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IL BRITNEY MAGAZINE - WWW.BRITNEYNATIONALPARTY.WORDPRESS.COM

ZEROVIRGOLA ZEROVIRGOLA POGROM ANALE, PURGA SPIRITUALE – IL GIORNALE DEL CAMERAGNO, ANNO 0, NUMERO 1 – GIUGNO 2013


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“HO UN RIGURGITO RIGURGITO VISAGISTA, SE VEDO UN PUNTO NERO CHIAMO L’ESTETISTA” IN QUESTO NUMERO: 5 – KABOBO EVOLIANO BIRBONE (Pippus Francus II) 7 – LUCA ERA GAY, E ADESSO FA ZIGAIL! 9 – COSI’ GOVERNA IL RE FILOSOFO (Elémire Zolla) 12 – AGGRESSIONE A ZULU’: SCOOP!! 14 – JULIUS VAFFANCULO, NOI ANDIAMO DI BROMURO (Kali Yoga)

Editoriale Dopo il numero zero, quindi di prova, di questa nuova avventura britneyana, ci lanciamo verso quella che sarà la versione quasi affatto definitiva. Il nome che prende la rivista dei cameragni britneyani è quindi Zerovirgola (0, per gli amici): questa l’entità matematica che rappresentiamo e che ci rappresenta, questo lo spazio minuto che molti dei lettori della rivista sanno di ricoprire nella società. Nei risultati elettorali, anche se non ci presentiamo e non votiamo per niente, siamo quel simpatico zerovirgola di eretici, pazzi e nostalgici di una Politica diversa. Siamo quelli che “più si innalzano più sembrano piccoli agli occhi di coloro che non sanno volare” e che più scoreggiano e più sembrano puzzolenti al naso di chi non è capace di scoreggiare.

15 – 22 GIUGNO LUTTO CONTINENTALE

23 – CRONACHE BRITNEYANE

Da quando il britneysmo è diventato elitario, ogni nobile di spirito non può non dirsi britneyano e, sia chiaro, i nobili di spirito saranno sempre una piccola e dorata minoranza. Più che dorati siamo fucsia, come il sistema, come gli slip di Sasha Grey. Ma ci siamo.

24 – LA NOSTRA MUSICA: “GLI ANNI” E “IL CAMERAGNO”.

Lo Zigail è un apostrofo fucsia fra le parole zero virgola.

18 – PARLAMENTO ILLEGALE E GOVERNO DI FAMIGLIA (Matteo Guinness) 22 – IL NOSTRISSIMO STEPHAN DERRICK

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KABOBO EVOLIANO BIRBONE INVECE DI ARCO ARCO E CLAVA USA IL PICCONE PIPPUS FRANCUS II Molti di noi ne sono convinti. L'azione dimostrativa di Kabobo nel pieno di Milano, per quanto interpretata faziosamente dai media sistemici, aveva risvolti etico-rivoluzionari di grande spessore. Non è un caso che lo kshatrya del Continente Nero ha usato, come stendardo della sua personale guerra nichilistico-aristocratica contro il mondo borghese, il piccone. In questa scelta, per tutti i cultori dello stalinismo esoterico, si è intravisto il richiamo all'archetipo primordiale del picconatore, nella sua accezione mistico-tradizionale. Il piccone, da semplice attrezzo, viene tramutato alchemicamente in arma angelica e lama di luce divina, quando è nelle mani di colui che dimostra disinteresse totale per la vita e per la morte. Possiamo solo ricordare la trasmutazione magica dello strumento nelle mani di Ramon Mercader, autentico cavaliere templare del proletariato, monaco guerriero della rivoluzione spirituale bolscevica, Cavaliere Emerito dell'Ordine Sacro della Picozza. Introdotto al culto in remoti centri d'iniziazione ancora sopravvissuti, molto probabilmente nelle miniere di sale dei gulag siberiani, dove il piccone rappresentava il simbolo totemico per eccellenza, al tempo stesso strumento di trasmutazione del reale e attrezzo per il compimento dell'opera alchemica, egli ne apprese l'arte occulta per poi usarlo contro il demonico rappresentante del cosmopolitismo anti-cristico, l'emissario delle tenebre Léon Trotsky. Ecco che il piccone assume ai nostri occhi non solo una valenza rituale, quanto anche un 5 Il Picconatore, Gran Maestro dell'Ordine della Piccozza


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esplicito simbolismo solare. Come i dardi di Elios squarciano le tenebre, così esso sopprime i tenebrosi nemici del Popolo. Le nostre tesi sono confermate d'altronde dalle rivelazioni da lui rilasciate agli agenti di polizia: egli, per quanto ci ha detto, "sentiva le voci". E' evidente che, in preda al furore guerriero dei Berserker, egli, ritenuto pazzo dalla massa dei non-iniziati, ha avuto un'esperienza diretta di quegli stati superiori dell'Essere i quali non sono esperibili ai Molti. Abbiamo ottimi motivi per ritenere che, lo stesso Kabobo, il cui nome riecheggia verosimilmente la radice indoeuropea "kan", legata appunto alla forma puramente orientale del kanato e del potere solare-imperiale assoluto, sia stato iniziato alla via ascetico-guerriera della Picozza, mentre compiva il suo viaggio di trasmigrazione continentale, nella Libia socialista di Gheddafi, dove persistevano antiche forme di spiritualità bolscevica. In conclusione, ribadiamo che non ai Molti è permesso di comprendere la natura di per sé ermetica del gesto di Kabobo, ma solo ai Pochi che sanno. La scuola del britneysmo esoterico si impegna, da ora, a leggere in tal senso tutti i prossimi eventi che, a prima vista, potranno sembrare privi di senso, a causa dell'incultura moderna della disinformazione mediatica, in modo da non lasciare nel dubbio i Fratelli ancora poco addentro alla scienza metafisica."

“LO JUS SOLI E’ APPENA NATO, IL PICCONATORE E’ RITORNATO”

Pippus Francus II

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LUCA ERA GAY E ADESSO FA “ZIGAIL”! ZIGAIL”! GIUSEPPE POVIA ENTRA DI DIRITTO NELL’UNIVERSO DELLA MUSICA NON CONFORME, E CHI LO NEGA E’ SOLO UNA SPIA INFAME! Alcuni musicofili britneyani hanno aggiornato l’ormai stantia Jean degli ZPM, che parla di temi morti e sepolti, di labbra color arancio e di romanticismi dal vago sapore fintamente eterosessuale. Ma lo sappiamo: Jean era gay, oggi non lo è più:

Un migliaio di giovani attorno a un bunker da tutta Europa venuti a morire con te con te Povia, venuto dall’Italia con i tuoi trent’anni e la speranza di poter forgiare l’Europa della Libertà con la certezza di morire per la Civiltà” (K.Fotjàsson) Non importa la storia personale, non si può vivere di ricordi o di gloria acquisita ormai decenni orsono: la lotta al nuovo ordine mondiale si farà e si sta già facendo, uno dei protagonisti ne è Giuseppe Povia, cantautore 7


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“BEPPE POVIA BASCO NERO, IL TUO POSTO E’ AL MINISTERO”

ribelle e nostrissimo cameragno. Nato a Milano nel 1972, con Ray Ban e figlio dell’altra stella sin da bimbo deve essersi chiesto: Ma perché i fascisti degli anni 70 amano la disco-music? Con questo pensiero fisso e dopo aver modificato per Sanremo “Quando i fasci fanno oh! Che meraviglia” arrivò alla consacrazione con “Vorrei avere un prosecco, e fare un paio di carriole” vero e proprio inno alla vita alla ibris, allo spirito dionisiaco che infuoca l’animo del ribelle britneyano. “Evviva i pazzi... che hanno capito cos'è l'amore” è il titolo del primo album: servono altre parole per descrivere la sua prepotente entrata nel glorioso mondo non conforme? Sarebbe banale citare poi il successo “Come fai” : testo contro il NWO, che mette in luce il potere della finanza, dei massoni e dei banchieri e non può sfuggire la citazione verso la famigerata, anzi le famigerate “Come mai”, l’una dei Sottofasciasemplice, l’altra dei nostrissimi e cameragnissimi 883, che rimandano al numero esoterico 88. Ma le citazioni e i rimandi sarebbero infiniti, fino all’uno originario. Ma non di appiattimento alla destra si tratta, proprio di britneysmo cameragnesco: è Roberto Vecchioni ad affermare infatti che: “Povia non e' affatto, come si dice, un destrorso, un fascista, un nazista.” Infatti Giuseppe non lo è, lui è il cantore di una nuova epoca non omologata.

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COSI’ GOVERNA IL RE FILOSOFO ELEMIRE ZOLLA Che cos'è un «arcano del potere»? Un trattatista del Seicento, il Clapmarius, lo definì «l'escogitare ragioni “Ogni esistenza ha il suo grazie alle quali il popolo soddisfatto e affascinato, si astenga dall'uso delle armi». Nel Settecento non si cielo, ogni ricerca la sua finiva d'interrogarsi su come, nei millenni, si fossero retti gl'imperi d'Egitto e del Perù, della Cina: mercé luce, ogni comunione il quali inganni sacerdotali. suo cardine, il principio Un tipico inganno del genere si può vedere e toccare visitando le rovine di Corinto, la più prospera delle ha il suo Ciò. Colui che lo città greche; nel tempio di Apollo si preserva la decifra non sembra conduttura che portava le libagioni versate sull'ara a sgrondare da una mètope forata, in essa c'era posto decifrarlo, colui che lo per un sacerdote: la sua voce rintonante usciva col conosce non sembra gorgoglio dei liquidi consacrati, recando profezie al popolo, e passava per la fonda voce di Apollo. Guai a conoscerlo, soltanto svelare nei templi quando funzionava, questa gherminella, che è adesso spiattellata al sole del colui che non cercherà Peloponneso! E guai, prima di Machiavelli, a mostrare di conoscerlo può gli arcani politici in virtù dei quali si reggevano autorità e potere. È curioso che l'interesse per l'argomento si conoscerlo”. sia quasi estinto a partire dalla Rivoluzione francese; Zhuang-zi saprei elencare pochi esempi posteriori: le pagine (insolite) di Marx sul servizio diplomatico russo, certe note al Trattato del Pareto, le ricerche d'archivio di Austin Cochin, sporadicamente continuano la tradizione sconsacratoria, l'indagine sugli arcani del Sei e Settecento. La relativa brevità della trattatistica europea contrasta con l'ininterrotta tradizione di studi indù sugli arcani del potere, il Kautiliya Arthashastra è reso disponibile con versione inglese (a cura di R.P. Kangle) da una ristampa dell'editore Motilal Banarsidass a Delhi. Il suo scopo è di insegnare l'arte di regnare a un re filosofo {rajarishi). Egli si proporrà i compiti seguenti: sorvegliare i sensi mentre coltiva la mente, attivare una vasta rete di spie, fissare i sudditi nelle loro occupazioni. Dividerà il giorno e la notte in sedici parti. All'aurora (I) lo destano le musiche del mattino, per annunciargli l'ora della meditazione; (II) riceverà quindi i ministri, seguiti (III) da sacerdoti, medici, cuochi e astrologi di palazzo; (IV) venererà un toro e una vacca col loro vitellino; (V) aprirà la sessione delle pubbliche udienze. Alla chiusura (VI) verificherà entrate e uscite; (VII) s'informerà delle faccende dei sudditi e quindi (VIII) consumato il pasto, si dedicherà allo studio (IX). Giunge il tempo (X) di esaminare i rapporti delle spie interne, (XI) di 9


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dedicarsi ai piaceri, (XII) alle rassegne di truppe e di animali, (Xtt[) all'esame dei piani di guerra, prima (XIV) dei riti vespertini. Precedono il pasto serale il ricevimento degli agenti segreti all'estero e il bagno (XV). Dopo un'ora di studio, musiche soavi concileranno il sonno (XVI). Come scegliere i ministri? C'è chi dice fra i compagni della giovinezza, ma essi non nutrono riverenza; chi dice: fra coloro che condividevano gli stessi piaceri segreti del re, ma essi confideranno troppo nell'indulgenza sovrana; chi dice infine: tra i fidi del predecessore, ma costoro tendono a farla da padroni. Per vagliare i ministri c'è un unico mezzo: metterli alla prova. Agenti del re dovranno invitarli a entrare in congiure per motivi religiosi («il re non è abbastanza pio»), per guadagno o ambizione, per amore (una monaca riverita a corte fingerà di fare da intermediaria per la regina vogliosa), per disperazione (si getta il ministro in cella sotto una falsa accusa e un compagno di prigionia gli offre di entrare in un complotto). Chi non cede è fidato. Il re coltiva accuratamente spie dei seguenti tipi: lo studente inquieto, il monaco vagante in contatto con vari ordini, l'agricoltore sfortunato, il mercante fallito, l'eremita con un seguito di esaltati (sarà cura del servizio segreto far avverare le sue profezie). Gli agenti provocatori saranno senza famiglia, esperti di arti magiche, avvelenatori, furfanti, gobbi e nani da circo, menestrelli, musicisti, eunuchi. Non comunicheranno coi superiori se non in cifra, né li vedranno mai. Negli assembramenti popolari un agente biasimerà il re e un altro lo difenderà, si censirà chi aderisce all'uno e all'altro. I nemici del sovrano saranno eliminati con incidenti provocati ad arte, inventariati in una lista apposita. Ad esempio: saranno fatti entrare a palazzo insieme ad agenti segreti armati. Le guardie perquisiranno e arresteranno gli agenti, i quali denunceranno come complici i nemici disarmati del re. Dando per buona l'accusa, costoro saranno abbattuti. In seguito le guardie sopprimeranno anche gli agenti segreti in modo che del gioco non resti traccia. Il servizio segreto all'estero aizzerà malcontenti di ogni tipo, oppure fomenterà l'invidia di classe, finanziera i partiti più deboli, assolderà ruffiani, teatranti, monaci e astrologhi. Le letterature indiane, specie la tamila e la telugu, recano traccia di questi studi, configurando un'idea della monarchia d'una veracità abbagliante: ne tratta l'ultimo libro di David Dean Schulman, dedicato al nesso fra il re e il buffone nell'India del Sud {The King and the Clown in South Indian Myth and Poetry, Princeton). Al re spetta di far circolare la ricchezza: esige tributi e largisce donativi; ma la generosità, che gli procura prestigio, rischia anche di stremarlo. Per ricevere legittimazione egli coltiva i bramini e gli asceti, e tanto ne abbraccia la filosofia quanto è tentato di abdicare e rinunciare al potere. Da sovrano deve mostrarsi incontenibile nell'eros e nella voglia di combattere, perché così infonde al regno vitalità e, nello stesso tempo, dovrà tenere il popolo al riparo dalle furie che incarna. È affine al bandito (che differenza c'è mai tra taglia 10


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e imposta?), e i solerti agenti di polizia li scoverà nei ranghi dei bricconi, così come fra i bracconieri recluterà i guadiacaccia diligenti. Il re è un buffone, salvo il fatto che di lui si ride, mentre si ride con il buffone. La corte è come un circo: la guardia del corpo del re tamilo era composta di amazzoni arciere, seguite da eunuchi, gobbi, nani, pagliacci, i ministri e i lancieri della scorta. Il re riceve l'investitura dalla dèa della distruzione e il suo primo dovere è la guerra, che l'epica tamila tratta come una grottesca mascherata, un genere di comico orrido. La dèa e i suoi dèmoni banchettano coi cadaveri urlando oscenità e capitombolando, facendo smorfiacce. Sul campo di battaglia gli eroi sotto la guida del re si esibiscono in una danza ebbra, offrendosi in sacrificio ai dèmoni-buffoni. Il re, come ripete continuamente la poesia sanscrita, agisce da meretrice: dovrà peccare, mescolare al vero il falso, crudezza e compassione, e infatti il sovrano indiano si circonda di prostitute, come gli dèi nei loro templi. Nel teatro kutiyattam la farsa comica si definisce quella sfera in cui le quattro aspirazioni dell'uomo: kama, artha, dharma e moksha si degradano rispettivamente: l'eros scade a divertimento, la brama di guadagno si volta in truffa; la norma (dharma) diventa l'abitudine di fare bisboccia; la volontà di liberazione si circoscrive al servizio del re. Elémire Zolla

SQUILIBRIO MENTALE SALVEZZA NAZIONALE

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COMPLOTTO SALAFITA! IL BRITNEY

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ZULU’ AGGREDITO, IANNONE HA I LIVIDI LA CONNECTION ROSSOBRUNA COME MAI NON CI SONO CONCERTI DEGLI ZETAZEROALFA E DEI 99 POSSE CONTEMPORANEAMENTE?

I primi giorni del mese di giugno è avvenuto un fatto da stigmatizzare: l’aggressione a Velletri (RM) del famoso cantante Zulù Persico dei 99 Posse. Sui media e le dichiarazioni dello stesso Zulù riportano che l’aggressione è stata ad opera di fascisti che gridando slogan d’altri tempi e impugnando vessilli e bandiere per rendere riconoscibile la propria appartenenza lo hanno aggredito a cintate come Zio Michele fece con la povera nipote. In realtà non è stata fatta alcuna denuncia e siamo a conoscenza di retroscena che cambiano e parecchio l’evidenza dei fatti: come un gruppo di tirolesi la settimana prima, Zulù, per il suo look e per il suo stile di vita, è stato scambiato da un gruppo di antifascisti per un militante di estrema destra e per questo è stato aggredito, al grido di “fuori il fascismo” che il cantante ha interpretato come slogan a favore della fuoriuscita del fascismo dal ghetto della storia.

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Quello che rimane in dubbio è se effettivamente l’aggressione sia stata un errore, oppure sia stata compiuta in maniera voluta. Zulù Persico è infatti con il suo esempio la quintessenza dell’esempio tradizionalista che non piace ad alcuni estremisti antifascisti: basterà guardare le immagini del suo matrimonio (disponibili su youtube) per capire quanto la base ideologica del colosso napoletano sia Dio, Patria e Famiglia. Canti tradizionali, rispetto per la mamma e un bel vestito da sposa bianco per la propria donna che durante la festa ha modo di urlare “O sapete perché m’aggio tatuata la corona? Perché me so spusata o’ Re!”. Più imperiale e regale di così c’è poco in un sistema attuale pieno solo di hiphoppettari dal cappello americano. Inoltre la somiglianza fra Iannone, leader di Casapound e Luca Persico è a dir poco sconvolgente: qualcuno potrebbe pensare siano la stessa persona che incarna due stili diversi. Per interesse economico legato alle grandi major musicali? Pilotati da qualche oscuro potere politico che da decenni tiene le redini del sistema? L’incredibile somiglianza dello stesso Iannone con il guru Osho inoltre, apre altre considerazioni che lasciamo al lettore. Non possiamo sapere con certezza cosa si nasconda dietro tutto questo, e dietro l’aggressione di Velletri. D’altronde anche Matteotti è stato aggredito allo stesso modo mentre si stava proprio interessando all’influenza di grandi industrie americane per petrolio e gioco d’azzardo in Italia. La storia d’Italia è piena d’ombre, continueremo a vigilare.

SE VEDO UN PUNTO NERO CHIAMO L’ESTETISTA 13


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JULIUS VAFFANCULO, NOI ANDIAMO DI BROMURO. BROMURO. KALI YOGA Julius vaffanculo, noi andiamo di Bromuro. Jannacci è morto. Si potrebbe andare all'Esselunga, quella di San Giuliano. Che poi in fin dei conti "esse che sia solo lunga o doppia e runica, non fa molta differenza" semi-cit di nonmiricordochi. Oggi tocca stare in piedi tra le vetrine, noi evoliani da discount. Parcheggio la WaffenPanda al posto 148. Non temete, l'8 mancante l'ho aggiunto col pennarello carioca. Rigorosamente in tinta-tradizione rossobianconero. C'è di tutto, un vero spasso. Lo spettro completo ed esteso di tutti i tipi umani, cristallizzato e concentrato in una estensione spaziale risibile. Questo è il Centro Commerciale. Sguardi vacui ed esistenze apparentemente amene, ma poi ci sono Loro. Il vecchietto che si prende la briga di farsi chilometri di mulattiera a piedi o in bici per fottere l'aria condizionata al signor Esselunga, le ragazzine che passano gli interi pomeriggi e che non compreranno mai un cazzo, i promoter della wind che tentano di fottere i passanti con i loro contratti di merda. Ecco, in questo tipo umano (l'Imbelle) è riposta l'unica speranza di riscossa per il genere umano: il loro comportamento del cazzo, l'essere invisi a tutti. Mi ricorda qualcosa. Odiati e Fieri. Ma costoro non possiedono una coscienza di casta, tale da potersi ordinare gerarchicamente e dichiarare la Guerra Totale al Sistema. Fino ad allora, dunque non se ne fa niente. Non disperate, perchè: "Nell'Imbelle, l'Uomo Sano."

“NELL’IMBELLE, L’UOMO SANO”

Kali Yoga (kaliyoga2013.blogspot.it)

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22 GIUGNO, LUTTO CONTINENTALE SE MI LASCI NON VALE

Beppe Stalin portami via voglio una guerra che sia tutta mia! Beppe Stalin vienimi a cercare voglio una Polonia su cui ricominciare!”

22 giugno, giornata di Lutto Continentale. Il 22 giugno anche quest'anno arriverà e passerà nell'indifferenza generale, senza che nessuno dai grandi canali dell'informazione e della cultura abbia né il coraggio né la forza di celebrarlo. Ma noi patrioti abbiamo il dovere di celebrarlo profondamente e spiritualmente con il rigore e la serietà che si conviene ad un evento così luttuoso. Infatti, il 22 giugno 1941, è la data di morte scolpita sulla tomba dell'Europa. Il giorno più nefasto della nostra storia, il giorno in cui siamo stati sconfitti. Sconfitti da noi stessi, dalla debolezza e dalla mancanza di coraggio e passione: è il giorno in cui la Germania del Terzo Reich e l'Impero Sovietico cominciano la loro guerra fratricida. L'atto che fulminò ogni speranza rivoluzionaria. In un suo scritto Dugin riporta un episodio interessante: Arno Breker, il famoso scultore tedesco, che conobbe benissimo Bormann, parlò a Parvulesco di una strana visita che ricevette da questi a Jackelsburg. "Il 22 giugno 1941, immediatamente dopo l'attacco della Germania di Hitler contro l'URSS, Bormann andò da lui senza precauzioni, in stato di shock, avendo lasciato il suo ufficio al Reichskanzlerei. Egli ripeteva continuamente la stesso misterioso giudizio: "Il Non Essere, in questo giorno di giugno, ha vinto sull'Essere…Tutto è finito…Tutto è perduto…" Quando lo scultore chiese che cosa volesse dire, Bormann tacque; poi, ormai alla porta, si volse per aggiungere qualcosa, 15


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poi decise di non farlo e se ne andò sbattendo la porta. Il non essere vinse sull'essere, o meglio, i conservatori vinsero sui rivoluzionari, gli stupratori della terra sul continente eurasiano. Quello che poteva essere il Continente, l'Impero dell'avvenire, si trasformò in colonia; ma quel che è peggio, la spiritualità, il socialismo continenatale si trasformarono in materialismo, capitalismo, economicismo. La frattura sulla nostra terra, darà la possibilità a poteri estranei di insediarsi ed appropriarsi della nostra libertà. Sarà compito degli storici e degli studiosi chiarire le dinamiche di quanto successe, ma l'importante è capire la lezione che da questo evento ci deriva. Facciamo che la data più importante della nostra storia possa essere per noi anche l'insegnamento più profondo, affinché certi errori non si ripetano. Così che il 22 giugno 1941 non sarà più una data luttuosa, ma il simbolo del sacrificio che avrà segnato la strada per il futuro dei rivoluzionari europei.

Gli ultimi negoziati Germania-Urss nel 1940. L'ultima opportunità gettata, la vittoria dell'Europa sfuma, il mondo nelle mani USA. Nell’ottobre 1940 Hitler pensò di allargare il patto tripartito facendovi aderire la Russia comunista. Le basi di questo fondamentale accordo sarebbero state basi geopolitiche, l’accordo, nella mente di Hitler, si sarebbe basato su zone d’influenza: Germania e Italia in Europa e Africa, Giappone per l’Asia estremo-orientale, la Russia avrebbe avuto la zona del golfo persico, l’Iran, l’India. All’invito dell’ottobre 1940 di Ribbentrop a Stalin, concernente la conclusione di un vasto accordo fra le due potenze (accordo da raggiungere grazie un viaggio a Berlino di Molotov), il capo sovietico rispose con queste parole: “Sono d’accordo con voi nel pensare che un nuovo miglioramento dei rapporti tra i nostri Stati è del tutto possibile, fondandolo sulle basi durevoli di una delimitazione a lungo termine dei reciproci interessi”. Molotov arrivò a Berlino il 12 novembre. Ebbe colloqui con Ribbentrop e con Hitler. “L’interesse della Germania e dell’Unione Sovietica esige che questi due Paesi collaborino e non lottino l’uno con l’altro” disse. Considerava da completare la suddivisione delle sfere d’influenza fatta dal patto dell’agosto 1939. Ribbentrop propose a Molotov l’adesione al patto tripartito (l’Asse) e due protocolli segreti: uno sulla divisione d’influenze già 16


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citata, l’altro per il libero passaggio dell’Urss attraverso gli stretti (mentre le potenze rivierasche non avrebbero potuto entrarvi). Ma Molotov non poteva accettare condizioni firmando in bianco proposte tedesche. Per questo lasciò Berlino e preparò una controproposta. La rimise all’ambasciatore tedesco il 25 novembre: accettava di entrare nel patto tripartito, e accettava il primo protocollo segreto; il secondo avrebbe avuto delle modifiche: l’Urss avrebbe avuto una base terrestre e navale nei Dardanelli, la Turchia sarebbe stata invitata nel patto quadripartito (e solo se avesse accettato sarebbe stata garantita la sua integrità territoriale). In più la Russia proponeva altre clausole: la Germania avrebbe ritirato le truppe dalla Finlandia: il Giappone avrebbe rinunciato alle concessioni di carbone e petrolio a nord di Sahalin; la Bulgaria , trovandosi nella zona di sicurezza delle frontiere dell’Urss avrebbe dovuto firmare con questa un patto di assistenza reciproca (senza intaccare il regime interno e la sovranità della Bulgaria stessa). Malgrado l’insistenze sovietiche pesa sulla Germania la responsabilità di non aver risposto a queste controproposte. I rapporti fra le due potenze continentali avranno per tali motivi un brusco cambiamento di rotta, che porterà alla deleteria “operazione Barbarossa” del giugno 1941; con questa operazione fratricida la Germania attaccherà la Russia e l’unico risultato della guerra mondiale sarà l’indebolimento dei due stati cardini dell’Europa, e la perdita di sovranità di questa passata a tempo indeterminato nelle mani statunitensi. E' interesse degli storici chiarire responsabilità ed opportunità inattese, ma il significato di questo momento cardine della nostra storia non dovrà mai essere dimenticato. (Matteo Pistilli) – www.22giugno.blogspot.com

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IL PARLAMENTO ILLEGALE E IL GOVERNO DI FAMIGLIA MATTEO GUINNESS “Quando c’era Gheddafi gli scafisti arrivavano in orario”

La L’Italia è una Repubblica democratica fondata sulla famiglia. Quante volte abbiamo avuto modo di pensare che il primo articolo della nostra Costituzione dovrebbe essere questo per descrivere meglio il carattere del nostro Paese. E non stiamo parlando dell’amore famigliare, bensì del carattere più radicato nella nostra società, quello di agire e pensare solo il termini di affiliazione. La “famigghia”, concetto mafioso, è in Italia la vera e unica istituzione funzionante: manda avanti la macchina amministrativa e sociale fra raccomandazioni e favori alle proprie clientele; trovare lavoro, avere un appuntamento per una visita, vincere un appalto e via dicendo sono risultati conseguibili più facilmente grazie al proprio clan di riferimento. Perché la politica e specialmente la composizione del governo dovrebbe differenziarsi da questo costume così italiano? Una lunga tradizione di intrallazzi va tutelata e fra qualche anno richiamerà anche turisti e infatti il nuovo governo è forse quello che più di ogni altro è nato sotto la benedizione della “famigghia”. Un esecutivo che non nasce con una buona stella, battezzato dalle pallottole di un uomo disperato, senza soldi e futuro che colpisce le forze dell’ordine. Un Parlamento illegale

“Quando c’era Saddam le armi di distruzione di massa le nascondevano in orario”

Che fosse un parto travagliato si era capito in due mesi di totale blocco istituzionale, caratterizzato da un vulnus originario e insanabile: il Parlamento così composto è illegale. La maggioranza della Camera si è formata grazie al premio dato alla coalizione più votata, che però non ha retto nemmeno un giorno; non ha aspettato la composizione di un governo, ma nemmeno delle commissioni parlamentari essenziali per il funzionamento del ramo legislativo. Sinistra e Libertà (Sel), alleato del Partito Democratico, si è chiamato subito fuori dalla coalizione creando una situazione grottesca: un premio di maggioranza dato ad una coalizione che non esiste. Gli stessi deputati di Sel si sono guardati bene dal sollevare tale questione (per mantenere ben salde le poltrone), ma appare evidente che con un Parlamento illegale non ci si potesse aspettare un governo legittimo.

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Il governo, figlio illegittimo di un inciucio E’ stato chiamato in molti modi l’esecutivo appena creato: governo di scopo, del presidente, di servizio e via dicendo, con politicanti e media a smorzare i toni presentandolo come un governo politico. Probabilmente la definizione più calzante è quella di “governo di famiglia”, visto il concepimento e la gestazione del nuovo nato. Come nei drammi famigliari dove la storia del figlio adulterino viene smacchiata e riscritta, così oggi ci viene presentato il parto illegittimo di una dinastia sconsiderata.

I legami famigliari e di casata si vedono lontano un miglio: basti pensare al premier Enrico Letta, democristiano sin da giovane, oggi PD, premiato soprattutto perché nipote del più famoso Gianni Letta, braccio destro di Berlusconi e quindi in grado di essere il ponte fra i due maggiori partiti. Nei think tank come “Vedrò” l’attuale premier ospita aderenti di centro (sinistra e destra), facendoli incontrare ed elaborare ideali liberisti. Inutile ricordare che è l’ideologia liberal ad averci condotto sul baratro e che quindi l’unico cambiamento attuabile sarebbe uscire da quei limiti, ma creando l’ennesimo governo uguale agli altri i nostri padrini hanno deciso per noi che fino ad oggi è andato tutto bene. Comunque sia, nei gruppi di Letta è possibile anche conoscere l’anima gemella così come è successo a Francesco Boccia, strettissimo collaboratore di Letta nel Partito Democratico, sposato con il nuovo Ministro delle politiche agricole Nunzia De Girolamo; questa, 37 anni, è una berlusconiana di ferro, e solo pochi mesi fa sarebbe stata considerata utile per pubblicizzare la sezione “brunette” di qualche sito per adulti. Invece oggi ce la ritroviamo all’agricoltura, probabilmente perché ha chiamato la figlia Gea e sicuramente perché è la moglie dell’amico di Letta. 19


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La famiglia si allarga. Per far parte di una “famigghia” non c’è bisogno di essere per forza consanguinei: le famiglie sono gruppi di interesse, di pressione, che raccolgono uomini d’onore. Ed è per questo che tutto il governo è formato da uomini e donne affiliati di qualcuno. Angelino Alfano per esempio, delfino ed erede al trono di Silvio Berlusconi, anche lui democristiano di ferro, oggi è vicepremier e Ministro degli Interni. Come possiamo notare la balena bianca continua a sfornare figlioletti fra cui troviamo Maurizio Lupi (Infrastrutture e Trasporti), altro uomo del Cavaliere, ma anche di Comunione e Liberazione. All’ambiente Andrea Orlando, garantista (si è sempre occupato di giustizia, scrivendo su Il Foglio di Giuliano Ferrara), che si è visto spuntare il pollice verde grazie alla vicinanza con D’Alema e ai “giovani turchi”. L’affiliazione ci ha portato anche Emma Bonino, non votata da nessun italiano in Parlamento, ce la ritroviamo per volere della famiglia a dirigere il Ministero degli Esteri: le boiate fatte negli ultimi anni, le spese eccessive al fianco della Nato, sono quindi giudicate assolutamente giuste e da riproporre. Anche Mario Monti ha i suoi pargoli prediletti da inserire: Enzo Moavero Milanesi (altro trombato alle elezioni) agli Affari europei e Mario Mauro alla Difesa; quest’ultimo affiliato a più cosche in quando ex PDL e aderente di Comunione e Liberazione. La Cancellieri è stata confermata e spostata alla Giustizia e un altro “tecnico” (per modo di dire) è Fabrizio Saccomanni che ha diviso la propria carriera fra Fondo Monetario Internazionale, Banca dei Regolamenti, Ue e finalmente Bankitalia; allegria, direbbe Mike Buongiorno. Ma il maggior numero dei ministri sono targati Partito Democratico, secondo partito in Italia. Cécile Kyenge, congolese, è il nuovo Ministro per l’Integrazione, benedetta da un politologo come Mario Balotelli, vuole risolvere la crisi parlando di cittadinanza agli immigrati; Josefa Idem, medaglia d’oro nella canoa, vicina a Bersani e Ministro allo Sport e Pari Opportunità. Affiliati all’area Dem sono Flavio Zanonato allo Sviluppo Economico e Maria Chiara Carrozza, esperta di neuro robotica e Ministro dell’Istruzione e Università (come se un approccio esclusivamente scientifico non abbia già abbastanza massacrato l’Università italiana, staremo a vedere). Sempre dall’area Dem arriva Dario Franceschini, altro democristiano e titolare dei Rapporti con il Parlamento.

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Alla Sanità arriva una diplomata al liceo classico, saranno contenti gli infermieri costretti a laurearsi per non trovare lavoro, Beatrice Lorenzin (conosciuta sui social network come “la maga dei pompin”) fedelissima di Silvio Berlusconi. Enrico Giovannini invece al Ministero del Lavoro, chiamato nella famiglia dei saggi di Napolitano, guida dell’Istat col pallino della digitalizzazione (che di sicuro creerà posti di lavoro, su twitter magari). Altro saggio del Presidente della Repubblica, ma anche uomo di Berlusconi è Gaetano Quagliarello che presiederà le Riforme Istituzionali ricordandoci che Eluana Englaro è stata assassinata e che pur avendo scritto un librone su De Gualle, preferisce far finta di niente. Addirittura in quota UDC arriva Giampiero D’Alia, Ministro della Pubblica Amministrazione, democristiano, berlusconiano e Dio sa cos’altro.

Tornando al Partito Democratico troviamo anche il Ministro degli Affari regionali Graziano Delrio, affiliato a Renzi e presidente ANCI, Carlo Trigilia alla coesione territoriale, affiliato a D’Alema. Un altro “figlio di” è Massimo Bray, di cui anche gli amici cercano la pagina wikipedia per capire chi mai sia, Ministro della Cultura e qui si capisce quanto la cultura sia importante per tutti noi; chiamato per gli alti meriti acquisiti guidando la rivista di Massimo D’Alema Italianieuropei.

L’esigenza di rinnovamento è stata interpretata quindi in una maniera abbastanza particolare: i nostri padrini hanno scelto di presentarci quasi tutti nomi poco conosciuti, spingendo sul fatto che siano giovani (età media è più di cinquanta anni) e ci siano molte donne (come se fosse garanzia di qualcosa): ma siamo di fronte a tutti affiliati di gruppi ben consolidati e radicati nella storia recente dell’Italia. La crisi attuale, prodotta di certo a livello internazionale dal sistema di mercato (specialmente anglo-americano) dovrebbe essere affrontata cambiando le carte in tavola, non rimescolando il solito mazzo. Senza citare statistiche e notizie buone per i telegiornali, la crisi la sentiamo sulla nostra pelle: c’è chi come l’autore del pezzo, super precario, non riesce a curarsi un dente che produce un dolore atroce più volte al giorno, chi non riesce a farsi visite importanti essendo troppo costose. Si potrebbe continuare ore a elencare le storture alle quali siamo arrivati, ognuno di noi ha le proprie e non abbiamo bisogno di commuoverci davanti all’ennesimo giornalista con una finta faccia contrita. Milioni di italiani sono lasciati senza voce e senza rappresentanza, e anche quelli che per interesse si affiliano a qualche famiglia (leggi partito) forse oggi finalmente capiscono che in quel modo tradiscono i propri compaesani. Dopo un Parlamento illegale non poteva che nascere un Governo Bastardo, figlio di una scappatella che dura da decenni e che si chiama liberal-democrazia. Da parte nostra, baciamo le mani al nuovo Governo di Famiglia. Ci vediamo a Piazza Montecitorio. Monteciborio per gli amici. Matteo Guinness http://informazionescorretta.altervista.org

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IL NOSTRISSIMO ISPETTORE PER SEMPRE NEL CUORE “Ma quant’è bello andare in giro con le braccia tutte tese, con quel saluto bello che… ti togli i problemi!”

“Noi oggi viviamo in un mondo in cui sono profondamente mutati i valori, valori che costituivano, specialmente dopo la fine dell’ultima guerra, una sorta di placenta in cui l’uomo si poteva muovere con relativa sicurezza e libertà. Adesso però viviamo su un palcoscenico dove continuamente si combattono aspre battaglie, in cui si ha la netta sensazione che sia una sola la regola che ha importanza: vince il più forte; e al primo posto si mette il profitto, il personale profitto, e il resto non conta. Si tratta di un invito straordinario per ogni criminale della Terra. La violenza è diventata una merce da esibire nei notiziari televisivi del mondo intero; e questo ha ottenuto un effetto secondario decisamente singolare: che alla violenza ci si abitua, non è più un evento che ci emoziona, che ci turba. Omicidi e morti cruente diventano valori di intrattenimento. Così gli uomini si riducono a spettatori i quali accettano che lo stare a guardare sia la loro unica funzione e assistono impotenti… Lo spettatore si ritiene libero da qualsiasi… è persuaso dall’essere libero da qualsiasi forma di complicità, non ha a che vedere in modo diretto con quello che succede. I mass media considerano il mondo come uno spettacolo in cui lo spettatore deve osservare con spavento, con terrore, gli orrori che gli propinano; però senza avere mai la sensazione, neanche per un solo momento, che è la sua storia, il suo destino che gli fanno vedere. E lo spettatore non si preoccupa e non pensa.” Stephan Derrick

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CRONACHE BRITNEYANE

OPERATO AL PENE: EREZIONE PER 8 MESI L'uomo, un 44enne del Delaware, per risolvere il suo problema è stato costretto a rimuovere la protesi. Dopo la lunga agonia, ha deciso portare in tribunale il chirurgo che lo aveva operato. Daniel Metzgar, camionista 44enne del Delaware, ha avuto decisamente un problema, lungo otto mesi. Dopo un'operazione per inserire una protesi al pene, è rimasto con un'erezione costante, fino a quando non ha deciso di rimuovere l'impianto. "Non potevo più fare niente", ha spiegato l'uomo che ha portato in tribunale il dottor Thomas J. Desperito, il chirurgo autore dell'operazione. "Nel 2009 mi sono operato per una protesi al pene ma qualcosa è andato storto - ha raccontato Daniel -. Ho avuto una costante erezione per otto mesi di fila". L'erezione costante avrebbe causato al 44enne una situazione di tremendo disagio, obbligandolo di fatto a evitare di giocare con i suoi figli, andare in moto o fare una passeggiata al parco: "Non riuscivo nemmeno a ballare a causa di questa dannata erezione e andavo sempre a sbattere sulla mia partner. Dovevo indossare pantaloni lunghi e larghi". Solo nel 2010, dopo 8 lunghi mesi di agonia, Daniel ha deciso di mettere fine alla sua agonia, rimuovendo la protesi. Per lasciarsi dietro le spalle la brutta avventura, ora l'uomo attende la sentenza del tribunale.

SI CANDIDA CON DUE LISTE AVVERSARIE: ELETTO! Un vero e proprio colpo di genio, i politici del nostro Belpaese come avevano fatto a non pensarci prima? Francesco De Salazar, candidato alle Amministrative, è stato il primo ad avere questa pensata da Guinness dei Primati. Si è candidato con due liste diverse, tra l'altro rivali tra loro: Fratelli d'Italia, per Alemanno sindaco e con la lista Marchini, per Marchini. Sia al II Municipio (Parioli-Nomentano), che al XII (Monteverde-Portuense). Il bello è che De Salazar è stato addirittura eletto da entrambi i consigli. De Salazar, intervistato sul Corriere, minimizza così: "È stata una leggerezza. Prima ho avuto contatti con la lista di Marchini, poi molti cittadini del II Municipio mi hanno chiesto di candidarmi con Fratelli d'Italia... Ho fatto la campagna solo lì, e solo lì siederò. Ho scoperto della doppia candidatura quand'era troppo tardi. Io ho sbagliato, ma c'è un vuoto normativo evidente...".

IN TRIBUNALE VESTITO DA HITLER \O In tribunale con la divisa del Fuhrer all'udienza per per ottenere il diritto di vedere il figlio minore. Heath Campbell, il padre americano divenuto tristemente famoso per aver chiamato uno dei suoi 'pargoli' Adolf Hitler, non si e' smentito e ha pensato di presentarsi lunedi' davanti alla corte di Flemington, in New Jersey, in uniforme nazista e con una svastica tatuata sul collo. Obiettivo: convincere i giudici a fargli vedere il figlio di sei anni, Heinrich, affidato i servizi sociali poco dopo la nascita. "Voglio dire al giudice che io amo i miei figli. Voglio fare il padre, lasciatemelo fare", ha spiegato Campbell all'emittente Nbc10 poco prima dell'udienza. "Praticamente loro sostengono che, visto che sono nazista, gente come noi non ha alcun diritto costituzionale a combattere per i propri figli", ha aggiunto. "Se sono buoni, i giudici sapranno andare oltre le apparenze", ha sottolineato. Campbell era divenuto noto nel 2008 quando un pasticciere si era rifiutato di decorare con la scritta "Adolf Hitler" una torta preparata per compleanno del figlio di 7 anni. "Non possono nemmeno fare una torta per un piccoletto di tre anni? E' una cosa molto triste. Si deve accettare un nome; un nome e' un nome", aveva commentato all'epoca la moglie dell'uomo, Deborah, che condivide le idee politiche del marito. I due coniugi vicini all'organizzazione Aryan Nation - hanno quattro figli, tutti con nomi di ispirazione nazista.

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GRAMMOFONI E CINEMATOGRAFIA GLI ANNI 88(3) La Stessa storia, stesso posto, stesso bar in una DDR distrutta da gente che viene dall’est non lo so che faccio qui esco un po’ e vedo i fari delle Trabant che mi guardano e sembrano dicano “eravamo dei FockeWulf” Gli anni d’oro del tigre real gli anni di Skorzeny e di Wittmann gli anni delle Wehrmacht Kompanie gli anni che volavan le V2 gli anni di com’eran belli erano i film di Leni Riefenstahl e Fritz Hippler gli anni di Qualsiasi posto vai Sventola l’insegna del Terzo Reich Stessa storia, stesso posto, stesso bar una coppia di soldati c’avran la mia età insegne DDR così io vedo un mp40 in tracolla ai 2 che porco giuda potrei essere io qualche anno fa -ritStessa storia, stesso posto, stesso bar stan quasi chiudendo poi me ne andrò a casa mia han messo un muro in mezzo a Berlino cosa vuoi il Reich è caduto lo sai nessuno indietro lo riporterà ma forse voi… Gli anni d’ora del tigre real… (F.T.CUMENDA) 883 “Gli anni”

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IL CAMERAGNO (IL FANKYTARRO, ARTICOLO 31) Tipa permetti una parola? Sai che fai un passo dell’oca che c’ho il cuore in gola? Che tu sia sola lo sai è un peccato ce l’hai un minuto? Ohu! Guarda non mordo dammi uno sguardo: io sono un CAMERAGNO doc tipa stop con me non devi far la snob dai salta su hop sul T-34 sentirai il profumo dei miei sei Arbre Magique come D’Annunzio sono un Freak tarro e t’atterro sulla smart sono fascio come la Rochelle e come jean thiriart io sono quello che impennava con il panzerfaust con la maglietta con la celtica e santa claus quello che rimpiange l’elmetto con le frange la targa Siberia e il compagno Berja e l’adesivo del Britney e del Duce il gulag che non rimane senza luce! Io sono un porco sono un balordo faccio svastiche in citta’ senza pudori né riguardo sono un CAMERAGNO!

MAI MAI… TU VEDRAI, SVASTICHE, INFELICI.

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Scontri nelle piazze con falli nelle mani i rivoluzionari son tutti Britneyani Il popolo fucsia sta marciando ancora con il cuore e con le ossa risorgerà l’aurora!

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Il Britney - Zerovirgola n.1  

Numero 1 de Il Britney Zerovirgola (ex. Pogrom Anale) rivista del Britney National Party. Rivista gratuita di politica, cronaca, filosofia...

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