare: • cartuccia con polvere senza fumo. • cartucce per pistole automatiche. • caricamento automatico ad alte prestazioni munizioni senza fumo. • munizioni per fucili calibro 0,410 negli Stati Uniti. • nichel nelle cartucce.. • Cartucce completamente impermeabili Nel 1886 l’azienda ha dichiarato fallimento e nel marzo 1888 E. Remington & Sons


Munizioni è stata acquistata da Marcello Hartley e partner. L’azienda è stata riorganizzata ed in seguito denominata Remington Arms. Il 15 maggio 1934 Remington Arms Company ha acquistato il Peters Cartridge Company of Kings Mulino, Ohio. 1936 entra a far parte Imperial Chemical Industires, Ltd. Nel 1942 aveva già venduto due milioni di fucili e nel gennaio del 1950 Remington ha annunciato il lancio del suo nuovo fucile Modello 870 “Wingmaster”, che divenne l’arma più venduta nel mondo con sistema a pompa. Nel 1960, la Remington ha introdotto la cartuccia con il corpo in plastica. Nel 1962, introduce una serie di fucili Modello 700 e nel 1963 ha lanciato il modello 1100, un fucile semiautomatico. Nel 1996 Remington ha trasferito la sua sede a Madison (870 Remington Drive PO Box 700 Madison, NC).

targa di una macchina, posta a 5 metri di distanza : si è creato un buco di forma irregolare di circa 12 centimetri di lunghezza e circa 9 pollici di larghezza, con uno spostamento della piastra verso la parte posteriore di circa 20 centimetri. Proprio nella parte posteriore della targa, si sono creati i “tre petali”, prodotti dalla lamiera piegata al momento dell’impatto. La seconda prova è consistita nell’utilizzo di una tavola di pino dallo spessore di 4 pollici, posta a due metri distanza : il risultato è stato un foro irregolare di entrata di circa 3 pollici di diametro. In seguito è stata aumentata la distanza dalla stessa tavola, a cinque metri di distanza, dove c’era una significativa distruzione del legno, lasciando quasi reciso uno dei suoi lati. Per quanto riguarda il foro di entrata presentava una forma irregolare di sei pollici di diametro.

Questa volta, viene presentata la cartuccia Remington Express Long Range BB Calibro 12/89 Super Magnum, la quale ha le seguenti caratteristiche :

La terza prova ha visto protagonista un pneumatico di una macchina, posto a due metri di distanza : lì’impatto con i pallini ha prodotto un buco di circa 2,8 centimetri. Collocato a cinque metri, l’impatto non ha prodotto un foro significativo, pur provocando il medesimo attraversamento dei pallini da parte a parte del pneumatico, anche se si è potuto notare un certo accumulo di pallini.

• Calibro: 12 / 89 millimetri Super Magnum • Lunghezza della guaina (non esteso): 76 mm • Il caricamento dei pellets: 64 GRS. (2 1 / 4 once), • Velocità: 350 m / s. (1150 ft / sec) • fulminante: 209 Premier STS • Pallini: BB, piombo e leghe di antimonio TEST BALISTICI Per i test balistici èà stato usato un fucile Remington Modello 870 Express Super Magnum, con canna lunga pollici 28 (71,12 centimetri), sul quale è installato il sistema pump action con Full Choke.Il materiale utilizzato per le prove è di uso comune. L a prima prova aveva come bersaglio una

CONCLUSIONI FINALI Le prove prima menzionate potrebbero ci dimostrano che siamo di fronte a cartucce molto potenti e occorre tenere a mente che si stanno utilizzando munizioni da 64 grammi, le quali devono essere “spostate” all’atto dello sparo. La cosa che si può evincere sicuramente è che Remington Express Long Range BB Calibre 12/89 Super Magnum ancora una volta fornisce munizioni di qualità, potenti e sicure. Caccia Passione 63


Cannocchiali di mira

Redfield “Revolution”

Redfield “Revolution”, precisione e qualità a prezzi accessibili

A

caccia servono riflessi pronti e vista acuta, specie quando si va in cerca di cinghiali o di altra selvaggina tipica dei boschi o dell’alta montagna. Questa stessa selvaggina è però molto attiva nelle ore più difficili della giornata, ovvero all’alba o al crepuscolo, quando l’occhio umano riesce a vedere le cose con difficoltà. In queste particolari condizioni può essere utile montare Caccia Passione 64

sulla propria carabina un’ottica di mira o di puntamento. In precedenti articoli ne abbiamo esaminate molte e continueremo a farlo sempre ed esclusivamente nell’interesse dei cacciatori. Il prodotto che recensiamo in questo articolo è forse uno dei pochi che coniuga l’alta qualità a un prezzo accessibile. Stiamo parlando di un cannocchiale costruito negli Stati Uniti, secondo gli standard qualitativi e


Ottiche

produttivi di questa grande potenza econo- c’è poco da dire, e quel poco è tutto in pomica, ma a prezzi adatti a coloro che non pos- sitivo, perché questi cannocchiali sono prosono permettersi di comprare ottiche da due- dotti negli stabilimenti Leupold, da sempre mila euro. Spesso, i cacciatori a basso reddito garanzia di qualità ed efficienza. Negli stessi sono costretti ad accettare il compromesso stabilimenti, le ottiche vengono testate e taradi usare ottiche di fattura cinese, certamente te per rispondere a tutte le esigenze di tiro e di buone, ma di basso prezzo e con prestazioni caccia. Redfield produce ottiche da moltissinon adatte a tutti i tipi di caccia. Con l’otti- mi anni, in uno stabilimento dell’Oregon. L’aca che vi presentiamo in zienda, che come abbiaquesto articolo, a subi- I cannocchiali Redfield mo già detto fa parte del re il compromesso non Gruppo Leupold, negli Revolution si distinguoè più il cacciatore, ma anni non si è fermata l’azienda produttrice, la no per l’estrema lumi- al solo mercato americano, ma grazie a una Redfield, che con i suoi nosità delle lenti, reacannocchiali di puntavasta rete di concessiomento ha saputo conqui- lizzate con l’avanzato nari è riuscita a imporsi stare il mercato europeo, sistema Illuminator. anche nel mercato eue non solo, puntando ropeo e internazionale. proprio sul rapporto qualità/prezzo, dove il Per Leupold, fare affari con il mondo non è primo parametro si mantiene elevato anche stato difficile, perché le sue origini sono già a fronte di un costo abbastanza accessibile e internazionali. L’azienda, infatti, venne foncomunque non eccessivo. Consigliatissimi data nel 1907 da un immigrato tedesco, Fred per la caccia sono i cannocchiali Redfield del- Leupold che mise su un negozio per la ripala serie “Revolution”. Sulle caratteristiche tec- razione di ottiche di vario tipo. Ancora oggi, niche e sull’efficienza ottica di questi prodotti la società è posseduta dalla famiglia Leupold Caccia Passione 65


e Stevens e produce ottiche per la caccia, per il tiro e per scopi militari. Durante tutta la sua carriera, la Leupold non ha mai ricevuto critiche o lamentele da parte dei clienti, a conferma dell’ottima qualità dei suoi prodotti. I cannocchiali Redfield Revolution si distinguono per l’estrema luminosità delle lenti, realizzate con l’avanzato sistema Illuminator. Le lenti, scelte tra quelle di pregiatissima qualità, sono trattate con una base di

minuto) di un angolo giro, che è pari a 360 gradi. Quando si dice che un click ( scatto di regolazione) è pari a ¼ di Moa, significa che lo spostamento corrisponde alla quarta parte di 1 Moa, cioè alla quarta parte della sessantesima parte dell’angolo giro. Esistono ottiche che hanno click che corrispondono a 1/8 o a ½ di Moa, ma ¼ è comunque uno standard abbastanza buono per le ottiche da caccia. La regolazione permette di sistemare la posizio-

vapore rivestita da un multistrato dielettrico che garantisce un’elevata trasmissione di luce anche in condizioni di scarsa visibilità. Gli altri pregi delle ottiche di mira Redfield Revolution sono il sistema di regolazione “Accu - Track”, l’oculare “Rapid Target Acquisition” e il reticolo balistico “Accu - Range”. Il sistema di regolazione delle torrette “Accu Track” permette di tarare l’ottica per diverse distanze di tiro, tramite una regolazione manuale dei click che in questo cannocchiale corrispondono a ¼ di Moa. Questa sigla, acronimo di Minute of Angle, che significa “minuto d’angolo”, indica la sessantesima parte ( cioè un

ne del reticolo in verticale, cioè in altezza, e lateralmente, cioè in orizzontale o in derivazione. In termini matematici, per conoscere il valore di 1 Moa, si moltiplica il valore dell’angolo giro, cioè 360, x 60, ottenendo il valore 21600, e si calcola la lunghezza della circonferenza del raggio, cioè della distanza scelta, ad esempio 100 metri. Con questa distanza, la circonferenza è pari alla formula: 2 x pigreco(3,14) x100, cioè 628 metri. Si divide poi questo valore per 21600 e si ottiene il valore di 1 Moa, che è pari a 0,0290 m, cioè 29 mm. ¼ di Moa è quindi pari a 29 millimetri diviso 4. Senza perderci in complicate regole

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Ottiche matematiche, possiamo solo dire che il click corrisponde allo scatto delle torrette, scatto che consente di spostare anche di pochissimo il punto di mira del reticolo. In questo modo, il centro del reticolo si trova nella posizione adatta alla distanza da cui si dovrà colpire e al tipo di pallini da usare. La taratura del cannocchiale Redfield Revolution si può effettuare al poligono di tiro, in modo da non avere problemi di correzioni mentre si va a caccia. Con la taratura già impostata, inoltre, eventuali correzioni saranno più semplici da eseguire. Nei vari modelli di cannocchiali Redfield Revolution si possono effettuare 50, 56 o 65 click di regolazione massima verticale e laterale. L’oculare del Redfield Revolution sfrutta, invece, il sistema “Rapid Target Acquisition”, che permette di mettere immediatamente a fuoco il bersaglio grazie a una distanza pupillare massima. Anche il reticolo balistico “Accu - Range” è studiato per potenziare le prestazioni venatorie del cannocchiale Redfield Revolution. Questo reticolo si compone di un cerchio grande ( tipico di tutti i reticoli) e di uno più piccolo verso il centro. Con questo reticolo si possono piazzare tiri anche a breve distanza e con qualsiasi tipo di cartuccia. Il cannocchiale di mira Redfield Revolution ha una garanzia illimitata e ga-

rantisce anche lenti antiappannamento al 100%, grazie ai tubi trattati con azoto. I cannocchiali Redfield Revolution sono disponibili con questi ingrandimenti: 2-7x33mm, 3-9x40mm, 3-9x50mm e 4-12x40mm. Il peso di queste ottiche è compreso tra 315 e 371 grammi. Il campo visivo a 100 metri è compreso tra 14, 4 – 5,8 metri, 11 e 4,4 metri e 6,6 -3,1m. La finitura del cannocchiale è opaca e in alcuni modelli è disponibile anche il classico reticolo 4- Plex. Naturalmente, le ottiche Redfield della serie Revolution sono a ingrandimento variabile. Ciò che è fisso e bloccato è, invece, il prezzo, che non supera i 360 euro. Caccia Passione 67


Accessori per la caccia Pattadese, Coltelli di Sardegna per Tradizione. Si tratta di un coltello a serramanico, dalla linea affusolata e sinuosa con il manico in monoblocco con un’anima in ferro o ottone, compresa tra due guance in corno. Anticamente, ma anche oggi, veniva commissionato a seconda delle esigenze che andava a servire. Il corno usato per la realizzazione del Pattadese è di muflone o montone, Per ulteriori info segui il link: Pattadese, coltelli di Sardegna per tradizione

Hornady Lock-N-Load Sonic Cleaner e i 100 bossoli come nuovi È possibile, disponendo dell’attrezzatura adatta la pulizia dei bossoli, prima di procedere con ogni ulteriore criterio di selezione, può determinare il più indimenticabile dei successi sportivi se ben eseguita, oppure il più doloroso sconforto se sottovalutata. Dalla Hornady Manufactoring Company di Grand Island, Nevada, ci giunge notizia di questa nuova pulitrice elettrica per bossoli, la cui concezione coinvolge la tecnologia degli ultrasuoni applicata alla ricarica. La macchina può pulire, in una sola sessione, cento bossoli calibro .308 Winchester, oppure ben duecento in calibro .223 Remington. Per ulteriori info segui il link: http://www.hornady.com/

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Disturbi emotivi

Veterinaria

nel cane da caccia, cause e terapia Il recente caso di cronaca del cane che ha atteso in chiesa la padrona deceduta qualche mese prima, conferma la tesi secondo cui anche gli animali hanno un’anima.

L

’anima dei cani, per certi versi, è molto za alcuna utilità venatoria. In genere, la stereosimile a quella umana e rispecchia esat- tipia è tipica dei cani da caccia che rimangono tamente uno schema emotivo fatto di inutilizzati o inattivi per molto tempo. Alcuni paura, angoscia, timidezza, senso di solitudi- sintomi di stereotipia sono stati osservati nei ne, passione, affetto, aggressività, stress e fa- setter. Un cane abituato a individuare la pretica. Il pattern( schema) emotivo di un cane, da, ad arrestarsi alla sua vista o a riportarla al al pari di quello umano, può anche presenta- padrone, se costretto a lunghi periodi di inatre delle anomalie o alterazioni comunemen- tività può accusare ansia e fenomeni di mote definite “disturbi vimenti involontari e emotivi” o” psichici”. senza senso. Quando I disturbi emotivi del I problemi psichici eredi- il livello di ansia sale, cane si evidenziano tari si manifestano spesso il cane può arrivare a tramite l’eterogramcompiere anche dei in cuccioli nati da genima, ovvero tramigesti autolesionisti, te l’osservazione dei tori in cui intercorre una mordendosi le zamcomportamenti mespe o la coda. In questretta consanguineità. si in atto dall’animale. sto caso, l’animale Questi disturbi posva portato all’aperto, sono compromettere seriamente anche la resa magari a fare lunghe passeggiate in campagna, dei cani da caccia, che, come sappiamo, sono per rimetterlo in contatto con l’ambiente natudegli ausili indispensabili per la buona riuscita rale che egli ama e che lo fa appassionare a tal di molte battute venatorie. I disturbi emotivi punto da catturare le prede oggetto della cacdel cane da caccia possono essere completa- cia. Più fastidiosa è, invece, la paura del colpo mente diversi da quelli dei cani domestici e del fucile, disturbo emotivo molto frequente sono il più delle volte legati a cause organiche nei cani da caccia. In genere, nei primi mesi di e genetiche. Una grave malattia, una fatica in- vita, quasi tutti i cuccioli allevati per cacciare tesa, disfunzioni endocrine o turbe ereditarie, manifestano segni di timore per gli spari. Quepossono causare nel cane disturbi quali la ste- sti timori possono essere evitati sottoponendo reotipia o la paura del colpo del fucile. Il primo i cani a un adeguato periodo di addestramendisturbo si manifesta con la tendenza del cane to. Se anche il cane adulto presenta sintomi da ad assumere sempre la stessa postura, ma sen- paura dello sparo, è invece probabile che abbia Caccia Passione 71


qualche disturbo organico ( che lo rende riluttante all’attività venatoria) o qualche tara ereditaria. La paura del colpo di fucile può anche essere il risultato di un allenamento scorretto, o troppo frettoloso, che ha impedito al cucciolo di entrare in contatto con questo particolare tipo di rumore. Simile alla paura dello sparo è anche la timidezza, caratteristica che si presenta con gli stessi sintomi della paura, ma con segni emotivi meno evidenti. Se la paura dello sparo è patologica, la timidezza non lo

bili, mentre quelle causate da fattori genetici non rispondono ad alcuna terapia comportamentale o di addestramento. In genere, un cucciolo con la paura dello sparo va abituato gradualmente a questo rumore. L’allenamento graduale prevede frequenti uscite in campagna, su spazi aperti e prati, dove, da lontano, un aiutante del cacciatore spara un colpo di pistola a salve. L’azione va ripetuta diverse volte, fino a quando lo sparo diventerà sempre più ravvicinato. Man mano che si procede

è affatto e può indicare una specifica caratteristica comportamentale dell’animale, anche se le conseguenze, sull’attività venatoria, sono comunque negative. La timidezza del cane, in seguito allo sparo, può essere anche segno di ipersensibilità o intelligenza, ma quando si va a caccia, purtroppo, i cani timidi e superintelligenti servono a poco, mentre c’è un estremo bisogno di ausili energici, coraggiosi e vivaci. La paura e la timidezza dello sparo, se causate da motivi organici, sono perfettamente cura-

nell’allenamento, si possono far far trovare, di fronte all’animale, conigli o quaglie, che il cane potrà catturare a suo piacimento, associando il rumore del colpo di pistola alla soddisfazione generata dalla cattura della preda. Se il cane non manifesta più segni di paura e timori per gli spari, si potrà iniziare ad usare il fucile. L’allenamento si concluderà iniziando a sparare con calibri più grandi, magari calibro 12. Se durante gli spari, il cane dovesse manifestare ancora timori, non bisogna commettere l’erro-

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Veterinaria re di rassicurarlo, perché gli si farebbe capire di essere la causa dello sparo. Il colpo di fucile deve, invece, essere seguito dalla più assoluta e completa indifferenza, in modo da convincere l’animale che il padrone non è la causa di quel rumore terribile e che è l’unica persona in grado di proteggerlo. Altra terapia per i cani affetti dalla paura dello sparo: associare la ciotola di cibo con il colpo del fucile. Se il cane, dopo lo sparo, lascia la ciotola e si rifugia nella sua cuccia, il pasto va portato via e consegnato il

tratta di cure non riconosciute dalla medicina ufficiale e quindi lasciate alla libera scelta dei singoli veterinari e proprietari dei cani. I cani da caccia sembrano non soffrire di malattie da stress, ma possono però accusare vomito durante il trasporto in auto per raggiungere i luoghi previsti per la battuta. Questo disturbo è legato a una temporanea incapacità di adattamento dell’animale a spazi ristretti. Il fastidio, di solito, si risolve spontaneamente e può trarre beneficio da una serie di allenamenti

giorno dopo ripetendo sempre l’azione dello sparo. Quando il cane avrà molta fame, tenderà a nutrirsi senza prestare attenzione al colpo di fucile. Le terapie appena descritte sono efficaci solo per i disturbi emotivi che non hanno cause ereditarie. I problemi psichici ereditari si manifestano spesso in cuccioli nati da genitori in cui intercorre una stretta consanguineità. I disturbi emotivi del cane da caccia si possono curare anche con terapie alternative, come l’omeopatia e i fiori di Bach. Naturalmente, si

che prevedono brevi e frequenti trasporti. Il cane da caccia può accusare mal d’auto anche quando viene stipato dentro una cuccia portatile o nel cofano. In tal caso, visto che queste modalità di trasporto possono causare sofferenza, è meglio posizionare l’animale dietro il sedile, con il finestrino abbassato e in una macchina ampia e spaziosa. Oltre a non accusare il mal d’auto, il cane si rilasserà e divertirà e se potesse parlare vi direbbe pure: “Grazie per non avermi rinchiuso nel bagagliaio”. Caccia Passione 73


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English Springer Spaniels

Le migliori immagini verranno pubblicate, a discrezione della redazione, all’interno del portale, della rivista o in altre pubblicazioni curate da Caccia Passione. Caccia Passione avrà diritto d’uso e pubblicazione gratuita dei materiali inviateci spontaneamente. Ogni autore dichiara di detenere i diritti di Copyright delle foto inviate e dei manoscritti e sarà responsabile personalmente per l’oggetto ritratto nella foto presentata sollevando già da ora Caccia Passione da qualsiasi responsabilità. In ogni caso il materiale trasmesso non verrà restituito


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Sul prossimo numero Migratoria: caccia alle anatre, consigli utili.

caccia passione

Anno II – N° 11 – novembre 2013 www.cacciapassione.com Direttore Responsabile Pierfilippo Meloni Vicedirettore Domenico Mansueto Direttore Marketing Valerio Troili marketing@cacciapassione.com

Caccia e cacciatori: a caccia di buone fotografie

Collaborazioni Claudia Zedda, Diego Mastroberardino, Giovanni Di Maio, Rosalba Mancuso, Pierfilippo Meloni, Domenico Mansueto, Kalaris, Valerio Troili, Federico Cusimano, Emanuele Tabasso. Traduzioni, Grafica e Impaginazione A cura della Redazione Pubblicità Ilaria Troili - Cell. 335.6408561 commerciale@cacciapassione.com Fotografi Archivio Caccia Passione, Shutterstock Redazione Via Camillo Golgi, 1 - 20090 - Opera (MI) redazione@cacciapassione.com Cell. 3383243383 Service Provider Made Network srl Via Macanno, 59 - Rimini (RN) Editore Caccia Passione s.r.l. Via Camillo Golgi, 1 - 20090 – Opera (MI) Cell. 3383243383 redazione@cacciapassione.com

Veterinaria: le allergie alimentari del cane da caccia

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Torretta Balistica con meccanismo di blocco: acquisizione precisa del bersaglio a lungo raggio


Caccia Passione novembre 2013