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A.A.B. NUM.0

VOLUME I

I L M E N S I L E D E L L’ A S S O C I A Z I O N E A L E S S A N D R O B I N I AT T U A L I TA’ - E V E N T I - M E D I C I N A - S P O R T - C U R I O S I TA A S S O C I A Z I O N I S P O R T I V E E D I L E T TA N T I S T I C H E SICUREZZA E SPORT

focus

SETTEMBRE 2008

E R P M E S R E P E L A I R O U C I R T S O N I NE


STAGIONE SPORTIVA 2008 -2009

SCUOLA CALCIO QUALIFICATA DEL CINECITTA’ BETTINI riservata ai nati anni 96 - 97 - 98 - 99 2000 - 2001 - 2002 - 2003 CORSI TENUTI DA ISTRUTTORI FEDERALI

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A.A.B. NUM.0

VOLUME I

focus

SETTEMBRE 2008

I L M E N S I L E D E L L’ A S S O C I A Z I O N E A L E S S A N D R O B I N I AT T U A L I TA’ - E V E N T I - M E D I C I N A - S P O R T - C U R I O S I TA A S S O C I A Z I O N I S P O R T I V E E D I L E T TA N T I S T I C H E SICUREZZA E SPORT

I giovanissimi dell’A.S. Roma vincono il I° Memorial

Alessandro. Bini Alla S.S. Lazio la

Supercoppa A.Bini della XI edizione del

Torneo Roma 2001

VILLA STUART SPORT CLINIC

L 'ISTITUTO DI MEDICINA DELLO SPORT E' ATTIVO COME UNITA' OPERATIVA ITALIANA AFFILIATA AL C.O.N.I. PER L'EFFETTUAZIONE DELLE VISITE MEDICO SPORTIVE PER L'IDONEITA' AGONISTICA E NON AGONISTICA DEGLI ATLETI. L'ISTITUTO E' DOTATO DI UN'EQUIPE MEDICO SANITARIA SPECIALISTICA E DELLE STRUMENTAZIONI NECESSARIE AD ESEGUIRE TUTTI GLI ESAMI CLINICI PREVISTI DALLA LEGGE PER OGNI SPORT. IMS - CASA DI CURA VILLA STUART - Via Trionfale 5952 - 00136 Roma Tel. 06.35528393 - Fax. 0635528387


Questa pubblicazione è realizzata dai collaboratori dell’Associazione Alessandro Bini ad uso interno. Associazione A.Bini onlus Vicolo di Porta Furba n. 31 00100 Roma Cellulare: 3486271388 3202513123 Segretaria di redazione Sonia De Santis

Responsabile pubblicità Sonia Galletti Progetto grafico CD Software

Ufficio Stampa Delia Santalucia Fotografia Stefano Izzo Paolo Lori

A.A.B.

focus

Sommario Editoriale

Per sempre Alessandro. Lettera di un amico

Proposta di legge della Giunta Marrazzo. Per la sicurezza nelle strutture sportive Enzo Foschi Newsletter I° Memorial Alessandro Bini. Vince la AS Roma - le foto più belle Torneo Roma 2001 Supercoppa Alessandro Bini Vince la S.S. Lazio - le foto più belle L’intervista A.S. Bari - L’allenatore G. Cannone

Hanno collaborato a questo numero: Claudio Bini Delia Santalucia Giuseppe Avallone Michelangelo La Terza Sonia De Santis Casale Dosolina Vito Manduca

L’angolo dello scrittore Scusateci ragazzi di Vito Manduca L’Avvocato risponde scrivi all’avvocato

La foto segnalata dai lettori La squadra di Alessandro Stagione 2008/2008 Cinecittà Bettini Giovanissimi 1993

VILLA STUART SPORT CLINIC Il protocollo sanitario dello sport agonistico


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Editoriale Claudio Bini

Sono trascorsi poco più di sette mesi dalla scomparsa di Alessandro, avvenuta non per una tragica, fatalità ma per superficialità ed imperizia degli adulti. L’Associazione Alessandro Bini per la sicurezza nello sport nasce perché nessun ragazzo, che ami fare sport, possa avere la tragica sorte di Ale e perché nessun genitore possa provare il dolore straziante per la perdita di un figlio, in un momento di gioco per la trascuratezza e la fatiscenza degli impianti sportivi. L’A.A.B. per la sicurezza nello sport si è prefisso l’importante compito di educare i gestori delle strutture sportive o di coloro che le frequentano all’osservanza delle norme vigenti in materia di impiantistica e di sicurezza, perchè vengano attuati più attenti e severi controlli per la tutela della salute e dell’incolumità di tutti i ragazzi. Vorrei, con questo primo numero, ringraziare tutti coloro che hanno preso parte al 1° Memorial Alessandro Bini, che ha chiuso la stagione sportiva 2007/2008, ad iniziare da tutti i collaboratori dell’Associazione che, gratuitamente, hanno messo a nostra disposizione il loro tempo libero, i volontari della Croce Rossa che con la loro dimostrazione hanno ricevuto l’attenzione del pubblico presente, gli Sponsor che ci hanno permesso di organizzare in breve tempo l’evento, gli arbitri, tutti i rappresentanti delle istituzioni politiche e sportive intervenute, gli ospiti del mondo dello spettacolo e del calcio. Un grazie di cuore alle Società partecipanti , in special modo ai veri protagonisti del Memorial, iragazzi che, con agonismo e fair play, hanno messo in luce il vero senso della manifestazione. Un particolare ringraziamento viene rivolto, inoltre, a Michelangelo Laterza, direttore sportivo della ASD NEW GREEN PARK di Bari, a Domenico Ranieri dell’Associazione Italiana Allenatori sez. Puglia, a Manuela Angioni arbitro federale della sez. di Bergamo ,che hanno voluto essere presenti al Memorial nonostante i chilometri di distanza che li separano da noi. Voglio credere e dare fiducia a tutti coloro che hanno parlato a quel vasto pubblico, facendo promesse per uno sport più sicuro e comunque aldilà delle promesse L’Associazione Alessandro Bini continuerà ad essere in prima linea per portare avanti la sicurezza e la tutela di tutti i ragazzi che amano fare sport, così come lo amava con tutto se stesso il nostro Alessandro. L’Associazione ha nel proprio futuro diversi progetti: 1. la nascita di questo mensile 2. il conferimento di una borsa di studio ad uno studente di scuola media superiore che nell’anno 2007/2008 si è distinto conseguendo ottimi risultati nel profitto, nel comportamento e che ha partecipato fattivamente alla vita della scuola; 3. diversi eventi culturali e dibattiti in materia di sicurezza; 4. un censimento volto ai gestori delle strutture sportive invitate a rispondere ad un questionario riguardante lo status della struttura gestita. E comunque anche il nostro sito sarà continuamente aggiornato,e vi terremo informati su tutte le notizie che ci riguardano e sulle iniziative che verranno di volta in volta portate avanti. Nel concludere ringrazio tutti, invio i miei auguri per la nuova stagione sportiva e scolastica a tutti voi ragazzi. CIAO ALE NEL TUO NOME PORTEREMO AVANTI LA NOSTRA BATTAGLIA.


Cari ragazzi... Delia Santalucia

Carissimi ragazzi, è al via la nuova stagione calcistica e, con grande affetto e coinvolgimento, voglio farVi un grande in bocca al lupo! Questo pensiero nasce dal profondo del cuore di una mamma che da qualche mese in tutti Voi insegue il sorriso, lo sguardo e la voglia di vivere del proprio piccolo calciatore, che non è più qui ma che resta presente, ora più che mai. Ricordate: lo sport è vita!

La Vostra passione deve essere vissuta con serenità, impegno, lealtà sportiva verso gli altri, serietà nel preparare gli impegni domenicali.

Solo così, giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento, avrete la possibilità di imparare e fare tesoro di ciò che di positivo riuscirete a cogliere.

Fate sì che la Vostra squadra diventi un gruppo di amici con i quali condividere la gioia delle vittorie e le fatiche delle sconfitte che, inevitabilmente, verranno. Abbiate rispetto di Voi stessi, di chi lavora con Voi e per Voi e anche dei Vostri avversari, ragazzi come Voi.

Ma la cosa più importante che voglio dirVi è questa: pretendete il rispetto per la Vostra salute e per la Vostra sicurezza, fate in modo che questa Vostra passione non abbia alcuna possibilità di essere "distratta" da pericoli o incertezze.

Divertitevi e.... chissà, qualcuno di Voi potrebbe avere un futuro importante, da campione!

Ma comunque vada, ognuno di Voi sarà un tassello importante, sotto questo cielo da cui veglia il Vs. Angelo Custode, il mio piccolo grande Alessandro.

Lui sarà sempre presente ad ogni Vostro gol, sarà l'arbitro imparziale del Vostro campionato, quello della vita, di cui sarete tutti protagonisti e vincitori. Un grande abbraccio a tutti Voi, Delia, la mamma di Ale

A sette mesi dalla costituzione dell'Associazione Alessandro Bini, nasce il mensile online che si propone di raccogliere le voci di quanti, a vario titolo, vorranno dare il proprio contributo alla lotta contro le situazioni di pericolo nell'attività sportiva. Pur rimanendo fedele all'obiettivo fondamentale dell'Associazione, che è quello di segnalare alle istituzioni competenti le strutture sportive nelle quali siano presenti situazioni di pericolo per chi pratica lo sport e soprattutto seguirne le sorti (fino a quando vengano rimossi tutti gli ostacoli alla pratica per uno sport sicuro) il mensile online vuole approfondire la tematica della sicurezza delle strutture venendo in contatto con chi a vario titolo, è parte attiva del mondo dello sport. Ci saranno, su ciascun numero del mensile, interviste a sportivi, professionisti e non, giovani e meno giovani, a persone che hanno fatto la storia dello sport in Italia, a dirigenti di club sportivi, a politici che si occupano del settore e a tanti altri ancora, affinchè ciascuno possa dire la sua sull’ importante e delicata questione della sicurezza della pratica sportiva. Verranno illustrate e spiegate le lezioni di primo soccorso, che l’Associazione Alessandro Bini sta organizzando in collaborazione con la C.R.I., perchè in caso di incidente durante l'attività sportiva, il soccorso prestato nell'immediato accadimento è quello che nella maggior parte dei casi permette di salvare la vita. Altri problemi verranno affrontati nel corso dei mesi sull'argomento sicurezza nello sport: saranno presi in considerazioni riferimenti normativi e organizzativi, legali e sociali. Si cercherà, insomma, di affrontare la SICUREZZA NELLO SPORT.


Lettera di un amico

Caro Alessandro

Da quando, quel giorno del 15 settembre 1997 all’asilo, ti ho conosciuto ho subito provato per te qualcosa di molto importante, anche se ero molto piccolo. Poi nel 1999 siamo andati alla scuola elementare e li ho capito ancora meglio che persona ci fosse accanto a me : una persona che ti lascia veramente a bocca aperta per quanto è speciale, buona disponibile ed educata.

Ricordi ? Tutta la scuola ci chiamava la coppia del goal ….. come Batistuta e Totti ai tempi d’oro …. e tutte quelle partite vinte insieme. Eravamo uniti e spesso dopo la scuola facevamo i compiti insieme e poi via a giocare a pallone . Ho capito solo ora che quando ci prendevamo in giro eravamo solo un po’ stupidi …..ma era solo un gioco!!!

Per me eri speciale perché anche quando avevo dei problemi mi stavi sempre vicino, come se fossi la mia anima e questo mi faceva stare tranquillo.

Però adesso non posso credere che tu abbia perso la vita per colpa di uno stupido rubinetto sul quel maledetto campo di gioco, che un giorno sarebbe potuto essere l’Olimpico, dove tu avresti sicuramente giocato con il pubblico che ti avrebbe incoraggiato.

Spero ci sia un Olimpico in Paradiso dove ora sicuramente ti trovi …. sono sicuro che sarai il miglior campione di tutti i tempi. Alessandro non riesco a non piangere e a non disperarmi ….. HO PERSO UN AMICO DAVVERO SPECIALE. Ricorda che io ti voglio un mondo di bene e anche se non ti potrò rivedere per il resto della mia vita, rimarrai sempre nei miei pensieri e nel profondo del mio cuore.

Stammi sempre vicino, come un angelo custode e non lasciarmi mai. E …. solo per te una volta posso anche gridare FORZA ROMA.

CIAO ALESSANDRO Luca Giovarruscio

Una partita di pallone tra un gruppo di ragazzini. Chi non ne ha mai viste ? Non sempre si pensa, però, che quello che in apparenza è un campo sicuro e dove i ragazzi possono allenarsi spensierati, può in realtà celare dei pericoli mortali, come è successo ad Alessandro. L'Associazione Alessandro Bini ha questo obiettivo: segnalare alle istituzioni locali tutti i pericoli presenti nelle strutture in cui si pratica sport. Per fare questo c'è bisogno dell'aiuto di tutti. Chiunque sia a conoscenza di rubinetti posti a bordo campo, di muri dove è possibile scontrarsi, di pali o reti non protetti, di qualsiasi elemento che potrebbe mettere in pericolo l’incolumità o addirittura la vita di chi pratica sport è pregato di segnalarlo, anche in forma anonima, all'Associazione che provvederà a produrre la dovuta documentazione, a segnalare il pericolo alle istituzioni tramite i propri canali e a seguire le sorti delle struttura fino a quando non sarà raggiunto lo scopo di renderla sicura. Il contributo di tutti noi è importante: tante sono le vite umane che si possono salvare con la messa in sicurezza degli impianti sportivi, perchè non è giusto aspettare che ci sia la morte di un ragazzo per rendersi conto che, con un pò di attenzione e diligenza, tanti pericoli possono essere evitati. Contatta il nostro sito, la nostra email, i nostri numeri telefonici.


Giornata della Promozione della sicurezza nello Sport

Regione Lazio Enzo Foschi Sostenere l'organizzazione di iniziative concrete e costanti per sensibilizzare e informare sul tema della sicurezza nella pratica dello sport, anche con l'istituzione di una Consulta creata ad hoc. E’ l'obiettivo di una proposta di legge, presentata oggi dal vicepresidente della commissione Sport della regione Lazio, Enzo Foschi, alla presenza del presidente della Giunta regionale del Lazio, Piero Marrazzo. Hanno partecipato alla conferenza, tra gli altri, anche Delia Santalucia, presidente dell'Associazione Alessandro Bini, Vincenzo Castelli, presidente della Fondazione Giorgio Castelli, Mario Brozzi, responsabile sanitario della As Roma Calcio e presidente del Centro di Etica dello Sport di Tor Vergata, Alessandro Palazzotti e Riccardo Viola, presidenti rispettivamente del Coni regionale e provinciale.

L'impulso all'iniziativa e' arrivato dall'incontro con l'associazione Alessandro Bini, il 14enne tragicamente scomparso il 2 febbraio scorso a causa del trauma subito dall'impatto con un rubinetto di irrigazione installato presso il campo di calcio della societa' sportiva Almas di Roma e con quello della Fondazione Giorgio Castelli onlus, il ragazzo morto sempre su un calcio di calcio e sempre nel febbraio, ma del 2006, per un arresto cardiaco indotto da una fibrillazione ventricolare.

''Occorre far si che la regione Lazio - ha affermato Enzo Foschi - nell'ambito delle proprie competenze, possa dare vita a una vera e propria cultura della sicurezza negli impianti sportivi, anche con riferimento al piaga del doping. Un processo che mira a coinvolgere tutti i responsabili e gli operatori del settore ma anche le famiglie dei minori che fruiscono di queste strutture. La mamma di Alessandro, mi ha suggerito come giorno, quello del 9 febbraio, il compleanno di questo giovane che amava la vita e nel cui nome oggi vogliamo intraprendere questa battaglia per salvaguardarla”.

Un processo - ha chiarito - che mira a coinvolgere tutti i responsabili e gli operatori del settore ma anche le famiglie dei minori che fruiscono di queste strutture''.

“Dalla mia esperienza maturata nel corso degli anni - ha affermato il consigliere regionale – ho potuto constatare che data la carenza di strutture adeguate, i cittadini, sacrificando il proprio tempo libero e denaro, si organizzano spontaneamente e volontariamente, per dotarsi di aree di gioco e di sport ma ciò comporta, in molti casi, l’involontaria dimenticanza di una serie di accorgimenti e precauzioni, necessaria garantire l’incolumità di tutti. E’ tempo di intervenire per regolamentare queste situazioni offrendo soluzioni adeguate”.

Per il raggiungimento delle finalità previste dalla legge si prevede anche l’istituzione di una Consulta. Si tratta, in particolare, di un organismo permanente che operi in materia di promozione e monitoraggio delle politiche regionali in favore della sicurezza nello sport, di cui faranno parte il Coni, gli enti di promozione sportiva, dei rappresentanti delle fondazioni che si occupano di sicurezza in ambito sportivo e delle associazioni dei gestori degli impianti sportivi sia pubblici sia privati e , in ultimo, gli assessori regionali allo sport, alla salute e ai lavori pubblici. Fonte : Sala stampa Regione Lazio

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L'attenzione della politica per lo sport è spesso rivolta soltanto ai grandi eventi – ha dichiarato il presidente Marrazzo - lo sport deve essere inteso come intervento fondante per ricucire lo sfilacciamento dei valori nella nostra società.


stagione sportiva 2007/2008

dal 3 al 14 giugno 2008

PREMIAZIONI 1° MEMORIAL ALESSANDRO BINI La A.S. Roma ha vinto il primo memorial Alessandro Bini, ma , voglio ripetermi, ha vinto lo Sport e la sportività, tutte le squadre che hanno partecipato alle finalissime hanno combattuto in campo ed hanno espresso un bel calcio, una bella festa e grazie a tutto il pubblico e all' ASD Pol. Cinecittà Bettini, che ha ospitato la manifestazione, il memorial e la festa sono riusciti perfettamente.

Abbiamo trascorso un pomeriggio indimenticabile. Ma ancora una volta Alessandro ci ha sorriso e ci ha accompagnato nel corso di tutto il memorial. Ciao Ale . Per sempre Alessandro . Pix.


stagione sportiva 2008/2009

dal 4 al 14 settembre 2008

PREMIAZIONI SUPERCOPPA ALESSANDRO BINI XI edizione del TORNEO ROMA 2001 La S.S. Lazio vince solo dopo i calci di rigore. Nella finalissima per la Supercoppa Alessandro Bini, il N.T.T. Teste non demorde e affronta la partita senza timori. Bella partita, equilibrata fino al 90'.

Nella premiazione il Direttore Generale del CinecittĂ Bettini Mario Ciasca ha ricordato, con i genitori, Delia e Claudio, e con la presenza dei suoi compagni di squadra del 1993, Alessandro Bini. Il pubblico lo ha salutato con un lungo ed emozionante applauso. I commenti da parte dei dirigenti e giornalisti presenti alla premiazione hanno evidenziato l'importanza del torneo, giunto alla XI edizione, la sua efficiente organizzazione e la bella struttura del CinecittĂ  Bettini.

Ma soprattutto, si sono concentrati sul momento in cui, per non dimenticare, tutti i ragazzi hanno lasciato il campo correndo dietro ad un pallone per ribadire e sottolineare l'importanza di cercare, tutti insieme, di rendere lo sport sempre piĂš sicuro.


di Michelangelo Laterza

Un Mister in tutti i sensi...! Gianfranco Cannone, calciatore per oltre 20 anni trascorsi tra varie squadre di Club tra le quali BARI, MATERA, FASANO BITONTO ed altre. Nel 1996 apre a Bari la Scuola Calcio “Campo dei Fiori”, situata alla periferia di Bari, immersa nel verde, lontana dai rumori della città. Nel 1997 diventa Allenatore e da quella data ha allenato squadre di giovanissimi, Allievi e Under 18. Nel 2004 vince il titolo Regionale Categoria Giovanissimi con il Green Park Bari e due anni dopo si ritrova alla corte dei Matarrese che gli affidano la conduzione dei Giovanissimi dell’AS BARI. Nel 2007 ha condotto gli Allievi Nazionali e quest’anno i Regionali, come da programma concordato con la AS Bari.Una persona eccezionale come uomo di Sport e di Vita, sempre prodigo di suggerimenti con i ragazzi di tutte le età e con i loro genitori, insomma una persona alla quale affideresti un figlio di qualsiasi età sapendo di lasciarlo in buone mani con la consapevolezza di trovarlo arricchito di sani principi. Molte persone che lo conoscono mi hanno confidato di non sapere se Mister Gianfranco sia più bravo come Allenatore o come ballerino ed io che l’ho visto all’opera concordo con loro: vi assicuro che quando balla con la sua splendida moglie è un piacere vederli roteare e volteggiare come due farfalle, ma non glielo dite perché lui dice che non è vero..!

Ho conosciuto Gianfranco casualmente, mio figlio aveva 8 anni e tramite un amico che lo conosceva abbiamo portato i nostri “bambini” alla sua Scuola Calcio; credetemi, oggi continuo a ringraziare quel mio amico perché mi ha dato il piacere di conoscere una persona pulita sotto tutti gli aspetti, sincera, altruista, sempre pronto a prendere impegni nel sociale e fortemente dedicata ai giovani. Lo incontro nell’ufficio del suo Centro Sportivo, in una afosa giornata di Settembre con 38°C ed un tasso di umidità estremamente elevato, all’indomani dell’inaugurazione di accordo tra il suo centro sportivo Campo dei Fiori e l’ASD Levante Bari. Questa fusione ha portato ad una delle tre scuole calcio della Puglia facente parte del progetto “JUVENTUS ACCADEMY” Mister Gianfranco non è un tipo che ama le cronache ma si concede all’intervista per rispetto all’Associazione Alessandro Bini. D: Mister Gianfranco, come valuta il movimento calcistico regionale per quanto riguarda l’aspetto gestionale e tecnico delle società calcistiche?

R: La Puglia ha un buon bacino di calciatori ed è un’ottima fucina, tuttavia permangono problemi che potrebbero essere risolti anche in poco tempo. Ad esempio gli allenatori dovrebbero insegnare più tecnica nell’età adolescenziale, evitando di sottoporre il fisico ad estenuanti sedute di allenamento quindi le società dovrebbero affidarsi a tecnici selezionati per allenare ed essere più selettivi. Un buon lavoro lo sta svolgendo l’Associazione Allenatori (AIAC PUGLIA) in quanto sta inserendo persone qualificate tramite corsi anche se sono dell’avviso che proprio l’AIAC dovrebbe incrementarli promovendo aggiornamenti mirati perché l’Allenatore oggi rappresenta un punto di riferimento per i ragazzi. D: Le Scuole Calcio nel Meridione: pregi e difetti.

R: Oggi non sono più fucine per calciatori, mi spiego meglio: quando ero ragazzo non esistevano le scuole calcio e quindi le squadre giovanili prendevano i migliori, formavano una rosa e partecipavano ai campionati. Oggi siamo chiamati a cercare di fare crescere tutti i bambini, di impiegarli nelle partite ed offrire loro un sano divertimento. Siamo chiamati a realizzare il loro sogno e la quantità di ragazzi che si avvicina al calcio è certamente superiore rispetto a trenta anni fa…!!! C’è un problema di selezione nelle scuole calcio che spesso coinvolge i genitori che si lasciano trasportare dall’entusiasmo convinti che il proprio figlio diventerà Del Piero e questo spesso pregiudica il rapporto padre-figlio. Il pregio delle Scuole Calcio di oggi è che mediamente si è alzato il livello delle strutture, certo non siamo ai livelli del Nord Italia ma stiamo migliorando anche rimaniamo parecchio indietro rispetto al Settentrione dove prevale una maggiore professionalità per le scelte dei tecnici per fasce di età, maggiore organizzazione ed un settore giovanile più professionale formato da preparatori atletici, medici e programmi prestabiliti.


D: Come gestisce la Sua Scuola Calcio?

R: In primis cerco di avvalermi di buoni collaboratori: persone valide sotto l’aspetto didattico oltre che umano. Coinvolgere i bambini sotto tutti gli aspetti, calcistici e non per dare loro una visione globale dell’attività rafforzando il concetto del gruppo che servirà per gli anni a seguire. D: Il progetto Juventus Accademy: cosa rappresenta per Lei oggi?

R: Un compito gravoso per tutti noi che abbiamo accettato di farne parte! Significa dare il massimo della professionalità, della disponibilità, del tempo per ognuno di noi. Significa porre maggiore attenzione agli aspetti tecnici della struttura senza tralasciare nessun particolare in quanto una minima cosa potrebbe pregiudicare il tutto e noi siamo pronti ad offrire il massimo come facciamo ormai da anni. D: Come gestisci i rapporti con i genitori dei tuoi ragazzi?

R:Semplice: basta essere sinceri, onesti e schietti dicendo loro le cose come sono e non come vorrebbero che fossero…!

D: Parliamo dell’Associazione Alessandro Bini della quale discutiamo tra noi da alcuni mesi: come l’hai conosciuta e cosa ti aspetti che possa fare?

R: Sono stato invitato il 20 giugno ad una manifestazione al Green Park Bari in quanto mi era stato chiesto di premiare un ragazzo. Ero stupito per la richiesta non attribuendomi nessuna particolare importanza ma ho accettato di buon grado e lì ho conosciuto i Sig.Bini e Avallone presenti anche loro in quanto le 5 coppe consegnate erano intitolate alla memoria di Alessandro Bini. Conoscevo il caso di Alessandro tramite i mezzi di informazione e ne ero rimasto sconvolto come tecnico e come genitore. Devo dire che durante una manifestazione per giovani calciatori svoltasi l’8 giugno sempre al Green Park avevo notato la presenza dello striscione dell’Associazione dietro il palco delle premiazioni ma non avrei mai immaginato di conoscere personalmente i fautori dell’Associazione dalla quale mi aspetto un forte impegno tanto loro quanto di tutti gli addetti al mondo del calcio giovanile dilettantistico affinché si vigili in modo particolare sulla sicurezza dei campi. Penso che l’Associazione possa fare da tramite nel reperire informazioni utili per presentarle come discussioni. D: Mi spieghi più nel dettaglio: se ho ben capito Lei pensa che l’Associazione possa fare da tramite con le Federazioni Regionali?

R: Credo di si in quanto in molti casi tecnici e dirigenti temono ritorsioni (specie nel meridione…!) da parte di società sportive ed altra gente che gravita nel mondo del calcio D: Capisco bene che Lei non si voglia esporre anche se credo di avere capito (il riferimento è alle FIGC Reginali n.d.r.), quindi pensa che denunciando tramite l’Associazione possa essere utile?

R: Credo che possa essere costruttivo per tutti: nessuno vuole che accadano altre simili tragedie. Io stesso ho parlato con altri tecnici di questo problema e a tale proposito aggiungo che mi sto informando per proteggere i paletti di recinzione in modo più adeguato.

D: Mister Gianfranco, accetterebbe di esporre lo striscione dell’Associazione Alessandro Bini all’interno della Sua Scuola Calcio? R. Con grande piacere! Stiamo rivedendo un po’ di cose e sarei davvero onorato a tale proposito mi dica quanto costa ?

D: Per Lei niente in quanto voglio avere il piacere di offrirglielo di persona! Magari un giorno organizzeremo un torneo per bambini e daremo il ricavato all’Associazione come abbiamo fatto nel 2002 con l’Orfanotrofio di Kigali in Rwanda, ricorda?

R: Come no!!!! Bella giornata quella, davvero indimenticabile…

E’ tardi, l’afa non diminuisce e credo sia meglio congedare Mister Cannone. Lo ringrazio della Sua attenzione e cortesia e mentre passo davanti ai campi per andare a riprendere la mia auto vedo Alessandro con al Sua maglietta rossa correre sul campetto palleggiando e gli sussurro “Ale, anche oggi si è parlato di Te e così anche oggi sono felice…!”


di Vito Manduca

Scusateci ragazzi Infanzia, adolescenza, gioventù e vecchiaia sono fasi precise ed obbligate della vita per tutti coloro che diverranno adulti e che concluderanno naturalmente l’esistenza terrena.

Potremmo, per comodità di lettura, paragonare l’intero ciclo dell’esistenza, dalla culla alla pensione, come un viaggio a tappe in quattro paesi confinanti solo convenzionalmente, ma geograficamente confusi. Sicché il viaggiatore si accorge di avere attraversato un confine dalle segnaletiche alle stazioni, se distratto non se ne accorge nemmeno.

Infatti il percorso evolutivo si snoda in superficie con moto uniforme e non consente di affermare con esattezza “quando” finisce una fase per fare spazio alla successiva. Le “soglie” della crescita sono fissate convenzionalmente ma non univocamente sul pianeta, bensì in funzione delle culture, delle situazioni politiche, economiche ed anche climatiche. Insomma accade che un bambino sotto i dieci anni in un determinato paese è dedito ai giochi e all’apprendimento, mentre il coetaneo di un altro, magari confinante, viene reclutato, addestrato ed utilizzato come soldato in azioni belliche!

Nonostante il livello di evoluzione, ad oggi, l’unico fattore comune delle varie culture è quello naturale: nessuno può sottrarsi alla prima fase, quella dell’infanzia, o saltare a piè pari una delle fasi successive. Ciascuno deve seguire il percorso attraversando in sequenza le stazioni: diversi possono essere velocità di transito e mezzi utilizzati non il senso di marcia. Giorno dopo giorno, anno dopo anno il “bambino” che è in noi deve cedere il posto all’adulto che sarà. Non può essere discusso il “se” ma può essere meglio posizionato il “quando” e diversamente organizzato il “come”. Il processo è, per definizione, irreversibile. Solo la morte anticipata può determinare il reale annullamento di una fase. Così come nel viaggio che può essere interrotto da impedimenti insormontabili. Quando diciamo che “si ritorna bambini” ci riferiamo in realtà ad un luogo comune.

Se, infatti, siamo disponibili a ritenere che “da vecchi si ritorna bambini” nessun luogo comune può toglierci una certezza: che nei bambini non possa esserci la saggezza tipica dei nonni. Oltre che innaturale e paradossale, persino nel lessico, siamo certi che l’evento è da annoverare tra quelli impossibili più che tra quelli improbabili.

Nondimeno, durante il percorso, possono verificarsi fenomeni, anche di segno opposto, che offuscano la consapevolezza individuale dello status, rendendo incerte le “stazioni” pur non interrompendo l’avanzare ma solo rallentando o accelerando . Una parte d’umanità, distribuita su tutto il globo e presente in ogni cultura, tende a “rimuovere” la circostanza di essere stata “bambina”. Gli appartenenti a questa categoria, ritenendosi “grandi dalla nascita”, vedono i bambini, anche i propri, come esseri alieni e non li comprendono quando non adottano comportamenti da adulti. È dominante in loro la spinta a fare bruciare le tappe ed accelerare il transito da una stazione a quella successiva. Velocemente verso la fine , per quanto paradossale possa sembrare. Tra costoro - per soffermarci un istante sul tema dello sport e dello spettacolo – ci sono quelli che vedono nel bambino maschio già un piccolo Maradona e nella bambina una Madonna in erba, più con riferimento alla famosa star italoamericana, proprio in questi giorni in tour, che alla Vergine Maria. Viceversa , un’altra parte non piccola tende a “conservare” lo spirito bambino, prolungando in modo abnorme la fase “fanciullezza” ben oltre la soglia convenzionale. Gli adepti, nel loro intimo, conservano, in coabitazione forzata, infantilismo e maturità ; coabitazione impossibile in ogni caso nell’infanzia e nell’adolescenza, non solo per ragioni convenzionali ma principalmente fisiologiche. Per costoro gli alieni sono gli altri adulti, loro coetanei o di età superiore. È dominante in loro la tentazione di “rallentare” il viaggio.


In entrambi i casi la relazione adulto/bambino è squilibrata per l’agire irrazionale dei grandi. Ecco perché vi sono buone motivazioni che ci dovrebbero intanto suggerire di chiedere scusa ai bambini. A tutti i bambini, ovunque siano socialmente collocati.

La parte di umanità usa a “rimuovere”, e quindi a disconoscere, l’ineludibilità dell’essere bambini con il sacrosanto diritto di vivere come tali, dovrebbe scusarsi per aver troppo spesso, e per lungo tempo, preteso dall’infanzia comportamenti da persone compiute, da uomini e donne già grandi. Dimenticando che al primo vagito si è “tabula rasa” per forza e non per scelta. “Tabula” da riempire con la necessaria gradualità a cura degli adulti, unici detentori dei contenuti. Pretendere dai bambini, in un rapporto paritario, responsabilità, impegno, sacrificio, rispetto rigido di regole poste dai grandi e puntualmente dagli stessi trasgredite, inibizioni, ma anche ambizioni, nonché astensione “da atti presunti impuri” minacciando terribili punizioni, risulta essere al contempo inclinazione sadica e masochista. Simili pretese si configurano come il voler negare le necessarie differenze d’ età con inevitabili danni psicofisici immediati sui bambini: in fondo negare l’età equivale a negare la loro stessa esistenza. Fatalmente i danni saranno destinati nel tempo ad estendersi agli stessi adulti che li hanno generati quando le differenze d’età incideranno meno. Sappiamo che detta umanità, a parziale discolpa, può sostenere, così come spesso sostiene, che non esiste scuola per diventare adulti ed assumere i delicati ruoli di genitori ed educatori. Non esistono diplomi o certificati in grado di conferire la patente di “adulto” o di idoneità a svolgere il ruolo di “genitore”. Nel sostenerlo, quand’anche in buona fede, si tende a produrre una razionalizzazione nel vano tentativo di nascondere i limiti e gli errori dovuti alla combinazione insana di egoismi e di ignoranza, presenti ovunque.

Divenirne consapevoli e scusarsi per questo sarebbe già un buon inizio. Un piccolo atto di umiltà teso ad attenuare la tenace e duratura supponenza adulta per facilitare un diverso approccio e messaggio agli adolescenti ed ai bambini. Forse nulla potrà evitare i danni eventualmente prodotti, ma almeno si potrà favorire un diverso dialogo per attenuarne gli effetti nel tempo. Tentare individualmente costa poco. Non possiamo non pensare al messaggio di un uomo classificato tra i grandi uomini della storia , comunicatore per vocazione e per missione: quel Papa Buono, Giovanni XXIII, quando rivolgendo il celebre messaggio ai fedeli disse: “Tornando a casa, troverete i bambini. Date una carezza ai vostri bambini e dite: questa è la carezza del Papa. Troverete qualche lacrima da asciugare, dite una parola buona…... ” con meno autorevolezza certo, ma con convinzione, aggiungo che le carezze non bastano in attualità , ecco perché prima suggerisco le scuse, poi le carezze che saranno più ben accolte.

L’altra parte di umanità che si ostina a mantenere lo spirito bambino, in apparenza pone in essere una relazione equilibrata. Di che chiedere scusa? La domanda è aperta alla la riflessione di tutti, arrivederci al prossimo numero. http://www.sindacatoscrittori.net/vitomanduca/ - (v.manduca@libero.it)

Il libro del mese

L’ultimo, fresco di stampa, Il doppio gioco , Bonanno-A&B, 2007, con prefazione di Enzo Foschi – consigliere Regionale Lazio – in libreria dai primi di gennaio 2008 si rivolge in particolare ai giovani ed agli adolescenti appassionati dello sport più amato e popolare: il calcio.


L’Avvocato risponde Rivolgi le domande all’avvocato registrati sul sito dell’associazione Alessandro Bini (www.associazionealessandrobini.org) ed invia il quesito all’email redazione@associazionealessandrobini.org. Le vedrai pubblicare sul primo numero utile in uscita e sul sito. Il servizio è gratuito.

DEDICA AD ALESSANDRO

la foto del mese

a lato La squadra dei Giovanissimi Provinciali anno 2007/2008.


AAB Focus - mensile online  

A sette mesi dalla costituzione dell'Associazione Alessandro Bini, nasce il mensile online che si propone di raccogliere le voci di quanti,...

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