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N. 2 , A NNO I – G IUGNO 2012

P ER I SENTIERI DI POG GIOBRUSCO

PER I SENT IERI DI

POGGIOBRUSCO LA W EBZINE DI BRICIO LANELLATTE W EBLOG

N.

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P ROSEGUE L ’ AVVENTURA - Il secondo Numero Secondo numero per la webzine ufficiale di Briciolanellatte Weblog dopo l’ampio successo del numero precedente. Anche questa volta in queste pagine sono pubblicati contenuti inediti, mai cioè pubblicati né sul blog di Briciolanellatte, né sul web. La rivista è gratuita. Leggete e diffondete. Leggete e diffondete.

U NA

VISITA TEMPESTIVA

Un funzionario in calo di consensi, progetta un riscatto in vista delle prossime elezioni

Pagina 2

L ETTURA

CREATIVA

Alcuni consigli in pillole sull’importanza della memoria nella lettura

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U NA COLAZIONE UN ’ ALTRA

CO ME

Due simpatici vecchietti fanno la loro solita colazione…

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N. 2 , A NNO I – G IUGNO 2012

P ER I SENTIERI DI POG GIOBRUSCO

Il Racconto

U NA

VISITA TEMPESTIVA

«Cancella tutti gli appuntamenti di oggi» disse la funzionaria premendo un pulsante della plafoniera del telefono «e mi faccia preparare subito la macchina che mi porti all’eliporto. L’elicottero deve essere pronto fra un’ora.»

In pillole…

L ETTURA C REATIVA

La lettura e la memoria della lettura devono andare di pari passo, dove la memoria ha senza dubbio una funzione servente della lettura. Vi è innanzitutto la memoria di servizio che consente di comprendere, mentre si legge, dove il lettore si trova rispetto alla storia permettendo lo svolgimento sotto gli occhi del lettore della trama. Vi è poi la memoria di breve durata che permette, per tutta la durata del libro, di trattenere le linee principali della storia e dei personaggi onde rendere possibile il frazionamento dei tempi di lettura. E poi c’è la memoria a lunga durata che entra in funzione a libro chiuso e che è ciò che rimane del libro nel tempo. Sono gli echi delle parole, dei concetti, delle idee, dell’atmosfera che resta come una sensazione calda, avvolgente. Infine c’è la memoria di interiorizzazione. Il libro entra a far parte così tanto del nostro vissuto da divenirne tutt’uno. Noi siamo anche quello che abbiamo letto, quando filtrato dalla nostra esperienza.

Preparò la ventiquattr’ore. e, visto che c’era, ci infilò anche il report con gli ultimi sondaggi. L’avrebbe visionato con calma. La davano in preoccupante calo di consensi. Durante il viaggio avrebbe pensato a qualche nuova strategia per recuperare l’ala oltranzista della sua fazione. Quel benedetto Millemi la stava impensierendo. Subentrato dopo la vacanza del posto al fidato Acanti, era arrivato questo giovane rampante che non lesinava occasione per darle pubblicamente addosso. Sì, certo, non era stata una grande mossa annullare i lavori alla variante dell’ex area Poltri, ma le pressioni di certe frange dell’elettorato non potevano essere ignorate. La sua visita tempestiva sul luogo della tragedia avrebbe avuto quindi un indubbio peso politico e un benefico impatto positivo risollevando la situazione. Millemi non avrebbe più potuto sostenere che la macchina dei soccorsi era scattata in ritardo.

«Presidente, la macchina è arrivata» disse la segretaria aprendo la massiccia porta in noce e sporgendo una faccia smagrita e i troppi capelli biondi che la sormontavano. «Si grazie Paola, arrivo subito.» ‘Si, forse il tailleur chiaro non è l’ideale’. Pensò. L’avrebbe sporcato tutto. Ma sicuramente le avrebbero dato qualcosa alla protezione civile per cambiarsi o coprirsi. Comunque ne sarebbe valsa la pena. Scese l’ampia scala sotto i soffitti affrescati. Non aveva voglia di prendere l’ascensore. Il suo passo risuonò nell’androne e al suo passaggio i due carabinieri scattarono sull’attenti come due automi caricati a molla. Scivolò dentro la macchina blu che partì velocemente. Con la sirena spiegata arrivò all’aeroporto in venti minuti. L’elicottero ci mise un po’ di più a partire a causa di problemi di rifornimento. Ma dopo neppure un’ora la funzionaria era già nell’ufficio del Sindaco. «Voglio esprimerle a nome di tutto il Governo che rappresento il mio più sentito cordoglio per le vittime e i danni ingenti alla popolazione. Occorre una risposta forte e immediata contro gli atti vili e criminali che ci lasciano sgomenti, ma fermi e indomiti. Vogliono colpire il cuore dello Stato, ma

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N. 2 , A NNO I – G IUGNO 2012 noi non lo permetteremo.» La donna aveva proferito quelle parole tutto d’un fiato, appena entrata. Non si era neppure seduta e stava ancora stringendo la mano al Sindaco. «Mi scusi onorevole» disse il giovane Sindaco impacciato e in visibile imbarazzo per una visita ufficiale tanto importante quanto inaspettata. «Non capisco. A quale attacco vile e

P ER I SENTIERI DI POG GIOBRUSCO criminale fa riferimento?» e aveva l’aria di volersi scusare di non avere un massacro disponibile da offrirle. «Alla stazione ferroviaria… tutti quei morti, case sventrate, danni ingentissimi, mamme che piangono i loro bambini…» fece lei, di rimando, indispettita di avere di fronte il solito Sindaco inefficiente e di scarsa intelligenza.

In quel mentre un’esplosione dirompente e violentissima squarciò l’aria e fece spalancare le finestre del Comune. Entrò un forte odore di tritolo e di carne bruciata, polvere e urla. La funzionaria rabbrividì sbiancando in volto. ‘Accidenti, sono arrivata troppo presto’, pensò. Briciolanellatte © - maggio 2012

Il Racconto

L’A PPUNTAMENTO La ragazza sembrava più giovane di quello che era. Il taglio di capelli diseguale, rasato da un lato e più lungo dall’altra e un ciuffo che virava sul turchese, metteva in risalto il piercing alla radice del naso. «Sei arrabbiata?» gli chiese lui guidando piano nelle vie semi addormentate della città.

L’uomo era sicuramente più vecchio di lei, sui trent’anni. Uno sguardo da sopravvissuto nei meandri di una vita difficile. Il vestito alla moda e l’ultimo modello di macchina tradivano però un bisogno di normalità o di pacata apparenza. «Sono le due del mattino, non sono le ore di prima serata, Cinzia. E poi te l’ho detto devo incontrare queste persone. È per lavoro.»

«Certo che sono arrabbiata! Non ci vediamo mai e il primo sabato che ti concedi di uscire con me, mi scarichi in prima serata.»

«Macché lavoro!» sbottò la ragazza. «Gino, tu

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N. 2 , A NNO I – G IUGNO 2012

P ER I SENTIERI DI POG GIOBRUSCO indietro. Era decisa a coglierlo sul fatto, proprio mentre faceva salire in macchina quella là. Gli avrebbe fatto una scenata che se ne sarebbe ricordato per molto tempo. Si nascose dietro l’ampio fusto di un cedro e attese: la scarsa luminosità del luogo e la sua eccessiva magrezza l’avrebbero resa invisibile.

ti vedi ancora con Rita. Era lei prima che ti telefonava. Mi lasci sola per stare con quella stronza! Ammettilo una buona volta.» Nel frattempo la macchina era arrivata in piazza Accorsi. La facciata della chiesa sfumava nel buio e l’ampia scalinata in marmo, man mano che si allontanava dal grigiore opaco del selciato, veniva inghiottita dall’oscurità della notte.

Trascorse un quarto d’ora e dal buio di via Tonietti, dal lato del chiosco di giornali, risalirono due uomini. Uno poteva avere quarant’anni mentre l’altro, più anziano, fumava una sigaretta. Entrambi vestivano in jeans e una t-shirt di cui non si riusciva a capire il colore. Sotto l’ombrello di luce del lampione l’uomo più anziano salutò Gino e salì sul sedile accanto a lui, l’altro montò dietro. L’uomo anziano fece le presentazioni per poi mettersi a parlare con Gino, ridendo e scherzando.

«Non dire stupidaggini, scimmietta» disse lui sorridendo «Io ho solo te. Con Rita è finita da un pezzo e tu lo sai… però sei molto sexy quando fai la gelosa.» «Ma che razza di lavoro può essere questo che ti porta a incontrare persone alle due notte?» chiese tra sé e sé la ragazza tirando a sé la maniglia della TT Roadster e uscendo in strada. Per un po’ i due si guardarono senza dirsi nulla. Lei era sul marciapiede leggermente chinata a scrutare lui nell’abitacolo, lui nella macchina che massaggiava il volante come per controllare un montante nervosismo.

Cinzia si sentì una stupida. Non c’era dubbio: quelli erano suoi amici e di un’altra donna neppure l’ombra. Avrebbe voluto parlare subito con lui e scusarsi per quello che gli aveva detto, ma si trattenne: non voleva disturbarlo. Lo avrebbe fatto con un messaggio. Tirò fuori il cellulare. Poco prima di digitare alzò gli occhi per imprimersi bene nella mente quella scena e aiutarsi così a scegliere meglio le parole giuste. In quel mentre, l’uomo più giovane, rimasto fino a quel momento zitto, si allungò dal sedile anteriore verso Gino. Gli mise una pistola alla tempia e gli sparò.

«Dovresti imparare a fidarti un po’ più di me» le disse lui a un certo punto. La ragazza, per tutta risposta, sbatté la porta senza salutare per poi tagliare obliquamente per il prato del giardino. Fece una decina di metri, a passo sostenuto, senza voltarsi, ma poi, acquattandosi all’improvviso, ritornò lentamente

Creattività

L A L ETTURA V ELOCE

E

C REATIVA

È disponibile in tutte le librerie il nuovo libro di Maurizio Barbarisi, La lettura veloce e creativa, edizioni Gremese, Roma. Si legge per imparare, per approfondire, per ampliare le proprie conoscenze, per studio, per lavoro… e semplicemente per il piacere di farlo. Sono tante le motivazioni per cui si legge, raramente ci si pone il problema che bisogna anche “imparare a leggere”. Questo volume ripercorre metodi, strategie e propone esercizi, consigli, applicazioni pratiche e trucchi per affinare le doti intellettive, sviluppare la capacità di apprendimento, favorire la comprensione di un testo, potenziare la memoria… il tutto in modo efficace e, soprattutto, con i migliori risultati. Questo volume aiuta, quindi, ad apprendere e a mettere in pratica proficuamente le più valide tecniche di lettura, da quella veloce a quella ad alta voce, dal restart reading alla rilettura vera e propria. Si sofferma inoltre su aspetti pressoché trascurati da altre pubblicazioni sull’argomento: la “ginnastica mentale” da svolgere per liberarsi da ansia e preoccupazioni prima di iniziare la lettura, e la ricerca del luogo migliore e del momento più adatto per dedicarsi a questa attività. Completano il libro un excursus sulla storia della lettura, la biblioterapia e utili suggerimenti per la gestione di una biblioteca domestica pratica e funzionale. -44


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Il Racconto

U NA COLAZIONE COME UN ’ ALTRA Nel silenzio della casa, si sentivano solo il rumore lieve dei cucchiaini sulle tazzine e il lieve raspare del coltello da marmellata sui toast ben cotti. I due anziani guardavano fuori dal bow window quasi fosse una televisione. Ogni tanto l’uomo, interrompeva il suo ammirare quella giornata radiosa per buttare un occhio sulla prima pagina del giornale ancora piegato in due sulla sua destra, senza però dar segni di volerlo far diventare il suo interesse principale. La luce del mattino velava di azzurro la via e i fiori nel prato si stavano rinfrescando con la rugiada della notte. I vicini si apprestavano a uscir di casa e solo il vecchio Otis stava già armeggiando con il tosaerba per tagliare il prato del giardino che non ne aveva affatto bisogno.

«Oh…» fece lei come se non se l’aspettasse; posò il bicchierino di yogurt che aveva in mano e si mise pazientemente in attesa. «Sì, devo proprio chiedertelo. Dopo quasi cinquant’anni di matrimonio… forse ti ricorderai per avertelo in passato già fatto presente diverse altre volte, forse anche troppe volte, per la verità, e per questo senz’altro desidero scusarmene con te.» La moglie, una nuvola di capelli bianchi con una sfumatura di violetto, un viso addolcito da una vita comoda e senza troppe preoccupazioni, lo stava ascoltando con estrema attenzione come per non perdersi neppure una sillaba di quello che gli stava chiedendo il marito.

«Mia cara…» disse lui increspando il silenzio, con voce calma e gentile.

«Sì, sì, te lo devo proprio chiedere» insistette l’uomo come per farsi coraggio e convincersi della bontà del suo ragionamento.

«Dimmi Tesoro.» «Devo proprio chiederti una cosa.»

«Dicevo… dopo quasi cinquant’anni di -55


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L A V IGNETTA

A FORISMI U NA DELLE DIFFICOLTA ’ DELLA VITA È QUELLA DI RIUSCIRE A SOPRAVVIV ERE ALLA STUPIDITA ’ ALTRUI

N ON SIAMO QUASI MAI PREPARATI A QUELLO C HE CI ACCADE

S PESSO PREFERISCO STA RE DA SOLO , ALMENO SO CON CHI HO A CHE FARE E NON HO SORPRESE CHI SA FA , CHI NON SA INSEGNA E CHI NON CA PISCE CRITICA

H O L ’ ANIMA TUTTA IN SALITA

matrimonio… il fatto che tu quando mangi lo yogurt, e sono sicuro di avertelo chiesto davvero molte altre volte, di talché, credo, ti sia abbastanza difficile non averlo ben compreso o dimenticato, ebbene… quando mangi il tuo adorato yogurt, quello che facciamo venire appositamente dalla fattoria Niells, il vecchio buon Niells, che Dio l’abbia in gloria… il fatto, dicevo, che tu sbatta così tante volte il cucchiaino sul fondo del bicchierino, quando lo stai per finire, in un modo francamente così fastidioso e sgradevole e, giova sottolinearlo, allo stesso tempo, perdonami, così inutile per la funzione che

certamente di prefiggi… ecco mi domandavo, senza dover portare via troppo tempo alla tua colazione… ecco mi chiedevo… come mai, se sai che mi dà tanto fastidio, lo fai lo stesso?» La moglie aggrottò leggermente la fronte e, sorridendo beatamente, allungò la mano punteggiata di macchie color del caffè, per accarezzare quella del marito. Poi prese nuovamente in mano il cucchiaino e il bicchierino dello yogurt. «Ma caro… ma che domande mi fai questa mattina! È proprio per il

motivo che hai appena detto tu. È perché so che ti dà tanto fastidio.» Briciolanellatte © - giugno 2012

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