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Abilitazione alla trasmissione telematica non revocabile per avvisi d’irregolarità. Tratto da Eutekne del 6 novembre 2012 di Massimo Negro.

Una comunicazione della Direzione Provinciale di Milano dell’Agenzia delle Entrate paventa una possibile revoca, ma tale tesi non trova conforto normativo. In caso di numerose comunicazioni di irregolarità (c.d. “avvisi bonari”) relative alle dichiarazioni trasmesse in via telematica, non sembra possibile revocare l’abilitazione ad Entratel del professionista intermediario che le ha trasmesse. È quanto emerge dall’analisi della vigente normativa, contrariamente a quanto affermato dall’Agenzia delle Entrate. In questi giorni, infatti, alcuni professionisti abilitati ad Entratel hanno ricevuto una comunicazione da parte della Direzione Provinciale di Milano dell’Agenzia delle Entrate avente ad oggetto “Elementi conoscitivi in ordine al numero delle dichiarazioni dei redditi trasmesse e delle comunicazioni di irregolarità”. In pratica, con questa comunicazione, l’Amministrazione finanziaria mette a conoscenza dell’intermediario abilitato ad Entratel il rapporto percentuale tra le dichiarazioni trasmesse telematicamente e le comunicazioni di irregolarità ad esse collegate. Nella comunicazione si invita l’intermediario “ad effettuare una ricognizione delle criticità emerse dalle comunicazioni di irregolarità e dei relativi esiti nel frattempo intervenuti, che solo in parte sono imputabili al carente e/o mancato versamento eseguito dal contribuente”. In sostanza, “nell’ottica di una fattiva collaborazione e di un confronto costruttivo”, l’Agenzia delle Entrate intende “responsabilizzare” l’intermediario rispetto ad una parte delle comunicazioni di irregolarità emesse nei confronti dei contribuenti di cui ha provveduto alla trasmissione telematica delle dichiarazioni dei redditi. La comunicazione dell’Agenzia prosegue affermando che: “Ci corre l’obbligo di informarLa che il perdurare, in futuro, di tali anomalie potrebbe farla incorrere nel provvedimento previsto dall’art. 8 del Decreto emanato dal Ministero delle Finanze il 31 luglio 1998 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 187 del 12 agosto 1998”. In pratica, l’Agenzia “avvisa” l’intermediario che, se continua a trasmettere dichiarazioni dei redditi alle quali seguiranno comunicazioni di irregolarità, potrà vedersi revocata l’abilitazione ad Entratel, ai sensi del richiamato art. 8 del DM 31 luglio 1998. Il citato DM 31 luglio 1998 disciplina, tra l’altro, le modalità tecniche di trasmissione telematica delle dichiarazioni e, all’art. 8, stabilisce i casi di revoca dell’abilitazione alla trasmissione telematica delle stesse. La norma stabilisce, in prima battuta, che l’abilitazione “può essere revocata dall’Amministrazione finanziaria in caso di gravi e ripetute inadempienze agli obblighi derivanti dal presente decreto” e prosegue affermando che l’abilitazione “è revocata al verificarsi delle seguenti circostanze”: - cessazione dell’attività; - decesso dell’intermediario persona fisica; - inizio di una procedura concorsuale; - presenza di provvedimenti di sospensione per almeno 12 mesi o di radiazione dall’Albo professionale di appartenenza; - revoca dell’autorizzazione a prestare assistenza fiscale da parte dei CAF;


- mancato invio delle dichiarazioni o trasmissione di dati difformi da quelli contenuti nelle copie rilasciate al contribuente o al sostituto d’imposta, ovvero da quelli contenuti nelle copie da questi ultimi consegnate all’intermediario, in percentuale superiore al 5% delle dichiarazioni complessivamente ricevute, in riferimento ai dati relativi al soggetto che effettua la trasmissione o che incidono sulla liquidazione del tributo in misura superiore al 10% dell’imposta correttamente liquidata o delle ritenute dichiarate; - aggiramento degli obblighi di trasmissione in via telematica; - mancato rispetto delle disposizioni previste in materia di trattamento dei dati personali. Dal suddetto dettato normativo, pertanto, deriva che la revoca dell’abilitazione ad Entratel è prevista in caso di difformità tra il contenuto della dichiarazione trasmessa in via telematica e quello risultante dalla relativa copia “cartacea”, in misura peraltro superiore alla soglia del 5% del totale delle dichiarazioni, ipotesi che invece non comprende il caso in cui la dichiarazione trasmessa sia “conforme” alla relativa copia, ma che può comportare l’invio di una comunicazione di irregolarità, per vari motivi (si veda “Le comunicazioni irregolari esulano dall’attività del professionista” di oggi). Nel caso di specie, la “sanzione” della revoca non sembra sostenibile neppure in relazione alla prima parte dell’art. 8 in esame, laddove viene previsto che l’abilitazione “può essere revocata” in caso di “gravi e ripetute inadempienze agli obblighi derivanti dal presente decreto”, cioè dallo stesso DM 31 luglio 1998, nel quale non è però previsto alcun “collegamento” tra la trasmissione telematica delle dichiarazioni e le eventuali successive comunicazioni di irregolarità inviate dall’Agenzia delle Entrate.

Profile for Cabinet Michelini

Il solito terrorismo mediatico dell'Agenzia delle Entrate  

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