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POST di Domenico Mucignat

Cop 15 e Copenhagen... era da un po’ di tempo che non pensavo a quelle giornate del dicembre 2009. Quando i/le compagne/i del collettivo Burp mi inviano il testo di un fumetto che racconta quei giorni e mi chiedono di scrivere un pezzo, mi colgono davanti al computer a seguire in rete gli sviluppi della situazione in Grecia. Mentre leggo il testo e guardo le tavole mi scopro a sorridere ripensando a quei giorni, alle/ai compagne/i con cui ho percorso chilometri su chilometri in giro per il mondo. Per l’ennesima volta a Copenhagen ci siamo trovati insieme ad altre migliaia di persone di tutto il globo a dire che il mondo che vogliamo non e’ ne quello del liberismo sfrenato, ne quello del partito unico al potere. Eravamo insieme ai contadini di Via Campesina, dell’India, del Brasile, dell’Europa a dire che non accetteremo mai che le nostre terre vengano coltivate con sementi geneticamente modificate di proprieta’ delle grandi multinazionali della chimica e dell’agro-business e sapevamo che questa era una battaglia che anche in Italia avremmo dovuto affrontare nuovamente, perche’ l’avidita’ e il tentativo di bre-

vettare la natura non si arrendono mai. Ma non riesco a immergermi completamente nei ricordi di dicembre, non riesco a distogliere la mente dalle immagini che continuano ad arrivano dalla terra al di la’ dell’Adriatico, che ci hanno sempre indicato come culla della democrazia. Guardo le tavole illustrate. Copenhagen: migliaia di cittadini del mondo assediano il Bella Center dove si tiene la quindicesima conferenza ONU sui cambiamenti climatici. Cambio inquadratura, Atene, Salonicco: migliaia di greci nelle strade protestano, si scontrano con le forze di polizia per dire no alla manovra “lacrime e sangue” che il Governo del PASOK (Movimento Socialista Panellenico) sta calando come una mannaia sulle loro vite. Le immagini si mescolano. Copenhagen “Our climate, not your business”, Atene “ladri“, sono tra i tanti slogan che la gente urla nelle piazze. Classi dirigenti corrotte, incapaci, sottomesse al grande business, ridotte a burattini delle manovre finanziarie, asserragliate nei loro moderni feudi, protette dai nuovi eserciti di mercenari che si chiamino Politi o Police.


Le immagini si susseguono, le tavole aiutano a ricordare: i compagni in bicicletta sotto la neve nelle strade della citta’, i compagni che spingono i cordoni della Politi per raggiungere la sede della Conferenza ed unirsi ai delegati che dall’interno protestano contro l’inganno di un accordo inesistente. Il COP 15 si conferma un fallimento, non viene raggiunto nessun accordo, ne l’obiettivo di dimezzare le emissioni di CO2 entro il 2050, ne una formula perentoria per attestare l’aumento della temperatura su un massimo di 2 gradi. Nessun patto vincolante per il clima viene firmato tra gli Stati. Ma il fallimento di COP15 era gia’ stato anticipato un mese prima quando al vertice APEC (Forum delle nazioni dell’Asia e Pacifico) di Singapore, Stati Uniti e Cina avevano deciso e imposto a tutti che a Copenhagen non si sarebbe arrivati a nessuna decisione. E l’Unione Europea? Sempre piu’ periferia del mondo mentre le decisioni si prendono da altre parti. E adesso, cosa sta accadendo in Grecia? Ieri, 6 maggio 2010, il Governo del primo ministro Papandreou ha votato il piano di austerita’ imposto dalla Banca Centrale Europea e dal Fondo Monetario Internazionale (IFM). Ritorna ancora l’IFM, penso ai piani economici imposti all’Argentina pochi anni fa, ad uno Stato latino-americano modello del neoliberismo, un esempio che tutti avrebbero dovuto seguire secondo gli economisti dell’IFM. Poi il crollo, un’intera nazione che fallisce, milioni di persone portate alla fame, ma anche la rivolta e la cacciata di tre Presidenti, l’occupazione e l’autogestione delle fabbriche, degli alberghi e dei centri produttivi da parte dei cittadini. Un popolo intero che si riprende quello che gli era stato rubato. Oggi a milioni di greci viene imposto il blocco degli stipendi pubblici fino al 2014, l’abolizione della tredicesima, l’aumento dell’Iva, l’innalzamento dell’eta’ pensionabile e altre misure che andranno a restringere le politiche di welfare. Ma chi ha deciso che la Grecia oggi e domani forse la Spagna, il Portogallo e l’Italia siano insolvibili verso i propri creditori? Chi e’ che assegna alle nazioni un rating (“voto d’investimento” che permette di entrare nei mercati finanziari) piu’ o meno alto sulla capacita’ di uno Stato di ripagare i propri debiti? Sono Moody’s, Standard&Poor’s e Fitch, agenzie di rating che con le loro pagelle influenzano pesantemente i mercati finanziari. Le stesse che avevano dato il massimo dei voti di affida-

bilita’ a Enron(1) e a Lehman Brothers(2) pochi giorni prima della loro bancarotta. Il destino di intere popolazioni in mano a manager super pagati e corrotti, ad analisti finanziari il cui unico obiettivo e’ favorire il profitto del capitale per cui lavorano, sulla pelle di milioni di persone. Ma porcocane, come se ne esce da questo mondo di merda? Bella domanda del cazzo a cui ancora sto cercando una risposta! E’ notte, sto per spegnere il computer, un’ultima occhiata alle reti di movimento. Il sito globaproject.info riporta le notizie dall’Ecuador dove si sta votando la Ley de Agua che togliera’ la gestione di tutte le risorse idriche alle comunita’ per passarla ad un unico ente monopolistico di Stato. Le comunita’ indigene si oppongono e lanciano un levantamento che porta migliaia di ecuadoregni a occupare le strade di Quito. Guardo le immagini degli scontri con la Polizia davanti al Parlamento e mi tornano in mente i compagni delle comunita’ indigene dell’Ecuador quando ci hanno portato la loro solidarieta’ per l’arresto di Luca a Copenhagen, sento quel calore che “loro”, governatori, manager, speculatori ... non potranno mai sentire e mi torna il sorriso. Non possiamo fidarci di loro per il nostro futuro, que se vayan todos. E allora penso al protagonista di questo fumetto e alla sua carie dentale, il cui dolore lo perseguita per tutto il racconto. Purtroppo o per fortuna ci sara’ sempre una carie in uno dei nostri denti che ci terra’ svegli e che ci fara’ soffrire e incazzare. Un dolore che vogliamo eliminare perche’ un mondo migliore lo vogliamo oggi non domani. Non abbiamo piu’tempo per aspettare la rivoluzione.

Bologna 07-08 maggio 2010

(1)La ENRON era una delle piu’ grandi multinazionali statunitensi operanti nel dell’energia fallita nel 2001 (2)LEHMAN BROTHERS. Societa’ fondata nel 1850, attiva nei servizi finanziari a livello globale era uno dei principali operatori del mercato dei titoli stato statunitense. Nel settembre 2008 si e’ avvalsa del Chapter 11, la procedura di “fallimento pilotato“ prevista dalla legge statunitense, decretando la piu’ grande bancarotta nella storia degli Stati Uniti.


il dente e la lingua  

Graphic reportage from Cop15

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