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Samuel Beckett

Biografia Samuel Beckett nasce il 13 aprile 1906 in Irlanda, a Foxrock, un quartiere periferico di Dublino, dove trascorre un'infanzia tranquilla, non segnata da eventi particolari. Come tutti i ragazzi della sua età frequenta le scuole superiori ma ha la fortuna di accedere al Port Royal School, lo stesso istituto che ospitò qualche decennio addietro nientemeno che Oscar Wilde. Fin da adolescente, mostra i segni di un'interiorità esasperata, segnata da una ricerca ossessiva della solitudine. Nel 1928 si trasferisce a Parigi per frequentare il Trinity College. Il ragazzo vede nella nuova città una sorta di sua seconda patria. Inoltre, comincia a interessarsi attivamente alla letteratura: frequenta i circoli letterari dove conosce James Joyce che gli fa da maestro.


Samuel Beckett

Nel 1938, Beckett viene pugnalato al petto da un protettore di prostitute in un vicolo di Parigi. Alla domanda del perchè lo abbia fatto, il prosseneta risponde: "Je ne sais pas, Monsieur. Je m'excuse" ("Non lo so, signore. Mi dispiace"). Viene ricoverato in ospedale per quattro settimane dove va a trovarlo Suzanne Dechevaux-Dumesnil, sua futura moglie. Scoppia dunque la seconda guerra mondiale e Beckett opta per l'interventismo, prendendo attivamente parte al conflitto e offrendosi come esperto traduttore per le frange della resistenza. Presto, però, è costretto ad allontanarsi per evitare il pericolo che incombe sulla città e si trasferisce in campagna con Suzanne. Qui lavora come agricoltore e per breve tempo in un ospedale, infine torna a Parigi nel '45, finita la guerra, dove trova ad attenderlo consistenti difficoltà economiche. Nel 1945 Beckett tornò a Dublino per una breve visita. Mentre si trova nella stanza di sua madre, ha una improvvisa visione interiore che gli chiarisce una volta per tutte quale è l'argomento della sua poetica: se stesso. Nell'ottobre 1969, Beckett, in vacanza in Tunisia con Suzanne, viene a sapere di aver vinto il Premio Nobel per la letteratura. Suzanne, capendo che Beckett da quel momento in poi, sarebbe stato ricoperto da grande fama, si rivolse al riconoscimento come a una "catastrofe". Nonostante Beckett non dedicasse molto tempo alle interviste, incontrava a volte personalmente gli artisti, gli studiosi e gli ammiratori.Suzanne muore il 17 luglio 1989. Sofferente di enfisema e probabilmente anche del morbo di Parkinson, confinato in una casa di cura, Beckett muore il 22 dicembre dello stesso anno. I due vennero sepolti insieme nel cimitero di Montparnasse a Parigi, condividendo una semplice lapide di granito, secondo i desideri dello stesso Beckett: "senza colori, lunga e grigia".


Samuel Beckett Il teatro dell' assurdo : Aspettando Godot

Nel primo atto due uomini vestiti come vagabondi, Estragone e Vladimiro, si trovano sotto un albero in una strada di campagna. Sono lì perché un certo Godot ha dato loro appuntamento. Il luogo e l'orario dell'appuntamento sono vaghi. I due non sanno neanche esattamente chi sia questo Godot, ma credono che quando arriverà li renderà felici. Mentre attendono passa sulla strada una strana coppia di personaggi: Pozzo, un proprietario terriero, e il suo servitore, Lucky, tenuto al guinzaglio dal primo. Pozzo si ferma a parlare con Vladimiro ed Estragone. I due sono ora incuriositi dallo strano padrone, ora spaventati dalla miseria della condizione del servo. Lucky si rivela tuttavia una sorpresa quando inizia un delirante monologo da intellettuale che culmina in una rovinosa zuffa tra i personaggi. Pozzo e Lucky riprendono il loro cammino. Intanto è calata la sera. Godot non si è fatto vivo. Arriva però un ragazzo, un giovane messaggero di Godot, il quale dice a Vladimiro e a Estragone che il signor Godot si scusa, ma che questa sera non può proprio venire. Arriverà però sicuramente domani. I due prendono in considerazione l'idea di suicidarsi, ma rinunciano. Poi pensano di andarsene, ma restano. Il primo atto finisce qui. Nel secondo atto accadono esattamente le stesse cose. Vladimiro ed Estragone attendono sotto l'albero l'arrivo di Godot. Di nuovo vedono passare Pozzo e Lucky (Pozzo nel frattempo è diventato cieco). Di nuovo si intrattengono con il padrone e il servo. Di nuovo Pozzo e Lucky se ne vanno. Di nuovo arriva il messaggero a dire che Godot stasera non può venire ma verrà sicuramente domani. Di nuovo prendono in considerazione l'idea di mollare tutto. Di nuovo rinunciano. Fine.


Samuel Beckett