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Il sole è una grande stella, cioè un corpo celeste di grandi dimensioni, formato da gas ad altissime temperature comprese tra 6000°C e circa 20 milioni di gradi. Il sole brilla di luce propria e diffonde calore grazie a una reazione di fusione nucleare la quale brucia l’idrogeno trasformandolo in elio. Ma il sole produrrà energia e luce fino a quando l’ idrogeno non sarà esaurito; questo fenomeno continuerà ancora per 5 miliardi di anni!


La zona centrale del Sole è chiamata nucleo : è lì che avviene la fusione nucleare; procedendo verso l’esterno si trova la zona radiativa in cui il calore si disperde per effetto dell’irraggiamento. La zona convettiva trasferisce grandi quantità di energia per convezione. Nella superficie solare o fotosfera si possono notare dei granuli e delle macchie solari.

Il Sole emette delle protuberanze cioè getti di gas ad alte temperature che raggiungono anche il mezzo milione di km di lunghezza e che sono altri fenomeni osservati nella cromosfera.


I nove pianeti del Sistema Solare sono raggruppati in pianeti interni o rocciosi, compresi tra il Sole e la fascia di asteroidi, che sono Mercurio, Venere, Terra e Marte e pianeti esterni o gassosi che si trovano piÚ lontani dal Sole , oltre la fascia degli asteroidi, cioè Giove, Saturno, Urano, Nettuno e Plutone, attualmente non considerato piÚ un pianeta.


MERCURIO E’ il pianeta più vicino al Sole. La sua superficie presenta numerosi crateri dovuti all’impatto con meteoriti e per questo motivo ricorda la superficie lunare.


.. La sua superficie non è visibile da una sonda che le orbita intorno, poiché è circondata da una spessa atmosfera, formata per la maggior parte da anidride carbonica che, trattenendo il calore, causa l’elevata temperatura che si registra al suolo. La particolare luminosità del pianeta, visibile dall’alba e subito dopo il tramonto, è dovuta alla luce solare riflessa dalla sua densa atmosfera.


TERRA La Terra è l’unico pianeta del Sistema Solare in cui si sa essersi sviluppata la vita grazie alla temperatura costante, l’atmosfera ricca di ossigeno e la presenza dell’acqua.


MARTE Marte è soprannominato il pianeta rosso, per il colore della sua superficie, dovuto alla presenza di rocce ricche di ferro. Osservato al telescopio, esso mostra due calotte polari di ghiaccio, formate da acqua e anidride carbonica solida.


GIOVE La macchia rossa

E’ il più grande pianeta del sistema solare. La sua atmosfera è formata da idrogeno, elio, ammoniaca e metano ed è continuamente interessata da perturbazioni; ne è un esempio la grande macchia rossa , un ciclone che non si esaurisce mai. Giove ha un nucleo molto caldo, formato da ferro e silicio.


SATURNO E’ noto come il “pianeta degli anelli”, anche se non è l’unico a possederne; se ne sono contati oltre 10.000, costituiti da frammenti di rocce, pulviscolo e ghiaccio. La composizione di Saturno è simile a quella di Giove: un nucleo solido circondato da idrogeno, elio, ammoniaca e metano.


URANO A differenza degli altri pianeti, Urano ha un asse di rotazione molto inclinato sul piano dell’ orbita e quindi rivolge verso il Sole la zona polare.


NETTUNO Le immagini di Nettuno trasmesse dalla sonda Voyager 2, mostrano la presenza sul pianeta di una grande Macchia Blu: si tratta di un ciclone. L’atmosfera è essenzialmente formata da metano e per questo motivo il pianeta appare di colore azzurro; infatti il metano assorbe la componente rossa della luce solare.


PLUTONE Plutone è un’eccezione tra i pianeti esterni perché, pur trovandosi oltre la fascia degli asteroidi, ha caratteristiche diverse dai grandi pianeti gassosi. Confrontato con questi, la sua massa è molto piccola, la rotazione intorno al suo asse è più lenta e la sua orbita è molto schiacciata e posta su un piano diverso rispetto alle altre orbite planetarie. Perciò dal 2006 l’Unione Astronomica Internazionale ha deciso di togliere a Plutone il ruolo di pianeta.


ASTEROIDI

COMETE METEORE


Johannes Keplero (1546-1630)

Galileo Galilei (1564-1642)

Isaac Newton (1642-1727) Niccolò Copernico (1473-1543)


Le tre leggi del movimento dei pianeti sono il principale contributo di Johannes Kepler, detto Keplero, all‘astronomia e alla meccanica. Keplero le derivò in parte studiando le osservazioni di Tycho Brahe. Isaac Newton avrebbe più tardi verificato la validità di queste leggi alla luce della teoria della gravitazione universale. Esse spiegano il movimento dei pianeti nello spazio.

Il sistema solare  

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